SaltaInTeatro - l’agenda teatrale romana, settimana dal 5 all'11 dicembre

Scritto da  Lunedì, 05 Dicembre 2016 

Con il consueto appuntamento della rubrica settimanale SaltaInTeatro andiamo a scoprire insieme tutto il meglio dello spettacolo romano in scena in questa settimana!

 

Prosegue con successo, al Teatro Belli, la rassegna Trend diretta da Rodolfo di Giammarco. Questa settimana è in scena “Girl Is A Half–Formed Thing”; presentato per la prima volta al Fringe di Edimburgo e accolto con grande successo di pubblico e critica, è l’adattamento teatrale di Annie Ryan dell’omonimo romanzo di Eimar McBride, rappresentato per la prima volta in Italia.

Il palcoscenico del Teatro India accoglie una riflessione sul senso dell’umano oggi, sul dramma delle migrazioni di uomini, donne, bambini, che troppo spesso invece di un futuro “normale” trovano respingimento e morte. “No Hamlet Please” è lo spettacolo dedicato alla questione delle migrazioni forzate che Riccardo Vannuccini presenta in prima nazionale, nell’ambito del progetto Teatro In Fuga, portando in scena giovani attori e richiedenti asilo provenienti dall’Africa, affiancati dagli attori della Scuola di Teatro e Perfezionamento Professionale del Teatro di Roma.

In scena per la prima volta in versione integrale al Teatro Trastevere lo spettacolo Vincitore del Premio Comedy al Roma Fringe Festival 2016, “Principesse e Sfumature”. Una commedia esilarante e intelligente per ridere, in maniera mai banale, sulla sessualità raccontata da una donna alle stesse donne e agli uomini.

L’equilibrio tranquillizza, ma la pazzia è molto più interessante!” diceva Bertrand Russel. È questo il tema della divertente commedia che sarà in scena al Teatro degli Audaci dal titolo “Matto a chi?”. Una commedia brillante, ricca di situazioni comiche e disincantate che mostra, divertendo, una riflessione profonda sul tema della follia.

Al Teatro Ghione torna un classico della drammaturgia pirandelliana. “Così è (se vi pare)”, nella particolare visione di Claudio Boccaccini che ne esalta gli aspetti da thriller mettendo l’accento sulla comicità insita nel testo stesso.

Drammaturgia pirandelliana in scena anche al Teatro Quirino nella visione di Gabriele Lavia. “L’Uomo dal fiore in bocca …e non solo”, lo spettacolo con il quale Lavia ha inaugurato la nuova stagione del rinnovato Teatro Niccolini di Firenze, resterà in scena fino al 18 dicembre. Dopo Sei personaggi in cerca d’autore, Lavia torna al drammaturgo agrigentino che più di ogni altro ha segnato la cultura e il teatro del nostro tempo, arricchendo il monologo originale con altre novelle che affrontano il tema della donna e della morte. Per questo aggiunge al titolo originale quel “…e non solo” come sottotitolo.

Buona visione con SaltinAria!


TREND
nuove frontiere della scena britannica – XV edizione
rassegna a cura di Rodolfo di Giammarco
A GIRL IS A HALF-FORMED THING
di Eimear McBride
adattamento Annie Ryan
traduzione Natalia di Giammarco
con Elena Arvigo
scenografie Alessandro Di Cola
a cura di Giuliano Scarpinato e Elena Arvigo
produzione Teatro de Gli Incamminati

Lo spettacolo ci parla con un linguaggio diretto - a tratti persino disturbante - del travaglio relazionale tra una giovane donna e suo fratello, facendo originale uso di una scrittura in flusso di coscienza priva però di astrazioni od orpelli poetici ma invece quanto mai manuale e pratica .
Spietato e oggettivo come una sventurata radiografia, il testo spinge l’intimità – disordinatissima, sconcertante ma profondamente sensibile – di una protagonista sempre più in discesa dentro quel guscio elettrico di una metropoli che non è sfondo, ma concede il diritto, a un urlo screanzato. Il “rumore” è quello di una persona non ancora compiuta, ma sformata, scomoda nel suo essere, direttamente o indirettamente, reietta. Un apparecchio difettoso.
A metà tra un Beckett e un Osborne, ma originalissima nel volontario sottomettersi, diremmo, al volgare come necessario trampolino per un lirismo schietto e urgente, il testo della Ryan presta il fianco (e il corpo) a svariate interpretazioni sceniche e chiavi di lettura, persino sociali. Una paranoia sputata in più terreni scalcinati.
Comico e tragico, tra la carne e il ferro, assistiamo strumento voce nuda a violenze familiari, abusi e alterazioni sessuali, traumi irrisolti dall’infanzia e malattie (psicotiche ed etiche) di una sensibile, accorata, modernissima migrante dell’anima.
Non v’è compassione nella voce della “ragazza a metà” poiché manca il giudizio, segno inequivocabile che la storia, mentre si snoda, è ancora fin troppo viva e lontana (forse irrimediabilmente?) da un compimento: per ora è mutilata. Tuttavia e’ sempre presente e innegabile , dall’inizio alla fine , anche nei momenti più bui e dolorosi del testo , lo slancio vitale che rende questa confessione un ‘estrema e potente possibilità di salvezza .

TEATRO BELLI – Piazza di Sant'Apollonia 11 – Roma
6 e 7 dicembre 2016
Spettacoli ore 21 – ingresso posto unico 10 €

Info e prenotazioni: telefono 06-5894875
Sito web: www.teatrobelli.it


NO HAMLET PLEASE
da William Shakespeare
uno spettacolo di Riccardo Vannuccini
dedicato a Fatim Jawara

Con i richiedenti asilo della REFUGEE THEATRE COMPANY
Lamin Njie, Yaya Jallow, Yeli Camara, Lucky Emmanuel, Joseph Eyube
e con gli attori della Scuola Di Teatro E Perfezionamento Professionale Del Teatro Di Roma
Maria Teresa Campus, Vincenzo D’amato, Stefano Guerrieri, Chiara Lombardo, Caterina Marino
e con Eva Grieco, Lars Röhm, Capucine Ferry

Testi da William Shakespeare, Franz Kafka, Ingeborg Bachmann, Walter Benjamin, Colette Thomas, Patrizia Vicinelli
Scene, costumi, luci Yoko Hakiko
Musiche Simeon Ten Holt, Underground Youth, Warren Ellis, Carla Bruni, Nick Cave
Colonna Sonora Rocco Cucovaz
Direzione tecnica Daniele Cappelli
Regista Assistente Maria Sandrelli
Produzione Artestudio

L’Amleto di William Shakespeare diventa un libro segreto, si fa mappa del mondo in grado di misurare le cose del tempo attuale. Il testo si trasforma in azione scenica e allora un foglio strappato dal copione diventa la carta d’identità, il permesso di soggiorno, una ricetta medica, l’ultima lettera alla madre, un fuoco nella notte, la tomba sulla sabbia. Amleto è come una traccia, un segnale di orientamento fra uomo e dio, fra bene e male, fra terra e mare, fra castello e deserto, fra vendetta e giustizia, fra cristiano e musulmano, fra oriente e occidente, fra pace e guerra, fra Amleto e Ofelia. Uno spettacolo dedicato alla figura dell’Amleto shakespeariano per ravvicinare i corpi dei partecipanti, rifugiati e attori, e farne uno strumento unico di indagine del contemporaneo, in un progetto di composizione scenica che attraverso la finzione sperimenta nuove possibilità di salute. «Poiché il senso dell’arte, anche quando contraddice è proprio quello della salus – afferma il regista Riccardo Vannuccini – Il nostro campo di indagine scenica metterà in prova un’idea di teatro poetico, non discorsivo dunque, un teatro che possa formarsi e formare in uno spazio altro – minore ma non minoritario e che deve rigenerarsi - rispetto alle attuali forme di conoscenza e comunicazione».
Una messinscena che unisce assieme ragazzi, donne, bambini in fuga e attori, con lingue e abitudini diverse, per fare teatro. Persone che fuggono dalle bombe e dalla fame e trovano in qualche modo la salvezza attraverso quella finzione, che serve a conoscere e a divenire divertimento estetico. «Ho lavorato col teatro in Libano più volte, in Giordania, in Palestina, in Iran, nelle zone di guerra, mettendo assieme queste genti “ferite” intorno ad un tavolo per mangiare e discutere, tutti intorno ad una traccia per fare teatro, in un campo all’aperto in mezzo alle tende o in uno scantinato rifugio antiaereo o ancora in un antico hammam trasformato in fascinosa sala teatrale. Per quanto mi riguarda, niente a che vedere col sociale o il pedagogico, io lavoro col teatro per puro divertimento estetico, la finzione che serve a conoscere, qualcosa che possiamo chiamare buona salute, nei teatri come nei centri in Italia per i rifugiati, i C.A.R.A. come nelle tende che ospitano i fuggiaschi nelle zone di guerra».
Amleto allora si trasforma in un campetto di terra battuta, un pezzo di pane, una tazza di tè, un gioco, con in scena rifugiati provenienti dalla Libia, dalla Giordania e dalla Palestina, affiancati dagli attori della Scuola del Teatro di Roma. I grandi temi di Shakespeare si collocano in altri luoghi e in altri tempi dando vita ad un percorso, un viaggio all’interno di un mondo più che mai attuale e per il quale il teatro può rappresentare uno spazio aperto di comprensione, «perché, se teatro diventa invece una fortezza intellettuale, un testo tomba – conclude Vannuccini – allora non funziona. No - mi dicono sorridendo i giovani africani o i bambini siriani – no Hamlet, please».

