A Winged Victory For The Sullen: "Italiani, scoprite la nostra musica neoclassica"

Scritto da  Venerdì, 10 Ottobre 2014 

Sono nati (almeno artisticamente) in Italia, ma Adam Wiltzie e Dustin O’Halloran, in arte A Winged Victory For The Sullen, hanno finora ottenuto molta più considerazione all'estero. Una storia comune a molti progetti, specialmente per chi come loro compone musica neoclassica e sperimentale. Il loro ultimo album, pubblicato lo scorso 7 ottobre, è "Atomos", che nasce dalla colonna sonora dell'omonimo spettacolo di danza del coreografo del Royal Ballet di Londra, Wayne McGregor. Li abbiamo incontrati per farci raccontare questo nuovo lavoro.

 

Adam e Dustin, come descrivereste questo nuovo album?
"'Atomos' nasce dalla nostra collaborazione con Wayne McGregor, che ci ha chiesto di comporre la colonna sonora per il suo ultimo spettacolo di danza. E' un concept album, una sorta di viaggio nel tempo".

A proposito di tempo, avete composto questo album in pochissimi mesi. Come vi siete trovati?
"Per noi questa è stata una novità, non abbiamo mai composto un disco così rapidamente. Il lato positivo è che non abbiamo avuto tempo per lamentarci di ciò che non suonava come volessimo, abbiamo dovuto muoverci velocemente e andare sempre avanti".

Il motivo di questa rapidità?
"Non avevamo scelta, abbiamo iniziato a lavorarci quando ormai mancavano solo quattro mesi alla premiere dello spettacolo. E l'album rispecchia quasi perfettamente la colonna sonora dell'opera, quindi è stato naturale comporlo contestualmente".

Quali sono le novità rispetto al vostro lavoro precedente?
"Ci sono influenze diverse, dovute alla collaborazione con Wayne. E' un disco elettronico, sperimentale anche nel modo di creare i suoni. Ad esempio abbiamo registrato alcune tracce durante un viaggio ad un lago gelato, che ha creato un suono molto profondo".

Non è la prima volta in cui registrate in grandi spazi aperti. La vostra è legata alla natura?
"Sì, anche se questo disco si occupa di natura nel senso di atomi e molecole, più che degli alberi. E' un concept naturale, ma microscopico".

Che rapporto avete con l'Italia?
"Noi due ci siamo incontrati proprio in Italia, a Bologna. E il nostro collaboratore Francesco Donatello registra a Padova. Abbiamo un'ottima relazione con l'Italia, ma per qualche motivo il pubblico italiano ci considera poco. Speriamo di invertire la rotta il prossimo 29 novembre con il nostro concerto a Bologna".

Forse la vostra musica è fin troppo sperimentale per il gusto del pubblico medio italiano?
"In realtà in Italia c'è una buona scena musicale underground. Certo, la nostra musica non è fatta per chi vuole festeggiare in spiaggia, ma il pubblico italiano, anche quando non è molto numeroso, apprezza sempre le grandi band".


Intervista di: Fabrizio Corgnati

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