SaltaInTeatro - l’agenda teatrale romana, settimana dal 9 al 15 gennaio

Scritto da  Domenica, 08 Gennaio 2017 

Riprendiamo, dopo la pausa natalizia, il consueto appuntamento con i consigli teatrali della rubrica SaltaInTeatro. Il nuovo anno si apre all’insegna di un’offerta teatrale molto varia, con spettacoli che lasceranno sicuramente un segno anche nello spettatore più esigente.

 

Il carisma e la poetica di un grande attore e regista come Franco Branciaroli porteranno in scena, sulle tavole del Teatro Argentina, il Macbeth shakespeariano, una delle tragedie più cupe e complesse dell’uomo, un viaggio nei meandri oscuri dell’animo dove allignano l’ambizione e la violenza.

Carrozzerie n.o.t. ospita invece DUET - quanti siamo davvero quando siamo noi due?riscrittura radicale di "Sovrappeso, Insignificante: Informe - una cena europea" di Werner Schwab; lo spettacolo, diretto da Dante Antonelli, con protagonisti Valentina Beotti ed Enrico Roccaforte, chiude il trittico dedicato dal regista romano e dal Collettivo SCHLAB ai Drammi Fecali di Schwab.

Al Teatro India torna la carica poetica di Pier Paolo Pasolini con Orgia nell’originale versione curata da Licia Lanera, il cui primo studio vide la luce proprio all’India, lo scorso anno, nell’ambito della rassegna Garofano Verde di Rodolfo di Giammarco.

Mariangela D’abbraccio e Geppy Gleijeses saranno i protagonisti, al Teatro Quirino, del classico eduardiano Filumena Marturano. Lo spettacolo ha già debuttato in prima nazionale al Festival dei 2 Mondi di Spoleto 2016 ed è diretto da Liliana Cavani, alla sua prima regia teatrale.

Il 2017 al Teatro dell’Orologio si apre con uno spettacolo tutto al femminile, S.P.E.M. di Cristina Pelliccia e Giulia Trippetta. Sempre al Teatro dell’Orologio, in un’unica data il 12 gennaio, sarà in scena Buio con la regia di Giorgia Mazzucato. Uno spettacolo interattivo e coinvolgente, una trama completamente inaspettata, in scena per la prima e unica volta.

Michela Andreozzi e Massimiliano Vado sono gli attesi protagonisti al Teatro della Cometa dello spettacolo Ring di Léonore Confino per la regia di Massimiliano Vado. Ring, ovvero quadri sulla vita di coppia. Su un palco, che è anche il “ring” del titolo, tutti i personaggi, con i mille volti della stessa umanità, si attraggono, si respingono, discutono, capiscono insieme, si amano, ballano.

Risate, tradimenti, equivoci, in una commedia esilarante firmata da Diego Ruiz, saranno gli ingredienti di Cuori Scatenati in scena al Teatro Ghione. Risate assicurate anche al Teatro de' Servi dove debutta Tutto per Lola, di Roberta Skerl con la regia di Silvio Giordani, la tragicomica storia di quattro ex prostitute “in pensione” che, per colpa dei loro trascorsi lavorativi, vengono coinvolte in un giallo-rosa frizzante dagli esiti imprevedibili.

Vediamo, più in dettaglio, tutti gli spettacoli in scena a Roma la prossima settimana.


MACBETH
di William Shakespeare
traduzione di Agostino Lombardo
regia Franco Branciaroli
con Franco Branciaroli e Valentina Violo
e con (in ordine alfabetico) Tommaso Cardarelli Daniele Madde, Stefano Moretti, Livio Remuzzi, Giovanni Battista Storti, Alfonso Veneroso
scene Margherita Palli - costumi Gianluca Sbicca - luci Gigi Saccomandi

Prodotto dal Centro Teatrale Bresciano e dal Teatro degli Incamminati, Macbeth viene condotto lungo nuovi sentieri di sangue e tenebre che affondano le radici in un malessere psichico e interiore. Infatti, la regia di Franco Branciaroli colloca la vicenda in uno spazio scenico che è proiezione dei sentieri più tetri e gelidi della mente umana: luci oniriche e spettrali, costumi barocchi, una scatola nera e quasi trascendente disegnata da Margherita Palli che giganteggia a centro palco con una serie di varchi e botole che si aprono verso labirinti infernali e ferini. A sovrastare le volontà umane c’è la Magia Nera, impersonata dal fascino cupo delle Streghe e di Lady Macbeth (Valentina Violo), che condurranno il generale verso ciò che di terribile è già in potenza dentro di sé, ma fatica ad esternarsi per inadeguatezza. I sottotitoli e le didascalie proiettati sul fondale determinano come un deus-ex-machina i luoghi in cui si dirigerà la vicenda, mentre le creature demoniache infettano la scena con roboanti e orrorifiche incursioni in lingua inglese. «Lo scopo di tutto questo – afferma Branciaroli – è trasformare la realtà in una sorta di continuazione del sogno. Se i nostri progetti devono fare i conti con gli imprevisti della realtà, la magia, il sortilegio servono a eliminare gli imprevisti - cioè a eliminare la realtà. Macbeth avanza nel sangue come dentro un sogno dal quale non ci si desta più. Uccidendo il re, simbolo del padre e del divino, Macbeth uccide la sua stessa umanità ed entra in una dimensione di solitudine dove perde tutto, amore, ragione, sonno, scopo di vivere. In più, la sua vittoria è sterile perché non ha eredi, e questa sua rinuncia alla sua umanità servirà solo a passare il trono al figlio di un altro». Attraverso un viaggio negli abissi dell’animo umano corrotto dalla paura e dall’ansia di solitudine, Branciaroli ci restituisce un Macbeth prigioniero di visioni, insicuro e manipolato dalla potenza psichica delle Streghe, sanguinario non per crudeltà spicciola ma per il terrore della realtà. Parla di un mondo esterno in guerra, dove efferatezza e sete di sangue, al pari del coraggio, sono ritenute virtù, in quanto preservano il mondo interno della corte, una società patriarcale civilizzata regolata da leggi divine. «Macbeth sceglie di portare la violenza all’interno – conclude Branciaroli – e a questo si somma il fatto che anche la Lady, la sua parte femminile, si snatura e prende caratteristiche maschili: allora il caos è totale. Macbeth viene infatti “sedotto” all’ambizione dalle streghe, che storicamente rappresentano la minaccia al mondo patriarcale, e indotto all’assassinio da sua moglie, che viola il suo ruolo sociale di donna agendo come agirebbe un uomo. Ma il dramma è ancora più complesso e tremendo: Macbeth è la tragedia del male dell’uomo. Un rovesciamento di valori significativamente testimoniato dal canto ambiguo e beffardo delle streghe: Il bello è brutto, e il brutto è bello». Macbeth è la tragedia del male dell’uomo, della violazione delle leggi morali e naturali. Intorno all’inquietante parabola di seduzione dell’anima al male pulsa l’enigmatico cuore di questa tragedia.

TEATRO ARGENTINA - Largo di Torre Argentina, 52 00186 - ROMA
Dal 10 al 22 gennaio 2017

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 684 00 03 11 / 14
Sito web: www.teatrodiroma.net


ORGIA
di Pier Paolo Pasolini
regia e spazio Licia Lanera
con Licia Lanera e Nina Martorana
regista assistente Danilo Giuva - consulenza artistica Alessandra Di Lernia
luci Vincent Longuemare - costumi Antonio Piccirilli - dipinti Giorgio Calabrese
tecnico di produzione Amedeo Russi - assistente tecnico Cristian Allegrini
Produzione Fibre Parallele
coproduzione Festival delle Colline Torinesi, CO&MA Soc. Coop. Costing & Management
e con il sostegno di L’Arboreto-Teatro Dimora di Mondaino

Vittima refrattaria al “potere” a cui per questo è negato l’uso della parola, la protagonista di Orgia è chiusa in un mondo a sé, claustrofobico e lontano dal resto delle cose, a farsi scontrare addosso le violenze e le pulsioni libere dai lacci sociali. Una poltrona nera e due microfoni delimitano la scena. Tre differenti pannelli, raffiguranti pitture del seicento, scendono a chiudere tre simboliche stanze della memoria. “Ci sono due mondi – spiega Licia Lanera – uno fatto di paesaggi sconfinati, consolazioni, inconsapevolezza e armonia, antenati: ‘Il mondo era così da almeno dodicimila anni’. E un altro, quello della camera dei due sposi, fatto di violenza e paura, di piacere e rimorsi. L’uomo e la donna riescono veramente a comunicare tra loro solo attraverso il linguaggio del corpo, il più violento. Ne ho fatto un unico ragionamento chirurgico e straziante su come è costretto ad affrontare la propria esistenza chi non riesce in nessun modo ad essere dalla parte del potere.” Fuori dai recinti delle sottomissioni, c’è una figura in sottana e cappuccio che, sola, si disfa il corpo con sadomasochismi che sono “rito della violenza, voluto e desiderato, con cui cercare di sfuggire ai meccanismi della storia”. Così, va in scena un combattimento tra le diverse anime di chi non trova il proprio posto dentro la società, “ragiona e scalcia, piange, ferisce, si nasconde, si offre e alla fine muore. Muore due volte, muore un’infinità di volte. Si ammazza. Poiché solo nella morte si concretizza la volontà di essere liberi. La mia Orgia – continua Licia Lanera – è la tragedia di chi non sa stare al mondo. Negando la sua definizione (non più tre, ma due: uno che è sia Uomo che Donna, più una ragazza), io sono un’unica voce e un unico corpo che racconta l’impossibilità di un essere umano a sottostare a certe leggi sociali, a subire l’inganno della lingua, a imprigionare il corpo in azioni ripetitive, sempre le stesse nel corso della storia. Ho scelto il microfono per risuonare meglio, un cappuccio per trincerarmi, una sottana per ritrovare la mia femminilità, delle Cult ai piedi per cedere alla tentazione della griffe, la musica di Gurdjief per lo strazio e il rap di Eminem per la rivolta”.
La tragedia in sei episodi, pervasa dal sadomasochismo, si trasfigura come un rito che rivela la vera natura delle relazioni sociali, uno strumento per scoprire come la violenza dei rapporti di potere sorregge ogni realtà della società. Un testo che nonostante sia stato scritto nel 1966 conserva una forte attualità trasmettendo una sua universalità nel ragionamento sull’uomo, nel suo strazio più profondo nel non riconoscersi parte di qualcosa. Così, Licia Lanera e Nina Martorana portano in scena un’atmosfera di violenza e paura, di piacere e rimorsi, in cui la camera della coppia diviene lo stesso teatro: con le macchine sceniche, le convenzioni, le luci. E questo luogo tira in ballo lo spettatore, lo interroga e lo rende testimone di un fatto di morte.
Lo spettacolo si inserisce nel percorso Roma per Pasolini, l’omaggio dedicato al “poeta corsaro” nel quarantennale della sua scomparsa. Un viaggio partito il 2 novembre 2015 con la maratona di lettura da Petrolio e che si chiude con Ragazzi di vita diretto da Massimo Popolizio, passando per L’indecenza e la forma di Giuseppe Manfridi e la riproposta di Sono Pasolini di Giovanna Marini, fino a Ma, il “solo” per attrice di Antonio Latella dedicato alla madre di Pasolini.

TEATRO INDIA - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) – Roma
Dal 12 al 15 gennaio 2017

Info e prenotazioni: tel. 06 87752210, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06.684.000.311/314
Sito web: www.teatrodiroma.net


MARIANGELA D’ABBRACCIO GEPPY GLEIJESES
FILUMENA MARTURANO
di Eduardo De Filippo
con Nunzia Schiano Mimmo Mignemi
e con Ylenia Oliviero Elisabetta Mirra
Agostino Pannone Gregorio Maria De Paola
Eduardo Scarpetta Fabio Pappacena
scene e costumi Raimonda Gaetani
musiche Teho Teardo
regia Liliana Cavani

Personaggi e interpreti
Filumena Marturano Mariangela D’Abbraccio
Domenico Soriano Geppy Gleijeses
Alfredo Amoroso Mimmo Mignemi
Rosalia Solimene Nunzia Schiano
Diana Ylenia Oliviero
Lucia Elisabetta Mirra
Umberto, studente Agostino Pannone
Riccardo, commerciante Gregorio Maria De Paola
Michele, operaio Eduardo Scarpetta
L’avvocato Nocella Fabio Pappacena

Lo spettacolo ha debuttato in prima nazionale al Festival dei 2 Mondi di Spoleto 2016.

Questa edizione di Filumena Marturano è stata definita “lo spettacolo dell'anno”. “Finalmente vediamo Eduardo interpretato e messo in scena in totale autonomia espressiva, senza imitazioni del grande autore-attore. Mariangela D’Abbraccio appare al massimo delle sue capacità d’attrice, Geppy Gleijeses in stato di grazia”. A ogni replica si registrano puntualmente 6 minuti di applausi e autentiche standing ovation. I teatri esauriti ovunque. “La regista Liliana Cavani offre una indimenticabile prova al suo debutto nella prosa, dialogando magicamente con Eduardo.
Filumena Marturano – una della commedie italiane del dopoguerra più conosciute e rappresentate all’estero – ha un ruolo centrale nella produzione di Eduardo De Filippo, collocandosi tra i primi testi di quella “Cantata dei giorni dispari” che, a partire da “Napoli milionaria!”, raccoglie le opere più complesse e problematiche in cui si riversano i drammi, le ansie e le speranze di un Paese e di un popolo sconvolti dalla guerra.
Nel dramma di Filumena, che rifiuta di rivelare all’amante quale dei tre figli da lei messi al mondo sia suo, De Filippo dichiarava di aver inteso rappresentare un’allegoria dell’Italia lacerata e in larga misura depauperata anche moralmente, e prefigurarne la dignità e la volontà di riscatto.

