SaltaInTeatro - l’agenda teatrale romana, settimana dal 20 al 26 febbraio

Scritto da  Domenica, 19 Febbraio 2017 

Mandiamo in pubblicazione la consueta Agenda settimanale con una notizia che ci lascia attoniti, e costretti a depennare - speriamo solo momentaneamente! - gli spettacoli che avrebbero dovuto essere in scena al Teatro dell’Orologio (peraltro tre progetti di assoluto interesse come “Faust Marlowe Burlesque” di Massimo di Michele, “Ophelìa” di Giacomo Sette con la regia di Gianluca Merolli e “Le buone maniere” di Michele Di Vito, diretto e interpretato da Michele Di Giacomo).

La chiusura coatta del Teatro getta un’onda di sconforto e di tristezza su tutti coloro che credono nel valore della cultura, della creatività e dell’arte. Riteniamo di esprimere la massima solidarietà a coloro che sono gli artefici del continuo ed incessante processo di rinnovamento, di ricerca e di sperimentazione teatrale di cui il Teatro dell’Orologio si è reso protagonista nella scena romana. Al di là delle pur rispettabili ragioni che hanno portato al sequestro dei locali - si parla di assenza di uscite di sicurezza, dunque giusto non sottovalutare la questione - auspichiamo che le istituzioni vogliano finalmente assumere responsabilmente iniziative che portino verso una costruttiva evoluzione della faccenda.

Nel frattempo il Direttore del Teatro di Roma Antonio Calbi ha deciso di accogliere negli spazi del Teatro India le compagnie e gli artisti che, in programmazione all’Orologio, si sono visti chiudere improvvisamente la possibilità dell’andata in scena. Un segnale gradito ed apprezzabile contro la rassegnazione all’impoverimento culturale. Il Teatro dell’Orologio, e le straordinarie persone che lo conducono con passione e competenza rendendolo - anche per scelte artistiche - uno degli spazi più vivaci e più innovativi del panorama artistico romano, chiedono una risposta. Alla città e alle forze politiche. Noi di SaltinAria ci uniamo con forza alla loro richiesta, che non può e non deve rimanere inascoltata in una capitale europea che dovrebbe vivere di cultura e sostenerla in ogni modo.

Ci auguriamo che, come auspicato dal direttore Calbi, con l’impegno di tutti ma soprattutto in una prospettiva che guardi “alla creazione di un sistema culturale articolato e dinamico”, le forze politiche assumano gli impegni e impieghino le opportune risorse per una soluzione tempestiva e concretamente favorevole al ripristino delle attività di uno spazio che in pochi anni si è connotato come una realtà di punta del sistema culturale capitolino. Intanto, negli spazi del Teatro India vanno in scena i due spettacoli la cui programmazione è stata così bruscamente interrotta: “Madama Bovary” (andato in scena sabato 18 febbraio) e “Combustibili” (in scena stasera, domenica 19 febbraio, alle ore 20).

Per la programmazione della prossima settimana, ecco a seguire qualche consiglio.

Il Teatro di Roma, nel ricordo di Luca De Filippo scomparso il 27 novembre del 2015, ripropone il suo ultimo successo, uno dei testi più noti della prima drammaturgia eduardiana. L’indimenticabile arte di Luca De Filippo sarà protagonista sul palcoscenico del Teatro Argentina con “Non Ti Pago”, sua ultima memorabile regia.

Al Teatro Ghione sarà in scena un classico della drammaturgia pirandelliana, “Sei Personaggi In Cerca d’Autore”, nell’imperdibile versione adattata e diretta da Daniele Salvo.

Marco Falaguasta, Marco Fiorini e Claudia Campagnola sono i protagonisti, al Teatro Golden, dello spettacolo “Prima di [ri]fare l’amore”, “racconto autobiografico” scritto da Marco Falaguasta e Alessandro Mancini per la regia di Tiziana Foschi.

Continuano, dopo il successo al Teatro Ghione, le repliche di “Certe Notti”. Lo spettacolo di Antonio Grosso diretto da Giuseppe Miale Di Mauro sarà in scena al Teatro Nino Manfedi di Ostia.

Tutti gli spettacoli nel dettaglio della nostra agenda SaltaInTeatro.

Buona visione con SaltinAria!


NON TI PAGO
di Eduardo De Filippo
regia Luca De Filippo

con Gianfelice Imparato (Ferdinando Quagliuolo), Carolina Rosi (Concetta, sua moglie), Carmen Annibale (Stella, loro figlia), Nicola Di Pinto (Aglietiello, uomo di fatica in casa Quagliuolo), Viola Forestiero (Margherita, cameriera), Massimo De Matteo (Mario Bertolini), Paola Fulciniti (Erminia, sua zia), Federica Altamura (Vittorio Frungillo), Andrea Cioffi (Luigi Frungillo), Paola Fulciniti (Carmela, popolana), Gianni Cannavacciuolo (Don Raffaele Console), Giovanni Allocca (Lorenzo Strummillo, avvocato)
scene Gianmaurizio Fercioni - costumi Silvia Polidori
musiche Nicola Piovani - luci Stefano Stacchini
Produzione Elledieffe - La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo

Fedele ai tempi e alla scrittura del padre ma capace al contempo di infondere una nuova identità al testo, pur nel solido rispetto della tradizione e in continuità con lo spirito originario, Luca De Filippo lascia in eredità agli spettatori una regia solida, capace di dosare al meglio la risata e l’inquietudine, momenti riflessivi e azione irresistibile. Gianfelice Imparato, che si è formato con Eduardo, si dimostra un sostituto pienamente all’altezza nei panni di Ferdinando Quagliuolo, il surreale gestore di un botteghino del lotto a Napoli. La commedia si sviluppa intorno ai divertenti tentativi di Ferdinando di appropriarsi del biglietto vincente con esasperate contese e grottesche maledizioni, mentre l’impiegato Mario Bertolini, suo futuro genero, colleziona vincite su vincite interpretando i sogni.
Non ti pago è più di uno spettacolo, è un piccolo gioiello pieno di ironia, ritmo e vitalità, un omaggio a Luca, grande attore e regista, a poco più di un anno dalla sua scomparsa. Forse il modo migliore per ricordarlo e per proteggere l’immenso patrimonio culturale di una delle più antiche famiglie della tradizione teatrale napoletana e italiana.

Scritta nel 1940, la commedia è un perfetto meccanismo comico dove, tra sogni, vincite al lotto, superstizioni e credenze popolari di un’umanità dolente e sfaccendata, si racconta la cruda realtà quotidiana fatta di paure, angosce e miseria, senza rinunciare però alla speranza, all’illusione, all’ingenua attesa di un colpo di fortuna che determini un futuro migliore. Una storia che unisce pensiero ed azione, inquietudine e riso, dinamismo e riflessione, con quella sottile leggerezza tipica delle commedie di Eduardo. Il protagonista è un personaggio ambiguo e surreale, che vive tra sogno e realtà. Gestore di un botteghino del lotto a Napoli è un accanito giocatore eccezionalmente sfortunato. Al contrario un suo impiegato Mario Bertolini, suo futuro genero, interpretando i sogni, colleziona vincite su vincite e addirittura un giorno gli capita di vincere una ricca quaterna di quattro milioni delle vecchie lire datagli in sogno proprio dal defunto padre del suo datore di lavoro. Accecato da una feroce invidia, Don Ferdinando si rifiuta di pagargli la vincita e rivendica il diritto di incassare la somma. Egli sostiene che lo spirito di suo padre avrebbe commesso un involontario scambio di persona recandosi per errore nella vecchia abitazione della famiglia Quagliuolo, dove ora risiede il giovane Bertolini.

Nei panni del protagonista Ferdinando Quagliuolo, Gianfelice Imparato, a cui si affianca una compagnia appassionata e unita intorno a Carolina Rosi, nel ruolo di Concetta, la moglie di Ferdinando, il ritratto di una donna dalle tante e diverse sfumature: inquieta e al tempo stesso concreta. Nel cast anche Nicola Di Pinto (Aglietiello), Massimo De Matteo (Mario Bertolini), Gianni Cannavacciuolo (padre Raffaele), Giovanni Allocca (l’avvocato Strummillo) e Paola Fulciniti (Erminia e Carmela); accanto a loro i giovanissimi Carmen Annibale, Viola Forestiero, Federica Altamura, Andrea Cioffi.

TEATRO ARGENTINA - Largo di Torre Argentina, 52 00186 - Roma
Dal 21 febbraio al 5 marzo 2017
Orari spettacolo: prima ore 21, martedì e venerdì ore 21, mercoledì e sabato ore 19, giovedì e domenica ore 17. Lunedì riposo. Durata spettacolo: 1 ore e 45 minuti più intervallo

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 684 00 03 11 / 14
Sito web: www.teatrodiroma.net


LA DIVINA SARAH
da Memoir di Sarah Bernhardt di John Murrell
adattamento Eric-Emmanuel Schmitt
regia Marco Carniti
con Anna Bonaiuto e Gianluigi Fogacci
scene Francesco Scandale
costumi Maria Filippi
musiche Paolo Daniele
produzione Teatro e Società

“La Divina Sarah è un atto d’amore per una diva immortale. Una donna che con la sua arte e le sue stravaganze ha costruito il primo esempio di divismo della storia dello spettacolo al femminile”, racconta Marco Carniti. Una pièce che indaga l’animo di una artista, una vera e propria diva anticonformista, che per prima si impose sulla scena mondiale in abiti maschili. Storia di un mito vivente ripercorso attraverso il segretario-schiavo con il quale si instaura un rapporto sadomasochistico. Un testo sarcastico in cui il comico si alterna al drammatico per ricreare l’immagine di una celebre artista e della sua complessa personalità, svelando l’essenza che si cela dietro la maschera e le ferite che si nascondono dietro ogni arte, e di cui ogni arte si nutre. Con il rapido entrare e uscire dalla finzione teatrale, ne emerge una Sarah Bernhardt completamente messa a nudo, iconica, grottesca, esasperata e disperata di fronte all’inevitabile fine.

TEATRO INDIA - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) - Roma
dal 21 al 26 febbraio 2017
orari spettacolo ore 21, domenica ore 18

Info e prenotazioni: tel. 06 87752210, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06.684.000.311/314
Sito web: www.teatrodiroma.net

 

HEINER MÜLLER TRE PAESAGGI
Studi degli allievi del II anno del Corso di Regia

Dal 23 al 26 Febbraio 2017 l´Accademia Nazionale d´Arte Drammatica "Silvio d´Amico" presenta Heiner Müller tre paesaggi, studi ideati e diretti con la guida di Giorgio Barberio Corsetti dagli allievi del II anno del Corso di Regia, Tommaso Capodanno, Paolo Costantini, Marco Fasciana.

La scrittura del grande drammaturgo tedesco del secolo scorso è costantemente in bilico nel fulcro della crisi di un'epoca; racconta la modernità, la desolazione, plasmando la materia mitica e tragica e restituendola in figure dell'esilio del nostro tempo.
Müller osserva il mito di Giasone e Medea e le tragedie shakespeariane di Tito Andronico e di Amleto attraverso le rovine della storia e della nostra contemporaneità mostrandoci dei paesaggi nei quali degli eroi è rimasta solo una ’traccia’, un’orma sulla riva di fiumi e mari devastati e contaminati.
I nostri giovani registi si interrogano sul tempo e sull’arte con lo sguardo inverso dell’Angelo della Storia di Müller, che da un futuro tragico viaggia verso di noi guardando il passato dietro le nostre spalle.’
Giorgio Barberio Corsetti

Il progetto ha coinvolto quattro Corsi dell´Istituzione: gli allievi di Regia, l´intera classe di Recitazione del II anno, gli allievi del Master di Drammaturgia e Sceneggiatura nella funzione di dramaturg e quelli del Master di Critica giornalistica per la comunicazione, e infine otto giovani attori professionisti diplomati in Accademia.
Il laboratorio, durato tre mesi, ha prodotto uno spettacolo itinerante pensato per gli spazi fortemente evocativi di Villa Piccolomini.
L’impegno di Giorgio Barberio Corsetti come maestro delle giovani generazioni di registi, autori e attori dell’Accademia si rinnova ormai da tre anni proponendo ogni volta agli allievi uno studio esaustivo di un autore, da cui trarre poi autonomi progetti di elaborazione scenica: prima Pasolini, poi Kleist, ora Müller. Sono nati così Anatomia Tito Fall of Rome Un commentario shakespeariano, Paesaggio con Argonauti e HamletMaschine, tre diversi studi di altrettante opere dell’autore tedesco.

Anatomia Tito
Fall of Rome
Un commentario shakespeariano
Allievo regista: Marco Fasciana
Durata 35 minuti

Il testo, inedito in Italia, viene per la prima volta messo in scena. Il suo traduttore, Francesco Fiorentino, ha gentilmente concesso i diritti di rappresentazione all’Accademia, prima ancora della prossima pubblicazione.
E’ una riscrittura mülleriana del Tito Andronico di Shakespeare. Nel progetto scenico di Marco Fasciana l’azione si svolge attorno a un muro che diventa, di volta in volta, il luogo in cui Tito macella i suoi nemici o si prende cura della figlia violata e mutilata. Su tutti i personaggi spicca la figura di un clown-narratore che commenta (come recita il titolo) l’opera di Shakespeare, ragionando sulla caduta degli imperi e sul rapporto tra “il primo e il terzo mondo”.

HamletMaschine
Allievo regista: Tommaso Capodanno
Durata 35 minuti

Il pubblico entra in un cabaret anni ’30, dove viene rappresentata, divisa in numeri, tra una canzone e l’altra, come nel più classico varietà, la storia di Amleto o, meglio, dell’attore che lo interpreta.
HamletMaschine è forse il testo più ‘intimo’ di Müller; non solo il titolo reca in maiuscolo le iniziali del suo nome, ma durante il dramma viene strappato un ritratto dell’autore.
La scelta di utilizzare l’ambientazione del cabaret è nata da uno studio sulla figura del clown e del saltimbanco nell’opera del drammaturgo e si collega con l’obbligo, per Amleto, di ripetere ogni volta la sua storia dolorosa ad un pubblico da intrattenere.

Paesaggio con Argonauti
Allievo regista: Paolo Costantini
Durata 30 minuti

Paesaggio con Argonauti è la riscrittura mülleriana del mito di Medea e del viaggio verso la Colchide degli eroi greci guidati da Giasone, così come narrato da Apollonio Rodio.
Il pubblico circonda una vasca quadrata, da cui emergono cumuli di vestiti e argonauti-naufraghi, personaggi persi, senza più patria. Sono, come suggerisce il titolo, solo parte del paesaggio e non più protagonisti, non più eroi.
Il principio drammaturgico che ha guidato la messa in scena è quello dell’ambiente: l’allievo regista ha creato una situazione fatta di acqua e musiche elettroacustiche dal vivo, volte a riprodurre “paesaggi sonori”, in connubio o in contrasto con le azioni e le parole degli attori.

