SaltaInTeatro - l’agenda teatrale romana, settimana dal 22 al 28 maggio

Scritto da  Domenica, 21 Maggio 2017 

Al Teatro India sarà in scena Mariangela Gualtieri con PORPORA, un “rito sonoro per cielo e terra”; poetica e parole che si uniscono alle partiture musicali eseguite dal vivo da Stefano Battaglia.

Al Teatro Sistina debutta IL CASELLANTE, tratto dal libro di Andrea Camilleri e diretto da Giuseppe Dipasquale. Un ritratto divertito e struggente della Sicilia e delle sue contraddizioni. Risate, commozione e musica dal vivo con Moni Ovadia.

Prosegue, questa settimana con tre spettacoli al Teatro Argot Studio, il Festival INVENTARIA 2017 - VII edizione, un progetto di DoveComeQuando con la direzione artistica di Pietro Dattola.

Al Teatro Trastevere va in scena LA RAPINA, scritto e diretto da Federico Maria Giansanti. Una commedia grottesca e divertente che alterna ironia e realismo nel racconto delle esperienze di vita di personaggi del ceto popolare romano.

Continuano con straordinario successo, al Teatro Argentina, le repliche di MORTE DI DANTON di Georg Büchner con la regia di Mario Martone. Un grande affresco corale, una riflessione incisiva su un capitolo significativo della storia mondiale, la Rivoluzione Francese. Con un cast di attori straordinari, da Giuseppe Battiston a Paolo Graziosi, da Paolo Pierobon a Iaia Forte, da Fausto Cabra a Gianluigi Fogacci. Da non perdere!

Tutto questo e molto altro… all’interno dell’articolo, con tutti i dettagli degli spettacoli in scena questa settimana a Roma.

Buon Teatro con SaltinAria!

 

PORPORA
rito sonoro per cielo e terra
con Stefano Battaglia e Mariangela Gualtieri
regia scene e luci di Cesare Ronconi
testi scritti e recitati da Mariangela Gualtieri
musiche composte ed eseguite dal vivo da Stefano Battaglia
Produzione Teatro Valdoca in collaborazione con Emilia Romagna Teatro Fondazione
con il contributo di Regione Emilia Romagna, Comune di Cesena

Mariangela Gualtieri ha scritto un poemetto inedito sui colori, in cui essi vengono cantati come potenze sonore, cariche di una loro forza acustica, e ad ogni colore ha poi abbinato un paesaggio di versi editi e inediti. Da quel testo lirico, in dialogo con le improvvisazioni di Stefano Battaglia, prende corpo la drammaturgia che tesse musica verbale e musica strumentale in una grande ricchezza vibratoria. Infati, i versi sono inseriti in un paesaggio sonoro dal vivo, in ascolto, a volte in tensione, con la parola poetica, campo di forze che rende al presente versi e musica.
Il “rito sonoro” ha esordito nell’aprile 2016 sul palcoscenico del teatro A. Bonci, disposto con cura alchemica da Cesare Ronconi secondo i segni e i colori più vicini all’iconografia del Teatro Valdoca, per poi essere replicato in Italia e all’estero. «Porpora: come intendevano greci e latini che parlavano di mare porpora, di onde, di neve o di cigno porpora, ad indicare il punto in cui un colore è più vibrante, più scintillante – annota Mariangela Gualtieri – e poi l’urgenza di cantare i colori, accogliendoli come potenze, come forze acustiche: è qui, nella partitura solare e festiva di Stefano Battaglia, che il mio verso ha trovato una nuova vita sonora, ed è qui che è nato semplice e felice, l’incontro. La cattedrale di silenzio che la poesia porta in sè, apre questa volta le sue porte ad una scrittura sonora che amo. Guidati dal nostro regista ci teniamo sospesi, tesi, in agguato, in quelle acrobazie dell’udire che portano il mondo dentro, fino al fondo. Che portano il dentro al mondo, fino all’orlo, dove spazio e tempo si accucciano e lasciano per un istante intuire ciò a cui poesia, musica e silenzio, conducono.»

TEATRO INDIA - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi), Roma
Dal 24 al 28 maggio 2017
Orari spettacolo: tutte le sere ore 21, domenica ore 18
Durata spettacolo: 50 minuti

Info e prenotazioni: telefono 06.684.000.311/314
Sito web: www.teatrodiroma.net


Moni Ovadia
Valeria Contadino e Mario Incudine in
IL CASELLANTE
Di Andrea Camilleri e Giuseppe Dipasquale
dal romanzo di Andrea Camilleri, Sellerio Editore - Palermo
Con Sergio Seminara, Giampaolo Romania
Musiche dal vivo con Antonio Vasta, Antonio Putzu
Musiche originali Mario Incudine con la collaborazione di Antonio Vasta
Scene Giuseppe Dipasquale
Costumi Elisa Savi
Luci Gianni Grasso
La canzone La crapa avi li corna è di Antonio Vasta
Regia Giuseppe Dipasquale

In scena sul palco dello storico teatro romano la compagnia capitanata da Moni Ovadia, Valeria Contadino e Mario Incudine, cantori di una vicenda metaforica che giuoca sulla parola, sulla musica e sull’immagine. Al loro fianco Sergio Seminara e Giampaolo Romania e i musicisti Antonio Vasta e Antonio Putzu.
Il casellante è, fra i libri di Andrea Camilleri, uno dei più struggentemente divertenti del ciclo cosiddetto “mitologico”. Dopo Maruzza Musumeci e prima de Il sonaglio, l’opera disegna i tratti di una Sicilia arcaica e moderna, comica e tragica, ferocemente logica e paradossale a un tempo.
Dopo il successo ottenuto dalle trasposizioni per il teatro de Il birraio di Preston, La concessione del telefono, che insieme a La cattura, Troppu trafficu ppi nenti, La Signora Leuca, Cannibardo e la Sicilia costituiscono la drammaturgia degli ultimi anni, Camilleri e Dipasquale tornano nuovamente insieme per riproporre al pubblico teatrale nazionale una nuova avventura tratta dai racconti del popolare scrittore siciliano.
Affogato nel mondo mitologico di Camilleri, costellato di personaggi reali fantasiosamente trasfigurati, Il casellante parla di una metamorfosi che passa attraverso il dolore della maternità negata e della guerra, ma è anche una narrazione in musica divertita e irridente del periodo fascista nella Sicilia degli anni Quaranta.
Personale, originalissima e sperimentale, la lingua di Camilleri calca e ricalca, in una teatralissima sinfonia di parlate, una meravigliosa “sicilitudine”, tra neologismi e modi di dire mutuati dal dialetto e rielaborati in chiave colta.
Al debutto nazionale al 59mo Festival dei Due Mondi di Spoleto di giugno 2016, il pubblico del Teatro San Nicolò ha applaudito con calore tutta la compagnia e specialmente Moni Ovadia, disinvolto nel passare dal ruolo centrale di narratore a ruoli secondari come quelli della buffa mammana, del giudice e del barbiere, Valeria Contadino, intensa Minica, e Mario Incudine, al cui estro compositivo si devono le incalzanti musiche di scena.

TEATRO SISTINA - Via Sistina 129, 00187 Roma
Dal 23 al 28 maggio 2017
Biglietti: Poltronissima €44,00; Poltrona e I Galleria €39,50; Seconda Galleria €34,00; Terza Galleria €27,50
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00; Sabato 27 maggio ore 17.00 e ore 21.00; Domenica ore 17.00

Info e prenotazioni: telefono 06 4200711 - 392 8567896, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , www.ticketone.it
Sito web: www.ilsistina.it


EMMA B. VEDOVA GIOCASTA
di Alberto Savinio
con Elena Croce
e Elisabetta Furini
regia Alessio Pizzech
Assistente alla regia: Elisabetta Furini
Luci e spazio scenico: Riccardo Gargiulo, Valeria Foti
Produzione: Associazione Teatro Buti

Una lettera annuncia alla signora Emma il ritorno del figlio Millo dopo quindici anni di separazione. Nel lungo monologo che ne precede l'arrivo Emma B. ripercorre sul filo della memoria il cammino della sua autocoscienza di madre : dalla rievocazione dello stratagemma con cui essa aveva salvato il figlio, nel gennaio del '44, durante una perquisizione della polizia, al ricordo del momento di verità che aveva accompagnato l'ingresso di Millo nell'età adulta, allorché vedendolo dentro i panni riadattati del padre ella aveva finalmente riconosciuto in lui il suo vero uomo. Emma B., per anni, dopo l'abbandono da parte del figlio, ne aveva allineati i vestiti, custoditi in un armadio, appendendoli ad una corda, in una pratica fattasi quotidiana. Quei vestiti, in grado di raccontare l'intero iter esistenziale del figlio, avevano finito per acquistare medianiche potenzialità evocative. Millo, assente, è nelle parole della madre la vittima di un destino cui tentò invano di sottrarsi, ma anche Emma B. rivela nel finale un attimo di esitazione di fronte all'estremo atto della sua insubordinazione al principio di autorità incarnato dal marito. È per ribellarsi a quel principio che ella ha preso a muoversi sul terreno della trasgressione. Con la rimozione di ogni traccia mnemonica dell'esistenza del marito e con l'esercizio del potere, connesso con il suo nuovo status di madre, Emma B. aveva iniziato l'opera di riscatto della propria situazione di donna. Il vero eroismo della maternità di Emma B. sta nell'aver accettato la pregiudiziale indispensabile alla condizione di madre: la sudditanza ad un estraneo. Il suo egoismo sta nell'aver messo a segno un progetto che contemplava nel figlio maschio la propria rivalsa di donna, di essere condizionato dalla ricerca di un complemento. Complemento che, una volta creato, va educato nella dipendenza, nella convinzione a lungo conculcata che altrove sia vana la ricerca della felicità . L'armadio dei vestiti racconta le tappe di questa servitù, le somiglianze fisionomiche delle donne incontrate dal figlio con i tratti del proprio volto costituiscono per Emma B. altrettante conferme della riuscita del suo disegno. Dopo l'inutile calvario sentimentale della sua vita, Millo è ora pronto a ritornare da lei, ad ammettere con il ritorno la propria sconfitta. Il monito oscuro, la negazione di ogni felicità esterna, la promessa tranquillante di un microcosmo sotto tutela, non sono che alcune delle armi cui ricorre questa madre per trattenere il figlio, e dove più non vale l'autorità interviene la lusinga, l'affascinante trasformazione finale, che la vede pronta ad attrarre il partner con la seduzione dei sensi.

Note di regia
Talora con gli occhi del bambino, talora assumendo le forme delle sue creature surreali, Savinio ha sempre comunque indagato il cuore ipocrita del “tipo italiano” ed ha sempre cercato nelle pieghe del sogno, dell’onirico e del visionario una prospettiva nuova per arrivare al cuore di una verità sempre scandalosa e per tanto rivelatrice .Il mio incontro con questo autore già avvenne circa quindici anni fa quando misi in scena un suo divertente testo intitolato la Famiglia Mastinu e nella stessa stagione ideai un lavoro che raccoglieva vari suoi scritti sotto il titolo “Il circo del Signor Dido”. Anni dopo con Marion D’Amburgo attraversammo la spinosa e potente scrittura scenica dell’autore italo / greco, tratta dalla Nostra Anima ( con anche un’edizione Radiofonica per RadioTre Rai ) e poi di nuovo Savinio toccò le corde del mio intelletto quando realizzai un recital tratto dal suo bellissimo libro : L’infanzia di Nivasio Dolcemare.
Insomma per me Savinio resta un incontro folgorante .
Questo suo voler disinnescare i meccanismi ipocriti borghesi, familiari è indicatore di una capacità sovversiva che la sua scrittura porta con sé e che oggi può rappresentare uno strumento di conoscenza e osservazione per un cambiamento profondo che la società italiana deve chiedere a sé stessa ; in questo costante “sconfinamento” risiede la ricchezza di senso della scrittura di Savinio. Egli ci invita, con ironia, a dissacrare noi stessi, le regole che come adulti ci siamo dati, conservando quello sguardo bambino, artistico, che possa illuminare il buio “del dolore del presente”
Con il sostegno del Teatro di Buti affronto il suo testo teatrale più conosciuto e la prima cosa che di lui lessi ; lo faccio con una grande compagna di viaggio di tante avventure teatrali : Elena Croce.
EMMA B VEDOVA GIOCASTA resta il cardine del teatro Saviniano, un punto di arrivo, un sunto della sua poetica ; questo testo, partendo dal rapporto madre / figlio, ridiscute con crudeltà un sistema di relazioni alla ricerca di una possibile verità che travalichi barriere, limiti e confini.
(Alessio Pizzech)

TEATRO DEI CONCIATORI - Via dei Conciatori 5, Roma
Dal 23 al 28 maggio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 18

Info e prenotazioni: telefono 06.45448982 - 06.45470031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrodeiconciatori.it


Festival INVENTARIA 2017 - VII edizione
un progetto di DoveComeQuando
direzione artistica: Pietro Dattola (Spettacoli, Monologhi/Performance, Pillole)
Flavia Germana de Lipsis (Corti teatrali, Pillole)
organizzazione: Alessandro Marrone, Alfonso Germanò, Pietro Dattola

lunedì 22 maggio
Teatro Argot Studio ore 21.00 - GOBBO A MATTONI (Bonechi-Goretti)
sezione monologhi/performance - Prima Romana
Che poi comunque ‘aspettare’ l’è un conto... ‘aspettare qui nei’ mi’ circolino’ l’è un a*ro conto. Vi torna? Qui mi sento a casa. Meglio che a casa! Non per nulla la chiamano ‘La casa dei popolo’, no? Oddio, la chiamavano... Ora si chiama... Boh, come si chiama ora? Circolo. Eh, infatti. Ma prima l’era la Casa del Popolo.

venerdì 26 maggio
Teatro Argot Studio ore 21.00 - MALANOVA (Sciara Progetti)
sezione spettacoli - Prima Romana
Tutti siamo ugualmente responsabili della vita degli altri. Malanova è il tentativo fatto a quattro mani da due autori, un uomo ed una donna, che hanno deciso di non nascondere la propria stessa fragilità, perfettamente in accordo nel voler trasformare la retorica della denuncia in una indagine al maschile, un’esplorazione edipica sulla responsabilità, sulla convivenza e sull’essere coinvolti, come esseri umani, in una trama di fondo che ci rende tutti ugualmente responsabili della vita degli altri.
Tratto dal libro "Malanova", edito da Sperling & Kupfer, di Cristina Zagaria e Anna Maria Scarfò.

domenica 28 maggio
Teatro Argot Studio ore 21.00 - PENTESILEA VS ACHILLE (La bottega del pane)
sezione spettacoli - Prima nazionale
“Pentesilea vs Achille” di Francesco Randazzo è una scrittura originale che spinge a sperimentare nuovi linguaggi. La parola in forma di poesia restituisce immagini e scenari che vanno oltre la scatola teatrale, quasi a suggerire un’opera filmica. La sfida, innanzitutto, è restituire la poesia e la magia del testo, senza tradirne la necessità di essere rappresentato.