Note Di Regia
Scrive Liliana Cavani nelle sue note di regia: “Ho accettato l’invito generoso e ottimista di Geppy Gleijeses quando mi ha proposto questo lavoro. È un testo che mi piace moltissimo da sempre, ho anche amato il film di De Sica con Sofia Loren e Mastroianni (con lui ho realizzato due film). È un’opera di grande impegno morale e oltretutto in anticipo sui tempi e scritto senza retorica, ma con la naturalezza della vita. Un capolavoro. Filumena e Domenico sono al centro di un problema etico antichissimo e sempre attuale: di chi sono i figli, i figli nati fuori dal matrimonio? Al tempo di questa scrittura (1946), la legge non proteggeva questi “figli” considerati “illegittimi” (fuori dalla legge), una legge ferma al Medioevo. Filumena vi si ribella con la lucidità e una forza così generose da riuscire a trascinare l’ignaro borghese Domenico a capire il valore degli affetti fondamentali delle nostre vite. Sono stata fortunata ad avere due attori perfetti per il ruolo. Mi ci sono appassionata ed ho lavorato con la felicità che provo con i film”.
Aggiunge poi la regista: “Il mio battesimo nella prosa (ammesso che ci sia poi un seguito) non poteva accadere con un’opera teatrale migliore… In teatro si ripete continuamente il testo. C’è modo di approfondire di più, c’è la possibilità di ottenere a volte dagli attori delle sfumature di recitazione che nel cinema non sempre si afferrano. L’attore poi in teatro è nudo, va in scena nudo ogni volta, misurato dal pubblico ogni volta. È indifeso contro la possibile indifferenza del pubblico e la sua incertezza o la stanchezza. Insomma, l’attore a teatro deve essere “nuovo di zecca” tutte le sere”. E conclude: “Del resto il teatro è abbastanza simile alla “vita”. Ci si ripete e ci si rinnova ogni giorno nelle nostre case, si prova ad essere felici, ad aggiustare le cose, si prova e riprova ad amare si ama un uomo per sempre come Filumena, si amano i figli e lo si spiega anche alla Vergine Maria come fa Filumena. Filumena crede nella vita, la ama, la trova vivibile per quello cerca di raddrizzare le storture, di vincere le ingiustizie. Eduardo deve aver amato moltissimo questa commedia, perché è pura vita”.

TEATRO QUIRINO VITTORIO GASSMAN – Via delle Vergini – Roma
Dal 10 al 29 gennaio 2017
Orari Spettacoli: da martedì a sabato ore 21 / domenica ore 17
giovedì 12, mercoledì 18 e mercoledì 25 gennaio ore 17
sabato 21 gennaio ore 17 e ore 21

Info e prenotazioni: Tel. 06.6794585 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroquirino.it


QUALCUNO VOLÒ SUL NIDO DEL CUCULO
di Dale Wasserman
dal romanzo di Ken Kesey
traduzione Giovanni Lombardo Radice
adattamento Maurizio de Giovanni

Con Daniele Russo Elisabetta Valgoi
e con Mauro Marino, Giacomo Rosselli, Emanuele Maria Basso, Alfredo Angelici, Daniele Marino, Gilberto Gliozzi, Davide Dolores, Antimo Casertano, Gabriele Granito, Giulia Merelli
Scene Gianluca Amodio
Costumi Chiara Aversano
Disegno luci Marco Palmieri
Musiche Pivio e Aldo De Scalzi
Videografie Marco Schiavoni

Uno spettacolo di Alessandro Gassmann

Produzione Fondazione Teatro di Napoli
La speranza di essere compresi, la speranza di essere liberi

Qualcuno volò sul nido del cuculo è il romanzo che Ken Kesey pubblicò nel 1962 dopo aver lavorato come volontario in un ospedale psichiatrico californiano. Racconta, attraverso gli occhi di Randle McMurphy – uno sfacciato delinquente che si finge matto per sfuggire alla galera – la vita dei pazienti di manicomio statunitense e il trattamento coercitivo che viene loro riservato. Nel 1971 Dale Wasserman ne realizzò, per Broadway, un adattamento scenico, che costituì la base della sceneggiatura dell'omonimo film di Miloš Forman, interpretato da Jack Nicholson e entrato di diritto nella storia del cinema. Oggi, la drammaturgia di Wasserman torna in scena, rielaborata dallo scrittore Maurizio de Giovanni che, senza tradirne la forza e la sostanza visionaria, l'ha avvicinata a noi, cronologicamente e geograficamente, trasferendo la storia nel 1982 nell'Ospedale psichiatrico di Aversa.
Il risultato è uno spettacolo appassionato, commovente e divertente, imperdibile per la sua estetica dirompente e per la sua forte carica emotiva e sociale.

Durata: 2 h e 45 min. con intervallo

Personaggi e interpreti:
Dario Danise Daniele Russo
Suor Lucia Elisabetta Valgoi
Muzio Di Marco Mauro Marino
Adriano Bernardi Giacomo Rosselli
Giacomo Buganè Emanuele Maria Basso
Manfredi Delle Donne Alfredo Angelici
Fulvio Calabrese Daniele Marino
Ramon Machado Gilberto Gliozzi
Dr. Graziano Festa Davide Dolores
Assistente Lorusso Antimo Casertano
Assistente Esposito Gabriele Granito
Infermiera Spina, Titty Love Giulia Merelli

Note di regia
La malattia, la diversità, la coercizione, la privazione della libertà sono temi che da sempre mi coinvolgono e che amo portare in scena con i miei spettacoli. Temi tutti straordinariamente presenti nello spettacolo che mi accingo a mettere in scena, "Qualcuno volò sul nido del cuculo" di Dale Wasserman, tratto dall’omonimo romanzo di Ken Kesey, la cui versione cinematografica diretta da Miloš Forman è entrata di diritto nella storia del cinema.
Con Maurizio de Giovanni, che ha curato l’adattamento del testo, abbiamo deciso di ambientare la vicenda in una clinica psichiatrica italiana nel 1982. Tutto ha inizio con l'arrivo di un nuovo paziente che deve essere "studiato" per determinare se la sua malattia mentale sia reale o simulata. La sua spavalderia, la sua irriverenza e il suo spirito di ribellione verso le regole che disciplinano rigidamente la vita dei degenti, porterà scompiglio e disordine ma allo stesso tempo la sua travolgente carica di umanità contagerà gli altri pazienti e cercherà di risvegliare in loro il diritto di esprimere liberamente le loro emozioni e i loro desideri.
Dario (il mio McMurphy) è un ribelle anticonformista che comprende subito la condizione alla quale sono sottoposti i suoi compagni di ospedale, creature vulnerabili, passive e inerti. Da quel momento si renderà paladino di una battaglia nei confronti di un sistema repressivo, ingiusto, dannoso e crudele, affrontando così anche un suo percorso interiore che si concluderà tragicamente ma riscatterà una vita fino ad allora sregolata e inconcludente. E, attraverso di lui, i pazienti riusciranno ad individuare qualcosa che continua ad esser loro negato: la speranza di essere compresi, di poter assumere il controllo della propria vita, la speranza di essere liberi.
Un testo che è una lezione d’impegno civile, uno spietato atto di accusa contro i metodi di costrizione e imposizione adottati all’interno dei manicomi ma anche, e soprattutto, una straordinaria metafora sul rapporto tra individuo e Potere costituito, sui meccanismi repressivi della società, sul condizionamento dell'uomo da parte di altri uomini. Un grido di denuncia che scuote le coscienze e che fa riflettere.
Come sempre lavorerò sui complessi rapporti psicologici tra i vari personaggi, immergendoli in uno spazio scenico realistico e asettico.
In questo caso, le videografie, che spesso utilizzo nei miei spettacoli, mi permetteranno di tradurre in immagini i sogni e le allucinazioni dei cosiddetti "diversi". L'obiettivo che mi pongo è, come sempre, quello di riuscire a far emozionare un pubblico di ogni età, soprattutto i più giovani che forse non conoscono quest’opera che è un vero e proprio inno alla libertà.
Alessandro Gassmannn

Note dell'autore dell'adattamento
Le Grandi Storie si riconoscono subito. Si possono leggere nei libri o vedere al cinema; si possono incontrare per caso, nelle parole di un anziano, o ascoltare alla radio; ci si può imbattere in una di esse in televisione, o intuirne qualcuna da una notizia su un giornale o sul web. Le Grandi Storie non necessitano di una forma precisa, perché vanno direttamente a ferire la superficie dell’anima e lasciano un’indimenticabile, meravigliosa cicatrice.
Questo accade perché le Grandi Storie raccontano, in maniera semplice e comprensibile, quello che tutti abbiamo in comune: sentimenti, passioni. Amicizia, amore, disperazione. Nessuno può fingere di non sentire quello che le Grandi Storie riescono a comunicare.
Tuttavia, anche le Grandi Storie oltre agli elementi universali hanno bisogno di un tempo e di uno spazio. Devono essere vestite di quotidianità e di musica, di abiti e dialetto, di cibo e di mobili. Un tempo e uno spazio immediato e concreto, che se ascoltati a troppa distanza possono appannare gli elementi vitali e universali che ne costituiscono l’essenza. Qualcuno volò sul nido del cuculo è una storia fatta, nella sua originaria meravigliosa fattura, di country e baseball, di slang e memorie degli anni Cinquanta, di veterani e polverose province americane. Un vestito esotico e profumato, che tuttavia non è il nostro. Io ho provato a trasportarne gli elementi primari in un tempo e in uno spazio più vicini, per vedere se anche in un luogo disperato e terribile come un ospedale psichiatrico della nostra tormentata Campania e in un tempo di urla e silenzi come i primi anni Ottanta potevano sopravvivere le amicizie, i rancori e le tenerezze di questa meravigliosa e delicatissima Storia.
Sotto le mie dita e per mio tramite i personaggi hanno, spero, trovato una perfetta collocazione sopravvivendo nei sentimenti e nelle passioni senza alcuno sforzo. Mi sono divertito da morire incontrandone intatte nuove follie, strane fobie e dolci timori. Ne ho visto nascere le relazioni, ho visto sorgere rapporti. Ho assistito a grandi sconfitte e a piccole, meravigliose vittorie. Ho sentito fluire la vita, come se la Grande Storia fosse stata pensata e voluta proprio là e allora, con spontanea emozione.
Quando, sorridendo, ho calato il mio virtuale sipario ho provato una immediata nostalgia dei personaggi; perché, come sempre accade in questi casi, erano diventati veri, di carne e di sangue e di passioni e di dolori e gioie, e mi mancano e mi mancheranno.
Perché questa, sapete, è la forza delle Grandi Storie.
Maurizio de Giovanni

Note degli autori delle musiche
Conosciamo Alessandro dal 1997, da quando ci siamo ritrovati coinvolti nella lavorazione del film Hamam - Il bagno turco di Ferzan Ozpetek. Da allora si è creata una specie di osmosi reciproca che fa sì che ogni comune esperienza teatrale diventi per noi lo sprone per spostare un po' più in là l'asticella sulle proposte musicali. Alessandro ci parlava da tempo di questo progetto e la sua intuizione iniziale è stata quella di pensare ad un commento sonoro che partisse dal blues; Napoli è musicalmente tante cose (come abbiamo cercato di raccontare anche nel film Song 'e Napule dei Manetti Bros. Con cui, l'anno scorso, abbiamo vinto il David di Donatello, il Nastro d'argento e il Globo d'oro per la migliore colonna sonora) ed è anche blues, probabilmente il blues più autentico che si possa ascoltare in Italia. Per questo, con i nostri collaboratori storici, ci siamo chiusi in studio per qualche giorno e ci siamo lasciati andare alla più libera improvvisazione cercando di immaginare se quello che stavamo suonando potesse avere un riscontro col testo teatrale che stavamo affrontando... E la sensazione fortissima che abbiamo ricevuto immediatamente è che poteva funzionare alla grande. A tutto ciò avremmo poi aggiunto alcuni momenti elettronici più d'atmosfera per sottolineare particolari tensioni del testo, ma rimaneva ancora un punto fondamentale da affrontare: il finale ... Il finale doveva essere un'esplosione di libertà, ma non avrebbe dovuto esplodere immediatamente, avrebbe dovuto montare piano piano toccando le corde più intime e ribelli, qualcosa che ti portasse alla fine ad urlare "L'ho fatto, Mama, l'ho fatto" ... E ancora una volta la sensazione è stata che le corde degli archi che crescevano piano piano fino al gran finale avrebbero potuto colpire al cuore: "L'abbiamo fatto, l'abbiamo fatto". Desideriamo ringraziare tutti i nostri meravigliosi amici musicisti senza i quali tutto ciò non sarebbe potuto succedere (in ordine rigorosamente alfabetico):

Luca Begonia: trombone
Claudio Capurro: saxes
Luca Cresta: fisarmonica
Marco Fadda: percussioni
Andrea Maddalone: chitarre
Roberto Maragliano: batteria
Roberto Nappi Calcagno: tromba
Claudio Pacini: programmazione
Massimo Trigona: basso
e la Trancendental String Orchestra: archi
Pivio & Aldo De Scalzi

Note dell'autrice dei costumi
Siamo nel 1982 in una provincia campana, fra le insormontabili mura di un ospedale psichiatrico che circonda ed incombe sulle vite di pazienti e personale della struttura. Colori sbiaditi dal tempo raccontano di pazienti malinconici logorati dalla monotona routine a cui sono sottoposti, il bianco accecante delle divise del personale diventa un candido schermo invalicabile contrastato solo da lampi di rosso e fucsia che irrompono nella scena, un'energia vitale che accende entusiasmi apparentemente spenti per sempre. L'utilizzo di abiti originali dell'epoca fa sì che lo spettatore si trovi di fronte ad una fotografia vivente, uno spaccato d' Italia che non sembra così diversa dai giorni nostri.
Chiara Aversano

TEATRO ELISEO Via Nazionale 183 – 00184 Roma
Da martedì 10 a domenica 29 gennaio 2017
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00
mercoledì e domenica ore 17.00
Biglietteria tel. 06.83510216 |Giorni e orari: da martedì a domenica 10.00 – 19.00
Via Nazionale 183 – 00184 Roma
Biglietteria on-line www.teatroeliseo.com e www.vivaticket.it
Call center Vivaticket: 892234
Prezzi da 25 € a 40 €

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06.83510216
Sito Web: www.teatroeliseo.com

 

Pino Insegno e UAO SPETTACOLI presentano
NIGHTMARE N.7
regia e drammaturgia di Lorenzo Collalti
assistente alla regia Alfredo Calicchio
con Luca Carbone, Cosimo Frascella, Lorenzo Parrotto, Pavel Zelinskiy
Direttore di produzione: Federico Perrotta
Amministratore di compagnia: Antonio Cocciardi

Vincitore del I Premio della “Groups’ Competition” nella rassegna “European Young Theatre” all’interno del Festival Internazionale dei 2Mondi di Spoleto.
Vincitore del Premio SIAE 2015 del Festival Internazionale dei 2Mondi di Spoleto per la migliore drammaturgia.

