SaltaInTeatro - l’agenda teatrale romana, settimana dal 28 novembre al 4 dicembre

Scritto da  Domenica, 27 Novembre 2016 

Giunge la domenica e immancabilmente giunge l’appuntamento con la rubrica SaltaInTeatro, per scoprire tutto il meglio del teatro romano: numerosi gli interessanti debutti offerti da questa settimana, dallo scespiriano “Misura x Misura” per la regia di Graziano Piazza ad Angelo Di Genio all’Orologio con “Road Movie”, da “The Rocky Horror Show” al Sistina ai “Piccoli Crimini Coniugali” di Eric Emmanuel Schmitt rivisitati dalla regia di Antonio Monsellato a Centrale Preneste. Ce n’è insomma davvero per tutti i gusti!

 

Il consueto appuntamento con l’Agenda teatrale degli spettacoli in scena a Roma lo apriamo segnalando il debutto al Teatro India di una nuova produzione Teatro di Roma, Misura X Misura di William Shakespeare, per la regia di Graziano Piazza, che ne cura anche l’adattamento e la traduzione. Una pièce che mette al centro la società e l’uomo con le sue contraddizioni contemporanee, avvalendosi di un numeroso cast di interpreti: Paolo Graziosi, Alessandra Fallucchi, Clara Galante, Viola Graziosi, Sergio Mancinelli, Franco Mirabella e lo stesso Graziano Piazza, affiancati dagli attori della Scuola di Teatro e Perfezionamento Professionale del Teatro di Roma.

La Sala Gassman del Teatro dell’Orologio ospita Road Movie, una produzione del Teatro dell’Elfo con protagonista Angelo Di Genio, diretto da Sandro Mabellini. Un testo profondamente commovente che ci parla della paura dell'amore, della perdita e della morte, sentimenti spesso inscindibilmente legati. Lo spettacolo ha vinto nel 1995 il Fringe First Award al festival di Edimburgo ed è stato rappresentato negli Stati Uniti e in molti paesi europei.

Sempre al Teatro dell’Orologio, in Sala Orfeo, va in scena Gli uccelli migratori. È la storia di una persona che sta per arrivare e di alcune persone che la stanno aspettando; la paura di cambiare e la vita che bussa alla porta e si rivela improvvisamente.

Improvvisazione teatrale in scena al Teatro Antigone ad opera della Compagnia QFCTeatro, con il nuovo spettacolo della propria produzione, Ancora 1 Ora. Frutto di un lungo lavoro basato sul metodo teatrale Meissner e su tecniche di improvvisazione teatrale di impronta drammatica, sarà in scena al dal 2 al 4 dicembre.

Dopo 10 anni il rock’n’roll musical più famoso al mondo torna a Roma: al Teatro Sistina sarà in scena The Rocky Horror Show di Richard O’Brien’s, lo spettacolo che ha sedotto con la sua trasgressività intere generazioni di spettatori, conquistando anche i benpensanti più integerrimi.

Uno spettacolo intenso, dal titolo insolito, “39” di Shara Guandalini con la regia di Giuseppe Sorgi sarà in scena al Teatro Trastevere. 39 è una ragazza come tante, di lei non conosciamo neanche il nome, si ammala di anoressia al liceo e…

Al Teatro Sala Umberto Enrico Bertolino, dopo il successo della prima serata svoltasi al Teatro Brancaccio, torna a sperimentare la formula dell’instant theatre in cui narrazione, attualità, umorismo, storia, costume, cronaca, comicità, politica e satira si incontrano sulle assi di un palcoscenico, “danneggiandosi a vicenda”. Perché Boh, torna a grande richiesta lunedì 28 novembre, a pochi giorni dal Referendum Costituzionale.

Buona visione con SaltinAria!

 

MISURA X MISURA
di William Shakespeare
traduzione, adattamento e regia Graziano Piazza
con Paolo Graziosi (il Duca)
e Alessandra Fallucchi (Mariana), Clara Galante (Madame O), Viola Graziosi (Isabella), Sergio Mancinelli (Lucio), Franco Mirabella (Escalo), Graziano Piazza (Angelo)
e con gli interpreti della Scuola di Teatro e Perfezionamento Professionale del Teatro di Roma
Paride Cicirello (Gomito, Gentiluomo, Bernardino), Arianna Di Stefano (Giulietta),
Pietro Masotti (Claudio), Stefano Scialanga (Pompeo), Jacopo Uccella (Bargello, Schiuma)
scenografie musicali Arturo Annecchino
costumi Maria Alessandra Giuri - registrazioni e mix Filippo Barracco - assistenti alla regia Antonietta Bello
Produzione Teatro di Roma - Teatro Nazionale e Il Carro dell’Orsa

“Qual è quella Misura che si rispecchia in se stessa e ci fa vedere cosa siamo?”: da questo interrogativo si sviluppa un intreccio potentissimo che riscopre dilemmi e limiti dell’uomo, schiacciato dal peso della sua stessa libertà. Sessualità e amore, legge e potere, morale e peccato, Misura X Misura è una tragicomica corsa a ostacoli per riempire di senso queste parole a cavallo tra ironia e tragedia. Un coraggioso tentativo di rintracciare la “giusta misura” tra opposti che si attraggono, senza offrire risposte evidenti ma riconoscendo infine l’immane e insopprimibile dualità delle vicende umane.
In questo caleidoscopio di emozioni, sentimenti e temperamenti contrastanti, i suoi personaggi appaiono in bilico tra pulsioni e rigore, tra ordine e caos, fino al disvelamento di un’umanità in perenne lotta con i propri fantasmi di libertà. «Il maestro degli intrecci ci conduce in una trama ruvida e sottile facendo rimbalzare le nostre emozioni e i nostri sentimenti per renderci spettatori attivi della commedia umana – spiega Graziano Piazza – Immagino una società piombata sulle macerie di una devastazione che ha lasciato gli uomini sopravvissuti nella libertà del disordine, a dispetto di ogni regola morale. Forse gli stessi desideri, le stesse pulsioni più intime rischiano di scomparire. L’accidia regnerà come unico flebile motore alla vita? Immagino questo “esperimento” di Shakespeare come un tentativo di risvegliare coscienze sprofondate nel vizio di abituarsi a sopravvivere». L’uso di costumi licenziosi e lascivi, il desiderio irrefrenabile, quasi infantile, di infrangere la legge attraverso il peccato, ricompongono polarità antitetiche, disvelando quella “Misura X Misura” che ricongiungerà al senso più intimo della conoscenza di sé. Un affascinante esperimento antropologico che cela la lotta tutta interiore per il governo del proprio io. Un mondo oscuro e violento in cui il potere e la legge si piegano ai capricci dell’anima e dei sensi, in cui corrotti e corruttori si scontrano fino alla deriva e alla possibile rinascita. Ci sono omicidi, stupri per strada, identità di genere confuse, abusi di potere, eccessi e penurie di qualunque tipo: ogni azione fluisce nel turbinio delle esperienze di vita, rendendo infine indifferenti a tutto. «In questo testo la prima battuta è a mio parere fondamentale: “Governare, cos’è?”. Sembra quasi un interrogativo di natura politica. Una domanda con cui indagare quali siano gli strumenti del potere e come il potere stesso riesca ad affermarsi come governo del popolo – continua il regista Graziano Piazza – ma “governare” per Shakespeare significa dominare il dualismo insopprimibile tra vizio e libertà, tra confine delineato e superamento di questo stesso confine. Dunque, è l’uomo ad essere chiamato al governo di sé. Shakespeare ci chiama ad un atto di consapevolezza per spronarci ad osservare dentro di noi quali siano gli strumenti in nostro potere per governare noi stessi».
In occasione del debutto dello spettacolo, martedì 29 novembre (ore 17) in Sala Squarzina, si terrà la presentazione del libro MISURA X MISURA. ELOGIO DELL’IMPOSSIBILE (Casa editrice TLON), di Igor Sibaldi con traduzione e adattamento di Graziano Piazza. Con l’autore e gli interpreti dello spettacolo, intervengono anche Andrea Colamedici della casa editrice e Nicola Fano.

TEATRO INDIA - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) - Roma
dal 2 all’11 dicembre 2016

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06.684.000.311/314
Sito web: www.teatrodiroma.net


GLI UCCELLI MIGRATORI
scritto e diretto da Francesco Lagi
con Anna Bellato, Francesco Colella, Leonardo Maddalena, Mariano Pirrello
luci Martin Emanuel Palma
disegno del suono Giuseppe D’Amato
scene Salvo Ingala
organizzazione Regina Piperno,Gianni Parrella
produzione Teatrodilina,Progetto Goldstein
residenza produttiva Teatro dell’Orologio

Gli uccelli migratori è la storia di una persona che sta per arrivare e di alcune persone che la stanno aspettando. Ci sono una tutina azzurra e l’invenzione di una app. E ancora un ricordo di bambini e Yoda che è sparito e non si trova più. L’arrivo di un padre, il linguaggio degli uccelli, una bussola rimasta in tasca. E poi la paura di cambiare e la vita che bussa alla porta e si rivela improvvisamente.
"Ci ho provato per anni. All’inizio nulla. Io parlavo e non mi rispondevano, come se nemmeno mi sentissero. Poi una volta mi sono trovato da solo con una beccaccia. E mi ha sentito, sono riuscito a parlarci. Io parlavo e lei mi rispondeva. Lei parlava e io le rispondevo. E questa beccaccia mi ha raccontato della sua infanzia. Della prima volta che ha volato, della paura che ha avuto.Sai la paura che hanno la prima volta che volano, gli uccelli? Si buttano nel vuoto. Non sanno che le ali li possono tenere su. Non sanno nulla delle ossa cave, dell’aerodinamicità, del movimento ascensionale delle ali, nulla. Cadono. E poi, all’improvviso, rimangono su. È una cosa molto impressionante".
La pièce è stata allestita all'interno del Festival Primavera dei Teatri di Castrovillari a giugno 2016.

TEATRO DELL’OROLOGIO/SALA ORFEO
Via dei Filippini 17/a – Roma
Dal 1 al 4 dicembre 2016
Orario spettacoli: dal giovedì al sabato ore 21.00 - domenica ore 18.00
INTERO: 15 euro, RIDOTTO: 12 euro, UNDER25 e UNIVERSITARI: 8 euro
ingresso consentito ai soli soci: tessera associativa annuale 5 euro

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 6875550
Sito web: teatrolorologio.com


ROAD MOVIE
di Godfrey Hamilton
regia Sandro Mabellini
traduzione Gian Maria Cervo
con Angelo Di Genio
produzione Teatro dell’Elfo

Ambientato negli Stati Uniti degli anni Novanta, racconta di Joel, gay trentenne, e della sua avventura coast to coast durata cinque giorni per rincontrare “il suo amore”, Scott. Un viaggio interiore costellato da incontri che lo porteranno ad infrangere paure ed accorciare la distanza dagli altri e da se stesso, trasformandolo profondamente.
Nell’allestimento curato da Sandro Mabellini, Angelo Di Genio interpreta tutti i personaggi, dialogando in scena con un musicista.
Per tre stagioni consecutive lo spettacolo ha convinto senza riserve pubblico e stampa, tanto che il Teatro dell’Elfo, nel 2015, ha scelto di ammetterlo nel suo repertorio di produzioni.
Angelo Di Genio si è rivelato uno dei più bravi attori della sua generazione. Dopo History Boys, che è valso a lui e agli otto giovani attori il premio UBU, ha ottenuto un successo personale come interprete di Biff in Morte di un commesso viaggiatore. Nel 2016 ha vinto il premio Mariangela Melato e il Premio ANCT (Associazione Nazionale Critici di Teatro).
Road Movie, un piccolo gioiello, ha confermato il suo talento.

