Cristian Imparato, l'ex bambino prodigio si sta facendo uomo

Scritto da  Francesco Mattana Giovedì, 07 Novembre 2013 

Ma come si fa a rinunciare al proprio passato? E poi soprattutto, perché rinunciarvi? Avere vinto la prima edizione di Io canto è forse una parentesi biografica trascurabile, su cui sorvolare? Cristian Imparato - 17enne tenace, intenzionato a coltivare il suo talento abbattendo qualunque ostacolo innanzi a sé - è il primo a sapere di dovere tanto al programma Mediaset che lo lanciò, nel lontano 2010. Che poi tanto lontano non è: sono trascorsi appena tre anni. Ma tra i quattordici e i diciassette anni, sappiamo tutti che razza di metamorfosi avviene nel corpo, nella mente, nello spirito di un ragazzo. Chiaramente, colpisce di più quando la trasformazione riguarda un personaggio pubblico. Cristian era “il brutto anatroccolo” (questo l'epiteto che gli affibbiarono, un po' affettuoso e invero un po' crudele) che incantava il pubblico Mediaset con E penso a te di Battisti. Ora, Anno Domini 2013, il primo vero esame di maturità della sua vita: l'uscita di un disco omonimo, con cui lancia il 'guanto di sfida' ai colleghi cantanti più maturi.

 

 

 

C'è poco da ridere: il giovanotto ha stoffa da vendere, ci sono tutti i presupposti per piantare le tende nelle zone alte della hit parade. È bravo, ma questo lo si sa dai tempi in cui Scotti lo presentava sul palco. L'intervista qui di seguito rivela un bel caratterino volitivo, risoluto quanto basta per dar battaglia. Se qualcuno pensa, vista la sua tenera età, di poterlo abbattere con una cerbottana, apprenderà molto presto che Cristian Imparato è un osso duro, nemmeno le cannonate lo fanno fuori.

 

"Da qui cominci tu" è il singolo trascinante del tuo primo album. Che significato ha questa canzone?
Lasciami dire innanzitutto che sono entusiasta dell'album Cristian Imparato: siamo riusciti tutti insieme a fare veramente un buon lavoro. Questo esordio discografico era ciò che sognavo, il risultato complessivo è al di sopra delle mie più ottimistiche aspettative. Da qui cominci tu riassume tutta la gioia e l'entusiasmo che ho nel corpo: io voglio cominciare da questo disco, dall'energia che mi ha dato la sala d'incisione, dagli ammiratori e dai familiari che non mi hanno mai fatto mancare il sostegno. Nella canzone sottolineo inoltre questo: l'amore è la grande forza che muove me e le persone che mi vogliono bene, riusciremo a stare uniti “anche contro il mondo”, nessuno potrà spezzarci. Ecco, si comincia da qui. E siamo appena all'inizio.


Emerge dalle tue parole la passionalità e la tenacia del temperamento siculo (Cristian è palermitano, n.d.r.)
Senza dubbio. Probabilmente anche questa positività, questo affacciarsi al mondo con spirito combattivo e propositivo è un'eredità della mia isola.


Parliamo del disco in generale
Guarda, c'è di tutto. Dal punto di vista tematico, si parla naturalmente di amore ma viene raccontata più in generale la vita quotidiana, le impressioni e le reazioni ai piccoli guai che ci capitano ogni giorno. Sotto il profilo musicale, certamente un occhio di riguardo è per gli ascoltatori molto giovani, però alcune canzoni sono fatte apposta per piacere anche alle persone adulte. D'altronde, cosa dicevamo prima? Eliminare gli steccati. Allora, eliminiamo pure le barriere anagrafiche, facciamo in modo che la mia musica arrivi a tutti.


Hai dei punti di riferimento nella musica italiana?
Sicuramente ammiro alcuni artisti italiani, però se parliamo di punti di riferimento ti cito esempi stranieri: Beyoncé, per me un mito assoluto; Whitney Houston, che mi manca tanto e a cui mando un grande bacio; Mariah Carey. Tra le italiane ho molto stima per Giorgia, mi piace la sua timbrica, la sua forza; Laura Pausini è una che ti arriva dritta al cuore, poi ha un carattere molto positivo come me.


Sappiamo che hai una simpatia particolare per Alessandra Amoroso
Sì ci siamo visti tante volte a Io canto e devo dire che ci siamo capiti subito, è scattata una simpatia, un affetto immediato. Ci siamo ritrovati a Palermo, era venuta per presentare il suo disco. Alla fine, quando mi sono avvicinato, non credeva ai suoi occhi: ma veramente ero Cristian? Possibile che fossi cambiato così tanto? Era felicemente sconvolta dalla mia trasformazione fisica.


Che rapporto hai col tuo passato da enfant prodige?
Sicuramente non rinnego Io canto, la considero un'esperienza fondamentale. Poi io credo molto nel destino, penso che certe situazioni avvengano perché dovevano avvenire. Posso dire che i primi giorni in cui mi esibivo nel programma l'eccessiva esposizione mediatica mi turbava un po'. Col senno di poi ho capito che era tutto un gioco. Ora che il mio primo album è bello e pronto, certamente questo gioco piano piano sta diventando una faccenda più seria. Però attenzione a non diventare troppo seriosi: questo mestieri o lo vivi con la giusta dose di autoironia o è la fine.


Hai mantenuto i contatti con Gerry Scotti?
Purtroppo no, devo dire che un po' mi dispiace questo fatto. Avrei senz'altro accettato volentieri di tornare a Io canto come ospite, ma non è arrivata nessuna chiamata. Ad ogni modo ho soltanto ricordi piacevoli legati all'atmosfera di quella trasmissione, questa è l'unica cosa che conta.


Frequenti il terzo anno del liceo linguistico. Con quali materie vai più d'accordo?
In matematica sono parecchio bravino.


E su questo non c'erano dubbi: indubbiamente stai dimostrando di essere un buon calcolatore...
In effetti devo dire che quando c'è da ottenere un risultato, mi impegno affinché lo possa raggiungere. Tra le materie che amo meno invece c'è la filosofia.


Eppure, emerge dai contenuti dell'album una certa predisposizione alla riflessione filosofica
Sì, ma i testi non li ho mica scritti io, eheheh. A parte gli scherzi, è probabile che io abbia questa attitudine, però per il momento i risultati scolastici dicono il contrario.


Ma un ragazzo di 17 anni come si misura con la propria carriera? Immagina, fa progetti a lunga distanza?
Ho scelto di agire momento per momento. Credo sia la cosa più saggia. Sono consapevole di avere appena iniziato, quindi piedi di piombo: giusto meditare sul proprio futuro ma progettare assolutamente no, non è il momento per fare ragionamenti concreti a lunga scadenza. Quello che posso dire senza ombra di dubbio è che vivrò sempre di musica. Non ti posso dire ora con quali risultati artistici e commerciali, però la musica sarà una costante di tutta la mia esistenza. Ne sono pienamente convinto.

 

 

Intervista di: Francesco Mattana

 

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