SaltaInTeatro - l’agenda teatrale romana, settimana dal 31 ottobre al 6 novembre

Scritto da  Domenica, 30 Ottobre 2016 

Siamo giunti al secondo appuntamento con l’Agenda Teatrale di SaltinAria. Anche questa settimana la scena romana offre grandissima varietà di appuntamenti, con debutti e novità davvero interessanti. Prima di passare ai consigli teatrali della nostra rubrica SaltaInTeatro, vogliamo ringraziare tutti i lettori che hanno accolto con curiosità questo nuovo progetto, esprimendo un caloroso apprezzamento. Grazie a tutti!

 

Segnaliamo subito il ritorno in scena di uno spettacolo che ha la garanzia della firma di Gianni Clementi e della regia di Vanessa Gasbarri, Finché vita non ci separi - Ovvero W gli sposi. Una commedia dalla scoppiettante ironia, capace al contempo di fornire interessanti spunti di riflessione di grande attualità. Uno spettacolo intenso, divertente e ricco di colpi di scena, con due protagonisti trascinanti come Giorgia Trasselli ed Enzo Casertano. In scena al Teatro della Cometa.

Umberto Orsini torna al Teatro Eliseo con una versione del capolavoro pirandelliano Il Giuoco delle parti, commedia che negli ultimi vent’anni l’attore ha più volte rivisitato, convinto che uno dei modi per preservare un classico è quello di ripensarlo apportando modifiche ed approfondimenti.

Il Teatro Sistina inaugura una nuova rassegna musicale, Sistina Caffè Concerto che, per ogni venerdì di novembre, trasformerà il Foyer del Teatro in un elegante music club, con band di rilievo nazionale e proposte musicali tematiche: dallo swing, al pop, all’elettroswing, alla canzone italiana d’autore. Saranno quattro gli appuntamenti da non perdere con musica di qualità per appassionati dei vari generi e fan della musica live. In questa settimana, venerdì 4 novembre, sarà in scena la band PIJI Electroswing Project con la canzone Italiana pop e dell'autore Piji riproposta in chiave swing elettronico.

Al Teatro Le Sedie il mese di novembre è dedicato a tre tematiche importanti e altrettanto scottanti. Il direttore artistico Andrea Pergolari affida il suo terzo mese di stagione al duo costituito da Daniela Giordano e Danila Massimi. Per quattro fine settimana (dal venerdì alla domenica) le due attrici danno vita al Trittico che raccoglie e propone tre imperdibili spettacoli del duo sulle donne, il lavoro e la terra. Dal 4 al 6 novembre CHIAMARLA V - Ovvero: variazioni poetiche e sonore su i monologhi della vagina e altre storie, un liberatorio viaggio in parole e musica a volte ironico, a volte struggente, intorno a una meraviglia di solo genere femminile.

Al Teatro Quirino Vittorio Gassman la poetica struggente di Annibale Ruccello portata in scena da Giuliana De Sio, con Notturno di donna con ospiti. La regia di Enrico Maria Lamanna ha saputo cogliere gli aspetti più significativi di un testo percorso, come è nello stile dell’autore, da un coacervo di sentimenti contrastanti. Un progetto che segna l’ideale ricostruzione del discorso su Ruccello, sulla violenza e modernità delle metropoli.

Le Olimpiadi del 1936, è in scena dal 1° novembre al Teatro Sala Umberto. Lo spettacolo, partendo dalla narrazione di una delle edizioni più controverse dei Giochi Olimpici, quella del 1936, racconta una storia di sport e di guerra. Con lo stile narrativo incalzante di Federico Buffa - noto giornalista sportivo - si ripercorrono, con la musica e le canzoni evocative di un’epoca in bilico tra il sogno e la tragedia, le immagini “rivoluzionarie” di Leni Riefenstahl. È uno spettacolo che miscela differenti linguaggi teatrali per una narrazione civile emozionale che non trascura gli accenti tragicomici.

Al Teatro Ghione va in scena un classico della letteratura del Bardo. Giuseppe Pambieri sarà Re Lear, diretto da Giancarlo Marinelli. La storia d’amore più grande che si possa raccontare, quella tra un padre e una figlia.

Continuano, infine, con grande successo le repliche di Ragazzi di Vita al Teatro Argentina. Con un cast di attori giovanissimi "guidati” da Lino Guanciale, si portano in scena le gesta di ragazzi appartenenti a quel sottoproletariato descritto da Pierpaolo Pasolini in una Roma che non esiste più. La regia, centrata, perfetta, è di Massimo Popolizio.

Buona visione con SaltinAria!

 

I Debutti di questa settimana

IL GIUOCO DELLE PARTI
da Luigi Pirandello
Adattamento Valerio - Orsini - Balò
Regia di Roberto Valerio
con Umberto Orsini
e Alvia Reale, Totò Onnis
e con Flavio Bonacci, Carlo De Ruggieri, Alessandro Federico

Il distacco dalle passioni è passiva indifferenza o sana affermazione di sé?
Originariamente la vicenda vede un Leone Gala che si è pacificamente separato dalla moglie (che lo tradisce con l'amico Guido Venanzi) a condizione di farle visita ogni sera, per mantenere di fronte all’opinione pubblica, il suo ruolo di marito. Col passare del tempo questo accordo si rivela insopportabile a Silia che confida all'amante il desiderio di volersi sbarazzare del marito la cui presenza-assenza le è diventata insostenibile. Il casuale irrompere nella casa di lei di un gruppo di ubriachi che tentano di farle violenza, senza però riuscirci, le offre un pretesto inatteso grazie al quale potrebbe mettere a repentaglio la vita del marito trascinandolo in un duello. Alla notizia del fatto Leone Gala appare tranquillo, lui si è vuotato di ogni sentimento ed ha trovato un “pernio” che gli permette di affrontare ogni situazione anche la più critica, infatti grazie alla sua incrollabile dialettica e al suo nichilismo, si sottrae al complotto ordito dalla moglie e dall’amante trasformandosi da vittima in carnefice.
Luigi Pirandello ha scritto una commedia nera, dove matrimonio, tradimento, onore e omicidio si inseguono in una logica successione. La novità di questo allestimento sta nell’aver immaginato un futuro per Leone Gala dopo quel tragico avvenimento, lui, uomo di lettere, costretto a macchiarsi di un delitto non riesce a liberarsi dal suo passato e rivive tutta la vicenda come un ammasso di ricordi, di ricostruzione dei fatti dal punto di vista di chi è sopravvissuto. L’inferno del matrimonio è reinterpretato in un’ottica vicina al teatro di Strindberg dove l’abisso morale dei protagonisti si alterna al gioco dialettico che ha quasi sempre guidato la lettura di questo testo. Alvia Reale conferisce a Silia un connotato più vicino alla novella nella quale Pirandello aveva tracciato il suo primo approccio alla vicenda (Quando si è capito il giuoco) e Totò Onnis regala un ritratto inedito alla figura di Guido Venanzi. Orsini si dibatte fra i fantasmi che popolano una mente in cui il tempo batte i suoi colpi rimbalzandoli confusamente dal passato al presente e viceversa.

TEATRO ELISEO
Via Nazionale, 183 - Roma
tel. 06-83510216

dal 1° al 20 novembre 2016
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00 - mercoledì e domenica ore 17.00
sabato 5 novembre ore 16.00 e ore 20.00

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroeliseo.com


RE LEAR
di William Shakespeare
regia di Giancarlo Marinelli
con Giuseppe Pambieri
Andrea Zanforlin, Antonio Rampino, Martino D'Amico, Giuseppe Bisogno, Mauro Racanati, Francesco Maccarinelli, Martina Torelli, Claudia Campagnola, Silvia Siravo, Guenda Goria, Stella Egitto

La storia d’amore più grande che si possa raccontare è solo una: quella tra un padre e una figlia. E “Re Lear” è questo. Per tre volte. Visto che ha tre figlie. In fondo, che cosa fa il Lear? Vuole spogliarsi di tutto: del governo, del potere, di ogni questione terrena e tenebrosa, per fare solo e definitivamente il padre. Non vuole più essere Re. Ma solo Lear.
Andare incontro alla Morte come un uomo che, tornato a casa dal lavoro e sfinito ai crucci, va incontro alla sua bambina che l’ha aspettato per tutto il giorno. Questo vorrebbe Padre Lear. Godersi quel momento feroce e dolcissimo della vita in cui la Figlia diventa la Madre di suo Padre. Capita a tutti. Prima o poi. Diventiamo i genitori dei nostri genitori. Ma la trappola del Bardo è in agguato. Goneril, Regan e Cordelia, (sì, anche Cordelia), non vogliono essere Madri. Vogliono essere Padri. E Padroni. Vogliono sostituire il Re senza soluzioni di continuità. Né di virilità. Si sposano e sotto-mettono i mariti con “i fegati da latte”, costringendoli a tradimenti, misfatti, guerre. Dal Gioco alla Tragedia. Nessuno va più incontro alla Morte. È la Morte che va incontro a tutti. 


TEATRO GHIONE
Via delle Fornaci 37, 00165 Roma
tel. 06 6372294 – 06 39670340

dal 1° al 20 novembre 2016
Orari spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00 – domenica ore 17.00
Tutta la programmazione sarà accessibile anche a spettatori non vedenti e sordi che, grazie al Ghione, possono da alcuni anni, vivere l'esperienza del teatro.
REPLICA PER SPETTATORI NON VEDENTI O IPOVEDENTI: 13 NOVEMBRE ALLE ORE 17.00

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroghione.it


FINCHÉ VITA NON CI SEPARI – Ovvero W Gli Sposi
di Gianni Clementi
regia di Vanessa Gasbarri
con Giorgia Trasselli, Enzo Casertano, Federica Quaglieri, Luigi Pisani, Alessandro Salvatori

Nell’inconsueta e “ruvida” commedia di Gianni Clementi sono le 4,30 di mattina. In casa Mezzanotte fervono i preparativi per le nozze dell’enigmatico ed intrigante Giuseppe (Luigi Pisani), figlio di Alba (Giorgia Trasselli) e Cosimo (Enzo Casertano), maresciallo in pensione dell’Arma. Appena rientrato da una missione in Afghanistan, Giuseppe, paracadutista dei carabinieri, è atteso all’altare dalla futura sposa, figlia del signor Spampinato proprietario del ristorante “La Scamorza”. Alba, con la sua tagliente comicità, pur nell’imminenza della cerimonia, non riesce a rassegnarsi all’idea di imparentarsi con quella che lei definisce una famiglia di “sguatteri” e non perde occasione per ricordarlo ad un esausto Cosimo che con esilarante arrendevolezza continua ad amarla dopo 35 anni di bonari ed inoffensivi litigi. L’arrivo di Miriam (Federica Quaglieri) hair stylist e make up artist, come ama definirsi, porta in casa Mezzanotte una ventata di effervescente e scoppiettante simpatia. L’ora fatidica si avvicina, la Chiesa è addobbata, il ristorante la Scamorza attende 120 invitati e casa Mezzanotte si trasforma in un’intricata situazione di equivoci e comicità. Tutto pronto. Tutto perfetto. Tutto… quando, come nei migliori giochi teatrali, qualcuno bussa alla porta… È Mattia (Alessandro Salvatori) che con la sua esuberante personalità…
Il tutto diretto con leggerezza e determinazione da Vanessa Gasbarri.

