SaltaInTeatro - l’agenda teatrale romana, settimana dal 24 al 30 ottobre

Scritto da  Domenica, 23 Ottobre 2016 

Una settimana teatrale densa di appuntamenti imperdibili. La scena romana offre, nella settimana in cui inauguriamo questa nuova rubrica, una sorprendente varietà di spettacoli. Abbiamo selezionato, per voi lettori di SaltinAria, un insieme di proposte che riteniamo particolarmente interessanti e che vi raccontiamo in questo primo capitolo di SaltaInTeatro.

 

Grande attesa per il debutto di Ragazzi di Vita al Teatro Argentina con la regia di Massimo Popolizio, lo spettacolo che conclude idealmente il percorso iniziato del Teatro di Roma su Pasolini. Con Lino Guanciale protagonista, in scena un folto gruppo di altri giovani interpreti. Sempre sulla figura di Pierpaolo Pasolini il viaggio, tra musica e parole, di Giovanna Marini, Sono Pasolini in scena al Teatro India.

Torna un classico della tradizione teatrale napoletana, Natale in casa Cupiello con protagonista Luigi De Filippo che cura anche la regia. Per la prima volta in assoluto un De Filippo porta in scena il “Natale” dopo Eduardo.

L’altra faccia della Liberazione, raccontata dalla poetica di Simone Cristicchi e Ariele Vincenti, in scena al Teatro Lo Spazio con lo spettacolo Marocchinate. I terribili giorni successivi allo sfondamento da parte degli Alleati della linea di Montecassino. Lo spettacolo fa emergere i gravi fatti avvenuti in Ciociaria nel 1944, per non dimenticare le migliaia di donne vittime di violenza.

Solo per due serate, il 24 e il 25 ottobre, uno spettacolo da non perdere, in scena al Teatro Vascello. Il Grande Inquisitore da I Fratelli Karamazov di Dostoevskij cantato e coreografato, ruota attorno al gioco del doppio, tema caro a Dostoevskij, dove la figura del Cristo diviene proiezione degli aspetti della coscienza.

Un urlo di gioia e di serenità al Teatro Olimpico, che ha ripreso la programmazione dopo la chiusura durata alcuni mesi, è Peace, lo spettacolo di e con Antonio Giuliani.

Ancora in scena al Teatro Ghione la commedia “scandalo” di Pino Quartullo Quando Eravamo repressi 3.0. Un confronto tra quattro protagonisti, due giovani coppie cercano di risolvere il problema del calo del desiderio. Un confronto che, inevitabilmente, scatenerà situazioni imprevedibili, contrasti, erotismo e comicità.

Un classico della drammaturgia italiana del Novecento, un tema intenso, è in scena al Teatro dell’Angelo, Regina Madre, con due protagonisti d’eccezione, Milena Vukotic e Antonello Avallone.

Ancora qualche giorno al Teatro Marconi la riuscitissima commedia di Gianni Clementi Grisù, Giuseppe e Maria, uno straordinario affresco, con protagonisti Nicola Pistoia e Paolo Triestino, che ci racconta, divertendo, un’Italia che non c’è più.

Buona visione con SaltinAria!


I Debutti di questa settimana

RAGAZZI DI VITA

di Pier Paolo Pasolini
drammaturgia Emanuele Trevi
regia di Massimo Popolizio

con Lino Guanciale
e Sonia Barbadoro, Giampiero Cicciò, Roberta Crivelli, Flavio Francucci, Francesco Giordano, Lorenzo Grilli, Michele Lisi, Pietro Masotti, Paolo Minnielli, Alberto Onofrietti, Lorenzo Parrotto, Cristina Pelliccia, Silvia Pernarella, Elena Polic Greco, Francesco Santagada, Stefano Scialanga, Josafat Vagni, Andrea Volpetti

scene Marco Rossi
costumi Gianluca Sbicca
luci Luigi Biondi
canto Francesca Della Monica
video Luca Brinchi e Daniele Spanò
assistente alla regia Giacomo Bisordi

A coronamento ideale del ricchissimo percorso Il Teatro di Roma per Pasolini, la stagione 2016-17 del Teatro Argentina si apre con Ragazzi di vita, per la regia di Massimo Popolizio e con Lino Guanciale tra i protagonisti assieme a un folto gruppo di interpreti. Un anno pasoliniano denso di appuntamenti, che simbolicamente si chiude con la messa in scena del primo romanzo edito del “poeta corsaro”: nel 1955 Ragazzi di vita diede scandalo con le sue storie di povertà e disperazione, in cui ragazzi nati orfani d’innocenza riversavano per le strade le loro vitalità emarginate.

Il Lenzetta, il Riccetto, il Caciotta: ragazzi delle borgate di periferia che parlano in dialetto romanesco e trascorrono le loro giornate alla ricerca di qualche soldo e nuovi passatempi. “In queste scene prevalgono una marcata gestualità e il parlato romanesco, o meglio quella singolare invenzione verbale, di gusto espressionista e non neorealistico, che Pasolini stesso definiva una lingua inventata, artificiale. Non è insomma la lingua in cui parlano effettivamente i «ragazzi di vita», ma la loro lingua come viene percepita dal narratore, che è un uomo diverso da loro, e in tutti i sensi uno straniero” annota Emanuele Trevi, che ha curato l’adattamento drammaturgico. I “ragazzi” di Pasolini sono personaggi emarginati dalla città normale, degna e patinata. Agguantano la vita a piene mani e a pieni polmoni da un universo di fibrillazioni e vitalità anarchiche che è totalmente altro rispetto ai contesti borghesi, ai micro-cosmi protetti e istituzionali di lavoro o scuola.

In questo allestimento, “da una parte ci sono i ragazzi immersi in quello che fanno, e incapaci di vedere oltre alle immediate contingenze che li tengono impegnati. Dall’altro c’è questo straniero che li spia, e che a differenza di loro vede tutto, parla di Roma come se la sorvolasse come un uccello rapace o un drone. Ma non si accontenta di rimanere lassù. È attratto dal basso, dove brulicano le storie. E in queste storie è sempre presente, perché è lui a farle iniziare, a colmarne le reticenze, a rimetterle in carreggiata quando i loro protagonisti sembrano dimenticarsi di quello che stavano facendo e dicendo”.

TEATRO ARGENTINA
Largo di Torre Argentina, 52
00186 - ROMA
TEL. 06 684 00 03 11 / 14

dal 26 ottobre al 20 novembre - Prima nazionale

orari spettacolo
prima ore 21.00
martedì e venerdì ore 21.00
mercoledì e sabato ore 19.00
giovedì e domenica ore 17.00
1 novembre ore 17.00

Sito web: www.teatrodiroma.net
Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


SONO PASOLINI

composizione per coro e voce recitante
di Giovanna Marini
su testi di Pier Paolo Pasolini
I giovani infelici / La meglio gioventù
regia e voce recitante Enrico Frattaroli

con il Coro Favorito della Scuola Popolare di Musica di Testaccio
maestro del coro Patrizia Rotonda
(in ordine alfabetico) Teresa Bausano, Giuseppe Caltabiano, Gian Paolo Castelli, Stefano De Felici, Vittoria Gallo, Daniele Guaragna, Michele Manca, Germana Mastropasqua, Bruno Mattei, Andrea Monaco, Sergio Polimene, Xavier Rebut, Flaviana Rossi, Patrizia Rotonda, Susanna Ruffini, Enrico Scarinci, Lucia Staccone, Antonella Talamonti, Fiammetta Tosti, Vincenzo Zappa
Produzione Teatro di Roma
con la partecipazione della Scuola Popolare di Musica di Testaccio

Tra musica e parole, il viaggio nell’infanzia friulana che Giovanna Marini ha realizzato per raccontare la figura di Pier Paolo Pasolini, nel quarantennale della sua scomparsa, esprime l’esigenza forte di calarsi a fondo nel suo pensiero e nella sua poetica. Delicato e vibrante come un ricordo lontano, aleggia un rarefatto sentore di nostalgia che accarezza il pubblico, lo strugge e lo accompagna lungo i sentieri percorsi dal poeta corsaro. L’interazione tra la voce di Enrico Frattaroli, che legge I giovani infelici, e il Coro Favorito guidato dal maestro Patrizia Rotonda, che canta e commenta le poesie in friulano della Meglio Gioventù, riesce a creare un’atmosfera sospesa, magica, che incanta e rapisce. «Mi hanno sempre affascinato le sue poesie in friulano. Le trovo bellissime, e ho sempre provato a metterle in musica – racconta Giovanna Marini – Questo mi ha impegnato per molti anni, prima con strumenti, percussioni, sassofoni e voci, poi spogliando via via le partiture fino a riscriverle, ora, per solo coro, e coro di voci naturali. Continuo a pensarle come uno straordinario capolavoro, da contrapporre all’altra anima di Pasolini, quella analitica, spietatamente analitica, dove una causa deve sempre avere un effetto, e si deve considerarli tutti e due in un incatenamento, a volte crudele, ma sempre giusto, coerente».
Così, la voce del poeta, messa a tacere il 2 novembre 1975 all’Idroscalo di Ostia, resiste al tempo e torna a vivere in questo moderno oratorio parlato/cantato che Giovanna Marini porta in scena per presentarci un “Pier Paolo Pasolini di fronte a se stesso”: «Ho conosciuto Pasolini e parlato con lui poche volte. Ero amica di Laura Betti, che abitava di fronte a lui nel periodo in cui abitavano tutti e due alla Garbatella, quartiere popolare di Roma. E lui passava sovente a trovarla, un uomo discreto, gentilissimo, timido, almeno così sembrava. Prendeva spesso il respiro prima di parlare, come se avesse riflettuto molto su quello che avrebbe detto. Poi ho capito che era per un’abitudine alla ricerca della parola che esprimesse nel modo più vero e completo il suo pensiero. Infatti a volte usava parole non frequenti nel nostro consueto linguaggio, e io mi sorprendevo, allora gli chiedevo “Che vuol dire?” e lui sorrideva, ci pensava su, poi rispondeva. Mi piaceva molto, lo trovavo diverso da tutti – ricorda Giovanna Marini – Così è nato questo pezzo di musica e lettura, quasi come una conseguenza naturale del mio amore per questa persona, che ha vissuto una vita così ricca, da uomo dotatissimo di tutte le qualità migliori per un essere umano, esemplare per la sua continua ricerca del non falso, del giusto, del vero. Tra luce del cuore e buio delle viscere». Così, l’omaggio a Pasolini di una delle musiciste più espressive del panorama musicale popolare e contemporaneo torna al teatro, dimostrando di sapersi spingere ben al di là della mera commemorazione didascalica. Un atto d’amore sincero e imperdibile per un protagonista straordinario del nostro tempo, lucido testimone, polemista, visionario e acuto osservatore del presente.

