Chiara Buratti porta sul palco e in un cd Giorgio Faletti: "Indimenticabile cantastorie"

Scritto da  Venerdì, 03 Luglio 2015 

Il 4 luglio ricorre il primo anniversario dalla scomparsa di Giorgio Faletti, e per l’occasione debutterà al Teatro Alfieri di Asti “L’ultimo giorno di sole” da lui scritto per l’amica e attrice Chiara Buratti, unica interprete di questo spettacolo di musica e parola, diretto da Fausto Brizzi e con Giulia Mazzoni al pianoforte.

Chiara, il 4 luglio con il debutto del tuo spettacolo "L'ultimo giorno di sole" riporterai in vita, almeno artisticamente, il grande Giorgio Faletti, che ha scritto per te questo testo. Sei emozionata?
"Sono molto emozionata. In questo momento è salita l’adrenalina e la volontà di riportare sul palco al meglio il mondo di Giorgio e il viaggio che ha affrontato per  realizzare questo spettacolo. In me sono presenti anche momenti di dolore e di sconforto. Voglio fare in modo che tutte queste sensazioni possano mischiarsi e ricreare una sensazione universale. Ovviamente quello che mi preme di più è che la mia emoziona riesca a coinvolgere il pubblico. L’arte serve proprio a guardarsi dentro per poi trasmettere i propri sentimenti. Essendo portavoce di un pensiero che non è mio, ma di Giorgio, la responsabilità che sento di avere è molto grande."

Come nacque la tua collaborazione con Faletti?
"La collaborazione è nata in maniera casuale. Una sera Giorgio è venuto a vedermi recitare durante uno spettacolo e, alla fine di quello, mi ha chiesto come mai non avesse mai scritto qualcosa per me. Ho detto scherzando che poteva cominciare a scrivere. Ha risposto che mentre mi vedeva recitare aveva già scritto tutto nella sua testa. Nell’arco di due settimane aveva già composto le prime canzoni e subito dopo i testi. Il giorno di Natale del 2013 mi ha infine fatto questo bellissimo regalo: un copione rilegato con una copertina in pelle e una bellissima dedica all’interno."

Qual è il primo ricordo che ti viene alla memoria quando pensi a lui?
"Quando penso a Giorgio, la prima immagine che mi viene in mente è lui che compone davanti alla tastiera del suo pianoforte. Giorgio aveva poi un grandissimo dono, quello di raccontare storie, ripetendole anche mille volte, ma con l’abilità di farle sembrare sempre nuove. C’era una storia che lui raccontava sempre quando facevamo le cene con i nostri amici e, ogni volta che si dilettava in 'quella della candela', come la chiamavamo noi, tutti ridevamo come i pazzi. Di cena in cena c’era sempre un dettaglio che cambiava, una volta un’espressione, un’altra un personaggio. Con lui era possibile spaziare dalla risata a crepapelle alla lacrima nel giro di un minuto. Il suo modo di raccontare credo sia la cosa che mi manca di più."

Lo stesso Faletti avrebbe dovuto anche dirigere lo spettacolo, invece a sostituirlo c'è un altro grande nome, il suo amico Fausto Brizzi. Che cosa ti sta insegnando la collaborazione con lui?
"Fausto ha proprio a pieno titolo questo testimone, che Roberta ha deciso di affidargli, con grandissimo entusiasmo e grande serietà. Sta portando avanti questo spettacolo come lui pensa che Giorgio avrebbe fatto, senza stravolgerlo, ma al contrario facendo da filtro. Per lui è stato un salto nel buio lavorare con me. Quando Roberta, la moglie di Giorgio, gli ha detto che l’attrice era già stata scelta, era molto preoccupato, poi ci siamo conosciuti, mi ha visto recitare e, oggi, lavoriamo benissimo assieme. Fausto ha anche alcuni tratti del suo carattere molto simili a Giorgio."

Hai sempre lavorato con teatro, cinema e televisione: questa volta invece la recitazione si affianca alla musica, contenuta anche nel disco che è uscito il mese scorso. Che differenza ha fatto nel tuo lavoro questa commistione di generi?
"Credo che ci siano tanti punti in comune tra le arti e che sia bella la contaminazione che si crea tra di esse, come in 'L’ultimo giorno di sole', in cui si uniscono teatro e canzone. Ho trovato molti punti di contatto tra il giornalismo e il ruolo dell’attrice. Quando da giornalista devi intervistare qualcuno devi cercare di approfondire la tua conoscenza della persona al di là del personaggio. L’approccio del giornalista al suo intervistato è un po’ quello che deve avere l’attore con il suo personaggio. Per me recitare in questo spettacolo è una bella sfida in quanto sono sola sul palco."

Il testo, come si intuisce dal titolo, parla de "L'ultimo giorno di sole" prima della fine del mondo. Tra terrorismo e crisi economica, anche gli scenari che leggiamo ogni giorno sui quotidiani sono piuttosto apocalittici. Il mondo così come lo conosciamo è davvero destinato a finire o possiamo fare qualcosa per evitarlo?
"Lo scenario apocalittico di questo spettacolo ci è stato già proposto in molti libri e film. Nel caso specifico, abbiamo un mondo che sembra inventato ma che è molto vicino alla nostra realtà. Non mi stupirei se un giorno succedesse anche a noi quello che ha scritto Giorgio. Particolare è invece la reazione della protagonista, la quale decide di non scappare ma affrontare la fine del mondo in un modo totalmente nuovo, come forma di ribellione."

Intervista di: Fabrizio Corgnati

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