SaltaInTeatro - l’agenda teatrale romana, settimana dal 6 al 12 febbraio

Scritto da  Domenica, 05 Febbraio 2017 

Torna al Teatro Argentina l’estro istrionico di Filippo Timi che sarà in scena con una insolita edizione del capolavoro di Henrik Ibsen, UNA CASA DI BAMBOLA, nell’intrigante versione diretta da Andrée Ruth Shammah.

Dopo il felice esito di Calderón, Premio Ubu 2016 per la migliore regia dell’anno, spettacolo che anche sulle pagine della nostra rivista abbiamo votato come migliore spettacolo dell’anno 2016, Federico Tiezzi porta in scena al Teatro India L’APPARENZA INGANNA, già rappresentato con successo nel 2000, aggiudicandosi il Premio Ubu per la regia, e molto apprezzato da pubblico e critica.

A distanza di un anno ritorna al Teatro Vascello di Roma LE BACCANTI - Dionysus il dio nato due volte un progetto di Daniele Salvo sulle Baccanti di Euripide, pièce teatrale orchestrata dalla incisiva regia di Salvo in un ensemble di voci e di corpi che portano l’opera di Euripide nel nostro presente.

Continuano con successo, al Teatro Cometa Off, le repliche de IL GIOCO di Franca De Angelis con la regia di Christian Angeli e con protagonisti Anna Cianca, Alessia Sorbello e Andrea Trovato. Un noir, un intrigo tragicomico a tre, uno spettacolo che coinvolge in una tensione emotiva che cresce man mano che sale la posta in gioco. Avete tempo fino a domenica 12 febbraio per goderne, il consiglio è di non perderlo!

Al Teatro Piccolo Eliseo, in un’unica serata, lunedì 6 febbraio, un ricordo di Giuseppe Patroni Griffi nello spettacolo ad ingresso libero METTI UNA SERA A CENA CON PEPPINO, il ritratto di un autore versatile, considerato tra i più grandi commediografi del Novecento, firmato dal giovane regista napoletano Antonio Castaldo. Interverrà il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali Dario Franceschini.

Tutti gli altri spettacoli, in dettaglio, qui di seguito.

Buona visione con SaltinAria!

 

UNA CASA DI BAMBOLA
di Henrik Ibsen
traduzione, adattamento e regia di Andrée Ruth Shammah
con Filippo Timi, Marina Rocco (nel ruolo di Nora)
con la partecipazione di Mariella Valentini
e con Andrea Soffiantini, Marco De Bella, Angelica Gavinelli, Elena Orsini, Paola Senatore
Produzione Teatro Franco Parenti/Fondazione Teatro della Toscana

A quasi 140 anni dalla sua stesura, Casa di bambola è da annoverarsi tra i testi immortali del teatro, tuttora tra i più rappresentati con successo in ogni angolo del mondo, sempre attuale perché universale nel tema dell’eterno conflitto tra l’identità maschile e quella femminile. Da regista donna, Shammah indaga il crollo del “maschile” contemporaneo, posando la sua attenzione non sulla donna che si ribella, ma sulla solitudine dei personaggi maschili, tutti interpretati da Filippo Timi, mattatore debordante e altamente introspettivo nei molteplici panni del marito, del dottore e dell’usuraio. La volontà registica è quella di sviscerare i rapporti tra i diversi e sofisticati ruoli maschili e femminili che popolano il testo ibseniano senza tuttavia adagiarsi sul cliché di Nora, scavando nelle pieghe della sua psicologia e rendendola controversa manipolatrice e abile tessitrice di trame, una Marina Rocco prima vittima e poi eroina che si emancipa dal marito.
Lo spettacolo diventa così un vero corpo a corpo con i sentimenti, un percorso attuale all’interno delle dinamiche di coppia che rivela il lato oscuro dei protagonisti. In tal senso risulta decisiva l’interpretazione di Filippo Timi, trasformista in scena e irresistibile interprete dei ruoli maschili: Torvald, Rank e Krogstad, tre doppi di un unico uomo destinato a soccombere. «I tre protagonisti maschili sono molto diversi. Io cerco di dare a ognuno un modo di parlare, di muoversi – afferma l’attore – Il dottor Rank, l’amico, è il tipo che non prende, ma dà. È lui che incita Nora a fuggire a spiccare il volo, ma se dovessi descriverlo direi che è un fiume arido, dove non scorre acqua: ha preso la sifilide dal padre quando era bambino ed è come marchiato, non può avere relazioni, dunque è vergine. Krogstad, il procuratore, per me è come una pietra, è un Helmer, il marito di Nora, ma a cui tutto è andato male. E quanto a Helmer sembra lineare ma è il più complesso. Il marito padrone, il borghese ipocrita da cui Nora fugge, ma se leggi il testo capisci che non è così. Se Helmer appare ossessivo è perché Nora è una bugiarda. Lo trovo un uomo ragionevole che mi sta insegnando quanto sia bello scindere il cuore dalla testa. È come i quadri di Mondrian: il quadratino del rosso della passione deve essere più piccolo del giallo che è la ragionevolezza perché avere il controllo del lato emotivo è una conquista. E in Ibsen nessuno dei due ha ragione, né il maschio, né la femmina. Semplicemente ci mostra cosa succede in una coppia: si ama, si finge, si lotta, si mente... Alla fine quando Nora accusa Helmer di trattarla come una bambola, “per trovare me stessa me ne devo andare”, è lui a dirle prova a cercare te stessa con me, dobbiamo crescere insieme, è una cosa bella. È il modo giusto per vivere una relazione. Magari proprio con l’uomo che mette in discussione se stesso, si mostra più fragile, più debole. Le sfumature sono una ricchezza: se l’uomo diventa un po’ femmina è ok».

Il capolavoro ibseniano ci presenta Nora, la moglie, amata e vezzeggiata come una bambola, dell’avvocato Torvald Helmer che sta preparando l’albero di Natale. Sopraggiunge inaspettata l’amica Cristina, vedova e bisognosa di aiuto e a lei Nora rivela un segreto: otto anni prima ha contratto un debito con un certo Krogstad falsificando la firma del padre per poter pagare il soggiorno in Italia necessario alla guarigione del marito. La promozione a direttore di banca del marito sembra risolvere ogni cosa, ma Krogstad, impiegato nella stessa banca, ricatta Nora per ottenere una promozione. Quando Torvald, ignaro di tutto, vorrebbe licenziarlo per altri motivi, questi minaccia di denunciare ogni cosa se Nora non otterrà di far bloccare il licenziamento. L’intercessione della donna non ottiene alcun esito e Krogstad mette in atto la sua minaccia inviando una lettera a casa degli Helmer. Cristina, che ha riconosciuto in lui un antico innamorato, lo convince a recedere dal ricatto, ma è troppo tardi. È questo un complesso intreccio, avvincente come un thriller e intrigante come un giallo, fatto di emozioni e tormenti, inganni e calcoli, illusioni e rese dei conti, truffe e utopie, che Shammah compone per avvolgere lo spettatore in un appassionante reticolo di dinamiche relazionali e affari di famiglia. Un dramma borghese, privato dei luoghi comuni, con l’intenzione di svelare un aspetto oscuro, o segreto, del dramma.

TEATRO ARGENTINA - Largo di Torre Argentina, 52 00186 - Roma
dal 7 al 19 febbraio 2017
Orari spettacolo: prima ore 21, martedì e venerdì ore 21, mercoledì e sabato ore 19, giovedì e domenica ore 17. Lunedì riposo. Durata spettacolo: 2 ore e 40 minuti più intervallo

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 684 00 03 11 / 14
Sito web: www.teatrodiroma.net


L’APPARENZA INGANNA
di Thomas Bernhard
regia Federico Tiezzi
traduzione Roberto Menin
drammaturgia Sandro Lombardi
con Sandro Lombardi (Karl, un vecchio artista) e
Massimo Verdastro (Robert, suo fratello, un vecchio attore)
scene Gregorio Zurla
costumi Giovanna Buzzi
Produzione Associazione Teatrale Pistoiese - Compagnia Lombardi-Tiezzi

A distanza di diciassette anni Federico Tiezzi ritorna ad esplorare il testo di Bernhard (1983), recuperando la primitiva soluzione scenica: due diversi luoghi cui far accedere un pubblico che possa compiere simbolicamente il viaggio di Robert a casa di Karl e quello di Karl a casa di Robert. Protagonisti sono infatti i due anziani fratelli, Karl e Robert, con le loro dolorose solitudini, i tormenti e i conti in sospeso con una vita ormai al tramonto, che esploderanno a suon di ironici dispetti e grottesche rivendicazioni. Così, nella settimana tra Natale e Capodanno, in un appartamento di Vienna disseminato di antiche fotografie, il vecchio Karl attende la visita di suo fratello Robert. Entrambi anziani, giocoliere uno e attore l’altro, sono in pensione e si fanno visita ogni martedì e ogni giovedì. Il martedì è Robert che va da Karl, il giovedì Karl rende la visita a Robert. Il terzo polo della situazione è Mathilde, la defunta moglie di Karl. Il nucleo oscuro del contrasto è legato al testamento di Mathilde che non ha lasciato la casetta dei week-end al marito, bensì al cognato Robert. Da questo spunto si innesca un meccanismo a catena che porta i due a escogitare ogni possibile pretesto per soddisfare quelli che sembrano essere, con definizione beckettiana, i bisogni del tormento: piccoli dispetti, contraddizioni, ricordi di infanzie e adolescenze conflittuali. “A me gli attori / hanno sempre interessato / quelli notevoli”, dirà Karl a Robert. Anche allo scrittore e drammaturgo austriaco Bernhard hanno sempre interessato gli attori, come dimostra una delle sue opere più intense, Minetti, ritratto di un artista da vecchio, dedicato al suo attore-feticcio Bernhard Minetti, uno dei più grandi interpreti della scena tedesca del secondo Novecento. Una scrittura drammaturgica consapevole delle possibilità, delle psicologie, delle amarezze, degli slanci e delle euforie degli attori. Infatti, il geniale scrittore austriaco offre con questo testo ai suoi due personaggi un combustibile straordinario grazie all’ampiezza di registri e di stati d’animo, di sfumature e di invenzioni.

Con uno stile asciutto e acido, Bernhard sciorina tutta una collezione di sofferenze e rancori, richieste di aiuto mascherate da aggressioni, insulti che celano un disperato bisogno di protezione, con il paradossale risultato di raggiungere una sinistra, corrosiva comicità. «Il testo ha una struttura speculare – spiega Sandro Lombardi – Karl e Robert si fanno visita regolarmente, e ogni atto si apre con un monologo di “attesa” di uno dei due e prosegue con il dialogo dei loro incontri, il martedì a casa di Karl, il giovedì in quella di Robert. L’uno di fronte all’altro, i due protagonisti rappresentano due diverse chiusure di fronte al mondo. La storia di due fallimenti storici ed esistenziali che col passare del tempo portano alla pietrificazione dell’essere e a un’esistenza claustrofobica. Il fulcro del lavoro è la messinscena spietata della loro solitudine, l’incomunicabilità totale. In scena diventano battute che nascondono le intenzioni reali dei personaggi, che parlano sempre di altro. Mentre gesti e intonazioni esplicitano quello che non viene fuori a parole. Karl ritiene che la sua arte sia superiore a quella di Robert, perché lui non può “barare”, a differenza dell’attore che invece può fingere e nascondere l’errore. Robert, invece, è ossessionato dall’idea di tornare a interpretare Re Lear, nonostante i suoi vuoti di memoria, ed è un tormento che lo rende ipocondriaco». Costruito secondo un procedimento di alternanza tra monologhi e dialoghi, L’apparenza inganna ci racconta due solitudini atroci, dolorose, ma anche ridicole e beffarde, che la nuova scenografia di Gregorio Zurla ripropone sulla scena attraverso spazi ridotti, nei quali gli spettatori siano a strettissimo contatto con gli attori, in un esperimento di totale abolizione della quarta parete, allo scopo di ottenere un totale coinvolgimento emotivo del pubblico che, grazie ad affascinanti armadi con ante a specchio, si vedrà direttamente riflesso dentro lo spazio dell’azione. Questo consente inoltre ai due interpreti, Sandro Lombardi e Massimo Verdastro, di elaborare una recitazione tutta interiorizzata e perseguire lo scopo di offrire allo spettatore quasi la sensazione di entrare nei loro stessi pensieri, nei tormenti, nel “non detto” che muove le loro parole. Così, il denso fardello di disperazioni che appesantisce da tempo entrambi i protagonisti di questa pièce si insinua lungo le incrinature delle pareti ingrigite di due appartamenti viennesi e demodé, debordando con voluta esagerazione addosso al pubblico in virtù di un allestimento claustrofobico che pone in scena le varie sfumature della fragilità umana.

TEATRO INDIA - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) - Roma
dal 7 al 12 febbraio 2017
Orari spettacolo: tutte le sere ore 21, domenica ore 18
Durata spettacolo: 1 ora e 40 minuti

Info e prenotazioni: tel. 06 87752210, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06.684.000.311/314
Sito web: www.teatrodiroma.net


I due della Città del Sole e Sus Babi Teatro presentano
CAESAR
di Matilde D'Accardi dal "Giulio Cesare" di W. Shakespeare
regia Alessandro Marmorini
con Carlotta Mangione, Davide Paciolla, Stefano Patti, Francesco Petruzzelli e con Roberto Negri con la partecipazione straordinaria di Pietro Biondi e la voce di Alice Spisa
costumi Ilaria Carannante
musiche originali Massimiliano Pace
video VirtualBlast s.a.s
aiuto regia Gabriele Paupini

Dobbiamo essere sacrificatori, non macellai, Cassio. Noi tutti ci solleviamo contro lo spirito di Cesare, e nello spirito degli uomini non c’è sangue. Oh, se potessimo trafiggere lo spirito di Cesare e non smembrare Cesare! Ma, purtroppo, Cesare deve sanguinare. Nobili amici, uccidiamolo però con ardimento, non con rabbia. […] Questo renderà il nostro intento necessario, e non odioso; e se così apparirà agli occhi di tutti, saremo chiamati purificatori, non assassini.
Giulio Cesare, II.1

Note di regia
La tragedia comunemente nota come Julius Caesar venne scritta dal Bardo tra il 1598 e il 1599 e pubblicata per la prima volta nel First-Folio del 1623 con il titolo The Life and Death of Julius Caesar.
Trovo interessante il fatto che, contrariamente a quello che il titolo comunemente noto sembra suggerire, l’originale dimenticato indichi molto precisamente quale sia l’argomento dell’opera: il prima e il dopo l’omicidio di Cesare, ciò che precede e segue un grande stravolgimento politico.
In quest’ottica Cesare e il suo storico assassinio non sono che lo spartiacque, la chiave di volta, la scelta che i protagonisti sono costretti dalla Storia a fronteggiare: un pugno di giovani politici rampanti, assetati di futuro e disposti a tutto; chi per puro idealismo civile, chi per interesse personale, chi per rancore...
Questi giovani uomini, cresciuti all’ombra della generazione che li ha preceduti, sembrano non poterne più del gioco delle parti al quale li costringe il sistema nel quale sono incastrati; si sentono pronti ad ottenere un ruolo da protagonista della scena politica e prendere il timone del loro futuro epurandolo dall’ingiustizia e dal fantasma della tirannide.
Si considerano dei purificatori, ma sebbene pronti a compiere il gesto supremo, non lo sono a quello che ne seguirà. Tutta la seconda parte della tragedia assume i toni del thriller: evolve un incubo ad occhi aperti in cui il mostro nascosto sotto il materasso è il Potere, mostro evocato e voluto dal gesto di questi stessi salvatori della Patria, che si rivela per loro un “Frankenstein” incontrollabile.