TEATRO ARGOT STUDIO - Via Natale del Grande, 27 Roma (Trastevere)
Spettacoli ore 21.00
Sito web: www.dovecomequando.net


DELIRIO DI UNA TRANS POPULISTA
un pezzo dedicato a Elfriede Jelinek
di Andrea Adriatico
con Eva Robin’s
e Saverio Peschechera, Alberto Sarti, Stefano Toffanin...
suono, scene e costumi Andrea Barberini
cura: Daniela Cotti, Monica Nicoli, Saverio Peschechera, Alberto Sarti, Sarah Patanè, Isabella Gatti, Rabii Sakri
grafica di Albertina Lipari De Fonseca
grazie a Anna Amadori, Stefano Casi, Giulio Maria Corbelli, Elena Di Gioia, Peraspera Festival

una produzione Teatri di Vita in collaborazione con Festival Focus Jelinek e il sostegno di Comune di Bologna - Settore Cultura; Regione Emilia Romagna - Servizio Cultura; Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

VOTA TRANS è il nuovo slogan di una grottesca politica che riesuma antichi sogni totalitari “perché tutti siano davvero tutti”. Un comizio schizofrenico che arringa folle sparute di ardenti fanciulle pronte a immolarsi per la causa.
Delirio di una TRANS populista è un “pezzo” teatrale, Ein Stück, lanciato come il frammento di un discorso, amoroso e rabbioso al tempo stesso, verso il presente. Con le parole di Elfriede Jelinek che si trasformano nella voce e nel corpo di Eva Robin’s. Una rilettura straniante per accarezzare il mondo logorroico della scrittrice austriaca e per sondare il mondo macerato in cui agiscono i fantasmi, fin troppo realistici, dell’orrore quotidiano in cui viviamo. In una visione al contempo politica e psicologica, ludicamente camp e vertiginosamente tragica, dei nostri ingloriosi anni.

Lo spettacolo ha avuto la sua anteprima al festival perAspera (giugno 2013) con il titolo “Delirio di un leader populista”.

CARROZZERIE N.O.T - Via Panfilo Castaldi 28/a, Roma
25 e 26 maggio 2017, ore 21.00 (ingresso con tessera associativa)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 347-1891714
Sito web: www.carrozzerienot.com


PAROLE IMBROGLIATE
lezione spettacolo su Eduardo de Filippo
di/con Massimiliano Civica
produzione ATTODUE
foto Giorgio Termini

Una serata in cui il regista Massimiliano Civica racconta aneddoti, storie, detti memorabili e vita di Eduardo De Filippo. Un modo divertente e pieno di leggerezza per entrare in contatto col grande maestro napoletano.
Leo De Berardinis amava ripetere: "C'è una sola tradizione, ed è la tradizione del nuovo". Eduardo è tradizione del nuovo, un uomo che impara da suo padre Scarpetta a spingere tutte le pratiche spettacolari ricevute in dono dal passato verso il futuro. Di Eduardo è stato fatto un monumento, mentre lui era un uomo con una "forte nostalgia del futuro". Un ricercatore indomito, crudele e sempre pronto a buttare via tutto quello che aveva accumulato per la ricerca di qualcosa di vivo. È da questo Eduardo che è bene ripartire.
Eduardo qualche anno prima di morire dichiarò che voleva lasciare dietro di se "Tutto 'mbrugliato", ovvero tutto confuso, non ricostruibile in una prospettiva di biografia storica. Eduardo era convinto che contassero sole le opere, non la vita personale dei loro creatori. Non voleva essere santificato e "monumentalizzato", voleva lasciare solo un punto da cui i giovani potessero ri-partire per conto loro. Questa lezione-spettacolo è un viaggio senza speranze nel gomitolo imbrogliato dell’arte di Eduardo.

CARROZZERIE N.O.T - Via Panfilo Castaldi 28/a, Roma
27 e 28 maggio 2017, ore 21.00 (ingresso con tessera associativa)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 347-1891714
Sito web: www.carrozzerienot.com


LA PIÙ LUNGA ORA
Memoria di Dino Campana. Poeta, pazzo
Scritto e diretto da Vinicio Marchioni
Con Vinicio Marchioni, Milena Mancini, Ruben Rigillo
Musiche composte e eseguite dal vivo da Ruben Rigillo
E la canzone Sognando di Don Backy
Produzione TEATRO ELISEO

Il mondo si sta distruggendo, la poesia lo salverà

Dino Campana. Un poeta, un pazzo, un viaggiatore, un manesco, un intellettuale, un uomo che ha fatto mille mestieri.
I Canti Orfici, la sua unica composizione poetica, hanno illuminato la letteratura europea del Novecento e Carmelo Bene definiva Campana il suo poeta preferito. Canti Orfici che Campana ha riscritto a memoria, sforzo che ha definitivamente piegato il suo già precario equilibrio mentale, dopo che due editori di Firenze avevano perduto il manoscritto originale.

Dino Campana conclude la sua esistenza nel manicomio di Castelpulci a Scandicci nel 1932, dopo quattordici anni di internamento.
Cosa fa un Poeta, un viaggiatore, un malato di schizofrenia o più semplicemente un uomo che ha vissuto e scritto come Dino Campana, in un manicomio per quattordici anni? Come fa un uomo a sopravvivere a se stesso e alla propria esistenza rinchiuso in un manicomio per quattordici anni?
“Essere è essere percepiti” scriveva Beckett. Si vive attraverso lo sguardo degli altri, e quando gli altri non ci guardano più si ha solo la possibilità di raccontare la propria storia, a se stessi, per assicurarsi, o illudersi, che quella storia sia esistita realmente.
Come a “memoria” ha riscritto il suo capolavoro perché “se lo riscrivevo potevo esistere”; dalla sua memoria emerge anche la figura di Sibilla Aleramo, poetessa, donna dalla vita altrettanto burrascosa e drammatica. Emergono i suoi ricordi personali di donna intrecciati a quelli de l’amato Dino; per Alda Merini “innamorati del proprio dolore”.
Dino Campana, uomo prima che poeta, nella sua camera da quattordici anni nella sua più lunga ora di vita, forse l’ultima (il primo titolo scelto da Campana per i Canti Orfici era “Il più lungo giorno”), assieme alla voce di Sibilla Aleramo, donna prima che poetessa, ad alleviare o acuire le sue pene.
Non certo uno spettacolo di ricordi intellettuali o aneddotici quindi, ma uno spettacolo-concerto per voci e musica attraverso il cuore di Campana mentre cerca di ridirsi la vita, di ri-viverla, di ri-metterla in scena per non perdere la memoria di se stesso.
Per scoprire che non c’è nulla che possa far morire l’istinto alla poesia in ognuno di noi.
Per provare a dire, come Campana, che solo la poesia salverà il mondo.
(Vinicio Marchioni)
Durata: 1 ora e 20 minuti

TEATRO TOR BELLA MONACA - Via Bruno Cirino (angolo di viale Duilio Cambellotti con via di Tor Bella Monaca ), 00133 Roma
27 e 28 maggio 2017
Orario spettacoli: sabato 27 maggio ore 21, domenica 28 maggio ore 18
Biglietti: intero 10 euro, ridotto 8 euro, ragazzi 6 euro

Info e prenotazioni: telefono 06/ 2010579, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sul web: http://www.teatriincomune.roma.it/teatro-tor-bella-monaca

 

DA SOLI NON SI È CATTIVI
dedicato a Matteo Latino
di Tiziana Tomasulo
regia Fabiana Iacozzilli
con Simone Barraco, Francesca Farcomeni, Francesco Meloni, Marta Meneghetti, Ramona Nardò, Francesco Zecca
aiuto regia Francesco Meloni
assistenti alla regia Federico Spinelli, Silvia Corona, Gianmarco Vettori, Francesca Sansone
scene Fiammetta Mandich
costumi Gian Maria Sposito, Davide Zanotti
trucco Simona Ruggeri, Laura Alessandri
disegno luci Davood Kheradmand
collaborazione artistica Riccardo Morucci, Alberto Bellandi, Giada Parlanti

Una produzione Lafabbrica e La Fabbrica dell'Attore – Teatro Vascello
in collaborazione con Centro Artistico Internazionale Il Girasole, Associazione Ex lavanderia, Centro Internazionale La Cometa, Sycamore T Company
con il sostegno di Kollatino Underground, Teatro Biblioteca Quarticciolo e Clossa Lab

Forse è questo l'amore?
Questo mio amarmi attraverso gli altri?
Solo attraverso gli altri?
Questo mio bisogno degli altri per amarmi?
Tiziana Tomasulo

Con "Da soli non si è cattivi" portiamo in scena tre storie, tre squarci tratti dalle drammaturgie e dai racconti di Tiziana Tomasulo.

L'amante ci racconta la spensierata vita di Barbara e Riccardo, una coppia. I nostri protagonisti stanno insieme da sedici anni e, come spesso accade alle coppie che convivono da tanti anni, fanno le stesse cose, hanno gli stessi gusti, le stesse movenze, gli stessi pensieri, gli stessi desideri, gli stessi tratti fisici...
Questa coppia che dunque è molto felice, vive la relazione unicamente come occasione per dimostrare all'altro di poter essere il migliore tra i due. La competizione e la voglia di primeggiare sull'altro li porteranno ad innamorarsi dello stesso uomo, Nancy, e ad essere pronti a tutto pur di conquistare l'amore del povero malcapitato.

Nella Telefonata la protagonista è una donna innamorata di un'altra donna che purtroppo si fa una semplice domanda: «la chiamo o non la chiamo?». Questa semplice domanda la porta a perdersi non solo nei meandri della sua mente ma anche nell'immobilità del proprio divano.

Nel Bagno vediamo invece un uomo che stura un cesso ed una donna che lo osserva, seduta su un bidet. Questi due esseri umani sono i resti/carcasse di una favola felice, sono ciò che resta del tempo che fu. L'uomo stura il cesso come se cercasse di sturare qualcos'altro, di stappare qualcosa che ha a che vedere con gli inceppi e le cadute di una relazione, di una storia d'amore, della fine di una storia d'amore; un qualcos'altro che ha a che vedere con quel momento in cui tutte le parole che si dicono "partono dal vuoto e vanno verso il vuoto". Unica salvezza? Forse lasciare che il cesso ci risucchi.

I personaggi di "Da soli non si è cattivi" sono dei poveretti incapaci di amare. Vorrebbero farlo, hanno bisogno di farlo ma, al tempo stesso, hanno paura dell'incontro con l'altro perché si vergognano profondamente di quello che sono. Non si sentono all'altezza e per questo sono rigonfi di rabbia e condannati alla solitudine.
I testi di Tiziana Tomasulo attraverso un'ironia raggelante ci imprigionano all'interno di un mondo claustrofobico fatto di ossessioni, manie di grandezza e desideri di vendetta. L'altro è visto come la possibilità di avere una conferma su quello che siamo ma anche, e soprattutto, un'occasione per scoprire che non siamo quello che immaginiamo di essere.
Fabiana Iacozzilli

TEATRO VASCELLO - via Giacinto Carini 78, 00152 Roma
22-23-24 maggio 2017
Orario spettacoli: lunedì, martedì, mercoledì ore 21.00

Info e prenotazioni: telefono 06.5881021/06.5898031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrovascello.it


TIDA Theatre Danse presenta
SAREMO BELLISSIMI E GIOVANISSIMI SEMPRE
LA SCELTA - BEATI PAUPERES IN SPIRITU - ECKHART PROJECT
testi e regia Marco Chenevier
coreografia e interprete Marco Chenevier
direttore di palco Andrea Sangiorgi
Produzione: TIDA - Theatre Danse con il sostegno del MIBACT - Ministero dei beni e delle attività culturali e dell'Assessorato Istruzione e Cultura della Regione Valle d'Aosta

In danza e coreografia Marco Chenevier, sceglie di ripercorrere la vita e il pensiero del mistico tedesco Johannes Eckhart, uno dei più importanti del medioevo cristiano. Saremo bellissimi e giovanissimi sempre è uno spettacolo, in scena dal 26 al 28 maggio al Teatro vascello di Roma, che trasporta il pubblico in maniera ironica e dissacrante nel pensiero del filosofo tedesco meglio noto come Meister (maestro) Eckhart, si intreccia con una riflessione sul ruolo dell'arte contemporanea nella società incentrata su modelli esteriori volti alla propaganda del consumismo.

