Analogico Perplesso!: elettronica autoironica

Scritto da  Omar Chioccariello Mercoledì, 02 Luglio 2008 

“Dio-'ssi-na cosa grande pe' me” è l’urlo di battaglia di Pietro Capasso, in arte Analogico Perplesso! Un ragazzo di Napoli che si è divertito a giocherellare con le proprie “macchine sonore”, ed ha tirato fuori un singolo che non ha nulla da invidiare all'ultimo Bugo di “C'è crisi”.

 

 

 

 

Analogico Perplesso! ha certamente una storia: potresti dirci qualcosa al riguardo e spiegare anche chi è Pietro Capasso?

Ogni volta che ho provato a scrivere una mia biografia, mi sono sempre fermato al secondo punto. Ho “vita breve”… Mi spiego: pur avendo girato e suonato un po’ dappertutto (estero compreso), non credo di aver fatto niente che “fa curriculum” in Italia… quindi, non c’è storia o tutto inizia ora. AP! o Pietro Capasso, è un ragazzo che nasce agli inizi degli anni ’80 e da piccolo, rimasto affascinato dal mistico organetto Bontempi dietro la porta del soggiorno, trova in quei tasti, dei compagni di “viaggi, giochi, avventure…” che da 49, divennero 61 e infine 88… Analogico Perplesso! È il bimbo di ieri, oggi e domani che conservo dentro; Analogico perché è “sincero”, Perplesso perché i bimbi si perplimono continuamente… il punto esclamativo, perché “fa la differenza”… ed enfatizza la perplessità…

A quale tra le tante realtà partenopee appartiene AP!

In chiave musicale, sicuramente alla realtà “emergente”… Se parliamo in generale, bhè, penso “all’emergenza reale”…

Se potessi cambiare una cosa della tua città, a cosa ti dedicheresti?

Sicuramente all’istruzione. Penso che ci sia un grado di ignoranza ancora molto elevato a Napoli… e ciò ha fatto in modo che al binomio “pizza e mandolino” si aggiungesse anche la parola “monnezza”..

“Diossina Paranoia”, la tua canzone, com'è nata? Ti sei seduto davanti al Pc riproponendoti di dar vita ad un bel pezzo, o è venuta fuori senza "preavviso"?

“Diossina Paranoia” nasce dall’esasperazione per l’ignoranza della gente e il martirio di Partenope; dall’esigenza di “rifiutare” questa realtà e staccare un biglietto in prima fila per il “mu-day”. Nasce dai concetti folkloristici “cà nisciun è fesso” e “se con la monnezza ci mangi tu, allora ci mangio anch’io”. Nasce praticamente dalla testa di un “emergente in emergenza”

L'attività live per un musicista emergente come te, che nasce fondamentalmente davanti ad un Pc, è più difficile da organizzare rispetto a chi si dedica ad una band con classica formazione. Come gestisci le tue esibizioni e cosa proponi ad un tuo concerto?

Decisamente: si! Ovviamente è molto più complesso organizzarsi per spettacoli live quando si è soli a fare tutto o non avere dei musicisti fissi che ti appoggiano come nella classica collaudata “band”. Per questo motivo, in base alle esibizioni ed opportunità che mi si presentano, mi organizzo con turnisti vari o mi presento solo, in chiave più intima. Il contenuto dei miei spettacoli, è proprio per questa condizione instabile, molto semplice… ripropongo in chiave diversa, quello che compongo in studio… o unplugged minimali o concerti eclettici

Vuoi aggiungere qualcosa?

Si: in bocca al loop!

 

 

 

Intervista di: Omar Chioccariello

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Grazie a: Analogico Perplesso!

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