TEATRO PARIOLI PEPPINO DE FILIPPO - Via Giosuè Borsi 20, 00197 Roma
Debutto nazionale 9|10|11|12 febbraio
dal giovedì al sabato ore 21, domenica ore 17
Platea € 27,00, Galleria € 22,00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 8073040
Sito web: www.teatropariolipeppinodefilippo.it


Cercando di scongiurare il peggio Carrozzerie | n.o.t presenta
CI-KÓREA AMARALADANZA
piccolo punto di vista sulla danza contemporanea romana
9 febbraio ore 21
Anna Basti + Chiara Caimmi - Francesca Lombardo - Quattro Quarti
10 febbraio ore 21
Valeria Loprieno - Luogocomune Danza

Carrozzerie n.o.t è uno spazio aperto. Alla ricerca. Alle proposte.
E' uno spazio che cerca di concentrare la propria azione attorno ai linguaggi scenici, adorando formati ibridi. Stiamo da tempo cercando di sondare e monitorare la scena teatrale alla caccia del talento che verrà con l'ambizione di provare a scovarlo ed accompagnarlo verso lo sfondamento di quella soglia invisibile che separa il mondo degli artisti emergenti da quelli affermati. Assediare la soglia. Abbatterla.

Questo lavoro verso le nuove realtà richiede tempo e competenze che cerchiamo di mettere a frutto nel settore che maggiormente ci compete e conosciamo, quello teatrale, ma quest'anno, in occasione della terza edizione del bando di residenze artistiche Odiolestate, siamo stati letteralmente sommersi da progetti di coreografi più o meno conosciuti.
Decine e decine di artisti attivi nel campo della danza contemporanea si sono rivolti a noi per far procedere un progetto di rappresentazione legato al movimento.

Carrozzerie n.o.t non è -e non può essere- un centro coreografico, ma allo stesso tempo non è nemmeno un luogo capace di rimanere immobile di fronte ad un grido proveniente dall'ambiente artistico che lo circonda.
Consapevoli di non poter sostenere una parallela azione di scouting in campo coreografico, abbiamo quindi riflettuto su come poter mettere a frutto una richiesta tanto evidente di tempo e spazio e così è nata l'idea di CI-KÓREA amaraladanza.

Una due giorni in cui convocare alcune delle realtà del territorio che si sono rivolte a noi, senza una vera selezione e con la necessità di escludere le domande -numerosissime- provenienti dal resto di Italia, per permettere loro da un lato di mostrare i materiali imperfetti, parziali con cui hanno voluto partecipare al nostro bando e dall'altro -soprattutto- di incontrare gli operatori effettivamente attivi nell'ambito della danza sul territorio regionale.

CI-KÓREA amaraladanza vuole essere quindi un piccolo punto di vista sulla danza contemporanea romana e andare a guardare da vicino le caratteristiche specifiche del settore nel Lazio per delinearne una piccola ed efficace guida.

Dove formarsi // a chi rivolgersi // dove proporre i propri lavori o andare a cercare il confronto con i risultati scenici più interessanti provenienti dal resto di Italia // come entrare in contatto con i soggetti designati ad occuparsi di danza contemporanea in Regione e -soprattutto- cosa aspettarsi per il futuro della danza del territorio?

Entrambe le serate partiranno dall'osservazione dei materiali presentati dalle compagnie coinvolte, ma culmineranno in delle tavole rotonde che ci piacerebbe definire di orientamento con il coinvolgimento diretto degli operatori del settore, ma aperte alla partecipazione di tutti coloro che agendo nell'ambito vogliano essere presenti per non avere più scuse sulla complessità o inaccessibilità del circuito e per problematizzare attorno a tutte le possibilità [esplorate o meno] che lo compongono.

Un panorama specifico e dettagliato: povero? marginale? amaro? da buttare via?

La cicoria, in molte parti d’Italia, è considerata un’erbaccia: amara, inutile, da destinare ai pascoli. Chi vive a Roma, invece, sa che quell’erbaccia che spunta dappertutto, nonostante tutto, può essere un vero dono. C’è chi la cerca nei parchi, chi nei piccoli spartitraffico, chi esce di casa la mattina proprio per andarla a raccogliere fresca di rugiada, chi la unisce a semplici elementi della tradizione e la rende un tesoro unico.

Questa erba tipicamente romana ci è sembrata l'elemento migliore per estendere la nostra personale riflessione sull’arte coreutica, sulle sue peculiarità, le difficoltà permanenti del settore in generale e della danza contemporanea del territorio in particolare.

Dalla speranza che la sfida stia proprio nell'affrontare le specificità intrinseche ed il gusto inaspettato di un settore che sembra storcere il naso a sé stesso, nello scoprire il valore delle cose piccole, spontanee, ancora nascoste, delle erbacce che possano diventare le prelibatezze di domani, ecco CI-KÓREA amaraladanza: un appuntamento/mappa per dare punti di riferimento a chi non ce li ha o forse solo per ribadire l'ovvio.
Scongiurando il peggio.

CARROZZERIE N.O.T - Via Panfilo Castaldi 28/a, Roma
9 | 10 febbraio dalle ore 21

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 347/1891714
Sito web: www.carrozzerienot.com

 

LE BACCANTI - Dionysus il dio nato due volte
un progetto di Daniele Salvo sulle Baccanti di Euripide
regia Daniele Salvo
con Manuela Kustermann, Daniele Salvo, Paolo Bessegato, Paolo Lorimer, Simone Ciampi, Diego Facciotti , Giulia Galiani, Annamaria Ghirardelli, Melania Giglio, Francesca Mària, Silvia Pietta, Alessandra Salamida, Giulia Diomede
produzione La Fabbrica dell'Attore - Teatro Vascello Roma - Tieffe Teatro Milano
Teatro Di Stato Constanta Romania

Le Baccanti rappresentano una finestra sull'irrazionale, su un mondo antico di reale libertà espressiva, di possessione dionisiaca, una riflessione sul senso del divino nelle nostre vite e su ciò che, nella nostra quotidianità, viene rimosso. La parola antica è un grido proveniente da un altro tempo, un appello alla riflessione, al risveglio dei sensi, un'esortazione a guardarci dentro in altri modi. Nel frenetico vivere odierno noi affidiamo gli ultimi scampoli di irrazionalità e presenza fisica ai momenti dell'eros, della malattia, del sonno. Le Baccanti, invece, agiscono in stato di automatismo mentale, di sonno perenne, sono in qualche modo "agite" dal Dio, Dioniso opera attraverso di loro, attraverso i loro corpi e le loro voci, li trasforma e ne fa strumento di ebbrezza, sensualità, stordimento, morte, dolcezza infinita, ambiguità demoniaca. Il Dio in qualche modo si fa corpo e plasma le loro voci. La febbre del nostro tempo ci porta a vivere in una realtà anestetizzata, un mondo fittizio in cui l'emozione è bandita, al servizio di un intellettualismo sterile e desolante. I nostri occhi sono quotidianamente accecati da immagini provenienti dai media. La legge del mercato non perdona: si vendono cadaveri, posizioni sociali, incarichi pubblici, armi, sesso, infanzia, organi. Restiamo indifferenti. La dimensione borghese soffoca i nostri migliori istinti, la nostra sensibilità (che brutta parola oggi, considerata quasi scandalosa), la nostra sincerità e si porta via ogni forma di creatività, ogni volo. La nostra dimensione irrazionale viene completamente annientata. Il senso dell'affermazione dell'Io divora i nostri giorni. L'arte è svuotata della sua dimensione spirituale. I media, persuasori occulti, agiscono sui nostri cuori e sulle nostre menti addomesticando anche gli spiriti più ribelli, sigillando gli occhi più attenti. La dimensione spirituale è irrimediabilmente perduta.
Il senso del tragico è ormai sconosciuto. Il corpo viene cancellato. Siamo ormai definitivamente trasformati in consumatori e, nel medesimo istante, in prodotti, sconvolti da una guerra mediatica senza precedenti nella storia. Illusi della nostra unicità, della nostra peculiarità, in realtà pensiamo tutti nello stesso modo, pronunciamo le stesse parole, abbiamo tutti le stesse esigenze, le stesse speranze, le stesse ansie, la stessa quotidianità fabbricata in serie. Ci illudiamo di essere liberi.

TEATRO VASCELLO - via Giacinto Carini 78, 00152 Roma
dal 7 al 19 febbraio 2017
dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 18

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 589 8031
Sito web: www.teatrovascello.it


GL’INNAMORATI UNDERGROUND
di Carlo Goldoni
regia Marco Lorenzi
con Fabio Bisogni, Roberta Calia, Andrea Fazzari, Marco Lorenzi, Barbara Mazzi, Raffaele Musella
assistente alla regia Alba Maria Porto
luci Giorgio Tedesco
musiche originali Davide Arneodo [Marlene Kuntz]
movimenti scenici Daniela Paci
foto di scena Tiziana Lorenzi
produzione Il Mulino di Amleto-Tedacà

Eugenia e Fulgenzio, i giovani innamorati narrati da Goldoni, arrivano al Teatro dell’Orologio nello spettacolo presentato dalla Compagnia torinese Il Mulino di Amleto. Gl’innamorati underground sarà in scena dal 10 al 12 febbraio 2017.
La commedia goldoniana del 1759 prende oggi nuova linfa vitale nello sguardo e nell’attenzione di un contemporaneo che può essere ancora attratto dai grandi maestri del passato.

Note di regia:
“Scegliere Goldoni e il suo testo Gl’innamorati, oggi, per un gruppo giovane come il nostro, equivale a fare una scelta importante: la nostra è una generazione che ha un grande bisogno di maestri e di punti di riferimento che non è facile trovare, per questo dobbiamo cercarli nella grande drammaturgia, in quegli archetipi che ci ricordano il senso del nostro mestiere.” (Marco Lorenzi)

TEATRO DELL’OROLOGIO - Sala Moretti - via dei Filippini 17/A, Roma
dal 10 al 12 febbraio 2017
venerdì e sabato h.21.30 | domenica h.18.30
La prenotazione è vivamente consigliata

Info e Prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6875550
Sito web: www.teatrolorologio.com


TOY BOY
scritto e diretto da Massimo Odierna
con Vincenzo D’Amato, Alessandra Falucchi, Luca Mascolo
progetto grafico e web Daniele Odierna e Francesco Morgante
organizzazione Maria Piccolo
produzione BluTeatro
fotografo di scena Daniele Grillo
produzione BluTeatro

Cosa succede quando una coppia decide di affittare un toy boy per una sera? E se l’adrenalina iniziale di una coppia naif fosse solo l’anticamera di un’infelicità profondamente radicata nella coppia?
Il giovane toy boy si rivelerà la cartina tornasole di una coppia insoddisfatta, in piena crisi e che fugge dall'horror vacui, ritirandosi nelle sue zone più perverse perché incapace di gestire la routine e la normalità.

Note di regia:
Toy Boy esplora le diverse sfaccettature e contraddizioni dell'essere umano contemporaneo: la difficoltà nel relazionarsi, la ricerca di una vera intimità in contrapposizione ad un atteggiamento narcisistico, il bisogno di essere presenti ma nello stesso tempo la voglia di fuggire dal caos odierno. Tutto questo mascherato da un linguaggio ironico, fresco e tagliente che spesso sfocia volutamente nell'intrattenimento restituendoci una genere vicino alla commedia.
Ma ogni risata si trascina il suo malessere ed ogni crisi il suo momento liberatorio.
Protagonista della pièce è la tensione tra i personaggi, la quale, arricchita da silenzi, frasi alterate e piccoli equivoci, finisce per esplodere in una violenza, sia fisica che mentale, fino al crollo totale dell’individuo.” (Massimo Odierna)

TEATRO DELL’OROLOGIO - Sala Gassman - via dei Filippini 17/A, Roma
dal 9 al 12 febbraio 2017
La prenotazione è vivamente consigliata

Info e Prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6875550
Sito web: www.teatrolorologio.com


LA MITE
Liberamente tratto dal racconto di Fëdor Dostoevskij
adattamento e regia di César Brie
con Clelia Cicero e Daniele Cavone Felicioni
produzione Teatro Presente

Finché lei è qui va ancora tutto bene, posso andare a guardarla ogni istante,
ma domani che la porteranno via, come farò a rimanere da solo?”. Dostoevskij

Questo interrogativo è l’inizio della vicenda.
La Mite è un racconto che Dostoevskij ha scritto prima de I fratelli Karamazov, ispirandosi a un fatto di cronaca che lo aveva molto colpito: il suicidio di una ragazza definito dai titoli dei giornali un suicidio mite. L’originale ci presenta un uomo che vuole comprendere perché sua moglie si è uccisa e fa un lungo soliloquio nel quale ricerca le ragioni di questo atto disperato. Nello spettacolo Teatro Presente sceglie invece di far parlare entrambi.
Il testo è del 1876 e lei, la Mite, disegna un’inquietudine che ha già la complessità della questione di genere, tanto più potentemente insidiosa e attuale in quanto ancora priva di sovrastrutture ideologiche.

Note del regista César Brie:
“A raccontarci la storia è lui, l’usuraio, l’uomo freddo e severo del banco dei pegni, che poco prima aveva sposato una ragazza buona e mite, e ora cerca una ragione che spieghi il suo suicidio. I due sono in scena senza separarsi mai, in un dialogo di azioni e parole. Lui cerca di capire l’accaduto, torna indietro, ricorda, si confonde, capisce, sale dolorosamente verso la coscienza di ciò che ha scatenato, provocato. Lei lo aiuta a ricostruire, descrive i fatti, aggiunge, conferma, tace. Poiché è morta, non può argomentare, ragionare o giustificare. Lei è la sua memoria, la sua vittima, la sua colpa, il suo amore ferito, il suo silenzio”.