TEATRO DELLA COMETA
Via del Teatro Marcello, 4 - Roma
Tel. 06.6784380

Dal 2 al 20 novembre 2016
Orari spettacolo : dal martedì al venerdì ore 21.00. Sabato doppia replica ore 17,00 e ore 21,00. Domenica ore 17.00. Costo biglietti: platea 25 euro, prima galleria 20 euro, seconda galleria 18 euro. Due atti - Durata: 80 minuti

Info e prenotazioni: telefono 06.6784380
Sito web: www.teatrodellacometa.it


NOTTURNO DI DONNA CON OSPITI
di Annibale Ruccello
regia Enrico Maria Lamanna
con Giuliana De Sio
e Gino Curcione, Rosaria De Cicco, Andrea De Venuti, Francesco Di Leva, Luigi Iacuzio

Il testo propone, ancora una volta, il viaggio che Ruccello aveva intrapreso nel quotidiano attraversato e contaminato dal thriller, nonché il viaggio nel panorama desolato della periferia urbana, dei ghetti degradati, tra le tv locali e le radio libere.
Un percorso apparentemente triste, che però viene ravvivato ora da una miscellanea di sentimenti, ora da involontaria comicità.
Una serie di colpi di scena con un occhio al cinema "thrilling"; ma mentre "Le cinque rose" ha come riferimento il cinema di Hitchcock, di Argento, di Polanski, nel Notturno domina quello anni '70, per intenderci di Scorsese e di Kubrick.
I canoni sono sempre gli stessi: il luogo isolato, il protagonista barricato all'interno, la minaccia esterna che semina orrore e sgomento fino ad un catartico finale.
L'azione si svolge in una casa a due piani nella periferia di una metropoli: Adriana porta avanti la sua esistenza, nel caldo afoso, tra canzoni e note di un pianoforte, tra televisione ed una terza gravidanza, con un marito, Michele, che lavora di notte e ritorna a casa all'alba.
Una sera accade che strani individui, temuti e desiderati da troppo tempo, si introducano in casa. Improvvisamente riaffiorano senza una logica i ricordi, angoscianti fantasmi del passato, che provocheranno in Adriana una reazione atroce, insensata, ma a lei necessaria per fuggire da quella prigione grigia e ossessiva.
Un progetto in definitiva che segna l'ideale ricostruzione del discorso su Ruccello, sulla violenza e modernità delle metropoli.

TEATRO QUIRINO VITTORIO GASSMAN
Via delle Vergini, 7 - ROMA
tel. 06-6794585

dal 1° al 6 novembre 2016
Orario Spettacoli: da martedì a sabato ore 21, domenica ore 17, giovedì 3 novembre ore 17

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroquirino.it


MAR DEL PLATA
Gli “Angeli del Rugby” che osarono sfidare il regime argentino
di Claudio Fava
regia Giuseppe Marini
con Claudio Casadio, Giovanni Anzaldo, Fabio Bussotti , Andrea Paolotti, Tito Vittori
e con Edoardo Frullini, Fiorenzo Lo Presti, Giorgia Palmucci, Alessandro Patregnani, Guglielmo Poggi

La Plata Rugby, un gruppo di ragazzi che alla fine degli anni ’70, nell’Argentina della dittatura dei militari, venne decimato dalla ferocia degli emissari di Videla ma che rimase in campo a giocare fino alla fine del campionato.

Note dell’autore
La prima volta che andai in Argentina la memoria di molte cose accadute era ancora intatta. Cose accadute laggiù, a Buenos Aires, dove la storia si era fermata su quell’elenco interminabile di nomi cancellati dalla vita e dal lutto, desaparecidos, ammazzati senza nemmeno il diritto a portarsi la propria morte addosso. Ma anche cose accadute quaggiù, in Italia, dove un’altra guerra e un altro nemico che non facevano prigionieri s’erano portati via, assieme a tanti altri, anche mio padre.
Mi era sembrato un viaggio necessario: imparare che nessun luogo è il centro del mondo. Si moriva in Argentina come in Sicilia perché una banda di carogne regolava in questo modo i propri conti con i dissidenti. Pensarla storta, fuori dal coro, era un peccato imperdonabile. A Buenos Aires come a Catania. Negli anni ho imparato a raccontare quei morti con le parole dei vivi, le madri di Plaza de Mayo, le vedove di via d’Amelio… Ho provato a immaginare com’erano vissuti e perché avevano fatto quello che scelsero di fare. Non serviva a consolarsi ma a capire che dietro ogni violenza, a Buenos Aires come a Palermo, non c’era mai fatalità ma un pensiero malato, l’osceno sentimento del potere, l’avidità, il desiderio di impunità, la menzogna… In questo, Jorge Rafael Videla e Nitto Santapaola si rassomigliano. E si rassomigliano anche i loro morti. I ragazzi di Mar del Plata mi sono venuti incontro così, quasi per caso. Tutti morti, un solo sopravvissuto: Raul. Non aveva mai raccontato la sua storia. Nemmeno quando il regime dei militari era crollato come un castello di carte. Essere rimasti vivi, sopravvissuti al male, è sempre un peso insopportabile, il segno di una colpa che non esiste ma che ti covi dentro come un’ulcera. Succedeva agli scampati di Auschwitz, successe anche ai superstiti della mattanza argentina. Ho provato a immaginare i pensieri e i gesti di quei ragazzi che scelsero di restare e di morire. Ho cercato di riannodare i fili invisibili che legano vite lontane tra loro: i giovani agenti di Paolo Borsellino che rinunciano alle ferie per far da scorta al loro giudice, i giovani rugbisti di Mar del Plata che rinunciano a trovare rifugio in Francia pur di giocarsi fino all’ultima partita il loro campionato… Il nome di Raul, il sopravvissuto, l’ho conservato. Gli altri, carnefici e vittime, li ho ribattezzati: volevo che ciascuno di loro portasse in questo teatro qualcosa in più della propria storia, qualcosa in più della propria morte. Perché alla fine poco importa che quei ragazzi fossero argentini o siciliani. Importa come vissero. E come seppero dire di no. (Claudio Fava)

TEATRO VITTORIA - Piazza S. Maria Liberatrice 10 - 00153 ROMA
Tel: 06 5740170 - 06 5740598
Dal 3 al 13 novembre 2016

Informazioni e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrovittoria.it


BELLO DI PAPÀ
scritto e diretto da Vincenzo Salemme
con Biagio Izzo
e Mario Porfito, Domenico Aria, Adele Pandolfi, Yuliya Mayarchuck, Rosa Miranda, Arduino Speranza, Luana Pantaleo

Bello di papà” è una commedia del 2006. Credo che l’idea mi sia venuta quando in tutto il mondo occidentale arrivavano i primi segnali della crisi economica che ancora oggi fatichiamo a superare. Dico forse perché col senno di poi mi sembra che Antonio Mecca, il dentista protagonista della commedia, possa rappresentare, ovviamente in versione decisamente comica, il travaglio sociale, economico, psicologico di una gran parte della cosiddetta generazione dei cinquantenni, che dall’inizio di questo millennio viene messa in discussione ogni volta che la politica si deve occupare delle programmazioni finanziarie.
Antonio Mecca è il classico uomo che ha raggiunto una posizione sociale, ma che allo stesso tempo la sente, questa posizione, vacillare sotto i colpi del cosiddetto “Nuovo che avanza”. E il “nuovo che avanza” per quella generazione cui facevo riferimento poco più sopra, sono appunto i giovani che vogliono prendere i posti di comando. Antonio ha paura di ogni novità, è un vero conservatore, conservatore di danaro, ma soprattutto conservatore di affetti. Profondamente sarebbe un buono, ma costantemente ha paura di essere fregato, è forse per questo che non si è mai sposato, è forse per questo che adesso sta con una bellissima ragazza ucraina, che gli piace da morire, ma che allo stesso tempo teme come un ingombrante invasore, invasore della casa e soprattutto del conto corrente perché Marina, l’ucraina, vorrebbe costruire una famiglia con Antonio, Marina vorrebbe soprattutto (questa la cosa più terrificante e spaventevole per il nostro dentista) dei figli.
Antonio teme i figli più di ogni altra cosa perché i bambini sono di un egoismo assoluto e lui, egoista per paura, questo proprio non può accettarlo. E’ così che nasce l’idea di questa commedia, da questo paradosso: un uomo che non vuole avere figli costretto a ricevere in casa un suo coetaneo che ha bisogno di ritornare ad essere un figlio. Nel paradosso di questo scontro generazionale tra due uomini della stessa età forse si nasconde quello che io credo sia un finto problema. Penso che l’età ci distingua gli uni dagli altri, ma altrettanto fermamente credo che dal punto di vista sociale l’età sia soltanto una convenzione. Credo che dividere i cittadini tra giovani ed anziani sia un vecchio modo di intendere la politica. Penso che esistano piuttosto le persone e che ogni persona abbia il diritto e il dovere di salvaguardare il proprio benessere sociale e spirituale.
Vincenzo Salemme

TEATRO AMBRA JOVINELLI
Via Guglielmo Pepe, 43 - Roma
Tel. 06 83082620 – 06 83082884

Dal 3 al 13 novembre 2016
Spettacoli ore 21.00 –domenica ore 17.00 - lunedì riposo
Biglietti (compresa prevendita): da € 33,00 a € 17,00
Convenzioni parcheggio in orario spettacolo:
• Garage Esquilino – via G. Giolitti, 27/A - dal martedì al sabato € 1,50 l’ora
• Parcheggio ES Giolitti Park – via G. Giolitti 267 - tutti i giorni € 1,00 l’ora

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.ambrajovinelli.org


CHE FAI TU, LUNA, IN CIEL? DIMMI, CHE FAI…
con Flavio Bucci (voce), Gloria Pomardi (danzatrice) e Alessandra Celletti (pianista compositrice)
a cura di Marco Mattolini

Flavio Bucci interpreta i più noti canti di Giacomo Leopardi, rivelandoli in tutta la loro impressionante modernità e profondità esistenziale. Non una semplice lettura, ma un vero e proprio spettacolo che si avvale della collaborazione di una grande coreografa e danzatrice come Gloria Pomardi, che rappresenta la luna e le donne amate dal poeta, delle musiche composte e interpretate dal vivo da una fra le più interessanti compositrici e pianiste italiane Alessandra Celletti, non semplice sottofondo, ma intervento musicale interagente con la voce e la danza, e dalle immagini fotografiche di Guido Laudani che, assieme ad alcuni essenziali elementi scenici fanno da scenografia.
Racconta Bucci: “Per tornare ho scelto ancora una volta Giacomo Leopardi. Mi sembra di interpretare da sempre le sue poesie... Leopardi è il nostro Shakespeare. Ci parla nella lingua del mondo“. E prosegue: “ In quest’occasione però in scena con me ci sono due bellissime donne: Alessandra Celletti al piano e Gloria Pomardi a inventare il movimento, la danza delle parole”.