Sinossi
In un giorno imprecisato, in un luogo imprecisato, in un tempo imprecisato, un uomo si ritrova in una casa senza memoria. Tre bizzarri individui che vi si trovano per un motivo imprecisato si propongono l’obiettivo di aiutarlo, in un modo imprecisato. “Perché non prende un tè?”, basta questa semplice domanda di cortese ospitalità e la macchina si mette in moto. Quello che sembra un semplice sostegno inizia a mutare in uno strano gioco. La gentilezza nei confronti dello sfortunato diventa sempre più molesta e perversa. La concretezza della situazione si va man mano sgretolando trasformandosi in un mondo surreale sospeso tra realtà e sogno. La casa e i tre individui diventano il vortice di un’intera società, comico e tragico al tempo stesso, dove l’occhio del ciclone fa perno sull’uomo senza memoria. In un ritmo incessante, suggestioni reali si scontrano in modo assurdo e disorganico, martellando lo sfortunato individuo e costringendolo ad una partecipazione forzata a questo gioco senza regole. La quotidianità, dall’episodio futile a quello irripetibile, proprio come in un incubo, imperversano in questa casa fino a spingere lo spettacolo ad un equilibrio, dove pianto e riso hanno un confine fin troppo sottile.

Note di Regia
Le chiavi di lettura di questo spettacolo sono molte e su diversi piani, rendendolo fruibile ad un qualsiasi pubblico, interessato o meno. Ha riscosso particolare successo anche nella parte del pubblico straniero, che grazie all’introduzione di parti in altre lingue, la musicalità dei dialetti e un utilizzo dello spazio preciso e chiaro, ha potuto godere dello spettacolo superando la barriera linguistica. Lo spettacolo racconta il delirio del singolo nei confronti di una società sempre più alienata, disgregata, persa e sola, dove l’assurdità è forse l’unica logica che la regola. La cornice onirica dello spettacolo si fonda su strutture forti surrealiste e Kafkiane ma si ravviva della vera e propria routine di tutti i giorni. Kafka, Palazzeschi, Dürrenmatt e tanti altri parlano attraverso stereotipi, frasi fatte e detti popolari, posti in maniera sbagliata, al momento talmente sbagliato da rendere tutto questo interessante. Si susseguono citazioni in un’orgia di stili che vanno dallo scrittore della “Metamorfosi” ad un ragazzo che risponde ad un call center, dallo scrittore del “Minotauro” ad una vecchietta con problemi alla caldaia. Non si guarda in faccia nessuno pur di raccontare questa parabola cristologica dello sventurato protagonista, in una vita che lo accoglie per poi prendersi gioco di lui, offenderlo, straziarlo e portarlo infine alla pazzia. Quindi se abbiamo il coraggio di ridere di questo strazio senza senso, che il carnevale abbia inizio!

TEATRO COMETA OFF - Via Luca della Robbia 47, Roma
Dall'11 al 15 Gennaio 2017
Orari spettacolo: dal mercoledì al sabato ore 21, domenica ore 18

Info e prenotazioni: telefono botteghino - 0657284637
Sito web: http://www.cometaoff.it/

 

TUTTO PER LOLA
di Roberta Skerl
regia di Silvio Giordani
con Caterina Costantini, Lorenza Guerrieri, Lucia Ricalzone, Monica Guazzini, Geremia Longobardo

La tragicomica storia di quattro ex prostitute “in pensione“ che, per colpa dei loro trascorsi lavorativi, vengono coinvolte in un giallo-rosa frizzante e dagli esiti imprevedibili.
È la tragicomica storia di quattro ex prostitute che, ritirate pensione“, vivono insieme in un villino liberty che un tempo era la Casa di appuntamenti dove svolgevano il mestiere.
Ora vi trascorrono una serena vecchiaia, fatta di passeggiate, peonie piantate in giardino e serate davanti; alla TV, fino a quando, un giorno, proprio sotto le finestre del loro villino, compare la giovane Lola, un’adolescente nigeriana costretta sul marciapiede da un connazionale, della quale cominciano a seguire le sorti.
Coinvolte per colpa dei loro trascorsi lavorativi in un giallo-rosa frizzante e dagli esiti imprevedibili, le quattro colleghe cercano di lottare contro un mondo che non cambia mai, offrendo al pubblico la possibilità di ridere sulle assurde disavventure che la vita, a volte, ci propone.

TEATRO DE’ SERVI - Via del Mortaro 22 (ang. Via del Tritone) - Roma
Dal 10 al 29 gennaio 2017
Biglietti: platea 22€ - galleria 18€
Orario spettacoli: da martedi a venerdi ore 21 – sabato ore 17.30 e 21 – domenica ore 17.30 – lunedi riposo

Info e prenotazioni: telefono 06.6795130
Sito web: www.teatroservi.it


Michela Andreozzi e Massimiliano Vado
RING
di Léonore Confino
traduzione Antonella Questa
regia Massimiliano Vado
scene Mauro Paradiso
costumi Teresa Acone
musiche Antonio Di Pofi
luci Stefano Pirandello
movimenti coreografici Valeria Andreozzi

RING, ovvero 17 quadri sulla vita di coppia, sulla vita a due, sull’esplosione emotiva che si sviluppa tra abbracci e uppercut, euforia e certezze, risate e dramma.
Lo spettacolo, grande successo parigino della stagione e attualmente in tournée, è stato scritto da Léonore Confino, come a raccontare la coppia e le sue infinite possibilità: genitori, amanti, sconosciuti, mariti e mogli, Adamo e Eva, divorziati e vedovi; tutti combattono con i loro istinti, dando vita ad un divertissement denso come la vita reale.
Da una scintilla si propaga un incendio, un malinteso fa scoppiare una guerra, il pretesto più insignificante diventa uno spunto comico, ogni storia contribuisce a disegnare lo sforzo sovrumano di ciascuno di noi nel dover coesistere con l’altro sesso e il non poterne fare più a meno.
Su un palco, che è anche il ring del titolo, tutti i personaggi, tutti interpretati da Michela Andreozzi e Massimiliano Vado, con i mille volti della stessa umanità, si attraggono, si respingono, discutono, capiscono insieme, si amano, ballano.
La vita non è necessariamente una battaglia già persa.
Il testo è stato candidato nel 2014, in Francia, al Premio Molière per il Teatro

TEATRO DELLA COMETA - Via del Teatro Marcello, 4 – 00186
Dall’11 al 29 gennaio 2017
Orario prenotazioni e vendita biglietti: dal martedì al sabato, ore 10:00 -19:00 (lunedì riposto), domenica 14:30 – 17:00 - Telefono: 06.6784380
Orari spettacolo: dal martedì al venerdì ore 21.00. Sabato doppia replica ore 17,00 e ore 21,00. Domenica ore 17.00. Costo biglietti: platea 25 euro, prima galleria 20 euro, seconda galleria 18 euro.
RIDUZIONI PER I LETTORI DI MEDIA&SIPARIO e SALTINARIA

Info e prenotazioni: Tel. 06-6784380
Sito web: www.teatrodellacometa.it


CUORI SCATENATI
scritto e diretto da Diego Ruiz
con Segio Muniz, Francesca Nunzi, Diego Ruiz, Maria Lauria

Il ritorno di fiamma, si sa, può essere molto pericoloso.
Quando il fuoco della passione sia accende tra Diego e Francesca, le scintille divampano in maniera esagerata!
Se poi a spegnere l'incendio ci si mette uno come Sergio Muniz, la situazione diventa veramente incontrollabile!
E cosa succederebbe se la futura sposa, praticamente con un piede sull'altare, venisse a scoprire tutto?
Una coppia scoppiata da anni si incontra clandestinamente per un'insensata
ultima notte d'amore prima di suggellare il divorzio definitivo, ma gli imprevisti sono dietro l'angolo, anzi dietro la porta.
Arriva la nuova esilarante commedia di Diego Ruiz, ormai esperto nel mettere in scena i rapporti di coppia e le sue innumerevoli sfaccettature, che questa volta affronta gli amori ormai finiti che in realtà non finiscono mai.
Vale la pena dare una seconda possibilità? Oppure si rischia di ritrovarsi la solita minestra riscaldata?
Riuscirà mai un nuovo amore a non subire il fastidiosissimo paragone con quello precedente?
E come la mettiamo col tradimento? La fedeltà è una predisposizione mentale, una scelta morale o un'imposizione?
Questi e tanti altri interrogativi sono alla base di questa spassosa commedia in cui tutti i personaggi si trovano nel posto sbagliato nel momento più sbagliato, dando vita a una girandola di equivoci e situazioni paradossali che li porteranno a ricorrere a tutto il loro sangue freddo per gestire una serata che li metterà a dura prova. Una serata che farà a dir poco fibrillare quattro cuori scatenati!

TEATRO GHIONE - Via delle Fornaci 37, 00165 Roma
dal 10 al 29 gennaio 2017
Orari spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00 – domenica ore 17.00
Replica per spettatori non vedenti o ipovedenti: 15 gennaio alle ore 17.00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06 6372294 – 06 39670340
Sito web: www.teatroghione.it


Wanda Pirol – Rino Santoro – Geppi Di Stasio in
CANI E GATTI
di Eduardo Scarpetta versione e regia di Geppi Di Stasio

Nuovo attesissimo debutto per il trio composto da Wanda Pirol, Rino Santoro, Geppi Di Stasio, che torna dal 5 gennaio (e fino al 12 febbraio) sul palco del Teatro delle Muse con un classico di Scarpetta, “Cani e gatti”, nella versione e regia dello stesso Di Stasio. Cani e gatti è stata rappresentata per la prima volta nel lontano 1901 ed è doveroso dire che l’autore, come di consueto, ha creato questa Farsa/Commedia ispirandosi ad alcuni originali francesi di Alexandre Bisson come “Les surprises du divorce” (1888), “Les erreurs du mariage” (1896) e, soprattutto, “Jalouse” (1897). Nella storia una moglie troppo gelosa è al tempo stesso gratificante e fastidiosa come il più perfetto dei mariti può essere rassicurante come noioso. Ecco, allora, la giostra di “doppie parti” assolutamente scoperta, anzi, addirittura sottolineata, ecco i travestimenti che rappresentano illusorie proiezioni, desideri inconfessati e svelamento di fatti accaduti solo nella mente di qualche personaggio. In questo adattamento Di Stasio effettua un leggero spostamento di epoca e di contesto spiegando la sua scelta con poche, essenziali parole: “Credo abbia aiutato a sottolineare i piccoli-grandi stravolgimenti, insieme, ovviamente, ad una sorta di adattamento alle caratteristiche del cast di una Compagnia che, crediamo, non deve mai limitarsi alla tradizione da cui proviene; una Compagnia a cui basterebbe soltanto non rinnegarla pur guardando un po’ più avanti”

TEATRO DELLE MUSE - Via Forlì 43 - Roma
dal 5 gennaio al 12 febbraio 2017 ore 21.00 (sabato ore 21.00 e 17.30 e domenica pomeridiana ore 18.00)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06-44233649 – 06-44119185
Sito web: www.teatromuse.it


DUET
Quanti siamo davvero quando siamo noi due?

Uno spettacolo di Dante Antonelli / collettivo SCHLAB
WERNER SCHWAB

direzione. Dante Antonelli
con Valentina Beotti, Enrico Roccaforte
drammaturgia. Collettivo SCHLAB
ambiente sonoro. Samuele Cestola
ambiente scenico. Francesco Tasselli
costumi. Claudia Palomba
aiuto regia. Domenico Casamassima

DUET - Quanti siamo davvero quando siamo noi due? - WERNER SCHWAB è una riscrittura radicale di "Sovrappeso, Insignificante: Informe - una cena europea -", secondo dei tre Drammi Fecali. Ultimo lavoro in produzione per la realizzazione di tre performance dedicate ciascuna a un'opera di Werner Schwab, tra il 2015 e il 2016 hanno infatti debuttato FAK FEK FIK - Le Tre Giovani - dedicato a "Le Presidentesse" vincitore del Roma Fringe Festival, SS - Santo Subito - e KOVA KOVA - Lo Spin Off - entrambi dedicati a Sterminio, rispettivamente a Carrozzerie n.o.t e al Teatro India nella rassegna Dominio Pubblico e che verranno presto presentati insieme in un unico spettacolo dal titolo SSKK.
Due attori, uomo e donna, attraversano il percorso alcolico delirante delle quattro coppie che strutturano il lavoro originale di Werner Schwab in "Sovrappeso, Insignificante: Informe - una cena europea" per realizzare una riscrittura radicale del dramma in funzione di una performance sulla molteplicità degli stati dell'essere in una coppia. Una coppia per tutte le coppie, una storia che dura da secoli e affonda nella storia, una drammaturgia basata sul cannibalismo che Schwab mette in scena nel suo lavoro come perifrasi definitiva: sentimenti, desideri e speranze affondano disperati nel fondo di una bottiglia sempre piena sul tavolino di un bar nella provincia più sperduta della volgarità nazionalista. Il paesaggio naturale attorno è solo una cartolina necessaria ai turisti, avventori di turno: gli spettatori di DUET - Jawohl, Merci: I Leave. Ciao -, accomodati di fronte alla tragica scomparsa della possibilità di essere due.
DUET e’ la storia di due sottomondi che cercano di essere uno, un gioco di sopravvivenza alla carneficina, al massacro dell’esistenza, alla catastrofe imminente, che va a scoprire quello che di sepolto c’è nella loro storia, nella storia europea: definire un’ Unione significa in primis riconoscere la separazione delle parti. Una coppia che si celebra con il cibo, reprimendo il desiderio di mangiare l'altro. Una coppia europea con un passato ingombrante e un presente soppresso dall'impossibilità di avere un'unione totale.
Il lavoro sulla drammaturgia di Werner Schwab coincide con un lavoro sul tempo presente, nasce e viene portato avanti con il desiderio di rifiutare un'idea di spettacolo come cartolina del passato, ricercare attraverso il lavoro scenico il rischio della realtà: un lavoro sull'estrema onestà dello osceno e sulla purezza della provocazione. La poetica di questo scrittore e artista, poeta e performer, non rifiuta l'ironia ma soprattutto ha la potenza di un vertigine in cui precipitare fino in fondo. In DUET l'urgenza che parte da "Sovrappeso, Insignificante: Informe - una cena europea -" e arriva a una performance per due attori, nasce dalla difficoltà delle nostre generazioni di accedere a unioni davvero profonde con un'altra persona, in un contesto sociale in cui si grida la pretesa del matrimonio ma si fugge ripetutamente dalla complessità dell'essere due.
L’Europa è un deserto senza scena, la parola è quella di una lingua ufficiale che non parla nessuno. Rimangono le minoranze, le sottoculture, le comunità con i loro messaggi interrotti dai rumori gracchianti e assordanti dei televisori, dalle immagini di un mondo che non concede ascolto, nemmeno alle voci che gridano più forte. Bandiere bruciate, bestemmie urlate, una fatica che trova sfogo solo nel non essere più niente. La tana è il mondo, il mondo una tana, per una generazione povera e avara, di denari e di passioni, costretta distesa sui materassi ad aspettare che il tempo scorra. L’unica alternativa è l’esposizione, correre il rischio di impegnarsi, raccontare se stessi. Questo è lo SCHLAB - progetto di pedagogia e creazione scenica - sui DRAMMI FECALI di Werner Schwab.