TEATRO DELL’OROLOGIO - Sala Orfeo - via dei Filippini 17/A, Roma
dal 7 al 12 febbraio 2017
da martedì a sabato h.21.00 | domenica h.18.00
La prenotazione è vivamente consigliata

Info e Prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6875550
Sito web: www.teatrolorologio.com


Teatro Nuovo di Milano presenta
SATURDAY NIGHT FEVER
LA FEBBRE DEL SABATO SERA
Basato sul celebre film di Paramount/RSO e sulla storia di Nik Cohn
Adattamento al teatro di Robert Stigwook in collaborazione con Bill Oaks
e di Sean Cercone & David Abbinanti per il Nord America
con le canzoni dei The Bee Gees
Regia Claudio Insegno
Coreografie: Valeriano Longoni
Supervisione Musicale: Angelo Racz
Direzione Musicale: Massimo Carrieri
Scene: Roberto e Andrea Comotti
Costumi: Graziella Pera
Disegno Audio: Simone Della Scala
Disegno Luci: Valierio Tiberi
Video Scenografia: Francesca Del Cupolo & Erika Dolci
Assistente alla regia Simone De Rose
Assistente Coreografo: Erika Simonetti
Con
Giuseppe Verzicco nel ruolo di Tony Manero
Anna Foria - Stephanie Mangano - Giada D'auria – Annette
Luca Spadaro - Bobby C - Samuele Cavallo - Joey
David Negletto - Double J - Francesco Lappano - Gus
Alessandra Sarno - Flo Manero - Gaetano Ingala - Frank Manero
Gianluigi Sticotti - Dj Monty - Giovanna D'Angi - Candy
Alex Botta - Frank Jr - Monica Ruggeri – Linda Manero
Arianna Galletti - Pauline
e con Ensamble
Fabio Gentile - Ilaria Leone – Amilla Lucchini - Carolina Mollo - Jessica Falceri – Marco Ventrella –
Enerise Veidia - Janer Veranes
Massimo Carrieri - direzione musicale/tastiera1
Stefano Damiano – tastiera 2
Simone Rozza e Paolo Ballardini – chitarra
Marco Campagna – batteria
Daniele Catalucci – basso
Marcello Ronchi – tromba
Alessio Zanovello – reed
Pietro Spina – trombone

In occasione del 40° anniversario dall’uscita del celebre film, Teatro Nuovo di Milano presenta la nuova produzione italiana de LA FEBBRE DEL SABATO SERA.
Il musical tratto da una delle pellicole più celebri ed importanti nella storia del cinema, è un omaggio alla disco music ed al glam dominante degli anni’70. Uno spettacolare juke box musical in cui rivivere i successi disco in voga all’epoca tra cui spiccano le canzoni originali dei Bee Gees come Stayin' Alive, How Deep Is Your Love, Night Fever, You Should Be Dancing e tante altre in voga tutt’oggi quali Symphonie No 5, More than a woman e la celeberrima Disco Inferno.
Giuseppe Verzicco è il nuovo Tony Manero! A sceglierlo una commissione internazionale composta dai produttori americani di Theatrical Rights e dal team creativo italiano presieduto dal regista Claudio Insegno. Classe 1986, Verzicco è oggi uno dei migliori performer del musical italiano e, con il suo carisma ed il suo grande e poliedrico talento, è pronto a far rivivere quel ruolo che ha portato alla ribalta mondiale un giovanissimo Travolta.
Un ruolo attesissimo per un debutto che regalerà a tutto il pubblico italiano le forti emozioni che solo John Travolta seppe suscitare in tutti gli spettatori della celebre pellicola di John Badham, grazie al concept cinematografico che il regista Claudio Insegno ha voluto imprimere a questo nuovo allestimento. A presentare lo spettacolo è Lorenzo Vitali, direttore artistico del Teatro Nuovo, che ha anche prodotto il pluripremiato Jersey Boys.

TEATRO OLIMPICO - Piazza Gentile da Fabriano 17, Roma
Dal 7 al 19 febbraio 2017
Orario: dal martedì al sabato ore 21,00 - domenica ore 18,00 - lunedì riposo

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 326 5991
Sito web: www.teatroolimpico.it


Marche Teatro / Nutrimenti Terrestri / Walsh presenta
456
scritto e diretto da Mattia Torre
con Massimo De Lorenzo, Cristina Pellegrino, Carlo De Ruggieri e con Michele Nani
Scene Francesco Ghisu
Disegno Luci Luca Barbati
Costumi Mimma Montorselli
Assistente alla regia Francesca Rocca
Assistente ai movimenti scenici Alberto Bellandi

456 è la storia comica e violenta di una famiglia che, isolata e chiusa, vive in mezzo a una valle oltre la quale sente l’ignoto. Padre, madre e figlio sono ignoranti, diffidenti, nervosi. Si lanciano accuse, rabboccano un sugo di pomodoro lasciato dalla nonna morta anni prima, litigano, pregano, si odiano. Ognuno dei tre rappresenta per gli altri quanto di più detestabile ci sia al mondo. E tuttavia occorre una tregua, perché sta arrivando un ospite atteso da tempo, che può e deve cambiare il loro futuro. Tutto è pronto, tutto è perfetto. Ma la tregua non durerà.
456 nasce dall’idea che l’Italia non è un paese, ma una convenzione. Che non avendo un’unità culturale, morale, politica, l’Italia rappresenti oggi una comunità di individui che sono semplicemente gli uni contro gli altri: per precarietà, incertezza, diffidenza e paura; per mancanza di comuni aspirazioni. 4 5 6 è una commedia che racconta come proprio all’interno della famiglia – che pure dovrebbe essere il nucleo aggregante, di difesa dell’individuo – nascano i germi di questo conflitto: la famiglia sente ostile la società che gli sta intorno ma finisce per incarnarne i valori più deteriori, incoraggiando la diffidenza, l’ostilità, il cinismo, la paura. 4 5 6 racconta la famiglia come avamposto della nostra arretratezza culturale.

TEATRO AMBRA JOVINELLI - via Guglielmo Pepe 43/47, 00185 Roma
7|12 febbraio 2017
Spettacoli ore 21.00 –domenica ore 17.00 - lunedì riposo
Biglietti (compresa prevendita): da € 33,00 a € 17,00
Convenzioni parcheggio in orario spettacolo:
• Garage Esquilino – via G. Giolitti, 27/A - dal martedì al sabato € 1,50 l’ora
• Parcheggio ES Giolitti Park – via G. Giolitti 267 - tutti i giorni € 1,00 l’ora

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 83082620 – 06 83082884
Sito web: www.ambrajovinelli.org


DAUNIDEADI presenta
IL CONTRARIO DI TUTTO
con Fabio Avaro e Vanina Marini
e la preoccupante partecipazione de La Banda dell’UKU
testo di Luca Sgamas
regia di Siddhartha Prestinari

Lo spettacolo scritto da Luca Sgamas racconta la storia di Adele giovane ragazza che grazie al ritrovamento di un vecchio diario della madre riesce ad entrare in “contatto” con il padre che non ha mai conosciuto, da anni esiliato, pare, in America Latina. I due rimangono così racchiusi in un “non luogo” fatto di parole e date dove vengono raggiunti da un improbabile trio di musicisti, ospiti di Pippo Baudo a Sanremo, che tra divertenti equivoci, colpi di scena ed assurde ricostruzioni musicheranno e daranno voce ai ricordi, agli aneddoti ed ai segreti che celati nel diario piano piano sveleranno che la verità non è quella che i malcapitati protagonisti avevano sempre creduto…
Tra i racconti di false verità e confronti con la realtà si dipana uno spettacolo che come spiega la regista: “per sua fortuna non ha una collocazione, non è propriamente prosa, non è neanche cabaret, e non è uno spettacolo musicale, ma è un insieme di tutto questo e di altro ancora da definire. E' un non luogo in cui gli attori ed i musicisti, cederanno la scena al “senso comico” nel suo continuo divenire. E' uno spattacolo che non ha controindicazioni ma è autenticamente beffardo, fintamente modesto e cosa più importante, estremamente divertente”.
Difficile da catalogare dunque ma una bella sfida da affrontare per il cast e la regista, che aggiunge: “qualcuno ha detto che ridere è il motivo per cui siamo al mondo, obbiettivo non sempre facile ma di grande stimolo se nella risata vogliamo cogliere il corretto sguardo sul mondo e sui noi stessi. Ed è su questa considerazione che ho accettato di dirigere Il Contrario di Tutto, perché mi stuzzicava l'idea di sperimentarmi con un nuovo genere di commedia”.
Con il disegno luci di Maximiliano Lumachi lo spettacolo in replica fino al 12 febbraio sarà una nuova occasione per godere dell’irriverente simpatia di Fabio Avaro, il trasformismo di Vanina Marini e la grande comicità musicale della Banda dell’Uku.

TEATRO AMBRA ALLA GARBATELLA - Piazza Giovanni da Triora, 15 - Roma
dal 9 al 12 febbraio 2017
Orario repliche: dal giovedì al sabato ore 21,00, domenica ore 17,00

Info e prenotazioni: Tel. 06.81173900 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroambra.it


MARILYN MON… AMOUR
testo di Cinzia Spanò
regia Chiara Petruzzelli, Silvia Giulia Mendola
con Silvia Giulia Mendola, Elena Rolla
collaborazione alla creazione Vanessa Korn
produzione PianoinBilico e Fondazione Egri Bianco Danza
con il contributo di Casa Orban

Sono passati più di cinquant’anni dalla sua morte, eppure il mito di Marilyn non accenna a tramontare. Anche chi non ha visto i suoi film conosce il suo volto, il suo nome. Continua a sorriderci, malinconica e sensuale, da una delle infinite immagini che la ritraggono e che ritroviamo ancora sulle magliette, nei calendari, sulle copertine dei diari. E da quelle immagini, la sua figura cattura la nostra attenzione.
Chiunque abbia voglia di guardare quel che si nasconde dietro all’immagine abbagliante del suo mito, però, difficilmente crede a quel che si trova davanti. A dispetto dei personaggi dolci e divertenti che interpretava nelle commedie hollywoodiane, le sue parole, le sue poesie, le testimonianze delle persone che la circondavano rivelano infatti una personalità tormentata e complessa, immersa nella solitudine e nella depressione.
Marilyn parla con il suo interlocutore di sé, dei suoi desideri, della sua carriera, dei suoi sogni in senso letterale. Le sue parole ci suggeriscono che questo interlocutore sia Norma Jean: la Marilyn Monroe prima del successo e forse l’incarnazione della sua anima, alla quale l’attrice affermata nel mondo della finzione si rivolge aprendo il suo spirito tormentato dal mondo reale. Norma Jean non parla, ascolta con attenzione, ma già conosce tutto, interpreta con il corpo flessuoso della coreografa Elena Rolla le emozioni vissute da Marilyn, la sua disperazione, il suo desiderio di fuga in un sonno dove Silvia Giulia Mendola è una Marilyn glamour, ma umanissima, che negli ultimi giorni della sua esistenza si racconta apertamente.

TEATRO BELLI - Piazza di Sant'Apollonia 11, Roma
Dal 7 al 12 febbraio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al sabato alle ore 21,00 – domenica alle ore 17,30
Prezzi: Interi € 18,00 – Ridotti € 13,00

Info e prenotazioni: telefono 06-5894875
Sito web: www.teatrobelli.it


Viola Produzioni Srl presenta
Francesco Pannofino | Emanuela Rossi
I SUOCERI ALBANESI
di Gianni Clementi
regia di Claudio Boccaccini
con Andrea Lolli, Silvia Brogi, Maurizio Pepe, Filippo Laganà, Elisabetta Clementi
produzione Viola Produzioni

Una famiglia borghese: un padre, una madre e 2 figli. Lui, Lucio, 55enne, consigliere comunale progressista, lei, Ginevra, 50enne, giornalista illuminata, con un passato fatto di lotte politiche e rivolte generazionali, conducono un’esistenza improntata al politically correct, cercando quotidianamente di trasmettere ai figli, Camilla, 16enne, e Pietro, 23enne, questo loro stile di vita, pregno di valori importanti, di parole mai banali: l’importanza della politica, della solidarietà, della fratellanza.
Ogni occasione è buona per ribadire simili concetti: a tavola, ascoltando un telegiornale, commentando episodi di vita. Ma come in tutte le famiglie anche le incombenze pratiche occupano uno spazio importante nella vita di Lucio e Ginevra e la rottura di una tubazione del bagno di servizio, che rischia di allagare l’appartamento sottostante, obbliga i coniugi a chiamare una ditta per il restauro completo del servizio igienico. La ditta è formata da due ragazzi: Igli, 27 anni e Lushan di 18. Sono albanesi, con una storia alle spalle di quelle che si leggono tutti i giorni sui quotidiani. Viaggi su barconi fatiscenti, periodi di clandestinità, infine l’agognato permesso di soggiorno e adesso una Ditta, con tanto di partita Iva e lavoro in quantità. Un esempio da seguire per Camilla e Pietro! È questo che Lucio e Ginevra pensano, guardando a quella luce che illumina gli sguardi dei 2 ragazzi. Una luce piena di vitalità, voglia di fare, come solo chi ha davvero conosciuto la fame può ancora avere. Ma un giorno Lucio dimentica un importante documento, torna a casa ad un orario imprevisto e le certezze sue e di Ginevra crollano come un castello di carte. E i vecchi proverbi non passano mai di moda: chi predica bene, razzola male….

TEATRO SALA UMBERTO - Via della Mercede 50, Roma
dal 7 al 19 febbraio 2017
giovedì e venerdì ore 21, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17
Prezzi da 32€ a 23€

Info e prenotazioni: Tel. 06 6794753 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.salaumberto.com


La Compagnia Degli Arti in
A N G I E
di Gabriele Mazzucco
con Fabrizio Apolloni, Andrea Alesio, Federica Orrù, Paola Raciti

La sorti del mondo e le vite delle famose rockstar morte a 27 anni, legate da un unico destino.Un gruppo di divinità (Muse, dei e semidei) in lotta tra di loro. Una ragazza qualunque attirata con l'inganno al centro della terra. La Musa della musica, una volta nota con il nome di Euterpe ma da tutti quanti, oggi, chiamata ANGIE, come ultimo baluardo delle forze del bene ...
E poi la Musa della letteratura, Calliope, oramai completamente fuori di testa; un lupo marsicano (Aristeo) diventato il fedele aiutante di ANGIE, dopo essere stato tramutato in un semidio; l'attacco finale dei "Bobby Dylan" alle porte; gli anedotti sulla spiaggia di Venice Beach con Jim ( Morrison), Jimmy (Hendrix), Janis (Joplin) e poi le vere cause delle morti di Robert Johnson, Brian Jones, Kurt Cobain ed Amy Winehouse.
Risate, divertimento e tanta tanta della nostra storia artistica e politica raccontata in un delirio surreale e fantastico, ma profondamente attinente con la realtà quotidiana.

TEATRO TESTACCIO - via Romolo Gessi 8, Roma
dal 9 all' 11 febbraio ore 21.00
domenica 12 febbraio ore 17.30
Biglietti: Intero 15,00 euro, Ridotto 10,00 euro

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06.5755482
Sito web: www.teatrotestaccio.com


INTERRUZIONI VOLONTARIE
di e con Claudia Salvatore
aiuto regia Marco Bilanzone, Barbara Caridi
scenografia e costumi Valeria Galluzzi

Lui si sentiva una ferita sulla guancia, la ferita non c’era, ma lui la sentiva così tanto che alla fine se l’è procurata da solo.
Lei si ricordava di quando da piccola aveva visto i nonni che facevano l’amore, ma in realtà non era successo a lei, era successo alla madre”.