TEATRO GRECO
Via R. Leoncavallo 10 - ROMA
Tel. 06- 8607513

dal 3 al 5 novembre 2016

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrogreco.it


LADRI DI BATTUTE
scritto e diretto da Marco Zadra
con Marco Zadra
e Raffaela Anastasio, Fernanda Candrilli,. Bianca Cannata, Claudia Clerici, Jose De La Paz, Fabiola Farabollini, Matteo Finamore, Christian Galizia, Virgilio Genova, Angela Giordano, Tak Hyeonwoo, Andrea Laurenti, Chiara Palieri, Katia Pellegrino, Flaminia Ponti, Paola Santamaria, Eleonora Santini, Marco Spampy, Paola Vori, Giulia Zadra

Una compagnia teatrale di incapaci decide di mettere in scena un giallo inglese molto famoso.
Il regista Frank cambia i nomi dei personaggi per camuffare l’opera.
Adesso sono tutti tedeschi!
Gli attori, durante le prove dello spettacolo, mettono a nudo quelli che sono i vizi, le manie ed i capricci tipici di chi frequenta il mondo teatrale.
C’è chi ha evidenti limiti intellettivi, chi è consumato dall’invidia, chi è troppo pignolo e addirittura chi ha cronici problemi di alcolismo…
Il regista, anche attore, ha consistenti vuoti di memoria e, pur di non ammettere le proprie lacune, ricorre a trucchi di ogni tipo per riuscire a dire le sue battute.
Se a tutto questo si aggiungono due aiutanti (un macchinista portoricano e un assistente di palco coreano) totalmente incapaci… ecco che l’atmosfera nei camerini diventa insostenibile.
Il nuovo spettacolo di Marco Zadra, una miscela esplosiva di comicità, gags e situazioni surreali.

TEATRO 7
via Benevento, 23- Roma
tel. 06 - 442.36.382

dal 1 al 27 novembre 2016
orari: dal martedì al sabato ore 21.00; domenica ore 18.00; lunedì riposo

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatro7.it


TI AMO, MARIA! (IN JAZZ)
testo e regia di Giuseppe Manfridi
con Nelly Jensen, Giuseppe Manfridi, Marcello Micci e Pierfrancesco Cacace al sax.

Commedia di Giuseppe Manfridi che vide il suo debutto nel ’90 per la regia di Marco Sciaccaluga, con Carlo Delle Piane e Anna Bonaiuto - racconta la persecuzione amorosa operata da Sandro, un pianista jazz a cui la vita ha dato pochissimo, nei confronti di Maria, una donna persa di vista molti anni addietro, e con la quale l’uomo ebbe in passato una breve storia d’amore. Tutto si svolge sul pianerottolo di lei, in un incalzare di scene sincopate, struggenti e rabbiose che verranno scandite secondo il ritmo di una narrazione intesa a mettere in primo piano la natura musicale del racconto.

Durante la settimana di repliche sono previste quattro serate (dal 1 al 4 novembre) che, dopo lo spettacolo, dalle 22,00, proseguiranno con la proiezione dello straordinario film ‘Bomb! Burning Fantasy’ di Matteo Scarfò dedicato a Gregory Corso e che ha come protagonisti Nick Mancuso ed Elisabetta Pozzi.

TEATRO LO SPAZIO
Via Locri, 42
Tel. 06 7720 4149

Dal 1 al 6 novembre 2016
orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 20.30 – domenica ore 17.00
Per informazioni e prenotazioni:
Tel. 06 77076486 - 06 77204149

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrolospazio.it


LE OLIMPIADI DEL 1936
di Federico Buffa, Emilio Russo, Paolo Frusca, Jvan Sica
regia di Emilio Russo e Caterina Spadaro
con Alessandro Nidi - pianoforte
Nadio Marenco - fisarmonica
Cecilia Gragnani - voce

Lo spettacolo, partendo dalla narrazione di una delle edizioni più controverse dei Giochi Olimpici, quella del 1936, racconta una storia di sport e di guerra.
Le storie dello sport sono storie di uomini. Sono storie che scorrono assieme al Tempo dell’umanità, seguono i cambiamenti e i passaggi delle epoche, a volte li superano.
È capitato a Berlino nel ‘36 quando Hitler e Goebbels volevano trasformare le loro Olimpiadi, o quello che credevano che fossero le “loro” Olimpiadi, nell’apoteosi della razza ariana e del “nuovo corso”.
E invece quelle Olimpiadi costruirono i simboli più luminosi dell’uguaglianza. Il primo giorno di gara due atleti neri sul podio del salto in alto: Cornelius Jonshon e Dave Albritton. Il secondo giorno qualcuno consigliò il fuhrer che non era più il caso di salutare personalmente gli atleti vincitori di medaglie. Jesse Owens di medaglie ne vinse addirittura 4, due record mondiali e un record olimpico, il tutto documentato, in diretta, con le immagini di Leni Riefensthal. La sua libertà creativa ha consentito di regalare all’umanità la straordinaria smorfia di disappunto di Hitler al terzo oro di Owens.
Mentre in quella stessa estate del ‘36 il mondo assisteva in colpevole silenzio alla tragedia della guerra civile spagnola, e la pace scricchiolava sull’asse Roma Berlino Tokyo, le Olimpiadi illuminavano il cielo con un’altra storia, forse la più incredibile. Due atleti giapponesi arrivarono primo e terzo alla maratona di Berlino. Alla premiazione, mentre ascoltavano l’inno, la loro testa era china. Non erano giapponesi, erano Coreani. Il vincitore Sohn Kee-chung, 52 anni dopo, portava dentro lo stadio di Seul la fiamma olimpica del 1988 indossando come una seconda pelle la maglia della sua nazione, la Corea. Le storie dello sport sono storie di uomini, scorrono assieme al tempo, ma a volte lo fermano, quasi a chiedere a tutti una riflessione, una sospensione.
Le Olimpiadi del 1936 è uno spettacolo che miscela differenti linguaggi teatrali per una narrazione civile emozionale che non trascura gli accenti tragicomici.
In scena oltre Federico Buffa, che interpreta la parte di Wolgang Fürstner, comandante del villaggio olimpico, i musicisti Alessandro Nidi, Nadio Marenco e la giovane cantante Cecilia Gragnani, personaggi evocati dal protagonista nel desiderio di poter rivivere quei giorni e quei luoghi della lontana estate del 1936, I giorni delle Olimpiadi di Berlino.

TEATRO SALA UMBERTO
Via della Mercede, 50 Roma
Tel. 06 6794753
Dal °1 al 6 novembre 2016
Prezzi e orari: da 32 a 23 euro - dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.salaumberto.com


LA SCUOLA NON SERVE A NULLA
Rappresentazione tragicomica dell’istruzione al tempo della Buona Scuola
di e con Antonella Taurino
scritto con Carlo Turati

La pièce ruota intorno alla figura di un professore che lavora in una scuola di frontiera e che è stato sospeso dal servizio. Un po’ come accade al Professore Keating del film L’Attimo Fuggente anche il nostro viene allontanato per via dei suoi metodi didattici non ortodossi, ritenuti pertanto bizzarri da un’istituzione, la scuola, al centro di un autentico terremoto. Nella aule del XXI secolo convivono infatti antiche rigidità burocratiche e nuove follie kafkiane: una miscela esplosiva per quei tanti docenti che vorrebbero trasmettere saperi e conoscenze. Nella nuova scuola, ridisegnata dalla riforma del Governo nota come La Buona Scuola, succede che l’insegnamento diventi una sorta di rappresentazione teatrale tragicomica: un’esperienza eroica portata avanti nonostante il malfunzionamento delle istituzioni. Antonello Taurino, che di giorno lavora come insegnante precario, conosce dunque molto bene il mondo che porta sul palcoscenico. Scuole che cadono a pezzi, alunni con mille lacune e soprattutto multiproblematici, inseriti in classi sempre più multietniche, multireligiose, multilingue, costituiscono lo scenario degli aneddoti raccontati con impareggiabile ironia dal protagonista. La scuola non serve a nulla fa riflettere e ridere sull’esperienza scolastica che, in un modo o nell’altro, ci riguarda. Siamo stati tutti studenti, alcuni sono diventati genitori e/o professori, altri lavorano come bidelli o amministrativi, e tutti siamo invitati ad un esilarante Consiglio di Classe, convocato da questo docente simpatico e nevrotico, alle prese con studenti difficili e oltretutto iperconnessi. A dispetto della celebrazione della scuola delle 3I di un precedente Governo (Informatica, Inglese, Impresa), le nuove tecnologie dell’informazione sono esse stesse un temibile antagonista al ruolo dell’insegnante, costretto a improvvisarsi attore che recita una parte di fronte ad altri attori, gli allievi, con i quali deve recuperare la relazione umana, vero punto focale dell’esperienza pedagogica.

TEATRO KOPÓ
Via Vestricio Spurinna, 47/49 - 00175 Roma
Tel.: 06 -45650052

dal 4 al 6 novembre,
venerdì e sabato alle 21, domenica alle 17 e alle 20:30.

Sito web: www.teatrokopo.it


CANI (primo studio)
di Vincenzo Manna
con il sostegno di Armunia Festival Inequilibrio, Florian Metateatro, CapoTrave/Kilowatt
regia Vincenzo Manna
con Federico Brugnone, Aram Kian, Zoe Zolferino

Una postazione di alta montagna al confine tra due paesi differenti per etnia e religione. Due soldati a guardia di un passaggio di frontiera. Dopo due anni di isolamento K., il più anziano dei due, si imbatte in un uomo e, convinto che sia una spia, lo imprigiona. Subito dopo, anche una ragazzina raggiunge la postazione. Dice di essere la figlia dell’uomo, c’è stato uno scambio di persona, suo padre è solamente un pastore. Ma K. non le crede e imprigiona anche lei. Cani, testo inserito nell’antologia New Writing Italia. Dieci pezzi non facili di teatro (Editoria&Spettacolo), finalista al Premio Borrello 2010, vincitore del CassinOff 2014, viene allestito per la prima volta in forma di studio: un lento scivolare nella follia, una progressiva degenerazione della mente e del corpo, un disperato tentativo di sopravvivenza al cospetto di una natura maestosa che, nella sua immutabilità, può essere solo spettatrice dell’incredibile violenza umana.

TEATRO VASCELLO
Via Giacinto Carini, 78
00152 - Roma
Tel. 06-5881021/06-5898031

3-6-10-13-17-20 novembre 2016 | Sala Studio h 21,30 domenica h 18,30

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrovascello.it


TREND - Nuove frontiere della scena britannica – XV edizione
Rassegna a cura di Rodolfo di Giammarco
THE CONTAINER
di Clare Bayley
regia Carlo Emilio Lerici
traduzione Carlo Emilio Lerici
con Hafedh Khalifa, Eslam Saeed, Nadia Oulski, Saeid Haselpour, Antoinette Kapinga, Jasmine Volpi produzione Teatro Belli / Ist. Studi dello Spettacolo Teatro Studio con il patrocinio di Amnesty International Italia

Lo spettacolo si svolge interamente dentro a un vero container dove insieme agli attori verrà fatto accomodare il pubblico. Le dimensioni del container consentono l'accesso di non più di 25 spettatori per recita. Spettatori che si troveranno così in mezzo agli attori a condividere la loro esperienza. Tutto rigorosamente nella semioscurità. Gli attori infatti avranno delle torce con cui illuminare i volti.
Nel cast attori provenienti da diversi paesi dell'Africa e del Medio Oriente.
Chiusi in un container che attraversa l'Europa, cinque profughi sono in viaggio con un obiettivo comune. Arrivare in Gran Bretagna.
All'improvviso si accende una torcia e i cinque profughi cominciano a parlare. Ognuno ha una storia diversa, da Mariam, che è fuggita dall'Afghanistan dopo aver visto il marito decapitato dai talebani per aver continuato ad insegnare alle ragazze nonostante il divieto, a Asha e Fatima, che hanno lasciato un terribile campo profughi in Africa. A Jemal, curdo, che cerca di raggiungere la famiglia. Gli immigrati non possono vedere dove stanno andando, e non sanno nemmeno se il camion in cui sono rinchiusi è in movimento o fermo. Uniche certezze la fame e la sete, e poco a poco anche qualche contrasto fra di loro. I contrasti si acuiscono quando il trafficante entra per dirgli che sono all'ultima tappa del loro viaggio, ma se vogliono arrivare nel Regno Unito, devono tirare fuori altri soldi. Tranne il ricco uomo d'affari afghano Ahmad, gli altri non hanno più soldi, ma solo qualche piccola cosa portata per sostenersi e farsi coraggio: un sacchetto di riso, un orologio, l'anello di un nonno, una pistola rotta. Basteranno per arrivare a destinazione?

