SaltaInTeatro - l’agenda teatrale romana, settimana dal 6 al 12 marzo

Scritto da  Domenica, 05 Marzo 2017 

Settimana ricchissima di ottime offerte teatrali sui palcoscenici di Roma.

Debutta oggi, domenica 5 marzo, e rimarrà in scena fino al 12 marzo, un’interessante rilettura di “NOTTURNO DI DONNA CON OSPITI” di Annibale Ruccello, saggio di diploma di Mario Scandale, allievo regista presso l´Accademia Nazionale d´Arte Drammatica "Silvio d´Amico"; protagonista d’eccezione al Teatro Studio Eleonora Duse sarà Arturo Cirillo, docente dell’Accademia.

Torna, dopo lo straordinario successo registrato di recente al Teatro Cometa Off, “MUMBLE MUMBLE… OVVERO CONFESSIONI DI UN ORFANO D’ARTE” con Emanuele Salce e Paolo Giommarelli. Un racconto ironico, intimo e irriverente sul rapporto con due figure paterne importanti e ingombranti: Luciano Salce e Vittorio Gassman. Sarà in scena al Teatro Tor Di Nona. Da non perdere.

Per il secondo anno consecutivo torna la rassegna tutta al femminile “UNA STANZA TUTTA PER LEI”, un’iniziativa per raccontare le donne del terzo millennio. Con la direzione artistica di Daniele Salvo, e in collaborazione con Marioletta Bideri e Melania Giglio, la rassegna si svolgerà al Teatro Brancaccino dal 9 marzo al 14 maggio. Saranno otto le attrici che si avvicenderanno negli spettacoli in rassegna. Si comincia, questa settimana, con Michela Andreozzi in “L’AMORE AL TEMPO DELLE MELE”, un viaggio a ritroso per tornare al periodo in cui si iniziano a capire le prime tragiche, irresistibili e divertentissime conseguenze dell’amore. La regia è di Paola Tiziana Cruciani.

Dopo quasi vent’anni, dedicati al cinema e alla televisione torna al palcoscenico Raoul Bova che sarà in scena in coppia con Chiara Francini, al Teatro Ambra Jovinelli, con lo spettacolo “DUE”: un viaggio nei meandri della diversa visione della vita insieme che emerge prepotentemente nelle differenze fra maschile e femminile.

Al Teatro delle Muse sarà in scena la divertentissima commedia di Mimmo Strati “ROMEO E GIULIETTA… PACCAVANO ECCOME!”. Ambientata tra i banchi di scuola dove un gruppo scalmanato di ragazzi e ragazze si trova a dover mettere in scena “Romeo e Giulietta” del Bardo William Shakespeare. Si passerà con disinvoltura dalla magia della poesia e del teatro alla realtà quotidiana fatta di battute e gag, e ai ricordi dolorosi che inevitabilmente il teatro fa riaffiorare.

Al Teatro Ghione continuano con successo le repliche di “SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE” con l’adattamento e la straordinaria regia di Daniele Salvo, e un gruppo di attori di grande talento. Da vedere!

I dettagli, e tutti gli altri spettacoli in scena, qui di seguito.
Buona visione con SaltinAria!


NOTTURNO DI DONNA CON OSPITI
di Annibale Ruccello
con Arturo Cirillo, Luca Carbone, Giulia Trippetta, Luca Tanganelli, Giulia Gallone, Simone Borrelli, Voce Padre - Giovanni Ludeno
scene Dario Gessati
costumi Gianluca Falaschi
luci Pasquale Mari
foto Davide Giannetti
regia Mario Scandale

Dal 5 al 12 marzo 2017 l´Accademia Nazionale d´Arte Drammatica "Silvio d´Amico" presenta Notturno di donna con ospiti, di Annibale Ruccello, saggio di diploma dell’allievo regista Mario Scandale. Arturo Cirillo, docente dell’Accademia, è interprete del saggio nel ruolo della protagonista.

“Annibale Ruccello sosteneva che “Il segno dei travestiti è alla base stessa del teatro popolare campano. Il travestimento più frequente è quello dell'uomo vestito da donna. Le motivazioni alla base sono molteplici [...] il travestitismo corrisponde all'esigenza di far emergere nel momento del rituale tutto il represso quotidiano e quindi l'ermafroditismo.” Da questo pensiero si sviluppa l’ ipotesi di messa in scena, in cui l'Adriana di “Notturno di donna con ospiti” diviene la proiezione del desiderio inespresso di un uomo. Adriana, la donna che l'uomo sogna e desidera essere, è fragile, com'è fragile il sogno di essere qualcosa di diverso da sé. L'irrazionale che affiora dalle pieghe della mente e dalla psiche si palesa nel “suonno” di una tranquilla notte d'estate.
Data la violenza dell'operazione e l’ardire della proposta e del tema, avevo bisogno di un grande interprete a sostenere con me la sfida. Arturo Cirillo mi ha prestato la sua intelligenza e passione d’attore, oltre che il suo amore e la sua conoscenza dell’opera di Ruccello.
Mario Scandale

“Fu più o meno un anno fa che Mario Scandale mi propose di recitare nel suo saggio di diploma, nell’inconsueto ruolo di Adriana di "Notturno di donna con ospiti" di Annibale Ruccello. Il testo lo avevamo letto, insieme ad altri, in una lezione preparatoria alla sua esercitazione del terzo anno; l'idea che un testo di Ruccello entrasse per la prima volta nell'Accademia Nazionale "Silvio d'Amico" di Roma anche per mio tramite e sostegno mi piaceva. Amo molto questo autore, i vari suoi testi che ho portato in scena lo dimostrano, e credo sia giusto che vengano studiati e sperimentati dalla scuola nazionale di teatro. Sperimentati appunto, perché quello che anche mi piacque della proposta di Mario Scandale fu l'arditezza e l'approccio fortemente metateatrale che aveva immaginato di dare alla sua lettura. Quello su cui stiamo lavorando infatti non è una canonica messa in scena del testo di Ruccello, ma una "visione" su di esso. Personalmente ho sempre messo in scena i testi pensando anche molto ai loro autori, e l'autore Ruccello me lo sono praticamente da subito sentito vicino, creandomi una mia idea di lui. La proposta di Mario mi ha fatto pensare a questo mio approccio all'opera di Ruccello, che potrei definire alquanto esistenzialista. Confrontarsi con un giovane regista e con dei giovani attori, con cui condividerò lo spazio del Teatro Studio Eleonora Duse, mi sembra un modo vitale e pratico
di scambiarsi dei saperi e delle esperienze. Come anche sostenere e partecipare attivamente a delle letture diverse che vogliono portare in luce inquietudini e spostamenti dal reale, per me molto presenti nell'opera di Ruccello, sia un modo giusto di pensare all'opera drammatica di un grande autore del teatro italiano, non solo napoletano. Il modo migliore per fare restare vivo un autore, attraverso le molteplici forme che può prendere la messa in scena della sua opera.
Ringrazio Carlo De Nonno per averci permesso di lavorare su questo testo.”
Arturo Cirillo

TEATRO STUDIO “ELEONORA DUSE” - via Vittoria 6, 00187 Roma
Dal 5 al 12 marzo 2017
Orario spettacoli: ore 20, domenica ore 18

Info e prenotazioni: prenotazione obbligatoria (fino ad esaurimento posti) info-line 366 6815543 ore 10.30/15.00 (domenica esclusa)
Sito web: http://www.accademiasilviodamico.it


FAUST
una ricerca sul linguaggio dell’Opera di Pechino
di Li Meini
basato sul dramma Faust: prima parte di Johann Wolfgang Goethe
traduzione Fabrizio Massini
progetto e regia Anna Peschke
musiche originali composte da Luigi Ceccarelli, Alessandro Cipriani, Chen Xiaoman
con Liu Dake, Xu Mengke, Zhao Huihui, Zhang Jiachun
musicisti: Vincenzo Core (chitarra elettrica ed elaborazione elettronica), Wang Jihui (jinghu)
Li Lijing (yueqin), Niu LuLu (gong), Laura Mancini (percussioni)
Giacomo Piermatti (contrabbasso), Wang Xi (bangu)
Produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione – China National Peking Opera Company
Si ringrazia per la collaborazione l'Istituto Confucio con il patrocinio del Goethe-Institut Mailand

Spettacolo in lingua cinese con sovratitoli in italiano

Dal 7 al 12 marzo al Teatro Argentina il Jīngjù, antichissima forma di teatro cinese, incontra una delle tragedie che più hanno arricchito il patrimonio letterario europeo, il Faust di Goethe. E il contatto tra due mondi così lontani è guidato con maestria dalla regista tedesca Anna Peschke, che riesce nell’impresa di creare una connessione eterea di infinita bellezza e di elevato impatto coreografico e visivo grazie alla fruttuosa collaborazione con la Compagnia Nazionale dell’Opera di Pechino.
Questo delicato scambio tra la cultura teatrale tedesca e le performing arts orientali consente l’interazione di diversi linguaggi scenici, non solo canto e recitazione, ma anche danza, arti acrobatiche e marziali in cui i personaggi, simili alle maschere della Commedia dell’Arte si esprimono in gesti stilizzati e duelli, rimandando alle battaglie dei pupi siciliani, tra archetipi popolari e affascinanti costumi. Il tutto miscelato in uno stile affascinante e commovente con attori, cantanti, atleti e ballerini capaci di un controllo del corpo e di una cura dei gesti che sfiora la perfezione e suggerisce nuovi, possibili sensi alla tragedia di Goethe. Così, seguendo il flusso magico di questa rappresentazione, si farà la conoscenza di un mondo lontano, un modo per osservare un classico con occhi differenti.
Lo spettacolo è una sfida importante affidata alla giovane Anna Peschke e a un gruppo di altrettanto giovani interpreti cinesi accompagnati da un ensemble musicale composto da musicisti italiani e cinesi, che eseguono un repertorio musicale originale composto da Luigi Ceccarelli, Alessandro Cipriani e Chen Xiaoman. «Lì dove l’Occidente perde la parola – annota la regista Anna Peschke – può entrare in gioco l’espressività rituale dell’Oriente; dove la rigidità della tradizione orientale si farà scalfire emergeranno pieghe di senso e di espressività rivitalizzanti per la comprensione contemporanea. Il mio progetto si confronta con Faust di Johann Wolfgang Goethe (1749-1832), di cui qui si indaga la prima parte. Pubblicato per la prima volta in Germania nel 1808, è considerato un capolavoro fondamentale della letteratura tedesca. Tradotto per la prima volta in cinese grazie al lavoro di Guo Moruo (1892-1978) solo nel Novecento è stato diffuso come testo di letteratura occidentale, studiato nelle università, e ha raggiunto il grande pubblico. Come regista – prosegue – la mia sfida risiede nel lavorare con gli attori della China National Peking Opera Company: questi performer possono raccontare un’intera storia con i movimenti, attraverso la danza e le azioni. Tra le peculiarità dell’educazione dell’Opera di Pechino, c’è infatti l’insegnamento della facoltà di comunicare grazie al corpo e al gesto, senza ricorrere all’uso della parola. Il testo, in lingua cinese, è stato rielaborato in collaborazione con la drammaturga Li Meini che ha scritto i versi in Jīngjù mandarino poetico. Il mio obiettivo è stato quello di interpretare il capolavoro di Goethe lavorando in stretto contatto con gli attori dell’Opera di Pechino alla ricerca di una performance sperimentale e interculturale, facendo interagire diversi linguaggi scenici».
Questa nuova forma e questa estetica orientale presentano un’opera nota come Faust in un contesto innovativo, offrendo nuove prospettive per una storia senza tempo. Un passo in avanti verso una forma contemporanea di Jīngjù che si apre a moderne influenze e a tematiche del nostro tempo. Infatti, il personaggio di Faust simboleggia l’archetipo dell’uomo contemporaneo che in nome del proprio piacere e per avidità, sottomette e sfrutta la natura e le persone, noncurante della miseria e della distruzione che genera. Mefistofele induce Faust in tentazione con seducenti promesse di gioventù, amore e piaceri, ma Faust sceglie in piena consapevolezza e responsabilità. Un’esperienza creativa toccante e stimolante, un’analisi e un’elaborazione attenta di un tema significativo, profondo e illuminante, che costituisce un’esplorazione artistica completamente nuova per una squadra formata da artisti occidentali e cinesi. Un incontro fra musica composta da un autore cinese, su modalità melodiche tradizionali, e musica composta da autori italiani.
Lo spettacolo si inserisce nel percorso tematico Mondi in scena cominciato dalla Bulgaria con Carmen Collection e continuato con il Teatro Noh dal Giappone, e ancora l’Ecole des maîtres 2016 diretta dalla regista brasiliana Christiane Jatahy, Harbour40 reading di frammenti di testi inediti commissionati dall’Unione dei Teatri d’Europa, per approdare al Festival Asiatica, panoramica sul cinema asiatico.

TEATRO ARGENTINA - Largo di Torre Argentina 52, 00186 Roma
Dal 7 al 12 marzo 2017
Orari spettacolo: prima ore 21, martedì e venerdì ore 21, mercoledì e sabato ore 19, giovedì e domenica ore 17, lunedì riposo
Durata spettacolo: 1 ora e 30 minuti

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 684 00 03 11 / 14
Sito web: www.teatrodiroma.net


MURA
di Riccardo Caporossi
ideazione, progetto, messa in scena, esecuzione Riccardo Caporossi
con Vincenzo Preziosa
luci Nuccio Marino
foto Zhang Xinwei
Produzione Teatro di Roma - Teatro Nazionale

Dopo la ricostruzione di Forme la scorsa estate al Teatro India, torna nella cornice della Sala Squarzina del Teatro Argentina, dall’8 marzo al 1 aprile, il teatrante-artigiano della scena Riccardo Caporossi con MURA, spettacolo che compone il dittico di creazioni dedicato a un vero e proprio protagonista della ricerca teatrale italiana.
Lo spettacolo, una produzione Teatro di Roma, ricrea in scena un quadro visivo, una “scatola teatrale” completa e autonoma con circa 50 mattoni che vanno a comporre un muro, dietro il quale c’è una superficie su cui si proiettano ombre che si concretizzano in forme: mani, scarpe, cappelli, scale, bottiglie, cannocchiali, bastoni, ombrelli. Mura rimuove gli ostacoli attraverso l’immaginazione, smantella quelle barriere che ancora oggi sono motivo di divisioni, quelle cortine immateriali e invisibili fatte di odio, paura, mancanza di immaginazione, e quelle costruzioni mentali e costrizioni sociali che rendono prigionieri e separano gli uomini per razza, religione, cultura e ricchezze.
Si parla ora dell’Europa dei “muri”, frontiere che sbarrano mettendoci di fronte ad “un vicolo cieco”. Una vera e propria ricerca di significato sui gradi di conoscenza tra immagine rappresentata e la sua vera natura: il muro ne è lo spartiacque e può svelare qualcosa che altrimenti rimane nascosto. Così, un prologo verbale tra ombre e suoni ad esse connessi introduce il pubblico di fronte al muro, costretto con lo sguardo fisso come si fosse in fondo ad un vicolo cieco. Da qui inizia un gioco che si svolge in toni fantastici, surreali, ironici per terminare nel lungo elenco dei muri che dividono il mondo.
Circa quaranta anni dopo Cottimisti, Riccardo Caporossi riporta in scena “i mattoni” con una performance che unisce l’arte e un teatro essenziale, costringendo lo spettatore ad osservare il dettaglio, il tempo dei gesti, i silenzi tra le cose. «Nel 1977 ho realizzato insieme a Claudio Remondi lo spettacolo Cottimisti in cui costruivamo, in scena, un muro vero con 1000 mattoni veri. Operai visionari. Altri tempi, per valutare il senso dello spettacolo. Dietro quel muro, manu-fatto vero, apparivano un paio di mani che con l’alfabeto dei sordo-muti lanciavano un messaggio oltre il confine. Mura è un “dettaglio” di quel muro; è un “primo piano” di memoria che vuol dire conoscenza, appello della mente – racconta il regista e interprete Riccardo Caporossi – È una pagina, una tela, uno schermo: frammento di ciò che può esserci, di qua o di là del muro. Altri tempi, per valutare il senso dello spettacolo. Alla fine calava una grande sfera di metallo, sospesa tra il pubblico e il muro. Una provocazione. Un suggerimento per abbatterlo. Di lì a 12 anni fu abbattuto il muro di Berlino. Quelle mani giocavano con dei segni scritti nell’aria, senza necessariamente chiedere soccorso, ma spronavano ad immaginare. Quelle mani tornano ad affacciarsi di là del muro. Portano il segno del tempo, non ancora livide e nodose, agiscono nell’invisibile mondo dell’immaginazione. Altri muri da abbattere. Il tempo presente, per valutare il senso dello spettacolo. Il tempo presente, per far sbocciare una nuova immaginazione».
Un gioiello di grazia e di intelligenza, in cui protagonisti sono essenzialmente gli oggetti, una particolare composizione teatrale in cui i mattoni man mano vengono sottratti fino a lasciare vuoto il palcoscenico e la strada aperta alla riflessione.

TEATRO ARGENTINA - Sala Squarzina - Largo di Torre Argentina, Roma
Dall’8 marzo al 1° aprile 2017
in replica sempre alle ore 17, 9 e 26 marzo ore 21
Durata spettacolo: 60 minuti
Prezzo speciale 10 euro | ridotto 8 euro

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 684 00 03 11 / 14
Sito web: www.teatrodiroma.net


MUMBLE MUMBLE…
OVVERO CONFESSIONI DI UN ORFANO D’ARTE
"Narrazione impudica di due funerali ...e mezzo"
di Emanuele SALCE e Andrea PERGOLARI
con Emanuele SALCE e Paolo GIOMMARELLI
Regia Timothy Jomm
Distribuzione Altra Scena
Foto Di Scena Dania Martino
Costumi Giulia Elettra Francioni
Grafica E Materiali Compagnia Della Corte
Produzione Stardust Srl

Dopo oltre duecento repliche e sei anni di applausi e apprezzamenti dalla critica nazionale torna in scena Mumble Mumble - Confessioni di un orfano d'arte, racconto ironico, dissacrante, intimo e coraggioso di Emanuele Salce. Dal 7 al 12 marzo lo spettacolo è in scena al Teatro Tordinona per narrare impudicamente le vicende di due funerali e mezzo (e le gesta dei protagonisti che in quei giorni si distinsero...).
Nel primo racconto si narra il giorno del funerale di suo padre Luciano, quando aveva poco più di vent'anni e, reduce da una nottata di eccessi etilici, si trovò a dover gestire da solo l'accadimento affrontando, nelle condizioni peggiori, una realtà a lui sconosciuta ed assai scomoda fra para-parenti a caccia di lascito, addetti alle onoranze funebri che lo inseguivano con cataloghi di bare e la ragazza per cui spasimava che non gli si concedeva.
Nel secondo, si rivive il giorno della scomparsa di Vittorio Gassman, marito di sua madre, episodio vissuto da trentenne più lucido e consapevole, in cui si assiste ad un vero e proprio Carnevale del sacro e del profano, fra autorità politiche improbabili e presenzialisti d'ogni risma, dolori veri e presunti, per concludere il tutto con la semifinale degli Europei del 2000 Olanda - Italia con scene da stadio.
Nel terzo (metaforicamente) il suo: vissuto attraverso l'incontro con una bionda australiana e una défaillance occorsagli in un museo di Sydney, con un finale in crescendo, fino a giungere ad una vera e propria liberazione non solo simbolica.
A fare da contraltare in scena lo spettatore-regista Paolo Giommarelli, ora complice, ora provocatore della confessione, passando con candida disinvoltura da Achille Campanile a Petrarca fino ad un para-trattato di gastroenterologia.
Il racconto conclusivo dello spettacolo, scritto insieme ad Andrea Pergolari, narra dell'incontro tra il protagonista e una bionda australiana, seguito da un'imbarazzante defaillance che ha catturato l’attenzione di Sandro Veronesi che, nel suo ultimo romanzo “Terre rare” scrive: “La storia narrata nel capitolo dieci della prima parte non è farina del sacco dell’autore, è una cover dello strepitoso monologo autobiografico di Emanuele Salce contenuto nel suo spettacolo intitolato Mumble mumble – ovvero confessioni di un orfano d’arte (di E. Salce e A. Pergolari). Oltre al ringraziamento per il permesso di rielaborarla, l’autore gli rivolge tutta la propria ammirazione”.