In scena al Teatro Studio Uno dal 9 al 12 febbraio “Interruzioni volontarie” di e con Claudia Salvatore, che dopo una prima versione in forma di studio nel 2013 presentata al festival RIC, Rieti Invasioni Creative, e un primo debutto nella versione integrale nel 2015 nella rassegna “Dominio Pubblico”, porta in scena con la collaborazione di Marco Bilanzone e di Barbara Caridi, la versione definitiva di un lavoro profondo e complesso sull’essere umano.
Interruzioni Volontarie è la storia di chi vive dentro, osservando ciò che accade fuori, aspettando il momento giusto per sentirsi parte di qualcosa o per scegliere di essere artefici di un progetto. È la paura di scegliere, perché la scelta è rinuncia a qualsiasi alternativa, essere presenti a se stessi, accettando la realtà, solo in modo intermittente.
La scena è uno spazio irreale, forse uno spazio mentale, apparentemente disordinato, perché cosparso di scatoloni, al cui centro emerge immobile e sfumata nei tratti del viso, Margherita.
Margherita aspetta, registra messaggi degli altri, guarda gli spazi aperti attendendo che ci capiti dentro qualcosa che la riguarda. Margherita per metà c’è e per metà non sa dov’è. C’è qualcosa che interrompe ogni incontro, ogni tentativo di costruire, ogni possibilità, e c’è qualcosa che lo vuole ripristinare. Margherita scappa da persone e da situazioni ma inevitabilmente poi non fa altro che tornare, per riprendersi, per ricominciare quello che aveva interrotto, per rovinarlo in continuazione, non ci sono altro che fratture evidenti ed evidenti intervalli di tempo in cui cerca di ricordare come fare ad andare avanti, in cui cerca di capire, di eliminarsi o di darsi un’altra possibilità, l’ennesima.

TEATRO STUDIO UNO | Sala Specchi - via Carlo della Rocca 6 (Torpignattara), Roma
dal 9 al 12 febbraio 2017
Ingresso 10 euro. Tessera associativa gratuita - Giov – Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00

Info e prenotazioni: telefono 3494356219 - 3298027943, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrostudiouno.com


NEI PANNI DI UNA DONNA?
regia di Massimo Milazzo
con Luciana Frazzetto

La versatile attrice, dopo il successo del suo monologo-cult, “E se il sesso si è depresso?”, torna con un nuovo esilarante monologo “Nei Panni Di Una Donna?” scritto a quattro mani con Riccardo Graziosi. Uno spaccato di vita che accomuna un po’ tutti noi. “La protagonista è una sartina che tra un orlo e una cerniera, un marito, due figli e un cane, racconta tutto quello che può avvenire in una famiglia normale, ad una donna normale, parlando di figli, di sesso, di internet, di facebook, di vacanze, di suocere, di tutti quelli che se non chattano sembrano morti.
Uno spettacolo che abbraccia un pò tutte le nostre storie. Si parla in maniera divertente di tematiche quotidiane viste da una donna che lavora a casa, come questa sartina, ma con un finale a sorpresa.
Un racconto semplice e attuale dove ciascuno ci si può ritrovare. Un monologo che mette in scena la quotidianità della vita con le sue manìe, le sue abitudini, i suoi difetti. Decisamente da non perdere!

TEATRO L'AURA - vicolo di Pietra Papa 64 (angolo con Via Pietro Blaserna, 37), Roma (Zona Viale Marconi)
dal 9 al 12 febbraio 2017
Dal giovedì al sabato ore 21 domenica ore 18

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06-83777148
Sito web: www.teatrolaura.org


SURGELAMI
un progetto di drammaturgia scenica con Chiara Aquaro, Chiara Della Rossa, Armando Quaranta, Simone Ruggiero
dramaturg Rosalinda Conti
regia Niccolò Matcovich
aiuto regia Riccardo Pieretti

Surgèlami per scongelarmi in tempi migliori”.
Quali sono le difficoltà, le impossibilità di vivere oggi il rapporto di coppia? Il lavoro, il futuro, la fiducia.. o forse, e più semplicemente, noi. Perché non siamo pronti? Perché non siamo più pronti?

Note di regia
Surgèlami è un progetto di drammaturgia scenica che vuole indagare la coppia e le tematiche, e dinamiche, che le ruotano intorno. Il progetto nasce con l’intento specifico di un confronto teatrale e dinamico sulle linee proposte. A tale scopo è sembrata più stimolante la forma della drammaturgia scenica, impostata su una serie di esercizi guidati, rielaborati e sviluppati, e di improvvisazioni in sala. La scelta di coinvolgere non due ma quattro attori, e di distinguere i ruoli della regia e della drammaturgia, deriva dalla necessità di sondare una molteplicità di punti di vista, per poi pensare un lavoro di composizione che metta insieme i vari spunti cercando un’organicità, o consapevole “disorganizzazione”, del materiale proposto. Quattro attori in scena permettono altresì uno sviluppo più ampio e, perché no, l’intersezione tra le varie dinamiche rappresentate.

TEATRO STUDIO UNO Sala Specchi - Via Carlo della Rocca 6 (Torpignattara), Roma
9 - 26 febbraio 2017
spettacoli da giovedì a sabato ore 21:00, domenica ore 18:00

Info e prenotazioni: telefono 3494356219 - 3298027943, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrostudiouno.com


ITINERARI - TRITTICO DELLA DIVERSITÀ
con le coreografie di Benedetta Capanna, Valerio De Vita, collettivo cadavre exquis
e con Maria Elena Curzi, Francesca Innocenzi, Emiliano Perazzini
produzione Compagnia Excursus

La Compagnia Excursus con la direzione artistica di Ricky Bonavita e Theodor Rawyler presenta al Teatro Biblioteca Quarticciolo il 4 e 5 febbraio 2017 un progetto che riunisce tre visioni diverse del presente. Tre lavori brevi di coreografi che fanno parte del “progetto excursus” ormai da tempo, ognuno intorno ad un nodo, ad una domanda alla quale dare delle risposte attraverso il corpo, attraverso la complessità del movimento e della danza, riflesso del sentire oltre e senza parole. I coreografi del nucleo artistico di Excursus, Benedetta Capanna, Valerio De Vita, Giordano Novielli e Lorenzo Giansante sono talenti che la compagnia sceglie di accompagnare nel proprio percorso creativo e produttivo, riconoscendo a quella next-generation l'urgenza di condividere una propria visione del presente, attraverso creazioni eterogenee e linguaggi coreutici diversi.
In “STUPOR” del collettivo cadavre exquis con gli autori Giordano Novielli e Lorenzo Giansante il nodo è il disorientamento, la difficoltà che abbiamo oggi nel comprendere il Reale. Partendo dall’immagine della pop-star Britney Spears, goffa e sfatta agli MTV Awards del 2007, il collettivo ci conduce in un mondo ambiguo, sospeso fra la scena e la vita. Agisce in scena anche l’autrice della scenografia Francesca Innocenzi.
Valerio De Vita in “ScontrINcontri” indaga sulle relazioni in ambito lavorativo, l’altro, il collega, il rivale. Anche oggi. Lo sento, è qui, mi vede. Fa il mio stesso lavoro, occupa lo spazio che creo, ora mi segue, ora scompare. Muovendosi in questa stanza disegna forme, esse si mescolano con le mie, rendendole irriconoscibili. È diverso, è un’interferenza, e le nostre esistenze sono inconciliabili. Eppure siamo così simili.
Benedetta Capanna presenta il trio “Apah”, scandito dalla musica del Sal puri, danza sciamanica coreana che significa “sciacquare via gli spiriti maligni". Partendo dall’esigenza di una purificazione e riecheggiando immagini ancestrali, questo trio ricrea un rituale danzato attraverso il quale poter elaborare ed esorcizzare la pesantezza della nostra storicità e della più semplice fragilità umana. Apah, in sanscrito sono le acque, sia terrene che celesti, il primo elemento cosmogonico con potere purificante, medicamentoso e vivificatore.

STUPOR
coreografia, concept, audio editing Matteo Bifulco, Lorenzo Giansante, Giordano Novielli
oggetti di scena e costumi Francesca Innocenzi
performance Francesca Innocenzi, Lorenzo Giansante, Giordano Noviell

ScontrINcontri
coreografia: Valerio De Vita
musiche di Massimiliano Cerioni
danza: Valerio De Vita, Emiliano Perazzini

APAH
coreografia: Benedetta Capanna
danza: Benedetta Capanna, Maria Elena Curzi, Giordano Novielli

TEATRO BIBLIOTECA QUARTICCOLO - Via Ostuni 8, Roma
4 febbraio, ore 21 5 febbraio, ore 18
Biglietti Intero 10€ – Ridotto 8€ (over 65, under 24, possessori di Bibliocard)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06 98951725 – 060608
Sito web: www.teatriincomune.roma.it/teatro-biblioteca-quarticciolo-new

 

DADO in
OBLADI’ OBLADADO
di Dado, Emiliano Luccisano e Marco Terenzi
Regia Dado

Dopo il grande successo di critica e pubblico della scorsa stagione torna sul palco del Teatro Tirso de Molina dall'8 al 26 febbraio il pungente Dado.
"Nello spettacolo Obladì Obladado metterò tutta la forza dissacrante della satira e della comicità di Canta la notizia, - assicura il comico romano - parleremo di potenti, di prepotenti e dei soliti furbetti e li abbatteremo a colpi di risate".
Forse per il fatto che avrebbe voluto essere una rock-star, forse per un’innata propensione a dissacrare i piccoli soprusi quotidiani che ognuno di noi subisce, Dado torna sulle scene più carico che mai, portandosi dietro un bagaglio di battute vertiginose che fanno il punto sulla situazione che stiamo vivendo e su quella che abbiamo sempre vissuto. 
L’unica cosa certa è che non verrà risparmiato nessuno. 
Uno spettacolo che sbeffeggia i poteri forti e che ironizza sui paradossi del privato che in fondo sono un po’ la stessa cosa. 
Non mancheranno i video di successo di Dado Canta La Notizia che hanno raggiunto un milione e mezzo di visualizzazioni sul web e che come nel suo inconfondibile stile faranno scacco all’attualità e tutte le altre canzoni che rendono Dado la Rock Star della comicità.

TEATRO TIRSO DE MOLINA - Via Tirso, 89 (Piazza Buenos Aires) 00198 Roma
Dall’8 al 26 febbraio 2017
Orari: mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 21:00
sabato e domenica ore 17:30

Info e prenotazioni: 06.84.11.827 oppure 329.56.18.223
Sito web: www.teatrotirsodemolina.it

 

Cinzia Leone in
DISORIENT EXPRESS
con Francesco La Mantia
scritto da Cinzia Leone e Fabio Mureddu
regia di Fabio Mureddu e Emilia Ricasoli

Mercoledì 8 febbraio alle ore 21,00 al Salone Margherita di Roma Cinzia Leone debutterà con lo spettacolo “Disorient Express” , scritto da Cinzia Leone e Fabio Mureddu per la regia di Fabio Mureddu e Emilia Ricasoli .
Disorient Express non è la storia di un treno che non sa dove andare, è una fotografia di gruppo in cui ci siamo tutti e tutti abbiamo un’espressione visibilmente disorientata. Siamo disorientati, sì. Ci aggiriamo nel mondo con l’espressione di nonna nella foto di Natale, scattata dopo che l’hanno rimbambita cercando di farle ricordare i nomi di tutti e trentasei i nipoti.
"E come può non essere disorientata un’umanità travolta ogni minuto da un cambiamento? - racconta Cinzia - Come possiamo essere sicuri di noi stessi e della realtà che ci circonda se ad ogni notizia sentita in televisione possiamo trovare contemporaneamente la smentita su Internet? Come possiamo accontentarci anche solo di un lavoro qualunque, in un momento in cui, qualunque sia il lavoro non te pagano e il massimo che puoi farci è mettertelo nel … curriculum? Come possiamo rilassarci con lo zapping, se, anche potendo scegliere tra centinaia di canali, troviamo ovunque la stessa cosa: gente che canta o che cucina?" E continua: "Per raccontare tutto questo in uno spettacolo ho deciso di farmi disorientare anche io proprio mentre faccio lo spettacolo. Come? Io nello spettacolo sono proprio io, Cinzia e ho proprio la parte di un’attrice che fa uno spettacolo. Che spettacolo? Uno spettacolo contemporaneo, che viene aggiornato in tempo reale: proprio come avviene nei programmi in diretta, una redazione, costantemente connessa al mondo esterno, aggiorna e modifica gli argomenti e i contenuti dello spettacolo. Infatti, proprio mentre faccio lo spettacolo interviene un autore che, entrando in scena, mi informa che quello che ho appena detto è stato smentito da qualcuno o da qualcosa e che quindi bisogna dire o fare qualcos’altro. Vi sembra fico? A me no. È un delirio. In una realtà come questa, aggiornarsi significa smentire se stessi continuamente. L’autore, entrando e interrompendomi, mi costringerà, ogni dieci minuti, a cambiare lo spettacolo, passando da un monologo sulla crisi ad uno sul traffico; da un’assurda messa in scena di Romeo e Giulietta ad un rito di esorcismo contro la Televisione che, diciamocelo, è diventata brutta, ma talmente brutta che può solo essere opera di Belzebù; dal personaggio di una povera signora che cerca di capire come fare a ricevere finalmente la sua pensione, alla conduttrice di un folle telegiornale in cui la stessa notizia viene data e contemporaneamente smentita. Credetemi sulla parola, la realtà vista così è destabilizzante e comica allo stesso tempo perché i cambiamenti e le contraddizioni continue la rendono invisibile!!"
Lo spettacolo sarà in scena al Salone Margherita di Roma fino al 19 febbraio 2017. Come di consueto in questo "nuovo" Salone margherita voluto dal "patron" Nevio Schiavone, ad ogni spettacolo sarà servita nei prestigiosi palchi al piano superiore una cena degustazione a lume di candela mentre al pianterreno verrà offerto il tradizionale piatto di pasta.