Amnesty International Italia ha deciso di conferire il patrocinio all'opera The Container, con la seguente motivazione: "Per aver trattato il tema della migrazione in modo originale ma fedele alla realtà mettendo in risalto le diverse facce del fenomeno e delle violazioni dei diritti ad esso, purtroppo, legate."

TEATRO BELLI
Piazza di Sant'Apollonia 11 – Roma
Tel. 06- 5894875

dal 30 ottobre al 5 novembre 2016
ogni giorno doppia recita alle ore 18 e ore 21 – ingresso posto unico 10€

Sito web: www.teatrobelli.it


TEMPESTA
di William Shakespeare
regia Maurizio Panici
con Luigi Diberti, Pier Giorgio Bellocchio, Matteo Quinzi, Claudia Gusmano, Valentina Carli, Riccardo Sinibaldi, Antonio Randazzo

La regia di Maurizio Panici, affronta l’ultimo testo del drammaturgo inglese William Shakespeare offrendone una lettura che s’interroga sul contemporaneo e ne sviscera limiti e potenzialità. Il mago Prospero, l’innocente Miranda, il mostro Calibano, lo spiritello Ariel, l’usurpatore Antonio, l’ingenuo Ferdinando, Alonso il re di Napoli, il buffone Trinculo, l’ubriacone Stefano sono metaforicamente intrappolati nello spazio di una discarica, area di disordine, violenza e confusione morale, deposito di rifiutati, buco nero disgraziato e melmoso ma allo stesso tempo terreno di nuove possibilità. La parola diventa strumento di riscatto, il naufragio atto necessario di rinascita, la tempesta specchio di una situazione prepotentemente attuale: duchi e mozzi, signori e poveracci convivono e s’intrecciano su uno stesso sfondo, questi ultimi espropriati dal potere sovversivo della parola.

La Tempesta di W. Shakespeare per molti un testamento, ma anche l’inizio di una nuova era. Oggi più che mai il sapere determina il controllo su tutto quello che si muove. Prospero ha il potere della conoscenza, è l’uomo che dà un nome alle cose, le fa esistere o le nega, è artefice della percezione di una realtà che continuamente ci sfugge e che ha bisogno di essere letta e decifrata.
(Maurizio Panici).

TEATRO ARGOT STUDIO
Via Natale del Grande, 27 - Roma
Tel. 06 - 5898111

dal 2 al 20 novembre 2016
Orari spettacoli: al martedì al sabato ore 20.30 - domenica ore 17.30
Biglietti: 12 euro (intero) - 8 euro (studenti e over 65)

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroargotstudio.com


CHIAMARLA V
Ovvero: variazioni poetiche e sonore su i monologhi della vagina e altre storie
di e con Daniela Giordano e Danila Massimi

Un liberatorio viaggio in parole e musica a volte ironico, a volte struggente, intorno a una meraviglia di solo genere femminile che come dal titolo, ci impegniamo a CHIAMARLA V. Ritmi ipnotici e melodie struggenti accompagnano la performance dell’attrice nel superamento del suo tabù, del tabù di tutte. Come e quando pronunciare quella parola? Come denudare l’anima senza vergogna di sé? Come liberarsi del disagio di essere donna senza abdicare al gelo del non amore? Solo pronunciare una parola in teatro, quella parola misteriosa e carnale come una ferita, si fa atto politico. Ogni racconto, ogni pezzo che compone lo spettacolo, tradisce la risata di chi, consapevolmente, mette a servizio il proprio vissuto di artista e di donna per il superamento dell’imbarazzo che lo specifico femminile spesso comporta. Con ironia disarmante, e una sagace e originale rilettura dei monologhi della vagina e altre storie, lo spettacolo scorre, in un’ora di intelligente divertimento e riflessione a volte seria; nessun atto contro, nessun desiderio di stravolgere. Piuttosto l’esigenza vitale e gioiosa di rinnovarsi, di vincere i lacci logori della femminilità negata.

TEATRO LE SEDIE
Vicolo del Labaro 7 – Roma
dal 4 al 6 novembre
Ore 21, domenica ore 18
Ingresso: € 10 intero; € 8 ridotto

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. – 3201949821
Sito web: www.teatrolesedie.it


LUNA PARK - DO YOU WANT A CRACKER?
Leviedelfool
di e con Simone Perinelli
ispirato all'Opera di Cervantes e di Douglas Adams
regia Simone Perinelli

Al Teatro dell’Orologio è il momento di Luna Park - Do you want a cracker?. Lo spettacolo Selezione In-Box 2016 scritto e diretto da Simone Perinelli,sarà in scena dal 4 al 6 novembre. Luna Park - Do you want a cracker? è il terzo capitolo della Trilogia dell’Essere, preceduto da Macaron e Requiem For Pinocchio con cui Leviedelfool ritornerà in scena dal 10 al 12 marzo 2017.
Ispirata all’Opera di Cervantes e di Douglas Adams, la pièce scruta gli angoli dell’esistenza cercando risposte al vivere quotidiano. Anche quest’ultimo capitolo della trilogia abbraccia un “antieroe”, come per i primi due capitoli: il personaggio di Don Chisciotte.

Triste Figura, antieroe per eccellenza, Don Chisciotte e la sua epoca divengono un paradigma del nostro tempo in un’analogia costante rintracciabile tra la wunderkammer di Don Chisciotte e i temi del sogno, della fantasia e dell’ignoto tracciati per portare alla luce quella coscienza umana rispondente al desiderio di una condizione esistenziale diversa. Leviedelfool vive dei progetti artistici di Simone Perinelli e di Isabella Rotolo. La compagnia lavora su drammaturgie originali ponendosi l'obiettivo di dar vita ad un Teatro contemporaneo in grado di collegare l'arcaico con il moderno: in grado di portare il mondo in sé dalla preistoria al presente anticipando l’avvenire.

 

TEATRO DELL’OROLOGIO - Sala Orfeo
Via dei Filippini 17/A - 00186 – Roma
Dal 4 al 6 novembre 2016
dal venerdì al sabato ore 21.00 - domenica ore 18.00

Info e prenotazioni 06 6875550 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroorologio.com


SISTINA CAFFE' CONCERTO

Il Teatro Sistina di Roma presenta "Sistina Caffè Concerto", rassegna musicale a cura di Andrea Di Pilla, che si volgerà tutti i Venerdì di Novembre (4, 11, 18, 25) presso il Foyer del Teatro Sistina alle ore 21.30.
Protagoniste della manifestazione quattro band di rilievo nazionale: Piji Electroswing Project (Canzone italiana pop e dell'autore Piji, in chiave Electroswing), Tree Gees (Musiche dei Bee Gees and Saturday Night Fever), Nerocaffè in "Carosone e dintorni..." (musiche di Carosone, Modugno, Buscaglione, Gaber, Piovani, Trovajoli), Le Bolle Blu (Canzonissima e musica italiana anni '60).
Quattro appuntamenti da non perdere per gli appassionati di musica, cui verranno proposti sia generi di nascita recentissima come l'electroswing, che di tradizione come il pop, lo swing e la canzone italiana d'autore.
Un'altra iniziativa del Direttore Artistico Massimo Romeo Piparo, che attraverso un'offerta teatrale diversificata, da tempo affermata nei teatri di tutta Europa, amplia ulteriormente la proposta artistica dello storico teatro romano.
Questa settimana: PIJI Electroswing Project
La Canzone Italiana pop e dell'autore Piji riproposta in chiave swing elettronico
Piji – Voce e Chitarra, Augusto Creni – Chitarra Manouche, Gian Piero Lo Piccolo – Clarinetto, Egidio Marchitelli – Chitarra ed Elettronica Francesco Saverio Capo – Basso

Il Piji Electroswing Project derivazione live del progetto discografico, mescola all'interno dei brani inediti del cantautore romano, il jazz manouche, lo swing e l'elettronica. La musica di riferimento, anche se ottenuta in una personalissima modalità cantautorale è l'electroswing. Genere recentissimo, conosciuto all'incirca dal 2009, noto in paesi europei come Inghilterra, Francia e Nord Europa, ma ancora quasi sconosciuto in Italia. Inizialmente legato più che altro al mondo dei dj, entra estremamente di rado nel mondo della canzone e dei cantautori. Ma è proprio questo ciò che Piji e i suoi sodali fanno da qualche tempo: vivere nel terreno della canzone d'autore italiana, del pop/jazz, ma vestire ogni brano di elettronica e di swing, mantenendo al centro le canzoni dai testi ironici, impegnati o poetici e dalle melodie swing, con un approccio live che concede ampi spazi all'improvvisazione e alla teatralità. Un gruppo di straordinari musicisti e una scaletta elettrizzante, per chi ama la canzone, il jazz, lo swing o i ritmi incalzanti dell'elettronica. Già ospite della trasmissione di Renzo Arbore "Quelli dello swing", ha suonato al "Roma Jazz Festival" all'Auditorium Parco della Musica, e girato l'Italia in Festival e rassegne.
www.piji.it

FOYER TEATRO SISTINA – Via Sistina ROMA
4 novembre 2016 ore 21,30
Tel. 06 4200711

Info e prenotazioni: Tel. 392 8567896
Sito web: www.sistina.it


LA DURATA DELL’ INVERNO
scritto e diretto da Giulia Lombezzi
con Eleonora Gusmano e Ania Bogdan

“La durata dell'inverno" racconta il contraddittorio e disincantato cammino di un'amicizia tra due prostitute, Tea e Ada, e dell'eredità che ogni legame inevitabilmente lascia dentro di noi. Alcune prostitute descrivono il loro lavoro come una “camera di compensazione” dove chiudono la testa per il tempo della prestazione, per essere fuori da sé. Lo spettacolo cerca di descrive cosa succede dentro e fuori da questa camera di compensazione, attraverso il racconto e l’evoluzione del rapporto tra le due donne.
Sullo sfondo un quartiere di periferia pieno di piccoli negozi con luci al neon, popolato di nebbia ed eccentrici vecchi signori. Una stanza crivellata di spifferi, una stufa elettrica che non scalda abbastanza. Il freddo sale dal pavimento, si mangia le ossa, rinchiude il cervello. La pelle è sempre più intrisa dei desideri e degli odori degli altri, di quei clienti il cui tragicomico universo si imprime, suo malgrado, sui corpi e sull'anima delle due donne.
Lavarsi, truccarsi, vestirsi, struccarsi, lavarsi ancora: una serie di gesti reiterati scandiscono i giorni tutti uguali, dove i due personaggi si svelano sempre di più a sé stessi e al pubblico. Nella monotonia che avvolge il loro lavoro la variante è rappresentata dalla confidenza sempre maggiore, che le porta ad altre azioni, come ballare, ridere insieme, farsi forza.
La distanza fra le due sembra immensa, ma la camera è troppo piccola per tenere separati a lungo i loro mondi, fatti di fantasmi, speranze e superstizioni e l’inverno si rivela troppo lungo per essere affrontato da sole, portando le protagoniste prima che psicologicamente, fisiologicamente a farsi più vicine, come animali in letargo, come se la primavera fosse sempre altrove.

