Calibro 35: gli anni d'oro delle colonne sonore italiane

Scritto da  Alberto Naldini Sabato, 31 Maggio 2008 

Abbiamo intervistato i Calibro 35, interessantissimo collettivo che rivisita le classiche colonne sonore dei polizieschi italiano anni ’60 (Italia a mano armata, Milano Calibro 9, la Mala ordina, Roma violenta etc.). Risponde alle nostre domande Tommaso Colliva.

 

 

 

Parlaci del progetto Calibro 35: come nasce e in cosa consiste.

Negli ultimi decenni la musica per cui l'Italia si è distinta maggiormente sono le colonne sonore. Colonne sonore importanti, da Oscar, da film d'arte, ma anche da film di genere. Nei negozi di dischi di tutto il mondo trovi scaffali pieni di ristampe di film che vanno da "Mondo Cane" a "Milano Odia: la Polizia Non Può Sparare". A parte alcuni casi nessuno ha mai reinterpretato progettualmente queste colonne sonore, ci sono stati alcuni tributi, gruppi che sporadicamente inserivano nelle loro scalette questo o quel pezzo di Morricone ma poco di più. Da qui l'idea di mettere insieme un gruppo di musicisti di rivisitasse questo enorme repertorio. Tanto più che siamo italiani e se c'è una musica di cui essere fieri è proprio questa. Calibro35 omaggia gli anni d'oro delle colonne sonore italiane , interiorizzandone i temi e le atmosfere e presentando il proprio approccio personale fatto di rigore , rumore ed improvvisazione.

Chi è coinvolto nel collettivo di musicisti? Da chi è composto il gruppo?

Il gruppo è composto da quattro musicisti e un infiltrato che cura il lavoro in studio, io.

Riguardo agli altri:

Massimo Martellotta, chitarre e chitarre lap steel, è un mio grande amico conosciuto in studio durante la produzione di alcuni dischi; con lui l'idea di "fare qualcosa insieme" è sempre stata latente e finalmente in questo progetto realizziamo qualcosa. E' un musicista straordinariamente dotato sia da un punto di vista esecutivo che da un punto di vista arrangiatvo. Ha lavorato con Stewart Copeland, Mauro Refosco e molti altri ottimi musicisti evolvendo un gusto molto personale che spazia dal rock al funk mantenendo un carattere molto riconoscibile, sia sulle parti che sui suoni.

Enrico Gabrielli, fiati e tastiere, è un polistrumentista molto attivo nel panorama rock indipendente italiano e ha girato in varie formazioni l'Italia in lungo e in largo. Dal prog dei Mariposa al cantautorato di Marco Parente e Vinicio Capossela, al rock degli Afterhours in ogni occasione l'ho sempre visto portare il suo gusto personale. nasce come clarinettista e clarinettista basso ma ottime doti nella "visione d'insieme" della musica.

Fabio Rondanini è il romano del gruppo. Batterista della scena romana che gravita attorno all'Angelo Mai (Roberto Angelini, Pino Marino...) ha un gusto innato per il groove, qualsiasi cosa tocchi. L'altro giorno a una diretta radio ha suonato battendo il piede per terra e le spazzole sul tavolo e il groove era incredibile.

Luca Cavina al basso è stata per me una gran scoperta. Fa parte dei Transgender, un gruppo dell'area romagnola/bolognese, e quando cercavamo di capire chi poteva essere un buon bassista per questo progetto Enrico, che ha avuto modo di produrre un loro disco per la Trovarobato, ce lo ha proposto. Non poteva andare meglio. Attualmente suona anche con Beatrice Antolini in giro per l'Italia.

Era un cinema italiano di alto livello, per quei tempi, oggi come vedi la cinematografia italiana, soprattutto per quello che riguarda le colonne sonore?

Devo premettere che non sono un gran fruitore di cinema odierno, sono usciti alcuni film a mio parere validi, uno tra tutti "Romanzo Criminale". Per quanto riguarda le colonne sonore la scena è molto cambiata rispetto agli anni '60 e '70 vista la diversità nel numero di film prodotti. L'iper-produzione di quei decenni ha permesso a molti giovani compositori di fare esperienza e di affermarsi e di specializzarsi, oggi tutto questo succede sempre meno, le colonne sonore diventano compilation di brani editi e il ricambio generazionale è molto meno possibile.

Il palmares da cui pescate musica di questo tipo è molto ampio: pensi che ci sarà un seguito o è un esperimento isolato?

Il seguito di questa esperienza è tutto da pianificare, ogni giorno nascono nuove idee. Sicuramente l'obiettivo è quello di far crescere il "progetto Calibro35", mantenendo lo stile e il suono. Quale sarà il seguito? Ultimiamo il primo cd, portiamolo in giro e facciamo conoscere il progetto, poi capiremo quale sarà il meglio.

C’è un disco pronto?

La faccenda cd è in fase di definizione. Le registrazioni sono già state ultimate, di fatto Calibro è nato come progetto da studio, ed ora stiamo cercando di capire quale sia il modo migliore di farlo uscire e distribuire, penso che realisticamente sarà fuori per l'autunno.

Come si svolgono i vostri live? Sono coadiuvati da immagini e proiezioni di pellicole?

Quando il locale lo permette ci piace proporre il concerto dopo la proiezione di un film , è una formula che abbiamo già testato e sembra piacere. Stiamo pensando anche un videoshow durante il concerto, con poche e mirate video proiezioni "suonate" in tempo reale da me grazie ad un software che permette di far corrispondere un campione video ad un tasto assegnato.

Usate molta improvvisazione o i vostri live sono frutto di estenuanti prove?

Calibro35 è un po’ sparso per l'Italia , io ed Enrico facciamo base a Milano, Fabio a Roma e Luca ad Imola e per forza di cose le prove per i concerti sono ridotte all'osso e al necessario. Da molti punti di vista il fatto di provare poco è un vantaggio . Si tende ad essere concentrati al massimo per rendere tanto in poco tempo e soprattutto ad introdurre la dinamica dell'errore e del rischio che è un fatto che crea tensione positiva in una band che ha un buon 50% di improvvisazione ed interplay. Penso che se anche fossimo tutti nella stessa città, non proveremmo più di quanto facciamo adesso, ci piace parecchio andare senza rete e vedere che succede. E' ciò per cui vale la pena di venire ai nostri concerti: ogni sera è totalmente diversa dall'altra.

 

 

 

CALIBRO 35 sono:

Luca "Nano" Cavina - Bass

Enrico Gabrielli - Keyboards and horns

Massimo Martellotta - Guitar and Lapsteel guitar

Fabio Rondanini - Drums and Percussions

Tommaso Colliva - Sounds and Research

 

 

Intervista di: Alberto Naldini

Sul web: MySpace

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