Arisa, la "nuova Rosalba" coniuga introspezione e leggerezza

Scritto da  Mercoledì, 06 Febbraio 2019 

Rosalba Pippa, nata il 20 agosto 1982, in arte Arisa, sembra in grande forma come dichiara il titolo del brano con cui è in gara, Mi sento bene, che duetta nella serata di venerdì con Tony Hadley ex leader degli Spandau Ballet e porta sul palco dell’Ariston il corpo di ballo dei Kataklò.

 

Quest’anno festeggia dieci anni di carriera – ha debuttato a Sanremo nel 2009; nel 2014 la vittoria con Controvento – con l’annuncio del nuovo album Una nuova Rosalba in città, che mette insieme l’anima introspettiva e la voglia di leggerezza. L’album è il risultato di oltre un anno di lavoro con la Sugar di Caterina Caselli grazie a un confronto artistico costante. Arisa non rinuncia all’introspezione almeno nei brani Gli amanti sono pazzi che racconta l’innamoramento di una ragazza per la fidanzata dell’ex e Minidonna, il racconto di una transgender. Ineccepibile sotto il profilo vocale, la canzone è un pop colorato, frizzante nella performance, perché Arisa in conferenza stampa ha detto che l’idea era di portare a Sanremo “un brano per tutti che allietasse”.

Cosa dobbiamo aspettarci dal nostro album? “Fin dal titolo parla chiaro. Molti brani sono una sperimentazione ma tornano verso Sincerità e a Malamorenò. Dopo un momento di trasformazione per diventare Arisa e di scomodità per esserlo diventata, ho avuto il bisogno di tornare alle origini.” Cosa c’è che non ti piace dell’Arisa di un tempo? “Lo spiego nella canzone in gara, il ripiegarsi e crogiolarsi su se stessi e sulla riflessione. Oltre la profondità e la riflessione c’è la vita, che anzi viene prima. Non si può più dare tempo al tempo”.

Se vincessi il Contest Eurovision a Tel Aviv rappresenteresti l’Italia con il brano in gara a Sanremo? “Dovrei consultarmi con la Sugar perché vincendo con questa canzone mi piacerebbe portarla in giro anche se c’è almeno un’altra canzone che illustra bene il pensiero di questo momento, il bisogno di amore generalizzato”. Ad una domanda maliziosa su quanto conti l’aspetto fisico, Arisa riscontra che la ‘bellezza’ o l’attrazione suscitata da un particolare del look ha un suo peso e cita Il piccolo principe e l’episodio nel quale il protagonista racconta che lo scienziato era vestito talmente male che nessuno gli ha creduto. E sugli accorgimenti per affrontare il mercato ha detto che anche se è un lupo solitaria e di solito ‘balla da sola’, ha deciso di giocare in squadra nel nuovo album.

Pur essendo molto legata alla sua terra d’origine, la Lucania, ed essendo Matera capitale della cultura, ancora non ci sono programmi in merito, anche perché sarà impegnata in un tour nazionale abbastanza densa, da Perugia, a Milano, Roma, Firenze, Livorno ed alter tappe.

Articolo di: Ilaria Guidantoni

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP