Fenomeno Clementino: un vulcano a Sanremo che canta la storia di una generazione

Scritto da  Giovedì, 09 Febbraio 2017 

Clementino show. Un Vulcano, come il nome del nuovo album di prossima uscita. Il rapper da Napoli con furore, e quanto furore, energia, cuore, passione, è di nuovo nella città dei fiori per animare l’intera città, i colleghi, i giornalisti, i passanti. Che poi sia qui anche per il Festival non è affatto di minore importanza, anzi. Clementino, a Sanremo, ci tiene così tanto che il dispiacere per non poter cantare la sua cover di Svalutation è grandissimo (il brano del rapper infatti è a rischio eliminazione).

 

Come combattere il dispiacere? Animando l’intero Palafiori, dove lo si incontra mentre imita Benigni, recita il Cyrano de Bergerac, porta tutto il calore della sua terra. Riusciamo a chiedere a Clementino qualche curiosità tra un siparietto e l’altro che, a fine Sanremo, ci mancherà tremendamente.

Chi sono questi Ragazzi fuori di cui canti?
Sono i ragazzi della nuova generazione, quelli che, vista la brutta situazione in Italia, possono fare delle sciocchezze se assuefatti alla noia e se nessuno mai li aiuta. Si tratta di una storia autobiografica ed è una situazione che riguarda tantissimi ragazzi.

Faccio un nome della musica, e della tua terra, a cui sei molto legato: Pino Daniele.
Un grande maestro, mi piace sempre, in napoletano o con Io per lei o Non calpestare i fiori nel deserto. Una volta eravamo a Napoli per un concerto e lui era nel camerino che stava suonando O’ Vient, la mia canzone, immaginate la mia faccia… ce l’ho pure tatuato, per davvero, qui sulla schiena.

Lo ascolti spesso?
Ogni volta prima di esibirmi dal vivo, mi carica tanto. Mi ritengo fortunato perché con lui ho registrato la sua ultima canzone, Da che parte stai. Forse è un segno del destino.

I tuoi palchi sono sempre più importanti: tu sei rimasto sempre lo stesso?
Nella mia vita ho suonato in cantine, trattorie, ristoranti, villaggi, poi ho fatto, piano piano, qualche passo avanti. Quando hai un bacino di utenza più grosso non puoi più chiuderti in quello che facevi prima perché il pubblico, come nel mio caso, non è più solo napoletano. Ma io sicuramente sono sempre quello, vengo dalla strada.

Ti dispiace non esibirti con la cover?
Certo, Svalutation poteva darmi una mano in più. Ragazzi fuori è il pezzo serio, la cover sarebbe stata la canzone per far divertire il pubblico: ora non si tratta di sbagliare il rigore, in questo caso non te lo fanno proprio tirare! Io faccio divertire la gente, è una mia arma, se non posso più esibirmi in una cosa che fa divertire il pubblico non mi rimane che dare il massimo in Ragazzi fuori, anche se sono un rapper e non ho una voce come Al Bano o Mengoni!

 

Intervista di: Andrea Dispenza

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