SaltaInTeatro - l’agenda teatrale romana, settimana dal 17 al 23 aprile

Scritto da  Domenica, 16 Aprile 2017 

Al Teatro India va in scena UN QUADERNO PER L’INVERNO uno spettacolo di Massimiliano Civica su testo di Armando Pirozzi. Un testo che pone come temi centrali la scrittura e la forza della poesia, dove l’ambizione del regista è che la regia sia “invisibile”, per portare in primo piano il rapporto tra le persone, l’incontro, nel rito teatrale, tra gli uomini in scena e quelli in platea.

IL DIVORZIO, l’ultima commedia di Vittorio Alfieri, inaugura invece la collaborazione del Teatro di Roma con il Teatro Palladium, dove andrà in scena nella versione originale e brillante di Beppe Navello con un cast di giovani attori. Una storia semplice, ricca di colpi di scena, su un matrimonio che assomiglia subito ad un divorzio e più in generale sul malcostume italiano del Settecento, che si rivela quanto mai attuale.

Un omaggio a Luigi Pirandello, in occasione del centocinquantesimo anniversario della sua nascita, sarà in scena al Teatro Sala Umberto. Con la regia di Alessandra Pizzi, Enrico Lo Verso sarà il protagonista di UNO NESSUNO CENTOMILA.

Continua la Rassegna Una Stanza Tutta per Lei, con la direzione artistica di Daniele Salvo: in scena al Teatro Brancaccino, Federica Bern con IL VIAGGIO DI FELICIA, uno spettacolo di Claudio Pallottini con la regia di Marco Simeoli.

Al Teatro Della Cometa CHI È DI SCENA, scritto e diretto e interpretato da Alessandro Benvenuti. Si narra, in un intreccio giocoso e imprevedibile, di un uomo di teatro scomparso dalle scene. Rintracciato da un fan, si concederà a lui in un’intervista per spiegare le ragioni della sua scelta.

Al Teatro Sistina continua lo straordinario successo di JESUS CHRIST SUPERSTAR, l’opera rock divenuta ormai leggendaria grazie al carisma indiscusso di un superlativo Ted Neeley nel ruolo di Gesù.

Dopo il grande successo televisivo, torna in scena - all’ Auditorium Parco della Musica - Gigi Proietti con i suoi CAVALLI DI BATTAGLIA. Uno spettacolo che attinge a tutto il suo repertorio, in una contaminazione di generi che ne caratterizzano l’eccezionale successo.

I dettagli di tutta la programmazione teatrale romana all’interno dell’articolo.

Buona visione con SaltinAria!


UN QUADERNO PER L’INVERNO
di Armando Pirozzi
uno spettacolo di Massimiliano Civica
con Alberto Astorri e Luca Zacchini
scene Luca Baldini
costumi Daniela Salernitano
luci Roberto Innocenti
Produzione Teatro Metastasio di Prato
con il sostegno di Armunia Centro di Residenze Artistiche Castiglioncello

Un quaderno per l’inverno, testo per due attori in tre scene, racconta la storia di un introverso professore di letteratura che, rientrando in casa, vi trova un ladro, armato di coltello, che vuole da lui qualcosa di molto insolito: è una questione di vita o di morte. Durante la notte che segue i due personaggi, in bilico tra speranza e disperazione, si confrontano su idee, sentimenti, interrogativi dolorosi, in un dialogo per entrambi nuovo e inaspettato. I due si ritroveranno anni dopo, ancora in qualche modo segnati dall’esperienza di quella notte che, seppure vissuta e ricordata in modi molto diversi, ha tracciato forse la possibilità di un cambiamento, di una più ampia comprensione. «Il tema centrale del testo è la scrittura e la sua possibilità di incidere direttamente sulla realtà – annota l’autore Armando Pirozzi – la forza miracolosa della poesia, non come semplice esercizio di tecnica letteraria, ma per la dirompente carica vitale che suscita, nonostante tutto, nelle persone».

«Nel Teatro all’Antica Italiana, di uno spettacolo che era stato un successo si diceva che aveva “incontrato” il pubblico. La parola “incontro” stava dunque per “successo”. È stato un incontro, è stato un bell’incontro: è tutto quello che si può e si deve pretendere dal Teatro - racconta Massimiliano Civica - con Un quaderno per l’inverno non vogliamo dire qualcosa agli spettatori, ma condividere qualcosa con loro. Qualcosa che sentiamo che ci riguarda, come persone ed esseri umani. Alla fine delle repliche saremo sereni se, in piena onestà, potremo dire: è stato un incontro».

NON “NOTARE” LA REGIA. Cosa accomuna ognuno di noi a Dante, a Michelangelo, a Ramsete II, a Giulio Cesare o a Emily Dickinson? Che anche noi, come loro prima di noi, soffriamo e gioiamo per amore, abbiamo paura di morire, piangiamo per la scomparsa dei nostri cari, ci preoccupiamo per i nostri figli, patiamo delle ingiustizie che subiamo, soffriamo per i mali del corpo e per quelli dell’anima. L’amore, la morte, la lotta per la sopravvivenza, e i sentimenti ad essi legati, rappresentano la persistenza dell’umano: sono ciò che ci rende uguali, che ci permette di capirci e soprattutto di provare compassione per gli altri.
Le storie dei grandi poeti, drammaturghi e scrittori ci interessano e ci commuovono appunto perché sentiamo che ci riguardano: con Shakespeare abbiamo in comune gli stessi sentimenti della tragica inesplicabilità della nostra esistenza, con la “sola” differenza che lui riesce ad esprimerli in forme più compiute e artisticamente evidenti. E di questo gli siamo grati, per l’immenso dono di non farci sentire soli.
A teatro ci riconosciamo umani ed effimeri, e la condivisione degli stessi sentimenti ci rende meno soli e ci apre alla compassione: quando c’è teatro noi ci perdoniamo e perdoniamo. Ma questo può avvenire solo attraverso gli attori. A teatro noi abbiamo la possibilità di entrare in empatia e di commuoverci solo per e con quegli esseri umani che sono lì davanti a noi ad agire una storia. Se il teatro vuole tornare ad essere un bisogno vitale per le persone, allora gli attori devono tornare ad essere i sovrani della scena. Perché, come dice Blaise Pascal, “All’uomo ciò che interessa veramente è l’uomo”.
Come regista la mia nuova ambizione è quella di sparire, di rendere invisibile la mia presenza per servire gli attori e, dunque, il pubblico. Non ci si può commuovere per “una regia”, ma solo per gli attori e per le loro storie; si può entrare in reale empatia solo con degli altri esseri umani, non con un segno scenografico, con un gioco di luci o con dei simboli che un deus ex machina utilizza per spiegarci analiticamente la sua visione della vita. Questo voler sottrarsi e nascondersi come regista serve a portare ancora di più in primo piano, rispetto a quello che ho fatto in passato, il rapporto tra esseri umani nel qui ed ora del rito teatrale, l’incontro “al presente” tra gli uomini sulla scena e quelli in platea. Un teatro che “toglie” scorie per giungere ad una maggiore purezza, un cancellare per far risaltare di più i tratti identificativi del quadro. Invece della “bella regia”, della regia che fa mostra e spettacolo di sé, una regia che miri alla purezza, che “serva” il teatro a dispiegare la sua essenza, che renda più prossimo e quasi senza precauzioni l’incontro “faccia a faccia” tra attori e spettatori. Lavorare ancora di più a togliere, limare e asciugare per riuscire a dare di più.
Con il drammaturgo Armando Pirozzi e gli attori Alberto Astorri e Luca Zacchini abbiamo deciso dunque di provare a “non farci notare”: cercheremo di non far notare il lavoro sulla regia, sul testo e sulla recitazione. Vogliamo che gli spettatori si trovino davanti ad un “fatto”, non alla nostra interpretazione e al nostro giudizio di quel fatto. Metteremo davanti al pubblico due esseri umani e la loro storia, sperando che quella storia ci riguardi tutti e che, per la durata della rappresentazione, il pubblico stesso si dimentichi di essere a teatro. Perché il massimo dell’arte e della tecnica è non far notare l’arte e la tecnica.
Uomini che sanno “fare accadere” una storia davanti ad altri uomini, questo per noi è oggi la vocazione del teatro. In fondo vogliamo semplicemente raccontare una storia, lasciando liberi gli spettatori di esserne i coautori, ovvero di viverla ed interpretarla ognuno a modo proprio, riconoscendosi, con quelli che sono in scena, uomini tra gli uomini. Tutti alle prese con le stesse fondamentali questioni: l’amore, la morte, l’amicizia e lo sforzo di trovare un senso alla vita.
Se durante UN QUADERNO PER L’INVERNO lo spettatore non si sorprenderà a pensare “che bella scelta registica” o “com'è bello questo testo” o “come recitano beni gli attori”, ma rimarrà costantemente dentro la storia ed emotivamente addosso ai “personaggi”, allora sapremo di aver fatto una grande regia, di aver scritto un grande testo e di averlo recitato al meglio (Massimiliano Civica).