L'interprete, ingabbiato nel compito di dover realizzare uno spettacolo su Meister Eckhart, si rende conto della difficoltà dell'operazione quando ormai l’incarico è stato accettato. La ricerca dell'interiorità secondo il mistico domenicano, deve essere perseguita nella dissoluzione dell'egoismo cercando la solitudine interiore, distaccandosi dalla volontà, dalla memoria, dai sensi e dal giudizio. Dapprima adottando un atteggiamento intellettuale e analitico, l'interprete riprende i fondamenti della mistica di Eckhart tentando innumerevoli volte di tradurne almeno uno in uno spettacolo di danza. Ma nell'autocensura dei tentativi l'analisi si perde nella vana ricerca di un'idea drammaturgica che sembra continuamente fallire. Il malessere e le riflessioni vengono così condivisi con il pubblico in modo leggero e divertente in una parziale frattura del codice. Il ragionamento, esausto, porta il performer a chiedersi infine se non fosse sbagliato il processo in sé. La chiave di volta potrebbe essere quella di domandarsi quale sia il senso di un lavoro su Eckhart oggi, e se l'accusa di eresia che egli subì sette secoli fa non palesi un confitto atavico tra potere ed interiorità. La costruzione scenica rivela la scrittura della drammaturgia stessa, la quale diventa il filo conduttore che lega i quadri, le coreografie e le scene. Forse Eckhart, anche oggi, verrebbe tacciato di eresia non più dalla Chiesa, bensì dal Mercato.

In occasione dello spettacolo il 25 maggio alle 17.30 l’Istituto Italiano di Studi Germanici in collaborazione con il Teatro Vascello e TIDA Theatre Danse presenta Meister Eckhart. La via del distacco Conferenza del Prof. Marco Vannini.
Istituto Italiano di Studi Germanici – Villa Sciarra – Wurst sul Gianicolo via Caldarelli, 25/ via delle Mura Gianicolensi, 111)

TEATRO VASCELLO - via Giacinto Carini 78, 00152 Roma
26 e 27 maggio ore 21, 28 maggio ore 18
Biglietti: Intero 15 €, Ridotto over 65 e studenti € 12

Info e prenotazioni: telefono 06.5881021/06.5898031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrovascello.it


InMovimento
Rassegna di danza a cura di Valentina Marini e prodotto da European Dance Alliance
MR Gaga anima e corpo di un genio della danza di Tomer Heymann
PAN/remastered Emanuele Soavi (Germania)

MYSTERIOUS ENGINE | Spellbound Contemporary Ballet (Italia)
BREATHLESS | Thomas Noone Dance (Spagna)
AB3 | Norrdans (Svezia)
AND SO IT IS... | Adi Salant (Israele,Batheva Dance Company)

Dal 22 al 28 maggio, il Teatro Eliseo ospita InMovimento, progetto dedicato alla danza internazionale, a cura di Valentina Marini e prodotto da European Dance Alliance.

Si comincia il 22 maggio alle ore 20.00 con la proiezione del documentario MR Gaga di Tomer Heymann, il più emozionante documentario per gli appassionati di danza moderna da ‘Pina’ secondo Variety. Dedicato al genio israeliano Ohad Naharin, tra i coreografi più importanti ed innovativi al mondo, il film racconta la vita e l’arte del creatore del rivoluzionario linguaggio di movimento corporeo chiamato “Gaga”, che lo ha reso famoso a livello internazionale.Tra filmati di repertorio e momenti di vita privata l’acclamato documentarista Tomer Heymann ha costruito un ritratto viscerale di Mr. Gaga: dagli esordi, alle prime esibizioni sulla scena internazionale con Martha Graham e Maurice Béjart, fino al passaggio al lavoro di coreografo, coronato dalla nomina a direttore artistico della Batsheva Dance Company, compagnia di danza israeliana di fama mondiale. Attraverso immagini di repertorio, estratti mozzafiato sul palcoscenico e riprese inedite delle lezioni con i suoi danzatori, il film, vivace, penetrante e contagioso, conduce il pubblico nel mondo di Mr Gaga: figura di grande integrità, animata da una visione unica e straordinaria della danza e della vita. Al termine della proiezione il regista incontrerà il pubblico e risponderà alle domande del pubblico e del moderatore Rossella Battisti.

Lo spettacolo che segue la proiezione del film (24 maggio ore 21.00) è PAN/remastered del coreografo e danzatore Emanuele Soavi, italiano di nascita ma tedesco di adozione.
Riadattamento di un lavoro del 2011 con il quale Emanuele Soavi ha vinto il premio del Teatro di Colonia come Miglior Interprete, la coreografia getta nuova luce e nuove ombre su Pan, intrattenitore e terrorista intrappolato in un limbo tra il mondo umano e quello divino. Nel tentativo di portare la figura mitologica forse più attuale di tutte nel mondo contemporaneo, Soavi gli conferisce un carattere analitico e frammentario: outsider, intrattenitore e terrorista, metà dio e metà capra. Nella versione odierna PAN/remastered è accompagnato da musiche dal vivo create da Stefan Bohne e dal fondatore di KOMPAKT Wolfgang Voigt, che ha arricchito la colonna sonora originale di nuovo materiale successivamente ri-arrangiato dall'artista e DJ Stefan Bohne.

Chiude il 28 maggio (ore 20.30) Dancing Partners, spettacolo con programma misto a firma di diversi autori: Mauro Astolfi, Thomas Noone e Martin Forsberg, con ospite speciale l’israeliana Adi Salant, co-direttrice di Batsheva Dance Company che regalerà uno speciale ritorno sulla scena con un suo “a solo”, che esprime in tutta la sua fisicità lo spirito e l’essenza di quel linguaggio del corpo che il film di apertura descrive.
Per il suo Spellbound Contemporary Ballet l’italiano Mauro Astolfi porta in scena Mysterious Engine, composto da due brevi coreografie: Me, prima di due parti di una nuova creazione che rivendica la “condizione” di non libertà degli uomini, e Small Crime su un bisogno mascherato da interesse ogni qual volta si cerca con la forza, qualsiasi tipo di forza, di entrare nella vita di una persona, cercando ostinatamente di attirare la sua attenzione.

Dalla Spagna Thomas Noone Dance in Breathless con le coreografie di Thomas Noone si interroga sulla capacità di influenzare il mondo intorno a noi, specialmente attraverso la performing art e la danza, mentre la compagnia svedese Norrdans con AB3 del coreografo Martin Forsbergfocalizza la performance sul numero 3 e sulla difficoltà di essere 4 spaziando dalla linearità e dalla sistematicità fino al caos e all’instabilità.

Special Guest di questa serata conclusiva, l’israeliana Adi Salant, che affianca Ohad Naharin nella direzione della Batheva Dance Company e che chiude la serata con un “a solo” a sua firma dal titolo “and so it is”. Una piccola sorpresa e un regalo di questa straordinaria artista che per l’occasione torna sulle scene dopo anni.

TEATRO ELISEO - Via Nazionale 183, 00184 Roma
Dal 22 al 28 maggio 2017
Orario spettacoli: ore 21.00
Biglietti: € 20 - 7
Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 83510216
Sito web: www.teatroeliseo.com


OMBRETTA CALCO
di Sergio Pierattini
Con Milvia Marigliano
Scene Roberto Crea
Costumi Rita Zangari
Scenotecnica Angelo Gallo
Regia Peppino Mazzotta
Produzione ROSSOSIMONA/OFFICINE VONNEGUT

Ombretta sta facendo un viaggio. Il viaggio più importante della sua vita

Chi è Ombretta Calco? Perché si è seduta su una panchina in una giornata torrida di luglio, a pochi passi dal portone di casa sua? Perché deve ripercorrere gli eventi sensibili della sua vita scavando ossessivamente nei ricordi? E perché deve ingaggiare, sotto il sole cocente, un duello con se stessa come se fosse una resa dei conti? Ombretta sta facendo un viaggio. Il viaggio più importante della sua vita. Un viaggio fuori dai vincoli imposti dal tempo e dallo spazio. Mentre procede senza soluzione di continuità, nel passare in rassegna i momenti più significativi della sua esistenza, ne comprende il senso. Riemergono dalla sua anima dettagli, accenti, colori, che riempiono i vuoti e danno nuova luce al quadro complessivo di una vita vissuta con sincera ingenuità, senza risparmi. Fallimenti, dolori, frustrazioni, debolezze, illusioni, tenerezze, slanci incoscienti verso un futuro che sarà sicuramente migliore, desideri legittimi di una vita normale, inclusa in affetti confortanti e routine rassicuranti.
Alla fine del viaggio, come premio per questa ricostruzione meticolosa, buffa e straziante, c’è la risposta o la felicità. Una felicità non eclatante. Una felicità tragica, semplice, minima, discreta e necessaria.
Scrive l’autore Sergio Pierattini: L’estate scorsa passai parte del mese di Luglio a Milano. Un giorno mi trovai a passare per Piazza Maciachini diretto a casa di una amica che abita lì vicino. Erano passate da poco le tredici, e la giornata era torrida. Notai una donna seduta, immobile sopra una panchina. Quando fui a pochi metri da lei rimasi colpito dal colorito pallido del suo viso e dalla posizione del capo, immobile e leggermente reclinato all'indietro. Pensai che stesse dormendo ma avvicinandomi alla panchina notai che aveva gli occhi aperti e che respirava faticosamente. "Si sente bene signora?" le chiesi. Lei voltò lo sguardo verso di me e rispose sorridendo: "Sì, grazie, sto bene, solo un po' di caldo". Mi sentii di aggiungere: "Abita qui vicino? Posso accompagnarla se ha bisogno". "Mi passa… è solo il caldo. Mi è già passato, non si preoccupi". La salutai e proseguii la mia strada. Un'ora dopo ripassando per la piazza, notai un'ambulanza nei pressi della panchina dove poco prima avevo visto la donna. Mi avvicinai. In quel momento l’ambulanza ripartì a sirene spente. Chiesi a un passante cosa fosse successo. Mi rispose che una donna era stata trovata morta sopra una panchina.
Il ricordo di quell'incontro, il senso di colpa di non aver fatto qualcosa che avrebbe potuto salvare la vita a quella donna, resero amari i giorni seguenti. Tornai a Roma ma ci volle molto tempo per dimenticare quell’episodio. Quest'anno, a maggio sono tornato a Milano. Una sera accetto l'invito a cena dell'amica che vicino a Piazza Maciachini. Manca poco alle otto. Ripasso da quella piazza. Seduta su quella stessa panchina vedo una donna. Mi avvicino: è immobile e il capo è leggermente reclinato all’indietro. E’ lei. La saluto, sorpreso. Lei alza la testa, mi sorride, ricambia il saluto. Il giorno dopo ho cominciato a scrivere Ombretta Calco.
Milvia Marigliano è stata finalista del Premio Le Maschere del Teatro 2016 come miglior interprete di monologo per Ombretta Calco e ha ricevuto il Premio Associazione Nazionale Critici Teatrali 2016.
Durata: 55 minuti

PICCOLO ELISEO - Via Nazionale 183, Roma
Da mercoledì 24 maggio a domenica 4 giugno 2017
Orario spettacoli: martedì, primo mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00; mercoledì e domenica ore 17.00
Biglietti: da 21 € a 15 €

Biglietteria on-line www.teatroeliseo.com e www.vivaticket.it
Call center Vivaticket: 892234

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 83510216
Sito web: www.teatroeliseo.com


LA RAPINA
Scritto e diretto da Federico Maria Giansanti
Con Giacomo Bottoni, Luca Cesa, Simone Lilliu, Daniele Marini, Martina Montini, Mark Proietti

"Cambiamo vita Cassandra"cit.

Dopo il grande successo de "Il debutto" e di "Quel che dovrei dirle", la Fmg torna in scena con un nuovo spettacolo teatrale dal titolo "La rapina" scritto e diretto da Federico Maria Giansanti.
La pièce, ricalcando i temi della commedia umana, vede come illustre protagonista il ceto popolare romano, dipinto ora con ironia e leggerezza ora con amarezza e crudo realismo, attraverso il racconto di diverse esperienze di vita che, lasciando i personaggi sconfitti e amareggiati, insinua nella loro mente un'idea assurdamente brillante: "organizzare una rapina in banca", idea che, prendendo forma e diventando realtà, dà vita ad un racconto grottesco e divertente che vedrà i protagonisti in seria difficoltà, esasperati e dubbiosi nella scelta delle proprie priorità: "...Denaro, Amicizia o Famiglia?"

TEATRO TRASTEVERE - Via Jacopa de Settesoli 3, 00153 Roma
Dal 30 maggio al 4 giugno 2017
Orario spettacoli: martedì-sabato ore 21.00, domenica ore 17.30

Info e prenotazioni telefono 06.5814004, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrotrastevere.it

 

FASSBINDER / VON KANT
con Valentina Ghetti, Licia Amendola, Caterina Gramaglia
produzione Killthepig
costumi Laura Di Marco
scene Valeria Mangiò
progetto fotografico Giorgia Lucci
adattamento e regia Luca Gaeta

FASSBINDER / VON KANT è un adattamento da "Le lacrime amare di Petra von Kant" un dramma incentrato sui rapporti di dipendenza e di potere celati all’interno delle relazioni sentimentali: Petra (una stilista di successo), che si illudeva di dominare la giovane e inesperta Karin come domina Marlene (sua segretaria tuttofare), finisce per essere soggiogata dalla ragazza, più spregiudicata di lei e favorita dall’età e della bellezza. Purtroppo per Petra, la dolorosa presa di coscienza che la fa maturare non la conduce alla felicità, anzi si troverà completamente sola, abbandonata persino da Marlene, che non ammette tra di loro un rapporto diverso dal dominio. "Il prerequisisto per poter amare senza dominare l'altro è che il tuo corpo impari, dal momento in cui abbandona il ventre della madre, che può morire. Quando si accetta il fatto che la morte è una parte della vita, non la si teme più e non si ha più paura di qualsiasi altra "fine"; ma finché si vive con la paura della morte, si reagisce in modo identico rispetto alla fine di una relazione e, come risultato, l'amore che pure esiste viene pervertito".
(Rainer Werner Fassbinder)

Note di regia
Lo spettacolo è un kemmerspiel. Claustrofobico, la casa è la tomba della'amore stesso. Pochi attori, recitazione innaturale, un proscenio. Germania anni 70, tre donne, musica classica e anni 50/60. Dei manichini entrano nella stanza da letto della protagonista, Petra Von Kant, e potranno partecipare ad una anatomia del rapporto di amore. Ognuno, nella vita quando ama, è manichino di qualcun altro. Un melodramma che indaga le dinamiche umane partendo da una riflessione autobiografica. Il centro del testo è Petra Von Kant, che vive nel mezzo della differenza di amore; lei ama Karin, Karin non ama Petra, Marlene ama Petra, Petra non ama Marlene. Il corpo è il tempo: il presente è Petra, il futuro è la giovane Karin/Gabriele (figlia di Petra Von Kant), il passato è Marlene/Valerie (Madre di Petra Von Kant) e il destino le parole del testo. La casa è lo spazio, la casa è il tutto (ufficio-laboratorio-confessionale-atelier-album di famiglia-riposo-gioco-tomba-fossa comune dei sentimenti). Lo spazio e il tempo diventano teatro.

