SaltaInTeatro - l’agenda teatrale romana, settimana dal 30 gennaio al 5 febbraio

Scritto da  Sabato, 28 Gennaio 2017 

Dopo essere stato presentato in forma di studio al Teatro Gasometro nell’Estate Romana 2015, debutta al Teatro Cometa Off l’avvincente Il Gioco di Franca De Angelis. Una commedia noir, un intrigo tragicomico a tre. Protagonisti Anna Cianca, Alessia Sorbello e Andrea Trovato, per la regia di Christian Angeli. Uno spettacolo delicato e profondo dove si ride e si riflette.

Al Teatro Argentina arriva il viaggio omerico nella personalissima visione di Emma Dante, Odissea A/R, uno spettacolo che ha già registrato il tutto esaurito tanto da rendere necessaria la programmazione di una recita straordinaria. Per chi non volesse assolutamente perdere l’occasione di assistere al viaggio di Telemaco messo in scena con gli allievi attori della Scuola dei Mestieri dello Spettacolo del Teatro Biondo di Palermo, replica straordinaria sabato 4 febbraio.

Al Teatro Quirino Vittorio Gassman Antonio Salines e Marianella Bargilli saranno i protagonisti di Luci Della Ribalta con la regia di Giuseppe Emiliani: l’opportunità di vedere a teatro una vicenda che appartiene all’immaginario collettivo. Dopo trattative durate alcuni anni, Antonio Salines ha ottenuto dalla famiglia Chaplin i diritti teatrali di quello che rappresenta certamente il film più famoso del grande comico nonché il suo testamento spirituale.

Questa settimana offre anche opportunità di divertimento e leggerezza, con commedie brillanti pronte a regalare risate a profusione! Debutta al Teatro de’ Servi Bedda Maki, il testo vincitore della quarta edizione del concorso “Una commedia in cerca di autori®”, indetto dal centro di produzione La Bilancia, scritto dai giovani milanesi Chiara Boscaro e Marco Di Stefano e diretto da Roberto Marafante. Pluripremiato negli Stati Uniti e in Canada, arriva invece Moms, per la prima volta in Italia al Teatro della Cometa, spettacolo scritto da sei mamme-attrici che hanno sopportato le agonie e le estasi della maternità e le raccontano sul palcoscenico, con una prospettiva incredibilmente divertente e profondamente toccante, intima, graffiante, licenziosa sull’essere genitori oggi.

Torna al Teatro Brancaccio, dopo il grande successo della passata stagione, Sister Act Il Musical in scena dal 1° al 12 febbraio. Uno spettacolo travolgente, una storia dinamica, incalzante e divertente che coinvolge il pubblico in un’atmosfera elettrizzante e unica.

Infine un interessante sguardo alla drammaturgia contemporanea canadese: debutta al Teatro dell’Orologio, dal 3 al 5 febbraio, la nuova produzione della compagnia torinese Tedacà, Il sentiero dei passi pericolosi di Michel Marc Bouchard per la regia di Simone Schinocca; in scena Andrea Fazzari, Mauro Parrinello e Matteo Sintucci.

Tanti altri, e per tutti i gusti, sono gli spettacoli in scena a Roma durante la prossima settimana. Vediamoli nel dettaglio.

E buona visione con SaltinAria!


Fattore K in collaborazione con la Compagnia Carmentalia presenta
IL GIOCO
di Franca De Angelis
regia di Christian Angeli
con Anna Cianca (Dottoressa Z)
Alessia Sorbello (Agata) e Andrea Trovato (Paolo)

Debutta il 31 gennaio al Teatro Cometa Off l’avvincente commedia Il Gioco, scritta da Franca De Angelis, con Anna Cianca, Alessia Sorbello e Andrea Trovato, per la regia di Christian Angeli. Lo spettacolo è stato presentato dalla Compagnia Carmentalia in forma di studio al Teatro Gasometro nell’Estate Romana 2015, aggiudicandosi il primo posto come migliore drammaturgia e il terzo come spettacolo dell’anno 2015, nella classifica di Isabella Polimanti della rivista Saltinaria.
Il Gioco racconta la storia di due giovani squattrinati e senza grandi prospettive che incontrano una misteriosa “Dottoressa Z”, consulente filosofica, che cambierà i loro destini utilizzando un gioco apparentemente innocuo ma dalle conseguenze inaspettate.
Il Gioco consiste in questo: ognuno dei due deve porre un quesito e stilare una lista di cinque possibilità di azione. Soltanto una di queste verrà sorteggiata e bisognerà attenersi scrupolosamente alla scelta. Un po’ come testa o croce ma con cinque possibilità diverse, studiate a tavolino spesso senza capire le conseguenze di ogni singola opzione.
E’ un gioco leggero, divertente, che li deresponsabilizza quel tanto da renderli audaci… ma che succede quando il Gioco viene portato avanti fino alle estreme conseguenze? Quando non siamo più noi i veri artefici delle nostre scelte ma il soltanto il puro, spietato caso? Siamo davvero così artefici delle nostre vite?
E’ su questi interrogativi profondi che si muove con leggerezza la macchina de Il Gioco, con una compagnia capace di cambiare registro emotivo e di esprimere con grazia l’intero arco trasformativo dei due sfaccendati, che si ritroveranno coinvolti in una vera e propria trappola alla vittima e carnefice.
Un noir, un intrigo tragicomico a tre, una tensione emotiva che cresce man mano che sale la posta in gioco, e quindi anche il pericolo. Si ride e si riflette, spesso nello stesso istante.

Nota di regia:
Esiste una possibilità di liberarsi da una visione fatalista della propria esistenza, quando pare che le nostre azioni siano governate da un destino predeterminato, già stabilito? È possibile spiazzare quella parte del nostro cervello
che, come dice la dottoressa Zeta, pretende di decidere senza consultarsi prima con noi? Agata e Paolo ci provano scrivendo per la propria vita una trama pericolosa, senza un sicuro ritorno alla serena apatia di chi dice sempre “è tutta colpa degli altri!"
I due giovani disadattati diventano gli eroi delle proprie esistenze, perché sanno mettersi in gioco, imparano che una manipolazione subita può diventare un'occasione per sporcarsi le mani con la realtà, costi quel che costi. Provano con tutte le loro forze a stare al "gioco" della dottoressa Zeta e a scrivere un presente per loro stessi. Ma quando il tempo sembra ormai stare dalla parte dei protagonisti, si rivela il primo nemico da battere.

TEATRO COMETA OFF - Via Luca della Robbia 47, Roma
dal 31 gennaio al 12 febbraio 2017
Dal martedì al sabato h. 21.00 - Domenica h. 18.00
Ingresso riservato ai soci
Tessera associativa 2.50 € - Biglietto intero 13 €
Per chi si tessera online: http://www.cometaoff.it/
Biglietto ridotto a 10 € da prenotare telefonicamente allo 06 57284637 e ritirare al botteghino la sera dello spettacolo

Info e prenotazioni: telefono 06-57284637
Sito web: www.cometaoff.it


ODISSEA A/R
liberamente tratto dal poema di Omero
testo e regia Emma Dante

con gli allievi attori della Scuola dei mestieri dello spettacolo del Teatro Biondo di Palermo
Manuela Boncaldo, Sara Calvario, Toty Cannova, Silvia Casamassima, Domenico Ciaramitaro, Mariagiulia Colace, Francesco Cusumano, Federica D’Amore, Clara De Rose, Bruno Di Chiara, Silvia Di Giovanna, Giuseppe Di Raffaele, Marta Franceschelli, Salvatore Galati, Alessandro Ienzi, Francesca Laviosa, Nunzia Lo Presti, Alessandra Pace, Vittorio Pissacroia, Lorenzo Randazzo, Simona Sciarabba, Giuditta Vasile, Claudio Zappalà
elementi scenici e costumi Emma Dante
luci Cristian Zucaro
suono Gabriele Gugliara
assistente ai costumi Italia Carroccio
adattamenti e modifiche sartoriali Silvia Di Giovanna
assistente alle coreografie Sandro Maria Campagna
assistente di produzione Daniela Gusmano
canzoni Serena Ganci (Zeus; La canzone delle ancelle) e Bruno Di Chiara (Rapimi la porta)
direttore dell’allestimento scenico Antonino Ficarra
produzione Teatro Biondo Palermo

«È il poema che ci ha permesso di interrogarci
sui percorsi che segnano il destino, dove il motore di tutto
è il movimento verso la propria origine»
Emma Dante

Odissea a/r è incentrato sul viaggio di Telemaco alla ricerca del padre e sul ritorno a Itaca di Odisseo. Emma Dante lo ha scritto e messo in scena per i 23 allievi della “Scuola dei mestieri dello spettacolo” del Teatro Biondo di Palermo, da lei diretta, al termine del biennio formativo.
Ricca di musiche e canzoni, scritte da Serena Ganci e da Bruno Di Chiara, di danze e invenzioni sceniche, che gli attori realizzano a vista, l’Odissea di Emma Dante è una fiaba ironica e movimentata, che offre una lettura inedita, divertente, dissacrante e allo stesso tempo fedele del poema di Omero.
«Sono trascorsi tre anni da quando Itaca ha perduto le tracce di Odisseo, partito vent’anni prima alla conquista di Troia. Ostacolato dal dio Poseidone per averne ucciso il figlio Polifemo, gli ultimi echi del suo viaggio di ritorno risalgono all’incontro con la splendida dea Calipso.
Da allora un gruppo di pretendenti, approfittando della prolungata assenza del re, occupa l’immenso salone della reggia di Itaca. Maleducati, vili, rozzi e volgari, i Proci bramano di sposare Penelope e di impossessarsi definitivamente del Regno. Trascorrono le giornate banchettando tra musica, bestemmie e schiamazzi, e vivendo di istinti e pulsioni che manifestano senza pudore.
La prima parte dello spettacolo è dedicata alla Telemachia. Atena esorta Telemaco, non più ragazzino, a partire in cerca di notizie del padre, gli infonde coraggio, lo invita a prendere il comando della casa e a diventare uomo.
Odissea a/r è il viaggio che ogni essere umano fa nel corso della vita. È il poema che ci ha permesso di interrogarci sui percorsi che segnano il destino, dove il motore di tutto è il movimento verso la propria origine. Dall’incontro con figure umane e sovrumane, ninfe e mostri, pretendenti e mendicanti è nato uno spettacolo ricco di evocazioni fantastiche legate al mito ma anche di riflessioni sulla condizione dell’uomo-eroe, che si dimostra piccolo e bugiardo. Dopo avere errato vent’anni, Odisseo torna a Itaca e l’incontro tra il padre e il figlio ci permette di assistere all’umanizzazione del mito. Di Odisseo, Penelope e Telemaco scopriremo i lati più teneri e fragili, i loro difetti, le loro imperfezioni. Una madre e un figlio hanno aspettato a lungo il ritorno del mito e, durante l’attesa, hanno cambiato la propria natura».
(Emma Dante)

TEATRO ARGENTINA - Largo di Torre Argentina, 52 00186 - ROMA
Dal 31 gennaio al 5 febbraio 2017
Replica Straordinaria, sabato 4 febbraio 2017 ore 21.30
durata 1 ora e 30 minuti senza intervallo

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 684 00 03 11 / 14
Sito web: www.teatrodiroma.net

 

CERTE NOTTI
di Antonio Grosso
con Antonio Grosso e Rocio Munoz Morales
Ciro Scalera, Antonello Pascale,
Ariele Vincenti, Federica Carruba Toscano
regia Giuseppe Miale Di Mauro

Certe notti è un titolo aperto per uno spettacolo; aperto a voli pindarici che le parole di Grosso riconducono immediatamente a una realtà fatta di corpi, anime e sentimenti. Il tono brillante, i tratti dei personaggi, i loro rapporti, le loro storie che s‘intrecciano in vari modi, le risate, le riflessioni, l’ironia, la cattiveria, sono la vita che pulsa nel testo di Grosso.
Quella vita che in certe notti sembra non riuscire ad arrivare all’alba. L’alba di un esame che certe vite sembrano non riuscire a superare.
Cinque universitari condividono gli spazi della Casa dello Studente e vivono in quel limbo che separa il giovane dall’adulto. Alle prese con i loro problemi esistenziali e un futuro dalle tinte troppo sbiadite per essere visto con ottimismo. Il tutto sempre coronato da una patina d’ironia che attraversa come un filo rosso tutto lo spettacolo. E poi c’è un professore infame, autoritario e cinico, simbolo di una società che abusa il potere e chiude le porte in faccia ai giovani al grido di: “Qui comando io e tu non sei nessuno!”.

Ma arriverà prima o poi un terremoto stravolgerà le cose, un terremoto che quelli come il professore hanno provocato con la loro spocchia, con la loro imprudenza, con la loro ignoranza. Un terremoto che il testo di Grosso fa sentire nell’aria da subito e fa intuire al più sgangherato del gruppo, un giovane autistico che i ragazzi troppo presi da loro stessi, dalle loro problematiche, non sanno ascoltare. E solo allora ci sarà la resa dei conti, perché si sa che i conti si fanno alla fine, ma questa è una fine che sa tanto di nuovo inizio. Queste, sono certe notti in cui l’alba arriva a rischiarare un nuovo giorno.

Al di là delle risate, tante, la lettura di questo testo ha degli spunti esistenzialisti notevoli: l’università come simbolo di una generazione bloccata, che fatica a superare l’esame della vita, e resta inchiodata in certe notti insonni che sembrano non finire mai. C’è l’impressione che Grosso abbia voluto costruire all’interno della Casa dello Studente un microcosmo, che è la società in cui viviamo, fatto di rabbia, amore, speranze, paure, in cui tutti i personaggi cercano goffamente di trovare il proprio posto. E magari, solo un terremoto, che per tutti è simbolo di paura e catastrofe, potrà rimescolare le carte e ricominciare il gioco della vita.
Giuseppe Miale di Mauro


TEATRO GHIONE - Via delle Fornaci 37, 00165 Roma
dal 1 al 19 febbraio 2017
Orari spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00 - domenica ore 17.00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06 6372294 – 06 39670340
Sito web: www.teatroghione.it


MASCULU E FÌAMMINA
di e con Saverio La Ruina
musiche originali Gianfranco De Franco
collaborazione alla regia Cecilia Foti
scene Cristina Ipsaro e Riccardo De Leo
disegno luci Dario De Luca e Mario Giordano
audio e luci Mario Giordano
organizzazione Settimio Pisano
Produzione Scena Verticale

Un dialogo con la propria madre che non c’è più colmo di poesia e dolcezze affettive: in Masculu e Fìammina Saverio La Ruina sceglie un cimitero, un mazzo di fiori e una tomba materna per confessare la propria omosessualità allo spettro della donna che lo ha generato. Prende così avvio un flusso dilagante e ininterrotto di parole e coscienza, di tenerezza e di verità nascoste, in scena dal 31 gennaio al 5 febbraio al Teatro India.
Una confessione alla madre, avvolta in un delicato e musicale dialetto calabrese, che si colora di leggerezze e ironia, ma che si impregna di frammenti dolorosi di vita passata, di ricordi indelebili, di piccoli grandi dispiaceri e momenti di svolta analizzati a posteriori fino ad attribuirle nuovi sorprendenti significati. Ascoltare la lingua di Saverio La Ruina è un’irresistibile esperienza sensoriale, un progressivo disvelarsi di figure poetiche e di immagini indimenticabili che si dipanano attraverso una struggente neolingua del ricordo: «l’idea di base è che un uomo semplice parli con la madre. Una madre che non c’è più. Lui la va a trovare al cimitero. Si racconta a lei, le confida con pacatezza di essere omosessuale, “o masculu e fìammina cum’i chiamàvisi tu”, l’esistenza intima che viveva e che vive. – afferma il regista e interprete – Non l’ha mai fatto, prima. Certamente questa mamma ha intuito, ha assorbito, ha capito tutto in silenzio. Senza mai fare domande. Con infinito, amoroso rispetto. Arrivando solo a raccomandarsi, quando il figlio usciva la sera, con un tenero e protettivo “Statti attìantu”. Ora, per lui, scatta un tipico confessarsi del sud, al riparo dagli imbarazzi, dai timori di preoccupare. Forse con un piccolo indicibile dispiacere di non aver trovato prima, a tu per tu, l’occasione di aprirsi, di cercare appoggio, delicatezza.”
Il testo, presentato per la prima volta sotto forma di reading nel settembre 2015 nell’ambito del Festival Garofano Verde diretto da Rodolfo di Giammarco, è un toccante viaggio nei meandri dell’anima e della verità, tra ricordi, momenti belli, destini non facili e rotture drammatiche. Affiorano nel figlio memorie e coscienze di istanti anche piacevoli, a ripensare certi rapporti con uomini in grado di dare felicità e un benessere che però invariabilmente si rivela effimero, perché le cose segrete nascondono mille complicazioni e sofferenze. In un meridione con la neve, tra le tombe, finalmente con la sensazione d’essere liberi di dire, si compone un sincero, coraggioso, ironico e commovente, scambio di idee tra un figlio e una madre, e si lasciano andare i dolori, le piccole gioie, i silenzi, le paure, le violenze, la ricerca di un amore vero, il desiderio di essere accettati.