TEATRO INDIA
Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) - Roma
tel. 06.684.000.311/314

dal 25 al 30 ottobre
Orari spettacolo:
25 - 26 - 28 - 29 ottobre ore 21
27 - 30 ottobre ore 19
Durata spettacolo: 75 minuti

Sito web: www.teatrodiroma.net
Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

IL CORPO GIUSTO

drammaturgia di Eve Ensler
traduzione di Monica Fiorini
regia di Marcello Cotugno
con Elisabetta De Vito, Federica Carruba Toscano, Rachele Minelli
produzione KHORA.teatro

Il corpo giusto di Eve Ensler, in prima nazionale al Teatro dell’Orologio dal 27 al 30 ottobre per la regia di Marcello Cotugno, esprime con ironia le voci di tutte quelle donne in cerca di una nuova consapevolezza. L’autrice de I monologhi della vagina ci conduce di nuovo nel mondo femminile proclamando “abbiate il coraggio di AMARE IL VOSTRO CORPO, SMETTETE DI AGGIUSTARLO. Non è mai stato rotto”.

Che si tratti dell’ansia di perfezione che ossessiona la visione della propria immagine o di ribellione a consuetudini sociali che negano diritti e libertà al genere femminile, il corpo è strumento ed espressione sintomatica di pregiudizi e distanze sociali e psicologiche che opprimono la sfera femminile.

Nel caleidoscopio di situazioni in scena il testo prende corpo in molteplici declinazioni: dall’autrice/personaggio che accompagna in prima persona il fluire del testo, fino alle donne dal volto negato dal regime Taliban nascoste al buio di una cantina per consumare un gelato proibito, passando per la modella ossessionata dalla propria immagine al punto da sposare un chirurgo plastico e fungere da cavia per i suoi esperimenti di eterno remake, o per la ragazza portoricana ossessionata dalla sua taglia forte.

Marcello Cotugno dirige questo progetto prodotto da KHORA.teatro.


TEATRO DELL'OROLOGIO
Via dei Filippini 17/A
00186 - Roma
dal 27 al 30 ottobre
da giovedì a sabato h.21.00
INTERO: 15 euro, RIDOTTO: 12 euro, UNDER25 e UNIVERSITARI: 8 euro
ingresso consentito ai soli soci: tessera associativa annuale 5 euro

Sito web: http://www.teatroorologio.com/
Info e prenotazioni: telefono 06 6875550 - mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


NATALE IN CASA CUPIELLO

di Eduardo De Filippo
regia Luigi De Filippo
scene Alessandro Chiti

con Luigi de Filippo, Stefania Ventura, Vincenzo De Luca, Claudia Balsamo, Paolo Pietrantonio, Massimo Pagano, Michele Sibilio, Ferdinando Maddaloni, Luca Negroni, Marisa Carluccio,Tiziana Tirrito, Carmen Landolfi, Carlo Zanotti, Geremia Longobardo.

Ad aprire la nuova stagione 2016 /17 del Teatro Parioli Peppino De Filippo un vero e proprio evento: dal 27 ottobre al 27 novembre 2016 va in scena “Natale In Casa Cupiello” di Eduardo De Filippo con Luigi De Filippo e con la regia dello stesso Luigi De Filippo.È la prima volta in assoluto che un De Filippo porta in scena “Natale in casa Cupiello” dopo Eduardo.

Il 21 dicembre 1931 va in scena per la prima volta al Teatro Kursaal di Napoli questa bella commedia di Eduardo, una delle più note e più riuscite.
All’inizio è un atto unico, il secondo, poi Eduardo con gli anni aggiungerà gli altri due, il primo e il terzo, sentendo il bisogno di far conoscere meglio i suoi personaggi. E l’opera ora è davvero completa.
La Compagnia dei fratelli De Filippo si chiamerà del “teatro umoristico” perché attraverso l’umorismo racconta sulla scena la commedia umana, divertendo, ma facendo anche riflettere: E questo vale anche per questa commedia.
“Natale in casa Cupiello” è la vicenda di un povero uomo considerato quasi un bambino soprattutto quando si avvicina il Natale e si riaccende la sua grande passione per il Presepe. In quella occasione si svela anche l’eterno dissidio fra anziani e giovani, con la continua ripetuta domanda di Luca Cupiello al figlio “Nennì, te piace ò Presebbio?” e la risposta ostinata e dispettosa del figlio “non mi piace, non mi piace”: eterno contrasto in famiglia che si cela dietro un pranzo natalizio.
In questa edizione protagonista e regista dello spettacolo è Luigi De Filippo, figlio di Peppino e nipote di Eduardo, degno erede di una famiglia che fa Teatro con grande successo da tre generazioni.

TEATRO PARIOLI PEPPINO DE FILIPPO
Via Giosuè Borsi 20, 00197 – Roma
tel. 06 8073040
dal 27 ottobre al 27 novembre

Sito web: www.teatropariolipeppinodefilippo.it
Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


SHAKESPEARE IN LOVE (With Marlowe)

di Vittorio Cielo
regia Ennio Coltorti
con Ennio e Jesus Emiliano Coltorti

Christopher Marlowe e William Shakespeare sono i due geni del Teatro elisabettiano. Contemporanei, sulle loro rispettive vite e sulla relazione di amicizia-rivalità che intercorreva tra di loro abbondano gli scritti e le leggende. Oggi, grazie alla magia di quel Teatro di cui loro stessi sono stati padri fondatori, abbiamo l'occasione di assistere alla rappresentazione delle loro esistenze romanzesche, anzi drammatiche, magnifiche quanto le loro creazioni. Marlowe appare come un personaggio enigmatico: agente segreto di Sua maestà la regina Elisabetta, dopo aver condotto un'esistenza dissoluta, muore, appena ventinovenne, in circostanze misteriose durante una rissa. Shakespeare si mostra come un poeta affascinato dalla fama e dalla personalità di Christopher, ma già pronto a passare alla storia. A portare in scena la grandezza e le mille sfaccettature dei due personaggi sono Ennio Coltorti e Emiliano Jesus Coltorti, padre e figlio, due generazioni di teatranti che si cimentano in un incontro - confronto scenico, regalandoci un'interpretazione en travestie che ha il potere di trascinarci direttamente nell'epoca elisabettiana, dentro le vite dei due poeti.

TEATRO STANZE SEGRETE

dal 25 ottobre al 6 novembre
Orario spettacolo: da mart. a sab. ore 21, dom. ore 19

Sito web: www.stanzesegrete.it
Info e prenotazioni: 06.6872690-388-9246033


L'UOMO, LA BESTIA E LA VIRTÙ

di Luigi Pirandello
regia di Matteo Fasanella
Con Giulia Bornacin, Andrea Ganzerla, Matteo Fasanella, Tiziano Iadecola, Francesco Caponera, Licia Amendola, Caterina Taccone, Gloria Luce Chinellato e Marco Lupi

In scena l'adattamento di una delle commedie più attuali del Maestro Luigi Pirandello. Più che commedia, un apologo, come dice lo stesso autore, dell'ipocrisia dei rapporti tra gli esseri umani.
Con una satira tenace e cinica rappresenta un'umanità che cela se stessa dietro tante maschere e troppi pochi volti.
Ma eccole le nostre maschere: L'UOMO, il professor Paolino, in polemica contro l'ipocrisia che lo circonda ma coinvolto in una segreta tresca con LA VIRTÙ, la signora Perella, timorata di Dio all'apparenza e sposa abbandonata del capitano Perella, LA BESTIA, inquietante figuro mai contento di far ritorno dalla moglie e dal figlio Nino, trottola impazzita nelle mani di genitori incapaci di gestirlo. Un equilibrio apparentemente perfetto!
A romperlo…una gravidanza. Che cosa succederà a questa ipocrisia borghese?

