In gara con L’ultimo ostacolo è in duetto con Fiorello, alla vigilia dell’uscita del nuovo album Viva da morire. Il nuovo brano sembra lasciare le paure alle spalle. “Nel testo – ha dichiarato Paola Turci in conferenza stampa - dico che ‘siamo fuori pericolo’ perché non siamo soli ed è questo il senso della canzone. Voglio immaginare ancora di poter mettere la mia mano nella mano grande del mio supereroe, mio padre, per essere sempre al sicuro, magari per inciampare ma ‘per cadere insieme’ che anche se ci si fa male ci si conforta”.

Classe 1990, il rapper romano Achille Lauro (nome di battesimo Lauro, cognome De Marinis) è un protagonista della nuova scena musicale italiana, partito dalla periferia romana di Montesacro, dove nasce e comincia a farsi conoscere nei giri criminali di quartiere, alle prime registrazioni con il Quarto Blocco, etichetta rap del fratello. In effetti, come emerge da Achille Lauro No Face 1 - Una Produzione De Marinis srl e HQEventS&Production srl in collaborazione con F&P Group srl per la regia di Sebastiano Bontempi e Lauro De Marinis - è il primo documentario, un video diario su Achille Lauro, sul suo mondo e sui suoi progetti, il cantautore nell’ambito della scena musicale divisa tra fra rap e trap, è l’uno e l’altro ed altro ancora.

L’arrivo a Sanremo della band rock The Zen Circus (il nome del gruppo è ispirato a “Zen Arcade”e “Metal Circus” degli Hüsker Dü) - Andrea Appino, pisano, voce e chitarra; Karim Qqru, batteria di Alghero; Massimiliano “Ufo” Schiavelli al basso; e Francesco Pellegrini alla chitarra - ha alle spalle un progetto di 20 anni che negli ultimi due anni ha registrato un grande salto e un radicamento nel pubblico.

Abbi cura di me non è solo una canzone, ma il titolo dell’album, di un docu-film e anche un progetto di vita e di ricerca, quella della felicità, una responsabilità, un dovere perché la vita è la cosa che conta di più e fa rima con amore per Simone Cristicchi, poeta inattuale, menestrello che lavora soprattutto nei teatri, in questo periodo con Manuale di volo per uomo.

Seconda serata più rilassata per i conduttori che sembrano sciogliersi. La conduzione però non decolla, lenta, prolissa, in stile varietà demodé, tutto si allunga e si avvita su se stesso senza capire perché come la gag della punteggiatura di Claudio Bisio e Baglioni che ha ‘bisogno’ addirittura di due canzoni per spiegarsi. Due professionisti di qualità come Claudio Bisio e Virginia Raffaele non trovano la quadra tra di loro. Il primo trova slancio solo con l’entrata di Michelle Hunziker e il duetto funziona con un bell’affiatamento; mentre la stessa Raffaele, lasciata sola ritrova se stessa. Questa scelta conferma che i comici non funzionano in altri ruoli e vengono schiacciati non riuscendo neppure a far ridere. Non è una pecca del duo ma della regia.

Ex-Otago, la band genovese di Maurizio Carucci, Simone Bertuccini, Olmo Martellacci, Francesco Bacci e Rachid Bouchabla, quasi maggiorenne con 17 anni di attività alle spalle, è in gara al Festival di Sanremo con “Solo una canzone”.

In uscita con nuovi progetti il 15 febbraio e l’8 febbraio, rispettivamente, Federica Carta (romana, classe 1999, comincia a prendere lezioni di pianoforte a nove anni e poi a scrivere canzoni) e Shade (Vito Shade Ventura, rapper, attore, conduttore e doppiatore), affrontano il festival insieme con “Senza farlo apposta”.

Con La ragazza con il cuore di latta, Irama, alias Filippo Fanti, a Sanremo racconta una storia vera di un padre che abusa di una ragazza con il pacemaker ed è lo specchio del nuovo impegno dei giovani dai suoi freschi 23 anni perché, ha dichiarato, “un cantautore non deve avere filtri”.

Nella prima serata, l’interpretazione di Enrico Nigiotti, livornese, classe 1987, che a 12 anni si innamora della chitarra regalatagli dal padre estimatore di Eric Clapton, avrebbe meritato una canzone più rifinita.

Nek, nome d’arte di Filippo Neviani, nato a Sassuolo nel 1972, è in gara con Mi farò trovare pronto e si ispira alla poesia di Borges, una scelta impegnativa che arriva dopo un percorso di fede – sulla quale dice potrebbe parlare per ore - e la scoperta dell’amore totale con l’arrivo della figlia.

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