TEATRO INDIA - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) - Roma
dal 7 all’11 dicembre 2016
Orari spettacolo: 7 e 11 dicembre ore 21 I 8 - 9 - 10 dicembre ore 19

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06.684.000.311/314
Sito web: www.teatrodiroma.net


L’UOMO DAL FIORE IN BOCCA
…e non solo
di Luigi Pirandello
regia di Gabriele Lavia
adattamento Gabriele Lavia
con Michele Demaria Barbara Alesse
scene Alessandro Camera
costumi Elena Bianchini
musiche Giordano Corapi
luci Michelangelo Vitullo
regista assistente Simone Faloppa

Dopo Sei personaggi in cerca d’autore, passando per Vita di Galileo di Brecht, Lavia torna al drammaturgo agrigentino che più di ogni altro ha segnato la cultura, e di conseguenza il teatro, del nostro tempo, arricchendo il monologo originale con altre novelle che affrontano il tema della donna e della morte.
Il denominatore comune sono le paure e il bisogno di esorcizzarle dietro una qualche forma di maschera, imposta dagli altri e infine accettata, per quieto sopravvivere. Tra l’essere e l’apparire.
Per questa produzione sono stati riaperti gli storici laboratori del Teatro della Pergola di Firenze che hanno realizzato interamente l’imponente scenografia.
L’uomo dal fiore in bocca di Pirandello è la scena maestra dell’incomunicabilità, della solitudine che si aggrappa alla banalità dei particolari più piccoli e insignificanti del quotidiano per cercare di rintracciare una superiorità della vita sulla morte. Gabriele Lavia, con Michele Demaria e Barbara Alesse, prova a trattenerla un altro po’, prima della fine.
L’atto unico, rappresentato per la prima volta il 24 febbraio 1922 al Teatro Manzoni di Milano, è un colloquio fra un uomo che si sa condannato a morire fra breve, e per questo medita sulla vita con urgenza appassionata (l’Uomo dal fiore in bocca, interpretato da Gabriele Lavia), e uno come tanti, che vive un’esistenza convenzionale, senza porsi il problema della morte (il Pacifico Avventore, interpretato da Michele Demaria). L’autore, come in altri casi, trasse il testo teatrale da una novella scritta anni prima e intitolata La morte addosso.
“La morte addosso potrebbe essere il sottotitolo di tutta l’Opera Letteraria di Pirandello – scrive Gabriele Lavia nelle note di regia – si sa che fin dalla sua fanciullezza il piccolo Luigi fu come “risucchiato” dall’orrore e dal mistero della Morte. L’episodio, famosissimo, del cadavere e dei due amanti, accaduto al giovanissimo Luigi, in quello strano “fondaco” buio, segnò per sempre lo Scrittore e la sua Opera”.
L’originale pirandelliano, che non subisce alcuna modifica nella trasposizione teatrale che ne fece l’autore, è stato arricchito da Gabriele Lavia con altre novelle che affrontano il tema della donna e della morte (“per Pirandello sono “figure” inscindibili, vorrei dire “sovrapposte” ” scrive Lavia).
La scena si apre in una simbolica Sala d’Attesa di una qualche stazione ferroviaria del Sud Italia. “Piove a dirotto, ma è estate (tempo assurdo!) per soddisfare il “sentimento del contrario” – annota Gabriele Lavia – così amato dalla poetica del nostro Autore. C’è un uomo nella stazione e arriva anche un ometto pacifico, pieno di pacchi colorati, che perde sempre il treno e che lo perderà sempre”.
L’Uomo dal fiore in bocca comincia a parlare con un’insistenza crescente, ironica e disperata, dimostrando una straordinaria capacità di cogliere i più minuti e all’apparenza insignificanti aspetti della vita. Le sue considerazioni amare rivelano terribili verità: l’uomo infatti è in attesa di morire. Mentre è in preda a queste dolorose confessioni vede dietro l’angolo l’ombra della moglie, interpretata da Barbara Alesse. È una donna preoccupata, lo vorrebbe curare col proprio affetto, ma all’Uomo dal fiore in bocca non è di consolazione, anzi, è un ostacolo alla sua stringente necessità di vita da vivere che lo porta a osservare i commessi che impacchettano la merce venduta.
“C’è una donna, che guarda dentro la Sala d’Attesa, da fuori della grande vetrata - conclude Lavia – e poi ci sono tante “donne...donne...donne” che non si vedono ma che sono l’assillo o l’incubo del nostro piccolo “uomo pacifico”. Chi è quella donna che passa? La moglie? La morte?”
La morte non è qualcosa che ci salta addosso e, quindi, possiamo scacciare. No, la morte, quando entra in noi, è invisibile.

TEATRO QUIRINO VITTORIO GASSMAN – Via delle Vergini - Roma
dal 6 al 18 dicembre 2016
Orari Spettacoli: da martedì a sabato ore 21, domenica ore 17
giovedì 8 e mercoledì 14dicembre ore 17
sabato 17 dicembre ore 17 e ore 21

Info e prenotazioni: Tel. 06.6794585 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroquirino.it


PORCO MONDO
di Francesca Macrì e Andrea Trapani
regia Francesca Macrì
con Aida Talliente e Andrea Trapani
produzione Biancofango

Un uomo. Una donna. Una coppia. Una stanza. Un mese. Dicembre. Una notte. Quella di Natale.
La neve che tutto ricopre e tutto cancella. L’alba che coglie d’anticipo il buio, svela i desideri osceni, consuma i pensieri, stravolge gli animi, conduce al logoramento. Eccoli. Gli sposi ribelli. Gli amanti stremati. Eccoli. Il superstite e il boia. L’incontro degli opposti. Nulla li soddisfa. Nulla li sazia. Ma dove si scappa mentre ci si viene incontro?
Non hanno nomi quest’uomo e questa donna. Potrebbero chiamarsi in ogni modo. Nascondono, loro malgrado, nostro malgrado, qualche cosa di ancestrale, di atavico. Eppure – ne siamo certi – nessuno si stupirebbe a scoprirli silenziosi vicini di casa.
Non hanno nomi e mai ne avranno per tutto lo spettacolo quest’uomo e questa donna. A volte non basta più essere come si è. E per dire cose che, forse, altrimenti rimarrebbero serrate in gola, lei indossa, maldestramente, abiti da Marilyn Monroe.
Nessun nome, dunque, e, apparentemente, una casa che potrebbe essere ovunque. Ovunque, in questo porco mondo di periferie. Una finestra, come in un quadro di Hopper, divide gli spazi. Lì si guarda, lì si aspetta. Il luogo del vuoto e del sogno, della trepidazione e del silenzio. Del pensiero. Dentro, fuori. Fuori, dentro. Non si è mai veramente dove si è.
Gli occhi scorgono, oltre il vetro, una sopraelevata, i binari del tram e case, case, case. Case ovunque. Ci sembra di vederle illuminate le finestre di queste case. Le luci di Natale confondono gli occhi. Caldo dentro e freddo fuori. E non si sa quanto sia vero l’uno e finto l’altro.
Chiusi in questa stanza-gabbia-tomba, questa Marilyn da quattro soldi celebra per il suo uomo la festa di Natale. Ha organizzato tutto o forse segue solo l’istinto di una notte. Una notte senza grazia. Non si sa. Lui la segue perché non riuscirebbe a fare nient’altro. La segue perché di questo porco mondo, di questa porca città, è il primo degli abitanti. E accecato da desideri e sensi di colpa che si mischiano a velocità inaudite, scopre, sulla sua pelle, che a volte amare significa divorare.
La carne è sangue, si dice. E il sangue dà alla testa, dà alla testa soprattutto alle spose baccanti, che senza tirso, in questo disfacimento di inizio nuovo millennio, pensano che tante cose siano possibili, ma una sola necessaria.
E, dunque, eccola, la baccante stremata, la bambola rotta, questa carne scempia alla ricerca di carne empia, trascinare quest’uomo giù, sempre più giù. E lui è lì e non è lì. È lì e vorrebbe essere altrove. È lì e pensa ad altro.
E davvero non si capisce chi sia più vivo e chi sia più morto. Dopo tanto strepitare, finalmente, il silenzio. La neve scende. Nessuno sembra essersi accorto di niente. Noi li guardiamo, da lontano, e pensiamo: quanto è feroce, quanto è accecante la sensualità delle vite disperate.

TEATRO DELL’OROLOGIO/ SALA MORETTI - Via dei Filippini 17/a – Roma
dal 6 all’11 dicembre 2016
Orario spettacoli: da martedì a sabato h.21.30 | domenica h.18.30
INTERO: 15 euro, RIDOTTO: 12 euro, UNDER25 e UNIVERSITARI: 8 euro
ingresso consentito ai soli soci: tessera associativa annuale 5 euro

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 6875550
Sito web: teatrolorologio.com


PRINCIPESSE E SFUMATURE
di e con Chiara Becchimanzi

Un pezzo esilarante e intelligente, per ridere (e forse piangere) in maniera mai banale sulla sessualità raccontata da una donna alle stesse donne e agli uomini, posti davanti a una “tragica verità” su cui riflettere...di cuore, come di cuore e sincero è questo spettacolo che in scena al Roma Fringe Festival ha conquistato stampa e critici, insieme a pubblico di ogni età, gusti sessuali, orientamento.
Una donna sull’orlo della crisi dei 30 anni, una indefinita psicoterapeuta dalla voce suadente, e molte domande: perché le donne di oggi devono essere per forza "tutto"? Cosa vuol dire sottomissione femminile in un contesto in cui una patacca editoriale come "50 sfumature di grigio" vende lo stesso numero di copie di "Don Chisciotte"?
La prima volta. Le relazioni. Sentirsi belle. Sesso. Sesso da soli, sesso insieme, sesso raccontato, sesso immaginato. Gli uomini. Le principesse e le spade. Principesse e Sfumature si interroga sulla femminilità, sulle relazioni, sulle idiosincrasie della sensualità/sessualità. Un ragionamento sincero e sentito, in grande rapporto col pubblico, senza mai prendersi troppo sul serio.