VILLA PICCOLOMINI - Via Aurelia Antica 164, 00165 Roma
dal 23 al 26 Febbraio 2017 ore 20.00

Info e prenotazioni: (Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti) infoline 366 6815543 – attiva dal 16 febbraio – ore 10.30/15.00 (domenica esclusa)
Sito web: www.accademiasilviodamico.it

 


SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE
di Luigi Pirandello
con Carlo Valli, Marta Nuti, Selene Gandini, Alberto Mariotti, Giorgia Ferrara, Barbara Begala, Martino Duane, Giuseppe Rispoli, Maria Chiara Centorami, Roberto Mantovani, Germana Di Marino, Francesco Iaia, Alessandro Gorgoni
Scene Fabiana Di Marco – Costumi Daniele Gelsi
Actor Coach Melania Giglio
Adattamento e regia Daniele Salvo

Il mondo di Pirandello è un universo complesso fatto di linguaggi, visioni, sogni, miraggi, allucinazioni.
Nel suo universo il mondo dei vivi e il mondo dei morti si toccano, si sovrappongono, senza alcuna avvertenza.
Questi personaggi in cerca d’autore, figure evanescenti, diafane, sospese sul filo, ripetono all’ infinito, ossessivamente, le proprie brevi ed insignificanti esistenze. Sono funzioni linguistiche, spettri teatrali, vite fittizie.
La scrittura di Pirandello utilizza le armi della Fantasia per trovare nuove prospettive, per scoprire nuovi universi e definire nuove traiettorie. Il tentativo è quello di entrare direttamente nelle menti e nei cuori dei personaggi, nei loro desideri, nei loro affanni, nelle loro ansie e speranze disattese o soddisfatte.
L’equilibrio delicatissimo in cui si muovono tutte le figure del testo, compone un affresco di una potenza espressiva straordinaria….
Un unico raggio di luce cristallina attraversa la scena: è quella l’unica speranza, l’unica possibilità di un futuro luminoso.
Il vero unico luogo reale rimane però la mente umana, analizzata con gli strumenti dell’ironia pirandelliana, un attimo prima di un improbabile risveglio.

TEATRO GHIONE - Via delle Fornaci 37, 00165 Roma
dal 24 febbraio al 19 marzo 2017
dal martedì al sabato, ore 21.00 domenica ore 17.00 lunedì riposo
Replica per spettatori non vedenti o ipovedenti 5 marzo, ore 17

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06 6372294 – 06 39670340
Sito web: www.teatroghione.it


Isa Danieli e Lello Arena in
SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE
di Ruggero Cappuccio
liberamente ispirato all’opera di William Shakespeare
con
Fabrizio Vona | Renato De Simone | Enzo Mirone
Rossella Pugliese | Antonella Romano
costumi Annamaria Morelli scene Luigi Ferrigno
musiche Massimiliano Sacchi burattini Selvaggia Filippini
regia Claudio Di Palma
produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro
in collaborazione con Officine Culturali della Regione Lazio Bon Voyage,
Festival Teatrale di Borgio Verezzie Civit’Arte 2015

Nel perimetro simbolico della sala di un antico palazzo napoletano, Titania e Oberon attivano una drammaturgia di capricci e smanie riducendo le sorti degli uomini a fragili trame da vecchi teatri dei burattini. I due, come schegge di dei precipitati in terra, continuamente sospesi fra sonno e veglia, inscenano armonie, assecondano discordie, conducono, con estro malaccorto, una regia dei sentimenti umani. Le loro parole/note contrappuntano la polifonia dei surreali ospiti del palazzo (pupazzi, elfi, musicisti, attori), dettano sintonie tra lirismo e antiche tradizioni narrative, reinventano fascinazioni favolistiche, si fanno poetiche o scurrili a richiamare le alternanze emotive del mondo ispirativo shakespeariano.
Tra fedeltà ed irriverenza, la scrittura di Cappuccio riorchestra il “Sogno” per cercare ulteriori rifrangenze all’incanto musicale della lingua shakespeariana. La regia e la scena ne assecondano la lettura trasformandosi, per amplificarne il suono, in una sorta di grande, onirico e vagamente circense carillon. (Claudio Di Palma)

Personaggi e interpreti:
Titania, Isa Danieli
Oberon, Lello Arena
Puck, Fabrizio Vona
Lisandro/Elfo Onorato, Renato De Simone
Demetrio/Elfo Salvatore, Enzo Mirone
Elena/Elfo Annunziata, Rossella Pugliese
Ermia/Elfo Concezione, Antonella Romano

TEATRO SALA UMBERTO Via della Mercede, 50 Roma
dal 21 febbraio al 5 marzo 2017
martedì, giovedì e venerdì ore 21, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17
Prezzi da 32€ a 23€

Info e prenotazioni: Tel. 06 6794753
Sito web: www.salaumberto.com


LSD edizioni presenta
Lillo & Greg
IL MISTERO DELL'ASSASSINO MISTERIOSO
Di Pasquale Petrolo e Claudio Gregori
Con Vania Della Bidia, Danilo De Santis e Dora Romano
con la partecipazione di Luca Latino
Regia Lillo & Greg
Scene Andrea Simonetti

Lillo & Greg per la prima volta al Teatro Sistina: dal 22 febbraio (e fino al 12 marzo) l’amatissima coppia comica arriva sul palcoscenico dello storico teatro romano con “Il Mistero dell’Assassino Misterioso”, un autentico “cult” del loro straordinario repertorio.

Un castello nella campagna londinese, un misterioso maggiordomo, l’omicidio di un’anziana contessa, un investigatore e gli stravaganti sospettati: ecco gli ingredienti per un perfetto giallo, dai toni brillanti, di chiara matrice anglosassone. 
Il detective Mallory ha riunito nel salone principale del castello i sospetti assassini della Contessa Worthington, ma un inatteso accadimento cambierà le dinamiche dell’indagine, minando esponenzialmente la trama del giallo e scatenando gli egoismi e le meschinità degli altri attori disposti a tutto pur di farsi notare da un produttore televisivo presente in platea.
 I ritmi serrati, le battute oblique, l'onnipresente umorismo di situazione e non ultima la cornice del giallo, rendono la commedia elettrizzante ed esilarante fuor di ogni dubbio.
Nata da un’idea di Greg e scritta a quattro mani con Lillo, "Il Mistero dell’assassino misterioso" è la prima commedia in cui si fa centrale la narrazione metateatrale - tanto cara alla coppia- che svela, scardinandolo con un pizzico di perfidia, il delicato equilibrio su cui vivono alcune compagnie di teatro, ma su cui si fondano anche la maggior parte dei rapporti umani: gelosie, meschinità, invidie, rancori e falsità.
Insieme a Lillo & Greg sul palco anche Vania Della Bidia, Danilo De Santis e Dora Romano. La Regia è di Lillo & Greg. Scene di Andrea Simonetti.


TEATRO SISTINA - Via Sistina 129, 00187 Roma
Dal 22 febbraio al 12 marzo 2017
Prezzi Biglietti: Poltronissima €44,00, Poltrona e I Galleria €39,50, Seconda Galleria €34,00, Terza Galleria €27,50
Orario Spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00, domenica ore 17.00, mercoledì 1 marzo ore 17.00, sabato 4 marzo ore 17.00 e ore 21.00

Info e prenotazioni: telefono 06.4200711 - 392.8567896, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.ilsistina.it

 

CIVICO 15
di Olimpio Pingitore
Con Silvia Cox, Albamarina Dei, Fabrizio Nicoletti, Olimpio Pingitore, Francesca Targa, Gianlorenzo Tennenini.
Regia di Olimpio Pingitore

Una palestra anonima in una anonima città. Una riunione di condominio. Un ascensore da approvare. Sei personaggi insoliti amanti dell’umanità ma intolleranti verso il vicino della porta accanto. Questo lo scenario con cui si apre la divertente commedia “Civico 15” che la Compagnia TramAttori porta in scena al Teatro Trastevere di Roma dal 21 al 26 febbraio con la regia di Olimpio Pingitore.
“Un occasione per rivivere, divertendosi, le dinamiche che tutti noi affrontiamo nelle tanto odiate riunioni condominiali; microcosmi di intrighi, conflitti e pettegolezzi che fotografano vizi e virtù di una piccola comunità. La vita condominiale, si sa, è tutt’altro che semplice, una vera e propria selva intricata di problemi e piccole angherie in cui i condomini litigano, straparlano e quasi mai si ascoltano”
Fin dagli inizi è importante quindi decidere che tipo di relazione volete mantenere con i vostri vicini, se di amicizia o di distaccata cortesia. In ogni caso cercate di applicare il principio di non fare agli altri quello che non vorreste fosse fatto a voi. A chi non è capitato di “affrontare”, armandosi di santa pazienza e di una buona dose di coraggio, un’assemblea condominiale?
“Chi, non si è trovato faccia a faccia con il proprio vicino/nemico o con la vicina/amica e, durante la seduta, riderci, litigarci, soffrirci per poi alla fine sparlare degli assenti? Ebbene, a chiunque non abbia mai avuto la fortuna/sfortuna di parteciparvi, con questa pièce gli verrà restituito uno spaccato di vita reale, per chi invece, ha ripetutamente partecipato a delle assemblee si interrogherà: ma io sono così?”
Evitate di avere dei vicini se volete vivere in pace con loro!

TEATRO TRASTEVERE - via Jacopa de’ Settesoli 3, 00153 Roma
Dal 21 al 26 febbraio 2017
martedì-sabato h 21.00, domenica h 17.00

Info e prenotazioni: telefono 06-5814004, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrotrastevere.it


PRIMA DI [RI]FARE L’AMORE
di Marco Falaguasta, Alessandro Mancini
regia di Tiziana Foschi
con Marco Falaguasta, Marco Fiorini e Claudia Campagnola
Produzione LSD EDIZIONI srl

Uno spettacolo che è prima di tutto un racconto autobiografico dove Marco Falaguasta, attraverso il ricordo delle sue tante prime volte che la vita mette di fronte ad ognuno, cercherà il modo di parlare a sua figlia adolescente..
Il pretesto di raccontare una vita per parlare di tante vite: quelle che hanno attraversato gli anni 80-90. Vite segnate da moniti materni “mettiti la canottiera che ti asciuga il sudore”, vite al ritmo del compianto George Michael, Renato Zero, Greese. Di maschere a carnevale ereditate da fratelli, cugini, vicini di casa, di feste dove c’era LEI ma c’era anche il padre che ti apriva la porta: “a ragazzi’ togliti le scarpe che la signora de sotto s’arrabbia”! Vite timide alla ricerca del primo film a luci rosse pagato con i risparmi di una settimana e una volta riusciti ad entrare in sala (c’era chi si disegnava i baffi col pennarello per sembrare maggiorenne), ci si sedeva dietro a quello che fumava di più per respirare il primo fumo passivo... Marco Falaguasta li ricorda bene quegli anni con ironia e passione, ma oggi è chiamato ad affrontare l’unico “prima” che non può controllare: PRIMA DI FARE L'AMORE di una figlia adolescente. Che bagaglio gli hanno dato allora gli anni 80 e 90? Quali parole “giuste” gli avranno forgiato? Insieme a Marco Fiorini e a Claudia Campagnola, cercherà di dare le risposte adeguate.

TEATRO GOLDEN - Via Taranto, 36 00182 Roma
dal 21 febbraio al 19 marzo 2017
Spettacoli dal martedì al sabato ore 21.00 domenica ore 17.00. Lunedì e mercoledì riposo.
Prezzi intero € 26,00 + € 4 di prevendita; ridotto € 22,00 + € 3 di prevendita

Info e Prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Tel. 06.70.49.38.26
Sito web: www.teatrogolden.it


FIGLI DI UN DIO MINORE
di Mark Medoff
traduzione Lorenzo Gioielli
con Giorgio Lupano
e Rita Mazza nel ruolo di Sarah
regia Marco Mattolini

Il viaggio di un dramma romantico che sfida le regole, abbatte le barriere e parla dritto al cuore. Sul palcoscenico Giorgio Lupano interpreta l’insegnante logopedista James Leeds, ruolo già di William Hurt al cinema, un giovane professore dai metodi poco convenzionali che fa breccia nell’istituto per sordi in cui lavora ma si scontra con l’ex allieva Sarah, interpretata dall'attrice sordo-muta Rita Mazza, svelando e cercando di risolvere le incomunicabilità fra due mondi. Per Lupano, già amato dal pubblico per le fiction interpretate in tv e diretto in scena e al cinema da grandi registi come Luca Ronconi o Roberto Andò, l’esperienza di Figli di un Dio minore non è come le altre: “In una carriera teatrale non è semplice trovare uno spettacolo davvero importante e significativo per la vita di un attore: dopo esperienze importante come il debutto con Ronconi, il mio primo lavoro teatrale oltreoceano, la mia prima regia andata in tour per 6 anni, finalmente ora ne ho trovato un altro”, dichiara il protagonista. Un’esperienza tanto incisiva per l’esistenza e la carriera di Lupano, da portare l’attore ad affrontare un anno e mezzo di studio intensivo nell’Istituto Statale dei Sordi di Roma per apprendere la Lingua dei Segni Italiana e imparare a interagire con attori sordi: l’allestimento diretto da Marco Mattolini mescola così in modo del tutto originale la comunicazione orale e quella gestuale, in un incontro di parole e sentimenti che cattura il pubblico e gli attori stessi. “L’integrazione tra sordi e udenti non è solo il punto di partenza della storia, ma anche l’esito dello spettacolo stesso - prosegue Lupano - Recitare con la lingua dei segni coinvolge il pubblico e io stesso sento di andare oltre la verosimiglianza: è verità messa in scena sul palcoscenico, un momento emozionante che arricchisce me e gli spettatori insieme”. Figli di un Dio minore è stato un successo quasi inatteso della scorsa stagione, partito dalla Sala Umberto di Roma: “Molti produttori avevano paura di mettere in scena uno spettacolo di questo tipo, ma dopo aver notato l’afflusso continuo e ripetuto di spettatori la voce si è sparsa velocemente - racconta il protagonista - Io spero di portarlo in scena per molti anni ancora”. Dopo Roma, ''Figli di un Dio minore'' farà tappa anche a Messina (Teatro Vittorio Emanuele, 28 febbraio - 2 marzo), Prato, Pavia, Padova, Teramo e Napoli.

