Alex 'Amptek' Marenga: "Vi presento Calcatronica 2015"

Scritto da  Lunedì, 10 Agosto 2015 

E' in programma questo weekend la terza edizione di Calcatronica, i tre giorni di musica e cultura elettronica che si terranno a Calcata il 14, 15 e 16 agosto 2015. In questa intervista a SaltinAria.it Alex 'Amptek' Marenga, direttore artistico del festival insieme a John Arnold, ci spiega perché non bisogna mancare a questo evento di Ferragosto, quest'anno più che mai.

Alex, quali sono i nomi principali che si esibiranno in questa edizione di Calcatronica?
"In questa edizione ci sono vari artisti interessanti che si avvicenderanno nelle varie location, sia con live che con dj set. Ci saranno autori storici della scena elettronica  dance nostrana come D'Arcangelo, che rappresenta uno dei pochi progetti italiani ad aver trovato credito nella mitica etichetta Rephlex di Aphex Twin, e che già dai primi anni novanta ha prodotto dischi importanti che hanno caratterizzato il suono della dance sperimentale italiana. Paolo Zerla, anche lui della schiera storica di Roma, un grande dj che ha animato la piazza di Calcata lo scorso anno. Fire at Work, un progetto molto attivo da ormai vent'anni. Tra gli artisti storici anche H501L ideatore del format radiofonico Musica Machina e per intenderci, uno dei Recycle, quelli che realizzarono la mitica 'Mamma Roma' con Remo Remotti. Ci saranno rilevanti figure femminili a Roma come Silvia Trix e Ida Mandato. Cosa importantissima ci saranno figure che provengono da altri emisferi della musica elettronica, da radici storico-musicali non assimilabili alla dance, come Enrico Cosimi, e il suo progetto Tau Ceti, Angelina Yershova, direttrice d'orchestra, compositrice e sperimentatrice di matrice contemporanea, Nicola Alesini, sassofonista storico della scena 'contaminata' fra jazz e altre storie e Vera Di Lecce, ex-vocalist dei Nidi D'Arac oggi autrice di un crossover fra post-rock ed elettronica."

Questo progetto nato quasi per gioco oggi è diventato una realtà del mondo della musica elettronica. Come ci siete arrivati?
"La sua capacità di interessare il pubblico è, a mio avviso, dovuta alla nostra capacità di coinvolgere da subito giovani artisti e musicisti storici proponendo un elettronica 'trasversale', che non fosse chiusa dagli schemi superati delle categorie classiche di classificazione della musica elettronica, fra dance, ascolto, sperimentale, kraut-rock o di radice contemporanea. In realtà queste frontiere sono dissolte e ci siamo posti immediatamente con questa visione coinvolgendo artisti in grado di proporre anche contaminazioni nuove. Inoltre ha sicuramente giovato l'assenza di proposte culturali a Roma nel cuore di agosto e un'estate romana cristallizzata su schemi di mercato ormai ripetitivi."

L’aspetto che maggiormente contraddistingue il festival è la sua ambientazione. Come avete fatto a conciliare questo territorio antico e naturale con una musica dalle sonorità così moderne?
"Calcata è stata un epicentro di stimoli culturali diversi non solo legati alla storia e al passato ospitando anche autori importanti  per l'arte contemporanea come lo scultore e pittore Costantino Morosin. In realtà una grande storia è in grado di proporre anche un'ipotesi di futuro, e un festival di arte e musica digitale e tecnologica, in cui si offre una molteplicità di diverse proposte performative, a fianco a dibattiti e conferenze che inquadrano il fenomeno di queste forme d'arte all'interno del percorso evolutivo della cultura occidentale, trovano in Calcata una location idonea. Inoltre il percorso attuale del progresso della tecnologia si pone il problema di una coesistenza compatibile fra le risorse naturali e lo sviluppo, e anche la nostra iniziativa vuole sensibilizzare il pubblico su questo tema. E' possibile una sostenibilità fra tecnica e natura e dobbiamo perseguirla."

A che punto è il movimento della musica elettronica in Italia. Resta un fenomeno di nicchia o sta finalmente iniziando a coinvolgere un numero crescente di persone?
"L'Italia, essendo posta ad una delle periferie del mondo occidentale, ed essendo governata da sempre, da una classe dirigente e da un mondo culturale retrogrado e 'passatista' (come già lamentavano Boccioni e Russolo più di cento anni fa)  è in grande ritardo nel recepire le innovazioni culturali, ma ormai, il fenomeno dell'arte digitale e della musica elettronica costituisce un underground rilevante anche nel nostro paese. Purtroppo risentiamo di un sistema politico-amministrativo della cultura assolutamente indifferente a promuovere le nuove direzioni, ma maggiormente interessato ad alimentare i propri bacini elettorali. Assistiamo alla crescita di un fenomeno che diviene sempre di maggiori dimensioni fra i giovani, ma al centro ancora di demonizzazioni anacronistiche, le stesse che colpivano il rock e i capelloni cinquanta anni fa."

In conclusione, cosa possono aspettarsi gli spettatori che verranno a Calcata questo weekend?
"Una full immersion fra le diverse sfaccettature dell'elettronica, fra dance floor e concerti, dibattiti e performances, momenti svago e di ascolto, ma una situazione n grado di offrire passeggiate e momenti di relax fra i boschi o in qualche trattoria tipica. La coniugazione possibile fra la tradizione turistica, culinaria e la musica, fra le novità della tecnologia e il grande affresco offerto dalla natura e dalla storia nella Valle del Trrja."


Intervista di: Fabrizio Corgnati

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