TEATRO STANZE SEGRETE - Via Della Penitenza 3, Roma
Dal 25 al 27 maggio 2017 ore 21
Biglietti: Intero 15 Euro - Ridotto 10 Euro - Tessera Obbligatoria 3 Euro 
Consigliata Prenotazione Telefonica

Info e prenotazioni: telefono 066872690 - 3889246033
Sito web: www.stanzesegrete.it


IL NOME PROPRIO
con Giacomo De Rose, Jacopo Neri, Paolo Perinelli, Mariachiara Di Mitri, Ada Roncone
regia e drammaturgia Jacopo Neri
soggetto Jacopo Neri e Giacomo De Rose
costumi e scenografia Andrea Mancini
scenotecnica Luca Rovani

Antonio e Sandro (25 anni) sono due gemelli figli di un grande imprenditore nella provincia di un'Italia non meglio precisata nel tempo e nello spazio: Antonio è un editore, Sandro è un notaio e un pomeriggio si recano in visita dal padre insieme alle mogli, Sara ed Emanuela, per chiedere un prestito con il quale portare avanti le rispettive attività.
Fin da subito è evidente come il padre sia deluso dalla maggior parte delle scelte di vita dei gemelli - in particolare considerando il fatto che il suocero di Antonio è il numero uno tra i notai della regione e il suocero di Sandro il numero uno tra gli editori della regione: i due avrebbero dovuto sposare l'uno la moglie dell'altro, come dal padre legiferato al tempo, per avere maggiori possibilità di successo nelle rispettive carriere.
Avrebbero dovuto avere l'uno la vita dell'altro, per avere delle vite migliori.
In nome di tale delusione, il padre si dimostra restio a concedere il prestito: d'un tratto, nel corso della discussione, scambia i nomi dei gemelli.
Quello che sembra essere un caso metterà in moto un gioco ambiguo e machiavellico atto a mondare per sempre la trasgressione dei gemelli rispetto alla legge paterna. - Avviso ai soci -

TEATRO AGORÀ 80 (Sala B) - Via della Penitenza 33, Roma (Trastevere)
Dal 26 al 28 maggio 2017
Orari spettacoli: venerdì e sabato ore 21, domenica ore 18.30
Biglietti: intero 12 euro, ridotto 10 euro (tessera associativa: 2 euro)

Info e prenotazioni telefono 06 6874167, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito: www.teatroagora80.org


QUINTA ARMATA
Direzione artistica di Ilaria Ceci e Davide Sacco

Da gennaio a maggio ogni angolo del Teatro Marconi, in collaborazione con Tradizione Teatro, si trasformerà in palcoscenico per far vivere insieme musica, nuova drammaturgia, cantautorato, installazioni e performance.
Ultimo appuntamento di questa stagione:

QUINTA ARMATA, organizzata da Tradizione Teatro in collaborazione con il Teatro Marconi, torna a invadere il foyer e la sala del Teatro Marconi. Non si tratta di una rassegna, né di un progetto teatrale, QUINTA ARMATA è il luogo stabile dove le arti si fondono creando linguaggi diversi, un luogo dove lo spettatore vede la trasversale dell'arte under 35 nelle varie forme e sceglie di cosa arricchirsi: musica, nuova drammaturgia, cantautorato, installazioni, performance e tanto altro.
Novità assoluta è la presentazione del fumetto “Anna Magnani” di Rachele Morris e Marcella Onzo edito da Becco Giallo.
Tra i protagonisti dell'ultimo appuntamento anche #GolfoMistico, rassegna di nuovo cantautorato. Il 23 maggio si esibirà Danilo Ruggero, mentre il 24 sarà il turno di Toto Toralbo, anche curatore del progetto.
Sempre presenti le installazioni artistiche di Michelangelo Tomaro e i sottofondi musicali di Francesco Del Gaudio.
La serata si concluderà poi, alle ore 21.00, con IL DONO, lo spettacolo proposto dalla Compagnia BluTeatro, liberamente tratto da da Brevi interviste con uomini schifosi di David Foster Wallace, adattamento e regia di Luca Bargagna con Viviana Altieri, Vincenzo D'Amato, Elisabetta Mandalari, Luca Mascolo, Alessandro Meringolo e Massimo Odierna.
Uscito la prima volta negli Stati Uniti nel 1999, l'opera rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso letterario di David Foster Wallace che estremizza ulteriormente la sua cifra stilistica. Qui le tecniche dell'avanguardia letteraria esaltano con crudeltà l'assurda realtà che ritraggono. Attraverso la scelta della formula sarcastica dell'intervista Wallace ci propone un catalogo di tipi intimamente odiosi, laidi, voci di un'umanità allucinata, che per non soccombere si vomita addosso tutto il veleno possibile. Questi “uomini schifosi” sono mostri che – vittime o carnefici – divorano la propria carne lacerata creando un fermo immagine dell'irreale o dell'iperreale, che ci fa sentire come intrappolati in una stanza chiusa in loro compagnia.

TEATRO MARCONI - Viale Guglielmo Marconi 698e, Roma
23-24 maggio 2017 - dalle ore 19,30 / spettacolo ore 21,00
Biglietti: intero €16,00 / ridotto €13,00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 59.43.554
Sito web: www.teatromarconi.it


AMAZZONIA
Scritto e diretto da Enrico Maria Falconi

Dopo l'ultimo successo di pubblico e critica riscosso con lo spettacolo "Moby Dick. Me Stesso. Cerco", Enrico Maria Falconi ha sentito l'esigenza di raccontare un contesto, quale quello della foresta Amazzonica, apparentemente così lontano.
L'idea del Sud che si incontra (e scontra) con l'idea di Nord. Una dicotomia che non rimane solo geografica ma permane in una visione spesso opposta della vita e del rapporto con la natura che ci circonda.
“Amazzonia” è una storia contemporanea che inizia da una favola brasiliana che narra del rapporto intimo tra l'uomo e la natura, attraversa l'Enciclica di Papa Francesco "Laudato Si", “Siamo una sola famiglia umana. Non ci sono frontiere e barriere politiche o sociali che ci permettano di isolarci” , allo stesso modo non c’è spazio per la globalizzazione dell’indifferenza , per giungere poi fino alla periferia di una grande città del Sud Italia.
Dalla loro integrità, la salvaguardia del Pianeta stesso, "Amazzonia" è un grido di aiuto al Pianeta. Una lettura artistica sull'Ecologia. Una emozione da vivere a 360 gradi dove tutto viene messo in discussione tranne la voglia di trattarci meglio.
Trenta attori in scena tra cui: Enrico Maria Falconi, Rachele Giannini, Patrizio De Paolis, Simone Luciani, Ettore Falzetti, Claudia Crostella, Marina Billwiller,Sara Giglio, Filomena Pisani, Diletta Acanfora, Matilda Terzino, Simona De Leo, Federica Falzetti, Alessandro Onorati, Monia Cappello, Andrea Polidori, Asia Retico, Virginia Serafini, Nico Lipparelli, Riccardo Benedetti, Simona Verdesi, Simona Falconi
Lo spettacolo ha ricevuto il patrocinio di Cittaslow International, il network mondiale delle città del buon vivere. Raccoglie otre 200 comuni di 30 Paesi del mondo accomunati dalla voglia di perseguire uno sviluppo sostenibile, attraverso “l’economia della lentezza”: la capacità di valorizzare le risorse di ciascun territorio (siano esse agricole, artigianali, economico-produttive, sociali, turistiche e culturali), trasformandole in modelli di sviluppo sostenibili e in tecnologie innovative.
La filosofia di Cittaslow “siamo alla ricerca di Città animate da uomini curiosi del tempo ritrovato , ricche di piazze, di teatri, di botteghe, di caffè, di ristornati, di luoghi dello spirito, di paesaggi non violati, di artigiani affascinanti, dove l’uomo ancora riconosce il lento, benefico succedersi delle stagioni, ritmato dalla genuinità dei prodotti, rispettosi del gusto e della salute, della spontaneità dei riti (…)” (Dal Manifesto delle Cittaslow, Orvieto, Ottobre 1999).
Lo spettacolo sarà in scena al teatro Ambra alla Garbatella fino a sabato 27 maggio ’17, per poi proseguire in tournée in tutta Italia.

TEATRO AMBRA ALLA GARBATELLA - Piazza Giovanni da Triora 15, 00154 Roma
25-26-27 maggio 2017 ore 21

Info e prenotazioni: telefono 06.81173900, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroambra.it


PERCHÈ AMO IL MIO PECCATO
di Diego Placidi
libero adattamento di “Storia di una capinera”
con Ilaria Libianchi, Clara Raffuzzi, Mauro Tiberi, Marica Pace
regia Diego Placidi

Ritorna in scena “Perchè amo il mio peccato” diretto da Diego Placidi.
Al Teatro Kopó di Roma Ilaria Libianchi, Clara Raffuzzi, Mauro Tiberi e Marica Pace sono i protagonisti dal 26 al 28 maggio 2017 di una messa in scena surreale e di chiara ispirazione ghotic dark del libero adattamento di “Storia di una capinera”.
Non più bambina e non ancora donna, Maria, che il solo peccato che abbia mai commesso è stato amare, cammina triste, spaurita, disperata e quasi folle, lungo il viale dei ricordi. Compagno di viaggio un destino quasi umano, ormai nemico. Entrambi sono diretti verso la sola certezza della vita…
Pur rimanendo aderente al testo dell’autore, è stata messa da parte la costruzione epistolare. In “Perché amo il mio peccato” sono stati aggiunti personaggi inesistenti nel testo originale che rendono la storia molto più discorsiva. Lo spettacolo è, ovviamente, incentrato sulla protagonista Maria, sulla sua scoperta di una vita differente da quella a cui è abituata, ad un amore diverso da quello che pensava di conoscere.
Ma in più, in questo viaggio dei ricordi, è accompagnata da un “Destino” che si concretizza con le figure mitologiche delle MOIRE. In “Perché amo il mio peccato” gli attori sono padroni della scena, fatta eccezione per un unico elemento scenografico.
Una messa in scena cupa, piuttosto claustrofobica, quasi surreale e di chiara ispirazione ghotic dark.

Note di Regia
L' ambientazione gothic - dark è la scelta per lo spettacolo, facendo l'occhiolino a Tim Burton. Le luci fanno parte essenziale della messa in scena, scura, cupa a creare uno spazio surreale. L'adattamento trasforma la costruzione epistolare in un monologo/dialogo di Maria, la protagonista. In oltre c'è un destino fisico che segue Maria, rappresentato dalle figure delle Moire , inesistenti nel testo di Verga, e che sono REALMENTE legate alla protagonista, unico elemento scenico. Una messa in scena minimalista dove gli attori sono gli assoluti padroni della scena, diventando a tratti la scenografia stessa. Una rappresentazione a forte base fisica, dove i protagonisti sono difficilmente immobili. In fine la musica fa da compagna a tutta la rappresentazione, a voler sottolineare l' interpretazione delle attrici/attore.

TEATRO KOPÓ - Via Vestricio Spurinna 47/49, Roma
Dal 26 al 28 maggio 2017 ore 21
Biglietti: venerdì 26 € 10, sabato 27 e domenica 28 € 12, Gruppi da 4 persone in su € 10

Info e prenotazioni: telefono 06.45.65.00.52, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrokopo.it


ORIENTHEATRE
giro di vite
drammaturgia: Tommaso Cardelli, Alessandro Di Murro
regia: Alessandro Di Murro
aiuto regia: Francesco Ippolito
con Jacopo Cinque, Giulia Modica, Laura Pannia, Lida Ricci e Bruna Sdao

Sarà in scena all’interno del Festival LABIRINTO II con partenza presso il Teatro Studio Uno il 21 e 28 maggio 2017 la performance urbana Orientheatre: giro di vite prima assoluta, ispirato a “Il giro di vite” di Henry James, drammaturgia Tommaso Cardelli e Alessandro Di Murro, regia Alessandro Di Murro, con Jacopo Cinque, Giulia Modica, Laura Pannia, Lida Ricci e Bruna Sdao.
Prendendo spunto dalla disciplina dell'orienteering, o orientamento, che consiste nell'effettuare un percorso caratterizzato da punti di controllo chiamati "lanterne" e con l'aiuto esclusivo di una cartina topografica, gli attori del Gruppo della Creta hanno ideato l’evento urbano Orientheatre: giro di vite. Sostituendo le “lanterne” con attori, gli spettatori sono invitati ad orientarsi nel quartiere di Torpignattara, come dentro ad una drammaturgia spaziale. Seguendo le più moderne correnti di “riappropriazione territoriale”, che consistono nella valorizzazione delle zone depresse urbane ed extraurbane, il Gruppo propone una possibilità esperienziale di spettacolarizzazione dell'impianto urbanistico, che diventa scenografia e set per le narrazioni degli attori disseminati nella zona.