TEATRO TORDINONA - via degli Acquasparta 16, Roma
Dal 7 al 12 marzo 2017
Info e prenotazioni: telefono 067004932, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.tordinonateatro.it


Marioletta Bideri per Bis Tremila srl presenta
UNA STANZA TUTTA PER LEI
Rassegna teatrale per immaginare il femminile del terzo millennio
Direzione artistica Daniele Salvo
In collaborazione con Marioletta Bideri e Melania Giglio

Era da tanto tempo che desideravo creare un evento dedicato alle donne, trovare un luogo dove le attrici più note (e anche le più giovani) potessero esprimere il loro talento raccontando con dei reading, con il canto, con monologhi e attraverso brani di letteratura, l’universo femminile. Volevo si potesse fare un viaggio nel cuore, nella mente, nelle emozioni delle donne, che riuscisse a parlare alla pancia degli spettatori.
Da questa idea e dalla collaborazione con Daniele Salvo e Melania Giglio nasce la rassegna “Una stanza tutta per lei”, che al Teatro Brancaccino vede la sua terza edizione.
A conclusione della rassegna ci sarà un concorso dedicato a 16 attrici, che potranno presentare venti minuti di storie inedite. Alla vincitrice, decretata da una giuria di addetti ai lavori, verrà assegnato un piccolo contributo per la realizzazione dell’intero spettacolo.
“Una stanza tutta per lei” non vuole essere soltanto un format teatrale, ma anche un mezzo per far conoscere e sostenere le tante ONLUS e Associazioni che lavorano ogni giorno per aiutare le donne in difficoltà.
(Marioletta Bideri)

Per il secondo anno consecutivo siamo orgogliosi di presentare questa rassegna tutta al femminile. Otto attrici, otto donne che cercano incessantemente una nuova identità. L’essenza delle donne del terzo millennio.
Due sono le grandi rivoluzioni che vedremo in questo nuovo secolo appena iniziato: la rivoluzione tecnologica e la rivoluzione femminile. La prima si sta affermando con più facilità, poiché è una rivoluzione "strumentale", "funzionale", anche se credo che pochi si rendano conto di quanto essa muterà nel profondo le nostre categorie etiche, mentali e culturali.
La rivoluzione femminile sarà più lenta, contrastata e sofferta. Ma è un'onda anomala che non si può fermare. Alle donne verranno affidati sempre più spesso ruoli di responsabilità e di potere. Le donne del terzo millennio non saranno mai più quelle che noi abbiamo conosciuto. Tentare di frenare quest'onda è demenziale, anacronistico, ottuso.
Cos'hanno da dire gli uomini a questo proposito? Sono evidentemente spaventati e confusi. Sono evidentemente in crisi di identità. Ma qualche domanda dovremo pur farcela.

Come ci immaginiamo le donne del terzo millennio? Cosa sarà essere madri? Cosa significherà avere il potere? Come fermeremo lo scempio del femminicidio? Come sarà il loro mondo emotivo? Quali nuovi linguaggi inventeranno? E noi uomini? Come resteremo loro accanto? Come verremo cambiati da tutto questo?
Al Teatro Brancaccino di Roma esploreremo possibili risposte a queste domande, attraverso storie drammatiche, attraverso sogni di resistenza, attraverso il potere rivoluzionario di una risata. Lo faremo grazie ad artiste di solida formazione ma di provenienze diversissime. Otto weekend, da marzo a maggio, dedicati a otto attrici, a otto donne straordinarie. Saranno loro a condurci per mano in questo nuovo, affascinante viaggio.
Una grande novità di questa seconda edizione romana è rappresentata dal concorso “L’alba che verrà, 16 attrici per raccontare le nuove voci del terzo millennio”. Sarà un’occasione unica per dare voce a proposte di drammaturgia contemporanea inedite e a nuove interpreti che sapranno raccontare con occhi acuti e freschi il femminile nostro contemporaneo. Al testo e all’attrice vincitori del concorso verrà assegnato un piccolo contributo alla produzione e la possibilità di essere inseriti nella prossima edizione della rassegna.
(Daniele Salvo)

Michela Andreozzi in
L’AMORE AL TEMPO DELLE MELE
regia Paola Tiziana Cruciani
uno spettacolo di Michela Andreozzi, Paola Tiziana Cruciani e Giorgio Scarselli
musiche dal vivo Alessandro Greggia

Dopo il successo di “A letto dopo Carosello” una sorta di "primo tempo" del suo esilarante e tenero viaggio nella memoria collettiva, Michela Andreozzi è pronta ad accompagnarci ancora una volta indietro nel tempo, in quel momento in cui, a nostre spese, abbiamo iniziato a capire le prime tragiche, irresistibili e divertentissime conseguenze dell’amore.
Ti vuoi mettere con me mantiene la stessa formula del varietà, con canzoni dal vivo e il coinvolgimento del pubblico, come se fosse un vecchio amico. Ma quest'anno c'è di più: Azzurra Doff Bolazzi e altri nuovi personaggi faranno capolino sul palco.
«Dreams are my reality…». Era il tempo delle mele, il sabato pomeriggio, una palla di specchietti girava sul soffitto del salotto: poche coppie dondolavano al centro della stanza. Lei gli teneva le mani sulle spalle, lui le teneva a pinza sui fianchi e tutte le mani erano sudate. Poi arrivava qualcuno con una scopa e la coppia scoppiava fino al lento successivo. Sul sesso circolavano poche notizie e annosi quesiti restavano insoluti: “Si può rimanere incinta con un bacio?”. Le confuse spiegazioni dei genitori riuscivano solo ad alimentare i dubbi… Non restava che scrivere alla Posta del Cuore.
L’adolescenza e la cameretta, il diario, il telefono, la gita scolastica e il primo amore: indimenticabili, drammatici e involontariamente esilaranti momenti che hanno segnato la vita di ciascuno di noi. Ma come siamo diventati?
Ma siamo davvero cambiati? E se potessimo per un attimo tornare indietro a quell’incantevole istante in cui non eravamo né carne né pesce, ma in cui tutto stava per accadere?

TEATRO BRANCACCINO - Via Mecenate 2, Roma
Dal 9 al 12 marzo 2017
Dal giovedì al sabato ore 20, domenica ore 18
Biglietto: 15,50 € - Card open 5 ingressi 55 euro

Info e prenotazioni: telefono 06 80687231, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrobrancaccio.it


Raoul Bova e Chiara Francini in
DUE
di Miniero e Smeriglia
regia di Luca Miniero
Aiuto Regia Paola Rota
Disegno Luci Daniele Ciprì
Scenografia Roberto Crea
Costumi Eleonora Rella

Raoul Bova e Chiara Francini saranno in scena dal 9 al 26 marzo al Teatro Ambra Jovinelli, protagonisti dello spettacolo DUE, scritto da Miniero e Smeriglia. Una scelta significativa per Bova, che ritorna al palcoscenico dopo quasi vent’anni, dedicati al cinema e alla televisione. Regista è lo stesso Luca Miniero, al suo esordio teatrale, dopo i successi sul grande schermo.
La scena è una stanza vuota. L'occasione è l'inizio della convivenza che per tutti gli essere umani, sani di mente, è un momento molto delicato. Che siano sposati o meno, etero oppure omo. Marco è alle prese con il montaggio di un letto matrimoniale, Paola lo interroga sul loro futuro di coppia. Sapere oggi come sarà Marco fra 20 anni, questa è la sua pretesa. O forse la sua illusione. La diversa visione della vita insieme emerge prepotentemente nelle differenze fra maschile e femminile. Entrambi i due giovani evocheranno facce e personaggi del loro futuro e del loro passato: genitori, amanti, figli, amici che come in tutte le coppie turberanno la loro serenità. Presenze interpretate dagli stessi due protagonisti che accompagneranno fisicamente in scena dei cartonati con le varie persone evocate dal loro dialogo. Alla fine il palco sarà popolato da tutte queste sagome e dai due attori: l'immagine stilizzata di una vita di coppia reale, faticosa e a volte insensata. Perché non sempre ci accorgiamo che in due siamo molti di più. E montare un letto con tutte queste persone intorno, anzi paure, non sarà mica una passeggiata.
(Luca Miniero)

DUE sarà poi in a tournée fino al 7 maggio ed è una produzione di Michele Gentile per la Compagnia Enfi Teatro.

TEATRO AMBRA JOVINELLI - Via Guglielmo Pepe 43 /47, 00185 Roma
9|26 marzo 2017
Spettacoli dal martedì al sabato ore 21:00 - domenica ore 17:00 - sabato 11 marzo doppia replica ore 16:30 e ore 21:00
Biglietti (compresa prevendita): da € 33,00 a € 17,00
Convenzioni parcheggio in orario spettacolo:
• Garage Esquilino – via G. Giolitti, 27/A - dal martedì al sabato € 1,50 l’ora
• Parcheggio ES Giolitti Park – via G. Giolitti 267 - tutti i giorni € 1,00 l’ora

Info e prenotazioni: telefono 06 83082620 - 06 83082884
Sito web: www.ambrajovinelli.org


Massimo Dapporto Tullio Solenghi
QUEI DUE
Staircase - Il sottoscala
di Charles Dyer
adattamento Massimo Dapporto
scene Massimo Bellando Randone
costumi Moris Verdiani
musiche Brentmont
regia Roberto Valerio

Una splendida commedia sull’amore.
Un amore che dura per tutta una vita.
Un amore fatto di attenzioni, di cure reciproche, di affetto; e naturalmente di continui litigi, ripicche, dispetti e plateali scenate.
Un vero amore.
Un amore omosessuale.
Protagonisti due uomini di mezza età, Charlie e Harry, di professione barbieri.
Harry e Charlie sono una coppia di barbieri omosessuali “intrappolati” da circa trent’anni in una barberia londinese situata in un sottoscala dove hanno condiviso gran parte delle loro irrisolte vite; un sottoscala dagli echi dostoevskiani in cui i protagonisti si torturano reciprocamente senza sosta incapaci di risparmiarsi l’un l’altro fino allo sfinimento, in una quotidianità paralizzante e asfissiante come l’odore di gas che fuoriesce dalla vecchia caldaia e che appesta l’aria del loro negozio.
Stanchi della solita routine e delle dinamiche ripetitive e frustranti che caratterizzano la loro vita e la loro relazione, i due uomini si dilaniano a vicenda con incessanti litigi, velenosi battibecchi, ingiurie crudeli e subdole ripicche, infliggendosi in tal modo inutili e continue sofferenze. Eppure Harry e Charlie sono legati indissolubilmente e disperatamente l’uno all’altro da decenni. È forse proprio quell’amore ormai lacero e stantio, ma ancora capace di accendersi e dispiegarsi con calore, l’unica cosa in grado di restituire un senso alla loro tragicomica parabola esistenziale. E così continuano, malgrado tutto, a prendersi teneramente cura l’uno dell’altro forse perché la solitudine è un abisso troppo oscuro e doloroso in cui sprofondare.
Harry è una civetta effeminata e suscettibile che mal sopporta i segni impietosi impressi dal tempo sul suo corpo: incapace di accettare un’improvvisa e irreversibile calvizie, cerca di occultarla con un ridicolo turbante arrotolato intorno al capo. Per compensare un forte istinto materno inappagato e inappagabile, ricopre il compagno di amorevoli e soffocanti attenzioni accolte senza entusiasmo né gratitudine da quest’ultimo che, non si lascia mai sfuggire l’occasione per schernirlo e umiliarlo.
D’altro canto Charlie è un pavone consumato dal narcisismo, un attore fallito che millanta di aver goduto di una certa fama nel mondo dello spettacolo, in un passato ormai lontano e che vive nell’anonimato, ormai da decenni, al fianco di Harry. Da giovane è stato sposato, probabilmente per tentare di sottrarsi al senso di inadeguatezza e di imbarazzo procurati da un’omosessualità accettata con fatica e per cui continua a provare vergogna, tanto da non riuscire ancora a confessarsi con la decrepita e disprezzata madre, abbandonata (assecondando un malcelato istinto punitivo) in un’orrenda casa di riposo. Sorte che non disdegnerebbe di riservare anche all’inferma madre di Harry la cui presenza incombe al piano di sopra. Ha inoltre una figlia mai conosciuta che sta per fargli visita.
Su tutta la commedia incombe l’ombra di un processo che Charlie dovrà affrontare per sospetto di omosessualità e per atti osceni in luogo pubblico.
Quello di Harry e Charlie è un amore consumato clandestinamente in un oscuro “sottosuolo”, emblema di una felicità sacrificata, di un’esistenza votata alla dissimulazione e alla vergogna, sullo sfondo di una società omofoba, quella dell’Inghilterra degli anni sessanta, che sorveglia e punisce (per dirla con Foucault) gli omosessuali con pene severe.
Una società inchiodata al giogo dell’oscurantismo, in cui essere omosessuale significava rischiare il carcere o la castrazione chimica. Una società intollerante e autoritaria che esercitava un coercitivo e arbitrario potere sui destini individuali, fissando lo scarto tra il bene e il male, intromettendosi con ingiustificabile violenza nella vita privata dei singoli, vagliandone i sentimenti, le pulsioni, i desideri e sentenziando sulla loro legittimità.
Due esistenze castrate, mortificate e offese quelle di Harry e Charlie, come quelle di moltissimi altri omosessuali dell’epoca, perseguitati da una legge obsoleta che si perde nel tempo: il Buggery act adottata in Inghilterra per la prima volta nel 1533 e abolita soltanto nel 1967.
(La stessa legge da cui fu perseguitato nel 1895 il celebre scrittore poeta e drammaturgo Oscar Wilde -processato e poi rinchiuso in carcere per due anni- divenuto poi l’emblema della lotta di liberazione degli omosessuali tanto da essere invocato da Charlie nel testo come una sorta di divinità propizia e protettrice. Quella stessa legge poi che non può non riportare alla memoria la tragica fine dello scienziato inglese Alan Turing, il quale, nonostante avesse contribuito con le sue invenzioni a determinare la sconfitta della Germania nazista nel secondo conflitto mondiale, dopo la guerra fu condannato per omosessualità nel suo paese e sottoposto ad una abietta castrazione chimica nel 1952 che lo spinse a togliersi la vita due anni più tardi.)
Senza compromettere la dirompente e amara comicità della commedia, pubblicata nel 1966 e rappresentata per la prima volta nello stesso anno con la regia di Peter Hall, Dyer mostra anche un tetro spaccato della società inglese a lui contemporanea, affrontando tematiche allora scabrose e oggi ancora attualissime.
In un esilarante e spietato confronto quei due nel giro di una notte si confesseranno per la prima volta in trent’anni. Con un’ironia pungente dal sapore amaro e crudele, si racconteranno sviscerando senza riserve il proprio doloroso vissuto, mostrandosi nudi in tutta la loro sincera, grottesca, fragile, arresa e sopraffatta umanità, per ritrovarsi infine, uniti nella consapevolezza di non poter sopravvivere in solitudine alle molteplici miserie che li tormentano.
Roberto Valerio

TEATRO QUIRINO VITTORIO GASSMAN - via delle Vergini, Roma
Dal 7 al 19 marzo 2017
Orari Spettacoli: da martedì a sabato ore 21 / domenica ore 17, giovedì 9, mercoledì 15 marzo ore 17, sabato 18 marzo ore 17 e ore 21

Info e prenotazioni: telefono 06.6794585, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroquirino.it


Sergio Assisi
Luigi Di Fiore| Francesco Procopio
Fabrizio Sabatucci | Beatrice Gattai
L'ISPETTORE DRAKE E IL DELITTO PERFETTO
di David Tristram
musiche originali LOUIS SICILIANO ALUEI-Edizioni musicali GDM Music
scenografia ROBERTO CREA | disegno luci FRANCESCO ADINOLFI
costumi e grafica MIRJANA PANOWSKY |aiuto regia PINO L’ABBATE
foto MARINA ALESSI | produzione esecutiva LUCILLA DE ROSA
distribuzione GIANPIERO MIRRA | ufficio stampa SILVIA SIGNORELLI
adattamento e regia Sergio Assisi

Quando un genio decide di commettere un delitto, il piano che mette in pratica per portare a termine il suo progetto è a prova di errore.
Ma è anche a prova di idiota?
L’Ispettore Drake e il suo fido aiutante Plod si ritrovano a dover affrontare la più grande sfida delle loro carriere: risolvere un misterioso e intricato delitto. E quando diciamo intricato, intendiamo proprio intricato, intricato come… come una cosa molto intricata, per intenderci.
Chi è il misterioso dottor Short? E perché ha sposato un facocero? E’ stato lui ad uccidere la sua quarta moglie o è stata la sua quarta moglie a uccidere lui? Ha veramente due figlie di nome Sabrina o una delle due mente? Che ci fa il Papa nel bosco? Ma soprattutto, perché c’è un lampione in salotto?
Queste sono solo alcune delle tante domande a cui l’ispettore dovrà dare una risposta.
Personaggio surreale al servizio di un thriller surreale, l’Ispettore Drake racchiude in sé tutti i luoghi comuni del detective esasperati all’ennesima potenza, fino ad ottenere una miscela esplosiva e irresistibilmente comica. La sua lampante incompetenza, malcelata da un atteggiamento serioso e goffamente beffardo, è resa ancora più esilarante dall’accoppiata con il sergente Plod, il peggior assistente che un detective possa desiderare di avere al suo fianco quando si sta indagando su un omicidio!
In questa fortunata commedia inglese si alternano continue e inaspettate gag e innumerevoli colpi di scena, trascinando lo spettatore in un universo goliardico dove tutto, ma proprio tutto può accadere, e dove ciò che è incredibile diventa magicamente plausibile.

Note di regia
Lo spettacolo nasce dalla volontà di rappresentare qualcosa di nuovo e di classico nello stesso momento.
Una commedia inglese dall’inconfondibile humor surreale, che si amalgama con la comicità nazional popolare.
L’idea è quella di dar vita a personaggi dichiaratamente eterogenei per dialetto. Dal napoletano al milanese, passando per il romano. Una sorta di spettacolo multietnico, che prova a sfruttare le comicità regionali, sulla base di una provata e internazionale ironia british.
Protagonista della storia non è un “semplice” delitto da risolvere, ma il gioco complesso e matematico del teatro nel teatro, l’abbattimento della quarta parete, e finzione che si mischia a realtà.
Attori che escono fuori dal personaggio e personaggi che giocano ad essere attori.
L’ambientazione classica di un salotto inglese, ma ricco di elementi folli, porta lo spettatore fin dall’inizio in una nuova dimensione, resa confortevole dalle più classiche trovate sceniche.
Una prima esperienza di regia teatrale, ambiziosa ma non troppo, con la quale provare a creare un nuovo stile identificativo.
Può la stupidità vincere sul genio del male? Può il genio prendersi gioco del comune essere umano senza pagare le conseguenze della propria vanità?
(Sergio Assisi)

TEATRO SALA UMBERTO - via della Mercede 50, Roma
Dal 7 al 19 marzo 2017

Info e prenotazioni: telefono 06 6794753, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.salaumberto.com


L’ORA DI RICEVIMENTO
Banlieue
di Stefano Massini
Con Fabrizio Bentivoglio
e Francesco Bolo Rossini, Giordano Agrusta, Arianna Ancarani
Carolina Balucani, Rabii Brahim, Vittoria Corallo, Andrea Iarlori,
Balkissa Maiga, Giulia Zeetti, Marouane Zotti
Scenografia Marco Rossi
Costumi Andrea Cavalletto
Musiche originali Luca D’Alberto
Voce cantante Federica Vincenti
Luci Simone De Angelis
Regia Michele Placido
Produzione TEATRO STABILE DELL’UMBRIA

Nella classe del professor Ardeche anche il menù è guerra tra religioni

Il professor Ardeche è un insegnante di materie letterarie. Un disilluso, un cinico, uno spietato osservatore e un lucidissimo polemista. Fra le sue passioni svettano Rabelais e il Candide di Voltaire. Peccato che la sua classe si trovi nel cuore dell'esplosiva banlieue di Les Izards, ai margini dell'area metropolitana di Tolosa: un luogo in cui la scuola, al di là di Rabelais e di Voltaire, è una trincea contro ogni forma di degrado. La scolaresca che gli è stata affidata quest'anno è ancora una volta un crogiuolo di culture e razze, con l’incognita sempre in agguato di improvvisi crolli: nella convinzione che il vero trionfo sarebbe portare fino in fondo i suoi allievi senza perderne nessuno per strada, il professor Ardeche riceve le famiglie degli scolari ogni settimana per un'ora, dalle 11:00 alle 12:00 del giovedì. Ed è attraverso un incalzante mosaico di brevi colloqui con questa umanità assortita di madri e padri, che prende vita sulla scena l'intero anno scolastico della classe Sesta sezione C, da settembre a giugno. Al pubblico spetta il compito di immaginare i visi e le fattezze dei giovanissimi allievi, ognuno ribattezzato dal professor Ardeche con un ironico soprannome, e ognuno protagonista a suo modo di un frammento dello spettacolo. Sullo sfondo, dietro una grande vetrata, un grande albero da frutto sembra assistere impassibile all'avvicendarsi dei personaggi, al dramma dell'esclusione sociale, ai piccoli incidenti scolastici di questi giovani apprendisti della vita. E il ciclo naturale della perdita delle foglie e della successiva fioritura accompagna lo svolgersi regolare di ogni anno scolastico, suonando quasi come un paradosso davanti a quel mondo, esterno alla scuola, che di anno in anno è sempre più diverso.