TEATRO TRASTEVERE - Via Jacopa de' Settesoli 3 - 00153 Roma
Dall’8 all’11 dicembre 2016 - h 21.00, domenica h 17:30
Dal giovedì al sabato ore 21.00, domenica ore 17.30. Biglietti 12 intero, 10 ridotto.
Per info: www.romafringefestival.it

Info e prenotazioni: Tel. 06-5814004 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrotrastevere.it


COSÌ È SE VI PARE
di Luigi Pirandello
regia di Claudio Boccaccini

con Laura Lattuada, Felice Della Corte, Pietro De Silva, Riccardo Bàrbera e Paolo Perinelli

Ad oltre 20 anni di distanza dalla fortunata edizione andata in scena al teatro Quirino di Roma, Claudio Boccaccini ripresenta la sua versione del Così è (se vi pare) di Luigi Pirandello.
Il testo, che riassume in sé alcuni aspetti cari alla drammaturgia pirandelliana, fu scritto dall'autore nel 1915, e narra le vicende di un gruppo di contabili in un paese del centro sud alle prese con un evento che scatenerà la loro curiosità morbosa. Lavoro sull'essere e sull'apparire e sull'impossibilità per gli uomini di scoprire la "verità".

TEATRO GHIONE, via delle Fornaci 37, 00165 Roma
dal 1 all’11 dicembre 2016
Orari spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00 – domenica ore 17.00 - Replica per spettatori non vedenti o ipovedenti: 4 dicembre, ore 17

Info e Prenotazioni: tel. 06 6372294 - 06-39670340 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroghione.it


MARATONA DI NEW YORK
di Edoardo Erba
regia Maurizio Pepe
con Edoardo Purgatori e Marcello Paesano

Mario e Steve, immersi nell’atmosfera rarefatta ma molto fisica della corsa dipanano le loro esistenze scanditi da un tempo che pare non obbedire più alle regole consuete. Il mondo notturno e deserto, lo spazio senza più riferimenti nel quale i due uomini si muovono, tutto asseconda il tentativo di Mario e Steve di affidarsi ai ricordi e alla memoria come ultima risorsa per rivendicare la propria esistenza e trionfare in società.
Dalle note di regia:
La grandezza di “Maratona di New York” risiede nella sua semplicità; il racconto altro non è che le chiacchiere di due giovani, Stefano e Mario, che si allenano per la maratona di New York. Dietro questa apparente normalità, durante questo ennesimo allenamento notturno, ecco che emerge qualcosa di inaspettato. Sembra una notte normale come tante altre, l’allenamento prosegue nel tentativo di raggiungere il passaggio a livello alla fine della strada; la corsa inizia a essere faticosa e i muscoli non ce la fanno più. Unico sostegno per non mollare è la profonda amicizia che lega i due amici; ecco che il passaggio a livello diviene un traguardo irreale, ecco che emergono le inquietudini dei personaggi nel tentativo di dare un senso a se stessi, alla vita, al proprio agire; Stefano e Mario si ritrovano in un non-luogo dove la corsa diviene metafora della vita e i due personaggi danno voce a dubbi e inquietudini che fanno parte della vita di ognuno, per i quali forse non c’è una vera risposta.
[Maurizio Pepe]

TEATRO ARGOT STUDIO - Via Natale del Grande, 27 - Roma
dal 6 al 18 dicembre 2016
Orari spettacoli: al martedì al sabato ore 20.30 - domenica ore 17.30
Biglietti: 12 euro (intero) - 8 euro (studenti e over 65)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06.5898111
Sito web: www.teatroargotstudio.com


SUD AND SOUTH
di Marisa Laurito e Michela Andreozzi
regia di Marisa Laurito
direzione musicale di Marco Persichetti
scene di Mario Esposito
costumi di Graziella Pera
con Marisa Laurito e Charlie Cannon

Sud and South è un concerto/spettacolo dedicato alla cultura, all’arte, alla bellezza dei Sud del mondo.
Un concerto esuberante, vitale, divertente, creativo, colto come il Sud. Ha come protagonisti due artisti molto diversi tra loro, che hanno avuto nella loro carriera grandi successi e differenti percorsi, ma che sono uniti in questo concerto spettacolo dalla stessa travolgente energia ed ironia: Marisa Laurito e Charlie Cannon.
Sud and South racconta l’umore e la passione della gente del Sud attraverso un viaggio nella musica… una straordinaria musica che accomuna ed ha reso famose ed eterne, canzoni, capolavori napoletani, spagnoli e sud americani. Sud and South si avvale della firma di acclarati professionisti.
Uno spettacolo che viaggia sull’eterno ed affascinante tema dell’amore e non solo. Un concerto che si diverte e fa divertire il pubblico, che viene spesso coinvolto nelle improvvisazioni di Marisa Laurito accompagnata da uno straordinario cantante solista, Charlie Cannon, artista molto apprezzato nel mondo della musica.
Charlie Cannon ha accompagnato molte importanti voci italiane ed internazionali: Mina, Renato Zero, Zucchero, Ornella Vanoni, i Platters. Un protagonista straordinario che con la sua voce potente e melodica riesce a regalare emozioni ed energia senza fine.
Marisa Laurito, in questo spettacolo concerto, riprende tra le mani le redini della sua tradizione, la canzone napoletana, trent’anni dopo il grande successo, nel ruolo di protagonista, di uno spettacolo che è rimasto nel cuore del pubblico e che segnò un'epoca con i suoi successi internazionali: “Novecento Napoletano“ per la regia di Bruno Garofalo.
Marisa ritorna sulla scena della musica napoletana in veste di chansonnier e tra una canzone e una butade, dialoga, improvvisa ed appassiona il pubblico cantando insieme a Charlie e interpretando successi internazionali oltre alle canzoni napoletane, che sono nel cuore di tutti. Charlie e Marisa insieme, sprigionano la loro felicità di cantare e interpretare brani che hanno appassionato il pubblico di tutto il mondo, le canzoni della tradizione che fanno cantare tutti e che rappresentano il meglio della musica napoletana, sud americana e messicana in Italia e all’estero.
La loro energia e gioia di stare in scena è contagiosa, così come la loro passione per il Sud, alla quale dedicano questo spettacolo, che parte dalle piazze italiane, per arrivare ai teatri stranieri, portandosi dietro tutto il gusto e la gioia e i profumi della vita del Sud, di molti paesi, ma soprattutto dell’Italia.
Sud and South è uno spettacolo gioioso e senza tempo che nasce dalla voglia di cantare un mondo che non morirà mai, quello dei sentimenti veri, delle emozioni e che continuerà a far sognare nuove generazioni grazie alle fantastiche melodie senza tempo. Uno spettacolo che nasce alla voglia dei protagonisti di divertire e divertirsi. Ed il risultato di questa armonia e vitalità lo fa diventare uno spettacolo di travolgente intrattenimento.

TEATRO SALA UMBERTO - Via della Mercede, 50 Roma
dal 6 al 18 dicembre 2016
Prezzi e orari: da 32 a 23 euro dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17

Info e prenotazioni: Tel. 06 6794753 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.salaumberto.com


GIORGIO
di e con Nexus
Aiuto regia Laura Garofoli, Claudia Salvatore
Scenografia Andrea Simonetti
Costumi Mariagrazia Toccaceli

A partire da un testo drammaturgico inedito, “Giorgio” si sviluppa attraverso diversi quadri tematici, ognuno dei quali mette in scena conflitti personali e collettivi: l’iniziazione al cinema e ai video game della generazione anni ottanta, i mutamenti avvenuti a Terni, città natale dell’autore, fra la passione per il volo e la montagna del padre, fino allo scontro con la malattia e la morte. Il testo indaga con tono brillante il ruolo della funzione paterna, ricostruendo avvenimenti passati, interrogando archivi privati e ipotizzando trame conflittuali e di finzione.
Continuazione di una ricerca intrapresa dalla compagnia Garofofi/Nexus da oltre 5 anni, il lavoro si focalizza sull’uso drammaturgico e performativo di diversi media (proiettori di diapositive, vecchie console e computer, televisori e radio) allo scopo di produrre una narrazione dove l’essere umano non sia per forza al centro, e in cui anche i dispositivi di scena, divenuti installazione, svolgano un peculiare ruolo performativo. “Giorgio” propone un rapporto conflittuale sia con la memoria personale dell’autore sia con quella collettiva, operando un sabotaggio materiale e narrativo dell’immaginario popolare anni ottanta e novanta. Anziché rimpiangere i bei vecchi tempi, lo spettacolo opera una reverse engiereeing della figura paterna così come dei simboli dell’infanzia perduta (giocattoli, videogiochi, film, fotografie, racconti ecc.), evidenziandone le funzioni simboliche, le tossine ideologiche e le ereditò in età adulta.
Elaborando un lutto personale e collettivo, “Giorgio” propone uno spazio taumaturgico e memoriale che si fa scena, laboratorio, archivio e palestra cognitiva per affrontare il futuro.