TEATRO STUDIO UNO - Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara).
dal 3 al 6 novembre 2016
giov – sab ore 21.00, dom. ore 18.00

Info e prenotazioni: 3494356219- 3298027943– Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrostudiouno.com

 

URAGANO
di e con Caterina Paolinelli
Hanno collaborato al progetto: Matteo Cecchini, Massimiliano Ferrari, Caterina Simonelli, Elena Guerrini e Valerio Ameli.
Con il sostegno di ARMUNIA/Castiglioncello, SPAM/Roberto Castello

Caterina attrice viene piantata in asso dalla sua compagnia prima del debutto dello spettacolo “L'Uragano” di A. Ostrovskij. Determinata suo malgrado a mettere in scena lo spettacolo decide di rievocare attraverso gli esercizi del celebre metodo Strasberg (metodo di immedesimazione) il suo personaggio: Katerina Kabanova, la protagonista!. Quello che ne esce fuori è un monologo ironico, a tratti parossistico e dal forte contenuto emotivo. Il pubblico non potrà non affezionarsi al doppio personaggio di Caterina attrice, impacciata e vulnerabile, e di Katerina l'eroina del capolavoro di Ostrovskij che rappresenta un archetipo del teatro: la donna sedotta che si uccide per amore. Caterina attrice si confronta con il personaggio di Katerina che diventa in qualche modo il suo doppio e le permette di raggiungere la sua catarsi, in un ultimo passaggio dove ogni maschera cade e si rivela l'essere umano: la donna fragile che risplende della sua totale onestà. Una poetica che risuona senza dubbio nelle donne, ma che trova rispondenza anche all'interno del sentire maschile poiché le tematiche universali di cui parla ci riportano tutti a noi stessi, alle esperienze che bene o male ci accomunano come le pene d'amore, il senso di inadeguatezza, la solitudine. La condizione umana insomma!

URAGANO di Caterina Paolinelli più che uno spettacolo è un gioco meta-teatrale flessibile, aperto e in divenire dove molto sarà lasciato alla reazione del pubblico. Si prende in giro il metodo Strasberg, si ironizza sui movimenti femministi e sulla snobberia e pedanteria di certi ambienti teatrali; tutto questo però seguendo sempre, come unico filo rosso, l'iperbole di Katerina Kabanova che compie il suo atto tragico e sacrifica la sua vita in nome del suo ideale d'amore.
Insomma! Uno spettacolo da non perdere!

GIOCARTE' - Casale Museo Parco di Tor Fiscale, Via dell’acquedotto felice 120, Roma
Venerdì 4 e sabato 5 novembre ore 20.30
Costo del biglietto: 10 euro

Info e Prenotazioni: telefono 3393344301 – mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


SHE STOOPS TO CONQUER
di Oliver Goldsmith
diretto da Sandra Provost
Spettacolo in lingua inglese
Con Shelagh Stuchbery, Michael Fitzpatrick, Eddie Zengeni, Anna Butterworth, Fabiana De Rose,
Harry McCrory, Rick Breco, Edoardo Camponeschi, Rishad Noorani, Jim McManus.

Commedia sentimentale del 18° secolo, tra le più amate di tutti i tempi, “She Stoops to conquer” annovera numerose rappresentazioni teatrali e trasposizioni televisive di successo. Tra queste restano memorabili la versione televisiva della BBC del 1971 e la rappresentazione teatrale di Peter Hall del 1993 con un cast stellare. Celebre anche l’omonima rappresentazione lirica di George Alexander Macfarren, su libretto di Edward Fitzball. Lo “stile” adottato da Goldsmith in quest’opera è stato lungamente oggetto di discussione da parte del pubblico e tra i critici. Spesso descritta come commedia di maniere, l’opera contiene si comicità ma anche satira, elementi drammatici e temi senza tempo legati alla condizione umana, quali l’effettivo peso delle convenzioni sociali, la tutela dell’identità personale, la misura del compromesso e dei limiti che si è disposti a superare per il raggiungimento di uno scopo.
In questa divertente opera, senza tempo, si intrecciano le vicende di due coppie di giovani. La prima coppia composta da Mr. Marlow, giovane timoroso con le donne di classe ma altrimenti noto libertino e Miss. Hardcastle, giovane donna di rango che divertita dalla timidezza del giovane di cui è innamorata, decide di fingersi umile e di trarlo così in inganno con il fine di conquistarlo. Fomenta questo equivoco la seconda coppia composta da Mr. Hastings, amico fraterno di Marlow e Miss. Neville, cugina di Miss. Hardcastle. Hastings e Neville sono a loro volta innamorati all’insaputa della temuta e rigida zia della giovane, la quale la vorrebbe invece in sposa al proprio figlio, Tony Lumpkin. Oggetto del contendere, a parte l’amore, sono anche dei preziosi gioielli nascosti, a turno, dai vari protagonisti, mescolando all’ilarità degli equivoci, il significativo e sempre attuale dualismo tra sentimenti e interesse. L’inganno sarà svelato, in seguito a divertenti colpi di scena, dimostrando che la dissimulazione non può prevalere sul valore dell’onestà.

TEATRO SAN GENESIO
Via Podgora, 1 (Viale Mazzini)- 00195 Roma
Tel. 06-3223432

Dal 1° al 6 novembre 2016
Repliche: da martedì a venerdì ore 20,30; sabato e domenica ore 17,30
Biglietti: intero 15€, ridotto 13€ (gruppi e over 65, membri dell’associazione Plays in Rome ), ridotto 10€ (studenti e bambini)
Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - telefono 347-8248661 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrosangenesio.it


PIANOFORTE VENDESI
tratto dall’omonimo romanzo di Andrea Vitali
regia di Raffaele Latagliata
con Adriano Evangelisti, musiche originali di Patrizio Maria D’Artista

È la notte dell'Epifania, sera di festa a Bellano, sul Lago di Como. Dal treno scende «il Pianista» – così chiamato per via delle sue mani lunghe e affusolate – ladro di professione. Piove, fa freddo. Perlustrando le contrade il Pianista incappa in un cartello affisso su un vecchio portone: «Pianoforte vendesi». Incuriosito decide di entrare... Pianoforte vendesi è la storia di un ladro che deve scegliere tra le buone e le cattive azioni: il bianco e il nero, come i tasti del pianoforte. I gesti che si troverà a compiere rivelano un grande desiderio di riscattare la sua umanità. Sullo sfondo, in una dimensione quasi di mistero c'è un'intera collettività, un paese sospeso – per una notte – fra legalità e illegalità, fra lecito e illecito, fra comandamento etico e abitudine.
“Andrea Vitali ha saputo creare un genere, una tipologia narrativa di luoghi e di stile, di ambientazione e di sottobosco psicologico, un genere riconoscibile e originale, amato dai lettori e rigoroso nella forma letteraria. La versione teatrale di Pianoforte vendesi- afferma il regista, cercherà di utilizzare la forza evocativa della parola, affidata esclusivamente al talento istrionico di un solo attore, Adriano Evangelisti, chiamato a dare voce e corpo a tutti i personaggi della storia e il potere di suggestione emotiva della musica, composta appositamente per questo monologo, per restituire le atmosfere soffuse e le penombre di questo romanzo di straordinaria intensità, perennemente in bilico tra sogno e realtà, senza dimenticare i guizzi folgoranti del suo umorismo”.
A impreziosire il tutto, immergendo la rappresentazione in un’atmosfera di sogno, le musiche di Patrizio Maria D’Artista, produttore artistico, compositore e arrangiatore che ha già firmato la colonna sonora di diverse opere teatrali e televisive.

TEATRO COMETA OFF - Via Luca della Robbia 47 (zona Testaccio) - Roma
Tel. 06.57284637
Dal 3 al 13 novembre 2016
Orario spettacolo: dal martedì al sabato ore 21.00, domenica alle 17.00.
Domenica 6 novembre, al termine dello spettacolo, Dal romanzo alla scena, incontro con Andrea Vitali

Sito web: www.cometaoff.it


GIRA CHE TI RIGIRA…
di Donatella Brocco, Elia Paniccia e Valentino Spadoni
Regia di Donatella Brocco
Con Spadoni&Paniccia (Valentino Spadoni e Elia Paniccia)

Quanto c’è di casuale nelle nostre vite? Siamo artefici delle nostre scelte o è la fortuna a decidere per noi? Ecco il quesito posto da “Gira che ti rigira…”, uno spettacolo originale e coinvolgente in scena al Teatro Lo Spazio di Roma per cinque domeniche consecutive a partire dal 6 Novembre fino al 5 dicembre 2016, con Valentino Spadoni e Elia Paniccia, in arte Spadoni&Paniccia, diretti da Donatella Brocco.
Il duo comico Spadoni&Paniccia, già conosciuto per il successo avuto al Teatro Golden di Roma, allo Zelig di Milano e allo Zelig Lab On the Road di Roma, si distingue per un linguaggio fulminante e immediato. Lo spettacolo, ideato dalla regista e scritto insieme ai due attori, ha come coprotagonista la Ruota della Fortuna, vera artefice della scaletta della serata: otto scene si alternano seguendo il responso della ruota: che ci sarà dopo?
Con pochi oggetti in scena, per lasciare spazio alla comunicazione dei corpi e della fantasia, gli attori condividono con il pubblico la condizione di imprevedibilità delle sequenze, dei ruoli e delle atmosfere in un crescendo di sorpresa che sottostà alle leggi del caso e che si trasforma anche in una prova di virtù.

“Gira che ti rigira…” è un gioco che somiglia al lancio della monetina, all’estrazione dei biglietti della riffa o al responso dell’oracolo. E’ quel gioco dell’ignoto che si dispone, seppure noi ci si è preparati, ad alterare le nostre esistenze mentre la ruota della fortuna, inesorabile, continua a girare…

TEATRO LO SPAZIO - Via Locri, 32/44 - Roma
(Traversa di Via Sannio, a 100 metri da Metro S. Giovanni)
6 - 13 - 20 - 27 novembre 2016 - 5 dicembre 2016 - domenica ore: 20.30

Info e prenotazioni: Tel. 06 77076486 - 06 77204149 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrolospazio


COTARD
Regia Pamela Parafioriti
drammaturgia Alessia Giovanna Matrisciano

con Federica Cacciamani, Marco Tomba, Alessandra Vagnoli, Stefano Santini, Lorenzo Lustri

La pièce sostiene la psicanalisi freudiana che sognare di morire indica il desiderio fortissimo di un nuovo inizio. Una metafora affascinante per calmare i nostri incubi: ma cosa succede quando tutto questo si vive nella realtà? La sindrome di Cotard, o "del morto che cammina", è una rara malattia che si scatena all'improvviso. Ci si ritrova sperduti in uno spazio che non si riconosce, paralizzati dall'assenza di emozioni, convinti di non avere più organi. E ci si convince di essere morti. Cosa accade se ad ammalarsi è una giovane moglie maniaca del controllo, che ha passato la vita a progettare sempre nuovi inizi? Che cambiamento porterà questa morte-in-vita in delle agende piene di progetti, in un dottore annoiato, in dei genitori ottusi, in un marito represso?