TEATRO INDIA - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi), Roma
Dal 19 al 23 aprile 2017
Orario spettacoli: tutte le sere ore 21, domenica ore 18
Durata spettacolo: 50 minuti

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 684 00 03 11 / 14
Sito web: www.teatrodiroma.net

 

IL DIVORZIO
di Vittorio Alfieri
regia Beppe Navello
con Stefano Moretti, Marcella Favilla, Daria-Pascal Attolini, Riccardo De Leo, Alessandro Meringolo, Riccardo Ripani, Diego Casalis, Giuseppe Nitti, Fabrizio Martorelli, Vincenzo Paterna, Roberto Carrubba, Alberto Onofrietti
scene Francesco Fassone - costumi Barbara Tomada 
musiche Germano Mazzocchetti - luci Mauro Panizza
Produzione Fondazione Teatro Piemonte Europa
la presenza al Teatro Palladium è attuata in collaborazione con il Teatro di Roma

«In questo periodo particolarmente difficile della nostra vita civile – racconta Beppe Navello – Sentire lo sdegno sarcastico di Alfieri, riproporlo al pubblico con la forza di un lessico esemplare per sobrietà e ricchezza espressiva, libera lo spirito costretto nelle poche centinaia di espressioni alle quali è definitivamente condannata la lingua italiana contemporanea; e travestire i suoi personaggi con i caratteri eterni della mediocrità patria, con i ceffi imperituri dell’impudenza sociale, dell’ambiguità morale ci fa capire che qualcosa di eterno e imperituro è all’origine della nostra secolare decadenza». Una storia semplice, ricca di colpi di scena, su un matrimonio che assomiglia subito ad un divorzio e più in generale sul malcostume italiano del Settecento, che si rivela quanto mai attuale. Un ragazzo di buona famiglia si innamora di una ragazza di famiglia altrettanto buona ma di costumi più disinvolti, più alla moda: il fidanzamento va a monte e allora, per risolvere in maniera acconcia le cose senza provocare scandalo, la madre di lei trova alla figlia un marito di comodo, vecchio e ricco, disposto a chiudere un occhio sull’andirivieni di amici, cicisbei e confidenti. Il tutto rappresentato alla maniera di una farsa, divertente ma con una morale alla fine della storia: come scandalizzarci se i costumi italiani costituiscono “obbrobrio d’Europa tutta?” Se il matrimonio nel nostro paese assomiglia da subito a un divorzio? Naturalmente, ogni allusione a fatti o persone della realtà contemporanea è puramente casuale.

«Vittorio Alfieri, il più grande autore di tragedie della nostra storia letteraria, applaudito in tutta Europa come un italiano anomalo e ammirevole per statura morale e forza poetica, decide alla fine della sua vita di scrivere alcune commedie – continua Beppe Navello – Abita ormai a Firenze, dopo la fuga da Parigi in seguito alla Rivoluzione, disgustato dagli eccessi della tirannide e desideroso di riascoltare la lingua della patria. “Nel bel mezzo di schiavitù, e senza quasi probabilità né speranza di uscirne, né d’aver tempo io più, né mezzi per eseguire, mi si sollevò a un tratto lo spirito e mi riaccese faville creatrici” scrive egli stesso nell’Epoca Quarta della Vita scritta da esso, la bellissima autobiografia che è in realtà uno dei primi romanzi di formazione e di avventure della nostra letteratura. È come se gli eroi delle sue tragedie, perfetti e smisurati nelle passioni e nei sentimenti, li sentisse definitivamente sconfitti; e ormai gli riuscisse soltanto a parlare di uomini, in particolare quelli del suo tempo e della sua patria, meschini e volgari, “dai piedi fangosi”. Mi è sempre sembrata straordinaria la figura d’Alfieri: e mi è tornata in mente in questo periodo particolarmente difficile della nostra accidentata vita civile. Così ho trovato particolarmente bello proporre l’ultima commedia del conte astigiano a una pattuglia di giovani attori provenienti da tutta Italia, per affrontare un progetto di formazione e di avviamento alla professione teatrale: non è un caso che la mia generazione abbia dimenticato il repertorio alfieriano, tutto deve essere facile, commestibile e digeribile nel mercato triturante dello spettacolo nostrano. Ma i giovani, ai quali stiamo consegnando un paese per il quale ogni giorno sentiamo vergogna, si sono appassionati nel raccontare questa commedia amara e divertente di vita all’Italiana».

TEATRO PALLADIUM - Piazza Bartolomeo Romano 8, 00154 Roma
Dal 18 al 22 aprile 2017
Orario spettacoli: tutte le sere ore 21 
Biglietti: € 15 intero, € 10 ridotto, € 5 studenti
Durata: 1 ora e 20 minuti

INFO Teatro di Roma: telefono 06.684.000.311/314 
INFO Teatro Palladium: telefono 327 2463456

 

UNO NESSUNO CENTOMILA
Con Enrico Lo Verso
Dal romanzo di Luigi Pirandello
Adattamento e regia Alessandra Pizzi

30 repliche Sold Out in Italia - Oltre 25.000 spettatori
In occasione del 150esimo anniversario
della nascita di Luigi Pirandello

L’omaggio a Luigi Pirandello, attraverso l’adattamento teatrale del più celebre dei suoi romanzi: la storia di un uomo che sceglie di mettere in discussione la propria vita, a partire da un dettaglio, minimo insignificante. Il pretesto è un appunto, un’osservazione banale che viene dall’esterno. I dubbi di un’esistenza si dipanano intorno ad un particolare fisico. Le cento maschere della quotidianità, lasciano il posto alla ricerca del SÉ autentico, vero, profondo. L’ironia della scrittura rende la situazione paradossale, grottesca, accentua gli equivoci. La vita si apre come in un gioco di scatole cinesi, e nel fondo è l’essenza: abbandonare i centomila, per cercare l’uno, a volte può significare fare i conti con il nessuno. Ma forse è un prezzo che conviene pagare, pur di assaporare la vita.

Il Progetto:
Avrei voluto che Pirandello fosse vivo, per mostrargli la grandezza della sua parola, la contemporaneità di un messaggio, più attale oggi a 100 anni dalla sua formulazione, il bisogno impellente, necessario, autentico del pubblico di approvvigionarsi della conoscenza di sé, di leggere per provare a decodificare quei segni della quotidianità come codici di accesso ai meandri delle proprie emozioni. Mi chiedo ogni sera, osservando il pubblico che, immobile, assiste allo spettacolo, se Pirandello fosse veramente consapevole delle conseguenze che la portata della forza tumultuosa, di quella giustapposizione di pensieri, di quella serie, interminabile, di quesiti, della ricerca smaniosa di risposte, avrebbero potuto produrre sul pubblico. O se, come spesso accade, il risultato abbia superato le intenzioni. Di certo nel suo pensiero e nella sua opera c’è la consegna al mondo del fardello della conoscenza, che è peso per la presa in carica di sé stessi, ma anche leggerezza per la scoperta meravigliosa di quella bellezza che ad ognuno la vita riserva.
Uno, nessuno e centomila è il romanzo chiave: non in quanto apoteosi o summa del pensiero, ma quanto incipit per un’analisi introspettiva e macroscopica sulle dinamiche esistenziali, ma anche socio culturali della società. Uno, nessuno e centomila “apre”, la mente a riflessioni e a dubbi, il cuore alla ricerca della propria essenza, ma soprattutto apre alla vita, affinché scelga la forma migliore con cui rappresentare l’individuo.
Ho raccolto l’eredità di questo pensiero, più per dovere che per amore per l’arte. Il dovere di chi fa questo lavoro e che è chiamato ad interpretare strumenti di conoscenza, inventando specifici e linguaggi in modo da renderli accessibili a tutti.
Ecco che UNO NESSUNO CENTOMILA, nel riadattamento del testo reso in forma di monologo, che ho voluto dargli diventa il presupposto per un teatro che “informa”, che supera la funzione dell’intrattenimento e diventa pretesto, occasione, spunto per la conoscenza. E in questo sta il dovere di un drammaturgo, nel trovare un codice per offrire al pubblico l’occasione per superare sé stesso. Poco importa se il pretesto sia una sera a teatro, del resto, Pirandello stesso ci insegna che il pretesto è pur sempre una banalità.
Ecco che la messa in scena di UNO NESSUNO CENTOMILA, affidata alla magistrale bravura di Enrico Lo Verso, è come una seduta psicoterapeutica: tutti ne sono attratti, ma in pochi sono consapevoli degli scenari che possono profilarsi.
Ecco che 70 minuti sono il tempo necessario ad affondare le mani nella propria mente, ricercare come in un dejà vu, gli elementi già noti, riconoscerli e iniziare a guardarli con una luce nuova.
Ecco che lo spettacolo rompe gli schemi, toccando uno dopo l’altro i conflitti di un’esistenza: il rapporto con i genitori, i dubbi sulla provenienza, il rapporto dei generi, la ricerca dell’identità ed, in fine, l’affermazione di sé.
Ecco che il pubblico si nutre di testo, in silenzio elabora, applaude e, ogni sera, ci chiede di farlo ancora.
(Alessandra Pizzi)