TEATRO L'AURA
Vicolo di Pietra Papa, 64 (Angolo Via Pietro Blaserna, 37)
Roma - Zona Viale Marconi

dal 27 ottobre al 6 novembre

Sito web: http://www.teatrolaura.org
Info e prenotazioni: 06-83777148 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


MAROCCHINATE

di Simone Cristicchi e Ariele Vincenti
regia Nicola Pistoia
con Ariele Vincenti

Lo spettacolo “ Marocchinate”, racconta i terribili giorni decisivi e successivi allo sfondamento da parte degli Alleati della linea di Montecassino, ultimo baluardo tedesco. Apparentemente la guerra è finita e l’Italia è libera, ma non per le popolazioni di gran parte del basso Lazio
E questa è l’altra faccia della Liberazione.
“Aspettavamo ji salvatori… so’ arrivati ji diavoli”.
Un’altra di quelle storie che se non sei di quelle parti non la conosci. Successa in una terra che se non hai parenti o amici, non ci vai. Siamo in un paese della Ciociaria e Angelino, pastore locale, ci racconta la semplice ma faticosa vita contadina della sua zona prima della guerra. Vita che viene sconvolta con l’arrivo delle truppe Marocchine, aggregate agli Alleati,ai quali viene affidato il compito di entrare nella rocciosa difesa tedesca. Ottemperano il loro compito e “le truppe di colore” come ricompensa ottengono il “diritto di preda” contro la popolazione civile. 50 Ore di carta bianca, 50 ore in cui fanno razzia di tutto quello che trovano: oro, case, vino, bestie, ma soprattutto donne. Sono migliaia le donne che verranno stuprate e uccise nella primavera del ’44, dai soldati marocchini. Tra queste c’è Silvina la moglie di Angelino, che diventerà anch’essa una “Marocchinata” .
Lo spettacolo ha lo scopo di rispolverare i gravi fatti della Ciociaria del ’44, per non dimenticare le migliaia di donne vittime di quelle violenze. Con l’obiettivo che le loro parole diventino le nostre parole, diventino la nostra storia. – (Simone Cristicchi)

TEATRO LO SPAZIO
Via Locri, 42
Tel. 06 7720 4149

dal 25 al 30 ottobre
orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 20.30 – domenica ore 17.00

Sito web: www.teatrolospazio.it
Info e prenotazioni: Tel. 06 77076486 - 06 77204149 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

LA VOCE UMANA

di Jean Cocteau
regia Marco Carniti
con Carmen Giardina
scena Marco Carniti / Paolo Carbone
musiche Pivio

“L’amore è pura follia, e merita una stanza al buio e una frusta come per i pazzi. Il solo motivo per cui gli innamorati non vengono puniti e curati è perché questo tipo di pazzia è talmente diffuso, che chi dovrebbe frustare è a sua volta innamorato” (As you like it)
"Nulla è più drammaticamente attuale delle tragedie per amore" dichiara Marco Carniti nelle sue note di regia - "L’amore è pazzia e l’abbandono è il vuoto. Così Cocteau rappresenta l’Amore in un testo nel quale, ancora oggi, tutti ci possiamo rispecchiare. Così come per Shakespeare, l’innamorato è un folle chiuso nella sua prigione, vittima della sua stessa follia masochistica. Ho trasportato l’amante dolorosa di Cocteau in una dimensione contemporanea incastrando il personaggio nell’ingranaggio emotivo infernale di una routine quotidiana. Una “donna sull’orlo di una crisi di nervi” che, straziata per l’abbandono dell’amante, vive in un suo spazio fermo nel tempo, invasa dai mezzi di comunicazione. Uno spazio dominato da un totem sacrificale. Una lapide meccanica a cui la protagonista si aggrappa ostinatamente nella speranza di cancellare tracce, azioni, odori, ricordi, della persona amata. La sua condizione, ad uno sguardo distaccato, non può che svelare l’involontaria comicità dei nostri comportamenti, l’assurdità dei nostri processi interiori. Condannando l’ipocrisia dei nostri rapporti sentimentali. Dal tragicomico al dramma. Dalla farsa alla tragedia. Questo esperimento teatrale ci dà l’opportunità per un dialogo contemporaneo con Cocteau sul buio esistenziale ed il vuoto interiore causati dall’amore. [Marco Carniti]

TEATRO BRANCACCINO
Via Mecenate, 2 - 00185 Roma
Tel. 06 80687231

dal 27 al 30 ottobre
orario spettacoli:
giovedì/sabato ore 20 – domenica ore 18

Sito web: www.teatrobrancaccio.it/brancaccino/il-teatro-brancaccino.html


PINOCCHIO

da Carlo Collodi
regia Roberto Gandini
drammaturgia Attilio Marangon
con Chiara Mercuri, Carlos Garcia, Danilo Turnaturi, Edoardo Maria Lombardo, Emmanuel Rotunno, Fabio Piperno, Fabrizio Lisi, Gabriele Ortenzi, Gelsomina Pascucci, Giulia Tetta, Jessica Bertagni, Simone Salucci
Produzione Teatro di Roma

Dal 26 al 30 ottobre sul palcoscenico del Teatro India saliranno i giovani attori con e senza disabilità del Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli per portare in scena Pinocchio dal celebre libro di Carlo Collodi, cosciente della propria diversità e che cerca di diventare uguale agli altri.
Un Pinocchio sensibile e generoso, con tanti difetti e alcune sfortune, ma che ha tanto coraggio nell’affrontare le difficoltà senza piangersi addosso. E che dice le bugie: ecco cominciata l’avventura di questo Pinocchio fedele alla tradizione e al testo di Collodi, ma raccontato con la vitalità, l’allegria e l’ironia di 12 giovani attori con e senza disabilità. «Uno spettacolo che speriamo possa dire qualcosa ai ragazzi che magari si sentono “diversi” per condizione sociale, forma fisica, solitudine – commenta Roberto Gandini, regista dello spettacolo – un Pinocchio che possa dire ancora tanto a quei ragazzi che non trovano il coraggio di reagire alle ostilità della vita o che per timore non riescono a chiedere aiuto a chi gli sta accanto. Ed è con loro che condivideremo la più bella fiaba italiana mai scritta».
Attraverso il Laboratorio Piero Gabrielli il Teatro di Roma vuole contribuire alla realizzazione di una comunità accogliente e inclusiva in cui le differenze possano convivere e diventare una ricchezza. Un modello di integrazione e formazione rivolto a ragazzi con e senza disabilità, con l’obiettivo di creare uno spazio nel quale chiunque possa realizzare esperienze di crescita individuale e culturale. Finanziato dal Dipartimento Politiche Sociali, Sussidiarietà e Salute di Roma Capitale, in collaborazione con l’Ufficio scolastico Regionale per il Lazio, il Laboratorio Piero Gabrielli è un progetto promosso e organizzato con Teatro di Roma.

TEATRO INDIA
Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi)
Roma
tel. 06-684.000.311/314
Biglietto: 5 euro
Orari spettacolo:
26 - 28 - 29 ottobre ore 10.30
27 ottobre ore 21
30 ottobre ore 16

Sito web www.teatrodiroma.net
Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

APPARECCHIO
di e con Francesca Blancato
luci Martin Palma
aiuto regia Maria Costanza Barberio
produzione Rialto Sant'Ambrogio – Compagnia Frosini/Timpano
residenza ARMUNIA Castiglioncello ottobre 2015


"Apparecchio" di e con Francesca Blancato, in scena al Teatro dell’Orologio dal 27 al 30 ottobre, è il racconto di una solitudine, della vita di un anziano in una casa di riposo.
Il pensiero della vecchiaia coinvolge spesso anche chi ne è anagraficamente lontano. Cosa diventeremo? Cosa faremo?

Nel complesso di variabili risposte, la prospettiva di un’attesa inconsapevole spesa in solitudine prende vita.
“Questo spettacolo racconta di una vecchiaia segregata tra le mura di un ospizio, disturbata dalle chiacchiere di altri vecchi, dalle regole, dai dolori, dalla noia, sempre in attesa che la mamma venga a prenderci e portarci via con sé.”

In scena, il personaggio vive in attesa che la madre venga a prenderlo, solo, tra le ombre di altri ospiti, nel ricordo fastidioso del suo compagno di stanza, Mario.
Fare le parole crociate, evitare le chiacchiere degli altri, sopravvivere, ricordarsi dove vanno forchetta e coltello, ricordare come si deve apparecchiare per bene, come ci ha insegnato la mamma.

Gesti quotidiani, elementari, eppure a questo punto della vita talvolta difficili da compiere, quasi estranei. Ma come continuare ad esistere?
Forse, in particolari circostanze emotive, si può continuare ad esistere soltanto apparecchiando la tavola e comunque questo non corrisponderà mai perfettamente ad esistere.


TEATRO DELL'OROLOGIO
Via dei Filippini 17/A
00186 - Roma
dal 27 al 30 ottobre
da giovedì a sabato h.20.00 | domenica h.17.00
INTERO: 15 euro, RIDOTTO: 12 euro, UNDER25 e UNIVERSITARI: 8 euro
ingresso consentito ai soli soci: tessera associativa annuale 5 euro

Sito web: http://www.teatroorologio.com/
Info e prenotazioni: telefono 06 6875550 - mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


IL GRANDE INQUISITORE

da I fratelli Karamazov di F.Dostoevskij
regia Irma Immacolata Palazzo
con Cosimo Cinieri
e con Sebastiano Nardone, Roberta Laguardia
e la partecipazione di Bibiana Carusi soprano

