SaltaInTeatro - l’agenda teatrale romana, settimana dal 23 al 29 gennaio

Scritto da  Domenica, 22 Gennaio 2017 

Cosa offre la scena romana nella settimana che si accinge a spalancarci le porte? Roberto Herlitzka sarà al Teatro Argentina con MINETTI Ritratto di un Artista da vecchio diretto da Roberto Andò, uno spettacolo raffinato che cela una forte critica contro la società e l’omologazione. Sarà invece in scena al Teatro dei Conciatori ASPETTANDO GODOT di Samuel Beckett, per la regia di Alessandro Averone (premio Le Maschere del Teatro 2015).

Al Teatro India protagonista sarà il contemporaneo e tutto ciò che gli appartiene: STRATEGIE FATALI, l’ultimo lavoro della Compagnia Musella-Mazzarelli. Sabrina Impacciatore e Valter Malosti saranno i protagonisti, al Teatro Ambra Jovinelli di VENERE IN PELLICCIA di David Ives con la regia dello stesso Malosti.

La settimana però offre anche tanti altri interessanti debutti, ecco quindi in dettaglio tutti gli spettacoli in scena a Roma. Buona visione con SaltinAria!

 

MINETTI
Ritratto di un Artista da vecchio
di Thomas Bernhard
traduzione Umberto Gandini
regia Roberto Andò
con Roberto Herlitzka (Minetti, attore drammatico), Roberta Sferzi (Una signora), Verdiana Costanzo (Una ragazza), Nicolò Scarparo (Portiere), Vincenzo Pasquariello (Facchino), Matteo Francomano (Un nano)
scene e luci Gianni Carluccio
costumi Gianni Carluccio, Daniela Cernigliaro
suono Hubert Westkemper
aiuto regia Luca Bargagna - direttore dell’allestimento scenico Antonino Ficarra
assistente scenografo e direttore di scena Claudio La Fata - assistente ai costumi Agnese Rabatti
Produzione Teatro Biondo Palermo

Nel 1976 Thomas Bernhard dedicò il testo Minetti, Ritratto Di Un Artista Da Vecchio al suo attore-feticcio Bernhard Minetti, considerato uno dei più grandi interpreti di teatro del Novecento. Ora Roberto Andò affida alla maestria di Roberto Herlitzka il compito di vestire i panni di Minetti, in un’operazione di estrema raffinatezza che cela una forte critica contro la società e l’omologazione, in scena dal 24 al 29 gennaio sul palcoscenico del Teatro Argentina nel segmento di Stagione Ritratto d’Artista.
È l’ultima notte dell’anno: nella hall di un impersonale albergo di Ostenda il grande attore ormai anziano trascorre la serata tempestosa nell’attesa di calcare il palcoscenico per l’ultima volta nel ruolo di Lear, dopo trent’anni di assenza forzata dalle scene. Le riflessioni critiche sul pubblico teatrale e sul presente, l’abbandono a un flusso di coscienza pervaso di rimpianti ossessivi e le solitudini dei personaggi che gli sfilano intorno come spettri creano un microcosmo di risentimenti sociali, mettendo tuttavia in luce il senso più profondo del teatro, dell’arte e della recitazione. «Minetti si può leggere come un’imprecazione contro il teatro, o come una contestazione della finzione che coincide con il più limpido omaggio offerto alla sua verità – racconta il regista Roberto Andò – Se finalmente mi sono deciso a mettere in scena questa pièce lo devo a Roberto Herlitzka, uno dei grandi interpreti del nostro tempo, tra i più congeniali al suo umore. Bernhard non amava il tipo di attore che mediamente incarna questo mestiere, ma era uno spettatore capace di entusiasmarsi quando gli capitava di assistere alla performance di un fuoriclasse, e Minetti rientrava a pieno titolo nella linea e nella forma da lui prediletta. L’attore è per Bernhard l’eroe del fallimento e dell’occasione mancata. Si può anzi dire che Bernhard privilegi il teatro perché vi riconosce qualcosa d’indifendibile, e che lo abbia scelto in quanto è un luogo a perenne rischio di frode. Allo stesso titolo, si può dire che egli abbia amato gli attori in quanto esseri capaci di vivere sino in fondo il rischio, la frustrazione e la prossimità alla follia. Del tipo di attore alla Minetti, Bernhard amava soprattutto la speciale forma di autoconsapevolezza, per lui lo stato principe, quello che prelude alla pazzia».
Bernhard Minetti (1905-1998) è dunque il più acclamato attore tedesco e grande protagonista del teatro del Novecento, anche di quello di Thomas Bernhard, che lo ha avuto come interprete di molti dei suoi testi e che proprio in questa opera lo ritrae in un intenso flusso di coscienza per riflettere e lanciare giudizi spietati su una società sempre più confusa e su un teatro sempre più privo di senso. Storia di un artista da vecchio per uno spettacolo sul mestiere dell’attore e sugli intriganti meccanismi del teatro, rivelati attraverso le parole di un “autore” che era soprattutto uno spettatore capace di entusiasmarsi e di un “attore” che amava il rischio, costantemente in bilico tra fallimento e follia.

TEATRO ARGENTINA - Largo di Torre Argentina, 52 00186 - ROMA
dal 24 al 29 gennaio 2017
Orari spettacolo: prima ore 21, martedì e venerdì ore 21, mercoledì e sabato ore 19, giovedì e domenica ore 17, lunedì riposo.
Durata spettacolo: 1 ore e 30 minuti

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 684 00 03 11 / 14
Sito web: www.teatrodiroma.net


STRATEGIE FATALI
scritto e diretto da Lino Musella e Paolo Mazzarelli
con Marco Foschi, Annibale Pavone, Paolo Mazzarelli, Lino Musella, Laura Graziosi, Astrid Casali, Giulia Salvarani
costumi Stefania Cempini
sound design e musiche originali Luca Canciello
direttore tecnico dell’allestimento Roberto Bivona
assistente alla regia Dario Iubatti

Dal 25 gennaio al 5 febbraio al Teatro India protagonista è il contemporaneo e tutto ciò che gli appartiene: alcuni dei grandi argomenti del nostro presente, come il terrore, il porno, i nuovi media, e alcuni temi eterni dell’essere umano, come il maligno, l’illusione, il fantasma, e lo stesso teatro, si intrecciano tra loro in STRATEGIE FATALI, ultimo lavoro della Compagnia Musella-Mazzarelli.
Il teatro diventa così il contenitore di argomenti quotidiani inseriti in tre storie che si incastrano fra loro con sette attori e sedici personaggi, riuniti in un’unica multiforme indagine: un ragazzo di quindici anni che scompare in un teatro in disuso; un pomeriggio di prove per mettere in scena, tra rivalità e gelosie, l’Otello di Shakespeare; un tentativo di demolizione a fini speculativi di un piccolo teatrino abbandonato. Tre trame che diventano un’interessante occasione per riflettere sull’arte del teatro, il ruolo del regista, la figura dell’attore, senza cadere nel rischio del già detto.
L’essere umano viene indagato in relazione al nostro oggi con un linguaggio agile, sincero e privo di retorica. Prendendo spunto dall’omonimo libro del filosofo Jean Baudrillard e dal teatro di Shakespeare, Lino Musella e Paolo Mazzarelli danno vita ad un intreccio a metà tra la commedia e la tragedia, in cui il teatro, ultimo possibile luogo di indagine metafisica, si incontra con la vita e insieme prendono aria, fuoco, luce. Uno spettacolo in cui gli oggetti muovono la realtà e quindi il racconto, incentrandosi sui concetti di “scena” e “illusione”, poiché come diceva lo stesso Baudrillard “Perché una scena abbia senso ci vuole l’illusione”. Dunque, il teatro non è metafora ma si fa ambiente e argomento, divenendo allo stesso tempo contenitore e contenuto. Tre storie per un’unica e pluritematica indagine che tocca il ruolo del teatro e la riflessione sull’individuo alle prese con una contemporaneità fatta di mercificazione e di crisi dei valori e degli ideali, per spaziare su più fronti: dal terrorismo alla violenza alla pornografia. Tematiche quotidiane inserite in queste tre storie che si incontrano l’una nell’altra, mettendo in scena il collasso del moderno e parlando del maligno attraverso immagini reali e letterarie a sovrapporsi in equilibrio costante tra comico e tragico.
La Compagnia MusellaMazzarelli, con questo nuovo spettacolo, arricchisce il suo gioco teatrale aprendo le porte – usando Shakespeare e Baudrillard come chiavi – ad una scrittura che chiama in causa un numero crescente di compagni di scena, ma tiene fede a quella sua caratteristica cifra stilistica che si muove proprio sul confine sottile fra comico e tragico, un confine in cui la vita e il teatro si toccano fra loro. La Compagnia nasce nel 2009 dall’incontro tra Lino Musella (premio Le Maschere del Teatro miglior attore emergente 2014 e premio Hystrio ANCT 2015) e Paolo Mazzarelli (premio speciale Scenario 2001, Premio Enriquez alla drammaturgia 2005). Tra il 2009 e il 2011 realizzano Due cani, Figlidiunbruttodio (vincitore del premio Inbox 2010) e Crack machine, lavori basati su testi originali, ideati, scritti, diretti e interpretati a due. Nel 2012 Marche Teatro ha prodotto La società, spettacolo vincitore del Premio della Critica 2014.

TEATRO INDIA - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) - Roma
Dal 25 gennaio al 5 febbraio 2017

Info e prenotazioni: tel. 06 87752210, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06.684.000.311/314
Sito web: www.teatrodiroma.net


Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia
SERIAL KILLER PER SIGNORA
musical di Douglas J. Cohen
da un racconto di William Goldman
regia Gianluca Guidi
traduzione e adattamento di Gianni Fenzi e Gianluca Guidi
traduzione delle liriche Giorgio Calabrese
con Teresa Federico e Alice Mistroni
scene e costumi ANNAMARIA MORELLI
produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro

Cristopher Kit Gill e Morris Bromo sono i protagonisti di Serial Killer per signora.
Non si conoscono. Nessuno dei due sa dell’esistenza dell’altro.
Kit è un attore disoccupato, da poco orfano di una madre che ne ha marchiato a fuoco la vita. Una grande attrice, troppo impegnata per donare l’affetto e le attenzioni di cui un figlio avrebbe bisogno, della quale Kit tenta di emulare il successo in modo assai diverso.
Morris è un detective della polizia di New York, non più giovanissimo. Ha scelto di rimanere vivo e di non cercare clamori carrieristici. Nemmeno la vita privata brilla: vive ancora a casa con la madre, una signora ebrea invadente e possessiva.
Poi il primo omicidio: commesso da una psiche malata, tanto malata da telefonare al distretto di Polizia per lamentarsi della poca attenzione che la stampa gli ha dedicato.
Kit cerca Morris. Inizia un rapporto simbiotico tra i due e le loro rispettive “carriere”.

Note Di Regia
“Un killer in città, può provocare il caos, e che detective loimpacchetterà” canta Morris ad un certo punto della commedia. Questa frase stigmatizza il percorso dei due protagonisti. Kit, uccidendo, ottiene la prima pagina del New York Times, secondo la sua mente malata raggiunge il successo. Morris ne diventa l’inseguitore e potenziale carnefice, dando lustro alla sua sbiadita carriera. Nutrendosi uno dell’altro, iniziano una gara senza esclusione di colpi che, inevitabilmente, avrà un solo vincitore.
Se volessimo addentrarci brevemente in una descrizione più profonda del loro rapporto, potremmo tranquillamente asserire che, sebbene in forma assai più lieve e edulcorata, sono l’uno il compendio dell’altro, quasi a voler risvegliare un saggio shakespeariano a firma di René Girard, intitolato Il Teatro dell’Invidia in cui si descrive quella spirale che, a partire dal desiderio dell’essere di un altro (il desiderio mimetico), innesca un conflitto la cui violenza è domata solo sporadicamente mediante il sacrificio di una vittima designata.
Si intrecciano le vite dei nostri due eroi e del loro “Amore” (come dice Shakespeare ne I Due Gentiluomini di Verona): l’uno per l’altro, con altri rapporti normali e protagonisti di vite terrene: due madri, tre vittime ed una affascinante giovane donna dell’Upper Class newyorkese, che contribuirà non poco a mettere confusione nella vita del povero Detective Morris Bromo.

TEATRO SALA UMBERTO - Via della Mercede, 50 Roma
Dal 24 gennaio al 5 febbraio 2017
martedì, giovedì e venerdì ore 21, mercoledì ore 17, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17
Prezzi da 32€ a 23€

Info e prenotazioni: Tel. 06 6794753 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.salaumberto.com


ASPETTANDO GODOT
di Samuel Beckett
regia di Alessandro Averone
con Marco Quaglia, Gabriele Sabatini, Mauro Santopietro, Antonio Tintis
Scene Alberto Favretto
Costumi Marzia Paparini
Luci Luca Bronzo
Foto di scena Manuela Giusto
Web assistant Martina Mecacci

Sarà in scena al Teatro dei Conciatori dal 24 al 29 gennaio 2017, ASPETTANDO GODOT di Samuel Beckett, per la regia di Alessandro Averone (premio Le Maschere del Teatro 2015). Protagonisti: Marco Quaglia, Gabriele Sabatini, Mauro Santopietro, Antonio Tintis.

Note di regia
"Quello che mi ha sempre affascinato in Beckett è la sottile e fine poesia che scaturisce dai suoi testi. L’amore e la compassione per l’essere umano costretto disperatamente alla ricerca di un senso. Il vagare su questa terra in perenne attesa di un gesto, di una parola che si faccia Verbo e indichi una via, una meta per colmare il mistero dell’essere qui e ora. Nessun Dio. Nessuna metafisica. Si aspetta. Qualcosa di indefinito e sconosciuto. Si fa passare il tempo e si riempie uno spazio. Ci si aggrappa perdutamente a qualsiasi cosa ci ricordi che esistiamo e che siamo vivi. Si gioca, con quello che resta. Del mondo, dell’essere umano, delle parole. Si resiste. Con affetto e violenza. Con quello che si è. Con tutti i nostri limiti. Stretti l’un l’altro. Aspettando Godot".

TEATRO DEI CONCIATORI - Via dei Conciatori, 5 – 00154 Roma
Dal 24 al 29 gennaio 2017
Tipologia Biglietti: € 18,00 + tessera obbligatoria di 3 €
Orario Spettacoli: dal martedì al sabato ore 21,00 domenica ore 18,00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - tel. 06-45448982 – 06-45470031
Sito web: www.teatrodeiconciatori.it



3Q - LIBERI ESPERIMENTI POLITICI
Proprietà Commutativa
drammaturgia Alessandro Federico e Valentina Virando
regia Alessandro Federico
con Valentina Virando e Alessandro Federico
produzione Proprietà Commutativa

In una continua allegoria che incrocia e contamina cucina e politica, prodotti ed esseri umani, rapporti di potere e sottomissione, i due autori e interpreti esprimono l’incontro dei loro personaggi, esemplificazioni di mondi diversi.
Il Signore e la Signora, emblemi del mondo dei poteri forti; gli ultimi chef rimasti al mondo dopo che un’improbabile epidemia li ha sterminati tutti, i sopravvissuti che vivono ai “piani bassi”; un cowboy “cantastorie”, narratore estemporaneo che introduce nella storia.
Attraverso un linguaggio asettico, stilizzato, feroce e assurdo, accompagnato dalle note delle canzoni di Johnny Cash, si snoda una storia in cui la bramosia di potere diventa ossessione per il cibo, in cui gli affari si fanno a cena, in una voracità senza fine che mastica, divora e riduce in scarto gli avanzi di quell’umanità che non si sottomette.
Mentre la narrazione e la ‘saggezza della strada’ del narratore con la chitarra avanza, si comprende che “c’è una ricetta per ogni cosa a questo mondo. Basta ricordarsela.”
Il gruppo artistico Proprietà Commutativa nasce nel 2012. Il primo spettacolo, Il Male Inteso, vince il Premio della Giuria al Festival Giovani Realtà di Udine, partecipa ad Argot Off ed è in cartellone della stagione del TPE di Torino.
3Q - Liberi esperimenti politici ha debuttato al Festival del Pigneto 2014, ha vinto il Bando Residenze Creative del Teatro Garybaldi di Settimo e ha partecipato al Fringe Festival di Torino 2016.
Si ringrazia Lorenzo Bartoli

TEATRO DELL’OROLOGIO - SALA GASSMAN - Via dei Filippini 17/A - Roma
dal 24 al 29 gennaio 2017
da martedì a sabato h.20.00 | domenica h.17.00
INTERO: 15 euro, RIDOTTO: 12 euro, UNDER25 e UNIVERSITARI: 8 euro
ingresso consentito ai soli soci: tessera associativa annuale 5 euro
La prenotazione è vivamente consigliata

Info e Prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6875550
Sito web: www.teatrolorologio.com


Sabrina Impacciatore - Valter Malosti
VENERE IN PELLICCIA
di David Ives
traduzione di Masolino D’Amico
regia Valter Malosti
scene e disegno luci, Nicolas Bovey
progetto sonoro, G.U.P. Alcaro
costumi, Massimo Cantini Parrini
aiuto regia, Elena Serra
musiche di e trasformazioni da Richard Wagner

David Ives, americano, classe 1950, è essenzialmente uno scrittore di commedie, molto rappresentato, e famoso in patria in particolare per All in the Timing, grande successo a metà degli anni novanta.
Tra le sue produzioni, numerosi sono gli adattamenti e le riscritture da autori importanti, non solo teatrali, tra cui Spinoza, Molière, Feydau, Twain.
Leggendo Venere in pelliccia di Leopold von Sacher Masoch, Ives viene colpito profondamente dalla relazione incandescente e in continuo mutamento dei due protagonisti. Sviluppa dapprima un adattamento del romanzo per quattro personaggi: i due protagonisti Von Dunayev e Kushemski, e altri due attori, ai quali è affidato il compito di interpretare i restanti ruoli.
Presentato questo primo adattamento ai suoi più stretti collaboratori, riceve molti pareri negativi e fallisce nel tentativo di produrlo.
Ma lo strascico emotivo di quel lavoro di mesi sul libro di Masoch, non lo abbandona. E il materiale riprende vita quando Ives ha l’idea di accostare ai due protagonisti del romanzo due persone particolari, un’attrice che cerca un lavoro e un regista che cerca un’attrice, andando a creare una collisione fra questi due caratteri contemporanei con i loro dirimpettai letterari ottocenteschi.
Disidrata il suo adattamento eliminando tutto ciò che non sia conflitto e intercalando questi frammenti superstiti del romanzo con lo svolgimento di una bizzarra e spesso comica audizione, in cui le relazioni conflittuali e di potere e il processo del fare teatro viene mostrato impudicamente al pubblico.

