“Il tavolo antico” Poesie - di Marisa Cecchetti

Scritto da  Lunedì, 03 Aprile 2017 

Un libro delicato come la sua autrice, che guarda con tenerezza ai sentimenti delle piccole cose. Un lungo verso continuo che affonda nella memoria della casa e della terra, che sa di Toscana antica, di filastrocche, di atmosfere impalpabili eppure fatte di solidità.

 

La raccolta conferma lo stile e la vena poetica di una lunga prosa lirica che sembra la vocazione di Marisa Cecchetti, di San Giuliano Terme, in provincia di Pisa. Insegnante di lettere, vive a Lucca, dove collabora con riviste e siti di prosa e poesia. Pur essendo anche romanziere – suo Il fossato, del 2014, recensito su queste pagine (http://www.saltinaria.it/recensioni-libri/libri/il-fossato-di-marisa-cecchetti-recensione-libro.html) – a mio parere è nella poesia e in questo lungo narrare in versi, domestico e spontaneo, come un racconta orale, che trova la sua espressione naturale. Al centro la terra natìa, la casa che qui diventa un epicentro, citata e vissuta in ogni pagina. Il suo sguardo, quasi inattuale, guarda soprattutto alla memoria, al ricordo intimo, descrivendo la quotidianità che si sente perduta, sfumata, nella vita del narratore come nella realtà esterna. E’ un mondo che si conserva nella memoria che per questo diventa così importante, strumento che garantisce la continuità ad un mondo rurale, di cose semplici e di sentimenti forti che Marisa si restituisce con il candore degli anni giovanili, ma che solcano la vita anche di dolore e di malinconia. Da sottolineare il suo incedere, come un unico lungo brano musicale, nel quale si scandiscono solo pause tra un movimento e l’altro. Guardano l’indice – e sorprende ci sia un sommario – i titoli dei componimenti non sono che il verso iniziale di ogni pagina senza nessuna sottolineatura grafica: una scelta che non può essere casuale e che appare come un filo continuo della memoria che passeggia tra immagini e scene diverse in una sorta di dissolvenza continua, offerta senza pudore, come un affiorare spontaneo che non irrompe ma fluisce libero senza salti. Il linguaggio è piano e ritmico perché senza spaziature e punteggiature in un ondeggiare talora sibillino, che talora di modula rievocando antiche nenie, filastrocche e un cantare che è solo un ritmo diverso della parola corale di tempi antichi, con alcuni termini toscani o meglio dell’italiano desueto che oggi sopravvivono solo in quella terra.

Il tavolo antico
Poesie
di Marisa Cecchetti
Giovane Holden Edizioni
Giugno 2016
12,00 euro

Articolo di Ilaria Guidantoni

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP