Agrado: la musica in vetrina

Scritto da  Sabato, 22 Ottobre 2011 

AgradoDopo la vittoria di “Sesto e dintorni” e l'apertura per i Quintorigo al Carroponte, la giovane band milanese Agrado lancia il secondo singolo. Tratto dal disco d'esordio “Rumore bianco”, il brano “A (Amami)” è accompagnato da un video sexy e ironico realizzato con la regia degli studenti dell'IED. Ci racconta tutto Omar Russo, voce e basso della band.

 

 

 

 

Con “Rumore bianco” state ricevendo molte soddisfazioni. Com'è nato questo disco?

E' un album concepito come fosse l'atto finale di un legame che ci tiene uniti fin da quando eravamo ragazzini. Abbiamo sempre individuato nella musica il punto cardine della nostra complicità, pur avendo caratteri ben diversi e vite ormai adulte, ed insieme condividiamo la nostra più grande passione. La musica è la natura della nostra unione e sostenitrice della crescita che abbiamo fatto come persone fino ad oggi, mentre “Rumore Bianco” è la creatura nata da questo sodalizio. Dalle nostre influenze personali abbiamo concentrato in musica la sintesi di noi stessi e l'incontro con Brando e Lele Battista, i nostri produttori, ci ha aiutato ad amalgamare quello che volevamo esprimere. E’ un disco che è stato registrato in breve tempo e con un budget minimo. Le canzoni fotografano momenti di vita quotidiana, altre raccontano storie e frammenti di vita. E’ un disco dichiaratamente commerciale, composto da canzoni scritte anche diversi anni fa, a cui siamo rimasti sempre affezionati. Dopo una selezione fra una trentina di canzoni più o meno finite, abbiamo scelto quelle da inserire nella nostra opera prima. La cosa importante per noi e aver fatto questo lavoro con onestà e in totale libertà espressiva, lasciandoci guidare dall’istinto e dall’entusiasmo che alimentava l’imprevedibilità del risultato finale.

Come vi rapportate ai giudizi, che siano positivi o negativi, riguardanti la vostra creatura musicale?

Sapevamo che un album come “Rumore Bianco” sarebbe stato particolarmente esposto a critiche e giudizi, ma fa parte del gioco e fin dall'inizio ci siamo messi nelle condizioni di affrontarle col sorriso sulle labbra. E' un album dove potrai trovare canzoni che ricorderanno quell’artista o quella band del momento, ma credo che uno dei suoi punti di forza derivi dal fatto che pur essendo un album pop non ascolterai mai un pezzo uguale a quello prima e neanche riconducibile ad una sola struttura tipica del genere. Le canzoni di “Rumore Bianco” credo siano ben integrate in un unico concetto di appartenenza pur avendo variegate sfumature tra loro. Abbiamo giocato col pop, mettendoci tutte le nostre conoscenze ed influenze raccolte negli anni e riteniamo che “Rumore Bianco” sia solo un punto di partenza del progetto Agrado. Non è detto che nel prossimo album tutto venga rimesso nuovamente in discussione, prendendo una direzione assai diversa. Mi ritrovo a leggere recensioni che parlano di “Rumore Bianco” come un grande supermarket del pop, dove entri e ti ascolti quello che vuoi. Appunto, questo è un po' il concetto che volevamo esprimere concependo un album del genere. Un pop a 360 gradi dove puoi ascoltare quello che vuoi, passare alla traccia successiva, sapendo comunque che non sarà sicuramente mai uguale a quella precedente. Hai più possibilità di scegliere e il resto vien da sé.

Chi è Agrado? C'è qualche nesso con il personaggio di Almodovar?

Agrado è un personaggio di un film di Pedro Almodovar, variopinto ed istrionico, trasgressivo ma intimamente solidale con gli altri. “Rumore bianco” è un progetto colorato, a volte morbido e pacato, altre dai toni più ruvidi e fuori dalle righe, allo stesso tempo intimista e dolce come il personaggio. L'album si espone con consapevole ironia al giudizio critico di chi lo ascolta, come Agrado che nel film "Tutto su mia madre" si descrive con la frase celebre che noi sposiamo a pieno: "una persona è più autentica quanto più assomiglia all'idea che ha sognato di se stessa". Abbiamo firmato un contratto per un etichetta importante ed è appena uscito il nostro album d'esordio. Questo è un piccolo grande passo per noi, una conquista, ma è anche una sfida. Ora lasciamo al pubblico l'occasione di avventurarsi in un disco dalle mille sfaccettature di vita quotidiana raccontata con onestà intimista.

Com'è nata l'idea di “A (amami)”?