TEATRO DELL’OROLOGIO/ SALA GASSMAN
Via dei Filippini 17/a – Roma
Dal 29 novembre al 4 dicembre 2016
Orario spettacoli: dal martedì al sabato h.20.00 | domenica h.17.00
Intero: 15 euro, Ridotto: 12 euro, Under25 e Universitari: 8 euro
ingresso consentito ai soli soci: tessera associativa annuale 5 euro

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 6875550
Sito web: teatrolorologio.com

 

OLIO DI GOMITO
un progetto di Maria Teresa Berardelli
con Marcella Favilla, Francesca Mària, Elisa Gallucci, Giulia Francia e Gioia Salvatori
disegno luci Javier Delle Monache
aiuto Camilla Brison
produzione Quattroquinte

“Olio di gomito – Canovaccio per cinque casalinghe”
parla di un gruppo di donne che vogliono cambiare le loro vite e si scontrano con la paura di non farcela.
Ci sono cinque casalinghe che vivono in un piccolo paese dove esiste lo stabilimento del Maiale in Scatola. Un giorno qualcuno arriva per far firmare una petizione contro i metodi usati nello stabilimento. Chi firma potrà partecipare a un programma televisivo. Le cinque donne decidono di firmare: vogliono andare in tv e sperano che quella possa essere la possibilità di una trasformazione.
Per diverso tempo abbiamo lavorato, attraverso improvvisazioni, per creare dei personaggi e le relazioni tra loro. E’ nato così un canovaccio, frutto del prezioso universo immaginativo delle attrici e di uno scambio dialettico con loro. Il nostro canovaccio prevede, per sua stessa natura, delle sequenze improvvisate.

CHI E' MARIA TERESA BERARDELLI?
Diplomata nel 2008 all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, vince nel 2009 con Sterili il Premio Riccione/Tondelli; nel 2010 vince il Premio letterario Città di Chieri e Colline Torinesi - Bando Inedito 2010 con Altrove e il Premio Fersen VI edizione con Studio per un teatro clinico. Nel 2015 vince la menzione al Premio Hystrio 2015 Scritture di scena con Dieci Milligrammi. I suoi testi sono stati messi in scena da Fabrizio Arcuri, Federica Bognetti, Camilla Brison, Marianna Di Mauro, Imogen Kusch, Antonio Mingarelli, Nicoletta Robello. Con Editoria e Spettacolo pubblica: Sterili, Altrove, Perdersi, Studio per un teatro clinico e Signor P. Storia della discesa di un uomo e dell’ascesa di un altro uomo. Come regista mette in scena il suo testo Alba e Olio di Gomito - Canovaccio per cinque casalinghe. Come assistente alla regia lavora con Fausto Paravidino e Andrea Baracco. E’ socia dell’associazione culturale Quattroquinte.

CARROZZERIE | N.O.T - Via P.Castaldi 28/a, 00153 Roma (Ponte Testaccio)
Orario spettacoli: 1/2/3 dicembre ore 21

Info e prenotazioni: telefono 347-1891714, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: http://www.carrozzerienot.com


THE ROCKY HORROR SHOW
La creatura di Richard O’Brien, il più famoso Rock’N’Roll Musical al mondo, torna a Roma dopo 10 anni!
Dal 1973, The Rocky Horror Show ha sedotto con la sua trasgressività intere generazioni di spettatori, conquistando anche i benpensanti più integerrimi e trasformandoli in devoti fan con corsetto e calze a rete.
Dopo oltre 40 anni, la meravigliosa creatura di Richard O’Brien non smette di travolgere, coinvolgere, sovvertire le regole. Ha viaggiato in più di 30 paesi, è stata tradotta in più di 20 lingue e nel 2016 torna in tour con la regia di Christopher Luscombe.
Quando uno spettacolo raggiunge lo status di fenomeno cult il timore è che perda parte del suo fascino originale, ma per The Rocky Horror Show non è così. La sua inesauribile e irresistibile bellezza ancora oggi supera tutti i record, assicurando un non-stop party fatto di quei successi senza tempo da cui ognuno, almeno una volta, si è lasciato trascinare, come “Sweet Transvestite”, “Damn it Janet” e “Time Warp”.
Rocky Horror Show è andato in scena per la prima volta al Royal Court Theatre di Londra il 19 giugno 1973 e, per oltre 40 anni, ha conquistato oltre 30 paesi in più di 20 lingue.
Il Musical continuerà il tour italiano al Teatro Rossetti di Trieste dal 6 dicembre 2016.

TEATRO SISTINA - Via Sistina 129, 00187 Roma

dal 29 novembre al 4 dicembre
Orario Spettacoli: Repliche serali: da martedì a domenica ore 21:00 - Repliche pomeridiane: sabato 3 e domenica 4 ore 17:00
Prezzi Biglietti: Poltronissime €61,00 Poltrona €50,00 Prima Galleria 39,00 Seconda Galleria €33,00 Terza Galleria 28,00

Info e Prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 4200711 - 392 8567896
Sito web: www.ilsistina.it


TREND - nuove frontiere della scena britannica – XV edizione
LOVESONG
di Abi Morgan
traduzione Carlo Emilio Lerici
con Antonio Salines, Francesca Bianco, Alice Arcuri e Michele Maganza
disegno sonoro Giuseppe D'Amato
regia video Enzo Aronica
regia Carlo Emilio Lerici
produzione Teatro Belli / La Comune Bolzano

Una storia d'amore lunga una vita.
Lui è rimasto solo dopo aver aiutato la moglie malata a morire.
L'unica cosa che può fare adesso è ricordare.
Da qui in poi passato e presente convivono.
Sulle pareti della cucina e della camera da letto di casa si inseguono i fantasmi di loro stessi giovani: entra in scena una ragazza. E' sua moglie da giovane. La segue un ragazzo, è lui giovane. Poi la ragazza esce e quando rientra è sua moglie, ormai anziana e malata.
Ogni coppia di attori interagisce quasi sempre solo l'uno con l'altro, ma tutti e quattro sono spesso in scena nello stesso momento e la fine di una scena si sovrappone con la scena successiva. E in ogni scena appaiono degli elementi che ritorneranno in scene di epoche successive o precedenti.
E' la storia di una coppia che attraversa 40 anni, e nel racconto scopriamo le difficoltà, gli scontri, l'alcolismo, le tentazioni di infedeltà da entrambe le parti, e l'incapacità di avere figli che colpisce profondamente entrambi anche se in modo diverso. Sino al dramma finale: le frequenti visite mediche della moglie, l'ossessione per la descrizione del contenuto della casa, i post-it che sta mettendo un po' ovunque.
E i farmaci. Che ci riportano alla scena iniziale.

Teatro Belli – Piazza di Sant'Apollonia 11 – 065894875
dal 30 novembre al 4 dicembre
Spettacoli ore 21 – ingresso posto unico 10 €

Info e prenotazioni: telefono 06-5894875
Sito web: www.teatrobelli.it


LA DIVINA COMMEDIA RACCONTATA AI BAMBINI
racconto/spettacolo di teatro d’ombre con lavagna luminosa
a cura di Laura Nardi
voce narrante Laura Nardi
lavagna luminosa Amandio Pinheiro
immagini Laura Cortini
Produzione Associazione Culturale Causa

Dall’oscurità alla luce, dalla morte alla rinascita, il capolavoro di Dante diventa una suggestiva fiaba dove si raccontano e si incontrano anche cose crudeli come la morte, rassicurando con la promessa della trasformazione e della rinascita finale. Così la voce narrante di Laura Nardi, accompagnata dai giochi luminosi di Amandio Pinheiro e dalle immagini di Laura Cortini, ripercorre la grande favola e le sue tematiche, dal senso della giustizia alle differenze tra il bene e il male, all’eternità dell’anima.
Una lavagna luminosa proietta su un gigantesco telo bianco l’antichissima arte delle ombre, mentre le parole intonate dell’attrice guidano i bambini nell’immensa storia di Dante, attraverso le forme, i colori e le figure dei misteriosi personaggi, illustrati in cinquanta quadri originali.
Si potranno visitare i gironi infernali popolati da figure e creature affascinanti, per proseguire l’ascesa verso i cieli evanescenti del paradiso, passando per le cornici del purgatorio. Un viaggio immaginario tra le tre illustri cantiche e i rispettivi 33 canti del poema, che sembra animarsi con le proiezioni e le immagini e parlare direttamente ai bambini e non solo, coinvolgendoli in un percorso emozionante, una vera e propria fiaba dal sapore sempre attuale. Si stabilisce così una continua interazione con il pubblico e coi i più piccoli, che ad ogni passo della via smarrita vengono invitati a sostenere il racconto con suoni e azioni, a interpretare anime, diavoletti, angeli e altre fantastiche creature dantesche in modo giocoso.
Lo spettacolo si inserisce all’interno della rassegna IL TEATRO FA GRANDE, che apre la scena al pubblico dei piccoli e dei ragazzi, trasformando il teatro in “atelier” dove formare le prossime generazioni di spettatori e sperimentare nuove modalità di condivisione familiare e scolastica del teatro. Sono tanti i titoli in programma, di cui 4 produzioni: Leo, un successo della passata stagione, regia di Francesco Frangipane, mentre il Piero Gabrielli con le regie di Roberto Gandini presenta i nuovi debutti da Pinocchio al saggio/spettacolo da William Shakespeare, e la ripresa dell’Albero di Rodari. Tra le ospitalità, Astronave51 di Caterina Carpio e Alice Palazzi, H+G di Alessandro Serra, ll tenace soldatino di piombo del Teatro delle Apparizioni; Il Flauto Magico di Mozart, il progetto didattico di Europa InCanto che farà cantare migliaia di bambini.

TEATRO ARGENTINA Sala Squarzina - Largo di Torre Argentina, 52 00186 - Roma

Dal 26 al 30 novembre 2016

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 684 00 03 11 / 14
Sito web: www.teatrodiroma.net


ANCORA 1 ORA
Regia di Daniele Marcori
Cast: Susanna Cantelmo, Deborah Fedrigucci e Daniele Marcori

Un’ora per dirsi tutto quello che non si è detto.
Un’ora per rivelare un segreto che cambierà la propria vita.
Un’ora per ritrovarsi o per perdersi per sempre.
Due attori, nessun testo, una sola ora.

Ancora 1 Ora è un format innovativo, totalmente improvvisato, che vedrà solo due attori sul palco dall’inizio alla fine. Due attori che vivranno il tempo reale di un’ora. Nessun taglio, nessun salto temporale. Un’ora. Sessanta minuti di vita.
Sul palco i due attori si metteranno a nudo davanti al pubblico. Nudi nel vero senso del termine. Perché sarà il pubblico che li vestirà dei panni dei personaggi che saranno per l’ora successiva. E sarà il pubblico che deciderà perché queste due persone si sono allontanate. Ed i due protagonisti si ritrovano per un’ora soltanto ed in quell’ora uno dei due rivelerà all’altro un segreto che cambierà il loro futuro.
Ancora 1 Ora è il frutto di un lungo lavoro basato sul metodo teatrale Meissner e su tecniche di improvvisazione teatrale di impronta drammatica. Un orologio scandirà il tempo che passa. Ciò che accade, accade lì, in quel momento. Unico e irripetibile.
Che ci fai qui? Devo parlarti. Dopo tutto questo tempo? Posso entrare? Sì, ma fra un'ora te ne devi andare. Me ne andrò, non temere.