Cosimo Cinieri approda sul palco del Teatro Vascello per due serate da non perdere. Il 24 e 25 ottobre l’attore, drammaturgo e regista sarà il protagonista dello spettacolo “Il grande Inquisitore”, da “I fratelli Karamazov” di F. Dostoevskij, con la regia di Irma Immacolata Palazzo. Il gioco del Doppio, tema caro a Dostoevskij, è la chiave di volta attorno alla quale ruota lo spettacolo “Il grande Inquisitore”, dove la figura del Cristo diviene una mera proiezione di determinati aspetti della coscienza. Con Nicola Vicidomini, Roberta Laguardia, la partecipazione del Soprano Bibiana Carusi, l’orchestrazione e le tastiere di Domenico Virgili, la coreografia di Paola Maffioletti. E gli allievi della Scuola di Teatro Fondamenta.
Inizio cantato e coreografato, quasi fossimo ‘caduti’ improvvisamente nell’evocazione del celeberrimo musical Jesus Crist Superstar e quindi, stilisticamente, richiamati a vivere il Doppio della figura del Cristo. Decisivo il ‘voto’ del popolo, impersonato dagli allievi della Scuola di Teatro Fondamenta, che, tra Cristo e il ladrone, si sa, sceglierà Barabba. Sui loro abiti bianchi (Cristo è l’umanità) verranno proiettate in parte le varie stazioni di una singolare Via Crucis fotografata nel 1981, e per l’occasione rielaborata in slide. Il video, proiettato sul fondale, che racconta di una Passione ‘giocata’ e vissuta nella periferia del Sud, un solitario rito-spettacolo, nel quale Cosimo Cinieri truccato da Gesù portò una pesante croce per le strade, è supportato da una colonna sonora di voci fuori campo: esplosioni di parole come quelle che vengono dette o urlate a ogni angolo della strada, in attinenza con la lingua furbesca e popolare, commento degli astanti di fronte a un ‘mistero’ di una religiosità etnologicamente cupa che accetta come vera la rappresentazione, legata com’è alle proprie credenze o illusioni religiose. Commenti stupiti, ammirati, partecipi o increduli, fideismi e scetticismi, della povera gente assiepata lungo il percorso: comari, vecchi sfaccendati, ragazzotti. Un documento della demenzialità diffusa esilarante e agghiacciante al contempo, un impasto di scioccaggine, superstizione, ‘cuore in mano’, pruriginoso pietismo, credulonità da tossicodipendenza televisiva (frequenti i richiami al Gesù zeffirelliano).
In contrappunto, il canto del soprano Bibiana Carusi, che scopriremo infine essere il Doppio di quel Cristo in borgata. Da Madonna Addolorata per quel Figlio destinato al Golgota e fuori per destino da qualsivoglia agognato sogno materno, il soprano infine si fa silenzioso Cristo anch’esso, di fronte all’eloquio del sofista Inquisitore. Simmetrici, sul lato destro della scena, spettatori e poi commentatori della filippica dell’Inquisitore, i due fratelli Karamazov: Ivan (Nicola Vicidomini), autore del poemetto messo in scena, e Alioscia (Roberta Laguardia), altro Doppio del Cristo, qui a testimoniare in maniera più umana una variante della divina –fattasi umana- comprensione, nei confronti del fratello che finirà pazzo a causa delle sue idee.
Il testo, e conseguentemente la sua messinscena, consente molteplici riflessioni che riguardano la contemporaneità. Morto Dio, o l’idea di Dio, che poi è la stessa cosa, davvero all’uomo è permesso tutto? E davvero l’uomo non sa reggere la libertà di scelta tra bene e male preferendo invece un destino servile, manovrato da padri-padroni (oggi, soprattutto il mercato e la TV) che, secolo dopo secolo, scelgono per lui, manovrandolo e manipolandolo in cambio di una fittizia tranquillità? Nel mondo della globalizzazione, nel quale i confini hanno sempre minor importanza, e lo Stato non è più l’esclusivo detentore del potere, nella nostra epoca, il Grande Inquisitore si nasconde appunto dietro il concetto impersonale di mercato, che, attraverso la pubblicità, influenza non solo gli acquisti ma anche gli stili di vita. Anche la religione, ci dice Dostoevskij, quando occorre, entra nel gioco, e viene strumentalizzata per contribuire a organizzare la società così come la pretende il Grande Inquisitore, lasciando gli uomini nella condizione di sudditi non permettendogli di diventare cittadini consapevoli, uomini.
Dostoevskij elabora, con questo suo romanzo-testamento dai forti accenti filosofici, la prima impietosa radiografia della crisi dell’uomo contemporaneo, lacerato da contraddizioni insanabili, che abita un contesto incerto e ormai senza punti di riferimento.
I suoi personaggi sono incarnazioni di figure morali che si dibattono su un palcoscenico dell’anima; talmente vivi da sentirceli contemporanei ed empaticamente vicini.

Sullo sfondo: il video di una Passione, giocata 40 anni fa in un Quartiere malfamato di Bari, in cui Cinieri impersona Cristo tra Cadute e Salita al Golgota, mentre in primo piano si consuma l'interrogatorio al Redentore ad opera dell'Inquisitore interpretato dallo stesso Cinieri.
Il gioco del Doppio, tema caro a Dostoevskij, è la chiave di volta attorno alla quale ruota lo spettacolo IL GRANDE INQUISITORE, dove la figura del Cristo diviene una mera proiezione di determinati aspetti della coscienza.

TEATRO VASCELLO
Via Giacinto Carini, 78
00152 - Roma
Tel. 06-5881021/06-5898031
lunedì 24 e martedì 25 ottobre ore 21

Sito web: www.teatrovascello.it
Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


L’AMORE MIGLIORA LA VITA

scritto e diretto da Angelo Longoni
con Ettore Bassi, Edy Angelillo, Eleonora Ivone, Giorgio Borghetti.

Che l’amore migliori la vita può sembrare un’ovvietà, un’affermazione talmente scontata da sembrare inutile.
In realtà la nostra esistenza è invasa da altri sentimenti sempre più predominanti e che fanno parte del corredo del nostro vivere sociale: la rabbia e la paura.
Siamo talmente concentrati sul nostro malessere da dimenticarci ciò che di bello potremmo avere se solo fossimo meno ottusi.
L’ottusità è la caratteristica di tutti coloro che, pensando solo nei termini del proprio ambiente ristretto, attribuiscono alle proprie idee un significato universale.
Così non ci accorgiamo della ristrettezza mentale che accorcia il nostro campo visivo e che ci rende mediocri, condannandoci alla pratica costante dell’ipocrisia.
“L’amore migliora la vita” è una commedia divertente e scorretta sulla necessità di comprendere se stessi e le persone che ci sono vicine e che più amiamo.
E’ una storia morale sulle piccole immoralità quotidiane che ognuno vive e subisce, sulle ottusità che ci pervadono e che facciamo tanta fatica ad abbandonare.
“L’amore migliora la vita” è un richiamo alla comprensione di quest’assioma tanto ovvio quanto difficile da interiorizzare.
Due coppie di genitori si trovano per discutere di un problema che riguarda i propri figli maschi appena divenuti maggiorenni. All’inizio i quattro sembrano essere molto civili e dimostrano di avere a cuore solo il bene dei propri ragazzi ma, quando si tratta di discutere della loro omosessualità e della loro volontà di vivere apertamente il loro amore, le cose si complicano notevolmente.
Madri e padri mettono in luce tutta la loro fragilità morale e la loro protervia, diventano violenti, paurosi, meschini, facendo emergere anche le loro difficoltà di coppia e le loro frustrazioni.
Non importa quale sia la loro provenienza sociale o la loro estrazione culturale, sono tutti inadeguati a mettere mano seriamente al proprio modo di intendere i sentimenti e al loro ruolo genitoriale.

TEATRO GOLDEN
Via Taranto, 36
00182 ROMA
Tel. 06-70493826

dal 25 ottobre al 20 novembre

orario spettacoli:
dal martedì al sabato ore 21.00, domenica ore 17.00.
Lunedì e mercoledì riposo.

Sito web: www.teatrogolden.it
Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


IL DESTINO DEI SECONDI

La AST Company, unica nel suo genere in tutta Italia, è una compagnia di ricerca che nasce nel 2010 e che tra le sue specifiche ha la commistione tra il teatro di testo e il teatro improvvisato.
Nel 2011 prende vita il progetto IL DESTINO DEI SECONDI, un percorso di sperimentazione narrativa, drammaturgica e performativa su alcune opere shakespeariane. La compagnia inizia a lavorare sulla suggestione che si possa narrare il “non scritto” del testo del bardo, raccontando all’improvviso la storia di alcuni personaggi secondari shakespeariani ma senza intaccare in alcun modo la storia madre.
Nasce così lo spettacolo IL DESTINO DEI SECONDI: date alcune scene cardine di testo, rappresentate così come le ha scritte l’autore, gli attori integrano la storia con una narrazione all’improvviso che ha per protagonista un personaggio secondario dell’opera in esame, scelto dal pubblico all’inizio della performance.
Ogni replica uno spettacolo diverso, ogni rappresentazione un protagonista diverso dell’opera shakesperiana presa in esame che, entrando e uscendo dalle scene del testo originale, porta avanti la propria storia, senza snaturare in alcun modo l’opera madre.

TEATRO PORTA PORTESE
Via Portuense, 102
Roma
Tel. 06 5812395

Dal 28 al 30 ottobre - tutti i giorni alle 21 e la domenica alle 18
Biglietto unico euro 10 + euro 2 di tessera associativa

Sito web: http://teatro-porta-portese.webnode.it
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PARENTI STRETTI

di Cinzia Berni e Diego Ruiz
regia Diego Ruiz
con Carlo Alighiero, Cinzia Berni, Diego Ruiz e Ketty Roselli
luci Mirco Coletti scene Armando Mancini
musiche Enzo de Rosa

La famiglia è al centro di tutto, è protagonista nella nostra esistenza .
Cinzia Berni e Diego Ruiz hanno scritto insieme una commedia frizzante e divertente, appassionante, tenera, dai risvolti sorprendenti. Uno spettacolo che tratta le dinamiche familiari, il rapporto genitori-figli, le piccoli grandi meschinità dell'anima umano, l'imborghesimento dei sentimenti e l'incapacità di tornare bambini, in cui gli spettatori ne riconosceranno le sfumature e ritroveranno se stessi.
La trama
Tre fratelli, le cui vite si sono allontanate da anni, si ritrovano insieme dopo tanto tempo per dividere l'eredità e svuotare l'appartamento della madre da poco scomparsa. Piccole ripicche, antiche incomprensioni, ataviche gelosie vengono a galla dirompenti offuscando l'affetto reciproco che li lega, ma l'arrivo improvviso di un uomo misterioso e stravagante ( Carlo Alighiero) sconvolgerà l'equilibrio. Un personaggio strambo, sopra le righe, che ha capito il senso della vita esternando con estrema semplicità i propri sentimenti, senza preoccuparsi delle reazioni degli altri.
Cinzia Berni, Diego Ruiz e Ketty Roselli sono i tre fratelli in conflitto tra loro, che tentano una improbabile alleanza contro quell'uomo esuberante che entra prepotentemente nelle loro vite.