TEATRO TOR BELLA MONACA - via Bruno Cirino | 00133, Roma
dal 24 al 26 febbraio 2017

Info e prenotazioni: tel. 06. 2010579, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
sito web: http://www.teatriincomune.roma.it/teatro-tor-bella-monaca/


EMMA B.
di Enza di Gioi
Regia Sabrina Pariante
Con Eleonora Manara, Gabriele Tuccimei, Tony Caporale, Francesco Laruffa e David Mastinu
Costumi Antonio Ventura
Scenografie Antonio Bonaviri

Emma B., scritto da Enza Li Gioi e diretto da Sabrina Pariante, debutterà al Teatro lo Spazio dal 28 febbraio al 5 marzo 2017.
Lo spettacolo, trasposizione in chiave moderna di Madame Bovary, è ambientato in Francia ai giorni nostri.
La protagonista, una donna viziata ed egoista che si crogiola nel suo disagio, è vittima delle sue stesse frustrazioni: priva di ambizioni e al tempo stesso superficiale e frivola, le basta un complimento per divenire lasciva.
L’unico ruolo che sembra calzarle a pennello, e in cui riesce a dare il meglio di sé, è quello della seduttrice “istintiva” e sentimentale: Emma B. vi si immerge calandosi completamente nella “parte”.
La chiave ironica e dissacrante che ci fornisce l’autrice ci fa entrare in empatia con i suoi goffi tentativi di seduzione: il suo, infatti, pur mettendola a nudo totalmente, è un occhio benevolo che permette allo spettatore di immedesimarsi con lei, sebbene, con la sua impacciata seduttività, possa risultare a tratti patetica.
In scena Eleonora Manara, Gabriele Tuccimei, Tony Caporale, Francesco Laruffa e David Mastinu.
La direzione artistica è di Mariaelena Masetti Zannini.

TEATRO LO SPAZIO - Via Locri,42 Roma,
dal 28 febbraio al 5 marzo 2017
Costo biglietto: 12 euro +( 3 euro tessera)
Ridotto: 9 euro +( 3 tessera)

Info e prenotazioni: Tel. 06 77076486, 06 77204149 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrolospazio.it


MOZZA
di e con Claudia Gusmano
aiuto regia Laura Palmeri
musiche Ermanno Dodaro
scenografia Martina Picchioni, Letizia Cascialli
luci Michelangelo Vitullo
audio Ottavio Ciacchella
organizzazione Antonella Campanelli

Vincitore al Roma Fringe Festival 2016 dei premi “Miglior Drammaturgia”, “Miglior attrice” e “Fringers to fringers”, torna in scena al Teatro Studio Uno dal 23 al 26 febbraio “Mozza”, monologo scritto, diretto ed interpretato da Claudia Gusmano che racconta con poesia e delicatezza la storia di una giovane donna e del suo bisogno di libertà.
Mozza è una donna appena affacciata alla vita, con il desiderio profondo di voler far suo quel mare che ha accompagnato tutta la sua infanzia e che ora è diventato la sua culla morbida, necessaria, comoda a volte forse anche troppo, una donna in mare sulla prua di un peschereccio, lì da tempo e per scelta. La sua infanzia è trascorsa mano nella mano con il nonno, unico vero uomo di mare della sua famiglia, uno che il mare “ce l’aveva dentro” perché lo aveva bevuto tutto durante la sua vita e lo aveva conservato, con orgoglio, goccia dopo goccia nel suo stomaco abbastanza largo da poterlo contenere.
Il mare e il vento sono le sue radici, il tronco il suo peschereccio, i rami la sua voglia di vivere in solitudine lontano dalle voci soffocanti degli abitanti della terra che la reputano “troppo bianca e troppo sicca”. Il desiderio profondo di libertà, ereditato dal nonno capitano di un peschereccio, può essere realizzato solo in quel mare infinito che aveva vissuto con lui da bambina.
E se grazie ad un dialogo a volte rabbioso, altre volte liberatorio con un gabbiano si perdesse? “Né troppo vicino né troppo lontano” bisogna stare dalle cose che ci fanno paura, per questo bisogna avere un timone che lei, appena salita a bordo, scopre di non avere.
E se in quel perdersi scoprisse che anche il mare è finito? E che dove finisce lui inizia la terra? La stessa che le provocava un tempo vomito, nausea e spossatezza adesso si palesa come la parte mancante per la sua “interezza”.
Intimo, denso e appassionato, “Mozza” racconta di acqua troppo salata da bere e di terra troppo pesante da sorreggere, di una donna marinaia per desiderio ma come spesso accade “mozzata” per volontà. Un universo sospeso nel tempo e nello spazio che riporta sul palco il profumo di salsedine, la brezza marina e i colori di una Sicilia arcaica dove a vincere è il bisogno irrinunciabile e necessario di essere se stessi.

TEATRO STUDIO UNO Sala Specchi - Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara) Roma
dal 23 al 26 febbraio 2017
Ingr. 10 euro. Tessera associativa gratuita - Giov – Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00

Per info: 3494356219- 3298027943 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrostudiouno.com


Laros - #MaiNaGioia Spettacoli - Matteo Fiocco presentano
LA SCALA
di Giuseppe Manfridi
con
Andrea Dianetti (Niccolò), Barbara Clara (Elvi),
Gabriele Carbotti (Mirko), Marina Marchione (Miriam),
Fabrizio D’Alessio (Corrado), Samantha Fantauzzi (Terry)
Costumi Marco Della Vecchia – Scene Augusto Sandri
Regia Michele La Ginestra

Dal 21 febbraio al 12 marzo 2017 tutti pronti a salire su “La scala”, la freschissima commedia di Giuseppe Manfridi diretta da Michele La Ginestra.
"La scala" è un vero e proprio duello a sei, dal ritmo serratissimo, che si consuma durante un cocktail organizzato per festeggiare la ristrutturazione di un seminterrato al Nuovo Salario di cui hanno da poco preso possesso Mirko e Miriam, interpretati da Gabriele Carbotti e Marina Marchione. Con loro, una coppia di vecchi amici, Corrado e Terry (Fabrizio D’Alessio e Samantha Fantauzzi) e un’altra coppia da poco conosciuta Niccolò (interpretato da Andrea Dianetti dal cast di Amici) ed Elvi (Barbara Clara) che abita nello stesso palazzo. Fiore all’occhiello dell’approssimativo restyling, una scala che collega direttamente il seminterrato col marciapiede di fuori. Un estroso escamotage ideato per evitare, a chi debba entrare e uscire, complicati giri nel cortile esterno.
Le tre coppie si comportano come se stessero a un ricevimento della regina Elisabetta: complimenti mirabolanti, mondanità al limite dell'enfasi, smancerie esagerate, finché una piccola scintilla incendia una polveriera di emozioni represse, offese e malintesi che risvegliano vecchi scheletri tenuti nascosti nell'armadio, antichi rancori che colgono l'occasione per riemergere e colpire duro.
E sarà la scala a svolgere un ruolo determinante in questa guerra senza esclusione di colpi. La scala come simbolo, la scala come elemento architettonico, la scala come collegamento fra i piani bassi e i piani alti, insomma una vera e propria protagonista illuminata dalla pirotecnia dei dissapori umani.

TEATRO DE’ SERVI - Via del Mortaro 22 (ang. Via del Tritone) Roma
Dal 21 febbraio al 12 marzo 2017
Biglietti: Platea 22€ - Galleria 18€
Orario spettacoli: da martedi a venerdi ore 21 – sabato ore 17.30 e 21 – domenica ore 17.30 – lunedi riposo

Info e prenotazioni : 06.6795130
Sito web: www.teatroservi.it


GIUSEPPE VERDI A NAPOLI
di Antonio Tarantino
drammaturgia musicale Azio Corghi
con Carlo di Maio, Paolo Giovannucci, Fabrizio Parenti, Giulia Valenti
coreografie di Valentina Carpitella
scene e costumi Roberto Crea
direzione musicale Enrico Arias
sarto Marco Gioacchini PER H2OPERA
progetto visivo locandina Chiara Coccorese
regia Sandra De Falco
produzione La Fabbrica dell'Attore - Teatro Vascello Roma, Altre Conversazioni

"Vediamo di capirci."
Che in fondo non è difficile.
Basta avere la stessa idea,
perseguirla fino a raggiungere "ciò che si era divisato di fare".
La rivoluzione. Sandra De Falco

Giuseppe Verdi è certamente stato in più occasioni a Napoli. Ed è altrettanto certo che abbia fatto visita al suo librettista Salvatore Cammarano. Esiste un carteggio tra i due, tuttavia noi per scrivere questa commedia abbiamo dovuto immaginare un dialogo tra un musicista ricco e famoso e un poeta povero. Da una parte vi è convenienza reciproca e dall'altra c'è la gerarchia. A mediare tra i due personaggi c'è Caterina: donna del popolo priva di timori reverenziali e dai modi spicci, essa riesce a conciliare amicizia convenienza rispetto e gerarchia in un crescendo di parole che esprimono un'umanità che sempre dovrebbe governare le nostre intezioni. Antonio Tarantino.

Inoltre alla fine dello spettacolo giovedì 23 febbraio a partire dalle h 22,30 circa seguirà a ingresso libero, la Presentazione del libro Giuseppe Verdi a Napoli (Cue Press, Imola, 2017) inedito di Antonio Tarantino, a cura di Sandra de Falco e Renzo Francabandera.

TEATRO VASCELLO - via Giacinto Carini 78, 00152 Roma
dal 23 al 26 febbraio 2017
dal giovedì al sabato ore 21, domenica ore 18

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 5898031
Sito web: www.teatrovascello.it


PER SEMPRE MALGRADO TUTTO
di Pino Insegno e Alessia Navarro
Con Pino Insegno e Alessia Navarro
regia Alessandro Prete
Musiche di Stefano Mainetti
aiuto regia Valentina Morgia
disegno luci Marco Laudando
tecnico del suono Tiziano Stampete
scenografia Sara Santucci
amministratore Antonio Cocciardi
foto Azzurra Primavera

Tutto quello che avreste voluto sapere sulla vostra storia d'amore e non avete mai osato chiedere.
In un atto unico di settanta minuti il pubblico si rispecchierà in questa coppia che attraverserà tutte le emozioni tipiche di una vita insieme.
“Il tutto potrebbe riassumersi come se fosse una ricetta gastronomica” spiega l'attore “la preparazione di questa pietanza, molto saporita e gustosa, che chiameremo AMORE IN AGRO DOLCE, avviene in più tempi: prima i protagonisti vengono cotti sul fuoco della Passione, per poi essere messi in forno con una spennellata di Odio, quanto basta per far raggiungere ai due una leggera crosticina croccante di Incomunicabilità.
La Coppia avvolta da una deliziosa pellicola dorata, risulta tenera e succosa e viene servita con un sughetto realizzato da porte sbattute in faccia, amalgamate da grosse quantità di sorrisi. Buon appetito e soprattutto buon divertimento!”

TEATRO MARCONI - viale Guglielmo Marconi 698e - Roma
dal 21 al 26 febbraio 2017
dal martedì al sabato ore 21.00
mercoledì e domenica ore 17.30
Biglietti: Intero 24€, Ridotto 20€, Under 25 8€

Info e prenotazione: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel 06 59.43.544
Sito web: www.teatromarconi.it


COLETTE, UNA DONNA STRAORDINARIA
Di Catherine Spaak e Marzia G. Lea Pacella
Con Catherine Spaak, Alessio Di Clemente, Carola Stagnaro
Regia Maurizio Panici

Colette (1873-1954) è stata una delle scrittrici francesi più celebri e ammirate del suo tempo. Autrice di numerosi romanzi e novelle di enorme successo mentre era in vita, è stata membro dell’ Academie française conquistando un posto d’onore nella letteratura del suo paese, cosa piuttosto rara all’epoca per una donna. E’ nota per essere stata estremamente anticonformista, addirittura scandalosa non soltanto per la sua versatilità, per i suoi comportamenti e i suoi amori, ma anche per le numerose attività che svolse quale mimo, clown circense, redattrice di giornali scandalistici, conferenziera ed estetista. Ebbe tre mariti e molti amanti oltre a relazioni sentimentali con diverse donne, suscitando in tal modo curiosità e scalpore e divenendo una vera e propria leggenda. Fu, tuttavia, la scrittura a fare di lei un’autrice indimenticabile.
“Colette, una donna straordinaria” è un progetto che vuole raccontare la sua storia di donna e di artista stravagante attraverso gli uomini che più hanno contato per lei. Non un monologo quindi ma duetti recitati con un protagonista maschile che dovrà interpretare gli uomini più importanti della sua vita. Si metteranno in scena così i periodi più divertenti e significativi della sua esistenza assistendo ai suo vari trasformismi”.(Catherine Spaak)
“Colette è una delle figure più affascinanti del tempo in cui l’emancipazione era accompagnata dal grande fermento culturale. Fu soprattutto figura emblematica e scandalosa, una icona che accompagnerà la società francese nel passaggio al XX° secolo, con la sua presenza vivace e innovativa diventò lo specchio di un bisogno inesauribile di libertà di espressione e volontà di cambiamento. Sullo sfondo la Grande guerra, i salotti letterari e i grandi personaggi di una città vivace come Parigi. Uno spettacolo sorprendente come sorprendente è stata la sua persona.”(Maurizio Panici)

TEATRO PARIOLI PEPPINO DE FILIPPO - Via Giosuè Borsi 20, 00197 – Roma
da giovedì 16 a domenica 26 febbraio 2017
Ingresso: Platea € 27,00 Galleria € 22,00

Info e prenotazioni: tel. 06 8073040
Sito web: www.teatropariolipeppinodefilippo.it


YVES MONTAND - UN ITALIANO A PARIGI
recital in due tempi con quartetto, pianoforte, contrabasso, batteria e sax/ contralto
di e con Gennaro Cannavacciuolo
Pianoforte: Dario Pierini - Clarino-sax: Andrea Tardioli - Contrabasso: Flavia Ostini - Batteria: Antonio Donatone
Regia: Gennaro Cannavacciuolo
Aiuto regia: Valeria D’Orazio - Coreografie : Roberto Croce - Scene: Eva Sgrò - Luci: Michele Lavanga - Foto: Marco Salvadori - Fonica: Alfonso D’Emilio
Voci registrate: Patrizia Loreti e Marco Mete - Arrangiamenti: Dario Pierini e Andrea Tardioli - Produzione: Elsinor, Milano

Spettacolo voluto e co-finanziato dal Comune di Monsummano Terme (luogo natio di Yves Montand), nonché sostenuto alla vedova del grande artista, la Sig.ra Carol Amiel, si presenta come un “docu-recital”: partendo dagli albori toscani di Yves Montand, si arriva ai trionfi parigini, una vita lunga 70 anni (1921- 1991). Tutto questo e molto altro è “Yves Montand - Un Italiano A Parigi”, scritto, diretto ed interpretato da un sublime Gennaro Cannavacciuolo. Lo spettacolo sarà in scena al Teatro della cometa dal 22 febbraio al 19 marzo.