Venere in pelliccia di David Ives: una sexy dark comedy.
Una sala prove. Dopo una lunga giornata di audizioni un regista non ha ancora trovato la protagonista di Venere in pelliccia, l’opera di Sacher Masoch, di cui ha curato l’adattamento. Verso sera, quando tutti sono già andati via, gli si presenta una ragazza rozza e sboccata che, insistentemente, gli chiede di poter fare un’audizione; è chiaro da subito che questa donna non si fermerà di fronte a nulla pur di ottenere la parte. La scombinata Vanda Jordan (omonima della controversa eroina del romanzo di Masoch) si trasformerà davanti agli occhi del regista nella protagonista del romanzo, Wanda Von Dunayev.
Tra regista e attrice, vittima e carnefice, inizia un esilarante combattimento, un vertiginoso scambio di ruoli, un gioco ambiguo fatto di seduzione, potere e sesso; un duello teatrale in cui i confini tra realtà e finzione vanno lentamente sfumando, lasciando il regista e gli spettatori ostaggio di un finale enigmatico e misterioso; sospeso in una atmosfera a metà tra la brutalità tragicomica di certe tragedie antiche e David Lynch.
Ma chi è Vanda Jordan? Un'attrice? Una misteriosa vendicatrice? Rappresenta forse l’ancestrale principio femminile che è anche origine del tutto?
Questo testo è la dimostrazione che in teatro con pochissimo si può ottenere moltissimo.
Bastano un uomo, una donna e una stanza chiusa e un viaggio nelle nostre profondità più oscure e misteriose può cominciare.

TEATRO AMBRA JOVINELLI - Via Guglielmo Pepe, 43 /47 Roma 00185
dal 26 gennaio al 5 febbraio 2017
Spettacoli ore 21.00 –domenica ore 17.00 - lunedì riposo
Biglietti (compresa prevendita): da € 33,00 a € 17,00
Convenzioni parcheggio in orario spettacolo:
• Garage Esquilino – via G. Giolitti, 27/A - dal martedì al sabato € 1,50 l’ora
• Parcheggio ES Giolitti Park – via G. Giolitti 267 - tutti i giorni € 1,00 l’ora

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 83082620 – 06 83082884
Sito web: www.ambrajovinelli.org


CASA DI BAMBOLA
di Henrik Ibsen
adattamento e regia Roberto Valerio

Personaggi e interpreti (in ordine di apparizione)
Nora Helmer - Valentina Sperlì
Torvald Helmer - Roberto Valerio
La signora Linde - Carlotta Viscovo
Il Dottor Rank - Massimo Grigò
Krogstad - Michele Nani
La balia - Debora Pino

scena Giorgio Gori
costumi Lucia Mariani
luci Emiliano Pona
produzione Associazione Teatrale Pistoiese Centro di Produzione Teatrale
con il sostegno di Regione Toscana, MIBACT

Quando nel 1879 Casa di bambola fu rappresentato per la prima volta, il dramma suscitò scandalo e polemica ovunque per la sua lettura come esempio di un femminismo estremo; tanto che in Germania Ibsen fu addirittura costretto a trovargli un nuovo finale, perché la protagonista si rifiutava di impersonare una madre da lei ritenuta snaturata. Ma, al di là di ogni contenuto polemico, il dramma resta opera di una grande e complessa modernità, abitata da personaggi capaci di parlare ancora ai nostri contemporanei. Partendo da una nuova e attenta rilettura di questo grande classico di fine '800, attraverso una riscrittura e rielaborazione scenica del testo, si approda così ad uno spettacolo dove il centro è "il dramma nudo", spogliato di bellurie ottocentesche e convenzioni borghesi.

Appunti per una regia
Casa di bambola (1879) è un testo complesso e seducente che restituisce molteplici e potenti suggestioni. È l'intreccio dialettico di una crisi, di una transizione, di un passaggio, di un percorso evolutivo; è il ritratto espressionista (L'urlo di Munch è del 1893) di un disperato anelito alla libertà che crea però angoscia e smarrimento.
I personaggi si muovono in uno spazio scenografico spoglio/essenziale, sghembo, caricaturale, oscillando tra il sogno e la veglia, tra la verità e la menzogna, tra il desiderio e la necessità. Uno spazio onirico che trasfigura la realtà in miraggio, delirio, allucinazione, incubo. Una scena stilizzata per raccontare al meglio un desolante deserto relazionale ed esistenziale popolato non da volti ma da maschere che si apprestano a inscenare un dramma della finzione.
Madre di tre figli piccoli, Nora è sposata da otto anni con l'avvocato Torvald Helmer, che la considera alla stregua di un grazioso e vivace animale domestico. E lei 'sembra' felice in questa sua gabbia familiare. Entrambi vittime della loro incapacità di comunicare realmente, entrambi intrappolati in ruoli che si sono vicendevolmente assegnati: lei consapevolmente confusa, lui ignaro e sentimentalmente analfabeta.
Alberga in Nora la consapevolezza repressa di essere stata costretta dal padre e dal marito a vivere nel sortilegio dell'infantilismo e dell'inettitudine. Ma quell'embrionale pallido incosciente rancore svanisce di fronte all'ideale di perfezione a cui ha ancorato l'immagine di Helmer; e così, la relazione tra i due è viziata dalla reificazione e dall'abuso, percepibile nel sottile confine che separa l'oltraggio dal gioco, l'acquiescenza dalla complicità, l'oppressione dalla devozione.
Nora forse non possiede gli strumenti per sottrarsi ai vincoli che la tengono in scacco e le impediscono di evolvere come individuo pienamente cosciente, autonomo, capace attraverso le armi della critica di esercitare pienamente il proprio libero pensiero e incamminarsi sulla strada che conduce all'autodeterminazione (a differenza delle altre due figure femminili create da Ibsen negli anni seguenti: Hedda Gabler e Ellida de La donna del mare).
Ma Nora è senz'altro attraversata, trafitta, tormentata dai germi della ribellione. Nora vuole naufragare. Vuole abbandonarsi nell'oceano infinito del possibile; quel brodo primordiale, quel tutto indefinito e molteplice, creatore di ogni cosa, soffio inquieto e vitale: la libertà. Suggestione vagheggiata, sognata, desiderata ma non agita. Che irrompe con forza crescente nella coscienza di Nora spingendola a intraprendere un cammino doloroso e pieno di insidie verso la maturità.
Ma Nora come la fenice risorgerà dalle sue ceneri e spiccherà il volo verso la felicità? O il solo concetto del tramonto segnerà simbolicamente il suo orizzonte esistenziale? Sarà capace di sopravvivere alla distruzione di quel mondo che nonostante tutto l'ha cullata in acque rassicuranti e arenata in paradisi artificiali? Non sappiamo cosa ne sarà di Nora. Non sappiamo se sarà davvero capace di accogliere pienamente il cambiamento avvenuto dentro di lei per rifondarsi in una nuova esistenza.
Non ci è dato saperlo. La portata tragicamente attuale di Casa di bambola si declina forse nell'ambiguità del finale. Solo immaginandoci Nora come una donna che vive, pensa, agisce nel nostro tempo presente, possiamo forse investire Casa di bambola di un significato ultimo che non tradisce il testo ma che è capace di parlare a un pubblico contemporaneo.
Roberto Valerio
Con questo allestimento del celebre dramma di Ibsen, tornano a lavorare insieme un gruppo di artisti (Valentina Sperlì, Roberto Valerio, Michele Nani, Massimo Grigò, Carlotta Viscovo) che hanno realizzato negli ultimi anni spettacoli di valore, apprezzati da pubblico e critica, come Il Vantone di Pier Paolo Pasolini, Un marito ideale di Oscar Wilde e L'impresario delle Smirne di Goldoni.

TEATRO VASCELLO - Via Giacinto Carini, 78 - 00152 Roma
dal 26 gennaio al 5 febbraio
Orari: tutti i giorni ore 21.00 domenica ore 18.00
Biglietti: Intero Prosa 20 €, Ridotto Prosa over 65 15 €, Ridotto Prosa studenti 12 €, Intero Danza e Musica € 15, Ridotto over 65 e studenti € 12, Servizio di prenotazione 1€ a biglietto

Info e prenotazioni: telefono 06/5898031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrovascello.it


Silvio Orlando in
LACCI
di Domenico Starnone
tratto da ‘Lacci’ romanzo di Domenico Starnone
regia Armando Pugliese
con (in ordine alfabetico) Roberto Nobile, Sergio Romano, Maria Laura Rondanini, Vanessa Scalera e Giacomo de Cataldo

Abbiamo imparato entrambi che per vivere insieme dobbiamo dirci molto meno di quanto ci nascondiamo.

Dopo il grande successo de La scuola, riportato in scena, a un trentennio dall’esordio, due anni fa, Silvio Orlando con il nuovo spettacolo Lacci ritorna alla scrittura di Domenico Starnone e penetra da un’altra porta le crepe e le fragilità del mondo in cui viviamo: prima visto attraverso il microcosmo dell’educazione, questa volta attraverso il sistema della famiglia, dove cova ogni giorno la minaccia di crollo per un cosmo ben più grande di quello racchiuso tra le mura di casa. La storia infatti ripercorre le attese, le sconfitte, i ripensamenti interni ad un amore e alle sue conseguenze, e porta già nei nomi una promessa di rovina. Quello che dovrebbe tenere è in pezzi e la caduta porta via a fette grosse il sogno. La violenza interna, come nella tragedia antica, contiene già i semi di più estese guerre e incomprensioni. Una tragedia contemporanea, quasi, mascherata da commedia. «Se tu te ne sei scordato, egregio signore, te lo ricordo io: sono tua moglie». Si apre infatti così, con parole definitive, la lettera che Vanda scrive al marito che se n'è andato di casa, lasciandola in preda a una tempesta di rabbia impotente e a domande che non trovano risposta. Si sono sposati giovani all'inizio degli anni Sessanta, per desiderio di indipendenza, ma poi attorno a loro il mondo è cambiato, e ritrovarsi a trent'anni con una famiglia a carico è diventato un segno di arretratezza più che di autonomia. Perciò adesso lui se ne sta a Roma, innamorato della grazia lieve di una sconosciuta con cui i giorni sono sempre gioiosi, e lei a Napoli con i figli, a misurare l'estensione del silenzio e il crescere dell'estraneità. Che cosa siamo disposti a sacrificare, pur di non sentirci in trappola? E che cosa perdiamo, quando scegliamo di tornare sui nostri passi? Perché niente è più radicale dell'abbandono, ma niente è più tenace di quei lacci invisibili che legano le persone le une alle altre. E a volte basta un gesto minimo per far riaffiorare quello che abbiamo provato a mettere da parte. Domenico Starnone ci regala una storia emozionante e fortissima, il racconto magistrale di una fuga, di un ritorno, di tutti i fallimenti, quelli che ci sembrano insuperabili e quelli che ci fanno compagnia per una vita intera.

Note di Regia
Nell’apprendere dell'allestimento di uno spettacolo teatrale tratto dal romanzo di Starnone, molti fra quelli che lo hanno letto, si sono domandati quale sarebbe stato il processo drammaturgico prima e la sua messa in scena di conseguenza.
La versione teatrale del romanzo è stata fatta, come si sa, da Starnone stesso, ben sapendo che la concentrazione e l'assimilazione della lettura di un romanzo consentono un tempo assai differente da quello della fruizione teatrale.
E molte sono state anche le riflessioni comuni circa gli ostacoli da superare per condurre la parola degli interpreti, espressa nella forma vuoi del racconto, vuoi addirittura in forma epistolare, ad una parola agita attraverso la sequenza dei punti di osservazione dei personaggi, dei loro differenti linguaggi verbali ed emotivi.
Ho pensato dunque a questo lavoro come all'esecuzione di una sinfonia, che si struttura in cinque movimenti, che a loro volta contengono al loro interno un variabile numero di variazioni. E il contenuto del romanzo mi ha suggerito l'idea di una sinfonia del dolore, del dolore perché questa storia ci parla di un carico di sofferenza che da una generazione si proietta su quella successiva con il suo bagaglio di errori, infingimenti, viltà, abbandoni, dolore appunto. Proprio perché ci muoviamo in ambito borghese, non si tratta di una tragedia generazionale, ma di un dramma generazionale, quello sì.
I figli si affacciano a presentare il conto a chi li ha preceduti, all'interno di un contesto familiare in questo caso, ma metafora di quanto accade in contesti estremamente più ampi nel tempo e nel mondo che viviamo oggi.
Ma anche nelle ragioni o nei torti dei genitori lo spettatore non mancherà di identificarsi, nelle loro ferite che cogliamo pulsanti nel momento della lacerazione, o ripercorse a ritroso attraverso il racconto che si fa tentativo di comprensione logica e critica, con l'intento di andare oltre i significati superficiali di parole abusate.
Con lo snodarsi del racconto lo spettatore dovrà cercare la verità o la ragione di volta in volta in ciascuno dei personaggi, nell'interpretazione di ciascuno dei loro vissuti, e nella dialettica attraverso la quale si relazionano fra loro, proprio come nelle storie che catturano l'attenzione e non ci consentono di lasciarle fino al loro punto di conclusione.
(Armando Pugliese)

TEATRO PICCOLO ELISEO - Via Nazionale, 183e - Roma
Dal 25 gennaio al 12 febbraio 2017
Orario spettacoli: martedì, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00 - domenica ore 17.00
Prezzi da 21 € a 30 € (Riduzioni e agevolazioni a norma di legge)
Biglietteria on-line www.teatroeliseo.com e www.vivaticket.it
Call center Vivaticket: 892234

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Tel. 06 83510216
Sito web: www.teatroeliseo.com


Patrizia Pellegrino e Pietro Genuardi in
VICTOIRE
di Dany Laurent
regia Antonello Capodici
con Giulia Fiume, Dario Tacconelli
costumi Dora Argento costumi Patrizia Pellegrino realizzati da Marco Strano
scene Salvo Manciagli

“In una grande città, oggi. Vittoria e Marcello. Una coppia fortunata: lei creativa di successo, lui cardiologo stimato. Una bella casa, un figlio che frequenta un’università prestigiosa. La solidità di una coppia che continua ad amarsi, pur dopo ventidue anni di matrimonio. Poi? Poi, il “banale” : c’è lei, Katy. Che si laurea in medicina, e da allieva del fascinoso cardiologo ne diventa l’amante. O no? Dany Laurent è l’autrice più rappresentativa di quella che possiamo definire come la “nouvelle vague” della drammaturgia francese contemporanea. Il soggiorno borghese visto come la finestra ideale per osservare il mutamento incessante della nostra società. Esseri umani sufficientemente “normali”, che si trovano a scegliere in circostanze anomale. La variante imprevista è – questa volta – che Katy aspetta un figlio. Da Marcello, si suppone. O no? Una commedia straordinaria che, muovendo da una apparente situazione modello “pochade”, si trasforma – nel giro di due scene – in una straordinaria epopea di amicizia; un delicatissimo inno ai grandi valori ed alla voglia di ricominciare. Sempre e comunque. Personaggi strepitosi raccontati con allegria, leggerezza, divertimento, umorismo e – persino – comicità. Su tutti la Vittoria – Victoire! – della vita sull’egoismo e sul rancore.”
Una messa-in-scena di alto livello, nel solco delle proposte che l’ABC produzioni ha presentato nel corso delle ultime stagioni : da “L’Aria del Continente” a “La Scuola delle Mogli” e “Che notte … quella notte!”

TEATRO MANZONI - Via Monte Zebio 14/c Roma
dal 26 gennaio al 19 febbraio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21 sabato ore 17-21 domenica ore 17.30., lunedì riposo. Martedì 14 febbraio ore 19, giovedì 16 febbraio ore 17 e ore 21. Biglietti: intero euro 25, ridotto euro 22.

Info e prenotazioni: Tel. 06-3223634
Sito Web: www.teatromanzoni.info


Andrea Roncato e Gigi Sammarchi
CI DO... CHE CI DO... CHE CI DO...
"Vita, Torte e Miracoli"
due tempi di Sammarchi-Roncato
regia di Gigi Sammarchi

Lo storico duo comico dopo anni ritorna insieme sulla scena grazie all’intervento di Christan Di Nardo, un giovane produttore teatrale della 8P Management, che li ha nuovamente riuniti, coinvolgendoli in diversi progetti.
Lo spettacolo ripercorre tutta la vita artistica e non del duo comico che va dalla nascita, nel senso stretto della parola, ai giorni nostri. 40 anni di comicità, dagli esordi con Francesco Guccini, per passare alla TV con Sandra Mondaini, una parentesi sulla Rai, il grande salto sulle televisioni di Berlusconi e poi cinema, teatro e quant’altro. Non si sa cosa sia questo “quant’altro” ma suona bene.
Su di uno schermo alle loro spalle scorreranno foto, filmati, momenti della loro vita pubblica e privata, che ci aiuteranno a capire meglio chi siano Gigi e Andrea che, dopo lo strapotere della comicità romana, napoletana e milanese, hanno portato prepotentemente alla ribalta quella bolognese. Si sa che il classico personaggio bolognese ha, da sempre, una sua dote di innata simpatia, ma fino ad allora, nel mondo dello spettacolo, la parlata bolognese la si sentiva solo da chi impersonava donne di malaffare. Sarà un’occasione per rivedere alcuni dei loro sketch che li hanno resi famosi ed altri completamente inediti e mai passati sul piccolo schermo. Inoltre ad accompagnare lo spettacolo ci sarà musica e forse, non tutti sanno, che Gigi e Andrea hanno tentato, inizialmente, di mettere piede nel mondo dello spettacolo, formando, in gioventù, un complesso. Così si chiamavano negli anni ‘60 i gruppi musicali.
Ci saranno ad impreziosire lo spettacolo vari ospiti a sorpresa e colleghi. Insomma, qualsiasi persona che abbia contribuito a dare loro una mano per arrivare ad essere annoverati oggi, fra una delle coppie comiche più longeve del mondo dello spettacolo italiano. Due eterni "ragazuoli", così si definiscono nonostante l’età, che ci hanno aiutato a sorridere e a divertirci e, perché no, a pensare che ridere fa bene alla vita.