Note di regia
Penso che siamo tutti d’accordo nel dire che il teatro italiano è poco connesso con il mutare dei tempi, tenendo conto delle trasformazioni della società. Si distinguono i testi dello scrittore e drammaturgo Stefano Massini, che ben raccontano l’evoluzione del tessuto sociale non solo italiano, ma europeo. Per questo, dopo l’avventura di 7 minuti, che con lo stesso Massini ho adattato per farne un’opera cinematografica, ho accettato con entusiasmo la proposta del Teatro Stabile dell’Umbria, nella figura di Franco Ruggieri, di essere regista a teatro di un altro lavoro di Massini, L’ora di ricevimento. Leggendo il testo, ho capito subito che tra il precedente 7 minuti e L’ora di ricevimento c’è un lavoro di continuità sui grandi cambiamenti che stanno accadendo nella storia sociale europea, cambiamenti che ci riguardano tutti. L’ora di ricevimento racconta, infatti, con verità e ironia, l’incontro–scontro culturale, sociale e religioso tra le famiglie di una classe di bambini delle periferie delle metropoli europee e un Professore attento e partecipe alla crescita culturale dei suoi allievi, ma che, nel percorso dell’anno scolastico cui assistiamo, si trova a mettere in discussione il modello educativo di una classe intellettuale borghese sempre più spiazzata dai cambiamenti epocali della recente storia contemporanea.
Per il ruolo del Professore ho voluto come compagno di viaggio Fabrizio Bentivoglio, un artista di rara intensità e sensibilità con cui ho già collaborato in due miei film come regista: Un eroe borghese e Del perduto amore. Con Stefano Massini e con Franco Ruggieri abbiamo subito pensato che Fabrizio fosse l’interprete ideale per questo ruolo raro per la drammaturgia italiana. A completare il cast la Compagnia dei Giovani del Teatro Stabile dell’Umbria che vede tra gli altri il “professorino” di Francesco “Bolo” Rossini, Balkissa

Maiga già tra le interpreti di 7 minuti, e Marouane Zotti che aveva recitato in Lehman Trilogy di Massini con la regia di Luca Ronconi. La possibilità di contribuire al percorso di crescita di un cast di giovani ha reso ancora più stimolante quest’avventura.
Ho sempre pensato a un teatro d’ensemble, in cui gli attori diventino parte del progetto sia nella costruzione dei personaggi, sia facendo ricerche sulle abitudini e i costumi, non solo sul proprio personaggio, ma indagando anche su tutti gli altri. Insomma, devono diventare collaboratori stretti, preziosi, non subendo il ruolo del regista, ma diventando corpo unico con lui, dal primo attore al più giovane.

TEATRO ELISEO - via Nazionale 183, 00184 Roma
Da martedì 7 a domenica 26 marzo 2017
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00, mercoledì e domenica ore 17.00
Prezzi da 25 € a 40 €
Riduzioni e agevolazioni a norma di legge
Durata: 2 ore senza intervallo

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06.83510216, Biglietteria on-line www.teatroeliseo.com e www.vivaticket.it
Sito web: www.teatroeliseo.com


SCANNASURICE
di Enzo Moscato
Con Imma Villa
Scena Roberto Crea
Suono Hubert Westkemper
Musiche originali Paolo Coletta
Costumi Daniela Ciancio
Disegno luci Cesare Accetta
Regia Carlo Cerciello
Produzione ELLEDIEFFE
TEATRO ELICANTROPO ANONIMA ROMANZI

Carnale, ironica rabbiosa, sperduta e tenerissima

Scannasurice è il testo che nel 1982 segnò il debutto di Enzo Moscato come autore e interprete. Oggi con questa straordinaria interpretazione di Imma Villa è diventato un piccolo classico aggiudicandosi il Premio della Critica 2015 come Miglior spettacolo.
Scannasurice è una misteriosofica discesa agli inferi, come la definisce l’autore stesso, che attraversa la ferita della napoletanità. Racconta un terremoto metaforico, quello legato alla precarietà dettata dalla perdita di futuro in seguito al terremoto del 1980, ma anche quello esistenziale profondo che attraversa il protagonista. Scannasurice fa la vita, “batte”.
È un femminello dei Quartieri Spagnoli che vive in una sorta di stamberga, piena di cianfrusaglie e buste di immondizia; che parla con i topi con cui ha un rapporto di amore-odio e che rappresentano i napoletani; senza un’identità sessuale, metafora di incompletezza e inadeguatezza come solo i femminelli di Moscato sanno essere, creature mitologiche, quasi magiche. Per questo ne è interprete un’attrice che del personaggio esalta l’ambiguità e l’eccesso. In un dialetto lirico e suggestivo, la creatura a metà tra l’osceno e il sublime distilla imprecazioni esilaranti, filastrocche popolari e antiche memorie in un’alternanza di ritmi e di sonorità rendendo un testo ed uno spettacolo propriamente caratterizzato dalla parola profondamente affascinante.
Cerciello coniuga qui i due finali scritti da Moscato in due momenti successivi: il primo nel 1982, il secondo, su impulso di Annibale Ruccello che ne fece la regia due anni dopo. Di una morte simbolica comunque si tratta, nel segno di un pessimismo che lascia poche vie di fuga.

TEATRO PICCOLO ELISEO - via Nazionale 183e, Roma
Da mercoledì 8 a domenica 19 marzo 2017

Orario spettacoli: martedì, primo mercoledì di replica, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00
mercoledì e domenica ore 17.00
Prezzi da 21 € a 30 €

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 83510216
Biglietteria on-line www.teatroeliseo.com e www.vivaticket.it
Call center Vivaticket: 892234
Sito web: www.teatroeliseo.com


L'Associazione Culturale Teatro Trastevere presenta
PER SEI DOLLARI L'ORA
Liberamente ispirato a “Pulp” di Charles Bukowski
regia di Alessandro Di Murro
con Laura Pannia, Alessio Esposito, Lorenzo Garufo, Bruna Sdao, Amedeo Monda, Jacopo Cinque.
Scenografia Benedetta Petrilli, Costumi Ginevra Angiuli
Aiuto Regia Cristiano Demurtas, Prodotto da Gruppo della Creta

“Costa così poco morire? Cosa succede se si mettono insieme su di un palcoscenico: sigarette, cosce, piume rosse, Bukowsky, Mia Wallace,Guy Ritchie, l'ispettore Hartigan, M.I.B., Humphrey Bogart, The Snatch, Louis Ferdinand Auguste Destouches , Space Invaders, Tarantino, Verdi e Nick Belane? Bé semplice! Avrete un'epopea di un Ulisse in canottiera e birra in lattina che cerca di orientarsi nel mare di una moderna e squallida Hollywood che altro non è che il mondo intero. Cioè...Per sei dollari l'ora”

Ebbene si, ci troviamo a Hollywood. Inizio anni '90. Nick Belane è un detective privato a corto di clienti che vive e lavora a Los Angeles sommerso dai debiti accumulati con le scommesse sui cavalli. Le cose cambiano il giorno in cui la Signora Morte si presenta da lui per chiedergli di trovarle Celine, lo scrittore francese autore di Viaggio al termine della notte. Belane accetta il caso e comincia a indagare. Da qui in poi le cose inizieranno a prendere una brutta piega per il protagonista che tra donne che si trasformano in alieni e strozzini che lo minacciano di morte, sarà sul punto di perdere di vista la cornice in cui è rinchiuso il fumetto dalla sua vita. Un grande, piccolo pastiche di musiche e parole, un cocktail dalle tinte brillanti dove, come in un film di Jean-Pierre Melville o in un più recente Tarantino, i personaggi non entrano in scena ma si manifestano; dove il grottesco va di pari passo con il realismo; e dove il gioco sui “generi” diventa un modo per analizzare l'uomo contemporaneo, uno strumento per poterlo scomporre e mostrarlo nei suoi minimi termini.

Bukowski scrive Pulp a pochi mesi dalla sua morte, utilizzandolo come escamotage per affrontarla e per ridere di lei. Come ha fatto per tutta la sua vita, sublima le paure e le sozzure del mondo che lo circonda con la sua penna, con le sue storie ma soprattutto con i suoi personaggi. È Nick Belane il protagonista di Per sei dollari l'ora, l'investigatore privato più dritto di LA. Belane è ciò che è rimasto dell'eroe americano, dopo essere stato masticato e rigurgitato dal cinema, dal fumetto e dalla tv spazzatura. All'ombra livida e smunta di una Hollywood polverosa come un motel d'autostrada, gli altri personaggi appaiono sulla scena per entrare in contatto con Belane, centro gravitazionale di un mondo dai confini labili, destinato a dissolversi. Da Celine a Burton, da Hal Grovers a Jennie Nitro, passando per il Passero Rosso, i personaggi sono tutte proiezioni del protagonista e sfilano davanti al pubblico come in un carrozzone imbastardito di maschere dai calzini spaiati. Come l'amore, che è un alieno che viene dallo spazio, incomprensibile, inafferrabile e multiforme creatura che non può fare altro che lasciare questo pianeta. E su tutti svetta, sui suoi vorticosi tacchi a spillo, Lei, la “Signora Morte” che controlla sempre le azioni funamboliche dei suoi burattini. Infine la letteratura stessa che si cela dietro ogni personaggio, ogni citazione, vena pulsante del testo.

“Quando si deve adattare in forma teatrale un romanzo è fondamentale il senso dell'equilibrio. Credo che ci si approcci, nei confronti di una storia, come un funambolo si approccia a un filo, bisogna saper disporre pazientemente pesi e contrappesi che rendano gradevole la narrazione senza dover snaturare l'impostazione iniziale dell'autore.”
cit. del drammaturgo Silvio Bambagiotti

Così come Pulp, testo dal quale è stato tratto il presente adattamento, si presenta come un insieme di stilemi diversi, allo stesso modo i brani che vanno a costituire il commento musicale di Per sei dollari l'ora spaziano attraverso le numerose possibilità espressive del chitarrista/barista, impegnato a descrivere mediante il suo strumento d'elezione i personaggi che gli passano davanti agli occhi; a fare da contrappeso al suo punto di vista si trova la radio, unica finestra sull'indifferente mondo esterno, interlocutore non richiesto, inascoltata coscienza della storia della musica del secolo passato messa a disposizione di ascoltatori ai quali, con le parole di Bukowski, suoni la grande musica dei secoli, ma loro non ascoltano.
cit. del compositore Enea Chisci

TEATRO TRASTEVERE - via Jacopa de' Settesoli 3, 00153 Roma
Dal 7 al 12 marzo 2017
martedì-sabato h 21.00, domenica h 17.30

Info e prenotazioni: telefono 06-5814004, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrotrastevere.it


MATTEO 19,14
LASCIATE CHE I BAMBINI VENGANO A ME
di Lorenzo Gioielli
Regia Riccardo Scarafoni
Scene: Emanuela Cignitti
Luci: Giacomo Cursi
Scenotecnica: TNT Srl
Costumi: Lisa Sorone
Aiuto Regia: Leonarda Imbornone
Assistenti alla Regia: Diego Tricarico e Veronica Benassi
Foto e Video: Patrizio Cocco
Fumetto: Isabella Manara

Torna al Cometa Off di Roma dal 7 al 12 marzo 'Matteo 19,14' il testo di Lorenzo Gioielli portato in scena da Riccardo Scarafoni e Veruska Rossi (regia dello stesso Scarafoni) che già lo scorso anno ha riscosso un grande consenso di pubblico e critica. Torna e lo fa a modo suo, mai uguale a se stesso. Quest'anno con un'ambizione in più, uscire dal teatro, entrare nelle case e arrivare alle coscienze soprattutto dei più giovani. E per questo affida il messaggio ad un linguaggio diretto e immediato come quello del fumetto grazie alla matita della giovanissima Manara.
La prima il 7 marzo ma a disposizione dei giornalisti gli accrediti per tutta la durata dello spettacolo. Perché 'Matteo 19,14' è uno schiaffo alle coscienze, è un esempio di teatro civile in una città negli ultimi tempi tanto distratta quanto ripiegata su se stessa.

Roma, 1 marzo
Due perfetti sconosciuti e una storia da raccontare. Due vite fatte incontrare per caso dal destino. Eppure è proprio il destino il nemico al quale non arrendersi. Perché c'è una partita da giocare, la posta in gioco una vita. E va vinta a tutti i costi. Bisogna solo decidere quanto si è disposti a barare. Fin qui i personaggi. Perché gli attori, Riccardo Scarafoni e Veruska Rossi - in scena al Cometa Off di Roma con "Matteo 19,14. Lasciate che i bambini vengano a me" (scritto da Lorenzo Gioielli e diretto dallo stesso Scarafoni) dal 7 al 12 Marzo - non barano di certo. Anzi. E' con tutto il loro bagaglio di umanità, di dolore e di verità che si porgono al pubblico. E non potranno fingere nemmeno gli spettatori che, alla fine, saranno chiamati dalle coscienze a rispondere ad un semplice quesito: quale crimine siete disposti a compiere per salvare chi amate?
Lo spettacolo torna al Cometa Off dopo il grande successo dello scorso anno e lo fa con lo stesso coraggio di guardare dritto negli occhi lo spettatore per costringerlo a guardarsi dentro. Uno spettacolo che prende a schiaffi le coscienze per svegliarle da quel torpore che sembra averle anestetizzate e rilegate ad esprimersi solo attraverso un ‘mi piace’ molto social e poco sociale. Torna per fare un passo avanti, uscire dal teatro e parlare ai più giovani troppo spesso lontano dai palcoscenici. E lo fa con un fumetto affidando alla matita di Isabella Manara il compito non solo di raccontare la storia ma soprattutto di trasmettere il messaggio, di arrivare alle coscienze e di catturare l’attenzione di un pubblico più giovane solo apparentemente distratto ma che una volta coinvolto sa essere uno straordinario traino per la società.
Un uomo e una donna s’incontrano per caso, in un bar. E’ sera, la donna ha un appuntamento, tanto misterioso quanto fondamentale, ma è arrivata in ritardo. Ha un mancamento. L’uomo, un semplice avventore, si affretta a soccorrerla, ne ascolta la storia, ne rimane turbato, spaventato: la donna è lì per compiere un atto talmente immorale da essere insopportabile. Tuttavia, l’uomo non può fare a meno di comprendere la strada che la donna ha scelto di percorrere. Fra i due nasce un’affettuosa complicità, ma nulla è quel che sembra.

TEATRO COMETA OFF - via A Luca Della Robbia 47 (Testaccio), Roma
Dal 7 al 12 marzo 2017 
Orario Spettacoli : dal martedì al sabato ore 21 - domenica ore 18
Prezzo Biglietti : Intero euro 12,50 (+ 2,50 euro tessera Cometa Off) - Ridotto euro 10 + (+ 2,50 euro tessera Cometa Off)

Info e prenotazioni: telefono 06-57284637
Sito web: www.cometaoff.it


Max Giusti
CATTIVISSIMO MAX!
scritto con Marco Terenzi e Giuliano Rinaldi

Essere “Cattivissimi” secondo Max Giusti è l’unico modo per riuscire ad esorcizzare questa attualità che si presenta sempre più inestricabile e bislacca!
Uno spettacolo pieno di personaggi che Max interpreta per prendere in giro l’assurda realtà che ci circonda: da Maria De Filippi e i suoi successi televisivi, a Maradona tornato in Italia per festeggiare i successi del Napoli, allo chef Antonino Cannavacciuolo e al grande mito della musica pop Elton John!
Ma saranno moltissimi i personaggi che si alterneranno sia in video che live!
Max sarà “Cattivissimo” in primo luogo con la sua città: Roma!
Una città in completa involuzione che Max, sempre con il sorriso sulle labbra, prende bonariamente in giro e alla quale offre una soluzione definitiva: Lotito sindaco di Roma!
Parallelamente alla tournée taetrale, che concluderà questa prima fase il 22 Aprile a Bari, continua la sua fortunatissima esperienza su Canale 9 con altre puntate del game show Boom ( fino a Maggio) che registra ogni giorno un incremento di ascolti da record per il canale del gruppo Discovery.

TEATRO OLIMPICO - piazza Gentile da Fabriano 17, Roma
dal 7 al 12 Marzo 2017

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 326 5991
Sito web: www.teatroolimpico.it


Nadia Rinaldi e Walter Croce in
GENTE DI FACILI COSTUMI
di Nino Manfredi e Nino Marino
Regia Walter Croce

In una società come la nostra hanno ancora valore l’onestà, la dignità e il rispetto delle persone? La risposta la troverete nella commedia Gente di facili costumi in scena al teatro Tirso de Molina di Roma dall’’8 al 26 marzo con due straordinari interpreti: Nadia Rinaldi e Walter Croce.
Andato in scena per la prima volta nel 1988, con lo stesso Nino Manfredi nei panni del protagonista, Gente di facili costumi è considerato ancora oggi uno dei testi più eclatanti portato nei teatri italiani negli ultimi anni.
«È una pièce brillante e piena di ritmo», spiega Walter Croce, regista e protagonista dello spettacolo, «ma percorsa anche da una velata malinconia. I personaggi appartengono a due mondi opposti, ma nel corso della storia ci accorgiamo che in fondo sono più simili di quanto sembri, perché uniti dalla stessa solitudine e dalla incapacità di integrarsi in una società troppo cinica e ipocrita».
Anna esercita la più antica professione del mondo.
Rientra a casa alle quattro del mattino, sbatte rumorosamente la porta d’ingresso, apre i rubinetti della vasca da bagno, e in attesa che la vasca si riempia accende ad alto volume la musica, intanto fa qualche telefonata, a voce alta per sovrastare il suono. Fa cascare delle cose, gira per casa sbattendo i tacchi.
Ugo abita sotto. Uomo di cultura, professore universitario, scrittore, squattrinato sceneggiatore di film intellettuali che non trovano produttori. Lui non ne può più di essere svegliato ogni mattina alle quattro, sale a protestare. I due si conoscono. Due solitudini che s’incontrano, due facce della stessa medaglia. Costretti alla convivenza, per l’appartamento allagato di lui dalla vasca di lei e in seguito dallo sfratto per morosità, sviluppano un interessante e ironico “mutuo soccorso”.
Lui le offre la sua conoscenza ed intelligenza, lei un tetto, cibo e calore umano. Così attraverso divertenti vicissitudini di vita quotidiana ed equivoci dovuti dalla voglia di lei di aiutarlo a realizzare il suo film, le distanze si accorciano e i due opposti si… toccano.

TEATRO TIRSO DE MOLINA - via Tirso 89 (Piazza Buenos Aires), 00198 Roma
dall’8 al 26 marzo 2017
Biglietti: Intero: mercoledì e giovedì € 25, venerdì, sabato e domenica € 27; Ridotto: mercoledì e giovedì € 22, venerdì, sabato e domenica € 24
Orari: mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 21:00, sabato e domenica ore 17:30

Info e prenotazioni: telefono 06.8411827
Sito web: www.teatrotirsodemolina.it


CHE HUMPHREY BOGART SIA CON TE! OVVERO: NULLA È PERDUTO 
con Valeria Bono, Silvio De Luca, Federica Garavaglia, Mauro Milone, Santa Spena
regia Federica Garavaglia
aiuto regia Domenico Marretta

Una commedia intelligente in cui attraverso turbe amorose, conflitti personali, analisti in vacanza, aspirine e Darvon servito con succo di mele, appare chiaro che, dopo la fine di un amore, per riuscire ad amare di nuovo è necessario accettare se stessi per come si é e non per come ci vorrebbe Humphrey Bogart. Il protagonista dopo un divorzio viene convinto da una coppia di amici a rimettersi in gioco. Nei vari incontri amorosi sceglie sempre di indossare una maschera, fa ciò che farebbe il suo idolo, e non si mostra mai per quello che è. Dopo una serie di incontri andati male proprio l’attrazione per la sua migliore amica lo metterà di fronte al fatto che per piacere ad una donna deve essere se stesso. Una commedia tutta da ridere sull’amore…soprattutto sull’amore per se stessi.

TEATRO L'AURA - vicolo di Pietra Papa 64 (angolo con Via Pietro Blaserna 37), Roma
dal 9 al 12 marzo 2017
Dal giovedì al sabato ore 21, domenica ore 18

Info e prenotazioni: telefono 0683777148 - 3464703609, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrolaura.org


CECHOV FA MALE
Di Sergio Basile
Regia di Sergio Basile
Interpreti: Barbara Scoppa, Sergio Basile, Claudia Natale, Yuri Napoli
Scene: Mariano Ferrieri
Costumi: Marina Mango
Allestimento Tecnico: Edoardo Basile
Disegni: Spartaco Ripa

Mosca 1939: gli attori Serghiej Kozinkov e sua moglie Varvara , vengono convocati presso gli uffici del GLAVREPERTKOM, organo istituito da Stalin e preposto al controllo delle rappresentazioni teatrali. Devono fornire chiarimenti circa il progetto di un loro spettacolo. Lo spettacolo, intitolato Sincopi Deliqui Infarti e altri Mancamenti … si ispira ad un lavoro su Anton Cechov –autore ormai poco rappresentato in Unione Sovietica e guardato con diffidenza dai fautori del “realismo socialista”- che nel 1934, Mejerchol’d – il grande regista della Rivoluzione d’Ottobre caduto in disgrazia e inviso a Stalin- aveva messo in scena nel suo teatro a Mosca. Il celebre spettacolo mejercholdiano riuniva tre atti unici cechoviani –La domanda di matrimonio, L’Orso e l’Anniversario sotto il titolo “33 Svenimenti” (a causa della presenza di numerosi svenimenti, trentatré appunto, individuati nei tre atti unici e diventati il filo conduttore dello spettacolo). Dopo una lunga attesa trascorsa nella sala d’aspetto del GLAVREPERTKOM, Serghiej e Varvara alla fine vengono ricevuti dal funzionario delegato all’esame della loro pratica. Inconsapevoli degli sviluppi degli eventi storici, ignari della feroce repressione - le sanguinose “purghe”- che si sta profilando ai danni di intellettuali e artisti non allineati alle direttive di Stalin, davanti al funzionario –dichiaratamente ostile- , esaltano Cechov , citano le parole del “Grande Maestro” Mejerchol’d , di cui Serghiej e’ anche collaboratore. Il verdetto del funzionario sarà ovviamente scontato: lo spettacolo non si farà. In linea con quello che accadrà dopo qualche tempo a Mejerchol’d - il quale sarà fucilato il 2 febbraio del 1940 per ordine di Stalin- Serghiej e Varvara saranno divisi e spazzati via dalla Storia: l’uno arrestato e giustiziato, l’altra costretta a fuggire in America dove si farà una nuova vita. Un identico destino accomuna il grande Mejerchol’d e loro, i piccoli, stralunati e poetici protagonisti di questa pièce.