TEATRO ANTIGONE - Via A. Vespucci, 42 (zona Testaccio)
Dal 2 al 4 dicembre 2016
Orario spettacoli: Venerdì 2 dicembre e sabato 3 dicembre ore 21.00
Domenica 4 dicembre ore 18.00
Biglietti: al botteghino intero 15 €/ ridotto 12 € - online intero 12 €/ ridotto 10€

Per acquistare online: http://www.verbavolant.roma.it/online-store
Per info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. – 347-9439412
Sito web: www.teatroantigone.it


DONNE AL PARLAMENTO
ECCLESIAZUSE
di Aristofane
regia Lorenzo De Liberato
Una produzione Ferruccio Barone
Traduzione e adattamento Valeria e Lorenzo De Liberato
con (in O.A.) Francesca Bellucci, Luisa Belviso, Ludovica Di Donato, Alessio Esposito, Tiziano Floreani, Lorenzo Garufo, Irene Vannelli
Costumi Giuseppe D’Andrea
Disegno luci Matteo Ziglio
Arrangiamenti musicali Tiziano Caputo

Un gruppo di donne, travestite da uomini, con a capo Prassagora, decidono di infiltrarsi in assemblea per far approvare un decreto che trasferirebbe alle donne il potere della città di Atene. Dato che la città è da tempo in balia di persone che non sono più in grado di governare, Prassagora e le sue complici riescono facilmente nel loro intento e gli uomini votano a favore della proposta. Una volta al potere le donne deliberano una serie di provvedimenti di stampo "comunista" come la condivisione dei possedimenti e del denaro per il bene comune. Queste riforme valgono anche per i rapporti sessuali e così le donne hanno la libertà di andare a letto e fare figli con chiunque vogliano; tuttavia, siccome questo potrebbe favorire le persone fisicamente belle, si decide anche che ogni uomo, prima di andare con una donna bella, sia tenuto ad andare con quelle brutte, e viceversa. Queste delibere però creano una situazione assurda e paradossale sconvolgendo le vite degli abitanti della città.

Note di regia. Nelle “Ecclesiazuse” Aristofane non indirizza più la sua satira (come nella maggior parte delle precedenti commedie) verso uno o più uomini di potere specifici, bensì contro l’inadeguatezza dell’intero sistema di governo ateniese. L’utopia è al centro del suo lavoro: una minoranza (in questo caso le donne) riesce a salire al potere è a promulgare una serie di riforme che sconvolgono l’ordine sociale. Attraverso questo testo la compagnia “Di necessità virtù” vuole raccontare come, in qualsiasi epoca, luogo o sistema, il potere e l’ambizione possano avvelenare le menti più pure e corrompere i propositi migliori.
Decontestualizzando l’opera, lo spettacolo mostra in scena, allegoricamente, un capovolgimento al vertice del potere che, come nel quarto secolo A.C. così nel 2016, crea una realtà paradossale con la quale tutti, volenti o nolenti, si ritrovano a dover fare i conti.

SALA UNO TEATRO – P.za Porta San Giovanni, 10 - Roma
Dal 29 novembre al 4 dicembre
Orario spettacoli: Tutti i giorni alle 21 e la domenica alle 18
BIGLIETTI: intero 15 euro, ridotto 10 euro, – tess. 2 euro

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Telefono 06 86606211
Sito web: www.salaunoteatro.com


UN’ALLEGRA FIN DE SIÈCLE
di Lina Job Wertmüller
regia di Lina Job Wertmüller
con Lina Job Wertmüller, Nicoletta della Corte (voce) e Andrea Bianchi (piano)
Due guerre mondiali, le brutali dittature del XX secolo nel viaggio dissacrante, profondo e irriverente della grande regista, per la prima volta in scena. Un racconto fatto non solo di parole, ma anche di canzoni e musica, composte assieme a Lucio Gregoretti e al grande maestro Lilli Greco.

TEATRO GRECO - Via Ruggero Leoncavallo 10 – 00199 Roma
dal 1° al 3 dicembre 2016

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ,
telefono 06 8607513
Sito web: www.teatrogreco.it/teatro/


39
di Shara Guandalini
regia di Giuseppe Sorgi
Supervisione ai testi Pascal La Delfa
cast Shara Guandalini, Micol Pavoncello, Sandro Stefanini, Veronica Milaneschi, Simona Zilli

39 è un numero bellissimo. È dispari, e a me piacciono di più i numeri dispari...Perché il 40 è pieno, è tondo, è completo...mentre 38 è pari e non va bene, è un po’ triste come numero...
Così parla 39.
39 è una ragazza come tante, di cui non conosciamo neanche il nome, che si ammala di Anoressia al liceo, e non ne esce più.
L’Anoressia Nervosa, secondo la definizione medica:
“...è il disturbo mentale che comporta un vero e proprio terrore di acquistare peso o diventare grasso, creando in tal modo un’immagine di sé e del proprio corpo distorta”.
Ma per 39 è molto di più: c'è in lei la volontà di sparire, di dissolversi, di non essere qui tra noi.
L'Anoressia si insinua in lei, le condiziona la vita, la allontana dal mondo reale e poi se la prende. Finalmente.
Attorno lei, in quello che è il giorno del suo funerale, troviamo le donne che le sono state accanto: sua madre Anna, che la amata a suo modo, ma di lei ha compreso poco. Marina, la sua amica di sempre, troppo distante da lei per conoscerla fino in fondo. Marta, colei con cui ha condiviso, troppo vigliacca per arrivare fino in fondo.
E poi c'è Marcellino, il Sacrestano, ovvero l'ignoranza, il luogo comune, e la tenerezza della gente che non sa. Che non capisce. Che finge di non sapere. Che ancora considera l'Anoressia “il voler dimagrire”.
E poi c'è 39.
Distante. Da un'altra parte. Lontana da tutto e tutti. Forse più serena.
Niente altro da dire: ospiti al Teatro Trastevere per soli 4 giorni, i protagonisti di “39” vi attraverseranno tanto da non dimenticarne traccia alcuna.

TEATRO TRASTEVERE - Via Jacopa de'Settesoli 3 - 00153 Roma
dal 1° al 4 dicembre 2016 - h 21.00, domenica h 17:30

Info e prenotazioni: Tel. 06-5814004 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrotrastevere.it


AMORE NON ESSERE GELOSO
di Andrea Zanacchi
regia di Marco Simeoli
con Manuela Bisanti, Cinzia Rovello, Daniele Derogatis, Lucio Cruccio, Giampaolo Filauro, Giuseppe Assillo, Elena Mazza. Anna Sospetto
Voce Dottor Cristecu Lorenzo Profita
Luci e fonica Federico Millimaci – Scene Veronica Corrente

Una giovane e divertente commedia per sorridere e sdrammatizzare un sentimento che morde tutti allo stesso modo: lo spettatore non potrà far altro che immedesimarsi!
Debutta il 29 novembre “Amore non essere geloso” di Andrea Zanacchi, testo vincitore del Festival Testaccio Comic Off 2015 nella categoria commedia, ora al Teatro de’ Servi in una nuova versione diretta da Marco Simeoli.
E’ una commedia brillante che attraverso le vicende di due coppie di amici esplora il sentimento della gelosia in modo fortemente realistico, costruendo una dimensione di paranoia e sospetto che avvelena la vita dei protagonisti.
Quattro bravi e giovani attori (Manuela Bisanti, Giampaolo Filauro, Daniele Derogatis e Elena Mazza - diplomati presso la scuola di arti sceniche “Il Cantiere Teatrale” e fondatori della Compagnia Velluto Rosso) portano avanti l’intreccio in un doppio ambiente scenico (i due appartamenti) con un gioco registico innovativo.
Il ritmo della commedia è frenetico e scandito da furiosi litigi, tanghi figurati, assurdi scambi di persone e situazioni che rivelano la precarietà degli equilibri relazionali.
Basta un fusibile che salta, un attimo di buio per innescare un dubbio rovinoso: quel bacio traditore c’è stato davvero o si trattava soltanto di un’allucinazione?
Un vortice di insicurezza che avvolge a poco a poco, un tarlo che corrode innescando la sfiducia e la compulsività del controllo: dinamiche comuni e processi mentali che rasentano l'assurdo ma che dipingono il reale aspetto dell'amore.
Una commedia molto divertente che fa ridere e che fa riflettere su un sentimento di cui tutti, prima o poi, siamo stati vittime, anche se spesso lo neghiamo.
Il tango è il leitmotiv musicale di tutto lo spettacolo: tanghi cadenzati, tanghi sussurrati oppure convulsi, sempre ballati nella migliore tradizione argentina.

TEATRO DE’ SERVI - Via del Mortaro, 22 – Roma

Dal 29 novembre al 18 dicembre 2016
Biglietti: platea 22€ - galleria 18€
Orario spettacoli: da martedì a venerdì ore 21 – sabato ore 17.30 e 21 – domenica ore 17.30 – lunedi riposo

Info e Prenotazioni: 06.6795130
Sito web: www.teatroservi.it - https://www.facebook.com/TeatroServi?fref=ts


ORESTEA di Eschilo
nella rilettura di Giuseppe Argiro’

Il mito fondativo della democrazia raccontato dall'unica trilogia tragica a noi pervenuta. Al Teatro Arcobaleno debutta l’Orestea di Eschilo nella rilettura di Giuseppe Argirò, con Renato Campese, Cinzia Maccagnano, Silvia Siravo, Maurizio Palladino, Alberto Caramel, Silvia Falabella, Veruska Menna.
“Un conflitto atavico tra Patriarcato e Matriarcato – afferma Giuseppe Argirò, anche regista dello spettacolo- una sequenza di cruenti omicidi parentali che sembrano affollare le cronache contemporanee compongono una drammaturgia viva, di forte impatto emotivo per lo spettatore. L'Orestea è pura azione drammatica in cui si intrecciano vendette ed esecuzioni sommarie che anticipano le più buie atmosfere shakespeariane. Il linguaggio alto e sublime di Eschilo diventa sulla scena materia teatrale e mito di fondazione di ogni umanità”.

TEATRO ARCOBALENO (Centro Stabile del Classico) - Via F. Redi 1/a - 00161 Roma
dal 25 novembre all’11 dicembre 2016

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06.44248154 - Cell. 320.2773855
Sito web: www.teatroarcobaleno.it


LA TRILOGIA DELLA VILLEGGIATURA
Commedia con musiche di Tato Russo da Carlo Goldoni
regia Carmen Pommella
con Carlo Caracciolo, Riccardo Citro, Rita Corrado, Elisabetta D’Acunzo, Roberta Esposito, Simona Esposito, Mario di Fonzo, Adriano Falivene, Annarita Ferraro, Irene Grasso, Nuvoletta Lucarelli, Peppe Mastrocinque, Antonio Vitale
e con la partecipazione di Gigi Savoia

Parte il 26 novembre la prima stagione del Teatro Sala Vignoli, il nuovo spazio diretto da Eugenio Dura nel cuore del Pigneto, quartiere sud di Roma.
Il primo spettacolo in scena, fino al 27 novembre, è La Trilogia della Villeggiatura di Tato Russo. Tratto dall'opera di Carlo Goldoni, il lavoro rappresenta il primo atto della costituita Compagnia dei Giovani di T.T.R IL TEATRO DI TATO RUSSO che si propone di riportare nelle scuole il repertorio delle opere del maestro. La direzione artistica è affidata a Carmen Pommella.
L’ambientazione nella Capri degli anni 50 suggerisce l’utilizzo di colori e atmosfere dalla bellezza irripetibili. Ci piace pensare, perciò, che l’autore abbia tratto ispirazione da situazioni viste e vissute durante la sua giovinezza. L’anello di congiunzione tra la frivolezza dell’epoca e i reali contenuti del periodo, sono le canzoni che si alternano alla prosa e che permettono un piacevole tuffo nel passato quando la musica sostituiva tutta o in parte un racconto di una storia d’amore o le avventure di un’allegra compagnia. Tutto, quindi, ruota intorno alle smanie, alle isterie, ai capricci di una gioventù che pretende di “stare” piuttosto che di “essere”.