TEATRO GOLDEN - Via Taranto, 36 00182 Roma
24 - 26 - 27 gennaio 2017

Info e prenotazioni: Tel. 06.70.49.38.26 – mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrogolden.it


Federica Cifola – Beatrice Fazi – Giulia Ricciardi in
LE BISBETICHE STREMATE
di Giulia Ricciardi
regia Michele La Ginestra
aiuto regia Ludovica Di Donato
disegno luci Gianmarco Cacciani
scene Gruppo G.I.A.D.
costumi Moris Verdiani
organizzazione Alessandro Prugnola

Prendete tre stremate (Cifola, Fazi, Ricciardi) mandatele in vacanza a Ferragosto e chiudetele in una stanza d’albergo.
Poi prendete un cameriere, a caso ma non troppo, fatelo entrare in rotta di collisione con le tre e … godetevi la vacanza!
Be’, più che una vacanza, si tratta di un thriller … del resto anche Shining era ambientato in un albergo.
Come se non bastasse una delle tre è in dolce attesa e la sua gravidanza, guarda caso, sarà proprio il “fattore scatenante”.
Dopo il successo di “Parzialmente Stremate” e “Stremate dalla Luna”, torna al Teatro 7 il terzo capitolo della “Trilogia Stremata” di Giulia Ricciardi.
Divertimento assicurato.

TEATRO 7 - Via Benevento, 23- Roma
dal 24 gennaio al 12 febbraio 2017
orari: dal martedì al sabato ore 21.00; domenica ore 18.00
biglietti: € 24,00 - € 18,00 (prevendita compresa)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 - 442.36.382
Sito web: www.teatro7.it


GLI OPINIONISTI
Regia di Cristiano Vaccaro
Testo di Mario Borghi
Con Chiara Acaccia, Giorgia Calcari, Stefania Capece Iachini, Antonietta D’angelo, Agnese Lorenzini, Ilaria Manocchio, Aleksandros Memetaj, Valerio Riondino, Cristiano Vaccaro

Dal 25 al 29 gennaio Nogu Teatro presenta la nuova produzione “Gli Opinionisti” al Teatro Sala Uno. Uno spettacolo né ovvio né scontato, un gioco apparentemente assurdo che in realtà viviseziona il nostro odierno modo di esistere, in perenne affanno d’immagine. Schiere di opinionisti compaiono continuamente nei piccoli schermi delle nostre case. Ecco. Nell’appartamento della Signora delle Pulizie, opinionista abilitata, ci viene presentato tutto il bestiario umano che affolla la nostra percezione mediatica. Un divertente e a tratti surreale lavoro che fonde agilissimamente il thriller, la commedia brillante, il gioco a premi, il reality, il cabaret…
In un salotto, una donna delle pulizie riceve strani personaggi, dai quali riceve dei foglietti contenenti le loro opinioni. L’ultimo ospite, quello meno importante, esprimerà ciò che realmente succede fuori da quella specie di salotto, si rifiuta di dare il suo foglietto alla signora delle pulizie perché sa che andrebbe perso, come le parole vane e inutili di tutti gli altri e nessuno ne verrebbe a conoscenza. Ormai le opinioni e i pareri che i mass-media propinano al popolo hanno lentamente corroso le coscienze e la capacità di valutazione della realtà. Ognuno parla, senza che l’altro si preoccupi di ascoltarlo, nell’unica ricerca di dirla “più grossa” o di urlare di più. Ma la verità, o almeno la verosimiglianza, restano una cosa lontana. Un unico filo lega tutte queste persone: quello dell’inutilità.

TEATRO SALA UNO - Piazza Porta San Giovanni, 10 - Roma
25/29 gennaio 2017
Per maggiori informazioni
www.interneteatro.it

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Telefono 06 86606211
Sito web: www.salaunoteatro.com


LE PRÉNOM - Cena tra amici
Di Matthieu Delaporte e Alexandre de La Patellière
Regia Antonio Zavatteri
Con Alessia Giuliani, Alberto Giusta, Davide Lorino, Aldo Ottobrino, Gisella Szaniszlò
Versione Italiana Fausto Paravidino
Scene e costumi Laura Benzi
Luci Sandro Sussi

Una cena tra amici diventa un gioco al massacro, che mette a nudo l’ipocrisia dei rapporti umani e delinea una generazione allo sbando, dove ognuno ha un segreto da nascondere o da rinfacciarsi. Le Prénom è la prima pièce teatrale scritta da Matthieu Delaporte e Alexandre de La Patelliére. Rappresentato a Parigi nel 2010, ha ottenuto sei nomination ai Prix Molière dell’anno successivo. Dal testo, adattato per il grande schermo dai due autori, sono stati tratti due film: “Cena tra amici” (2012) e “Il nome del figlio” (2015).Vincent, un agente immobiliare, viene invitato a cena dalla sorella Elisabeth e dal cognato Pierre, entrambi professori a Parigi. Alla cena partecipa anche Claude, un amico d’infanzia di Elisabeth. Una serata conviviale, fra amici quarantenni della media borghesia, viene improvvisamente sconvolta: mentre tutti aspettano l’arrivo della sua compagna (Anna), Vincent annuncia che diventerà padre, ricevendo abbracci e felicitazioni. Quando però egli rivela il nome scelto per il nascituro, la miccia fa esplodere l’incredulità e l’indignazione generale. Un nome dichiaratamente di “destra”, che manda in bestia i padroni di casa, intellettuali di “sinistra”. Il dubbio è che si tratti di una provocazione o di uno scherzo, ma il futuro genitore insiste. Così la discussione degenera, scoperchiando vecchi rancori, scatenando una crescente ironia ed un cinismo che travolge tutto e tutti. Una cena tra amici diventa così un gioco al massacro, che mette a nudo l’ipocrisia dei rapporti umani e delinea una generazione allo sbando, dove ognuno ha un segreto da nascondere o da rinfacciarsi.

TEATRO PARIOLI PEPPINO DE FILIPPO - Via Giosuè Borsi 20, 00197 – Roma
da martedi 24 a domenica 29 gennaio 2017
Ingresso: Platea € 27,00 Galleria € 22,00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 8073040
Sito web: www.teatropariolipeppinodefilippo.it


La Compagnia delle Origini presenta
UCCELLI DEL PARADISO
Regia: Riccardo Merlini
Assistente alla regia Domizia D’Amico
Con Domizia D’Amico, Alessia Sala, Carlotta Sfolgori, Antonella Petrone, Valerio Macellari, Francesca La Scala, Lorenzo D’Agata
assistente alla regia Domizia D’Amico
foto di scena Andrea Mercanti

Un attimo, un istante, le emozioni travolgono tutto.
Ogni sentimento viene annullato e ridotto al suo stato originario. Le barriere crollano,
tutto diventa un flusso irrefrenabile di impulsi, impuri e fragili, vittime degli eventi.”

Così recita il prologo che apre lo spettacolo, mentre la scena svela una tipica stanza di un manicomio. È il 1978, G. è un’imprenditrice in carriera, intraprendente e sicura di sé, ma anche una moglie annoiata, infelice e per questo infedele. La sua lucidità crolla all’improvviso quando scopre il tradimento del marito. Le basta un attimo per riscoprire la sua grande paura di essere abbandonata e un attimo per uccidere l’uomo e l’amante tagliandogli la testa. G. scappa e chiede aiuto ad A., suo amante e Direttore di un manicomio. A. la ama profondamente e decide di inserirla nella struttura che dirige per proteggerla e curarla.
Le cure che il Direttore immagina possano farle del bene, in realtà si rivelano essere soprusi e torture che la donna subisce da parte degli infermieri, tanto da ridursi a rifiutare il cibo e a non rivolgere parola a nessuno. Un evento esterno porterà un cambiamento drastico nella vita della paziente G.
Il disegno registico proietta lo spettatore sull’esperienza che la protagonista vive all’interno della stanza in cui è rinchiusa, concentrandosi sulla costruzione di una dimensione surreale resa attraverso i personaggi degli Specchi. Questi tre personaggi-oggetti, interpretati da attori-danzatori, interagiscono solo con la protagonista e rappresentano le sue proiezioni mentali, parti di se stessa che G. vede ma non riconosce, le cui voci la trasportano continuamente al giorno dell’omicidio, costringendola a riviverne il trauma.
Lo stato semi-cosciente in cui G. si trova, può essere considerato il baricentro che regola la divisione tra sogno e realtà, un baricentro che metaforicamente indica lo stato di confine tra una dimensione fatta di colori, di sfumature, di immaginazione e di libertà, all’interno della quale è possibile sentirsi come Uccelli del Paradiso e una dimensione governata solo da leggi, false ideologie, costrizione e sopportazione.

LA COMPAGNIA
“La ricerca e sperimentazione che portiamo avanti affondano le loro radici nella necessità di portare alla luce eventi o idee spesso censurati nella vita di tutti i giorni, che creano una sorta di privazione sociale ingiustificata. L'obbiettivo che ci poniamo nel proporre questa tipologia di lavoro è quello di coinvolgere chi guarda all’interno di un ragionamento più ampio e lontano dai canoni classici. Di coinvolgerlo appunto in una spirale di condizionamenti mirati a farlo riflettere, instaurando a volte una "paura" positiva, ma atavica. Questo processo porta alla luce ciò che la società tenta di nasconderci, oscurarci. Nelle storie che raccontiamo, già di per sé riflessive, poniamo domande, creiamo riflessioni sotto diverse luci e punti di vista per meglio riconoscersi in ciò che li si vede, ma nel vero viene nascosto.”

TEATRO HAMLET - Via Alberto da Giussano, 13 Roma (Pigneto)
23 | 24 | 25 gennaio 2017
Spettacoli ore 21.00 | Biglietti : 12 euro intero - 10 euro ridotto

Info e prenotazioni: telefono 320/2831121, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.theatron-2-0.org


PUNTI DI VISTA
scritto e diretto da Antonello Coggiatti
con Angela Di Sante e Antonello Coggiatti

Al Teatro Cometa Off di Roma dal 26 al 29 gennaio 2017 andrà in scena in prima nazionale uno spettacolo scritto e diretto da Antonello Coggiatti: “Punti di Vista” con Angela Di Sante e Antonello Coggiatti. Una storia d’amore/odio, un ritmato e divertente battibecco di una stravagante coppia nel pieno di una grande crisi!
Se siete stanchi delle solite storie d'amore, languide, stucchevoli e sdolcinate, allora è arrivato il momento di assistere allo spettacolo che vi presenta la storia "d'amore" più irrequieta, spinosa, grossolana - ma reale - che ci sia!
Tra toni acuti, scenate esuberanti, prese di posizione, bugie, Daniela e Filippo confesseranno sul palco le loro versioni - o visioni – fino a ricomporre i pezzi della loro vita di coppia. Allo spettatore resta l'arduo compito di ricomporre questo surreale puzzle!
“Punti di Vista”, esilarante quanto astuta rappresentazione della vita di coppia, Daniela e Filippo, che all’apice di una crisi saranno costretti a rispondere alle domande incalzanti di un fantomatico commissario ripercorrendo i momenti della propria vita di coppia. Ognuno proporrà la propria versione, che inevitabilmente si dimostrerà in perfetta antitesi ed opposizione a quella dell’altro.

TEATRO COMETA OFF - Via Luca della Robbia, 47, 00153 Roma
dal 26 al 29 gennaio 2017
Tutti i giorni alle 21, la domenica alle 18
Biglietto intero euro 12,50 - ridotto 10

Info e prenotazioni: 06.57284637 - 3926036125 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.cometaoff.it


CLUB 27
-a song for no one-
regia e drammaturgia Luca Pastore
con Miriam Messina, Martina Caronna, Ludovica Avetrani,Luca Laviano, Dimitri D’Urbano, Claudio Filardi
Musiche e suoni: Mattia Yuri Messina

“Hai provato ad innalzarti oltre l’Amore? E oltre L’Odio? Hai cercato Dio per dipingerti con la finta salvezza? O hai cercato il diavolo?
HAI FALLITO
Ora sei in un mare di plastica e puoi solo annegare, non c’è l’Arte, non c’è l’Amore, non c’è nemmeno il suono, ci sei solo tu e i tuoi idoli di plastica.
Scopri la vita – non impazzire
Scegli la vita – non annegare
Proteggi la vita
NON FALLIRE DI NUOVO”
Luca Pastore porta in scena Club 27, uno spettacolo che prende il via ispirandosi alla vicenda di molti artisti morti all’età di 27 anni. Per primi furono i giornali a parlare di questa triste “coincidenza”, dandole il nome di Club 27. Di questo Club fanno parte artisti del calibro di Jim Morrison, Jimi hendrix, Janis Joplin, Kurt Cobain, Amy Winehouse, Jean Michel Basquiat, Jonathan Brandis e Robert Johnson.
Il Club è come un limbo in un tempo sospeso che racchiude molte delle maggiori e influenti personalità dell’ultimo secolo d’arte. Un Club delimitato dallo spazio bianco, dalla totale mancanza di confini ai quali gli artisti sono tanto legati e sui quali hanno costruito il loro essere “artista”.
“...IL DOLORE È BIANCO.”

TEATRO TRASTEVERE - Via Jacopa de' Settesoli 3 - 00153 Roma
dal 24 al 29 gennaio 2017
costo del biglietto: 10 euro + 2 euro di tessera associativa
martedì-sabato h 21.00, domenica h 17.30

Info e prenotazioni: Tel. 06-5814004 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrotrastevere.it


L'Associazione Culturale Teatro Trastevere presenta
in collaborazione con Un rigo sì e un rigo no
TAPE#51, Kerouac in scena
di Martina Tiberti
regia di Raffaele Balzano
con Pietro Pace, Raffaele Balzano, Vania Lai, Giuseppe Mortelliti

E questo è il modo in cui viene scritto un romanzo:
nella solitudine, nell’ignoranza, nella paura, nella sofferenza, nella follia, in un tipo di felicità psicotica che serve da incubatore alla nascita dello stupore....
Tape#51

Debutta al Teatro Trastevere, dal 31 gennaio al 5 febbraio, in prima assoluta, Tape#51, Kerouac in scena, spettacolo della compagnia Un rigo sì e un rigo no, scritto da Martina Tiberti e diretto da Raffaele Balzano.
Ozone Park, New York, 1951. Jack Kerouac e Neal Cassady si chiudono in casa per un esperimento letterario indotto da vino e marijuana. Per ritrovare l’autenticità di una scrittura vera i due compagni di viaggio decidono di registrare per intero le loro conversazioni per farne dei racconti che riproducano la trama della realtà quotidiana. Ma il proposito si fa più complesso del previsto: l’uso delle sostanze stupefacenti e la natura goliardica dei personaggi compromettono il flusso dei pensieri che porta a scambi di battute vivaci, doppi sensi e confessioni che fino a quel momento non sembravano necessari.

Liberamente ispirato a Frisco: il nastro capitolo del libro Visioni di Cody, Tape#51 ripercorre le tematiche della poetica di Kerouac, dalla velocità beat di Sulla Strada alla solitudine buddista di Angeli di desolazione. Lo spettatore passerà una serata in compagnia dello scrittore americano, per arrendersi ai suoi giochi di parole, sognare corpo a corpo con le sue espressioni poetiche, eccitarsi con il ritmo veloce ed esagitato della narrazione.

TEATRO TRASTEVERE - via Jacopa de Settesoli 3, 00153 Roma
dal 31 gennaio al 5 febbraio
martedì-sabato h 21.00, domenica h 17.30

Info e prenotazioni: telefono 065814004, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrotrastevere.it


LA PRIMA, LA MIGLIORE
Berardi/Casolari
drammaturgia e regia Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari
con Gianfranco Berardi, Gabriella Casolari e Davide Berardi
produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione

Dalla volontà di affrontare e portare in scena il romanzo Niente di nuovo sul fronte occidentale di E. M. Remarque, nasce La prima, la migliore della Compagnia Berardi/Casolari. Lo spettacolo, prodotto da Emilia Romagna Teatro Fondazione, sarà in scena al Teatro dell’Orologio dal 24 al 29 gennaio.
Da uno dei capolavori dell’antimilitarismo nasce la materia per uno studio teatrale volto a indagare le dinamiche non solo storiche, ma soprattutto politiche e poetiche, dei meccanismi celati dietro il conflitto. La sfida è stata quella di comprendere che, malgrado l’evoluzione tecnologica, storica e socioculturale avvenuta fino ai nostri giorni, alcune dinamiche si ripropongono con forza oggi come ieri (propaganda, manipolazione ideologica, smarrimento generazionale). Dinamiche spesso invisibili o sconosciute alla massa che vive sempre più in una completa distrazione e confusione.
Oggi nella patria della nostra giovinezza viviamo come viaggiatori di passaggio. Gli eventi ci hanno consumati; siamo divenuti accorti come mercanti, brutali come macellai. Non siamo più spensierati ma atrocemente indifferenti. Abbandonati come fanciulli, disillusi come vecchi, siamo rozzi, tristi, superficiali. Io penso che siamo perduti. (E. M. Remarque)

TEATRO DELL’OROLOGIO, SALA ORFEO - Via dei Filippini 17/A - Roma
dal 24 al 29 gennaio 2017
da martedì a sabato h.21.00 | domenica h.18.00
INTERO: 15 euro, RIDOTTO: 12 euro, UNDER25 e UNIVERSITARI: 8 euro
ingresso consentito ai soli soci: tessera associativa annuale 5 euro
La prenotazione è vivamente consigliata

Info e Prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6875550
Sito web: www.teatrolorologio.com


IL PIÙ BRUTTO WEEKEND DELLA NOSTRA VITA
di Norm Foster
Regia di Maurizio Micheli
Con Maurizio Micheli, Benedicta Boccoli, Nini Salerno e Antonella Elia

La verità e le bugie di un’amicizia raccontate dal pluripremiato autore norvegese, con un umorismo denso di contenuti al Teatro Greco di Roma dal 24 al 29 gennaio.
I quattro protagonisti si detestano, credono di innamorarsi, ma non si innamorano, provano a cambiar vita, ma non ci riescono. L’amore può far sognare, l’odio invece può fare anche molto ridere.
Dopo il grande successo del film campione d’incassi “Quo vado”, dove ha interpretato il ruolo del padre di Checco Zalone, e dopo due anni di tutto esaurito con la commedia “Signori…le paté de la maison”, al fianco di Sabrina Ferilli nella doppia veste di attore protagonista e regista, Maurizio Micheli presenta un nuovo lavoro del pluripremiato scrittore canadese Norm Foster.
Il più brutto weekend della nostra vita”: la verità e le bugie di un’amicizia raccontate dal genio di Foster, con la sua capacità di risucchiarci in un umorismo che ci accompagna durante tutto lo spettacolo fino al calare del sipario. Con Maurizio Micheli, Benedicta Boccoli, Nini Salerno e Antonella Elia.

