Il celebre film di Pupi Avati arriva a teatro, con l’adattamento di Sergio Pierattini e la regia di Marcello Cotugno, portando in scena una metafora crudele della vita: il poker specchio dell’illusione dell’amicizia. Uno spettacolo che ferisce, anche se ci sono momenti di comicità gustosa, sempre intrecciati con il gusto amaro della vita. Interpretazione corale di profilo, con Gigio Alberti nella parte caricaturale del “pollo da spennare”, in realtà avvocato provetto e di magistrale astuzia. Avvolgenti e coinvolgenti la scenografia e il gioco delle luci con le pareti che cambiano secondo le atmosfere e un’immaginaria parete vetrata sul cortile. Una resa d’effetto e di grande modernità.

Sabato, 11 Maggio 2019 19:22

Regalo di Natale - Teatro Quirino (Roma)

Dal 7 al 19 maggio. Trentatré anni dopo il pluripremiato film omonimo, uno dei più grandi capolavori della lunga carriera del regista Pupi Avati, il cult "Regalo di Natale" torna, stavolta a teatro, al Quirino di Roma.

Un triennio importante quello che si aprirà con la stagione 2018-2019 del Teatro Quirino. Ricorrerà, nel 2021, il centocinquantesimo compleanno della storica sala romana, una grande occasione di festeggiamenti e celebrazioni che seguiranno alle imminenti operazioni di restyling della struttura nata nel 1871. Nel presentare in netto anticipo - rispetto alle consuetudini, e rispetto agli altri teatri romani - la programmazione della prossima stagione, il Presidente - e co-direttore artistico unitamente a Guglielmo Ferro - Geppy Gleijeses sottolinea, in apertura della conferenza, l’avvilente carenza di contributi da parte delle Istituzioni. Non perde neppure l’occasione per un riferimento incisivo alla nota vicenda del finanziamento al Teatro Eliseo, ora alle valutazioni della giustizia amministrativa, avendo presentato, alcuni tra i teatri più importanti della città, un ricorso contro il contribuito assegnato alla sala diretta da Luca Barbareschi.

Chi è Ombretta Calco? Perché si è seduta su una panchina in una giornata torrida di luglio, a pochi passi dal portone di casa sua? Perché deve ripercorrere gli eventi sensibili della sua vita scavando ossessivamente nei ricordi? E perché deve ingaggiare, sotto il sole cocente, un duello con se stessa come se fosse una resa dei conti? Ombretta sta facendo un viaggio. Il viaggio più importante della sua vita. Un viaggio fuori dai vincoli imposti dal tempo e dallo spazio. Mentre procede senza soluzione di continuità, nel passare in rassegna i momenti più significativi della sua esistenza, ne comprende il senso. Milvia Marigliano incarna “Ombretta Calco” nel monologo di Sergio Pierattini, diretto da Peppino Mazzotta, in scena al Piccolo Eliseo dal 24 maggio al 4 giugno.

Un teatro storico della Capitale rilancia una stagione con una proposta articolata e varia, dalla commedia alla magia, dalle incursioni culturali in teatro, a formule di teatro-studio di omaggio a grandi personaggi, con una forte presenza della musica dal vivo, fino ad un format di teatro immersivo, perché tutto quello che è racconto al pubblico da un palco è teatro. In fondo con “Rumori fuori scena” c’è posto anche per un classico, senza che la prosa classica sia citata. Il direttore artistico, Viviana Toniolo, passa in rassegna la sua proposta per la nuova stagione da uno dei palchi storici di Roma che non è mai stato solo teatro ma impegno per il pubblico in senso ampio, anche politico. Il cartellone racconta bene la metafora di un teatro inteso non solo come spettacoli in senso classico: prosa comica e tragica, ma ben altro. Esordisce affermando che il teatro non chiude - precisazione d’obbligo viste le tante recenti polemiche e troppe voci di corridoio, non è venduto ma resta in vendita.

Monologo a firma di Sergio Pierattini per il primo lavoro che vede Peppino Mazzotta esclusivamente nelle vesti di regista, portato in scena in prima nazionale sul palcoscenico di Primavera dei Teatri. Protagonista l’omonima donna del titolo, interpretata da Milva Marigliano, milanese alle prese con un viaggio a bordo di una panchina sospesa, alla ricerca del senso della (sua) vita.

Il Teatro di Roma propone un ciclo di appuntamenti dedicati alla drammaturgia contemporanea. Quattro incontri a cura di Piero Maccarinelli per quattro testi presentati in forma di letture sceniche al Teatro Argentina il 12 e 26 gennaio, il 9 e 23 febbraio: L’esposizione universale scritta da Luigi Squarzina, L’onda di Maometto di Alberto La Volpe, Il drago di carta di Sergio Pierattini e Disperata felicità di Melania Mazzucco e Luigi Guarnieri. Quattro scritture del presente per riflettere sulla cultura, la politica, la memoria, la realtà del nostro tempo.

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