Lo Spettacolo
Uno spettacolo su l’ultimo romanzo di Luigi Pirandello, in occasione del 150esimo anniversario della nascita dell’autore di Girgenti, quello che riesce a sintetizzare il pensiero dell’autore nel modo più completo. Pirandello stesso, in una lettera autobiografica, lo definisce come il romanzo “più amaro di tutti, profondamente umoristico, di scomposizione della vita. “Uno, nessuno e centomila” è un’opera di lunga elaborazione, di assidua stesura, che accompagna, o per meglio dire informa di sé, il resto della produzione pirandelliana.
Da qui l’idea di una nuova e originale messa in scena, che possa ricercare nuovi specifici per lo spettacolo ma, soprattutto, sappia ridisegnare il rapporto, all’interno dello spazio scenico tra la parola e gesto.
Un unico testo narrativo, per interpretazione sempre diverse affidate al racconto di Enrico Lo Verso, che mette in scena un contemporaneo Vitangelo Moscarda, l’uomo “senza tempo”. Un’interpretazione naturalistica, immediata, “schietta”, volta a sottolineare la contemporaneità di un messaggio universale, univoco, perenne: la ricerca della propria essenza, dentro la giungla quotidiana di omologazioni. La voglia di arrivare infondo ed assaporare la vita, quella autentica, oltre le imposizioni sociali dei ruoli. La paura di essere soli, fuori dal grido sociale della massa. Ed infine, il piacere unico, impagabile della scoperta del proprio “uno”: autentico, vero, necessario. Il Vitangelo Moscarda interpretato da Lo Verso diventa uomo di oggi, di ieri, di domani. Ed il testo diventa critica di una società che oggi, come cento anni fa (quando il testo fu concepito), tende alla partecipazione di massa a svantaggio della specificità dell’individuo. Ma la sua è una critica volta ad un finale positivo, la scoperta per ognuno di essere stessi, dentro la propria bellezza. L’interpretazione, non manca di ironia e sagacia, ricca com’è di inflessioni e note di colore tipiche siciliane, tanto care all’autore del testo, al personaggio e all’attore che lo interpreta. Una messa in scena mutevole in ogni contesto, nel rapporto empatico con il luogo e con chi ascolta e che dà forma ad un personaggio, che è uno, centomila o nessuno, tutti per la prima volta affidati al racconto di una voce.

TEATRO SALA UMBERTO - Via della Mercede 50, Roma
Dal 20 al 30 aprile 2017
Orario spettacoli: tutte le sere ore 21.00; sabato 22 aprile 2017 ore 17.00; domenica ore 17.00;
sabato 29 aprile 2017 ore 17.00 e ore 21.00
Biglietti: da 32€ a 23€

Info e prenotazioni: telefono 06 6794753, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.salaumberto.com


NON AVER PAURA …È Solo Uno Spettacolo
Scritto da Eduardo Aldan
Progetto artistico di Gianluca Ramazzotti
Diretto da Ricard Reguant
Versione italiana di Franco Ferrini
Con: Claudia Genolini, Luca Basile, Yaser Mohamed
E con la partecipazione di Gianni Garko

Un nuovo entusiasmante e rinfrescante spettacolo sulle nostre paure infantili, un viaggio nel terrore, scritto e diretto dal geniale Eduardo Aldan, il cui obiettivo è che lo spettatore provi una sensazione di inquietudine e paura in un luogo dove abitualmente si sente al sicuro; in una comoda poltrona di teatro. Un esperimento squisitamente teatrale attualmente di grande successo in Spagna, Messico e Portogallo con pubblico e critica entusiastiche. Una trama e un’ambientazione sorprendenti, terrore psicologico ed effetti speciali, sono gli ingredienti di questa nuova e appassionante avventura, che divertirà e appassionerà anche il pubblico italiano. Ma se qualcuno pensa che sia solo uno spettacolo e per questo motivo sia difficile spaventarsi, si sbaglia. Mai puoi sentirti al sicuro in un teatro, perché in realtà non conosci chi ti sta seduto dietro.

“Non aver paura” scritto da Eduardo Aldàn, e diretto da Ricard Reguant e' un successo spagnolo della scorsa stagione a Madrid oltre che campione d'incassi in America Latina. La versione Italiana tradotta e adattata da Franco Ferrini (sceneggiatore tra gli altri, di c'era una volta in America e numerosi film di Dario Argento) su progetto di Gianluca Ramazzotti cerca di riportare in Italia un genere che si è' solito vedere in cinema e quasi mai in teatro: “l’horror”. Lo spettacolo, che vanta la presenza come Maestro di Cerimonia l’ attore Gianni Garko, noto volto del cinema italiano degli anni ’60 e ’70 di film di culto come, tra gli altri: ”Sartana”, “ 10.000 dollari per un massacro”, “La notte dei diavoli”, “Sette note in nero”, “Uomo a metà”, attraverso un sapiente uso del linguaggio scenico, spiazza, sorprende e destabilizza il pubblico suggerendo terrore psicologico, fino a immergerlo in un grande e spaventoso momento teatrale.
Però se qualcuno dovesse pensare che si tratti “solo di uno spettacolo teatrale” (come dichiara il sottotitolo dello stesso) e che non ci sia niente da temere, si sbaglia di grosso. “Non potrai mai sentirti sicuro in un teatro, perché non sai ma chi siede dietro di te”. Lo spettacolo sarà in scena dal 20 Aprile al Teatro Ghione una scelta dovuta anche all’affascinante storia che non tutti conoscono, distrutto dal Grande Incendio del 1915 in via delle Fornaci dove persero la vita 23 persone, ricostruito successivamente, è da anni luogo di eventi paranormali e sorprendenti.

TEATRO GHIONE - Via delle Fornaci 37, 00165 Roma
Dal 20 aprile al 14 maggio 2017
Il botteghino è aperto tutti i giorni dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 19.30
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00. Domenica ore 17.00
Biglietti: Intero Platea 27 - Intero Galleria 20 - Riduzione 16 Euro

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 6372294 - 06 39670340
Sito web: www.teatroghione.it


SPACCANAPOLI TIMES
Scritto e diretto da Ruggero Cappuccio
con
Ruggero Cappuccio - Giuseppe Acquaviva
Giovanni Esposito - Romualdo Acquaviva
e con
Giulio Cancelli Norberto Boito
Gea Martire Gabriella Acquaviva
Marina Sorrenti Gennara Acquaviva
Ciro Damiano Dottor Lorenzi

Scene Nicola Rubertelli
Costumi Carlo Poggioli
Aiuto regia e disegno luci Nadia Baldi
Letture sonore di Marco Betta da “La forza del destino” di Giuseppe Verdi
Foto di scena Marco Ghidelli
Produzione TEATRO STABILE DI NAPOLI

Quattro fratelli in lotta con il modernismo globalizzante, che innesca nel mondo dinamiche sociali dalle quali i componenti della famiglia si sentono esclusi, sullo scenario di una Napoli contemporanea vista come detonatore della crisi etica. Questo è lo scenario in cui sono coinvolti i protagonisti di Spaccanapoli Times, testo scritto e diretto da Ruggero Cappuccio, vincitore del Premio le Maschere 2016 come Migliore autore di novità italiana.
Lo spettacolo che nel 2015 ha inaugurato la riapertura dello storico Teatro San Ferdinando di Napoli, è che ha anche visto il debutto come attore di Ruggero Cappuccio, arriva finalmente a Roma al Teatro Eliseo dal 18 aprile al 7 maggio.