Cechov fa male - titolo mediato dal celebre monologo cecoviano Il tabacco fa male, scritto e diretto da Sergio Basile, vuole raccontare, in questa epoca distratta in cui il Teatro sembra aver smarrito il suo ruolo-guida nella formazione delle coscienze e sembra svolgere un ruolo molto subalterno ad altre forme di spettacolo, quanto invece sia importante; così importante che nello scontro tra chi vuole controllarlo (Stalin o altri dittatori che ne temono la forza dirompente e vogliono asservirlo ai loro fini propagandistici) e chi vuole farlo liberamente, lasciandosi guidare solo dalla propria fantasia e ispirazione (come Mejerchol’d e Serghiej e Varvara), si può anche morire. Il Teatro fa male diceva Vittorio Gassman, Maestro di Sergio Basile e Barbara Scoppa e di Marta Bifano (che cura la produzione) alla Bottega Teatrale di Firenze: a lui, a Gassman, questo spettacolo - che si avvale della collaborazione di Spartaco Ripa che ha eseguito i disegni che svolgono una funzione drammaturgica all’interno dello spettacolo e degli attori Yuri Napoli e di Claudia Natale- è dedicato.

TEATRO DEI CONCIATORI - via dei Conciatori 5, 00154 Roma
dal 7 al 12 marzo 2017

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 45448982 – 06 45470031
Sito web: www.teatrodeiconciatori.it


LA BUGIA
ANDREW WALKER E IL SEGRETO DI MADISONVILLE
di Daniela Vancheri
Con: Daniela Vancheri, Ileana De Gregorio, Angelica Pula, Giuseppe Pisacane, Nicola Manfedonia, Luca Armato, Maia Cignoni, Carlotta Bini, Roberta Marchisio, Francesco Bonaccorso, Giusi Anghelone, Ludovica Fantacone
Regia: Andrea D’Andrea
Aiuto Regia: Ludovica Fantacone, Giusi Anghelone

“Avete mai provato ad invertire l’ordine delle cose…?”
Siamo in America nel 1954 e cosa si legge sul quotidiano di oggi?
"TENTATO OMICIDIO A MADISONVILLE! SUSAN BAKER,MOGLIE DI
WILLIAM LEWIS...."
Erano gli anni delle dive, degli amori travolgenti e dei desideri impossibili. A Madisonville, piccola cittadina della Louisiana dove il tempo sembra essersi fermato, si intrecciano le storie delle sorelle
Baker:
Susan, dalla personalità apparentemente fragile e delicata ma che rivela dietro atteggiamenti frivoli e romantici un carattere forte e calcolatore; Johanna, timida e riservata, nasconde in realtà una passione che ha incatenato dentro di se' per anni; Christine, la Diva per eccellenza, sensuale e determinata, vive in un mondo illuminato dai riflettori e dai suoi capelli platino.
Donne diverse, ma rese simili da sogni e desideri ci accolgono nel loro salotto; costantemente disturbate dall'invadenza delle pettegole vicine di casa, le sorelle Miller e abilmente corteggiate da Jason Cooper, avvocato e amico di famiglia e da un originale Maestro di Mambo.
Gli abitanti della piccola città si incroceranno in un groviglio di sogni e confessioni tra un tè e un passo di mambo!
E il segreto di cui tutti parlano a Madisonville? Sta per essere svelato al TEATRO ELETTRA!
Perché sognare è divertente ma scoprirete anche molto pericoloso!
La compagnia teatrale 

TEATRO ELETTRA - via Capo D’Africa 32, Roma
Dal 9 al 12 marzo 2017
da giovedì a sabato h 21.00, domenica h 18.00
Ufficio Stampa Tel.3383206105
Orario: giovedi/venerdì/sabato ore 21.00
domenica ore 18.00 e ore 21.00
Biglietti: € 10 (intero), € 8 (ridotto, bambini fino a 9 anni)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 348 3326030
Sito web: www.teatroelettra.org


E SE LA COPPIA SCOPPIA?
di Laura Jacobbi
con Cristina Cappellini, Maria Cipriano, Andrea Delfino, Stefano Delfino, Giancarla Landi, Cinzia Moro, Alessandra Mosciatti, Gianni Stoppa, Leonardo Delfino
regia di Laura Jacobbi

Immaginate un uomo e una donna adulti. Una coppia in crisi che tenta un esperimento antico: uscire dalle convenzioni della fedeltà.
Immaginate che, ora l'uno ora l’altra, si trovino in situazioni imbarazzanti e paradossali. Immaginate che a un certo punto trovino una soluzione.
Questa è, banalmente, la trama.
Ma questo Non è lo spettacolo.
Immaginate che l'uomo sia interpretato da tre attori diversi e che la donna invece sia interpretata da sei attrici che raccontano in modi diversi ed improvvisi lo stesso personaggio.
Immaginate che nulla sia scontato o normale, nemmeno il suono del telefono o la composizione dei mobili di casa.
Immaginate un ritmo forsennato, un'ironia tagliente, un costante gioco di teatro nel teatro.
Immaginate di farvi un sacco di risate.
E poi smettete di immaginare e lasciatevi sorprendere da questa adorabile folle commedia.

TEATRO AGORÀ 80 - Sala A - via della Penitenza 33, Roma (Trastevere)
Orari spettacoli: da Martedì a Sabato ore 21.00, Domenica ore 18.00
Tessera associativa: 2 euro, Biglietti: Intero 12 euro |Ridotto 10 euro

Info e prenotazioni: telefono 066874167, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroagora80.org


NANO EGIDIO, LA TRILOGIA
Una retrospettiva prematura
di Marco Ceccotti
con Marco Ceccotti, Francesco Picciotti e Simona Oppedisano
regia Nano Egidio
luci Giacomo Cappucci / Camila Chiozza

Il Nano Egidio, collettivo teatrale di attori e pupazzi è in scena al Teatro Studio Uno dal 9 al 26 Marzo con tutti e tre gli episodi della sua divertente, ironica e dissacrante trilogia.
Il 9 e 10 Marzo si inizia con lo storico e pluripremiato Nano Egidio, una Storia Vera. Season One, l'11 e 12 Marzo è la volta di Batman Blues mentre a partire da giovedì 16 Marzo debutta in prima assoluta il nuovo Nano Egidio contro il Male di Vivere Spesso Incontrato, un kolossal intimista, residenza creativa 2016-17 del Teatro Studio Uno.
La trilogia ha una trama originale e fuori dagli schemi: la Season One, il primo capitolo dalle tinte giallo-fiabesche ci racconta la nascita dell'amicizia tra il Nano Egidio, un generico nano delle fiabe che qualcuno vuole morto e Batman, investigatore ormai stanco del suo lavoro che indaga sul caso di tentato omicidio; Batman Blues, è un sequel/prequel che ci mostra il passato oscuro e tormentato di Batman e del Nano Egidio e ci narra di come i due amici cercheranno di sconfiggere l'ondata di crimini e violenza che hanno luogo nella Capitale del Mondo della Fantasia.
Nano Egidio contro il Male di Vivere Spesso Incontrato, ha come sfondo un Mondo in pieno clima di terrore e vede Batman e Nano Egidio, divisi da differenti e contrastanti scelte di vita, affrontare dei nemici ancora più pericolosi, non più i classici cattivi fumettistici o dei cartoni, bensì le paure, le crisi e le ansie che caratterizzano i nostri tempi. Lo spettacolo si ispira ai film d’azione americani senza averne i soldi e i mezzi. Gli effetti speciali e il montaggio rapido, tipici di questo genere cinematografico, vengono ricreati in scena tramite la manipolazione dei più disparati giocattoli e pupazzi e la costruzione di gag estreme e demenziali.

Il Teatro Studio Uno offre agli spettatori una retrospettiva prematura su uno dei gruppi più bizzarri e interessanti della scena off romana, una formazione che da 6 anni, mescolando brillantemente elementi di teatro di figura, comicità di situazione, personaggi dell’immaginario popolare e POP realizza degli spettacoli che sono un mix esplosivo di ironia, risate e divertimento.

TEATRO STUDIO UNO - via Carlo della Rocca 6 (Torpignattara), Roma
Dal 9 al 26 marzo 2017

UNA STORIA VERA. SEASON ONE - 9 e 10 marzo
BATMAN BLUES - 11 e 12 marzo
NANO EGIDIO CONTRO IL MALE DI VIVERE SPESSO INCONTRATO - dal 16 al 26 marzo
Ingr. 10 euro. Tessera associativa gratuita
Giov – Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00

Info e prenotazioni: telefono 3494356219 - 3298027943, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrostudiouno.com


CANCUN
Con Pamela Villoresi, Blas Roca Rey, Giancarlo Ratti e Nicoletta Della Corte
di Jordi Galceràn
regia di Marco Mattolini

Cancun è una commedia dagli aspetti comici e surreali sulle relazioni e i desideri inconfessabili dell’amore coniugale. Due coppie di amici vanno in vacanza a Cancun, meta ideale per celebrare oltre vent’anni di amicizia. Tutto sembra perfetto all’arrivo: Francesca e Giovanni con Laura e Paolo si godono il paradiso che li accoglie, in un ambiente naturale da favola, ma festeggiano forse con troppe bollicine il loro arrivo. L’ebbrezza infatti porta a rivelare dei segreti che sarebbe stato meglio restassero tali, rendendoli consapevoli che le cose in passato sarebbero potute andare in maniera diversa. Ma se la vita nella quale si erano riposte tante aspettative si è rivelata meno bella del previsto, cosa può succedere? E se i desideri più inconfessabili per uno strano gioco del destino si potessero realizzare?

TEATRO GRECO - via Ruggero Leoncavallo 10, 00199 Roma
dal 7 al 19 marzo 2017

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 068607513
Sito web: www.teatrogreco.it


La Compagnia Teatrale Sogni di Scena presenta
MENTRE LE LUCI ERANO SPENTE
di Jack Sharkey
Regia Emilia Miscio
Con Claudio Bianchini, Flaminia Grippaudo, Lidia Losito, Claudio Carnevali, Loredana Cofano, Simone Giulietti, Gisella Cesari, Daniela Zoffoli, Laura Pacini, Massimo Sconci, Leone Mazzotti, Francesca Sampogna, Chiara Carpentieri, Ambra Lucchetti
Disegno Luci e Musica Giorgia Caredda
Scene Giorgio Miscio
Foto e Video Riccardo Dell'Era
traduzione di Emilia Miscio

Il Teatro San Genesio dal 7 marzo si tingerà di giallo, ma con il sorriso, per il debutto dello spettacolo “Mentre le Luci erano Spente”, una murder farce scritta dall’americano Jack Sharkey nel 1988 del tutto inedita in Italia, messa in scena per la prima volta dalla Compagnia Teatrale Sogni di Scena diretta dalla regista Emilia Miscio che ne ha curato anche la traduzione e l’adattamento.
Sharkey è stato infatti un prolifico autore di commedie, gialli e musical, scomparso nel 1992, ma quasi completamente sconosciuto in Italia.
La vicenda raccontata è ambientata nella residenza della ricca famiglia Wickenham dove fervono i preparativi per l’arrivo degli ospiti, che giungeranno per trascorrere alcuni giorni di vacanza. Un detective, l’ispettore Benjamin Braddock e il suo assistente, il sergente Alma Threedle, arrivano prima degli ospiti a seguito di un misterioso messaggio, ricevuto alla centrale di polizia, che preannuncia che un omicidio sarà compiuto quella stessa sera alla residenza. Quando tutti gli ospiti arrivano e i cocktails sono serviti, sopraggiunge un violento temporale, le luci si spengono, si sente una voce agonizzante che urla “Sesso! Sesso!” e un colpo di pistola. Le luci si riaccendono e una bionda sconosciuta, in lingerie nera, e in preda ad un amnesia compare davanti al cadavere con in mano un pugnale insanguinato. L’ispettore esamina il corpo e annuncia "E 'stato strangolato!” A questo punto il mistero ha inizio.
La pièce che può essere definita una comedy mistery è ambientata all’interno di una villa inglese, isolata e posta su un’alta scogliera dell’arcipelago delle Bermuda dove si incontrano personaggi particolarmente bizzarri e imprevedibili, messi sotto torchio da un ispettore, non proprio brillante, che indagherà sul delitto e scoprirà il colpevole in base a indizi più o meno nascosti e fuorvianti, colpi di scena, oggetti che scompaiono, si spostano e si “trasformano”, drink avvelenati, e molto altro. L’assassino è sicuramente una delle persone presenti nella villa, ma su chi ricadranno i sospetti dell’ispettore? Sul playboy francese o sulla cameriera jamaicana dall’accento particolarmente marcato? Sul giovane tennista o sul maggiordomo freddo e apatico o magari sulla bionda in lingerie?
“La comedy – spiega la regista - inizia sotto forma di soap opera dove emergono i rapporti contorti e malati fra i personaggi: triangoli amorosi, pettegolezzi, inganni, finte amicizie, snobismo, scambi di personalità. Poi la comedy diventa mistery con tutti gli ingredienti tipici del giallo deduttivo, che vede la polizia occupata a risolvere un caso di omicidio sorprendente ed esilarante dove la soluzione finale prevede il movente più bizzarro mai concepito per scoprire che cosa è successo mentre le luci erano spente.
Il testo è stato lasciato nella sua ambientazione inglese – continua la regista - quale è l’arcipelago delle Bermuda, così come i personaggi mantengono un atteggiamento e un comportamento tipicamente “inglese”. La letteratura, il cinema e il teatro sono ricchi di opere di genere giallo e mistery, pensiamo solamente ai gialli di Agatha Christie, o ancora al più famoso detective della storia: Sherlock Holmes. In questo caso la scelta è ricaduta su un’opera teatrale inedita in Italia, ma rappresentata di frequente negli Stati Uniti e in Inghilterra, e un ringraziamento va alla Samuel French Inc di New York, che mi ha concesso la traduzione e l’adattamento del testo, così da farlo conoscere anche al pubblico italiano appassionato di gialli".
Biglietto intero 15 euro; ridotto 12 euro.

TEATRO SAN GENESIO - via Podgora 1 (Mazzini), Roma
Dal 7 al 19 marzo 2017
dal martedì al sabato alle ore 21,00 - la domenica alle ore 17,00.

Info e prenotazioni: telefono 06 3223432 - 338 5483473, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrosangenesio.it


COLPO BASSO
di Gianni Clementi
regia Ennio Coltorti
con Ennio Coltorti, Jesus Emiliano Coltorti e Germano Gentile

Giulio, un ragazzo esile e di buona famiglia, piuttosto refrattario alla violenza fisica e morale ma deciso a fortificare fisico e spirito, si presenta alla “Gladius”, una palestra di periferia, chiedendo lezioni di boxe a Cesare, l’allenatore/gestore che è intento a prepare Yussuf, un ragazzo africano dal fisico possente, da poco in Italia.
L’allenatore Cesare è un traffichino senza scrupoli che recluta ragazzi immigrati e li allena per farli diventare pugili, “aggiusta” incontri per lucrare sulle scommesse e organizza anche match clandestini. Ma è anche un uomo solo: non ha figli e conduce un’esistenza fondata sull’arte di arrangiarsi.
Dal canto suo, Giulio, nel rapporto rozzo e immediato con Cesare, scopre aspetti sconosciuti di sé stesso, mentre Yussuf tenta disperatamente di farsi largo nel mondo un po’ deludente in cui ha cercato rifugio. L’incontro/scontro “pugilistico” tra i tre innesca situazioni comicissime e paradossali.
Sembra infatti nascere fra persone così sideralmente distanti una grande amicizia, ma quando Giulio rivela la sua vera identità inizia l’ultimo, decisivo ed esilarante round.
Una commedia brillante dai ritmi frenetici che, però, come in tutti i testi di Gianni Clementi, lascia spazio anche a importanti riflessioni.

TEATRO NINO MANFREDI - via dei Pallottini 10, Ostia Lido
dal 7 al 19 marzo 2017
7, 8, 9, 10, 11, 14, 16, 17 marzo ore 21.00
12, 15, 19 marzo ore 17.30
18 marzo ore 17.30 e 21.00
Biglietti: Platea: Intero 24.00, Ridotto 21.00
Galleria: Intero 21.00; Ridotto 18.00

Info e prenotazioni: telefono 06 56324849, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroninomanfredi.it


DISCONNESSI
regia e drammaturgia di Lisa Moras
con Lisa Moras e Michele Vargiu
sound design Alberto Biasutti

Giulia è una donna di trent’anni che, a seguito della fine della sua storia d’amore, vive da reclusa in un piccolo monolocale. Si trova in piena crisi esistenziale e, come se non bastasse, odia profondamente il suo lavoro. Le giornate trascorrono solitarie, avendo come un’unica compagnia Internet. D’altra parte, l’ex fidanzato lavora come blogger ed è un personaggio molto noto in tv. Sentendosi senza futuro, disillusa e isolata, la donna sceglie di compiere IL gesto estremo, non senza aver prima registrato un video d’addio indirizzato all’amore perduto. Nella sua storia è facile identificarsi, perché tutti noi siamo diventati isole tecnologiche connesse agli altri da un filo invisibile. Chi prova ad alzare lo sguardo si scopre immediatamente solo. Tuttavia, proprio quella blogosfera che l’ha sfinita sta per giocarle un incredibile scherzo. Per errore, il suo numero di cellulare viene condiviso su Facebook da una rivista online di salute. Sono molti gli sconosciuti che iniziano a chiamarla per chiederle aiuto, e in un caleidoscopio di equivoci, malintesi e paradossali incomprensioni, Giulia si ritrova a dover ascoltare i problemi degli altri. La donna impara così a riconoscersi nei drammi e nelle nevrosi dei suoi improbabili interlocutori, distraendosi dai pensieri ossessivi che l’hanno logorata. Nell’incontro con altri disconnessi come lei, isole sole che anelano un contatto umano, accade una sorta di miracolo laico: sulla soglia del precipizio la sua tragedia si trasforma in un’esilarante commedia. La scintilla della comicità può accendersi, nella vita come nel teatro, quando il senso di sé sembra essere del tutto smarrito. Disconnessi è uno spettacolo straordinario ispirato a Una giornata qualunque di Dario Fo, atto unico del 1986, nel quale il drammaturgo premio Nobel profetizzava la solitudine del nostro tempo, incarnata da una casalinga circondata da dispositivi tecnologici e collegata al marito da un monitor. A distanza di trent’anni, viene da chiedersi cos’abbiano in comune la casalinga di Fo e la nostra Giulia. Le loro storie, immerse nella società dei consumi Hi-Tech e della primizia del mercato, raccontano l’alienazione ma anche il risveglio di molte persone che, ad un certo punto della vita, si accorgono di non avere nulla, pur possedendo tutto.

TEATRO KOPÓ - via Vestricio Spurinna 47/49, 00175 Roma
dal 10 al 12 marzo 2017
ore 21, domenica doppia replica alle 17 e alle 21.

Info e prenotazioni: telefono 06 45650052
Sito web: www.teatrokopo.it


La compagnia Arte in Parte presenta
THE GLOBE GIRLS "Le ragazze del Globe"
commedia originale in un atto di Mauro Corsini
regia di Donatella Zapelloni
Con:
Laura Casamenti - Desdemona
Diana Casarini - Ofelia
Sara Miele - Cordelia
Jessica Pacioni - Giulietta
Marina Perini - Lady Macbeth

A quattrocento anni dalla sua morte, l’autore, in questo suo testo inedito, ha voluto ricordare Shakespeare non attraverso le sue opere, ma attraverso alcuni dei suoi personaggi femminili.
Desdemona, Giulietta, Ofelia, Cordelia, Lady Macbeth, si ritrovano nella medesima scena a raccontarsi in un confronto vivace e brillante, alternando momenti tra epoche vissute e l’attualità.
Una commedia che ritaglia gli originali profili shakespeariani e che nel divertimento dei dialoghi, affronta in maniera leggera, le tematiche del mondo femminile di tutte le epoche.
Cinque attrici ed una regista, uno spettacolo in “rosa” che dà il giusto risalto alle donne dei classici, spesso offuscate dai grandi protagonisti maschili.

PICCOLO TEATRO SAN PIO - via Paolo Stoppa 10, 00125 Roma
8 e 9 marzo 2017 - ore 21:00
Biglietti: € 12,00 Intero - € 10,00 Ridotto

Info e prenotazioni: telefono 338.1091411 - 348.4093777, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: http://www.piccoloteatrosanpio.it/


DONNE CHE SOGNARONO CAVALLI
di Daniel Veronese
adattamento e regia Roberto Rustioni
con Valeria Angelozzi, Maria Pilar Perez Aspa, Michela Atzeni, Paolo Faroni, Fabrizio Lombardo, Valentino Mannias
assistente alla regia Soraya Secci
scene e costumi Sabrina Cuccu
assistente scenografo Sergio Mancosu
luci Matteo Zanda
foto Alessandro Cani

una co-produzione Fattore K – Sardegna Teatro – Festival delle Colline torinesi
con il sostegno di Fondazione Olinda Teatro La Cucina
Lo spettacolo ha debuttato al festival delle Colline Torinesi a giugno 2016
e al Festival di Castiglioncello a luglio 2016 e arriva a Roma per la prima volta.