TEATRO STUDIO UNO | Sala Teatro, Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara) - Roma
dall’8 all’11 dicembre 2016
Ingresso 10 euro. Tessera associativa gratuita - giov – sab ore 21.00, dom. ore 18.00

Info e prenotazioni: - mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 3494356219-3298027943
Sito web: www.teatrostudiouno.com


SOLILOQUIO 2023
Regia e Coreografia Paola Scoppettuolo
Danzatrici: Denise Donniacuo, Marianna Volpe, Giulia Catania,Linda D'Alimonte, Agnese Gerbasi
Musiche Originali : Francesco Paniccia
Set Concept : Paola Scoppettuolo
Light designer : Daniele Martongelli

Una donna, 4 volti tratteggiati da sentimenti duali e sguardi allo specchio, solitudini oscillanti tra manie e nevrosi racchiuse tra mura della prigionia manicomiale delle nostre ossessioni. Ricordi di paure che si susseguono tra un suono di battipanni ed un comando da addestratore.
Parole dell’anima che ripetiamo guardandoci nell’Altro. Voci e verità che intervengono negli intervalli delle nostre brevi prese di coscienza. Un terrazzo può esser la fine o il confine di un nuovo inizio nei luoghi dell’immaginazione dove i soliloqui non son altro che un lieve sussurro rivolto a se stessi.
Chapter 1: BASEMENT
Chapter 2 : MIRROR
Chapter 3 : TERRACE
Chapter 4 : TWINS

TEATRO TORDINONA – Sala Pirandello, Via degli Acquasparta, 16 – Roma
6 e 7 dicembre, ore 21.00
Prevendite: i biglietti si acquistano direttamente al botteghino (15 minuti prima dell'inizio dello spettacolo)
www.lapiroettaaleph.it

Info e prenotazioni: tel. 06-7004932 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web www.tordinonateatro.it


MATTO A CHI?
di Stefano Longobardi
regia Alessandro Sena
con Pietro Romano, Stefano Antonucci, Giuseppe Cantore, Anna Cianca e Francesca Piersante

Una spettacolo all’insegna del divertimento che partendo dallo sdoppiamento di personalità si apre a un intreccio narrativo interessante, dove l’introspezione e la costruzione psicologica dei personaggi è fondamentale, supportata da una recitazione incalzante e mai noiosa.
Pietro Romano interpreta Galeazzo Frontoni, un ex attore sull’orlo di una crisi di nervi, che dopo una vita artistica dedicata a interpretazioni, personaggi e copioni imparati a memoria, deve fare i conti con Gilberto (Giuseppe Cantore), l’amico immaginario creato dal suo subconscio ormai saturo dai vari personaggi interpretati durante la sua lunga carriera. A tutto questo si aggiunge una psicologa veterinaria sotto stress con uno strano amore per i cani, un astuto e innamorato dirimpettaio in attesa della sua occasione e un ex soubrette televisiva colpita da senilità. Si fa presto a capire perché casa Frontoni sembra un vero e proprio manicomio!
Del resto, si nasce tutti un po’ pazzi, l’importante è esserne consapevoli!

TEATRO DEGLI AUDACI – via Giuseppe de Santis,29
Da giovedì 8 dicembre a domenica 18 dicembre 2016
Orario Spettacoli: dal giovedì al sabato ore 21.00, domenica ore 18.00
Biglietto intero 20€, ridotto 15€

Info e prenotazioni Tel. 06 94376057
Sito web: www.teatrodegliaudaci.it


VERITA'… E NO
di Samuel Krapp
regia di Alessia Tona

Chi non ha un piccolo segreto da confessare? Alessia e Simone decidono di sposarsi. Sono fidanzati da anni ma la loro decisione è dettata unicamente dall'abitudine; loro non si amano più da tempo, o forse l'amore tra loro non c'è mai stato. Per fortuna ci sono i loro migliori amici, Giacomo e Chiara, a cui confessare dubbi e incertezze riguardo alla decisione da prendere. Le cose però potrebbero non essere quello che sembrano. Con una ricca dose di umorismo, Verità…e No di Samuel Krapp, è una vera e propria analisi sulla vita di coppia, sulla paura di restare da soli e sul timore di ferire i sentimenti altrui tanto da scegliere di adattarsi piuttosto che dire la verità. Uno spettacolo ironico e divertente che regala grandi spunti riflessivi sulla vita a due, in un finale da fare proprio. Dialoghi scoppiettanti, ritmi serrati e spunti sulla vita odierna il giusto mix per una serata divertente. Risate, divertimento e …. tanto altro... vedere per credere

TEATRO L'AURA - Vicolo di Pietra Papa, 64 - Roma
dall' 8 al 18 dicembre 2016
dal giovedì al sabato alle ore 21.00 domenica alle ore 18.00

Info e prenotazioni: Tel. 06-83777148 – mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrolaura.org


CHE DISASTRO DI COMMEDIA
di Henry Lewis, Jonathan Sayer e Henry Shields
regia Mark Bell
traduzione Enrico Luttman
con Gianluca Ramazzotti, Gabriele Pignotta, Luca Basile, Marco, Zordan, Yaser Mohamed, Viviana Colais, Stefania Autuori, Alessandro Marverti

*2016 Molière de la Comédie
*2015 Olivier Award Winner for Best New Comedy
*2015 BroadwayWorld UK Winner for Best New Play
*2014 WhatsOnStage Award Winner for Best New Comedy

Prendete una compagnia di giovani attori allo sbaraglio, una scenografia che non sta in piedi, un regista senza talento né esperienze, una prima attrice vittima di svenimenti, un modello che vuol far l’attore a tutti i costi, una direttrice di scena che si improvvisa attrice e fategli recitare un giallo di serie B, con una trama sconnessa, battute indicibili e un finale senza senso. Aggiungete porte che non si aprono, scene che crollano, oggetti di scena che scompaiono e ricompaiono come e dove non dovrebbero e gli attori che, come se nulla fosse, continuano a dire eroicamente le loro battute. I disastri si accumulano in un crescendo senza controllo, e così il divertimento del pubblico.
Disaster Comedy (The play that goes wrong), racconta la storia di una compagnia teatrale, la Cornley Polytechnic Drama Society che, dopo aver ereditato improvvisamente un’ingente somma di denaro, tenta di produrre un ambizioso spettacolo che ruota intorno a un misterioso omicidio nel West End. La commedia è un susseguirsi di errori, strafalcioni, momenti imbarazzanti e disastri provocati dagli attori. La produzione della Cornley Polytechnic Drama Society si rivela un disastro e gli attori cominciano ad accusare la pressione andando nel panico. Riusciranno a riscattarsi e a salvare lo spettacolo prima che cali il sipario?
The Play that goes wrong”, è un musical che evidenzia tutte le paure e gli errori che un attore sul palco non vorrebbe e dovrebbe mai commettere.
Tutto questo è “Disaster Comedy” grande successo londinese delle scorse stagioni, in scena quest’anno contemporaneamente in 5 capitali europee, Londra, Parigi, Budapest, Atene, Roma compresa.

TEATRO GRECO - Via Ruggero Leoncavallo 10 – 00199 Roma
dal 6 dicembre 2016 al 15 gennaio 2017

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
tel. 06 8607513
sito web: www.teatrogreco.it/teatro

 

Data Unica

IN-TRATTAMENT
regia di Fabrizio Catarci
con Fabrizio Catarci Giulia Shou Catacci Rossella Ambrosini Dario Biancone

“.....è chiaro che devo cercarmi un altro analista. "

“Paolo e Carolina si conoscono tramite una chat: ritrovano l’uno seduto di fronte all’altra, ognuno pronto a riversarsi addosso desideri, illusioni, critiche, ognuno racchiuso nei propri problemi, ma entrambi bisognosi dell’altro. Due personaggi alienati, al limite del surreale: lei indecisa su tutto, sulla vita, sull’amore, su cosa ordinare al bar; lui diretto, senza mezzi termini, che cerca di esprimere quello che sente, entrambi consigliati, ma forse sarebbe meglio dire dominati, dai propri analisti.”
In questa commedia di fatto emerge il rapporto ossessivo dei protagonisti con la psicoterapia: ogni gesto è descritto e analizzato sul lettino del proprio analista e tutti, in questa pièce teatrale, ne hanno uno. Si tratta, essenzialmente, di una commedia il cui sotto testo è rappresentato dalla solitudine metropolitana, che talvolta crea barriere insuperabili.

TEATRO TRASTEVERE - Via Jacopa de' Settesoli 3 - 00153 Roma
6 dicembre 2016 ore 21

Info e prenotazioni: Tel. 06-5814004 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrotrastevere.it

Storie in valigia
ESSERE VIVI IN UNA TANA DI PLASTICA
regia di Cristiano Vaccaro
con Agnese Lorenzini, Ilaria Manocchio, Aleksandros Memetaj, Cristiano Vaccaro

A partire dal 20 novembre, una volta al mese, il Teatro Trastevere sarà lo scenario del format teatrale “Storie in valigia”. Ogni sera si alterneranno 4 storie. Storie che ci raccontano, nascoste tra le pieghe delle nostre vite, storie brevi che sono le nostre, le vostre, quelle del vicino o quelle del tizio incontrato al bar. Vogliamo raccontare, come si faceva una volta, e con questo gesto antico ritrovarci. Creare insieme una valigia piena delle storie di tutti. Domenica 11 dicembre il secondo appuntamento “Essere vivi in una tana di plastica” parla di bacchette magiche, bambini troppo cresciuti, maestri di karate, ospedali e viaggi. Tra morfina, ospedali e palestre si consumano tre storie divertenti, che vi faranno ridere, sorridere e riflettere. E per finire un video, una storia raccontata da voi. Tra le strade del quartiere. Senza sapere di essere attori.