CARROZZERIE N.O.T - Via Panfilo Castaldi 28/a Roma
Dal 12 al 14 gennaio 2017 h 21,00

Info e Prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 347-1891714
Sito web: www.carrozzerienot.


E BASTA CO’ ‘STO SHAKESPEARE!
di Enzo Masci
con Maurizio Canforini, Valeria Iovino, Laura Monaco, Giulia Pelliciari, Giuseppe Renzo, Stefano Scaramuzzino, Max Zanuzzi

Dal 5 al 22 gennaio Maurizio Canforini, Valeria Iovino, Laura Monaco, Giulia Pelliciari, Giuseppe Renzo, Stefano Scaramuzzino, Max Zanuzzi saranno i protagonisti di ‘E basta co’ ‘sto Shakespeare!’.

Una compagnia di quelle che “lo famo strano”, praticante integralista del teatro d’avanguardia e nemica giurata dei classici (e dei teatri frequentati da una qualsivoglia forma di pubblico pagante), si trova davanti all’occasione della vita: un invito a preparare lo spettacolo di apertura per il World Shakespeare Festival a Londra.
Come ha fatto quell’invito ad arrivare a loro? E soprattutto, che fare? Restare duri e puri, sconosciuti ma fedeli ai propri “ideali”, o cedere alla tentazione del successo e rappresentare Lui, il ‘Male’, l’’Orrore’ da secoli incarnato in uomo, il mefistofelico William Shakespeare? Davanti all’odore della popolarità anche i princìpi più saldi vacillano, ed una masnada di incapaci si getta nell’epica impresa di portare in scena qualcosa di cui non sanno assolutamente nulla.
Ma le imprese disperate riservano sempre delle sorprese, e se il Bardo è sulla cresta dell’onda da più di quattrocento anni un motivo c’è…
In un crescendo di risate, mescolate a celebri scene delle opere del Bardo, conoscerete un William Shakespeare come non lo avete mai visto.

Note di regia
Ci siamo sempre incuriositi alle reazioni della gente nel sentire il nome di Shakespeare: c’è chi inorridisce e chi si esalta, chi dice che è noioso e chi dice che è meraviglioso. In teatro, quando c’è Shakespeare in scena, o c’è il tutto esaurito o quello che in gergo si dice “forno”. Insomma, non c’è mai una reazione che non sia estrema.
L’unico punto fermo è che, nella quasi totalità dei casi, di Shakespeare la gente conosce il nome e poche parole, ed è raro trovare qualcuno che, a richiesta, sappia associarvi di più di un “essere o non essere” o di un “oh Romeo, Romeo, perché sei tu, Romeo?”. La cosa peggiore è che troppo spesso anche chi dovrebbe essere “del mestiere” non conosce nulla di più di questo incredibile autore, se non poche nozioni accademiche.
Possiamo fare avvicinare il pubblico a Shakespeare e al nostro mondo di teatranti facendolo anche divertire? Possiamo provare a far conoscere qualcosa in più del vecchio Bardo, a chi non gli si è mai accostato, facendo sì che la curiosità di chi guarda invada il sorriso?
Ci siamo fatti queste domande e abbiamo provato a dare una risposta con questo spettacolo che non è una parodia di testi immortali, né un collage degli stessi, ma un tentativo, attraverso una storia divertente e leggera, di fare capire perché mai le parole di quest’uomo catturino da quattro secoli il cuore di chi le ascolta.
Abbiamo quindi approfondito lo studio del teatro shakespeariano prima attraverso le sue opere, quindi attraverso le opere critiche di personaggi di spicco quali Jan Kott e Nadia Fusini. Abbiamo poi costruito una storia che potesse divertire e funzionare come un contenitore all’interno del quale riporre la spiegazione di come sia strutturato il teatro shakespeariano, quali argomenti tratti, in che modo, e abbiamo legato pezzi celebri e meno celebri delle sue opere a quanto accade nel “qui ed ora” scenici. Questo ci ha permesso di mostrare come il linguaggio usato da Shakespeare e le situazioni che questo meraviglioso autore realizza siano attuali anche dopo più di quattrocento anni perché parlano dell’animo umano, che è sempre lo stesso nonostante l’enorme tempo trascorso.
La concatenazione degli eventi è stata infine strutturata in modo di fare capire perché il teatro classico sia così importante e vitale anche per chi ad esso preferisca qualcosa di più “avanguardista” o “sperimentale”: perché è lì che sono le nostre radici e se non sappiamo da dove veniamo non possiamo neanche sapere dove stiamo andando.

TEATRO L'AURA - Vicolo di Pietra Papa, 64 - Roma
dal 5 al 22 gennaio 2017
dal giovedì al sabato alle ore 21.00 domenica alle ore 18.00
Biglietti Intero 13.00 + 2.00 (tessera associativa)
Ridotto 10.00 + 2.00 (tessera associativa)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06-83777148
Sito web: www.teatrolaura.org


CE LO CHIEDE L’EUROPA

Scritto da: Fabio Avaro, Luca Sgamas, Vanina Marini
Regia: Vanina Marini
Con: Fabio Avaro, Vanina Marini e la Banda dell’UKU
Disegno luci: Maximiliano Lumachi

Dal 10 gennaio al Teatro Belli di Roma andrà in scena Ce lo chiede l’Europa l’esilarante commedia con protagonista l’insolito trio composto da Fabio Avaro, Vanina Marini, qui anche in veste di regista, e la Banda Dell’UKU, nella forma dei tre musicisti Fabrizio Sartini, Luca Sgamas e Emiliano Giuliano.
Prendete un attore squattrinato e sconosciuto, tre musicisti di una band che sbarca il lunario facendo serate qua e la per locali e aggiungeteci una malcapitata giovane e promettente regista di teatro intenta ad allestire uno spettacolo per partecipare ad un bando della Comunità Europea che le farebbe ottenere un cospicuo finanziamento. L’improvvisata compagnia ha poche ore per creare uno spettacolo vincente: riuscirà la giovane regista a domare l'esuberante attore con al seguito la sua assurda band? Riusciranno tutti a rispettare le rigide richieste del bando?
In scena fino al 22 gennaio lo spettacolo, che mette in scena il teatro, ma soprattutto uno spaccato di italianità, si compone di un susseguirsi incessante di battute e inserti musicali proponendo al pubblico un’ora e mezza di tante risate e buona musica.

Sinossi
Gianni è un attore che da anni prova con scarso successo ad imporsi nel mondo del teatro. La sua vita e quella dei musicisti che lavorano stabilmente con lui sono ora ad un punto morto: gli ultimi spettacoli sono stati dei fiaschi clamorosi ed ormai vivono sommersi di debiti. Gianni lavora come barista nel foyer di un teatro e con la Band fa feste di musica country in posti squallidissimi. La soluzione a tutti i loro guai sembra presentarsi quando nel teatro dove lavora deve andare in scena uno spettacolo di una giovane affermata regista, che a poche ore dal debutto dello spettacolo, al quale assisterà un commissario del Fondo Europeo per l’arte e la cultura, viene abbandonata dall’attore protagonista e dalla sua orchestra. La giovane è nel panico. Unica soluzione, idea forse malsana, chiedere a Gianni e la Banda dell’Uku di sostituirli. Per Gianni e la Banda è la grande occasione. Tutto perfetto dunque se non fosse che il testo deve essere originale ed inoltre ideato, scritto e messo in scena trattando tematiche specifiche richieste dalla comunità europea nel bando, il tutto in poche ore.
Per la giovane e promettente regista, Gianni e la banda, sarà la notte più lunga della loro vita.

Note Di Regia
“Che cosa succede quando stai per andare in scena e il tuo primo attore non si presenta? La prima idea può essere quella di annullare lo spettacolo, ma stavolta proprio non si può perché se non si va in scena si rischia di perdere 100 mila euro stanziati dalla Comunità Europea. Certo è che se ci fosse qualcuno disposto a fare una sostituzione allora in teoria il problema sarebbe risolto. Ma se per caso questo qualcuno fosse solo un antieuropeista incallito che per sbarcare il lunario è costretto a fare il cabaret nei locali allora forse i problemi potrebbero raddoppiarsi. Se poi a tutto questo si aggiungesse un’improbabile band che suona il country ai matrimoni allora i problemi potrebbero anche triplicarsi. Ma il tempo è poco, il commissario dell'Unione Europea sta arrivando e valuterà se lo spettacolo è degno di vincere il bando e andare in una tournée mondiale. D'altronde è facile bisogna solo parlare delle personalità e delle scoperte scientifiche che hanno reso grande il nostro paese e fare tutto questo senza che il poveraccio sappia che c'è di mezzo l'Europa e senza che il commissario sappia che il primo attore non è propriamente un attore. Insomma ce la faranno? L'unica cosa certa è che accada quel che accada the show must go on”.

TEATRO BELLI – Piazza di Sant'Apollonia 11 – Roma
Dal 10 al 22 gennaio 2017
Biglietto: 18 euro, ridotto 13 euro
Repliche: dal martedì al sabato ore 21,00, domenica ore 17,30

Info e prenotazioni: telefono 06-5894875- 329.9736619
Sito web: www.teatrobelli.it


LETTERE DI OPPIO
Regia: Federico Tolardo
Autore: Antonio Pisu
Interpreti: Tiziana Foschi e Antonio Pisu
Scene: Tiziana Massaro
Costumi: Gisa Rinaldi
Luci: Stefano Lattavo

Al Teatro dei Conciatori, Tiziana Foschi aprirà il 2017 con lo spettacolo in scena dal 6 al 15 gennaio: Lettere Di Oppio di Antonio Pisu, regia di Federico Tolardo; interpreti: Tiziana Foschi e Antonio Pisu.

Sinossi
1860: il Regno Unito, a causa delle dispute commerciali per l'oppio, è in guerra con la Cina da diciotto anni. A Londra, Dorothy Wellington, una nobildonna devota ai suoi abiti eleganti, attende con ansia, ormai da diversi anni, il ritorno dal fronte del marito George. A farle compagnia, nelle sue lunghe giornate di attesa e false speranze, c’è Thomas, un giovane, cinico ma fidato maggiordomo, il cui compito è quello di rassicurare costantemente Dorothy, leggendo e interpretando, in maniera piuttosto eccentrica e su richiesta della donna, la corrispondenza del marito in guerra. Quello che la signora Wellington ignora è che il marito è deceduto, ma Thomas, per paura di perdere il lavoro, le legge delle finte lettere scritte da lui stesso. Il giovane però, sentendo il peso della menzogna, non sa come rivelare la verità alla donna di cui si è intanto innamorato. Dorothy, dal canto suo, non è così candida e ingenua come sembra e a questo punto i ruoli s’invertono…
In un gioco continuo tra sogno e realtà i pensieri dei due protagonisti si scontrano, si intrecciano, si sfidano, instaurando un rapporto intimo, divertente, ironico, ma soprattutto profondo. Lettere di Oppio ci accompagna in un’epoca affascinante, parlandoci di dinamiche tra esseri umani eterne nel tempo. Una storia quindi sempre attuale, narrata con taglio moderno, che fa divertire, riflettere e appassionare.

TEATRO DEI CONCIATORI - Via dei Conciatori, 5 – 00154 Roma
Dal 6 al 15 gennaio 2017
Tipologia Biglietti: € 18,00 + tessera obbligatoria di 2 €
Orario Spettacoli: dal martedì al sabato ore 21,00 domenica ore 18,00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - tel. 06-45448982 – 06-45470031
Sito web: www.teatrodeiconciatori.it


HO ADOTTATO MIO FRATELLO
di Mirko Cannella, Nicolo’ Innocenzi, Michele Iovane, Jey Libertino, Nazzareno Mattei
Regia e supervisione artistica Andrea Maia, Toni Fornari
con Mirko Cannella, Nicolo’ Innocenzi, Michele Iovane, Jey Libertino

Grazie al progetto “Giovani talenti in scena” il Teatro Golden, ospiterà sul suo palcoscenico, dal 10 al 22 gennaio, la divertente commedia dal titolo “Ho adottato mio fratello”.
Il Progetto nasce dalla volontà e dall’intento del direttore artistico Andrea Maia di dare spazio e visibilità ai giovani artisti che si affacciano al mondo dello spettacolo.
Scritta ed interpretata da 4 giovani attori talentuosi a cui il Golden dà la grande opportunità di allestire e portare in scena uno spettacolo inedito.
Mirko Cannella, Nicolò Innocenzi, Michele Iovane e Jey Libertino sono i quattro protagonisti di “Ho adottato mio fratello” dove raccontano le vicende di due fratelli caratterialmente all’opposto, che si intrecciano con quelle di altri due giovani emigranti del sud Italia.
Dopo la morte dei genitori, due fratelli, Francesco e Bruno, si trovano a condividere la loro unica eredità: un appartamento. Bruno è un ragazzo strafottente e scansafatiche mentre Francesco è intraprendente e dagli antichi valori. Bruno, bisognoso di denaro a causa del vizio del gioco, affitta la vecchia stanza da letto dei genitori a due ragazzi del sud, Fausto e Nicola… Tutto questo all'insaputa del fratello! Inizia così un continuo intreccio di situazioni comiche all'interno dell'appartamento tra Francesco e i 2 "intrusi".

TEATRO GOLDEN - Via Taranto, 36 00182 ROMA
dal 10 al 22 gennaio 2017

Info e prenotazioni: Tel. 06.70.49.38.26 – mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrogolden.it


COMPAGNIA DUPLA CARGA presenta
FEMMINARIUM
Scritto e diretto da Andrea Monti
Musiche originali dal vivo di Umberto Papadia
Coreografie di Giorgia Valeri

TESTO VINCITORE RASSEGNA “TESTACCIO COMIC OFF 2016”

Ispirata al bestiario medioevale, Femminarium è un’opera associativa contemporanea in versi in cui le femmine vengono interpretate in modo simbolico, allegorico e un po’ pecoreccio.