Cappuccio veste i panni di Giuseppe Acquaviva, il personaggio al centro della storia - uno scrittore che pubblica le sue opere in assoluto anonimato e vive tra i binari della stazione centrale di Napoli - accompagnato in scena da Giovanni Esposito (Romualdo Acquaviva), Gea Martire (Gabriella Acquaviva), Marina Sorrenti (Gennara Acquaviva), Giulio Cancelli (Norberto Boito) e Ciro Damiano (Dott. Lorenzi).

Spaccanapoli Times è una dirompente macchina comica che attraversa il paesaggio umano dell’Italia di oggi con spregiudicata velocità.
La scrittura di Ruggero Cappuccio si materializza in un italiano che slitta sul terreno delle lingue del Sud, irrorandosi di anglicismi erosivi per una partitura sonora in cui fiammeggiano allegri dirompenti e adagi malinconici. Su tutto regna il ridere e sorridere, dove la comicità volontaria, sferzante e innocente, diventa una lente d’ingrandimento per leggere la realtà del male di vivere con impeto tagliente e irriguardoso.
La scena si apre nella vecchia casa della famiglia Acquaviva: un appartamento all’ultimo piano di un palazzo situato nella via Spaccanapoli. Gli ambienti sono abbandonati da tempo. Gli unici oggetti che si impongono alla vista sono le migliaia di bottiglie d’acqua, ormai vuote, che ricoprono i muri dei saloni a tutt’altezza.
Giuseppe ha convocato i suoi tre fratelli per una ragione d’emergenza. Gabriella, Gennara e Romualdo, lo raggiungono nella dimora in cui hanno vissuto infanzia e adolescenza, ma il motivo della convocazione appare ambiguo e misterioso.
La presenza del quartetto Acquaviva nel luogo degli antenati, innesca un esilarante corto circuito tra passato e presente, tra i teneri rituali dell’infanzia e l’avanzata cancerogena del capitalismo.
I quattro fratelli sono disorientati dall’attualità, vivono in dimensioni mentali e fisiche estreme, concretizzando sulla vita punti di vista e interpretazioni follemente comici.
La singolare pazzia sentimentale che ispira gli innamoramenti di Gabriella, la surreale visionarietà di Gennara per il mondo dello spirito e il talento fobico che Romualdo applica nella pittura, attivano un confronto serrato sulla possibilità di amare e di esistere.
Così, mentre Giuseppe rivela ai fratelli che una guerra invisibile e mortale incombe sul pianeta, si consuma l’attesa febbrile di una visita che dovrà sciogliere la ragione della convocazione degli Acquaviva nella casa della memoria.

Ruggero Cappuccio, attualmente direttore del Napoli Teatro Festival, propone un testo ambientato nei giorni nostri, come a voler blindare un momento storico dal quale proprio non si può far ritorno; una riflessione sull'uomo, chiamato a vivere questi giorni difficili, che per alcuni sono arrivati troppo presto, cogliendoli impreparati. L’incontro con questa modernità manda in frammenti i già fragili animi dei protagonisti; sono costoro che più ne risentono venendo considerati come malati della società quando, in realtà, sono coloro che presentono il male del nostro tempo.

Durata: 2 ore in 2 atti

TEATRO ELISEO - Via Nazionale 183, 00184 Roma
Da martedì 18 aprile a domenica 7 maggio 2017
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00, mercoledì e domenica ore 17.00
Prezzi da 25 € a 40 €

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 83510216
Sito web: www.teatroeliseo.com


Marioletta Bideri per Bis Tremila srl Presenta
Federica Bern in
IL VIAGGIO DI FELICIA
regia Marco Simeoli
uno spettacolo di Claudio Pallottini

Felicia è una ragazza rumena, ma potrebbe essere di un qualsiasi altro paese dell'est, o una migrante africana, o asiatica, molto sognatrice e con i piedi poco piantati per terra. Il crollo del regime comunista e la miseria crescente l'hanno spinta a lasciare la sua patria ed emigrare in Italia. Come per molte sue connazionali anche per Felicia l'Italia è prima di tutto ciò che ha visto in televisione: la famigliola del Mulino Bianco, i milioni di euro in palio ogni giorno nei quiz serali, il paese dei balocchi dove la ricchezza basta saperla prendere o volerla, per acciuffarla, ma anche, il luogo ideale dove realizzare il suo sogno d'integrazione.
Felicia con il visto turistico viene in Italia, a Roma, con la certezza che trovare un lavoro e ben retribuito sarà una barzelletta, così come essere accettata. Ma la realtà è diversa: il lavoro onesto è duro, mal pagato e, spesso, sfruttato e c'è sempre qualcuno pronto a specularci sopra. Per non parlare del costo della vita e dell'affitto pel buco di casa dove abita. E l'integrazione, poi, non è così ovvia e scontata.

Note di Regia
Il monologo di Claudio Pallottini è un viaggio la cui partenza e il cui arrivo non sono soltanto un luogo geografico definito, ma un luogo della mente.
Il luogo deove la protagonista fa i conti con la realtà che si infrange con il suo sogno d'integrazione e di successo.
Il luogo della delusione della protagonista che accetta la sua vita per ciò che è, per la parte di destino che le è stata assegnata.
Rendere questo viaggio è stato il compito della regia, che lo ha fatto facendo ricorso a linguaggi extra teatrali come il fumetto e la tv; o il racconto in terza persona di stampo Brechtiano.
Felicia ci racconta così il suo viaggio con semplicità, senza rancore, ma anzi, con leggerezza e ironia, grazie alla sua capacità di confondere e confondersi la realtà che vive con l'immaginazione e il sogno.
(Marco Simeoli)

TEATRO BRANCACCINO - Via Mecenate 2, Roma
Dal 20 al 23 aprile 2017
Orario spettacoli: da giovedì a sabato ore 20.00, domenica ore 18.00
Biglietto: 15,50 € - Card open 5 ingressi 55 euro

Info e prenotazioni: telefono 06 80687231, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrobrancaccio.it


I RAGAZZI DEL CAVALCAVIA
Scritto e diretto da Erika Z. Galli e Martina Ruggeri
Con Alberto Alemanno, Maziar Firouzi, Ciccio La Mantia, Daniele Pilli e Michael Schermi
Disegno luci Gigi Martinucci
Musiche originali Diego Buongiorno
Assistente alla regia Elvira Berarducci
Costumi Livia Fulvio
Una produzione Industria Indipendente
In collaborazione con Carrozzerie N.O.T. Fivizzano 27
Testo inserito e promosso nell'ambito del progetto Fabulamundi Playwrtiting Europe
premio giuria popolare Dante Cappelletti 2015

Uno spettacolo scritto e diretto da Erika Z. Galli e Martina Ruggeri, già vincitrici del Premio Hystrio per le Scritture di scena 2014, I ragazzi del cavalcavia è ispirato ai fatti di cronaca avvenuti a Tortona venti anni fa quando i fratelli Furlan, lanciando un sasso dal Cavalcavia della Cavallosa, colpirono un'auto in corsa uccidendo Maria Letizia Berdini.
Durante le prime dichiarazioni si chiarì il movente, dissero che l'avevano fatto per passare il tempo, per gioco, "per scacciare la noia non sapendo come trascorrere una serata d'Inverno nel periodo di Natale".
Attraverso questi elementi la storia è stata rielaborata è il tragico evento preso come pretesto per raccontare le vicende di un gruppo di ragazzi come tanti, i Fratelli F., con un lavoro qualunque e una città alle calcagna, la Città di T.
Tra la noia e la voglia di rivalsa sulla vita, i Fratelli F., accompagnati da uno zio acquisito (lo Zio Tex) si muovono tra eccessi e tentativi di rimanere a galla, portando a compimento quello che pare essere un atto già predestinato dalla vita.
Il racconto ci conduce in un luogo irreale, che somiglia a numerosi luoghi reali, dove le gesta di questi ragazzi si svolgono come da copione: la narrazione si suddivide in tre cicli diurni/notturni: 24-25-26 dicembre.
Sono passati vent'anni dall'accaduto e la noia nelle città di periferia sembra ancora essere presente. Luoghi deserti e inabitati, dimenticati, che fanno crescere male e non sentire più niente. (Industria Indipendente)