TEATRO TRASTEVERE - Via Jacopa de' Settesoli 3 - 00153 Roma
11 dicembre 2016 ore 21,15

Info e prenotazioni: Tel. 06-5814004 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrotrastevere.it


MONSIEUR TESTE
di Paul Valéry
una prosa filosofica per contrabasso, percussione e voce
Chiara Guidi (voce)
Michele Rabbia (percussioni, elettronica)
Daniele Roccato (contrabasso, elettronica)
produzione Ass. Cult. LSD/Controchiave
in collaborazione con Societas

V'è nel linguaggio di MONSIEUR TESTE il potere di far vedere e capire quel che c'è in noi di più nascosto, l'oscura sostanza che noi siamo senza saperlo.
È un pensiero sottile che portando oltre i bordi muti della parola non può che interrogare la musica.

TEATRO VASCELLO, MUSICA
6 dicembre 2016 ore 21

IL CIELO, LA TERRA, IL POPOLO
suggestioni coreografiche di Lu Zheng e Churui Jiang
danzatori Song Nailong, Zhang Siqi, Xie Jing, Li Shuanghua, Tan Lunyu, Yu Haoping, Federica Cucinotta, Silvia Bologna, Irene Maria Giorgi, Silvia Legato, Arianna Limina
e con Silvia Autorino, Daniele Sonia, Vittoria Guarracino, Mariangela Milano, Michela Tartaglia, Riccardo Venezia
costumi "LiPing Chen"
foto Andrea Mercanti; Luciano Onza
produzione "Studio Arte e Cultura Orientale"
con il patrocinio dell'Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese

"Quando il cielo, la terra e il popolo sono collegati è il momento giusto per sfidare la fortuna": recita così un antico detto popolare cinese che Lu Zheng e Churui Jiang hanno immaginato prendere vita, veicolandolo in una felice triangolazione di elementi diversi e nella libertà di un linguaggio coreutico innovativo e interculturale.
Nutrendosi di una sapienza che è insieme storica, culturale e pratica, i due coreografi hanno così trasposto sul palcoscenico l'immagine di una danza ibrida, che attira la funzionalità evocata dal gesto simbolico di ispirazione quotidiana, tipico della danza popolare tradizionale, verso il disegno astratto e fluido delle forme contemporanee.
Duplice l'intento di quest'operazione: da una parte, il desiderio di promuovere la cultura tradizionale cinese in Italia attraverso l'arte della danza; dall'altra, la volontà di portare in scena gli anni di studio alla Beijing Dance Academy - durante i quali i due artisti hanno interiorizzato la danza tradizionale e popolare cinese nelle sue varie espressioni etniche - e quelli all'Accademia Nazionale di Danza di Roma che coincidono con l'approssimarsi alla danza contemporanea di impronta occidentale e che ne hanno radicalmente influenzato lo stile.
Emerge così uno stile unico, antico e moderno al tempo stesso, che in modo armonico, proprio come il momentum che tiene saldi insieme cielo, terra e popolo evocato dal proverbio, scivola dalla danza cinese a quella occidentale, congiungendo i due linguaggi in un'unica autentica e vitale espressione.

TEATRO VASCELLO, DANZA

TEATRO VASCELLO - Via Giacinto Carini, 78 - 00152 Roma
10 dicembre 2016 ore 21,00

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. 065898031 – 06588102 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrovascello.it


SHOW OFF - BEYOND LIVES & MUSIC
all’interno di "Show Off" la rassegna musicale ideata da Giancarlo Bornigia per dare modo agli artisti di raccontare storie di vita attraverso la musica saranno in concerto Filippo Gatti (venerdì 09 dicembre) e armoud (sabato 10 dicembre). Show Off è un momento per vantarsi senza esagerare, mostrarsi come non lo si era fatto prima, esibirsi davanti a quel pubblico che ha scelto di ascoltare la musica come non lo aveva fatto prima d'ora.

9 dicembre 2016 ore 20.00 - Filippo Gatti
Filippo Gatti, cantautore e produttore romano, classe 1970, vive e lavora da molti anni in Maremma. E' il leader e fondatore degli Elettrojoyce, una delle band più interessanti degli anni '90, e dal 2003 è all'attivo come solista.

10 dicembre 2016 ore 20.00 – armoud
Paola Fecarotta è trombettista, cantante e chitarrista.

TEATRO BRANCACCINO - Via Mecenate 2, Roma
9 e 10 dicembre 2016
Biglietto: 13,00 € + 1,50 € d. p.

Info e prenotazioni: tel. 06 80687231 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrobrancaccio.i


Ancora in scena

LEHMAN TRILOGY
di Stefano Massini
regia Luca Ronconi

con (in ordine di apparizione) Massimo De Francovich (Henry Lehman), Fabrizio Gifuni (Emanuel Lehman), Massimo Popolizio (Mayer Lehman), Martin Ilunga Chishimba (Testatonda Deggoo), Paolo Pierobon (Philip Lehman), Fabrizio Falco (Solomon Paprinskij), Raffaele Esposito (Davidson, Pete Peterson), Denis Fasolo (Archibald, Lewis Glucksman), Roberto Zibetti (Herbert Lehman), Fausto Cabra (Robert Lehman), Francesca Ciocchetti (Carrie Lauer, Ruth Lamar, Ruth Owen, Lee Anz Lynn), Laila Maria Fernandez (Signora Goldman)
scene Marco Rossi
costumi Gianluca Sbicca
luci A.J.Weissbard
suono Hubert Westkemper
trucco e acconciature Aldo Signoretti
Produzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa

Il capitalismo, i giochi di potere, le banche, il denaro, i mutamenti sociali ed economici sono al centro del testo di Stefano Massini, pubblicato da Einaudi nel 2014 e tradotto in otto lingue e rappresentato in varie edizioni in Europa e in Canada. Oltre cento sessanta anni di storia raccontati attraverso le vicende dei potenti banchieri Lehman, una delle famiglie più influenti d’America: dalla Guerra di Secessione alla crisi del ’29, tra continue ascese e improvvise cadute, fino al definitivo fallimento del 15 settembre 2008. Luca Ronconi torna ad affrontare il tema della finanza, dopo essersene occupato nello Specchio del diavolo di Giorgio Ruffolo (2006) e in Inventato di sana pianta di Hermann Broch (2007). «Sono cose che appartengono a un mondo che non conosco – affermava il Maestro – e del resto io non ho mai amato mettere in scena ciò di cui sono totalmente sicuro. Di quelli che possono essere i rischi di un fenomeno, mi interessa esattamente il fenomeno, non “dire la mia”».
D’intesa con l’autore, Luca Ronconi ha suddiviso i tre capitoli della Trilogia (Tre fratelli, Padri e figli, L’immortale) in due parti intitolate Tre fratelli e Padri e figli.
La prima parte inizia l’11 settembre 1844 con l’arrivo in America dalla Baviera di Heyum Lehmann. Viene registrato da un ufficiale del porto come Henry Lehman: da allora in poi quello sarà il suo nome. Si stabilisce a Montgomery, dove apre un emporio di tessuti. Tre anni dopo lo raggiunge il fratello minore Mendel, che in America prenderà il nome di Emanuel, infine “il piccolo” Mayer. Se Henry è la testa e suo fratello Emanuel il braccio, Mayer è ciò che vi è nel mezzo, una sorta di intermediario. Nel corso degli anni il loro interesse si sposta dal cotone al caffè, alle grandi infrastrutture fino ad approdare in Borsa, dove tutto si vende ma nessuna merce è. Tre fratelli termina all’inizio del Novecento con la morte di Mayer e l’avvento della nuova generazione guidata da suo nipote Philip.
La seconda parte si apre nella New York degli anni Dieci del Novecento. Ai tre fratelli sono succeduti i figli: Philip (figlio di Emanuel) vuole speculare in Borsa, mentre Herbert (figlio di Mayer) si dedica alla politica e diventa governatore di New York. A settant’anni Philip Lehman “lascia”, ma non definitivamente: non si fida del figlio Robert (Bobbie). La Lehman Brothers supera la Prima Guerra mondiale, la crisi del 1929, la Seconda Guerra mondiale, avventurandosi in nuovi e sempre più spericolati investimenti, espandendo i propri interessi in tutto il mondo. Alla morte di Bobbie Lehman nel 1969, la società è affidata a Pete Peterson, che condurrà la banca a una prima crisi, negli anni Ottanta. Dopo la ripresa, il nuovo CEO, Dick Fuld jr, vivrà il destino di essere legato alla catastrofe dei mutui subprime e al fallimento della più che centenaria Lehman Brothers, il 15 settembre 2008.
Il testo di Massini chiede un teatro profondamente contemporaneo: Lehman Trilogy è infatti una drammaturgia che ci prevede accorti, autosufficienti, privi di guida e di segna-passo, ci coinvolge affinché noi elaboriamo una rotta dentro il testo, sapendo che non avremo in premio assoluzioni, condanne, né tantomeno manuali di condotta. Storia di uomini e donne, di padri e figli, di temperamenti e passioni, di cotone, carbone, ferrovie, denaro e speculazioni finanziarie, la saga dei Lehman è al tempo stesso uno squarcio di sogno americano: il Paese che tutto dà a chiunque dia prova di talento, inventiva e abnegazione, e in una manciata di secondi rovescia fortune e destini.
Con Lehman Trilogy, Stefano Massini, dopo il successo al Théâtre du Rond-Point di Parigi nell’allestimento francese della commedia, diretto da Arnaud Meunier, si è aggiudicato il Grand Prix du Syndacat de la Critique 2014. Lehman Trilogy con la regia di Luca Ronconi nel 2015 ha vinto 5 Premi Ubu: migliore spettacolo, migliore testo, migliore attore protagonista (Massimo Popolizio), migliore scenografia, migliore attore under 35 (Fabrizio Falco); oltre al premio come miglior spettacolo dell’anno alla V edizione del Premio le Maschere del Teatro Italiano.

