Cecco Signa: poliedrico musicista e attore, con un occhio rivolto al sociale

Scritto da  Martedì, 14 Aprile 2009 
cecco signa

Una primavera davvero intensa e ricco di soddisfazioni quella che sta vivendo il giovane cantautore Cecco Signa: è da poco uscito il suo secondo album “Colpa di Giuda” che accompagna il film “Tutta colpa di Giuda” di Davide Ferrario in questo periodo nelle sale cinematografiche, film in cui interpreta anche un piccolo ruolo. Abbiamo parlato con Cecco di questo periodo elettrizzante, dei suoi progetti in cantiere e del suo amore viscerale per la musica.

 

Ciao Cecco e innanzitutto benvenuto sulle pagine di SaltinAria.it! E’ davvero un piacere avere l’opportunità di scambiare quattro chiacchiere con te in occasione dell’uscita del tuo secondo lavoro discografico; sappiamo che si tratta della riedizione di “Togamagoga”, contenente l’inedito “Tutta colpa di Giuda” che fa parte della colonna sonora dell’omonimo film di Davide Ferrario. Come è nata l’idea di pubblicare questa nuova edizione del tuo primo album?

Piacere mio Andrea… Il mio primo album “Togamagoga” non aveva ottenuto la visibilità che speravamo io e tutte le persone coinvolte nel progetto, per cui nonostante io abbia accumulato un buon numero di pezzi nuovi, la Sugar (la mia etichetta) mi ha proposto di sfruttare questa occasione per riproporre quelle canzoni, con l’aggiunta di due inediti (“Alchimista” e “Tutta colpa di Giuda”) per cercare di ottenere lo spazio che crediamo si meritino.

L’inedito “Tutta colpa di Giuda”, di cui il regista Davide Ferrario ha firmato assieme a te il testo, affronta la tematica della vita in carcere in una chiave ironica ed originale. Come descriveresti questo brano e quali sono state le tappe della sua genesi?

Secondo me “Tutta colpa di Giuda” è una specie di crossover tra un ragamuffin, old-school rap, blues e gospel e… forse anche altro, ma adesso non mi viene in mente…eh eh… avrai capito che non amo le definizioni! Anzi mi piace la musica che non si riesce a classificare facilmente. Per quanto riguarda il testo, Davide Ferrario mi ha chiesto di scrivere un rap con dei messaggi precisi, tipo un monologo, che avrei dovuto poi interpretare nel film. Il mio primo tentativo però è risultato troppo duro,  per cui la chiave giusta è stata l’ironia con il divertente paragone tra il detenuto un po’ sfigato e Gesù!

Oltre a registrare un brano per la colonna sonora, hai anche recitato una piccola parte nel film. Che ruolo interpreti e com’è stata l’esperienza di tornare a cimentarti con la recitazione (visto che in passato sei stato anche attore di teatro sperimentale)?

Nel film io sono un detenuto che canta e suona l’armonica, ma è scocciato soprattutto perchè non riesce a comporre canzoni come vorrebbe…poi ci riuscira`e…beh: vedrete! Ma faccio un salto indietro: mentre Davide Ferrario progettava il suo nuovo film in carcere, Caterina Caselli (mia discografica) gli fece sentire il mio brano “La libertà” (anche questo c’è nel film, in una versione particolarissima) parlandogli anche della mia piccola esperienza passata in teatro, una parentesi chiusa tanto tempo fa, per cui aiuuuto! Il risultato è quel che è, comunque mi ha fatto tornare la voglia riprendere da dove avevo interrotto… vedremo. Tornando alla musica, che svolge un ruolo fondamentale nel film, ce n’è tantissima e pure molto varia, infatti oltre a me ci sono Marlene Kuntz, Gianni Maroccolo, Fabio Barovero (Mau Mau), Paolo Ciarchi, Forti e De Luca, Kaas... caldamente consigliata!  

Protagonisti della pellicola sono Kasia Smutniak, Fabio Troiano, Luciana Littizzetto e venti detenuti del carcere Le Vallette di Torino. Che atmosfera si respirava sul set e come ti sei trovato con questi compagni di lavoro?

Kasia, Fabio, Luciana e Gianluca Gobbi sono attori molto bravi e non “se la tirano” per niente... e comunque in una situazione così non avrebbero neanche potuto, credo. Il set era piuttosto particolare, ovviamente tutta l’organizzazione, gli spostamenti, le zone a cui accedere, i tempi, tutto doveva essere controllato, non è che in carcere ti puoi muovere come ti pare. Ma non finirò mai di ringraziare Davide, perchè è stato per me un momento potentissimo a livello umano, quando vai “dentro” devi lasciare fuori tutto, veramente, fisicamente: cellulare, macchine fotografiche, computer, niente internet…e di conseguenza sei messo “a nudo”, condizione ideale per conoscersi e conoscere davvero qualcuno. Le riprese sono durate un mese, ma nel giro di un paio di giorni si era già creata un bellissima atmosfera fra tutti noi “esterni” e i ragazzi. Per lo stesso motivo gli ultimi giorni sono stati emotivamente durissimi perché eravamo tutti coscienti che la loro vita sarebbe tornata vuota come prima. 