TEATRO IVELISE
Via Capo d’Africa, 8/12 – ROMA
06.89527016
Dal 3 al 6 novembre
Da giovedì a sabato ore 20,30 . domenica ore 17Sito web: www.teatroivelise.it


QUANDO ARRIVA?
scritto e diretto da Ludovica Bei
con Simone Giacinti e Andrea Standardi

Sul palco due personaggi. Mario, nato e cresciuto nella periferia romana, figlio di un orologiaio, ragazzo impacciato, soffocato dalle sue stesse ansie e immobilizzato dall’ossessione per il tempo contro cui combatte da tutta la vita. Gino, ragazzo normale, semplice, commerciante, uomo di successo, carismatico. Un giorno si incontrano davanti la “Pizzeria kebab” tra via Casilina e via di Torpignattara. Mario prende coraggio e chiede delucidazioni a Gino sulla sua vita e il suo successo. I due si sfidano a colpi di battute, problemi, frustrazioni, creando un dialogo surreale e dai toni ironici e freddamente cinici. Mario scopre la vera natura di Gino. Un assassino? Una canaglia? Uno sfigato? Un supereroe? Gino - ci si domanda - esiste davvero o è solo frutto dell’immaginazione?
“Quando arriva?” è un grottesco dialogo; paradigma universale della condizione di noi tutti: esseri umani fragili, soli, impauriti, ma pur sempre tragicamente ironici.

TEATRO STUDIO UNO - Sala Specchi
via Carlo della Rocca, 6 - Roma
dal 3 al 6 novembre 2016
giovedì, venerdì e sabato ore h 21 – domenica h 18

Info e prenotazioni: 349 4356219 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrostudiouno.com


VIA COL TEMPO
scritta da Fabian Grutt, Fabrizio Gaetani e Roberto Fei
con Fabian Grutt, Cecilia Taddei, Fabrizio Gaetani
diretto da Felice della Corte

Cosa succederebbe se un quarantenne di oggi incontrasse un ventenne degli anni novanta? Due mondi diversi in un esilarante confronto che fa riflettere su come siamo cambiati in questi ultimi vent’anni. Bloccati in una stanza d’ospedale fuori dal tempo per un assurdo scherzo del destino, un'infermiera ed i loro ricordi sono tutto quello che i protagonisti hanno a disposizione per uscire e ricominciare a vivere. Tra un “farò” e un “avrei potuto”, tra un “se” e un “ma”, tra un “videoregistratore” e uno “streaming”, Via col tempo è una storia che non smette mai di stupirci.

TEATRO MARCONI
viale Guglielmo Marconi 698e (parcheggio interno)
tel 06 59.43.544

dal 3 al 13 novembre
Biglietto Intero 20.00 Ridotto 14.00
Martedì, Giovedì, Venerdì e Sabato ore 21,00 Mercoledì e Domenica ore 17,30

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatromarconi.it


ACQUE SPORCHE
di Hossein Taheri e Paolo Zucca
regia Paolo Zuccari
liberamente tratto da “Il nemico del popolo” di Ibsen
con Hossein Taheri, Paolo Zuccari, Elodie Treccani, Raffaele Gangale, Dario Iubatti, Chiara Scalise, Francesca Ceci

In una città, per tanti anni vittima di difficoltà economiche, finalmente si sta per aprire un importante stabilimento di acque termali che attirerà turisti e investimenti e darà lavoro agli abitanti dell’intera zona. A pochi giorni dall’inaugurazione il fratello del sindaco, dottore responsabile delle strutture sanitarie, scopre che in quelle acque ci sono infiltrazioni di sostanze inquinanti e sostiene che dovrà essere rifatto tutto daccapo. Il sindaco, che nel frattempo si è di nuovo candidato alle elezioni con grande favore dei pronostici, non è disposto a tenere chiuso lo stabilimento. Si aprirà lo stesso e il danno, meno grave di quanto si dice, sarà riparato in corso senza problemi. La città si spacca, i mezzi di comunicazione si mobilitano e il duello si spettacolarizza. Gli schieramenti velocemente si spostano da una parte all’altra. Salute o lavoro? C’è una salute senza il lavoro? Intanto il potere più oscuro si muove indisturbato e invisibile. Dentro la televisione e dietro le persone più insospettabili.

Ispirata a "Il nemico del popolo" di Ibsen, una storia italiana di oggi in cui la situazione politica, giornalistica e di rapporti familiari di una comunità cittadina si trova in una situazione esplosiva dove i personaggi devono velocemente prendere decisioni importanti. E comunicarle, chiarirle, diffonderle. Con la televisione, con internet, a volte con l’inganno.

SALA UNO TEATRO – P.za Porta San Giovanni, 10 - Roma

dal 1° al 13 novembre
Dal martedì al sabato alle 21 e la domenica alle 18
BIGLIETTI: intero 15 euro, ridotto 10 euro, – tess. 2 euro
Info Teatro: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - telefono +39 06 86606211

Info e prenotazioni: sms 3925089828 - email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.salaunoteatro.com


PINOCCHIO
Liberamente tratto da C. Collodi
Adattamento e Regia Simone Fioravanti
Compagnia Teatro del Beau

Una nuova stagione si apre per il Teatro Marconi, e anche questo nuovo anno il palco del neo-teatro romano darà spazio scena e corpo a una stagione dedicata agli spettatori più giovani: “Storie…che storie!” Un nuovo e appassionante cartellone che accompagnerà da Ottobre fino ad Marzo, bambini ragazzi e non solo. Teatro di figura e d’attore, colori e musiche coinvolgenti faranno da contorno alle fiabe classiche più belle e famose al mondo.
Dal 5 novembre ogni sabato alle ore 16 e la domenica alle ore 11 il teatro diverrà scenario fantastico per far emozionare i più giovani.

Il primo spettacolo della stagione dedicata ai bambini. Sabato 5 e domenica 6 novembre e ancora il 12 e 13 novembre sarà in scena Pinocchio. Il personaggio nato dalla penna di Collodi resta ancora oggi il personaggio più amato tra i giovanissimi che si riconoscono in questo burattino buono e generoso, ma sempre disposto a lasciare la via maestra, attirato dalle avventure che la vita gli offre. Salvato all’ultimo momento da i suoi protettori, Pinocchio è sempre disposto a seguire, pieno di entusiasmo e di fiducia, il primo falso amico che gli si presenta, facendosi trascinare in nuovi pasticci. Una versione teatrale, del famoso burattino, veloce e sfiziosa accompagnata da canzoni originali, che non mancherà di guidare il pubblico nella storia, appassionando, divertendo e perchè no, commuovendo. Un altro grande appuntamento di teatro non solo per i più giovani, ma dedicato anche a chi piace riscoprire atmosfere passate, con le quali magari è cresciuto...sognando e ridendo con il Teatro del Beau.

TEATRO MARCONI
viale Guglielmo Marconi 698e (parcheggio interno)
tel. 06-5943544

5,6 e 12,13 novembre
sabato ore 16.00 - domenica ore 11.00

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatromarconi.it


Ancora in Scena

SE LA LEGGE NON AMMETTE IGNORANZA, L’IGNORANZA NON AMMETTE LA LEGGE
di Mimmo Mancini e Paolo De Vita
regia di Gisella Gobbi

Uno specchio deformato della storia di quel popolo italiano, furbetto, pavido e approfittatore.
Un’aula di tribunale o almeno così sembrerebbe...
Al centro una fatiscente scritta: “La legge è uguale per tutti”. Mancano delle lettere.
Un paravento dietro al quale non s’intravede nessun imputato in attesa d’interrogatorio o di una sentenza.
Carlo e Cosimo Capitoni, due fratelli pugliesi più che cinquantenni, disoccupati e veterani, che si definiscono “esodati in prima linea”, vestiti da fanti della Grande Guerra raccontano, come due cavalieri erranti, il loro fantastico viaggio alla disperata ricerca di una soluzione. Ipotetici eroi di un romanzo senza fine nella continua lotta per difendere i loro diritti di emarginati e riparare i torti subiti dal loro eterno nemico: “l’assessore”. La visionaria ostinazione verso questa figura istituzionale, incarnazione di tutti i mali di uno Stato assente, della mala politica e di tutto ciò che non funziona, li spinge a leggere la realtà con occhi diversi, a inventare ipotetici complotti, a vedere nemici dappertutto. Combatteranno come possono risultando sempre sconfitti e suscitando ilarità in chi assisterà alle loro folli imprese. I fratelli Capitoni, due eterni Don Chisciotte, non avendo la capacità di vedere la realtà per quella che è, decidono di portare in giudizio l’Italia, gli italiani, isole comprese, e loro stessi, in una fantomatica aula di tribunale, rivelando alla Corte di essere entrati in possesso di un archivio segreto trovato in una “magica grotta”, dove sono racchiusi tutti i misteri italiani. Proclamandosi autentici italiani onesti si autodenunciano, pretendono di essere testimoni protetti, pentiti, a loro volta collusi e colpevoli, pur di ottenere un tetto e un tozzo di pane possibilmente in galera, almeno per trenta anni! La Corte si ritira per deliberare, ma la sentenza non arriva mai. Ricordando la loro storia, la loro infanzia, che parte da una Puglia lontana, i due fratelli rievocano nella memoria collettiva anni ed episodi lontani: li vedremo coinvolti nei primi sbarchi degli albanesi a Brindisi e Bari, lottare per più di 15 anni contro una cartella pazza di Equitalia o come disoccupati dimenticati che si congelano in una cella frigorifera colma di pesce, sperando in un futuro migliore che tarda ad arrivare. Una guerra continua, quella dei fratelli Capitoni, da combattere contro un nemico invasore, dove i nemici sparano anche alle spalle.
In attesa di una sentenza che non arriva, sarà il pubblico ad emettere il suo verdetto.

TEATRO ARCILIUTO
Piazza Montevecchio, 5
Roma (adiacenze Piazza Navona)

giovedì 3, venerdì 4, sabato 5, domenica 6

Info e prenotazioni: Tel. 06 6879419 - 333.8568464 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.arciliuto.it


LA NOTTE DELLA TOSCA
di Roberta Skerl
Regia di Silvio Giordani
con Pietro Longhi, Annachiara Mantovani, Gabriella Silvestri, Alida Sacoor e con Pierre Bresolin.

Tre infermiere di una casa di lunga degenza vengono licenziate da un giorno all’altro e sprofondano nella disperazione fino a quando non decidono di reagire.
Ma in un mondo pieno di disoccupati come faranno a farsi ascoltare? E’ semplice: serve un gesto eclatante che le porti in televisione e che faccia conoscere a tutti la loro storia.
Una commedia feroce ed emozionante, anche grazie alle musiche di Puccini, ma che riserva un finale a sorpresa e tante risate non soltanto amare.