Note di regia
“Il disorientamento è una condizione esistenziale oltre che fisica. Mette in crisi ogni certezza. Ci riporta ad uno stato infantile in cui qualcuno deve prenderci per mano per riportarci nella via conosciuta. Questa è la condizione in cui vogliamo mettere gli spettatori.
Un lavoro che ha preso la forma e il colore che il quartiere di Torpignattara ci ha suggerito. Un primo esperimento che il Gruppo ha abbracciato con uno spirito di apertura e conoscenza che vuole indagare lo spazio, il significato dei segni e il confine tra realtà e finzione.
Partendo dalle derive situazioniste, ispirandosi al capolavoro di Henry James “Il giro di vite” e legandosi allo spirito e ai conflitti del quartiere romano che ci ospita, la performance mette al centro il significato del labirinto esistenziale in cui ognuno di noi si sente rinchiuso.­­
La domanda che vogliamo suscitare non è -qual è il significato?- ma - dov'è l'uscita?”

TEATRO STUDIO UNO - Via Carlo della Rocca, 6 00177 Roma
21 e 28 maggio 2017
Durata performance: 50 minuti
Il primo turno ha inizio alle ore 17.00, l’ultimo alle ore 20.00 ed è prevista una partenza ogni 20 minuti. La prenotazione è obbligatoria.
Orari evento: primo turno ore 17.00 - ultimo turno ore 20.00 (partenza ogni 20 minuti)
Biglietti: intero €10,00 (prenotazione obbligatoria)

Info e prenotazioni: telefono 349/4356219 - 329/8027943, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrostudiouno.com


Claudio Morici
legge tutto
TRIPLO READING MORTALE

Ex-scrittore di romanzi e viaggiatore, copywriter, writer e autore, Claudio Morici, ospite per la prima volta all’Angelo Mai di Roma il 26, 27 e 28 maggio, legge ‘tutto’ e presenta TRIPLO READING MORTALE, la sua trilogia.
Il 26 maggio La prima volta che non ti ho amato (ore 21) e L'ultima volta che mi sono suicidato (ore 23) e il 27 maggio alle 21 Lui e Leila. Tre storie d'amore quasi impossibile. Tre tilt esistenziali nei quali sarà difficile non riconoscersi.
Il 28 Maggio alle 12 inoltre, debutta con un testo inedito per bambini scritto e interpretato con Marco Ceccotti: A Biancaneve piace Spiderman e Batman si arrabbia.
I suoi spettacoli, a metà tra il reading, il monologo e il radio dramma in forma di racconto comico, hanno generato un piccolo caso da "nicchia-pop", riempiendo con il solo passaparola librerie, locali, teatri e centri sociali.

Venerdì 26 Maggio 2017
h 21: LA PRIMA VOLTA CHE NON TI HO AMATO
Di e con Claudio Morici
con Ivan Talarico alla chitarra onomatopeica

Attraverso 13 telefonate e un messaggio in segreteria, si racconta la storia di un ragazzo e una ragazza che si incontrano, si conoscono e NON si innamorano per tutta la vita. Un legame fortissimo, che non si ferma di fronte a niente. Perché non amare, a differenza di amare, è per sempre.

h 23: L'ULTIMA VOLTA CHE MI SONO SUICIDATO
Di e con Claudio Morici

Roma, 2089. Un anziano rimpiange i vecchi tempi: "ce bastava uno smartphone, un social network... Oggi questi che c'hanno?". Suo nipote Robertino, infatti, è il tipico adolescente del 2089 ossessionato dalla telepatia, che si teletrasporta anche a tavola... Un reading corale ambientato in un futuro assurdo almeno quanto il presente. Dove l'amore è diverso, ma sempre drammaticamente incomprensibile.

Sabato 27 maggio 2017 - h 21
LUI E LEILA
di Claudio Morici e Daniele Parisi
con Claudio Morici

Un rapporto che inizia dai fogliettini lanciati trai banchi e attraversa, in un crescendo tecnologico: litigi al telefono, sms chiarificatori, tradimenti su whatup, dichiarazioni da 300 "mi piace"... Una grande storia d'amore dell'era globale. Dove si evolvono le persone e gli strumenti di comunicazione, ma nulla sembra aiutare i sentimenti.

Domenica 28 Maggio 2017 h 12
BIANCANEVE PIACE SPIDERMAN E BATMAN SI ARRABBIA
Una "fiaba giocattolo" per bambini dai 4 anni in su.
di e con Claudio Morici e Marco Ceccotti

Batman e Spiderman sono stanchi di combattere tutti i giorni contro il perfido Cattivone. Durante una pausa vedono su Rai Yoyo la pubblicità del "Magico Mondo delle fiabe, un luogo dove si è sempre bambini" e decidono di visitarlo. In quanto supereroi, infatti, non sono mai stati bambini e vorrebbero anche loro vivere spensierati, sempre a giocare, con persone che si prendono cura di te. Ma i due maldestri supereroi non tardano a combinare disastri: Spiderman si innamora di Biancaneve, Batman si fa ammaliare dal lupo, stravolgendo così le millenarie storie fiabesche e mettendo in pericolo la vita di tutti i personaggi delle fiabe.

ANGELO MAI - Via delle Terme di Caracalla 55°, Roma
26, 27 e 28 maggio 2017
Biglietto unico 10 euro

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


LA TORTA DI JOE
di Elisabetta Tulli
con Brunella Platania, Gerry Gherardi, Valentina Naselli,
Gea Andreotti, Andrea Bratta
con la partecipazione di Elisabetta Tulli
Regia di Serena Mastrosimone e Gino Matrunola
Musiche e liriche Piero Pintucci e Valentina Naselli
Grafica e foto Paolo Lombardo
Scenografia Antonio Iannaccone
Costumi Mary Valente

Commedia brillante ambientata in un ristorante di periferia “Da Joe”, dove il proprietario e cuoco Joe, al secolo Giovanni, prepara una torta dall'ingrediente segreto con cui vorrebbe tanto fare fortuna.
C'è Sandra, cantante dal passato sconosciuto, costretta a lavorare da Joe per mettere da parte un po’ di soldi e magari scappare via; Vanessa, l’attempata cameriera burbera, ma dal cuore tenero, che ce la mette tutta per sembrare più giovane e infine Nicol, timida al limite della patologia, che non ne fa mai una giusta ed uno strano aiuto cuoco Assir che non parla una parola di italiano, ma capisce sempre tutto.
In questo ambiente tra gag e vita vera, trascorre un anno, un anno di costruzione di rapporti umani, di affetti che culmina con l’arrivo della Signora Salvetti, direttrice della rivista “Buongustaio” che dovrebbe assaggiare la torta di Joe e forse, chissà, cambiarne la vita.
Ma come in ogni sceneggiatura che si rispetti, la Salvetti non è solo la direttrice della rivista, ma è una donna dalla vita complicata, molto complicata! E chissà se assaggerà la Torta di Joe? Di certo lo farà il pubblico a cui verrà servita la torta come dessert conclusivo di una squisita “Altra Cena” servita prima dello spettacolo.

TEATRO ALTRO SPAZIO - Via Tiburno 33 - Roma
Dal 20 al 24 maggio 2017 (compreso il lunedì) ore 21.00
“Altra Cena” e spettacolo 20€ (prenotazione obbligatoria per posti limitati)

Info e prenotazioni: telefono 393 907 5005


SOGLIOLE A PIACERE
scritto e interpretato da Gloria Giacopini
video Valeria Tomasulo
regia Gloria Giacopini e Valeria Tomasulo
CHRONOS3

“Con il nome comune Sogliola si indicano alcune specie di pesci d’acqua salata la cui evoluzione li ha portati alla postura sdraiata su un fianco.”
Un giorno ho deciso di andare contro natura e di fare un’esperienza estrema: ho fatto snorkeling. Stavo quasi per iniziare a muovere un braccio, dopo la prima mezzora passata immobile, tutta rattrappita sul bordo dell’acqua che sembravo morta, quando sul fondo del mare vedo qualcuno che mi guarda più spaventato di me. Era una sogliola. Sdraiata su un fianco come la sua evoluzione ha previsto e con entrambi gli occhi posizionati sul lato superiore. Mi fissava come a dire: “Tu mi assomigli”. Ho scelto lei come cornice dei miei episodi. E’ il simbolo perfetto di una vita passata a nascondersi sul fondo del mare. (Gloria Giacopini)

TEATRO BIBLIOTECA QUARTICCIOLO - Via Ostuni 8, Roma
24 e 25 maggio 2017 ore 21
Biglietti: Intero 10€ - Ridotto 8€ (over 65, under 24, possessori di Bibliocard)

Info e prenotazioni: telefono 06 98951725, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrobibliotecaquarticciolo.it - www.teatriincomune.roma.it

 

TIP TAP SHOW 22°ANNO presenta
CANTANDO SOTTO LA PIOGGIA - IL MUSICAL
una produzione LIM
basato sul film della MGM
regia e adattamento Cesare Vangeli

Il musical è ambientato alla fine degli anni venti nel periodo di passaggio dal cinema muto al sonoro. Il film è diretto da Stanley Donen e Gene Kelly , interpretato dallo stesso Gene Kelly, Donald O'Connor e Debbie Reynolds.
25 artisti in scena canteranno e danzeranno dal vivo x dare vita al musical piu' famoso di tutti i tempi.
Con le indimenticabili musiche di Nacio Herb Brown, Roger Edens,Al Goodhart,Al Hoffma che tutti ricordano e canticchiano tra queste la piu famosa “Singing in the rain”che da il nome al musical.

Con la partecipazione di Cinzia Alitto nel ruolo di Dora Bailey e Cristina Pensiero - solista di "Follie di Broadway".
Il ruolo di Don Lockwood sarà interpretato da Tiziano Edini (già tra i protagonisti di “Evita” il musical).
Marianna Di Maso, Alessia Marozzo - Kathy Selden, Francesca Campagna, Laura Girone- Lina Lamont e Matteo Volpotti - Cosmo Brown
Andrea Alberto - Roscoe Dexter, Mike Illiano - R. F. Simpson, Claudia Candiloro - Mrs Ginsmore, Juho Karhu - cantante in "Luce per me", Ludovica Regini - segretaria, Giulia Di Tommaso - Miss dignità, Barbara Greco – ballerina solista, Chiara Anzelmo, Sara Crestini, Priscilla Di Benedetto, Mattia De Gaetano, Miki Illiano, Pedro Logeri, Aurora Pepoli, Angelica Perroni, Pamela Scianatico, Eleonora Senzanonna, Francesca Surace

Adattamento e regia Cesare Vangeli
Traduzioni canzoni Michele Renzullo
Coreografie Cristina Pensiero e Cesare Vangeli
Aiuto regia Francesca Piersante
Scene Riccardo Morucci
Coordinatrice generale Antonella Gatti
Direzione Musicale Ilaria Viola
Costumi LIM
Grafico Mario Toccafondi

TEATRO PARIOLI PEPPINO DE FILIPPO - Via Giosuè Borsi 20, 00197 Roma
26 e 27 maggio 2017 ore 21

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 8073040
Sito web: www.parioliteatro.it


ANITA GARIBALDI
di Diego Gullo
con Francesca Bianco e Antonio Salines
musiche di Roberto Fia
regia di Carlo Emilio Lerici

Una commedia musicale che rende omaggio alla figura della compagna di Giuseppe Garibaldi, Anita Garibaldi.
Conosciuta come l’Eroina dei Due Mondi, Ana, detta Anita, nasce in Brasile, a Morrinhos, nel 1821.
I due si conoscono nel 1839 e da allora diventano inseparabili: sposatisi a Montevideo nel 1842, lei ha sempre combattuto accanto al compagno Giuseppe e ai suoi uomini, difendendo le armi in occasione delle battaglie via terra e via mare. Vera rivoluzionaria, rimarrà accanto al marito fino alla fine, combattendo durante i giorni della Repubblica Romana. Morirà giovanissima, a causa di malaria, nel 1849. Mitica icona del Risorgimento e dell’Unità d’Italia, lo spettacolo racconta la vita di una donna forte e moderna che con la sua forza è riuscita a staccarsi dalla convenzioni e imprimere un proprio segno sulla storia.

TEATRO BELLI - Piazza di Sant’Apollonia 11/a, Roma
Dal 23 al 25 maggio 2017 ore 21
Biglietti: € 18 intero, € 13 ridotto

Info e prenotazioni: telefono 06 5894875, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrobelli.it

 

Data unica

Dominio Pubblico in collaborazione con E45 e il Teatro Bibilioteca Quarticciolo propone:
INTERRACIAL MEETING

ore 16.00
DPU25 incontra i ragazzi del Progetto Banchi / MigrArti
Incontro pubblico con il regista Mauro Santopietro per il Progetto Banchi

Il progetto Banchi si sviluppa in cinque mesi e ha come cuore un laboratorio creativo che, partendo dal testo di Nigel Williams, Class Enemy, porterà alla riscrittura di una versione nuova e adattata e all’allestimento dello spettacolo che debutterà il 4 giugno 2017 nel festival Dominio Pubblico_La città agli Under 25.
All’interno del laboratorio creativo, condotto da Mauro Santopietro e monitorato da Cristiana Russo e Ejaz Ahmad, i partecipanti potranno seguire differenti mansioni: attori, assistenti alla regia, collaboratori di scenografi e costumisti e assistenti di light designer. Un viaggio all’interno della dimensione produttiva e creativa teatrale che verrà complementato da un percorso di visione coordinato dallo staff di E45, che cura l’intero progetto, e da Mauro Santopietro, che permetterà ai ragazzi partecipanti di seguire cinque spettacoli della programmazione 2017 scelti tra i vari cartelloni sul contemporaneo della città di Roma e di incontrare gli artisti per domande e approfondimenti.
Gli appuntamenti tra i ragazzi Under 25 del progetto Dominio Pubblico e i ragazzi di seconda generazione e di diverse provenienze del progetto Banchi/MigrArti proseguiranno il 31 maggio al Cinema Aquila con INTERRACIAL MEETING II e il 4 giugno al Teatro India con un pranzo sociale e il debutto dello spettacolo Banchi.

ore 18.00
ALBANIA CASA MIA (short version con incontro pubblico)
di e con Aleksandros Memetaj
regia Giampiero Rappa
Argot produzioni