MUJERES SOÑARON CABALLOS uno dei testi più riusciti e rappresentativi dell’opera di Daniel Veronese, presenta una qualità di ambiguità e di mistero nella scrittura ed un andamento strutturale abbastanza particolare, tali da richiedere una breve esplicazione per facilitarne la lettura. Innanzitutto l’architettura dell’opera contiene uno sfasamento temporale: le scene o quadri sono 5, ma non sono in ordine cronologico, la prima scena (se vogliamo seguire e comprendere l’andamento della vicenda in senso lineare) è la 3 seguita poi dalla 1 e dalla 2 e poi le altre: cioè riassumendo la sequenza 3, 1, 2, 4, 5. Lucera, il personaggio più giovane, con i suoi monologhi che provano a ricostruire dolorosamente la sua memoria, aiuterà anche a ricostruire l’intera vicenda: Lucera è chiaramente una figlia di desaparecidos, una dei tanti figli di dissidenti tolti di mezzo durante la feroce dittatura militare che ha coinvolto l’Argentina tra il ’76 e l”83, strappati alle famiglie originarie ed affidati ad altre famiglie vicine al regime. Ma questa verità terribile è nascosta dietro ad una situazione ordinario-familiare apparentemente normale: tre fratelli ritrovano con le loro rispettive mogli per un improvvisato pranzo che li riunisce. Bugie, tradimenti, sospetti reciproci, competizioni continue e ridicole si alternano in un’atmosfera contemporaneamente torbida e tragicomica, fino ad arrivare ad un finale inaspettato e catartico. La Storia però con Veronese (così come avviene per Cechov-grande classico molto amato dall’autore argentino), rimane all’orizzonte, sullo sfondo, indeterminata, il Politico o il Sociale a Veronese interessano fino ad un certo punto. L’attenzione è sulle relazioni umane, sulla violenza insita nelle relazioni stesse, sul desiderio che ci muove come burattini tirati da invisibili fili, sulle dinamiche banali e quotidiane che possono rivelare inaspettatamente un fondo di orrore.
Sull’uomo e sulla donna, sul maschile e sul femminile, su ciò che conta, come in Cechov, appunto.

DANIEL VERONESE nato l’8 novembre del 1955 a Buenos Aires, è una delle figure di riferimento del teatro argentino nel periodo della post-dittatura. Inizia a lavorare all’inizio degli anni ‘90, fondando El Periférico de Objetos, collettivo di teatro di figura “per adulti”. Contemporaneamente Veronese inizia a scrivere testi propri, drammaturgie frammentarie, sospese in un presente “contaminato”, popolato da personaggi spesso senza nome e “psicologia”. Sul finire dei ‘90 il drammaturgo argentino diventa anche regista, dapprima mettendo in scena propri testi, tra cui anche “Mujeres soñaron caballos”, e negli ultimi anni indagando le scritture di Ibsen, Jon Fosse, Cechov, quest’ultimo molto amato dall’autore argentino. Buenos Aires – città che dopo la crisi economica del 2001 ha visto un’esplosione di esperienze teatrali- è considerata la città più “teatrale” del mondo e Daniel Veronese è riconosciuto come “maestro” da molti, al punto che anche grazie alla sua pratica in Argentina oggi è comune scrivere drammaturgie e metterle in scena allo stesso tempo. Veronese è stato selezionatore del Festival Internacional de Teatro de Buenos Aires e i suoi spettacoli sono stati ospitati nei maggiori festival europei e sudamericani.

ROBERTO RUSTIONI nasce a Milano, dove si diploma all’Accademia dei Filodrammatici e lavora per un paio d’anni con la compagnia del Teatro Filodrammatici. Dal 1991 entra a far parte stabilmente della compagnia di Barberio Corsetti, prendendo parte per più di dieci anni a tutte le produzioni. Ha lavorato anche con S. Braunsweig, E. Vargas, Rafael Spregelburd, Marco Baliani. Dal 2002 ha iniziato un percorso personale. Mette in scena Lucido di Spregelburd, con cui vince il Premio Ubu 2011 come miglior novità straniera. A partire dalla stagione 2011/12, attraverso un lungo lavoro laboratoriale, scrive, dirige e interpreta Tre atti unici da Anton Cechov, in tournèe con grande successo di pubblico e critica. Nella stagione 2014/15 dirige e interpreta Being norwegian di David Greig, è impegnato come attore nell’ultimo progetto di Lucia Calamaro e come attore ed assistente alla drammaturgia nel prossimo lavoro su Pasolini di Barberio Corsetti. Tra i progetti futuri la messa in scena di un testo inedito di Daniel Veronese ed un progetto sul Ramayana del poeta indù Valmiki.

ANGELO MAI - via delle Terme di Caracalla 55a, Roma
9-10-11 marzo h 21 * domenica 12 marzo h 19
biglietto unico 10 euro

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: http://www.angelomai.org/


ROMEO E GIULIETTA… PACCAVANO ECCOME!
Di Mimmo Strati e Maria Elisabetta Alaimo
con Marisol Serago, Cesare Cesarini, Anita Pusceddu, Flavia Faloppa, Francesco Falco, Andrea Carpiceci, Giulia Debe', Arianna Polidori, Tommaso Moro
regia Mimmo Strati
aiuto regia Claudio Zaccaria
costumi Isaura Bruni
scenografia Compagnia dei Bardi
ufficio stampa Rocchina Ceglia
grafica Valiera Minelle

Torna a Roma dopo qualche anno uno spettacolo di grande successo. Il Romeo e Giulietta di Mimmo Strati, ambientato in un istituto scolastico in autogestione, ribalta le aspettative, rimanendo fedele all'originale ma allo stesso tempo risultando scherzoso nei confronti del testo, senza mai essere irriverente.
Un'attrice disoccupata si ritrova a gestire un corso di teatro in un istituto tecnico autogestito. Il testo trattato è Romeo e Giulietta del Bardo William Shakespeare. Il primo impatto non è facile: i suoi "allievi" nascondono le loro insicurezze dietro una facciata di aggressività e modi sgarbati e rudi. Le uniche entusiaste sono due giovani ragazze, una di famiglia aristocratica e imparentata con noti personaggi, l'altra timida, silenziosa e forse con qualche problema di anoressia. L'attrice/professoressa non si scoraggia davvero mai, facendosi aiutare dalla bellezza del testo, cercando anche di parlare con i suoi "allievi" che si rivelano parecchio problematici e tutt'altro che insensibili.
Lo spettacolo corre continuamente su due binari: dalla magia della poesia e del teatro si ritorna alla realtà quotidiana fatta di battute e gag, tra dichiarazioni d'amore alla squadra del cuore, e ricordi dolorosi che inevitabilmente il teatro fa riaffiorare. Il balcone è un banco di scuola, al rinfresco della festa da ballo in casa Capuleti ci sono patatine e coca cola, per fare la pioggia bastano due buste di plastica, ma la forza della storia trascina comunque. Uno spettacolo sulla scuola e sulla magia del teatro, al tempo stesso istruttivo e divertente, poetico e goliardico, ma anche un po’ malinconico.

TEATRO DELLE MUSE - via Forlì 43, Roma
dal 9 al 26 marzo (dal giovedì alla domenica)
giovedì e venerdì ore 21.00, sabato ore 17.00 e 21.00, domenica ore 18.00
biglietti Intero 22€ - Ridotto 16€

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06.44233649
sito web: www.teatrodellemuse.it


Circomare Teatro presenta
GENERAZIONI
di e con Alessandra Cappuccini
regia Mario Umberto Carosi

In scena al Teatro Studio Uno da 9 al 12 marzo la Compagnia Circomare Teatro con “Generazioni” spettacolo, scritto ed interpretato da Alessandra Cappuccini e diretto da Mario Umberto Carosi, che racconta la vita di tre donne: nonna, madre e figlia, mettendo a confronto tre epoche diverse, ognuna con la propria morale, la propria etica e le proprie regole non scritte a cui queste donne si ribellano.
Tre storie di coraggio che narrano la forza dell’individualità e dell’essere donna: la nonna, che vive durante la seconda guerra mondiale, la mamma durante le contestazioni studentesche degli anni 60/70 e la figlia al giorno d’oggi. Un monologo che dipinge e tratteggia personaggi e luoghi diversi attraverso la fisicità e la gestualità dinamica di Alessandra Cappuccini, offrendo diversi spunti di riflessione sulle tematiche di genere, sulla storia della donna nel nostro paese, dalla fine della seconda guerra mondiale ai giorni nostri.
I tre periodi temporali si intrecciano e si sovrappongono nella voce e nei gesti dell’attrice, aiutata da pochi elementi scenici, oggetti di vita quotidiana, che si trasformano durante il racconto. Si materializzano così le tre generazioni: la storia della nonna, Rosetta, e il racconto di come lei si innamora e rimane incinta di un soldato fascista, padre di una bimba che non conoscerà mai, perché fucilato. La vita della madre, Margherita, cresciuta senza padre, in una stazione ferroviaria impresenziata, del suo viaggio a Roma dove si appassiona di politica alla fine degli anni 60. E infine Giulia, una donna moderna, che sogna di fare l’attrice, incastrata in una mondo frenetico, ipocrita e soffocante, una vita che sogna di cambiare.
La ricerca de La Compagnia Cirocomare Teatro, fondata nel 2002, si ispira alla “Commedia all’improvviso” dei comici dell’arte del XV° secolo, con l’intento di contestualizzare la Commedia dell’Arte nella società contemporanea. Attraverso lo studio di nuove maschere ispirate ai nostri tempi viene raccontato il mondo di oggi, conservando una dimensione mitica e fiabesca propria della Commedia.

TEATRO STUDIO UNO Sala Specchi - via Carlo della Rocca 6 (Torpignattara), Roma
Dal 9 al 12 marzo 2017
Ingr. 10 euro. Tessera associativa gratuita
Giov – Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrostudiouno.com


Data Unica

REQUIEM FOR PINOCCHIO
La scoperta dell’Esistenza
Leviedelfool
di e con Simone Perinelli
con un estratto di Emporium di Marco Onofrio
regia Simone Perinelli
aiuto regia e consulenza artistica Isabella Rotolo
produzione Leviedelfool
progetto fotografico Guido Mencari
spettacolo vincitore “Premio Anteprima” 2012, “Premio Bianco e Nero” della Civica Accademia di Arte Drammatica Nico Pepe

Dopo averli visti lo scorso novembre con Luna Park - Do You Want a Cracker?, Leviedelfool torna a Roma a chiudere la settimana in sostegno del Teatro dell’Orologio al Teatro India.
Requiem For Pinocchio, che era previsto per il mese di marzo sempre all’interno della stagione 16/17 del Teatro dell’Orologio, sarà in scena in replica unica il 7 marzo al Teatro India.
Pinocchio, il burattino divenuto umano suo malgrado, si stacca qui dalla classica messa in scena del testo di Collodi, per destreggiarsi nel nostro mondo dove la favola non è che un lontano ricordo, una delle tante versioni dei fatti. Nel testo scritto da Simone Perinelli e nutrito della consulenza artistica di Isabella Rotolo, Pinocchio diventa un “pretesto, uno sguardo preso in prestito dal quale osservare con occhio limpido, infantile e ribelle il mondo che ci circonda e la vita che affrontiamo quotidianamente” (Simone Perinelli).
REQUIEM FOR PINOCCHIO - La scoperta dell'Esistenza è il punto di partenza di una riflessione sviluppatasi poi in una trilogia, la TRILOGIA DELL’ESSERE, che, articolandosi in altri due capitoli attraverso i monologhi MACARON - La R-Esistenza e LUNA PARK - Do You Want a Cracker?, vuole essere un tentativo di indagare i meandri dell'esistenza attraverso i temi cari all'esistenzialismo ed in particolare al pensiero e all'opera di Albert Camus.
Leviedelfool vive dei progetti artistici di Simone Perinelli e di Isabella Rotolo. La compagnia lavora su drammaturgie originali ponendosi l'obiettivo di dar vita ad un Teatro contemporaneo in grado di collegare l'arcaico con il moderno: in grado di portare il mondo in sé dalla preistoria al presente anticipando l'avvenire.

TEATRO INDIA Sala B - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi), Roma
7 marzo 2017 - ore 19.00
La prenotazione è vivamente consigliata

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Per gli abbonati del Teatro di Roma biglietto a 10 euro


Emanuela Grimalda in
LE DIFETTOSE
impianto registico Serena Sinigaglia
un progetto di Emanuela Grimalda
liberamente ispirato al romanzo Le difettose di Eleonora Mazzoni
drammaturgia Eleonora Mazzoni,
Emanuela Grimalda, Serena Sinigaglia
aiuto regia Gianluca Di Lauro
elementi scenici Stefano Zullo
disegno luci Anna Merlo
aiuti alle scene Serena Ferrari, Elena Giannangeli
assistente alla produzione Valeria Iaquinto
distribuzione e ufficio stampa: OffRome
Produzione: Pierfrancesco Pisani, OffRome, Emanuela Grimalda con il sostegno di Corte Ospitale

Nell’ambito della rassegna Io sono mia presso la Casa Internazionale delle donne in Via San Francesco Sales a Roma, Emanuela Grimalda, attrice e autrice di origine triestina, che alterna da sempre cinema, teatro e televisione, dopo l’amatissimo personaggio di Ave Battiston nella serie Un Medico in Famiglia, torna in scena con Le difettose, tratto dal romanzo di grande successo Le Difettose di Eleonora Mazzoni. Uno spettacolo allegro, disperato, trasversale e vitalissimo esattamente come il microcosmo sotterraneo, apparentemente marginale ma assai popoloso che racconta. Sette personaggi per una sola attrice, ironia e commozione in uno slalom senza fiato.
“Ho letto il romanzo Le Difettose di Eleonora Mazzoni e ho pensato che la storia che raccontava mi riguardasse non solo come donna, ma come cittadina, come individuo che fa i conti con le trasformazioni in atto nella società in cui vive, con i sui conflitti, coi suoi costanti interrogativi. Mi interessava soprattutto approfondire il concetto del tempo nella società contemporanea , di come si spostato in avanti. Un tempo paradossale che ha allungato la durata della vita ma non l’età fertile . Il nostro tempo, in cui non è facile distinguere i desideri dai diritti e in in cui la scienza apre continuamente nuovi orizzonti etici. Mi piaceva del romanzo , il parlare della fecondazione assistita nei temini di sentimenti e persone e non di leggi o ideologie. L’adattamento che ne abbiamo fatto per il teatro mi permette di dare voce e corpo, lacrime e risate a sette personaggi diversi per inseguire, attraverso la storia di Carla, la protagonista e del suo percorso di fecondazione assistita una metafora piu’ grande della vita. Volevo raccontare il desiderio di Infinito di cui il desiderio di un figlio è parte, ma che appartiene a tutti. Donne e uomini. Ho proposto a Serena Sinigaglia la regia di questo spettacolo per stima e perché mi piaceva l’idea di come le nostre sensibilità si sarebbero incontrate attorno a un tema così difficile. E’ una scommessa intellettuale che ha reso ancora piu’ appassionante questo lavoro.”
(Emanuela Grimalda)

Note di regia
La Mazzoni, nel suo romanzo, affronta un tema particolare e delicato, molto delicato: la procreazione assistita. Ma non immaginate un libro specialistico o polemico o ideologico. Niente di tutto questo. “Le difettose” ha il raro pregio di contenere con forza un dato di universalità. Anche chi non si sia confrontato con quel tipo di esperienza, finisce presto per identificarsi con Carla e il suo viaggio “creativo”, la sua domanda esistenziale di “senso”, il suo disperato bisogno di realizzazione. Questo lo rende un romanzo perfetto per essere adattato al teatro. Ti regala un frammento di vita che può “danzare” sul palco. Non vuole darti un messaggio, una morale assoluta, non vuole dirti ciò che è giusto o sbagliato, vuole raccontarti una storia, tutto qui. Al resto ci penserà il lettore o lo spettatore, secondo la sua coscienza ed esperienza.
Ci vuole grazia e grande delicatezza per affrontare un tema così spinoso, ci vuole anche una bella dose di ironia e auto-ironia. E così è. Ti ritrovi immerso in un mondo ricco di parole nuove e colorite, “fivettare”, “incicognarsi”, “stikkare”, “covare”. Incontri uomini e donne che non si rassegnano, che desiderano, amano, sperano, cadono. Un flusso continuo che ti guida dalla prima pagina all’ultima attraverso l’oceano del più grande mistero della vita: il suo inizio.
(Serena Sinigaglia)

CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE - via San Francesco Sales 1 A, Roma
6 marzo 2017 | h. 21.00
Biglietti: Intero 12 euro; Ridotto 10 euro (over 65, under 25)

Info e prenotazioni: telefono 06 68401720
Sito Web: www.casainternazionaledelledonne.org


Tuttoteatro.com
in mancanza dei Premi “Dante Cappelletti” e “Renato Nicolini” presenta
ASSENZA, PRESENZA, TRASPARENZA
spazio scenico di Marcello Sambati
elaborazioni sonore di Antonia Gozzi e Martux_M-Maurizio Martusciello

L'Associazione Tuttoteatro.com, in collaborazione con il Teatro di Roma, lunedì 6 marzo alle 19.00 al Teatro India, presenta Assenza, presenza, trasparenza, evento unico con elaborazioni sonore di Antonia Gozzi e Martux_M, e con Marcello Sambati autore delle spazio scenico, un’opera nata dalla chiamata di artisti per denunciare l’impossibilità di dare vita all’edizione 2016 del Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche “Dante Cappelletti”.
Sono 30 i contributi vocali che gli artisti hanno deciso di donare a questo progetto: Athopos, Bartolini/Baronio, Fiora Blasi, Gigi Borruso, Carrozzerie Orfeo, Francesca Cola, Roberto Corradino, Antonello Cossia, Romina De Novellis, Alessandra Di Lernia, Daria Deflorian, Pietro Faiella, Mirko Feliziani, Frosini/Timpano, Salvo Lombardo, Lucilla Lupaioli, Adriano Mainolfi, Mario Mantilli, Rosario Mastrota, Pierpaolo Palladino, Marilù Prati, Gianluca Riggi, Maurizio Rippa, Roberto Rustioni, Federica Santoro, Giulio Stasi, Sabine Uitz, Teatro Dallarmadio, Elena Vanni e Teatro Forsennato, a cui si aggiungono registrazioni delle voci di Renato Nicolini e Dante Cappelletti.
L’opera, che prende il titolo dal convegno che concluse nel 2004 la prima edizione del Premio Tuttoteatro.com Dante Cappelletti, nasce dalla convinzione di non poter accettare di sospendere l’attività e cancellare un prezioso osservatorio sulle arti sceniche (della giuria hanno fatto parte Aggeo Savioli, Renato Nicolini, Roberto Canziani, Gianfranco Capitta, Massimo Marino, Laura Novelli, Attilio Scarpellini, Mariateresa Surianello) che tanta visibilità ha dato a progetti di spettacolo di artisti e compagnie sparsi in tutta Italia. Negli ultimi due anni, il disinteresse, le alternanze politiche e i vuoti istituzionali, in particolare, romani ci hanno costretti a rimescolare i tempi di svolgimento e la consueta cadenza del Premio. «Vogliamo sganciarci da questa deriva – dichiara Surianello, ideatrice e direttrice del Concorso - e, insieme alle donne e agli uomini che dell’arte scenica hanno fatto una pratica quotidiana, incidere nel presente col segno del nostro operare». Abbiamo incontrato in questo atto di resistenza e non pentimento (“Non ho mai voglia di pentirmi” si è chiamata la campagna di crowdfunding lanciata sul sito Tuttoteatro.com) musicisti raffinati come Antonia Gozzi, compositrice, pianista, performer che ha composto ed eseguito pezzi per il teatro approfondendo il rapporto parola-suono (D. Dimitriadis, L. Gozzi, O. Py, J. Pommerat, A. Demattè, ecc.), lavorando con compagnie teatrali e produzioni in Italia e all’estero (T.N.E., Arena del Sole, Théâtre de l’Odéon, Scène National D’Orleans, Compagnie des Orties, ecc.), e Martux_M (Maurizio Martusciello) compositore, produttore, sound designer e percussionista italiano che lavora con i più grandi musicisti in tutto il mondo. Sua la composizione delle musiche della performance XXYY & Martha@20 che viene presentata in questi giorni al New York Live Arts da Richard Move, in omaggio a Martha Graham. Ha collaborato con Giorgio Battistelli, Arto Lindsay, Danilo Rea, Markus Stockhausen e moltissimi altri. E’ stato direttore artistico per tre anni di Sensoralia, rassegna di arte elettronica audiovisiva del Romaeuropa Festival, e ha partecipato alla Biennale Musica di Venezia con il progetto X-Scape.
Firma lo spazio scenico di questo Assenza, presenza, trasparenza, offrendo al pubblico una rara occasione di partecipazione e responsabilità, il maestro della scena da oltre 40 anni Marcello Sambati, artista eclettico e sensibilissimo poeta, regista, coreografo, animatore di laboratori e fondatore di teatri. A Roma, dagli anni 70, ha presentato più di 30 spettacoli con una coerenza artistica e poetica invariata dalle prime installazioni fino alla Trilogia delle Tenebre e al Natura Requiem, da Dark Camera al Campo Barbarico, dal Teatro Furio Camillo a Tuscania, fino agli odierni laboratori e alla Scuola Oscena di Catania.
Qui propone un’installazione che celebra il teatro e la sua caducità. Tutti sono invitati a coltivare il fiore del teatro, in un giardino aperto e senza recinzioni.
Non c’è spazio per il pentimento in questo incontro che vuole solo far brillare e celebrare il teatro e l’ostinata presenza dell’agire artistico.

