Giovedì 15 settembre, in prima assoluta, è andata in scena alla Pelanda (nell’ambito di Short Theatre 11 - Keep The Village Alive) l'istallazione performativa Aminta - S'ei piace ei lice, ideata e diretta da Luca Brinchi e Daniele Spanò.

Giovedì 15 settembre la compagnia OHT | Office for a Human Theatre ha messo in scena alla Pelanda (nell’ambito di Short Theatre 11 - Keep The Village Alive) lo spettacolo Autoritratto con due amici, ideato e diretto da Filippo Andreatta e interpretato da Charles Adrian Gillott e Patric Schott.

Il 14 e 15 settembre il progetto di ricerca artistica Muta Imago approda alla Pelanda (nell’ambito di Short Theatre 11 - Keep The Village Alive) con lo spettacolo Polices! di Sonia Chiambretto nell’ambito di Fabulamundi. Playwriting Europe.

Il 9 e il 10 settembre il collettivo belga tg STAN approda alla Pelanda (Short Theatre 11 - Keep The Village Alive) con la messinscena di Trahisons (titolo originale: Betrayal; pubblicato in italiano con il titolo Tradimenti) scritto da Harold Pinter nel 1978 e tradotto in francese da Eric Kahane.

La coreografa, artista e drammaturga Ivana Müller, ospite all'interno di Short Theatre 11 - Keep The Village Alive, porta in scena Edges, la performance più recente da lei diretta. Si tratta di una riflessione sui concetti di margine e di marginalità, messi in relazione con la totalità e con la complessità del quadro.

L'argentino Fernando Rubio, dal 9 all'11 settembre, presenta all'interno di Short Theatre 11, festival diretto da Fabrizio Arcuri, la sua nuova performance: Everything by my side. La performance è pensata per non più di sette spettatori alla volta, e dura 15 minuti.

Viaggio nella conversione all’Islam per Roberto Scarpetti, in prima nazionale con il suo nuovo lavoro Prima della bomba. Un testo più che mai attuale, che riflette sul senso di appartenenza, sull’esigenza di sentirsi coinvolti in qualcosa, sulla confluenza delle nuove generazioni verso il radicalismo islamico e sulle differenze culturali tra Occidente e Oriente. Diretto dall’argentino César Brie, lo spettacolo racconta dall’interno una conversione che ha virato verso un credo più radicale e integralista, ripercorrendo la crisi personale e dell’ideologia di chi voleva cambiare il mondo credendo che fosse in atto una nuova Shoah, con i musulmani al posto degli ebrei e con l’Occidente a fare la parte dei Nazisti. Una produzione Teatro di Roma e Campo Teatrale, in scena dall’8 all’11 settembre al Teatro India, nell’ambito delle manifestazioni realizzate in occasione del Giubileo della Misericordia e in collaborazione con Short Theatre 11.

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