TEATRO GRECO - Via Ruggero Leoncavallo 10, 00199 Roma
dal 24 al 29 gennaio 2017

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06/8607513
Sito web: www.teatrogreco.it


SUPERMAGIC 2017
PRODIGI
Festival Internazionale della Magia - 14ª edizione
Regia Emanuele Merlino
Testi Remo Pannain
CAST: Roxanne, Charlie Mag, Norbert Ferrè, Marco Zoppi, Remo Pannain, Aaron Crow, Basilio Tabacchi, Topas

I più grandi prestigiatori del mondo del momento tornano ad esibirsi per il pubblico romano in un evento che è più di uno spettacolo magico: musiche originali, effetti tecnici innovativi, sorprese mirabolanti, coreografie mozzafiato e attimi di tensione saranno la cornice di un nuovo momento magico straordinario, come Supermagic ci ha ormai abituato a vivere.

L'evento, atteso dal pubblico di ogni età, vedrà in scena nuove magie, prestigiatori campioni del mondo e giovani virtuosi talenti, per portare, anche quest'anno, il pubblico di Supermagic in quel mondo straordinario, dove i prodigi sono talmente all'ordine del giorno da spingere chi guarda a superare ogni forma di stupore e di divertimento, fino ad immedesimarsi nel magico e credere di poter portare la magia di Supermagic nella propria vita quotidiana.
Una donna ROXANNE è una affascinante e originale illusionista tedesca, una delle poche donne famose nel mondo dello spettacolo magico. La sua raffinata magia è stata premiata a Monte Carlo, a Las Vegas, al campionato mondiale di Lisbona e come miglior numero femminile a Los Angeles. Seducente, imprevedibile ed elegante, nella sua esibizione la magia e la femminilità prendono vita in un’atmosfera mistica e tenebrosa per incantare il pubblico e lasciarlo col fiato sospeso.
Due Italiani: Marco Zoppi, è un fantasista e prestigiatore italiano specializzato nella magica arte delle bolle di sapone, con il suo spettacolo si è esibito in Europa, Russia, Medio Oriente e America Latina. Dottore in chimica, grazie alle sue conoscenze ha sviluppato una speciale formula per creare incredibili effetti visuali con le sue bolle. Un sapiente e originale mix di arte e magia per racchiudere la fantasia e l’incanto in una bolla di sapone. Uno dei pochissimi artisti internazionali a proporre questo tipo di performance. L’unico al livello di eccellenza.
Basilio Tabacchi, è un travolgente prestigiatore comico italiano, si esibisce in tutto il mondo sulle navi da crociera e sui più grandi palcoscenici internazionali parlando contemporaneamente cinque lingue. Con il suo stile imprevedibile, brillante e stravagante, è in grado di portare sul palco allegria e comicità per far sorridere e far meravigliare con il più grande dei poteri magici: la risata.
Remo Pannain noto avvocato penalista romano appassionato da sempre di prestigiazione, è l’ideatore di Supermagic e, come ogni anno, sarà in sccena con un “cammeo”. Pannain si è esibito nei più famosi congressi dei prestigiatori in Italia e all’estero anche vincendo premi internazionali.
Accanto a lui quattro artisti straordinari internazionali: il belga Aaron Crow è il maggiore esponente mondiale della magia bizzarra, è l’indiscusso Maestro del brivido magico, premiato nella categoria “Mentalismo” al campionato del mondo dei prestigiatori si è esibito in tutto il mondo, dall’Opera House di Sydney a Broadway – New York ed in numerose trasmissioni televisive. Spesso soprannominato “il guerriero” per le sue performance estreme e ricche di suspense.
Charlie Mag è un abile e talentoso prestigiatore spagnolo, è stato premiato come primo della sua categoria al campionato europeo dell’arte magica ed ha ricevuto numerosi premi internazionali, tra i quali il Mandrake D’Or a Parigi. Grazie alla sua creatività ed alla sua passione è riuscito a reinventare lo stile del mago classico creando un numero originale e moderno, una combinazione di abilità ed emozione per presentare in scena una straordinaria esibizione in grado di trasmettere la vera essenza della magia.
Norbert Ferrè. E’ un artista poliedrico, innovativo ed elegante, vincitore del primo premio nella difficile categoria “manipolazione” al campionato del mondo dei prestigiatori del 2003. La sua manipolazione ha uno stile inconfondibile e le sorprese che si nascondono all’interno del suo show sono l’essenza di questa nobile arte. Si è esibito a Supermagic 2006 dove ha proposto il numero con il quale è diventato campione del mondo entusiasmando il pubblico romano.
Topas TOPAS è un brillante ed originale illusionista tedesco, è stato il più giovane campione del mondo nella storia della magia, aggiudicandosi il titolo per ben due volte. Conosciuto per i suoi effetti innovativi e per il suo stile che fonde musica e magia, si è esibito nei più importanti teatri di tutto il mondo e in oltre 50 spettacoli televisivi. Riesce a stupire il pubblico con la sua virtuosa destrezza e con le sue esclusive illusioni mai viste prima, dalla clonazione del suo corpo alla sparizione di una persona sospesa in aria, per creare lo stupore della vera magia.
vi accompagneranno quest’anno attraverso il viaggio magico che per due ore vi farà uscire dalla realtà per poi farvi ritornare con la consapevolezza dell’esperienza unica appena vissuta.
Uno spettacolo di successo pensato per gli adulti, ma che piace anche ai bambini.

TEATRO OLIMPICO - Piazza Gentile Da Fabriano, 17 Roma
dal 26 gennaio al 5 febbraio 2017
dal martedì al venerdì ore 21, sabato ore 16.30 e 21.00 e domenica doppia ore 15.30 e 18.30

Info e prenotazoni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: http://teatroolimpico.it/


Manuela Villa in
ROMA!
Canti, balli e poesia del popolo di Roma
di Pier Francesco Pingitore
Regia Pier Francesco Pingitore
Direzione Musicale Claudio Garofalo Pica
Coreografie Cristina Pensiero
Allestimento Graziella Pera
Produzione Nevio Schiavone

Tutta la tradizione romana in uno spettacolo unico…
“Roma!” vuole essere una scorribanda tra le canzoni ed i balli romani, dall’Ottocento ad oggi. Dagli stornelli che il popolo di Roma cantava contro i francesi invasori, alle dolci melodie delle serenate, dalle canzoni delle prime feste di San Giovanni ai brani autoriali dei cantautori di oggi.
Il tutto con l’apporto di una band dal vivo e con la voce inconfondibile di Manuela Villa, cantante italiana e super-romana. A lei si affiancheranno Nico di Barnaba, cantante romano anche lui, ed un gruppo di ballo che animerà tutta la serata.
“Roma!” è una vera e propria esperienza di romanità anche nel menu degustazione della cena nei prestigiosi palchi privati al piano superiore. La Chef Anna Dente, fondatrice dell’Osteria di San Cesario, famosa in tutto il mondo ed insignita da Roma Capitale del titolo di Ambasciatrice della Cucina Romana nel Mondo, in collaborazione col nostro Resident Chef Ben Hirst ha ideato un menu esclusivo per lo spettacolo “Roma!” con piatti e prelibatezze tipici della tradizione romana. Inoltre un piatto di pasta all’arrabbiata verrà offerto a tutti gli ospiti in platea.
Un’esperienza di romanità unica ed indimenticabile nel più elegante ed incantevole teatro della Capitale!

SALONE MARGHERITA - Via dei Due Macelli, 75 - 00187 Roma
Ogni domenica dal 29 Gennaio al 26 Febbraio 2017 ore 20.30
Cena servita nei palchi privati al piano superiore h 19.30
Prezzi Biglietti: Palco con cena 65,00€, Poltronissima 35,00€, Poltrona 25,00€

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6791439
Sito web: www.salonemargherita.com


SHHH NON LO DIRE A NESSUNO
Fiaba distorta di una principessa moderna ancora in costruzione
Scritto, diretto e interpretato da Ludovica Bei

Shhh non lo dire a nessuno è la fiaba distorta di una principessa moderna, come suggerisce il sottotitolo. Un anno; il 1990. nasce la principessa della nostra fiaba. Nello stesso anno si giocano i Mondiali, vince la Germania dell’Ovest.
In questa fiaba distorta la principessa è risentita per il modo in cui è stata organizzata la sua storia e chiede spiegazioni circa alcune scelte prese.
Si sviluppa un "dialogo" a senso unico, surreale e ironico, che riflette in maniera critica e sarcastica sull'attuale stato delle cose. A confronto i ragazzi degli anni 90’ con la generazione dei padri e delle madri cercando di capire, con l’occhio ingenuo che solo una principessa della Disney può avere, quanto questa continua evoluzione li stia sostenendo o comprimendo.
A far da guida una bambina normale con la sua famiglia, le sue credenze, le prime volte, le rivelazioni. Attraverso sfide, prove, antagonisti cattivi, mostri, formule magiche, l’eroina della pièce attraverserà con coraggio gli ultimi anni del ‘900.
Come ogni Principessa che si rispetti, ad accompagnarla nel suo viaggio, il fidato Aiutante Magico cantautore Nico Maraja, che non solo sosterrà e aiuterà la protagonista ma l’ammonirà, impersonando la voce della coscienza che cerca di orientare le scelte della principessa. Sarà anche il musicista che renderà l’atmosfera incantevole, con canzoni anni 90’ e musiche originali.

Note d' Autore
Decido di scrivere questo testo perché credo ci sia sempre di più la necessità di guardare le cose da un altro punto di vista, con un occhio più ingenuo e di conseguenza più critico.
L'occhio vigile di questo quadro è un personaggio ingenuo e per lo più vittima di una società che regala l'ipotesi di grandi aspettative e la certezza di grandi delusioni.
Sicuramente tramite questa storia vorrei raccontare il senso di inidoneità che attraversa la mia generazione. Una generazione a cui sono esplosi il computer, internet, i social network tra le mani e non sa più ne parlare né comunicare in rete. Una generazione goffa, che si trova alla guida ma forse non è pronta.
(Ludovica Bei)

TEATRO STUDIO UNO Sala Specchi - Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara) Roma
26 – 29 gennaio 2017 ore h 21 – domenica h 18
Biglietto 10€

Info e Prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrostudiouno.com


COME PIACE A TE
scritta e diretta da Roberto Lopez

Si possono sacrificare gli affetti più cari solo per soddisfare la propria logica utilitaristica?
A questa domanda, Carlo (Roberto Lopez) risponderebbe senza indugio di sì. Lui, cinico, arrivista e manipolatore non si fa scrupoli a sacrificare la sua famiglia per il proprio tornaconto. Eppure in lui la moglie Maria (Marianna Ferrazzano) vede ancora l'uomo dei suoi sogni e lo ama così come è. Non è però dello stesso avviso Bianca (Ilaria Sequino), la figlia di Carlo e Marta, idealista e desiderosa di una vita diversa da quella dei genitori. Accade però che quando meno te lo aspetti, una visita cambia tutto e i delicati equilibri familiari sono messi a dura prova e qui entrano in sena altri due personaggi che modificheranno i vari punti di vista (Raffaele Fracchiolla e Stefano Lopez)… Che succederà? Tra colpi di scena ed equivoci esilaranti, va in scena una commedia divertente e dai risvolti inaspettati, con tanti spunti di riflessione.
Modi diversi di vedere e vivere la vita che non lasceranno nessuno fisso al proprio posto: chi non cambia idea non vive...

TEATRO L'AURA - Vicolo di Pietra Papa, 64 (angolo con Via Pietro Blaserna, 37), Roma
dal 26 gennaio al 5 febbraio 2017
Dal giovedì al sabato ore 21 domenica ore 18

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06/83777148
Sito web: www.teatrolaura.org


SONO UNA DONNA LACEROCONFUSA
scritto, diretto e interpretato da Grazia Scuccimarra

Dopo trentotto anni di teatro comico, Grazia Scuccimarra si ferma e decide di fare i conti. Dal 27 al 29 gennaio al Teatro Nino Manfredi, l'attrice e autrice porta in scena il suo spettacolo: Sono una donna laceroconfusa.
In modo satirico e pungente, diretto ed ironico, i suoi spettacoli hanno sempre trattato degli avvenimenti che via via hanno segnato la nostra società: quasi un teatro-cronaca, ma con l’intento di curiosare maliziosamente – divertendosi a coglierne i paradossi – tra le pieghe più nascoste del pubblico e del privato, suscitando continue risate e applausi a scena aperta.
Di qui l’esigenza di guardare, con gli occhi di oggi, alla lunga strada già fatta, per darsi torto o ragione e per verificare con quale e quanto anticipo, di volta in volta, lei abbia segnalato i fenomeni di costume e le variazioni nei rapporti sociali, sentimentali, professionali, politici.
Con la comicità ed il sarcasmo che le sono tipici, la Scuccimarra ha toccato nei suoi spettacoli tanti temi che ci assillano, partendo però sempre da se stessa, prendendosi in giro, offrendosi come bersaglio della propria ironia, fissando attraverso la sua immagine quella della gente del suo tempo.
Ed allora divertiamoci insieme a vedere a che punto siamo, vediamo chi eravamo e chi siamo oggi, vediamo se quello che la Scuccimarra diceva, indietro negli anni, con arguzia, rabbia e ardore, è ancora valido o se è stato superato dagli eventi: una allegra ed irriverente gimcana tra passato e presente, tra satira e tenerezza, tra ricordi ed attualità.

TEATRO NINO MANFREDI - Via dei Pallottini 10 – Ostia Lido
dal 27 al 29 gennaio 2017
ore 21.00 domenica ore 17.30
Biglietti: Platea: Intero 24.00, Ridotto 21.00
Galleria: Intero 21.00; Ridotto 18.00

Info e prenotazioni: Tel. 06 56 32 48 49 - mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroninomanfredi.it


MEMORIE IMMAGINARIE: IL LAVORO IN TEATRO DI DUCCIO CAMERINI
INCONTRI, PROIEZIONI, SEMINARI E SPETTACOLI

Un Festival dedicato alla drammaturgia di Duccio Camerini. La Compagnia Enter dal 25 al 29 gennaio 2017 organizza al Teatro Tordinona di Roma Memorie immaginarie: il lavoro in teatro di Duccio Camerini una rassegna interamente dedicata all’autore, attore e regista romano con incontri, proiezioni, seminari e spettacoli.
Cinque giorni fitti di appuntamenti, che vedranno la partecipazione insieme a Duccio Camerini di molti addetti ai lavori, giornalisti, critici e autori teatrali per analizzare e scoprire la scrittura dell’autore romano, di recente applaudito al Piccolo Eliseo di Roma per “Risorgi” suo ultimo lavoro.
Dal 25 al 27 gennaio la Compagnia Enter sarà in scena con Tribù, di Duccio Camerini, spettacolo con il quale la Compagnia diretta da Luca Milesi ha vinto il Festival Scenari di Casamarciano 2015. Il testo, vincitore del Premio Fondi La Pastora 2000, interpretato da Maria Concetta Liotta, Luca Milesi, Fabrizio Bordignon, Valentina Tramontana, Alberto Albertino, Serena Renzi e Francesco Sotgiu con la regia di Luca Milesi racconta il viaggio di una comune famiglia italiana lungo la parabola tormentata del Novecento, tra sentimenti e passioni, vizi e virtù, disegnando un affascinante affresco generazionale. Il giovane Dudù senza madre nè padre trova delle foto in un appartamento da prendere in affitto. “La scena la conquistano le anime dimenticate, - afferma il regista Luca Milesi - si ricompongono le schegge della memoria e la natura del tuo essere trova finalmente spiegazione nell’avventura vissuta da chi ti ha preceduto. E’ quello che è successo a Dudù”.
Sabato 28 i riflettori del Tordinona si accenderanno invece su un altro testo fondamentale del repertorio di Camerini, Orienti, grazie ad un reading curato dalla Compagnia dei Masnadieri in collaborazione con la Compagnia Enter, regia di Jacopo Bezzi, con Maria Concetta Liotta, Luca Milesi, Massimo Roberto Beato, Sofia Chiappini, Alberto Albertino, Serena Renzi e Jacopo Bezzi. Si racconta la ricerca di identità di un gruppo di persone che “viaggiano”, chi da oriente a occidente, chi da ovest a est, chi restando fermo… persone i cui destini si incrociano, e arrivano a scambiarsi la vita.
E sarà proprio Duccio Camerini a chiudere il Festival a lui dedicato domenica 29 gennaio con I Sonetti di Shakespeare, bellissimo monologo di e con Duccio Camerini che mette in scena come una tragedia contemporanea l’unico testo di Shakespeare a non essere mai andato sul palcoscenico.
Ma il Festival sarà anche formazione per gli studenti universitari (con crediti formativi). Il 25, 26 e 27 gennaio Duccio Camerini curerà uno stage di scrittura per il teatro rivolto agli studenti universitari, organizzato in collaborazione con la cattedra del prof. Stefano Locatelli, Docente di Istituzioni di Storia del Teatro e dello Spettacolo presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.
Sabato 28 gennaio, dalle ore 15.00, avrà luogo infine un incontro pubblico di autori, registi, attori e produttori che interverranno sulle prospettive del teatro contemporaneo, partendo dal tema Due Nature A Confronto, La Regia E La Scrittura Negli Anni Della Crisi Del Teatro. Presenterà e coordinerà il direttore artistico della Compagnia Enter Luca Milesi. All'incontro interverranno - tra gli altri - Giuseppe Manfridi e Marcello Isidori, Direttore di Dramma.it.