TEATRO INDIA - Lungotevere Vittorio Gassman, Roma
Lunedì 6 marzo, ore 19.00 Ingresso libero

Sito web: www.tuttoteatro.com


DIMMI CHE MI AMI
coreografia Simona Cieri
soggetto rosanna Cieri
musiche originali Daniele Sepe
disegno luci Rosanna Cieri
costumi Marco Caboni
danzatori Veronica Abate, Martina Agricoli, Andrè Alma
Maurizio Cannalire, Simona Gori
regia Rosanna e Simona Cieri
produzione Motus Danza

MOTUS anticipa la Festa della Donna
“DIMMI CHE MI AMI” di Motus un grido d’allarme contro la violenza alle donne

La “danza scomoda” dei MOTUS è di nuovo impegnata in una battaglia nazionale per denunciare quella che può essere definita una vera e propria strage. Con “Dimmi che mi ami”, in scena al Teatro Vascello di Roma il 6 marzo 2017 ale ore 21, la Compagnia lancia un grido d’allarme contro il femminicidio, fenomeno in aumento che registra in Italia una vittima ogni due giorni e mezzo e che, nella maggioranza dei casi, è perpetrato da un familiare o da una persona con cui la vittima ha avuto una relazione.
Addentrandosi nelle cause e nei meccanismi psicologici che conducono gli uomini ad arrogarsi diritto di vita o di morte sulle loro compagne, MOTUS analizza la diminuzione della percezione di realtà che viene dall'attutirsi del sentire e dall'incapacità di avvertire il valore delle cose, tipiche del mondo contemporaneo in disgregazione. In un contesto affettivamente precario, la ricerca di amore assume la connotazione di un affannoso e spasmodico inseguimento per raggiungere il possesso dell'altro, come unico sbocco possibile ai propri conflitti interiori. E la violenza contro le donne diviene "uno dei meccanismi sociali cruciali per mezzo dei quali le donne sono costrette in una posizione subordinata rispetto agli uomini" come sancisce l’Assemblea Generale Onu.
I comportamenti amorosi ambientati in questa cornice sgangherata, sono fotografati da MOTUS come surrogato di certezze che non ci sono, in grado di sopperire a bisogni esistenziali che altrove non possono essere soddisfatti. E allora sulla scena si alternano varie solitudini, dal bisogno di tenerezza all’esibizionismo, dalla ricerca spasmodica del partner, alla violenza del tutti-contro-tutti. Ma più di tutte domina la solitudine delle donne che subiscono violenza (6 milioni e 788 mila, solo in Italia, secondo i dati Istat 2015) spesso incapaci di denunciare i propri carnefici e non sufficientemente tutelate anche quando trovano il coraggio di denunciarli. La stessa solitudine di Giordana Di Stefano, danzatrice appena ventenne, accoltellata e uccisa a Nicolosi il 7 Ottobre 2015 dall’ex fidanzato che aveva denunciato per stalking, alla quale MOTUS dedica lo spettacolo.
Interpretato da Veronica Abate, Martina Agricoli, Andrè Alma, Maurizio Cannalire, Simona Gori, su coreografie di Simona Cieri e regia di Rosanna e Simona Cieri, lo spettacolo è frutto della collaborazione con il compositore napoletano Daniele Sepe, uno degli autori più interessanti e prestigiosi del panorama nazionale, che firma le musiche originali.

TEATRO VASCELLO - via Giacinto Carini 78, 00152 Roma
Lunedì 6 marzo 2017 h 21

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 589 8031
Sito web: www.teatrovascello.it


Glauco Mauri Roberto Sturno
EDIPO IL MITO
nel teatro nella letteratura nella musica
reading di brani da Sofocle, Dürrenmatt, Seneca, Tucidide, Cocteau
interventi musicali a cura di Luca Aversano musiche da Bach, Telemann, Debussy, Ibert, Ravel, Jolivet, Rota, Stravinskij eseguite dal vivo da
Marta Rossi - flauto Lamija Talam - oboe Raffaella Mattarelli - arpa
a cura di Andrea Baracco
produzione: Università degli studi Roma Tre e Compagnia Mauri Sturno

Martedì 7 marzo (ore 21) al Teatro Palladium EDIPO IL MITO nel teatro nella letteratura nella musica, avrà luogo una lettura-spettacolo promossa dall’Università degli Studi Roma Tre e dalla Compagnia Glauco Mauri Roberto Sturno per approfondire più compiutamente il mito immortale di Edipo.
Mito antico e profondamente radicato nella cultura occidentale e universale, fonte di ispirazione della poesia greca e della letteratura di tutti i tempi. Molti autori, classici e contemporanei, si sono misurati con la riscrittura appassionata della figura di Edipo che nel Novecento ha avuto, soprattutto dopo la formulazione del concetto di “complesso di Edipo” ad opera di Freud, un ruolo di primo piano nella storia del pensiero. Edipo Re è stato musicato da Igor Stravinskij e molti grandi musicisti hanno scritto le musiche di scena per Edipo a Colono.
Le due tragedie-capolavoro di Sofocle toccano gli strati più profondi della natura umana: Edipo è parricida ma è vittima del fato, la sua onestà intellettuale e morale lo porta a cercare ostinatamente la verità, e alla fine del suo lungo cammino comprende se stesso, la luce e le tenebre che sono dentro di lui, ma afferma anche il diritto alla libera responsabilità del suo agire.
Glauco Mauri e Roberto Sturno, che a distanza di vent’anni hanno riportato sulle scene italiane Edipo Re e Edipo a Colono, affidando la regia dei due capolavori di Sofocle a due registi di generazione diversa, lo stesso Mauri e Andrea Baracco, nella serata dedicata al Mito di Edipo offrono una lettura intensa e suggestiva di brani tratti da Edipo Re e Edipo a Colono di Sofocle, La morte della Plizia di Friedrich Dürrenmatt, Edipo di Seneca, La guerra del Peloponneso di Tucidide (libro II), La macchina infernale di Jean Cocteau.
Arricchiscono e integrano i momenti drammaturgici gli interventi musicali, curati da Luca Aversano, tratti dalle opere di Johann Sebastian Bach, George P. Telemann, Claude Debussy, Jacques Ibert, Maurice Ravel, André Jolivet, Nino Rota e Igor Stravinskij. Musiche eseguite dal vivo da Marta Rossi al flauto, Lamija Talam all’oboe e Raffaella Mattarelli all’arpa.
Il coordinamento fra parole e musiche è affidato alla cura di Andrea Baracco.

TEATRO PALLADIUM - Università Roma Tre - piazza Bartolomeo Romano 8, 00154 Roma
Martedì 7 marzo - ore 21
Ingresso: € 15 intero - € 10 ridotto - € 5 studenti

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 327 2463456
Sito web: teatropalladium.uniroma3.it


PRINCIPESSE E SFUMATURE
di e con Chiara Becchimanzi

Cenerentola? Pollyanna? Anastasia Steel?
Tante facce della stessa medaglia.
Ma forse,‘sta medaglia, è ora di buttarla nel cesso.
Perché di riflettere c’è bisogno, ma se si riflette ridendo si riflette meglio...
E quale momento migliore dell'8 marzo per ridere insieme su che cosa siamo diventate e su che cosa vogliamo diventare?
Vincitore del Premio Comedy al Roma Fringe Festival 2016, inserito nella top ten dei migliori spettacoli teatrali da Media e Sipario, selezionato dall'Ordine Nazionale degli Psicologi per la giornata dedicata al femminile, Principesse e Sfumature di e con Chiara Becchimanzi, dopo il grande successo al Teatro Trastevere, torna in data unica mercoledì 8 marzo nella sua versione integrale al Teatro Hamlet.
Un pezzo esilarante e intelligente, per ridere (e forse piangere) in maniera mai banale sulla sessualità raccontata da una donna alle stesse donne e agli uomini, posti davanti a una “tragica verità” su cui riflettere... di cuore,come di cuore e sincero è questo spettacolo che in scena al Roma Fringe Festival e nelle rappresentazioni successive ha conquistato stampa e critici, insieme a pubblico di ogni età, gusti sessuali, orientamento.
Una donna sull’orlo della crisi dei 30 anni, una indefinita psicoterapeuta dalla voce suadente, e molte domande: perché le donne di oggi devono essere per forza "tutto"? Cosa vuol dire sottomissione femminile in un contesto in cui una patacca editoriale come "50 sfumature di grigio" vende lo stesso numero di copie di "Don Chisciotte"? Cosa vogliamo, a letto, da un uomo? Perché non sempre riusciamo a chiederlo? Quali sono i nostri modelli estetici, e soprattutto emotivi? Perché spesso siamo portate ad accontentarci, a sacrificarci?
La prima volta. Le relazioni. Sentirsi belle. Sesso. Sesso da soli, sesso insieme, sesso raccontato, sesso immaginato. Gli uomini. Le principesse e le spade. Principesse e Sfumature si interroga sulla femminilità, sulle relazioni, sulle idiosincrasie della sensualità/sessualità. Un ragionamento sincero e sentito, in grande rapporto col pubblico, senza mai prendersi troppo sul serio.
"Nascere nell’85 vuol dire avere circa 30 in questa nostra malandata epoca” racconta l’autrice e attrice Chiara Becchimanzi. “E avere 30 anni adesso vuol dire far parte della generazione dell’incertezza. Lavorativa. Logistica. Sentimentale. Scrivo “Principesse e sfumature” perché sono veramente in terapia. Perché veramente ho incontrato uomini di tutti i tipi. E soprattutto, perché le colte, brillanti, infaticabili trentenni multitasking della nostra epoca odiano le principesse…ma vorrebbero esserlo. Anche se non lo ammetterebbero mai. E questo attrito tra ciò che siamo consapevolmente diventate e ciò che il bombardamento culturale subito nell’infanzia ci induce a voler essere genera situazioni esilaranti, incomprensioni irresistibili, disavventure immediatamente riconoscibili."

Perché di riflettere c’è bisogno, ma se si riflette ridendo si riflette meglio.

TEATRO HAMLET - via Alberto da Giussano 13, Roma
Mercoledì 8 marzo 2017
Biglietto 13 euro + tessera (per i non associati) 2 euro

Info e prenotazioni: telefono 3492236865 (solo messaggi whatsapp), mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: http://www.teatrohamlet.it/


Ancora in scena

Il Premio The Stage for Acting Excellence SILVIA GALLERANO in
LA MERDA
di CRISTIAN CERESOLI
Premio Fringe First for Writing Excellence
UNA PRODUZIONE FRIDA KAHLO PRODUCTIONS
CON RICHARD JORDAN PRODUCTIONS, PRODUZIONI FUORIVIA
IN COLLABORAZIONE CON SUMMERHALL (EDINBURGH) E TEATRO VALLE OCCUPATO (ROME)
PRODUZIONE ESECUTIVA & TOUR MANAGING MARCO PAVANELLI
TECNICO GIORGIO GAGLIANO

Dopo aver vinto l’oscar del teatro europeo e registrato un enorme successo di pubblico e critica in tutto il mondo, il poetico flusso di coscienza sulla condizione umana – il clamoroso fenomeno che ha da tempo rotto i confini del teatro e che viene accolto quasi fosse un concerto rock – ritorna in Italia, nonostante una sottile e persistente censura.
L’opera che ha scioccato e meravigliato il mondo al Festival di Edimburgo 2012 registrando il tutto esaurito anche nel ritorno al festival del 2013, continua senza sosta a raccogliere recensioni entusiaste dai più importanti media internazionali e un’accoglienza clamorosa in ogni città e villaggio, con Edimburgo, Copenhagen, Roma, Madrid, São Paulo, Milano, Glasgow, Berlino, Vilnius, Adelaide e il celeberrimo West End di Londra in cinque anni consecutivi di tutto esaurito, nonostante una sottile e persistente censura, in particolare in Italia.
Il “brutale, disturbante e umano” testo sulla condizione umana di Cristian Ceresoli, considerato “straordinario” dal Times, e che gli è valso il Fringe First Award for Writing Excellence per la scrittura, viene pubblicato in edizione bilingue Italiano–Inglese dalla Oberon Books di Londra nel 2012 ed è tradotto oltre che in inglese, in greco, danese, ceco, spagnolo, gallego, portoghese brasiliano e francese, mentre è in corso di traduzione in numerose altre lingue.
L’interpretazione “sublime e da strapparti la pelle di dosso” di Silvia Gallerano definita “straordinaria” dal Guardian viene accolta da più da cinque anni da commosse ovazioni. La Gallerano, che interpreta La Merda sia in inglese che italiano, e prossimamente anche in francese, è la prima attrice italiana a vincere il The Stage Award for Acting Excellence.
La Merda è un fenomeno che ha da tempo rotto i confini del teatro e viene seguito quasi fosse un concerto rock, con un’accoglienza clamorosa in ogni città e villaggio.
La Merda si manifesta come uno stream of consciousness dove, in poesia, si scatena la bulimica e rivoltante confidenza pubblica di una “giovane” donna “brutta” che tenta con ostinazione, resistenza e coraggio di aprirsi un varco nella società delle Cosce e delle Libertà.
La Merda ha come spinta propulsiva il disperato tentativo di districarsi da un pantano o fango, ultimi prodotti di quel genocidio culturale di cui scrisse e parlò Pier Paolo Pasolini all’affacciarsi della società dei consumi. Quel totalitarismo, secondo Pasolini, ancor più duro di quello fascista poiché capace di annientarci con dolcezza.
Dopo circa due anni di lavorazione in uno stato precario dovuto al boicottaggio e alla censura subiti in Italia, alla fine di Marzo del 2012 la Première Italiana de La Merda al Teatro i di Milano va completamente sold out, con replica straordinaria esaurita in poche ore. Ad agosto dello stesso anno, la versione in inglese de La Merda (The Shit) viene presenta in Prima Mondiale alla Summerhall, per il Fringe Festival di Edimburgo, dove ottiene un altro record di pubblico fino a diventare un Fringe Sell Out Show. Qui riceve critiche straordinarie e vince il Fringe First Award for Writing Excellence per la scrittura a Cristian Ceresoli, il The Stage Award for Acting Excellence per l’interpretazione a Silvia Gallerano e l’Arches Brick Award for Emerging Art oltre a una nomination per il Totale Theatre Award (mentre in Italia vince, tra gli altri, il Premio della Critica ANCT). Da quel momento un clamoroso e scioccante successo di pubblico e critica accompagna l’opera nel Tour Mondiale (incluse Londra, Madrid, São Paulo, Roma, Glasgow, Berlino, Vancouver, Vilnius, Copenhagen, Lisbona e Adelaide) con anni consecutivi di tutto esaurito nonostante una sottile e persistente censura continui a manifestarsi, in particolare in Italia. Intanto le produzioni del testo in altri paesi, come Danimarca e Brasile, vengono accolte con settimane di tutto esaurito e altrettanto successo di critica.

TEATRO DUE - vicolo dei Due Macelli 37, 00187 Roma
Dall'1 al 20 marzo, ore 21

Info e prenotazioni: telefono 06/6788259, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrodueroma.it


SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE
di Luigi Pirandello
con Carlo Valli, Marta Nuti, Selene Gandini, Alberto Mariotti, Giorgia Ferrara, Barbara Begala, Martino Duane, Giuseppe Rispoli, Maria Chiara Centorami, Roberto Mantovani, Germana Di Marino, Francesco Iaia, Alessandro Gorgoni
Scene Fabiana Di Marco – Costumi Daniele Gelsi
Actor Coach Melania Giglio
Adattamento e regia Daniele Salvo

Il mondo di Pirandello è un universo complesso fatto di linguaggi, visioni, sogni, miraggi, allucinazioni.
Nel suo universo il mondo dei vivi e il mondo dei morti si toccano, si sovrappongono, senza alcuna avvertenza.
Questi personaggi in cerca d’autore, figure evanescenti, diafane, sospese sul filo, ripetono all’ infinito, ossessivamente, le proprie brevi ed insignificanti esistenze. Sono funzioni linguistiche, spettri teatrali, vite fittizie.
La scrittura di Pirandello utilizza le armi della Fantasia per trovare nuove prospettive, per scoprire nuovi universi e definire nuove traiettorie. Il tentativo è quello di entrare direttamente nelle menti e nei cuori dei personaggi, nei loro desideri, nei loro affanni, nelle loro ansie e speranze disattese o soddisfatte.
L’equilibrio delicatissimo in cui si muovono tutte le figure del testo, compone un affresco di una potenza espressiva straordinaria….
Un unico raggio di luce cristallina attraversa la scena: è quella l’unica speranza, l’unica possibilità di un futuro luminoso.
Il vero unico luogo reale rimane però la mente umana, analizzata con gli strumenti dell’ironia pirandelliana, un attimo prima di un improbabile risveglio.

TEATRO GHIONE - via delle Fornaci 37, 00165 Roma
dal 24 febbraio al 19 marzo 2017
dal martedì al sabato, ore 21.00 domenica ore 17.00 lunedì riposo

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 6372294 - 06 39670340
Sito web: www.teatroghione.it


Lorella Cuccarini in
LA REGINA DI GHIACCIO - Il Musical
ispirato alla Turandot di Giacomo Puccini
musica Davide Magnabosco, Paolo Barillari, Alex Procacci
testi Maurizio Colombi, Giulio Nannini
scene Alessandro Chiti, costumi Francesca Grossi
disegno luci Alessio De Simone, disegno suono Emanuele Carlucci
videografica Marco Schiavoni direzione musicale e arrangiamenti Davide Magnabosco
coreografie Rita Pivano
aiuto regia Davide Nebbia, assistente coreografie Francesco Spizzirri
con
LORELLA CUCCARINI nel ruolo di TURANDOT
PIETRO PIGNATELLI nel ruolo di CALAF
SIMONETTA CARTIA nel ruolo di CHANG’È,
SERGIO MANCINELLI nel ruolo di YAO,
VALENTINA FERRARI nel ruolo della strega TORMENTA
FEDERICA BUDA nel ruolo della strega GELIDA
SILVIA SCARTOZZONI nel ruolo della strega NEBBIA
GIANCARLO TEODORI nel ruolo di PING
JONATHAN GUERRERO nel ruolo di PONG
ADONÀ MAMO nel ruolo di PANG
PAOLO BARILLARI nel ruolo di ALTOUM
FLAVIO TALLINI nel ruolo del PRINCIPE DI PERSIA
LAURA CONTARDI nel ruolo di ZELIMA

ensemble
LUCA CONTINI, MARTINA GABBRIELLI, FILIPPO GRANDE, CAMILLA MAFFEZZOLI,
ANTONELLA MARTINA, ELEONORA PELUSO, IVAN TRIMARCHI
regia MAURIZIO COLOMBI

Dopo il successo di RAPUNZEL il musical, torna al Teatro Brancaccio Lorella Cuccarini in LA REGINA DI GHIACCIO il musical, ideato e diretto da Maurizio Colombi, ispirato alla fiaba persiana da cui nacque la Turandot di Giacomo Puccini.
Lorella Cuccarini interpreta il ruolo di una crudele e malefica regina vittima di un incantesimo, nel cui regno gli uomini sono costretti ad indossare una maschera per non incrociare il suo sguardo. Solo colui che sarà in grado di risolvere tre enigmi potrà averla in sposa. Riuscirà il Principe Calaf, interpretato da Pietro Pignatelli, a sciogliere il cuore di ghiaccio della regina con il calore e il fuoco del suo amore?
L'Opera lirica Turandot, incompiuta per la prematura scomparsa di Puccini, ebbe nelle varie edizioni dei finali distinti. Il moderno adattamento in musical di Maurizio Colombi, geniale regista che si conferma una delle menti più creative del genere Musical (suoi Rapunzel, Peter pan),dà una nuova chiave di lettura fantastica, più vicina alla sensibilità dei bambini, grazie all’inserimento di personaggi inediti: le tre streghe Tormenta, Gelida e Nebbia, fautrici dell’incantesimo, in contrasto con i consiglieri dell’imperatore Ping, Pong e Pang; un albero parlante, la Dea della Luna Changé, il Dio del Sole Yao. Un cast artistico formato da venti straordinari performer fra attori, cantanti, ballerini, acrobati.
Alessandro Longobardi, direttore artistico del Teatro Brancaccio, produce per Viola Produzioni questo nuovo grande musical, riconfermando la squadra vincente di Rapunzel: Maurizio Colombi, Lorella Cuccarini, oltre al prezioso cast creativo: Davide Magnabosco, Alex Procacci e Paolo Barillari per le musiche, Giulio Nannini per i testi, Alessandro Chiti per le scenografie, Francesca Grossi per i costumi, Alessio De Simone per il disegno luci Emanuele Carlucci per il disegno suono, Rita Pivano per le coreografie.
Non mancheranno in sala gli effetti speciali che abbattono la quarta parete coinvolgendo tutti gli spettatori, grazie all’utilizzo di immagini video realizzate con le più moderne tecnologie.
La musica originale, composta da 18 emozionanti brani musicali arrangiata e diretta da Davide Magnabosco mantiene dei riferimenti melodici ad alcune tra le più famose arie di Puccini ,come il celeberrimo Nessun dorma, rivisitato in chiave pop e di altri “grandi” dell’opera lirica.