TEATRO SALA VIGNOLI - Via Prenestina, 104 - ROMA
Dal 26 al 27 novembre 2016
Orario Spettacoli: Sabato ore 21.00 Domenica ore 19.00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 371.16.27.502


MAGNAMOSE TUTTO!
Scritto e diretto da Pier Francesco Pingitore
Martufello Mario Zamma, Carlo Frisi, Demo Mura
con Morgana Giovannetti

...e nel secondo tempo

“DONNE CHE AVETE INTELLETTO D’AMORE…”
con Valeria Marini e Pamela Prati

La nuova creatura teatrale del maestro Pingitore muove i passi dalla previsione di un grande veggente, il Mago Katsàr, secondo la quale nel giro di pochi giorni un enorme asteroide cadrà sull’Italia e distruggerà gran parte del Belpaese. Dopo il primo momento di disperazione, una furia godereccia si impadronisce di tutti gli italiani e un grido unanime si leva da tutta la Penisola: “Magnàmose tutto! Finche c’è ancora qualcosa che non si sia mangiato il Governo…”.
Vengono istituiti comitati di Godimento Pubblico. Renzi cerca di rassicurare gli elettori, ma oramai all’asteroide distruggitore è stato dato un nome che lo coinvolge: “Matteostar”.
A Roma la sindaca Raggi si aggira sperduta, interviene Grillo inferocito con Di Maio e Di Battista… Ma anche il Papa, Mattarella, la Merkel, e Trump e Hillary Clinton… Tutti vorrebbero additare una via di salvezza, ma la sorte ormai sembra segnata… E quindi a maggior ragione il popolo non ha che un pensiero: “Magnàmose tutto!”
Interpreti di questo nuovo esilarante ed acuto lavoro sono, come da tradizione, Martufello, Mario Zamma, Carlo Frisi, Demo Mura, Morgana Giovannetti e Enzo Piscopo.

Il secondo tempo ha un titolo a sé: “Donne che avete intelletto d’amore”. Ne sono protagoniste, Valeria Marini e Pamela Prati fortemente volute assieme da Pingitore per celebrare i 51 anni dalla nascita della Compagnia capitanata dal Maestro. Coadiuvate dal cast del primo tempo, Valeria e Pamela faranno rivivere, tra battute, canti, balletti, alcune Grandi Donne del passato più o meno prossimo.
In scena anche il corpo di ballo composto da Gaetano Messana, Sargis Galstyan, Federica Della Pelle, Shaila De Giovanni, Federica Bastici.
Le musiche sono state curate da Piero e Francesco Pintucci, i costumi da Maurizio Tognalini, l’arredamento da Graziella Pera e le coreografie da Evelyn Hanack.
Lo spettacolo sarà in scena fino al 5 febbraio 2017.

SALONE MARGHERITA - Via dei Due Macelli, 75 - 00187 Roma
Da venerdì 25 novembre 2016 a domenica 5 febbraio 2017

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6791439
Sito web: www.salonemargherita.com


RISORGI
scritto e diretto da Duccio Camerini
con Simone Bobini, Barnaba Bonafaccia, Duccio Camerini, Marika De Chiara, Ciro Carlo Fico, Dario Guidi, Igor Mattei, Marco Damiano Minandri, Cristina Pedetta
Musiche dal vivo Matteo Colasanti
Produzione LA CONTRADA - STABILE DI TRIESTE - LA CASA DEI RACCONTI

Storie senza morale alla fine di una città, in una terra di nessuno tra legalità e illegalità, pelli di diverso colore, benessere e miseria, solitudine e assenza di passato.

Vecchie e nuove generazioni. Un traffico di storpi e mendicanti sullo sfondo del nuovo giubileo.
Un capo, una specie di figlio-erede, un pupillo, ruffiani, ma anche nemici. Un rapimento mette in crisi un sistema. Qualcuno alla fine ci lascerà la pelle. Un mondo indifferente e senza più una forma.
Qualcuno l’aveva previsto.
Un clima scabroso e barocco, forse una preghiera, a cavallo tra la periferia e la campagna sventrata. Ogni personaggio è in attesa di una sua personale resurrezione, davanti ad un mondo ridicolo che sa soltanto ignorare.
Marika è un aspirante transessuale di mezza età; Sergetto è un ex marchettaro che non vuole smettere di illudersi; Traiano, il figlio di Marika, gestisce insieme al padre un traffico di storpi, addestrati a chiedere l’elemosina in occasione del Giubileo della Misericordia voluto da Bergoglio; Mongo è un ritardato, un fool che vede dietro le cose; Semmi è un cameriere che fa arti marziali e prende “bombe” illegali prima di combattimenti clandestini; Rosa, la sua ex, è una tossica un tempo assistente sociale; Nadia è un’impiegata che si accanisce contro il figlio disabile; Bacio è un uomo deciso a risalire la china di quel potere sommerso; infine Latodestro è uno storpio finito sotto un camion, è lui il Robespierre che guida gli altri storpi alla rivolta…

TEATRO PICCOLO ELISEO - Via Nazionale 183 – 00184 Roma

Da mercoledì 30 novembre a domenica 11 dicembre 2016
Orario spettacoli: martedì, primo mercoledì di replica, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00
mercoledì e domenica ore 17.00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06.83510216
Sito Web: www.teatroeliseo.com


DIRITTO DI RECESSO
scritto e diretto da Patrizia Palese

Al Teatro Petrolini arriva “Diritto di recesso”, uno spettacolo in cui tre personaggi, interpretati da Romano Talevi, Rita Pasqualoni, Andrea Davì, sono alle prese con problematiche forti in una girandola di avvenimenti ed emozioni contrastanti. Il vero protagonista o burattinaio non sarà nessuno dei tre, perché chi deciderà delle loro vite sarà solo un’idea: il razzismo, ma quello più sottile, più elegante, il razzismo mentale. Una storia importante forte che l’autrice Enrico, avvocato senza scrupoli, conduce la sua vita dividendo il mondo in vincenti e perdenti e in quest’ultima categoria inserisce anche sua moglie Rossana, avvocato come lui, che subisce l’indifferenza e il disprezzo del marito verso le sue scelte nella vita, in nome di un ricordo d’amore che sembra presente solo per lei. Ad un certo punto la coppia si trova di fronte ad un baratro a causa di sopraggiunte drammaticità legate alla salute di Enrico, che solo la tempestiva presenza di un amico-medico consente di superare. Dopo un anno sembra che non sia successo nulla e tutto sembra ricominciare là dove si era interrotto in realtà tutto cambia: si è al punto finale. Emergono i dubbi ora svelati da un Enrico che non si è mai accontentato di risposte superficiali e lo scontro con sua moglie è tremendo. Ciò che Rossana sarà costretta a confessare trasformerà la rabbia di Enrico in follia e nemmeno il sopraggiungere di Stefano lo farà rinsavire. La follia di Enrico ormai lo possiede e sarà lui stesso a decidere per sé e per gli altri come un burattino in cui a tirare i fili è solo la sua follia.

TEATRO PETROLINI - Via Rubattino, 5 Roma (Testaccio)

dal 29 novembre al 4 dicembre
Orario: ore 21 - Biglietto: 15 euro

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Tel. 06 5757488
Sito web: www.teatropetrolini.com


IL RE DEI BOSCHI
scritto e diretto da Adriano Sconocchia
con Adriano Sconocchia, Biagio Tomassi, David Mastinu, Federico Sconocchia Pisoni, Filippo Velardi, Lucia Lanzolla, Maria Giordano, Mauro Lorenzini, Paolo Ziccardi, Pietro Marone
e con la straordinaria e gentile partecipazione della voce di Claudio Sorrentino

La pièce è liberamente ispirata al romanzo Il mastro di Mesa di Adriano Sconocchia, edito da Edilet. Nei primissimi anni del ‘900 l’ex ufficiale pontificio Bartolini, ormai vecchio, ritorna nei luoghi dove ha passato gli anni decisivi della sua carriera militare. Alloggia in quella che fu la stazione di posta di Mesa nelle Paludi pontine. Seduti a un tavolo dell’osteria di quella locanda, Bartolini inizia una lunga chiacchierata con l’ex “mastro” della stazione, Angelo, al quale racconta i momenti da lui vissuti durante un anno terribile e indimenticabile, il 1867, passato a inseguire briganti e garibaldini. I ricordi di Bartolini si materializzano sulla scena attraverso i personaggi evocati nel suo racconto: lui stesso, quando era un giovane militare, il suo superiore maggiore Lauri, il delegato apostolico Pericoli, il brigante Orsini e i suoi familiari, Lucia, l’ex donna di Orsini e un giovane garibaldino, Angelo. Alla fine di questa lunga chiacchierata Bartolini scoprirà di avere davanti a sé proprio Angelo Colacicchi, il giovane rivoluzionario cui aveva dato la caccia durante i mesi dell’invasione dello Stato pontificio da parte dei garibaldini. La ricostruzione degli ambienti e dei costumi, il linguaggio dei personaggi ci fanno rivivere l’atmosfera di quelli che furono gli ultimi agitati anni dello Stato pontificio.

TEATRO TORDINONA – Sala Pirandello Via degli Acquasparta, 16 – Roma
dal 24 novembre al 4 dicembre 2016 (no lunedì, martedì e mercoledì 28, 29, 30 novembre)
Orario spettacoli: giovedì, venerdì e sabato ore 21.00 – domenica ore 18.00

Info e prenotazioni: tel. 067004932 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.tordinonateatro.it


CODICE NERO
di e con Riccardo Lanzarone

Cosa succede quando un uomo qualunque è costretto in un ospedale? Salvatore Geraci, ex artificiere siciliano, racconta la sua vita: un tempo sospeso e solitario fatto di silenzi, sguardi, speranze e abbandono.
Codice nero nasce dall'esigenza di vivere e raccontare l'attesa, quel momento in cui: ricordi, desideri, sogni, si trovano nello stesso spazio, che in questo caso è un ospedale, il luogo dove nessuno può risparmiarsi lunghe attese, luogo in cui si alternano pessimismo e ottimismo, entrambi rivelatori di un'attesa, tutte e due guardano al futuro. Finché ci sarà il giorno e la notte, la nascita e la morte, non c'è che una sola maniera di esistere veramente: far sì che la terra giri. Il protagonista della storia, raggiunta la “semplice” consapevolezza vivrà la sua, forse, ultima attesa cercando di riconoscersi attraverso la cosa, che ama di più: la polvere da sparo e il rischio della morte. Codice nero vìola l’intimità del paziente che aspetta il suo turno. L’attesa diventa l’anticamera perfetta di uno spazio personale dove rivelare chi si era prima della malattia e supporre come andrà a finire. Il tempo di attesa è indefinito e informe: il protagonista ci vive dentro in una costante altalena tra presente, passato e futuro. Si ricorda chi era e immagina chi vorrà essere. Salvatore attende e non smette di chiedere: “Tocca a me?” Intanto prepara un fuoco d'artificio che deve esplodere in tempo o forse mai.
Cosa hanno in comune la sanità e la polvere da sparo?
“Quando la stanchezza sarà definitiva. Quando sarà troppo tardi per aspettare. Troppo tardi per odiare troppo tardi per capire, allora non avrò perduto solo il nome e la memoria. Non avrò perduto solo la casa, la storia, l'origine, avrò perduto anche il piacere di riconoscermi”.