Spettacolo Per Un Pubblico Adulto

TEATRO VASCELLO - Via Giacinto Carini 78, 00152 Roma
20-21-22-23 aprile 2017
Orario spettacoli: dal giovedì al sabato ore 21, domenica ore 18

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 589 8031
Sito web: www.teatrovascello.it


Emilio Solfrizzi in
IL BORGHESE GENTILUOMO
di Molière
con (in ordine alfabetico) Viviana Altieri, Anita Bartolucci, Fabrizio Contri, Nico Di Crescenzo, Cristiano Dessì, Lisa Galantini, Lydia Giordano, Simone Luglio, Elisabetta Mandalari e Roberto Turchetta
scene Andrea Taddei
costumi Sandra Cardini
disegno luci Gaetano La Mela
musiche Antonio Sinagra
regia Armando Pugliese

Personaggi e interpreti:
Monsieur Jourdain, borghese Emilio Solfrizzi
Madame Jourdain, sua moglie Anita Bartolucci
Lucilla, figlia di M. Jourdain Viviana Altieri
Nicole, serva Lisa Galantini
Cleonte, innamorato di Lucilla Roberto Turchetta
Coviello, servitore di Cleonte Cristiano Dessì
Dorante, conte amante di Dorimene Fabrizio Contri
Dorimene, marchesa Lydia Giordano
Madame Jourdain, sua moglie Anita Bartolucci
Maestro di musica Nico Di Crescenzo
Allievi musicisti Cristiano Dessì, Viviana Altieri, Lydia Giordano
Maestro di ballo Elisabetta Mandalari
Maestro di scherma Roberto Turchetta
Maestro di filosofia Simone Luglio
Maestro sarto Cristiano Dessì
Aiutanti del sarto Nico Di Crescenzo, Elisabetta Mandalari
Un Muftì Simone Luglio

Un ricco borghese, il signor Jourdain, sogna di diventare nobile, tra persone prive di autentiche qualità come adulatori e scrocconi, che lo raggirano e assecondano la sua follia, pur di ottenerne un guadagno. È circondato dal maestro di musica, di ballo, di scherma, di filosofia. La trama si arricchisce delle rivalità tra i diversi maestri che scroccano denaro a Jourdain e ciascuno di loro ritiene e predica che la propria arte, la propria scienza, è il fondamento primo dell’esser un gentiluomo. A questi si contrappone la moglie, donna estremamente pratica e razionale che cerca di farlo rinsavire. Alla coppia dei Jourdain se ne aggiunge una secondaria, i rispettivi servitori dei due coniugi: la servetta Nicoletta, simpatica e coraggiosa, e Coviello, innamorati tra di loro.
Ne nasce una farsa, chiassosa e colorata, tipica del teatro comico: quella del Gran Turco. Coviello, vestito da turco e parlando un turco maccheronico, si presenta a Jourdain e gli fa credere che il figlio del Gran Turco, di lignaggio reale, è qui per sposare Lucilla, la figlia di Jourdain. Jourdain, lusingato dalle promesse di nobiltà, cade nel tranello e ne nasce un fragoroso balletto-farsa. Di fronte all’ennesimo rifiuto del ‘borghese’ di dare in sposa sua figlia al non nobile ragazzo che ama, tutti d’accordo gli giocano la beffa finale e anche la moglie che, pur criticandolo aspramente lo ha sempre protetto, gli si schiera contro lasciandolo definitivamente solo nella sua folle utopia.
Al termine della vicenda Jourdain continuerà a sognare tutto quello che non potrà mai avere, come succede ai grandi personaggi comici del teatro di Molière.

Note di regia
“Come l’avaro, come il malato immaginario, come l’ipocrita Tartufo, anche questo borghese che sogna di diventare un gentiluomo è, nella cultura letteraria europea, un archetipo: è il modello esemplare e imprescindibile del nuovo ricco, dell’arrampicatore sociale, dell’ambizioso che pretende di comprare col denaro quei meriti e quei titoli che non avrà mai”.
(Armando Pugliese)

Lo spettacolo ha una durata di 2 ore compreso intervallo

TEATRO QUIRINO VITTORIO GASSMAN - Via delle Vergini, Roma
Dal 18 al 30 aprile 2017
Orario spettacoli: da martedì a sabato ore 21, domenica ore 17, giovedì 20 e mercoledì 26 aprile ore 17, sabato 29 aprile ore 17 e ore 21

Info e prenotazioni: telefono 06.6794585, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroquirino.it

 

CHI È DI SCENA
Scritto e diretto da Alessandro Benvenuti
con Alessandro Benvenuti, Paolo Cioni e Maria Vittoria Argenti

Alessandro Benvenuti presenta il nuovo spettacolo CHI È DI SCENA, dal 19 aprile al 7 maggio al Teatro della Cometa a Roma. Scritto, diretto e interpretato dall’attore toscano che ha al suo fianco anche Paolo Cioni e Maria Vittoria Argenti. Impegnati in un intreccio giocoso e imprevedibile avvolto in una comicità istintiva e feroce. La produzione è di Arca Azzurra Teatro.
Una novità drammaturgica nel panorama nazionale di cui è ancora fresco l’inchiostro del copione che si propone come una vera e propria novità anche nel repertorio firmato dall’attore toscano.
La trama racconta di uno stravagante e chiacchierato uomo di teatro scomparso dalle scene improvvisamente e apparentemente senza un plausibile motivo da cinque anni. Viene rintracciato per un caso fortuito da un giovane fan. A lui, l'uomo decide di rilasciare un'intervista per spiegare le ragioni della sua scelta e svelare così il mistero che si è creato intorno a questa. Lo invita perciò a casa sua. Testimone silente di questo loro incontro è però una giovane donna che, giacendo seminuda su una chaiselongue di spalle ai due, sembra dormire un sonno profondo.
E come spesso accade nei lavori di Alessandro Benvenuti, quel che appare si scopre tutt'altro che vero, e quel che è vero si svela in un intreccio giocoso e imprevedibile, con una specie di doppio salto mortale drammaturgico che accompagna lo spettatore a un finale assolutamente inaspettato che gioca con leggerezza con le vicende pubbliche e private dei tre protagonisti, sull'intreccio tutt'altro che evidente dei loro rapporti, affrontando insieme tematiche di grande attualità sociale. Il tutto ovviamente con il linguaggio forte, pastoso, ricco dei testi di Benvenuti, assolutamente esplicito, lineare, venato di ironia con punte di corrosività sarcastica e sempre di una comicità istintiva e feroce.

TEATRO DELLA COMETA - Via del Teatro Marcello 4, 00186 Roma
Dal 19 aprile al 7 maggio 2017
Orari spettacolo: dal martedì al venerdì ore 21.00. Sabato doppia replica ore 17,00 e ore 21,00. Domenica ore 17.00. Costo biglietti: platea 25 euro, prima galleria 20 euro, seconda galleria 18 euro.

Info e prenotazioni: telefono 06-6784380
Sito web: www.teatrodellacometa.it


Paola Minaccioni in
DAL VIVO SONO MOLTO MEGLIO
Scritto da Paola Minaccioni con Alberto Caviglia e Claudio Fois
Musiche Lady Coco
Regia Paola Rota
Costumi Ursula Patzec
Foto Fabio Lovino

"Dal Vivo Sono Molto Meglio" raccoglie tutti i personaggi di Paola Minaccioni nati in tv, al cinema o alla Radio ed è un viaggio in cui siamo portati a indagare sul tema dell’identità, per esplorarla e rispondere alla domanda che tutti ci facciamo: “Chi siamo davvero?”. Una surreale sequenza di personaggi che incarnano i dubbi, le paure e le nevrosi dell’attrice, cerca di consegnarci una risposta a questa domanda, con uno spettacolo fuori dagli schemi che ci invita a riflettere su noi stesse e a interpretare l’assurdità della società in cui viviamo.
“Dal vivo sono molto meglio" è un flusso di coscienza leggero e irriverente con cui Paola Minaccioni ci conduce in un universo comico e paradossale.
Donne dipendenti dai social network, improbabili venditrici, raffinate poetesse, badanti e inappuntabili manager, rapper incredibili. Sembrerà strano ma vivono tutte dentro di lei e in fondo sono lo specchio delle nostre nevrosi e dell'assurdità della nostra epoca.
Paola Minaccioni ci consegna la chiave della stanza delle sue incredibili maschere, con cui si nasconde e allo stesso tempo rivela, guidata dalle note di Lady Coco, melodico contrappunto a un’esperienza teatrale unica.
Ma raccontare uno spettacolo che cambia di sera in sera è impossibile, si può capire solo dal vivo. Dal vivo infatti è molto meglio!

