Serena Lietti

Articoli di Serena Lietti

All’interno della Rassegna XXS Primi applausi da piccole taglie arriva a Campo Teatrale Il Grande Gigante Gentile (30 novembre, ore 10.45), il primo spettacolo per bambini della compagnia Teatro dei Gordi. Tratta dal romanzo “The BFG” (Big Friendly Giant) di Roald Dahl - nell’adattamento teatrale di David Wood - la storia racconta dell'improbabile amicizia tra il GGG, un gigante vegetariano soffia sogni, e Sofia, un’intelligente bambina di otto anni. Rapita di notte dal suo letto e portata nel Paese dei Giganti, Sofia incontrerà personaggi surreali e fantastici in un’atmosfera magica, piena di sorprese e colpi di scena. Per l’occasione, abbiamo chiesto alla compagnia di raccontarci di sé e dello spettacolo.

Il dramma di Schiller è la storia di un amore puro e contrastato. Il giovane Ferdinand, figlio del nobilotto locale von Walter, andando a lezione di musica dal maestro Miller, si innamora dell’unica figlia di lui, Luise. I due giovani si amano appassionatamente e disinteressatamente, alieni da qualunque meschinità, all’opposto delle rispettive famiglie. Von Walter spera che per il figlio sia soltanto un capriccio e gli impone di sposare Lady Milford, la favorita del Duca. Irritato dal rifiuto di Ferdinand, assieme al segretario Wurm e alla stessa Milford - che pure si è realmente innamorata di Ferdinand - ricatta la povera Luise, minacciandone la famiglia e costringendola a dichiarare il falso, dietro vincolo di giuramento.

Un gruppo di auto aiuto, 10 minuti di tempo concessi a ciascun partecipante per raccontarsi e sviscerare, seduta dopo seduta, la propria esistenza e i propri problemi. Il protagonista è un ragazzo giovane, vive a Milano e usa Grindr in modo ossessivo (un social di geolocalizzazione che permette a un pubblico omosessuale di individuare i possibili partner vicini, scegliere il più appetibile, accordarsi e incontrarsi). Un quadro di vita vera che affonda le radici nella società contemporanea.

Martedì, 23 Settembre 2014 20:16

Dayshift - Piccolo Teatro Grassi (Milano)

Un testo irlandese che, al di là di riferimenti specifici al proprio paese, parla di un mondo che è anche il nostro, un mondo in cui le dinamiche economiche e lavorative stanno collassando su se stesse perché incapaci di guardare all’uomo come persona, come valore e come fine.

Dall’8 al 25 maggio. Uno spettacolo che affonda le radici in un passato lontano per attraversare le epoche, dal 1500 ad oggi, insieme a due grandi regine, Maria Stuarda ed Elisabetta I, rivali anche dopo la morte. Un modo originale, ricco di tensione drammatica e sottile ironia, per rivivere il rapporto tra queste due figure, mescolando con intelligenza storia e fantasia.

Sabato, 25 Gennaio 2014 15:12

Enrico IV - Teatro Litta (Milano)

Dal 21 gennaio al 16 febbraio. Nell’ "Enrico IV" Pirandello porta all’estremo il gioco della finzione nella finzione. Un giovane nobile, durante una cavalcata in maschera, cade da cavallo e batte la testa. Risvegliatosi, crede di essere davvero il personaggio che stava interpretando, Enrico IV. Per vent’anni parenti e amici decidono di assecondarlo, creando attorno a lui la reggia del sovrano di Germania. Ma non tutto è come sembra e la pazzia nasconde un’amara verità.

Essere giovane nell’Italia del 2014 non è facile. Essere un giovane che non si rassegna all’alibi della crisi è ancora più difficile. Essere un giovane che ha la passione per il teatro e vuole farne la propria professione sembra impossibile. “L’odore del legno e la fatica dei passi. Resto in Italia e faccio teatro” di Alberto Oliva, giovane regista teatrale, parla di tutto questo, del nostro Paese, di un periodo storico, di una generazione e di cosa vuol dire fare teatro oggi in Italia. Il filo conduttore è - chiaramente - l’esperienza personale di Alberto, fatta di una passione totalizzante che, partendo dai primi buffi episodi d’ispirazione infantile e passando attraverso gli anni di studio, prima all’Università Statale di Milano e poi alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi, per unire preparazione teorica e formazione pratica, arriva alle prime assistenze alla regia e alla messa in scena dei suoi spettacoli. Pagina dopo pagina, attraverso piacevoli aneddoti, cogliamo le dinamiche del mondo teatrale, ricche di imprevisti da superare e rapporti umani da gestire, tra attimi di pulsione creativa e momenti di forte tensione, e siamo stimolati a riflettere sulla vita e sull’arte, sulla loro fisionomia, sul loro stato attuale e sul loro rapporto. Il percorso di Alberto è, come quello di tanti altri giovani, fatto di sacrifici, sfide, scelte, compromessi, amarezze, gioie, soddisfazioni e delusioni. Ma lo sguardo è quello di chi non si rassegna, di chi crede ancora negli altri, nel positivo scambio tra generazioni, nel confronto con i coetanei e nella possibilità di cambiare le cose.

Quest’anno il laboratorio di Alberto Oliva e Mino Manni si è incentrato sulla prima parte di Delitto e Castigo di Dostoevskij, approfondendo i risvolti esistenziali e psicologici delle figure umane che la abitano. Dopo un momento di presentazione, il lavoro prende il via. I primi esercizi servono sia per rompere il ghiaccio sia per iniziare a costruire un bagaglio emotivo in grado di avvicinare ai personaggi dostoevskijani. Agli attori, ad esempio, si chiede di avanzare verso un altro immaginario e reagire al suo presunto rifiuto, restando in una dimensione fisica e non verbale. Ne escono movimenti e versi di rabbia, nausea, frustrazione, impotenza, grida, sconforto, implorazione, sfida, anche se non tutti riescono a lasciarsi andare completamente. Uno degli aspetti più complicati di questo tipo di laboratorio è proprio l’affondare le radici nelle parti più profonde dell’animo, chiedendo di scavare in se stessi, attingendo a pensieri inconfessati o dolori rimossi per portare in scena tutta la forza e la complessità dei personaggi russi.

Dal 27 giugno al 13 luglio. Tre naufraghi della vita che, in uno spazio che è insieme teatro, imbarcazione e sala da ballo, raccontano la propria storia, mentre presente e passato si confondono in un'atmosfera malinconica. Sullo sfondo il continuo rimando ai personaggi di Omero e alle atmosfere poetiche dei film di Theo Angelopoulos, regista greco da poco scomparso, cui è dedicato lo spettacolo.

Dopo il successo ottenuto in tutta Italia con Un amore di Swann di Marcel Proust, Federico Tiezzi e Sandro Lombardi concludono la tournée al Piccolo Teatro Grassi da martedì 7 a domenica 19 maggio, per tornare, infine, a Firenze, città che ne aveva visto il debutto, lo scorso anno.

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