Le canzoni più significative dell’artista scandiscono le fasi salienti della sua vita e carriera, costellata da straordinari successi e da importanti impegni politici. Canzoni che hanno fatto storia: Les feuilles mortes, A Paris, Sur le ciel de Paris, C’est si bon, A bicyclette, C’est à l’aube, Jesuis venu à pied, Bella ciao, Mon manège à moi e Paris canaille….
La narrazione è di tipo cronologico e presenta, attraverso le canzoni, i momenti più rilevanti che hanno caratterizzato la vita fuori dal comune di Montand, all’anagrafe Ivo Livi: - Gli esordi: figlio di immigrati poveri, manovale instancabile dall’età di 12 anni che scopre il tuo talento, lo coltiva di notte lavorando di giorno. Inizia nei teatrini della periferia di Marsiglia sino ad approdare all’Olympia di Parigi e successivamente al Metropolitan di New York; - L’amore, ovvero gli incontri sentimentali della sua vita: Edith Piaf, Simone Signoret che sposerà nel 1951 ed a cui resterà legato per 35 anni, Marylin Monroe e Carole Amiel che sposerà e la quale gli regalerà la gioia della paternità; - Il cinema: il periodo di Hollywood, l’incontro con Costa-Gavras;
- Gli incontri con grandi uomini di cultura e politici; Prévert, Picasso, Apollinaire, Kruscev, Kennedy, Tito e Mitterrand.
Di stampo classico e di grande eleganza, la struttura del recital è quella del teatro-canzone dove brevi monologhi, aneddoti, curiosità e note importanti che raccontano la vita di Montand ne introducono le canzoni, il tutto corredato da interessanti effetti-luce. Oltre al pianoforte, Gennaro Cannavacciuolo è accompagnato dalla batteria, dal contrabasso e dal sax-clarino che, in alcuni momenti di grande suggestione, proporrà degli assoli con ritmi swing. Di grande impatto la proposta di tre numeri danzati con le claquette; Fred Astaire è stato un mito per Montand il quale emulava il ballerino americano e creerà il famoso numero Le garçon dansant. La scenografia si ispira a quanto inventò Montand negli anni ’50: l’orchestra sul fondo del palcoscenico, in posizione centrale, nascosta da un velatino verde che attraverso un gioco di luci, a seconda delle esigenze, evidenzierà in musicisti e non solo…

Il ricavato dello spettacolo di sabato 4 marzo, ore 21h00, verrà devoluto ai terremotati di Amatrice, tramite le associazioni sostenitrici, Lions Club Roma Nomentanum e Internationl Women’s Club of Rome.

Gennaro Cannavacciuolo, attore e cantante, ha calcato le scene dei teatri più importanti di Italia ed è stato protagonista di pièces, music-hall e commedie musical che hanno fatto storia. Da un decennio ormai, si è cimentato con successo nel teatro-canzone, proponendo dei suoi recital da one-man-show. Tra le sue ultime creazioni spiccano, per attinenza a questo recital, gli spettacoli
monografici Milly – ritratto di una diva tra guerre, prìncipi, pop e variété e, soprattutto, Volare – omaggio a Domenico Modugno, il quale totalizzerà quest’anno 400 repliche dal 2010. Vi è quindi una logica di continuità nel lavoro di ricerca artistica sul personaggio di Yves Montand che Cannavacciuolo, da anni, ha sempre sentito particolarmente vicino a se, così come sentiva Domenico Modugno e Milly (Carla Mignone). Non sarà forse casuale se, proprio come Montand, Cannavacciuolo è attore e cantante, se danza con le claquette e se è, anch’egli, è reduce da difficilissimi esordi, proveniente da un paesino del sud.
Un’affinità artistica che Cannavacciuolo ha approfondito già da tempo, leggendo le biografie di Montand, studiando il suo percorso canoro, attoriale e di vita ed imparando le sue canzoni, sino al desiderio di creare un recital sul grande artista.
Il dato positivo è che tale desiderio derivante da una mera “affinità elettiva”, artistica, ben si sposa con la ricchezza e complessità della vita di Montand permettendo la messa in scena di uno spettacolo di sicuro interesse.

TEATRO DELLA COMETA - Via del Teatro Marcello 4, 00186 Roma
dal 22 febbraio al 19 marzo 2017
Orario prenotazioni e vendita biglietti: dal martedì al sabato, ore 10:00 -19:00 (lunedì riposto), domenica 14:30 – 17:00 - Telefono: 06.6784380
Orari spettacolo: dal martedì al venerdì ore 21.00. Sabato doppia replica ore 17,00 e ore 21,00. Domenica ore 17.00. Costo biglietti: platea 25 euro, prima galleria 20 euro, seconda galleria 18 euro.

Info e prenotazioni: Tel. 06-6784380
Sito web: www.teatrodellacometa.it


IL PELLICANO
di August Strindberg
traduzione di Franco Perrelli
regia di Walter Pagliaro
scene e costumi di Luigi Perego
con Micaela Esdra, Fabrizio Amicucci, Marina Locchi
Associazione Culturale Gianni Santuccio
in collaborazione con Teatro Stabile dell’Abruzzo

Il Pellicano è un dramma da camera: scritto nel 1907, è la quarta composizione per l’ “Intima teatern” di Stoccolma dove venne rappresentato per la prima volta. Il simbolo del pellicano, l’animale che pur di nutrire i suoi figli, si priverebbe del proprio sangue, è usato con tecnica antifrastica, per raccontare la natura di una madre che invece beve il sangue dei suoi figli, come un vampiro. Una famiglia si risveglia all’indomani della morte del padre e gli equilibri che l’avevano malamente tenuta insieme nel passato, si rompono: la madre vive nella vanità della sua giovinezza svanita, i suoi figli cercano di ricostruire la loro difficile infanzia, mentre suo genero tenta di impossessarsi del dominio della casa. Il dramma, di eccezionale forza e bellezza, rimanda continuamente a miti famosi: Medea che ammazza i suoi figli e soprattutto Amleto. I quattro personaggi sono gli stessi che si scontrano nella tragedia di Shakespeare: la madre (la regina Gertrude/ Elisa), il figlio (Amleto/Friedrick), la figlia (Ofelia/Gerda), e il genero (re Claudio/Axel), senza dimenticare il fantasma del padre di Amleto, identificato in quella sedia a dondolo che ogni tanto oscilla, come per magia. Il primo titolo di questo dramma era “I sonnambuli”; in effetti sul palcoscenico sembrano muoversi figure avvolte nel sonno o nella morte. Nell’ultima battuta, il figlio fa esplicito riferimento ai bianchi battelli che salpavano per l’isola dei morti: “…ricordi quando andavamo giù ai bianchi battelli e li accarezzavamo?”. Forse l’enigma del dramma di Strindberg si annida proprio in quell’ultima battuta:“… Gerda affrettati, la campanella di bordo è suonata, la mamma sta seduta nel salone di prua, no, lei non è con noi, povera mamma! È rimasta a riva? Dov’è? Non la vedo… e senza la mamma non è divertente. Eccola che arriva! Ora cominciano le vacanze!”.
Walter Pagliaro

TEATRO PALLADIUM - Piazza Bartolomeo Romano 8, 00154 Roma
Dal 21 al 26 febbrazio 2017

Info e prenotazioni Tel: 06 5733 2772, mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: http://teatropalladium.uniroma3.it

 

IL COMPLESSO DI ANTIGONE
Scritto e diretto da Johannes Bramante
Interpreti: Francesca Accardi e Sarah Nicolucci
Scene e costumi Kai Raffael

Al Teatro dei Conciatori, 21 al 26 febbraio, Francesca Accardi e Sarah Nicolucci saranno le protagoniste di IL COMPLESSO DI ANTIGONE, scritto e diretto da Johannes Bramante.
Il testo, inedito, di Johannes Bramante esplora la notte che precedette la fatidica decisione di Antigone (Francesca Accardi) e della sorella minore Ismene (Sarah Nicolucci) in relazione al duello mortale dei loro fratelli Eteocle e Polinice, durante la guerra dei Sette contro Tebe, come è raccontata nelle tragedie di Eschilo e Sofocle.
Nella drammaturgia di Johannes Bramante le figure di Antigone e Ismene sono trasportate in un presente mondano. Le due sorelle agiscono nella quotidianità di ragazze privilegiate del XXI secolo: sarà la scelta del loro fratello Polinice di combattere quello stesso sistema di valori a scuotere profondamente le loro convinzioni e sicurezze. Infatti, si troveranno a dover reagire di fronte alla decisione fatale di Polinice che abbandona la “città di Tebe” con le sue convenzioni e si associa ai gruppi terroristici che minano la cultura del mondo occidentale a cui le figure tragiche di Antigone e Ismene appartengono. Il dilemma di Antigone, nel passato come oggi, sarà se restare fedele alle leggi della cultura alla quale appartiene o di abbracciare la memoria del fratello anche nell'estrema scelta, nemica di ogni sistema familiare.
Lo spettacolo si articola in tre atti, di cui il primo e il terzo sono finestre sulla vita dinamica e moderna di due ragazze costrette anzitempo a prendere decisioni dolorose davanti all'amato Polinice che sposa ideali fanatici e violenti; mentre il secondo atto, quasi un intermezzo, è uno squarcio elegiaco in cui gli stessi personaggi vivono visionariamente la natura più profonda della scelta stessa e della responsabilità che essa comporta, soprattutto in tempi estremi in cui il gioco delle parti si offusca e il bene e il male non sono così facilmente individuabili come a prima vista appare.

TEATRO DEI CONCIATORI - Via dei Conciatori 5, 00154 Roma
dal 21 al 26 febbraio 2017
Biglietti: € 18,00 + tessera obbligatoria di 2 €
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21,00 domenica ore 18,00
RIDUZIONI PER I LETTORI DI SALTINARIA

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - tel. 06-45448982 – 06-45470031
Sito web: www.teatrodeiconciatori.it

 

MAESTRI DI SCACCHI
Regia: Alessandro Carvaruso
Aiuto regia: Enzo Avagliano
Musiche originali: Francesco Perri
Scene e Costumi: Violetta Canitano e Andreina Cortellesi
Disegno luci: Marcello Vanni
Fotografia: Violetta Canitano

con:
PATRIZIA CASAGRANDE – REGINA BIANCA
FERNANDO GATTA – TORRE BIANCA
FRANCESCO CASTIGLIONE – ALFIERE BIANCO
FRANCESCA VERRELLI – CAVALLO BIANCO
VALERIA ZAZZARETTA – PEDONE BIANCO
ALESSANDRA MANCIANTI – REGINA NERA
FRANCESCA DEL VICARIO – TORRE NERA
ANDREA RETTAGLIATI – ALFIERE NERO
SIMONA DI BELLA – CAVALLO NERO
ENZO AVAGLIANO – PEDONE NERO

Ritorna “Maestri di scacchi”, la straordinaria partita messa in scena dalla Compagnia Andrea Bissau. Un atto unico travolgente in un crescendo di emozioni e colpi di scena.

Una scacchiera al centro del palcoscenico che traccia un confine ed è allo stesso tempo perimetro d’azione e prigione per i protagonisti.
Dieci attori che rappresentano dieci pezzi, cinque bianchi e cinque neri, prendono posizione in una sospensione carica di tensione ed attesa. Tra versi primordiali e urla di incitamento, come guerrieri di altri tempi, danno il via ad una memorabile partita.
Si apre così uno spettacolo innovativo e suggestivo, un atto unico che coinvolge sapientemente lo spettatore dall’inizio alla fine.

Maestri di Scacchi vuole rappresentare la metafora della vita, intesa come una sola partita in cui si è costretti a dare il massimo ed in cui ogni mossa può essere risolutiva o fatale.
Sulla scacchiera si sfidano gli ultimi pezzi rimasti in gioco, elementi di due armate che si contendono la vittoria. Unico vero obiettivo, infatti, è conquistare uno spazio all’interno di una vita che ricompensa solo chi è disposto a combattere e a lottare per raggiungere i propri obiettivi.
Ognuno sembra avere una sola opportunità decisa da chi comanda il gioco. E' la scelta che fa la differenza ed il rispetto delle norme è un elemento imprescindibile per il raggiungimento della vittoria. Una voce fuori campo annuncia le mosse da compiere; alcuni pezzi vogliono sottrarsi, altri ragionano sulle opportunità di un percorso alternativo infrangendo le regole.
Avvincenti alcuni dialoghi tra pezzi di diverso colore; alcuni esprimono, oltre ai sentimenti, anche la loro idea di strategia, dando consigli al loro superiore, la forte e potente Regina.
Recitazione, tecnica corporea e movimenti scenici perfetti si fondono in una partita avvincente, diretta abilmente da Alessandro Carvaruso, che in un crescendo di emozioni e colpi di scena conduce ad un finale imprevedibile.

Solo alla fine si capirà il messaggio profondo che il testo di Alessandro Carvaruso e Giuseppe Renzo vuole trasmettere. Uno spettacolo che lascia allo spettatore la possibilità di una lettura personalizzata; Maestri di Scacchi rappresenta, infatti, un viaggio individuale alla riscoperta dei valori umani e sociali da interpretare anche alla luce del proprio vissuto.

Una compagnia nata intorno ad un progetto; è questo il caso singolare della Compagnia Andrea Bissau, nata nella primavera del 2013 proprio per portare in scena Maestri di scacchi.
Dieci giovani attori professionisti, capitanati dal regista e co-autore Alessandro Carvaruso, si sono innamorati del testo ed hanno deciso di autoprodurlo.
L'incredibile complicità fra gli attori, la perfezione dei movimenti scenici insieme all’amore viscerale per questo spettacolo sono gli ingredienti del successo di un piccolo progetto indipendente, che ha attirato spontaneamente, durante le stagioni 2014-2016, l’attenzione e l’affetto del pubblico.
Questa nuova edizione dello spettacolo è ancora più coinvolgente anche grazie alla tensione trasmessa dalle musiche composte dal grande Maestro Francesco Perri, ai surreali costumi di Violetta Canitano e Andreina Cortellesi ed al suggestivo disegno luci di Marcello Vanni.

Quest’anno la compagnia si rinnova grazie all’ingresso di tre nuove attrici Simona Di Bella, Francesca Verrelli e Valeria Zazzaretta che si integrano perfettamente nella precedente formazione costituita da Enzo Avagliano, Patrizia Casagrande, Francesco Castiglione, Francesca Del Vicario, Fernando Gatta, Alessandra Mancianti e Andrea Rettagliati.