TEATRO ARGENTINA - Largo di Torre Argentina, 52 00186 - ROMA
dal 25 novembre al 18 dicembre 2016
Lo spettacolo è ideato in due parti distinte e indipendenti fra loro che andranno in scena in maniera autonoma:
Prima parte - Tre fratelli - 25, 26, 27, 29 novembre e 2, 3, 4, 7, 8, 10, 11, 13, 15, 17 dicembre
Seconda parte - Padri e figli - 26, 27, 30 novembre e 1, 3, 4, 6, 9, 10, 11, 14, 16, 18 dicembre
Prima e Seconda parte - 26, 27 novembre e 3, 4, 10, 11 dicembre (intervallo tra le due parti 30’)
Orari spettacolo: martedì e venerdì ore 21 _ mercoledì e sabato ore 19, giovedì e domenica ore 17_ lunedì riposo
Biglietti: intero da € 12 a € 32 _ under35 e over65 da € 12 a € 30
convenzioni da € 12 a € 26 _ scuole e studenti da € 11 a € 15
Ingresso con Libertina Card € 20 _ con Libertina Card feriale € 16 _ con Libertina Card under35 € 13/12,50
Lehman Card € 40 – per chi acquista insieme il biglietto per la prima e seconda parte
Durata spettacolo: Tre fratelli (I parte, 2h 35’) e Padri e figli (II parte, 1h 55’)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 684 00 03 11 / 14
Sito web: www.teatrodiroma.net


MISURA X MISURA
di William Shakespeare
traduzione, adattamento e regia Graziano Piazza
con Paolo Graziosi (il Duca)
e Alessandra Fallucchi (Mariana), Clara Galante (Madame O), Viola Graziosi (Isabella), Sergio Mancinelli (Lucio), Franco Mirabella (Escalo), Graziano Piazza (Angelo)
e con gli interpreti della Scuola di Teatro e Perfezionamento Professionale del Teatro di Roma
Paride Cicirello (Gomito, Gentiluomo, Bernardino), Arianna Di Stefano (Giulietta),
Pietro Masotti (Claudio), Stefano Scialanga (Pompeo), Jacopo Uccella (Bargello, Schiuma)
scenografie musicali Arturo Annecchino
costumi Maria Alessandra Giuri - registrazioni e mix Filippo Barracco - assistenti alla regia Antonietta Bello
Produzione Teatro di Roma - Teatro Nazionale e Il Carro dell’Orsa

“Qual è quella Misura che si rispecchia in se stessa e ci fa vedere cosa siamo?”: da questo interrogativo si sviluppa un intreccio potentissimo che riscopre dilemmi e limiti dell’uomo, schiacciato dal peso della sua stessa libertà. Sessualità e amore, legge e potere, morale e peccato, Misura X Misura è una tragicomica corsa a ostacoli per riempire di senso queste parole a cavallo tra ironia e tragedia. Un coraggioso tentativo di rintracciare la “giusta misura” tra opposti che si attraggono, senza offrire risposte evidenti ma riconoscendo infine l’immane e insopprimibile dualità delle vicende umane.
In questo caleidoscopio di emozioni, sentimenti e temperamenti contrastanti, i suoi personaggi appaiono in bilico tra pulsioni e rigore, tra ordine e caos, fino al disvelamento di un’umanità in perenne lotta con i propri fantasmi di libertà. «Il maestro degli intrecci ci conduce in una trama ruvida e sottile facendo rimbalzare le nostre emozioni e i nostri sentimenti per renderci spettatori attivi della commedia umana – spiega Graziano Piazza – Immagino una società piombata sulle macerie di una devastazione che ha lasciato gli uomini sopravvissuti nella libertà del disordine, a dispetto di ogni regola morale. Forse gli stessi desideri, le stesse pulsioni più intime rischiano di scomparire. L’accidia regnerà come unico flebile motore alla vita? Immagino questo “esperimento” di Shakespeare come un tentativo di risvegliare coscienze sprofondate nel vizio di abituarsi a sopravvivere». L’uso di costumi licenziosi e lascivi, il desiderio irrefrenabile, quasi infantile, di infrangere la legge attraverso il peccato, ricompongono polarità antitetiche, disvelando quella “Misura X Misura” che ricongiungerà al senso più intimo della conoscenza di sé. Un affascinante esperimento antropologico che cela la lotta tutta interiore per il governo del proprio io. Un mondo oscuro e violento in cui il potere e la legge si piegano ai capricci dell’anima e dei sensi, in cui corrotti e corruttori si scontrano fino alla deriva e alla possibile rinascita. Ci sono omicidi, stupri per strada, identità di genere confuse, abusi di potere, eccessi e penurie di qualunque tipo: ogni azione fluisce nel turbinio delle esperienze di vita, rendendo infine indifferenti a tutto. «In questo testo la prima battuta è a mio parere fondamentale: “Governare, cos’è?”. Sembra quasi un interrogativo di natura politica. Una domanda con cui indagare quali siano gli strumenti del potere e come il potere stesso riesca ad affermarsi come governo del popolo – continua il regista Graziano Piazza – ma “governare” per Shakespeare significa dominare il dualismo insopprimibile tra vizio e libertà, tra confine delineato e superamento di questo stesso confine. Dunque, è l’uomo ad essere chiamato al governo di sé. Shakespeare ci chiama ad un atto di consapevolezza per spronarci ad osservare dentro di noi quali siano gli strumenti in nostro potere per governare noi stessi».
In occasione del debutto dello spettacolo, martedì 29 novembre (ore 17) in Sala Squarzina, si terrà la presentazione del libro MISURA X MISURA. ELOGIO DELL’IMPOSSIBILE (Casa editrice TLON), di Igor Sibaldi con traduzione e adattamento di Graziano Piazza. Con l’autore e gli interpreti dello spettacolo, intervengono anche Andrea Colamedici della casa editrice e Nicola Fano.

TEATRO INDIA - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) - Roma
dal 2 all’11 dicembre 2016

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06.684.000.311/314
Sito web: www.teatrodiroma.net


AMORE NON ESSERE GELOSO
di Andrea Zanacchi
regia di Marco Simeoli
con Manuela Bisanti, Cinzia Rovello, Daniele Derogatis, Lucio Cruccio, Giampaolo Filauro, Giuseppe Assillo, Elena Mazza. Anna Sospetto
Voce Dottor Cristecu Lorenzo Profita
Luci e fonica Federico Millimaci – Scene Veronica Corrente

Una giovane e divertente commedia per sorridere e sdrammatizzare un sentimento che morde tutti allo stesso modo: lo spettatore non potrà far altro che immedesimarsi!
Debutta il 29 novembre “Amore non essere geloso” di Andrea Zanacchi, testo vincitore del Festival Testaccio Comic Off 2015 nella categoria commedia, ora al Teatro de’ Servi in una nuova versione diretta da Marco Simeoli.
E’ una commedia brillante che attraverso le vicende di due coppie di amici esplora il sentimento della gelosia in modo fortemente realistico, costruendo una dimensione di paranoia e sospetto che avvelena la vita dei protagonisti.
Quattro bravi e giovani attori (Manuela Bisanti, Giampaolo Filauro, Daniele Derogatis e Elena Mazza - diplomati presso la scuola di arti sceniche “Il Cantiere Teatrale” e fondatori della Compagnia Velluto Rosso) portano avanti l’intreccio in un doppio ambiente scenico (i due appartamenti) con un gioco registico innovativo.
Il ritmo della commedia è frenetico e scandito da furiosi litigi, tanghi figurati, assurdi scambi di persone e situazioni che rivelano la precarietà degli equilibri relazionali.
Basta un fusibile che salta, un attimo di buio per innescare un dubbio rovinoso: quel bacio traditore c’è stato davvero o si trattava soltanto di un’allucinazione?
Un vortice di insicurezza che avvolge a poco a poco, un tarlo che corrode innescando la sfiducia e la compulsività del controllo: dinamiche comuni e processi mentali che rasentano l'assurdo ma che dipingono il reale aspetto dell'amore.
Una commedia molto divertente che fa ridere e che fa riflettere su un sentimento di cui tutti, prima o poi, siamo stati vittime, anche se spesso lo neghiamo.
Il tango è il leitmotiv musicale di tutto lo spettacolo: tanghi cadenzati, tanghi sussurrati oppure convulsi, sempre ballati nella migliore tradizione argentina.

TEATRO DE’ SERVI - Via del Mortaro, 22 – Roma
dal 29 novembre al 18 dicembre 2016
Biglietti: platea 22€ - galleria 18€
Orario spettacoli: da martedì a venerdì ore 21 – sabato ore 17.30 e 21 – domenica ore 17.30 – lunedi riposo

Info e Prenotazioni: 06.6795130
www.teatroservi.it - https://www.facebook.com/TeatroServi?fref=ts


ORESTEA di Eschilo
nella rilettura di Giuseppe Argiro’

Il mito fondativo della democrazia raccontato dall'unica trilogia tragica a noi pervenuta. Al Teatro Arcobaleno debutta l’Orestea di Eschilo nella rilettura di Giuseppe Argirò, con Renato Campese, Cinzia Maccagnano, Silvia Siravo, Maurizio Palladino, Alberto Caramel, Silvia Falabella, Veruska Menna.
“Un conflitto atavico tra Patriarcato e Matriarcato – afferma Giuseppe Argirò, anche regista dello spettacolo- una sequenza di cruenti omicidi parentali che sembrano affollare le cronache contemporanee compongono una drammaturgia viva, di forte impatto emotivo per lo spettatore. L'Orestea è pura azione drammatica in cui si intrecciano vendette ed esecuzioni sommarie che anticipano le più buie atmosfere shakespeariane. Il linguaggio alto e sublime di Eschilo diventa sulla scena materia teatrale e mito di fondazione di ogni umanità”.

