Il palco scuro del Teatro Libero, piccolo ma sempre denso di passione, mette in evidenza una frase di Sigmund Freud: “Nell'impossibilità di poterci vedere chiaro, almeno vediamo chiaramente l'oscurità”. Prendendo le mosse dall’omonimo videogioco che ha incollato milioni di ragazzi, armati del classico joystick, a scene di sanguinosi combattimenti, “Call of Duty” si trasforma poco per volta, grazie a scansioni temporali delineate dai quattro bravissimi protagonisti, in un autentico, reale esperimento di guerra e follia.

Il Festival Tramedautore si conclude con "Carbone Attivo", raffinato dramma di Nick Rongjun Yu, messo in scena dal giovane Manuel Renga, che sceglie le corde dell’intimismo, dell’emotività per mostrare il peso della memoria nel cammino verso la serenità.

Martedì, 23 Settembre 2014 20:16

Dayshift - Piccolo Teatro Grassi (Milano)

Un testo irlandese che, al di là di riferimenti specifici al proprio paese, parla di un mondo che è anche il nostro, un mondo in cui le dinamiche economiche e lavorative stanno collassando su se stesse perché incapaci di guardare all’uomo come persona, come valore e come fine.

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