Briga, al debutto con Patty Pravo con suspence

Scritto da  Mercoledì, 06 Febbraio 2019 

Un rap che attinge a studi classici e la scrittura al centro della musica di Briga. L’esordio sul palco non facile di questo ragazzo rap, pseudonimo di Mattia Bellegrandi – classe 1989 - con una storia di collaborazione cantautoriale consolidata in coppia con una stella della canzone italiana, in gara con Un po’ come la vita.La sua notorietà è giunta nel 2015 in seguito alla sua partecipazione alla quattordicesima edizione del talent show Amici di Maria De Filippi.

 

Cosa hai pensato in quei minuti dell’esordio con un inconveniente tecnico? “Tutte a me!”, l’esordio con qualche suspence del duetto con Patty Pravo che si è sostituita momentaneamente a conduttore del Festival e che con ironia ha detto che non ha capito se è venuta per fare una passeggiare o per cantare. Dopo l’emotività, ha raccontato in conferenza, che non riuscivo a tenere a bada, mi sono aggrappata a una signora della canzone italiana e ne sono soddisfatto.

Quali i miti ai quali ti rifai per questa edizione? “Il mio nuovo album che esce l’8 febbraio Il rumore dei sogni, ci sono diverse collaborazioni da Patty Pravo, ad Antonello Venditti. Per me Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Claudio Baglioni sono i cantanti che ho sempre ascoltato e che rimangono i miei punti fermi.”

Gli autori di Patty Pravo hanno cercato te: è così ed è questo che ti ha spinto sul palco dell’Ariston? “Ci pensavo da tempo al festival ma non era arrivata l’occasione giusta. In effetti la mia storia, anche se muovo passi dal rap, è legata al mondo dei grandi autori.” Sfera Ebbasta e Raf sono i due interpreti con i quali per i due generi mi piacerebbe collaborare.

Salire sul palco per Briga, che ha funzionato bene nel duetto con Patty Pravo, è stato anche come avvicinare la leggerezza, superando la paura del fallimento e riconfermare la voglia di mettersi in gioco. Scrivere è da sempre il suo modo di vivere, tanto che è autore di due romanzi oltre che, soprattutto, di canzoni, talvolta un modo di rispondere a un disagio come in Non odiare me mentre Novococaina, una storia d’amore una combustione sociale è una denuncia sociale della difficoltà di relazioni delle nuove generazioni che “coinvolge anche me, ha dichiarato, che non sono più tanto di nuova generazione”.

Anche nelle canzoni il testo è sempre centrale e sorprende come scriva bene, frutto anche forse dei suoi studi classici, al Liceo Mamiani di Roma, una lunga permanenza a Parigi, e la conoscenza di quattro lingue, una nuova attenzione che il mondo rap ha, a dispetto dei giudizi che vogliono i rapper sempre contro, volgari, sgrammaticati.

 

Articolo di: Ilaria Guidantoni

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