9: il lusso di vivere nel nulla

Scritto da  Giuseppe Gioia Martedì, 21 Aprile 2009 

9Marco Brosolo, in arte 9, confeziona il Cd “Eponymous” per l’etichetta danese Sopa Records. L’artista di Pordenone, da tempo trasferitosi a Berlino, traccia un cammino continuamente in bilico tra pop, elettronica e musica cinematica.

 

 

Marco, il tuo vivere tra Italia e Germania  ed avere la possibilità di toccare con mano e provare con i tuoi sensi la vita metropolitana, quanto influisce nella tua musica?

Vivere a Berlino per me significa avere il lusso di vivere nel nulla, in un mondo in cui puoi decidere tu come vedere le cose… questa è una bellissima condizione, che, messa in relazione con il mio essere, produce anche quello che si sente in Eponymous. Tuttavia, va detto che parte del lavoro compositivo di questo disco non ha relazione con Berlino.

Trovo che “Eponymous”, come ho già scritto nella recensione del disco, possa rappresentare perfettamente la colonna sonora di un film o del film della nostra vita. Quale rapporto hai con il cinema? Ti piacerebbe lavorare ad una colonna sonora un giorno?

Il cinema è fantastico, mi fa provare delle sensazioni incomparabili: solo con un (bel) film riesco a provare un certo tipo di esperienze emotive. Poter scrivere la colonna sonora di un film sarebbe il realizzarsi di un mio grande sogno!

Nel tuo modo di dar vita alla tua creatura musicale ho notato che vi è una parte elettronica ed una più pop ed intimistica. Quali sono per te i maestri da cui tu hai saggiamente imparato?

Ringo Starr & Laurie Anderson. The Smiths & Roman Opalka. Daniel Johnston & Aphex Twin. Lou Reed & Lucio Battisti. Portishead & Vermeer. The Housemartins & Matthew Barney. Elvis Presley & Franco Battiato. Steve Reich & Gerrit Rietveld. The Clash & Bret Easton Ellis.

Come trovi la situazione musicale fuori dall’Italia? Siamo noi “maniaci” della crisi o questa si sta espandendo a macchia d’olio?

…come dicevo io tendo a vivere fuori dal mondo, in quel nulla che per me è Berlino; quindi non ho molte informazioni riguardo la crisi. Ultimamente ho ascoltato molta buona musica, anche Italiana. Mi sembra di intuire che la crisi (in Italia) non sia negli artisti (a meno che non si intenda quella umana, alla quale loro sono abituati a conviverci, o sono addirittura debitori…). Sarebbe bello che questa crisi fosse un'occasione di stimolo innovativo!

Brani come “Fuori”  e “Sogni” rivelano la capacità di un songwriting pensato e ragionato. Che rapporto hai con la musica cantautorale?

Effettivamente io (tento) di scrivere canzoni e le interpreto, quindi si tratta proprio di musica cantautorale, come hanno fatto John Lennon, Riccardo Cocciante o Claude Francois. Il resto lo fa l'arrangiamento… spesso l'arrangiamento dei Radiohead mi piace di più di quello di Vecchioni.

Per concludere: se “Eponymous” dovesse essere scelto da un famoso regista per il suo ultimo film chi sceglieresti?

Aki Kaurismäki, Alexander Sokurov, Lars von Trier, David Lynch, Paolo Sorrentino, Pedro Almodovar, Joel & Ethan Coen, Quentin Taranino, Clint Eastwood.

 

 

Intervista di: Giuseppe Gioia

Recensioni correlate: Cd Eponymous

Grazie a: Marco Brosolo, Laura Breschi di Ja. La Media Activities

Sul web: www.9-9.itwww.myspace.com/greenfeelings

 

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