TEATRO ARCOBALENO (Centro Stabile del Classico) - Via F. Redi 1/a - 00161 Roma
dal 25 novembre all’11 dicembre 2016

Info e Prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06.44248154 - Cell. 320.2773855
Sito web: www.teatroarcobaleno.it


MAGNAMOSE TUTTO!
Scritto e diretto da Pier Francesco Pingitore
Martufello Mario Zamma, Carlo Frisi, Demo Mura
con Morgana Giovannetti

...e nel secondo tempo

“DONNE CHE AVETE INTELLETTO D’AMORE…”
con Valeria Marini e Pamela Prati

La nuova creatura teatrale del maestro Pingitore muove i passi dalla previsione di un grande veggente, il Mago Katsàr, secondo la quale nel giro di pochi giorni un enorme asteroide cadrà sull’Italia e distruggerà gran parte del Belpaese. Dopo il primo momento di disperazione, una furia godereccia si impadronisce di tutti gli italiani e un grido unanime si leva da tutta la Penisola: “Magnàmose tutto! Finche c’è ancora qualcosa che non si sia mangiato il Governo…”.
Vengono istituiti comitati di Godimento Pubblico. Renzi cerca di rassicurare gli elettori, ma oramai all’asteroide distruggitore è stato dato un nome che lo coinvolge: “Matteostar”.
A Roma la sindaca Raggi si aggira sperduta, interviene Grillo inferocito con Di Maio e Di Battista… Ma anche il Papa, Mattarella, la Merkel, e Trump e Hillary Clinton… Tutti vorrebbero additare una via di salvezza, ma la sorte ormai sembra segnata… E quindi a maggior ragione il popolo non ha che un pensiero: “Magnàmose tutto!”
Interpreti di questo nuovo esilarante ed acuto lavoro sono, come da tradizione, Martufello, Mario Zamma, Carlo Frisi, Demo Mura, Morgana Giovannetti e Enzo Piscopo.

Il secondo tempo ha un titolo a sé: “Donne che avete intelletto d’amore”. Ne sono protagoniste, Valeria Marini e Pamela Prati fortemente volute assieme da Pingitore per celebrare i 51 anni dalla nascita della Compagnia capitanata dal Maestro. Coadiuvate dal cast del primo tempo, Valeria e Pamela faranno rivivere, tra battute, canti, balletti, alcune Grandi Donne del passato più o meno prossimo.
In scena anche il corpo di ballo composto da Gaetano Messana, Sargis Galstyan, Federica Della Pelle, Shaila De Giovanni, Federica Bastici.
Le musiche sono state curate da Piero e Francesco Pintucci, i costumi da Maurizio Tognalini, l’arredamento da Graziella Pera e le coreografie da Evelyn Hanack.
Lo spettacolo sarà in scena fino al 5 febbraio 2017.

SALONE MARGHERITA - Via dei Due Macelli, 75 - 00187 Roma
Da venerdì 25 novembre 2016 a domenica 5 febbraio 2017

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6791439
Sito web: www.salonemargherita.com


RISORGI
scritto e diretto da Duccio Camerini
con Simone Bobini, Barnaba Bonafaccia, Duccio Camerini, Marika De Chiara, Ciro Carlo Fico, Dario Guidi, Igor Mattei, Marco Damiano Minandri, Cristina Pedetta
Musiche dal vivo Matteo Colasanti
Produzione LA CONTRADA - STABILE DI TRIESTE - LA CASA DEI RACCONTI

Storie senza morale alla fine di una città, in una terra di nessuno tra legalità e illegalità, pelli di diverso colore, benessere e miseria, solitudine e assenza di passato.

Vecchie e nuove generazioni. Un traffico di storpi e mendicanti sullo sfondo del nuovo giubileo.
Un capo, una specie di figlio-erede, un pupillo, ruffiani, ma anche nemici. Un rapimento mette in crisi un sistema. Qualcuno alla fine ci lascerà la pelle. Un mondo indifferente e senza più una forma.
Qualcuno l’aveva previsto.
Un clima scabroso e barocco, forse una preghiera, a cavallo tra la periferia e la campagna sventrata. Ogni personaggio è in attesa di una sua personale resurrezione, davanti ad un mondo ridicolo che sa soltanto ignorare.
Marika è un aspirante transessuale di mezza età; Sergetto è un ex marchettaro che non vuole smettere di illudersi; Traiano, il figlio di Marika, gestisce insieme al padre un traffico di storpi, addestrati a chiedere l’elemosina in occasione del Giubileo della Misericordia voluto da Bergoglio; Mongo è un ritardato, un fool che vede dietro le cose; Semmi è un cameriere che fa arti marziali e prende “bombe” illegali prima di combattimenti clandestini; Rosa, la sua ex, è una tossica un tempo assistente sociale; Nadia è un’impiegata che si accanisce contro il figlio disabile; Bacio è un uomo deciso a risalire la china di quel potere sommerso; infine Latodestro è uno storpio finito sotto un camion, è lui il Robespierre che guida gli altri storpi alla rivolta…

TEATRO PICCOLO ELISEO - Via Nazionale 183 – 00184 Roma
da mercoledì 30 novembre a domenica 11 dicembre 2016
Orario spettacoli: martedì, primo mercoledì di replica, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00
mercoledì e domenica ore 17.00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06.83510216
Sito Web: www.teatroeliseo.com


A PORTE CHIUSE (HUIS CLOS)
di J.P.Sartre
regia Ennio Coltorti
con Ennio Coltorti, Anna Clemente Silvera, Adriana Ortolani e Gianfranco Salemi

La “Porta chiusa” di Sartre in realtà non è chiusa; sono Garcin, Estella e Ines, i tre protagonisti, a non volerla aprire. Loro stessi “si dannano” facendosi artefici del loro inferno. Quest’opera di Sartre ebbe da subito un travolgente impatto ispirando fino ai giorni nostri film e commedie di successo basate su “cene” e “incontri” che alla fine si trasformano in furiosi scontri (vedi i recenti “Carnage”, “Perfetti sconosciuti” etc.). Anche il colpo di scena che rivela l’effettiva condizione non terrena del protagonista è stato usato da innumerevoli drammaturghi e sceneggiatori a partire da” La Signora di Shangai” di Orson Wells (del 48; il testo di Sartre è del 44) fino al recente “Sesto senso”, etc. Per Sartre l’inferno sono gli altri. Nella stanza di Huis Clos non ci sono specchi, non ci si può rifugiare nella propria apparenza, si deve affrontare lo specchio della nostra anima, la nostra punizione: gli altri. Ma Sartre è un umanista: per lui lo scopo di ogni punizione non può che essere la liberazione dall’errore. Con Huis clos sembra indicarci la necessità dello stare insieme, cioè crescere insieme, condividere, sostenersi, aiutarsi, uscire insomma dall’inferno della solitudine.

TEATRO STANZE SEGRETE - Via della Penitenza, 3 ( Trastevere ) - Roma
dal 28 novembre al 22 dicembre 2016
Da mart. a sab. ore 21, dom. ore 19

Info e prenotazioni: Tel. 066872690 - 3889246033
Sito web: www.stanzesegrete.it


GRAN CAFE’ CHANTANT
Vaudeville in due atti di da Eduardo Scarpetta
Regia di Tato Russo
con Tato Russo
E Clelia Rondinella, Renato De Rienzo, Mario Brancaccio, Salvatore Esposito, Dodo Gagliarde, Letizia Netti, Carmen Pommella, Francesco Ruotolo, Caterina Scalaprice, Massimo Sorrentino, Diletta Bonè, Antonio Botta
E con l’Orchestra Gran Cafè Chantant

Tato Russo riscrive e trasforma la commedia di Scarpetta in un vaudeville e, intorno al classico divertentissimo intreccio scarpettiano, ci propone l’analisi critica di un periodo storico che, pur durando lo spazio di una meteora, fu denso di significati culturali e civili, che chiudeva un secolo, l’Ottocento, e ne apriva un altro: quello dell’opera moderna.
Siamo ai primi del 900, nel cuore della belle epoque. Molti teatri di prosa chiudono perché la moda dell’epoca li rende ormai deserti. Qualcuno per seguirla viene trasformato in ritrovo di numeri ben più allegrotti. Due coppie di artisti ormai alla fame sono costretti, loro detentori dell’antica arte della tragedia, a riciclarsi come vedette di café chantant. Una serie infinita di traversie e di avventure tutte da ridere li accompagna in quello che vuole soprattutto essere l’affresco d’un epoca edonistica e culturalmente in grande decadenza. Tato Russo riscrive e trasforma la commedia di Scarpetta in un vaudeville, che è un tourbillon di trovate e di caratteri, e intorno al classico divertentissimo intreccio scarpettiano ci propone l’analisi critica di un periodo storico che, pur durando lo spazio di una meteora, fu denso di significati culturali e civili, che chiudeva un secolo, l’Ottocento, e ne proponeva un altro: quello dell’opera moderna. Un mitico quindicennio che,pur proponendosi come un’epoca di splendori, portava in se un periodo di miseria e
decadenza. Nel 1900 i teatri di prosa chiudevano per lasciare spazio al Café Chantant. Questa nuova forma di spettacolo metteva in crisi quello tradizionale come accadrà qualche decennio più tardi con l’avvento del cinema e oggi con l’avvento dei one man show da cabaret. I luoghi teatrali si trasformavano. Chiudevano molti " teatri storici", altri per sopravvivere erano costretti a modificare il repertorio. La vicenda dura un giorno, ma Tato Russo dilata lo spazio temporale di questa giornata, riferendola all’intero periodo di quel quindicennio, dalla nascita, allo splendore, alla miseria del café chantant: un lungo giorno in cui cambia la moda, il gusto, la maniera di pensare della gente. E se l’azione parte dalla crisi del teatro di prosa determinata dall’aggressione del café chantant, termina nella fine quest’ultimo a sua volta stroncato dall’avvento del cinema. Intorno ai quattro protagonisti della storia si muove una miriade di personaggi, che vagano tra tipi macchiette. Tato Russo ha impostato la commedia su questa folleggiante contrapposizione di stili recitativi e di drammaturgia. Da una parte il linguaggio di commedia che sarà di Eduardo, dall’altra quello da farsa che è tipico di Scarpetta. Da una parte un Felice, personaggio nel vero senso della parola; dall’altra il mondo delle caricature, dei trucchi, delle esagerazioni. Tato Russo ripropone cosi uno Scarpetta diverso, più vicino ai classici nelle linee di una direzione personale di fare teatro, laddove ogni intuizione critica non si propone mai come fine a se stessa ma sottostà invece ad un piano organico di messa in scena, in cui ogni elemento concorre in giusta proporzione con tutti gli altri. Uno spettacolo ricco di trovate, di colori, di contenuti. Un vero fuoco di fila affidato alla grande bravura di tutti gli interpreti con alla testa Tato Russo.