TEATRO INDIA - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) - Roma
Dal 31 gennaio al 5 febbraio 2017

Info e prenotazioni: tel. 06 87752210, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06.684.000.311/314
Sito web: www.teatrodiroma.net


KAFKA IL DIGIUNATORE
di Luca De Bei da Franz Kafka
diretto ed interpretato da Luca De Bei

Al Teatro dei Conciatori, dal 31 gennaio al 12 febbraio, Luca De Bei proporrà in prima nazionale il suo nuovo lavoro tratto da Franz Kafka: KAFKA IL DIGIUNATORE, diretto ed interpretato dallo stesso Luca De Bei

1924: nel sanatorio di Kierling, non lontano da Vienna, Kafka, ridotto a un mucchietto di ossa e assistito dalla compagna Dora, si illude forse di poter lottare contro la tubercolosi di cui è malato da anni e riacquistare un po’ di forze. Ha con sé le bozze, da correggere e mandare all’editore, del suo ultimo racconto “Il digiunatore” e proprio questo racconto è uno dei pochissimi scritti che, nel suo testamento, ha chiesto all’amico Max Brod di non distruggere. Qualcosa di profondo lo lega infatti al personaggio del digiunatore di professione che, nella sua gabbia e davanti agli spettatori, resta aggrappato con caparbietà al suo dimagrire fino ai limiti dell’esistere, fino al raggiungimento del sottile confine tra la vita e la morte. Il protagonista del racconto sa bene però che i tempi cambiano, che il pubblico desidera spettacoli sempre più nuovi e avvincenti e che il suo mestiere è destinato all’oblìo. Forse è per questo che Franz Kafka, che si sente così marginale alla vita, così estraneo al mondo e persino a se stesso, sente profondamente la similitudine con questo “fenomeno da baraccone” scritturato da un circo ma diverso e distante da tutto ciò che lo circonda.

TEATRO DEI CONCIATORI - Via dei Conciatori 5, 00154 Roma
Dal 31 gennaio al 12 febbraio 2017
Tipologia Biglietti: € 18,00 + tessera obbligatoria di 2 €
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 18

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06/45448982 - 06/45470031
Sito web: www.teatrodeiconciatori.it


MARCHE TEATRO / Nutrimenti Terrestri / Walsh presenta
456
scritto e diretto da Mattia Torre
con Massimo De Lorenzo, Cristina Pellegrino, Carlo De Ruggieri e con Michele Nani
scene Francesco Ghisu
disegno luci Luca Barbati
costumi Mimma Montorselli
assistente alla regia Francesca Rocca
assistente ai movimenti scenici Alberto Bellandi

Sarà in scena al Teatro Ambra Jovinelli - dal 7 al 12 febbraio, 456 scritto e diretto da Mattia Torre. Protagonisti: Massimo De Lorenzo, Cristina Pellegrino, Carlo De Ruggieri e con Michele Nani. 456 è la storia comica e violenta di una famiglia che, isolata e chiusa, vive in mezzo a una valle oltre la quale sente l’ignoto. Padre, madre e figlio sono ignoranti, diffidenti, nervosi. Si lanciano accuse, rabboccano un sugo di pomodoro lasciato dalla nonna morta anni prima, litigano, pregano, si odiano. Ognuno dei tre rappresenta per gli altri quanto di più detestabile ci sia al mondo. E tuttavia occorre una tregua, perché sta arrivando un ospite atteso da tempo, che può e deve cambiare il loro futuro. Tutto è pronto, tutto è perfetto. Ma la tregua non durerà.

4 5 6 nasce dall’idea che l’Italia non è un paese, ma una convenzione. Che non avendo un’unità culturale, morale, politica, l’Italia rappresenti oggi una comunità di individui che sono semplicemente gli uni contro gli altri: per precarietà, incertezza, diffidenza e paura; per mancanza di comuni aspirazioni. 4 5 6 è una commedia che racconta come proprio all’interno della famiglia – che pure dovrebbe essere il nucleo aggregante, di difesa dell’individuo - nascano i germi di questo conflitto: la famiglia sente ostile la società che gli sta intorno ma finisce per incarnarne i valori più deteriori, incoraggiando la diffidenza, l’ostilità, il cinismo, la paura. 4 5 6 racconta la famiglia come avamposto della nostra arretratezza culturale.
Dallo spettacolo è stato tratto l’omonimo sequel televisivo, prodotto da Inteatro e andato in onda su La7 all’interno del programma “The show must go off” di Serena Dandini (attualmente disponibile su YouTube), e il libro “4 5 6 - Morte alla famiglia”, edito da Dalai.

La Direttrice Artistica del Teatro Ambra Jovinelli, Fabrizia Pompilio e la Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo - nella stagione 2016/2017 hanno deciso di dedicare una monografia a Mattia Torre - uno degli autori più apprezzati del nostro paese. 456 è il terzo ed ultimo spettacolo di Torre, presente nel cartellone dell’Ambra Jovinelli. I primi due sono stati Migliore e Qui e Ora. La monografia dedicata a Mattia Torre è solo l’inizio di una collaborazione tra l’autore, il Teatro Ambra Jovinelli e la Nuovo Teatro. Sarà presentato infatti il prossimo anno un progetto speciale, completamente nuovo, che vedrà Mattia Torre protagonista. Sarà un progetto trasversale che unirà televisione, editoria e teatro.

Mattia Torre, sceneggiatore, autore teatrale e regista italiano. Insieme a Giacomo Ciarrapico è autore, negli anni Novanta, delle prime commedie teatrali Io non c’entro, Tutto a posto, Piccole anime e L’ufficio. Nel 2000 pubblica il libro Faleminderit Aprile ‘99 in Albania durante la guerra. È co-sceneggiatore del film Piovono Mucche di Luca Vendruscolo. Nel 2003 il suo monologo In mezzo al mare con Valerio Aprea vince al Teatro Valle di Roma la rassegna Attori in cerca d’autore. Nel 2005 scrive e dirige il monologo teatrale Migliore, con Valerio Mastandrea. È autore del monologo breve Gola e dei corti teatrali Il figurante e Sopra di noi. È tra gli autori del programma Parla con me di Serena Dandini. Con Ciarrapico e Vendruscolo scrive la serie TV Buttafuori e, dal 2007, la prima, la seconda e la terza stagione di Boris per Fox Italia. Della seconda è anche co-regista. Con gli stessi autori, scrive e dirige Boris - il film. Nel 2011 scrive e mette in scena lo spettacolo teatrale 456 di cui realizza anche il sequel TV per La7. Per Dalai editore ha pubblicato la raccolta di monologhi In mezzo al mare (2012). È autore e regista dello spettacolo teatrale Qui e ora con Valerio Mastandrea e Valerio Aprea. Nel 2014, insieme a Ciarrapico e Vendruscolo scrive e dirige il film per il cinema Ogni maledetto Natale. Nel 2015 scrive con Corrado Guzzanti la serie TV dal titolo Dov’è Mario? per Sky.

TEATRO AMBRA JOVINELLI - Via Guglielmo Pepe, 43 /47 Roma 00185
dal 7 al 12 febbraio 2017
Spettacoli ore 21.00 - domenica ore 17.00 - lunedì riposo
Biglietti (compresa prevendita): da € 33,00 a € 17,00
Convenzioni parcheggio in orario spettacolo:
• Garage Esquilino – via G. Giolitti, 27/A - dal martedì al sabato € 1,50 l’ora
• Parcheggio ES Giolitti Park – via G. Giolitti 267 - tutti i giorni € 1,00 l’ora

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 83082620 – 06 83082884
Sito web: www.ambrajovinelli.org


IDIOTA
di Jordi Casanovas
Regia di Roberto Rustioni
Traduzione di Francesca Clari in collaborazione con Francesco Fava
Con Roberto Rustioni e Rossana Gay
Aiuto regia Francesco Piotti
Scene & Costumi Francesco Esposito
Contributi Video Pablo Solari
Ideazione Video Igor Renzetti
Disegno Luci Gianluca Cappelletti
Organizzatrice generale Ottavia Nigris
Consulente Casting Cecilia Gaipa
Una produzione Fattore K
In collaborazione con "Fabulamundi. Playwriting Europe" e Associazione OlindaProduzione

Cosa siamo disposti a fare quando ci troviamo in difficoltà, soprattutto economiche? Quando ci troviamo in crisi.... Idiota è un testo sulla crisi, la crisi economica globale e le nostre crisi personali, i nostri tentativi spesso goffi e comici per riuscire a stare a galla malgrado tutto e tutti. Il protagonista prova a rispondere a delle domande di una dottoressa, un test psicologico, dove un uomo ed una donna si affrontano in una stanza, un ufficio che è come un ring. Jordi Casanovas costruisce un preciso meccanismo ironico-amaro, a tinte noir ma leggero, in cui niente è ciò che appare e dove la verità emerge solo alla fine, forse…

Note di Regia
Con Idiota e con il progetto Jordi Casanovas proseguo il mio percorso di esplorazione sulla scrittura contemporanea, soprattutto sulle nuove storie, indispensabili in funzione di un rinnovamento teatrale. Casanovas è uno dei nomi di punta della nuova drammaturgia iberica, nello specifico catalana: a Barcellona, grazie alla sala Beckett ed ad altre strutture, è emersa in questi ultimi anni una nuova onda di scrittori per il teatro molto interessante, originale, piena d'energia. Credo che in Spagna così come in Italia il pubblico sia incuriosito naturalmente dal nuovo. Semplicemente come accade nel cinema o nelle ultime sofisticate serie tv, il pubblico desidera seguire storie nuove, vuole essere catturato da intrecci inediti, e spera di innamorarsi di personaggi sorprendenti mai conosciuti prima. Le atmosfere e la scrittura molto cinematografiche di Casanovas, la sua poetica tra la commedia ed il noir, tra Woody Allen e Roman Polansky, possiedono una qualità che cattura immediatamente lo spettatore .Sento che Casanovas è un autore coinvolgente di grande impatto per il pubblico, ma anche intelligente e di qualità...e non è poco.
Dedicato a mio padre

TEATRO DELL’OROLOGIO - Sala Moretti- Via dei Filippini 17/A – Roma
Dal 2 al 5 Febbraio 2017
dal giovedì al sabato ore 21.30 - domenica ore 18.30
Ingresso: Intero 15 euro, Ridotto 12 euro
Tessera associativa stagionale 5 euro

Info & Prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6875550
Sito web: www.teatrolorologio.com www.fattorek.net


IL SENTIERO DEI PASSI PERICOLOSI
drammaturgia Michel Marc Bouchard
regia Simone Schinocca
con Andrea Fazzari, Mauro Parrinello e Matteo Sintucci
traduzione Francesca Moccagatta
produzione Tedacà
Michel Marc Bouchard è rappresentato in Italia dall'agenzia Althéa - éditions Théâtrales, Parigi.

Debutta a Roma, al Teatro dell’Orologio, dal 3 al 5 febbraio 2017 la nuova produzione della compagnia torinese Tedacà, “Il sentiero dei passi pericolosi”, testo del drammaturgo canadese Michel Marc Bouchard per la regia di Simone Schinocca; in scena Andrea Fazzari, Mauro Parrinello e Matteo Sintucci.

Al centro della piéce tre fratelli molto diversi fra loro che viaggiano assieme il giorno del matrimonio del più giovane di loro per raggiungere il luogo della cerimonia. Hanno un incidente e si perdono in una foresta, da cui rischiano di non far ritorno. In questa solitudine sono costretti a parlarsi: s'illuminano così, violentemente, episodi del loro passato. Primo fra tutti il suicidio del padre, avvenuto anni prima, sotto il loro occhi, su quello stesso sentiero. E proprio quando tutto sembra perduto, ecco palesarsi l'occasione di incontro con sé e con l'altro carico di una tragica, straziante ma anche liberatoria verità.

Michel Marc Bouchard è uno fra i più noti autori contemporanei canadesi: nato nel 1958 ha iniziato la propria attività di scrittore negli anni Ottanta, imponendosi all’attenzione della critica e del pubblico con lavori incisivi nei contenuti e forti nello stile espressivo. È molto amato anche in Italia, tanto che il giornalista Franco Quadri sulle colonne de “La Repubblica” ha parlato di lui come di “un autore che sfugge a ogni definizione, scrivendo testi arrabbiati, realistici e metaforici su storie locali col dono dell’universalità”.

La Compagnia Tedacà è una realtà torinese attiva sul territorio da oltre dieci anni, risiede presso lo spazio Teatro Bellarte a Torino dove ogni anno ospita una rassegna teatrale dal titolo Il bello deve ancora venire selezionando per il pubblico alcune tra le più interessanti proposte del teatro contemporaneo. Le produzioni spaziano da spettacoli di drammaturgie originali che indagano temi d'attualità e tematiche sociali sino a testi di drammaturgia contemporanea italiana e straniera. Nel 2015 inizia il sodalizio con la Compagnia dei Demoni, formazione di attori e registi legati al Teatro Stabile di Genova. Il sentiero dei passi pericolosi è la prima produzione che sancisce l'incontro di queste due realtà.

TEATRO DELL’OROLOGIO (Sala Orfeo) - Via dei Filippini 17/A, Roma
dal 3 al 5 febbraio 2017
venerdì e sabato h 21.00 | domenica h. 18.00
INTERO: 15 euro, RIDOTTO: 12 euro, UNDER25 e UNIVERSITARI: 8 euro
ingresso consentito ai soli soci: tessera associativa annuale 5 euro
La prenotazione è vivamente consigliata

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6875550
Sito web: www.teatrolorologio.com


SISTER ACT - Il Musical
regia Saverio Marconi
musiche Alan Menken
liriche Glenn Slater
testo Cheri Steinkellner e Bill Steinkellner
dialoghi aggiunti Douglas Carter Beane
basato sul film Touchstone Picture “Sister Act” scritto da Joseph Howard
traduzione e liriche italiane Franco Travaglio
direzione musicale Stefano Brondi
coreografie Rita Pivano
scene Gabriele Moreschi
costumi Carla Accoramboni
disegno luci Valerio Tiberi
disegno suono Emanuele Carlucci

CAST
Belia Martin nel ruolo di Deloris Van Cartier
e con la partecipazione di Pino Strabioli nel ruolo di Monsignor O’Hara
Special Guest Suor Cristina nel ruolo di Suor Maria Roberta
Jacqueline Maria Ferry nel ruolo della Madre Superiora
Felice Casciano Curtis
Marco Trespioli Eddie
Claudia Campolongo Suor Maria Lazzara
Manuela Tasciotti Suor Maria Patrizia
Silvano Torrieri Joey
Vincenzo Leone De Niro
Tiziano Caputo TJ

Unico, travolgente… DIVINO! Dopo il grande successo già riscontrato al Brancaccio di Roma nella scorsa stagione, dopo aver conquistato ben 2 premi agli Italian Musical Awards 2016: come Miglior Regia (Saverio Marconi) e per la Miglior Attrice non protagonista (Francesca Taverni nel ruolo della Madre Superiora) e il Premio Persefone 2016 alla protagonista spagnola Belia Martin.- torna al Brancaccio il Musical tratto dall’omonimo film del ’92 che consacrò Whoopi Goldberg nell’indimenticabile ruolo di Deloris, “una svitata in abito da suora”.
Venticinque gli splendidi brani musicali scritti dal premio Oscar Alan Menken, (mitico compositore statunitense autore delle più celebri colonne sonore Disney come “La Bella e la Bestia”, “La Sirenetta”, “Aladdin” e altri show tra cui “La Piccola Bottega degli Orrori” e “Newsies”), che spaziano dalle atmosfere soul, funky e disco anni ’70, alle ballate pop in puro stile Broadway, in cui si innestano cori Gospel e armonie polifoniche.
Il testo e le liriche tradotti da Franco Travaglio coinvolgono il pubblico in una storia dinamica, incalzante e divertente tra gangster e novizie, inseguimenti, colpi di scena, rosari, paillettes con un finale davvero elettrizzante.