TEATRO DE’ SERVI
Via del Mortaro 22 (ang. Via del Tritone) - Roma

dal 18 ottobre al 6 novembre
Biglietti: platea 22€ - galleria 18€
Orario spettacoli: da martedi a venerdi ore 21 – sabato ore 17.30 e 21 – domenica ore 17.30 – lunedi riposo

Info e prenotazioni: telefono 06.6795130
Sito web: www.teatroservi.it


AMLETÓ
(gravi incomprensioni all’Hotel du Nord)
di Giancarlo Sepe
con Guido Targetti, Federica Stefanelli, Emanuela Panatta, Alessio De Caprio, Manuel D’Amario, Cesare D’Arco, Federico Citracca, Sonia Bertin

“Si poteva immaginare la tragedia del principino danese, angustiato e depresso, narrata nella Francia del 1939? La famiglia di Elsinore, in viaggio, che approda a Parigi e prende posto nell’hotel sul canale di Saint-Martin, così piena d’umido che non faceva rimpiangere i freddi della gelida Danimarca? Dubbia reputazione avevano gli avventori di quell’albergo alla buona che ospitava ebrei in fuga dalla Germania nazista, esiliati politici, prostitute e protettori, poeti e adolescenti col complesso edipico. La storia di Amleto come narrata da "I Parenti Terribili", piena di tradimenti e gelosie, rimpianti e vendette, morti violente e valzer musette, amori inconfessabili e strane apparizioni… Laerte dice alla sorella Ofelia di non innamorarsi di un ipocondriaco visionario, Amleto che sogna la morte del padre a cui aveva 'concesso' di amare la madre Gertrude, suo unico amore: ma che Ofelia e Ofelia… egli amava la madre e basta! La spiava mentre indossava le sue calze di seta, ricordava i balli sulla terrazza di notte, appena schiariti da un filare di lampadine colorate, guardava le foto del suo bellissimo battesimo tutto di voile bianco, e la partenza del padre per la guerra, vero eroe, ripagato, ahimè, con il tradimento e la morte infertagli dal fratello appena rimesso piede sul suolo natìo. A quella morte Amleto reagì malissimo, girava per le stanze e le strade della città con l’ingrandimento della foto del padre, come fosse un novello San Luigi. Hotel du nord: gente che va e gente che sparisce, improvvisi duelli mortali tra contendenti amorosi, sicari maldestri, morti accidentali, e sogni tanti sogni. Letti d’amore e di morte che vagolano nella sera d’estate al chiaro di luna al suono delle voci di Arletty, Josephine Baker e di Marguerite Boule’che più nota come Fréhel. Canzoni d’amore e di disperazione, che Amleto soffre e vive sullo sfondo di una società impazzita, che corre e balla, e che sta per svanire sotto i colpi di una guerra sanguinaria. Ama la madre che ama il fratello del marito ucciso… Claudio! Piccolo despota, ignorante e donnaiolo, che canticchia: "Où sont mes amants", e che tradisce Gertrude, senza pietà. Essere o non essere… l’uomo del destino, colui che vendicherà non solo il padre ucciso a tradimento, ma soprattutto il suo amore per Gertrude, incauta madre, incauta moglie e forse, inconsapevole assassina. Tutto troverà la sua risposta nella festa mascherata organizzata nell’Hotel du Nord… forse! La guerra che scoppia alla fine dello spettacolo svuoterà di colpo l’albergo, mentre Amleto, solo, si aggirerà tra valigie e maschere abbandonate in terra, alla rinfusa, come dei corpi senza più vita”.
Giancarlo Sepe

TEATRO LA COMUNITÀ
Via Giggi Zanazzo, 1 – Trastevere
Roma

dal 6 ottobre all’11 dicembre 2016
Orario degli spettacoli: giovedì, venerdì e sabato ore 21 - domenica ore 18,00

Info e prenotazioni: 06 581 7413 - 329 167 7203 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrolacomunita.com


RAGAZZI DI VITA
di Pier Paolo Pasolini
drammaturgia Emanuele Trevi
regia di Massimo Popolizio

con Lino Guanciale
e Sonia Barbadoro, Giampiero Cicciò, Roberta Crivelli, Flavio Francucci, Francesco Giordano, Lorenzo Grilli, Michele Lisi, Pietro Masotti, Paolo Minnielli, Alberto Onofrietti, Lorenzo Parrotto, Cristina Pelliccia, Silvia Pernarella, Elena Polic Greco, Francesco Santagada, Stefano Scialanga, Josafat Vagni, Andrea Volpetti
scene Marco Rossi
costumi Gianluca Sbicca
luci Luigi Biondi

A coronamento ideale del ricchissimo percorso Il Teatro di Roma per Pasolini, la stagione 2016-17 del Teatro Argentina si apre con Ragazzi di vita, per la regia di Massimo Popolizio e con Lino Guanciale tra i protagonisti assieme a un folto gruppo di interpreti. Un anno pasoliniano denso di appuntamenti, che simbolicamente si chiude con la messa in scena del primo romanzo edito del “poeta corsaro”: nel 1955 Ragazzi di vita diede scandalo con le sue storie di povertà e disperazione, in cui ragazzi nati orfani d’innocenza riversavano per le strade le loro vitalità emarginate.

Il Lenzetta, il Riccetto, il Caciotta: ragazzi delle borgate di periferia che parlano in dialetto romanesco e trascorrono le loro giornate alla ricerca di qualche soldo e nuovi passatempi. “In queste scene prevalgono una marcata gestualità e il parlato romanesco, o meglio quella singolare invenzione verbale, di gusto espressionista e non neorealistico, che Pasolini stesso definiva una lingua inventata, artificiale. Non è insomma la lingua in cui parlano effettivamente i «ragazzi di vita», ma la loro lingua come viene percepita dal narratore, che è un uomo diverso da loro, e in tutti i sensi uno straniero” annota Emanuele Trevi, che ha curato l’adattamento drammaturgico. I “ragazzi” di Pasolini sono personaggi emarginati dalla città normale, degna e patinata. Agguantano la vita a piene mani e a pieni polmoni da un universo di fibrillazioni e vitalità anarchiche che è totalmente altro rispetto ai contesti borghesi, ai micro-cosmi protetti e istituzionali di lavoro o scuola.

In questo allestimento, “da una parte ci sono i ragazzi immersi in quello che fanno, e incapaci di vedere oltre alle immediate contingenze che li tengono impegnati. Dall’altro c’è questo straniero che li spia, e che a differenza di loro vede tutto, parla di Roma come se la sorvolasse come un uccello rapace o un drone. Ma non si accontenta di rimanere lassù. È attratto dal basso, dove brulicano le storie. E in queste storie è sempre presente, perché è lui a farle iniziare, a colmarne le reticenze, a rimetterle in carreggiata quando i loro protagonisti sembrano dimenticarsi di quello che stavano facendo e dicendo”.

TEATRO ARGENTINA
Largo di Torre Argentina, 52
00186 - ROMA
TEL. 06 684 00 03 11 / 14

dal 26 ottobre al 20 novembre 2016 - Prima nazionale
Orari spettacolo martedì e venerdì ore 21.00, mercoledì e sabato ore 19.00, giovedì e domenica ore 17.00
1 novembre ore 17.00

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrodiroma.net

 

NATALE IN CASA CUPIELLO
di Eduardo De Filippo
regia Luigi De Filippo
con Luigi de Filippo, Stefania Ventura, Vincenzo De Luca, Claudia Balsamo, Paolo Pietrantonio, Massimo Pagano, Michele Sibilio, Ferdinando Maddaloni, Luca Negroni, Marisa Carluccio,Tiziana Tirrito, Carmen Landolfi, Carlo Zanotti, Geremia Longobardo.

Il 21 dicembre 1931 va in scena per la prima volta al Teatro Kursaal di Napoli questa bella commedia di Eduardo, una delle più note e più riuscite.
All’inizio è un atto unico, il secondo, poi Eduardo con gli anni aggiungerà gli altri due, il primo e il terzo, sentendo il bisogno di far conoscere meglio i suoi personaggi. E l’opera ora è davvero completa.
La Compagnia dei fratelli De Filippo si chiamerà del “teatro umoristico” perché attraverso l’umorismo racconta sulla scena la commedia umana, divertendo, ma facendo anche riflettere: E questo vale anche per questa commedia.
“Natale in casa Cupiello” è la vicenda di un povero uomo considerato quasi un bambino soprattutto quando si avvicina il Natale e si riaccende la sua grande passione per il Presepe. In quella occasione si svela anche l’eterno dissidio fra anziani e giovani, con la continua ripetuta domanda di Luca Cupiello al figlio “Nennì, te piace ò Presebbio?” e la risposta ostinata e dispettosa del figlio “non mi piace, non mi piace”: eterno contrasto in famiglia che si cela dietro un pranzo natalizio.
In questa edizione protagonista e regista dello spettacolo è Luigi De Filippo, figlio di Peppino e nipote di Eduardo, degno erede di una famiglia che fa Teatro con grande successo da tre generazioni.

TEATRO PARIOLI PEPPINO DE FILIPPO
Via Giosuè Borsi 20, 00197 – Roma
tel. 06 8073040

dal 27 ottobre al 27 novembre

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatropariolipeppinodefilippo.it

 

SHAKESPEARE IN LOVE (With Marlowe)
di Vittorio Cielo
regia Ennio Coltorti
con Ennio e Jesus Emiliano Coltorti

Christopher Marlowe e William Shakespeare sono i due geni del Teatro elisabettiano. Contemporanei, sulle loro rispettive vite e sulla relazione di amicizia-rivalità che intercorreva tra di loro abbondano gli scritti e le leggende. Oggi, grazie alla magia di quel Teatro di cui loro stessi sono stati padri fondatori, abbiamo l'occasione di assistere alla rappresentazione delle loro esistenze romanzesche, anzi drammatiche, magnifiche quanto le loro creazioni. Marlowe appare come un personaggio enigmatico: agente segreto di Sua maestà la regina Elisabetta, dopo aver condotto un'esistenza dissoluta, muore, appena ventinovenne, in circostanze misteriose durante una rissa. Shakespeare si mostra come un poeta affascinato dalla fama e dalla personalità di Christopher, ma già pronto a passare alla storia. A portare in scena la grandezza e le mille sfaccettature dei due personaggi sono Ennio Coltorti e Emiliano Jesus Coltorti, padre e figlio, due generazioni di teatranti che si cimentano in un incontro - confronto scenico, regalandoci un'interpretazione en travestie che ha il potere di trascinarci direttamente nell'epoca elisabettiana, dentro le vite dei due poeti.

TEATRO STANZE SEGRETE - Via della Penitenza, 3 ( Trastevere ) Roma

Dal 25 ottobre al 6 novembre 2016
Orario spettacolo: da mart. a sab. ore 21, dom. ore 19

Info e prenotazioni: 06.6872690-388-9246033
Sito web: www.stanzesegrete.it

 

L'UOMO, LA BESTIA E LA VIRTÙ
di Luigi Pirandello
regia di Matteo Fasanella
Con Giulia Bornacin, Andrea Ganzerla, Matteo Fasanella, Tiziano Iadecola, Francesco Caponera, Licia Amendola, Caterina Taccone, Gloria Luce Chinellato e Marco Lupi

In scena l'adattamento di una delle commedie più attuali del Maestro Luigi Pirandello. Più che commedia, un apologo, come dice lo stesso autore, dell'ipocrisia dei rapporti tra gli esseri umani.
Con una satira tenace e cinica rappresenta un'umanità che cela se stessa dietro tante maschere e troppi pochi volti.
Ma eccole le nostre maschere: L'UOMO, il professor Paolino, in polemica contro l'ipocrisia che lo circonda ma coinvolto in una segreta tresca con LA VIRTÙ, la signora Perella, timorata di Dio all'apparenza e sposa abbandonata del capitano Perella, LA BESTIA, inquietante figuro mai contento di far ritorno dalla moglie e dal figlio Nino, trottola impazzita nelle mani di genitori incapaci di gestirlo. Un equilibrio apparentemente perfetto!
A romperlo…una gravidanza. Che cosa succederà a questa ipocrisia borghese?

TEATRO L'AURA
Vicolo di Pietra Papa, 64 (Angolo Via Pietro Blaserna, 37) Roma

dal 27 ottobre al 6 novembre
Sito web: http://www.teatrolaura.org

Info e prenotazioni: 06-83777148
Sito web: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


L’AMORE MIGLIORA LA VITA
scritto e diretto da Angelo Longoni
con Ettore Bassi, Edy Angelillo, Eleonora Ivone, Giorgio Borghetti.