TEATRO MANZONI
via Monte Zebio 14/c
ROMA
Tel. 06/3223634

dal 27 ottobre al 20 novembre

Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21 sabato ore 17-21, festivi ore 17.30. lunedì riposo. Biglietti: intero euro 25, ridotto euro 22.

Sito web: www.teatromanzoni.info
Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


ROMAEUROPA FESTIVAL
La pianista e compositrice Alessandra Celletti e l’ illustratore Onze presentano
50/150 WORKING ON SATIE
Un Omaggio Al Compositore Francese Erik Satie

Lontana dalle etichette, difficilmente catalogabile nei cliché, la compositrice italiana Alessandra Celletti presenta a Romaeuropa un concerto ‘work in progress’, attraverso il quale prosegue un percorso iniziato nel 2000 con la pubblicazione di Esoterik Satie, album accolto dal plauso unanime della critica che la definì una tra le interpreti più accreditate del compositore di Honfleur.
Onze, al secolo Stefano Centonze, è artista di immagini. Pittore e illustratore lavora con diverse tecniche combinando matita, colori acrilici, collage, fotografia, pennello e computer grafica. Tra le influenze artistiche della sua opera unica ed originale, si ritrovano la pittura espressionista, la pop art, i fumetti e la poster art. Nell’ultima fase della sua produzione Onze ha approcciato il mondo delle immagini in movimento realizzando una serie di video nei quali non rinuncia comunque ad applicare le sue specifiche peculiarità pittoriche.
Con Working on Satie, l’intento, da parte dei due artisti, è di ribadire, facendola propria, l’adesione alla linea di pensiero ed espressione tracciata dal compositore, artista progressista e profetico, intelligente, bizzarro e ironico, sarcastico e iconoclasta. Così gli elementi e le suggestioni che si rintracciano negli esperimenti musicali e nelle azioni artistiche del maestro di Honfleur, per Celletti diventano fonte di nuove armonie e per Onze l’ispirazione di immagini, cut up e interventi video.

MACRO Testaccio - La Pelanda, Roma
Piazza Orazio Giustiniani, 4
00153 Roma

26 ottobre-27 ottobre - h.21
06 671070400 - 06 671070428

Sito internet: www.museomacro.org/macro_testaccio/la_pelanda_centro_di_produzione_culturale
Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


PEACE

di Antonio Giuliani e Maurizio Francabandiera
regia di Antonio Giuliani

Antonio Giuliani torna al Teatro Olimpico con il nuovissimo spettacolo “PEACE”.
PEACE… una parola, un unico significato universale, ovvero la condivisa armonia tra i popoli, una condizione sociale attualmente assente, per via dei conflitti e delle tensioni internazionali, che spesso tragicamente oscurano il senso della nostra vita umana.
Non è un caso che questo nuovo spettacolo di Antonio Giuliani si chiami così. ”PEACE” più che uno slogan è un urlo di gioia e serenità, componenti essenziali della sana comicità, perché si può anche prendere atto che tutto quello che ci circonda, può essere risolto, analizzato, con una semplice riflessione ironica.

Questo nuovo testo, non è altro che un percorso quotidiano sulle nevrosi, i comportamenti individuali, che spesso ci portano a caratterizzare in maniera negativa, la nostra vita di tutti i giorni; sì perché siamo perennemente in conflitto con tutto e tutti, pensiamo sempre che ci sia qualcosa sotto, anche analizzando una semplice azione, un saluto, una telefonata non ricevuta, diventiamo amici per interesse, spontanei per convenienza, ridiamo per come sono gli altri e mai per come siamo fatti noi.

Ovviamente chi rappresenta tutto questo sul palco, non è certo un portatore di verità, anzi è proprio vivendo in prima persona tutte queste difficoltà, che si ha la voglia di mettersi in gioco, un comico è tale quando ha la capacità di ridere di se stesso, perché in fondo, le sue nevrosi, non sono altro che lo specchio più o meno distorto di chi ha di fronte.

PEACE è uno spettacolo leggero, di quella leggerezza che ti porta ad avere un equilibrio sereno, fatto da una comicità non volgare e mai sopra le righe, dove la risata è terapeutica, perché un sorriso su una bocca, non ha mai ucciso nessuno.

TEATRO OLIMPICO
Piazza Gentile da Fabriano 17
00196 - ROMA

dal 26 al 30 ottobre

Sito web: www.teatroolimpico.it
Info e prenotazioni: 063265991 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


ESTREMO CENTRO

drammaturgia di Renato Pace e Alessandro Pace
regia di Alessandro Pace

con Francesca Romana Verzaro, Gianluca Passarelli, Luigi Testoni

"Nell'inerzia degli schiavi ha, il potente, la sua arma migliore.”

“La Totàlia, stato Eutropèo, vive un periodo di crisi economico - sociale che il popolo attribuisce alla mediocre gestione del sistema da parte degli ultimi governi. È tempo di elezioni e tutti i partiti sono impegnati nelle proprie campagne. In questo contesto, sotto il controllo di una sensuale e feroce eminenza grigia, nasce la Coalizione dell’Estremo Centro, che vede la fusione di due forze politiche dalle tradizioni storiche un tempo ideologicamente opposte fra loro”.

ESTREMO CENTRO è una favola politica moderna, che rappresenta, con leggerezza e ironia, alcuni aspetti di un odierno sistema socio-culturale, appiattito troppo spesso su formule di ipocrisia e apparenza. È una metafora sulla contrapposizione fra le scelte di una politica volta alla conservazione del potere e quelle, apparentemente libere, di un popolo inconsapevolmente condizionato dai messaggi subliminali della comunicazione di massa.
I connotati immaginifici della "fiaba" consentono in fase di rappresentazione scenica di affrontare un argomento complesso con scioltezza, estrosità e un pizzico di innocente irriverenza:


TEATRO TRASTEVERE
via Jacopa de Settesoli 3
00153 Roma

dal 26 al 30 ottobre 2016
h 21.00, domenica h 17:30

Sito web: www.teatrotrastevere.it
Info e prenotazioni: telefono 06-5814004


TRACES

Tornano al RomaEuropa Festival le poetiche acrobazie de LES 7 DOIGTS
La compagnia quebecchese che sta riscrivendo le sorti del nuovo circo sulla scena mondiale.
Dopo aver conquistato il pubblico romano con il loro Cuisine & Confessions, presentato durante la passata edizione del Festival, la compagnia quebecchese Les 7 Doigts, torna dal 27 al 30 Ottobre all’Auditorium Conciliazione per il Romaeuropa con Traces: nuova poetica avventura tra danza, musica, acrobazia, street art e linguaggi urbani, dedicata ad un pubblico di tutte le età.
Presentato più di 1700 volte in 25 paesi e in 200 città di tutto il mondo, premiato con numerosi riconoscimenti internazionali, Traces è ambientato in un rifugio di fortuna all’esterno del quale sta per consumarsi un’imminente catastrofe. «Le uscite di sicurezza sono ovunque, perché qualcosa di terribile potrebbe accadere» annunciano Les 7 doigts all’inizio dello spettacolo ed è subito chiaro che il loro Traces è una visionaria via di fuga dalle ansie e dalle tensioni della nostra epoca. E infatti, l’unico modo per reagire alla catastrofe è rischiare, vivere la vita in pienezza anche quando ogni speranza sembra persa. Intrecciando danza e circo alle loro esperienze personali, i giovani protagonisti sfidano la gravità in acrobazie esplosive in cui si innestano elementi della urban culture come lo skateboarding ed il baseball.

AUDITORIUM CONCILIAZIONE
Borgo S. Angelo, 5 – 00193 Roma
Tel. 06-684391
dal 27 al 30 ottobre
Il 27 ottobre la Compagnia incontra il pubblico per Post It, il ciclo di incontri post spettacolo realizzato in collaborazione con RAI RADIO 3

Sito web: www.auditoriumconciliazione.it
Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


ALICE DRAGSTORE
OCCHISULMONDO

drammaturgia di Daniele Aureli e Massimiliano Burini
regia Massimiliano Burini
con Matteo Svolacchia, Daniele Aureli, Amedeo Carlo Capitanelli, Stefano Cristofani, Riccardo Toccacielo

Sembrare. Mostrarsi. Apparire. Trasformarsi. L’ uomo è mutevole, cambia, si trasforma. Cambia faccia, identità, voce e corpo. L’uomo diviene altro da sé. La Drag Queen, la più contemporanea delle maschere, splendida regina della notte e della perfezione, stravagante, eclettica ambasciatrice della possibilità.
Questa storia, così logora di sovrumana immensità, attraversa lo specchio del tempo: cinque personaggi che si lanciano all'inseguimento del proprio essere attraverso luci ed ombre contornate da ossessioni erotiche. Soli, immersi nel loro spazio interiore riflettono l'anima di chi li guarda in un luogo dove l’irreale si confonde con il possibile.

