Il Teatro Ambra Jovinelli continua a incassare successi e, con le oltre centomila presenze e il record di serate sold-out della passata stagione, si conferma come uno dei teatri più amati e frequentati di Roma. Scopriamo assieme la nuova stagione 2019/2020, introdotta dal claim “Prova a perdermi!”.

Sabato, 01 Ottobre 2016 16:59

Americani - Teatro Eliseo (Roma)

Dal 27 settembre al 30 ottobre. “Americani” è una feroce rappresentazione del mondo degli affari e dell’avida e competitiva società americana, per la quale David Mamet nel 1984 ha ricevuto il Premio Pulitzer e dalla quale nel 1992 ha tratto la sceneggiatura per il film diretto da James Foley con Al Pacino, Jack Lemmon, Alec Baldwin e Kevin Spacey. Un affresco che Luca Barbareschi traduce in chiave nazionale: la vicenda viene ambientata nel rampantismo crudele degli anni Ottanta con quell’incedere nevrotico che accompagna la vita quotidiana degli uomini d’affari. Nella versione italiana il testo e la regia portano alla luce una compassione per uomini fragili e disperati costretti a travestirsi da lupi, con un incommensurabile bisogno di solidarietà. Interpretato magistralmente, soprattutto da Sergio Rubini.

Lo slogan scelto per la stagione 2016/2017 del Teatro Ambra Jovinelli, è "CommediE all'italiana". …E NON SOLO. La grandezza della commedia all'italiana, era il suo essere allo stesso tempo d’autore e popolare, mescolando elementi comici e sociali, trattando temi seri con tono ironico e intento satirico grazie anche a memorabili interpretazioni di alcuni tra i maggiori attori italiani. La nuova stagione dell'Ambra nasce con la volontà di raccogliere questo spirito e propone un cartellone di prosa che diverte, contemporanea e prevalentemente italiana, fatta di grandi attori e grandi autori, con incursione eccellenti di carattere musicale.

Dal 19 al 24 gennaio al Teatro Parenti di Milano si è riso tanto e di gusto per la commedia “Provando…Dobbiamo parlare”, di Carla Cavalluzzi, Diego De Silva e Sergio Rubini, che è anche regista ed attore accompagnato da Isabella Ragonese, che interpreta la sua compagna; Fabrizio Bentivoglio è invece un professore esilarante con un accento marcatamente romano e Maria Pia Calzone, davvero bravissima, sua moglie.

La nuova commedia scritta e diretta da Sergio Rubini, "Provando…Dobbiamo Parlare" - già applauditissima al Festival del Cinema di Roma - è anche in scena all'Ambra Jovinelli sino al 20 dicembre, nella sua versione teatrale con lo stesso cast cinematografico formato da Fabrizio Bentivoglio, Maria Pia Calzone, Isabella Ragonese e lo stesso Rubini. A dire il vero, la pièce viene giocata come una sorta di prova generale, strizzando l’occhio al meta-teatro.

Il Teatro di Roma propone un ciclo di appuntamenti dedicati alla drammaturgia contemporanea. Quattro incontri a cura di Piero Maccarinelli per quattro testi presentati in forma di letture sceniche al Teatro Argentina il 12 e 26 gennaio, il 9 e 23 febbraio: L’esposizione universale scritta da Luigi Squarzina, L’onda di Maometto di Alberto La Volpe, Il drago di carta di Sergio Pierattini e Disperata felicità di Melania Mazzucco e Luigi Guarnieri. Quattro scritture del presente per riflettere sulla cultura, la politica, la memoria, la realtà del nostro tempo.

Trent’anni di storia 1984-2014/2015 proiettati in avanti, come recita il titolo della presentazione della prossima stagione teatrale, Visioni dal futuro. Un lavoro centrato sul testo non solo contemporaneo ma sulla sua attualizzazione. Il Teatro Argot Studio per la presentazione della stagione in modo originale sceglie di non recitare il Bignami degli spettacoli ma di trasferirne lo spirito, le ragioni e le scelte.

Sabato, 07 Dicembre 2013 13:18

Zio Vanja - Teatro Quirino (Roma)

Dal 3 al 15 dicembre. "Zio Vanja" rappresenta uno dei capolavori assoluti del teatro cechoviano, anticipazione della drammaturgia novecentesca. La trama è semplice: nella casa di campagna ereditata dal cognato di Vanja, Serebriakoff, quest'ultimo comunica che è intenzionato a vendere il podere. Tale notizia romperà i delicati equilibri della famiglia, turbando in particolar modo lo Zio Vanja, che, frustrato ed infelice, tenterà invano di uccidere con dei colpi di pistola il professor Serebriakoff. Alla fine l'agiato ereditiere e la sua seconda moglie Elena torneranno in città, permettendo agli occupanti della tenuta di ripristinare l'apparente ordine costituito.

La trama ha il suo inizio nella casa di campagna ereditata dal professor Serebrjakov, cognato di zio Vanja e padre di Sonia. La prima moglie, sorella di Vanja, è deceduta e il professore si è risposato con Helena. Tra amori e vicissitudini di vario genere, Serebrjakov comunica a Vanja che è intenzionato a vendere il podere e questo fa uscire fuori tutto il temperamento del povero zio, che alla fine tenta di uccidere il professore con dei colpi di pistola, che miseramente non andranno a segno. Alla fine l’agiato ereditiere e Helena torneranno in città, lasciando a Vanja la possibilità di continuare ad amministrare la tenuta.

Sergio Rubini

4 e 5 Marzo. La poesia al centro della scena, alle spalle un’orchestra jazz di tre elementi. Sergio Rubini sfida il canonico reading mettendoci del suo. In un rapporto tra lui e gli spettatori, produce un autentico coinvolgimento emotivo. La musica accompagna gli aneddoti della vita di uno dei più bravi attori italiani assieme a quelli di Puskin, Leopardi, Sanguineti, leggendo, anzi vivendo, alcune delle più belle opere dei più grandi della poesia del Novecento.

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