Dal 25 al 27 gennaio, ore 21.00
Tribù

Sabato 28 gennaio, ore 21.00
Orienti

Domenica 29 gennaio, ore 18.00
I Sonetti di Shakespeare

Sabato 28 gennaio, dalle 15.00
Due Nature A Confronto, La Regia E La Scrittura Negli Anni Della Crisi Del Teatro

TEATRO TORDINONA - Sala Pirandello Via degli Acquasparta, 16 – Roma

Info e prenotazioni: tel. 067004932 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.tordinonateatro.it


CERIMONIA D’ADDIO
(Atto unico per famiglia senza padre)
di Giovanni Bonacci e Matteo Quinzi
regia di Matteo Quinzi
con Giovanni Bonacci, Emanuele Gabrieli, Ambra Quaranta, Matteo Quinzi

Al Teatro Argot Studio per la stagione small andrà in scena dal 26 al 29 gennaio il testo di Giovanni Bonacci e Matteo Quinzi, Cerimonia d’addio (Atto unico per famiglia senza padre).
Lo spettacolo parla dell’inevitabile paura che precede ogni cambiamento e della confusione necessaria per poter mettere nuovamente ordine. E’ una storia che nasce dalla velocità con cui gli eventi ci sorprendono e dalla difficoltà che abbiamo nel leggerli.
Breve sinossi: Matteo, Daniele e Luca sono tre fratelli che hanno appena assistito al funerale del padre ed ora si ritrovano nella casa di famiglia per condividere con le persone care il ricordo di lui. Volendo sfuggire al caotico rinfresco organizzato in salone, si rifugiano (ora l’uno ora l’altro) in una stanza appartata nella quale è possibile scambiare due parole o, se si vuole, prendere un po’ di respiro: sarà in quel luogo che li vedremo esprimere i loro sentimenti, trasformare i propri rapporti, e portare a galla conflitti a lungo taciuti. Ognuno di loro uscirà diverso da come era entrato, ma, soprattutto, con un percorso tutto da reinventare, senza mappe o bussole alle quali appellarsi.
L’assenza /presenza del padre è il terreno su cui ognuno giocherà la propria, personalissima, partita.

TEATRO ARGOT STUDIO - Via Natale del Grande, 27 - Roma
dal 26 al 29 gennaio 2017
(dal martedì al sabato ore 20.30 - domenica ore 17.30)
Orari spettacoli: al martedì al sabato ore 20.30 - domenica ore 17.30
Biglietti: 12 euro (intero) - 8 euro (studenti e over 65)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06.5898111
Sito web: www.teatroargotstudio.com


Data unica

CANTO DELLA ROSA BIANCA
Studenti contro Hitler
di Maurizio Donadoni
con Gianluca Ariemma, Antonio Bandiera, Nicasio Catanese, Federica Cavallaro, Eleonora De Luca, Maddalena Serratore e Claudia Zàppia
musiche Nicola Alesini
scene e costumi Laboratorio scenotecnica e sartoria INDA
con il gentile sostegno della Fondazione INDA - Istituto Nazionale del Dramma Antico

Per la prima volta a Roma, la compagnia Indole Teatro, costituita da giovani attori diplomati all’Accademia d’Arte del Dramma Antico, porta in scena, presso il Teatro Le Maschere, mercoledì 25 gennaio 2017, lo spettacolo Canto della Rosa Bianca. Studenti contro Hitler. Monaco 1942/43 di Maurizio Donadoni.

Nella Germania degli anni Trenta, tra il fascino delle avanguardie artistiche e l’ascesa di una nuova politica, si snodano le vicende che vedono protagonista Adolf Hitler, la sua vita di uomo e di Fuhrer del Terzo Reich, intrecciate alle storie degli studenti del movimento universitario Weisse Rose, la Rosa Bianca, che con determinazione, coraggio e consapevolezza intellettuale e civile portarono avanti una clandestina opposizione politica fino alla condanna a morte.
Un esempio di teatro civile corale, basato sulla ricerca storiografica, sulla centralità dell’attore e dell’uso di diverse arti performative, che porta in scena la testimonianza forte di partecipazione civile e politica delle giovani generazioni.

Indole Teatro è l’unione di un gruppo di ex allievi del corso 2012/2015 dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico (ADDA): Carmelo Alù, Gianluca Ariemma, Antonio Bandiera, Nicasio Catanese, Federica Lea Cavallaro, Eleonora De Luca, Gianni Giuga, Laura Ingiulla, Domenico Macrì, Vincenzo Paterna, Maddalena Serratore e Claudia Zàppia. Tra i maestri M.Avogadro, E. Bronzino, G. Piazza, D. Salvo, M. Donadoni, C. Boso, A. Evangelisti, A. Battistini, Elena Polic Greco, Flavia Giovannelli, Simonetta Cartìa, Dario La Ferla, A. Mabrouk, A. Bertusi, V. De Propis, I. Barkauskaite, V. Jovanovic.

Gli attori hanno interpretato il coro delle edizioni 49°,50°,51° delle rappresentazione tragiche presso il Teatro di Siracusa: Edipo Re di Sofocle regia D.Salvo, Antigone di Sofocle regia C.Pezzoli, Coefore/Eumenidi di Eschilo regia D.Salvo, Agamennone di Eschilo regia L. De Fusco, Le Supplici di Eschilo regia M.Ovadia, Ifigenia in Aulide di Euripide regia F.Tiezzi e nelle commedie Donne in Parlamento di Aristofane regia V.Pirrotta, Le Vespe di Aristofane regia M.Avogadro.
Carmelo Alù, regista della Compagnia, è vincitore del Primo premio EuropeanYoung Theater 2016 e Premio SIAE –Spoleto59 Festival dei due mondi per lo spettacolo Soggettiva Elsinore di e con Carmelo Alù. Gli attori sono Vincitori del Premio Asso Stampa Sicilia Teatro 2014 - Teatro Greco di Siracusa.

TEATRO LE MASCHERE - via Aurelio Saliceti 1/3, 00153 Roma
Mercoledì 25 gennaio 2017 ore 18 e 21
Biglietti: 10 euro

Info e prenotazioni: telefono 06 58330817, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrolemaschere.it


JESUS
di Valeria Raimondi, Enrico Castellani e Vincenzo Todesco
parole di Enrico Castellani
con Valeria Raimondi
e con Enrico Castellani
scene Babilonia Teatri
luci e audio Babilonia Teatri / Luca Scotton
costumi Babilonia Teatri / Franca Piccoli
organizzazione Alice Castellani
grafiche Franciu
foto di scena Marco Caselli Nirmal e Eleonora Cavallo
produzione Babilonia Teatri
in coproduzione con: La Nef / Fabrique des Cultures Actuelles Saint-Dié-des-Vosges (France) e MESS International Theater Festival Sarajevo (Bosnia and Herzegovina)
in collaborazione con Emilia Romagna Teatro Fondazione
con il sostegno di Fuori Luogo La Spezia
laboratorio teatrale in collaborazione con l'Associazione ZeroFavole
realizzato con il contributo della Fondazione Alta Mane Italia (AMI)

Lo spettacolo è stato scelto da Emma Dante per il 67° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico di Vicenza | produzione 2014

Jesus è una donna sola.
In uno spazio neutro.
Sola con un agnello.
Candido.
Immacolato.
Quell'agnello è destinato alla tavola e al ventre.
Da un lato schizza verso la cucina, dall'altro verso il Golgota.
Da un lato verso Betlemme, dall'altro verso un letto di patate e rosmarino.
Jesus è uno scioglimento conflittuale e irrisolto.
Volontariamente e artisticamente schizofrenico.
La donna entra in scena trascinando un sacco nero dell'immondizia sulle note del Così parlò Zaratustra di Strauss.
Nel sacco la sua vittima sacrificale.
Quello che officia è un rito cannibale.
Un rito blasfemo.
Un rito senza più nessuna liturgia da rispettare.
Sulla sua testa una scenica aureola di luci.
Jesus è pietà e dissacrazione.
È infinito accoglimento e cinico rifiuto.
È il mistero del sacro e macelleria mediatica.
Jesus è un punto di domanda.
Spesso sopito. Assente. Respinto o ignorato.
Capita che torni a bussare. Ci si pari davanti. Improvviso. E sbarri la strada. La ostacoli e la blocchi. Senza remore né pietà.
Un punto di domanda che non ha risposta. Non una. Non data. Non preconfezionata.
Jesus è stato un uomo.
È diventato una religione, due, tre, quattro...
È diventato un credo, un simbolo, una speranza, una ragione, un esempio, una guida, un rifugio, un bersaglio.
Chi è oggi. Cosa rappresenta e chi lo rappresenta.
Chi ne ha bisogno.
Chi lo usa.

TEATRO PALLADIUM - Piazza Bartolomeo Romano 8, 00154 Roma
Martedì 24 gennaio - ore 21,00
Ingresso: €15 intero, €10 ridotto Convenzioni, €5 ridotto Studenti
Associazione Culturale Babilonia Teatri - Via M. K. Gandhi 34 - 37050 Oppeano (VR)
Tel. 045 7130794 cell. 349 1323403 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.babiloniateatri.it

Info e prevendite: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ; tel. 327 2463456
Sito web: http://teatropalladium.uniroma3.it/


SPELLBOUND CONTEMPORARY BALLET E IDAN SHARABI
insieme al Teatro Biblioteca Quarticciolo
per un’eccezionale serata di danza contemporanea

Un’eccezionale serata di danza contemporanea al Teatro Biblioteca Quarticciolo, 24 gennaio alle ore 21, con Spellbound Contemporary Ballet, una delle compagnie italiane più richieste all'estero, con Controfase e Small Crime due duetti di grande successo con la coreografia di Mauro Astolfi, e Idan Sharabi, danzatore e coreografo israeliano, che porta in scena, per la prima volta in Italia, Now. La stagione danza è curata da Valentina Marini.

Controfase ha debuttato in prima mondiale a Pisa a Marzo 2014. È un duetto maschile (danzatori Mario Laterza e Giovanni La Rocca), su musiche di Garth Knox & Agnes Vesterman e Nils Frahm, e il disegno luci di Marco Policastro, creato da Mauro Astolfi, originariamente per Spellbound Junior Ensemble – Tirocinio Professionale DAF, la compagine giovanile della compagnia, poi riallestito per Spellbound Contemporary Ballet nell’occasione della celebrazione del ventennale della Compagnia nel 2014.
 La creazione è ora parte del repertorio della compagnia ed è uno dei fortunati progetti che hanno rinforzato e sostenuto il rapporto artistico tra il bacino di formazione attivato attraverso i corsi del Daf Dance Arts Faculty e la compagnia.
È una produzione Spellbound Contemporary Ballet con il contributo del Ministero della Cultura e del Turismo.

Small Crime - Rinunciare all’orgoglio crea miracoli ha debuttato in prima mondiale a New York City Center - Apap Conference a gennaio 2015. È il secondo pezzo creato da Mauro Astolfi che vede in scena i danzatori Maria Cossu e Giovanni La Rocca, su musiche di Jonny Greenwood e Nils Frahm, e il disegno luci di Marco Policastro. È il ‘piccolo crimine’ che accade per caso, spesso, ed è purtroppo un bisogno mascherato da interesse... accade ogni qual volta si cerca con la forza, qualsiasi tipo di forza, di entrare nella vita di una persona... di cercare ostinatamente di attirare la sua attenzione.
 Il secondo piccolo crimine, quello che spesso rovina definitivamente le nostre vite, è una conseguenza diretta del primo piccolo crimine... che accade quando chi è stato rifiutato in un particolare momento della vita, cerca poi vendetta, ignorando, e non riconoscendo la stessa persona che poco tempo prima era il centro dei suoi pensieri. In alcuni casi rinunciare al proprio orgoglio... crea miracoli.
È una produzione Spellbound Contemporary Ballet con il contributo del Ministero della Cultura e del Turismo.

Idan Sharabi, con il contributo dell'Ambasciata d'Israele e in collaborazione con ATCL Associazione Teatrale tra i Comuni del Lazio, porta in scena Now, concept di Idan Sharabi e Niv Marinberg, nella doppia veste di interprete e coreografo, su musiche di J. S. Bach e Lauryn Hill. La creazione di Idan Sharabi, presentata in estratto, si basa sulla scoperta del potere dell’improvvisazione ed è la creazione del momento presente, una struttura che si disvela in modo differente ogni sera. Alla scoperta ogni momento di nuovi attimi che indaghino la realtà e creino opportunità in cui la musica è fonte di sfida, conflitto, e soluzione. Decoreografare il corpo per trovare una nuova relazione con il tempo e con lo spazio, mentre si vanno acquisendo le infinite possibilità all’interno delle limitazioni, ora.

Spellbound Contemporary Ballet
Nasce nel 1994, dietro volontà del coreografo Mauro Astolfi che fonda la Compagnia al rientro da un lungo periodo di permanenza artistica negli Stati Uniti. A partire dal 1996 Astolfi condivide il progetto produttivo con Valentina Marini con cui la Compagnia avvia un processo di intensa internazionalizzazione e di collaborazioni trasversali. La ricca progettualità artistica unita a una visione dinamica e in costante evoluzione del marchio hanno facilitato una ampia diffusione delle creazioni in contesti diversi, dai Gala ai programmi culturali televisivi, alle piattaforme e Festival di più continenti. Applauditissima per l’eccellenza degli interpreti e la versatilità del linguaggio coreografico Spellbound conta presenze nei maggiori teatri e Festival internazionali (Serbia, Germania, Francia, Croazia, Cipro, Thailandia, Svizzera, Spagna, Austria, Bielorussia, Stati Uniti, Messico, Giappone, Singapore, Taiwan, Israele, Inghilterra, Spagna, Svezia, Panama, Canada Russia e Corea del Sud). Modernità dei programmi, ricco repertorio sempre attivo, progetti di scambio e network in collegamento con la più fertile scena artistica europea, la rendono una tra le più apprezzate Compagnie italiane sul piano dell’offerta culturale internazionale. L’ensemble festeggia nel 2014 il ventennale di attività, un arco di tempo in cui alla produzione di spettacoli di danza ha unito da sempre e con sempre maggiore interesse progetti di formazione ed educazione sia del pubblico che di almeno due generazioni di danzatori.
www.spellboundance.com

Spellbound Junior Ensemble
La Compagnia ha dato corpo dal 2013 a un nuovo progetto giovanile che possa dare spazio ed incubazione ai miglior talenti tra le fila degli studenti tirocinanti presso il progetto triennale di formazione del DAF di Roma. L’aver messo a sistema questo nucleo giovanile ha favorito non solo la possibilità per gli studenti di avere uno sbocco professionale dopo lo studio ( tre di loro sono già a tutti gli effetti assunti nella Compagnia stabile e altri sono assunti in stabili realtà europee) ma soprattutto ha reso concreta l’esperienza di palcoscenico per una fascia di giovani danzatori che possono cosi usufruire di un prezioso momento di perfezionamento per poter acquisire l’esperienza necessaria per il passaggio alla professione. L’aspetto creativo nasce dalla collaborazione di più mani autoriali (Beatrice Bodini, Alessandra Chirulli, Marianna Ombrosi) che dietro la guida di Astolfi trovano cosi un luogo per esprimere la propria creatività compositiva. La solida esperienza di Spellbound in ambito produttivo può e deve essere il terreno per permettere l’incubazione sia di nuovi danzatori sia di nuove firme autoriali che possano canalizzare gli input assorbiti in questi anni di lavoro come performerall’interno della Compagnia principale per trasformarli in composizioni creative.