TEATRO ARGOT STUDIO
Via Natale del Grande 27
00153 Roma (Trastevere)
tel. 06 5898111

dal 25 al 27 ottobre ore 20.30

Orari spettacoli: al martedì al sabato ore 20.30 - domenica ore 17.30
Biglietti: 12 euro (intero) - 8 euro (studenti e over 65)


Sito web: www.teatroargotstudio.com
Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

ASPETTANDO ANTIGONE

di Claudio Zappalà
regia Mauro Avogadro
con Dario Battaglia, Vladimir Randazzo,Nicasio Catanese, Ivan Graziano
Assistenza alla regia Anita Martorana

Aspettando Antigone, di Claudio Zappalà, è un testo originale: l’autore è stato capace di scrivere una storia reinventando il mito e introducendolo all’interno di un immaginario contemporaneo. Il linguaggio è asciutto, ironico, le quattro guardie protagoniste sono ricche di un’umanità molto poco “eroica” e per questo è immediata l’empatia con loro. Ci somigliano nelle pigrizie, nelle vigliaccherie e nelle paure ma anche, poiché mediocri, nei desideri di pace, di vita tranquilla e in un senso dell’obbedienza e dell’onestà agita ma non del tutto capita. I personaggi delle guardie ricordano Beckett: Beckett è nel titolo e si tiene conto di lui anche nel dare “luogo” al testo. Tutto è estremo, ferocemente contrastato. Un posto fuori da tutto, svuotato (solo un piccolo colle e un albero), così pieno di luce e di caldo e poi di silenzio e infine di gelo e di buio….e quattro uomini, piccoli, che nella Tragedia di Sofocle non meritavano di esser visti ma che sullo sfondo di quella storia ci sono certamente stati e che qui, come i Rosencranz e Guildenstern di Stoppard, a loro modo e per quel che possono, con coraggio quasi eroico, vorrebbero capire in che gioco sono finiti, che decisione è giusto prendere. La vita è una roba difficile da decifrare. Poetici e commoventi, ci dimostrano come i grandi testi di teatro di ogni epoca offrano materia preziosa e possibilità nuove per essere riscritti, riletti e parlare ancora di noi.

TEATRO ARCOBALENO
via Francesco Redi 1/a - Roma 00161
(Via Nomentana, angolo Viale Regina Margherita)
Tel. 06-4402719 – 06-44248154 - 320.2773855
dal 27 al 30 ottobre 2016
giovedì, venerdì e sabato ore 21:00 - domenica ore 17:30

Sito web: www.teatroarcobaleno.it
Info e prenotazioni: e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ancora in Scena in questa settimana

AMLETO
di William Shakespeare
con Daniele Pecci, Maddalena Crippa, Rosario Coppolino, Giuseppe Antignati, Sergio Basile
e con Mario Pietramala, Mauro Racanati, Marco Imparato, Vito Favata, Maurizio Di Carmine, Mariachiara Di Mitri, Pierpaolo de Mejo, Domenico Macrì, Andrea Avanzi
uno spettacolo curato da Daniele Pecci
costumi Maurizio Millenotti
disegno luci Mirko Oteri
musiche originali Patrizio Maria D'Artista
costumi Maurizio Millenotti, Elena Del Guerra
regia Daniele Pecci

 

Un uomo, da solo. Da solo con la sua coscienza. Un compito: la vita. Ma anche la paura, terribile, che immobilizza: la nostra. Esiste il “nostro” futuro? O esiste il destino?
Non è dato sapere.
Almeno per ora, almeno per l’uomo, cosiddetto moderno. Quello che forse conta però, è che queste domande costituiscano un ponte che collega noi stessi a quell’uomo moderno, a quell’uomo shakespeariano, vissuto nel Milleseicento: siamo sostanzialmente gli stessi.
L’Amleto di Shakespeare è il testo teatrale più importante dell’era moderna. Vi è in esso un’analisi profonda dell’umano sentire, in rapporto alle problematicità del vivere quotidiano. Meglio di chiunque altro, e soprattutto per primo, Shakespeare è riuscito a raccontare le infinite contraddizioni dell’essere umano, di fronte all’impegno che questo deve assumersi per poter anche semplicemente stare al mondo; affrontare il futuro, il destino, l’amore, le ingiustizie, le controversie, il dolore, la perdita ecc. In esso sono ben dosate le rappresentazioni del mondo grande, lo stato, i grandi destini e temi dell’umanità, e il microcosmo familiare dei sentimenti più intimi e segreti.
In questo senso per me, è il testo più moderno, più urgente, e come tale mi sprona più di ogni altro alla sua rappresentazione, anche in veste registica. Il mio impegno è quello di proporre al pubblico contemporaneo uno spettacolo contemporaneo. Non con l’intento di mediare, sovrapporre o, nella migliore delle ipotesi, aggiungere alla miriade di interpretazioni che dal 1601 ad oggi sono state fatte; sarebbe un esercizio di stile fine a se stesso e soprattutto assolutamente vano per il pubblico nuovo, al quale ci rivolgiamo in maniera particolare.
Elemento nodale, è ovviamente il testo: traduzione e adattamento. Leggermente tagliato (durerebbe altrimenti più di quattro ore) ma fedele, non alterato, e con una traduzione atta a esaltarne tutte le possibilità poetiche, ma in una prosa semplice, scorrevole, di facile comprensione, e con una messa in scena e una recitazione che si propongono di essere vicine al nostro mondo, senza simbolismi e sovrastrutture che si frappongano fra i 14 attori sul palcoscenico ed il pubblico.
Daniele Pecci


TEATRO QUIRINO
via delle Vergini 7, 00187 Roma
Orario spettacoli: da martedì a sabato ore 21, domenica ore 17, giovedì 20 e mercoledì 26 ottobre ore 17, sabato 29 ottobre ore 17 e ore 21
Orario botteghino: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19
Biglietti: martedì - mercoledì - giovedì - venerdì - sabato pomeriggio platea € 30 (ridotto € 27), I balconata € 24 (ridotto € 22), II balconata € 19 (ridotto € 17), galleria € 13 (ridotto € 12); sabato sera - domenica platea € 34 (ridotto € 31), I balconata € 28 (ridotto € 25), II balconata € 23 (ridotto € 21), galleria € 17 (ridotto € 15)


Sito web: www.teatroquirino.it
Info e prenotazioni: telefono 06/6794585, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

QUANDO ERAVAMO REPRESSI 3.0

scritto e diretto da Pino Quartullo

con Francesca Bellucci, Annabella Calabrese, Matteo Cirillo,Tiziano Floreani

 

Torna la commedia scandalo scritta e diretta da Pino Quartullo. Prodotta nel 1990 da Vittorio Gassman, che la definì un “dramma comico”, vide in scena Alessandro Gassman, Lucrezia Lante della Rovere e Francesca d'Aloja. Quando eravamo repressi ebbe subito un grandissimo successo e l'anno successivo divenne un film. Ma la censura impedì l'uscita nelle sale.

Grazie a Walter Veltroni si ottenne la pubblicazione della pellicola in versione integrale ma per pochi mesi. La commedia fu ripresa poi a teatro nel 1998 con un nuovo cast. Dopo ventisei anni arriva al Teatro Ghione dal 19 al 30 ottobre con nuovi interpreti nati, più o meno, quando fu scritta la commedia, in un’epoca senza cellulari, senza internet, senza Facebook. Francesca Bellucci, Annabella Clabrese, Matteo Cirillo, Tiziano Floreani sono i nuovi protagonisti della storia diretta dallo stesso autore.
La commedia si snoda tra due camere comunicanti di un albergo, dove due giovani coppie cercano di risolvere il problema del calo del desiderio aprendosi e scambiandosi secondo una complessa serie di combinazioni. Petra e Massimiliano, due disinibiti e collaudati scambisti, vengono contattati da Isabella e Federico, una giovane ed elegante coppia in crisi, nel tentativo di risolvere i loro problemi attraverso lo scambio. Il confronto tra i quattro, inevitabilmente, scatena situazioni imprevedibili, contrasti, erotismo e comicità.
“Fare scambio di partner è un tentativo estremo di salvare un amore”.

TEATRO GHIONE
Via delle Fornaci 37, 00165 Roma
tel. 06 6372294 – 06 39670340

dal 19 al 30 ottobre
Orari spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00 – domenica ore 17.00
Tutta la programmazione sarà accessibile anche a spettatori non vedenti e sordi che, grazie al Ghione, possono da alcuni anni, vivere l'esperienza del teatro. Replica per spettatori non vedenti o ipovedenti: 23 ottobre alle ore 17.00

Sito web: www.teatroghione.it
Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


REGINA MADRE

di Manlio Santanelli
regia Antonello Avallone

con Milena Vukotic e Antonello Avallone

Autentico caposaldo della drammaturgia italiana del Novecento, Regina Madre, scritta dall’autore napoletano Manlio Santanelli e recensita perfino da Eugène Ionesco al suo debutto ben 30 anni fa, è una pièce rappresentata in tutto il mondo ed apprezzata ovunque poiché improntata ad una delle tematiche costantemente presenti nel nostro quotidiano: il rapporto tra madre e figlio.

A portarla in scena al Teatro dell’Angelo di Roma dal 20 al 30 ottobre p.v., è ora un cast di due interpreti ad hoc: Milena Vukotic, una vecchia signora di nome Regina, matriarca indistruttibile seppure affetta da ogni specie di infermità, e Antonello Avallone, grigio cinquantenne segnato dal duplice fallimento di un matrimonio naufragato, che ancora lo coinvolge, e di un’attività giornalistica nella quale non è riuscito ad emergere. La Commedia a due personaggi, che si tinge di molteplici sfumature che vanno dal tragico al grottesco, dall’ironico alla boutade, prende le mosse da un classico ‘ritorno a casa' momentaneo di un figliuolo non proprio prodigo poiché pervaso da sottili interessi personali e professionali, filtrati da pazienza, affetto e dipendenza psicologica dalla ferrea genitrice.
Tra i due personaggi in scena si instaura così un teso duello, condotto mediante uno scambio ininterrotto di ricatti e ritorsioni, di menzogne e affabulazioni, in una cornice scenica apparentemente dall’aria domestica e rassicurante - firmata insieme ai costumi da Red Bodò - che però, nell’offrire un perimetro ben preciso ai fantasmi mentali dei protagonisti, finisce per assumere i toni e le suggestioni di un realismo allucinato. In questo microcosmo dai confini continuamente invocati e negati, madre e figlio si inseguono, si cercano e si respingono saccheggiando presente, passato e futuro, in una incalzante altalena di emozioni che hanno nel grottesco la tonalità dominante.
A soccombere, alla fine, sarà il figlio. Ma, come sempre accade nelle coppie legate per la vita e per la morte, anche qui non sarà possibile, e neanche legittimo, distinguere il vincitore dal vinto.

