Casa del mirto: "Con 'Still' cerchiamo l'essenza delle canzoni"

Scritto da  Mercoledì, 12 Novembre 2014 

Il ritorno dei Casa del mirto: con il nuovo album "Still" il trio trentino sperimenta generi che partendo dall'elettronica arrivano ad assumere sfumature r'n'b o new wave. In questa intervista ci raccontano le scelte stilistiche e compositive del disco e del tour invernale che è in partenza.

Il vostro terzo disco che è uscito lo scorso 17 ottobre mostra una certa evoluzione nelle vostre sonorità. Cosa vi ha portato a questa scoperta?
"Ogni volta in cui ci mettiamo al lavoro su un disco nuovo cerchiamo di trovare sonorità nuove, di migliorare rispetto a quanto avevamo fatto precedentemente. In questo caso abbiamo cercato di curare molto di più il suono e la pulizia, attraverso il missaggio analogico di tutti i pezzi, l'utilizzo di più strumenti possibili e la ricerca di nuove situazioni melodiche. Anche tramite una virata verso il pop e la forma canzone classica."

Non siete i soli a ricercare un ritorno all'autenticità delle canzoni, quasi come se ci si stesse rendendo finalmente conto che gli arrangiamenti estremamente complicati sono un artificio per coprire la scarsa efficacia dei pezzi. La pensate così anche voi?
"Sì. La nostra volonta era quella di riscoprire l'essenza più pura della forma canzone a livello espressivo, la capacità di arrivare direttamente all'ascolto delle persone con il messaggio che vogliamo mandare. Per questo abbiamo optato per i suoni più distinguibili, un percorso più pulito e curato, immediatamente percettibile, invece di un'amalgama che nascondesse le melodie deboli."

Questa scelta si riproporrà anche nei live?
"A livello live proponiamo un percorso ancora più complesso, con arrangiamenti creati appositamente. Useremo due synth e anche il basso sarà diverso. Aggiungeremo dinamiche ancora più complesse rispetto al minimalismo del disco. E anche i pezzi degli album precedenti sono stati riarrangiati in termini più simili a quelli dell'ultimo lavoro."

Quando potremo sentire questi nuovi arrangiamenti?
"Il tour comincia venerdì a casa della nostra etichetta, a Varese, poi a Torino il giorno, dopo e tra novembre e dicembre percorreremo tutta l'Italia, fino a gennaio e febbraio dove abbiamo già delle date fissate."

Fin qui abbiamo parlato dell'Italia, ma la vostra dimensione è sempre più internazionale, come dimostrano anche le vostre frequenti collaborazioni con artisti stranieri. Come vi state trovando?
"L'internazionalità ci è sempre appartenuta anche senza andare a cercarla, fin dal primo Ep che raccolse molto interesse fuori dall'Italia. E la ricerca di collaborazioni con altri artisti nasce dalla voglia di ampliare i nostri orizzonti: lo dimostra ad esempio la presenza di Former Ghosts e Cornershop nel vecchio album. Abbiamo anche richieste per andare a suonare all'estero e cercheremo di organizzarci in tal senso. E' una situazione che ci calza a pennello naturalmente."

Anche voi confermate che all'estero c'è maggior attenzione verso il vostro genere musicale rispetto al nostro Paese?
"La nostra percezione personale è che all'estero ci sia più curiosità verso delle forme espressive al di fuori dal mainstream. C'è un maggior interesse verso realtà minori ma che meritano attenzione. In Italia è tutto un po' più ridotto e circoscritto a un determinato gruppo di persone, è più difficile catturare il pubblico generico. Non c'è interesse a investire tempo e cervello sulle cose che non ti vengono portate in bocca."

Per quale motivo, secondo voi?
"Direi per pigrizia culturale. C'è poca voglia di impegnarsi e di essere più attivi."

E a proposito di collaborazioni con artisti stranieri, come è nata la presenza di un'opera di Michael Stipe sulla copertina del singolo?
"Noi siamo dei curiosoni, ci piace rompere le scatole anche ai nomi grossi. I Rem sono sempre stati uno dei nostri ascolti preferiti e seguiamo Michael Stipe su Tumblr dove posta foto di quadri e artisti, visto che si interessa a questo mondo da quando ha smesso con la musica. Quindi ci siamo chiesti: 'Perché non lo contattiamo per chiedergli una sua opera per il disco?'. Volevamo usarla per l'Lp, ma visto che ritardava a risponderci abbiamo optato per un'altra artista. Poi dopo paio di mesi la manager ci ha scritto spiegando che Stipe ci concedeva volentieri una sua opera per il singolo."

Intervista di: Fabrizio Corgnati

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