E' una canzone che parla d'amore e scritta quasi di getto, tra il soggiorno ed il bagno di casa, al volante di un auto nel traffico congestionato tra le vie di Milano, o sotto la doccia, con una melodia semplice ed accattivante che arriva al primo ascolto. Volevamo renderla accessibile a tutti e per ogni momento della giornata, come la maggior parte delle canzoni che troverai nel disco. Ci piace raccontare immagini attraverso l'uso delle parole che plasmano una storia. In “A (Amami)” le parole sono semplici e dirette che  seguono l'andamento terzinato in stile valzer ma dall’anima rock! E’ un grido di coinvolgimento che descrive un immagine con emotività e disarmante trasparenza. E’ forse un modo per non sentirsi mai soli o forse un atto di devozione. “A (Amami)” è un po’ tutto questo. La nostra speranza è che la gente si ritrovi in quello che scriviamo e allo stesso tempo possa sentire più vicine le emozioni che vogliamo trasmettere nei testi delle nostre canzoni. Abbiamo voluto mantenere un linguaggio semplice e diretto ma sincero, accessibile a tutti ma con diversi punti di vista.

Il vostro video è stato girato in un sexy shop di Torino in un'unica giornata. Potete raccontarci com'è stata per voi quest'esperienza a dir poco frenetica?

E' stata un esperienza molto divertente. Sin da subito si è creato un clima di entusiasmo generale mista a tensione da dilettanti allo sbaraglio. Non sapevamo cosa ne sarebbe uscito fuori ma avevamo voglia di metterci tutti in gioco per cercare di rendere armoniosa e divertente la scena. Abbiamo improvvisato per la maggior parte del tempo, senza copione e qualche idea neanche troppo convinta sull’abbigliamento da mettere o del personaggio da interpretare. Tutto è stato improvvisato lì dentro. Dopo i primi momenti di imbarazzo al momento del “ciak”, ci siamo lasciati andare ed è partito tutto come per incanto. Ci siamo ritrovati a collaborare con i ragazzi dello I.E.D. che fino ad un attimo prima e dopo una fugace presentazione non conoscevamo nemmeno, ci siamo adoperati tutti per fare qualcosa di gradevole, intrigante ma non volgare, come è nello stile degli Agrado. Un fatto curioso è che durante le riprese, mentre si stava girando, sono entrati dei clienti veri, hanno noleggiato un film e si sono diretti verso il cinema del sexy shop a consumare le loro voglie. Una sfida davvero interessante per Agrado!

Nel video vi si vede suonare dentro una vetrina. E’ per caso una velata critica a qualcuno oppure è una semplice soluzione scenica?

L’idea della vetrina per noi rappresenta un modo originale per catturare l’attenzione in maniera ironica e personale. L’esposizione mediatica oggi è fondamentale e di vitale importanza per chi vuole farsi strada, ma allo stesso tempo riteniamo che le industrie musicali oggi ne abusino un po’ troppo, propinandoci allo sfinimento presunti artisti o cantanti del momento, senza che loro abbiamo nemmeno fatto una prova in studio o abbiamo calcato mai un palcoscenico. La loro fortuna spesso è legata al fatto che ci sono bravi autori che scrivono per loro, quindi, come il gatto che si morde la coda, è una fortuna anche per noi, visto e considerato che le canzoni ce le scriviamo da soli. La vetrina è il nostro biglietto da visita, come Agrado, un progetto o un azienda di tre ragazzi, una band di amici che nella musica hanno fatto un investimento e forse una ragione di vita, oltre che una passione che ci completa.

Sia nell'artwork del disco che nel video si palesa una certa "passione" per le scarpe. Abbiamo visto bene? Chi è l'appassionato?

Siamo più affascinati dai piedi, anche se il tacco di una scarpa, come quella impressa sulla nostra copertina, oltre a far più rumore al suo passaggio può lasciare i segni che possono durare nel tempo. La scarpa è un oggetto che piace a tutti, uomini e donne, trasgressiva e d’intrigante bellezza e per noi rappresenta l’ennesimo tentativo, se vuoi, per farsi notare nella mischia, senza risultare né troppo invadenti e nemmeno scontati e superficiali. Ecco, noi vogliamo augurarci che il nostro disco provochi lo stesso effetto del passaggio di una “bella signora” dalle mille sfumature che intimamente si lascia ascoltare.

Volete aggiungere qualcosa?

L’importante è poter almeno scegliere, come cantiamo in una canzone dal titolo “Piccola Luce”, cover del più famoso brano dei Tears for Fears “Change”. Nel frattempo noi restiamo in vetrina ad aspettarvi… col nostro “Rumore Bianco”.

 

 

 

AGRADO sono:

Alessandro - chitarra

Omar - voce e basso

Loris - batteria

 

Intervista di: Giovanni Villani

Grazie a: Omar Russo, Agrado, Ufficio Stampa Synpress 44

Foto © profilo Facebook Agrado

Sul web: www.agrado.it - www.myspace.com/agradoband - www.aereostella.it

TOP