TEATRO HAMLET - Via Alberto da Giussano 13, Roma
Dal 24 al 26 febbraio 2017
Orario spettacoli: venerdì e sabato ore 21, domenica ore 17
Biglietti: € 13 intero + € 2 tessera associativa, € 10 ridotto + € 2 tessera associativa

Info e prenotazioni: telefono 06 94842463 - 333 4313086, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrohamlet.it


MUMBLE MUMBLE…
OVVERO CONFESSIONI DI UN ORFANO D’ARTE
"Narrazione impudica di due funerali ...e mezzo"
di Emanuele SALCE e Andrea PERGOLARI
con Emanuele SALCE e Paolo GIOMMARELLI
Regia Timothy Jomm
Distribuzione Altra Scena
Foto Di Scena Dania Martino
Costumi Giulia Elettra Francioni
Grafica E Materiali Compagnia Della Corte
Produzione Stardust Srl

Dopo oltre duecento repliche e sei anni di applausi e apprezzamenti dalla critica nazionale torna sul palco che lo ha visto debuttare Mumble Mumble - Confessioni di un orfano d'arte, racconto ironico, dissacrante, intimo e coraggioso di Emanuele Salce. Dal 21 al 26 febbraio lo spettacolo è in scena al Teatro Cometa Off per narrare impudicamente le vicende di due funerali e mezzo (e le gesta dei protagonisti che in quei giorni si distinsero...).
Nel primo racconto si narra il giorno del funerale di suo padre Luciano, quando aveva poco più di vent'anni e, reduce da una nottata di eccessi etilici, si trovò a dover gestire da solo l'accadimento affrontando, nelle condizioni peggiori, una realtà a lui sconosciuta ed assai scomoda fra para-parenti a caccia di lascito, addetti alle onoranze funebri che lo inseguivano con cataloghi di bare e la ragazza per cui spasimava che non gli si concedeva.
Nel secondo, si rivive il giorno della scomparsa di Vittorio Gassman, marito di sua madre, episodio vissuto da trentenne più lucido e consapevole, in cui si assiste ad un vero e proprio Carnevale del sacro e del profano, fra autorità politiche improbabili e presenzialisti d'ogni risma, dolori veri e presunti, per concludere il tutto con la semifinale degli Europei del 2000 Olanda - Italia con scene da stadio.
Nel terzo (metaforicamente) il suo: vissuto attraverso l'incontro con una bionda australiana e una défaillance occorsagli in un museo di Sydney, con un finale in crescendo, fino a giungere ad una vera e propria liberazione non solo simbolica.
A fare da contraltare in scena lo spettatore-regista Paolo Giommarelli, ora complice, ora provocatore della confessione, passando con candida disinvoltura da Achille Campanile a Petrarca fino ad un para-trattato di gastroenterologia.
Il racconto conclusivo dello spettacolo, scritto insieme ad Andrea Pergolari, narra dell'incontro tra il protagonista e una bionda australiana, seguito da un'imbarazzante defaillance che ha catturato l’attenzione di Sandro Veronesi che, nel suo ultimo romanzo “Terre rare” scrive: “La storia narrata nel capitolo dieci della prima parte non è farina del sacco dell’autore, è una cover dello strepitoso monologo autobiografico di Emanuele Salce contenuto nel suo spettacolo intitolato Mumble mumble – ovvero confessioni di un orfano d’arte (di E. Salce e A. Pergolari). Oltre al ringraziamento per il permesso di rielaborarla, l’autore gli rivolge tutta la propria ammirazione”.

TEATRO COMETA OFF - Via Luca della Robbia 47 (zona Testaccio), Roma
dal 21 al 26 febbraio 2017
ore 21.00 / domenica ore 18.00
Biglietti: Intero 12.50 + 2.50 (tessera obbligatoria), Ridotto 10.00 + 2.50 (tessera obbligatoria) per under 25 e over 60

Info e prenotazioni: Tel. 06-57284637 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. – 347-9439412
Sito web: www.cometaoff.it


TIERGARTENSTRASSE 4 - Un giardino per Ofelia
di Pietro Floridia
regia Daniele Muratore
con Barbara Giordano – Ofelia
Serena Ottardo – Gertrud
Marco Polizzi – al contrabbasso
scene Bruno Buonincontri
costumi Sara Costarelli
luci Camilla Piccioni
aiuto regia Lucia Radicchi
foto e video Mario D’Angelo
traduzione Serenella Martufi

All’ Argot Studio di Roma per la stagione La felicità è una cosa semplice debutta martedì 21 febbraio alle ore 20.30 lo spettacolo Tiergartenstrasse 4 – Un giardino per Ofelia testo di Pietro Florida per la regia di Daniele Muratore, una produzione Khora Teatro.
Una storia ambientata nella Germania degli anni ’40 dove si racconta l’incontro di due donne. Ofelia, una giovane disabile mentale che vive coltivando fiori nell’assoluta innocenza di un rapporto di verità col mondo, e Gertrud, un’infermiera nazista mandata a verificare le condizioni di Ofelia. Il compito di Gertud è sottoporre Ofelia al programma T4, il cosiddetto ‘Olocausto minore’ che prevedeva l’eliminazione dei disabili come vite ‘indegne di essere vissute’. Il tutto raccontato in un triplice registro, il racconto di Gertrud dopo la fine della guerra, le vicende precedenti che scandiscono i momenti della storia e le canzoni di Edith Piaff che sintetizzano i momenti di conoscenza delle due donne ed enfatizzano le loro emozioni.

TEATRO ARGOT STUDIO - Via Natale del Grande, 27 – Roma
21-26 febbraio 2017 - ore 20.30
Orari spettacoli: al martedì al sabato ore 20.30 - domenica ore 17.30
Biglietti: 12 euro (intero) - 8 euro (studenti e over 65)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06.5898111
Sito web: www.teatroargotstudio.com


UN AMORE
un battello per Liepaja
di Aleksei Arbuzov - Pol Quentin
con Ania Sesia, Elena Cotta, Carlo Alighiero
Musiche elaborate da Enzo De Rosa
Scene Armando Mancini luci Mirco Maria Coletti
video di Andrea Carpiceci
libero adattamento e regia Carlo Alighiero

E’ alla fine di luglio dell’anno 1968, accanto al litorale del golfo di Riga, in Lettonia che ha inizio questa storia. I protagonisti sono il primario di una clinica Rodion Nikolaievitch (Carlo Alighiero) Lidija Vasil’evna, (Elena Cotta) e una affascinante gitana ( Ania Sesia ) che danza e canta bellissime canzoni russe.
Se non ci fosse stato l’incontro tra Lidia Vasil’evna e Rodion Nikolaievitch vissuto dai due come uno scontro, come un gioco d’amore, entrambi avrebbero continuato a vivere i loro giorni in modo sempre uguale. Lei ormai esclusa dal lavoro artistico accetta di fare la cassiera al circo godendo del successo dei suoi compagni. Lui continuando a far le ore piccole restando in attesa della figlia, che vive dall’altra parte del mondo, struggendosi al canto zigano per cacciare …. la malinconia mandando tutti al diavolo.
Un amore vissuto con pudore e intelligente ironia, all’insegna della fantasia e della grande tenerezza.
Nella commedia i ricordi, i sogni, i momenti salienti, le esperienze di vita si snodano, si intrecciano, si scontrano e si incontrano con ritrovata fiducia nella vita.

TEATRO MANZONI - Via Monte Zebio 14/c Roma
dal 23 febbraio al 19 marzo 2017
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21 sabato ore 17-21 domenica ore 17.30., lunedì riposo. Martedì 14 marzo ore 19, giovedì 16 marzo ore 17 e ore 21. Biglietti: intero euro 25, ridotto euro 22.

Info e prenotazioni: Tel. 06-3223634
Sito Web: www.teatromanzoni.info


L'OTTAVO RE DI ROMA - OMAGGIO A LUIGI MAGNI
a cura di Giovanni Bocci, Enrico Papa, Andrea Pergolari
con Enrico Papa, Edoardo Sala, Sebastiano Busiri Vici, Rosella Petrucci
e con Giovanni Bocci, Luca Menicucci, Violetta Sala, Giulio Viglianti

Sceneggiatore dagli anni ’50 e regista da fine anni ’60, Magni è stato in grado di raccontare Roma e la storia d’Italia, e non solo, mettendone in rilievo snodi cruciali, conflitti ideologici, ipocrisie politiche, ma sempre attraverso modi sinceramente popolari, umoristici, talvolta drammatici e talvolta comici, sia in teatro che al cinema. Lo spettacolo L’ottavo re di Roma ripercorre la storia della Città Eterna dalle sue origini al Risorgimento, così come ce l’ha raccontata Magni con le sue multiformi opere. Al centro delle serate ci saranno le celeberrime e bellissime canzoni da lui scritte e musicate da Trovajoli, Piovani e Pintucci; ed insieme alle musiche dal vivo ecco proiezioni di filmati, sketch a leggio ed un’intervista audio inedita in cui Magni ripercorre tutta la sua carriera cinematografica, dall’esordio di Faustina ai grandi capolavori come Nell’anno del signore, La Tosca, In nome del Papa Re, In nome del popolo sovrano. Al termine delle serate, testimonianze dirette dei suoi collaboratori ci aiuteranno a ricostruire la personalità di uno dei più grandi autori di spettacolo del Novecento italiano.
“La definizione di biografo ufficiale di Roma è azzeccata ma naturalmente restrittiva, per descrivere le qualità di un autore che ha saputo unire il gusto dello sberleffo e del melodramma, del teatro popolare e dell’invettiva civile, con punte di lirismo e di satira difficilmente raggiungibili” spiega il direttore artistico del Teatro Le Sedie di Roma.

TEATRO LE SEDIE - Vicolo del Labaro 7, Roma
dal 22 al 26 febbraio 2017
ore 21.00, domenica ore 18.00
Ingresso: € 10 intero; € 8 ridotto

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 3201949821
Sito web: www.teatrolesedie.it


OSIA
Scritto da Simone Polverini
diretto da Francesca Piersante

In due mondi separati, una divinità, Apollo, e una ragazza umana, Dakry, raccontano le loro insoddisfazioni, le loro paure, i loro pensieri…i racconti si intrecciano, ma non si sovrappongono mai fino al momento del loro incontro. Ma Apollo si innamora e questo sentimento è più forte del divieto di Zeus. Solo un altro sentimento pari, seppur diverso, quello di una divinità di un altro pianeta, Utu potrà opporsi, facendo breccia nel cuore di Dakry che dovrà capire quale divinità sia più consono al suo animo. Due visioni diverse dell’amore e una scelta da fare. “Osia” è uno spettacolo intenso, parla di sentimenti e lo fa con una storia fuori dal tempo, mentre un narratore accompagna le emozioni con musica e parole. Si ha sempre bisogno di amare…. nel bene e nel male!

TEATRO L'AURA - Vicolo di Pietra Papa, 64 - Roma
Dal 22 al 25 febbraio 2017
Dal mercoledì al sabato ore 21 domenica ore 18
Biglietti Intero 13.00 + 2.00 (tessera associativa)
Ridotto 10.00 + 2.00 (tessera associativa)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06-83777148
Sito web: www.teatrolaura.org


DEAR RUTH
Testo e regia di Valentina Tramontana
Con Valentina Tramontana, Stefano Ferrarini e Alessio Rizzitiello

Questa è una storia d’amore, di soldi e di successo, “Stanotte ho fatto un sogno, scarpine argento di bambina giocavano a tirar calci contro il muro” quella bambina è diventata un’attrice famosa che sfida il nazismo per inseguire il suo sogno. Quella bambina è diventata una donna che sfida l’amore per trovare la pace. Quella bambina è diventata Ruth Etting.

TEATRO STANZE SEGRETE - Via della Penitenza, 3 (Trastevere) - Roma
dal 21 al 26 febbraio 2017
Info e prenotazioni: Tel. 066872690 - 3889246033
Sito web: www.stanzesegrete.it


TRAGICO LUNEDI’
regia Mauro Mandolini
con Giampietro Labanca e Stefania Ninetti

Lunedì mattina. Un funzionario statale di quinto livello rientra al lavoro dopo il weekend. Le solite e noiose aspettative sono immediatamente spazzate via da un incontro/scontro inaspettato.
Una donna misteriosa, seduta alla sua scrivania, lo stravolge con le sue parole e le sue insinuazioni.
Chi è? Perché è seduta al suo posto? Che cosa vuole da lui?
Le assolute e radicate convinzioni del funzionario, acquisite in tanti anni di onorata ma sottovalutata carriera, vacillano sotto gli spietati attacchi verbali dell'implacabile signora. In poco tempo la donna instilla nell'impiegato dubbi ed incertezze. Il piccolo mondo dell'uomo, il cui fulcro è costituito dall’irrinunciabile “posto fisso”, si sgretola rivelando la sua ignavia nel non prendere mai posizione sugli eventi che gli accadono intorno. Ma proprio quando il mistero sembra svelarsi succede che nulla piu’ è come sembra…..
Un testo interessante, rivelatorio ed ironico su comportamenti comuni ed idee stratificate, facilmente riconoscibili. Il percorso, il gioco, il sottile fil rouge, che unirà la platea con gli interpreti farà sorridere, ma anche meditare e riflettere sulla nostra quotidianità.


TEATRO PETROLINI - Sala Fabrizi Via Rubattino, 5 Roma (Testaccio)
24 e 25 febbraio ore 21
26 febbraio ore 17.30

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatropetrolini.com


CERTE NOTTI
di Antonio Grosso
con Antonio Grosso, Rocio Munoz Morales, Ciro Scalera, Antonello Pascale, Ariele Vincenti, Federica Carruba Toscano
regia Giuseppe Miale Di Mauro

Certe notti è un titolo aperto per uno spettacolo aperto a voli pindarici che le parole di Grosso riconducono immediatamente a una realtà fatta di corpi, anime e sentimenti. Il tono brillante, i tratti dei personaggi, i loro rapporti, le loro storie che s‘intrecciano in vari modi, le risate, le riflessioni, l’ironia, la cattiveria, sono la vita che pulsa nel testo di Grosso. Quella vita che in certe notti sembra non riuscire ad arrivare all’alba. L’alba di un esame che certe vite sembrano non riuscire a superare.
Cinque universitari condividono gli spazi della Casa dello Studente e vivono in quel limbo che separa il giovane dall’adulto. Alle prese con i loro problemi esistenziali e un futuro dalle tinte troppo sbiadite per essere visto con ottimismo. Il tutto sempre coronato da una patina d’ironia che attraversa come un filo rosso tutto lo spettacolo. E poi c’è un professore infame, autoritario e cinico, simbolo di una società che abusa il potere e chiude le porte in faccia ai giovani al grido di: “Qui comando io e tu non sei nessuno!”.
Ma arriverà prima o poi un terremoto stravolgerà le cose, un terremoto che quelli come il professore hanno provocato con la loro spocchia, con la loro imprudenza, con la loro ignoranza. Un terremoto che il testo di Grosso fa sentire nell’aria da subito e fa intuire al più sgangherato del gruppo, un giovane autistico che i ragazzi troppo presi da loro stessi, dalle loro problematiche, non sanno ascoltare. E solo allora ci sarà la resa dei conti, perché si sa che i conti si fanno alla fine, ma questa è una fine che sa tanto di nuovo inizio. Queste, sono certe notti in cui l’alba arriva a rischiarare un nuovo giorno.
Al di là delle risate, tante, la lettura di questo testo ha degli spunti esistenzialisti notevoli: l’università come simbolo di una generazione bloccata, che fatica a superare l’esame della vita, e resta inchiodata in certe notti insonni che sembrano non finire mai. C’è l’impressione che Grosso abbia voluto costruire all’interno della Casa dello Studente un microcosmo, che è la società in cui viviamo, fatto di rabbia, amore, speranze, paure, in cui tutti i personaggi cercano goffamente di trovare il proprio posto. E magari, solo un terremoto, che per tutti è simbolo di paura e catastrofe, potrà rimescolare le carte e ricominciare il gioco della vita."
(Giuseppe Miale di Mauro)

TEATRO NINO MANFREDI - via dei Pallottini 10 – Ostia Lido
dal 21 febbraio al 5 marzo 2017
21, 22, 23, 24, 25, 28 febbraio, 2, 3 marzo ore 21.00
26 febbraio, 1, 5 marzo ore 17.30
4 marzo ore 17.30 e 21.00
Biglietti: Platea: Intero 24.00, Ridotto 21.00 - Galleria: Intero 21.00; Ridotto 18.00

Info e prenotazioni: 06 56 32 48 49 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroninomanfredi.it


Data unica

NON C'E' ACQUA PIU' FRESCA
Volti visioni e parole dal Friuli di Pier Paolo Pasolini
uno spettacolo di Giuseppe Battiston
drammaturgia Renata M. Molinari
su testi e poesie di Pier Paolo Pasolini
musiche originali e dal vivo di Piero Sidoti
disegno luci Andrea Violato
assistente alla regia Chiara Senesi
regia e spazio scenico Alfonso Santagata
produzione CSS Teatro Stabile di Innovazione del FVG

Un viaggio di ritorno alla terra di temporali e primule, anche autobiografico, ideato e interpretato da Giuseppe Battiston, pensato per restituire la bellezza del grande laboratorio di poesia in lingua friulana di Pasolini e il suo spessore emozionale nella nostra memoria collettiva.

