Arsenico: non ci piacciono le definizioni

Scritto da  Mercoledì, 04 Febbraio 2009 

ArsenicoGli Arsenico sono una band di Torino: la loro musica affonda le radici nell’hardcore e hanno scelto di cantare in italiano. Nel loro Cd “Esistono distanze” anche la cover di “Fegato spappolato” di Vasco Rossi.

 

 

Chi sono gli Arsenico, e come nascono? Parlateci di voi: perché la scelta di questo nome cosi “velenoso” ?

Il motivo della scelta del nome Arsenico non lo ricordiamo più. Probabilmente volevamo un nome che fosse d’impatto ed allo stesso tempo, come hai detto tu, “velenoso”. Sono passati più di 10 anni da quando ci siamo formati, era durante il liceo. In quel periodo della nostra vita abbiamo subito il fascino della Torino hardcore ed abbiamo sentito la necessità di farne parte. Suonare era il nostro modo di esprimerci, di staccarci dalla normalità insipida e piatta di chi nasce e cresce in periferia.

Il vostro è un suono prevalentemente hardcore, sporcato però da sonorità quali metal, punk, rock e non mancano nemmeno le ballate: siete molto eclettici: come definireste la vostra musica?

Non c’è una definizione, e non ci piacciono le definizioni. Quando si parla di generi le definizioni risultano quasi sempre riduttive. La nostra musica ha le radici nell’hardcore. Ma in maniera molto naturale ed involontaria col tempo si è arricchita di sonorità varie, distillate probabilmente dai nostri ascolti che vanno a 360 gradi.

Come nascono i vostri testi e a cosa vi ispirate…

I nostri testi nascono dall’espressione di esperienze ed emozioni che viviamo nella nostra diretta esperienza, tradotte in quello che può essere un’esperienza o una situazione comune anche a chi ascolta. Parlano di noi e di chi ci si riconosce, lasciano la possibilità di un’interpretazione libera. L’importante - ci teniamo a sottolineare sempre - è che quando si scrivono delle canzoni si ha in mano la possibilità di comunicare qualcosa. Questa possibilità non va sprecata, i testi sono molto importanti e dovrebbero esprimere qualcosa di sensato. E chi li scrive dovrebbe tenerne conto.

Cantate in italiano, scelta quanto meno apprezzabile, perché? Anche se abbiamo altri esempi in Italia, Linea77 su tutti, il genere non si presta molto alla nostra lingua: che ne pensate?

Cantiamo in italiano perché è il modo più naturale di esprimerci ed allo stesso tempo quello con cui ci esprimiamo meglio. Bisogna conoscere bene una lingua per non scrivere testi che suonino come traduzioni ridicole dall’italiano. E bisogna anche conoscere bene la pronuncia. Con l’italiano possiamo giocare sugli accenti, sul peso delle parole, sul testo che vive e si rafforza con la musica e viceversa.

A proposito dei Linea77, avete aperto alcune date del loro tour estivo: che esperienza è stata?

Suonare di spalla ad un gruppo come i Linea77 è una prova non indifferente, sul palco sono delle macchine da live, hanno un suono spaventoso. Inoltre c’è molto da imparare, non solo per quello che riguarda il concerto. E’ stato molto divertente fare le date assieme a loro.

Nel vostro ultimo Cd “Esistono distanze” ci sono due cover: “Ti ho visto in piazza” dei Truzzi Broders e “Fegato spappolato” di Vasco Rossi. Perché avete coverizzato questi due brani?

La prima è una canzone che appartiene ad un gruppo torinese degli anni ’80 ed è incredibilmente attuale. In qualche modo si può dire che odora di Torino, che ne parla. Quindi l’abbiamo scelta proprio per questa qualità evocativa. La seconda è di un artista che abbiamo sempre ascoltato e stimiamo per come ha saputo essere scomodo e pungente in Italia, mantenendo comunque un consenso altissimo del pubblico.

Siete in tour promozionale? Dove è possibile incontrarvi per sentire la vostra musica?

Le date per il 2009 sono in via di definizione, però chi volesse vederci live può trovare tutte le informazioni sul nostro MySpace.

Volete aggiungere qualcosa?

Grazie Alberto, grazie SaltinAria.it e… a presto!

 

 

Video Distanti

 

 

Prossime date live:

27 Febbraio Brescia @ Latte 6 (+ Dufresne)

13 Marzo Mantova @ Arci Tom

 

 

Intervista di: Alberto Naldini

Grazie a: Arsenico, Ufficio Stampa Metatron

Sul web: www.myspace.com/arsenico

 

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