Andrea Giops: la musica è un diritto di tutti

Scritto da  Venerdì, 18 Novembre 2011 

Andrea Giops“Io Non Sono Giuseppe Verdi” è il disco d’esordio di Andrea Giops, prodotto da Nuvole Production (e distribuito da Sony Music), l’etichetta voluta da Fabrizio De André e diretta da Dori Ghezzi, in vendita nei negozi tradizionali e digitali. Andrea ci parla del nuovo lavoro e dell’esperienza a X Factor.

 

 

 

Sei entrato a far parte della Nuvole Production, un'etichetta che, fino ad oggi, si è occupata principalmente di 'tenere in vita' la memoria di De André; quali le tue emozioni e riflessioni in merito a tale possibilità? Cosa hanno visto in te?

E’ sicuramente un grande privilegio: ho trovato in tutto lo staff di Nuvole una famiglia. Mi è stata data fiducia, per questo lavoro sodo tutti i giorni. Anche perché non mi sento un prodotto “usa e getta” da lanciare come prova sul mercato, ma un artista. Penso abbiano visto in me un ragazzo che, come loro, crede nella musica e vuole provare a portare qualcosa di buono.

Qual è il tuo rapporto con la musica del cantautore genovese?

Ho il suo poster in casa, da prima che cominciassi a lavorare con Nuvole. E’ vicino a quello di Bob Marley. Oltre la sua musica, di cui già tanto si parla, mi ha colpito soprattutto una cosa di Fabrizio: rispetto a tanti artisti, che dopo un periodo di massima espressione hanno poco o niente da dire di nuovo, egli è stato in grado di regalarci sempre grandi canzoni, fino alla fine. Ha dimostrato a tutti che “il fuoco” può bruciare per sempre. Dico per sempre perché gli artisti del suo calibro, anche dopo la morte, restano immortali.

Un piccola delucidazione sul titolo “Io non sono Giuseppe Verdi”?

Ho scelto di dare questo titolo perché credo che per esprimersi musicalmente non serva essere un “Giuseppe Verdi”: la musica è un diritto di tutti. Bob Marley, Ramones , The Clash e molti altri artisti mi hanno insegnato che non bisogna avere paura delle nostre lacune se si sente l’urgenza di esprimersi. Anzi, talvolta capita che proprio queste mancanze diventino veri e propri marchi di fabbrica. Detto questo, credo che lo studio e la preparazione siano fondamentale per poter raggiungere risultati che senza di essi sarebbe impossibile ottenere.

Alcuni dei brani del cd (come la title-track, 'Mai Più' o 'E' colpa mia') sono scritti di tuo pugno: come è evoluto Andrea dopo la fase X Factor? O meglio: cosa è cambiato dopo il tuo periodo reggae?

X-Factor mi ha sbloccato. Fino ad allora avevo sempre snobbato la musica italiana, forse perché non ho mai trovato un’artista attuale in cui mi riconoscessi senza guarda indietro. Grazie a Morgan, che mi ha dato questa opportunità, ho scoperto i grandi cantautori ed interpreti italiani del passato, in cui mi sono subito ritrovato come gusti ed interpretazione musicali. Questa conoscenza mi ha arricchito e ha permesso che mi evolvessi in quella direzione, pur mantenendo le mie radici reggae. Sono sempre stato compositore, adesso sto lavorando anche come autore di testi: credo che per scrivere bene nella nostra lingua, senza risultare banali, occorra molta pratica; credo di avere una lunga strada davanti a me.

Sempre in merito al titolo dell'album: chi è oggi Andrea? Come riesce ad esprimere le proprie emozioni?

Non sono tanto diverso da come era prima: sono un ragazzo come tanti che crede nella musica e cerca di fare qualcosa di buono. Di sicuro da X-Factor in poi ho avuto delle esperienze che mi hanno permesso di crescere. Ho capito che per fare questo lavoro ed avere la possibilità di esprimersi è necessario circondarsi di persone valide e fidate: credo che la collaborazione ed il confronto siano la chiave per avere sempre nuovi stimoli e voglia di andare avanti.

Come s'imporrà la tua teatralità/espressività all'interno dei brani scelti? Poiché per le cover abbiamo già un'idea di come sia.

Ho cercato di tirare fuori ogni mio aspetto espressivo, anche quelli più nascosti: la teatralità c’è, ma ho anche interpretato canzoni apparentemente lontane da quello che ci si poteva aspettare da me. E’ stato un esperimento ed un grande stimolo mettermi in gioco per la prima volta in qualcosa di più intimo e introspettivo.

Seguirà un tour?

Certo, ci stiamo lavorando. La mia band ed io stiamo già scalpitando.

Vuoi aggiungere qualcosa?

In base alla mia esperienza, vorrei dare un consiglio a tutti i giovani e meno giovani che desiderano intraprendere la strada della musica. Vedo sempre più artisti cercare la via della TV per emergere; oggi sembra essere l’unica soluzione. La cosa va benissimo, nel mio caso mi ha portato solo cose buone. Ma suggerisco di mantenere sempre la propria identità, non curandosi delle mode del momento, cercando di non imitare nessuno: bisogna focalizzare l’attenzione sulla cosa più importante che riguarda la musica, ovvero le canzoni. Ci sono tantissimi bravi interpreti in Italia, migliori, anche di grandi nomi riconosciuti, ma è la musica che fa la differenza. E la musica è fatta di canzoni. E le belle canzoni prima o poi vengono riconosciute. Se, come nel mio caso, non si ha ancora la capacità di scrivere da soli, cercare collaborazioni con altri artisti può essere un’ottima idea. Come si dice, l’unione fa la forza.

 

 

Intervista di: Simone Vairo

Grazie a: Andrea Giops, Francesca Baglioni (Uff. Stampa Parole & Dintorni)

Foto © profilo Facebook di Andrea Giops

Sul web: www.facebook.com/andrea.giops - www.nuvoleproduction.com

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