Idan Sharabi
Nato in Israele nel 1984, si è diplomato alla Thelma Yellin e alla The Juilliard School prima di danzare per il Netherlands Dans Theater e la Batsheva Dance Company. E’ stato scelto due volte per creare per il NDT Upcoming Choreographers e ha vinto il The Zeraspe Award 06′, la Copenhagen International Choreography Competition 2012 & 2014, la The Mahol Shalem International Competition 13′, e la The Hannover International Choreography Competition 2014. Idan ha ricevuto il PAIS grant for performances of existing shows nel 2015 per Interviews/Makom, Minister of Culture Prize for Best Performance of 2014, il Balletmester Albert Gaubiers og Poul Waldorffs Fond Scholarship in Danimarca, e ha ricevuto l’ Emi’s “Dudu Dotan Best Performance Award of 2014” per il suo “We Men”, come performer. Tra il 2011 e il 2014 ha creato per le compagnie: “TheProject” of The Israeli Opera House, KCDC, The Israel Ballet, Ballet Junior de Geneve, NND, ZDT, e EBBC Madrid. Nel 2012, Sharabi è stato scelto dall’ American Express come uno dei nove promettenti giovani artisti di Israele e ha fondato la sua compagnia, Idan Sharabi &Dancers, nel Settembre 2012 . Da allora, ha creato lavori per la sua compagnia che è stata invitata a festival in Svezia, Danimarca, Canada, Italia, Olanda, Russia e Israele. Negli anni, Sharabi ha insegnato e creato con studenti/giovani danzatori in scuole e compagnie quali Contemporary Dance School Hamburg, Gothenburg Ballet Academy, Alvin Ailey School, The Italian Dance Alliance, Springboard Dance Montreal, The Maslool Dance Program, The Sadna in Ga’aton, Israel, Ballet Junior De Geneve, Zhukov Dance Theater SF e tante altre. Nel 2014/15 le residenze hanno incluso compagnie quali DDT, Royal Danish Ballet, Ballet Chilleno, NDT II e Ballet Luzern. Sharabi ha avuto il supporto dell’American Express TYP Project, Israel Ministry of Culture, The Israel Festival, Suzanne Dellal, Bikurey Ha’Itim, The AICF, The Israeli Opera House, The Juilliard School Donors e donor of The Dance Library of Israel Organization.
www.IdanSharabi.com

TEATRO BIBLIOTECA QUARTICCIOLO - via Ostuni 8
24 gennaio ore 21.00
Biglietti: intero 10 euro, ridotto 8 euro (over 65, under 24, possessori Bibliocard)

Info e prenotazioni: telefono 06 98951725 - 06 0608, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Botteghino: feriali ore 18-21.30, festivi ore 16-18.30
Sito web: www.teatrobibliotecaquarticciolo.it - www.teatriincomune.roma.it

 

IL VIAGGIO
di Giuseppe Argiro’
al Teatro dell’Angelo in occasione delle Giornate della Memoria
regia e drammaturgia di Giuseppe Argirò
con Renato Campese, Maria Cristina Fioretti, Maurizio Palladino, Alberto Caramel, Carmen Di Marzo, Silvia Falabella

“A molti individui o popoli può accadere di ritenere che ogni straniero è nemico, quando questo avviene al termine della catena sta il lager.” Da questa convinzione di Primo Levi parte Il viaggio, con la drammaturgia e la regia di Giuseppe Argirò, in scena lunedì 23 gennaio alle 21 al Teatro dell’Angelo, con Renato Campese, Maria Cristina Fioretti, Maurizio Palladino, Alberto Caramel, Carmen Di Marzo e Silvia Falabella, che attraversa il dolore umano, raccontando i campi di sterminio.
“Raccontare quanto è accaduto nei campi di sterminio è un imperativo morale- afferma Giuseppe Argirò - dopo la Shoà infatti nessuna forma di tragedia è più possibile, poiché la realtà supera ogni forma di rappresentazione. La scientificità della soluzione finale e il genocidio avvenuto con metodicità e rigore va al di là di qualsiasi considerazione etica e annulla il concetto stesso di bene e di male”.
La tessitura drammaturgica ha una struttura metateatrale: immagina, infatti, una compagnia di attori ebrei che prova Le Baccanti di Euripide. La scelta non è ovviamente casuale. La tragedia narra l’invasamento di Agave e l’uccisione del figlio Penteo che si rifiuta di credere in Dioniso, rigettando il culto della personalità e l’adorazione incondizionata del dio. L’analogia con il nazismo e ogni dittatura nata dall’acquiescenza delle masse è evidente. Gli attori diventano essi stessi protagonisti di un viaggio senza ritorno verso Auschwitz, che verrà rappresentato grazie alle testimonianze del processo di Francoforte che si svolse dal 1963 al 1965.
Lo spettacolo ripercorre la disperazione del tragitto, sino alla destinazione infernale dei lager. Le voci di Primo Levi e alcune riflessioni di Pasolini sulla Shoà insieme ai testi originali di Giuseppe Argirò danno vita a una partitura polifonica in cui prevale l’aspetto corale tipico della scrittura tragica senza catarsi.
La storia non sembra aver espiato ancora le sue colpe e il teatro sembra essere l’unica possibilità di resistenza alla rimozione perché ancora rituale collettivo. Le vittime e i carnefici condividono in scena le sorti di un’umanità dolente e senza riscatto, a cui solo il palcoscenico può garantire la vita.
Lo spettacolo, nella sua coralità riflette un’umanità dolente, senza nome e senza identità, afferma la condizione inesorabile del prigioniero e decreta la demolizione dell’ uomo. Ognuno degli attori è un sopravvissuto che non può avvalersi del diritto di rimozione ma ha il dovere di ricordare assecondando il potere salvifico della scena. L’ attore, quindi sacrifica ogni velleità narcisistica a favore di un progetto collettivo che ha il compito di trovare un nuovo linguaggio atto a esprimere una memoria che va al di là di ogni possibile parola e arriva all’ essenza del dolore.

TEATRO DELL’ANGELO - via Simone de Saint Bon 19
Lunedì 23 gennaio ORE 21
Biglietti: euro 15 intero, euro 12,50 ridotto


Ancora in scena

Vincenzo Salemme in
UNA FESTA ESAGERATA…!

Da mercoledì 18 gennaio a domenica 5 febbraio arriva al Teatro Sistina “Una festa ESAGERATA…!, la nuova commedia scritta, diretta e interpretata da Vincenzo Salemme, con Nicola Acunzo, Vincenzo Borrino, Antonella Cioli, Sergio D’Auria, Teresa Del Vecchio, Antonio Guerriero, Giovanni Ribo’, Mirea Flavia Stellato.
“Ho scritto “Una festa esagerata...!” a maggio di quest’anno (2016) - spiega Vincenzo Salemme - ma l’idea di partenza risale a qualche anno addietro. Da quell’idea iniziale ad oggi ho scritto, nel frattempo, “L’astice al veleno”, “Il diavolo custode” e ho riscritto una vecchia commedia: “Sogni e bisogni”. Tre spettacoli in cui ho tentato una strada diversa da quella della commedia di stampo più classico. Ho provato, cioè, a mescolare insieme la struttura drammaturgica e un linguaggio più consono alla rivista, allo show. Ho provato, cioè, ad usare i miei testi non più come testi a tutto tondo, compiuti, ma più come canovacci all’interno dei quali “scorrazzare” liberamente, senza vincoli di tempo, di azione e di luogo e, soprattutto, senza vincoli di coerenza stilistica e narrativa. Era un tentativo per avvicinare i più giovani al teatro, il tentativo di farli sentire a proprio agio in una realtà che troppo spesso credono superata, vecchia e polverosa. Questi miei esperimenti hanno avuto un buon successo anche se, qualche volta, hanno fatto storcere il naso agli spettatori più affezionati alle mie commedie iniziali. Questa volta, con “Una festa esagerata...!” credo di aver costruito una commedia che possa accontentare quegli spettatori desiderosi di una sintassi narrativa più teatrale ma, allo stesso tempo, capace di una leggerezza strutturale più adatta al pubblico meno abituato ai ritmi della commedia classica. Ho puntato tutto sulla naturalezza della recitazione colorando qua e là con una comicità più estrema, a tratti farsesca. Un po’ come succede nella vita quando qualcosa o qualcuno ci fa ridere per quanto involontariamente buffo. Ma questa è anche una commedia abbastanza crudele verso noi stessi, verso i nostri cedimenti morali. Non credo di scoprire qualcosa di particolarmente nuovo. Temo che l’umanità ondeggi da sempre in un’altalena di miseria e nobiltà. Ma credo anche che il teatro, pur nelle sue corde più leggere, possa ricordare a chi lo fa e a chi lo guarda, che in fondo siamo di passaggio e che, forse, un po’ di sana autoironia ci può aiutare a vivere meglio”.

TEATRO SISTINA - Via Sistina 129, 00187 Roma
Dal 18 gennaio al 5 febbraio 2017
Prezzi Biglietti: Poltronissima €44,00, Poltrona e I Galleria €39,50, Seconda Galleria €34,00, Terza Galleria €27,50
Orario Spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00, domenica ore 17.00, mercoledì 25 gennaio ore 17.00, sabato 28 gennaio ore 17.00 e ore 21.00

Info e prenotazioni: telefono 06.4200711 - 392.8567896, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.ilsistina.it


LOGIN
di Giorgia Mazzucato
con Emanuela Ghini, Simona F. Ventopane, Mauro Vottari, Marco Allegretti, Simone Congedo, Viviana Valastro, M. Beatrice Alonzi, Paolo Berini
Produzione Stabile della SITI

Login è uno spettacolo di improvvisazione teatrale in cui tutte le regole della messa in scena sono a totale discrezione del pubblico in sala.
Gli attori in scena attraversando il confine tra mondo reale e virtuale, accedono ad un Account che, pur non essendo ancora stato creato e pur non conoscendolo, è il loro. Dovranno effettuare il Login appunto, l’accesso a questa nuova realtà, non sanno cosa succederà loro, chi saranno o cosa diranno.
Le storie che li vedranno protagonisti, i personaggi i che interpreteranno, saranno solo e soltanto quelli che il pubblico chiederà loro di mettere in scena.
Questa è la loro unica possibilità di esistere. La loro unica possibilità di non rimanere dietro le quinte. Ma l’ Account, ciò per cui gli attori in scena devono vivere e combattere è conosciuto esclusivamente dagli gli autori e gli autori sono tutte le persone presenti in sala, il pubblico, l’unico e vero moderatore dello spettacolo.
Login da la possibilità di creare l’identità dei personaggi che il pubblico ha sempre sognato di vedere, la vita delle persone che ha sempre sperato di conoscere, mettendo in difficoltà degli improvvisatori professionisti, sconvolgendo le dinamiche della messa in scena, eliminando gli attori uno ad uno, così facendo lo spettacolo potrà aver termine e il loro mondo finire.
Quel mondo creato, immaginato e sviluppato giorno dopo giorno nei social network, attraverso le opinioni, i commenti e le foto che li animano, tuffandosi in un mondo virtuale mai così reale, nella realtà aumentata del teatro, dove succede tutto qui e ora, e ciò che succede lo deciderà il pubblico.
Sarete abbastanza coraggiosi da fare Login?

TEATRO STUDIO UNO - Sala Teatro- Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara).
dal 19 al 28 gennaio 2017
Ingr. 10 euro. Tessera associativa gratuita
Giov – Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00

Info e prenotazioni: 3494356219- 3298027943– Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrostudiouno.com


TORRE ELETTRA
Drammaturgia e regia Giancarlo Nicoletti
con Valentina Perrella, Liliana Massari, Cristina Todaro, Luciano Guerra, Alessandro Giova, Matteo Montalto

Alla periferia di una Roma futuribile c’è Torre Elettra, dove la legge non arriva, la giustizia non è più istituzione, il sangue chiama sangue. A Torre Elettra c’è una famiglia segnata da violenze, tradimenti, omicidi, si discute di una vendetta da compiere, sullo sfondo dei postumi di una guerra civile fra il potere statale e i cittadini delle periferie in rivolta. Un’Orestea contemporanea dei sobborghi, dove i vincoli familiari e di sangue fanno i conti con la deriva dei concetti occidentali di giustizia e Stato postmoderni.
Il nuovo lavoro drammaturgico-registico di Giancarlo Nicoletti (segnalazione Premio Hystrio - Scritture di Scena 2016) e della compagnia Planet Arts Collettivo Teatrale trova nel paradigma classico una nuova cartina tornasole per raccontare le contraddizioni della contemporaneità, la spirale dei legami familiari, lo smarrimento di senso dell’uomo moderno e il rapporto dialettico fra il singolo e lo Stato. Una riscrittura originale del mito che guarda alle recenti involuzioni del concetto di democrazia occidentale, per riannodare un filo che arriva fino ai tragici greci, non prima di essere contaminato dalle riflessioni e dai contributi di autori come Pasolini, Von Hoffmanstal, Sartre, O’Neill, Icke, Marguerite Yourcenar. Torre Elettra è il lavoro inedito di Planet Arts Collettivo Teatrale, pluripremiata compagnia under 35, fra le rivelazioni della scena romana e nazionale delle recenti stagioni.
Sullo sfondo di una Roma futuribile, dove le periferie ottengono l’indipendenza dallo Stato repubblicano dopo una guerra civile, si stagliano le vicende familiari dei protagonisti, obbligati dagli eventi a comprendere il senso ultimo del concetto di giustizia, fra legge di natura e legge degli uomini, fra anarchia e democrazia. Cosa succederebbe se il singolo non avesse più uno Stato organizzato a fare da garante dei suoi diritti? Quali possono essere le implicazioni future dell’inarrestabile negazione delle istituzioni democratiche, per come ne ha abusato l’Occidente, e per come la recente ondata di sfiducia le sta mettendo in discussione? C'è ancora spazio per una legge del più forte? Questi sono alcuni degli interrogativi che il testo fa cortocircuitare, riproponendo modelli di comportamento e dubbi comuni a tutte le civiltà, circa i legami di sangue e la loro ineluttabilità, il concetto di vendetta, la reale funzione della pena, il dubbio eterno fra espiazione e perdono. Il tutto in un involucro cinematografico, scattante, dinamico: uno spettacolo da stop-and-go, classico nei fini, contemporaneo nei mezzi, che ambisce a parlare al pubblico con l’immediatezza e la grandezza tipiche del teatro greco, ripensato, tuttavia, in termini di attualità - stilistica, contenutistica e drammaturgica – e declinato in una necessaria semplicità del mezzo, conferendo una dignità nuova al concetto di trasversalità e universalità, in linea con l’esprit e la funzione stessa della tragedia.

TEATRO BRANCACCINO – Via Mecenate, 2 – Roma
dal 19 al 29 gennaio 2017 dal giovedì al sabato 20.00 / domenica 18.00

Info & Prenotazioni 06 – 80687231 / 393 – 0970018
Sito web: www.teatrobrancaccio.it


IL FUTURO È DONNA
di Eduardo Ricciardelli
con Eduardo Ricciardelli, Irma Ciaramella, Bernardino De Bernardis, Mariateresa Pascale, Elisabetta Ventura e Marco Di Campli San Vito

Debutta al Teatro San Paolo di Roma la commedia nera “Il futuro è donna”, scritta e diretta da Eduardo Ricciardelli e da lui interpretata al fianco di Irma Ciaramella, Bernardino De Bernardis, Mariateresa Pascale, Elisabetta Ventura e Marco Di Campli San Vito. La piece, andrà in scena dal 20 al 22 e nuovamente dal 27 al 29 gennaio.
Sulla scena due coppie di amanti si trovano a vivere vicende opposte ma speculari. La prima è una coppia ricca e felice che alterna le proprie giornate tra feste, ristoranti e viaggi nei luoghi più esclusivi del pianeta; la seconda è, invece, angustiata dalle incombenze economiche, ma con una grande dignità e una sola speranza, quella di una vita migliore. Una serie di vicende bizzarre e inaspettate stravolgerà le loro vite e li legherà in una singolare decisione: assoldare un killer per eliminare il proprio partner.
Prodotto da Teatraltro in collaborazione con Rialto e DDB, “Il futuro è donna” è una commedia nera che riflette la frammentazione sociale a partire dalle relazioni di coppia. I personaggi della piece sono personaggi già vinti da una storia che incombe e li minaccia, privandoli di uno sguardo lucido sulla realtà. “Il futuro è donna” è un viaggio a metà tra il teatro dell’assurdo e il ritmo del cinema poliziottesco degli anni 70, dove a inseguimenti e sparatorie si sostituisce il ritmo incalzante del testo.

TEATRO SAN PAOLO - Via Ostiense, 190 00146 Roma
dal 27 al 29 gennaio 2017
Orari: venerdì e sabato alle ore 21.00; domenica alle 18.00

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. – 3394684545
Sito web: www.teatrosanpaolo.it/


CYRANO DE BERGERAC
Regia di Matteo Fasanella
Con Matteo Fasanella, Virna Zorzan, Gianpiero Botta, Antonio Coppola, Michele Prosperi, Leonardo Iacuzio
Darkside LabTheatre Company
Produzione: Stefano Sbarluzzi Produzioni

Era il 1897 quando in un teatro di Parigi, il Théâtre de la Porte-Sain-Martin, debuttava uno dei capolavori della letteratura mondiale, Cyrano De Bergerac.
Oggi a distanza di 120 anni, nella sua versione originale in versi, il dramma di Edmond Rostand torna in scena a Roma con la regia di Matteo Fasanella dal 20 gennaio al 19 febbraio al Teatro Stanze Segrete: un piccolo scrigno per accogliere l'immortale storia d'amore ispirata alla figura storica di Savinien Cyrano de Bergerac, uno dei più estrosi scrittori del seicento francese.
A proporre il lavoro, partendo dalla versione originale, senza alterarne i versi ma apportando solo qualche taglio, è Darkside LabTheatre Company di Matteo Fasanella, già definita dalla stampa “una fucina di giovani talenti”, con la produzione coraggiosa di Stefano Sbarluzzi Produzioni.
Una compagnia under 30, che già si è fatta notare negli anni passati con progetti di qualità e che inaugura il 2017 con una vera e propria sfida: riportare in scena il Cyrano De Bergerac nella sua versione originale in versi.
A farla da padrone, ovviamente - forte della poetica narrazione in versi - è una delle storie d'amore più belle che la letteratura abbia mai creato: l'amore, il genio, le virtù, l'uomo.
La lucidità del personaggio maschile, viene ingannata dall’amore, che mette a nudo le fragilità di un uomo quasi perfetto, aldilà delle sue famigerate carenze fisiche. "Chi la vide sorridere conobbe l'ideale": un ideale che porta Cyrano alla consapevolezza della sconfitta, ed egli affida il suo genio a un uomo che è in grado di soddisfare tutti i suoi sogni.
"Se mi par che vi sia di speranza un'ombra, un'ombra sola": la speranza, meravigliosa e vana, induce Cyrano a rendere questo amore, forse unico, palpitante. Egli utilizza tutte le sue virtù senza però mai slegarsi dalla maschera che lo protegge. Ne rimane talmente vincolato che, anche quando la verità viene a galla, preferisce immolarsi e concedersi alla sua vera musa ispiratrice: la libertà.
Come può l'amore indurre a rinunciare al proprio volto? Come può l'amore portare un uomo a spalleggiare il proprio "nemico" nella conquista del proprio sogno?
Interrogativi universali per un'opera altrettanto immortale, in scena al Teatro Stanze Segrete.

