Army: a forza di Pop

Scritto da  Giovedì, 13 Febbraio 2014 

Armando Fusco, in arte Army, è un artista campano sensibile e in trasformazione. L’ho incontrato “virtualmente” in chat. Una chiacchierata intima su Army artista (compreso il nuovo disco “A forza di fuoco”) e Army uomo.

Buongiorno!

Salve

 

Ti devo chiamare Army o Armando?

Come vuoi...

 

Army. Mi piace di più.

Ok. Ora mi chiamano tutti così

 

Tutti chi?

Chiunque sa che canto. Prima ero Armandino…

 

Io quando vivevo a Napoli avevo un amichetto, Armanduccio. Chissà che fine ha fatto...

Non sono io. Ma abbiamo già iniziato l'intervista?

 

Ovvio, che stiamo a pettinà le bambole?

Aaahhh. Ok. Molto stile Barbara D'Urso!

 

Ok, allora puoi chiamarmi Maria Carmela!

Tanto sei di Napoli

 

Peccato che non puoi vedere le mie faccine. Sì, parte-nopeo, parte-sardo

Eh si. Mica ho capito cosa sei. Comunque sei Pisanu per me

 

Ecco, chiamami dottor Pisanu allora

Va bene… buonasera dottore

 

Buonasera Army. Il tuo nuovo disco vira molto di stile rispetto ai precedenti. Cosa o chi ti ha dato questo input?

Nulla, io sono così. Sono uno che cerca sempre il Nuovo; sono in continua evoluzione. Volevo un disco diverso dai precedenti, musicalmente intendo, e così ci sono riuscito. Credo!

 

Quindi l'input è nato da te, dalla voglia di fare qualcosa di diverso e che rappresentasse il tuo essere in continua evoluzione…

Infatti. Siccome ho iniziato tardi ad incidere, ho pensato di raggiungere delle mete ben precise… Il terzo capitolo è l'elettronica, genere a me caro... Dopo non so cosa avverrà, anzi un po’ lo so ma non lo dico ancora... sono ora in un periodo di riflessione critica e creativa.

 

Virerai verso il gothic?

No, proprio no. Il primo disco era su quella linea… divento sempre più popular. Io sono italiano con uno sguardo all'estero, nulla di più.

 

Sì, immaginavo un gothic dalle tinte internazionali infatti. Una evoluzione de “I gusti grigi della solitudine”…

Capitolo chiuso per ora.

 

Hai concluso la collaborazione con Dagon?

Sai, sorgono collaborazioni che nel momento in cui si vivono sono piacevoli, produttive; poi cresciamo, cambiamo o forse eravamo diversi e non c'eravamo capiti a fondo... devo a Dagon Lorai molto artisticamente: è stato un incontro felice. “Vanità”, il mio pezzo d'esordio solista che è piaciuto tanto, è sua. Dopo però lui si è mostrato molto impegnato nelle sue cose, è uno che fa tante cose e strada facendo ha perso Army, così io sono andato altrove. Comunque ci sentiamo spesso.

 

La collaborazione con i musicisti del nuovo disco, come è nata?

Attraverso conoscenze. Frencio & Masi sono stati una bella scoperta e diversi tra loro; ovvero Frencio esperto di musica pop, potrebbe scrivere libri e ha solo ventisei anni e Masi attore di teatro, autore dalla scritture importante… un bel duo! Che fatica però ad emergere in un ambiente musicale poco colto, quello napoletano attuale.

 

Eppure la scena napoletana pare sempre in fermento... Lì ci sono idoli che sono poi sconosciuti al resto d'Italia. Mi riferisco alla scena neomelodica.

Sarà, ma per me la musica napoletana che conta è quella classica o il genere folk… amo la Compagnia di canto popolare e Gragnaniello.

 

I tuoi idoli musicali, in generale, chi sono?

Io amo tutta la musica anche se ho parlato sempre di musica molto pop… a parte gli anni 80 italiani e stranieri che ho sempre citato, io ascolto anche i cantautori e la musica popolare nonché il rock degli AC/DC e i Clash. Comunque le varie Bertè, Rettore, Goggi, Mango, Minghi ecc… non mancano mai nei miei ascolti quotidiani.

 

Sì sul tuo FB ho visto anche delle tue foto con Loretta Goggi!

Eh si, mi prendevano in giro da piccolo… gli altri avevano i poster dei Duran o dei Police e io di Loretta Goggi... troppo bravo ragazzo forse, chissà… eppure dentro sono un vulcano... ma Loretta è un fenomeno di bravura, questo lo sanno tutti.

 

Cosa intendi per vulcano?

Ho molta energia dentro, ma ha vinto spesso la pigrizia e una forma di rigetto per un mondo che non mi piace molto... sono una persona cresciuta sola e che ama stare sola… mi avvicino agli altri per poco poi mi ritiro: è il mio modo di essere, io sono l'artefice del mio malessere… infondo non sono un vero depresso: solo una persona schiva e malinconica.

 

La malinconia traspare molto dalle tue canzoni. Mi arriva tanto...

Cantare è davvero un mio modo di esprimermi, quello più poetico: ecco perché ho scelto di farlo. Diversamente non mi trovo molto bravo, ma un interprete che può crescere questo sì.

 

Forse la canzone più malinconica di "A Forza di fuoco" è "Come mi sento"...

Disperata direi! Stefano Pais che è un buon amico virtuale e un sensibile artista: mi ha capito!

 

E di cosa si ha bisogno per capire Army, così schivo e così poco incline a stare in contatto a lungo con le persone?