La prima volta che lessi le poesie in friulano di Pasolini ero un ragazzo, uno studente, le trovai difficili, le lasciai lì… Poi negli anni – come accade spesso con le cose messe da parte o lasciate sul comodino – ritornandoci, compresi perché, da ragazzo, inconsapevole, immaturo, forse, non mi era stato possibile comprendere quei versi, che invece parlavano a me dei miei luoghi, i luoghi della mia infanzia. Quelle parole così mie, quei suoni, proprio quelli di mio padre, quella lingua che si parlava a tavola, mi raccontavano quella terra di “primule e temporali”, di feste e sagre paesane, di vento, di corse in bicicletta a perdifiato, dell’avvicendarsi delle stagioni nel lavoro dei contadini. di colori, suoni e profumi. Di quello che fu la guerra e ciò che venne dopo e dopo ancora e di me e di noi, e di quell’acqua:
Fontana di aga dal me país.
A no è aga pí fres-cia che tal me país.
Fontana di rustic amòur.
Insomma i miei ricordi invece di assumere i toni malinconici del passato, si sono ravvivati, fatti nuovi, simili a sogni, e ho così immaginato di poter raccontare un aspetto di quella vita e di quel tempo che nella poesia di Pasolini si fanno memoria collettiva.
Perché la Poesia, una tra le più alte forme d’arte, non è scissa dalla vita, ma è lì che nasce e risiede. I suoi versi seguono un ritmo, come i versi di una canzone seguono la musica, musica tanto cara a Pasolini.
Forse, se chiudo gli occhi, riesco ad immaginarlo in città, a Roma, nella sua casa, che ascolta Bach, e allo stesso tempo a Casarsa, mentre percorrendo quella piccola piazza e le strette viuzze o i campi dove si bruciano le stoppie, rimane rapito dalle musiche e dalle canzoni della gente, da quelle poesie del quotidiano che sono le villotte e le filastrocche a lui tanto care.
Grazie a tutta quella poesia, scritta o cantata, o sognata, sono stato di nuovo bambino, ho rivisto e visto con occhi nuovi quei luoghi, e anche io attraversando piazze e vie mi sono unito alla sagra del paese, ho cantato e ballato e ho brindato alla vita, e ciò che vorrei fare è trasmettere quelle parole che ho sentito tanto mie, a cui in qualche modo appartengo. Forse non tutte saranno comprensibili, ma sono convinto che il dialetto, ogni dialetto, attraverso la sua musicalità diventi evocativo, anzi, Pasolini sosteneva che quando il dialetto viene utilizzato per esprimere alti concetti e alti sentimenti si fa Lingua, e con i suoi suoni ci entra nell’anima e ci porta altrove.
Giuseppe Battiston

TEATRO VASCELLO - via Giacinto Carini, 78 – 00152 Roma
20 febbraio 2017 h 21

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 589 8031
Sito web: www.teatrovascello.it


Ancora in scena

IL SORPASSO
dal film di Dino Risi
con Giuseppe Zeno e Luca Di Giovanni
e la partecipazione di Cristiana Vaccaro
e con Marco Prosperini Simone Pieroni
Marial Bajma Riva Pietro Casella Francesco Lattarulo
adattamento Micaela Miano
musiche originali Massimiliano Pace
scenografie Alessandro Chiti
costumi Françoise Raybaud
regia Guglielmo Ferro

Personaggi e interpreti
Bruno Cortona - Giuseppe Zeno
Roberto Mariani - Luca Di Giovanni
Zia Lidia / Gianna - Cristina Vaccaro
Zio Michele / Contadino - Marco Prosperini
Bibi / Occhiofino - Simone Pieroni
Lilli / altri ruoli - Marial Bajma Riva
caratteri - Pietro Casella
caratteri - Francesco Lattarulo

Il Sorpasso di Dino Risi è uno dei grandi capolavori della commedia italiana.
A più di cinquant’anni dall’uscita del film, per la prima volta la celebre sceneggiatura – scritta dallo stesso Risi insieme con Ettore Scola e Ruggero Maccari – approda a teatro con la regia di Guglielmo Ferro e l’adattamento di Micaela Miano.
Nei panni di Bruno (magistralmente interpretato sul grande schermo da Vittorio Gassman) l’attore Giuseppe Zeno, mentre a vestire i panni del suo contraltare, Roberto, la giovane promessa Luca Di Giovanni. La pièce vede anche la partecipazione di Cristiana Vaccaro, l’esplosiva Maddalena nella fortunata serie “Un medico in Famiglia 10” che questa volta incarna l’immaginario femminile nel doppio ruolo della moglie di Bruno e della zia di Roberto. Fanno parte del cast Marco Prosperini, Simone Pieroni, Pietro Casella, Francesco Lattarulo e Marial Bayma Riva.
Manifesto dell’Italia del ‘boom’ economico, Il Sorpasso è, al tempo stesso, un grande road movie psicologico, il che lo rende un testo senza tempo. Spogliato della connotazione storico-sociale, il film è costruito su una drammaturgia destrutturata, scatola aperta ideale per una riscrittura teatrale focalizzata sui personaggi. In questa dinamica la trasposizione teatrale mette al centro della vicenda i due protagonisti, e il loro incontro/scontro come puro conflitto caratteriale e psicologico.
Tra Bruno e Roberto si stabilisce sin dalle prime scene un giocoforza di prevaricazione, rivendicazione, ambizioni, fughe, rinascite, silenzi e violenza. Il loro sarà un viaggio jarmuschano all’interno delle bolle conflittuali che ognuno ha provato a cancellare a nascondere, allontanandosene fisicamente il più possibile e che solo in compagnia dell’altro, estraneo e non giudicante, pensa di poter affrontare e risolvere.

TEATRO QUIRINO VITTORIO GASSMAN - Via delle Vergini, Roma
Dal 14 al 26 febbraio 2017
Orari Spettacoli: da martedì a sabato ore 21 / domenica ore 17; giovedì 16 e mercoledì 22 febbraio ore 17; sabato 25 febbraio ore 17 e ore 21

Info e prenotazioni: Tel. 06.6794585 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroquirino.it


ROMEO E GIULIETTA
di William Shakespeare
traduzione Salvatore Quasimodo
adattamento Andrea Baracco
con
Lucia Lavia nel ruolo di Giulietta
Antonio Folletto nel ruolo di Romeo
e Alessandro Preziosi nel ruolo di Mercuzio
e con
Frate Lorenzo - Gabriele Portoghese
Balia - Elisa Di Eusanio
Principe - Giacomo Vezzani
Paride - Mauro Conte
Tebaldo - Laurence Mazzoni
Benvolio - Dario Iubatti
Padre Capuleti - Woody Neri
Madre Capuleti - Roberta Zanardo
Padre Montecchi - Daniele Paoloni
Madre Montecchi - Alessia Pellegrino
scene Marta Crisolini Malatesta
costumi Irene Monti
luci Pietro Sperduti
musiche Giacomo Vezzani
regia Andrea Baracco
Produzione KHORA.teatro e Teatro Stabile d'Abruzzo

These violent delights have violent ends

In Romeo e Giulietta (la cui stesura va collocata nel 1592-94 e la prima rappresentazione nel 1595) c’è una sorta di ‘ossessione del tempo’ - racconta Andrea Baracco. La vicenda infatti si svolge in appena quattro giorni da un lunedì di luglio al giovedì della stessa settimana, e a questa velocità non c’è spazio per alcuna correzione, non si inciampa, si cade, ci si rompe il collo, le ossa e si perde la vita. Giulietta passa in quattro giorni da bambina a donna matura, Romeo da ragazzo imbevuto di amor cortese a vendicatore, Mercuzio da vitalistico funambolo del linguaggio a cadavere. Cosa spinge Shakespeare ad accelerare così vorticosamente il tempo dell’azione? “Non c’è tempo” o meglio “il tempo è scaduto” sembrano sussurrarsi di continuo tra loro i personaggi, o almeno tutti quelli che possiedono ancora gambe per correre, gli altri invece, i genitori, il Principe, la Chiesa, rimangono seduti in luoghi ben protetti ad osservare, immobili.

Un irriducibile antagonismo sociale avvicina Romeo e Giulietta più ad una tragedia borghese che ad una tragedia della vendetta o simili. Caratteristica tipica della tragedia borghese è quella di porre in scena personaggi non aristocratici in scene di vita famigliare; i Capuleti e i Montecchi sono ricchi borghesi e nel testo c’è ampio spazio dedicato alle loro abitudini domestiche. Shakespeare pare denunciare soprattutto lo spirito mercantile e pragmatico del borghese, tutto teso a fare sfoggio della propria raggiunta posizione sociale, preoccupato solo del vantaggio economico della sua famiglia. Sia Romeo che Giulietta, più Giulietta che Romeo - prosegue il regista - mettono ferocemente in discussione quel patto col mondo, quella specie di abitudine ereditaria, di convenzione prolungata che i loro padri, o sarebbe meglio dire che la generazione precedente, ha stipulato e che non sembra aver proprio alcuna voglia di ritrattare. C’è un universo adulto che osserva impassibile il dimenarsi forsennato dei propri figli che inciampano di continuo e che ogni volta, con ginocchia sempre più sbucciate e il corpo sempre più livido, si rialzano e riprendono il passo; e così Romeo e Giulietta diviene luogo di morti violente, quasi accidentali.

Romeo e Giulietta è anche la tragedia di Mercuzio, essere ambiguo e pornografico, né maschio né femmina, che più di ogni altro sente l’innata inadeguatezza e allora folle, rincorre versi e costruisce mondi, finché pazzo di gelosia si lancia come Aiace su una lama ben affilata. Shakespeare elimina troppo presto Mercuzio, perché egli è un intruso, perché egli è un essere monologante, perché con lui tra i piedi non è possibile nessuna tragedia. Perché è lui ad essere la tragedia.

Romeo muore e allora Giulietta non può continuare a vivere; muore Paride, muore Tebaldo e muore Mercuzio, l’unico tra i “figli” a sopravvivere è Benvolio, colui che mai entra nei conflitti, che mai è motore o vittima delle azioni e situazioni. Benvolio è colui che osserva, che si mette a distanza e poi narra. Benvolio è l’unico tra i giovani a sopravvivere perché utile all’universo adulto, perché attraverso i suoi racconti, i grandi, vengono informati dei fatti senza tuttavia correre il rischio di partecipare ai conflitti; Shakespeare lo situa opportunamente in una dimensione ibrida là dove le tragedie diventano innocue, in quella soglia in cui si hanno le orecchie sul palco e gli occhi in quinta. L’universo adulto ascolta Benvolio; l’universo adulto ascolta ma non vede le morti dei propri figli e alla fine, come in una sorta di metafora perfetta, decide di devitalizzare per sempre le giovani passioni ergendo mute statue che si lasciano osservare, su cui all’occorrenza si potrà piangere e che rimarranno immobili e smetteranno, una volta per tutte, di correre dietro alla Regina Mab costruttrice di sogni.

Durata:
Primo tempo 1h e 20’
Secondo tempo 1h e 10’

TEATRO ELISEO - via Nazionale 183, 00184 Roma
Da martedì 14 febbraio a domenica 5 marzo 2017
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00 | mercoledì e domenica ore 17.00
sabato 4 febbraio ore 16:00
Prezzi da 25 € a 40 € | Riduzioni e agevolazioni a norma di legge

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06.83510216
Call center Vivaticket: 892234
Sito Web: www.teatroeliseo.com

 

IL LAVORO DI VIVERE
di Hanoch Levin
traduzione dall’ebraico Claudia Della Seta
adattamento Andrée Ruth Shammah
con Carlo Cecchi
e con Fulvia Carotenuto, Massimo Loreto
con la collaborazione
per l’allestimento scenico Gianmaurizio Fercioni
per le luci Gigi Saccomandi
per i costumi Simona Dondoni
musiche Michele Tadini
regia Andrée Ruth Shammah
Produzione TEATRO FRANCO PARENTI - MARCHE TEATRO

Andrée Shammah, con la complicità di Carlo Cecchi, uno degli ultimi grandi maestri del teatro italiano, qui protagonista insieme a Fulvia Carotenuto e Massimo Loreto, confeziona con la consueta eleganza e raffinatezza, la regia di Il lavoro di vivere di Hanoch Levin, il più importante autore e drammaturgo israeliano. Il teatro di Levin è irriverente: la poesia si nasconde dentro le situazioni più imbarazzanti, i suoi testi sono una commistione di spiritualità nobile e cruda realtà; dalla critica alla cultura borghese ai contrasti tra carne e spirito, ‘arte e culo’, perché il meschino sogna di stare sotto il riflesso della luce della felicità altrui. Così avviene anche per Il lavoro di vivere, una storia d’amore fra due persone di mezza età, in cui l’amore appare a barlumi folgoranti in mezzo a un mare di insulti, parole durissime e rimpianti.
Lo spettatore ride di gusto, senza accorgersi che sta ridendo di se stesso.