TEATRO STANZE SEGRETE - Via della Penitenza, 3 (Trastevere) - Roma
Dal 20 gennaio al 19 febbraio dal martedì al sabato ore 21.00; domenica ore 19.00

Info e prenotazioni: Tel. 066872690
Sito web: www.stanzesegrete.it


QUELLA PICCOLA PAZZA COSA CHIAMATA AMORE
CRAZY LITTLE THING CALLED LOVE
Scritta e diretta da Danilo De Santis
con la regia di Lillo
con Danilo De Santis, Roberta Mastromichele, Piero Scornavacchi, Roberto Belli, Chiara Buratti, Marco Aceti e Roberto Belli
Voce fuori campo: Francesca Milani

Ossessionati di tutto il mondo, unitevi! Approda al Teatro Tirso de Molina dal 18 gennaio al 5 febbraio la divertentissima commedia “Quella piccola pazza cosa chiamata amore” con la regia di Lillo e un fantastico cast formato da Danilo De Santis, Roberta Mastromichele, Piero Scornavacchi, Chiara Buratti, Marco Aceti e Roberto Belli.
Del resto, noi tutti siamo ossessionati da qualcosa che non vuol saperne di lasciare la nostra mente. Che sia il calcio, il cibo o lo shopping non importa. Il vero problema si pone quando l’ossessione è legata all’amore. E in particolare se è rivolta a qualcuno che rimane nella nostra mente molto più di quanto sia stato nella nostra vita.
"…quando sei dentro un’ossessione, tutti, da fuori provano a farti ragionare ma tu non puoi ragionare perché sei ossessionato da un unico pensiero: l'oggetto della tua ossessione”, dirà a un certo punto Luigi, il protagonista di questa storia, che pur di riconquistare Elena, il suo amore perduto, si dichiara disposto a tutto. Perfino a farsi chiamare Lulù da Ferdinando, omosessuale di mezza età, che sta aspettando da 27 anni il ritorno del suo Michel.
I due condividono lo stesso dolore e Ferdinando, detto Ferdy, proprio grazie a Lulù, ha ritrovato la gioia di vivere ed è intenzionato a mettere in scena il “Ferdy Mercury Show" un musical interamente dedicato a Freddie Mercury e a Rudolf Nureyev, perché la leggenda vuole che i due avessero avuto una storia d'amore.
Lulù è quindi chiamato a sostituire la figura di Michel nello spettacolo. E fin qui non ci sarebbe niente di male. Ma Ferdy si sente sempre più attratto da lui e le sue avances divengono sempre più esplicite.
Sarà l'arrivo del malcapitato Mario, suo amico, a toglierlo dall’imbarazzo. Anche se Luigi nasconde un grosso segreto…
“Quella Piccola pazza cosa chiamata amore” ovvero quando quello che si crede un amore diventa una patologica ossessione.
“Mi ha fatto ridere già dalla prima lettura – afferma Pasquale Petrolo in arte Lillo, del duo comico Lillo & Greg - e sono ben lieto di impreziosire lo scritto con la mia regia. Sarà un ben lavoro e ci divertiremo tanto, e quando ci si diverte, è assai probabile che anche il pubblico apprezzerà questo spettacolo”.

TEATRO TIRSO DE MOLINA - Via Tirso, 89 (Piazza Buenos Aires) 00198 Roma
Dal 18 gennaio al 5 febbraio 2017
mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 21:00
sabato e domenica ore 17:30
Parcheggio convenzionato in Via Tirso, 14

Info e prenotazioni: 06.84.11.827 oppure 329.56.18.223
Sito Web: www.teatrotirsodemolina.it


MAMMAMIABELLA!
il colpo di scena più interessante della nostra vita
una commedia musicale di Sabrina Pellegrino
da un'idea di Valentina Olla
Diretto da Elena Sofia Ricci
con le musiche di Stefano Mainetti
Con Valentina Olla, Federico Perrotta, Sabrina Pellegrino
e la musica dal vivo con Marco Cascone (fisarmonica),
Vincenzo Meloccaro (fiati), Gino Binchi (percussioni)

Valentina, una comune trentasettenne in carriera fashion - addicted, è impegnata a far spazio nel suo armadio per la nuova vita che arriva. Il fondo della cabina armadio si apre e, di volta in volta, lascia entrare i personaggi con i quali la futura neo mamma si confronta nel meraviglioso, sconvolgente, "apocalittico" periodo di metamorfosi che è la gravidanza. Ecco quindi avvicendarsi in questa storia di nove mesi a suon di musica e parole i genitori di lei, la suocera, l'amico gay, la migliore amica, i vari ginecologi consultati, l'impiegato addetto all'assegno di maternità e tanti altri improbabili quanto amorevoli dispensatori di consigli in una materia nella quale è impossibile laurearsi. Un periodo importante per la donna, perché quando nasce un bambino nasce anche una mamma! E il papà ?
Lui che si era innamorato di una bomba sexy, in questi nove mesi si ritrova a dover soddisfare le improbabili voglie e intemperanze di una specie di otaria spiaggiata. Tacchi a spillo e t-shirt alla moda verranno messi da parte per far spazio a body, pannolini e soprattutto ansie, paure, preghiere, e aspettative, di lei e di lui facendo trapelare un improbabile manuale d'amore per la nuova vita.

TEATRO MARCONI - Viale Guglielmo Marconi 698e - Roma
dal 19 al 29 gennaio 2017
Biglietto Intero 20.00 Ridotto 14.00
martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 21,00
mercoledì e domenica ore 17,30

Info e prenotazioni: Tel. 06 59.43.544 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatromarconi.it


Mariangela D'Abbraccio e Geppy Gleijeses
FILUMENA MARTURANO
di Eduardo De Filippo
con Nunzia Schiano Mimmo Mignemi
e con Ylenia Oliviero Elisabetta Mirra
Agostino Pannone Gregorio Maria De Paola
Eduardo Scarpetta Fabio Pappacena
scene e costumi Raimonda Gaetani
musiche Teho Teardo
regia Liliana Cavani

Lo spettacolo ha debuttato in prima nazionale al Festival dei 2 Mondi di Spoleto 2016.
Questa edizione di Filumena Marturano è stata definita “lo spettacolo dell'anno”. “Finalmente vediamo Eduardo interpretato e messo in scena in totale autonomia espressiva, senza imitazioni del grande autore-attore. Mariangela D’Abbraccio appare al massimo delle sue capacità d’attrice, Geppy Gleijeses in stato di grazia”. A ogni replica si registrano puntualmente 6 minuti di applausi e autentiche standing ovation. I teatri esauriti ovunque. “La regista Liliana Cavani offre una indimenticabile prova al suo debutto nella prosa, dialogando magicamente con Eduardo.
Filumena Marturano – una della commedie italiane del dopoguerra più conosciute e rappresentate all’estero – ha un ruolo centrale nella produzione di Eduardo De Filippo, collocandosi tra i primi testi di quella “Cantata dei giorni dispari” che, a partire da “Napoli milionaria!”, raccoglie le opere più complesse e problematiche in cui si riversano i drammi, le ansie e le speranze di un Paese e di un popolo sconvolti dalla guerra.
Nel dramma di Filumena, che rifiuta di rivelare all’amante quale dei tre figli da lei messi al mondo sia suo, De Filippo dichiarava di aver inteso rappresentare un’allegoria dell’Italia lacerata e in larga misura depauperata anche moralmente, e prefigurarne la dignità e la volontà di riscatto.

Note di Regia
Scrive Liliana Cavani nelle sue note di regia: “Ho accettato l’invito generoso e ottimista di Geppy Gleijeses quando mi ha proposto questo lavoro. È un testo che mi piace moltissimo da sempre, ho anche amato il film di De Sica con Sofia Loren e Mastroianni (con lui ho realizzato due film). È un’opera di grande impegno morale e oltretutto in anticipo sui tempi e scritto senza retorica, ma con la naturalezza della vita. Un capolavoro. Filumena e Domenico sono al centro di un problema etico antichissimo e sempre attuale: di chi sono i figli, i figli nati fuori dal matrimonio? Al tempo di questa scrittura (1946), la legge non proteggeva questi “figli” considerati “illegittimi” (fuori dalla legge), una legge ferma al Medioevo. Filumena vi si ribella con la lucidità e una forza così generose da riuscire a trascinare l’ignaro borghese Domenico a capire il valore degli affetti fondamentali delle nostre vite. Sono stata fortunata ad avere due attori perfetti per il ruolo. Mi ci sono appassionata ed ho lavorato con la felicità che provo con i film”.
Aggiunge poi la regista: “Il mio battesimo nella prosa (ammesso che ci sia poi un seguito) non poteva accadere con un’opera teatrale migliore… In teatro si ripete continuamente il testo. C’è modo di approfondire di più, c’è la possibilità di ottenere a volte dagli attori delle sfumature di recitazione che nel cinema non sempre si afferrano. L’attore poi in teatro è nudo, va in scena nudo ogni volta, misurato dal pubblico ogni volta. È indifeso contro la possibile indifferenza del pubblico e la sua incertezza o la stanchezza. Insomma, l’attore a teatro deve essere “nuovo di zecca” tutte le sere”. E conclude: “Del resto il teatro è abbastanza simile alla “vita”. Ci si ripete e ci si rinnova ogni giorno nelle nostre case, si prova ad essere felici, ad aggiustare le cose, si prova e riprova ad amare si ama un uomo per sempre come Filumena, si amano i figli e lo si spiega anche alla Vergine Maria come fa Filumena. Filumena crede nella vita, la ama, la trova vivibile per quello cerca di raddrizzare le storture, di vincere le ingiustizie. Eduardo deve aver amato moltissimo questa commedia, perché è pura vita”.

TEATRO QUIRINO VITTORIO GASSMAN - Via delle Vergini 7, Roma
Dal 10 al 29 gennaio 2017
Orari Spettacoli: da martedì a sabato ore 21 / domenica ore 17
giovedì 12, mercoledì 18 e mercoledì 25 gennaio ore 17
sabato 21 gennaio ore 17 e ore 21

Info e prenotazioni: Tel. 06.6794585 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroquirino.it


QUALCUNO VOLÒ SUL NIDO DEL CUCULO
di Dale Wasserman
dal romanzo di Ken Kesey
traduzione Giovanni Lombardo Radice
adattamento Maurizio de Giovanni
Con Daniele Russo Elisabetta Valgoi
e con Mauro Marino, Giacomo Rosselli, Emanuele Maria Basso, Alfredo Angelici, Daniele Marino, Gilberto Gliozzi, Davide Dolores, Antimo Casertano, Gabriele Granito, Giulia Merelli
Uno spettacolo di Alessandro Gassmann
Produzione Fondazione Teatro di Napoli

Qualcuno volò sul nido del cuculo è il romanzo che Ken Kesey pubblicò nel 1962 dopo aver lavorato come volontario in un ospedale psichiatrico californiano. Racconta, attraverso gli occhi di Randle McMurphy – uno sfacciato delinquente che si finge matto per sfuggire alla galera – la vita dei pazienti di manicomio statunitense e il trattamento coercitivo che viene loro riservato. Nel 1971 Dale Wasserman ne realizzò, per Broadway, un adattamento scenico, che costituì la base della sceneggiatura dell'omonimo film di Miloš Forman, interpretato da Jack Nicholson e entrato di diritto nella storia del cinema. Oggi, la drammaturgia di Wasserman torna in scena, rielaborata dallo scrittore Maurizio de Giovanni che, senza tradirne la forza e la sostanza visionaria, l'ha avvicinata a noi, cronologicamente e geograficamente, trasferendo la storia nel 1982 nell'Ospedale psichiatrico di Aversa.
Il risultato è uno spettacolo appassionato, commovente e divertente, imperdibile per la sua estetica dirompente e per la sua forte carica emotiva e sociale.

Note di regia
La malattia, la diversità, la coercizione, la privazione della libertà sono temi che da sempre mi coinvolgono e che amo portare in scena con i miei spettacoli. Temi tutti straordinariamente presenti nello spettacolo che mi accingo a mettere in scena, "Qualcuno volò sul nido del cuculo" di Dale Wasserman, tratto dall’omonimo romanzo di Ken Kesey, la cui versione cinematografica diretta da Miloš Forman è entrata di diritto nella storia del cinema.
Con Maurizio de Giovanni, che ha curato l’adattamento del testo, abbiamo deciso di ambientare la vicenda in una clinica psichiatrica italiana nel 1982. Tutto ha inizio con l'arrivo di un nuovo paziente che deve essere "studiato" per determinare se la sua malattia mentale sia reale o simulata. La sua spavalderia, la sua irriverenza e il suo spirito di ribellione verso le regole che disciplinano rigidamente la vita dei degenti, porterà scompiglio e disordine ma allo stesso tempo la sua travolgente carica di umanità contagerà gli altri pazienti e cercherà di risvegliare in loro il diritto di esprimere liberamente le loro emozioni e i loro desideri.
Dario (il mio McMurphy) è un ribelle anticonformista che comprende subito la condizione alla quale sono sottoposti i suoi compagni di ospedale, creature vulnerabili, passive e inerti. Da quel momento si renderà paladino di una battaglia nei confronti di un sistema repressivo, ingiusto, dannoso e crudele, affrontando così anche un suo percorso interiore che si concluderà tragicamente ma riscatterà una vita fino ad allora sregolata e inconcludente. E, attraverso di lui, i pazienti riusciranno ad individuare qualcosa che continua ad esser loro negato: la speranza di essere compresi, di poter assumere il controllo della propria vita, la speranza di essere liberi.
Un testo che è una lezione d’impegno civile, uno spietato atto di accusa contro i metodi di costrizione e imposizione adottati all’interno dei manicomi ma anche, e soprattutto, una straordinaria metafora sul rapporto tra individuo e Potere costituito, sui meccanismi repressivi della società, sul condizionamento dell'uomo da parte di altri uomini. Un grido di denuncia che scuote le coscienze e che fa riflettere.
Come sempre lavorerò sui complessi rapporti psicologici tra i vari personaggi, immergendoli in uno spazio scenico realistico e asettico.
In questo caso, le videografie, che spesso utilizzo nei miei spettacoli, mi permetteranno di tradurre in immagini i sogni e le allucinazioni dei cosiddetti "diversi". L'obiettivo che mi pongo è, come sempre, quello di riuscire a far emozionare un pubblico di ogni età, soprattutto i più giovani che forse non conoscono quest’opera che è un vero e proprio inno alla libertà.
(Alessandro Gassman)


TEATRO ELISEO - Via Nazionale 183, 00184 Roma
Da martedì 10 a domenica 29 gennaio 2017
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00
mercoledì e domenica ore 17.00
Prezzi da 25 € a 40 €

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06.83510216
Sito web: www.teatroeliseo.com


Michela Andreozzi e Massimiliano Vado
RING
di Léonore Confino
traduzione Antonella Questa
regia Massimiliano Vado
scene Mauro Paradiso
costumi Teresa Acone
musiche Antonio Di Pofi
luci Stefano Pirandello
movimenti coreografici Valeria Andreozzi

RING, ovvero 17 quadri sulla vita di coppia, sulla vita a due, sull’esplosione emotiva che si sviluppa tra abbracci e uppercut, euforia e certezze, risate e dramma.
Lo spettacolo, grande successo parigino della stagione e attualmente in tournée, è stato scritto da Léonore Confino, come a raccontare la coppia e le sue infinite possibilità: genitori, amanti, sconosciuti, mariti e mogli, Adamo e Eva, divorziati e vedovi; tutti combattono con i loro istinti, dando vita ad un divertissement denso come la vita reale.
Da una scintilla si propaga un incendio, un malinteso fa scoppiare una guerra, il pretesto più insignificante diventa uno spunto comico, ogni storia contribuisce a disegnare lo sforzo sovrumano di ciascuno di noi nel dover coesistere con l’altro sesso e il non poterne fare più a meno.
Su un palco, che è anche il ring del titolo, tutti i personaggi, tutti interpretati da Michela Andreozzi e Massimiliano Vado, con i mille volti della stessa umanità, si attraggono, si respingono, discutono, capiscono insieme, si amano, ballano.
La vita non è necessariamente una battaglia già persa.
Il testo è stato candidato nel 2014, in Francia, al Premio Molière per il Teatro.

TEATRO DELLA COMETA - Via del Teatro Marcello 4, 00186 Roma
Dall’11 al 29 gennaio 2017
Orario prenotazioni e vendita biglietti: dal martedì al sabato, ore 10:00 -19:00 (lunedì riposto), domenica 14:30 – 17:00 - Telefono: 06.6784380
Orari spettacolo: dal martedì al venerdì ore 21.00. Sabato doppia replica ore 17,00 e ore 21,00. Domenica ore 17.00. Costo biglietti: platea 25 euro, prima galleria 20 euro, seconda galleria 18 euro.

Info e prenotazioni: Tel. 06-6784380
Sito web: www.teatrodellacometa.it


CUORI SCATENATI
scritto e diretto da Diego Ruiz
con Segio Muniz, Francesca Nunzi, Diego Ruiz, Maria Lauria

Il ritorno di fiamma, si sa, può essere molto pericoloso.
Quando il fuoco della passione sia accende tra Diego e Francesca, le scintille divampano in maniera esagerata!
Se poi a spegnere l'incendio ci si mette uno come Sergio Muniz, la situazione diventa veramente incontrollabile!
E cosa succederebbe se la futura sposa, praticamente con un piede sull'altare, venisse a scoprire tutto?
Una coppia scoppiata da anni si incontra clandestinamente per un'insensata
ultima notte d'amore prima di suggellare il divorzio definitivo, ma gli imprevisti sono dietro l'angolo, anzi dietro la porta.
Arriva la nuova esilarante commedia di Diego Ruiz, ormai esperto nel mettere in scena i rapporti di coppia e le sue innumerevoli sfaccettature, che questa volta affronta gli amori ormai finiti che in realtà non finiscono mai.
Vale la pena dare una seconda possibilità? Oppure si rischia di ritrovarsi la solita minestra riscaldata?
Riuscirà mai un nuovo amore a non subire il fastidiosissimo paragone con quello precedente?
E come la mettiamo col tradimento? La fedeltà è una predisposizione mentale, una scelta morale o un'imposizione?
Questi e tanti altri interrogativi sono alla base di questa spassosa commedia in cui tutti i personaggi si trovano nel posto sbagliato nel momento più sbagliato, dando vita a una girandola di equivoci e situazioni paradossali che li porteranno a ricorrere a tutto il loro sangue freddo per gestire una serata che li metterà a dura prova. Una serata che farà a dir poco fibrillare quattro cuori scatenati!