TEATRO ARGOT STUDIO - Via Natale del Grande, 27 - Roma
dal 2 al 4 dicembre 2016
Orari spettacoli: al martedì al sabato ore 20.30 - domenica ore 17.30
Biglietti: 12 euro (intero) - 8 euro (studenti e over 65)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06.5898111
Sito web: www.teatroargotstudio.com


A PORTE CHIUSE (HUIS CLOS)
di J.P.Sartre
regia Ennio Coltorti
con Ennio Coltorti, Anna Clemente Silvera, Adriana Ortolani e Gianfranco Salemi

La “Porta chiusa” di Sartre in realtà non è chiusa; sono Garcin, Estella e Ines, i tre protagonisti, a non volerla aprire. Loro stessi “si dannano” facendosi artefici del loro inferno. Quest’opera di Sartre ebbe da subito un travolgente impatto ispirando fino ai giorni nostri film e commedie di successo basate su “cene” e “incontri” che alla fine si trasformano in furiosi scontri (vedi i recenti “Carnage”, “Perfetti sconosciuti” etc.). Anche il colpo di scena che rivela l’effettiva condizione non terrena del protagonista è stato usato da innumerevoli drammaturghi e sceneggiatori a partire da” La Signora di Shangai” di Orson Wells (del 48; il testo di Sartre è del 44) fino al recente “Sesto senso”, etc. Per Sartre l’inferno sono gli altri. Nella stanza di Huis Clos non ci sono specchi, non ci si può rifugiare nella propria apparenza, si deve affrontare lo specchio della nostra anima, la nostra punizione: gli altri. Ma Sartre è un umanista: per lui lo scopo di ogni punizione non può che essere la liberazione dall’errore. Con Huis clos sembra indicarci la necessità dello stare insieme, cioè crescere insieme, condividere, sostenersi, aiutarsi, uscire insomma dall’inferno della solitudine.

TEATRO STANZE SEGRETE - Via della Penitenza, 3 ( Trastevere ) - Roma

Dal 28 novembre al 22 dicembre 2016
Da mart. a sab. ore 21, dom. ore 19

Info e prenotazioni: Tel. 066872690 - 3889246033
Sito web: www.stanzesegrete.it


HABEROWSKI
era un mondo pieno di scrittori, di sbronzi, e di scrittori sbronzi, Charles Bukowski
da un’idea di Manuel Bozzi
con Alessandro Haber

LO SPETTACOLO
Alessandro Haber e Manuel Bozzi: due menti, due cuori e un fiume di idee. Una nuova visione di una celebre performance di Haber. un "remix" come amano chiamarlo gli autori. Gli ingredienti di questo remix sono semplici, efficaci, potenti: Alessandro Haber regala una interpretazione a tratti autobiografica nella quale miscela con grande esperienza e passione i sentimenti più nichilisti e cinici dello scrittore americano. Haber interpreta, recita, canta ma soprattutto vive i testi e le poesie originali di Charles Bukowski accompagnato dalla musica elettronica di Alfa Romero e da un visual ideato da Manuel Bozzi e Olivander in una continua interazione con il pubblico. Un’esperienza sonora e visiva coinvolgente e di grande qualità artistica. La tromba di Andrea Guzzoletti, con i suoi fraseggi colora e completa la pièce, unendo note romantiche e riflessive all’appeal elettronico dello spettacolo Tecnologia. recitazione, musica, amore si fondono in un progetto ad alto impatto emotivo. Un live, perché di un vero e proprio live si tratta, che arriva dritto al cuore, che farà emozionare, sorridere e divertire il pubblico che assaporerà Bukowski sotto una nuova luce, dove le parole si uniscono alla musica elettronica ed alle immagini in un’unica incalzante danza dagli irriverenti toni beat/bukowskiani.

LA MUSICA
Alfa Romero è il nome del duo composto da Marzio Aricò e Lorenzo Bartoletti, Dj di fama internazionale e produttori di grande levatura della scena Techno/House italiana che hanno accettato la sfida di accompagnare i dissacranti testi di Bukowski magistralmente interpretati da un grande Haber. Il duo propone tracce originali, appositamente editate per lo spettacolo.
Andrea Guzzoletti nasce col Jazz e naviga con mano esperta nell'elettronica. Suona e produce con e per i più grandi. Collabora con Hector Zazou, Peter Erskine, John Taylor fino ad approdare all'avanguardia e alla musica dance. Da Label Manager di Alfa Romero Recordings contribuisce alla messa in opera del progetto Haberowski nel quale ha anche il ruolo di trombettista.

TEATRO VASCELLO - via Giacinto Carini, 78 – 00152 Roma
dal 29 novembre al 4 dicembre 2016

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Tel. 06.5881021/06.5898031
Sito web: www.teatrovascello.it


POVERO DA MORIRE
Scritto e diretto da Francesco Di Chio
Interpreti: Simone Borrelli, Simona Di Bella, Alberto Melone, Marina Savino, Fabio Orlandi

Mattia è bello, simpatico e disoccupato. In piena crisi economica, trascorre le sue giornate ospite dal suo migliore amico, senza porsi troppe domande, inviando curriculum e correndo dietro alla ragazza di turno. All'improvviso, attanagliato dai debiti e da Equitalia, decide di attuare un piano "perfetto"... Così, da un espediente particolare quanto curioso, prende vita la commedia, sviluppandosi poi attraverso una serie di equivoci, inganni e colpi di scena.
All'interno di un microcosmo riconoscibile da ognuno di noi e accompagnato da personaggi divertenti quanto realistici, Mattia cerca di fuggire dal mondo che lo circonda (e forse anche da se stesso), spingendoci verso un epilogo inaspettato.
La commedia, atto unico di Francesco Di Chio, con ironia e un linguaggio attuale, affronta il delicato tema della crisi economica e della disoccupazione (non solo giovanile) con l'obiettivo di raccontare questo nostro momento storico - sociale, senza l'ambizione di dare risposte, ma con la volontà, cercando di far sorridere per novanta minuti, di stimolare riflessioni, strizzando l'occhio alle tanto apprezzate commedie amare del neorelismo italiano.


TEATRO DEI CONCIATORI - Via dei Conciatori, 5 – 00154 Roma
Dal 29 novembre al 4 dicembre 2016
Orario Spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 18

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - tel. 06-45448982 – 06-45470031
Sito web: www.teatrodeiconciatori.it


GRAN CAFE’ CHANTANT
Vaudeville in due atti di Eduardo Scarpetta
Regia di Tato Russo
con Tato Russo
E Clelia Rondinella, Renato De Rienzo, Mario Brancaccio, Salvatore Esposito, Dodo Gagliarde, Letizia Netti, Carmen Pommella, Francesco Ruotolo, Caterina Scalaprice, Massimo Sorrentino, Diletta Bonè, Antonio Botta
E con l’Orchestra Gran Cafè Chantant

Tato Russo riscrive e trasforma la commedia di Scarpetta in un vaudeville e, intorno al classico divertentissimo intreccio scarpettiano, ci propone l’analisi critica di un periodo storico che, pur durando lo spazio di una meteora, fu denso di significati culturali e civili, che chiudeva un secolo, l’Ottocento, e ne apriva un altro: quello dell’opera moderna.
Siamo ai primi del 900, nel cuore della belle epoque. Molti teatri di prosa chiudono perché la moda dell’epoca li rende ormai deserti. Qualcuno per seguirla viene trasformato in ritrovo di numeri ben più allegrotti. Due coppie di artisti ormai alla fame sono costretti, loro detentori dell’antica arte della tragedia, a riciclarsi come vedette di café chantant. Una serie infinita di traversie e di avventure tutte da ridere li accompagna in quello che vuole soprattutto essere l’affresco d’un epoca edonistica e culturalmente in grande decadenza. Tato Russo riscrive e trasforma la commedia di Scarpetta in un vaudeville, che è un tourbillon di trovate e di caratteri, e intorno al classico divertentissimo intreccio scarpettiano ci propone l’analisi critica di un periodo storico che, pur durando lo spazio di una meteora, fu denso di significati culturali e civili, che chiudeva un secolo, l’Ottocento, e ne proponeva un altro: quello dell’opera moderna. Un mitico quindicennio che,pur proponendosi come un’epoca di splendori, portava in se un periodo di miseria e
decadenza. Nel 1900 i teatri di prosa chiudevano per lasciare spazio al Café Chantant. Questa nuova forma di spettacolo metteva in crisi quello tradizionale come accadrà qualche decennio più tardi con l’avvento del cinema e oggi con l’avvento dei one man show da cabaret. I luoghi teatrali si trasformavano. Chiudevano molti " teatri storici", altri per sopravvivere erano costretti a modificare il repertorio. La vicenda dura un giorno, ma Tato Russo dilata lo spazio temporale di questa giornata, riferendola all’intero periodo di quel quindicennio, dalla nascita, allo splendore, alla miseria del café chantant: un lungo giorno in cui cambia la moda, il gusto, la maniera di pensare della gente. E se l’azione parte dalla crisi del teatro di prosa determinata dall’aggressione del café chantant, termina nella fine quest’ultimo a sua volta stroncato dall’avvento del cinema. Intorno ai quattro protagonisti della storia si muove una miriade di personaggi, che vagano tra tipi macchiette. Tato Russo ha impostato la commedia su questa folleggiante contrapposizione di stili recitativi e di drammaturgia. Da una parte il linguaggio di commedia che sarà di Eduardo, dall’altra quello da farsa che è tipico di Scarpetta. Da una parte un Felice, personaggio nel vero senso della parola; dall’altra il mondo delle caricature, dei trucchi, delle esagerazioni. Tato Russo ripropone cosi uno Scarpetta diverso, più vicino ai classici nelle linee di una direzione personale di fare teatro, laddove ogni intuizione critica non si propone mai come fine a se stessa ma sottostà invece ad un piano organico di messa in scena, in cui ogni elemento concorre in giusta proporzione con tutti gli altri. Uno spettacolo ricco di trovate, di colori, di contenuti. Un vero fuoco di fila affidato alla grande bravura di tutti gli interpreti con alla testa Tato Russo.

TEATRO PARIOLI PEPPINO DE FILIPPO - Via Giosuè Borsi 20, 00197 – Roma
Dal 1° al 31 dicembre 2016
Recita straordinaria del 31 dicembre con brindisi
Ingresso: Platea € 27,00 - Galleria € 22,00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 8073040
Sito web: www.teatropariolipeppinodefilippo.it


Data Unica

PERCHÉ BOH
Guida comica allo sfruttamento della Costituzione
di Enrico Bertolino e Luca Bottura
regia di Massimo Navone

Spettacolo di instant theatre dedicato al Referendum Costituzionale

Nella triplice veste di comico, narratore ed esperto di comunicazione, Bertolino passa sotto la sua lente i contenuti dei quesiti referendari, l’andamento della campagna elettorale, con frequenti parallelismi con la storia della Costituzione dal codice di Hammurabi, la più antica raccolta di leggi datata 1750 a.C., passando per lo Statuto Albertino che nel 1861 divenne la prima “Costituzione” del neonato Regno d’Italia.
Il teatro diventa così luogo di informazione satirica strettamente legata all’attualità, e lo spettacolo un percorso preparatorio all’arrivo in cabina elettorale, un “tutorial” col sorriso sulle labbra, particolarmente indicato per chi, come lo stesso Bertolino, gronda certezze e dubbi equamente ripartiti. Da condividere. Ridendone. Novanta minuti per chiarirsi le proprie convinzioni, farsene delle nuove, confondere quelle vecchie.
La serata vedrà protagonisti di due interviste distinte e separate altrettanti esponenti di primo piano del mondo della politica dichiaratamente a favore del sì o del no. Nel corso delle interviste, che hanno già visto protagonisti il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina e il Segretario della Lega Nord Matteo Salvini, Enrico Bertolino non sarà affatto imparziale: sosterrà le ragioni del sì intervistando l’ospite favorevole alla Riforma e le ragioni del No con quello contrario.
Sul palco, a scandire i diversi momenti dello spettacolo e ad accompagnare lo stand-up comedian milanese nelle sue performance musicali, ci sarà il Maestro Teo Ciavarella con musiche originali e altre tratte dal grande repertorio della musica leggera italiana.
Perché Boh è uno spettacolo prodotto da ITC2000, nato da un’idea di Enrico Bertolino e Luca Bottura, scritto da Bertolino e Bottura con Enrico Nocera per la regia di Massimo Navone.