TEATRO PICCOLO ELISEO - via Nazionale 183e, 00184 Roma
Dal 15 febbraio al 5 marzo 2017
Orario spettacoli: martedì, primo mercoledì di replica, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00, mercoledì e domenica ore 17.00
Prezzi da 21 € a 30 € (Riduzioni e agevolazioni a norma di legge)
Biglietteria on-line www.teatroeliseo.com e www.vivaticket.it
Call center Vivaticket: 892234
Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 83510216
Sito web: www.teatroeliseo.com

 


RICETTE D’AMORE
di Cinzia Berni
Regia Diego Ruiz
Con Cinzia Berni, Laura Freddi, Ketty Roselli, Maria Pia Timo e Thomas Santu

Uno spaccato sul mondo femminile. Quattro donne, molto diverse tra loro si contendono lo stesso uomo. Divertenti equivoci e battute a ritmo serrato per una commedia frizzante ed ironica. Giulia, Irene e Susanna si riuniscono nella cucina di Silvia per preparare l’esame d’arte culinaria del corso “a tavola con lo chef” che frequentano insieme. Mentre eseguono le ricette parlano delle loro vite, dei loro sogni, di sentimenti, di sesso. Luca, un bellissimo ragazzo che è ospite del vicino di Silvia nell’appartamento accanto, piomba tra di loro – vestito solo da un asciugamano intorno alla vita, mostrando un fisico mozzafiato – perché è rimasto chiuso fuori casa mentre cercava di riattivare la corrente elettrica. Questa presenza cambia i rapporti che si sono creati tra loro: scatta la sindrome della preferita che spesso si verifica in un gruppo di femmine quando arriva un maschio. Le ragazze si rincontrano dopo due mesi, per le feste di Natale, tutte hanno una storia con Luca, ma nessuna sa delle altre. Quando Luca viene scoperto le donne lo mettono di fronte ad una scelta. Nessuna di loro continua la relazione, ma questa esperienza cambia la vita di tutte.

TEATRO DEGLI AUDACI - Via Giuseppe De Santis 29, 00139 Roma
Dal 16 al 26 febbraio 2017
Tutte le sere ore 21,00 – domenica ore 18,00 – lunedì, martedì e mercoledì riposo
Orari botteghino: dal lunedì al sabato 10-13.30 / 16.00-20.00 ; domenica: 16.00-18.00.
Costo dei Biglietti: intero € 28 -/ € 16,00 – ridotto € 13,00
(più € 2,00 di prenotazione e prevendita)

 

FABIO AVARO ENZO CASERTANO in
VOLEVO IL MAGGIORDOMO
Con Maria Chiara Cimini e Antonia Di Francesco
Regia di Roberto D’Alessandro
Testo di Mario Alessandro Paolelli
Aiuto Regia Olimpia Alvino
Disegno luci Maximiliano Lumachi

Scritta da Mario Alessandro Paolelli la commedia racconta di un cinquantenne zitello (Fabio Avaro) fissato con l'opera lirica, che vive da anni con la sorella, orgogliosamente zitella anche lei. I loro esilaranti bisticci e la loro uggiosa quotidianità vengono stravolti dall’arrivo di un maggiordomo (Enzo Casertano) "campano purosangue" che unisce lo humour britannico alla dissacrante ironia partenopea. Il nuovo arrivato sconvolgerà la vita dei due fratelli e della vicina, signora volgarotta arricchitasi con una catena di macellerie, in un susseguirsi di gag, tormentoni e filetti di vitella. Il maggiordomo riuscirà a tirar fuori prima il peggio e poi il meglio da tutte le persone che lo circondano, incitandole a rincorrere i loro sogni e soprattutto a realizzarli! Ma sul probabile 'happy ending', verrà fuori che il padrone di casa nasconde un segreto...
Molti maggiordomi si sono susseguiti nella storia della letteratura e del cinema. Dal cinico ma determinante Jeeves nei tanti lavori dello scrittore inglese P.G.Wodehouse, al compassato ed imperturbabile Anthony Hopkins in 'Quel che resta del giorno', dal deferente 'The Butler' interpretato da Forest Whitaker al “prendi schiaffi” Camillo interpretato da Totò in ‘Lascia o Raddoppia’.
Il maggiordomo ideato da Mario Alessandro Paolelli ed interpretato da Enzo Casertano è un po' tutto questo, cortesia, deferenza, persino garbata ironia, ma c'è l'ingrediente segreto a sparigliare le carte: il buon Ciro è infatti un campano purosangue.
In Volevo il Maggiordomo si mescola dunque il piccante e scoppiettante humour britannico alla dissacrante e cinica comicità partenopea con un’escalation di gag, battute e detti napoletani che irrompono nella vita di una coppia alquanto particolare di fratelli, ormai condannati ad una vita di dispetti e frecciatine.
Ad un certo punto però il maggiordomo compie un atto per lui davvero poco professionale: si affeziona.
“Ed ecco il senso della commedia venire a galla” spiega Paolelli, “non lasciamoci costringere in schemi ed archetipi che la vita, nel suo incedere elegante, ma inesorabile, ci pone davanti. Per poter 'scavalcare il recinto' c'è proprio bisogno di 'sentire la fine'? Dobbiamo per forza, noi esseri umani, percepire il pericolo per tirare fuori gli artigli? Tutti noi abbiamo bisogno di un lieto fine e, vedrete, saranno proprio questo Maggiordomo insieme ad una signora professionista in mattatoi e macellerie a riportare l'allegria in una famiglia ormai allo stremo della quotidianità e degli affanni”.
Proprio uno di quegli affanni farà infatti scatenare nel Maggiordomo la voglia di superare i suoi doveri ed a far intraprendere ai due padroni di casa un viaggio, insieme allo spettatore, oltre i propri limiti.

TEATRO ROMA - Via Umbertide, 3 - Roma
Dal 14 al 26 febbraio 2017
Ufficio promozione compagnia: 347 6809323
Biglietto: intero 22€ , 20€
Orario repliche: martedì, mercoledì, giovedì, venerdì ore 21,00; 2° giovedì ore 19,00; sabato ore 17,00 e ore 21,00; domenica ore 17,30

Info e prenotazioni: - mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06-7850626
Sito web: www.ilteatroroma.it


Antonello Avallone Giuseppe Manfridi
DELITTO PERFETTO
di Frederick Knott
Regia Antonello Avallone
Con Flaminia Fegarotti, Adriano Evangelisti, Romano Talevi, Matteo Cianci.
Aiuto regia Matteo Cianci
Tecnico luci Tony Di Tore
Scenotecnica Fabrizio Bellacosa
Assistenti alle scene e ai costumi Alessia Baldini, Alessandra Trasciatti
Scene e costumi Red Bodò

Tony Wendice, un ex campione di tennis che ora commercia in articoli sportivi, scopre che la ricca moglie Margot lo tradisce con Mark Halliday, uno scrittore statunitense di romanzi gialli. Wendice decide pertanto di sbarazzarsi della moglie inscenando “un delitto perfetto”, in modo da ereditare a tempo debito la sua piccola fortuna. Per evitare qualunque sospetto a suo carico, Tony trova in un suo amico con precedenti penali il sicario ideale. Ma il piano, anche se meticolosamente costruito, non andrà per il verso giusto e uno zelante ed intelligente ispettore di Scotland Yardtroverà le prove per incolpare il marito-mandante. Rappresentata a Londra nel giugno 1952 e a New York nell'ottobre dello stesso anno, la commedia è pervasa da un’atmosfera di grande tensione, da una suspense costante che coinvolge emotivamente lo spettatore con un gioco continuo di aspettative, di imprevisti, di anticipi e sospensioni. Dal testo teatrale Alfred Hitchcock ne trasse un film di grande successo.

TEATRO DELL’ANGELO - Via Simone de Saint Bon, n. 19 – Roma
Dal 10 febbraio al 12 marzo 2017
Orari repliche: dal giovedì al sabato ore 21.00 - domenica ore 17.30
prezzi biglietti: poltronissima € 25,00 - poltronissima ridotta € 20,00, poltrona € 22,00 - poltrona ridotta € 18,00
ridotti cral giovedì e venerdì € 16,00 - sabato e domenica € 18,00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06/37513571- 06/37514258
Sito web: www.teatrodellangelo.it


IL SECONDO FIGLIO DI DIO
Vita, morte e miracoli di David Lazzaretti
scritto da Manfredi Rutelli e Simone Cristicchi
con Simone Cristicchi
regia Antonio Calenda
musiche originali Simone Cristicchi e Valter Sivilotti
con le voci registrate del Coro Ensemble Magnificat di Caravaggio
preparato da Massimo Grechi e diretto da Valter Sivilotti
disegno luci Cesare Agoni scene e costumi Domenico Franchi
assistente scenografo Michela Andreis sarto Federico Ghidelli elaborazione video Andrea Cocchi sonorizzazioni Gabriele Ortenzi
progetto sonoro Andrea Balducci datore luci Angelo Generali
produzione CTB Centro Teatrale Bresciano/ Promo Music
con la collaborazione del Mittelfest 2016 e Dueffel Music
un ringraziamento ad Andrea Anselmini

Ogni sogno ha una voce precisa, e sta dentro ognuno di noi.
Solo i matti, i poeti, i rivoluzionari, non smettono mai di sentirla, quella voce.
E a forza di dargli retta, magari poi ci provano davvero a cambiarlo, il mondo.
Simone Cristicchi presenta Il secondo figlio di Dio, il suo nuovo spettacolo teatrale ispirato alla vicenda incredibile, ma realmente accaduta, di David Lazzaretti, detto il “Cristo dell’Amiata”.
Dopo il grande successo di “Magazzino 18” (200 repliche e decine di migliaia di spettatori), Simone Cristicchi, torna a stupire il pubblico con una storia poco frequentata, ma di grande fascino. Ne Il secondo figlio di Dio, si racconta la grande avventura di un mistico, l’utopia di un visionario di fine ottocento, capace di unire fede e comunità, religione e giustizia sociale. Tra canzoni inedite e recitazione, il narratore protagonista ricostruisce la parabola di Lazzaretti, da barrocciaio a profeta, personaggio discusso, citato e studiato da Gramsci, Tolstoj, Pascoli, Lombroso e Padre Balducci; il suo sogno rivoluzionario per i tempi, culminato nella realizzazione della “Società delle Famiglie Cristiane”: una società più giusta, fondata sull’istruzione, la solidarietà e l’uguaglianza, in un proto-socialismo ispirato alle primitive comunità cristiane. Il cant’attore Cristicchi racconta l’”ultimo eretico” Lazzaretti, e quel piccolo lembo di Toscana (Arcidosso e il Monte Amiata) che diventa lo scenario di una storia che mai uguale fu agitata sulla faccia della terra, ponendoci una domanda più grande, universale, che riguarda ognuno di noi: la “divinità” è un'umanità all'ennesima potenza?
Con l'ausilio di video-proiezioni e di una scenografia in continua mutazione, quella terra così aspra e bella, quella “terra matrigna e madre” diventa la co-protagonista, nel racconto della straordinaria vicenda di David Lazzaretti, il secondo figlio di Dio. Una storia che se non te la raccontano, non la sai. La storia di un’idea.
La storia di un sogno.

TEATRO VITTORIA / ATTORI & TECNICI - Piazza S. Maria Liberatrice 10, 00153 Roma (Testaccio)
dal 16 al 26 febbraio 2017 ore 21.00 (domenica ore 17.30 , mercoledi 22 ore 17.00)
Biglietti: intero platea 28, intero galleria 22 (compresi 3 euro di prevendita)
Ridotti in convenzione: platea 21 e galleria 18 (compresi i 3 euro di prevendita)
Promozione gruppi: 1 biglietto cortesia ogni 10 spettatori paganti
Botteghino: 06 57 40 170 ; 06 57 40 598 _ lunedì (ore 16-19), martedì - sabato (ore 11- 20), domenica (ore 11-13.30 e 16-18)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 5740170 - 06 5740598
Sito web: www.teatrovittoria.it


Andrea Perrozzi e Alessandro Salvatori in
IO NON POSSO ENTRARE
di Manuela D’Angelo
regia Paola Tiziana Cruciani
movimenti coreografici Cristina Fraternale
luci Emanuele De Rossi
aiuto regia Andrea Zanacchi
foto Luana Belli
progetto grafico Laura Toniutti
e con Andrea Pirolli

I nostri animali ci giudicano? Cosa accadrebbe se, per un attimo, ci mettessimo nei loro “peli”? L’ umana società, con le sue convenzioni, le sue regole, le assurdità, le contraddizioni analizzata attraverso gli occhi ingenui e scevri da qualsiasi condizionamento che solo gli animali possono avere.
In un canile come tanti, in una città come tante, vivono tre cani come ce ne sono pochi al mondo. Non sono le loro storie ad essere singolari, ma il fatto che, per la prima volta, le raccontino agli uomini proprio loro, i protagonisti. E che aggiungano alle proprie vicende anche delle considerazioni sulla vita, sulla società, sulle ipocrisie degli uomini che si sentono esseri tanto superiori agli animali ma che, a ben vedere, proprio perfetti non sono.
Che l’umanità faccia acqua da tutte le parti è la convinzione di Randagio, un cane che non ha nome perché non è mai stato di nessuno: appartiene solo a se stesso e tiene tantissimo alla propria libertà. Per questo, mal tollera Artù, l’altro cane ospite/prigioniero del canile, che di fiducia negli uomini ne ha fin troppa perché è sempre vissuto in mezzo a loro, ne ha acquisito espressioni ed educazione, più avvezzo all’amicizia umana che a quella canina. Infine, il trio si completa con Lollo, un beagle un po’ schizzato che, sotto la superficie di divertente follia, porta con sé il ricordo terribile del laboratorio per esperimenti sugli animali in cui ha trascorso tutta la vita.
Quando questi tre personaggi così diversi si confrontano, in agguato ci sono risate da una parte e riflessioni un po’ amare dall’altra. Sembrerebbe non esserci un terreno comune di dialogo tra queste tre esistenze, eppure qualcosa c’è: tutti desiderano uscire dalla gabbia. Dopo una vita trascorsa fuori dai negozi, dai bar, dai ristoranti che espongono tutti il cartello “io non posso entrare”, il paradosso per queste tre creature è che stavolta non possano uscire. Eppure, ognuno ha il proprio sogno: Artù vorrebbe tornare dalla propria famiglia d’adozione, che però lo ha abbandonato; Randagio vorrebbe riconquistare la facoltà di gironzolare a suo piacimento per le strade della città, vivendo di espedienti e di avventure; Lollo vorrebbe uscire, a qualunque patto, pur di vivere la vita “da cane” che in laboratorio gli è stata negata.
Tra tentativi di fuga, riflessioni, fallimenti e, soprattutto, moltissime risate, si pennella un mondo canino sui generis, dipendente da quello degli uomini, ma che si rivela infinitamente più umano. Perché i cani sono animali, sì. Ma mica bestie!
Perrozzi & Salvatori ancora una volta ci propongono uno spettacolo originale, insolito ed esilarante, in cui la vis comica dei due attori si sposa con un argomento attuale e senza tempo, come il rapporto tra gli esseri umani e gli animali. L’intesa dei due attori, già rodata da una lunga serie di spettacoli, si rinnova e si rafforza, confermando le capacità recitative e musicali della coppia alla quale, in questa esilarante pièce, si aggiunge il talento brillante di Andrea Pirolli.
“Io non posso entrare”, con dialoghi serrati, comici e irriverenti, racconta la quotidianità di ciascuno di noi, le avventure e le relazioni tra il mondo animale e quello umano, tra lealtà e ipocrisie, regalando risate e spunti di riflessione, tra allegria e momenti di commozione. La dinamica e dissacrante regia di Paola Tiziana Cruciani, le melodie accattivanti di Andrea Perrozzi e i dialoghi cinico-comici di Manuela D’Angelo ci guidano in un mondo “bestiale”, dove l’immaginazione e la realtà si fondono, gli animali parlano, gli uomini una volta tanto ascoltano e il divertimento si spreca. Uno spettacolo nuovo, diverso, unico, una favola mai raccontata, interpretata da attori, “cani” sì, ma solo per gioco!