Con Valentina Grimaldi Roberta Provenzani Lisa Recchia Nicoletta Tulli, Giorgia Valeri Paola Zaro Umberto Papadia
Coreografie: Giorgia Valeri
Aiuto regia: Matelda Sabatiello, Simone Carchia
Costumi: Valentina Di Geronimo, Angela Di Donna
Luci: Mauro Guglielmo
Foto di scena: Cristina Peccioli

Il teatro è donna.
Sempre più femmina.
Contro un atavico strapotere di personaggi virili, il regista si tuffa nell’universo muliebre per riemergere con tanto calore e pochissimi peli sulla lingua.
C’è voglia di umanità, considerazione, prestanza, passione e gravidanza.
Langue appagamento, soddisfazione, concretezza, fiducia, visione del futuro, pensionistica progettualità.
Si canta, ma la carenza non passa.
Si sperimenta, ma il desiderio non si smorza.
Si parte, ma la distanza non colma la vacanza.
Cosa vogliono le donne?
Cosa meritano?
Cosa sentono?
Cosa vuol dire essere donna?
Non lo sa il regista, non sa rispondere nemmeno l’autore, ma la musica, quella viscerale, epidermica, tamburinica, che mette a nudo, che sveste i lati più reconditi, ribalta, squassa e rivela, porta la canoscenza ove nullo omo ene digno pervenire.

TEATRO LO SPAZIO Via Locri, 42 – 44 (zona San Giovanni)
Dal 17 al 22 gennaio 2017
Ingresso: 12 euro + 3 di tessera semestrale
Ridotto: 9 euro + 3 di tessera semestrale

Info e prenotazioni: 06.77076486 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrolospazio.it


ANIMALI DA BAR
uno spettacolo di Carrozzeria Orfeo
drammaturgia Gabriele Di Luca

PREMIO HYSTRIO TWISTER 2016
Con Beatrice Schiros, Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Pier Luigi Pasino, Paolo Li Volsi
Voce fuori campo Alessandro Haber
Musiche originali Massimiliano Setti
Progettazione scene Maria Spazzi
Costumi Erika Carretta
Luci Giovanni Berti

Regia Alessandro Tedeschi, Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti

una produzione Fondazione Teatro della Toscana 2015 | produzione Carrozzeria Orfeo
in collaborazione con Festival Internazionale di Andria | Castel dei Mondi

C'era una volta una metropoli. Dentro la metropoli un quartiere.
Dentro al quartiere, il bar.

Dopo il grande successo della passata stagione con Thanks for vaselina, arriva al Piccolo Eliseo Animali da bar, il nuovo spettacolo di Carrozzeria Orfeo. Un bar abitato da personaggi strani: un vecchio malato, misantropo e razzista; una donna ucraina affitta il proprio utero ad una coppia italiana; un imprenditore ipocondriaco che gestisce un’azienda di pompe funebri per animali di piccola taglia; un buddista inetto che subisce violenze domestiche dalla moglie; uno zoppo bipolare che deruba le case dei morti il giorno del loro funerale; uno scrittore alcolizzato costretto dal proprio editore a scrivere un romanzo sulla grande guerra.
Sei animali notturni, illusi perdenti, che provano a combattere, nonostante tutto, aggrappati ai loro piccoli squallidi sogni, ad una speranza che resiste troppo a lungo. E se appoggiati al bancone troviamo gli ultimi brandelli di un occidente rabbioso e vendicativo, fatto di frustrazioni, retorica, falsa morale, psicofarmaci e decadenza, oltre la porta c’è il prepotente arrivo di un “oriente” portatore di saggezze e valori… valori, però, ormai svuotati e consumati del loro senso originario e commercializzati come qualunque altra cosa.
Tutto è venduto, sfruttato e contrattato in Animali da Bar. La morte e la vita, come ogni altra merce, si adeguano alle logiche del mercato.
E quando l’alcol allenta un pochettino la morsa e ci toglie la museruola… è un grande zoo la notte… una confessione biologica dove ognuno cerca disperatamente di capire come ha fatto a insediarsi tutta quell’angoscia. D’altronde almeno una mezza dozzina di cristiani desidera la nostra morte ogni giorno o no? In coda sulla tangenziale... il lunedì mattina in ufficio… chi non vorrebbe torturare il cane del vicino o schiacciare qualche ciclista di tanto in tanto? Se volete provare l’esatta inesistenza di Dio, salite in una metrò affollata di vostri simili in pieno agosto.

TEATRO PICCOLO ELISEO - Via Nazionale, 183e - Roma
da mercoledì 11 a domenica 22 gennaio 2017

Orario spettacoli: martedì, primo mercoledì di replica, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00
mercoledì e domenica ore 17.00
Biglietteria tel. 06.83510216 |Giorni e orari: da martedì a domenica 10.00 – 19.00
Via Nazionale 183 – 00184 Roma
Biglietteria on-line www.teatroeliseo.com e www.vivaticket.it
Call center Vivaticket: 892234
Prezzi da 15 € a 21 €

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Tel. 06 83510216
Sito web: www.teatroeliseo.com


LA DIVINA

Con Alessandro Fullin Tiziana Catalano Sergio Cavallaro Simone Faraon, Paolo Mazzini Mario Contenti Ivan Fornaro
coreografie di Sergio Cavallaro
costumi di Monica Cafiero
scritto e diretto da Alessandro Fullin

Nel 2009 Papa Ratzinger annuncia al mondo che il Purgatorio, come luogo fisico, non esiste più.
Dante Alighieri, saputa la notizia, si precipita per la seconda volta nell’Oltretomba per dipanare la spinosa questione e riscrivere la Divina Commedia.
Ma dove mettere ora gli invidiosi? Gli iracondi? Gli accidiosi? Dubbi e tormenti attendono il Poeta, che inoltre scopre che l’amore per Beatrice, dopo sette secoli, si è un po’ appannato.
Tra demoni e cherubini, fiumi infernali e rinfrescanti panchine ecco una rilettura in chiave camp dell’immortale poema che getta nella stessa bolgia Paolo Malatesta con gli Abba, Farinata degli Uberti con Liz Taylor.
Dopo il successo di Piccole Gonne Alessandro Fullin, con gli attori di Nuove Forme, torna a teatro con una nuova parodia, condita come sempre da aforismi esilaranti e da pungenti ironie.

TEATRO SALA UMBERTO - Via della Mercede, 50 Roma
Dal 12 al 22 gennaio 2017
giovedì e venerdì ore 21, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17
Prezzi da 32€ a 23€

Info e prenotazioni: Tel. 06 6794753 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.salaumberto.com


NUOVO TEATRO diretta da Marco Balsamo
presenta Valerio Mastandrea in
MIGLIORE
scritto e diretto da Mattia Torre

La metamorfosi di un uomo che da paranoico, insicuro e debole si tramuta in un essere spietato che si guadagna la stima e il consenso di chi volontariamente o involontariamente lo circonda. Valerio Mastandrea diventa così Migliore, spettacolo scritto e diretto da Mattia Torre che sarà in scena al Teatro Ambra Jovinelli - dal 5 al 22 gennaio. Migliore è la storia comica e terribile di Alfredo Beaumont, un uomo normale che in seguito a un incidente (di cui è causa, di cui sente la responsabilità e per cui sarà assolto) entra in una crisi profonda e diventa un uomo cattivo. Improvvisamente, la società gli apre tutte le porte: Alfredo cresce professionalmente, le donne lo desiderano, guarisce dai suoi mali e dalle sue paure. Migliore è una storia sui nostri tempi, sulle persone che costruiscono il loro successo sulla spregiudicatezza, il cinismo, il disprezzo per gli altri. E sul paradosso dei disprezzati, che di fronte a queste persone chinano la testa e - affascinati - li lasciano passare.
La Direttrice Artistica del Teatro Ambra Jovinelli, Fabrizia Pompilio e la Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo – nella stagione 2016/2017 hanno deciso di dedicare una monografia a Mattia Torre - uno degli autori più apprezzati del nostro paese. Migliore è il secondo dei tre spettacoli di Torre, presenti nel cartellone dell’Ambra Jovinelli. Il prossimo spettacolo sarà “4 5 6” in scena dal 7 al 12 febbraio.
La monografia dedicata a Mattia Torre è solo l’inizio di una collaborazione tra l’autore, il Teatro Ambra Jovinelli e la Nuovo Teatro. Sarà presentato infatti il prossimo anno un progetto speciale, completamente nuovo, che vedrà Mattia Torre protagonista. Sarà un progetto trasversale che unirà televisione, editoria e teatro.

TEATRO AMBRA JOVINELLI - Via Guglielmo Pepe, 43 /47 - Roma 00185
Dal 5 al 22 gennaio 2017

Spettacoli ore 21.00 –domenica ore 17.00 - lunedì riposo
Info 06 83082620 – 06 83082884
Biglietti (compresa prevendita): da € 33,00 a € 17,00
Convenzioni parcheggio in orario spettacolo:
• Garage Esquilino – via G. Giolitti, 27/A - dal martedì al sabato € 1,50 l’ora
• Parcheggio ES Giolitti Park – via G. Giolitti 267 - tutti i giorni € 1,00 l’or

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 83082620 – 06 83082884
Sito web: www.ambrajovinelli.org


AMINTA
S’ei piace ei lice

regia, scene, luci e video di Luca Brinchi e Daniele Spanò
drammaturgia e analisi filologica e autoriale Erika Z. Galli e Martina Ruggeri (Industria Indipendente)
in video Lorenzo Anzuini (Aminta) e Clelia Scarpellini (Silvia)
performer Davide Pioggia
voci Michael Schermi (coro e satiro); Francesco Bonomo (coro e Tirsi);
Giorgia Visani (coro e Dafne); Michele Degirolamo (Aminta); Flaminia Cuzzoli (Silvia)
musiche Franz Rosati - costumi Gucci

Produzione Teatro di Roma - Teatro Nazionale
in collaborazione con Spellbound e con il sostegno di Regione Lazio Assessorato alla Cultura
il progetto ha debuttato nell’ambito della Sagra Musicale Malatestiana 2016

spettacolo/installazione per un numero ristretto di persone (max 60)

Dal 12 al 29 gennaio nel foyer (SALA A) del Teatro India è di scena AMINTA, S’ei piace ei lice, rilettura in chiave sensoriale e performativa dell’opera pastorale di Torquato Tasso, che Luca Brinchi e Daniele Spanò presentano come progetto articolato attraverso l’incontro di diverse realtà artistiche, una produzione Teatro di Roma.
La regia e la messinscena installativa è sviluppata dagli ideatori Brinchi e Spanò, artisti visivi che orientano la loro ricerca tra teatro, arte contemporanea, set design per moda ed eventi musicali, mentre la drammaturgia, l’analisi e l’apporto filologico e autoriale sono curati da Erika Z. Galli e Martina Ruggeri, autrici e drammaturghe della compagnia Industria Indipendente. Due realtà diverse ma al contempo vicine per affrontare, ognuna con le proprie specificità, l’opera del Tasso, dramma pastorale in cinque atti che rivela la grandezza poetica dell’autore. Così, il mondo favolistico del pastore Aminta e della ninfa Silvia, tratteggiato poeticamente dalla penna del Tasso, fluisce qui in una dimensione virtuale e visiva di enorme impatto grazie alle registrazioni video che, scorrendo su schermi, moltiplicano il loro carico di sospensione mistica ed eterea. L’azione e la narrazione non avvengono direttamente in scena ma si sviluppano in un luogo “altro”, offrendo un respiro più ampio e una fascinazione che rapisce. I monologhi sono riprodotti dai megafoni distorti, il coro invece è evocato visivamente e sonoramente dai teli animati e dal suono amplificato dei ventilatori, mentre l’intreccio amoroso sarà rappresentato filmicamente negli schermi/parete in continuo movimento e animati dalle presenze in video dei protagonisti che cambieranno di volta in volta la prospettiva spaziale della scena.
Ci si immerge dunque in un universo in perenne divenire, quasi metafisico: un bosco sospeso nel tempo e nello spazio, proiettato nell’etere, che incanta scandendo le sequenze drammaturgiche con la potenza visiva delle sue ambientazioni e dei suoni evocativi. Al centro dell’intreccio c’è il rimpianto dell’Età dell’Oro: un luogo e un tempo mitico, nel quale l’uomo viveva libero da vincoli, godeva a pieno dei frutti della Natura e di Amore, animato unicamente dalla libertà e dall’istinto, senza leggi civili a impedire comportamenti “eccessivi”. Se piace è lecito, frase citata nel testo, esprime questo sentimento di libertà e pulsioni, ma descrive anche una chiave di lettura profonda del dramma pastorale. “Un mondo di mezzo, dove le leggi di Natura sono ancora più forti di quelle dettate dalla civiltà, dove le pulsioni istintuali sono tracciate nettamente, e dove Venere e Amore sono i più importanti tra gli dei, capaci di dare vita e morte ai propri sudditi – annotano Luca Brinchi e Daniele Spanò – All’interno di una cornice pastorale, bucolica, nell’amenità di un tempo perduto si intrecciano simmetricamente le storie degli adolescenti Silvia e Aminta, ancora incapaci di comprendere Amore: la prima lo rifiuta perché dedita a Diana, l’altro vuole possedere unicamente per il proprio bisogno. I percorsi dei due ragazzi si muovono specularmente ma in maniera inversa, accompagnati da chi ha già vissuto tempo dietro la stessa esperienza: i consiglieri Dafne e Tirsi, che azioneranno la macchina dell’intreccio amoroso, dando luogo ad azioni e reazioni da parte dei due giovani protetti. Lo sviluppo drammaturgico pone le basi sui violenti passaggi di un’educazione sentimentale per cui è necessario conoscere e riconoscere il potere di Amore l’uno nell’altra”.