SALONE MARGHERITA - via dei Due Macelli 75, 00187 Roma
da mercoledì 8 febbraio a domenica 19 febbraio 2017
Orari: da mercoledì a sabato ore 21,00/domenica ore 16,30
Biglietti: Palco con cena intero – 65,00€ Poltronissima intero – 35,00€ Poltrona intero – 25,00€

Info e prenotazioni: telefono 06/6791439


Data unica

TE LO FACCIO VEDERE CHI SONO IO!
7° Serata Di Beneficenza In Onore Di Gianni Elsner

Paolo Bonolis, Carmine Faraco, Alberto Farina, Antonio Giuliani, Alberto Laurenti & Rumba De Mar, Luciano Lembo, Lontano Da Qui, Donatella Pandimiglio, I Sequestrattori. Sono gli artisti che si alterneranno sul palco nel corso di “Te lo Faccio Vedere Chi sono Io!”, serata di beneficienza in onore di Gianni Elsner, che si terrà Lunedì 6 febbraio 2017 alle 20,30 al teatro Brancaccio di Roma.
Anche quest’anno la serata, giunta alla sua settima edizione ed organizzata dall’“Associazione Gianni Elsner ONLUS”, permetterà di raccogliere fondi a sostegno delle iniziative di solidarietà promosse dall’Associazione stessa, in primis i progetti legati alle adozioni a distanza in Paraguay.
Era il 1988 quando Gianni Elsner, attore e conduttore radiofonico nato a Merano ma romano di adozione, ebbe questa idea, sull’aereo che lo riportava in Italia dal Paraguay. Era andato a trovare il cugino missionario redentorista, Padre Attilio Cordioli. Nel corso del viaggio scoprì le condizioni precarie in cui i bambini facevano lezione, disegnando e scrivendo con bastoncini di legno sulla sabbia del fiume.
Gianni Elsner ebbe un’intuizione: adottare a distanza quei bambini, chiedendo aiuto ai tanti ascoltatori della sua trasmissione, “Te lo Faccio vedere chi sono io!”, per acquistare il materiale che permettesse ai bambini paraguaiani di andare a scuola regolarmente.
Nel corso degli anni il progetto è cresciuto in maniera esponenziale, grazie alla fiducia che gli ascoltatori riponevano in Gianni e oggi nell’associazione a lui dedicata. Ogni anno, a gennaio, i Missionari vengono a Roma a incontrare i padrini italiani, a consegnar loro le pagelle e a permettere di rinnovare il sostegno economico. La famiglia di Gianni Elsner è diventata sempre più grande!
Dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 2009, è nata la Associazione che porta il suo nome e che, soprattutto, porta avanti il suo progetto.
Con l’aiuto e la generosità dei sostenitori, nel corso di quasi 30 anni sono arrivati in Paraguay circa 120 container pieni di merce di ogni genere, sono stati aiutati circa 15 mila bambini, costruite 5 scuole, oltre a 120 aule in altre 50 scuole già presenti, e sono state realizzate due grandi opere: nel 2006 è stata difatti inaugurata l’Università di Carapeguà e nel 2012 l’inaugurazione della Sala Polifunzionale multiuso intitolata proprio a Gianni Elsner.
Dopo la morte di Gianni, l’Associazione ha anche deciso di organizzare una serata annuale di raccolta fondi. Le serate hanno sempre avuto un grande riscontro in termini di partecipazione, grazie agli artisti e grazie a coloro che hanno deciso di investire in una buona causa.
L’appuntamento con la 7° Edizione è quindi per Lunedì 6 febbraio 2017 alle ore 20,30 al Teatro Brancaccio, Via Merulana 244 – Roma.

TEATRO BRANCACCIO - Via Merulana 244, Roma
Lunedi 6 febbraio 2017, Ore 20,30

Per informazioni e acquisto biglietti: www.teatrobrancaccio.it
Per informazioni sulla storia di Gianni Elsner, sull’Associazione e le su attività: www.associazionegiannielsner.it


Teatro Eliseo & Saint Louis presentano
SPECIAL GUEST
Festival di produzioni originali
L’AMICO DI CORDOBA
con Peppe Servillo, Javier Girotto e la Saint Louis Big Band diretta da Gianni Oddi

Il cantante Peppe Servillo e il sassofonista Javier Girotto incontrano la Saint Louis Big Band diretta da Gianni Oddi, in un progetto ispirato al tango, al jazz e alla canzone d’autore italiana.
Capita a volte di trovarsi dall’altro capo del mondo e di incontrare inaspettatamente qualcosa che ci appartiene e che forse avevamo dimenticato – così Peppe Servillo spiega questo incontro musicale. In L’amico di Cordoba l’anima sudamericana e quella mediterranea dei musicisti si fondono ad atmosfere, stili ed emozioni differenti; la latinità dei due protagonisti funge da filo conduttore di un mix suggestivo ed evocativo di atmosfere e mondi culturali vicini, ma lontani. I brani originali composti da Girotto e Servillo saranno per la prima volta eseguiti da una Big Band, in una inedita veste orchestrale, grazie agli arrangiamenti originali di Luigi Giannatempo e Milena Nigro.

OPENING ACT:
FREYGISH PROJECT
Gabriele Ceccarelli pianoforte, tastiere
Serena Lo Curzio voce
Alessio Bernardi sax alto, flauto
Adriano Dragotta violino
Ariele Cartocci chitarra, bouzouki
Edoardo Cicchinelli basso
Daniele Quaglieri batteria

TEATRO ELISEO - via Nazionale 183, 00184 Roma
Lunedì 6 gennaio ore 21.00
Biglietti € 20 - 15

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06.83510216
Sito web: www.teatroeliseo.com


METTI UNA SERA A CENA CON PEPPINO
di Antonio Castaldo
introduce Luca Barbareschi
interviene il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali
Dario Franceschini
Produzione 8 production di Laura Catalano - Coproduzione e distribuzione Istituto Luce Cinecittà
Con il contributo del Ministero degli Esteri, Ministero dei Beni e Attività Culturali Sostenuto da Fondazione Banco di Napoli
Attori Alessandro Formica, Peppe Barra
Regia Antonio Castaldo
Aiuto regia Giuseppe Patroni Griffi
Autori Ilenia Amoruso, Elita Montini, Rosamaria Vaccaro Dop Alfredo Lembo
Montaggio Andrea Bonanni Animazione Francesco Di Pietro
Musica Cinzia Gangarella
Effetti visivi Marco Salvatori

"Andare a trovare un amico” – per me la parola non ha bisogno di aggettivi come di solito si usa: sincero, vero, fidato, perché se non è sincero, vero, fidato non è un amico ma un’altra cosa
Giuseppe Patroni Griffi (Napoli, 27 febbraio 1921 – Roma, 15 dicembre 2005)

Metti, una sera a cena con Peppino, questo il titolo del documentario che ricorda la vita personale e artistica di Giuseppe Patroni Griffi, regista di teatro e cinema, drammaturgo, scrittore, sceneggiatore che ha lavorato tra gli altri con Francesco Rosi e Luchino Visconti. Un ritratto di un autore versatile, considerato tra i più grandi commediografi del Novecento, ma forse un po’ dimenticato, firmato dal giovane regista napoletano Antonio Castaldo, grazie anche alla preziosa collaborazione con l’Istituto Luce Cinecittà e Fausto Nicolini, custode dell’archivio personale dell’artista.
Il riferimento alla cena non è casuale, visto che si sa che a Patroni Griffi piaceva particolarmente riunirsi la sera a cena con gli amici per discorrere fino a tardi. Oggi le persone s’incontrano, trattano, litigano, fanno amicizia a tavola, unico posto dove veramente si dicono certe verità, afferma l’artista napoletano all’inizio del documentario. In quell’ambito, fuori dal contesto pubblico, si sentiva pienamente libero di esprimersi e si dice che, proprio durante queste serate, siano nate molte idee per le sue opere.
Poliedrico il personaggio, come del resto poliedrico il documentario, scritto da Ilenia Amoruso, Elita Montini, Rosamaria Vaccaro e prodotto da 8 production di Laura Catalano, che prevede la combinazione di diversi linguaggi per accostarsi all’eclettismo del protagonista.
È così che si passa da interviste fatte ad amici quali Raffaele La Capria, Massimo Ranieri e Giorgio Napolitano, a testimonianze di collaboratori come Vittorio Storaro e Gabriella Pescucci, studiosi come Mariano D’Amora e Valerio Caprara; si fa ricorso anche a immagini e ad animazioni (a cura di Francesco di Pietro) nonché a filmati storici, ridando poi anche vita a Rosalinda Sprint, la protagonista della sua opera Scende giù per Toledo, interpretata dall’attore Peppe Barra. Attraverso differenti linguaggi si mettono in luce gli aspetti che più interessavano all’autore, vale a dire la bellezza, la morte e l’amicizia. È comunque “la cena”, come detto, l’aspetto fondamentale del documentario, ed è per questo che nel finale siamo trasportati in una sala dove è presente una tavola imbandita che sembra invitarci a sedere per mangiare, elegantemente apparecchiata dall’altro attore presente nel documentario, Alessandro Formica.
Metti, una sera a cena con Peppino, che a febbraio sarà presentato nei maggiori teatri italiani con prima tappa al Piccolo Eliseo di Roma, si avvale anche della collaborazione dell’omonimo nipote dell’artista, che troviamo in veste di aiuto regista.

TEATRO PICCOLO ELISEO - via Nazionale 183, 00184 Roma
Lunedì 6 febbraio 2017, ore 20
Ingresso libero fino a esaurimento posti

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06.83510216
Sito Web: www.teatroeliseo.com


Social Comedy Club
“SAN VALENTINO CREPA”
regia di Daniele Fabbri
con Daniele Fabbri, Daniele Parisi, Stefano Usai, ChenBarbùMalRasé, Il Nano Egidio, Giulia Vanni, Cecilia d’Amico, Chiara Becchimanzi, Gigia Mazzucato, Angelo Sateriale e Fulvio Maura

L’esplosivo gruppo di teatranti comici guidati da Daniele Fabbri torna a calcare il palcoscenico del Teatro Trastevere per divertire il pubblico, alla faccia della festa più sdolcinata dell’anno. Il 12 febbraio, per il sesto anno consecutivo, torna a Roma lo speciale di San Valentino del Social Comedy Club. San Valentino Crepa, è il titolo del quinto appuntamento con il moderno format di varietà delle arti performative votate alla comicità. Definito come “L’appuntamento più esilarante e intelligente della scena romana”, il Social Comedy Club è uno show teatrale all’insegna dell’intrattenimento in ogni possibile declinazione. Il 12 febbraio saliranno sul palco: Daniele Fabbri, Daniele Parisi, Stefano Usai, ChenBarbùMalRasé, Il Nano Egidio, Giulia Vanni, Cecilia d’Amico, Chiara Becchimanzi, Gigia Mazzucato, Angelo Sateriale e Fulvio Maura
Se siete una coppia innamorata, venite a ridere di noi poveri cuori solitari! Se siete cuori solitari, venite a ridere delle coppie innamorate! Se siete coppie solide ma felici, venite a spiegarci il trucco! Se siete single in cerca dell’anima gemella, venite! Ci sono un mucchio di coppie da sfasciare! Tutte le migliori arti dello spettacolo comico al servizio di un unico grande messaggio, e cioè che l’Amore è come il miele: appiccicoso!!”
Un team di numerosi artisti per intrattenere con l’arte della risata e tutti i suoi linguaggi (Stand up Comedy, StreetArt, Clownerie, Puppet, Monologhi, Poesia, Letteratura e chi più ne ha più ne metta) in grado di contaminarsi e giocare, cimentandosi nella sfida più difficile che ci sia: far ridere e divertire in maniera diversa e sorprendente…cosa a cui la televisione ha da tempo disabituato il pubblico italiano.

TEATRO TRASTEVERE - Via Jacopa de' Settesoli 3 - 00153 Roma
12 febbraio 2017 ore 21.00
Ingresso 5 euro

Info e prenotazioni 339.20.39.687 (solo WhatsApp), telefono 06/5814004, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrotrastevere.it


Ancora in scena

CERTE NOTTI
di Antonio Grosso
con Antonio Grosso, Rocio Munoz Morales, Ciro Scalera, Antonello Pascale, Ariele Vincenti, Federica Carruba Toscano
regia Giuseppe Miale Di Mauro


Certe notti è un titolo aperto per uno spettacolo; aperto a voli pindarici che le parole di Grosso riconducono immediatamente a una realtà fatta di corpi, anime e sentimenti. Il tono brillante, i tratti dei personaggi, i loro rapporti, le loro storie che s‘intrecciano in vari modi, le risate, le riflessioni, l’ironia, la cattiveria, sono la vita che pulsa nel testo di Grosso.
Quella vita che in certe notti sembra non riuscire ad arrivare all’alba. L’alba di un esame che certe vite sembrano non riuscire a superare.
Cinque universitari condividono gli spazi della Casa dello Studente e vivono in quel limbo che separa il giovane dall’adulto. Alle prese con i loro problemi esistenziali e un futuro dalle tinte troppo sbiadite per essere visto con ottimismo. Il tutto sempre coronato da una patina d’ironia che attraversa come un filo rosso tutto lo spettacolo. E poi c’è un professore infame, autoritario e cinico, simbolo di una società che abusa il potere e chiude le porte in faccia ai giovani al grido di: “Qui comando io e tu non sei nessuno!”.
Ma arriverà prima o poi un terremoto stravolgerà le cose, un terremoto che quelli come il professore hanno provocato con la loro spocchia, con la loro imprudenza, con la loro ignoranza. Un terremoto che il testo di Grosso fa sentire nell’aria da subito e fa intuire al più sgangherato del gruppo, un giovane autistico che i ragazzi troppo presi da loro stessi, dalle loro problematiche, non sanno ascoltare. E solo allora ci sarà la resa dei conti, perché si sa che i conti si fanno alla fine, ma questa è una fine che sa tanto di nuovo inizio. Queste, sono certe notti in cui l’alba arriva a rischiarare un nuovo giorno.

Al di là delle risate, tante, la lettura di questo testo ha degli spunti esistenzialisti notevoli: l’università come simbolo di una generazione bloccata, che fatica a superare l’esame della vita, e resta inchiodata in certe notti insonni che sembrano non finire mai. C’è l’impressione che Grosso abbia voluto costruire all’interno della Casa dello Studente un microcosmo, che è la società in cui viviamo, fatto di rabbia, amore, speranze, paure, in cui tutti i personaggi cercano goffamente di trovare il proprio posto. E magari, solo un terremoto, che per tutti è simbolo di paura e catastrofe, potrà rimescolare le carte e ricominciare il gioco della vita.
Giuseppe Miale di Mauro

TEATRO GHIONE - Via delle Fornaci 37, 00165 Roma
dal 1 al 19 febbraio 2017
Orari spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00 - domenica ore 17.00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06 6372294 – 06 39670340
Sito web: www.teatroghione.it


KAFKA IL DIGIUNATORE
di Luca De Bei da Franz Kafka
diretto ed interpretato da Luca De Bei

1924: nel sanatorio di Kierling, non lontano da Vienna, Kafka, ridotto a un mucchietto di ossa e assistito dalla compagna Dora, si illude forse di poter lottare contro la tubercolosi di cui è malato da anni e riacquistare un po’ di forze. Ha con sé le bozze, da correggere e mandare all’editore, del suo ultimo racconto “Il digiunatore” e proprio questo racconto è uno dei pochissimi scritti che, nel suo testamento, ha chiesto all’amico Max Brod di non distruggere. Qualcosa di profondo lo lega infatti al personaggio del digiunatore di professione che, nella sua gabbia e davanti agli spettatori, resta aggrappato con caparbietà al suo dimagrire fino ai limiti dell’esistere, fino al raggiungimento del sottile confine tra la vita e la morte. Il protagonista del racconto sa bene però che i tempi cambiano, che il pubblico desidera spettacoli sempre più nuovi e avvincenti e che il suo mestiere è destinato all’oblìo. Forse è per questo che Franz Kafka, che si sente così marginale alla vita, così estraneo al mondo e persino a se stesso, sente profondamente la similitudine con questo “fenomeno da baraccone” scritturato da un circo ma diverso e distante da tutto ciò che lo circonda.

TEATRO DEI CONCIATORI - Via dei Conciatori, 5 – 00154 Roma
31 gennaio | 12 febbraio 2017

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - tel. 06-45448982 – 06-45470031
Sito web: www.teatrodeiconciatori.it

 

SULLE SPINE
di Daniele Falleri
regia Daria Veronese
Con Ivan Giambirtone, Alessandro Solombrino

Arriva al Teatro Ar.Ma di Roma la regia di Daria Veronese che ad ottobre ha dato vita a questo nuovo spazio culturale a due passi dal Vaticano. Dal 3 al 12 febbraio, solo dal venerdì alla domenica, è in scena Sulle Spine il testo di Daniele Falleri che vede in scena Ivan Giambirtone e Alessandro Solombrino.
Silio, con molti problemi da risolvere, dopo aver passato la sua vita in una continua ricerca di affetto e sostegno da parte dei genitori, decide di agire e di forzare gli eventi a suo favore. Guidato da una lucida follia, cambia il destino della propria famiglia, affrontando con successo situazioni estreme. Gli eventi ricordano episodi di cronaca dal sapore drammatico, ma che visti con l’occhio dell’ironia e della comicità della violenza gratuita, possono anche far ridere e sorridere, oltre che a riflettere su quanto spesso sia ingiustificata e inutile la nostra aggressività.

