Blastema: uno stato di grazia della musica indipendente italiana

Scritto da  Martedì, 11 Dicembre 2012 

I BLASTEMA sono stati scelti dalla Commissione musicale della RAI per partecipare al 63° Festival della Canzone Italiana nella Sezione Giovani, con il brano “DIETRO L’INTIMA RAGIONE”. Matteo Casadei, voce della band, ci racconta questo momento.

 


“Per avvicinarci a questa manifestazione siamo partiti da un presupposto: che Sanremo è il Festival della musica Italiana, di tutta la musica italiana – raccontano i Blastema – e siamo fieri di poter far parte di questa prestigiosa manifestazione in rappresentanza di quel mondo sommerso e florido che è la musica indipendente italiana”.


I BLASTEMA sono: Matteo Casadei (voce), Alberto Nanni (chitarre, cori), Luca Marchi (basso) e Daniele Gambi (batteria).


“LO STATO IN CUI SONO STATO” (Nuvole Production/ Sony Music), il nuovo disco di inediti dei Blastema al quale ha partecipato anche Michele Gavelli (pianoforte, synth, hammond) e Davide Rossi (archi), è il primo frutto nato dalla collaborazione con Dori Ghezzi e Luvi De André per Nuvole Production, uscito ad ottobre.

 

Sanremo è un onore per qualsiasi band o artista che vi partecipa. Come vi sentite per essere stati scelti?
Sicuramente molto onorati, ma anche straniti. Diciamo che non è da tutti i giorni potere confrontarsi con il palcoscenico più storicamente prestigioso della musica in Italia, considerando anche che noi siamo una band solitamente abituata ad altre tipologie di Live.


Siete stati scelti per la sezione giovani. Come vedete il rapporto dei giovani col festival?
Siamo stati colpiti positivamente dai nomi che hanno presentato le candidature a questo festival, anche nomi noti e di rilievo nel panorama dell’underground italiano. Forse è il segno che le cose stanno cambiando, che anche la musica, cosidetta indipendente, inizia a rivendicare il posto al sole che dovrebbe esserle proprio.


Molti inorridiscono di fronte al connubio rock alternativo-Sanremo, come è successo per gli Afterhours o i Marlene Kuntz. Il tuo parere?
Come al solito ci troviamo di fronte ad una questione di definizione, chiediamoci che cosa è il rock, e cosa significa alternativo. Dal mio punto di vista anche Modugno era molto “alternativo” per il festival di Sanremo, così come i sub sonica sono stati molto elettro-rock nel presentare “tutti i miei sbagli”. Ovvio che le cose nuove hanno bisogno di essere mostrate, digerite, cognitivamente ricostruite e decifrate. Una volta che questo processo accade ciò che era alternativo diviene canonico e la definizione perde di significato. Non penso che gli After e i Marlene debbano rimproverarsi qualcosa per aver partecipato a Sanremo, siamo ancora tutti in debito con loro per il pezzo di storia musicale che hanno regalato a questo paese e il mio giudizio e la mia stima per loro non cambia.


Essendo il vostro genere, cosa ne pensate della scena del rock indipendente italiano in questi anni?
Pensiamo di trovarci di fronte ad uno stato di grazia della musica indipendente Italiana; forte dell’ausilio delle nuove piattaforme mediatiche lentamente sta guadagnando il posto che le spetta a scapito del main music Business, che per anni ha soffocato con il suo ingombro di presenze retoriche e reiterate il terreno fecondo della musica italiana. Un plauso, a questo proposito va soprattutto ad alcune coriacee etichette indipendenti che col tempo e l’abnegazione sono riuscite ad creare un vero e proprio circuito della musica indipendente.


Ci parli del brano Dietro l’intima ragione?
Il brano che porteremo a Sanremo è un brano estemporaneo, creato in un momento di passaggio: nato tra gli strascichi del disco appena concluso in un territorio inerte, ma sotto la cui superficie ribollono già le idee per il nuovo disco. È un pezzo quindi unico, univoco, che non ha referenti e forse per questo, chissà, adatto proprio a questa vetrina così “occasionale”.


Vuoi aggiungere qualcosa?
Grazie a tutti coloro che da sempre ci seguono e ci sostengono, per noi sono assoluto riferimento, una specie di famiglia allargata che ovunque andiamo, qualsiasi cosa facciamo, non lesina mai di far sentire la propria indispensabile presenza.


Intervista di: Erica Cuda
Grazie a: Blastema e Ufficio Stampa Parole & Dintorni
Sul web: http://www.blastema.it/ - http://www.facebook.com/pages/Blastema/81856353344 - http://www.myspace.com/blastemalive

 

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