“Le Marteau sans maître” di René Char

Scritto da  Sophie Moreau Giovedì, 15 Giugno 2017 

Una raccolta di poesie apparsa nel 1934 e l’anno seguente presso José Corti, è una sorta di manifesto surrealista che rappresenta solo un lato della produzione di quello che viene considerato uno dei tre poeti francesi che hanno segnato il Novecento: René Char (insieme a Paul Eluard e Guillaume Apollinaire). In qualche modo è ad un tempo anche la presa di distanza dall’autore e dal Surrealismo.

 

Se fare una critica alla poesia è sempre complesso in questo caso lo è ancora di più, per la struttura della poesia di Char, il suo fraseggio libero che scardina la lirica classica con pennellate ce restituiscono affioramenti emozionali in libertà e mette in gioco lo stesso ruolo del pensiero come un viaggio verso l’infanzia, prima che un ruolo sociale, come è scritto nella sezione Moulin premier (scritta fra il 1935 e il 1936), che chiude il testo. Questo poema ha avuto due edizioni, rispettivamente del 1934 con delle illustrazioni di Wassily Kandinsky e una seconda del 1945, con l’apporto di Pablo Picasso, che vede la sostituzione di diverse composizioni. L’opera, ispirata da alcune composizioni, è stata materia di ispirazione per il compositore Pierre Boulez per voce e sei strumenti. Lo stile è secco e i componimenti molto brevi, perfino senza né capo né coda, come certa critica ha rilevato, che restituiscono la nervosità e l’urgenza dello scrivere, oltre la logica, propria dei sogni. I temi sono forti, violenti, a volte un po’ morbosi. Sul piano stilistico la sua poesia trova l’espressione privilegiata nell’aforisma, il frammento, il poema in prosa: quello che Char chiama “la parola in arcipelago”, oltrepassando tutte le definizioni letterarie. Nella prefazione all’edizion tedesca delle Poesie di Char apparsa nel 1959, Albert Camus, suo intimo amico, scrive “Ritengo René Char il più grande poeta vivente e Furore e mistero per quello che la poesia francese ci ha dato di più sorprendente. La novità di Char è eclatante…E’ passato senza dubbio attraverso il Surrealismo, ma vi si è prestato più donato, giusto il temo di accorgersi che il suo passo sarebbe stato più sicuro quando avesse camminato da solo”. Char è stato poeta della rivolta e libertà nel senso più ampio, oltre l’ideologia, nel segno dell’anarchia e in questo chiaroveggente perché supera il contesto storico.

René CHAR è un poeta e partigiano francese nato il 14 giugno 1907 a L’Isle-sur-la-Sorgue e morto a Parigi il 1i febbraio 1988. È il figlio cadetto di 4 ragazzi frutto delle seconde nozze di Émile Char et de Marie-Thérèse Rouget, mentre la prima moglie era morta appena un anno dopo il matrimonio. Anche se le condizioni familiari erano relativamente precarie, René Char passa la sua infanzia in una grande casa di famiglia, gioca a rugby ed è nel convitto del liceo Mistral di Avignone; poi, nel 1925, studente alla Scuola di Commercio di Marsiglia. Sono gli anni della formazione e viaggia in Tunisi dove il padre ha impiantato una fabbrica. Nel 1928 pubblica la sua raccolta, Cloches sur le cśur, che riunisce componimenti scritti tra il 1922 e il 1926 di cui distruggerà la maggior parte. Nel 1929, René Char fonda la rivista Méridiens con André Cayatte. Invia in agosto una serie di esemplari di Arsenal a Paul Éluard e in autunno a Parigi incontra Louis Aragon, André Breton, René Crevel, aderendo al Surrealismo. Nel 1930 pubblica Tombeau des secrets con un collage de Breton et d’Éluard. Sempre per le Éditions surréalistes appare lo stesso mese Ralentir travaux, Ipoemi scritti in collaborazione con Bréton e Éluard. Insieme anche ad Louis Aragon fondano la rivista Le Surréalisme au service de la révolution. Artine nel frattempo esce per le Éditions surréalistes presso José Corti, con un'incisione di Salvador Dali. Char firma nel 1931 i tratti surrealisti concernenti il film “LAge d’or” realizzato da Dalì e Buñuel. Dopo un viaggio in Spagna dove il poeta sarà ospite di Salvador Dalì e Gala, sposa nell’ottobre del 1932 Georgette Goldstein (dalla quale divorzierà nel 1949) che ha incontrato poco prima a Cannes. Durante l’Occupazione, sotto il nome di Capitan Alexandre, partecipa alla Resistenza che definisce “scuola di dolore e di speranza” anche se poi il pessimismo rispetto alla situazione francese crescerà a poco a poco. Tra gli anni Cinquanta e Sessanta, a dispetto di brevi incursioni nel settore teatrale e cinematografico, senza fortuna, raggiunge la sua maturità poetica. Saranno anni molto prolifici e malgrado il suo rifiuto di ogni forma di letteratura impegnata, partecipa attivamente a diverse manifestazione. I due ultimi decenni vedono la consacrazione ufficiale di René Char, figura solitaria, simbolizzata dalla pubblicazione di un Cahier de l’Herne nel 1971 e, soprattutto, quelle delle sue Œuvres complètes nell’edizione prestigiosa della Bibliothèque de la Pléiade, nel 1983. Nel 1987 sposa poi Marie-Claude de Saint-Seine, collaboratrice delle edizioni Gallimard.

Le Marteau sans maître
di René Char
Poésie/Gallimard
2002
Librairie José Corti, 1934 e 1945

Articolo di Sophie Moreau

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