Alice Caioli, la rivelazione di una voce siciliana

Scritto da  Giovedì, 08 Febbraio 2018 

Giovanissima qualcuno la definisce già una rivelazione, la scoperta di un nuovo talento: la voce certamente impressiona.

Originaria di Acquedolci, un paesino sul mare di seimila abitanti in provincia di Messina, dov’è nata nel 1977, ha partecipato nel 2012 a “Io canto”, il talent andato in onda dal 2010 al 2013 su Canale 5 condotto da Gerry Scotti. Ora è a Sanremo, tra le nuove proposte, con il brano “Specchi rotti”, scritto insieme a Paolo Muscolino, che ne ha anche curato la produzione, una “ballata sporcata di elettronica e r&b”, com’è stata definita: ha calcato la scena con una certa aggressività ma senza perdere l’eleganza e ha convinto il pubblico: la demoscopica l’ha messa al primo posto. Eppure in conferenza stampa racconta l’ansia e quei momenti che precedono l’esibizione come una paralisi.

“C’è una frenesia che da casa non ci aspetta ma è bello viverla perché dal vero è tutta un’altra cosa”, ha raccontato.

Come ti immaginavi la vita da artista a Sanremo?
“Non me l’aspettavo così agitata ma mi sto divertendo. E’ una piacevole scoperta.”

Cosa ti porti dentro della tua Sicilia, nel tuo modo di cantare?
“Tutto direi e sono molto impegnata per promuovere e sostenere la mia terra, come al Carnevale al quale sono legata fin da bambina e che considero una forma di cultura.”

C’è qualcosa di cupo nel tuo video nella grande eleganza, raffinata dall’atmosfera rarefatta. O sbaglio?
“Anche la canzone lo è ma racconto un frangente delicato e doloroso della mia vita che non posso fingere diverso. Sono però grata alla vita anche per questo”. Il brano racconta infatti il mancato rapporto con il padre ed è – ha spiegato - “una metafora della differenza che c'è tra l'immagine intatta che spesso lo specchio ci restituisce e che noi stessi siamo i primi a voler vedere e la realtà che c'è dietro quell'immagine, a pezzi e frammentata.”

Questa canzone potrebbe essere catartica?
“Un po’ lo è già stata. Ieri sera la prima persona che mi ha chiamata dopo l’esecuzione è stato mio padre e sono contenta perché ho dimostrato di valere e di saper fare qualcosa.”
Il padre infatti ha un'altra famiglia e Alice si è sentita trascurata proprio nel periodo critico dell’adolescenza. Così a 17 anni si è trovata a sbandare, abusando dell’alcol ma grazie alla mamma e alla musica ha trovato l’uscita dal tunnel.

Che punti di riferimenti hai nella tua musica?
“Ascolto molta musica con non poche influenze black e ascolto spesso cantanti non molto noti.”

Progetti a breve?
“Ho un disco che uscirà subito dopo Sanremo, dal titolo "Nego, fingo, mento", con dieci canzoni, prodotto da Davide Maggioni, in qualche modo il ritratto della vita, di quello che succede quando si è costretti a fingere di essere ciò che non si è. L’ho scritto perché anche la scrittura è terapeutica per me e ho voluto in quest’avventura Francesco Guassi, che ha fatto il Festival lo scorso anno e Andrea Maestrelli che ha vinto "Area Sanremo" insieme a me.”

Intervista di Ilaria Guidantoni

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