TEATRO BRANCACCIO - Via Merulana 244, 00185 Roma
Dal 1° al 12 Febbraio 2017
Dal martedì al venerdì ore 21, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17
Prezzi da 25 a 56 euro

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 80687231
Sito web: www.teatrobrancaccio.it


La Compagnia Tacchi Misti presenta
Carla Ferraro, Valentina Martino Ghiglia, Laura Mazzi, Silvia Siravo
MOMS!
Il primo varietà sulla maternità
di Jill Daum, Linda Carson, Alison Kelly, Barbara Pollard, Robin Nichol e Deborah Williams
traduzione Valentina Martino Ghiglia
regia Ferdinando Ceriani
testi canzoni Toni Fornari
arrangiamenti Stefano Fresi
scena e costumi Marta Crisolini Malatesta

Pluripremiato negli Stati Uniti e in Canada, Mom’s the word (questo il titolo originale), per la prima volta in Italia, è uno spettacolo scritto da 6 mamme-attrici che hanno sopportato le agonie e le estasi della maternità. Uno sguardo incredibilmente divertente e profondamente toccante, intimo, graffiante, licenzioso sull’essere genitori oggi. Tra pannolini, notti insonni, pappette, biberon, mariti alla disperata ricerca di un momento di intimità, frustrazioni, pubertà, sesso, urla, pianti, strepiti e tanto, tanto amore per quei “mostriciattoli”, quattro attrici affiatatissime danno voce, corpo e anima a un intreccio di racconti e aneddoti oltraggiosamente divertenti che vi lasceranno senza fiato! Il tutto condito da balletti, canzoni e musiche, scritte e arrangiate dalla ormai collaudatissima coppia Stefano Fresi e Toni Fornari, che fanno di questo spettacolo un vero e proprio varietà sulla maternità! Questo è Moms, tutto quello che le mamme non hanno mai osato raccontare, concentrato in un’ora e mezza di spettacolo.
E vi prego… i bambini, almeno per una sera, lasciateli alla baby sitter!

TEATRO DELLA COMETA - Via del Teatro Marcello 4, 00186 Roma
Dal 1° al 19 febbraio 2017
Orari spettacolo: dal martedì al venerdì ore 21.00. Sabato doppia replica ore 17,00 e ore 21,00. Domenica ore 17.00. Costo biglietti: platea 25 euro, prima galleria 20 euro, seconda galleria 18 euro.

Info e prenotazioni: Tel. 06-6784380
Sito web: www.teatrodellacometa.it


EDIPO
EDIPO RE - EDIPO A COLONO
di Sofocle
Con Glauco Mauri, Roberto Sturno
Regie
Andrea Baracco - Edipo Re
Glauco Mauri - Edipo a Colono
Produzione COMPAGNIA MAURI STURNO
FONDAZIONE TEATRO DELLA TOSCANA

La favola di Edipo alla ricerca della verità

Edipo Re’ e ‘Edipo a Colono’ sono due capolavori fondamentali nella storia dell’uomo per gli interrogativi che pongono alla mente e per la ricchezza di umanità e di poesia che ci donano - dichiarano i registi Andrea Baracco e Glauco Mauri. La storia di Edipo è la storia dell’UOMO, perché racchiude in sé tutta la storia del suo vivere.'
A distanza di vent’anni la Compagnia Mauri Sturno ritorna a mettere in scena i due capolavori di Sofocle, per analizzare più compiutamente il mito immortale di Edipo, affidando la regia a due diversi registi: Glauco Mauri per Edipo a Colono e Andrea Baracco per Edipo Re. Due registi, due generazioni a confronto, esempio di collaborazione e dialogo delle diverse esperienze teatrali, oltre che condizione indispensabile per il futuro del teatro.


TEATRO ELISEO - Via Nazionale 183, 00184 Roma
Da martedì 31 gennaio a domenica 12 febbraio 2017
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00 | mercoledì e domenica ore 17.00, sabato 4 febbraio ore 16:00
Prezzi da 25 € a 40 € | Riduzioni e agevolazioni a norma di legge

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06.83510216
Call center Vivaticket: 892234
Sito Web: www.teatroeliseo.com


TAPE#51, Kerouac in scena
di Martina Tiberti
regia di Raffaele Balzano
con Pietro Pace, Raffaele Balzano, Vania Lai, Giuseppe Mortelliti

E questo è il modo in cui viene scritto un romanzo:
nella solitudine, nell’ignoranza, nella paura, nella sofferenza, nella follia, in un tipo di felicità psicotica che serve da incubatore alla nascita dello stupore....
Tape#51

Ozone Park, New York, 1951. Jack Kerouac e Neal Cassady si chiudono in casa per un esperimento letterario indotto da vino e marijuana. Per ritrovare l’autenticità di una scrittura vera i due compagni di viaggio decidono di registrare per intero le loro conversazioni per farne dei racconti che riproducano la trama della realtà quotidiana. Ma il proposito si fa più complesso del previsto: l’uso delle sostanze stupefacenti e la natura goliardica dei personaggi compromettono il flusso dei pensieri che porta a scambi di battute vivaci, doppi sensi e confessioni che fino a quel momento non sembravano necessari.
Liberamente ispirato a Frisco: il nastro capitolo del libro Visioni di Cody, Tape#51 ripercorre le tematiche della poetica di Kerouac, dalla velocità beat di Sulla Strada alla solitudine buddista di Angeli di desolazione. Lo spettatore passerà una serata in compagnia dello scrittore americano, per arrendersi ai suoi giochi di parole, sognare corpo a corpo con le sue espressioni poetiche, eccitarsi con il ritmo veloce ed esagitato della narrazione.

TEATRO TRASTEVERE - Via Jacopa de' Settesoli 3 - 00153 Roma
dal 31 gennaio al 5 febbraio 2017
martedì-sabato h 21.00, domenica h 17.30

Info e prenotazioni: Tel. 06-5814004 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrotrastevere.it


CONTRAZIONI
di Mike Bartlett
regia Luca Mazzone
traduzione Monica Capuani
con Viviana Lombardo e Silvia Scuderi
spazio scenico e paesaggio sonoro Luca Mazzone
progetto e realizzazione video Pietro Vaglica
luci Fiorenza Dado e Gabriele Circo
produzione Teatro Libero Palermo | Centro di produzione teatrale

Nella società del controllo, della sicurezza, dell’asetticità delle relazioni professionali e lavorative, cosa può mettere in terribile crisi una multinazionale? Saranno forse le relazioni amichevoli o amorose tra i propri dipendenti a generare criticità da risolvere e affrontare?
Una manager e una sottoposta, una serie d’interviste, una morbosa curiosità che sconfina nell’ossessiva e ingombrante presenza voyeuristica dell’azienda nella vita privata dei propri lavoratori. Tutto questo è “Contractions/Contrazioni” un testo asciutto e crudo del giovane e affermato drammaturgo inglese Mike Bartlett (Oxford 1980) – prodotto più volte dalla Royal Court e dal National Theatre di Londra – che mette due donne una di fronte all’altra, in una sorta d’intervista dove una è carnefice, l'altra vittima. È un gioco di sottile tensione tra le due donne che, seppure nella consapevolezza che il potere trasforma le persone a prescindere dalla loro cultura, dal loro credo, dal loro genere sessuale, mette in luce aspetti inconsueti delle relative femminilità che si incrociano, si scontrano. L’una, la manager, è anonima, si muove in una grigia normalità che si mostra nella sua oscena perversione, figlia di un meccanismo che stritola e che si impadronisce delle identità di ciascuno. Una normalità cui crede fino in fondo, cui ritiene necessario soggiogare la dipendente che ha di fronte. Lo fa per il suo bene. L’altra, Emma, la dipendente è come se attraversasse le quattordici scene che scandiscono il racconto compiendo un percorso di sacrificio all’altare dell’utile all’azienda, vendendo la propria anima per la certezza di un posto di lavoro, oltrepassando ogni limite, e muovendosi sul crinale di coloro che sono o dentro o fuori.
«Contrazioni – afferma Luca Mazzone – è una scansione per lunghi fotogrammi che raccontano, per frammenti e sempre in un dispositivo dialogico tra i due personaggi, tre anni durante i quali la sottoposta, Emma, passa da una situazione iniziale d’indipendenza a una totale trasformazione, financo ad una condizione di complicità. Mostra, nella sua atrocità, l’invadenza delle grandi compagnie e della società dell’efficienza, e quanto non vi sia più spazio per l’intimità, per il piccolo mondo privato. Ma non è tutto realismo quello tagliato dalle lame affilate della scrittura di Bartlett, c’è del paradosso, del grottesco: Grottesco che si annida nell’inverosimile e assoluta freddezza dei meccanismi privi di umanità, oltreché nella sottile seduzione che nasce dalla volontà di possesso di una donna sull’altra».

SALA UNO TEATRO - P.za Porta San Giovanni 10, Roma
dal 1° al 5 febbraio 2017
Tutti i giorni alle 21 e la domenica alle 18
BIGLIETTI: intero 15 euro, ridotto 10 euro, – tess. 2 euro

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Telefono 06 86606211
Sito web: www.salaunoteatro.com


IL GATTO NEL BIDET
Noir (il)legale a tinte pastello
di Gioacchino Spinozzi e Sara Calanna
Regia di Sara Calanna
Con Tiziano Floreani, Alessandro Eramo, Armando Puccio, Sara Calanna
Tecnico audio/luci Daniele Toma

Vincitore nella sezione Miglior Spettacolo nell’ambito del Festival di Drammaturgia Italiana “Schegge d'autore 2015”, arriva al Teatro Tor Di Nona di Roma, dal 31 Gennaio al 5 Febbraio, Il gatto nel bidet: noir (il)legale a tinte pastello. Uno spettacolo esilarante, tra colpi di scena e battute ricche di humor, condite da situazioni paradossali.
In scena una coppia di intraprendenti avvocati: Domenica che divide la sua giornata affollata tra impegni professionali e doveri di mamma…ansiosa e Piergiorgio, suo pentito marito, un avvocato in cerca di affermazione.
Nell’ “astuto” tentativo di dare una svolta alla sua carriera, Piergiorgio accetta un caso che si rivelerà assai pericoloso, visto che avrà a che fare addirittura con il crimine organizzato! E a complicare tutto…un gatto nel bidet.

TEATRO TORDINONA - Via degli Acquasparta 16, Roma
Dal 31 gennaio al 5 febbraio 2017
Da martedì a sabato ore 21- Domenica ore 18
Biglietto: Intero 12 euro – Ridotto 9 euro - Tessera annuale obbligatoria 3 euro

Info e prenotazioni: tel. 067004932 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.tordinonateatro.it


CASA DI BAMBOLA
di Henrik Ibsen
adattamento e regia Roberto Valerio
Personaggi e interpreti (in ordine di apparizione)
Nora Helmer VALENTINA SPERLÌ
Torvald Helmer ROBERTO VALERIO
La signora Linde CARLOTTA VISCOVO
Il Dottor Rank MASSIMO GRIGÒ
Krogstad MICHELE NANI
La balia DEBORA PINO

scena Giorgio Gori
costumi Lucia Mariani
luci Emiliano Pona
produzione Associazione Teatrale Pistoiese Centro di Produzione Teatrale
con il sostegno di Regione Toscana, MIBACT

Quando nel 1879 Casa di bambola fu rappresentato per la prima volta, il dramma suscitò scandalo e polemica ovunque per la sua lettura come esempio di un femminismo estremo; tanto che in Germania Ibsen fu addirittura costretto a trovargli un nuovo finale, perché la protagonista si rifiutava di impersonare una madre da lei ritenuta snaturata. Ma, al di là di ogni contenuto polemico, il dramma resta opera di una grande e complessa modernità, abitata da personaggi capaci di parlare ancora ai nostri contemporanei. Partendo da una nuova e attenta rilettura di questo grande classico di fine '800, attraverso una riscrittura e rielaborazione scenica del testo, si approda così ad uno spettacolo dove il centro è "il dramma nudo", spogliato di bellurie ottocentesche e convenzioni borghesi.

Appunti Per Una Regia
Casa di bambola (1879) è un testo complesso e seducente che restituisce molteplici e potenti suggestioni. È l'intreccio dialettico di una crisi, di una transizione, di un passaggio, di un percorso evolutivo; è il ritratto espressionista (L'urlo di Munch è del 1893) di un disperato anelito alla libertà che crea però angoscia e smarrimento. I personaggi si muovono in uno spazio scenografico spoglio/essenziale, sghembo, caricaturale, oscillando tra il sogno e la veglia, tra la verità e la menzogna, tra il desiderio e la necessità. Uno spazio onirico che trasfigura la realtà in miraggio, delirio, allucinazione, incubo. Una scena stilizzata per raccontare al meglio un desolante deserto relazionale ed esistenziale popolato non da volti ma da maschere che si apprestano a inscenare un dramma della finzione.
Madre di tre figli piccoli, Nora è sposata da otto anni con l'avvocato Torvald Helmer, che la considera alla stregua di un grazioso e vivace animale domestico. E lei 'sembra' felice in questa sua gabbia familiare. Entrambi vittime della loro incapacità di comunicare realmente, entrambi intrappolati in ruoli che si sono vicendevolmente assegnati: lei consapevolmente confusa, lui ignaro e sentimentalmente analfabeta.
Alberga in Nora la consapevolezza repressa di essere stata costretta dal padre e dal marito a vivere nel sortilegio dell'infantilismo e dell'inettitudine. Ma quell'embrionale pallido incosciente rancore svanisce di fronte all'ideale di perfezione a cui ha ancorato l'immagine di Helmer; e così, la relazione tra i due è viziata dalla reificazione e dall'abuso, percepibile nel sottile confine che separa l'oltraggio dal gioco, l'acquiescenza dalla complicità, l'oppressione dalla devozione.
Nora forse non possiede gli strumenti per sottrarsi ai vincoli che la tengono in scacco e le impediscono di evolvere come individuo pienamente cosciente, autonomo, capace attraverso le armi della critica di esercitare pienamente il proprio libero pensiero e incamminarsi sulla strada che conduce all'autodeterminazione (a differenza delle altre due figure femminili create da Ibsen negli anni seguenti: Hedda Gabler e Ellida de La donna del mare).
Ma Nora è senz'altro attraversata, trafitta, tormentata dai germi della ribellione. Nora vuole naufragare. Vuole abbandonarsi nell'oceano infinito del possibile; quel brodo primordiale, quel tutto indefinito e molteplice, creatore di ogni cosa, soffio inquieto e vitale: la libertà. Suggestione vagheggiata, sognata, desiderata ma non agita. Che irrompe con forza crescente nella coscienza di Nora spingendola a intraprendere un cammino doloroso e pieno di insidie verso la maturità.
Ma Nora come la fenice risorgerà dalle sue ceneri e spiccherà il volo verso la felicità? O il solo concetto del tramonto segnerà simbolicamente il suo orizzonte esistenziale? Sarà capace di sopravvivere alla distruzione di quel mondo che nonostante tutto l'ha cullata in acque rassicuranti e arenata in paradisi artificiali? Non sappiamo cosa ne sarà di Nora. Non sappiamo se sarà davvero capace di accogliere pienamente il cambiamento avvenuto dentro di lei per rifondarsi in una nuova esistenza.
Non ci è dato saperlo. La portata tragicamente attuale di Casa di bambola si declina forse nell'ambiguità del finale. Solo immaginandoci Nora come una donna che vive, pensa, agisce nel nostro tempo presente, possiamo forse investire Casa di bambola di un significato ultimo che non tradisce il testo ma che è capace di parlare a un pubblico contemporaneo.
(Roberto Valerio)

TEATRO VASCELLO - Via Giacinto Carini, 78 - 00152 Roma
dal 26 gennaio al 5 febbraio 2017
Orari: tutti i giorni ore 21.00 domenica ore 18.00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 589 8031
Sito web: www.teatrovascello.it


IL GESTO DI PEDRO (ROMA-SAMPDORIA 1-0 DEL 14 DICEMBRE 1975)
di e con Giuseppe Manfridi

Debutto nazionale per Giuseppe Manfridi autore e interprete dell’atto sesto di DIECIPARTITE, progetto nato da un’idea di Daniele Lo Monaco, che ne cura anche l’organizzazione. “Il gesto di Pedro” sarà in scena dal 26 gennaio al 5 febbraio 2017 al Teatro dell’Angelo. La regia è di Giuseppe Manfridi, le musiche originali sono di Antonio Di Pofi, le scene di Antonella Rebecchini, la regia tecnica (multimediale) e i video di Stefano Sparapano.
“Dopo quattro anni torna DIECIPARTITE con il suo nuovo ATTO VI – afferma Giuseppe Manfridi - dedicato all’odissea umana, spirituale e sportiva del calciatore Carlo Petrini, detto Pedro, scomparso nel 2012. Petrini è stato autore di vari libri tra cui “Nel fango del Dio pallone” (pubblicato nel 2000 dalle edizioni Kaos), una violenta rapsodia autobiografica capace di suscitare un vero e proprio terremoto nel mondo del calcio.
In una partita giocata il 14 dicembre del ’75, Petrini, che vestiva allora la maglia giallorossa, si rese protagonista di un gesto tanto semplice quanto sconcertante al punto da essere rimasto inciso nella memoria di tutti coloro che erano presenti quel giorno allo stadio. Dopo essersi divorato nei primi minuti di gioco una serie di gol già fatti, Pedro, mortificato, conquistò il centro del campo, e alzando la mano destra come in segno di resa chiese scusa a tutto lo stadio. Pochi minuti dopo segnò il gol della vittoria.
Questo ricordo, all’apparenza minimo, - prosegue Manfridi - è la chiave per addentrarsi nei chiaroscuri di una storia sconvolgente che, sia pure col ristoro di momenti segnati da grande leggerezza e divertimento, va al cuore di un sistema calcio feroce e cannibale.
Senza fare sconti a nessuno, nel testo, nel pieno rispetto di quanto lo stesso Petrini ha voluto denunciare, vengono rivissuti e raccontati episodi che mettono a nudo la questione doping, col suo tragico elenco di vittime, e il giro del calcio scommesse che portò nell’80 a raffiche di arresti e di processi capaci di cambiare radicalmente la storia del calcio nel nostro Paese.
Dietro al clamore di questa articolata e plurime vicenda di malaffare collettivo si muove la peripezia tragica di un uomo perseguitato dai farmaci, dalle procure, dalle banche, dagli usurai, e soprattutto da se stesso.
Non diremo qui e adesso quale il punto estremo di questa vita spericolata oltre ogni limite. Di certo, la conversione morale e letteraria di Petrini, susseguente alla tragica morte di suo figlio diciannovenne, è un evento di tale portata esistenziale da suscitare domande di significato assoluto.
Una vera redenzione, nel senso più forte del termine.
Da anni attorno alla figura di Pedro si è formato un importante movimento di opinione che vede in quest’uomo contraddittorio, travagliato ed estremo un punto di riferimento per chiunque intenda lottare in nome dello sport e dei suoi valori”.