TEATRO SETTE - via Benevento 23, 00161 Roma
dal 14 al 26 febbraio 2017
orari: dal martedì al sabato ore 21.00; domenica ore 18.00
biglietti: € 24,00 - € 18,00 (prevendita compresa)
biglietteria: via Benevento, 23; dal lunedì al sabato ore 10.30-21.00; domenica ore 16.00-18.00

Info e prenotazioni: tel. 06.442.36.382 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web www.teatro7.it/


LENÒR
di Enza Piccolo, Nunzia Antonino e Carlo Bruni
dedicato a Eleonora de Fonseca Pimentel
Con Nunzia Antonino
Regia Carlo Bruni

Sono nata il 13 gennaio 1752. Sotto il segno del Capricorno. Credo nell’influsso delle stelle sul destino delle persone. Sono state le stelle a suggerirmi: continua, va’ avanti. E io, sin da piccola, sono stata curiosa, testarda, perseverante: pronta a prendere tempo, per poi esplodere all’improvviso. Da ragazza avevo due occhi di fuoco, ero sincera, fervida, non capivo il cinismo, volevo che le cose migliorassero, credevo che potessero migliorare, e non solo per pochi. Ero disposta a rinunciare ai miei privilegi. Forse ero ingenua. Ho combattuto.”

Dal 14 al 26 febbraio il piccolo Teatro Tordinona, in via degli Acquasparta 16 a Roma, ospita Lenòr: un solo teatrale dedicato alla rivoluzionaria del ‘700 Eleonora de Fonseca Pimentel. Lavoro fortunato che approda nella Capitale, dopo aver collezionato più di centocinquanta repliche (Bari/Kismet Opera, Lecce/Cantieri Koreja, Napoli/Teatro Nuovo/Galleria Toledo/Teatro dell’Accademia, Milano/Teatro dell’Elfo, Asti Teatro, Festival internazionale di Arzo).
Nunzia Antonino è una fuoriclasse: tecnicamente sapiente e follemente generosa nella sua interpretazione mentre la regia di Carlo Bruni trasforma la parola in visione e il gesto minimo in una azione epica"
Giuliana Musso

“Introdotti da un racconto di Enza Piccolo e guidati dalle voci di tanti illustri ammiratori (da Enzo Striano a Dacia Maraini, da Susan Sontag a Maria Antonietta Macciocchi), abbiamo conosciuto Eleonora de Fonseca Pimentel. L’incontro è stato folgorante. Portoghese d’origine, napoletana d’adozione, Eleonora fu poetessa, scrittrice e una delle prime donne giornaliste in Europa. Una figura decisiva per la storia del nostro paese e in particolare del sud. Nata a Roma (via di Ripetta) protagonista nei moti partenopei del 1799 e di quell’effimera repubblica meridionale, condusse un’esistenza esemplare, appassionata e faticosa, che ci parla ancora oggi, con grande forza, di libertà e giustizia, di amore e dignità. Eleonora combatté sino al patibolo la volgarità e l’inganno, l’ignoranza e la barbarie. Raccontarla significa non solo rendere omaggio a una grande antenata, ma invitarla a guidarci ancora in questo tempo difficile. Non ne raccontiamo semplicemente la storia: abbiamo concepito questo spettacolo come un’occasione per incontrarla”.
Carlo Bruni

TEATRO TORDINONA - Via degli Acquasparta 16, Roma
Dal 14 al 26 febbraio 2017

Info e prenotazioni: tel. 067004932 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.tordinonateatro.it


INDIA HOTEL
L’OSCURA TRAMA DELLA REALTÀ
di Emilio Santoro
regia di Pino Loreti
con Pino Loreti, Gianfranco Guerra, Alicita Santoni, Gianluca Manni, Antonella Alfieri, Monica Lammardo, Maria Bernardini

Dal 15 al 26 febbraio 2017 alle ore 21.00 andrà in scena al Teatro Agorà “India Hotel-L’oscura trama della realtà”, atto unico di Emilio Santoro tratto dal romanzo “Gua…” dello stesso autore.
Aristide Falerna è un giornalista uscito dal coma a causa di un grave incidente stradale di cui non ricorda più nulla. Ha una sola strana certezza: da quel tragico evento non sarebbe mai potuto uscire vivo.
Egli è convinto che questa percezione sia la proiezione della sua volontà di esistere e che anche le persone che gli sono attorno stiano vivendo il suo stesso sogno (una specie di realtà virtuale creata dalla sua mente, che si sta pian piano spegnendo) ma che non siano reali. Anche per via della professione che svolge, egli è spinto dal desiderio di sapere cosa sia accaduto la sera dell’incidente per risalire alle cause di queste sue sensazioni inquietanti, per scoprire quale sia la realtà...
La realtà... In quanti, tra filosofi e scienziati, hanno cercato di darne una definizione? Che cos’è “reale”? Noi percepiamo il mondo esterno ma è il nostro cervello poi a elaborare le informazioni... In questo lavoro a più piani, come nel gioco delle scatole cinesi, si richiede un grande sforzo allo spettatore: nulla potrebbe essere ciò che sembra, la realtà vera potrebbe essere sfuggente come il colpevole in un giallo. E infatti, la storia rappresentata è il racconto di uno psico-thriller in cui si dà la caccia alla verità. C’è una realtà che sembra vera, all’interno della quale si sviluppa poi una sua simulazione che però potrebbe essere più vera della realtà stessa, una realtà forse spaventosa. Il testo è una metafora sull’impossibilità di conoscere una verità oggettiva sulla base della percezione – soggettiva – della realtà. La verità è irraggiungibile, irrisolvibile e sfuggente, come lo è appunto la realtà. In questa storia – che trae spunto da un episodio oscuro e ancora senza verità del nostro passato, rielaborato in modo provocatorio affinché la memoria e le domande senza risposta che esso si trascina dietro possano continuare a mantenersi vive – i piani reali e simulati sembrano scambiarsi in modo tale da fornire allo spettatore una verità percepibile solo attraverso la sua sensibilità interpretativa, non certo però con l’obiettivo di confonderlo. Ognuno dovrà trovare le risposte dentro di sé dal modo in cui interagirà con la storia stessa. Come il soggetto rappresentato qui accanto nel disegno di William Ely Hill (1915): si tratta di una donna giovane o di una signora anziana? Osservate bene... qual è la verità?
“Essere è essere percepiti”, affermava il vescovo George Berkeley nel 1700 con l’esempio dell’albero che cade nella foresta: se nessuno lo osserva, esso cadrà senza far rumore, anzi, se non c’è alcun osservatore, l’albero neppure dovrebbe esistere... La verità è solo dentro di noi. È la nostra verità. E ogni spettatore dovrà percepire se l’albero sia caduto o se addirittura esso non sia neppure mai esistito... E domandarsi anche se Aristide Falerna si sia poi davvero mai svegliato dal coma... Ci sarà, alla fine, una sola risposta?

TEATRO AGORÀ 80 - Via della Penitenza 33, Roma (Trastevere)
Dal 15 al 26 febbraio 2017 ore 21.00
Orari spettacoli: da Mercoledì a Sabato ore 21.00- Domenica ore 17.30 Sala A
Tessera associativa: 2 euro
Biglietti: Intero 15 euro| Ridotto 12 euro

Info e prenotazioni: Tel:06 68 74 167 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroagora80.org


SURGELAMI
un progetto di drammaturgia scenica con Chiara Aquaro, Chiara Della Rossa, Armando Quaranta, Simone Ruggiero
dramaturg Rosalinda Conti
regia Niccolò Matcovich
aiuto regia Riccardo Pieretti

Surgèlami per scongelarmi in tempi migliori”.
Quali sono le difficoltà, le impossibilità di vivere oggi il rapporto di coppia? Il lavoro, il futuro, la fiducia.. o forse, e più semplicemente, noi. Perché non siamo pronti? Perché non siamo più pronti?

Note di regia
Surgèlami è un progetto di drammaturgia scenica che vuole indagare la coppia e le tematiche, e dinamiche, che le ruotano intorno. Il progetto nasce con l’intento specifico di un confronto teatrale e dinamico sulle linee proposte. A tale scopo è sembrata più stimolante la forma della drammaturgia scenica, impostata su una serie di esercizi guidati, rielaborati e sviluppati, e di improvvisazioni in sala. La scelta di coinvolgere non due ma quattro attori, e di distinguere i ruoli della regia e della drammaturgia, deriva dalla necessità di sondare una molteplicità di punti di vista, per poi pensare un lavoro di composizione che metta insieme i vari spunti cercando un’organicità, o consapevole “disorganizzazione”, del materiale proposto. Quattro attori in scena permettono altresì uno sviluppo più ampio e, perché no, l’intersezione tra le varie dinamiche rappresentate.

TEATRO STUDIO UNO Sala Specchi - Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara) Roma
9 - 26 febbraio 2017
spettacoli da giovedì a sabato ore 21:00, domenica ore 18:00

Info e Prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrostudiouno.com


DADO in
OBLADI’ OBLADADO
di Dado, Emiliano Luccisano e Marco Terenzi
Regia Dado

Dopo il grande successo di critica e pubblico della scorsa stagione torna sul palco del Teatro Tirso de Molina dall'8 al 26 febbraio il pungente Dado.
"Nello spettacolo Obladì Obladado metterò tutta la forza dissacrante della satira e della comicità di Canta la notizia, - assicura il comico romano - parleremo di potenti, di prepotenti e dei soliti furbetti e li abbatteremo a colpi di risate".
Forse per il fatto che avrebbe voluto essere una rock-star, forse per un’innata propensione a dissacrare i piccoli soprusi quotidiani che ognuno di noi subisce, Dado torna sulle scene più carico che mai, portandosi dietro un bagaglio di battute vertiginose che fanno il punto sulla situazione che stiamo vivendo e su quella che abbiamo sempre vissuto.
L’unica cosa certa è che non verrà risparmiato nessuno.
Uno spettacolo che sbeffeggia i poteri forti e che ironizza sui paradossi del privato che in fondo sono un po’ la stessa cosa.
Non mancheranno i video di successo di Dado Canta La Notizia che hanno raggiunto un milione e mezzo di visualizzazioni sul web e che come nel suo inconfondibile stile faranno scacco all’attualità e tutte le altre canzoni che rendono Dado la Rock Star della comicità.

TEATRO TIRSO DE MOLINA - Via Tirso, 89 (Piazza Buenos Aires) 00198 Roma
Dall’8 al 26 febbraio 2017
Orari: mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 21:00
sabato e domenica ore 17:30

Info e prenotazioni: 06.84.11.827 oppure 329.56.18.223
Sito Web: www.teatrotirsodemolina.it


BRUTTO
di Marius Von Mayenburg
traduzione di Roberto Gandini
con Mauro Fanoni, Alessandra Muccioli, Giacomo Zito, Luigi Pisani
regia Adriana Martino
costumi Metella Raboni
produzione P.G.A. s.c.a r.l.

Cosa succede se per esistere e contare nella società occorre apparire belli, magri e affascinanti? E cosa succede quando un essere umano improvvisamente scopre di avere una faccia disperatamente brutta, tanto che persino la moglie ammette di averlo sempre saputo? L'unica scelta possibile di rimediare a un aspetto così disastroso è un radicale intervento chirurgico. Ed ecco che grazie alla plastica il protagonista diventerà bellissimo e il chirurgo che lo ha operato potrà usarlo come testimonial del proprio talento artistico, e il suo capo azienda lo potrà far diventare un modello pubblicitario per vendere i propri prodotti e attirare donne ricche disposte a diventare solide azioniste. L'abito fa il monaco, in barba a qualunque proverbio. Siamo ciò che appariamo esteriormente.
Una brillante commedia degli equivoci dove l'incubo diventa realtà e l'apparenza la vera identità.
Una efficace e sottile satira sociale sull'identità, il conformismo, la cancellazione delle differenze, la clonazione delle identità.

Marius von Mayerburg è uno dei giovani autori più rappresentativi e interessanti a livello europeo. E’ tradotto e rappresentato sia in America che in tutta Europa e ha la sua residenza come drammaturgo allo Schaubuhne di Berlino.

TEATRO BELLI - Piazza Santa Apollonia, 11a (trastevere)
Dal 15 al 26 febbraio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al sabato alle ore 21,00 – domenica alle ore 17,30
Prezzi: Interi € 18,00 – Ridotti € 13,00

Info e prenotazioni: Tel .06 5894875 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrobelli.it

Manuela Villa in
ROMA!
Canti, balli e poesia del popolo di Roma
di Pier Francesco Pingitore
Regia Pier Francesco Pingitore
Direzione Musicale Claudio Garofalo Pica
Coreografie Cristina Pensiero
Allestimento Graziella Pera
Produzione Nevio Schiavone

Tutta la tradizione romana in uno spettacolo unico…
“Roma!” vuole essere una scorribanda tra le canzoni ed i balli romani, dall’Ottocento ad oggi. Dagli stornelli che il popolo di Roma cantava contro i francesi invasori, alle dolci melodie delle serenate, dalle canzoni delle prime feste di San Giovanni ai brani autoriali dei cantautori di oggi.
Il tutto con l’apporto di una band dal vivo e con la voce inconfondibile di Manuela Villa, cantante italiana e super-romana. A lei si affiancheranno Nico di Barnaba, cantante romano anche lui, ed un gruppo di ballo che animerà tutta la serata.
“Roma!” è una vera e propria esperienza di romanità anche nel menu degustazione della cena nei prestigiosi palchi privati al piano superiore. La Chef Anna Dente, fondatrice dell’Osteria di San Cesario, famosa in tutto il mondo ed insignita da Roma Capitale del titolo di Ambasciatrice della Cucina Romana nel Mondo, in collaborazione col nostro Resident Chef Ben Hirst ha ideato un menu esclusivo per lo spettacolo “Roma!” con piatti e prelibatezze tipici della tradizione romana. Inoltre un piatto di pasta all’arrabbiata verrà offerto a tutti gli ospiti in platea.
Un’esperienza di romanità unica ed indimenticabile nel più elegante ed incantevole teatro della Capitale!

SALONE MARGHERITA - Via dei Due Macelli, 75 - 00187 Roma
Ogni domenica dal 29 gennaio al 26 febbraio 2017 ore 20.30
Cena servita nei palchi privati al piano superiore h 19.30
Prezzi Biglietti: Palco con cena 65,00€, Poltronissima 35,00€, Poltrona 25,00€

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6791439
Sito web: www.salonemargherita.com

 

Articolo di: Isabella Polimanti

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