TEATRO INDIA - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) - Roma
Dal 12 al 29 gennaio 2017
Biglietti: 10 € intero, 7 € ridotto
Orari spettacolo: tutte le sere ore 20.00
Durata spettacolo: 35 minuti

Info e prenotazioni: tel. 06 87752210, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06.684.000.311/314
Sito web: www.teatrodiroma.net


AMARE È SILENZIO
di Andrés Suriano
Regia di Annalisa Malizia e Andrés Suriano
Con
Andrés Suriano - Aureliano Potenti
Marco Palange - Giordano Potenti
Antonello Toti - Hein Moran
Martina Zuccarello - Martina De Dominicis
Marco Lo Chiatto - Lorenzo Carminati
David Mastinu - Kai Krissel

Lo spettacolo è incentrato sul rapporto fra due fratelli, fra i quali c'è un MURO, che vuole essere il simbolo dello storia; motivo per cui è ambientato a BERLINO. Uno dei fratelli è omosessuale, l'altro in teoria eterosessuale. Giordano, che viene lasciato dalla sua fidanzata, si trasferisce a Berlino ospite da suo fratello Aureliano, con l'intento di svagarsi e trascorrere un po' di tempo insieme al suo migliore amico Lorenzo, trasferitosi a Berlino anche lui. Giordano, molto abbattuto dopo la sua separazione cerca invano di trovare conforto nel fratello, il quale dimostra un certo disinteresse rispondendo con delle provocazioni alle sue continue richieste di aiuto.
Lo stato emotivo di Giordano peggiora nel momento in cui Lorenzo e Aureliano diventano amici, uniti da una grande passione in comune: LA POESIA.
Giordano si sente trascurato e tradito da Lorenzo, e a sua volta incompreso da Aureliano il quale si mostra ostile e distaccato.
Questa situazione crea un TRIANGOLO emotivo fra i tre personaggi principali.
Aureliano è omosessuale.
Lorenzo è eterosessuale ma "attratto" da Aureliano.
Giordano è omosessuale, ma non riesce ad accettarsi, ed è segretamente innamorato di Lorenzo, suo migliore amico.
Lo spettacolo affronta come tematica l'ambiguità e si muove su tre livelli che ad un certo punto si sovrappongono: L'eterosessualità, la bisessualità, e l'omosessualità. Queste definizioni scompaiono nel momento in cui l'amore vero, al di sopra di tutto, si impone su un muro che crolla in frantumi, quel MURO è il SILENZIO.
Andrés Suriano

TEATRO TORDINONA –Via degli Acquasparta, 16 – Roma
Dal 10 al 22 gennaio 2017
Dal martedì al sabato ore 21,00 - domenica ore 18,00

Info e prenotazioni: tel. 067004932 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.tordinonateatro.it


AST Company presenta
LA RESILIENZA
Studi nudi di improvvisazione teatrale
regia Giorgia Giuntoli
con Patrizio Cossa, Max Vellucci e Giorgia Calcari

Cosa ci succede quando ci troviamo di fronte ad un ostacolo, nella vita di tutti i giorni? Un avvenimento che ci mette nella condizione di reagire, di accumulare tutte le informazioni positive e negative che quell’ostacolo ci propone ed elaborarle secondo la nostra spinta, vitale e positiva?
È vero non sempre succede, ma quando riusciamo a prendere in mano questa condizione, quando capiamo come trasformare l’energia negativa di un evento in positiva e tesa all’azione, allora parliamo di RESILIENZA!
Come si può narrare una storia che non si conosce?
Come si relazionano personaggi mai esistiti su carta?
Come creare dialoghi e storia non avendo nulla a disposizione se non un tempo limitato?
Gli attori sono posti in una condizione che li spinge ad un lavoro estremo sull’indagine dei personaggi, la storia e la regia, senza filtri. L’estrema difficoltà della narrazione all’improvviso catapulta gli attori in uno spazio metaforico tra realtà e finzione, in un canone di massima immedesimazione in cui ciò a cui assiste lo spettatore è unico, irripetibile, senza traccia come la vita.
LA RESILIENZA ripropone la capacità dell’uomo di trasformare in energia positiva un evento traumatico.
Il pubblico darà un input iniziale, che sarà il trauma da cui nascerà la storia. I tre improvvisatori reagiranno a questo trauma con una reazione azione da cui nascerà la resilienza, ovvero la capacità di affrontare il trauma con un atteggiamento positivo e vitale.
Il pubblico non sarà chiamato solo a creare un trauma per i personaggi, ma li aiuterà anche ad affrontare ciò che viene dopo: LA RESILIENZA è uno spettacolo interattivo dove il pubblico non è un passivo osservatore, ma parte integrante della storia.

TEATRO STANZE SEGRETE - Via della Penitenza, 3 (Trastevere) - Roma
Dal 13 al 15 gennaio 2017
Tutti i giorni alle 21 la domenica alle 19.
Biglietto unico euro 10, tessera associativa 2 euro

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - mobile 366.4454753
Sito web: www.stanzesegrete.it


S.P.E.M.
liberamente ispirato a S.C.U.M. Manifesto di Valerie Solanas
regia e drammaturgia Cristina Pelliccia e Giulia Trippetta
con Elena Crucianelli, Bianca Friscelli, Stefano Guerrieri, Cristina Pelliccia, Giulia Trippetta
musiche originali Paolo Gatti
luci Javier Delle Monache
con la partecipazione in video di Luca di Giovanni e Fabrizio Stefan
foto Riccardo Freda

Liberamente ispirato all’opera di Valerie Solanas del 1967 S.C.U.M. Manifesto, lo spettacolo, tramite la forma di una “conferenza-show”, è una performance acuta, provocatoria, esplicita ed ironica in cui il nuovo “genere” di essere umano, le S.P.E.M., diviene l’unica soluzione per il miglioramento del nostro mondo.
In questa società la vita, nel migliore dei casi, è una noia sconfinata e nulla riguarda le donne: dunque, alle donne responsabili, civilmente impegnate e in cerca di emozioni sconvolgenti, non resta che rovesciare il governo, eliminare il sistema monetario, istituire l'automazione globale e distruggere il sesso maschile. Con queste parole l’autrice statunitense apriva il suo trattato che, all’epoca delle grandi contestazioni della fine degli anni ’60, emergeva nel panorama letterario contemporaneo come analisi socio-culturale atta a porre nettamente in discussione il pensiero e l’organizzazione antropocentrica della società.
Da quest’assunzione dell’ideologia portata avanti da Valerie Solanas si origina il progetto teatrale di Cristina Pelliccia e Giulia Trippetta.
S.P.E.M. nasce, infatti, nel 2015 come breve performance liberamente ispirata al manifesto femminista della Solanas, riadattato e interpretato dalle due attrici per il Premio delle Arti “Claudio Abbado” aggiudicandosi, in quell’occasione, il primo premio in recitazione. A seguito di una riscrittura, debutta come spettacolo al “Festival ContaminAzioni 2015”, festival autogestito di liberi esperimenti teatrali degli allievi dell'Accademia d'Arte Drammatica “Silvio d’Amico” al Teatro dell’Orologio.
Il progetto è, inoltre, sostenibile aderendo alla campagna di crowfunding attiva fino al 9 gennaio al link https://www.eppela.com/it/projects/11544-s-p-e-m.

TEATRO DELL’OROLOGIO - Sala Moretti - Via dei Filippini 17/A - Roma
dal 12 al 15 gennaio 2017
dal giovedì al sabato h.21.30 | domenica h.18.30

Info & Prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6875550
Sito web: www.teatrolorologio.com


TERAPIA DI GRUPPO
di Christopher Durang
traduzione di Giovanni Lombardo Radice
con Annalisa di Nola, Stefano Messina, Carlo Lizzani, Marco Simeoli,
Vittoria Carpia, Crescenza Guarnieri
regia di Stefano Messina
produzione Attori & Tecnici

Una commedia cinica e divertente che, attraverso i suoi personaggi complessi e irrisolti, racconta la nevrosi della società contemporanea e le piccole e grandi contraddizioni della vita quotidiana e del nostro rapporto con noi stessi e con gli altri.

Bruce, bisessuale represso, fidanzato con Bob, è intenzionato a farsi una famiglia “normale” e al suo annuncio matrimoniale risponde Prudence, una ragazza omofobica e sentimentalmente provata in cerca del principe azzurro. Le loro complesse personalità, refrattarie a ogni tipo di ascolto dell’altro, faranno del loro primo incontro un totale disastro. E a poco servirà cercare conforto nei loro rispettivi analisti: Stuart, macho libidinoso con cui Prudence ha avuto una “veloce” relazione, e la signora Wallace, che si dimentica le parole e si interfaccia con i suoi clienti con la consulenza di un “famoso” peluche. Lo spumeggiante girotondo di incontri e scontri, di ansie e nevrosi, illusioni e desideri che i personaggi si scambiano l’uno con l’altro, si chiude nella scena finale, dove tutti inevitabilmente, tra urla e sparatorie, finiranno per trovarsi e in qualche modo riconciliarsi.
Questa commedia, dove echeggiano i temi cari a Woody Allen, ci suggerisce che solo il gruppo può migliorare l’esistenza dell’individuo e soddisfarne bisogni biologici e psicologici, e che servirsi dell’umorismo rimane sempre uno dei migliori antidoti ai mali del mondo.

TEATRO VITTORIA / ATTORI & TECNICI - Piazza S. Maria Liberatrice 10, 00153 Roma (Testaccio)
dal 12 al 29 gennaio 2017
(domenica ore 17.30, martedì 17 ore 19.00, mercoledì 18 ore 17.00)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 5740170 - 06 5740598
Sito web: www.teatrovittoria.it


L'Associazione Culturale Teatro Trastevere
presenta
MY TIME IS NOT YOUR TIME e
THE DARK SIDE OF THE MOON
Spettacoli di teatro-danza

Coreografie e regia originali di Giuliana Maglia

Il Teatro Trastevere ospita un doppio appuntamento con la danza ed il teatro insieme: un connubio di realtà artistiche, la contaminazione dei generi che si fa spettacolo, il tutto ad opera di Giuliana Maglia, drammaturga e coreografa, da noi già ospitata con successo nella Stagione precedente.

Dal 12 al 13 gennaio My Time is not Your Time con Ylenia Dimauro, Emiliana Grosso, Giuliana Maglia, Eleonora Marrone, e la partecipazione di Diletta Brancatelli.
Una riflessione sul tempo:
“Il tempo inteso come tempo materiale, il tempo inteso come preciso periodo storico. Il tempo inteso nell’umano significato dello scorrere e non tornare indietro”
Quante volte questa società ci fa sentire "scaduti" troppo presto? Condizione che si presenta in tutti gli individui e spesso non ad un’età precisa: ci si può sentire “scaduti” anche a 20 anni, a seconda dell’evento, dell’aspirazione, del compito, del sogno, del contesto con cui ci confrontiamo. Questa condizione/sensazione di “scadenza” risulta molto più marcata nelle donne che devono far fronte più degli uomini al trascorrere del tempo sia da un punto di vista fisico / biologico, sia da un punto di vista lavorativo. E così, soprattutto scavallata la soglia dei 30 anni, le donne si sentono "scadute" ed in questo modo cercano con fatica e “in punta di piedi” di resistere alla sensazione di schiacciamento e chiusura che l’essere “scadute” comporta.
C’è ancora tempo per essere considerate?
C’è ancora tempo per sentirsi meravigliose o bisogna esserlo come questo mondo vuole?
Il lavoro di ricerca è volto a indagare una verità espressiva del gesto, provando a sviluppare un linguaggio del corpo che sia eloquente quanto le parole, gesti vivi che raccontano un tema.

Dal 14 al 15 gennaio invece ci sarà The Dark Side of the Moon con Elettra Carangio, Ylenia Dimauro, Emiliana Grosso, Giuliana Maglia, Eleonora Marrone.
Un omaggio in danza ai Pink Floyd per celebrare l'album omonimo. Il lavoro coreografico porterà lo spettatore in relazione con i lati oscuri dell'esistenza umana che verranno proposti in un susseguirsi di 9 quadri danzati, in cui danza e teatro si fonderanno l'un l'altro. Il crescente conflitto interiore, le piccole nevrosi dell'uomo contemporaneo, il rapporto ossessivo con il denaro, lo scorrere del tempo che ci scivola tra le mani, la solitudine e l'incapacità crescente di comunicazione fisica, la paura della morte, la follia: questi sono i temi principali che verranno affrontati con "drammatica ironia" dai 5 danzatori in scena.
“Come fantocci tirati e tenuti su da fili invisibili ci illudiamo di vivere la nostra vita da protagonisti essendo noi stessi e autentici ma in realtà siamo oggetti di qualcosa che sta al di sopra di noi”.

TEATRO TRASTEVERE - Via Jacopa de' Settesoli 3 - 00153 Roma
12/13 gennaio e 14/15 gennaio 2017
martedì/sabato h 21.00, domenica h 17:30

Info e prenotazioni: Tel. 06-5814004 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrotrastevere.it


TANAQUILLA
La nobile Etrusca che fu regina di Roma
di e con Isabel Russinova
Regia Rodolfo Martinelli Carraresi
Scene e Costumi Wilma Lo Gatto
Light/designer R.M.C.
Musiche Antonio Nasca

Tratto dal volume “Reinas, storie di grandi donne” di Isabel Russinova (Edizioni Curcio)

con il Patrocinio
Accademia Tiberina
Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia (Roma)
Museo Nazionale Etrusco Guarnacci (Volterra)
Festival Internazionale del Teatro Romano Volterra
MACT
E’ la prima volta, da “Il ratto di Lucrezia” di Shakespeare, che un’opera teatrale ha come protagonista un’eroina etrusca, Tanaquilla. Tanaquilla è stata la moglie di Lucumone il greco, meglio conosciuto come Tarquinio Prisco, che diventò il quinto re di Roma, così come lei aveva voluto e predetto. Etrusca, di nobile discendenza, appartenente ad una famiglia aristocratica di Tarquinia, Tanaquilla è tra le figure femminili più influenti nella storia politica romana. Sapeva leggere i segni, governare il destino, era bella, colta ed ambiziosa. Seppe e volle vivere all’ombra del marito, ma i suoi consigli e le sue azioni decretarono la fortuna della Città Eterna.
Il popolo acclamò Tarquinio Prisco e sotto il suo regno Roma divenne Grande, cominciò così l’ascesa dei Tarquini e Tanaquilla trasformò in realtà il suo sogno: un regno raffinato come Tarquinia, illuminato come Corinto e spietato come Roma.
Un racconto di tempi lontani, di 2500 anni fa, che attraverso Tanaquilla, futura regina di Roma, descrive personaggi, storie, popoli in cammino, sentimenti, ingiustizie, amore e odio, che meglio non potrebbero rappresentare il nostro tempo, pur nella terribile considerazione che l’uomo è condannato a ripetere sempre gli stessi errori.

