Ferdinando Bruni e Francesco Frongia sono stati affascinati dalla donna di successo prima, la donna spezzata da un amore poi e, infine, la mistica raffinata, tre figure in una, Dora Maar, in scena dal 12 al 17 febbraio al Teatro Filodrammatici di Milano. Una soluzione scenica di grande fruibilità che racconta la biografia di un’artista, lo specchio di una Parigi effervescente e crudele e un amore malato, intreccio di cinema e teatro con video che rievocano le atmosfere di “Un chien andalou” di Luis Bunuel. Un’interpretazione convincente.

Giovedì, 27 Febbraio 2014 18:36

Le affinità elettive - Teatro Libero (Milano)

Una bella coppia di giovani si incontra in un giardino, s’accomoda su belle poltrone e sorseggia un drink, lanciandosi sguardi d’amore e parole inutili. Sono Carlotta e il marito Edoardo, nel parco della casa di lui che hanno deciso di abitare: un po’ in montagna, c’è tanta aria buona, si sta tranquilli. Ma è stata abbandonata per molto tempo e richiede una ristrutturazione, così Edoardo, che ama giocare a tennis - ma in paese non sono in molti alla sua altezza e dunque si annoia - viene in mente di invitare il suo carissimo amico, detto Capitano, ottimo tennista, architetto in difficoltà, perfetto per un invito a occuparsi dei lavori e per rendere più piacevole il tempo. Al Teatro Libero dal 20 febbraio fino al 2 marzo, la pièce è tratta da uno dei capolavori di Johann Wolfgang von Goethe che scrisse questo testo nel 1809, dopo la fama raggiunta con ‘I dolori del giovane Werther’ pubblicato nel 1774. Anche qui raccontò la furia improvvisa dell’amore passionale, che si scontra con l’amore riflessivo e contenuto di chi considera la maturità una buona ragione per controllare gli impulsi dell’anima.

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