Dal 15 gennaio al 3 febbraio. Dal libro best-seller del 1977 al film omonimo del 1984, quindi al divertente spettacolo scritto e interpretato da Geppy Gleijeses - già tra i protagonisti del lungometraggio firmato da Luciano De Crescenzo, nel ruolo di Giorgio - l'eterna diaspora tra nord e sud, per essere più precisi tra Pulcinella e Brighella, non smette di rappresentare il costante stereotipo del Belpaese.

Un triennio importante quello che si aprirà con la stagione 2018-2019 del Teatro Quirino. Ricorrerà, nel 2021, il centocinquantesimo compleanno della storica sala romana, una grande occasione di festeggiamenti e celebrazioni che seguiranno alle imminenti operazioni di restyling della struttura nata nel 1871. Nel presentare in netto anticipo - rispetto alle consuetudini, e rispetto agli altri teatri romani - la programmazione della prossima stagione, il Presidente - e co-direttore artistico unitamente a Guglielmo Ferro - Geppy Gleijeses sottolinea, in apertura della conferenza, l’avvilente carenza di contributi da parte delle Istituzioni. Non perde neppure l’occasione per un riferimento incisivo alla nota vicenda del finanziamento al Teatro Eliseo, ora alle valutazioni della giustizia amministrativa, avendo presentato, alcuni tra i teatri più importanti della città, un ricorso contro il contribuito assegnato alla sala diretta da Luca Barbareschi.

Dal 2 all’11 marzo. Debutta all’Augusteo la nuova commedia scritta da Paolo Caiazzo, Lello Arena e Francesco Velonà, sulla falsariga del film omonimo con Massimo Troisi. Un “sequel” delle avventure del famoso serial killer Funiculì Funiculà, che sembra essere tornato ad agire. Una commedia divertente e ben scritta, esempio di una drammaturgia comica napoletana ancora feconda e capace di adattarsi ai tempi moderni.

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