Di volergli bene, se davvero si è disponibili a voler bene le persone... ti dicevo che sono uno che un po’ fugge ma do molto a chi voglio bene per non essere quasi mai ricambiato; appena vedo questo allontano le persone e torno nel mio guscio… la solitudine fa male a tutti ma io non mi dispero: da solo faccio grandi cose. Come parlare con la Madonna.

 

In questo momento quindi sto avendo una visione mistica?

No, stai solo leggendo un'intervista sincera di una persona sincera che a causa della sua sincerità si fa tanti nemici, pure…

 

La sincerità, per te, non paga?

No perché la gente ha paura e se dici cose che la colpiscono poi ti allontanano e dicono magari che sei pazzo o pericoloso… i veri pazzi sono quelli che non si espongono: di loro dobbiamo aver paura.

 

Questa tua sincerità come finisce nelle tue canzoni?

C'è tutta come dicevo prima. Ora però vorrei esser più leggero, non si può mica sempre piangere. Io poi sono uno molto ironico!

 

Dimmi qualcosa di ironico allora! Fammi ridere!

Uhm... Mi piacerebbe scandalizzare la gente... Tipo presentarmi a un concerto travestito da Bertè o Goggi… così imparano a mettere le etichette. Non lo farò mai, ma l'ho pensato. E’ vero che i cantanti hanno subito influenze, ma non si può sempre dire “somigli a questo, somiglia quella” etc etc...

 

Senti di essere etichettato?

Parlano sempre di cultura pop, troppo pop quasi per denigrare... io sono italiano e difendo i miei Miti, la cosiddetta canzonetta ci ha dato tanto… e poi dove sono oggi questi nuovi cantautori che dicono sempre le stesse cose, cioè parlano di crisi sociale, di politica etc etc… Dopo gli anni 80 per me il vuoto o quasi… nessun grosso fenomeno, zero personaggi. Ecco perché non si vende musica, perché non ci sono più novità importanti. Resistono i “vecchi” della musica… Mina, Zero, Madonna, Depeche Mode, Cure... Stop.

 

Adoro The Cure! Quindi l'etichetta Pop ti sta stretta?

No, è che per alcuni pop vuol dire sottocultura. Io direi che è tradizione, melodia, ricchezza di stile.

 

Come è stato accolto "A forza di fuoco" dalla critica?

E' un concept disc con uno stile di scrittura molto composito su una base musicale scarna. Un qualcosa di nuovo, secondo me, in questo periodo musicale; per cui non è stato capito da tutti, ma sono finito su una rivista autorevole come Raropiù, il mensile dei collezionisti: è tanto per me.

 

Con chi ti piacerebbe fare un duetto?

Sai, non amo i duetti; sono egocentrico forse ma non mi sono mai particolarmente piaciuti.

 

E se fossi per un attimo il leader di una band?

Non ho una band: è proprio difficile formarla. Mi appoggio a qualcuno, faccio l'ospite del gruppo a volte… meglio così, già è pesante fare un disco figurati sostenere una band.

 

Intendevo, visto che sei egocentrico, se potessi essere per un attimo il leader di una band famosa, quale sceglieresti...

Una band rock tipo AC/DC o Cure....

 

Ti vedrei bene pettinato come Robert Smith!

Ma anche nell'ambiente mio ci sono giovani leve molto forti... tipo i Cassa 24: hanno un batterista pazzesco!

 

Mi parli del testo del brano "A forza di fuoco"?

Pezzo decadente, scenario post moderno... un uomo cammina per le strade di una città di notte e tutto gli evoca tutto... Un mondo in rovina dove si sopravvive…

 

Come il nostro?

Si… lo canto in modo quasi recitato. Qualcuno ha capito, qualcun altro no.

 

A me è arrivata anche una componente erotica e sessuale... Ovvio ci avrò messo del mio…

Si scuramente c'è anche questo… sarà al mia voce forse.

 

Ah ah! Può essere! Metti la sessualità nelle tue canzoni?

Dicono in molto che ho una voce molto sensuale... non lo so questo se è vero, ma c'è una interiorità che trasmetto.

 

Alcune tuoi brani parlano di tematiche sociali, come abusi, maltrattamenti, omosessualità...

Il disco precedente si…

 

Due parole sulla causa omosessuale

Sempre giusto parlarne in un mondo che cade sempre più a fondo e dispiace tanto... l'insegnamento deve partire da nuclei come famiglie, parrochhie, scuole, che debbono educare i giovani a rispettare il prossimo mai diverso da se stesso. Se questo non accadrà a tappeto si faranno sempre le differenze.

 

C'è qualcosa che vuoi che ti chieda? Tipo "Fatti una domanda e datti una risposta", o l'argomento a piacere delle interrogazioni!

Si… Progetti per il futuro. Semplice...

 

Mi è venuta una domanda spontanea. Army, quali progetti hai per il futuro?

Ehehe.

 

…a parte quello di vederci per un caffè a Napoli...

Army sente il bisogno di rilassarsi un po’... non importa come è andata finora; è andata molto bene ma alcune cose o persone lo hanno infastidito, per cui ora penserà un po’ alla sua vita personale in attesa di nuovi stimoli musicali. Fammi sapere quando sarai a Napoli.

 

La prima cosa che farai, dopo questa intervista, per pensare alla tua vita personale?

Vado in piscina, una bella e sana scoperta.

 

Che bello! Army buona nuotata e grazie per la chiacchierata!

Grazie a te, Ilario… sempre presente

 

 

Intervista di: Ilario Pisanu

Recensione Cd “A Forza di fuoco

Sul web: https://www.facebook.com/TuttoArmy - http://www.youtube.com/user/Arsong1

 

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