Fino al 27 ottobre, al Piccolo Teatro Strehler, “Il Maestro e Margherita” di Michail Bulgakov, nella riscrittura di Letizia Russo e per la regia di Andrea Baracco. Uno spettacolo che ammalia, diverte e fa riflettere grazie ad un cast eccellente e impeccabile.

Prima assoluta dello spettacolo-concerto frutto del progetto vincitore dell’edizione 2018/2019 della Biennale College Teatro - Registi Under 30, che lo scorso anno ha premiato il ventisettenne romano Leonardo Manzan. Liberamente ispirata al “Cyrano de Bergerac”, l’opera, intitolata “Cirano deve morire”, è stata prodotta dalla Biennale di Venezia e realizzata con l’attivo tutoraggio del Direttore della sezione teatrale Antonio Latella.

“Il Maestro e Margherita” è un romanzo pieno di colori potenti e assoluti, tutti febbrilmente accesi, quasi allucinanti. Un eterogeneo gruppo di attori capitanati da Michele Riondino, dà vita alle straordinarie, magiche e perturbanti pagine di Michail Bulgakov, con la regia di Andrea Baracco. In scena al Teatro Eliseo dal 22 gennaio al 3 febbraio.

Dal 21 al 26 novembre il Teatro Stabile dell’Umbria ha presentato al Teatro della Pergola di Firenze “L’ora di ricevimento” di Stefano Massini, con Fabrizio Bentivoglio e la regia di Michele Placido. Oltre due ore senza intervallo che ricordano i tempi d’oro del teatro, perché volano senza bisogno di colpi di scena o di grandi apparati scenografici. Delicato e graffiante ad un tempo, dipinge la vita frustrante di un insegnante di periferia che, di fronte a un melting pot senza armonia, scorre uguale da 32 anni: decisamente originale l’impianto e arguto il testo con una grande prova attoriale di Bentivoglio. Una visione che non regala buonismi né esasperazioni ma la difficile quotidianità della diversità in una condizione di fragilità socio-economica. Non c’è redenzione né condanna, forse una “saggia rassegnazione” che diventa una metafora universale della gioventù in periferia, non un quartiere ma una condizione esistenziale.

Giovedì, 23 Novembre 2017 21:10

Pinocchio - Piccolo Teatro Strehler (Milano)

Al Piccolo Teatro Strehler è tornato in scena il “Pinocchio” di Antonio Latella, prima di partire per una tournée dell’Italia settentrionale con numerose tappe, tra cui Torino (al Teatro Carignano) e Bologna (all’Arena del Sole), una tournée che sarà suggellata dalla partecipazione in aprile al MITEM (Madách International Theatre Meeting) di Budapest. Tutt’altro che romanzo per bambini e consigliato a un pubblico con più di 14 anni di età, va in scena uno spettacolo sulla vita, dramma e menzogna sono inclusi, che rappresenta a pieno il senso del teatro.

Lunedì, 03 Aprile 2017 20:04

Ma - Teatro India (Roma)

Antonio Latella, dopo Pilade, Porcile e Bestia da stile, torna a occuparsi di Pier Paolo Pasolini, attraverso la madre immaginata dell’artista, i suoi occhi, la sua voce, il suo sacrificio, il suo dolore. Un omaggio a tutte le madri costrette a seppellire i figli vittime della violenza del mondo (da Plaza de Mayo, alle vittime di mafia, a Federico Aldrovandi).

Mercoledì, 25 Gennaio 2017 21:25

Pinocchio - Piccolo Teatro Strehler (Milano)

Antonio Latella è per la prima volta regista di uno spettacolo prodotto dal Piccolo Teatro di Milano, Pinocchio, in scena in prima assoluta al Teatro Strehler, dal 19 gennaio al 12 febbraio. Il Piccolo chiama il suo talento alla sfida con una figura universale che appartiene a tutti e di cui tutti coltivano una memoria propria, quasi esclusiva. Ma non sarà una fiaba.

Torna al Teatro Argentina “Natale in casa Cupiello di Antonio Latella. Il messaggio è chiaro: tradizione non è rifare ogni anno il presepe, tradizione è capire e tramandare cosa quel presepe significa.

Domenica, 06 Novembre 2016 21:38

Ma - Piccolo Teatro Studio Melato (Milano)

Dal 2 al 10 novembre. Partendo dalla prima sillaba della parola mamma, al Piccolo Teatro Studio Melato di Milano Antonio Latella ci guida verso un viaggio-monologo nell’opera di Pasolini, dove c’è sempre la figura della madre: nel teatro, nella letteratura, nelle parole, nelle immagini, nei film. Spetta alla voce e al corpo di Candida Nieri cucire insieme tutte quelle madri che PPP ha creato e raccontato, per tracciare una possibile unica figura racchiusa in quel “Ma”: il suo dolce diminutivo eppure, anche, l’inizio del dubbio.

Dal 2 al 14 febbraio. Con "Ti regalo la mia morte, Veronika", Antonio Latella incontra per la seconda volta la poetica di Rainer Werner Fassbinder, dopo la messa in scena de "Le lacrime amare di Petra von Kant" nel 2006. La base di questo nuovo lavoro non è però un testo teatrale dell’autore bavarese, ma parte dell’opera cinematografica che Fassbinder ha dedicato alla rappresentazione e all’analisi della donna. Partendo dalla rievocazione della vicenda di Veronika Voss, ultima tra le protagoniste del suo cinema, lo spettacolo incontra alcune tra le figure femminili grazie alle quali il regista ha consegnato forse una grande, unica opera in cui sguardo cinematografico e biografia personale tendono inevitabilmente a coincidere. Una corsa folle, senza protezioni, una prolungata allucinazione in cui realtà e finzione diventano quasi indistinguibili. Un viaggio nella mente di Veronika, diva sul viale del tramonto e vittima della morfina somministrata da medici senza scrupoli, dove i ricordi diventano illusorie gratificazioni e i sentimenti merce di scambio, dove persino la morte è accettabile, come liberazione o nuova possibilità.

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