TEATRO SALA UMBERTO - Via della Mercede, 50 Roma
28 novembre 2016 ore 21
Prezzo unico € 17,00

Info e prenotazioni: Tel. 06 6794753 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.salaumberto.com


VOCI NEL DESERTO
RAVE TEATRALE SULLA COSTITUZIONE

Il movimento “Voci Nel Deserto”, promotore della Raccolta Differenziata della Memoria, dà nuova vita alle parole dei grandi pensatori che hanno saputo leggere, negli eventi della loro epoca, ciò che noi stiamo vivendo solo ora. Un esperimento di volontariato teatrale su temi civili, aperto a tutti, gratuito, che resiste al tempo e che si attiva in momenti di particolare criticità, quando il recupero delle Voci profetiche del passato si fa indispensabile per spiegare il presente, nell’intento di tutelare il futuro. Le oltre 600 Voci ad oggi raccolte sono state editate in due volumi, il secondo dei quali viene presentato in questa occasione.

Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione.
James Freeman Clarke (1870)

ANGELO MAI ALTROVE - Viale delle Terme di Caracalla, 55 - Roma
venerdì 2 dicembre ore 21:30

Sito web: www.angelomai.org


VOTA KURT COBAIN!
Scritto da Filippo Gatti e Arianna Gaudio
Progetto di Arianna Gaudio, Filippo Gatti e Beatrice Tomassetti.
con Arianna Gaudio
e le voci di (in ordine di apparizione): Carlo De Ruggieri, Claudio Morici, Daniele Parisi, Cristina Pellegrino, Valerio Aprea, Maurizio Lucà.
Musiche: A. Vivaldi, F. Marchiori, Nirvana.

Lo spettacolo nasce dall’idea di mettere in scena un monologo sullo stato del nostro paese e sulla nostra responsabilità etica e politica, come artisti e come persone.
Una piccola pièce per dare voce ad un teatro attuale e popolare (nel testo) espresso con mezzi essenziali e simbolici (nella messa in scena).
Costruita su luoghi comuni del nostro immaginario presente, in questo caso una riflessione sulla politica che si sposta verso la retorica del web e la centralità del cittadino, utilizza una sintesi tra il tempo del sogno e una caratterizzazione surreale e comica.
Lo spazio scenico è essenziale. Una sedia, un tavolo e quegli elementi che mettono in contatto ciascuno di noi con il mondo esterno: un vecchio telefono fisso, uno smartphone, un computer portatile.
Durante lo spettacolo il monologo della protagonista è interrotto da interventi di alcuni personaggi di cui possiamo ascoltare solo le voci. Il monologo aspira a mettere lo spettatore nella posizione di ricordare il proprio punto di vista attraverso l'esperienza della protagonista.
Una specie di piccola bussola che rimette in ordine alcuni elementi di pensiero collettivo e ci riporta al punto di partenza.
Quello che ogni mattina ognuno di noi deve affrontare prima di iniziare a vivere le proprie scelte.
Sinossi:
..non devi stare sempre su Facebook che lì si dicono un sacco di cazzate! E' meglio la televisione che almeno ti fa dormire…".
Viola, giovane disoccupata romana, crea per scherzo un movimento politico chiamato “Vota Kurt Cobain!”. A sua insaputa il movimento viene realmente presentato alle elezioni da un personaggio misterioso che si adopera per ottenere le firme e le convalide burocratiche.
Con il 37% dei consensi “Vota Kurt Cobain!” si assesta a sorpresa come primo partito d'Italia.
“…il movimento nato appena un mese fa ed ispirato al defunto ideologo del grunge intercetta il desiderio di cambiamento del paese”
Lo spettacolo racconta il risveglio di una persona comune nella propria casa che si ritrova ad avere in mano, dal giorno alla notte, il destino dell'Italia.
Quindi questa cosa non è un incubo... non sono impazzita... ho realmente vinto le elezioni?!?
Viola Finimondi, 40 anni, romana, figlia di una famiglia borghese del ceto medio, single, con un diploma di dirigente di comunità, ha lavorato come cameriera, commessa nel settore dell’abbigliamento, centralinista di call center, comparsa in fiction e ha recitato in uno spettacolo di teatro off quando era giovane. E’ una donna reattiva e intelligente che vive un momento di confusione e sta cercando di orientarsi in un mondo che cambia troppo velocemente.
“…Ma Cinzia, io non lo so se adesso di punto in bianco a me mi va di governare il paese…”

TEATRO BIBLIOTECA QUARTICCOLO - Via Ostuni, 8 - Roma
30 novembre 2016 – ore 21
Ingresso: Intero 10€ – Ridotto 8€ (over 65, under 24)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06 98951725 – 060608
Sito web: www.teatriincomune.roma.it/teatro-biblioteca-quarticciolo-new


PICCOLI CRIMINI CONIUGALI
di Eric-Emmanuel Schmitt
regia di Antonio Monsellato
con Marta Bulgherini e Nicolas Zappa

Piccoli Crimini Coniugali è "una brillante commedia nera con una suspense sorprendente, un vero divertimento ma anche una saggia riflessione sulla madre di tutte le guerre: quella dentro la coppia".
La storia indaga il rapporto di coppia tra Lisa e Nic, venticinquenni fidanzati dal tempo del liceo che si trovano ad affrontare un momento critico nella loro relazione: l'amore è sufficiente per andare avanti, per aggirare i percorsi di vita che in questi anni si manifestano con tutta la loro violenza, per superare le ambizioni e le visioni contrastanti?
Il tempo uccide il desiderio.. ma uccide anche l'Amore? E se fosse invece l'amore ad uccidere il tempo?
Cosa potrebbe succedere se l'Amore, invece di scemare, aumentasse di giorno in giorno e con lui aumentassero le contraddizioni, le divergenze e i litigi?
Chi, tra i membri della coppia, sarebbe disposto a tutto pur di salvare il rapporto?
Un testo pieno di colpi di scena e di cose non dette, che lascia lo spettatore con il fiato sospeso pagina dopo pagina, parola dopo parola... Per arrivare ad un epilogo che lascia poco all'immaginazione. Schmitt con un'iperbole riesce a farci capire come tutti gli errori, se presi in tempo, possono essere risolti... e come l'Amore, se trattato con cura, può essere una pianta che non smette mai di crescere.

CENTRALE PRENESTE TEATRO - Via Alberto da Giussano, 58 Roma
1 dicembre 2016, h.21


Ancora in scena

LEHMAN TRILOGY
di Stefano Massini
regia Luca Ronconi

con (in ordine di apparizione) Massimo De Francovich (Henry Lehman), Fabrizio Gifuni (Emanuel Lehman), Massimo Popolizio (Mayer Lehman), Martin Ilunga Chishimba (Testatonda Deggoo), Paolo Pierobon (Philip Lehman), Fabrizio Falco (Solomon Paprinskij), Raffaele Esposito (Davidson, Pete Peterson), Denis Fasolo (Archibald, Lewis Glucksman), Roberto Zibetti (Herbert Lehman), Fausto Cabra (Robert Lehman), Francesca Ciocchetti (Carrie Lauer, Ruth Lamar, Ruth Owen, Lee Anz Lynn), Laila Maria Fernandez (Signora Goldman)
scene Marco Rossi
costumi Gianluca Sbicca
luci A.J.Weissbard
suono Hubert Westkemper
trucco e acconciature Aldo Signoretti
Produzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa

Il capitalismo, i giochi di potere, le banche, il denaro, i mutamenti sociali ed economici sono al centro del testo di Stefano Massini, pubblicato da Einaudi nel 2014 e tradotto in otto lingue e rappresentato in varie edizioni in Europa e in Canada. Oltre cento sessanta anni di storia raccontati attraverso le vicende dei potenti banchieri Lehman, una delle famiglie più influenti d’America: dalla Guerra di Secessione alla crisi del ’29, tra continue ascese e improvvise cadute, fino al definitivo fallimento del 15 settembre 2008. Luca Ronconi torna ad affrontare il tema della finanza, dopo essersene occupato nello Specchio del diavolo di Giorgio Ruffolo (2006) e in Inventato di sana pianta di Hermann Broch (2007). «Sono cose che appartengono a un mondo che non conosco – affermava il Maestro – e del resto io non ho mai amato mettere in scena ciò di cui sono totalmente sicuro. Di quelli che possono essere i rischi di un fenomeno, mi interessa esattamente il fenomeno, non “dire la mia”».
D’intesa con l’autore, Luca Ronconi ha suddiviso i tre capitoli della Trilogia (Tre fratelli, Padri e figli, L’immortale) in due parti intitolate Tre fratelli e Padri e figli.
La prima parte inizia l’11 settembre 1844 con l’arrivo in America dalla Baviera di Heyum Lehmann. Viene registrato da un ufficiale del porto come Henry Lehman: da allora in poi quello sarà il suo nome. Si stabilisce a Montgomery, dove apre un emporio di tessuti. Tre anni dopo lo raggiunge il fratello minore Mendel, che in America prenderà il nome di Emanuel, infine “il piccolo” Mayer. Se Henry è la testa e suo fratello Emanuel il braccio, Mayer è ciò che vi è nel mezzo, una sorta di intermediario. Nel corso degli anni il loro interesse si sposta dal cotone al caffè, alle grandi infrastrutture fino ad approdare in Borsa, dove tutto si vende ma nessuna merce è. Tre fratelli termina all’inizio del Novecento con la morte di Mayer e l’avvento della nuova generazione guidata da suo nipote Philip.
La seconda parte si apre nella New York degli anni Dieci del Novecento. Ai tre fratelli sono succeduti i figli: Philip (figlio di Emanuel) vuole speculare in Borsa, mentre Herbert (figlio di Mayer) si dedica alla politica e diventa governatore di New York. A settant’anni Philip Lehman “lascia”, ma non definitivamente: non si fida del figlio Robert (Bobbie). La Lehman Brothers supera la Prima Guerra mondiale, la crisi del 1929, la Seconda Guerra mondiale, avventurandosi in nuovi e sempre più spericolati investimenti, espandendo i propri interessi in tutto il mondo. Alla morte di Bobbie Lehman nel 1969, la società è affidata a Pete Peterson, che condurrà la banca a una prima crisi, negli anni Ottanta. Dopo la ripresa, il nuovo CEO, Dick Fuld jr, vivrà il destino di essere legato alla catastrofe dei mutui subprime e al fallimento della più che centenaria Lehman Brothers, il 15 settembre 2008.
Il testo di Massini chiede un teatro profondamente contemporaneo: Lehman Trilogy è infatti una drammaturgia che ci prevede accorti, autosufficienti, privi di guida e di segna-passo, ci coinvolge affinché noi elaboriamo una rotta dentro il testo, sapendo che non avremo in premio assoluzioni, condanne, né tantomeno manuali di condotta. Storia di uomini e donne, di padri e figli, di temperamenti e passioni, di cotone, carbone, ferrovie, denaro e speculazioni finanziarie, la saga dei Lehman è al tempo stesso uno squarcio di sogno americano: il Paese che tutto dà a chiunque dia prova di talento, inventiva e abnegazione, e in una manciata di secondi rovescia fortune e destini.
Con Lehman Trilogy, Stefano Massini, dopo il successo al Théâtre du Rond-Point di Parigi nell’allestimento francese della commedia, diretto da Arnaud Meunier, si è aggiudicato il Grand Prix du Syndacat de la Critique 2014. Lehman Trilogy con la regia di Luca Ronconi nel 2015 ha vinto 5 Premi Ubu: migliore spettacolo, migliore testo, migliore attore protagonista (Massimo Popolizio), migliore scenografia, migliore attore under 35 (Fabrizio Falco); oltre al premio come miglior spettacolo dell’anno alla V edizione del Premio le Maschere del Teatro Italiano.