TEATRO AMBRA JOVINELLI - Via Guglielmo Pepe 43 /47, 00185 Roma
Dal 20 al 30 aprile 2017
Orari repliche dal martedì al sabato ore 21:00 - domenica ore 17:00 - sabato 22 aprile doppia replica ore 16:30 e ore 21:00
Info 06 83082620 – 06 83082884
Biglietti (compresa prevendita): da € 33,00 a € 17,00
Convenzioni parcheggio in orario spettacolo:
• Garage Esquilino – via G. Giolitti, 27/A - dal martedì al sabato € 1,50 l’ora
• Parcheggio ES Giolitti Park – via G. Giolitti 267 - tutti i giorni € 1,00 l’ora

Info e prenotazioni: Ufficio promozione telefono 06 88816460
Sito web: www.ambrajovinelli.org


BUBBLES
con Marco Zoppi e Rolanda Sabaliauskaite
suoni e luci Paolo Jacobazzi
produzione Teatro Fantastico

Al Teatro Vittoria ritorna con emozione rinnovata BuBBles. Uno show entusiasmante che conduce il pubblico in un viaggio emozionante nel magico mondo delle bolle di sapone, una dimensione fantastica dove tutto è possibile e non esistono limiti all’immaginazione. In BuBBles, Marco Zoppi racchiude tutta la sua esperienza di illusionista e bubble artist, crea bolle di sapone di ogni forma e colore che prendono vita, mutano e si trasformano, gioca con gli elementi della natura attraverso la sua arte leggera e delicata, realizza uno spettacolo magico, poetico e surreale dove musica, colori, luci e materia si fondono e fenomeni all'apparenza inspiegabili accadono di fronte allo sguardo attonito dello spettatore.
“Siamo emozionati e onorati di tornare al Teatro Vittoria di Roma, un teatro molto importante per la nostra storia artistica. E’ infatti proprio in questo prestigioso teatro che nel 2014 ha debuttato BuBBles e si è realizzato il sogno di realizzare uno spettacolo visuale con le bolle di sapone che emozionasse il pubblico di tutte le età. Da quel momento in poi abbiamo portato il nostro spettacolo in giro per il mondo senza sosta e siamo felici dopo tre anni di tornare lì dove tutto è iniziato e poter presentare in prima assoluta nuovi numeri.”

Marco Zoppi è uno dei Bubble Artist di maggior successo nel panorama mondiale costantemente presente nei migliori teatri, programmi TV, variety show e parchi divertimento del mondo. I suoi numeri, presentati anche a "Le Plus Grand Cabaret du Monde" di Parigi, sono stati recentemente notati anche dalla prestigiosa International Magician Society di New York che gli ha conferito il Merlin Award come Miglior Bubble Artist Europeo.

TEATRO VITTORIA / ATTORI & TECNICI - Piazza S. Maria Liberatrice 10, 00153 Roma (Testaccio)
dal 20 al 30 aprile 2017 ore 21
(sabato 22 e 29 aprile doppia replica, ore 17 ed ore 21; domeniche e martedi 25 ore 17)
Biglietti: intero platea 28, intero galleria 22 (compresi 3 euro di prevendita)
ridotti in convenzione: platea 21 e galleria 18 (compresi i 3 euro di prevendita)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 5740170 - 06 5740598
Sito web: www.teatrovittoria.it


SEMPRE DOMENICA
Regia Clara Sancricca
Con: Federico Cianciaruso, Fabio De Stefano, Riccardo Finocchio, Martina Giovanetti, Andrea Mammarella, Emanuele Pilonero

"Il lavoro come tale costituisce la migliore polizia e tiene ciascuno a freno e riesce a impedire validamente il potenziarsi della ragione, della cupidità, del desiderio di indipendenza. Esso logora straordinariamente una gran quantità di energia nervosa, e la sottrae al riflettere, allo scervellarsi, al sognare, al preoccuparsi, all'amare, all'odiare".
Sul palco sei voci e un intrico di vite: al microscopio la trama sottile dei moti e dei vuoti dell'animo umano.
Sempre domenica, per l'originale regia di Clara Sancricca, è un lavoro sul lavoro.
È un lavoro sul tempo, l’energia e i sogni che il lavoro quotidianamente mangia, consuma, sottrae. Sul palco sei attori su sei sedie, che tessono insieme una trama di storie, che aprono squarci di esistenze incrociate. Sono vite affaccendate nei quotidiani affanni, vite che si arrovellano e intanto si consumano, che a tratti si ribellano eppure poi si arrendono, perché in questo carosello di moti e fallimenti è il lavoro a suonare la melodia più forte, quella dell’ineluttabile, dell’inevitabile, del così è sempre stato e del sempre così sarà.
Sempre domenica è un coro di anime, una sinfonia di destini.
Ma è, soprattutto, un canto d’amore per gli esseri umani, per il nostro starcene qui frementi eppure inchiodati, nell’immobilità di una condizione che una tenace ideologia ci fa credere da secoli non tanto la migliore, quanto l’unica – davvero? – possibile.

TEATRO TRASTEVERE - via Jacopa de Settesoli 3, 00153 Roma
dal 18 al 23 aprile 2017
Orario spettacoli: dal martedì al sabato h 21.00, domenica h 17.30

Info e prenotazioni: telefono 06-5814004, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrotrastevere.it


Antonello Costa in
NON CI POSSO CREDERE
con Annalisa Costa e Pierre Bresolin
Regia Antonello Costa

Quante volte abbiamo usato la frase non ci posso credere... per un incontro inaspettato... per un bel voto o una promozione sul posto di lavoro..... e cosa ha spinto Antonello Costa a chiamare cosi il suo nuovo spettacolo? “I miei 30 anni di carriera coincidono con 30 anni di attività del teatro Manzoni??!! Bisogna festeggiare: Non ci posso credere!!!”
Sta dando vita quindi ad un varietà in grande stile con soubrette, un numeroso corpo di ballo (Licia Cricchi, Marica Galli, Agata Moschini e Elisa Milani) sarà accompagnato sulla scena da Annalisa Costa e Pierre Bresolin.
Canzoni, personaggi, macchiette, balli come nella migliore tradizione, il tutto condito dal talento di Antonello che ballerà il tip tap sulle note di Vecchio Frack di Domenico Modugno. Non mancherà di coinvolgere il pubblico ricordando Renato Carosone. o attraverso l'incontro di Totò e Charlie Chaplin, di Renato Rascel e Petrolini, di Chaplin e Michael Jackson.
Molti i personaggi che incontreremo del suo repertorio, come il siculo Don Antonino, Tony Fasano, ballerino di salsa, Sergio il cugino esaurito, Hamed, e tanti altri ancora...
Antonello sa coniugare tanto mestiere con un'approfondita conoscenza del varietà storico che è stata la base sulla quale ha costruito il suo spessore con amore e scuola. E come dichiara spesso: “il talento non è solo una dote, io ho fatto tutto con serietà, passione, studio e lavoro, senza intraprendere scorciatoie, di questo ne vado fiero”.
Antonello Costa è un vero artista che crea e tiene vivo il varietà.
Assisteremo ad uno spettacolo coinvolgente, divertente, assolutamente da non perdere.