25 febbraio 1991, Albania. Il regime comunista che per più di 45 anni aveva controllato e limitato la libertà dei cittadini albanesi è ormai collassato. Il malcontento del popolo si esprime con manifestazioni, distruzione dei simboli dittatoriali ed esodi di massa, per primo quello di Brindisi. Tanto più che il focolare della rivolta, ultimo in Europa, aspetta da anni, dopo la morte di EnverHoxha nel 1985 e la caduta del muro di Berlino nel 1989, di appiccare, a partire da Scutari, divampando poi in tutta la nazione e raggiungendo le città principali: Tirana, Durazzo e Valona. I movimenti politici formatisi (soprattutto diseredati, intellettuali e studenti) cominciano ad agitarsi contro il governo. Le Ambasciate vengono aperte dai rispettivi paesi e inondate di persone richiedenti asilo. Allora il presidente Ramiz Alia concede il diritto di viaggiare fuori dallo stato, riaprendo i confini e aprendo all’economia libera. Migliaia di persone cercano di scappare verso l’Occidente partendo dai porti di Valona e Durazzo con navi, pescherecci e gommoni diretti verso l’Italia. Tra questi c’è anche Alexander Toto, trentenne che scappa da Valona a bordo del peschereccio “Miredita” (Buon giorno) e giunge a Brindisi. In quel peschereccio c’è anche Aleksandros Memetaj, bimbo di 6 mesi. Albania casa mia è la storia di un figlio che crescerà lontano dalla sua terra natia, in Veneto, luogo che non gli darà mai un pieno senso di appartenenza. “Albania casa mia” è anche la storia di un padre, dei sacrifici fatti, dei pericoli corsi per evitare di crescere suo figlio nella miseria di uno Stato che non esiste più. E’ anche la storia del suo grande amore nei confronti della propria terra, di grande patriottismo, di elevazione di alcuni valori che in Italia non esistono più. Quando il popolo piange sangue e si ribella allo Stato, per un gioco controverso dell’animo umano il cuore, pur bagnato di veleno, conserva gli odori, le immagini e i dolci ricordi di una nazione unica, con una storia sofferta e passionale. I destini di Aleksandros Memetaj e Alexander Toto – apparentemente lontani – si incrociano più volte nella storia fino creare un’unica corda, un unico pensiero. Finché l’uno diventerà il figlio e l’altro il padre.

Vincitore Premio Museo Cervi - Teatro per la Memoria 2016
Vincitore Premio Avanguardie 20 30 [Bologna]

Albania casa mia è stato uno degli spettacoli selezionati per l’edizione 2016 del festival Dominio Pubblico_La città agli Under 25.

TEATRO BIBLIOTECA QUARTICCIOLO - Via Ostuni 8, Roma
22 maggio 2017 ore 16
Biglietti: ingresso gratuito

Info e prenotazioni: telefono 06 98951725, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrobibliotecaquarticciolo.it - www.teatriincomune.roma.it

 

IL CASSETTO DEI RICORDI - V EDIZIONE
Serata dedicata a “Gabriele Viti”

Sul palco, tra gli altri, Francesco Pannofino, Paolo Conticini, Michele La Ginestra, Sebastiano Somma, Maurizio Mattioli, Roberto Giacobbo, Manlio Dovì

Una serata di beneficenza da non perdere - ingresso gratuito- tra danza, musica e magia, organizzato dall’Associazione di volontariato "Gabriele Viti". A condurre la serata la giornalista RAI Roberta Ammendola.
Tra i tanti ospiti presenti sul palco Francesco Pannofino, Paolo Conticini, Michele La Ginestra, Sebastiano Somma, Maurizio Mattioli, Roberto Giacobbo, Manlio Dovì, Maria Letizia Gorga, Francesco Meoni, la World Spirit Orchestra con Mario Donatone, Antonello Costa, Massimo Corvo, i ragazzi della "Accademia il Sistina". Sul palco anche la Roma Exclusive Band, la magia delle bolle di sapone di Marco Zoppi e per uno speciale momento di danza, spazio ai ballerini dello Ials Roma.
Gabriele era un bambino che ha combattuto il suo male con coraggio per quasi quattro anni. Accanto a lui, tutti. Familiari, amici e medici. Gli stessi che hanno ereditato il suo testamento morale: costruire un ospedale dove i bambini si trovassero bene'.
Dal 2003 l'associazione che porta il suo nome collabora con i principali ospedali di Roma e Provincia. Impegnata nella protezione civile e nel sociale in dieci anni di attività è riuscita ad effettuare circa trenta donazioni. Era il sogno di Gabriele.
Il ricavato di questa edizione verrà utilizzato per l'acquisto di un macchinario per la visualizzazione del sistema venoso da donare al reparto di Terapia intensiva neonatale dell'ospedale San Camillo di Roma.

Ingresso gratuito, fino ad esaurimento posti.
Per prenotarsi, entro il 19 maggio alle ore 12.00, inviare richiesta a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

TEATRO SISTINA - Via Sistina 129, 00187 Roma
Lunedì 22 Maggio 2017 ore 21.00

Info e prenotazioni: telefono 06.4200711 - 392.8567896, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.ilsistina.it


Il CIES Onlus e MaTeMù presentano
PRIMA POSSIBILE
Concerto- spettacolo della MaTeMusik band & crew
In collaborazione con Fondazione Altamane Italia
Con il patrocinio del Municipio Roma I Centro.
Arrangiamenti: Andrea Pantaleone, Cristiano Urbani, Carlo Conti e Gianluca Panaccione
Coreografie: Elisa Saiko Ciprianetti
Vocal Coach: Silvia Gollini

Sarà in scena al Teatro Quirinetta venerdì 26 maggio, il Concerto- spettacolo della MaTeMusik band & crew dal titolo PRIMA POSSIBILE. L’evento unico, è presentato da CIES Onlus e MaTeMù.
Protagonisti della serata i giovani allievi del MaTeMù: Barbara Aruffo, David Wilson, Laura Candela, Claudio Bruno Collantes, Bryan Calero Guaman, Eliana Camilletti, Mark Ghobrial, Angel Quispe Calva, Shady Ramadan, Muzio Mecchia, Fatou Sokhna, Giulia Leonardi, Francesco Maresca, Giuseppe Venturino, Stefano Giuliani, Samy Adames "Lil Biz" Belem,
Idris "Hamza" Camara, Rufus "Lib Porko" Jackson, Gabriele "Smile" Bermello, Joel "Slayner" Peñaherrera Vargas, Riccardo "Haze" Ceri, Johnbull "Necky" Wisdom, Okafor "Flash" Wisdom, Jorge Gomes "Gorge" Do Nascimento, Carlotta "Lilith" Petruccioli, Janette "jjaney" Mecchia, Giulia "Kat" Pietrosanti, Edoardo "Tarzan" Carraro, Giancarlo "Gc" Canillas, Nayelli "Nagi" Arbildo, Valeria "Sunnerie" Benvenuto, Esteban "El Rolo" Salazar, Cristo "breakcri" Spinella, Omar "O boy" Kebbeh.
Tutto il lavoro è coadiuvato da professionisti che ogni giorno accompagnano i ragazzi in un percorso di crescita artistica costante e di grande valore culturale e professionale. Gli arrangiamenti sono di Andrea Pantaleone, Cristiano Urbani, Carlo Conti e Gianluca Panaccione, le coreografie di
Elisa Saiko Ciprianetti, vocal coach è Silvia Gollini.
Questi ragazzi sono il più forte antidoto alla paura e alla chiusura che avete visto finora. Nelle stanze di MaTeMù c'è ogni pomeriggio un'altra idea di città. E il 26 ve la portiamo al Quirinetta. E allora... Che sia festa!

PERCHÉ PRIMA POSSIBILE
Perché nell'espressione comune "prima possibile" sono contenute due idee, quella dell'urgenza e quella della possibilità.
L'urgenza è quella artistica, e ancor prima, umana, di condividere emozioni, idee, luoghi.
La possibilità consiste nell'intuire ciò che può avere forma, progettarlo e realizzarlo tramite l'impegno quotidiano.
Ciò che è urgente non vuole attendere e ciò che deve essere progettato e realizzato vive di attesa.
Questi due poli generano un percorso.
Noi siamo lì, da qualche parte, su quella strada.

LA SERATA
Sul palco del Quirinetta, in una sola serata, saranno di scena l'energia della musica R&B, le strade del Jazz con un quartetto di sassofoni, il tributo rock alla eclettica figura di David Bowie e la coinvolgente energia che viene dalla strada, tipica della cultura Hip-hop, il MaTe Block Party Show.
Quattro strade differenti, quattro punti di partenza, quattro percorsi possibili. Il trait d'union è il percorso artistico di musicisti, rapper, bboy e bgirl della Scuola d'Arte di MaTeMù.
L'R&B e la scrittura di Duke Ellington, la forza innovativa dell'hip-hop e quella di Bowie: dove si incontrano e come si intersecano? Un continuo lasciarsi e riprendersi di stili differenti legati da un'unica domanda: a cosa serve la musica?

LA MaTeMusik BAND & CREW
La MaTeMusik band & crew è un gruppo musicale composto da ragazze/i provenienti da tantissime parti del mondo, che nasce nel 2010 all'interno del Centro Giovani e Scuola d'Arte del Municipio Roma I, ideato e gestito dal CIES Onlus: MaTeMù. Il Centro si trova nel cuore del quartiere Esquilino.
Nel corso di questi anni circa cinquanta ragazzi hanno contribuito alla vita di una band che nasce dalle strade intorno alla Stazione Termini, nel segno di un'espressione musicale vibrante e genuina.
La Band ha partecipato a numerose manifestazioni culturali, si è esibita su importanti palchi della capitale e ha partecipato agli spettacoli teatrali "Altrove", "Nella Tempesta", "Ecco dove" ed "... E ora passiamo ad altro", andati in scena in importanti teatri romani (Ambra Jovinelli, Vascello, Teatro di Villa Torlonia, Terme di Caracalla)

TEATRO QUIRINETTA - Via Marco Minghetti 5, Roma
Venerdì 26 maggio 2017 - Ore 21:00
Biglietti: € 5,00

Info e prenotazioni: Cies Onlus/Matemù telefono 0677264611, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


WHITE RABBIT RED RABBIT * CONIGLIO BIANCO CONIGLIO ROSSO
di Nassim Soleimanpour
con Maurizio Rippa

senza regia, senza scene, un attore, per un'unica replica

White rabbit red rabbit è un esperimento sociale in forma di spettacolo. L’attore che lo interpreta per un’unica volta, senza regia e senza prove, apre la busta sigillata che contiene il testo già sul palco e ne condivide il contenuto con il pubblico. Una sedia, un tavolo, un leggio, gli orpelli concessi. Il qui e ora nella sua massima espressione. Il testo è un veicolo per l’autore, l’iraniano Nassim Soleimanpour che vuole condividere una condizione attraverso parola e gioco, ironia e intimità, innescando una reazione a catena estremamente stimolante. Ci sono delle regole da rispettare per chi accetta la sfida: chi decide di portarlo sulla scena non può averlo visto prima. Deve arrivare sul palco ed iniziare a giocare. Deve portare in dote coraggio e leggerezza, intraprendenza, ironia ed intelligenza. In Italia, all’Angelo Mai di Roma i protagonisti di questa prima edizione sono Sylvia De Fanti, Daniele Parisi e Maurizio Rippa. White rabbit red rabbit è un testo teatrale che attraversa il mondo dal 2011, anno in cui ha debuttato all’Edimburgh Fringe Festival, è stato tradotto in 20 lingue e ha fatto più di mille repliche. La natura del progetto lascia poche tracce online, non sono ammesse recensioni, solo condivisioni e impressioni dopo l’esperienza vissuta. È un fenomeno inarrestabile, è un flusso in cui in Italia è entrata 369gradi, società di produzione teatrale che lavora nell’ambito della ricerca e dell’innovazione. Per raccontarlo ci piace far presente che è stato rappresentato da Sinead Cusack, Whoopi Goldberg, Ken Loach e in Italia da Lella Costa e Federica Fracassi, per esempio, e citare alcune delle città in cui è programmato lo spettacolo nella prima parte del 2017: Mexico City ,Bristol, Adelaide, Nizza, Praga, Santiago del Chile, Barcellona e Sao Paolo. 369gradi ha acquisito i diritti per l’Italia e avvia il gioco all’Angelo Mai di Roma luogo di ricerca, sperimentazione e apertura a progetti fuori formato per eccellenza.

Nassim Soleimanpour è un autore di Teheran, Iran. I suoi spettacoli sono stati tradotti in 20 lingue. Conosciuto per White Rabbit Red Rabbit testo premiato come Best New Performance al Dublin Fringe Festival, al Summerworks Outstanding New Performance Text Award e al The Arches Brick Award che ha ricevuto anche menzioni speciali al Total Theatre e al Brighton Fringe Pick of Edinburgh Award. Quando a Nassim fu permesso di viaggiare per la prima volta, all'inizio del 2013, White Rabbit Red Rabbit era stato eseguito più di 1000 volte in 20 lingue. Da allora Nassim ha preso parte a laboratori e incontri in diversi teatri e festival tra cui il World Theatre Festival (Brisbane), Tolhuistuin (Amsterdam), SESC Vila Mariana (Sao Paulo), Schauspielhaus (Vienna), DPAC (Kuala Lampur), Teatretreffen (Berlino) Asia House (Londra) e Università di Brema (Germania). Il secondo testo di Nassim Blind Hamlet per la London Actors Touring Company è stato presentato al Festival di Fringe di Edimburgo del 2014 e da allora è stato rappresentato in tutto il Regno Unito ed è stato ospitato a Bucarest e Copenhagen. Nassim ora vive a Berlino con la moglie Shirin. Il suo terzo testo teatrale, BLANK è stato presentato a novembre 2015 a Dancing Edge Festival di Amsterdam e Utrecht e al Radar Festival di Londra.