Che l’amore migliori la vita può sembrare un’ovvietà, un’affermazione talmente scontata da sembrare inutile.
In realtà la nostra esistenza è invasa da altri sentimenti sempre più predominanti e che fanno parte del corredo del nostro vivere sociale: la rabbia e la paura.
Siamo talmente concentrati sul nostro malessere da dimenticarci ciò che di bello potremmo avere se solo fossimo meno ottusi.
L’ottusità è la caratteristica di tutti coloro che, pensando solo nei termini del proprio ambiente ristretto, attribuiscono alle proprie idee un significato universale.
Così non ci accorgiamo della ristrettezza mentale che accorcia il nostro campo visivo e che ci rende mediocri, condannandoci alla pratica costante dell’ipocrisia.
“L’amore migliora la vita” è una commedia divertente e scorretta sulla necessità di comprendere se stessi e le persone che ci sono vicine e che più amiamo.
E’ una storia morale sulle piccole immoralità quotidiane che ognuno vive e subisce, sulle ottusità che ci pervadono e che facciamo tanta fatica ad abbandonare.
“L’amore migliora la vita” è un richiamo alla comprensione di quest’assioma tanto ovvio quanto difficile da interiorizzare.
Due coppie di genitori si trovano per discutere di un problema che riguarda i propri figli maschi appena divenuti maggiorenni. All’inizio i quattro sembrano essere molto civili e dimostrano di avere a cuore solo il bene dei propri ragazzi ma, quando si tratta di discutere della loro omosessualità e della loro volontà di vivere apertamente il loro amore, le cose si complicano notevolmente.
Madri e padri mettono in luce tutta la loro fragilità morale e la loro protervia, diventano violenti, paurosi, meschini, facendo emergere anche le loro difficoltà di coppia e le loro frustrazioni.
Non importa quale sia la loro provenienza sociale o la loro estrazione culturale, sono tutti inadeguati a mettere mano seriamente al proprio modo di intendere i sentimenti e al loro ruolo genitoriale.

TEATRO GOLDEN - Via Taranto, 36 - 00182 ROMA
Tel. 06-70493826

dal 25 ottobre al 20 novembre
orario spettacoli:
dal martedì al sabato ore 21.00, domenica ore 17.00. Lunedì e mercoledì riposo.

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrogolden.it


PARENTI STRETTI
di Cinzia Berni e Diego Ruiz
regia Diego Ruiz
con Carlo Alighiero
Cinzia Berni Diego Ruiz Ketty Roselli

La famiglia è al centro di tutto, è protagonista nella nostra esistenza .
Cinzia Berni e Diego Ruiz hanno scritto insieme una commedia frizzante e divertente, appassionante, tenera, dai risvolti sorprendenti. Uno spettacolo che tratta le dinamiche familiari, il rapporto genitori-figli, le piccoli grandi meschinità dell'anima umano, l'imborghesimento dei sentimenti e l'incapacità di tornare bambini, in cui gli spettatori ne riconosceranno le sfumature e ritroveranno se stessi.
La trama
Tre fratelli, le cui vite si sono allontanate da anni, si ritrovano insieme dopo tanto tempo per dividere l'eredità e svuotare l'appartamento della madre da poco scomparsa. Piccole ripicche, antiche incomprensioni, ataviche gelosie vengono a galla dirompenti offuscando l'affetto reciproco che li lega, ma l'arrivo improvviso di un uomo misterioso e stravagante ( Carlo Alighiero) sconvolgerà l'equilibrio. Un personaggio strambo, sopra le righe, che ha capito il senso della vita esternando con estrema semplicità i propri sentimenti, senza preoccuparsi delle reazioni degli altri.
Cinzia Berni, Diego Ruiz e Ketty Roselli sono i tre fratelli in conflitto tra loro, che tentano una improbabile alleanza contro quell'uomo esuberante che entra prepotentemente nelle loro vite.

TEATRO MANZONI - Via Monte Zebio 14/c - ROMA
Tel. 06/3223634

dal 27 ottobre al 20 novembre 2016
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21 sabato ore 17-21, festivi ore 17.30. lunedì riposo. Biglietti: intero euro 25, ridotto euro 22.

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatromanzoni.info


L’ULTIMA STREGA
Quando il musical è tutta un’altra Storia
musical drama di Andrea Palotto e Marco Spatuzzi
regia di Andrea Palotto
con Valeria Monetti e Cristian Ruiz
con la partecipazione straordinaria di Simone Colombari e Lorenzo Gioielli
e con Mikol Barletta, Alessandro Tirocchi, Maurizio Paniconi, Giulio Corso

Un personaggio storico Anna Goeldi, un oscuro destino segnato da malvagità e oscurantismo. Nel tempo del dominio dei lumi, la caccia è ancora aperta!
Da un libro regalato in dono la notte di Natale due giornalisti immaginano la verità su Anna Goeldi, presunta ultima donna in Europa, a essere giustiziata per stregoneria, a Glarona nel lontano 1782. In un sapiente gioco di tragica ilarità, Andrea Palotto (“Lady Oscar”, “Non abbiate paura”, “Processo a Pinocchio”…) affida il racconto della Storia a due personaggi irriverenti che dissacrano il passato, ma facendolo ripercorrono minuziosamente la vita della donna/strega e la sua intima natura, doppia, perché solare e misteriosa. Tra le montagne della Svizzera del settecento, Anna Goeldi (Valeria Monetti) si trova a fare i conti con la diffidenza di una piccola comunità cantonale nei confronti di chi è diverso e forestiero. Lei madre ferita e sola, coraggiosamente padrona del proprio destino ed incredula dell’effimero caso, verrà punita dall’odio e dalla gelosia, dalla vendetta, avida di assoluzione di un giudice “illuminista a intermittenza” (Cristian Ruiz), incatenato al passato della stessa donna, ma abituato a comprare il silenzio e il consenso, a costruire il bene e il male e a ricorrere alla superstizione popolare per servire vendette e sentenze senza appelli. Gli unici sordi al pettegolezzo e capaci di vedere oltre la menzogna che si autoalimenta sono un “cavaliere del pane” imbranato e dolce come le delizie che sforna, un giovane fabbro, intento a forgiare il suo cuore, e l’oggetto dei suoi pensieri amorosi, la piccola Sara, adolescente figlia del giudice (interpretata dalla giovanissima Mikol Barletta) spontanea e sensibile, spensierata, innamorata della vita e misteriosamente legata alla protagonista.
La cornice sonora creata da Marco Spatuzzi, rende la scena appassionata e magica, descrivendo emotivamente il paesaggio e l’anima dei personaggi sempre più definita e completa, insinuandosi elegantemente fra i dialoghi costruiti senza abusi di banalità retorica.
L’ieri e l’oggi sulla scena sembrano mescolarsi fino a confondersi e la storia magicamente diventa realtà, la sorte di una strega riporta alla sorte di una donna indipendente e di una madre fiera, che nella morte fa vincere la vita e nel peccato fa trionfare l’amore. Il 27 agosto 2008, a più di 226 anni dall' esecuzione, il parlamento cantonale di Glarona si è pronunciato per la riabilitazione di Anna Goeldi. Ma chi era veramente? È stata davvero “l’ultima strega”?
Sedici attori sulla scena e Orchestra dal vivo per un musical anomalo, moderno, che spezza gli schemi e proietta lo spettatore dentro e fuori dal tempo per 2 ore e un quarto di lacrime e risate senza soluzione di continuità.

TEATRO BRANCACCIO
Via Merulana, 244 - 00185 Roma
tel. 06-80687231

dal 27 ottobre al 6 novembre
Dal giovedì al sabato ore 21, domenica ore 17
Prezzi da 39 a 23 euro

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrobrancaccio.it


RE LEAR
Da Nulla Verrà Nulla
di William Shakespeare
Adattamento e regia di Stefano Sabelli
Traduzione di Alessandro Serpieri
con Bianca Mastromonaco , Simone Bobini , Michela Ronci, Lorenzo Massa , Eva Sabelli, Danilo Capezzani, Michele Manocchio, Fabrizio Russo, Marco Caldoro, Gianluca Vicari, Piero Grant.

Atmosferica balcanica da implosione di frontiere. Lear, stanco Re zingaro, divide il suo Regno fra due figlie adulatrici. Come in un concorso di bellezza, le incorona Miss delle nuove Regioni divise ripudiando la terza, la più amata, che rifiuta le false lusinghe delle sorelle. È l'inizio della fine! Mentre esplodono ritmate fanfare Gipsy, Lear, più pazzo del suo Pazzo, perde la rosa dei venti del suo nomade debordante carrozzone.

A quattrocento anni dalla morte di William Shakespeare, va in scena una lettura originalissima di uno dei suoi testi più coinvolgenti.
Lear, stanco Re zingaro, divide il suo Regno e il suo bel Carro gitano, fra due figlie adulatrici che, come in un concorso di bellezza, si fanno incoronare con civettuolo cinismo Miss di Regioni, ormai divise. Sentenziando che “dal Nulla nasce Nulla”, il vecchio Re, ripudia però la terza figlia, quella più amata, che “nulla” aveva chiesto in dote, rifiutando lo show e le lusinghe interessate delle sorelle. È l’inizio della fine.
In scena, insieme ad un cast di 12 validissimi interpreti, ci saranno anche i musicisti della Riserva MOAC & Bukurosh Balkan Orchestra, a commentare le azioni drammatiche all’interno di un impianto scenico creato da Michelangelo Tomaro. I costumi sono di Marisa Vecchiarelli, le luci a cura di Daniele Passeri.

TEATRO DELL’OROLOGIO - Sala Moretti
Via dei Filippini 17/a – Roma
Tel. 06 6875550
Spettacolo in scena nei giorni: 28-29-30 ottobre e 3-4-5-6 novembre 2016
Giorni feriali: 21,30 - Domenica: 18,30
Biglietti: Intero €15 – Ridotto €12
+ Tessera Associativa (valida per tutta la stagione)

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrorologio.com

 

Data Unica

L’AMORE INVISIBILE
scritto e interpretato da Sandro Bagazzini
Musiche Sandro Bagazzini
Testo Francesco Orchi
Coreografie Ilaria Corsale
Voci recitanti Agostino Biondo, Chiara Bencivenga

Un’unica serata, un appuntamento imperdibile che vede protagonista centrale ed indiscusso, l’Amore, unica vera forza motrice del mondo. L’opera si presenta esposta in dieci movimenti che raccontano il viaggio di un poeta alla ricerca disperata della natura intima e profonda dell'amore, il quale si rivelerà poi lo specchio di un dramma più grande legato alla ricerca della verità. Dentro le passioni, le delusioni, i ricordi, il dramma esistenziale lo condurranno alla via ascetica e infine di nuovo all'amore, “l’amore nuovo”, chiave e soluzione di tutto, invisibile perché invisibili sono i fili che ci uniscono, invisibile perché trascende il mondo dei sensi. A raccontare questo viaggio si alternano chitarra, danza e voci narranti, dando voce e corpo a dieci potentissime visioni artistiche che sul palco si trasformano in dieci quadri diversi. Ogni quadro rappresenta un modo di amare che si anima attraverso un dialogo senza tregua tra musica, danza e recitazione; una fusione di linguaggi che va dalla musica classica a quella contemporanea, dal flamenco al jazz; un’opera teatrale completa che mette varie forme di arte al servizio sempre e solo dell’Amore.

NUOVO TEATRO SAN PAOLO
Viale di San Paolo, 12 – Roma
Tel. 06-55340226
Data unica 5 novembre 2016 - ore 21.00
Ingresso: 15 euro

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.nuovoteatrosanpaolo.it


Articolo di: Isabella Polimanti

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