Dal 19 febbraio al 10 marzo. Debutto nazionale al Teatro Eliseo, 40 anni dopo la prima rappresentazione, per “La Commedia di Gaetanaccio” del grande Luigi Magni. Una classica commedia musicale in romanesco, dal sapore amaro e sarcastico, con Giorgio Tirabassi e Carlotta Proietti divisi tra Fame, Amore e Morte in una Roma antica e sempre attuale.

Il 2016 è l’anno delle celebrazioni dedicate a Miguel De Cervantes nella ricorrenza del quarto centenario della scomparsa del padre del Don Chisciotte, il mitico personaggio che ‘vede’ il mondo nelle pale dei mulini a vento. Cervantes, che fu anche autore drammatico, prolifico, pur se non sempre fortunato, regalò al gran teatro spagnolo del suo secolo otto piccoli capolavori, gli Entremeses; otto operine che rileggono in chiave ironica e divertita i temi ‘visionari’ della sua opera maggiore. Lorenzo Salveti ha scelto questi brevi componimenti come materia di studio per il saggio dei giovani interpreti dell’Accademia “Silvio d’Amico”, riunendo in una nuova drammaturgia, sotto un unico titolo, Il Teatrino delle Meraviglie, tre dei più celebri intermezzi: l’Intermezzo del Teatrino delle Meraviglie, l’Intermezzo della Grotta di Salamanca e l’Intermezzo del Vecchio geloso. Le scene sono di Bruno Buonincontri, i costumi di Santuzza Calì.

Lorenzo Salveti dirige quest'anno il saggio di diploma degli allievi del Corso di Recitazione dell'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica “Silvio d'Amico” portando in scena il dramma shakespeariano "Pericle, principe di Tiro". Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Studio "Eleonora Duse" dal 12 al 21 giugno e poi al Festival dei Due Mondi di Spoleto l'1 e 2 luglio.

Giovedì, 25 Aprile 2013 14:54

La Governante - Teatro Quirino (Roma)

Dal 16 al 28 aprile. Il sipario del Quirino si apre con mezz’ora di ritardo, così mi sovviene un “quasi” litigio con Sarah Zappulla Muscarà. Nel corso di un convegno ad Erice in Sicilia tenni una conferenza su teatro e censura e stavo parlando appunto de “La governante” quando fui interrotto dalla studiosa siciliana esperta pirandelliana e di Brancati. Cosa inusuale che si interrompa un conferenziere con grida di sdegno dalla platea: solitamente ci si appunta l’obiezione e si aspetta il turno delle domande e dei chiarimenti. Cosa suscitò l’ira di Sarah Zappulla Muscarà contro di me? Avevo appena affermato che un brano di una battuta del personaggio dello scrittore Alessandro del dramma di Brancati poteva essere interpretato in chiave autobiografica, cioè come se parlasse in questo caso lo stesso Brancati:
ALESSANDRO: La moralità italiana consiste tutta nell’istituire la censura. Non solo non vogliono leggere o andare a teatro, ma vogliono essere sicuri che nelle commedie che non vedono e nei libri che non leggono non ci sia nessuna delle cose che essi fanno tutto il giorno - e dicono. Chiudere la bocca agli scrittori; ecco il sogno degli italiani.
Neppure l’avessi scritto io questo atto di accusa alla società italiana, alla borghesia, Sarah Zappulla Muscarà salta in piedi sulla sedia e mi urla contro: idiozia, il personaggio dello scrittore della commedia di Brancati non è autobiografico, ma è come tutti sanno Moravia, che se la prese pure vedendosi sbeffeggiato in scena. Lasciai passare il furore accademico della studiosa e precisai che io avevo parlato di “brano” autobiografico e non di “personaggio” e che se mi avesse lasciato finire la frase che stavo leggendo dai fogli della mia conferenza, l’uditorio avrebbe avuto la giusta precisazione: un brano autobiografico sulla censura…sia pur attribuito ad un personaggio, quello di Alessandro, che prende di mira Alberto Moravia.

Venerdì, 18 Gennaio 2013 18:53

Aquiloni - Teatro Eliseo (Roma)

Dal 15 gennaio al 3 febbraio. Il gusto della narrazione che diventa teatro naturalmente, con quella leggerezza tale da far apparire lo spettacolo nato spontaneamente da una recita casalinga, come il saggio di fine anno di una volta; eppure sofisticato e arguto, con l’ironia graffiante, che punge sottile, senza mai scadere nel volgare, tipica di Paolo Poli. Ha il gusto dell’antico sberleffo, del fraseggiare popolare, dell’ambiente inconfondibilmente toscano, colto nella sua semplicità, della cultura della quale la sua terra natale è intrisa senza escludere nessuno. Si porta dietro anche il gusto del varietà, per il travestimento e i costumi, la ricchezza delle scene ma in questo spettacolo è di contorno. Vera protagonista è la parola ‘ruminata’ nella sua sacralità anche quando è irriverente.

TOP