TEATRO DELL’ANGELO - Via Simone de Saint Bon 19, Roma
Dal 26 gennaio al 5 febbraio 2017
Biglietto euro 20

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06/37513571- 06/37514258
Sito web: www.teatrodellangelo.it


Antonio Salines  Marianella Bargilli
LUCI DELLA RIBALTA
di Charlie Chaplin
regia Giuseppe Emiliani
con Lino Spadaro, Renata Zamengo, Riccardo De Francesca, Orazio Stracuzzi, Luigi Biava
adattamento teatrale Eleonora Zacchi
musiche Roberto Fia
scene Federico Cautero
costumi Chiara Aversano

Come tutti sanno la trama narra la storia di un grande clown in declino, Calvero (Antonio Salines), e del suo incontro con una bella e sfortunata ballerina, Teresa (Marianella Bargilli). I due si incontrano, lui le salva la vita e, accogliendola in casa con pazienza e dedizione, riesce a restituirle l'uso delle gambe, ritrovando egli stesso una ragione di vita. Teresa sboccerà come un fiore in primavera e anche Calvero dopo tante vicissitudini tornerà al successo. Lei si innamorerà di lui e quel sentimento non nascerà dalla riconoscenza, sarà amore vero. Tutti ricordano le musiche del film (tra le colonne sonore più famose di sempre) e la scena finale del "concertino comico" tra Charlie Chaplin e Buster Keaton. L’operazione è un autentico evento culturale-teatrale e meta-cinematografico, si avvale di un grande cast, una regia prestigiosa e l’adattamento teatrale, fedele e creativo, di Eleonora Zacchi.
Il risultato è uno spettacolo di grande divertimento e commozione.

Note Di Regia
Ricordo perfettamente la prima volta che vidi il film Luci della ribalta di Chaplin.
Ero bambino. Erano i primi anni sessanta: gli anni in cui la RAI trasmetteva in bianco e nero, gli anni in cui, di sera, più famiglie su riunivano a casa di qualcuno che possedeva il televisore (ricordo il mitico Telefunken!) per passare una piacevole serata assieme vedendo un film o qualche teleromanzo.
Ricordo, come fosse ieri, la commozione dei presenti durante la scena finale della morte di Calvero…
La seconda volta che rividi il film fu in un vecchio cinema di periferia nel 1975, l’ultimo giorno in cui era consentito fumare al cinema.
Ricordo la sala strapiena di spettatori avvolti da una fitta nebbia...
Era percepibile una strana eccitazione: tutti i presenti si sentivano parte di una comunità che celebrava per l’ultima volta il rito di fumare in un luogo pubblico, assieme, guardando un film destinato a rimanere nella loro memoria, perché legato ad un evento fuori dell’ordinario.
Ecco: Luci della ribalta, per me, è legato a questi due episodi: al ricordo di una comunità che si riunisce per condividere una forte emozione.
Mi affascina l’idea di mettere in scena, per la prima volta in teatro, quest’opera di Chaplin. Mi emoziona l’idea di offrire l’opportunità al pubblico di rivedere a teatro una vicenda che appartiene all’immaginario collettivo.
Ho la sensazione che oggi gli spettatori abbiano il desiderio di lasciarsi accompagnare da storie capaci di emozionare e (perché no?) commuovere.
È mia intenzione offrire al pubblico la possibilità di lasciarsi coinvolgere da una vicenda ricca di motivi che non hanno età: l’amore, le delusioni, la paura di non farcela, la voglia di riscatto, il desiderio di realizzare i sogni, lo sforzo di trovare un senso positivo all’esistenza e soprattutto il grande amore per il teatro che riesce a dare colore al grigiore della realtà.
Il pubblico assisterà a uno spettacolo che, sia drammaturgicamente che visivamente, avrà un vivace montaggio cinematografico.
Sarà come vedere una vecchia pellicola in bianco e nero in cui inaspettatamente irrompe, all’improvviso, il colore perché si accendono le luci della ribalta. E tutto, quasi per magia, si trasforma: la realtà riscopre la poesia, il divertimento, la leggerezza. E chi assiste assapora il coraggio di commuoversi.
Quando sulla ribalta si spegneranno le luci sull’ultimo ballo di Teresa restituita alla vita e all’arte da un atto d’amore puro e generoso di Calvero, resterà la sensazione forte che l’immaginazione è “il più grande giocattolo della felicità”.
Solo l’immaginazione e la fantasia creatrice accendono il desiderio e restituiscono il senso della vita, alimentano il fuoco sotto la cenere. Perché, in fondo, pur nelle angosce e le difficoltà del quotidiano, quando ogni speranza sembra solo una remota possibilità, un irraggiungibile approdo, la fantasia ci offre la consapevolezza che “nulla finisce, cambia soltanto” .
Non resta che esserne consapevoli e non smettere di credere che la vita possa sorprenderci ancora. Per una nuova, lucente, ennesima ribalta.
(Giuseppe Emiliani)

TEATRO QUIRINO VITTORIO GASSMAN - Via delle Vergini, Roma
Dal 31 gennaio al 12 febbraio 2017
Orari Spettacoli: da martedì a sabato ore 21, domenica ore 17
giovedì 2 e mercoledì 8 febbraio ore 17, sabato 11 febbraio ore 17 e ore 21

Info e prenotazioni: Tel. 06.6794585 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroquirino.it


LE MUSE ORFANE
di Michel Marc Bouchard
regia Paolo Zuccari
con Antonella Attili, Stefania Micheli, Elodie Treccani, Paolo Zuccari
assistente alla regia Marco Canuto
scene Francesco Ghisu
costumi Lucia Mariani
Michel Marc Bouchard est représenté en Italie par l’Agence Althéa/édition Théatrales, Paris

Tre sorelle e un fratello, in un’età molto giovane perdono la madre, restando completamente soli. Da allora si dimenano nel tentativo disperato, ciascuno a modo suo, di bilanciare la perdita inspiegabile. La sorella più grande ha sostituito la madre, la seconda omosessuale è diventata militare, l’unico maschio scrive da vent’anni lo stesso romanzo, l’ultima è vissuta segregata in casa con la più grande e sembra la sua figlia deficiente. Un giorno, dopo tanti anni, si rivedono tutti insieme nella casa di famiglia e la più piccola accusa gli altri tre. Perché le hanno mentito? La madre, che le avevano fatto credere morta, in realtà è viva. Anzi, ha telefonato, dicendo che sta venendo lì da loro. Perché?

Dalle note di regia:
Nei filamenti invisibili che scorrono nel rapporto con la madre si scrive gran parte della nostra vita. E se lei se ne va perché ha preferito altro rispetto a noi figli, per sopravvivere di solito dobbiamo inventarci qualcosa. È questo qualcosa che spesso ci fa sembrare un po’ strani.
I quattro fratelli di “Le muse orfane” improvvisamente, all’età di 7,10, 13 e 15 anni, si ritrovano soli con un padre morto e una madre che, follemente innamorata di uno straniero, li abbandona per raggiungerlo. Quel mondo che i 4 inventano insieme nell’isolamento di una casa di provincia, nei loro rapporti più intimi e violenti, nel dolore e nello spaesamento più totali, come ne “Il giardino di cemento” di McEwan, è un mondo totale in cui scorre tutto l’amore e tutto l’odio possibili, un mondo che non ha bisogno più di niente, se non di difendersi dall’esterno, l’unica minaccia. Ma un medico direbbe: l’esterno è la vita. Un medico può dire quello che vuole ma quando hai condiviso un universo così, in quel modo lì, è difficile liberartene. Anche dopo tanti anni, anche quando pensi che ormai non succederà più. Se si ricreano le condizioni, basta un niente per ritrovarsi a recitare la mamma o il papà che non ci sono più. Anche se buona parte della tua vita è già passata. Ma basta incontrarsi di nuovo, anche dopo tanti anni, perché si risprofondi nelle dinamiche di una rappresentazione infantile, pur di “normalizzare” il loro stato di dimenticati. Anche il bene, come il male, si annida negli spazi più nascosti. Basta superare una porta.
Una storia sull’abbandono, il più violento.
(Paolo Zuccari)

TEATRO ARGOT STUDIO - Via Natale del Grande 27, Roma
dal 31 gennaio al 19 febbraio 2017
Orari spettacoli: al martedì al sabato ore 20.30 - domenica ore 17.30
Biglietti: 12 euro (intero) - 8 euro (studenti e over 65)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06.5898111
Sito web: www.teatroargotstudio.com


MOLIÈRE: LA RECITA DI VERSAILLES
di Paolo Rossi e Giampiero Solari
su canovaccio di Stefano Massini
regia Giampiero Solari
con Paolo Rossi, Lucia Vasini, Fulvio Falzarano, Mario Sala, Emanuele Dell’Aquila, Alex Orciari, Stefano Bembi, Bika Blasko, Riccardo Zini, Karoline Comarella, Paolo Grossi
canzoni originali: Gianmaria Testa
musiche eseguite dal vivo: I Virtuosi del Carso
scene e costumi: Elisabetta Gabbioneta
luci: Gigi Saccomandi
produzione: Teatro Stabile di Bolzano

La nuova commedia “Molière: la recita di Versailles” fa interagire la creatività di Stefano Massini, uno degli autori italiani più apprezzati e rappresentati anche all’estero, la verve del capocomico per eccellenza Paolo Rossi e l’esperienza scenica e visiva di un regista del calibro di Giampiero Solari nella riscrittura dell’Improvvisazione di Versailles, testo creato da Molière nel 1663. In Molière: la recita di Versailles vedremo alternarsi in scena Paolo Rossi nelle vesti di Molière e Paolo Rossi capocomico che interpreta sé stesso intento a capitanare la sua compagnia. Il gioco di rimandi e parallelismi è continuo e profondo. Il rapporto tra l’uomo Molière e le sue opere era strettissimo, proprio come accade in questa nuova commedia che vuol essere un anarchico viaggio nel tempo intessuto da folgoranti estratti da almeno tre dei capolavori di Molière come “Il Misantropo”, “Il Tartufo” ed “Il Malato immaginario”, per l’occasione tradotti e adattati dal drammaturgo Stefano Massini. In scena però, questi grandi capolavori di Molière non verranno attualizzati, ma vissuti dalla compagnia di oggi in un continuo gioco di specchi temporali con quella di fine Seicento. Uno spettacolo creato e ricreato ogni sera dall’estro di Paolo Rossi e di un’agguerrita compagine di attori. «Molière mi attira perché subisco il fascino di quell’epoca; da capocomico, mi sento vicino a lui, ai suoi problemi, sia nella vita sia nella gestione della quotidianità del teatro» sostiene Rossi «mi attira perché è trasgressivo e innovatore, ma con ampio sguardo verso la tradizione». La continua ricerca di una nuova cifra stilistica che rendeva ogni spettacolo di Molière un manifesto per una recitazione più naturalistica e al passo con i tempi, ci porta direttamente ai nostri giorni, come recita un passo dello spettacolo «Oggi recitano tutti, i commercialisti, i dottori, i politici. Quelli che recitano peggio sono gli attori, se continuano a recitare alla vecchia maniera».
Paolo Rossi e Giampiero Solari teorizzano la coesistenza sul palco dell’attore, colui che conosce il mestiere, dei personaggi che evoca e interpreta, e della persona stessa: una compresenza scenica che permetterà un’improvvisazione rigorosa, agita da una compagnia di grande esperienza e professionalità che renderà ogni sera lo spettacolo veramente nuovo.

TEATRO VITTORIA / ATTORI & TECNICI
Piazza S. Maria Liberatrice 10, 00153 Roma (Testaccio)
dal 2 al 12 febbraio 2017 ore 21.00 (domenica ore 17.30, mercoledì 8 ore 17.00)
Biglietti: intero platea 28, intero galleria 22 (compresi 3 euro di prevendita)
Ridotti in convenzione: platea 21 e galleria 18 (compresi i 3 euro di prevendita)
Promozione gruppi: 1 biglietto cortesia ogni 10 spettatori paganti

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 5740170 - 06 5740598
Sito web: www.teatrovittoria.it


100m2
di Juan Carlos Rubio
traduzione di Pino Tierno e Valentina Martino Ghiglia
regia di Siddhartha Prestinari
con Sandra Milo, Giorgia Wurth, Emiliano Reggente
disegno luci di Pietro Petronelli
scene di Mauro Paradiso

La vita si sa può essere piena di fantasia e anche le scelte più ordinarie possono rivelare risvolti inattesi. Non c’è bisogno di essere fatalisti per attendersi grandi cose dall’acquisto di un appartamento in nuda proprietà. Ed è così che, quello che sulla carta sembra un triste contratto tra una persona sola e bisognosa e un’altra opportunista e profittatrice, diventa invece il pretesto per un incontro di anime.
Cento metri quadri di Juan Carlos Rubio è una commedia divertente, naturalista, che racconta quello che accade quando Carmen, ottuagenaria in gamba ed esuberante decide di vendere in nuda proprietà il suo appartamento a Sara, una giovane morigerata, fin troppo responsabile e strutturata.
Carmen sembra felice, sebbene cardiopatica è un’inguaribile ottimista, che ama i suoi abiti appariscenti e i suoi discorsi chiari. Sara è molto sicura di sé, e nonostante sia nel pieno della vita, ha sempre un occhio all’orologio, ha paura di divertirsi e non osa rischiare.
Ne nasce un confronto tra due donne che affrontano la vita da punti di vista assai distanti dando il via a una divertente e inimmaginabile relazione, a gag esilaranti e a teneri siparietti in un alternanza di insospettabili cambi di direzione della trama e degli eventi.

TEATRO MARCONI - Viale Guglielmo Marconi 698e – Roma
dal 2 al 12 febbraio 2017

Info e prenotazioni: Tel. 06 59.43.544 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatromarconi.it


BEDDA MAKI
Come resushitare il ristorante e vivere felici
di Chiara Boscaro e Marco Di Stefano
Regia di Roberto Marafante
Commedia vincitrice della IV Edizione del Concorso “Una commedia in cerca di autori®”
con Roberta Azzarone (Ginevra) , Caterina Gramaglia (Maria), Franco Mirabella (Tony), Lorenzo Parrotto (Calogero), Arturo Scognamiglio (Yannis)

Bedda Maki, il testo vincitore della quarta edizione del concorso “Una commedia in cerca di autori®”, indetto dal centro di produzione La Bilancia, arriva al Teatro De’ Servi dal 31 gennaio al 19 febbraio 2017. Scritto dai giovani milanesi Chiara Boscaro e Marco Di Stefano, interpretato da Roberta Azzarone, Caterina Gramaglia, Franco Mirabella, Lorenzo Parrotto, e Arturo Scognamiglio, per la regia di Roberto Marafante, racconta con una scrittura comica e fluida, la storia di vecchi ristoratori in crisi che cercano di adeguarsi a gusti e richieste dei nostri giorni.
La Tonnara di Toni è infatti un ristorante siculo che per decine di anni ha deliziato il palato dei milanesi, ma ora è tempo di street food, di fusion, e Toni deve trovare centomila euro per pagare i debiti, o sarà costretto a chiudere per sempre i battenti. Il figlio Calogero e la cameriera Maria cercano di aiutarlo. Uniranno la cucina siciliana a quella giapponese per trasformare la Tonnara nel nuovo punto di riferimento della movida meneghina. Il piatto forte? Il Bedda Maki: melanzana fritta, riso, ripieno di tartare di tonno, cuore di pistacchio allo zafferano. Ora bisogna solo convincere il web critico gastronomico Yannis Beretta della bontà dell’idea, tra travestimenti, dichiarazioni d’amore inaspettate, equivoci, scontri generazionali, hipster, twitter, finte disquisizioni estetiche e vere risate. Ce la faranno?
Lo spettacolo sarà preceduto da un buffet giapponese offerto da Daruma.