TEATRO GHIONE - Via delle Fornaci 37, 00165 Roma
dal 10 al 29 gennaio 2017
Orari spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00 – domenica ore 17.00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06 6372294 – 06 39670340
Sito web: www.teatroghione.it


Wanda Pirol - Rino Santoro - Geppi Di Stasio in
CANI E GATTI
di E. Scarpetta versione e regia di Geppi Di Stasio

Nuovo attesissimo debutto per il trio composto da Wanda Pirol, Rino Santoro, Geppi Di Stasio, che torna dal 5 gennaio (e fino al 12 febbraio) sul palco del Teatro delle Muse con un classico di Scarpetta, “Cani e gatti”, nella versione e regia dello stesso Di Stasio. Cani e gatti è stata rappresentata per la prima volta nel lontano 1901 ed è doveroso dire che l’autore, come di consueto, ha creato questa Farsa/Commedia ispirandosi ad alcuni originali francesi di Alexandre Bisson come “Les surprises du divorce” (1888), “Les erreurs du mariage” (1896) e, soprattutto, “Jalouse” (1897). Nella storia una moglie troppo gelosa è al tempo stesso gratificante e fastidiosa come il più perfetto dei mariti può essere rassicurante come noioso. Ecco, allora, la giostra di “doppie parti” assolutamente scoperta, anzi, addirittura sottolineata, ecco i travestimenti che rappresentano illusorie proiezioni, desideri inconfessati e svelamento di fatti accaduti solo nella mente di qualche personaggio. In questo adattamento Di Stasio effettua un leggero spostamento di epoca e di contesto spiegando la sua scelta con poche, essenziali parole: “Credo abbia aiutato a sottolineare i piccoli-grandi stravolgimenti, insieme, ovviamente, ad una sorta di adattamento alle caratteristiche del cast di una Compagnia che, crediamo, non deve mai limitarsi alla tradizione da cui proviene; una Compagnia a cui basterebbe soltanto non rinnegarla pur guardando un po’ più avanti”.

TEATRO DELLE MUSE - Via Forlì 43 - Roma
dal 5 gennaio al 12 febbraio 2017 ore 21.00 (sabato ore 21.00 e 17.30 e domenica pomeridiana ore 18.00)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06-44233649 – 06-44119185
Sito web: www.teatromuse.it


AMINTA
S’ei piace ei lice
regia, scene, luci e video di Luca Brinchi e Daniele Spanò
drammaturgia e analisi filologica e autoriale Erika Z. Galli e Martina Ruggeri (Industria Indipendente)
in video Lorenzo Anzuini (Aminta) e Clelia Scarpellini (Silvia)
performer Davide Pioggia
voci Michael Schermi (coro e satiro); Francesco Bonomo (coro e Tirsi);
Giorgia Visani (coro e Dafne); Michele Degirolamo (Aminta); Flaminia Cuzzoli (Silvia)
musiche Franz Rosati - costumi Gucci
Produzione Teatro di Roma - Teatro Nazionale
in collaborazione con Spellbound e con il sostegno di Regione Lazio Assessorato alla Cultura
il progetto ha debuttato nell’ambito della Sagra Musicale Malatestiana 2016

spettacolo/installazione per un numero ristretto di persone (max 60)

Dal 12 al 29 gennaio nel foyer (SALA A) del Teatro India è di scena AMINTA, S’ei piace ei lice, rilettura in chiave sensoriale e performativa dell’opera pastorale di Torquato Tasso, che Luca Brinchi e Daniele Spanò presentano come progetto articolato attraverso l’incontro di diverse realtà artistiche, una produzione Teatro di Roma.
La regia e la messinscena installativa è sviluppata dagli ideatori Brinchi e Spanò, artisti visivi che orientano la loro ricerca tra teatro, arte contemporanea, set design per moda ed eventi musicali, mentre la drammaturgia, l’analisi e l’apporto filologico e autoriale sono curati da Erika Z. Galli e Martina Ruggeri, autrici e drammaturghe della compagnia Industria Indipendente. Due realtà diverse ma al contempo vicine per affrontare, ognuna con le proprie specificità, l’opera del Tasso, dramma pastorale in cinque atti che rivela la grandezza poetica dell’autore. Così, il mondo favolistico del pastore Aminta e della ninfa Silvia, tratteggiato poeticamente dalla penna del Tasso, fluisce qui in una dimensione virtuale e visiva di enorme impatto grazie alle registrazioni video che, scorrendo su schermi, moltiplicano il loro carico di sospensione mistica ed eterea. L’azione e la narrazione non avvengono direttamente in scena ma si sviluppano in un luogo “altro”, offrendo un respiro più ampio e una fascinazione che rapisce. I monologhi sono riprodotti dai megafoni distorti, il coro invece è evocato visivamente e sonoramente dai teli animati e dal suono amplificato dei ventilatori, mentre l’intreccio amoroso sarà rappresentato filmicamente negli schermi/parete in continuo movimento e animati dalle presenze in video dei protagonisti che cambieranno di volta in volta la prospettiva spaziale della scena.
Ci si immerge dunque in un universo in perenne divenire, quasi metafisico: un bosco sospeso nel tempo e nello spazio, proiettato nell’etere, che incanta scandendo le sequenze drammaturgiche con la potenza visiva delle sue ambientazioni e dei suoni evocativi. Al centro dell’intreccio c’è il rimpianto dell’Età dell’Oro: un luogo e un tempo mitico, nel quale l’uomo viveva libero da vincoli, godeva a pieno dei frutti della Natura e di Amore, animato unicamente dalla libertà e dall’istinto, senza leggi civili a impedire comportamenti “eccessivi”. Se piace è lecito, frase citata nel testo, esprime questo sentimento di libertà e pulsioni, ma descrive anche una chiave di lettura profonda del dramma pastorale. “Un mondo di mezzo, dove le leggi di Natura sono ancora più forti di quelle dettate dalla civiltà, dove le pulsioni istintuali sono tracciate nettamente, e dove Venere e Amore sono i più importanti tra gli dei, capaci di dare vita e morte ai propri sudditi – annotano Luca Brinchi e Daniele Spanò – All’interno di una cornice pastorale, bucolica, nell’amenità di un tempo perduto si intrecciano simmetricamente le storie degli adolescenti Silvia e Aminta, ancora incapaci di comprendere Amore: la prima lo rifiuta perché dedita a Diana, l’altro vuole possedere unicamente per il proprio bisogno. I percorsi dei due ragazzi si muovono specularmente ma in maniera inversa, accompagnati da chi ha già vissuto tempo dietro la stessa esperienza: i consiglieri Dafne e Tirsi, che azioneranno la macchina dell’intreccio amoroso, dando luogo ad azioni e reazioni da parte dei due giovani protetti. Lo sviluppo drammaturgico pone le basi sui violenti passaggi di un’educazione sentimentale per cui è necessario conoscere e riconoscere il potere di Amore l’uno nell’altra”.

TEATRO INDIA - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) - Roma
Dal 12 al 29 gennaio 2017
Biglietti: 10 € intero, 7 € ridotto
Orari spettacolo: tutte le sere ore 20.00
Durata spettacolo: 35 minuti

Info e prenotazioni: tel. 06 87752210, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06.684.000.311/314
Sito web: www.teatrodiroma.net


TERAPIA DI GRUPPO
di Christopher Durang
traduzione di Giovanni Lombardo Radice
con Annalisa di Nola, Stefano Messina, Carlo Lizzani, Marco Simeoli,
Vittoria Carpia, Crescenza Guarnieri
regia di Stefano Messina
produzione Attori & Tecnici

Una commedia cinica e divertente che, attraverso i suoi personaggi complessi e irrisolti, racconta la nevrosi della società contemporanea e le piccole e grandi contraddizioni della vita quotidiana e del nostro rapporto con noi stessi e con gli altri.

Bruce, bisessuale represso, fidanzato con Bob, è intenzionato a farsi una famiglia “normale” e al suo annuncio matrimoniale risponde Prudence, una ragazza omofobica e sentimentalmente provata in cerca del principe azzurro. Le loro complesse personalità, refrattarie a ogni tipo di ascolto dell’altro, faranno del loro primo incontro un totale disastro. E a poco servirà cercare conforto nei loro rispettivi analisti: Stuart, macho libidinoso con cui Prudence ha avuto una “veloce” relazione, e la signora Wallace, che si dimentica le parole e si interfaccia con i suoi clienti con la consulenza di un “famoso” peluche. Lo spumeggiante girotondo di incontri e scontri, di ansie e nevrosi, illusioni e desideri che i personaggi si scambiano l’uno con l’altro, si chiude nella scena finale, dove tutti inevitabilmente, tra urla e sparatorie, finiranno per trovarsi e in qualche modo riconciliarsi.
Questa commedia, dove echeggiano i temi cari a Woody Allen, ci suggerisce che solo il gruppo può migliorare l’esistenza dell’individuo e soddisfarne bisogni biologici e psicologici, e che servirsi dell’umorismo rimane sempre uno dei migliori antidoti ai mali del mondo.

TEATRO VITTORIA / ATTORI & TECNICI - Piazza S. Maria Liberatrice 10, 00153 Roma (Testaccio)
dal 12 al 29 gennaio 2017
(domenica ore 17.30, martedì 17 ore 19.00, mercoledì 18 ore 17.00)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 5740170 - 06 5740598
Sito web: www.teatrovittoria.it


TUTTO PER LOLA
di Roberta Skerl
regia di Silvio Giordani
con Caterina Costantini, Lorenza Guerrieri, Lucia Ricalzone, Monica Guazzini, Geremia Longobardo

La tragicomica storia di quattro ex prostitute “in pensione“ che, per colpa dei loro trascorsi lavorativi, vengono coinvolte in un giallo-rosa frizzante e dagli esiti imprevedibili.
È la tragicomica storia di quattro ex prostitute che, ritirate pensione“, vivono insieme in un villino liberty che un tempo era la Casa di appuntamenti dove svolgevano il mestiere.
Ora vi trascorrono una serena vecchiaia, fatta di passeggiate, peonie piantate in giardino e serate davanti; alla TV, fino a quando, un giorno, proprio sotto le finestre del loro villino, compare la giovane Lola, un’adolescente nigeriana costretta sul marciapiede da un connazionale, della quale cominciano a seguire le sorti.
Coinvolte per colpa dei loro trascorsi lavorativi in un giallo-rosa frizzante e dagli esiti imprevedibili, le quattro colleghe cercano di lottare contro un mondo che non cambia mai, offrendo al pubblico la possibilità di ridere sulle assurde disavventure che la vita, a volte, ci propone.

TEATRO DE’ SERVI - Via del Mortaro 22 (ang. Via del Tritone) - Roma
Dal 10 al 29 gennaio 2017
Biglietti: platea 22€ - galleria 18€
Orario spettacoli: da martedi a venerdi ore 21 – sabato ore 17.30 e 21 – domenica ore 17.30 – lunedi riposo

Info e prenotazioni: telefono 06.6795130
Sito web: www.teatroservi.it


PUÒ SUCCEDERE DI TUTTO
di Fabio Gravina

Ogni giorno siamo tutti impegnati a fare progetti, dalle questioni d’amore alle nuove opportunità di lavoro, dalle mete per le vacanze ai sogni nel cassetto, ma nella vita proprio quando meno te lo aspetti “Può succedere di tutto”. Lo sa bene Fabio Gravina, autore dell’omonima commedia in due atti, che dal 16 dicembre al 29 gennaio sarà anche protagonista sul palco del teatro Prati insieme alla sua compagnia: Annachiara Mantovani, Federica Colucci, Gianni Franco, Bruno Governale, Patrizia Santamaria, Tito Manganelli. La storia ruota attorno alle vicende di una coppia ben assortita: Giuseppe, geometra romantico e fatalista, e Giuditta, casalinga razionale e concreta, che crescono la loro unica figlia, Lucia, con sacrifici e amore quando la “piccola” torna a casa incinta di un milanese benestante e... sposato! Cosa fare? Il geometra spera nell'eredità di una vecchia zia con cui potrebbe sanare i suoi (molti) debiti e pensare anche alla piccola di casa, che sogna invece ad occhi aperti.
Ma tanti altri personaggi intervengono a complicare una situazione già precaria: Nicola, un avvocato in subaffitto e semi alcolizzato; Antonio Caputo, un vedovo rancoroso e inquietante; due gemelli (Polifemo e Alicanto) che tutti preferiremmo avere come amici e non come nemici! E per ultima, non per importanza, la sprezzante Signora Giacovazzi da Milano. Una girandola di emozioni, sorrisi, gag e colpi di scena per l’ennesima grande prova di Gravina, che in questa occasione si interroga sull'importanza dei rapporti interumani e sul valore della vita in sé, rivelandosi ad un tempo sconcertante, attualissima e assolutamente originale. E a fine spettacolo un fuori programma per l’affezionato pubblico di questo storico teatro in via degli Scipioni: in vista delle festività natalizie e dell’imminente nuovo anno quale occasione migliorare per uno sguardo agli astri? Sarà proprio un esperto di astrologia a spiegare, segno per segno, cosa accadrà nel 2017…senza dimenticare che “Può succedere di tutto”!

TEATRO PRATI - Via degli Scipioni 98 Roma
dal 16 dicembre 2016 al 29 gennaio 2017
Orario Spettacoli: dal Martedì al Venerdì: ore 21.00
Sabato: ore 17.30 e 21.00
Domenica e festivi: ore 17.30 (ultimo spettacolo della stagione domenica ore 18.00)
1°Giovedì di ogni spettacolo: anche ore 17.30
Biglietti: dal Martedì al Venerdì prezzo unico: 15 € Sabato spettacolo pomeridiano: 25 € Sabato spettacolo pomeridiano ridotto (under 12 - over 65): 20 € Sabato spettacolo serale e Domenica spettacolo pomeridiano: 25 €

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Tel. 06-39740503
Sito web: www.teatroprati.it


LA LOCANDIERA
di Carlo Goldoni
regia di Franco Venturini
Compagnia/Produzione: Venturini- De Vita
Con Federica De Vita, Franco Venturini, Chiara Conti, Maurizio Venturini, Erica Cremenich, Diego Nangano

Un classico della drammaturgia italiana per la regia di Franco Venturini, con Federica De Vita splendida interprete di Mirandolina, l’astuta Locandiera. Un allestimento passionale e vivace.
Rappresentata la prima volta nel 1753, è tra le più riuscite commedie goldoniane, certo la più lineare e perfetta. Per molti, il suo capolavoro.

TEATRO FLAVIO - Via G. M. Crescimbeni, 19 - 00184 - Roma
dal 9 ottobre 2016 al 29 gennaio 2017
(anche a Capodanno!)
venerdì e sabato ore 21:00 - domenica ore 17:30

Info e prenotazioni: tel. 06 70497905
Sito web: www.teatroflavio.it


MAGNAMOSE TUTTO!
Scritto e diretto da Pier Francesco Pingitore
Martufello Mario Zamma, Carlo Frisi, Demo Mura
con Morgana Giovannetti

...e nel secondo tempo

“DONNE CHE AVETE INTELLETTO D’AMORE…”
con Valeria Marini e Pamela Prati

La nuova creatura teatrale del maestro Pingitore muove i passi dalla previsione di un grande veggente, il Mago Katsàr, secondo la quale nel giro di pochi giorni un enorme asteroide cadrà sull’Italia e distruggerà gran parte del Belpaese. Dopo il primo momento di disperazione, una furia godereccia si impadronisce di tutti gli italiani e un grido unanime si leva da tutta la Penisola: “Magnàmose tutto! Finche c’è ancora qualcosa che non si sia mangiato il Governo…”.
Vengono istituiti comitati di Godimento Pubblico. Renzi cerca di rassicurare gli elettori, ma oramai all’asteroide distruggitore è stato dato un nome che lo coinvolge: “Matteostar”.
A Roma la sindaca Raggi si aggira sperduta, interviene Grillo inferocito con Di Maio e Di Battista… Ma anche il Papa, Mattarella, la Merkel, e Trump e Hillary Clinton… Tutti vorrebbero additare una via di salvezza, ma la sorte ormai sembra segnata… E quindi a maggior ragione il popolo non ha che un pensiero: “Magnàmose tutto!”
Interpreti di questo nuovo esilarante ed acuto lavoro sono, come da tradizione, Martufello, Mario Zamma, Carlo Frisi, Demo Mura, Morgana Giovannetti e Enzo Piscopo.

Il secondo tempo ha un titolo a sé: “Donne che avete intelletto d’amore”. Ne sono protagoniste, Valeria Marini e Pamela Prati fortemente volute assieme da Pingitore per celebrare i 51 anni dalla nascita della Compagnia capitanata dal Maestro. Coadiuvate dal cast del primo tempo, Valeria e Pamela faranno rivivere, tra battute, canti, balletti, alcune Grandi Donne del passato più o meno prossimo.
In scena anche il corpo di ballo composto da Gaetano Messana, Sargis Galstyan, Federica Della Pelle, Shaila De Giovanni, Federica Bastici.
Le musiche sono state curate da Piero e Francesco Pintucci, i costumi da Maurizio Tognalini, l’arredamento da Graziella Pera e le coreografie da Evelyn Hanack.
Lo spettacolo sarà in scena fino al 5 febbraio 2017.

SALONE MARGHERITA - Via dei Due Macelli, 75 - 00187 Roma
Da venerdì 25 novembre 2016 a domenica 5 febbraio 2017

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6791439
Sito web: www.salonemargherita.com 

 

Articolo di: Isabella Polimanti

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