TEATRO ARGENTINA - Largo di Torre Argentina, 52 00186 - ROMA
dal 25 novembre al 18 dicembre 2016
Lo spettacolo è ideato in due parti distinte e indipendenti fra loro che andranno in scena in maniera autonoma:
Prima parte - Tre fratelli - 25, 26, 27, 29 novembre e 2, 3, 4, 7, 8, 10, 11, 13, 15, 17 dicembre
Seconda parte - Padri e figli - 26, 27, 30 novembre e 1, 3, 4, 6, 9, 10, 11, 14, 16, 18 dicembre
Prima e Seconda parte - 26, 27 novembre e 3, 4, 10, 11 dicembre (intervallo tra le due parti 30’)
Orari spettacolo: martedì e venerdì ore 21 _ mercoledì e sabato ore 19, giovedì e domenica ore 17_ lunedì riposo
Biglietti: intero da € 12 a € 32 _ under35 e over65 da € 12 a € 30
convenzioni da € 12 a € 26 _ scuole e studenti da € 11 a € 15
Ingresso con Libertina Card € 20 _ con Libertina Card feriale € 16 _ con Libertina Card under35 € 13/12,50
Lehman Card € 40 – per chi acquista insieme il biglietto per la prima e seconda parte
Durata spettacolo: Tre fratelli (I parte, 2h 35’) e Padri e figli (II parte, 1h 55’)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 684 00 03 11 / 14
Sito web: www.teatrodiroma.net


A TEMPO DI SCIMMIA
di Marco Bilanzone
con Claudia Salvatore e Mersia Valente
regia Marco Bilanzone, Francesca Romana Nascè, Lisa Rosamilia
Musiche sonorizzazioni Daniele Casolino
Scenografie costumi Lisa Rosamilia
Residenza Artistica 2016-17

A Tempo di Scimmia” è un’indagine sulla nostra natura, sullo spaesamento, sull’equilibrio, di per se già precario, che cerchiamo faticosamente di trovare in uno spazio in cui le emozioni sembrano essere l’unico modo per sentire la vita, non trovando noi il tempo, il respiro per viverle, farle sedimentare, trasformarle in solide radici. Lo sguardo con cui ci si avvicina a questo nucleo è un occhio curioso, indagatore, ironico e grottesco.
In una giungla senza sentieri e senza luce, non esistono più emozioni a piede libero, ogni stato d’animo è braccato, compreso e compresso in pillole monouso. Una donna divisa in due ombre, è alla ricerca della propria identità attraverso lo stimolo delle emozioni, che si procura artificialmente ingerendone in dosi controllate. In questa giungla le due ombre rimangono imbrigliate nel falso valore identitario di emozioni che non le descrivono, ma che servono solo a mantenerle in vita. Insieme si sorreggono per evitare di crollare nell’atarassìa, dove l’assenza di emozioni è anche l’assenza di sé, in un disperato equilibrio tra l'abuso e l'abbandono, in conflitto non solo col vuoto, l'anestesia e il sonno, ma a anche con l'emotività bulimica.
Il tempo della scimmia è il tempo della follia, un tempo fuori tempo. La scimmia è la dipendenza di una vita carica di bisogni emozionali. “Quanto ci mette a formarsi un'emozione?”, chiede la protagonista, “Come si lega una emozione che monta a quella che sta morendo? Si toccano?”. In quell’infinitesimale spazio fra l’emozione che monta e quella che sta morendo, batte il tempo della scimmia.

TEATRO STUDIO UNO, | Sala Specchi Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara) - Roma

dal 24 novembre all’11 dicembre 2016
Ingr. 10 euro. Tessera associativa gratuita - Giov – Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00

Info e prenotazioni: - mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 3494356219-3298027943
Sito web: www.teatrostudiouno.com


LA MODA DEI SUICIDI
di Marco Avarello
regia di Linda Di Pietro
con Marius Bizău, Vittorio Ciardo, Antonella Civale, Letizia Letza, Marta Nuti, Giuseppe Grisafi, Tiziana Scrocca, Fabio Morici, Marco Zingaro

Artinmovimento presenta “LA MODA DEI SUICIDI” scritto da Marco Avarello, con la regia di Linda Di Pietro e in collaborazione con Solco srl e Vox Communication srl.
Tra il 2008 e il 2010, 58 dipendenti della società di telefonia France Telecom si sono tolti la vita. Nel mirino l’attività dei manager durante il piano di riorganizzazione.
Ispirato alla storia vera di France Télécom, la Moda dei suicidi è una piece teatrale itinerante ambientata in una location non convenzionale. Il pubblico è introdotto e guidato nei luoghi dove possiamo immaginare che i fatti avvennero. Nel percorso, attraverso le storie di alcuni dipendenti, si ricostruisce la vicenda della privatizzazione del colosso di telefonia francese attuata con un uso spietato e sistematico del mobbing. Realtà e finzione si confondono. I personaggi si rivelano, nell’intimità di una stanza, ripercorrono il passaggio dalla normalità al momento in cui si frantuma. E a tratti le parole dei personaggi si mescolano con quelle realmente scritte, lasciate sotto una finestra dai dipendenti che si tolsero la vita.
Morire di lavoro è inaccettabile, eppure la follia a quanto pare resta una tentazione forte laddove le leggi del mercato hanno reso il rapporto tra una grande organizzazione e le persone che lavorano al suo interno mostruoso e a tratti addirittura ridicolo. La follia diventa liberazione da un ordine che è profondamente disumano, perchè esige la perdita dell'uomo. La salvezza sembra impossibile da trovare eppure è vicinissima.
Lo scontro non voluto tra due personaggi agli estremi produrrà una situazione grottesca e perfino comica, in un continuo ribaltamento di ruoli destinato a condurci verso un finale imprevedibile.
“Il cammino della vita può essere libero e magnifico, ma noi lo abbiamo smarrito...” (Charlie Chaplin)

L’indirizzo della location su Roma verrà comunicata al momento della conferma della prenotazione.

2 – 3 – 4 dicembre 2016
9 – 10 – 11 dicembre 2016
16 – 17 - 18 dicembre 2016
Prima replica ore 20:00 – seconda replica ore 21:30


GENTE DE CORE
Racconti, serenate e stornelli sotto la luna
con una chitarra e due voci
Scritto da Claudio Severini
con Claudio Gnomus e Sara Adami

Claudio Gnomus torna al Teatro L'Aura con Gente de core di Claudio Severini.
Dal 24 novembre al 4 dicembre, affiancato sul palco da Sara Adami, Claudio Gnomus ci farà viaggiare nella Roma sparita, portandoci a riscoprire le serenate, gli stornelli e le canzoni di un tempo. Un percorso culturale ed emozionale che, partendo dall'osteria, ci conduce tra i vicoli di Trastevere fino ai castelli romani.
Aneddoti, curiosità, scenette comiche, sonetti e canzoni, vengono presentati e contestualizzati nel momento storico e nell'ambiente che li contraddistingue, in una Roma che sembra uscita da una cartolina del Pinelli.

TEATRO L'AURA - Vicolo di Pietra Papa, 64 - Roma

dal 24 novembre al 4 dicembre 2016
dal giovedì al sabato alle ore 21.00 domenica alle ore 18.00
Biglietti Intero 13.00 + 2.00 (tessera associativa) Ridotto 10.00 + 2.00 (tessera associativa)

Info e prenotazioni: Tel. 06-83777148 – mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrolaura.org


PROFUMO DI DONNA
dal romanzo IL BUIO E IL MIELE
di Giovanni Arpino
diretto e interpretato da Massimo Venturiello
con Irma Ciaramella, Camillo Grassi, Andrea Monno, Claudia Portale, Sara Scotto di Luzio, Franco Silvestri
La voce dei brani cantati è di Tosca
Scene Alessandro Chiti
Costumi Sabrina Chiocchio
Musiche Germano Mazzocchetti
Light design Umile Vainieri

Un capitano in pensione, rimasto cieco a causa di un'esplosione accidentale, decide di recarsi a Napoli da un amico anch'egli non vedente. Il capitano si farà accompagnare in questo viaggio da un giovane soldato in permesso premio. Tra vessazioni e rimproveri, il giovane, ribattezzato ''Ciccio'' al pari di tutti gli sventurati che si sono succeduti nell'ingrata mansione, “scorterà” quindi il bizzarro capitano che si rivelerà un uomo dalla personalità poliedrica; a tratti irascibile e spigoloso, a volte ironico e autoironico, sempre e comunque irresistibile seduttore di donne, per le quali ha una particolare passione. I due partono in treno da Torino e la prima tappa è Genova, dove il capitano decide di passare alcune ore con una prostituta. La seconda tappa del viaggio è Roma, dove il capitano parla con il cugino prete della sua condizione fisica e, per ultimo, giungono a Napoli, dove il capitano viene corteggiato da una giovane donna perdutamente innamorata di lui, ma il capitano sembra infastidito dalle sue attenzioni. La vera ragione del viaggio e dell’incontro con l’amico non vedente giungerà inaspettata e sorprendente solo alla fine... solo allora il capitano capirà che non potrà rifiutare l'aiuto e le attenzioni della giovane donna.
“Ora che abbiamo i mezzi per spaziare, per comunicare con tutti ci siamo chiusi in noi stessi, siamo diventati cinici disumani...” Cosi dice Charlie Chaplin nel discorso finale de “Il Grande Dittatore” e, come a volte succede a noi attori, le parole che continuiamo a ripetere tutte le sere ci restano addosso e ci rimbalzano poi nella mente durante le nostre giornate. Cosi, interpretando il ruolo che fu di Chaplin, ho spesso ripensato a queste parole ed è cresciuta in me la necessità di continuare a parlarne. Viviamo quotidianamente il paradosso di un’epoca in cui la globalizzazione ci spinge sempre di più verso l’isolamento e l’anonimato.
Ecco perché mi sono innamorato del romanzo di Giovanni Arpino “Il buio e il miele” e ho deciso di portarlo in scena come già fece Dino Risi con l’indimenticabile film interpretato da Vittorio Gassman “Profumo di donna”, poi risorto nel remake “Scent of a Woman” di Martin Brest con Al Pacino.
Questo romanzo-film è sicuramente l’emblema della solitudine moderna, della disillusione esistenziale che inevitabilmente conduce al cinismo e alla perdita di umanità e che assume nella figura del protagonista Fausto una dimensione cosmica (chissà se Arpino, dando al suo protagonista il nome di Fausto ha, magari inconsciamente, pensato al dottor Faust), spingendolo verso un crinale in cui si è smarrito il ‘profumo della vita’, la disperazione si confonde con l’ironia e il sarcasmo e la tragedia diventa persino comica, esilarante, proprio come tragica e comica è la condizione umana. Ed è proprio cosi che me lo immagino questo spettacolo, un incontro di emozioni contrapposte, uno scontro di lacrime e risate in cui, al momento, non so quale delle due prenderà il sopravvento”
(Massimo Venturiello)

TEATRO NINO MANFREDI - Via dei Pallottini 10 – Ostia Lido

dal 22 novembre al 4 dicembre 2016
29 novembre e 1, 2 dicembre ore 21.00
30 novembre e 4 dicembre ore 17.30
3 dicembre ore 17.30 e 21.00
Biglietti: Platea: Intero 24.00, Ridotto 21.00 - Galleria: Intero 21.00; Ridotto 18.00

Info e prenotazioni: Tel. 06 56 32 48 49 - mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroninomanfredi.it


L’ALBERO DI NATALE
di Augusto Fornari, Toni Fornari, Andrea Maia, Vincenzo Sinopoli
regia di Toni Fornari
con Simone Montedoro, Daniela Marra, Emanuela Fresi, Andrea Lolli

Marco, quarantacinquenne di bella presenza, di professione scrittore, vedovo da quattro anni. vive nel ricordo della moglie e non ha avuto interesse per altre relazioni. Da quando è rimasto vedovo la sua vita si è fermata, non riesce a terminare il suo ultimo romanzo, non ha nessun interesse, nessuna vita di relazione e affettiva e non ha mai più fatto l’ albero di Natale poiché era solito farlo sempre con sua moglie. Il suo amico Franco, tipo stravagante, cerca di coinvolgerlo in feste e serate, ma non hanno mai successo.
In casa capita spesso una simpatica portiera, che si prende cura della casa, con la quale Marco si scontra spesso anche se in maniera simpatica.
La sera del 23 dicembre, di ritorno dalla solita festa, Marco soccorre Vanessa, una giovane donna che è stata scippata e gettata a terra da due malviventi e la invita a casa sua per medicarla. I due passano la notte a parlare e a raccontarsi.
L’incontro tra i due si rivelerà importante e cambierà drasticamente le loro vite.