TEATRO ARCOBALENO (Centro Stabile del Classico) - Via F. Redi 1/a - 00161 Roma
Dal 13 al 22 gennaio 2017
Venerdì e Sabato alle ore 21,00 - Domenica alle ore 17,30

Info e Prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 4402719 / 44248154
Sito web: www.teatroarcobaleno.it


IMMOTA MANET
Resta Immobile
di e con Luigi Guerrieri
occhio esterno: Samuel Müller
aiuto alla drammaturgia: Balàzs Várnai
aiuto alla ricerca: Beatrice Vollaro
consulenza storytelling: Kientéga Pingdéwindé Gérard (KPG)
musiche originali: Marco Merli
in collaborazione con Francesco Chiari e Franco Cocco
luci e tecnica: Christoph Siegenthaler

“A l’Aquila la poesia fiorisce sui muri diroccati, i poeti vivono nelle auto, davanti alle macerie delle loro case. Le anziane vestite a lutto si battono il petto piangendo, mentre nulla assomiglia più a come era prima: case, cose, persone, sembra che persino la memoria abbia perso i propri connotati”.

Torna in scena dal 12 al 15 gennaio al Teatro Studio Uno Luigi Guerrieri con “Immota Manet – resta immobile”, spettacolo vincitore (ex equo con “Inossidabile miele” di Domenico Cucinotta) dell’ultima edizione del Festival Inventaria nella sezione monologhi/performance, che racconta attraverso una raccolta di storie e testimonianze il terremoto dell’Aquila del 2009.
In scena un attore, un microfono, una sedia per un allestimento scarno ed essenziale cornice di un racconto evocativo fatto di tante piccole storie, ascoltate, inventate, vissute oppure mai accadute, intrecciate all’esperienza del narratore. Un uomo dall’altra parte dell’Europa, nato e cresciuto a L’Aquila e partito ormai da anni, che nello spazio immaginario della sua città natale, riporta un racconto anonimo e collettivo nato dall’ascolto di testimonianze, poesie, “calcinacci” e risultato della sofferta lontananza dalla sua terra così colpita dalla catastrofe.
Punto cruciale dello spettacolo è l’uomo, il suo relazionarsi con qualcosa di ingestibile come il terremoto. La sua accettazione, adattabilità, disperazione oppure resistenza. Il risultato è una narrazione che vorrebbe essere lineare ma che inevitabilmente si frammenta. C’è la storia del narratore che vede il tutto da fuori e poi le storie di chi il terremoto l’ha vissuto e subìto. C’è la parola ma anche la danza, la musica, il movimento, il dialetto, il grammelot.
Da questo groviglio emerge un personaggio, anzi un anonimo. Un poeta, un po’ filosofo, dal bicchiere facile. Il tizio del paese che tutti conoscono ma pochi frequentano. Lui è quello che ha resistito, che non ha voluto piegarsi alla realtà dei fatti, che ha parcheggiato la macchina di fronte i resti di casa sua e lì dormiva, in un paese ormai fantasma.
Un tema più che mai attuale dopo gli ultimi avvenimenti sismici che hanno colpito e distrutto diverse cittadine del centro Italia, che senza sfociare nella retorica o nella commiserazione, porta in primo piano una riflessione profonda e mai banale sull’uomo e sulla sua fragilità.

TEATRO STUDIO UNO Sala Specchi - Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara) Roma
dal 12 al 15 gennaio 2017
Giov – Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00

Info e Prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. -Tel. 3494356219- 3298027943
Sito web: www.teatrostudiouno.com


Data unica

BUIO
Lo spettatore crea il suo incubo.
Un viaggio nel lato oscuro dei sogni.
Regia di Giorgia Mazzucato
Con Andrea Bartolomeo, Andrea Vannini, Camilla Gelormini, Cristiano Marazzi, Francesca Mareggiato, Francesca Pieraccioli, Giovanni Salvatori, Maria Elisa Messina, Nancy Mazzella, Paola Campagna, Silvana Lagrotta, Stefano Buffa, Vincenzo Pesce.

Un incubo, un viaggio nel lato oscuro dei sogni in cui a guidare è lo spettatore, coinvolto dagli attori in uno spettacolo creato intorno alle paure e alle ansie del pubblico stesso.
È questo Buio, il nuovo appuntamento al Teatro dell’Orologio di Roma il 12 gennaio 2017, all’interno della rassegna di teatro interattivo “Il Teatro come non l’avete mai visto” che dopo i tre sold out delle serate precedenti continua a destare la curiosità di addetti ai lavori e semplici curiosi, fino al coinvolgimento degli attori de La Siti in Radio Due Social Club.
Immaginate di camminare per la strada. Immaginate di incontrare qualcuno o qualcosa che riconoscete, ma non sapete perché. Lascerete andare tutte le vostre paure, i vostri timori. Vedrete in scena qualcosa che vi appartiene profondamente, saranno proprio i vostri incubi, non quelli di qualcun altro. Vivrete un’esperienza indimenticabile, unica, che non vi lascerà più gli stessi.
Continua così, con uno spettacolo che questa volta esplora il lato oscuro della psiche del singolo spettatore, la rassegna prodotta da La SITI - Scuola Internazionale di Teatro all’Improvviso, che ospita eventi teatrali completamente interattivi che coinvolgono il pubblico, fin da quando appare la pubblicità dello spettacolo: creando campagne pubblicitarie teaser, inserendo indizi nelle locandine, lasciando al pubblico che vuole giocare, moltissime possibilità di divertirsi dal lancio del progetto, alla sua messa in scena nella quale sono chiamati a partecipare in prima persona.
Un gioco unico, irripetibile e imperdibile che vede una delle più antiche tecniche di messa in scena (l’improvvisazione teatrale), servita dal più innovativo dei sistemi produttivi.
A guidare il progetto due giovanissime artiste, attrici e creative: Giorgia Mazzuccato (allieva, fra gli altri, di Dario Fo, Franca Rame, Marco Baliani, vincitrice del Roma Fringe Festival e Miglior Spettacolo al Teatro L’Avogaria di Paolo Poli) e Maria Beatrice Alonzi (creatrice di fenomeni media come Estetista Cinica e i Live di Periscope). Due talenti classe 1990, che hanno già dato vita a eventi virali come #ballarecomeuncretino con la National Gallery e la mappa dei teatri metropolitana di Roma, e che nella capitale da novembre propongono la prima rassegna di teatro interattivo al Teatro dell'Orologio.

TEATRO DELL’OROLOGIO - Via dei Filippini 17/A – Roma
12 gennaio 2017

Info & Prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6875550
Sito web: www.teatrolorologio.com


Ancora in scena

Gabriella Silvestri e Guenda Goria in
ROSSO GIUNGLA
una brillante commedia di Cinzia Berni e Guido Polito
regia Vanessa Gasbarri
con Jonis Bascir, Enzo Casertano, Clio Evans, Alessandra Merico, Federica Quaglieri,Alessandro Salvatori
scene Katia Titolo
costumi Marco Maria Della Vecchia e Maura Casaburi
musiche Jonis Bascir
luci Corrado Rea
aiuto regia Vita Rosati e Barbara Giuliani
capo elettricista Fabrizio Mazzonetto
capo macchinista Francesco Costa
direzione organizzativa Angela De Ruvo
direzione generale Mario Minopoli

“Non guardate alle vostre spalle, il futuro è davanti a voi”. E’ questo lo slogan del programma “Abbandonati” che si svolge all’interno del teatro trasformato, per il pubblico in sala, in un fremente studio televisivo, dove la regista Vanessa Gasbarri vuole gli spettatori protagonisti insieme agli attori.
Rosso Giungla”– in scena al Teatro Roma dal 28 dicembre 2016 al 15 gennaio 2017 - è una commedia dolce e amara in cui gli autori Cinzia Berni e Guido Polito mettono a confronto due donne diversissime che si ritrovano a fare da specchio l’ una all’ altra, sviscerando i loro drammi veri o presunti, durante una diretta televisiva nella quale l’ unica cosa che conta è far crescere l’ audience.
La conduttrice Simona Sarno (Guenda Goria), amante dell’astrologia e degli amori impossibili, sta per intervistare un’ospite stravagante, la Signora Anna (Gabriella Silvestri).
Oroscopi, passioni, ambizioni personali, tradimenti e vanità muovono i personaggi in scena: il sornione direttore di rete (Jonis Bascir), la tagliente e pragmatica autrice (Federica Quaglieri), il regista sognatore (Alessandro Salvatori) e l’avvenente truccatrice (Clio Evans).
Manca circa un’ora alla diretta di “Abbandonati” ed una serie di imprevisti gettano il seme di esilaranti equivoci e continui colpi di scena in cui si trovano coinvolti anche il vulcanico assistente di redazione (Enzo Casertano) e la sua poetica fidanzata (Alessandra Merico).
E se tutto fosse scritto nelle stelle? Lo chiederemo in diretta a Simon & the Stars !

TEATRO ROMA - Via Umbertide 3 (p.zza S. Maria Ausiliatrice), 00181 Roma
Dal 28 dicembre 2016 al 15 gennaio 2017
Costo biglietti: intero € 22 (comprensivo di € 1,00 di prevendita), riduzioni per Cral, Centri Anziani e Associazioni Convenzionate
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21 (tranne giovedì 05/01 ore 19), sabato ore 17 ed ore 21, domenica ore 17.30, lunedì riposo

Speciale Capodanno: sabato 31/12 ore 22:45
Costo biglietti: intero € 50, ridotto under 18 € 30 - a mezzanotte brindisi con panettone e spumante!
Parcheggio Custodito: via Umbertide 27 (apertura parcheggio ore 20.00)

Info e prenotazioni: - mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06-7850626
Sito web: www.ilteatroroma.it


Rita Forte e Pietro Longhi in
IL GUFO E LA GATTINA
di Bill Manhoff
regia Silvio Giordani
traduzione Lorenzo Gioielli
scene LolloZolloArt
costumi Alessandra La Mantia

Si lascia il “vecchio” e si inizia il nuovo anno con Rita Forte e Pietro Longhi che presentano la celebre commedia di Bill Manhoff per la regia di Silvio Giordani, Il Gufo E La Gattina: una straordinaria macchina per attori, una favola moderna basata su una comica astrazione.
Felix e Doris appartengono a due mondi diametralmente opposti, che si incontrano e inevitabilmente si scontrano. Felix è uno scrittore, ma per sopravvivere fa il commesso in un negozio di libri, lei cantante di piano bar e attricetta squillo con poco talento e scarsa cultura. Buttata fuori dal suo appartamento di notte dal proprietario, grazie alla denuncia di Felix, suo vicino che aveva notato uno “strano movimento” nella casa, Doris si presenta alla sua porta e gli piomba nell'appartamento con la valigia....
Un ménage comico a tratti surreale ed esilarante, una piéce divertente che affronta con delicatezza temi come il sesso, la solitudine e l'incomunicabilità, con ironia e divertimento.

TEATRO MANZONI - Via Monte Zebio 14/c Roma
dal 29 dicembre 2016 al 22 gennaio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21 sabato ore 17-21 domenica ore 17.30, lunedì riposo. Martedì 17 gennaio ore 19, giovedì 19 gennaio ore 17 e ore 21.
Biglietti: intero euro 25, ridotto euro 22.
31 dicembre speciale San Silvestro doppio spettacolo:
ore 20, euro 40- ore 23, euro 60
(durante l'intervallo brindisi con panettone e spumante)

Info e prenotazioni: Tel. 06-3223634
Sito Web: www.teatromanzoni.info


PUÒ SUCCEDERE DI TUTTO
di Fabio Gravina

Ogni giorno siamo tutti impegnati a fare progetti, dalle questioni d’amore alle nuove opportunità di lavoro, dalle mete per le vacanze ai sogni nel cassetto, ma nella vita proprio quando meno te lo aspetti “Può succedere di tutto”. Lo sa bene Fabio Gravina, autore dell’omonima commedia in due atti, che dal 16 dicembre al 29 gennaio sarà anche protagonista sul palco del teatro Prati insieme alla sua compagnia: Annachiara Mantovani, Federica Colucci, Gianni Franco, Bruno Governale, Patrizia Santamaria, Tito Manganelli. La storia ruota attorno alle vicende di una coppia ben assortita: Giuseppe, geometra romantico e fatalista, e Giuditta, casalinga razionale e concreta, che crescono la loro unica figlia, Lucia, con sacrifici e amore quando la “piccola” torna a casa incinta di un milanese benestante e... sposato! Cosa fare? Il geometra spera nell'eredità di una vecchia zia con cui potrebbe sanare i suoi (molti) debiti e pensare anche alla piccola di casa, che sogna invece ad occhi aperti.
Ma tanti altri personaggi intervengono a complicare una situazione già precaria: Nicola, un avvocato in subaffitto e semi alcolizzato; Antonio Caputo, un vedovo rancoroso e inquietante; due gemelli (Polifemo e Alicanto) che tutti preferiremmo avere come amici e non come nemici! E per ultima, non per importanza, la sprezzante Signora Giacovazzi da Milano. Una girandola di emozioni, sorrisi, gag e colpi di scena per l’ennesima grande prova di Gravina, che in questa occasione si interroga sull'importanza dei rapporti interumani e sul valore della vita in sé, rivelandosi ad un tempo sconcertante, attualissima e assolutamente originale. E a fine spettacolo un fuori programma per l’affezionato pubblico di questo storico teatro in via degli Scipioni: in vista delle festività natalizie e dell’imminente nuovo anno quale occasione migliorare per uno sguardo agli astri? Sarà proprio un esperto di astrologia a spiegare, segno per segno, cosa accadrà nel 2017…senza dimenticare che “Può succedere di tutto”!