TEATRO BRANCACCIO - via Merulana 244, 00185 Roma
Dal 4 marzo al 26 marzo 2017

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 80687231
Sito web: www.teatrobrancaccio.it


LSD edizioni presenta
Lillo & Greg
IL MISTERO DELL'ASSASSINO MISTERIOSO
Di Pasquale Petrolo e Claudio Gregori
Con Vania Della Bidia, Danilo De Santis e Dora Romano
con la partecipazione di Luca Latino
Regia Lillo & Greg
Scene Andrea Simonetti

Lillo & Greg per la prima volta al Teatro Sistina: dal 22 febbraio (e fino al 12 marzo) l’amatissima coppia comica arriva sul palcoscenico dello storico teatro romano con “Il Mistero dell’Assassino Misterioso”, un autentico “cult” del loro straordinario repertorio. Un castello nella campagna londinese, un misterioso maggiordomo, l’omicidio di un’anziana contessa, un investigatore e gli stravaganti sospettati: ecco gli ingredienti per un perfetto giallo, dai toni brillanti, di chiara matrice anglosassone. 
Il detective Mallory ha riunito nel salone principale del castello i sospetti assassini della Contessa Worthington, ma un inatteso accadimento cambierà le dinamiche dell’indagine, minando esponenzialmente la trama del giallo e scatenando gli egoismi e le meschinità degli altri attori disposti a tutto pur di farsi notare da un produttore televisivo presente in platea.
 I ritmi serrati, le battute oblique, l'onnipresente umorismo di situazione e non ultima la cornice del giallo, rendono la commedia elettrizzante ed esilarante fuor di ogni dubbio. Nata da un’idea di Greg e scritta a quattro mani con Lillo, "Il Mistero dell’assassino misterioso" è la prima commedia in cui si fa centrale la narrazione metateatrale - tanto cara alla coppia- che svela, scardinandolo con un pizzico di perfidia, il delicato equilibrio su cui vivono alcune compagnie di teatro, ma su cui si fondano anche la maggior parte dei rapporti umani: gelosie, meschinità, invidie, rancori e falsità. Insieme a Lillo & Greg sul palco anche Vania Della Bidia, Danilo De Santis e Dora Romano. La Regia è di Lillo & Greg. Scene di Andrea Simonetti.

TEATRO SISTINA - via Sistina 129, 00187 Roma
Dal 22 febbraio al 12 marzo 2017
Prezzi Biglietti: Poltronissima €44,00, Poltrona e I Galleria €39,50, Seconda Galleria €34,00, Terza Galleria €27,50
Orario Spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00, domenica ore 17.00, mercoledì 1 marzo ore 17.00, sabato 4 marzo ore 17.00 e ore 21.00

Info e prenotazioni: telefono 06.4200711 - 392.8567896, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.ilsistina.it

 

FABRIZIO GIFUNI - L'AUTORE E IL SUO DOPPIO
Camus, Pasolini, Testori, Cortázar, Bolaño

martedì 7 e mercoledì 8 marzo
Fabrizio Gifuni legge
RAGAZZI DI VITA
di Pier Paolo Pasolini
Fabrizio Gifuni in collaborazione con Solares Fondazione delle Arti

giovedì 9 e venerdì 10 marzo
IL DIO DI ROSERIO
di Giovanni Testori
studio sul primo capitolo
Fabrizio Gifuni in collaborazione con Solares Fondazione delle Arti

sabato 11 e domenica 12 marzo
UN CERTO JULIO
omaggio a Julio Cortázar e Roberto Bolaño
Havier Girotto, sassofoni
Fabrizio Gifuni in collaborazione con Solares Fondazione delle Arti

Un viaggio di andata e ritorno. Le parole provenienti dai corpi dei loro autori si depositano sulle pagine di un libro all'unico scopo di essere trasmesse. Finchè un attore le stacca dalla dimensione orizzontale in cui occasionalmente si trovano per rimetterle in verticale, riportandole alla loro sede originale, facendosene nuovamente carico. Dal corpo dello scrittore al corpo di scena.

TEATRO VASCELLO - via Giacinto Carini 78, 00152 Roma
dal 2 al 12 marzo 2017
dal giovedì al sabato ore 21, domenica ore 18

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 5898031
Sito web: www.teatrovascello.it


IL DOPPIATTORE
(LA VOCE OLTRE IL BUIO)
Scritto e diretto da Angelo Maggi
Con Vanina Marini e con l’amichevole partecipazione in video di Pino Insegno, Massimo Lopez, Marina Tagliaferri, Luca Ward
Sound designer e direzione tecnica Mauro Lopez
Aiuto regia Francesca Maggi
Scenografia e costumi Francesco Montanaro
Arrangiamenti musicali Roberto Lanzo ed Enrico Razzicchia
Vocal coach Gabriella Scalise
Light designer Francesco Bárbera
Riprese e montaggio interviste Francesco D’Ascenzo
Fotografo di scena e backstage Maurizio Pittiglio
La clip de Le voci del tempo perduto è di Gerardo di Cola e Andrea Razza
Realizzazione Clip Ospiti d’Onore di Mauro Lopez
Grafica e locandina Pádraig Ó Broin e Andrea Torricelli e Barbara Lulli
Registrazioni e prove effettuate presso SAFE & SOUND di Roma
L’armatura di Iron Man, la statua del Commissario Winchester e le attrezzature da palco sono state realizzate da Dany Bao
Collaborazione ai testi Patrizia Pesaresi
Collaborazione alle clip Francesco Silella
Assistente alla regia e Direttore organizzativo Valentina Morini
Direttore di palco Carlo Bernardini

Ospiti d’onore:
7 marzo GABRIELE LOPEZ
8 marzo FRANCESCO PEZZULLI
9 marzo GIORGIO BORGHETTI
10 marzo GIO GIO’ RAPATTONI
11 marzo CLAUDIA CATANI
12 marzo ALESSANDRO ROSSI

Torna a Roma - stesso teatro, stesso periodo, stesso cast - il primo e l’unico spettacolo dedicato all’arte del doppiaggio italiano: la voce di Tom Hanks, Bruce Willis, Robert Downey Jr, Il Commissario Winchester dei Simpson, Mark Harmon di NCIS e James Spader di Black List, ovvero Angelo Maggi, porterà dal 28 febbraio al 12 marzo sul palco del Teatro Belli il suo Doppiattore: una performance teatrale e cinematografica, musicale e colloquiale che, ospitando illustri ospiti del mondo italiano del “dubbing”, assumerà ogni sera una veste diversa. Ad accompagnare Maggi nel suo viaggio caleidoscopico oltre il sonoro della pellicola ci sarà Vanina Marini, alternata sullo schermo da quattro inconfondibili paia di corde vocali, quelle di Pino Insegno, Massimo Lopez, Marina Tagliaferri e Luca Ward. In sala, tra le interazioni col pubblico e le interpretazioni in diretta di alcuni degli spezzoni cinematografici più noti scelti ad hoc per esaltare la tecnica del doppiaggio in sala, Maggi chiamerà alcuni tra i professionisti dalle voci più riconoscibili per film musicali, drammi, documentari, cartoni animati e fiction. Si comincerà il 28 febbraio con Gabriella Scalise e, a seguire, per ogni giorno di rappresentazione, Gino La Monica (1 marzo), Fabrizio Pucci (2), Stefano Benassi (3), Claudia Razzi (4), Marina Tagliaferri (5), Gabriele Lopez (7), Francesco Pezzulli (8), Giorgio Borghetti (9), Gio Gio’ Rapattoni (10), Claudia Catani (11) e Alessandro Rossi (12). Vi saranno inoltre, come da tradizione oramai acquisita, due repliche pomeridiane speciali monotematiche: domenica 5 marzo saranno ospiti sul palco le voci di NCIS (Antonella Baldini, Patrizia Burul, Ambrogio Colombo, Stefano Crescentini, Valentina Favazza, Francesca Fiorentini, Alessandro Quarta, Laura Romano, Fabrizio Vidale), mentre una settimana dopo Il Doppiattore ospiterà le voci di IL TRONO DI SPADE (Sandro Acerbo, Claudia Catani, Letizia Ciampa, Simone Crisari, Daniele Giuliani, Mauro Gravina, Riccardo Rossi, Edoardo Stoppacciaro).
Il Doppiattore” – come afferma Maggi nella sua lectio magistralis - è il mestiere di colui che prima di tutto è un attore con il compito di dare espressione, nella nostra lingua, alle emozioni che altri hanno creato nella loro: in tale ambito lo spettacolo rappresenta una eccellente e rara occasione per il pubblico di conoscere da vicino e vedere chi si nasconde dietro una “Voce” che lo accompagna quotidianamente nelle sale cinematografiche o davanti al piccolo schermo, ma – ancor più – lo spettatore potrà assistere ad una vera propria seduta di doppiaggio dal vivo, entrando magicamente in sala insieme ai protagonisti del sonoro.
Un’iniziativa realizzata grazie al sostegno di Cinedubbing, con il patrocinio del Municipio I Centro Storico del Comune di Roma e Pro Loco Roma Capitale, in collaborazione con scuola di teatro Studio Enterprise, MKTP, Anad, Cat Sound e Safe & Sound. Gli abiti di scena sono di Kilt.

TEATRO BELLI - piazza di Sant’Apollonia 11/a, Roma
Dal 28 febbraio al 12 marzo 2017
Biglietti: € 18, intero - € 13, ridotto

Info e prenotazioni: telefono 06 5894875, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrobelli.it


Massimo Venturiello in
PROFUMO DI DONNA
(dal romanzo di Giovanni Arpino IL BUIO E IL MIELE)
adattamento di Pino Tierno
con (in ordine alfabetico)
Irma Ciaramella, Camillo Grassi, Andrea Monno
Claudia Portale, Sara Scotto Di Luzio, Franco Silvestri
scene Alessandro Chit - costumi Sabrina Chiocchio
musiche Germano Mazzocchetti - light designer Umile Vainieri
regia Massimo Venturiello
la voce dei brani cantati è di Tosca

Un capitano in pensione, rimasto cieco a causa di un'esplosione accidentale, decide di recarsi a Napoli da un amico anch'egli non vedente. Il capitano si farà accompagnare in questo viaggio da un giovane soldato in permesso premio. Tra vessazioni e rimproveri, il giovane, ribattezzato ''Ciccio'' al pari di tutti gli sventurati che si sono succeduti nell'ingrata mansione, “scorterà” quindi il bizzarro capitano che si rivelerà un uomo dalla personalità poliedrica; a tratti irascibile e spigoloso, a volte ironico e autoironico, sempre e comunque irresistibile seduttore di donne, per le quali ha una particolare passione. I due partono in treno da Torino e la prima tappa è Bologna, dove il capitano decide di passare alcune ore con una prostituta. La seconda tappa del viaggio è Roma, dove il capitano parla con il cugino prete della sua condizione fisica e, per ultimo, giungono a Napoli, dove il capitano viene corteggiato da una giovane donna perdutamente innamorata di lui, ma il capitano sembra infastidito dalle sue attenzioni. La vera ragione del viaggio e dell’incontro con l’amico non vedente giungerà inaspettata e sorprendente solo alla fine... solo allora il capitano capirà che non potrà rifiutare l'aiuto e le attenzioni della giovane donna.
“Ora che abbiamo i mezzi per spaziare, per comunicare con tutti ci siamo chiusi in noi stessi, siamo diventati cinici disumani…” Così dice Charlie Chaplin nel discorso finale de “Il Grande Dittatore” e, come a volte succede a noi attori, le parole che continuiamo a ripetere tutte le sere ci restano addosso e ci rimbalzano poi nella mente durante le nostre giornate. Così, interpretando il ruolo che fu di Chaplin, ho spesso ripensato a queste parole ed è cresciuta in me la necessità di continuare a parlarne. Viviamo quotidianamente il paradosso di un’epoca in cui la globalizzazione ci spinge sempre di più verso l’isolamento e l’anonimato. Ecco perché mi sono innamorato del romanzo di Giovanni Arpino “Il buio e il miele” e ho deciso di portarlo in scena come già fece Dino Risi con l’indimenticabile film interpretato da Vittorio Gassman “Profumo di donna”, poi risorto nel remake “Scent of a Woman” di Martin Brest con Al Pacino. Questo romanzo-film è sicuramente l’emblema della solitudine moderna, della disillusione esistenziale che inevitabilmente conduce al cinismo e alla perdita di umanità e che assume nella figura del protagonista Fausto una dimensione cosmica (chissà se Arpino, dando al suo protagonista il nome di Fausto ha, magari inconsciamente, pensato al dottor Faust), spingendolo verso un crinale in cui si è smarrito il “profumo della vita”, la disperazione si confonde con l’ironia e il sarcasmo e la tragedia diventa persino comica, esilarante, proprio come tragica e comica è la condizione umana.
Ed è proprio così che me lo immagino questo spettacolo, un incontro di emozioni contrapposte, uno scontro di lacrime e risate in cui, al momento, non so quale delle due prenderà il sopravvento.”(Massimo Venturiello)

TEATRO PARIOLI PEPPINO DE FILIPPO - via Giosuè Borsi 20, 00197 Roma
Dal 2 al 12 marzo 2017
Ingresso: Platea € 27,00 Galleria € 22,00

Info e prenotazioni: telefono 06 8073040, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.parioliteatro.it


COSE POPOLARI
di Nicola Pistoia, Francesco Stella, Ariele Vincenti
con Giordana Morandini, Nicola Pistoia, Francesco Stella, Ariele Vincenti
Regia Nicola Pistoia

Roma, oggi. Possedere una casa di proprietà o sostenere le spese per un affitto sono un lusso che Fabio, a causa delle precarie condizioni economiche e lavorative in cui versa, non può permettersi. E così, all’insaputa della compagna Patrizia, trascina il suo amico e cognato Stefano nel disperato tentativo di occupare abusivamente una casa popolare, ormai disabitata. A far loro da “guida” in questa avventura tanto illegale quanto inevitabile è Mario, il misterioso dirimpettaio amante della musica classica e della raccolta differenziata...
“Cose popolari”, scritto “a sei mani” da Nicola Pistoia (anche regista), Ariele Vincenti e Francesco Stella - in scena insieme a Giordana Morandini - sfrutta il tema degli illeciti e degli abusi che circondano il mondo degli alloggi popolari, tanto trattato nella cronaca degli ultimi tempi, come pretesto per raccontare quattro storie del popolo, quattro vite concrete che il destino ha deciso di intrecciare sul pianerottolo di un condominio. Cose popolari, appunto, ispirate a una vicenda vera, o forse a migliaia di vicende vere.

TEATRO 7 - via Benevento 23, Roma
dal 28 febbraio al 19 marzo 2017

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 - 442.36.382
Sito web: www.teatro7.it


Lukas Heller ed Henry Farrell
CHE FINE HA FATTO BABY JANE?
Adattamento e regia di Susanna Lauletta e Alessandra Silipo
Il thriller candidato a Cannes e agli Oscar arriva a teatro
con Alessandra Silipo, Susanna Lauletta, Fabrizia Scopinaro, Ilaria Orlando, Michele Prosperi

Candidato nel 1963 per il Premio Oscar, il Festival di Cannes, I Golden Globe e I BAFTA, il thriller gotico “Che fine ha fatto Baby Jane”, pellicola che vide protagonista una grandissima Bette Davis insieme a Joan Crawford, arriva al Teatro Stanze Segrete di Roma dal 28 febbraio al 12 marzo con la regia di due donne: Susanna Lauletta e Alessandra Silipo.
Follia, immobilismo, suspance e paura, gli ingredienti del romanzo firmato Henry Farrell, vengono ricreati dalle due registe all’interno degli spazi “claustrofobici” del Teatro Stanze Segrete che, per l’occasione si veste di inquietudine e atmosfere noir.
La storia è nota: Blanche e Jane Hudson (sulla scena Susanna Lauletta e Alessandra Silipo), due sorelle entrambe attrici, vivono incastrate in un legame di morbosa apparente indifferenza sull’eco della loro rivalità. Costrette a vivere insieme a causa di un incidente che ha sconvolto la carriera e la vita di entrambe, si muovono quotidianamente, prigioniere di se stesse, nel proprio interminabile e meccanico labirinto mentale.
Un senso di colpa assordante che silenziosamente rimbalza in ogni gesto e parola determinando un crudele e sottile confronto. La precedente gelosia e l’attuale le dipendenza l’una dall’altra creano un rapporto di astio dispettoso e di tacito reciproco rimprovero per la propria condizione.
Liberarsene, rompere questo legame fortemente radicato provocherà degli squilibri che inevitabilmente non si potranno controllare.
Completamente inedita e originale è invece la scelta di un teatro così raccolto come Stanze Segrete, che amplifica il senso claustrofobico della reciproca reclusione alla quale si condannano le due sorelle, e ne immerge totalmente lo spettatore, reso personaggio attraverso la collocazione alle sue spalle della vicina.
Un modalità tutta teatrale per portare lo spettatore dentro l’incubo, coinvolgendolo con la vicinanza quasi tattile agli attori, gli odori e l’atmosfera onirica e surreale, thriller e inquietante.

TEATRO STANZE SEGRETE - via della Penitenza 3 (Trastevere), Roma
dal 28 febbraio al 12 marzo 2017
dal martedì al sabato ore 21.00; domenica ore 19.00. Prezzo biglietto: 10 – 15 euro.

Info e prenotazioni: telefono 066872690
Sito web: www.stanzesegrete.it


Pippo Franco in
BRANCALEONE E LA SUA ARMATA
Il lato tragicomico dell'esistenza umana
Regia Pippo Franco

Giovedi' 2 marzo 2017 alle ore 21,00 debutterà al Salone Margherita, in prima nazionale, lo spettacolo “Brancaleone e la sua Armata - Il lato tragicomico dell’esistenza umana“ interpretato e diretto da Pippo Franco.
Il debutto segna il ritorno di Pippo Franco al Salone Margherita con una esilarante commedia ricca di comicità, divertimento, risate, ma non priva di contenuti e di momenti di riflessione.
Il comico romano, accompagnato dalla sua "armata" composta da attori ben noti al grande pubblico quali Gegia, Giacomo Battaglia e Gigi Miseferi, presenta uno spettacolo ricco di azione, sorprese, al limite del grottesco, con tanti colpi di scena ed un finale a sorpresa.

La trama vede Brancaleone, di ritorno dalla Terra Santa, dove ha combattuto quella che lui definisce la sua ultima battaglia, chiedere ospitalità ad un clerico eremita, uomo colto ed esperto cerusico al servizio del Vescovo di Trani. Da questo incontro scaturiscono una serie di avventure ed imprevisti che Brancaleone deve fronteggiare, rendendosi conto di aver vissuto metà della sua esistenza come uomo d’armi mentre l’altra metà, quella dell’esperienza dell’amore e della visione spirituale dell’essere, gli è rimasta sconosciuta. Aiutato da Colombello (Giacomo Battaglia), Brancaleone e la sua improbabile armata, vivono una serie di avventure, al limite del grottesco, che portano il cavaliere ad incontrare personaggi stravaganti come Marozzia (Gegia) e Folco (Gigi Miseferi), procedendo verso una consapevolezza di se' sempre maggiore.
Le sorprese si susseguono ad ogni scena dello spettacolo fra esaltazioni e depressioni che consentono a Brancaleone di conoscere l’amore e di incontrare la donna della sua vita. Un finale a sorpresa suggella le avventure dell’armata in una commedia che è liberamente ispirata ai film di Mario Monicelli e si presenta ricca di azione e di spunti di riflessione che, cavalcando un umorismo spesso involontario, rappresentano nel modo più sorprendente possibile il lato tragicomico dell’esistenza umana.
Accanto a Pippo Franco ed ai coprotagonisti sono inoltre in scena Gianni Quinto, Tonino Tosto, Sabrina Crocco, Sara Adami, Esther Vinci ed Elisabetta Angi'. Le coreografie sono di Evelyn Hanack.

