Chiara Raggi: è questione di coscienza avere delle origini

Scritto da  Venerdì, 08 Maggio 2009 

Chiara RaggiChiara Raggi è una giovane cantautrice riminese, che con l'album di debutto “Molo 22” ci immerge in melodie suadenti, sapori latino-americani, parole dense di simboli e ricordi. Chiara ci parla di lei e del suo disco.

 

 

 

Chiara ci parli di te?

La mia storia parte da lontano, da una chitarra e una voce tra sale, polvere e luna. Sono nata e cresciuta a Rimini, città che ha accolto i miei studi musicali e le prime canzoni, le prime esibizioni. Poi la voglia di respirare acqua dolce mi ha portato a Torino, sulle rive del Po, a sognare una nuova vita e nuove canzoni. Così è stato.

Come definiresti il tuo nuovo album “Molo 22”?

Per me si tratta di un concept, anche se non lo è in senso tradizionale. Non c’è una storia o una tematica che ti porta passo a passo tra una traccia e l’altra. Ma per me è un concept perché a fare da fil rouge vi è la pulizia di suono, la trasparenza dei testi e l’originalità della musica. E’ un album sincero. Senza fronzoli, se pur ricco nell’arrangiamento. Un album dove la parola è a pari merito con la composizione musicale, ritagliandosi un ruolo preferenziale.

…e il tuo stile musicale?

Molti dicono di me “non allineata ad un unico genere musicale”. Vero e non vero. Nel mio album non si ascoltano dieci stili musicali differenti. Nelle mie canzoni si trovano a convivere riff di chitarra che ricordano i miei studi musicali classici, armonie prese dal mondo jazz e ritmi e colori che arrivano dalla musica popolare sudamericana. Ma credo che, ascoltando con attenzione le 10 composizioni del Cd, si possa percepire la convergenza pacifica di questi tre “spiriti musicali” che in me vivono e che continuamente nutrono il mio desiderio di bellezza musicale.

La scelta del titolo?

E’ il titolo della seconda traccia e mi riferisco al nuovo porto della città in cui sono nata e cresciuta. E’ per me un luogo magico, in particolare quando svanisce la confusione estiva e si può assaporare il vento morbido e fresco di inizio autunno. E’ un luogo di meditazione e di riflessione. Intitolare così il mio primo album vuole essere un omaggio alla mia terra e una sorta di rivendicazione delle mie origini. In una vecchia canzone scrivevo “è questione di coscienza avere delle origini”…

A quale brano sei più legata e perché.

Uno dei pezzi che forse amo di più è “E’ cambiata la notte” perché parla del cambiamento come momento positivo nella vita di ognuno, come possibilità di nuove risorse, di nuovi incontri, nonostante le fatiche del momento. In più questa canzone è per me vera e duratura nel tempo. Ciclicamente torna nel mio percorso di vita a dimostrarsi vera e ad incarnare perfettamente quel determinato momento.

Come vedi la scena emergente italiana?

Ricca, in fermento da ormai parecchi anni. Non ho molto da dire. Le quote rose aumentano velocemente e non so se ci sia spazio proprio per tutti. Io faccio la mia strada.

Le tue influenze musicali?

Avendo studiato fin da piccola in Conservatorio, tra sonate e rondò e teorie varie, quando ho cominciato a scrivere canzoni conoscevo molto poco del mondo cantautorale italiano ed internazionale. Il mio è stato un processo di ambientazione e di riconoscimento. Sicuramente nel mio cammino ho incontrato grandi maestri, ma non necessariamente un punto di riferimento a qui rifarsi fedelmente. Credo piuttosto che il segreto stia nel riconoscere ed abbracciare la musica che ti fa battere il cuore, al di là di ogni genere.

Cosa ne pensi dei social network come MySpace e FaceBook?

MySpace lo utilizzo come mezzo di lavoro. FaceBook non ce l’ho. Mi sento già spiata a sufficienza attraverso MySpace. Gli amici preferisco incontrarli di persona o al telefono. Quelli che non vedo da anni e potrei rintracciare su FaceBook creando vecchie rimpatriate e gruppi improbabili li lascio dove sono… un motivo ci sarà se non ci si sente da 10 anni no???

Altri progetti in cantiere?

Oltre alla promozione del disco e tanti live, sto scrivendo le canzoni per il prossimo lavoro discografico! A settembre comincerò la preproduzione e via di seguito.

Vuoi aggiungere qualcosa?

Quando parlo con i musicisti mi sento più cantautrice… ma quando parlo con i cantautori mi sento decisamente più musicista!

 

 

Intervista di: Ilario Pisanu

Grazie a: Chiara Raggi, Donato Zoppo (Ufficio Stampa)

Sul web: www.myspace.com/chiararaggi

 

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