AR.MA TEATRO - via Ruggero di Lauria 22, Roma
dal 3 al 12 febbraio 2017
dal venerdì alla domenica ore 21.00 – domenica ore 18.00
Biglietti 10 euro

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06/39744093 - 333/9329662


Fattore K in collaborazione con la Compagnia Carmentalia presenta
IL GIOCO
di Franca De Angelis
regia di Christian Angeli
con Anna Cianca (Dottoressa Z)
Alessia Sorbello (Agata) e Andrea Trovato (Paolo)

Debutta il 31 gennaio al Teatro Cometa Off l’avvincente commedia Il Gioco, scritta da Franca De Angelis, con Anna Cianca, Alessia Sorbello e Andrea Trovato, per la regia di Christian Angeli. Lo spettacolo è stato presentato dalla Compagnia Carmentalia in forma di studio al Teatro Gasometro nell’Estate Romana 2015, aggiudicandosi il primo posto come migliore drammaturgia e il terzo come spettacolo dell’anno 2015, nella classifica di Isabella Polimanti della rivista Saltinaria.
Il Gioco racconta la storia di due giovani squattrinati e senza grandi prospettive che incontrano una misteriosa “Dottoressa Z”, consulente filosofica, che cambierà i loro destini utilizzando un gioco apparentemente innocuo ma dalle conseguenze inaspettate.
Il Gioco consiste in questo: ognuno dei due deve porre un quesito e stilare una lista di cinque possibilità di azione. Soltanto una di queste verrà sorteggiata e bisognerà attenersi scrupolosamente alla scelta. Un po’ come testa o croce ma con cinque possibilità diverse, studiate a tavolino spesso senza capire le conseguenze di ogni singola opzione.
E’ un gioco leggero, divertente, che li deresponsabilizza quel tanto da renderli audaci… ma che succede quando il Gioco viene portato avanti fino alle estreme conseguenze? Quando non siamo più noi i veri artefici delle nostre scelte ma il soltanto il puro, spietato caso? Siamo davvero così artefici delle nostre vite?
E’ su questi interrogativi profondi che si muove con leggerezza la macchina de Il Gioco, con una compagnia capace di cambiare registro emotivo e di esprimere con grazia l’intero arco trasformativo dei due sfaccendati, che si ritroveranno coinvolti in una vera e propria trappola alla vittima e carnefice.
Un noir, un intrigo tragicomico a tre, una tensione emotiva che cresce man mano che sale la posta in gioco, e quindi anche il pericolo. Si ride e si riflette, spesso nello stesso istante.

Nota di regia:
Esiste una possibilità di liberarsi da una visione fatalista della propria esistenza, quando pare che le nostre azioni siano governate da un destino predeterminato, già stabilito? È possibile spiazzare quella parte del nostro cervello
che, come dice la dottoressa Zeta, pretende di decidere senza consultarsi prima con noi? Agata e Paolo ci provano scrivendo per la propria vita una trama pericolosa, senza un sicuro ritorno alla serena apatia di chi dice sempre “è tutta colpa degli altri!"
I due giovani disadattati diventano gli eroi delle proprie esistenze, perché sanno mettersi in gioco, imparano che una manipolazione subita può diventare un'occasione per sporcarsi le mani con la realtà, costi quel che costi. Provano con tutte le loro forze a stare al "gioco" della dottoressa Zeta e a scrivere un presente per loro stessi.
Ma quando il tempo sembra ormai stare dalla parte dei protagonisti, si rivela il primo nemico da battere.

TEATRO COMETA OFF - Via Luca della Robbia, 47 - Roma
dal 31 gennaio al 12 febbraio 2017
Dal martedì al sabato h. 21.00 - Domenica h. 18.00
Ingresso riservato ai soci
Tessera associativa 2.50 € - Biglietto intero 13 €
Per chi si tessera online: http://www.cometaoff.it/
Biglietto ridotto a 10 € da prenotare al telefono 06 57284637
e ritirare al botteghino la sera dello spettacolo

Info e prenotazioni: Tel. 06-57284637
Sito web: www.cometaoff.it


SISTER ACT - Il Musical
regia Saverio Marconi
musiche Alan Menken
liriche Glenn Slater
testo Cheri Steinkellner e Bill Steinkellner
dialoghi aggiunti Douglas Carter Beane
basato sul film Touchstone Picture “Sister Act” scritto da Joseph Howard
traduzione e liriche italiane Franco Travaglio
direzione musicale Stefano Brondi
coreografie Rita Pivano
scene Gabriele Moreschi
costumi Carla Accoramboni
disegno luci Valerio Tiberi
disegno suono Emanuele Carlucci

CAST
Belia Martin nel ruolo di Deloris Van Cartier
e con la partecipazione di Pino Strabioli nel ruolo di Monsignor O’Hara
Special Guest Suor Cristina nel ruolo di Suor Maria Roberta
Jacqueline Maria Ferry nel ruolo della Madre Superiora
Felice Casciano Curtis
Marco Trespioli Eddie
Claudia Campolongo Suor Maria Lazzara
Manuela Tasciotti Suor Maria Patrizia
Silvano Torrieri Joey
Vincenzo Leone De Niro
Tiziano Caputo TJ

Unico, travolgente… DIVINO! Dopo il grande successo già riscontrato al Brancaccio di Roma nella scorsa stagione, dopo aver conquistato ben 2 premi agli Italian Musical Awards 2016: come Miglior Regia (Saverio Marconi) e per la Miglior Attrice non protagonista (Francesca Taverni nel ruolo della Madre Superiora) e il Premio Persefone 2016 alla protagonista spagnola Belia Martin.- torna al Brancaccio il Musical tratto dall’omonimo film del ’92 che consacrò Whoopi Goldberg nell’indimenticabile ruolo di Deloris, “una svitata in abito da suora”.
Venticinque gli splendidi brani musicali scritti dal premio Oscar Alan Menken, (mitico compositore statunitense autore delle più celebri colonne sonore Disney come “La Bella e la Bestia”, “La Sirenetta”, “Aladdin” e altri show tra cui “La Piccola Bottega degli Orrori” e “Newsies”), che spaziano dalle atmosfere soul, funky e disco anni ’70, alle ballate pop in puro stile Broadway, in cui si innestano cori Gospel e armonie polifoniche.
Il testo e le liriche tradotti da Franco Travaglio coinvolgono il pubblico in una storia dinamica, incalzante e divertente tra gangster e novizie, inseguimenti, colpi di scena, rosari, paillettes con un finale davvero elettrizzante.

TEATRO BRANCACCIO - Via Merulana, 244 - 00185 Roma
Dal 1° al 12 Febbraio 2017
Dal martedì al venerdì ore 21, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17
Prezzi da 25 a 56 euro

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 80687231
Sito web: www.teatrobrancaccio.it


La Compagnia Tacchi Misti presenta
Carla Ferraro, Valentina Martino Ghiglia, Laura Mazzi, Silvia Siravo
MOMS!
Il primo varietà sulla maternità
di Jill Daum, Linda Carson, Alison Kelly, Barbara Pollard, Robin Nichol e Deborah Williams
traduzione Valentina Martino Ghiglia
regia Ferdinando Ceriani
testi canzoni Toni Fornari
arrangiamenti Stefano Fresi
scena e costumi Marta Crisolini Malatesta

Pluripremiato negli Stati Uniti e in Canada, Mom’s the word (questo il titolo originale), per la prima volta in Italia, è uno spettacolo scritto da 6 mamme-attrici che hanno sopportato le agonie e le estasi della maternità. Uno sguardo incredibilmente divertente e profondamente toccante, intimo, graffiante, licenzioso sull’essere genitori oggi. Tra pannolini, notti insonni, pappette, biberon, mariti alla disperata ricerca di un momento di intimità, frustrazioni, pubertà, sesso, urla, pianti, strepiti e tanto, tanto amore per quei “mostriciattoli”, quattro attrici affiatatissime danno voce, corpo e anima a un intreccio di racconti e aneddoti oltraggiosamente divertenti che vi lasceranno senza fiato! Il tutto condito da balletti, canzoni e musiche, scritte e arrangiate dalla ormai collaudatissima coppia Stefano Fresi e Toni Fornari, che fanno di questo spettacolo un vero e proprio varietà sulla maternità! Questo è Moms, tutto quello che le mamme non hanno mai osato raccontare, concentrato in un’ora e mezza di spettacolo.
E vi prego… i bambini, almeno per una sera, lasciateli alla baby sitter!

TEATRO DELLA COMETA - Via del Teatro Marcello, 4 – 00186
Dal 1° al 19 febbraio 2017
Orari spettacolo: dal martedì al venerdì ore 21.00. Sabato doppia replica ore 17,00 e ore 21,00. Domenica ore 17.00. Costo biglietti: platea 25 euro, prima galleria 20 euro, seconda galleria 18 euro.

Info e prenotazioni: Tel. 06-6784380
Sito web: www.teatrodellacometa.it


EDIPO
EDIPO RE - EDIPO A COLONO
di Sofocle
Con Glauco Mauri, Roberto Sturno
Regie
Andrea Baracco - Edipo Re
Glauco Mauri - Edipo a Colono
Produzione COMPAGNIA MAURI STURNO
FONDAZIONE TEATRO DELLA TOSCANA

La favola di Edipo alla ricerca della verità

Edipo Re’ e ‘Edipo a Colono’ sono due capolavori fondamentali nella storia dell’uomo per gli interrogativi che pongono alla mente e per la ricchezza di umanità e di poesia che ci donano - dichiarano i registi Andrea Baracco e Glauco Mauri. La storia di Edipo è la storia dell’UOMO, perché racchiude in sé tutta la storia del suo vivere. ‘
A distanza di vent’anni la Compagnia Mauri Sturno ritorna a mettere in scena i due capolavori di Sofocle, per analizzare più compiutamente il mito immortale di Edipo, affidando la regia a due diversi registi: Glauco Mauri per Edipo a Colono e Andrea Baracco per Edipo Re. Due registi, due generazioni a confronto, esempio di collaborazione e dialogo delle diverse esperienze teatrali, oltre che condizione indispensabile per il futuro del teatro.

TEATRO ELISEO - via Nazionale 183, 00184 Roma
Da martedì 31 gennaio a domenica 12 febbraio 2017
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00 | mercoledì e domenica ore 17.00
sabato 4 febbraio ore 16:00
Prezzi da 25 € a 40 € | Riduzioni e agevolazioni a norma di legge

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06.83510216
Call center Vivaticket: 892234
Sito Web: www.teatroeliseo.com


Antonio Salines Marianella Bargilli
LUCI DELLA RIBALTA
di Charlie Chaplin
regia Giuseppe Emiliani
con Lino Spadaro, Renata Zamengo, Riccardo De Francesca, Orazio Stracuzzi, Luigi Biava
adattamento teatrale Eleonora Zacchi
musiche Roberto Fia
scene Federico Cautero
costumi Chiara Aversano

Come tutti sanno la trama narra la storia di un grande clown in declino, Calvero (Antonio Salines), e del suo incontro con una bella e sfortunata ballerina, Teresa (Marianella Bargilli). I due si incontrano, lui le salva la vita e, accogliendola in casa con pazienza e dedizione, riesce a restituirle l'uso delle gambe, ritrovando egli stesso una ragione di vita. Teresa sboccerà come un fiore in primavera e anche Calvero dopo tante vicissitudini tornerà al successo. Lei si innamorerà di lui e quel sentimento non nascerà dalla riconoscenza, sarà amore vero. Tutti ricordano le musiche del film (tra le colonne sonore più famose di sempre) e la scena finale del "concertino comico" tra Charlie Chaplin e Buster Keaton. L’operazione è un autentico evento culturale-teatrale e meta-cinematografico, si avvale di un grande cast, una regia prestigiosa e l’adattamento teatrale, fedele e creativo, di Eleonora Zacchi.
Il risultato è uno spettacolo di grande divertimento e commozione.

TEATRO QUIRINO VITTORIO GASSMAN - via delle Vergini, Roma
Dal 31 gennaio al 12 febbraio 2017
Orari Spettacoli: da martedì a sabato ore 21, domenica ore 17
giovedì 2 e mercoledì 8 febbraio ore 17, sabato 11 febbraio ore 17 e ore 21

Info e prenotazioni: Tel. 06.6794585 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroquirino.it


LE MUSE ORFANE
di Michel Marc Bouchard
regia Paolo Zuccari
con Antonella Attili, Stefania Micheli, Elodie Treccani, Paolo Zuccari
assistente alla regia Marco Canuto
scene Francesco Ghisu
costumi Lucia Mariani
Michel Marc Bouchard est représenté en Italie par l’Agence Althéa/édition Théatrales, Paris

Tre sorelle e un fratello, in un’età molto giovane perdono la madre, restando completamente soli. Da allora si dimenano nel tentativo disperato, ciascuno a modo suo, di bilanciare la perdita inspiegabile. La sorella più grande ha sostituito la madre, la seconda omosessuale è diventata militare, l’unico maschio scrive da vent’anni lo stesso romanzo, l’ultima è vissuta segregata in casa con la più grande e sembra la sua figlia deficiente. Un giorno, dopo tanti anni, si rivedono tutti insieme nella casa di famiglia e la più piccola accusa gli altri tre. Perché le hanno mentito? La madre, che le avevano fatto credere morta, in realtà è viva. Anzi, ha telefonato, dicendo che sta venendo lì da loro. Perché?