ANGELO MAI - Via delle Terme di Caracalla 55a Roma
Lunedì 22 Maggio 2017
Orario spettacolo: apertura sala ore 19.30, inizio spettacolo ore 21
Biglietto unico 10 euro

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


"Noi insieme" e "Animo"
LA TRAVIATA
Opera in tre atti
libretto di F.M. Piave
musica di Giuseppe Verdi
basata su "La Signora delle Camelie" di Alexandre Dumas (figlio)

Personaggi ed interpreti:
Violetta Valèry Margherita Pace
Alfredo Germont Luigi Petroni
Giorgio Germont Marco Cristarella
Marchese D’Obigny Giorgio Gatti
Flora Bervoix Claudia Collacchi
Annina Chiara Marani
Gastone Edoardo Ferrari
Duphol Marcello Botticelli
Dottore Fabrizio Di Bernardo

Coro polifonico Ciampino
stage artist Elizabeth Santopaolo
digital designer Gabriele Giglio
Il maestro concertatore Massimo Italiano dirige l'Orchestra "Sinfonica di Palestrina"

La traviata… la traviata… dal 1853 ad oggi l’opera più eseguita del quarantenne Verdi attraversa mutamenti ovvi di società e costume riuscendo sempre e comunque a plasmarsi su quest’ultimi rimanendo impermeabile alla pioggia d’idee dalle più classicheggianti alle più strampalate di registi, scenografi e direttori.. ogni volta ci si chiede cosa aggiungere, come innovare, rendere più attraente al pubblico… certo sempre uguale non si può fare! Tranne poi rendersi conto che è sempre la musica del Peppino Verdi da Busseto a vincere. Traviata, insieme al racconto Dantesco di Paolo e Francesca e al Romeo e Giulietta di Shakespeare rimane “fresca” perché eterno è il desiderio universale dell’amore più profondo che porta al sacrificio per esso. Umilmente abbiamo scelto di affiancare nella scenografia il tema delle mani che s’incontrano e che vogliono essere un simbolismo neppure troppo astratto e si propongono come filo conduttore “visivo” riassumendo atto per atto lo stato psicologico “unificato”, per così dire, dei protagonisti. La maestria della sensibile e audace Margherita Pace, perfettamente a suo agio nel ruolo di Violetta,unita al ritorno dell’orchestra sul palco che nulla toglie alla scena ma, anzi, riporta, come in origine, la musica in primo piano, daranno brillantezza e snellezza nel passaggio dal riso goliardico alla più sentita commozione.

TEATRO PARIOLI PEPPINO DE FILIPPO - Via Giosuè Borsi 20, 00197 Roma
25 maggio 2017 ore 21.00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 8073040
Sito web: www.parioliteatro.it

 

Ancora in scena

MORTE DI DANTON
di Georg Büchner
traduzione Anita Raja
regia e scene Mario Martone

con (in ordine alfabetico) Giuseppe Battiston, Fausto Cabra, Giovanni Calcagno, Michelangelo Dalisi, Roberto De Francesco, Francesco Di Leva, Pietro Faiella, Gianluigi Fogacci, Iaia Forte, Paolo Graziosi, Ernesto Mahieux, Paolo Mazzarelli, Lino Musella, Totò Onnis, Carmine Paternoster, Irene Petris, Paolo Pierobon, Mario Pirrello, Maria Roveran, Luciana Zazzera, Roberto Zibetti

e con Matteo Baiardi, Vittorio Camarota, Christian Di Filippo, Claudia Gambino, Giusy Emanuela Iannone, Camilla Nigro, Gloria Restuccia, Marcello Spinetta
costumi Ursula Patzak - luci Pasquale Mari - suono Hubert Westkemper
registi collaboratori Alfonso Santagata e Paola Rota
scenografo collaboratore Gianni Murru
TEATRO STABILE DI TORINO - TEATRO NAZIONALE

Una efficace, ficcante riflessione, riverberante di attualità, sui guasti del potere d’ogni tempo e latitudine che trovano nella Rivoluzione delle Rivoluzioni, quella francese del 1789 che partorisce la democrazia moderna, un capitolo centrale ed emblematico della Storia del Mondo. E diventa anche l’occasione di un raro “duello” di bravura fra i due protagonisti, nella Storia e sulla Scena, il Danton di Giuseppe Battiston e il Robespierre di Paolo Pierobon. Ne risulta una potente indagine sulle Rivoluzioni tout-court, sulle loro necessità ma anche sulle loro fragili forze, sull’incerto equilibrio fra giustizia e violenza.

Nei soli ventiquattro anni in cui si consuma la sua appassionata e tormentata esistenza, Georg Büchner ci ha lasciato alcuni tra i testi più significativi del teatro moderno, come Woyzeck e Leonce e Lena. Scritto in sole cinque settimane tra il gennaio e il febbraio del 1835 dal ventunenne scrittore e anatomista, in fuga dalle autorità dell’Assia dove era stato coinvolto in una rivolta, Morte di Danton (Dantons Tod) descrive l’atmosfera degli ultimi giorni del Terrore, la caduta di Georges Jacques Danton nel 1794 e l’antagonismo che lo contrappone a Maximilien Robespierre. Il testo si concentra proprio sulla contrapposizione tra i due protagonisti della Rivoluzione francese, compagni prima e avversari in seguito, entrambi destinati alla ghigliottina a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro.
Danton non crede alla necessità del Terrore e difende una visione del mondo liberale e tollerante, anche se consapevole dei limiti dell’azione rivoluzionaria; Robespierre, invece, incarna la linea giacobina, stoica, intransigente e furiosa. La fatica di Danton, che si contrappone con lucida razionalità al fanatismo del suo rivale, altro non è che la sfiducia nella possibilità di trasformare il mondo, una visione che tuttavia non incrina la volontà di lotta e la coscienza di trovarsi dalla parte giusta della storia.

«Sotto l’apparenza del dramma storico Morte di Danton nasconde i nervi scoperti della condizione umana, così come sarà rivelata e rappresentata un secolo dopo, nel Novecento, con quella stessa incandescenza, la stessa disillusione, lo stesso urlo soffocato – annota Mario Martone – Per Büchner, come per Leopardi (La ginestra è di un anno dopo), la Storia non è che una macchina celibe, anche se le ragioni per scatenare la rivoluzione sono sempre tutte vive e presenti. Quello che commuove, in Morte di Danton, è la fragilità: sembra un paradosso, trattandosi di vicende che raccontano i protagonisti di un tempo in cui si è sprigionata una forza della quale ancora oggi sentiamo la spinta. Eppure nessuno di quegli uomini ha potuto sottrarsi, oltre che alla ghigliottina, alla verifica della propria impossibilità di invertire la rotta assegnata (da Dio? dalla Natura? dal nulla?) agli esseri umani, nonché di porre rimedio all’ingiustizia che da sempre regna sovrana». In scena ventinove attori, tra i quali Giuseppe Battiston, Paolo Pierobon, Iaia Forte, Paolo Graziosi, con la nuova traduzione di Anita Raja (in occasione del debutto a Torino il testo è stato pubblicato da Einaudi nella sua Collezione di Teatro). Capace di esercitare ancora oggi una potente attrazione, Büchner nutre Morte di Danton di temi tutti rilevanti per il nostro tempo: la natura della rivoluzione, il rapporto tra uomini e donne, l’amicizia, la classe, il determinismo, il materialismo, il ruolo del teatro stesso.

Accompagna lo spettacolo Intorno a Danton, un programma di attività collaterali e accadimenti culturali declinato attraverso proiezioni, incontri e racconti in forma di teatro e musica ad ingresso libero. Si inizia in Sala Squarzina con la proiezione del film Danton (Francia, 1983) di Andrzej Wajda con Gerard Depardieu (12 maggio ore 17); segue un incontro con Mario Martone, Alessandro Leogrande e la Compagnia dal titolo Danton e il paradosso delle rivoluzioni (17 maggio ore 17). L’ultimo appuntamento è programmato al Museo Napoleonico con Voci rivoluzionarie, racconto in forma di teatro e musica a cura del Teatro di Roma con Simone Francia, Jacopo Uccella, Luca Catello Sannino e Alice Cortegiani (al clarinetto) nell’ambito di Nel weekend l’arte si anima un progetto di Zètema progetto cultura (21 maggio ore 16.30, info e prenotazioni 060608).

MORTE DI DANTON ha ottenuto i seguenti premi: PREMIO UBU 2016 a Paolo Pierobon come migliore attore; PREMIO LE MASCHERE DEL TEATRO ITALIANO 2016a Paolo Pierobon come migliore attore protagonista, a Ursula Patzak per i migliori costumi, a Pasquale Mari per le migliori luci.

Durata spettacolo: I atto 1h e 45 min _ intervallo _ II atto 1h e 15 min

TEATRO ARGENTINA - Largo di Torre Argentina, Roma
Dal 16 al 28 maggio 2017
Orario spettacoli: martedì e venerdì ore 21, mercoledì e sabato ore 19 , giovedì e domenica ore 17, lunedì riposo

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 684 00 03 11 / 14
Sito web: www.teatrodiroma.net


Giorgio Borghetti, Simone Colombari, Eleonora Ivone e Amanda Sandrelli in
BOOMERANG
scritto e diretto da Angelo Longoni
produzione Viola Produzioni e Pragma Srl

Un casale in campagna.
Una famiglia riunita in attesa di celebrare il funerale del padre patriarca.
Una grande nevicata.
Il passato che riemerge.
Sospetti e tensioni.
Inattesi e comici scontri.
Le contraddizioni dell’essere umano in una storia attuale e toccante.
Il boomerang è un’arma da lancio usata dagli aborigeni per la caccia o in guerra. Percorre una traiettoria curva e può tornare alla persona che l'ha lanciato. Per questo, rappresenta anche un "pericolo" per il lanciatore che è costretto a fuggire per non diventare a sua volta bersaglio.
Metaforicamente la parola “boomerang” viene usata per indicare un'azione che si ritorce contro chi l'ha iniziata, ha una valenza buffa, quasi comica. Si sfugge al proprio boomerang come si sfugge al proprio passato quando ritorna minaccioso.
A distanza di anni si può materializzare improvvisamente la punizione per le malefatte commesse molto tempo prima e che ormai sono perdute nella memoria.
Boomerang è una commedia divertente e scorretta. Si svolge durante una veglia funebre forzata che sprofonda in un caos irriverente, tipico della black comedy.
Il bersaglio è l’ipocrisia della principale istituzione della nostra società, la famiglia borghese con i suoi stereotipi ed il suo perbenismo. Ciò che si consuma o si decide all’interno delle mura domestiche spesso nasconde interessi che si riverberano nella società. Non è un caso che nel nostro Paese, come in molte altre parti del mondo, il potere economico, politico e finanziario sia concentrato nelle mani di poche famiglie che, apparentemente, sembrano tutte irreprensibili, oneste e devote.

TEATRO SALA UMBERTO - Via della Mercede 50, Roma
Dal 16 al 28 maggio 2017
Orario spettacoli: tutte le sere ore 21, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17
Biglietti: da 32€ a 23€

Info e prenotazioni: telefono 06 6794753
Sito web: www.salaumberto.com


Ginevra Media Prod presenta
IL COLLOQUIO
Giacca e cravatta obbligatorie
di Serge Da Silva
con Luca Basile (Franco Nessuno), Ermenegildo Marciante (Luca Leggenda), Tommaso Arnaldi (Sergio Sangria)
Scene Cristina Gasparrini – Luci Cristian Bove – Musiche Vakarelis
Traduzione e regia Virginia Acqua

A chiudere la stagione, arriva dal 16 maggio al 4 giugno, la commedia “Il Colloquio” di Serge Da Silva, già campione d’incassi al Théâtre Melo d’Amélie di Parigi con uno straordinario successo di pubblico e critica per oltre un anno di repliche.
La commedia francese approda ora al Teatro de’ Servi grazie al lavoro di Virginia Acqua, traduttrice e regista della versione italiana che vede in scena nel nuovo allestimento Ermenegildo Marciante, Luca Basile e Tommaso Arnaldi, in un impianto scenografico arricchito dalle opere e installazioni d’arte della giovane artista Cristina Gasparrini.
"Il colloquio" affronta in maniera divertente e dissacrante uno dei più grandi incubi della nuova generazione: il colloquio di lavoro. Quei quindici minuti che non solo decideranno del nostro futuro, ma che ci restituiranno un'immagine di chi siamo e di cosa (non) siamo capaci di fare.
Ed ecco, in attesa del colloquio, un trio altamente improbabile: un brillante e griffatissimo laureato in economia, molto spavaldo e sicuro di sé; un modesto e goffo impiegato, stralunato e chiacchierone, fin troppo espansivo, che si sposta con i mezzi pubblici e veste fuori moda; un fanatico di arti marziali, salutista, spaccone e disinvolto che adora Bruce Lee e Walker Texas Ranger. Sono tre disoccupati da lungo tempo, convocati nello stesso giorno e ora per sostenere il colloquio per il lavoro dei loro sogni. L’annuncio precisava: “giacca e cravatta obbligatorie”, e i tre uomini si adeguano, ma ciascuno a proprio modo. Incluso l'asso nella manica che ciascuno di loro si è preparato per avere la meglio sugli altri.
Dialoghi brillanti, comicità coinvolgente e mai banale, ironia corrosiva sulle ossessioni e le ansie che si scatenano in tutti coloro che devono affrontare uno dei più grandi incubi dei nostri tempi.