TEATRO PARIOLI PEPPINO DE FILIPPO - Via Giosuè Borsi 20, 00197 – Roma
Dal 1° al 31 dicembre 2016
Recita straordinaria del 31 dicembre con brindisi
Ingresso: Platea € 27,00 - Galleria € 22,00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 8073040
Sito web: www.teatropariolipeppinodefilippo.it


A TEMPO DI SCIMMIA
di Marco Bilanzone
con Claudia Salvatore e Mersia Valente
regia Marco Bilanzone, Francesca Romana Nascè, Lisa Rosamilia
Musiche sonorizzazioni Daniele Casolino
Scenografie costumi Lisa Rosamilia
Residenza Artistica 2016-17

A Tempo di Scimmia” è un’indagine sulla nostra natura, sullo spaesamento, sull’equilibrio, di per se già precario, che cerchiamo faticosamente di trovare in uno spazio in cui le emozioni sembrano essere l’unico modo per sentire la vita, non trovando noi il tempo, il respiro per viverle, farle sedimentare, trasformarle in solide radici. Lo sguardo con cui ci si avvicina a questo nucleo è un occhio curioso, indagatore, ironico e grottesco.
In una giungla senza sentieri e senza luce, non esistono più emozioni a piede libero, ogni stato d’animo è braccato, compreso e compresso in pillole monouso. Una donna divisa in due ombre, è alla ricerca della propria identità attraverso lo stimolo delle emozioni, che si procura artificialmente ingerendone in dosi controllate. In questa giungla le due ombre rimangono imbrigliate nel falso valore identitario di emozioni che non le descrivono, ma che servono solo a mantenerle in vita. Insieme si sorreggono per evitare di crollare nell’atarassìa, dove l’assenza di emozioni è anche l’assenza di sé, in un disperato equilibrio tra l'abuso e l'abbandono, in conflitto non solo col vuoto, l'anestesia e il sonno, ma a anche con l'emotività bulimica.
Il tempo della scimmia è il tempo della follia, un tempo fuori tempo. La scimmia è la dipendenza di una vita carica di bisogni emozionali. “Quanto ci mette a formarsi un'emozione?”, chiede la protagonista, “Come si lega una emozione che monta a quella che sta morendo? Si toccano?”. In quell’infinitesimale spazio fra l’emozione che monta e quella che sta morendo, batte il tempo della scimmia.

TEATRO STUDIO UNO, | Sala Specchi Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara) - Roma
dal 24 novembre all’11 dicembre 2016
Ingr. 10 euro. Tessera associativa gratuita - Giov – Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00

Info e prenotazioni: - mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 3494356219-3298027943
Sito web: www.teatrostudiouno.com


LA MODA DEI SUICIDI
di Marco Avarello
regia di Linda Di Pietro
con Marius Bizău, Vittorio Ciardo, Antonella Civale, Letizia Letza, Marta Nuti, Giuseppe Grisafi, Tiziana Scrocca, Fabio Morici, Marco Zingaro

Artinmovimento presenta “LA MODA DEI SUICIDI” scritto da Marco Avarello, con la regia di Linda Di Pietro e in collaborazione con Solco srl e Vox Communication srl.
Tra il 2008 e il 2010, 58 dipendenti della società di telefonia France Telecom si sono tolti la vita. Nel mirino l’attività dei manager durante il piano di riorganizzazione.
Ispirato alla storia vera di France Télécom, la Moda dei suicidi è una piece teatrale itinerante ambientata in una location non convenzionale. Il pubblico è introdotto e guidato nei luoghi dove possiamo immaginare che i fatti avvennero. Nel percorso, attraverso le storie di alcuni dipendenti, si ricostruisce la vicenda della privatizzazione del colosso di telefonia francese attuata con un uso spietato e sistematico del mobbing. Realtà e finzione si confondono. I personaggi si rivelano, nell’intimità di una stanza, ripercorrono il passaggio dalla normalità al momento in cui si frantuma. E a tratti le parole dei personaggi si mescolano con quelle realmente scritte, lasciate sotto una finestra dai dipendenti che si tolsero la vita.
Morire di lavoro è inaccettabile, eppure la follia a quanto pare resta una tentazione forte laddove le leggi del mercato hanno reso il rapporto tra una grande organizzazione e le persone che lavorano al suo interno mostruoso e a tratti addirittura ridicolo. La follia diventa liberazione da un ordine che è profondamente disumano, perchè esige la perdita dell'uomo. La salvezza sembra impossibile da trovare eppure è vicinissima.
Lo scontro non voluto tra due personaggi agli estremi produrrà una situazione grottesca e perfino comica, in un continuo ribaltamento di ruoli destinato a condurci verso un finale imprevedibile.
“Il cammino della vita può essere libero e magnifico, ma noi lo abbiamo smarrito...” (Charlie Chaplin)

L’indirizzo della location su Roma verrà comunicata al momento della conferma della prenotazione.

9 – 10 – 11 dicembre 2016
16 – 17 - 18 dicembre 2016
Prima replica ore 20:00 – seconda replica ore 21:30


L’ALBERO DI NATALE
di Augusto Fornari, Toni Fornari, Andrea Maia, Vincenzo Sinopoli
regia di Toni Fornari
con Simone Montedoro, Daniela Marra, Emanuela Fresi, Andrea Lolli

Marco, quarantacinquenne di bella presenza, di professione scrittore, vedovo da quattro anni. vive nel ricordo della moglie e non ha avuto interesse per altre relazioni. Da quando è rimasto vedovo la sua vita si è fermata, non riesce a terminare il suo ultimo romanzo, non ha nessun interesse, nessuna vita di relazione e affettiva e non ha mai più fatto l’ albero di Natale poiché era solito farlo sempre con sua moglie. Il suo amico Franco, tipo stravagante, cerca di coinvolgerlo in feste e serate, ma non hanno mai successo.
In casa capita spesso una simpatica portiera, che si prende cura della casa, con la quale Marco si scontra spesso anche se in maniera simpatica.
La sera del 23 dicembre, di ritorno dalla solita festa, Marco soccorre Vanessa, una giovane donna che è stata scippata e gettata a terra da due malviventi e la invita a casa sua per medicarla. I due passano la notte a parlare e a raccontarsi.
L’incontro tra i due si rivelerà importante e cambierà drasticamente le loro vite.

TEATRO GOLDEN - Via Taranto, 36 00182 ROMA
dal 22 novembre al 18 dicembre 2016
Spettacoli dal martedì al sabato ore 21.00 domenica ore 17.00. Lunedì e mercoledì riposo.
Biglietti: intero € 26,00 + € 4 di prevendita; ridotto € 22,00 + € 3 di prevendita

Info e prenotazioni: Tel. 06.70.49.38.26 – mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrogolden.it


PETER PAN – Il Musical
regia di Maurizio Colombi
con Giorgio Camandona e Marta Rossi

Venti performer in scena, diretti dal regista Maurizio Colombi, ricreano un mondo magico, immerso in un’atmosfera incantata: Peter Pan volerà sopra gli spettatori, il pubblico chiamerà a gran voce Trilly con l’emozionante urlo “Io credo alle fate”, sullo sfondo dei duelli con i pirati di Capitan Uncino.
Tratto dal romanzo di James Matthew Barrie che ha incantato generazioni di ragazzi e non, PETER PAN Il Musical non è un semplice spettacolo teatrale, ma un vero e pro-prio sogno da condividere con tutta la famiglia: un viaggio verso L'isola Che Non C’è, per vivere un'avventura fantastica tra indiani, bambini sperduti, fate e i pirati.
La straordinaria colonna sonora di questo viaggio sono alcune tra le più famose canzoni di Edoardo Bennato che compongono l’album "Sono solo canzonette", ispirato proprio alla storia di Peter Pan: "Il rock di Capitan Uncino", "La fata", "Viva la mamma" e molte altre, fino a "L'isola che non c'è". I brani sono stati riarrangiati dallo stesso cantautore per lo spettacolo teatrale, oltre all’inserimento dell’inedito "Che paura che fa Capitan Uncino".

TEATRO BRANCACCIO - Via Merulana, 244 - 00185 Roma
dall’11 novembre all’11 dicembre 2016

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 80687231
Sito web: www.teatrobrancaccio.it


Articolo di: Isabella Polimanti

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