Singolare anche il videoclip che accompagna il tuo nuovo singolo, visto che è stato girato anch’esso all’interno del carcere Le Vallette con reali detenuti ed agenti al tuo fianco come protagonisti, ma in un clima tutt’altro che austero e restrittivo, anzi nello stile di un vero e proprio musical ricco di coreografie. Com’è nata l’idea di realizzare un video di questo tipo?

L’elemento del ballo “povero” , del musical in senso tutt’altro che convenzionale è fortemente presente nel film, per cui sia io che Davide siamo stati perfettamente concordi nel pesare ad un videoclip della title-track con gli stessi elementi. Naturalmente se entri in un giorno qualunque non è che li trovi in corridoio che saltano, le regole esistono eccome, però l’autoironia di questi ragazzi, che ballano pur non sapendolo fare, a me ha fatto molto riflettere: alcuni di loro hanno uno spirito più libero di tanti di noi “““liberi”””.

Veramente significativo questo tentativo di portare l’arte all’interno del mondo carcerario, un esperimento che negli ultimi anni si sta conducendo con successo in numerosi istituti penitenziari coinvolgendo i detenuti in attività legate al teatro, al cinema e alla musica. Pensi che questo possa essere un percorso riabilitativo efficace ed una effettiva possibilità per i detenuti di indirizzarsi sulla strada della legalità?

Ottima domanda, non posso nasconderti che me lo sono domandato sempre, dal momento in cui ho messo piede lì. Basandomi sulle storie che ho conosciuto o che mi ha raccontato Davide su questi ragazzi, che lui frequenta da anni, credo che le attività di tipo artistico siano potenti “terapie”, ma da sole non bastano, perchè molti non hanno i mezzi psicologici per reggere quando vengono rimessi in libertà. Sono fragili, avrebbero bisogno di un forte aiuto psicologico, di essere sostenuti in un “percorso” una volta fuori.

Tornando al tuo progetto discografico, come descriveresti le sonorità dei brani che compongono “Colpa di Giuda”? E c’è una di queste canzoni a cui ti senti maggiormente legato?

In questo album c’è il mio modo di vedere e sentire le cose intorno a me. I suoni e le atmosfere sono diverse, suggestioni che vanno dal blues allo stile cantautorale, dal soul, al folk al rock delle origini, passando attraverso l’uso dei samples. Credo di amare tutte le mie canzoni, anche perchè ognuna è una fotografia di un momento della mia vita, però bisogna che mi sforzi di risponderti, quindi direi che mia preferita è “All’alba di un giorno perfetto”, perchè è perfetta! Eh eh... Tra l’altro nella colonna Davide ha voluto mettere una parte strumentale di questo brano.

Se dovessi individuare alcuni artisti di riferimento che ti hanno influenzato maggiormente nella tua crescita musicale a chi rivolgeresti il pensiero? E se avessi la possibilità di collaborare con altri musicisti su chi ricadrebbe la tua scelta?

Vorrei tanto dirti Beatles e Rolling Stones, ma ogni volta che lo faccio c’è qualcuno che storce il naso, come se non si potessero citare i grandi... per questo cito Beck, Beastie Boys e Fatboy Slim per l’approccio all’arrangiamento, all’uso dei suoni “riciclati”, mentre per le composizioni penso sia qualcosa di imponderabile, frutto della musica ascoltata nei periodi più intensi della mia vita... mi vengono in mente Lucio Battisti, Otis Redding, il primo Celentano, i Pearl Jam, i Depeche Mode... vabbè basta... io amo la musica, poco i generi!

Quali sono i tuoi progetti per l’immediato futuro? Hai già in programma dei concerti per promuovere l’album in giro per l’Italia?

Non ho dati certi, ma sicuramente questo è un momento magico, si stanno mettendo in fila alcune collaborazioni importanti, che mi porteranno, spero entro breve, a tornare a suonare dal vivo, che è la cosa che amo di più... per gli aggiornamenti rimando al mio sito: www.cecco.info

Prima di salutarci vuoi aggiungere qualcosa o rivolgere un saluto ai lettori di SaltinAria?

Certo: invito tutti i lettori di SaltinAria ad andare a vedere “Tutta colpa di Giuda”, perchè è un gran bel film, originale, secondo me molto lontano dal solito cinema italiano... ah già anche il mio disco: “Colpa di Giuda” è bellissimo!!!

Grazie mille Cecco e in bocca al lupo per tutto!

Grazie a te Andrea e a presto!

 

Intervista di: Andrea Cova

Grazie a: Paola Cacciarelli (Sugar Music)

Sul web: www.cecco.infowww.myspace.com/ceccosigna

 

Videoclip ufficiale di “Tutta Colpa di Giuda”

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