TEATRO DE’ SERVI - Via del Mortaro 22 (ang. Via del Tritone), Roma
Dal 16 maggio al 4 giugno 2017
Biglietti: platea 22€ - galleria 18€
Orario spettacoli: da martedi a venerdi ore 21 – sabato ore 17.30 e 21 – domenica ore 17.30 – lunedi riposo

Info e prenotazioni: telefono 06.6795130
Sito web: www.teatroservi.it


LA PROTESTA
di Roberta Skerl
con Gabriella Silvestri, Antonio Conte, Enzo Casertano, Lorenza Guerrieri
e con Berto Gavioli, Paolo Gatti, Pietro Morachioli
scene LolloZolloArt
costumi Marco Maria Della Vecchia
musiche Eugenio Tassitano
regia Maria Cristina Gionta

Questa delicata commedia racconta la divertente avventura di una famiglia alle prese con l’anziana madre, Elsa, che un giorno decide di chiudersi in un armadio, per protesta! Tra situazioni comiche e momenti di tensione, i protagonisti cercano di convincere la mamma a tornare in sé… Per riuscirci provano a coinvolgere Don Nono (l’amato prete della parrocchia), ma anche Don Nono non sembra essere del tutto in sé e la nottata si fa sempre più complicata. Tra accuse, recriminazioni e sorprese, due fratelli e una sorella, insieme anche ad un cognato e un nipote, si affrontano e si confrontano in una intensa “bagarre”… Una commedia sulla famiglia e su quanto i legami parentali restino importanti anche quando la vita li rende difficili. La penna di Roberta Skerl riesce sempre a tratteggiare intrecci tragicomici sui problemi delle famiglie di oggi. Ricordiamo sul tema “Questi figli amatissimi”, che ci regalò un altro delizioso affresco di quotidianità.

TEATRO MANZONI - Via Monte Zebio 14/c, 00195 Roma
Dal 18 maggio all' 11 giugno 2017
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21 sabato ore 17-21 domenica ore 17.30. lunedì riposo. Venerdì 2 giugno riposo, martedì 6 giugno ore 19, giovedì 8 giugno ore 17 e ore 21. Biglietti: intero euro 25, ridotto euro 22.

Info e prenotazioni: telefono 06-3223634
Sito web: www.teatromanzoni.info


ELETTRA
di Hugo von Hofmannsthal
regia, elaborazione drammaturgica, progetto scenico di Giuliano Scarpinato
con (in ordine alfabetico)
Elena Aimone - Clitennestra, Anna Charlotte Barbera - una serva, Lorenzo Bartoli - Egisto,
Elio D'Alessandro - Aio di Oreste, Raffaele Musella - Oreste, Giulia Rupi - Elettra, Eleonora Tata - Crisotemi, Francesca Turrini - la guardiana, Valentina Virando - una serva
musiche Elio D’Alessandro costumi Dora Argento luci Danilo Facco videoproiezioni_Daniele Salaris collaborazione alle scene Diana Ciufo assistente ai movimenti Daniele Sala
produzione Attori&Tecnici in collaborazione con Wanderlust Teatro si ringrazia Dionisiache - Calatafimi Segesta festival 2015, Teatro Biondo Palermo, Teatro della Città di Catania, Teatro Ciro Pinsuti di Sinalunga

Dal 18 al 28 maggio 2017 andrà in scena Elettra, lo spettacolo vincitore della ottava edizione della rassegna “SALVIAMO I TALENTI - Premio Attilio Corsini”, iniziativa nata per promuovere progetti teatrali di grande qualità i cui protagonisti sono giovani registi e giovani attori, per aumentare le opportunità per la creatività emergente, costruendo una vetrina per i nuovi talenti ancora sconosciuti. Lo spettacolo, prodotto da Attori & Tecnici ed inserito nel cartellone 2017/2018 del Teatro Vittoria, narra la storia di Elettra, che appartiene al mito. Sfugge al tempo e allo spazio, attraversa indenne i millenni e giunge con forza immutata ai nostri petti, alle nostre orecchie, ai nostri occhi.
“Pugno nello stomaco, lama che affonda, Hugo von Hofmannsthal la racchiude nel breve tempo di un atto: quasi una travolgente successione di inquadrature cinematografiche, un “thriller dell’anima” dal ritmo incalzante e forsennato. Figlia di amatissimo padre, l’eroe della guerra di Troia Agamennone, Elettra vive per vendicarne l’assassinio, ad opera della madre Clitennestra e dell’amante di lei Egisto. Nella casa degli usurpatori si aggira come cagna selvatica, occhi bassi e lingua affilata; giorno dopo giorno veglia instancabile sul luogo dove il padre è caduto sotto la scure, ancora caldo del suo sangue. Nessuno riesce a strappare Elettra al dolore muto e forsennato. Non la giovanissima sorella Crisotemi, che altro non vorrebbe che dimenticare ed essere felice, diventare moglie, magari madre; non la tormentata Clitennestra, che pur vedendo vivo e presente il fantasma del marito negli occhi della figlia, proprio da lei cerca conforto e riparo da una vita d’angoscia e di paura. A turbare i sonni della regina è il ritorno di Oreste, il figlio allontanato da palazzo in giovane età: un sogno le ha predetto che cadrà per mano sua. Ed è proprio in un sogno, un doppio sogno, che sembra compiersi fatale la vendetta dei figli di Agamennone; un copione già scritto si dipana al passo cadenzato di un esercito di fantasmi/burattini, anime in pena e “in cerca d’autore”. Nel dramma di Hoffmanstal si rintana un’ambiguità del tutto contemporanea; in questo bilico tra verità della carne e inganno della mente, degno di un film di David Lynch, Elettra continua a scuoterci, ed ammaliarci.” Giuliano Scarpinato

TEATRO VITTORIA / ATTORI & TECNICI - Piazza S. Maria Liberatrice 10, 00153 Roma (Testaccio)
Dal 18 al 28 maggio 2017
Orario spettacoli: ore 21 (domenica ore 17.30, martedi 23 ore 19, mercoledi 24 ore 17)
Biglietti: intero platea 28, intero galleria 22 (compresi 3 euro di prevendita) ridotti in convenzione: platea 21 e galleria 18 (compresi i 3 euro di prevendita)
Promozione gruppi: 1 biglietto cortesia ogni 10 spettatori paganti

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 5740170 - 06 5740598
Sito web: www.teatrovittoria.it


IL MERCANTE DI VENEZIA
di William Shakespeare
adattamento e regia Ilaria Testoni
con Mauro Mandolini, Barbara Begala, Camillo Marcello Ciorciaro, Ilaria Amaldi, Valerio Camelin, Roberto Di Marco, Michela Giamboni, Marina Parrulli

Per i 50 anni de “Il Mercante di Venezia” con Glauco Mauri nei panni di Shylock, il progetto giovani della Compagnia Mauri Sturno riporta in scena il capolavoro di Shakespeare.
Nel 1967, uno strepitoso Glauco Mauri diede corpo a uno dei personaggi più importanti della drammaturgia mondiale: Shylock, protagonista de Il Mercante di Venezia di Shakespeare, per la regia di Franco Enriquez.
A distanza di 50 anni, dal 18 al 28 maggio al Teatro San Paolo di Roma, la Compagnia Mauri Sturno torna sul testo con il progetto “Giovani – Un futuro nel Teatro”, che vede il maestro del teatro italiano a supporto dei giovani, riportando in scena uno dei suoi cavalli di battaglia, nonché capisaldi della letteratura teatrale di tutti i tempi, con la regia di Ilaria Testoni e con in scena Mauro Mandolini, Barbara Begala, Camillo Marcello Ciorciaro, Ilaria Amaldi, Valerio Camelin, Roberto Di Marco, Michela Giamboni, Marina Parrulli, foto di Manuela Giusto.

Ultima tappa della trilogia shakespeariana, Il mercante di Venezia, riprende il tema della vita come teatro e il teatro che si confonde nella vita.
Venezia, 1900. Due mondi contrapposti si fondono magicamente l’uno nell’altro. Sono i due luoghi della commedia: uno reale, la città, col suo commercio, i suoi affari, le amicizie, le mondanità; un mondo diurno, borghese, nuovo. L’altro, il mondo immaginato, luogo di piacere, favoloso e antico, uno spazio notturno dove le passioni sono assolute, gli amori capricciosi e irragionevoli, ma i sentimenti sinceri e leali.
Dov’è la verità? Quale dei due luoghi e più reale?
Lo spazio del piacere, dell’istinto e della fantasia o il mondo borghese fatto di convenzioni di interessi e soprattutto di intolleranze e discriminazioni?
Shylock è un diverso nel corpo e nell’anima, temuto e ripudiato dal mondo solare dei ricchi borghesi. Ma la vendetta, lo renderà il “cattivo”. “Metterò in pratica la malvagità che voi mi insegnate e sarà difficile che io non superi i vostri insegnamenti”.
Chi vincerà, il buono o il cattivo? Per Shakespeare la vita, sia nella realtà che nella finzione, è più articolata, più ricca di sfumature. Perché tutto il mondo recita una commedia, e la Fortuna svolge una parte determinante.

TEATRO SAN PAOLO - Via Ostiense 190, Roma
Dal 18 al 28 maggio 2017
Orario spettacoli: serali ore 21, pomeridiane ore 17.30
Biglietti dai 10 ai 20 euro

Info e prenotazioni: telefono 06 59606102, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrosanpaolo.it


ZADRISKIE POINT
Scritto diretto e interpretato da Marco Zadra
con Tiko Rossi Vairo, Antonella Salerno, Gianluca Mandarini

Zadriskie Point è il nome di un Jazz Café gestito da un artista ipocondriaco, una ballerina zoppa ed un barman sordomuto, ma è anche il punto di vista di Marco Zadra, “show man” versatile ed elegante, che racconta con una formula vivace e colorata le tappe salienti del difficile percorso intrapreso da un attore brillante affetto da gravi disturbi psicosomatici costretto a muoversi in un mondo, quello dello spettacolo, che lui rifiuta e da cui è rifiutato. In questo locale vengono ospitati artisti di vario genere (ballerini di tango e classici, cantanti lirici, specialisti del nuoto sincronizzato etc...) tra cui lo stesso Zadra, che si esibisce al pianoforte, al contrabbasso e balla il tip tap tra numeri di magia e virtuosismi canori.
In preda alle allucinazioni ed agli attacchi di panico, seguito da una improbabile psicologa calabrese di cui è unico paziente, M. Zadra dà vita ad uno sfogo tragicomico che racconta le terapie tentate, i lavori alternativi, la solitudine ed il rapporto con l’unico amico fedele, il suo cane, anche lui affetto da sindrome maniaco depressiva. E’ un confronto psicologico tra l’uomo e l’artista, tra la semplicità e la genialità folle, tra la quotidianità e l’ambiguità del mondo dello spettacolo... un confronto capace di suscitare emozioni che troppo spesso rimangono prigioniere nel più profondo dell’animo.

TEATRO DELLA COMETA - Via del Teatro Marcello 4, 00186 Roma
10 | 28 maggio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21, sabato doppia replica ore 17,00 e ore 21,00. Domenica ore 17.00
Biglietti: platea 25 euro, prima galleria 20 euro, seconda galleria 18 euro.

Info e prenotazioni: telefono 06-6784380
Sito web: www.teatrodellacometa.it


Pietro Romano
Luciana Frazzetto, Stefano Antonucci, Beatrice Gregorini in
NERONE SUPERSTAR
Scritto e diretto da Roberto D’Alessandro

Chiude la stagione teatrale del Teatro Tirso de Molina la commedia “Nerone Superstar” con l’eclettico Pietro Romano.
Nerone l’imperatore più amato ma allo stesso tempo più odiato dell’Antica Roma torna a rivivere sul palco del Tirso grazie alla produzione di Achille Mellini, alla regia di Roberto D’Alessandro ed un eccezionale cast composto da Luciana Frazzetto, Stefano Antonucci e Beatrice Gregorini.
“Il palcoscenico ha la valenza dei sogni e l’anima di un attore vaga, nel corso della sua carriera, da un desiderio all’altro, immaginandosi nei più stravaganti, o semplici, o istrionici ruoli, perché solo in quelle dimensioni realizza il binomio perfetto tra ego artistico e fantasia. - Racconta il regista Roberto D’Alessandro - Nerone, nella fattispecie, è l’immagine di una politica ridicola che già nei primi decenni dell’epoca post cristiana, delira d’onnipotenza, messaggio d’indiscussa attualità, chissà se per incapacità o disinteresse, si innalza un buffo quanto discutibile talento per le arti, fino a confondere, oltre i confini dell’assurdo, il governo con la ‘regia’.”
Tutto cominciò il 15 dicembre del 34 d.c. ad Anzio. Agrippina, discendente di Giulio Cesare e sorella dell'imperatore Caligola è una donna estremamente ambiziosa, la cui unica aspirazione è di diventare “imperatore”, aspirazione frustrata sia dal fatto che è donna, sia dal fatto che è moglie di Gneo, console dell'imperatore Caligola, ed uomo particolarmente stupido ed abietto. Per raggiungere il suo scopo, la diabolica donna, sta per mettere al mondo un figlio che nei suoi progetti dovrà diventare il futuro imperatore di Roma.
Tuttavia il giorno del parto, il 15 dicembre del 34 d.c. appunto, uno spiacevole imprevisto rischia di compromettere il piano di Agrippina: invece di un solo futuro imperatore vengono alla luce una coppia di gemelli!
Nerone e Gneo junior. Per evitare confusione ed eventuali lotte interne, Agrippina decide di farne sparire uno a caso (Gneo), e di affidarlo segretamente a dei fidati contadini dei castelli romani…
“Nerone ed io, - conclude il protagonista Pietro Romano - scambiandoci le corde, giochiamo a raccontare con l’eleganza della satira Roma com’era e forse com’è, divertendoci a rendere i dubbi della storia gradevolissima realtà scenica, nella quale l’immaginario e l’accaduto s’intrecciano magicamente con esilarante comicità.”
Nel cast anche Francesco Trifilio, Maria Chiara Cimini, Francesca Sanapo, Francesco Falco, Marco Paolo Tucci, Mattia Bagnaia, Giorgio Amadeo, Danilo Mustafà e Tommaso Moro.

TEATRO TIRSO DE MOLINA - Via Tirso 89 (Piazza Buenos Aires) Roma
Dal 10 al 28 maggio 2017
Orario spettacoli: mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 21:00, sabato e domenica ore 17:30
Biglietti: intero mercoledì e giovedì € 25; venerdì, sabato e domenica € 27; ridotto mercoledì e giovedì € 22; venerdì, sabato e domenica € 24

Info e prenotazioni: telefono 06.8411827 - Biglietti in vendita anche su TicketOne
Sito web: www.teatrotirsodemolina.it

 

Articolo di: Isabella Polimanti

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