SALONE MARGHERITA - via dei Due Macelli 75, 00187 Roma
Dal 2 marzo alle ore 21,00 al 19 marzo ore 16,30

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 6791439
Sito web: www.salonemargherita.com


ASPETTANDO GODOT
di Samuel Beckett
con Pietro De Silva, Felice Della Corte e con Riccardo Barbera, Roberto Della Casa, Francesca Cannizzo
regia Claudio Boccaccini
Luci e fonica Alessandro Pezza
Costumi Lucia Mirabilie
Aiuto regia Marzia Verdecchi
Grafica Giorgia Guarnieri
Albero realizzato da Danilo Ciancolini

È stato applaudito lo scorso anno al Teatro Ghione dove ha registrato continui sold out e questa stagione torna a calcare le tavole del palcoscenico il capolavoro mondiale di Samuel Beckett: Aspettando Godot.
In scena, dal 2 al 12 marzo, Felice della Corte nei panni di Estragone, Pietro De Silva in quelli di di Vladimiro, Riccardo Barbera (Pozzo) Roberto Della Casa (Lucky) e Francesca Cannizzo (Ragazzo) sono in scena al Teatro Marconi diretti da Claudio Boccaccini.
Considerato dall’unanimità della critica il lavoro teatrale più bello. e significativo di tutto il Novecento, Aspettando Godot è divenuto, nel dire comune, sinonimico di una situazione in cui si aspetta l’avverarsi di un avvenimento imminente ma che in realtà non accade mai e in cui, di solito, chi attende non fa nulla affinché questo possa realizzarsi.
Il capolavoro di Samuel Beckett, che si dipana in un’immobilità solo apparente, è intriso di una comicità graffiante, surreale, a tratti irresistibile. Il tempo sembra immobile, eppure tutto scorre.
I protagonisti, ignari e ingenui ultimi sopravvissuti, pur nella loro essenziale ripetitività, ci raccontano con leggerezza quasi impalpabile il senso profondo della vita. Facendoci riflettere e ridere ci pongono continuamente di fronte al grande circo dell’esistenza umana.

TEATRO MARCONI - viale Marconi 698 E, Roma
dal 2 al 12 marzo 2017
Dal martedì al sabato h21.00, domenica e mercoledì ore 17.30

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 59.43.544
Sito web: www.teatromarconi.it


JULIE
di A. Strindberg
adattamento e regia Marco Blanchi
con doppio cast:
Primo Cast: Vincenzo Grassi (Jean), Livia De Luca (Julie), Valentina Mangoni (Kristin)
Secondo Cast: Valerio Rosati (Jean), Ilaria Salvatori (Julie), Valentina Mangoni (Kristin)
luci: Augusto Belli
foto: Costanza Cosi
Scene e costumi: Devila
Sound designer: Daniele Paesano

Dal 3 al 19 marzo, dal venerdì alla domenica, il Teatro Azione ospita Julie il capolavoro della pur vasta produzione drammaturgica dello scrittore svedese August Strindberg. L'adattamento e la regia sono a cura di Marco Blanchi che affida questa elegante storia ad un doppio cast. Infatti sul palco del Teatro Azione si alterneranno Livia De Luca, Ilaria Salvatori, Vincenzo Grassi, Valerio Rosati, Valentina Mangoni.
Questa “tragedia naturalistica”, come la definisce lo stesso autore, mette in scena tutta una serie di rapporti conflittuali, primo fra tutti, quello eterno fra uomo e donna, ma anche quello tra servo e padrona e, quindi, implicitamente il tema della lotta di classe. La vicenda è apparentemente elementare: la contessina Julie si invaghisce del suo servo Jean e, complice l'assenza del padre che si è recato in visita dai parenti, l' alcool e le danze sfrenate del ballo della servitù e la conturbante atmosfera della notte di mezza estate, decide di intraprendere un pericoloso gioco di seduzione fatto di sguardi, allusioni ed esplicite sfrontatezze che, però, finiscono per innescare un meccanismo perverso che lei stessa non riuscirà più a controllare, e che la porterà a trasformarsi da padrona in serva del suo servo fino al suicidio come ultimo e unico atto di riparazione per il suo onore calpestato e ferito. Ma oltre la semplice apparenza c'è molto, molto di più... perché i veri motivi di questa storia non si trovano, secondo me, in ciò che accade ma in tutto quello che si nasconde all'interno delle cose che vediamo accadere. E allora ecco che ad una lettura un po' più attenta si scopre che ai “semplici fatti” si aggiungono nuovi riflessi che vanno ad illuminare le parti più oscure e nascoste della psiche dei personaggi. Ed ecco che il testo smette di essere ciò che sembra, e cioè un breve viaggio nel rapporto fra un uomo e una donna o tra un servo e la sua padrona, e inizia a trasformarsi in un percorso molto più affascinante all'interno di due anime alle prese con i loro sogni, con il loro sesso e con la loro animalità.
“Come regista e come uomo di teatro sono sempre stato affascinato dall'invisibile che si nasconde all'interno di un'opera d'arte” spiega Marco Blachi “perché ritengo che proprio quell'invisibile sia ciò che può essere utile allo spettatore e quindi credo che il mio lavoro consista più che nel mettere in scena un testo teatrale, nel cercare di rendere visibile l'invisibile di quel testo. Ciò che mi ha spinto a lavorare su “La contessina Julie” non è legato a ciò che accade o accadrà in scena ma all'investigazione dell'io nascosto e profondo dell'essere umano”.

TEATRO AZIONE - via dei Magazzini Generali 34, Roma
dal 3 al 19 marzo 2017
ore 21.00 domenica ore 18.00
Primo cast: 3,4,5,18,19 marzo
Secondo cast: 10,11,12,17 marzo
Biglietti: intero 10,00 + 2,00 (tessera associativa), 8,00 + 2,00 (tessera associativa)

Info e prenotazioni: telefono 347 3402275, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroazione.org


PRIMA DI [RI]FARE L’AMORE
di Marco Falaguasta, Alessandro Mancini
regia di Tiziana Foschi
con Marco Falaguasta, Marco Fiorini e Claudia Campagnola
Produzione LSD EDIZIONI srl

Uno spettacolo che è prima di tutto un racconto autobiografico dove Marco Falaguasta, attraverso il ricordo delle sue tante prime volte che la vita mette di fronte ad ognuno, cercherà il modo di parlare a sua figlia adolescente..
Il pretesto di raccontare una vita per parlare di tante vite: quelle che hanno attraversato gli anni 80-90. Vite segnate da moniti materni “mettiti la canottiera che ti asciuga il sudore”, vite al ritmo del compianto George Michael, Renato Zero, Greese. Di maschere a carnevale ereditate da fratelli, cugini, vicini di casa, di feste dove c’era LEI ma c’era anche il padre che ti apriva la porta: “a ragazzi’ togliti le scarpe che la signora de sotto s’arrabbia”! Vite timide alla ricerca del primo film a luci rosse pagato con i risparmi di una settimana e una volta riusciti ad entrare in sala (c’era chi si disegnava i baffi col pennarello per sembrare maggiorenne), ci si sedeva dietro a quello che fumava di più per respirare il primo fumo passivo... Marco Falaguasta li ricorda bene quegli anni con ironia e passione, ma oggi è chiamato ad affrontare l’unico “prima” che non può controllare: PRIMA DI FARE L'AMORE di una figlia adolescente. Che bagaglio gli hanno dato allora gli anni 80 e 90? Quali parole “giuste” gli avranno forgiato? Insieme a Marco Fiorini e a Claudia Campagnola, cercherà di dare le risposte adeguate.

TEATRO GOLDEN - via Taranto 36, 00182 Roma
dal 21 febbraio al 19 marzo 2017
Spettacoli dal martedì al sabato ore 21.00 domenica ore 17.00. Lunedì e mercoledì riposo.
Prezzi intero € 26,00 + € 4 di prevendita; ridotto € 22,00 + € 3 di prevendita

Info e Prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06.70.49.38.26
Sito web: www.teatrogolden.it


Laros - #MaiNaGioia Spettacoli - Matteo Fiocco presentano
LA SCALA
di Giuseppe Manfridi
con
Andrea Dianetti (Niccolò), Barbara Clara (Elvi),
Gabriele Carbotti (Mirko), Marina Marchione (Miriam),
Fabrizio D’Alessio (Corrado), Samantha Fantauzzi (Terry)
Costumi Marco Della Vecchia – Scene Augusto Sandri
Regia Michele La Ginestra

Dal 21 febbraio al 12 marzo 2017 tutti pronti a salire su “La scala”, la freschissima commedia di Giuseppe Manfridi diretta da Michele La Ginestra.
"La scala" è un vero e proprio duello a sei, dal ritmo serratissimo, che si consuma durante un cocktail organizzato per festeggiare la ristrutturazione di un seminterrato al Nuovo Salario di cui hanno da poco preso possesso Mirko e Miriam, interpretati da Gabriele Carbotti e Marina Marchione. Con loro, una coppia di vecchi amici, Corrado e Terry (Fabrizio D’Alessio e Samantha Fantauzzi) e un’altra coppia da poco conosciuta Niccolò (interpretato da Andrea Dianetti dal cast di Amici) ed Elvi (Barbara Clara) che abita nello stesso palazzo. Fiore all’occhiello dell’approssimativo restyling, una scala che collega direttamente il seminterrato col marciapiede di fuori. Un estroso escamotage ideato per evitare, a chi debba entrare e uscire, complicati giri nel cortile esterno.
Le tre coppie si comportano come se stessero a un ricevimento della regina Elisabetta: complimenti mirabolanti, mondanità al limite dell'enfasi, smancerie esagerate, finché una piccola scintilla incendia una polveriera di emozioni represse, offese e malintesi che risvegliano vecchi scheletri tenuti nascosti nell'armadio, antichi rancori che colgono l'occasione per riemergere e colpire duro.
E sarà la scala a svolgere un ruolo determinante in questa guerra senza esclusione di colpi. La scala come simbolo, la scala come elemento architettonico, la scala come collegamento fra i piani bassi e i piani alti, insomma una vera e propria protagonista illuminata dalla pirotecnia dei dissapori umani.

TEATRO DE’ SERVI - via del Mortaro 22 (ang. Via del Tritone), Roma
Dal 21 febbraio al 12 marzo 2017
Biglietti: Platea 22€ - Galleria 18€
Orario spettacoli: da martedi a venerdi ore 21 – sabato ore 17.30 e 21 – domenica ore 17.30 – lunedi riposo

Info e prenotazioni: telefono 06.6795130
Sito web: www.teatroservi.it


YVES MONTAND – UN ITALIANO A PARIGI
recital in due tempi con quartetto, pianoforte, contrabasso, batteria e sax/ contralto
di e con Gennaro Cannavacciuolo
Pianoforte: Dario Pierini - Clarino-sax: Andrea Tardioli - Contrabasso: Flavia Ostini - Batteria: Antonio Donatone
Regia: Gennaro Cannavacciuolo
Aiuto regia: Valeria D’Orazio - Coreografie : Roberto Croce - Scene: Eva Sgrò - Luci: Michele Lavanga - Foto: Marco Salvadori - Fonica: Alfonso D’Emilio
Voci registrate: Patrizia Loreti e Marco Mete - Arrangiamenti: Dario Pierini e Andrea Tardioli - Produzione: Elsinor, Milano

Spettacolo voluto e co-finanziato dal Comune di Monsummano Terme (luogo natio di Yves Montand), nonché sostenuto alla vedova del grande artista, la Sig.ra Carol Amiel, si presenta come un “docu-recital”: partendo dagli albori toscani di Yves Montand, si arriva ai trionfi parigini, una vita lunga 70 anni (1921- 1991). Tutto questo e molto altro è “Yves Montand – Un Italiano A Parigi”, scritto, diretto ed interpretato da un sublime Gennaro Cannavacciuolo. Lo spettacolo sarà in scena al Teatro della cometa dal 22 febbraio al 19 marzo.

Le canzoni più significative dell’artista scandiscono le fasi salienti della sua vita e carriera, costellata da straordinari successi e da importanti impegni politici. Canzoni che hanno fatto storia: Les feuilles mortes, A Paris, Sur le ciel de Paris, C’est si bon, A bicyclette, C’est à l’aube, Jesuis venu à pied, Bella ciao, Mon manège à moi e Paris canaille….
La narrazione è di tipo cronologico e presenta, attraverso le canzoni, i momenti più rilevanti che hanno caratterizzato la vita fuori dal comune di Montand, all’anagrafe Ivo Livi: - Gli esordi: figlio di immigrati poveri, manovale instancabile dall’età di 12 anni che scopre il tuo talento, lo coltiva di notte lavorando di giorno. Inizia nei teatrini della periferia di Marsiglia sino ad approdare all’Olympia di Parigi e successivamente al Metropolitan di New York; - L’amore, ovvero gli incontri sentimentali della sua vita: Edith Piaf, Simone Signoret che sposerà nel 1951 ed a cui resterà legato per 35 anni, Marylin Monroe e Carole Amiel che sposerà e la quale gli regalerà la gioia della paternità; - Il cinema: il periodo di Hollywood, l’incontro con Costa-Gavras;
- Gli incontri con grandi uomini di cultura e politici; Prévert, Picasso, Apollinaire, Kruscev, Kennedy, Tito e Mitterrand.
Di stampo classico e di grande eleganza, la struttura del recital è quella del teatro-canzone dove brevi monologhi, aneddoti, curiosità e note importanti che raccontano la vita di Montand ne introducono le canzoni, il tutto corredato da interessanti effetti-luce. Oltre al pianoforte, Gennaro Cannavacciuolo è accompagnato dalla batteria, dal contrabasso e dal sax-clarino che, in alcuni momenti di grande suggestione, proporrà degli assoli con ritmi swing. Di grande impatto la proposta di tre numeri danzati con le claquette; Fred Astaire è stato un mito per Montand il quale emulava il ballerino americano e creerà il famoso numero Le garçon dansant. La scenografia si ispira a quanto inventò Montand negli anni ’50: l’orchestra sul fondo del palcoscenico, in posizione centrale, nascosta da un velatino verde che attraverso un gioco di luci, a seconda delle esigenze, evidenzierà in musicisti e non solo…

Il ricavato dello spettacolo di sabato 4 marzo, ore 21h00, verrà devoluto ai terremotati di Amatrice, tramite le associazioni sostenitrici, Lions Club Roma Nomentanum e Internationl Women’s Club of Rome.

Gennaro Cannavacciuolo, attore e cantante, ha calcato le scene dei teatri più importanti di Italia ed è stato protagonista di pièces, music-hall e commedie musical che hanno fatto storia. Da un decennio ormai, si è cimentato con successo nel teatro-canzone, proponendo dei suoi recital da one-man-show. Tra le sue ultime creazioni spiccano, per attinenza a questo recital, gli spettacoli
monografici Milly – ritratto di una diva tra guerre, prìncipi, pop e variété e, soprattutto, Volare – omaggio a Domenico Modugno, il quale totalizzerà quest’anno 400 repliche dal 2010. Vi è quindi una logica di continuità nel lavoro di ricerca artistica sul personaggio di Yves Montand che Cannavacciuolo, da anni, ha sempre sentito particolarmente vicino a se, così come sentiva Domenico Modugno e Milly (Carla Mignone). Non sarà forse casuale se, proprio come Montand, Cannavacciuolo è attore e cantante, se danza con le claquette e se è, anch’egli, è reduce da difficilissimi esordi, proveniente da un paesino del sud.
Un’affinità artistica che Cannavacciuolo ha approfondito già da tempo, leggendo le biografie di Montand, studiando il suo percorso canoro, attoriale e di vita ed imparando le sue canzoni, sino al desiderio di creare un recital sul grande artista.
Il dato positivo è che tale desiderio derivante da una mera “affinità elettiva”, artistica, ben si sposa con la ricchezza e complessità della vita di Montand permettendo la messa in scena di uno spettacolo di sicuro interesse.

TEATRO DELLA COMETA - via del Teatro Marcello 4, 00186 Roma
dal 22 febbraio al 19 marzo 2017
Orario prenotazioni e vendita biglietti: dal martedì al sabato, ore 10:00 -19:00 (lunedì riposto), domenica 14:30 – 17:00 - Telefono: 06.6784380
Orari spettacolo: dal martedì al venerdì ore 21.00. Sabato doppia replica ore 17,00 e ore 21,00. Domenica ore 17.00. Costo biglietti: platea 25 euro, prima galleria 20 euro, seconda galleria 18 euro.

Info e prenotazioni: telefono 06 6784380
Sito web: www.teatrodellacometa.it


UN AMORE
un battello per Liepaja
di Aleksei Arbuzov – Pol Quentin
con Ania Sesia, Elena Cotta, Carlo Alighiero
Musiche elaborate da Enzo De Rosa
Scene Armando Mancini luci Mirco Maria Coletti
video di Andrea Carpiceci
libero adattamento e regia Carlo Alighiero

E’ alla fine di luglio dell’anno 1968, accanto al litorale del golfo di Riga, in Lettonia che ha inizio questa storia. I protagonisti sono il primario di una clinica Rodion Nikolaievitch (Carlo Alighiero) Lidija Vasil’evna, (Elena Cotta) e una affascinante gitana ( Ania Sesia ) che danza e canta bellissime canzoni russe.
Se non ci fosse stato l’incontro tra Lidia Vasil’evna e Rodion Nikolaievitch vissuto dai due come uno scontro, come un gioco d’amore, entrambi avrebbero continuato a vivere i loro giorni in modo sempre uguale. Lei ormai esclusa dal lavoro artistico accetta di fare la cassiera al circo godendo del successo dei suoi compagni. Lui continuando a far le ore piccole restando in attesa della figlia, che vive dall’altra parte del mondo, struggendosi al canto zigano per cacciare …. la malinconia mandando tutti al diavolo.
Un amore vissuto con pudore e intelligente ironia, all’insegna della fantasia e della grande tenerezza.
Nella commedia i ricordi, i sogni, i momenti salienti, le esperienze di vita si snodano, si intrecciano, si scontrano e si incontrano con ritrovata fiducia nella vita.

TEATRO MANZONI - via Monte Zebio 14/c, Roma
dal 23 febbraio al 19 marzo 2017
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21 sabato ore 17-21 domenica ore 17.30., lunedì riposo. Martedì 14 marzo ore 19, giovedì 16 marzo ore 17 e ore 21. Biglietti: intero euro 25, ridotto euro 22.

Info e prenotazioni: telefono 06-3223634
Sito web: www.teatromanzoni.info


Antonello Avallone Giuseppe Manfridi
DELITTO PERFETTO
di Frederick Knott
Regia Antonello Avallone
Con Flaminia Fegarotti, Adriano Evangelisti, Romano Talevi, Matteo Cianci.
Aiuto regia Matteo Cianci
Tecnico luci Tony Di Tore
Scenotecnica Fabrizio Bellacosa
Assistenti alle scene e ai costumi Alessia Baldini, Alessandra Trasciatti
Scene e costumi Red Bodò

Tony Wendice, un ex campione di tennis che ora commercia in articoli sportivi, scopre che la ricca moglie Margot lo tradisce con Mark Halliday, uno scrittore statunitense di romanzi gialli. Wendice decide pertanto di sbarazzarsi della moglie inscenando “un delitto perfetto”, in modo da ereditare a tempo debito la sua piccola fortuna. Per evitare qualunque sospetto a suo carico, Tony trova in un suo amico con precedenti penali il sicario ideale. Ma il piano, anche se meticolosamente costruito, non andrà per il verso giusto e uno zelante ed intelligente ispettore di Scotland Yardtroverà le prove per incolpare il marito-mandante. Rappresentata a Londra nel giugno 1952 e a New York nell'ottobre dello stesso anno, la commedia è pervasa da un’atmosfera di grande tensione, da una suspense costante che coinvolge emotivamente lo spettatore con un gioco continuo di aspettative, di imprevisti, di anticipi e sospensioni. Dal testo teatrale Alfred Hitchcock ne trasse un film di grande successo.

TEATRO DELL’ANGELO - via Simone de Saint Bon 19, Roma
Dal 10 febbraio al 12 marzo 2017
Orari repliche: dal giovedì al sabato ore 21.00 - domenica ore 17.30
prezzi biglietti: poltronissima € 25,00 - poltronissima ridotta € 20,00, poltrona € 22,00 - poltrona ridotta € 18,00
ridotti cral giovedì e venerdì € 16,00 - sabato e domenica € 18,00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06/37513571- 06/37514258
Sito web: www.teatrodellangelo.it


UN PAPÀ PER TUTTI
di Jhon Tremblay
Regia Flavio De Paola
Con Flavio De Paola, Maria Cristina Gionta, Enrico Franchi, Antonio Coppola,
Antonella Rebecchi, Marina Pedinotti

Una commedia degli equivoci che non manca di divertire lo spettatore grazie a situazioni tanto assurde quanto comiche e che non perde occasione di trattare, seppur con leggerezza, temi sociali legati all’adozione, alla famiglia e all’omosessualità, lasciando spazio alla riflessione. Le relazioni umane sono al centro dell’intera pièce teatrale e s’intrecciano formando nuovi e insoliti legami, spesso con colpi di scena.
Il protagonista Matteo, Flavio De Paola, quando finalmente sta per diventare padre adottivo, è vittima di ciò che non dovrebbe mai accadere in una simile situazione. Il suo rapporto di coppia si frantuma e le certezze svaniscono, lasciando spazio a improvvisi e folli equilibri in un “gioco” di menzogne e mezze verità.

TEATRO DEGLI AUDACI - via Giuseppe De Santis 29, 00139 Roma
Dal 2 al 19 marzo 2017
Tutte le sere ore 21,00 – domenica ore 18,00 – lunedì, martedì e mercoledì riposo
Orari botteghino: dal lunedì al sabato 10-13.30 / 16.00-20.00 ; domenica: 16.00-18.00.
Costo dei Biglietti: intero € 28 -/ € 16,00 – ridotto € 13,00
(più € 2,00 di prenotazione e prevendita)


Articolo di: Isabella Polimanti

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