TEATRO ARGOT STUDIO - Via Natale del Grande 27, Roma
dal 31 gennaio al 19 febbraio 2017
Orari spettacoli: al martedì al sabato ore 20.30 - domenica ore 17.30
Biglietti: 12 euro (intero) - 8 euro (studenti e over 65)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06.5898111
Sito web: www.teatroargotstudio.com


MOLIÈRE: LA RECITA DI VERSAILLES
di Paolo Rossi e Giampiero Solari
su canovaccio di Stefano Massini
regia Giampiero Solari
con Paolo Rossi, Lucia Vasini, Fulvio Falzarano, Mario Sala, Emanuele Dell’Aquila, Alex Orciari, Stefano Bembi, Bika Blasko, Riccardo Zini, Karoline Comarella, Paolo Grossi
canzoni originali: Gianmaria Testa
musiche eseguite dal vivo: I Virtuosi del Carso
scene e costumi: Elisabetta Gabbioneta
luci: Gigi Saccomandi
produzione: Teatro Stabile di Bolzano

La nuova commedia “Molière: la recita di Versailles” fa interagire la creatività di Stefano Massini, uno degli autori italiani più apprezzati e rappresentati anche all’estero, la verve del capocomico per eccellenza Paolo Rossi e l’esperienza scenica e visiva di un regista del calibro di Giampiero Solari nella riscrittura dell’Improvvisazione di Versailles, testo creato da Molière nel 1663. In Molière: la recita di Versailles vedremo alternarsi in scena Paolo Rossi nelle vesti di Molière e Paolo Rossi capocomico che interpreta sé stesso intento a capitanare la sua compagnia. Il gioco di rimandi e parallelismi è continuo e profondo. Il rapporto tra l’uomo Molière e le sue opere era strettissimo, proprio come accade in questa nuova commedia che vuol essere un anarchico viaggio nel tempo intessuto da folgoranti estratti da almeno tre dei capolavori di Molière come “Il Misantropo”, “Il Tartufo” ed “Il Malato immaginario”, per l’occasione tradotti e adattati dal drammaturgo Stefano Massini. In scena però, questi grandi capolavori di Molière non verranno attualizzati, ma vissuti dalla compagnia di oggi in un continuo gioco di specchi temporali con quella di fine Seicento. Uno spettacolo creato e ricreato ogni sera dall’estro di Paolo Rossi e di un’agguerrita compagine di attori. «Molière mi attira perché subisco il fascino di quell’epoca; da capocomico, mi sento vicino a lui, ai suoi problemi, sia nella vita sia nella gestione della quotidianità del teatro» sostiene Rossi «mi attira perché è trasgressivo e innovatore, ma con ampio sguardo verso la tradizione». La continua ricerca di una nuova cifra stilistica che rendeva ogni spettacolo di Molière un manifesto per una recitazione più naturalistica e al passo con i tempi, ci porta direttamente ai nostri giorni, come recita un passo dello spettacolo «Oggi recitano tutti, i commercialisti, i dottori, i politici. Quelli che recitano peggio sono gli attori, se continuano a recitare alla vecchia maniera».
Paolo Rossi e Giampiero Solari teorizzano la coesistenza sul palco dell’attore, colui che conosce il mestiere, dei personaggi che evoca e interpreta, e della persona stessa: una compresenza scenica che permetterà un’improvvisazione rigorosa, agita da una compagnia di grande esperienza e professionalità che renderà ogni sera lo spettacolo veramente nuovo.

TEATRO VITTORIA / ATTORI & TECNICI
Piazza S. Maria Liberatrice 10, 00153 Roma (Testaccio)
dal 2 al 12 febbraio 2017 ore 21.00 (domenica ore 17.30, mercoledì 8 ore 17.00)
Biglietti: intero platea 28, intero galleria 22 (compresi 3 euro di prevendita)
Ridotti in convenzione: platea 21 e galleria 18 (compresi i 3 euro di prevendita)
Promozione gruppi: 1 biglietto cortesia ogni 10 spettatori paganti

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 5740170 - 06 5740598
Sito web: www.teatrovittoria.it


100m2
di Juan Carlos Rubio
traduzione di Pino Tierno e Valentina Martino Ghiglia
regia di Siddhartha Prestinari
con Sandra Milo, Giorgia Wurth, Emiliano Reggente
disegno luci di Pietro Petronelli
scene di Mauro Paradiso

La vita si sa può essere piena di fantasia e anche le scelte più ordinarie possono rivelare risvolti inattesi. Non c’è bisogno di essere fatalisti per attendersi grandi cose dall’acquisto di un appartamento in nuda proprietà. Ed è così che, quello che sulla carta sembra un triste contratto tra una persona sola e bisognosa e un’altra opportunista e profittatrice, diventa invece il pretesto per un incontro di anime.
Cento metri quadri di Juan Carlos Rubio è una commedia divertente, naturalista, che racconta quello che accade quando Carmen, ottuagenaria in gamba ed esuberante decide di vendere in nuda proprietà il suo appartamento a Sara, una giovane morigerata, fin troppo responsabile e strutturata.
Carmen sembra felice, sebbene cardiopatica è un’inguaribile ottimista, che ama i suoi abiti appariscenti e i suoi discorsi chiari. Sara è molto sicura di sé, e nonostante sia nel pieno della vita, ha sempre un occhio all’orologio, ha paura di divertirsi e non osa rischiare.
Ne nasce un confronto tra due donne che affrontano la vita da punti di vista assai distanti dando il via a una divertente e inimmaginabile relazione, a gag esilaranti e a teneri siparietti in un alternanza di insospettabili cambi di direzione della trama e degli eventi.

TEATRO MARCONI - Viale Guglielmo Marconi 698e – Roma
dal 2 al 12 febbraio 2017

Info e prenotazioni: Tel. 06 59.43.544 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatromarconi.it


BEDDA MAKI
Come resushitare il ristorante e vivere felici
di Chiara Boscaro e Marco Di Stefano
Regia di Roberto Marafante
Commedia vincitrice della IV Edizione del Concorso “Una commedia in cerca di autori®”
con Roberta Azzarone (Ginevra) , Caterina Gramaglia (Maria), Franco Mirabella (Tony), Lorenzo Parrotto (Calogero), Arturo Scognamiglio (Yannis)

Bedda Maki, il testo vincitore della quarta edizione del concorso “Una commedia in cerca di autori®”, indetto dal centro di produzione La Bilancia, arriva al Teatro De’ Servi dal 31 gennaio al 19 febbraio 2017. Scritto dai giovani milanesi Chiara Boscaro e Marco Di Stefano, interpretato da Roberta Azzarone, Caterina Gramaglia, Franco Mirabella, Lorenzo Parrotto, e Arturo Scognamiglio, per la regia di Roberto Marafante, racconta con una scrittura comica e fluida, la storia di vecchi ristoratori in crisi che cercano di adeguarsi a gusti e richieste dei nostri giorni.
La Tonnara di Toni è infatti un ristorante siculo che per decine di anni ha deliziato il palato dei milanesi, ma ora è tempo di street food, di fusion, e Toni deve trovare centomila euro per pagare i debiti, o sarà costretto a chiudere per sempre i battenti. Il figlio Calogero e la cameriera Maria cercano di aiutarlo. Uniranno la cucina siciliana a quella giapponese per trasformare la Tonnara nel nuovo punto di riferimento della movida meneghina. Il piatto forte? Il Bedda Maki: melanzana fritta, riso, ripieno di tartare di tonno, cuore di pistacchio allo zafferano. Ora bisogna solo convincere il web critico gastronomico Yannis Beretta della bontà dell’idea, tra travestimenti, dichiarazioni d’amore inaspettate, equivoci, scontri generazionali, hipster, twitter, finte disquisizioni estetiche e vere risate. Ce la faranno?

TEATRO DE’ SERVI - Via del Mortaro 22, Roma
Dal 31 gennaio al 19 febbraio 2017
BIGLIETTI: PLATEA 22€ - GALLERIA 18€

Info e Prenotazioni: tel. 06-6795130
Sito web: www.teatroservi.it


8P Management presenta
Corrado Tedeschi, Nino Formicola, Alessandra Schiavoni, Roberta Garzia e Barbara Abbondanza in
IL CONTO E’ SERVITO
Di Sara Vannelli
Regia di Paola Tiziana Cruciani
e con Martina Carletti, Simone Villani e Andrea Zanacchi

Un grande Corrado Tedeschi nel ruolo di Rampanti, premio Nobel per la pace, affiancato da l’esilarante Nino Formicola nel ruolo di Fred il politico in ascesa, arricchiscono la scena, Alessandra Schiavoni moglie di Fred, Roberta Garzia moglie del Nobel, Barbara Abbondanza nel ruolo della colf della famiglia del politico, Martina Carletti e Simone Villani figli del politico, Andrea Zanacchi amico del figlio.
Metti una sera a cena: un politico ambizioso, un premio Nobel per la pace, una psicologa confusa, una bigotta rifatta, una colf straniera e obesa, una social dipendente con un fratello sessuomane… il menù non può che essere esilarante!
Fred, politico in ascesa, è finalmente riuscito ad organizzare, nella sua villa di famiglia,
un’importante cena con Rampanti, notissimo ed impegnatissimo Nobel per la pace. L’incontro è carico di attese poiché tutti si aspettano un considerevole tornaconto.
Durante la serata, però, tra colpi di scena e situazioni surreali, nel contesto di una società esasperata da tecno-linguaggi privi di senso, le aspettative di tutti prendono pieghe impreviste.
Cosa si cela dietro l’apparenza di una perfetta famiglia borghese?
Quali sono i reali propositi del politico e del Nobel?
Uno spettacolo comico dal ritmo crescente che mette alla gogna le dinamiche di potere e ipocrisia che contraddistinguono la nostra società, caratterizzata, inoltre, da un eccesso di mezzi di comunicazione che generano solo incomunicabilità.
Nell’atmosfera noir della notte di Halloween, a colpi di dolcetti e scherzetti, il reale e l’assurdo andranno a scontrarsi e sovrapporsi, culminando in una guerra di paradossi dove non si comprende più il confine tra realtà e finzione.
“Il conto è servito” mette in scena uno spaccato della società contemporanea, affidando il gioco dei paradossi a un duo d’eccezione: Corrado Tedeschi e Nino Formicola, amici di vecchissima data per la prima volta insieme sul palco.
“Il conto è servito” vanta un cast tecnico di eccezione: accanto all’autrice Sara Vannelli ed alla ben nota regista Paola Tiziana Cruciani, le scene sono di Alessandro Chiti ed i costumi di Adele Bargilli.

TEATRO GOLDEN - Via Taranto, 36 00182 ROMA
dal 28 gennaio al 12 febbraio 2017
Spettacoli: martedì, giovedì, venerdì ore 21, sabato ore 17 e ore 21,00 domenica ore 17,00
(lunedì e mercoledì riposo)
BIGLIETTI: Intero € 26,00 Ridotto € 22,00

Info e prenotazioni: Tel. 06.70.49.38.26 – mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrogolden.it


COSÌ È SE VI PARE
di Luigi Pirandello
regia di Claudio Boccaccini
con Laura Lattuada, Felice Della Corte, Pietro De Silva, Riccardo Bàrbera e Paolo Perinelli

Ad oltre 20 anni di distanza dalla fortunata edizione andata in scena al teatro Quirino di Roma, Claudio Boccaccini ripresenta la sua versione del "Così è se vi pare" di Luigi Pirandello.
Dopo il successo al Teatro Ghione, che ha registrato continui sold out e apprezzamenti dal pubblico e dalla stampa, lo spettacolo torna in scena al Teatro Nino Manfredi di Ostia.
Sul palco dal 31 gennaio al 12 febbraio, un cast eccezionale: Laura Lattuada, Felice Della Corte, Pietro De Silva, Riccardo Bàrbera e Paolo Perinelli.
Il testo, che riassume in sé alcuni aspetti cari alla drammaturgia pirandelliana, fu scritto dall'autore nel 1915, e narra le vicende di un gruppo di contabili in un paese del centro sud alle prese con un evento che scatenerà la loro curiosità morbosa.
Lavoro sull'essere e sull'apparire e sull'impossibilità per gli uomini di scoprire la "verità".
Nella messa in scena di Boccaccini ne vengono esaltati gli aspetti da thriller con un particolare accento sulla comicità insita al testo stesso.

TEATRO NINO MANFREDI - Via dei Pallottini 10, Ostia Lido
Dal 31 gennaio al 12 febbraio 2017
31, 1, 2, 3, 4, 7, 9, 10 febbraio ore 21.00
5, 8, 12 febbraio ore 17.30
11 febbraio ore 17.30 e 21.00
Biglietti: Platea: Intero 24.00, Ridotto 21.00 - Galleria: Intero 21.00; Ridotto 18.00

Info e prenotazioni: Tel. 06 56 32 48 49 - mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroninomanfredi.it


Silvio Orlando in
LACCI
di Domenico Starnone
tratto da ‘Lacci’ romanzo di Domenico Starnone
regia Armando Pugliese
con (in ordine alfabetico) Roberto Nobile, Sergio Romano, Maria Laura Rondanini, Vanessa Scalera e Giacomo de Cataldo

Abbiamo imparato entrambi che per vivere insieme dobbiamo dirci molto meno di quanto ci nascondiamo.

Dopo il grande successo de La scuola, riportato in scena, a un trentennio dall’esordio, due anni fa, Silvio Orlando con il nuovo spettacolo Lacci ritorna alla scrittura di Domenico Starnone e penetra da un’altra porta le crepe e le fragilità del mondo in cui viviamo: prima visto attraverso il microcosmo dell’educazione, questa volta attraverso il sistema della famiglia, dove cova ogni giorno la minaccia di crollo per un cosmo ben più grande di quello racchiuso tra le mura di casa. La storia infatti ripercorre le attese, le sconfitte, i ripensamenti interni ad un amore e alle sue conseguenze, e porta già nei nomi una promessa di rovina. Quello che dovrebbe tenere è in pezzi e la caduta porta via a fette grosse il sogno. La violenza interna, come nella tragedia antica, contiene già i semi di più estese guerre e incomprensioni. Una tragedia contemporanea, quasi, mascherata da commedia. «Se tu te ne sei scordato, egregio signore, te lo ricordo io: sono tua moglie». Si apre infatti così, con parole definitive, la lettera che Vanda scrive al marito che se n'è andato di casa, lasciandola in preda a una tempesta di rabbia impotente e a domande che non trovano risposta. Si sono sposati giovani all'inizio degli anni Sessanta, per desiderio di indipendenza, ma poi attorno a loro il mondo è cambiato, e ritrovarsi a trent'anni con una famiglia a carico è diventato un segno di arretratezza più che di autonomia. Perciò adesso lui se ne sta a Roma, innamorato della grazia lieve di una sconosciuta con cui i giorni sono sempre gioiosi, e lei a Napoli con i figli, a misurare l'estensione del silenzio e il crescere dell'estraneità. Che cosa siamo disposti a sacrificare, pur di non sentirci in trappola? E che cosa perdiamo, quando scegliamo di tornare sui nostri passi? Perché niente è più radicale dell'abbandono, ma niente è più tenace di quei lacci invisibili che legano le persone le une alle altre. E a volte basta un gesto minimo per far riaffiorare quello che abbiamo provato a mettere da parte. Domenico Starnone ci regala una storia emozionante e fortissima, il racconto magistrale di una fuga, di un ritorno, di tutti i fallimenti, quelli che ci sembrano insuperabili e quelli che ci fanno compagnia per una vita intera.