TEATRO MANZONI - Via Monte Zebio 14/c, Roma
dal 20 aprile al 14 maggio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21 sabato ore 17-21 domenica ore 17.30, lunedì riposo. Martedì 9 maggio ore 19, giovedì 11 maggio ore 17 e ore 21
Biglietti: intero euro 25, ridotto euro 22

Info e prenotazioni: telefono 06-3223634
Sito web: www.teatromanzoni.info


Greg in
L’ACCENDINO MAGICO
Di Claudio Greg Gregori e Riccardo Graziosi
Con Lallo Circosta, Claudio Gregori, Riccardo Graziosi, Claudia Campagnola, Vania Della Bidia, Roberto Fazioli
Regia: Claudio Greg Gregori
Scene: Andrea Simonetti
Musiche originali: Claudio Greg Gregori

Una tranquilla villetta al mare. Due coppie di coniugi e un amico di famiglia, un misterioso monaco e un accendino che si rivela essere una chiave per varcare le dimensioni.
Questi sono i magici ingredienti per un’avida corsa al potere, tra irresistibili cambi di esistenze e personalità. Una corsa che porterà i protagonisti ad una meta inaspettata. Imprevedibile, graffiante, dissacrante, il grande Greg ritorna sul palco del Teatro 7 con un nuovo, divertentissimo e folle spettacolo, nel quale poter di nuovo esprimere tutta la geniale creatività che da sempre lo contraddistingue.

TEATRO SETTE - Via Benevento 23, Roma
Dal 18 al 30 aprile 2017
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21; domenica ore 18
Biglietti: da 24€ a 18€ (prevendita compresa)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 442.36.382
Sito web: www.teatro7.it


Maurizio Mattioli in
ANCORA ERA ORA!
Regia Stefano Reali

Grande, grosso e pieno di quell’allegria genuina che gli arriva direttamente dalla sua città.
Sul palcoscenico del Teatro Tirso de Molina, Maurizio Mattioli, l’attore romano DOC, nato e cresciuto in borgata, grande comico, vero erede di Aldo Fabrizi, uno dei pochi attori italiani capace di passare dal cinema, alla televisione, al doppiaggio, al cabaret, al teatro comico, al teatro serio, alla festa di piazza, sempre con eguale scioltezza, si racconta per la prima volta.
“Ancora era ora!” è la sua esilarante biografia, dagli esordi come “barzellettaro” nei bar di borgata, fino al grande teatro, al cinema, e alla tivù, il tutto con un’orchestra dal vivo che accompagna Mattioli in una serie di canzoni che hanno segnato un’epoca, dagli anni settanta ad oggi.
In scena con lui c’è Stefano Reali, regista, qui in veste di narratore, che provoca ed istiga Maurizio Mattioli nel rievocare, con i suoi racconti irriverenti e comicissimi, il gusto di un’epoca che non c’è più, e di cui in tanti sentiamo la mancanza.
C’è tutto Mattioli in questo “one man show” dal ritmo incalzante e la risata assicurata: infanzia, vocazione, vita e miracoli di un figlio della periferia, che ne racconta le pulsioni e le contraddizioni. Dagli inizi al bar del Pino, dove neanche sedicenne intratteneva gli avventori di Piazza Guadalupe, e dove conobbe una serie di personaggi, come Nino “l’Americano”, Mario “Er Poca Luce”, Zebrotto “Er Zanzara”, e Angioletto “Er Cofano”, che saranno poi tra i pilastri della sua cifra comica, passando per il teatro “serio” con Luigi Squarzina ed Enrico Maria Salerno. E poi il Puff, per approdare finalmente al Sistina, con la sua irripetibile interpretazione di Mastro Titta nel celebre “Rugantino” di Garinei e Giovannini.
Ma nella sua carriera c’è stato spazio anche per tantissimo cinema e tanta televisione. Tutto questo ci verrà raccontato da Mattioli, intervallato dalla sua personalissima interpretazione di brani dell’amato Califano, del maestro Trovajoli e di Francesco De Gregori.
Possiamo considerarlo tra gli artisti più amati del prestigioso teatro Tirso de Molina, l'unico teatro capace di far vivere l'emozione e la leggerezza attraverso i grandi nomi della romanità con la direzione artistica di Achille Mellini.
«Maurizio Mattioli è l’unico vero erede di una generazione di artisti come Aldo Fabrizi, Mario Carotenuto, Paolo Stoppa, Renato Rascel», dice Stefano Reali, compagno di avventura e amico di una vita del comico romano, «personaggi che avevano la forza di un attore protagonista e al tempo stesso la bonomia e il calore di un caratterista. È un qualcosa che non ha eguali nelle cinematografie straniere, si tratta di una particolarità italiana, e forse, quasi tutta romana. Sono personaggi che possiedono caratteristiche contraddittorie: hanno ferocia, rabbia, ma anche simpatia, amabilità, profondità, senso dell’ironica leggerezza della vita, potenza drammatica e una dirompente forza comica. Il tutto mischiato nelle dosi giuste. È per questo che artisti di questo tipo sono sempre stati amatissimi dal pubblico. Mattioli è forse l’ultimo esponente di una razza, che sinceramente mi sembra in via di estinzione…».

TEATRO TIRSO DE MOLINA - Via Tirso 89 (Piazza Buenos Aires), 00198 Roma
Dal 19 al 30 aprile 2017
Costo Biglietto: Intero: mercoledì e giovedì € 25, venerdì, sabato e domenica € 27
Ridotto: mercoledì e giovedì € 22, venerdì, sabato e domenica € 24
Orari: mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 21:00, sabato e domenica ore 17:30
Parcheggio convenzionato in Via Tirso, 14
Biglietti in vendita anche su TicketOne www.ticketone.it

Info e prenotazioni: telefono 06.8411827
Sito web: www.teatrotirsodemolina.it


TESORO, NON È COME CREDI!
di Pietro Morachioli e Joseph Criafulli
con Pietro Morachioli, Ughetta d’Onorascenzo, Raffaele Proietti, Giorgia Mareri, Diego Nesta, Valeria Moccia, Stefano Starna, Alessia Paladino.
regia Pietro Morachioli
Tecnico luci e audio Joseph Crisafulli
Musiche Luigi Morachioli
Grafica Gabriele Mareri
Acconciature Spettinati
Trucco Accademia di Trucco Professionale

La commedia ruota intorno a una serie infinita di equivoci e bugie, un castello di ipocrisia che cadrà miseramente sulle spalle dei protagonisti, un meccanismo comico che promette molte risate.
La storia è quella di Filippo e Margherita, sposati da anni, con una bella casa, un giardino e una governate, la Signora Lina. Tutto sembra procedere tranquillamente ma una scappatella extraconiugale rischia di compromettere il tutto. Giorgio, amico d'infanzia di Filippo, prova a riparare il danno e accorre subito in aiuto dell'amico. Un susseguirsi di personaggi e situazioni paradossali e divertenti equivoci che metteranno i due amici in una sempre più intensa difficoltà! Moglie, amanti, pompieri, governanti, tutti trascinati dentro una bomba ad orologeria pronta a scoppiare.

TEATRO SAN PAOLO - Via Ostiense 190, Roma
Dal 21 al 23 aprile 2107
Orario spettacoli: ore 21.00, domenica ore 17.30

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 3394684545
Sito web: www.teatrosanpaolo.it


ANAMONI
spettacolo di teatrodanza
Produzione Matroos
Ideazione Regia Coreografia Lisa Rosamilia
Progetto e realizzazione scenografica Lisa Rosamilia
Musica originale composta e diretta da Michele Sganga
Pianoforte: Michele Sganga
Violino: Lia Tiso
Riprese audio e sonorizzazioni: Matteo de Rossi
Postproduzione musica: Studio Sonicview Roma
Luci: Marco Bilanzone
Visual: Daniele Casolino

Presentato in anteprima al Doit Festival 2017, debutta al Teatro Studio Uno dal 20 al 30 aprile il nuovo lavoro della compagna Matroos che porta in scena grazie alla danzatrice, coreografa e regista Lisa Rosamilia, “Anamoni” suggestivo, visionario ed emozionante spettacolo di teatro danza ispirato al mito di Penelope rielaborato nella contemporaneità.

