Arhia di grande successo

Scritto da  Francesco Mattana Sabato, 26 Ottobre 2013 

ArhiaCon tutto il rispetto per Laterina, provincia di Arezzo - che senza dubbio è una ridente località in cui la qualità della vita è superiore rispetto alle metropoli - ma a vent’anni è lecito il desiderio di scappare dalla periferia. Ci voleva grinta, ambizione ma soprattutto talento per fare il salto: un mix vincente che contraddistingue la band Arhia. Stefano Lazzerini (voce), Alessandro Curto e Aleandro Cioni (chitarra), Fabio Sottani (basso), Riccardo Frontani (tastiere) e Samuele Boschi (batteria): un dream team che ha già conquistato molti giovani, ma pian pianino sta facendo breccia anche tra gli over 40. Chiacchierando col frontman Stefano si intuisce che, forse, il segreto del successo sta tutto in una parolina: semplicità. Non montarsi mai la testa, anche quando il vento è in poppa. E le cose stanno andando veramente bene per questi sei ragazzi. Grazie anche a un padrino d’eccezione come Federico Moccia: galeotto fu il produttore Gioacchino Rispoli, che li fece incontrare. Ora firmano la colonna sonora di Universitari, l’ultima pellicola dello scrittore-regista. E per il film hanno inciso Io per te (disponibile su Youtube), in duetto con Mietta. Il sodalizio con Moccia è destinato a dare molti altri frutti in futuro: girerà anche il video di Questo amore, prossimo singolo del gruppo. L’augurio è che l’intervista qui di seguito faccia da ulteriore volano a una carriera già in ascesa.

 

 

 

Si avvicinano i rigori dell’inverno, ma il nome del vostro gruppo - Arhia - lascia intendere una brezza primaverile…
Ehehehe, è uno spunto interessante. Abbiamo scelto un nome che desse l’idea di come concepiamo la musica. È come l’aria, nel senso che non si può vedere, non si può toccare però ci fa stare bene, ci fa vivere bene. Ognuno dà la sua interpretazione al nome della mia band ma è giusto così. La musica che fai sul palco poi diventa di tutti, quindi anche il nome appartiene a chi ci ascolta.


Da quanto tempo vi conoscete voi sei?
Siamo amici fin dalla nascita, veniamo tutti da Laterina, paese in provincia di Arezzo. Abbiamo studiato nella stessa scuola di musica, in quel contesto ci siamo conosciuti meglio dal punto di vista artistico. Dopo alcuni anni che frequentavamo questa scuola, abbiamo deciso di fare la band. Parliamo di circa nove anni fa.


Qual è il filo rosso che vi accomuna?
Non saprei dirti qual è il segreto che fa scaturire questa nostra alchimia. Abbiamo gusti musicali completamente diversi, ma riusciamo comunque a trovare un punto di comunanza. Le canzoni ci vengono, nemmeno noi sappiamo con esattezza le ragioni di questa nostra armonia.


Leggendo i vostri profili nella pagina web ufficiale del gruppo, si scopre che avete anche gusti artistici e letterari molto differenti
È proprio così. Nati nello stesso posto, però ciascuno di noi ha avuto esperienze e frequentazioni diverse. Comunque siamo anche molto amici nella vita, è come se fossimo una piccola famiglia.


Da chi è composto il pubblico degli Arhia?
È molto variegato. All’inizio chiaramente erano gli amici e i coetanei, poi piano piano abbiamo conquistato altre fasce anagrafiche. Anche i cinquantenni ascoltano gli Arhia.


L’amicizia con Federico Moccia quando è nata?
Con Federico ci siamo conosciuti due anni e mezzo fa, tramite il nostro produttore che ha combinato l’incontro. Gli abbiamo fatto ascoltare le nostre canzoni, è rimasto molto contento e così è cominciato questo rapporto di stima sincera, al punto che nel 2011 ha diretto il video del nostro singolo Tu non sai (scritto da Roberto Casalino, che ha vinto Sanremo come autore de L’essenziale di Mengoni).


La musica - intesa come mestiere, come occupazione - è per voi un punto di partenza o di arrivo?
La musica è la nostra vita, ma ogni esperienza nuova che facciamo in ambito musicale la viviamo come un punto di partenza. Un processo di continua crescita, qualunque prodotto finito poi dà il via a un altro prodotto. Ci godiamo il successo dell’oggi ma sempre pensando al domani.


Quando vi siete accorti che la ruota cominciava a girare nel verso giusto?
Abbiamo capito che il nostro progetto ingranava quando, esibendoci nelle piazze i primi tempi, ci accorgevamo che la gente si fermava ad ascoltare. E stiamo parlando di palchi allestiti per le feste di paese, quindi luoghi di passaggio in cui raramente si presta la necessaria attenzione al cantante. Da quel momento, la sensazione di poter condividere il nostro lavoro con tutti e non solo nella sala prove. Altro elemento importante da sottolineare, gli amici sono sempre stati molto sinceri: tanti complimenti quando i pezzi gli piacevano, molto critici quando non gli garbavano.


Il complimento più bello ricevuto da un fan?
Quando una nostra fan all’ascolto di Io per te si è commossa e ha pianto. Ecco, l’emozione sul viso di questa ragazza vale molto più di mille complimenti a voce. Per chi fa il nostro mestiere, emozionare è l’unico scopo.

 

 

Intervista di: Francesco Mattana
Sul web: www.arhiaofficial.com

 

 

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