"Riflessioni sul viaggio" di Fabio Sergio Gagliandi

Scritto da  Fabio Sergio Gagliandi Martedì, 13 Settembre 2016 

Il viaggio non ha un inizio o una fine, esso è composto da frammenti impercettibili, schegge affilate, affondate, penetrate in ogni anfratto; un insieme di perle unite da un filo ma pronte a disperdersi sul pavimento dei nostri 'forse'. Il viaggio è pioggia. La pioggia cade spera, ispira, riempie di colori vividi il suolo. Forse nemmeno lei sa dove sta andando forse nemmeno lei sa i colori che sta donando a cose così umili, a sassi e mattoni. La pioggia parla ma non so quel che dice, forse nemmeno lei lo sa. Le sue corde vocali sono il suolo, le foglie, gli spigoli dei tavoli, i volti, il cemento, l’acqua, la terra battuta, il tetto di casa; ride, scivola divertita correndo sulle finestre. Il viaggio si divide in due tipi, quello con una meta e quello senza; il viaggio è paura, il viaggio è speranza; il viaggio è star fermi senza muovere un ciglio. Il viaggio è solo guardare il cielo da un'altra angolazione, veder evaporare il giorno da un nuovo punto di vista anche restando tra le quattro pareti d’una stanza.

Di Fabio Sergio Gagliandi

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