TEATRO DE’ SERVI - Via del Mortaro 22, Roma
Dal 31 gennaio al 19 febbraio 2017
Biglietti: platea 22€ - galleria 18€

Info e prenotazioni: telefono 06-6795130
Sito web: www.teatroservi.it


8P Management presenta
Corrado Tedeschi, Nino Formicola, Alessandra Schiavoni, Roberta Garzia e Barbara Abbondanza in
IL CONTO E’ SERVITO
Di Sara Vannelli
Regia di Paola Tiziana Cruciani
e con Martina Carletti, Simone Villani e Andrea Zanacchi

Un grande Corrado Tedeschi nel ruolo di Rampanti, premio Nobel per la pace, affiancato da l’esilarante Nino Formicola nel ruolo di Fred il politico in ascesa, arricchiscono la scena, Alessandra Schiavoni moglie di Fred, Roberta Garzia moglie del Nobel, Barbara Abbondanza nel ruolo della colf della famiglia del politico, Martina Carletti e Simone Villani figli del politico, Andrea Zanacchi amico del figlio.
Metti una sera a cena: un politico ambizioso, un premio Nobel per la pace, una psicologa confusa, una bigotta rifatta, una colf straniera e obesa, una social dipendente con un fratello sessuomane… il menù non può che essere esilarante!
Fred, politico in ascesa, è finalmente riuscito ad organizzare, nella sua villa di famiglia,
un’importante cena con Rampanti, notissimo ed impegnatissimo Nobel per la pace. L’incontro è carico di attese poiché tutti si aspettano un considerevole tornaconto.
Durante la serata, però, tra colpi di scena e situazioni surreali, nel contesto di una società esasperata da tecno-linguaggi privi di senso, le aspettative di tutti prendono pieghe impreviste.
Cosa si cela dietro l’apparenza di una perfetta famiglia borghese?
Quali sono i reali propositi del politico e del Nobel?
Uno spettacolo comico dal ritmo crescente che mette alla gogna le dinamiche di potere e ipocrisia che contraddistinguono la nostra società, caratterizzata, inoltre, da un eccesso di mezzi di comunicazione che generano solo incomunicabilità.
Nell’atmosfera noir della notte di Halloween, a colpi di dolcetti e scherzetti, il reale e l’assurdo andranno a scontrarsi e sovrapporsi, culminando in una guerra di paradossi dove non si comprende più il confine tra realtà e finzione.
Il conto è servito” mette in scena uno spaccato della società contemporanea, affidando il gioco dei paradossi a un duo d’eccezione: Corrado Tedeschi e Nino Formicola, amici di vecchissima data per la prima volta insieme sul palco.
Il conto è servito” vanta un cast tecnico di eccezione: accanto all’autrice Sara Vannelli ed alla ben nota regista Paola Tiziana Cruciani, le scene sono di Alessandro Chiti ed i costumi di Adele Bargilli.

TEATRO GOLDEN - Via Taranto, 36 00182 ROMA
dal 28 gennaio al 12 febbraio 2017
Spettacoli: martedì, giovedì, venerdì ore 21, sabato ore 17 e ore 21,00 domenica ore 17,00
(lunedì e mercoledì riposo)
Biglietti: Intero € 26,00 Ridotto € 22,00

Info e prenotazioni: Tel. 06.70.49.38.26 – mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrogolden.it


PAOLO BELLI in
PUR DI FARE MUSICA
Regia di Alberto Di Risio

Paolo Belli torna in teatro, con l’intenzione di “giocare” con la musica, accompagnato, per l’occasione, da una band in formazione inedita, appositamente studiata per questo tour. Insieme a sette musicisti, Paolo reinterpreta il suo repertorio con nuovi arrangiamenti, intervallando le performance musicali a momenti comici con i membri della band stessa.
Questa formula d’intrattenimento, che alterna i brani musicali a momenti d’ilarità, è un format che Paolo Belli ha già interpretato con grande successo nel suo precedente spettacolo teatrale “Dillo con un bacio” ed è il punto di forza dei suoi spettacoli dal vivo ormai da diversi anni.
In un’ipotetica sala prove, Paolo Belli, con i suoi musicisti, sta preparando il nuovo tour. Ma qualcuno è in ritardo e il titolare della sala lo invita a valutare, in alternativa, dei musicisti suoi amici. Ma ai provini si presentano solo personaggi molto “originali”: un musicista sordomuto detto “il Gelido”, un gruppo di 4 gemelli che per dissapori familiari non suonano mai assieme, un musicista spagnolo che non sa lo spagnolo e il “padrone di casa” che gestisce la sala prove e nel tempo libero insegna percussioni. Tutti elementi che lo portano, suo malgrado, a doversi adeguare al loro linguaggio ed alle loro stranezze.
La rivisitazione dei pezzi classici del repertorio di Paolo Belli e dei suoi maestri è obbligatoria e il risultato è una grande reinvenzione delle canzoni, mescolate sul palco ad una forte vena umoristica.

TEATRO GRECO - Via Ruggero Leoncavallo 10 – 00199 Roma
dal 1° al 5 febbraio 2017

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 8607513
Sito web: www.teatrogreco.it


The Rome Savoyards and Plays in Rome presenta
THE WINTER’S TALE
Di William Shakespeare
diretto da Sandra Provost
Spettacolo in lingua inglese
Con (in ordine di apparizione) Grant Thompson, Gregory Garbinsky, Rishad Noorani, Fabiana De Rose, Sébastien Follain, Michael Fitzpatrick, Shelagh Stuchbery, Lydia O’Kane, Ulan Iskakov, Asya Bell, Rick Breco, Harry McCrory, Edoardo Camponeschi, Nadia Caretto, Gabriella Spadaro

Nell’ambito della rassegna del teatro in lingua originale Inglese al Teatro San Genesio, va in scena dal 31 Gennaio al 5 Febbraio 2017, l'inedita rivisitazione in chiave moderna, de Il Racconto d’Inverno (The Winter’s Tale), di William Shakespeare, presentata dalla compagnia filantropica e di lingua inglese Plays in Rome/The Rome Savoyards.
La storia narra di Leonte, Re di Sicilia (nella versione originale) che ospita nella propria ricca dimora l’amico Polissene, ma sospetta ci sia una relazione tra costui e sua moglie Ermione. Per via della sua gelosia e convinzione, progetta dunque di far eliminare l’amico Polissene. Camillo, uomo di fiducia di Leonte, trovando ingiuste le accuse, riesce a far scappare Polissene, fuggendo assieme a lui. Inferocito dall’accaduto, Leonte accusa pubblicamente Ermione di tradimento, la fa imprigionare e fa esiliare la figlia, appena nata che lui ritiene concepita in adulterio, condannandola a morte certa. A questi già tragici eventi segue il dramma della morte improvvisa di Mamilio, giovane figlio di Leonte ed Ermione. Di conseguenza anche Ermione si accascia per il dolore e a nulla varrà il pentimento del consorte. La storia si sposta nel Tempo e nello spazio e ci si trova, a una distanza di 16 anni. Perdita, la figlia di Leonte, che è stata salvata grazie all’intervento della fida Paulina e allevata senza che nessuno sappia delle sue origini, è perdutamente innamorata di Florizel, che è proprio il figlio di Polissene, in incognito. Polissene, camuffato, segue il figlio di nascosto e infuriato con lui per avergli tenuto nascosta la relazione con la ragazza, minaccia di morte la famiglia adottiva di lei. I due giovani fuggono di nascosto, consigliati dal fido Camillo e trovano riparo proprio in Sicilia. Qui si svela l'identità di Perdita e si avrà la riappacificazione tra Leonte e Polissene; ma le scoperte e le liete sorprese non finiscono qui….
Tragicommedia o commedia romantica scritta nel 1611 circa, è stata tuttavia considerata a lungo, in passato, semplicemente una commedia o una tragedia a lieto fine.
Numerose sono le rappresentazioni e trasposizioni di successo dell’opera, tra le quali la messa in scena per la regia di Peter Brook nel 1951 e di Sam Mendes nel 2009 e quella nel 2015 della Kenneth Branagh Theatre Company con tra gli altri Judi Dench e Kenneth Branagh.
La compagnia di lingua Inglese The Rome Savoyards, propone in questa prossima rappresentazione, una contestualizzazione diversa dell’opera, collocandola nella prima parte in una Miami degli anni ’50 e 16 anni dopo, in una tipica comune Hippie. Questa innovativa rappresentazione vuole esprimere come le tematiche affrontate siano universali, senza tempo ed applicabili anche a situazioni apparentemente avulse dal contesto originale ma che al contrario, sono di sorprendente ed efficace applicazione.
Dal punto di vista drammaturgico, The Winter’s Tale è nettamente divisa in due parti: i primi tre atti hanno tutti i connotati della tragedia, mentre negli ultimi due la trama si svolge fino al lieto fine. Il sospetto del tradimento, la richiesta dell'avvelenamento, l'inimicizia che esplode tra vecchi amici, la morte di una donna e dei suoi due figli, preparano lo spettatore ad un epilogo tragico. Dal quarto atto in poi, invece, entrano in scena numerosi elementi che modificano la trama: scene bucoliche e pastorali vengono allegramente arricchite da canzoni e danze e personaggi tipici della commedia. La condizione temporale è quindi non solo una necessità narrativa, ma un vero e proprio colpo di teatro: il suo intervento, infatti, fa cambiare il registro portandolo da quello propriamente tragico a quello comico. Allo stesso modo, è sempre lo scorrere del tempo che consente la riconciliazione. Dal punto di vista dei personaggi, si riprendono schemi della commedia classica degli opposti, per i quali i giovani sono contrapposti agli anziani. Come in altre commedie Shakespeariane, il lieto fine coincide con la riconciliazione o la formazione di nuove coppie. Veicolo di svelamento sono i personaggi popolari che si fanno portatori della saggezza e di chiarimenti tra i potenti. Molto presente è poi il tema della natura, che si presenta in scena non solo nelle vesti del Tempo, ma anche nelle bucoliche scene campestri, contrapposte a quelle di città.

TEATRO SAN GENESIO - via Podgora 1, Roma
Dal 31 gennaio al 5 febbraio 2017
Repliche: da martedì a venerdì ore 20,30; sabato e domenica ore 17,30
Biglietti: intero 15€, ridotto 13€ (gruppi e over 65, membri dell’associazione Plays in Rome ), ridotto 10€ (studenti e bambini)

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ; Tel: 347-8248661 tel. 06-3223432
Sito web: www.teatrosangenesio.it


SALVATORE - favola triste per voce sola
di e con Silvio Laviano, regia Tommaso Tuzzoli
trainer Sabrina Jorio
suono Federico Dal Pozzo
foto / progetto grafico Officina Fotografica
video Teresa Terranova
produzione in collaborazione con Festival Benevento Città Spettacolo 2012, Teatri in Città – Festival di Teatro Contemporaneo

Salvatore è la storia di un viaggio, una favola fatta di profumi, di colori e di respiri. Una contaminazione di lingue, linguaggi e ritmo. Una discesa leggera verso il cratere centrale dell’Etna, altro protagonista del testo. Il punto di partenza è un grembo materno, il punto d’arrivo un non luogo, dove convivono la follia, il ricordo e la febbre. L’uso del dialetto siciliano Catanese è l’unico mezzo espressivo dell’emozione; invece il racconto, in prima persona, in lingua italiana, detta i tempi dell’azione e crea il mondo del ricordo e del particolare. I due linguaggi si fonderanno con un procedere “in avanti”, con una punteggiatura fatta di respiri, di interpunzioni, fino alla piena coscienza, nel quadro finale, della propria rivoluzione umana.
(Silvio Laviano)

Note di regia
Ri-Comporre la memoria, per guardarla, per viverla, per raccontarla. L’attore si fa prima direttore d’orchestra delle ombre del proprio passato e poi strumento per farle suonare, per farle respirare. Il solo attore in scena si riempie di un magma di emozioni, di corpi e di voci diverse che esplodono attraverso quell’unico corpo, pronto nei gesti, nel sudore, nella voce e nel cuore ad essere abitato. Le ombre/personaggi accompagnano la vita di Salvatore–favola triste per voce sola, dal giorno della sua nascita fino al giorno del suo trentesimo compleanno, in un vortice senza sosta. Salvatore è un racconto diviso in cinque quadri che rivive le atmosfere di una Catania, specchio di un mondo legato alle tradizioni religiose, ai sacri riti profani, al senso della famiglia, degli amici e degli amori, ma anche specchio di un mondo facilmente modificabile da una nuova “civiltà” dei consumi nata ricca di nuovi idoli e priva di ogni passato. Una nuova civiltà che “distruggendo le varie realtà particolari e togliendo realtà ai vari modi di essere uomini”, azzera ciò che “l’Italia ha prodotto in modo storicamente differenziato”. I contorni di questo mondo così come i personaggi, immersi in un mondo quasi da favola, sono tracciati inizialmente con toni leggeri per poi divenire grotteschi e scendere così verso le zone oscure di una realtà che, schiacciando possibilità e desideri, conduce a nevrosi che rasentano la follia, rischiando di deviarci dai nostri sogni e trasformando questi in incubi. Riaprire le porte del passato per seppellire le paure, per sorridere delle lacrime versate, per tramutare le assenze in presenze e raccontare il tutto con quella gioia infantile di chi guarda davvero al tempo andato, senza mai smettere di correre verso il futuro, consapevole di se stesso e della propria origine.
(Tommaso Tuzzoli)

TEATRO BRANCACCINO - Via Mecenate 2, Roma
2 – 5 febbraio 2017
dal giovedì al sabato ore 20; domenica ore 18
Biglietto: intero 15,50 €; ridotto 11,50 €
Card open 5 ingressi 55 €

Info e prenotazioni: tel. 06 80687231 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrobrancaccio.it


COSÌ È SE VI PARE
di Luigi Pirandello
regia di Claudio Boccaccini
con Laura Lattuada, Felice Della Corte, Pietro De Silva, Riccardo Bàrbera e Paolo Perinelli

Ad oltre 20 anni di distanza dalla fortunata edizione andata in scena al teatro Quirino di Roma, Claudio Boccaccini ripresenta la sua versione del "Così è se vi pare" di Luigi Pirandello.
Dopo il successo al Teatro Ghione, che ha registrato continui sold out e apprezzamenti dal pubblico e dalla stampa, lo spettacolo torna in scena al Teatro Nino Manfredi di Ostia.
Sul palco dal 31 gennaio al 12 febbraio, un cast eccezionale: Laura Lattuada, Felice Della Corte, Pietro De Silva, Riccardo Bàrbera e Paolo Perinelli.
Il testo, che riassume in sé alcuni aspetti cari alla drammaturgia pirandelliana, fu scritto dall'autore nel 1915, e narra le vicende di un gruppo di contabili in un paese del centro sud alle prese con un evento che scatenerà la loro curiosità morbosa.
Lavoro sull'essere e sull'apparire e sull'impossibilità per gli uomini di scoprire la "verità".
Nella messa in scena di Boccaccini ne vengono esaltati gli aspetti da thriller con un particolare accento sulla comicità insita al testo stesso.

TEATRO NINO MANFREDI - Via dei Pallottini 10 – Ostia Lido
Dal 31 gennaio al 12 febbraio 2017
31, 1, 2, 3, 4, 7, 9, 10 febbraio ore 21.00
5, 8, 12 febbraio ore 17.30
11 febbraio ore 17.30 e 21.00
Biglietti: Platea: Intero 24.00, Ridotto 21.00 - Galleria: Intero 21.00; Ridotto 18.00

Info e prenotazioni: Tel. 06 56 32 48 49 - mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroninomanfredi.it

 

Data unica

L'ALTRO | ACUSTIMANTICO LIVE
con Raffaella Misiti voce, Marcello Duranti fiati, Stefano Scatozza chitarre e musiche, Stefano Napoli contrabbasso, Salvatore De Seta batteria, Danilo Selvaggi testi
in collaborazione con Ass. Cult. Controchiave e LSD

Acustimantico torna al Vascello con un nuovo progetto ispirato al superamento della polverizzazione delle relazioni individuali. Un repertorio di canzoni nuove in cui sia la musica che i testi cercano di ricostruire una dimensione dell'umano che abbiamo dimenticato per attraversare e superare il tempo di passaggio.