TEATRO DELL’ANGELO
Via Simone de Saint Bon n. 19
Roma
Tel. 06-37513571 - 06-37514258

dal 20 al 30 ottobre 2016
Spettacoli dal giovedì al sabato ore 21.00, domenica ore 17.30


Sito web: www.teatrodellangelo.it
Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


GRISU’, GIUSEPPE E MARIA

di Gianni Clementi
regia di Nicola Pistoia
con Nicola Pistoia, Paolo Triestino, Franca Abategiovanni, Loredana Piedimonte, Diego Gueci

Una sagrestia di Pozzuoli, nell’Italia povera e appassionata degli anni cinquanta. Un sacerdote ed il suo strampalato sagrestano, due sorelle nei guai insieme al fascinoso farmacista del paese ci prendono per mano e ci fanno ridere, sorridere, emozionare e ci riportano ad un’Italia dove i sogni erano spesso affidati a chilometri e valige di cartone, ad una canzone, ad una miniera lontana, ad un pallone. Nicola Pistoia e Paolo Triestino (gli affiatatissimi interpreti di Muratori, Ben Hur e Trote), sono i protagonisti di questo straordinario affresco di Gianni Clementi (l’autore del Cappello di carta e della Vecchia Singer) che ci racconta, divertendoci, di un’Italia che non c’è più.

TEATRO MARCONI
Viale Guglielmo Marconi 698e, ROMA
Tel. 06 - 59.43.554

dal 20 al 30 ottobre

martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 21,00
mercoledì e domenica ore 17,30

Sito web: www.teatromarconi.it
Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


BARBERÌA, BARBA, CAPIDDI E MANDULINU
di Gianni Clementi
regia Massimo Venturiello

Compagnia Popolare Favarese: chitarra e voce Peppe Calabrese, fisarmonica e voce Maurizio Piscopo, mandolino Mimmo Pontillo, mandolino Raffaele Pullara, percussioni Mario Vasile

Massimo Venturiello è il magnifico interprete di un testo intenso e originale, scritto da Gianni Clementi, dal titolo “Barberia – Barba, capiddi e mandulinu!”. Ambientato in una Sicilia d’altri tempi racconta senza mai cadere nei luoghi comuni la storia “du varveri” (il barbiere), della sua esperienza da emigrante a New York, del suo ritorno, per motivi oscuri, in Sicilia, della sua bottega popolata da personaggi depositari di una cultura antica, narratori eccezionali, anziani cantastorie, picciotti malinconici. Ad accompagnare il barbiere nel suo racconto una piccola orchestra (la Compagnia popolare favarese) che con un tamburello, due mandolini e una fisarmonica abbandonati in un angolo della barberia danno vita a melodie istintive, ritmi quasi tribali. E queste note non appuntano solo la vita “du varveri” ma raccontano soprattutto, a metà tra una storia di Andrea Camilleri e le atmosfere di Buena Vista Social Club, le passioni di un popolo e di una terra; raccontano di sole, arance rosse, zagare, ricotta, tonnare ma anche di malaffare, sangue, donne piangenti vestite di nero. Senza dimenticare in fondo che “Barberia” è la storia di un barbiere, e un barbiere che si rispetti è il custode di mille segreti e la spia per eccellenza.

TEATRO DELLA COMETA
Via del Teatro Marcello 4, Roma
Tel. 06.6784380
dal 19 - 30 ottobre 2016

Sito web: www.teatrodellacometa.it


SE LA LEGGE NON AMMETTE IGNORANZA, L’IGNORANZA NON AMMETTE LA LEGGE

di Mimmo Mancini e Paolo De Vita
regia di Gisella Gobbi

Uno specchio deformato della storia di quel popolo italiano, furbetto, pavido e approfittatore
Un’aula di tribunale o almeno così sembrerebbe...
Al centro una fatiscente scritta: “La legge è uguale per tutti”. Mancano delle lettere.
Un paravento dietro al quale non s’intravede nessun imputato in attesa d’interrogatorio o di una sentenza.
Carlo e Cosimo Capitoni, due fratelli pugliesi più che cinquantenni, disoccupati e veterani, che si definiscono “esodati in prima linea”, vestiti da fanti della Grande Guerra raccontano, come due cavalieri erranti, il loro fantastico viaggio alla disperata ricerca di una soluzione. Ipotetici eroi di un romanzo senza fine nella continua lotta per difendere i loro diritti di emarginati e riparare i torti subiti dal loro eterno nemico: “l’assessore”. La visionaria ostinazione verso questa figura istituzionale, incarnazione di tutti i mali di uno Stato assente, della mala politica e di tutto ciò che non funziona, li spinge a leggere la realtà con occhi diversi, a inventare ipotetici complotti, a vedere nemici dappertutto. Combatteranno come possono risultando sempre sconfitti e suscitando ilarità in chi assisterà alle loro folli imprese. I fratelli Capitoni, due eterni Don Chisciotte, non avendo la capacità di vedere la realtà per quella che è, decidono di portare in giudizio l’Italia, gli italiani, isole comprese, e loro stessi, in una fantomatica aula di tribunale, rivelando alla Corte di essere entrati in possesso di un archivio segreto trovato in una “magica grotta”, dove sono racchiusi tutti i misteri italiani. Proclamandosi autentici italiani onesti si autodenunciano, pretendono di essere testimoni protetti, pentiti, a loro volta collusi e colpevoli, pur di ottenere un tetto e un tozzo di pane possibilmente in galera, almeno per trenta anni! La Corte si ritira per deliberare, ma la sentenza non arriva mai. Ricordando la loro storia, la loro infanzia, che parte da una Puglia lontana, i due fratelli rievocano nella memoria collettiva anni ed episodi lontani: li vedremo coinvolti nei primi sbarchi degli albanesi a Brindisi e Bari, lottare per più di 15 anni contro una cartella pazza di Equitalia o come disoccupati dimenticati che si congelano in una cella frigorifera colma di pesce, sperando in un futuro migliore che tarda ad arrivare. Una guerra continua, quella dei fratelli Capitoni, da combattere contro un nemico invasore, dove i nemici sparano anche alle spalle.
In attesa di una sentenza che non arriva, sarà il pubblico ad emettere il suo verdetto.

TEATRO ARCILIUTO
Piazza Montevecchio 5, Roma (adiacenze Piazza Navona)

ottobre
sabato 22, domenica 23
giovedì 27, venerdì 28, sabato 29, domenica 30
novembre
giovedì 3, venerdì 4, sabato 5, domenica 6

Sito web: www.arciliuto.it
Info e prenotazioni: telefono 06 6879419 - 333.8568464 - email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


LA NOTTE DELLA TOSCA

di Roberta Skerl
regia di Silvio Giordani
con Pietro Longhi, Annachiara Mantovani, Gabriella Silvestri, Alida Sacoor e con Pierre Bresolin.

Tre infermiere di una casa di lunga degenza vengono licenziate da un giorno all’altro e sprofondano nella disperazione fino a quando non decidono di reagire.
Ma in un mondo pieno di disoccupati come faranno a farsi ascoltare? E’ semplice: serve un gesto eclatante che le porti in televisione e che faccia conoscere a tutti la loro storia.
Una commedia feroce ed emozionante, anche grazie alle musiche di Puccini, ma che riserva un finale a sorpresa e tante risate non soltanto amare.

TEATRO DE’ SERVI
Via del Mortaro 22 (ang. Via del Tritone)
Roma

dal 18 ottobre al 6 novembre

Biglietti: platea 22€ - galleria 18€
Orario spettacoli: da martedi a venerdi ore 21 – sabato ore 17.30 e 21 – domenica ore 17.30 – lunedi riposo

Sito web: www.teatroservi.it
Info e prenotazioni: telefono 06.6795130


PRIGIONIERI AL SETTIMO PIANO

di Maria Letizia Compatangelo
con Gianna Paola Scaffidi e Rosario Galli
regia di Donatella Brocco

Due coniugi, Pino e Mariuccia, lui professore universitario ma ancora inquadrato come ricercatore, lei traduttrice dall’inglese di libri per l’infanzia, sono alle prese con un prestito che deve salvarli dalla rovina.
Una coppia normale, di individui che un tempo sarebbero appartenuti al ceto privilegiato degli intellettuali, messa sotto torchio dalla crisi e dalla disonestà altrui. Sì, perché tutti i risparmi glieli ha mandati in fumo la banca con investimenti truffaldini. Fortuna che almeno avevano già comprato la casa! Purtroppo è al settimo piano di un palazzone di periferia, in un quartiere che la vicinanza all’università ha reso appetibile per gli speculatori. E infatti un’Immobiliare ha comprato lo stabile, che vuole ristrutturare per venderne gli appartamenti a prezzi decuplicati, e ha già sfrattato tutti i vecchi inquilini. Non loro, certo, ma essere proprietari significa dover versare la propria quota per il restauro, una cifra enorme, mentre gli emissari dell’Immobiliare premono con “avvertimenti” minacciosi, che hanno la faccia da bello e dannato di Angelo, un ventenne cinico e corazzato. Prigionieri al settimo piano del palazzo in ristrutturazione, Pino e Mariuccia devono affrontare vari colpi del destino, sinché, finalmente, un prestito arriva…