TEATRO PRATI - Via degli Scipioni 98 Roma
dal 16 dicembre 2016 al 29 gennaio 2017
Orario Spettacoli: dal Martedì al Venerdì: ore 21.00
Sabato: ore 17.30 e 21.00
Domenica e festivi: ore 17.30 (ultimo spettacolo della stagione domenica ore 18.00)
1°Giovedì di ogni spettacolo: anche ore 17.30
Biglietti: dal Martedì al Venerdì prezzo unico: 15 € Sabato spettacolo pomeridiano: 25 € Sabato spettacolo pomeridiano ridotto (under 12 - over 65): 20 € Sabato spettacolo serale e Domenica spettacolo pomeridiano: 25 €

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Tel. 06-39740503
Sito web: www.teatroprati.it


RUMORS
di Neil Simon
regia di Flavio De Paola

Questa famosissima commedia scritta da Neil Simon sarà curata nei minimi dettagli dalla regia di Flavio De Paola che sarà anche attore, dirigendo un acclamatissimo cast artistico composto da Maria Cristina Gionta, Emiliano Ottaviani, Giuseppe Abramo, Alessia Di Fusco, Stefano Centore, Annamaria Fittipaldi, e Marina Pedinotti.
Rumors”, in inglese “pettegolezzi”, racconta la vicenda di quattro coppie della medio/alta borghesia, che si riuniscono a casa del vicesindaco di New York (Charley Brock) per festeggiare il decimo anniversario del suo matrimonio. I primi invitati che arrivano, un avvocato e la moglie, scoprono che è esploso un colpo di pistola. Il padrone di casa è chiuso in camera sua, perde sangue da un orecchio e forse ha tentato il suicidio, la moglie è scomparsa e così anche la servitù. Scatta subito un obbligo: non dire niente a nessuno per evitare gli scandali e soprattutto la perdita dei privilegi dovuti alla complice amicizia col vicesindaco. Così, in un incalzante ritmo condito da esilaranti equivoci, tra bugie, imbrogli ed invenzioni, la storia, o meglio la “farsa” come la definisce lo stesso autore, si dipana con toni ironici e paradossali fino ad arrivare alle sorprese conclusive.
“Ho scelto questa commedia – asserisce l’ormai noto direttore artistico Flavio De Paola – per essere in tema con l’attuale situazione in cui viviamo…siamo tutti circondati da “pettegolezzi”, ma allo stesso tempo ho deciso di mettere sul palcoscenico questo testo proprio per iniziare il nuovo anno con una sana risata e tanto divertimento”.

TEATRO DEGLI AUDACI - Via Giuseppe De Santis, 29 - Roma
dal 31 dicembre 2016 al 22 gennaio 2017

Info e Prenotazioni: Tel. 06-94376057
sito web: www.teatrodegliaudaci.it


LA LOCANDIERA
di Carlo Goldoni
regia di Franco Venturini
Compagnia/Produzione: Venturini- De Vita
Con Federica De Vita, Franco Venturini, Chiara Conti, Maurizio Venturini, Erica Cremenich, Diego Nangano

Un classico della drammaturgia italiana per la regia di Franco Venturini, con Federica De Vita splendida interprete di Mirandolina, l’astuta Locandiera. Un allestimento passionale e vivace.
Rappresentata la prima volta nel 1753, è tra le più riuscite commedie goldoniane, certo la più lineare e perfetta. Per molti, il suo capolavoro.

TEATRO FLAVIO - Via G. M. Crescimbeni, 19 - 00184 - Roma
dal 9 ottobre 2016 al 29 gennaio 2017
(anche a Capodanno!)
venerdì e sabato ore 21:00 - domenica ore 17:30

Info e prenotazioni: tel. 06 70497905
Sito web: www.teatroflavio.it

 

EVITA
di Tim Rice e Andrew Lloyd Webber
regia e adattamento in italiano di Massimo Romeo Piparo
con Malika Ayane, Filippo Strocchi, Enrico Bernardi e Tiziano Edini
con un grande cast e orchestra dal vivo

Malika Ayane incontra il mito di Evita Perón nel nuovo musical firmato da Massimo Romeo Piparo: sarà infatti la cantante milanese a vestire i panni della protagonista nella nuova produzione targata Peep Arrow Entertainment, che presenta per la prima volta in italiano il celebre musical scritto da Tim Rice e Andrew Lloyd Webber, liberamente ispirato alla vita dell’indimenticabile moglie del presidente argentino Juan Domingo Perón. Un debutto atteso per questa nuova versione di Evita, che promette forti emozioni e che consegna al pubblico le luci e le ombre di una figura entrata nell’immaginario collettivo popolare. Accompagnata dall’orchestra dal vivo, Malika Ayane si troverà dunque faccia a faccia con questa icona di carisma e determinazione, in un musical sofisticato e curatissimo, che fa dell’intensità la sua carta vincente. Molto amata dal pubblico per la classe e le suggestioni della sua voce, l’artista metterà il suo poliedrico talento al servizio di un personaggio complesso e affascinante, dalle mille sfaccettature.

TEATRO SISTINA - Via Sistina 129, 00187 Roma
14 dicembre 2016 | 15 gennaio 2017
Orari spettacolo: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17, sabato 31 dicembre serata speciale di San Silvestro ore 21, mercoledì 11 gennaio solo ore 17, sabato 14 Gennaio ore 17 e 21

Info e prenotazioni: telefono 06.4200711 - 392.8567896, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: http://www.ilsistina.it


CIVILTÀ NUMERICHE
Un mese intero non basta per festeggiare i trenta anni di attività artistica di Rezza Mastrella. Dal teatro all’arte figurativa, dalla fotografia al cinema alla letteratura, Antonio e Flavia sono ideatori di un irripetibile percorso riconosciuto in ambito nazionale e internazionale.
Il primo, immancabile e attesissimo appuntamento è a partire dal tredici dicembre con la presentazione di Civiltà Numeriche gli ultimi tre spettacoli di Rezza Mastrella:
“In coincidenza con il trentesimo anno di contraddittoria ma estenuante attività, presentiamo al Teatro Vascello di Roma le ultime tre opere 7-14-21-28, FRATTO_X e ANELANTE per contrastare con uno sprint inaspettato la catastrofe che ci ruota intorno.”
Altro appuntamento d’eccezione sempre nel mese di dicembre è, in prima nazionale, la proiezione del film Milano Via Padova prevista il 18 dicembre al Cinema Apollo 11 e da gennaio al Nuovo Cinema Palazzo. A confermare i tratti dell’indipendenza e dell’avanguardia, è un’inchiesta dal retrogusto ironico-antropologico, un film prodotto e distribuito in autonomia dove spicca il lavoro di persuasione svolto negli anni dai mass media sul modo di pensare della popolazione.
“Ci sembrava giusto in tale circostanza augurarci l’ergastolo e continuare a consegnare ai nostri sostenitori il Teatro Involontario e il Cinema Su Misura. Questi trent’anni che per noi hanno un significato astratto, ci riportano li dove abbiamo cominciato: fare ritmo attraverso il riso diabolico con tutti i mezzi di comunicazione disponibili. In tutti i luoghi.” Antonio Rezza e Flavia Mastrella

ANELANTE
di Flavia Mastrella e Antonio Rezza
con Antonio Rezza
e con Ivan Bellavista, Manolo Muoio,
Chiara A. Perrini, Enzo Di Norscia
(mai) scritto da Antonio Rezza
Habitat di Flavia Mastrella
produzione RezzaMastrella - La Fabbrica dell'Attore Teatro Vascello - Fondazione TPE

In uno spazio privo di volume, il muro piatto chiude alla vista la carne rituale che esplode e si ribella. Spazio alla logorrea, dissenteria della bocca in avaria, scarico intestinale dalla parte meno congeniale.
E' impressionante la padronanza con cui governano quel caos organizzato, senza mai perdere il controllo. E il loro furore iconoclasta non ha un attimo di cedimento, mantiene la stessa acre tensione dal principio alla fine. [Renato Palazzi]
dal 3 al 15 gennaio 2017

TEATRO VASCELLO - Via Giacinto Carini, 78 - 00152 Roma

Info e prenotazioni :mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 589 8031
Sito web: www.teatrovascello.it e www.rezzamastrella.com


CHE SARÀ
con Maurizio Battista

"Sarà uno spettacolo work in progress, quasi un last minute...oh e poi sarà quel che sarà, dal 13 dicembre si vedrà! Ma non avrò sfoggiato troppo inglese?!"
[Maurizio Battista]

Il titolo "Che sarà", con evidente rimando alla canzone del Sanremo del 71 dei Ricchi e Poveri, racchiude in sé tutta l'essenza della vita e dello spettacolo. Come di consuetudine Maurizio terrà fede alla sua più grande capacità: analizzare scorci di vita quotidiana con disinvoltura, armonia arrivando a toccare note profonde senza annoiare e abbandonare la sua abilità comica. Tutto sarà accompagnato dai virtuosismi canori dei quattro elementi dei Baraonda.
Dopo il grande successo della passata stagione, con più di 30.000 spettatori, il mattatore romano torna sul palcoscenico del teatro Olimpico per allietare le feste natalizie e traghettarci nel nuovo anno con ironia, divertimento, entusiasmo.
Uno spettacolo nuovo, attesissimo, imperdibile. Tra domande taglienti, gag, battute brillanti. Un continuo divenire di idee, un botta e risposta spassoso e ininterrotto di trovate e curiosità che spiazzeranno il pubblico.
Uno show spumeggiante ed esplosivo, ma anche irriverente e sfrontato, che come sempre farà ridere, sorridere ma anche riflettere, come solo il nostro Maurizio sa fare.

TEATRO OLIMPICO – Piazza Gentile da Fabriano, 17 - Roma
Dal 13 dicembre al 15 gennaio 2017
Prezzi (più diritto di prevendita) da 40 a 14 euro
Orari: Serale ore 21.00 – Domenica ore 18.00
Lunedì 26 dicembre ore 18.00 – Venerdì 6 gennaio ore 18.00
Riposo: lunedì 19 dicembre – Sabato 24 dicembre – Domenica 1 gennaio – Lunedì 2 gennaio – Lunedì 9 gennaio

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 326 5991
Sito web: www.teatroolimpico.it


CHE DISASTRO DI COMMEDIA
di Henry Lewis, Jonathan Sayer e Henry Shields
regia Mark Bell
traduzione Enrico Luttman
con Gianluca Ramazzotti, Gabriele Pignotta, Luca Basile, Marco, Zordan, Yaser Mohamed, Viviana Colais, Stefania Autuori, Alessandro Marverti

*2016 Molière de la Comédie
*2015 Olivier Award Winner for Best New Comedy
*2015 BroadwayWorld UK Winner for Best New Play
*2014 WhatsOnStage Award Winner for Best New Comedy

Prendete una compagnia di giovani attori allo sbaraglio, una scenografia che non sta in piedi, un regista senza talento né esperienze, una prima attrice vittima di svenimenti, un modello che vuol far l’attore a tutti i costi, una direttrice di scena che si improvvisa attrice e fategli recitare un giallo di serie B, con una trama sconnessa, battute indicibili e un finale senza senso. Aggiungete porte che non si aprono, scene che crollano, oggetti di scena che scompaiono e ricompaiono come e dove non dovrebbero e gli attori che, come se nulla fosse, continuano a dire eroicamente le loro battute. I disastri si accumulano in un crescendo senza controllo, e così il divertimento del pubblico.
Disaster Comedy (The play that goes wrong), racconta la storia di una compagnia teatrale, la Cornley Polytechnic Drama Society che, dopo aver ereditato improvvisamente un’ingente somma di denaro, tenta di produrre un ambizioso spettacolo che ruota intorno a un misterioso omicidio nel West End. La commedia è un susseguirsi di errori, strafalcioni, momenti imbarazzanti e disastri provocati dagli attori. La produzione della Cornley Polytechnic Drama Society si rivela un disastro e gli attori cominciano ad accusare la pressione andando nel panico. Riusciranno a riscattarsi e a salvare lo spettacolo prima che cali il sipario?
The Play that goes wrong”, è un musical che evidenzia tutte le paure e gli errori che un attore sul palco non vorrebbe e dovrebbe mai commettere.
Tutto questo è “Disaster Comedy” grande successo londinese delle scorse stagioni, in scena quest’anno contemporaneamente in 5 capitali europee, Londra, Parigi, Budapest, Atene, Roma compresa.

TEATRO GRECO - Via Ruggero Leoncavallo 10 – 00199 Roma
dal 6 dicembre 2016 al 15 gennaio 2017

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
tel. 06 8607513
Sito web: www.teatrogreco.it


MAGNAMOSE TUTTO!
Scritto e diretto da Pier Francesco Pingitore
Martufello Mario Zamma, Carlo Frisi, Demo Mura
con Morgana Giovannetti

...e nel secondo tempo

“DONNE CHE AVETE INTELLETTO D’AMORE…”
con Valeria Marini e Pamela Prati

La nuova creatura teatrale del maestro Pingitore muove i passi dalla previsione di un grande veggente, il Mago Katsàr, secondo la quale nel giro di pochi giorni un enorme asteroide cadrà sull’Italia e distruggerà gran parte del Belpaese. Dopo il primo momento di disperazione, una furia godereccia si impadronisce di tutti gli italiani e un grido unanime si leva da tutta la Penisola: “Magnàmose tutto! Finche c’è ancora qualcosa che non si sia mangiato il Governo…”.
Vengono istituiti comitati di Godimento Pubblico. Renzi cerca di rassicurare gli elettori, ma oramai all’asteroide distruggitore è stato dato un nome che lo coinvolge: “Matteostar”.
A Roma la sindaca Raggi si aggira sperduta, interviene Grillo inferocito con Di Maio e Di Battista… Ma anche il Papa, Mattarella, la Merkel, e Trump e Hillary Clinton… Tutti vorrebbero additare una via di salvezza, ma la sorte ormai sembra segnata… E quindi a maggior ragione il popolo non ha che un pensiero: “Magnàmose tutto!”
Interpreti di questo nuovo esilarante ed acuto lavoro sono, come da tradizione, Martufello, Mario Zamma, Carlo Frisi, Demo Mura, Morgana Giovannetti e Enzo Piscopo.

Il secondo tempo ha un titolo a sé: “Donne che avete intelletto d’amore”. Ne sono protagoniste, Valeria Marini e Pamela Prati fortemente volute assieme da Pingitore per celebrare i 51 anni dalla nascita della Compagnia capitanata dal Maestro. Coadiuvate dal cast del primo tempo, Valeria e Pamela faranno rivivere, tra battute, canti, balletti, alcune Grandi Donne del passato più o meno prossimo.
In scena anche il corpo di ballo composto da Gaetano Messana, Sargis Galstyan, Federica Della Pelle, Shaila De Giovanni, Federica Bastici.
Le musiche sono state curate da Piero e Francesco Pintucci, i costumi da Maurizio Tognalini, l’arredamento da Graziella Pera e le coreografie da Evelyn Hanack.
Lo spettacolo sarà in scena fino al 5 febbraio 2017.

SALONE MARGHERITA - Via dei Due Macelli, 75 - 00187 Roma
Da venerdì 25 novembre 2016 a domenica 5 febbraio 2017

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6791439
Sito web: www.salonemargherita.com 


Articolo di: Isabella Polimanti

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