TEATRO VASCELLO - Via Giacinto Carini 78, 00152 Roma
30 gennaio 2017 ore 21.00
Biglietti: Intero 15€, Ridotto over 65 e studenti 12€, Servizio di prenotazione 1€ a biglietto

Info e prenotazioni: telefono 06.5881021 - 06/5898031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrovascello.it


Concerto Barocco
ORCHESTRA NUOVAKLASSICA
musiche di A. Vivaldi, G. Paisiello, J.S. Bach, G.F. Händel
pianoforte Marco Scolastra
soprano Hyo Soon Lee
direttore Carlo Stoppoloni

Programma interamente dedicato al repertorio barocco con musiche indimenticabili nella loro antica perfezione quello proposto domenica 5 febbraio al Teatro Eliseo dall’Orchestra NuovaKlassica. Brani di autori come Bach, Händel, Vivaldi e Paisiello rivivranno nell’esecuzione dei diciotto solisti diretti dal Maestro Carlo Stoppoloni con la partecipazione di Marco Scolastra al pianoforte e del soprano Hyo Soon Lee.
Col termine “musica barocca” si indica quella produzione tra il 1600 e il 1750, anche se l’utilizzo del sostantivo “barocco” in campo musicale è piuttosto recente, ed è fatto risalire ad una pubblicazione del musicologo Curt Sachs del 1919.
Principale obiettivo di quell’epoca fu lo stupire e il meravigliare attraverso l’esperienza artistica. Il Barocco può essere considerato uno stile piuttosto che un’epoca; cambi repentini di tempo, passaggi di grande virtuosismo strumentale o vocale e l’uso del contrappunto e della fuga, sono gli elementi che più caratterizzano la produzione musicale di questo periodo, insieme ad uno sviluppato senso dell'improvvisazione.
Con questo concerto NuovaKlassica prosegue il suo itinerario di promozione della musica e della comprensione del suo linguaggio, per gustarne ogni aspetto e il meraviglioso mondo che in essa si racchiude.

TEATRO ELISEO - Via Nazionale 183, 00184 Roma
Domenica 5 febbraio 2017 ore 11.30
Biglietteria tel. 06.83510216 |Giorni e orari: da martedì a domenica 10.00 - 19.00
Biglietteria on-line www.teatroeliseo.com e www.vivaticket.it
Call center Vivaticket: 892234
Biglietti: platea 16 euro/ragazzi 13 euro - galleria 11 euro

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06.83510216
Sito web: www.teatroeliseo.com


VIAGGIO NELL’OPERETTA
di Gianni Gori e Alessandro Gilleri
regia di Sandro Corelli
con Katia Ricciarelli straordinaria protagonista

Dopo il successo del primo appuntamento, torna al Teatro Marconi il Viaggio nell'Operetta con la grande Katia Ricciarelli. Lunedì 30 gennaio alle ore 21.00, il sipario del teatro diretto da Felice Della Corte si apre nuovamente su questo straordinario evento di Gianni Gori e Alessandro Gilleri, con la regia di Sandro Corelli.

Un affascinante percorso scenico nel tempo, dalla fine dell’Ottocento agli anni trenta del Novecento, cinquant’anni lungo le fortune della cosiddetta “piccola lirica” (in realtà autentico scrigno di perle e di delizie musicali) di cui è straordinaria “chaperon” un’illustre protagonista della grande lirica: Katia Ricciarelli. Con lei, sul palco, Andrea Binetti, Marzia Postogna, Nicola Malagnini, Antonella Profera ed Enrica Musto e la nuova compagnia Sandro Massimini.

Il Viaggio nell’Operetta, in scena da gennaio ad aprile 2017, prevede quattro percorsi: l’OPERETTA E VIENNA, L’OPERETTA E BUDAPEST, L’OPERETTA E PARIGI-LONDRA e infine L’OPERETTA E ROMA. Quattro spettacoli per raccontare quattro luoghi storici dell’Operetta, dedicando la prima serata a Vienna, la seconda a Budapest e all’operetta danubiana, la terza a Parigi e Londra, la quarta a Roma e all’Italia, che andranno in scena al Boni di Acquapendente, al Delle Muse, Tor Bella Monaca e Marconi di Roma e al Bobbio di Trieste, per far conoscere l’Operetta con una protagonista d’eccezione come Katia Ricciarelli.
Dalla Vienna di Strauss e Lehár alla Budapest dell’operetta danubiana, dalla Parigi di Offenbach alla Londra di Gilbert&Sullivan, a Roma, al piccolo mondo dell’operetta italiana che guarda anche alla Commedia Musicale, VIAGGIO NELL’OPERETTA impagina una ricchissima sintesi delle situazioni teatrali, dei momenti musicali più significativi vissuti da questo repertorio teatrale tuttora amato dal pubblico. Strauss, Lehar, Kalman, Abraham, Gilbert&Sullivan, Jones, Youmans, Lombardo, Pietri, Leoncavallo Ranzato, Modugno, Kramer, Trovajoli e Garinei & Giovannini, il “Viaggio” firmato da Gianni Gori e Alessandro Gilleri ci porta per mano in un mondo che va da Vienna a Budapest, da Parigi e Londra a Roma. Dal “Viaggio” partirà poi la Nuova Compagnia Sandro Massimini – Trieste, per mantenere vivo il ricordo dell’ultimo grande interprete dell’operetta scomparso da ormai vent’anni, formando così una nuova generazione di interpreti e di pubblico.

TEATRO MARCONI - viale Guglielmo Marconi 698, Roma
30 gennaio ore 21,00
Biglietto Unico: Intero 24.00 – Ridotto 20.00

Info e prenotazioni: telefono 06/59.43.554, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatromarconi.it

 

CHE NON ABBIANO FINE MAI….
LA MEMORIA EBRAICA FRA MUSICA E RACCONTI
spettacolo di e con Eyal Lerner
con la partecipazione degli studenti di scuole romane

E’ possibile oggi rendere i giovani testimoni di un passato oscuro, dando vita a sentimenti di un'umanità dinamica e coraggiosa? Si può e si deve secondo il regista, fantasista e musicista israeliano Eyal Lerner che con il suo “Progetto Memoria” lancia questa sfida, ricercando nell’arte e nella didattica quella speciale relazione fra lo spettatore e il palcoscenico, in particolare coinvolgendo studenti e docenti in un percorso in continua evoluzione.

Il suo spettacolo “Che non abbiano fine mai ... la Memoria ebraica fra musica e racconti”, ospitato presso il Teatro di Villa Torlonia martedì 31 gennaio ore 19.30, è uno straordinario racconto fra immagini, musica e partiture gestuali, in una narrazione reale e poetica allo stesso tempo che collega la memoria ebraica ai suoni e alle narrazioni.

Lo spettacolo pone domande sulla Seconda Guerra Mondiale, apre uno squarcio intimo sulla tragedia della Shoah, torna alla storia e alla cultura ebraica come “luoghi” dai quali osservare l’umanità. Attraverso la storia e l’arte è possibile scoprire i sentimenti più autentici, quelli di solidarietà e compassione, e creare relazioni profonde, capaci di rafforzare la propria individualità Uno spettacolo-concerto, dunque, che si colora di malinconia e di gioia e speranza.

Lo spettacolo è anche un lavoro scenico che evidenzia le eclettiche esperienze didattiche e artistiche di Eyal Lerner, musicista nato e formatosi in Israele, residente in Italia dal 1995.

L’iniziativa è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita Culturale - Dipartimento Attività Culturali e Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con il coordinamento organizzativo di Zètema Progetto Cultura. Organizzato e sostenuto dal Centro di Cultura Ebraica I Comunità Ebraica di Roma.

TEATRO DI VILLA TORLONIA - Via Lazzaro Spallanzani 1, Roma
Martedì 31 gennaio ore 19,30
Ingresso Libero con prenotazione obbligatoria 060608

Info e prenotazioni: telefono 06/4404768 – 060608, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrodivillatorlonia.it


Ancora in scena

STRATEGIE FATALI
scritto e diretto da Lino Musella e Paolo Mazzarelli
con Marco Foschi, Annibale Pavone, Paolo Mazzarelli, Lino Musella, Laura Graziosi, Astrid Casali, Giulia Salvarani
costumi Stefania Cempini
sound design e musiche originali Luca Canciello
direttore tecnico dell’allestimento Roberto Bivona
assistente alla regia Dario Iubatti

Dal 25 gennaio al 5 febbraio al Teatro India protagonista è il contemporaneo e tutto ciò che gli appartiene: alcuni dei grandi argomenti del nostro presente, come il terrore, il porno, i nuovi media, e alcuni temi eterni dell’essere umano, come il maligno, l’illusione, il fantasma, e lo stesso teatro, si intrecciano tra loro in STRATEGIE FATALI, ultimo lavoro della Compagnia Musella-Mazzarelli.
Il teatro diventa così il contenitore di argomenti quotidiani inseriti in tre storie che si incastrano fra loro con sette attori e sedici personaggi, riuniti in un’unica multiforme indagine: un ragazzo di quindici anni che scompare in un teatro in disuso; un pomeriggio di prove per mettere in scena, tra rivalità e gelosie, l’Otello di Shakespeare; un tentativo di demolizione a fini speculativi di un piccolo teatrino abbandonato. Tre trame che diventano un’interessante occasione per riflettere sull’arte del teatro, il ruolo del regista, la figura dell’attore, senza cadere nel rischio del già detto. L’essere umano viene indagato in relazione al nostro oggi con un linguaggio agile, sincero e privo di retorica. Prendendo spunto dall’omonimo libro del filosofo Jean Baudrillard e dal teatro di Shakespeare, Lino Musella e Paolo Mazzarelli danno vita ad un intreccio a metà tra la commedia e la tragedia, in cui il teatro, ultimo possibile luogo di indagine metafisica, si incontra con la vita e insieme prendono aria, fuoco, luce. Uno spettacolo in cui gli oggetti muovono la realtà e quindi il racconto, incentrandosi sui concetti di “scena” e “illusione”, poiché come diceva lo stesso Baudrillard “Perché una scena abbia senso ci vuole l’illusione”. Dunque, il teatro non è metafora ma si fa ambiente e argomento, divenendo allo stesso tempo contenitore e contenuto. Tre storie per un’unica e pluritematica indagine che tocca il ruolo del teatro e la riflessione sull’individuo alle prese con una contemporaneità fatta di mercificazione e di crisi dei valori e degli ideali, per spaziare su più fronti: dal terrorismo alla violenza alla pornografia. Tematiche quotidiane inserite in queste tre storie che si incontrano l’una nell’altra, mettendo in scena il collasso del moderno e parlando del maligno attraverso immagini reali e letterarie a sovrapporsi in equilibrio costante tra comico e tragico.
La Compagnia MusellaMazzarelli, con questo nuovo spettacolo, arricchisce il suo gioco teatrale aprendo le porte – usando Shakespeare e Baudrillard come chiavi – ad una scrittura che chiama in causa un numero crescente di compagni di scena, ma tiene fede a quella sua caratteristica cifra stilistica che si muove proprio sul confine sottile fra comico e tragico, un confine in cui la vita e il teatro si toccano fra loro. La Compagnia nasce nel 2009 dall’incontro tra Lino Musella (premio Le Maschere del Teatro miglior attore emergente 2014 e premio Hystrio ANCT 2015) e Paolo Mazzarelli (premio speciale Scenario 2001, Premio Enriquez alla drammaturgia 2005). Tra il 2009 e il 2011 realizzano Due cani, Figlidiunbruttodio (vincitore del premio Inbox 2010) e Crack machine, lavori basati su testi originali, ideati, scritti, diretti e interpretati a due. Nel 2012 Marche Teatro ha prodotto La società, spettacolo vincitore del Premio della Critica 2014.

TEATRO INDIA - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) - Roma
Dal 25 gennaio al 5 febbraio 2017

Info e prenotazioni: tel. 06 87752210, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06.684.000.311/314
Sito web: www.teatrodiroma.net


Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia
SERIAL KILLER PER SIGNORA
musical di Douglas J. Cohen
da un racconto di William Goldman
regia Gianluca Guidi
traduzione e adattamento di Gianni Fenzi e Gianluca Guidi
traduzione delle liriche Giorgio Calabrese
con Teresa Federico e Alice Mistroni
scene e costumi ANNAMARIA MORELLI
produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro

Cristopher Kit Gill e Morris Bromo sono i protagonisti di Serial Killer per signora.
Non si conoscono. Nessuno dei due sa dell’esistenza dell’altro.
Kit è un attore disoccupato, da poco orfano di una madre che ne ha marchiato a fuoco la vita. Una grande attrice, troppo impegnata per donare l’affetto e le attenzioni di cui un figlio avrebbe bisogno, della quale Kit tenta di emulare il successo in modo assai diverso.
Morris è un detective della polizia di New York, non più giovanissimo. Ha scelto di rimanere vivo e di non cercare clamori carrieristici. Nemmeno la vita privata brilla: vive ancora a casa con la madre, una signora ebrea invadente e possessiva.
Poi il primo omicidio: commesso da una psiche malata, tanto malata da telefonare al distretto di Polizia per lamentarsi della poca attenzione che la stampa gli ha dedicato.
Kit cerca Morris. Inizia un rapporto simbiotico tra i due e le loro rispettive “carriere”.

Note Di Regia
“Un killer in città, può provocare il caos, e che detective loimpacchetterà” canta Morris ad un certo punto della commedia. Questa frase stigmatizza il percorso dei due protagonisti. Kit, uccidendo, ottiene la prima pagina del New York Times, secondo la sua mente malata raggiunge il successo. Morris ne diventa l’inseguitore e potenziale carnefice, dando lustro alla sua sbiadita carriera. Nutrendosi uno dell’altro, iniziano una gara senza esclusione di colpi che, inevitabilmente, avrà un solo vincitore.
Se volessimo addentrarci brevemente in una descrizione più profonda del loro rapporto, potremmo tranquillamente asserire che, sebbene in forma assai più lieve e edulcorata, sono l’uno il compendio dell’altro, quasi a voler risvegliare un saggio shakespeariano a firma di René Girard, intitolato Il Teatro dell’Invidia in cui si descrive quella spirale che, a partire dal desiderio dell’essere di un altro (il desiderio mimetico), innesca un conflitto la cui violenza è domata solo sporadicamente mediante il sacrificio di una vittima designata.
Si intrecciano le vite dei nostri due eroi e del loro “Amore” (come dice Shakespeare ne I Due Gentiluomini di Verona): l’uno per l’altro, con altri rapporti normali e protagonisti di vite terrene: due madri, tre vittime ed una affascinante giovane donna dell’Upper Class newyorkese, che contribuirà non poco a mettere confusione nella vita del povero Detective Morris Bromo.

TEATRO SALA UMBERTO - Via della Mercede 50, Roma
Dal 24 gennaio al 5 febbraio 2017
martedì, giovedì e venerdì ore 21, mercoledì ore 17, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17
Prezzi da 32€ a 23€

Info e prenotazioni: Tel. 06 6794753 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.salaumberto.com


Sabrina Impacciatore - Valter Malosti
VENERE IN PELLICCIA
di David Ives
traduzione di Masolino D’Amico
regia Valter Malosti
scene e disegno luci, Nicolas Bovey
progetto sonoro, G.U.P. Alcaro
costumi, Massimo Cantini Parrini
aiuto regia, Elena Serra
musiche di e trasformazioni da Richard Wagner

David Ives, americano, classe 1950, è essenzialmente uno scrittore di commedie, molto rappresentato, e famoso in patria in particolare per All in the Timing, grande successo a metà degli anni novanta.
Tra le sue produzioni, numerosi sono gli adattamenti e le riscritture da autori importanti, non solo teatrali, tra cui Spinoza, Molière, Feydau, Twain.
Leggendo Venere in pelliccia di Leopold von Sacher Masoch, Ives viene colpito profondamente dalla relazione incandescente e in continuo mutamento dei due protagonisti. Sviluppa dapprima un adattamento del romanzo per quattro personaggi: i due protagonisti Von Dunayev e Kushemski, e altri due attori, ai quali è affidato il compito di interpretare i restanti ruoli.
Presentato questo primo adattamento ai suoi più stretti collaboratori, riceve molti pareri negativi e fallisce nel tentativo di produrlo.
Ma lo strascico emotivo di quel lavoro di mesi sul libro di Masoch, non lo abbandona. E il materiale riprende vita quando Ives ha l’idea di accostare ai due protagonisti del romanzo due persone particolari, un’attrice che cerca un lavoro e un regista che cerca un’attrice, andando a creare una collisione fra questi due caratteri contemporanei con i loro dirimpettai letterari ottocenteschi.
Disidrata il suo adattamento eliminando tutto ciò che non sia conflitto e intercalando questi frammenti superstiti del romanzo con lo svolgimento di una bizzarra e spesso comica audizione, in cui le relazioni conflittuali e di potere e il processo del fare teatro viene mostrato impudicamente al pubblico.

