Alvaro Soler ospite della finale di Sanremo: sogno di scrivere qualcosa insieme a Manuel Agnelli

Scritto da  Domenica, 12 Febbraio 2017 

Bello come il sole, quello di un Eterno agosto di cui canta, Alvaro Soler è stato ospite della serata finale di Sanremo. Qualche numero: 26 anni, 13 dischi di platino in Italia, 36 dischi d’oro e di platino in tutto il mondo, 450mila visualizzazioni video, una quindicina di date nel nostro Paese per il prossimo tour. Animal è il suo nuovo singolo, “Un suono fresco, nato a Los Angeles, con un video girato a Cuba”, ci dice. L’artista spagnolo tenta di bissare successi come El mismo sol, Libre, Sofia. Un faccino pulito, l’aria da bravo ragazzo, la faccia un po’ spaesata di chi non si aspetta tanto clamore, come accade per le strade di Sanremo.

 

Alvaro Soler per la prima volta al Festival di Sanremo
Ne ho sentito parlare molto, anche in Spagna, so che è molto importante. Lo sarà anche per me: per la prima volta suono con un’orchestra di questo livello e posso dare alle mie canzoni una veste più classica, non vedo l’ora di fare le prove.

C’è qualcuno tra i cantanti che ti sta a cuore?
Sono contento di vedere Lodovica Comello, ma anche Sergio e Michele Bravi.

Pensi che la tua bellezza possa aver messo in secondo piano le tue qualità di cantante?
Sì, penso di sì: c’è un sacco di gente che viene al concerto e dice “ah, ma sai cantare!”. Beh, faccio musica, so che uno che fa tormentoni estivi è difficile pensarlo come qualcosa di altro dal punto di vista musicale. Anche se va benissimo, vinci dischi di platino, hai successo, quello che mi interessa è che la gente venga al mio concerto perché faccio la musica e non perché sono bello.

L’incontro con Fedez o con Manuel Agnelli a X Factor ha influenzato il tuo modo di fare musica?
Già sul mio nuovo album ci saranno un sacco di evoluzioni diverse. Fedez è super intelligente, sa come fare tutto, io mi sono arricchito tantissimo. Manuel sembra freddo ma è molto umile, ha una curiosità tremenda, è carinissimo, vorrei scrivere qualcosa con lui: condividere la musica in questo momento è la cosa più importante che si possa fare.

E Max Gazzè? Con lui hai duettato nella versione spagnola di un suo singolo.
Lo stimo tanto, quando sono andato a cena con lui ho pensato di essere di fronte a un genio vivente, di dover prendere da lui tutta l’energia e imparare tutto quello che posso. Mi sento così con poche persone. La collaborazione con lui è nata per caso, all’inizio mi aveva chiesto soltanto una semplice traduzione in spagnolo per cantare lui, nella mia lingua, una sua canzone. Poi ha sentito un mio demo e mi ha fatto la proposta.

 

Intervista di: Andrea Dispenza

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