TEATRO PICCOLO ELISEO - via Nazionale 183e, Roma
Dal 25 gennaio - al 12 febbraio 2017
Orario spettacoli: martedì, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00 - domenica ore 17.00
Prezzi da 21 € a 30 € (Riduzioni e agevolazioni a norma di legge)
Biglietteria on-line www.teatroeliseo.com e www.vivaticket.it
Call center Vivaticket: 892234

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Tel. 06 83510216
Sito web: www.teatroeliseo.com


Patrizia Pellegrino Pietro Genuardi in
VICTOIRE
di Dany Laurent
regia Antonello Capodici
con Giulia Fiume, Dario Tacconelli
costumi Dora Argento costumi Patrizia Pellegrino realizzati da Marco Strano
scene Salvo Manciagli

“In una grande città, oggi. Vittoria e Marcello. Una coppia fortunata: lei creativa di successo, lui cardiologo stimato. Una bella casa, un figlio che frequenta un’università prestigiosa. La solidità di una coppia che continua ad amarsi, pur dopo ventidue anni di matrimonio. Poi? Poi, il “banale” : c’è lei, Katy. Che si laurea in medicina, e da allieva del fascinoso cardiologo ne diventa l’amante. O no? Dany Laurent è l’autrice più rappresentativa di quella che possiamo definire come la “nouvelle vague” della drammaturgia francese contemporanea. Il soggiorno borghese visto come la finestra ideale per osservare il mutamento incessante della nostra società. Esseri umani sufficientemente “normali”, che si trovano a scegliere in circostanze anomale. La variante imprevista è – questa volta – che Katy aspetta un figlio. Da Marcello, si suppone. O no? Una commedia straordinaria che, muovendo da una apparente situazione modello “pochade”, si trasforma – nel giro di due scene – in una straordinaria epopea di amicizia; un delicatissimo inno ai grandi valori ed alla voglia di ricominciare. Sempre e comunque. Personaggi strepitosi raccontati con allegria, leggerezza, divertimento, umorismo e – persino – comicità. Su tutti la Vittoria – Victoire! – della vita sull’egoismo e sul rancore.”
Una messa-in-scena di alto livello, nel solco delle proposte che l’ABC produzioni ha presentato nel corso delle ultime stagioni : da “L’Aria del Continente” a “La Scuola delle Mogli” e “Che notte … quella notte!”

TEATRO MANZONI - Via Monte Zebio 14/c Roma
dal 26 gennaio al 19 febbraio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21 sabato ore 17-21 domenica ore 17.30., lunedì riposo. Martedì 14 febbraio ore 19, giovedì 16 febbraio ore 17 e ore 21. Biglietti: intero euro 25, ridotto euro 22.

Info e prenotazioni: Tel. 06-3223634
Sito Web: www.teatromanzoni.info


Federica Cifola - Beatrice Fazi - Giulia Ricciardi in
LE BISBETICHE STREMATE
di Giulia Ricciardi
regia Michele La Ginestra
aiuto regia Ludovica Di Donato
disegno luci Gianmarco Cacciani
scene:Gruppo G.I.A.D.
costumi:Moris Verdiani
organizzazione Alessandro Prugnola

Prendete tre stremate (Cifola, Fazi, Ricciardi) mandatele in vacanza a Ferragosto e chiudetele in una stanza d’albergo.
Poi prendete un cameriere, a caso ma non troppo, fatelo entrare in rotta di collisione con le tre e … godetevi la vacanza!
Be’, più che una vacanza, si tratta di un thriller … del resto anche Shining era ambientato in un albergo.
Come se non bastasse una delle tre è in dolce attesa e la sua gravidanza, guarda caso, sarà proprio il “fattore scatenante”.
Dopo il successo di “Parzialmente Stremate” e “Stremate dalla Luna”, torna al Teatro 7 il terzo capitolo della “Trilogia Stremata” di Giulia Ricciardi.
Divertimento assicurato.

TEATRO 7 - Via Benevento, 23- Roma
dal 24 gennaio al 12 febbraio 2017
orari: dal martedì al sabato ore 21.00; domenica ore 18.00
biglietti: € 24,00 - € 18,00 (prevendita compresa)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 - 442.36.382
Sito web: www.teatro7.it


Manuela Villa in
ROMA!
Canti, balli e poesia del popolo di Roma
di Pier Francesco Pingitore
Regia Pier Francesco Pingitore
Direzione Musicale Claudio Garofalo Pica
Coreografie Cristina Pensiero
Allestimento Graziella Pera
Produzione Nevio Schiavone

Tutta la tradizione romana in uno spettacolo unico…
“Roma!” vuole essere una scorribanda tra le canzoni ed i balli romani, dall’Ottocento ad oggi. Dagli stornelli che il popolo di Roma cantava contro i francesi invasori, alle dolci melodie delle serenate, dalle canzoni delle prime feste di San Giovanni ai brani autoriali dei cantautori di oggi.
Il tutto con l’apporto di una band dal vivo e con la voce inconfondibile di Manuela Villa, cantante italiana e super-romana. A lei si affiancheranno Nico di Barnaba, cantante romano anche lui, ed un gruppo di ballo che animerà tutta la serata.
“Roma!” è una vera e propria esperienza di romanità anche nel menu degustazione della cena nei prestigiosi palchi privati al piano superiore. La Chef Anna Dente, fondatrice dell’Osteria di San Cesario, famosa in tutto il mondo ed insignita da Roma Capitale del titolo di Ambasciatrice della Cucina Romana nel Mondo, in collaborazione col nostro Resident Chef Ben Hirst ha ideato un menu esclusivo per lo spettacolo “Roma!” con piatti e prelibatezze tipici della tradizione romana. Inoltre un piatto di pasta all’arrabbiata verrà offerto a tutti gli ospiti in platea.
Un’esperienza di romanità unica ed indimenticabile nel più elegante ed incantevole teatro della Capitale!

SALONE MARGHERITA - Via dei Due Macelli, 75 - 00187 Roma
Ogni domenica dal 29 gennaio al 26 febbraio 2017 ore 20.30
Cena servita nei palchi privati al piano superiore h 19.30
Prezzi Biglietti: Palco con cena 65,00€, Poltronissima 35,00€, Poltrona 25,00€

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6791439
Sito web: www.salonemargherita.com


CYRANO DE BERGERAC
Regia di Matteo Fasanella
Con Matteo Fasanella, Virna Zorzan, Gianpiero Botta, Antonio Coppola, Michele Prosperi, Leonardo Iacuzio
Darkside LabTheatre Company
Produzione: Stefano Sbarluzzi Produzioni

Era il 1897 quando in un teatro di Parigi, il Théâtre de la Porte-Sain-Martin, debuttava uno dei capolavori della letteratura mondiale, Cyrano De Bergerac.
Oggi a distanza di 120 anni, nella sua versione originale in versi, il dramma di Edmond Rostand torna in scena a Roma con la regia di Matteo Fasanella dal 20 gennaio al 19 febbraio al Teatro Stanze Segrete: un piccolo scrigno per accogliere l'immortale storia d'amore ispirata alla figura storica di Savinien Cyrano de Bergerac, uno dei più estrosi scrittori del seicento francese.
A proporre il lavoro, partendo dalla versione originale, senza alterarne i versi ma apportando solo qualche taglio, è Darkside LabTheatre Company di Matteo Fasanella, già definita dalla stampa “una fucina di giovani talenti”, con la produzione coraggiosa di Stefano Sbarluzzi Produzioni.
Una compagnia under 30, che già si è fatta notare negli anni passati con progetti di qualità e che inaugura il 2017 con una vera e propria sfida: riportare in scena il Cyrano De Bergerac nella sua versione originale in versi.
A farla da padrone, ovviamente - forte della poetica narrazione in versi - è una delle storie d'amore più belle che la letteratura abbia mai creato: l'amore, il genio, le virtù, l'uomo.
La lucidità del personaggio maschile, viene ingannata dall’amore, che mette a nudo le fragilità di un uomo quasi perfetto, aldilà delle sue famigerate carenze fisiche. "Chi la vide sorridere conobbe l'ideale": un ideale che porta Cyrano alla consapevolezza della sconfitta, ed egli affida il suo genio a un uomo che è in grado di soddisfare tutti i suoi sogni.
"Se mi par che vi sia di speranza un'ombra, un'ombra sola": la speranza, meravigliosa e vana, induce Cyrano a rendere questo amore, forse unico, palpitante. Egli utilizza tutte le sue virtù senza però mai slegarsi dalla maschera che lo protegge. Ne rimane talmente vincolato che, anche quando la verità viene a galla, preferisce immolarsi e concedersi alla sua vera musa ispiratrice: la libertà.
Come può l'amore indurre a rinunciare al proprio volto? Come può l'amore portare un uomo a spalleggiare il proprio "nemico" nella conquista del proprio sogno?
Interrogativi universali per un'opera altrettanto immortale, in scena al Teatro Stanze Segrete

TEATRO STANZE SEGRETE - Via della Penitenza, 3 (Trastevere) - Roma
Dal 20 gennaio al 19 febbraio dal martedì al sabato ore 21.00; domenica ore 19.00

Info e prenotazioni: Tel. 066872690
Sito web: www.stanzesegrete.it


Wanda Pirol - Rino Santoro - Geppi Di Stasio in
CANI E GATTI
di E. Scarpetta versione e regia di Geppi Di Stasio

Nuovo attesissimo debutto per il trio composto da Wanda Pirol, Rino Santoro, Geppi Di Stasio, che torna dal 5 gennaio (e fino al 12 febbraio) sul palco del Teatro delle Muse con un classico di Scarpetta, “Cani e gatti”, nella versione e regia dello stesso Di Stasio. Cani e gatti è stata rappresentata per la prima volta nel lontano 1901 ed è doveroso dire che l’autore, come di consueto, ha creato questa Farsa/Commedia ispirandosi ad alcuni originali francesi di Alexandre Bisson come “Les surprises du divorce” (1888), “Les erreurs du mariage” (1896) e, soprattutto, “Jalouse” (1897). Nella storia una moglie troppo gelosa è al tempo stesso gratificante e fastidiosa come il più perfetto dei mariti può essere rassicurante come noioso. Ecco, allora, la giostra di “doppie parti” assolutamente scoperta, anzi, addirittura sottolineata, ecco i travestimenti che rappresentano illusorie proiezioni, desideri inconfessati e svelamento di fatti accaduti solo nella mente di qualche personaggio. In questo adattamento Di Stasio effettua un leggero spostamento di epoca e di contesto spiegando la sua scelta con poche, essenziali parole: “Credo abbia aiutato a sottolineare i piccoli-grandi stravolgimenti, insieme, ovviamente, ad una sorta di adattamento alle caratteristiche del cast di una Compagnia che, crediamo, non deve mai limitarsi alla tradizione da cui proviene; una Compagnia a cui basterebbe soltanto non rinnegarla pur guardando un po’ più avanti”

TEATRO DELLE MUSE - Via Forlì 43 - Roma
dal 5 gennaio al 12 febbraio 2017 ore 21.00 (sabato ore 21.00 e 17.30 e domenica pomeridiana ore 18.00)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06-44233649 – 06-44119185
Sito web: www.teatromuse.it

 

MAGNAMOSE TUTTO!
Scritto e diretto da Pier Francesco Pingitore
Martufello Mario Zamma, Carlo Frisi, Demo Mura
con Morgana Giovannetti

...e nel secondo tempo
“DONNE CHE AVETE INTELLETTO D’AMORE…”
con Valeria Marini e Pamela Prati

La nuova creatura teatrale del maestro Pingitore muove i passi dalla previsione di un grande veggente, il Mago Katsàr, secondo la quale nel giro di pochi giorni un enorme asteroide cadrà sull’Italia e distruggerà gran parte del Belpaese. Dopo il primo momento di disperazione, una furia godereccia si impadronisce di tutti gli italiani e un grido unanime si leva da tutta la Penisola: “Magnàmose tutto! Finche c’è ancora qualcosa che non si sia mangiato il Governo…”.
Vengono istituiti comitati di Godimento Pubblico. Renzi cerca di rassicurare gli elettori, ma oramai all’asteroide distruggitore è stato dato un nome che lo coinvolge: “Matteostar”.
A Roma la sindaca Raggi si aggira sperduta, interviene Grillo inferocito con Di Maio e Di Battista… Ma anche il Papa, Mattarella, la Merkel, e Trump e Hillary Clinton… Tutti vorrebbero additare una via di salvezza, ma la sorte ormai sembra segnata… E quindi a maggior ragione il popolo non ha che un pensiero: “Magnàmose tutto!”
Interpreti di questo nuovo esilarante ed acuto lavoro sono, come da tradizione, Martufello, Mario Zamma, Carlo Frisi, Demo Mura, Morgana Giovannetti e Enzo Piscopo.
Il secondo tempo ha un titolo a sé: “Donne che avete intelletto d’amore”. Ne sono protagoniste, Valeria Marini e Pamela Prati fortemente volute assieme da Pingitore per celebrare i 51 anni dalla nascita della Compagnia capitanata dal Maestro. Coadiuvate dal cast del primo tempo, Valeria e Pamela faranno rivivere, tra battute, canti, balletti, alcune Grandi Donne del passato più o meno prossimo.
In scena anche il corpo di ballo composto da Gaetano Messana, Sargis Galstyan, Federica Della Pelle, Shaila De Giovanni, Federica Bastici.
Le musiche sono state curate da Piero e Francesco Pintucci, i costumi da Maurizio Tognalini, l’arredamento da Graziella Pera e le coreografie da Evelyn Hanack.
Lo spettacolo sarà in scena fino al 5 febbraio 2017.


SALONE MARGHERITA - Via dei Due Macelli, 75 - 00187 Roma
Da venerdì 25 novembre 2016 a domenica 5 febbraio 2017


Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6791439
Sito web: www.salonemargherita.com

 

ER MATRIMONIO DE MEO PATACCA
regia e musiche di Claudio Natili
aiuto regia Maria D'Alessandro
coreografie Eleonora Pedini
assistente di scena Elena Tomei
arrangiamenti musicali Adelmo Musso
costumi Tina De Marco
scene Jacopo De Bonis
luci e fonia Fabio Massimo Forzato

La figura di Meo Patacca sarà interpretata da Avio Focolari, la celeberrima maschera romana dedita agli scherzi
Dopo il grande successo de “Er carnevale de Meo Patacca”, andato in scena in tanti teatri, la Compagnia Quelli del piano di sopra decide di mettere in scena una nuova commedia. Riuscirà la pretendente Mara (Simonetta Sioni) a sposare Meo Patacca? Lo scoprirete venendo a teatro!
Al Teatro Viganò di Roma dal 2 al 12 febbraio va in scena “ER MATRIMONIO DE MEO PATACCA”, una commedia comico-musicale di Claudio Natili e Carlo Giustini.
La figura di Meo Patacca sarà interpretata da Avio Focolari, la celeberrima maschera romana dedita agli scherzi, con la partecipazione straordinaria di Claudio Natili nel ruolo del messo papale. Uno spettacolo divertente e coinvolgente che vede sul palco oltre 40 attori con costumi dell’epoca, il tutto recitato in dialetto romanesco.
Questi sono i nomi che accompagneranno Meo Patacca sul palco: Claudio Emiliani, Maurizio Melaragni, Marcello Galletti, Pina Rossetti, Daniela Rosci, Eleonora Pedini, Francesco De Fabiani, Niccolò Stanghetti, Salvatore Lambiasi, Isabella Di Belardino, Monia Bucchi, Emanuele Pedini, Silvia Loreti, Alessandro Loreti, Rocco Aversano, Francesco Testa, Sara Giambenedetti, Corinna Angiolino, Giorgio Marcelli, Gabriele Giansanti, Paolo Pomponi, Alessandra Brillo, Rocco Inca, Claudio Caruso, Gianluca Infantino, Giorgio Comandè, Martina Pellizzeri, Annalisa Marcone, Alessio Troiani, Armando Giacomozzi, Alexia Riccitelli, Sara Signorelli, Sergio Moltoni, Alex Lai e Claudio Natili

TEATRO VIGANO'- piazza Fradeletto, Roma

 

Articolo di: Isabella Polimanti

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