Venere in pelliccia di David Ives: una sexy dark comedy.
Una sala prove. Dopo una lunga giornata di audizioni un regista non ha ancora trovato la protagonista di Venere in pelliccia, l’opera di Sacher Masoch, di cui ha curato l’adattamento. Verso sera, quando tutti sono già andati via, gli si presenta una ragazza rozza e sboccata che, insistentemente, gli chiede di poter fare un’audizione; è chiaro da subito che questa donna non si fermerà di fronte a nulla pur di ottenere la parte. La scombinata Vanda Jordan (omonima della controversa eroina del romanzo di Masoch) si trasformerà davanti agli occhi del regista nella protagonista del romanzo, Wanda Von Dunayev.
Tra regista e attrice, vittima e carnefice, inizia un esilarante combattimento, un vertiginoso scambio di ruoli, un gioco ambiguo fatto di seduzione, potere e sesso; un duello teatrale in cui i confini tra realtà e finzione vanno lentamente sfumando, lasciando il regista e gli spettatori ostaggio di un finale enigmatico e misterioso; sospeso in una atmosfera a metà tra la brutalità tragicomica di certe tragedie antiche e David Lynch.
Ma chi è Vanda Jordan? Un'attrice? Una misteriosa vendicatrice? Rappresenta forse l’ancestrale principio femminile che è anche origine del tutto?
Questo testo è la dimostrazione che in teatro con pochissimo si può ottenere moltissimo.
Bastano un uomo, una donna e una stanza chiusa e un viaggio nelle nostre profondità più oscure e misteriose può cominciare.

TEATRO AMBRA JOVINELLI - Via Guglielmo Pepe, 43 /47 Roma 00185
26 gennaio| 5 febbraio 2017
Spettacoli ore 21.00 –domenica ore 17.00 - lunedì riposo
Biglietti (compresa prevendita): da € 33,00 a € 17,00
Convenzioni parcheggio in orario spettacolo:
• Garage Esquilino – via G. Giolitti, 27/A - dal martedì al sabato € 1,50 l’ora
• Parcheggio ES Giolitti Park – via G. Giolitti 267 - tutti i giorni € 1,00 l’ora

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 83082620 – 06 83082884
Sito web: www.ambrajovinelli.org


Silvio Orlando in
LACCI
di Domenico Starnone
tratto da ‘Lacci’ romanzo di Domenico Starnone
regia Armando Pugliese
con (in ordine alfabetico) Roberto Nobile, Sergio Romano, Maria Laura Rondanini, Vanessa Scalera e Giacomo de Cataldo

Abbiamo imparato entrambi che per vivere insieme dobbiamo dirci molto meno di quanto ci nascondiamo.

Dopo il grande successo de La scuola, riportato in scena, a un trentennio dall’esordio, due anni fa, Silvio Orlando con il nuovo spettacolo Lacci ritorna alla scrittura di Domenico Starnone e penetra da un’altra porta le crepe e le fragilità del mondo in cui viviamo: prima visto attraverso il microcosmo dell’educazione, questa volta attraverso il sistema della famiglia, dove cova ogni giorno la minaccia di crollo per un cosmo ben più grande di quello racchiuso tra le mura di casa. La storia infatti ripercorre le attese, le sconfitte, i ripensamenti interni ad un amore e alle sue conseguenze, e porta già nei nomi una promessa di rovina. Quello che dovrebbe tenere è in pezzi e la caduta porta via a fette grosse il sogno. La violenza interna, come nella tragedia antica, contiene già i semi di più estese guerre e incomprensioni. Una tragedia contemporanea, quasi, mascherata da commedia. «Se tu te ne sei scordato, egregio signore, te lo ricordo io: sono tua moglie». Si apre infatti così, con parole definitive, la lettera che Vanda scrive al marito che se n'è andato di casa, lasciandola in preda a una tempesta di rabbia impotente e a domande che non trovano risposta. Si sono sposati giovani all'inizio degli anni Sessanta, per desiderio di indipendenza, ma poi attorno a loro il mondo è cambiato, e ritrovarsi a trent'anni con una famiglia a carico è diventato un segno di arretratezza più che di autonomia. Perciò adesso lui se ne sta a Roma, innamorato della grazia lieve di una sconosciuta con cui i giorni sono sempre gioiosi, e lei a Napoli con i figli, a misurare l'estensione del silenzio e il crescere dell'estraneità. Che cosa siamo disposti a sacrificare, pur di non sentirci in trappola? E che cosa perdiamo, quando scegliamo di tornare sui nostri passi? Perché niente è più radicale dell'abbandono, ma niente è più tenace di quei lacci invisibili che legano le persone le une alle altre. E a volte basta un gesto minimo per far riaffiorare quello che abbiamo provato a mettere da parte. Domenico Starnone ci regala una storia emozionante e fortissima, il racconto magistrale di una fuga, di un ritorno, di tutti i fallimenti, quelli che ci sembrano insuperabili e quelli che ci fanno compagnia per una vita intera.

Note Di Regia
Nell’apprendere dell'allestimento di uno spettacolo teatrale tratto dal romanzo di Starnone, molti fra quelli che lo hanno letto, si sono domandati quale sarebbe stato il processo drammaturgico prima e la sua messa in scena di conseguenza.
La versione teatrale del romanzo è stata fatta, come si sa, da Starnone stesso, ben sapendo che la concentrazione e l'assimilazione della lettura di un romanzo consentono un tempo assai differente da quello della fruizione teatrale.
E molte sono state anche le riflessioni comuni circa gli ostacoli da superare per condurre la parola degli interpreti, espressa nella forma vuoi del racconto, vuoi addirittura in forma epistolare, ad una parola agita attraverso la sequenza dei punti di osservazione dei personaggi, dei loro differenti linguaggi verbali ed emotivi.
Ho pensato dunque a questo lavoro come all'esecuzione di una sinfonia, che si struttura in cinque movimenti, che a loro volta contengono al loro interno un variabile numero di variazioni. E il contenuto del romanzo mi ha suggerito l'idea di una sinfonia del dolore, del dolore perché questa storia ci parla di un carico di sofferenza che da una generazione si proietta su quella successiva con il suo bagaglio di errori, infingimenti, viltà, abbandoni, dolore appunto. Proprio perché ci muoviamo in ambito borghese, non si tratta di una tragedia generazionale, ma di un dramma generazionale, quello sì.
I figli si affacciano a presentare il conto a chi li ha preceduti, all'interno di un contesto familiare in questo caso, ma metafora di quanto accade in contesti estremamente più ampi nel tempo e nel mondo che viviamo oggi.
Ma anche nelle ragioni o nei torti dei genitori lo spettatore non mancherà di identificarsi, nelle loro ferite che cogliamo pulsanti nel momento della lacerazione, o ripercorse a ritroso attraverso il racconto che si fa tentativo di comprensione logica e critica, con l'intento di andare oltre i significati superficiali di parole abusate.
Con lo snodarsi del racconto lo spettatore dovrà cercare la verità o la ragione di volta in volta in ciascuno dei personaggi, nell'interpretazione di ciascuno dei loro vissuti, e nella dialettica attraverso la quale si relazionano fra loro, proprio come nelle storie che catturano l'attenzione e non ci consentono di lasciarle fino al loro punto di conclusione.
(Armando Pugliese)

TEATRO PICCOLO ELISEO - Via Nazionale, 183e - Roma
Dal 25 gennaio al 12 febbraio 2017
Orario spettacoli: martedì, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00 - domenica ore 17.00
Prezzi da 21 € a 30 € (Riduzioni e agevolazioni a norma di legge)
Biglietteria on-line www.teatroeliseo.com e www.vivaticket.it
Call center Vivaticket: 892234

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Tel. 06 83510216
Sito web: www.teatroeliseo.com


Patrizia Pellegrino e Pietro Genuardi in
VICTOIRE
di Dany Laurent
regia Antonello Capodici
con Giulia Fiume, Dario Tacconelli
costumi Dora Argento costumi Patrizia Pellegrino realizzati da Marco Strano
scene Salvo Manciagli

“In una grande città, oggi. Vittoria e Marcello. Una coppia fortunata: lei creativa di successo, lui cardiologo stimato. Una bella casa, un figlio che frequenta un’università prestigiosa. La solidità di una coppia che continua ad amarsi, pur dopo ventidue anni di matrimonio. Poi? Poi, il “banale” : c’è lei, Katy. Che si laurea in medicina, e da allieva del fascinoso cardiologo ne diventa l’amante. O no? Dany Laurent è l’autrice più rappresentativa di quella che possiamo definire come la “nouvelle vague” della drammaturgia francese contemporanea. Il soggiorno borghese visto come la finestra ideale per osservare il mutamento incessante della nostra società. Esseri umani sufficientemente “normali”, che si trovano a scegliere in circostanze anomale. La variante imprevista è – questa volta – che Katy aspetta un figlio. Da Marcello, si suppone. O no? Una commedia straordinaria che, muovendo da una apparente situazione modello “pochade”, si trasforma – nel giro di due scene – in una straordinaria epopea di amicizia; un delicatissimo inno ai grandi valori ed alla voglia di ricominciare. Sempre e comunque. Personaggi strepitosi raccontati con allegria, leggerezza, divertimento, umorismo e – persino – comicità. Su tutti la Vittoria – Victoire! – della vita sull’egoismo e sul rancore.”
Una messa-in-scena di alto livello, nel solco delle proposte che l’ABC produzioni ha presentato nel corso delle ultime stagioni : da “L’Aria del Continente” a “La Scuola delle Mogli” e “Che notte … quella notte!”

TEATRO MANZONI - Via Monte Zebio 14/c Roma
dal 26 gennaio al 19 febbraio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21 sabato ore 17-21 domenica ore 17.30., lunedì riposo. Martedì 14 febbraio ore 19, giovedì 16 febbraio ore 17 e ore 21. Biglietti: intero euro 25, ridotto euro 22.

Info e prenotazioni: Tel. 06-3223634
Sito Web: www.teatromanzoni.info


Federica Cifola - Beatrice Fazi - Giulia Ricciardi in
LE BISBETICHE STREMATE
di Giulia Ricciardi
regia Michele La Ginestra
aiuto regia Ludovica Di Donato
disegno luci Gianmarco Cacciani
scene:Gruppo G.I.A.D.
costumi:Moris Verdiani
organizzazione Alessandro Prugnola

Prendete tre stremate (Cifola, Fazi, Ricciardi) mandatele in vacanza a Ferragosto e chiudetele in una stanza d’albergo.
Poi prendete un cameriere, a caso ma non troppo, fatelo entrare in rotta di collisione con le tre e … godetevi la vacanza!
Be’, più che una vacanza, si tratta di un thriller … del resto anche Shining era ambientato in un albergo.
Come se non bastasse una delle tre è in dolce attesa e la sua gravidanza, guarda caso, sarà proprio il “fattore scatenante”.
Dopo il successo di “Parzialmente Stremate” e “Stremate dalla Luna”, torna al Teatro 7 il terzo capitolo della “Trilogia Stremata” di Giulia Ricciardi.
Divertimento assicurato.

TEATRO 7 - Via Benevento, 23- Roma
dal 24 gennaio al 12 febbraio 2017
orari: dal martedì al sabato ore 21.00; domenica ore 18.00
biglietti: € 24,00 - € 18,00 (prevendita compresa)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 - 442.36.382
Sito web: www.teatro7.it


SUPERMAGIC 2017
PRODIGI
Festival Internazionale della Magia - 14ª edizione
Regia Emanuele Merlino
Testi Remo Pannain
CAST: Roxanne, Charlie Mag, Norbert Ferrè, Marco Zoppi, Remo Pannain, Aaron Crow, Basilio Tabacchi, Topas

I più grandi prestigiatori del mondo del momento tornano ad esibirsi per il pubblico romano in un evento che è più di uno spettacolo magico: musiche originali, effetti tecnici innovativi, sorprese mirabolanti, coreografie mozzafiato e attimi di tensione saranno la cornice di un nuovo momento magico straordinario, come Supermagic ci ha ormai abituato a vivere.

L'evento, atteso dal pubblico di ogni età, vedrà in scena nuove magie, prestigiatori campioni del mondo e giovani virtuosi talenti, per portare, anche quest'anno, il pubblico di Supermagic in quel mondo straordinario, dove i prodigi sono talmente all'ordine del giorno da spingere chi guarda a superare ogni forma di stupore e di divertimento, fino ad immedesimarsi nel magico e credere di poter portare la magia di Supermagic nella propria vita quotidiana.
Una donna ROXANNE è una affascinante e originale illusionista tedesca, una delle poche donne famose nel mondo dello spettacolo magico. La sua raffinata magia è stata premiata a Monte Carlo, a Las Vegas, al campionato mondiale di Lisbona e come miglior numero femminile a Los Angeles. Seducente, imprevedibile ed elegante, nella sua esibizione la magia e la femminilità prendono vita in un’atmosfera mistica e tenebrosa per incantare il pubblico e lasciarlo col fiato sospeso.
Due Italiani: Marco Zoppi, è un fantasista e prestigiatore italiano specializzato nella magica arte delle bolle di sapone, con il suo spettacolo si è esibito in Europa, Russia, Medio Oriente e America Latina. Dottore in chimica, grazie alle sue conoscenze ha sviluppato una speciale formula per creare incredibili effetti visuali con le sue bolle. Un sapiente e originale mix di arte e magia per racchiudere la fantasia e l’incanto in una bolla di sapone. Uno dei pochissimi artisti internazionali a proporre questo tipo di performance. L’unico al livello di eccellenza.
Basilio Tabacchi, è un travolgente prestigiatore comico italiano, si esibisce in tutto il mondo sulle navi da crociera e sui più grandi palcoscenici internazionali parlando contemporaneamente cinque lingue. Con il suo stile imprevedibile, brillante e stravagante, è in grado di portare sul palco allegria e comicità per far sorridere e far meravigliare con il più grande dei poteri magici: la risata.
Remo Pannain noto avvocato penalista romano appassionato da sempre di prestigiazione, è l’ideatore di Supermagic e, come ogni anno, sarà in sccena con un “cammeo”. Pannain si è esibito nei più famosi congressi dei prestigiatori in Italia e all’estero anche vincendo premi internazionali. Accanto a lui quattro artisti straordinari internazionali: il belga Aaron Crow è il maggiore esponente mondiale della magia bizzarra, è l’indiscusso Maestro del brivido magico, premiato nella categoria “Mentalismo” al campionato del mondo dei prestigiatori si è esibito in tutto il mondo, dall’Opera House di Sydney a Broadway – New York ed in numerose trasmissioni televisive. Spesso soprannominato “il guerriero” per le sue performance estreme e ricche di suspense.
Charlie Mag è un abile e talentoso prestigiatore spagnolo, è stato premiato come primo della sua categoria al campionato europeo dell’arte magica ed ha ricevuto numerosi premi internazionali, tra i quali il Mandrake D’Or a Parigi. Grazie alla sua creatività ed alla sua passione è riuscito a reinventare lo stile del mago classico creando un numero originale e moderno, una combinazione di abilità ed emozione per presentare in scena una straordinaria esibizione in grado di trasmettere la vera essenza della magia.
Norbert Ferrè. E’ un artista poliedrico, innovativo ed elegante, vincitore del primo premio nella difficile categoria “manipolazione” al campionato del mondo dei prestigiatori del 2003. La sua manipolazione ha uno stile inconfondibile e le sorprese che si nascondono all’interno del suo show sono l’essenza di questa nobile arte. Si è esibito a Supermagic 2006 dove ha proposto il numero con il quale è diventato campione del mondo entusiasmando il pubblico romano.
Topas TOPAS è un brillante ed originale illusionista tedesco, è stato il più giovane campione del mondo nella storia della magia, aggiudicandosi il titolo per ben due volte. Conosciuto per i suoi effetti innovativi e per il suo stile che fonde musica e magia, si è esibito nei più importanti teatri di tutto il mondo e in oltre 50 spettacoli televisivi. Riesce a stupire il pubblico con la sua virtuosa destrezza e con le sue esclusive illusioni mai viste prima, dalla clonazione del suo corpo alla sparizione di una persona sospesa in aria, per creare lo stupore della vera magia.
vi accompagneranno quest’anno attraverso il viaggio magico che per due ore vi farà uscire dalla realtà per poi farvi ritornare con la consapevolezza dell’esperienza unica appena vissuta.
Uno spettacolo di successo pensato per gli adulti, ma che piace anche ai bambini.

TEATRO OLIMPICO - Piazza Gentile Da Fabriano, 17 Roma
dal 26 gennaio al 5 febbraio 2017
dal martedì al venerdì ore 21, sabato ore 16.30 e 21.00 e domenica doppia ore 15.30 e 18.30

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel: 06-3265991
Sito web: www.teatroolimpico.it/


Manuela Villa in
ROMA!
Canti, balli e poesia del popolo di Roma
di Pier Francesco Pingitore
Regia Pier Francesco Pingitore
Direzione Musicale Claudio Garofalo Pica
Coreografie Cristina Pensiero
Allestimento Graziella Pera
Produzione Nevio Schiavone

Tutta la tradizione romana in uno spettacolo unico…
“Roma!” vuole essere una scorribanda tra le canzoni ed i balli romani, dall’Ottocento ad oggi. Dagli stornelli che il popolo di Roma cantava contro i francesi invasori, alle dolci melodie delle serenate, dalle canzoni delle prime feste di San Giovanni ai brani autoriali dei cantautori di oggi.
Il tutto con l’apporto di una band dal vivo e con la voce inconfondibile di Manuela Villa, cantante italiana e super-romana. A lei si affiancheranno Nico di Barnaba, cantante romano anche lui, ed un gruppo di ballo che animerà tutta la serata.
“Roma!” è una vera e propria esperienza di romanità anche nel menu degustazione della cena nei prestigiosi palchi privati al piano superiore. La Chef Anna Dente, fondatrice dell’Osteria di San Cesario, famosa in tutto il mondo ed insignita da Roma Capitale del titolo di Ambasciatrice della Cucina Romana nel Mondo, in collaborazione col nostro Resident Chef Ben Hirst ha ideato un menu esclusivo per lo spettacolo “Roma!” con piatti e prelibatezze tipici della tradizione romana. Inoltre un piatto di pasta all’arrabbiata verrà offerto a tutti gli ospiti in platea.
Un’esperienza di romanità unica ed indimenticabile nel più elegante ed incantevole teatro della Capitale!

