Leonardo Montecchia, la danza in viaggio - “Hors lits” sbarca a Tunisi

Scritto da  Venerdì, 31 Ottobre 2014 

Con l’occasione dell’arrivo del coreografo di origine italiana, Leonardo Montecchia, a Tunisi, lo abbiamo incontrato per conoscerlo. Insieme alla compagnia tunisina di danza di Selim Ben Safia - la cui voce sarà presto su questi spazi - presenterà il primo novembre lo spettacolo ''Hors-lits'', un concetto del tutto nuovo ed originale di concepire la danza contemporanea con l'obiettivo di promuovere la creatività tunisina e favorire gli scambi tra artisti della scena internazionale. Questo nuovo format prevede che gli spettatori partecipino all'evento spostandosi da una casa all'altra durante ogni performance: tre case distinte, tre atti, un solo pubblico ed ingresso gratuito. La conversazione si è svolta in francese perché Leonardo, malgrado la sua origine italiana, capisce la nostra lingua ma ha difficoltà a scriverla (la versione originale è disponibile sul blog Il Chiasmo del Mediterraneo). Su SaltinAria, in esclusiva, il testo in italiano.

 

In poche righe puoi descrivere la tua personalità e il tuo cammino?
«Difficile raccontarsi, sta piuttosto agli altri di farlo. In ogni caso sono curioso con una necessità compulsiva di fuggire la noia. E mi annoio abbastanza rapidamente. Ho bisogno sempre di cercare nuovi incontri, nuovi orizzonti».

Quali sono le caratteristiche principali della tua arte?
«Il porsi sempre delle domande».

In particolare, qual è l’origine di questo spettacolo e quale risposta ha ottenuto?
«“duO2” è stato creato dopo un lavoro di ricerca intorno alla respirazione e al movimento. Volevo lavorare sui gesti fisici e sull’emozione. E dunque il lavoro della respirazione porta alla danza. E’ un duo molto fisico, e gli spettatori, noto, che si emozionano profondamente. Mi accorgo di una forte empatia, tanto che a volte li sento respirare a tempo con noi. E si raccontano molte storie ma non è la nostra prima volontà».

Com’è nata l’idea di una performance in Tunisia?
«Siamo stati invitati da Selim Ben Safia, che abbiamo incontrato nell’ambito del "Festival Hors Lits" a Montpellier in Francia. "Hors Lits" è un festival alternative creato da degli artisti con l’interesse di incontrare altri pubblici e far circolare le nostre opere in varie città. “Hors Lits” esiste già in diverse città in Francia, Spagna, Svizzera e Belgio; e, adesso, anche in Tunisia».

Che aspettativa hai sul pubblico tunisino? «Non saprei, e questo è proprio quello che mi piace. Io non so cosa attendermi perché non conosco il pubblico tunisino. Aspetto il nostro incontro… E? questa la cosa più importante!».

Hai apportato dei cambiamenti nello spettacolo in funzione dell’esibizione a Tunisi?
«Non a priori non, ma sono pronto a prevedere delle modifiche se mi si dice che sono necessarie per arrivare più vicino al pubblico tunisino. Io stesso sono di origine italiana, spagnola e austriaca ad un tempo; nato in Argentina e residente in Francia, tanto per cominciare. So bene che la differenza culturale esiste ed è una ricchezza. Se posso trovare gli strumenti per arrivare agli spettatori, senza tradire il mio proposito, penso che questo meriti una riflessione. Ma forse non ho bisogno di cambiare…Si vedrà».

Qual è il messaggio di "Hors lits" in generale e c’è una ‘traduzione-variazione’ tunisina? «”Hors Lits” è il nome di un festival che si svolge in spazi private. E’ per questa ragione che la dicitura si richiama alla sfera dell’intimità e al movimento allo stesso tempo. In qualche modo essere “Hors”, “Fuori” dal letto, implica svegliarsi, muoversi, creare, immaginare… Penso che funzioni molto bene anche per la Tunisia».

Hai già in mente la prossima tappa del viaggio?
«Sì, semplicemente continuare il viaggio!»

Infine, stai lavorando a qualcosa di nuovo?
«Sono sempre su più progetti insieme e molti di viaggio. Continuo il coordinamente della rete “Hors Lits”, presto ad Amsterdam, Lille e Montréal, nel 2015. E forse Ofena, in Italia. Remo di Filippo, marionettista italiano, mi ha contattato per portare il format in Italia. Spero che possa funzionare. ALterimenti, mi metterò al lavoro su un testo di teatro contemporaneo di Sylvain Levey che parla di violenza. In ultimo, sto pensando a dei progetti pedagogici sia per la Tunisia sia per altrove…».


Il progetto ''Hors-Lits'' nasce nel 2005 a Montpellier nell'ottica di creare uno spazio di azioni artistiche itineranti in grado di riscrivere l'intimità trasformandola in spazi alternativi in cui si mescolano artisti, abitanti e spettatori. La versione tunisina di “Hors-Lits” si svolgerà nel cuore della Medina di Tunisi, uno dei luoghi più affascinanti e caratteristici del Paese, dove il pubblico avrà modo di spostarsi tra gli antichi vicoli della città vecchia scoprendo un'interazione tra luogo fisico e creazione artistica. Previste tre coreografie, una solo di Selim Ben Safia, fondatore della Compagnia di danza contemporanea Underground Skills, una di Wael Marghni e DuO2, un duo di Leonardo Montecchia e Lolita Morales. Punto di ritrovo alla Kasbah alle ore 18.00 dove una guida attenderà i partecipanti e li accompagnerà durante il percorso nella Medina. Lo spettacolo è realizzato, tra gli altri, grazie al contributo dell'Istituto italiano di cultura di Tunisi che promuove anche un workshop di movimenti di danza e commedia del coreografo Montecchia nei tre giorni antecedenti l'evento.

 

Intervista di: Ilaria Guidantoni

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