TEATRO GOLDEN - Via Taranto, 36 00182 ROMA
dal 22 novembre al 18 dicembre 2016
Spettacoli dal martedì al sabato ore 21.00 domenica ore 17.00. Lunedì e mercoledì riposo.
Biglietti: intero € 26,00 + € 4 di prevendita; ridotto € 22,00 + € 3 di prevendita

Info e prenotazioni: Tel. 06.70.49.38.26 – mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrogolden.it


UBU ME
di e con Francesca Villa e Francesco Picciotti

Pupazzi, fantocci, burattini fatti a pezzi e ricostruiti sono i protagonisti della pièce che segue la trama del testo di Jarry, ma che in questa versione viene trasformato in una messa/rievocazione dei due burattinai, improbabili sacerdoti di una cerimonia grottesca, irriverente, volgare e sporca per a far rivivere quello che è morto.
Madre e Padre Ubu sono due nobili piccoli e buffi, apparentemente inoffensivi come solo i burattini sanno essere. La fame insaziabile di Padre Ubu, alimentata dall’avidità di Madre Ubu, lo convincerà a uccidere il re e a usurparne il trono. Preso il potere però, Padre Ubu si rivelerà un essere ignobile e vigliacco, finendo inesorabilmente per perdere ogni cosa.
Sulla scena la grande pancia di Ubu, centro di tutto, un simulacro, un’urna, un teatrino dei burattini, ogni cosa si svolgerà dentro, intorno o sopra di essa come forza centripeta e centrifuga della scena. “Ubu me” è un omaggio e una cerimonia funebre, dedicato a quell’essere immondo che è Padre Ubu, un nobile vigliacco e cattivo, ma anche fonte di ispirazione per tutti quanti, con la sua capacità di vivere la sua imperfezione con impeto cavalleresco.
La Compagnia Divisoperzero realizza spettacoli e laboratori che esplorano, con curiosità, i diversi rami del teatro di figura: marionette, burattini, pupazzi, oggetti, ombre. Si definiscono, fieramente, burattinai: un lavoro che, nella materia, trova la sua più alta spiritualità. Il teatro di figura è una forma di resistenza: quando le cose vanno male e diventa difficile avere spazi e risorse, i burattini, umili ed eterni, corrono in nostro aiuto: in qualunque parte del mondo, in qualunque epoca sono sempre stati lì, a raccontarsi e a raccontare, senza aver bisogno di altro che di se stessi.

TEATRO STUDIO UNO - Sala Teatro - Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara) Roma
dal 24 novembre al 4 dicembre 2016 - giov – sab ore 21.00 - dom. ore 18.00
Ingresso 10 euro. Tessera associativa gratuita

Info e prenotazioni: Tel.: 3494356219- 3298027943 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrostudiouno.com


IL BERRETTO A SONAGLI
da Luigi Pirandello
regia Francesco Bellomo
con Gianfranco Jannuzzo, Emanuela Muni, Franco Mirabella, Carmen Di Marzo, Alessandra Ferrara Esmeralda Calcullo, Gaetano Aronica
e la partecipazione Anna Malvica
voce solista Francesca Gambina
adattamento di Francesco Bellomo, Moreno Burattini, Pino Caruso
assistente alla regia Giulio Guarino
scene Carmelo Giammello | costumi THE ONE | musiche Mario D'Alessandro
organizzazione e produzione Roberta Valentini e Clizia Di Blasio
produzione esecutiva Fabrizio Iorio

Note Di Regia
Il berretto a sonagli prende spunto da due novelle: “Certi obblighi” e “La verità”; in entrambi i casi si narra di un marito che, nonostante sia a conoscenza dell’adulterio della moglie, lo accetta con rassegnazione, ponendo come unica condizione la salvaguardia dell’onorabilità.
La società costringe gli individui ad apparire rispettabili, obbedendo a precisi codici di comportamento; in realtà tutto è permesso purché si salvino le apparenze.
La vicenda trascende, nel suo giuoco beffardo, la realtà dell’ambiente, ma non si sarebbe potuta realizzare al di fuori di quella. Ciampa, scrivano in una cittadina all’interno della Sicilia, è inserito in una società piccolo-borghese, condizionata dai “galantuomini”, ma non esclusa da un rapporto attivo, anche se subalterno, con la classe superiore.
La morale sessuale è pur sempre sofisticata, ma acquisisce, nel caso di Ciampa, il decoro convenzionale e ipocrita del codice borghese del perbenismo, un codice sul quale la beffarda rivalsa del subalterno gioca una sua partita arguta e teorizza il sistema pratico, socio-morale delle “tre corde”: la seria, la civile e la pazza.
ll recupero del copione originale consente di evidenziare la spontaneità della vis comica pirandelliana. Inoltre il reinserimento di alcune scene tagliate permette di identificare meglio e la tematica dell’opera e i caratteri dei personaggi.
Per dare maggiore impatto emotivo si è anche aggiunto un prologo in flashback all’inizio dello spettacolo, dove gli amanti clandestini vengono colti in flagranza di reato ed arrestati, scena che non esisteva e di cui si sentirà il racconto durante la commedia.
L’ambientazione, collocata nell’immediato dopoguerra, permette di recuperare certe situazioni tipiche del mondo siciliano ed particolare agrigentino di quel tempo.
Le musiche di Mario D'Alessandro ci riportano a quelle sonorità forti e terragne che hanno caratterizzato la produzione cinematografica dei film di ispirazione siciliana degli anni ’50.
(Francesco Bellomo)

TEATRO SALA UMBERTO - Via della Mercede, 50 - Roma
dal 22 novembre al 4 dicembre 2016
martedì, giovedì e venerdì ore 21, mercoledì ore 17, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17
Prezzi da 32€ a 23€

Info e prenotazioni: Tel. 06 6794753 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.salaumberto.com


MACBETH
di William Shakespeare
regia Luca De Fusco
traduzione Gianni Garrera
con Luca Lazzareschi, Gaia Aprea, Fabio Cocifoglia, Paolo Cresta, Francesca De Nicolais Claudio Di Palma, Luca Iervolino, Gianluca Musiu, Alessandra Pacifico Griffini, Giacinto Palmarini, Alfonso Postiglione, Federica Sandrini, Paolo Serra, Enzo Turrin
e con le danzatrici della compagnia Körper Chiara Barassi, Sibilla Celesia, Sara Lupoli
voce fuori campo (Streghe) Angela Pagano
in video Lorenzo Papa
scene Marta Crisolini Malatesta
costumi Zaira de Vincentiis
luci Gigi Saccomandi
musiche Ran Bagno
installazioni video Alessandro Papa
coreografie Noa Wertheim

Scritto tra il 1605 e il 1608, racconta la vicenda del vassallo di re Duncan di Scozia, che, divorato dall'ambizione e dalla brama di potere, instillatagli dalla profezia di tre streghe, insieme alla moglie progetta e porta a compimento il regicidio per salire al trono. Una tragedia fosca, cruenta, in cui domina il male e in cui i personaggi sono complessi e ambigui.
“Questa edizione del Macbeth – dichiara il regista - si pone come ideale prosecuzione del lavoro già avviato con Antonio e Cleopatra e Orestea, due spettacoli che si sono fortemente connotati nel senso della sperimentazione e della contaminazione tra linguaggi. Anche in questo caso il teatro si mescola con le installazioni video in modo ancora più complesso e variegato rispetto ai lavori precedenti. Lo spettacolo si collega ad Orestea per il rapporto tra teatro, musica e danza, proseguendo la collaborazione con gli artisti israeliani Ran Bagno e Noa Wertheim. Si richiama invece più ad Antonio e Cleopatra per l'analogia testuale, per il ritorno della coppia Lazzareschi - Aprea, per i rapporti tra trasparenze scenografiche, video, luci fortemente cinematografiche. La logica visuale sarà però meno monumentale e più visionaria assecondando la natura fantastica del testo che vede i suoi momenti fondamentali (apparizione delle streghe, visione del pugnale, fantasma di Banquo, apparizione dei Re, delirio del sonnambulismo di lady Macbeth) tutti fortemente contrassegnati dal tema del sogno, del delirio, insomma dell'irreale. L’ambientazione non collocherà l'allestimento in una precisa epoca ma in una dimensione atemporale sospesa tra medioevo, atmosfere da cinema anni '40, con uno sguardo al futuro, seguendo l'ispirazione dei costumi che la stessa Zaira de Vincentiis ha realizzato con grande successo nell'ultimo episodio di Orestea.
Partendo dagli studi di Bloom e Freud si cercherà di attraversare il testo ponendosi delle domande sull'origine del male. Un grande tema, che nel Macbeth si può intendere in modo immanente (come ovviamente sostiene Freud) ma che sopporta anche una interpretazione trascendente, visto che le streghe non sono solo il frutto della fantasia di Macbeth e la loro apparizione trasforma un uomo fatto di latte, come dice Lady Macbeth, in una bestia feroce.
Navigando sul confine tra teatro e video si potrà incrociare qualche citazione cinematografica (ad esempio Kubrick) ma anche riferimenti alla pittura surrealista di Delvaux, Magritte, Dalí.
I lusinghieri giudizi di critica e pubblico ottenuti dai protagonisti degli spettacoli citati e dagli spettacoli stessi nel loro complesso fanno ben sperare nel buon esito del progetto.

TEATRO QUIRINO VITTORIO GASSMAN – Via delle Vergini - Roma
dal 22 novembre al 4 dicembre 2016
Orari Spettacoli: da martedì a sabato ore 21, domenica ore 17, giovedì 24 e mercoledì 30 novembre ore 17, sabato 3 dicembre ore 17 e ore 21

Info e prenotazioni: Tel. 06.6794585 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroquirino.it


PETER PAN – Il Musical
regia di Maurizio Colombi
con Giorgio Camandona e Marta Rossi

Venti performer in scena, diretti dal regista Maurizio Colombi, ricreano un mondo magico, immerso in un’atmosfera incantata: Peter Pan volerà sopra gli spettatori, il pubblico chiamerà a gran voce Trilly con l’emozionante urlo “Io credo alle fate”, sullo sfondo dei duelli con i pirati di Capitan Uncino.
Tratto dal romanzo di James Matthew Barrie che ha incantato generazioni di ragazzi e non, PETER PAN Il Musical non è un semplice spettacolo teatrale, ma un vero e pro-prio sogno da condividere con tutta la famiglia: un viaggio verso L'isola Che Non C’è, per vivere un'avventura fantastica tra indiani, bambini sperduti, fate e i pirati.
La straordinaria colonna sonora di questo viaggio sono alcune tra le più famose canzoni di Edoardo Bennato che compongono l’album "Sono solo canzonette", ispirato proprio alla storia di Peter Pan: "Il rock di Capitan Uncino", "La fata", "Viva la mamma" e molte altre, fino a "L'isola che non c'è". I brani sono stati riarrangiati dallo stesso cantautore per lo spettacolo teatrale, oltre all’inserimento dell’inedito "Che paura che fa Capitan Uncino".

TEATRO BRANCACCIO - Via Merulana, 244 - 00185 Roma
dall’11 novembre all’11 dicembre 2016

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 80687231
Sito web: www.teatrobrancaccio.it

 

Articolo di: Isabella Polimanti

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