SALONE MARGHERITA - Via dei Due Macelli, 75 - 00187 Roma
Ogni domenica dal 29 gennaio al 26 febbraio 2017 ore 20.30
Cena servita nei palchi privati al piano superiore h 19.30
Prezzi Biglietti: Palco con cena 65,00€, Poltronissima 35,00€, Poltrona 25,00€

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6791439
Sito web: www.salonemargherita.com


COME PIACE A TE
scritto e diretto da Roberto Lopez

Si possono sacrificare gli affetti più cari solo per soddisfare la propria logica utilitaristica?
A questa domanda, Carlo (Roberto Lopez) risponderebbe senza indugio di sì. Lui, cinico, arrivista e manipolatore non si fa scrupoli a sacrificare la sua famiglia per il proprio tornaconto. Eppure in lui la moglie Maria (Marianna Ferrazzano) vede ancora l'uomo dei suoi sogni e lo ama così come è. Non è però dello stesso avviso Bianca (Ilaria Sequino), la figlia di Carlo e Marta, idealista e desiderosa di una vita diversa da quella dei genitori. Accade però che quando meno te lo aspetti, una visita cambia tutto e i delicati equilibri familiari sono messi a dura prova e qui entrano in sena altri due personaggi che modificheranno i vari punti di vista (Raffaele Fracchiolla e Stefano Lopez)… Che succederà? Tra colpi di scena ed equivoci esilaranti, va in scena una commedia divertente e dai risvolti inaspettati, con tanti spunti di riflessione.
Modi diversi di vedere e vivere la vita che non lasceranno nessuno fisso al proprio posto: chi non cambia idea non vive...

TEATRO L'AURA - Vicolo di Pietra Papa, 64 - Roma

Dal 26 Gennaio al 5 febbraio 2017
Dal giovedì al sabato ore 21 domenica ore 18
al Teatro L'Aura
Vicolo di Pietra Papa, 64 (angolo con Via Pietro Blaserna, 37)
Roma Zona Viale Marconi

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06-83777148
Sito web: www.teatrolaura.org


Vincenzo Salemme in
UNA FESTA ESAGERATA…!

Da mercoledì 18 gennaio a domenica 5 febbraio arriva al Teatro Sistina “Una festa ESAGERATA…!, la nuova commedia scritta, diretta e interpretata da Vincenzo Salemme, con Nicola Acunzo, Vincenzo Borrino, Antonella Cioli, Sergio D’Auria, Teresa Del Vecchio, Antonio Guerriero, Giovanni Ribo’, Mirea Flavia Stellato.
“Ho scritto “Una festa esagerata...!” a maggio di quest’anno (2016) - spiega Vincenzo Salemme - ma l’idea di partenza risale a qualche anno addietro. Da quell’idea iniziale ad oggi ho scritto, nel frattempo, “L’astice al veleno”, “Il diavolo custode” e ho riscritto una vecchia commedia: “Sogni e bisogni”. Tre spettacoli in cui ho tentato una strada diversa da quella della commedia di stampo più classico. Ho provato, cioè, a mescolare insieme la struttura drammaturgica e un linguaggio più consono alla rivista, allo show. Ho provato, cioè, ad usare i miei testi non più come testi a tutto tondo, compiuti, ma più come canovacci all’interno dei quali “scorrazzare” liberamente, senza vincoli di tempo, di azione e di luogo e, soprattutto, senza vincoli di coerenza stilistica e narrativa. Era un tentativo per avvicinare i più giovani al teatro, il tentativo di farli sentire a proprio agio in una realtà che troppo spesso credono superata, vecchia e polverosa. Questi miei esperimenti hanno avuto un buon successo anche se, qualche volta, hanno fatto storcere il naso agli spettatori più affezionati alle mie commedie iniziali. Questa volta, con “Una festa esagerata...!” credo di aver costruito una commedia che possa accontentare quegli spettatori desiderosi di una sintassi narrativa più teatrale ma, allo stesso tempo, capace di una leggerezza strutturale più adatta al pubblico meno abituato ai ritmi della commedia classica. Ho puntato tutto sulla naturalezza della recitazione colorando qua e là con una comicità più estrema, a tratti farsesca. Un po’ come succede nella vita quando qualcosa o qualcuno ci fa ridere per quanto involontariamente buffo. Ma questa è anche una commedia abbastanza crudele verso noi stessi, verso i nostri cedimenti morali. Non credo di scoprire qualcosa di particolarmente nuovo. Temo che l’umanità ondeggi da sempre in un’altalena di miseria e nobiltà. Ma credo anche che il teatro, pur nelle sue corde più leggere, possa ricordare a chi lo fa e a chi lo guarda, che in fondo siamo di passaggio e che, forse, un po’ di sana autoironia ci può aiutare a vivere meglio”.

TEATRO SISTINA - Via Sistina 129, 00187 Roma
Dal 18 gennaio al 5 febbraio 2017
Prezzi Biglietti: Poltronissima €44,00, Poltrona e I Galleria €39,50, Seconda Galleria €34,00, Terza Galleria €27,50
Orario Spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00, domenica ore 17.00, mercoledì 25 gennaio ore 17.00, sabato 28 gennaio ore 17.00 e ore 21.00

Info e prenotazioni: telefono 06.4200711 - 392.8567896, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.ilsistina.it


CYRANO DE BERGERAC
Regia di Matteo Fasanella
Con Matteo Fasanella, Virna Zorzan, Gianpiero Botta, Antonio Coppola, Michele Prosperi, Leonardo Iacuzio
Darkside LabTheatre Company
Produzione: Stefano Sbarluzzi Produzioni

Era il 1897 quando in un teatro di Parigi, il Théâtre de la Porte-Sain-Martin, debuttava uno dei capolavori della letteratura mondiale, Cyrano De Bergerac.
Oggi a distanza di 120 anni, nella sua versione originale in versi, il dramma di Edmond Rostand torna in scena a Roma con la regia di Matteo Fasanella dal 20 gennaio al 19 febbraio al Teatro Stanze Segrete: un piccolo scrigno per accogliere l'immortale storia d'amore ispirata alla figura storica di Savinien Cyrano de Bergerac, uno dei più estrosi scrittori del seicento francese.
A proporre il lavoro, partendo dalla versione originale, senza alterarne i versi ma apportando solo qualche taglio, è Darkside LabTheatre Company di Matteo Fasanella, già definita dalla stampa “una fucina di giovani talenti”, con la produzione coraggiosa di Stefano Sbarluzzi Produzioni.
Una compagnia under 30, che già si è fatta notare negli anni passati con progetti di qualità e che inaugura il 2017 con una vera e propria sfida: riportare in scena il Cyrano De Bergerac nella sua versione originale in versi.
A farla da padrone, ovviamente - forte della poetica narrazione in versi - è una delle storie d'amore più belle che la letteratura abbia mai creato: l'amore, il genio, le virtù, l'uomo.
La lucidità del personaggio maschile, viene ingannata dall’amore, che mette a nudo le fragilità di un uomo quasi perfetto, aldilà delle sue famigerate carenze fisiche. "Chi la vide sorridere conobbe l'ideale": un ideale che porta Cyrano alla consapevolezza della sconfitta, ed egli affida il suo genio a un uomo che è in grado di soddisfare tutti i suoi sogni.
"Se mi par che vi sia di speranza un'ombra, un'ombra sola": la speranza, meravigliosa e vana, induce Cyrano a rendere questo amore, forse unico, palpitante. Egli utilizza tutte le sue virtù senza però mai slegarsi dalla maschera che lo protegge. Ne rimane talmente vincolato che, anche quando la verità viene a galla, preferisce immolarsi e concedersi alla sua vera musa ispiratrice: la libertà.
Come può l'amore indurre a rinunciare al proprio volto? Come può l'amore portare un uomo a spalleggiare il proprio "nemico" nella conquista del proprio sogno?
Interrogativi universali per un'opera altrettanto immortale, in scena al Teatro Stanze Segrete.

TEATRO STANZE SEGRETE - Via della Penitenza, 3 (Trastevere) - Roma
Dal 20 gennaio al 19 febbraio dal martedì al sabato ore 21.00; domenica ore 19.00

Info e prenotazioni: Tel. 066872690
Sito web: www.stanzesegrete.it


QUELLA PICCOLA PAZZA COSA CHIAMATA AMORE
CRAZY LITTLE THING CALLED LOVE
Scritta e diretta da Danilo De Santis
con la regia di Lillo
con Danilo De Santis, Roberta Mastromichele, Piero Scornavacchi, Roberto Belli, Chiara Buratti, Marco Aceti e Roberto Belli
Voce fuori campo: Francesca Milani

Ossessionati di tutto il mondo, unitevi! Approda al Teatro Tirso de Molina dal 18 gennaio al 5 febbraio la divertentissima commedia “Quella piccola pazza cosa chiamata amore” con la regia di Lillo e un fantastico cast formato da Danilo De Santis, Roberta Mastromichele, Piero Scornavacchi, Chiara Buratti, Marco Aceti e Roberto Belli.
Del resto, noi tutti siamo ossessionati da qualcosa che non vuol saperne di lasciare la nostra mente. Che sia il calcio, il cibo o lo shopping non importa. Il vero problema si pone quando l’ossessione è legata all’amore. E in particolare se è rivolta a qualcuno che rimane nella nostra mente molto più di quanto sia stato nella nostra vita.
"…quando sei dentro un’ossessione, tutti, da fuori provano a farti ragionare ma tu non puoi ragionare perché sei ossessionato da un unico pensiero: l'oggetto della tua ossessione”, dirà a un certo punto Luigi, il protagonista di questa storia, che pur di riconquistare Elena, il suo amore perduto, si dichiara disposto a tutto. Perfino a farsi chiamare Lulù da Ferdinando, omosessuale di mezza età, che sta aspettando da 27 anni il ritorno del suo Michel.
I due condividono lo stesso dolore e Ferdinando, detto Ferdy, proprio grazie a Lulù, ha ritrovato la gioia di vivere ed è intenzionato a mettere in scena il “Ferdy Mercury Show" un musical interamente dedicato a Freddie Mercury e a Rudolf Nureyev, perché la leggenda vuole che i due avessero avuto una storia d'amore.
Lulù è quindi chiamato a sostituire la figura di Michel nello spettacolo. E fin qui non ci sarebbe niente di male. Ma Ferdy si sente sempre più attratto da lui e le sue avances divengono sempre più esplicite.
Sarà l'arrivo del malcapitato Mario, suo amico, a toglierlo dall’imbarazzo. Anche se Luigi nasconde un grosso segreto…
“Quella Piccola pazza cosa chiamata amore” ovvero quando quello che si crede un amore diventa una patologica ossessione.
“Mi ha fatto ridere già dalla prima lettura – afferma Pasquale Petrolo in arte Lillo, del duo comico Lillo & Greg - e sono ben lieto di impreziosire lo scritto con la mia regia. Sarà un ben lavoro e ci divertiremo tanto, e quando ci si diverte, è assai probabile che anche il pubblico apprezzerà questo spettacolo”.

TEATRO TIRSO DE MOLINA - Via Tirso, 89 (Piazza Buenos Aires) 00198 Roma
Dal 18 gennaio al 5 febbraio 2017
mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 21:00
sabato e domenica ore 17:30
Parcheggio convenzionato in Via Tirso, 14

Info e prenotazioni: 06.84.11.827 oppure 329.56.18.223
Sito Web: www.teatrotirsodemolina.it


Wanda Pirol - Rino Santoro - Geppi Di Stasio in
CANI E GATTI
di E. Scarpetta versione e regia di Geppi Di Stasio

Nuovo attesissimo debutto per il trio composto da Wanda Pirol, Rino Santoro, Geppi Di Stasio, che torna dal 5 gennaio (e fino al 12 febbraio) sul palco del Teatro delle Muse con un classico di Scarpetta, “Cani e gatti”, nella versione e regia dello stesso Di Stasio. Cani e gatti è stata rappresentata per la prima volta nel lontano 1901 ed è doveroso dire che l’autore, come di consueto, ha creato questa Farsa/Commedia ispirandosi ad alcuni originali francesi di Alexandre Bisson come “Les surprises du divorce” (1888), “Les erreurs du mariage” (1896) e, soprattutto, “Jalouse” (1897). Nella storia una moglie troppo gelosa è al tempo stesso gratificante e fastidiosa come il più perfetto dei mariti può essere rassicurante come noioso. Ecco, allora, la giostra di “doppie parti” assolutamente scoperta, anzi, addirittura sottolineata, ecco i travestimenti che rappresentano illusorie proiezioni, desideri inconfessati e svelamento di fatti accaduti solo nella mente di qualche personaggio. In questo adattamento Di Stasio effettua un leggero spostamento di epoca e di contesto spiegando la sua scelta con poche, essenziali parole: “Credo abbia aiutato a sottolineare i piccoli-grandi stravolgimenti, insieme, ovviamente, ad una sorta di adattamento alle caratteristiche del cast di una Compagnia che, crediamo, non deve mai limitarsi alla tradizione da cui proviene; una Compagnia a cui basterebbe soltanto non rinnegarla pur guardando un po’ più avanti”

TEATRO DELLE MUSE - Via Forlì 43 - Roma
dal 5 gennaio al 12 febbraio 2017 ore 21.00 (sabato ore 21.00 e 17.30 e domenica pomeridiana ore 18.00)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06-44233649 – 06-44119185
Sito web: www.teatromuse.it


MAGNAMOSE TUTTO!
Scritto e diretto da Pier Francesco Pingitore
Martufello Mario Zamma, Carlo Frisi, Demo Mura
con Morgana Giovannetti

...e nel secondo tempo

“DONNE CHE AVETE INTELLETTO D’AMORE…”
con Valeria Marini e Pamela Prati

La nuova creatura teatrale del maestro Pingitore muove i passi dalla previsione di un grande veggente, il Mago Katsàr, secondo la quale nel giro di pochi giorni un enorme asteroide cadrà sull’Italia e distruggerà gran parte del Belpaese. Dopo il primo momento di disperazione, una furia godereccia si impadronisce di tutti gli italiani e un grido unanime si leva da tutta la Penisola: “Magnàmose tutto! Finche c’è ancora qualcosa che non si sia mangiato il Governo…”.
Vengono istituiti comitati di Godimento Pubblico. Renzi cerca di rassicurare gli elettori, ma oramai all’asteroide distruggitore è stato dato un nome che lo coinvolge: “Matteostar”.
A Roma la sindaca Raggi si aggira sperduta, interviene Grillo inferocito con Di Maio e Di Battista… Ma anche il Papa, Mattarella, la Merkel, e Trump e Hillary Clinton… Tutti vorrebbero additare una via di salvezza, ma la sorte ormai sembra segnata… E quindi a maggior ragione il popolo non ha che un pensiero: “Magnàmose tutto!”
Interpreti di questo nuovo esilarante ed acuto lavoro sono, come da tradizione, Martufello, Mario Zamma, Carlo Frisi, Demo Mura, Morgana Giovannetti e Enzo Piscopo.

Il secondo tempo ha un titolo a sé: “Donne che avete intelletto d’amore”. Ne sono protagoniste, Valeria Marini e Pamela Prati fortemente volute assieme da Pingitore per celebrare i 51 anni dalla nascita della Compagnia capitanata dal Maestro. Coadiuvate dal cast del primo tempo, Valeria e Pamela faranno rivivere, tra battute, canti, balletti, alcune Grandi Donne del passato più o meno prossimo.
In scena anche il corpo di ballo composto da Gaetano Messana, Sargis Galstyan, Federica Della Pelle, Shaila De Giovanni, Federica Bastici.
Le musiche sono state curate da Piero e Francesco Pintucci, i costumi da Maurizio Tognalini, l’arredamento da Graziella Pera e le coreografie da Evelyn Hanack.
Lo spettacolo sarà in scena fino al 5 febbraio 2017.

SALONE MARGHERITA - Via dei Due Macelli, 75 - 00187 Roma
Da venerdì 25 novembre 2016 a domenica 5 febbraio 2017

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6791439
Sito web: www.salonemargherita.com


Articolo di: Isabella Polimanti

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