TEATRO DEI CONCIATORI
Via dei Conciatori, 5
00154 ROMA
Tel. 06.45448982 – 06.45470031

dal 18 al 30 ottobre
Biglietti: € 18,00 + tessera obbligatoria di 2 €
orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21,00 domenica ore 18,00

Sito internet: www.teatrodeiconciatori.it
Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

AMLETÓ
(gravi incomprensioni all’Hotel du Nord)

di Giancarlo Sepe
con Guido Targetti, Federica Stefanelli, Emanuela Panatta, Alessio De Caprio, Manuel D’Amario, Cesare D’Arco, Federico Citracca, Sonia Bertin

Una produzione Teatro La Comunità in collaborazione con la Compagnia Orsini e il Teatro Galleria Toledo

“Si poteva immaginare la tragedia del principino danese, angustiato e depresso, narrata nella Francia del 1939? La famiglia di Elsinore, in viaggio, che approda a Parigi e prende posto nell’hotel sul canale di Saint-Martin, così piena d’umido che non faceva rimpiangere i freddi della gelida Danimarca? Dubbia reputazione avevano gli avventori di quell’albergo alla buona che ospitava ebrei in fuga dalla Germania nazista, esiliati politici, prostitute e protettori, poeti e adolescenti col complesso edipico. La storia di Amleto come narrata da "I Parenti Terribili", piena di tradimenti e gelosie, rimpianti e vendette, morti violente e valzer musette, amori inconfessabili e strane apparizioni… Laerte dice alla sorella Ofelia di non innamorarsi di un ipocondriaco visionario, Amleto che sogna la morte del padre a cui aveva 'concesso' di amare la madre Gertrude, suo unico amore: ma che Ofelia e Ofelia… egli amava la madre e basta! La spiava mentre indossava le sue calze di seta, ricordava i balli sulla terrazza di notte, appena schiariti da un filare di lampadine colorate, guardava le foto del suo bellissimo battesimo tutto di voile bianco, e la partenza del padre per la guerra, vero eroe, ripagato, ahimè, con il tradimento e la morte infertagli dal fratello appena rimesso piede sul suolo natìo. A quella morte Amleto reagì malissimo, girava per le stanze e le strade della città con l’ingrandimento della foto del padre, come fosse un novello San Luigi. Hotel du nord: gente che va e gente che sparisce, improvvisi duelli mortali tra contendenti amorosi, sicari maldestri, morti accidentali, e sogni tanti sogni. Letti d’amore e di morte che vagolano nella sera d’estate al chiaro di luna al suono delle voci di Arletty, Josephine Baker e di Marguerite Boule’che più nota come Fréhel. Canzoni d’amore e di disperazione, che Amleto soffre e vive sullo sfondo di una società impazzita, che corre e balla, e che sta per svanire sotto i colpi di una guerra sanguinaria. Ama la madre che ama il fratello del marito ucciso… Claudio! Piccolo despota, ignorante e donnaiolo, che canticchia: "Où sont mes amants", e che tradisce Gertrude, senza pietà. Essere o non essere… l’uomo del destino, colui che vendicherà non solo il padre ucciso a tradimento, ma soprattutto il suo amore per Gertrude, incauta madre, incauta moglie e forse, inconsapevole assassina. Tutto troverà la sua risposta nella festa mascherata organizzata nell’Hotel du Nord… forse! La guerra che scoppia alla fine dello spettacolo svuoterà di colpo l’albergo, mentre Amleto, solo, si aggirerà tra valigie e maschere abbandonate in terra, alla rinfusa, come dei corpi senza più vita”.
Giancarlo Sepe

TEATRO LA COMUNITÀ
Via Giggi Zanazzo, 1 – Trastevere, Roma

dal 6 ottobre all’11 dicembre
Orario degli spettacoli: giovedì, venerdì e sabato ore 21 - domenica ore 18,00

Sito web: www.teatrolacomunita.com
Info e prenotazioni: 06 581 7413 - 329 167 7203 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Data unica

CAVEMAN, L’UOMO DELLE CAVERNE

con Maurizio Colombi con band dal vivo!
regia di Teo Teocoli

Non si ferma l'uomo delle caverne interpretato da Maurizio Colombi, erede italiano del personaggio ideato da Rob Becker, autore del testo originale che è frutto di attenti e profondi studi di antropologia, preistoria, psicologia, sociologia e mitologia.
Caveman è ormai Il più famoso spettacolo al mondo sul rapporto di coppia. Situazioni e comportamenti in cui ogni spettatore non può fare a meno di identificarsi, confrontarsi, ironizzare e divertirsi. Una coppia che – per una volta- riesce a guardarsi con gli occhi degli altri, cogliendo quelle sfumature che non esasperano il dialogo ma lo arricchiscono. Caveman è uno spettacolo per tutti: divertente e contagioso. Nato oltreoceano negli States, esportato in 30 paesi nel mondo, vanta oltre 10 milioni di spettatori. Ma è la versione italiana ad affermarsi nel 2013 come la migliore interpretazione nel mondo. Si tratta dell’unico format, a livello internazionale, con l’aggiunta della band. Milano conta fino ad oggi una cifra da record: 90.000 spettatori in 110 repliche.

Sei innamorato? Cerchi l'amore della tua vita? Sei stata lasciata? Non capisci il tuo fidanzato? Vuoi passare una serata romantica? Caveman vi farà ridere, vi aiuterà a capirvi e ad essere più felici insieme.

TEATRO QUIRINO Vittorio Gassman
Via delle Vergini 7, Roma
tel. 06-6794585

lunedi 24 ottobre, ore 21

Sito web: www.teatroquirino.it
Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


VAN GOGH
L’uomo, l’opera, il tributo alla fotografia
con Patrizia Genovesi

Mercoledì 26 ottobre alle 20.30, nella suggestiva cornice del Teatro Palladium dell’Università Roma Tre, nel cuore del “quartiere degli artisti” della storica Garbatella, Patrizia Genovesi, attraverso un appassionato racconto, illustrerà l’opera di Van Gogh artista deriso e amato, discusso e imitato, collezionato, oggetto di un vero e proprio culto.
La pittura di Van Gogh emoziona oggi come ieri uomini di ogni parte del mondo, dialoga con la contemporanea fotografia alla quale ha donato importanti contributi e ci regala suggestioni meravigliose.
Una serata dedicata all’opera di Van Gogh, al suo percorso tecnico, ai misteri che avvolgono la sua vicenda personale e artistica, alla sua tecnica rivoluzionaria e sorprendente.
“Non vivo per me, ma per la generazione che verrà.” Vincent Van Gogh

TEATRO PALLADIUM
Piazza Bartolomeo Romano 8, 00154 Roma
mercoledì 26 ottobre
Ingresso: intero €10 - studenti €5 (con tesserino)
Tel: 06 5733 2772
E-mail:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


TUTTI CONTRO TUTTI
Pop | Funk | R&B
L’attesissimo Nuovo Show dello straordinario
Coro Altavoce

La 5° edizione della Rassegna Musicale Vitala Festival presso il Teatro San Genesio di Roma prosegue mercoledì 26 ottobre alle ore 21,00 con l’attesissimo nuovo spettacolo dello straordinario Coro Altavoce.
Fondato a Roma nel febbraio 2010 dal Maestro Federico Capranica, coadiuvato dalla vocal coach Elsa Baldini, Il Coro Altavoce è composto da oltre quaranta elementi di tutte le età.
“Tutti contro tutti” è il loro nuovo spettacolo che presenta il più stravagante sodalizio tra musica e teatro. Non un musical, non una commedia, non un semplice concerto. La grande ironia con cui si sovvertono i luoghi comuni dello spettacolo fa sì che gli Altavoce conquistino il loro pubblico con un grande effetto speciale: la verità. Due attori Rita Del Bigo e Antonio Marizantonio e 40 elementi, tra coristi e solisti, uniti dalla sfrenata passione per il mondo americano, si esibiscono con un repertorio internazionale che spazia dal Pop al Funky all’R&B. Ma sarà proprio la loro italica natura ad avere la meglio, innescando un meccanismo di bizzarri contrasti che faranno la loro comicità: il talent show, il fautore del jazz, la nostra matrice popolare, tutti luoghi comuni in cui il pubblico può specchiarsi attraverso gli attori e la musica, in uno spettacolo ironico, sorprendente e dinamico. Gli arrangiamenti musicali sono tutti originali e le coreografie sono di Roberto Croce.
Il Coro Altavoce vanta collaborazioni di rilievo come quella con James Taylor presso l’Auditorium della Conciliazione di Roma. Nel maggio del 2012 il Coro Altavoce ha pubblicato il primo CD “Traveling stars” e a novembre 2013 è uscito il secondo CD “Sing a little dream”. www.coroaltavoce.it
Il Vitala Festival, organizzato da Fabiana De Rose in collaborazione con il Teatro San Genesio, è una rassegna di natura filantropica con lo scopo di promuovere e sostenere musicisti, cantanti, artisti del settore musicale e delle arti visive, che presenta un calendario articolato e variegato per genere e composizione dei gruppi musicali che verranno ospitati.

TEATRO SAN GENESIO
Via Podgora 1, Roma
mercoledì 26 ottobre - ore 21,00

Biglietto Intero 15€ (include primo drink al bar del foyer); Ridotto 13€ (studenti/bambini).
Tel. 3478248661

Sito web: www.teatrosangenesio.it
Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Articolo di: Isabella Polimanti

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