Lo sguardo di Anamoni si dilata nell’acqua. Vive connessa a una muraglia galleggiante di porte e finestre, che è casa e scialuppa. E da quel veliero fatiscente osserva il mare e attende. Fluttua l’assenza, la perdita, si disperdono e inabissano visioni, Anamoni tesse la tela dell’attesa. Compone il suo quadro di corde e reti che legano telai di vecchie finestre, la sua fragile imbarcazione, un suggestivo mosaico dove risiede, lavora. Unico rifugio nel mare della sospensione a cui la costringe l’attesa. Attesa di un ritorno e qualcosa che nasca da quelle acque, o attesa di una partenza, di un vento che la spinga lontano da quel luogo sospeso. Tessere e disfare si trasformano in una danza ritmica, temporale, alternata a momenti di stasi fra trame e spazi di tessuto. La musica risuona attraverso i passaggi di fili sulla tela, come se fosse essa stessa a produrli. Anamoni osserva, sta, ripete, tesse tele reali e metaforiche, fila nell’attesa trame e orditi, in un’architettura che imbrogli il tempo, un non luogo dove niente è ancora accaduto e tutto deve ancora succedere, un apparente tempo immobile, che in realtà si consuma in attesa di un divenire.

Note di Regia
Spettacolo di TeatroDanza dove oggetto scenografico, composizione coreografica e musica si intrecciano comunicando tra loro. Lo spettacolo prende spunto dalla figura di Penelope omerica rielaborando il personaggio classico nella rappresentazione di un’attesa instabile e mobile, spesso fine a se stessa. Anamoni è una Penelope contemporanea, non c’è realmente nessun uomo da aspettare, né Proci da ingannare, ma solo uno spazio da riempire sempre in bilico con il vuoto e una tessitura che non è inganno del tempo, ma inseguimento e fuga, costruzione e creazione.
La Scenografia e la Danza. La dimensione di Anamoni è una memoria sonora, visionaria e materica. La memoria contenuta nell’oggetto di una vecchia finestra che ha visto, riflesso, atteso, è idea, collegamento e ispirazione alla natura del personaggio e del racconto di Anamoni. L’elaborazione dello spettacolo ha inizio nella ricerca e recupero di vecchi infissi, reti da pesca e materiali in disuso che vengono ricontestualizzati attraverso il lavoro di costruzione della scenografia. La composizione della coreografia nasce ed è strettamente collegata al momento dell’assemblaggio scenografico. Una tela-telaio costruita in sezioni, tessere, stanze, scultura vivente e mezzo necessario al suggerimento danzato. Quadro in cui è simbolicamente racchiusa l’essenza del personaggio stesso, che coniuga passato e presente, accordando la memoria ad una progettualità temporale. La tela, intesa come uno specchio del sé, attraverso giochi di tessuti, video proiezioni, luci e ombre, rimanda all’immaginazione, al disvelamento dell’invisibile, ad una sorta di rovesciamento della realtà. La narrazione si compone attraverso vuoti e pieni, stasi e movimenti di fili che vengono intrecciati, dove il continuo fare e disfare è movimento circolare in cui ogni cosa è eternamente attesa, sperata e rimandata.
La Musica. Originale e composta appositamente per lo spettacolo, alterna momenti di composizione per pianoforte e violino, a sonorizzazioni realizzate dalla stimolazione sonora della scenografia. Dall’osservazione delle tensioni delle corde e dei tessuti sulla tela, e dagli effetti di reazione al movimento del corpo in essi, nasce la musica, che risuona dalla tela come se si trasformasse in un’arpa, un organo, un tamburo, un violino. La descrizione musicale del racconto è realizzata anche attraverso l’utilizzo di sonorizzazioni di elementi naturali legati alla dimensione del personaggio, come onde del mare, cigolii del legno del telaio o di barche, strofinii di fili, il fruscio della sabbia, manipolazioni sensibili delle sonorità delle forme e dell’ambiente.

TEATRO STUDIO UNO (Sala Specchi) - Via Carlo della Rocca, 6 Roma
Dal 20 al 30 aprile 2017
Orario spettacoli: venerdì e sabato ore 21.00, domenica ore 18.00
Biglietti: Ingresso 10 euro. Tessera associativa gratuita

Info e prenotazioni: telefono 3494356219 - 3298027943, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrostudiouno.com


MANCO FOSSI LAURA CHIATTI…
Uno spettacolo scritto e diretto da Danila Stalteri
con la collaborazione di Gioia Vicari
Con Danila Stalteri, Massimo Corvo, Lucia Batassa

Uno spaccato di vita reale, vissuta intensamente tra illusioni, lacrime e tante risate. Questo in poche parole racconta “… MANCO FOSSI LAURA CHIATTI…” interpretato dalla bravissima Danila Stalteri. Tra giochi di luci, suoni e balli, la straordinaria attrice che ha incantato l’Italia approda finalmente al Teatro Ambra alla Garbatella per regalare agli spettatori momenti unici. Si tratta di una commedia brillante dove Danila Stalteri, con abilità condita da un pizzico di sarcasmo e ironia, mette in scena quello che un’attrice deve affrontare per la scalata al successo nel mondo dello spettacolo. Come nel celebre romanzo di Pirandello Uno, nessuno e centomila, la Stalteri, attingendo a piene mani dal suo vissuto, svela quelli che sono i retroscena, le maschere e le difficoltà di chi vuole calcare le assi del palcoscenico. Un vero e proprio one woman show scritto, diretto ed interpretato da lei, la straordinaria e poliedrica, Danila Stalteri. Con lei in scena Massimo Corvo e Lucia Batassa. Sotto i riflettori gli spettatori vedranno sfilare personaggi di pura fantasia, reali, i corsi di recitazione che ha frequentato, gli insegnanti di teatro con i loro metodi, i provini, le audizioni, le telefonate e le conversazioni con la madre preoccupata e che vorrebbe vedere la figlia sistemata ed una serie interminabile di lavori fatti per potersi mantenere e raggiungere il suo obiettivo. Il tutto condito da un pizzico di follia e autoironia in modo da rendere più frizzante e leggero lo spettacolo. Il tutto con l’ossessione di raggiungere la fama e la popolarità delle attrici conosciute da tutti, di cui Laura Chiatti diventa ironicamente simbolo e termine di paragone inarrivabile.

TEATRO AMBRA ALLA GARBATELLA - Piazza Giovanni da Triora 15, Roma
Dal 20 al 22 aprile 2017 - ore 21,00

Info e prenotazioni: telefono 06.81173900, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroambra.it


DoveComeQuando presenta
FOLLOWER
di Pietro Dattola
con Flavia Germana De Lipsis
regia Pietro Dattola

Al Teatro Studio Uno dal 20 al 30 aprile la Compagnia DoveComeQuando debutta in prima assoluta con lo spettacolo “Follower”, scritto e diretto da Pietro Dattola con protagonista Flavia Germana De Lipsis, monologo che analizza il fenomeno social e i suoi riflessi sulla psiche, sui desideri e sui comportamenti umani, attraverso la storia di una ragazza ancorata ad una amore che non è più suo.
“E se, tramite un'app, potessi essere seguito nella vita reale, anziché semplicemente sullo schermo?
Se un tuo follower potesse realmente seguirti per tutta la giornata, restando invisibile e anonimo, e osservarti mentre prepari la colazione, vai al lavoro o incontri degli amici?
Prova nuove sensazioni, rendi più eccitante la tua giornata, aggiungi un pizzico di magia al tran-tran quotidiano, acquista una nuova prospettiva sulla vita, apri il tuo mondo agli altri, dai un nuovo significato alla tua esistenza, afferma la tua presenza!
Diventa il centro del mondo di qualcun altro. Scarica l'app e iscriviti subito. Se ricevi la notifica significa che qualcuno vuole seguirti! Per tutto il giorno, dalle 10:00 alle 20:00, il tuo follower ignoto riceverà da me alcune tue fotografie e la tua posizione GPS. Tutti gli altri dati resteranno confidenziali. Parola di app.
Fatti seguire!"
Cosa rende così difficile il distacco da una persona amata? Quanto può essere difficile dire addio?
La protagonista, Nina, è ancorata a una storia con Pietro che non le appartiene più. Farebbe di tutto per riaverla indietro. Perché un rapporto funzioni, occorre mantenere le giuste distanze. Quelle tra Pietro e Nina sono ormai abissali e ci sono casi in cui, se vieni bloccato nella vita reale, è per sempre. Ma ora c'è un'app, Follower, con cui Nina crede di poterle accorciare. Non appena si convincerà che il suo follower potrebbe essere Pietro, Nina farà di tutto per rivederlo ancora una volta. Di tutto.
Un atto unico poetico, multiforme - di parole, azione e immagini - per persona sola in cui lo spettatore è il vero follower di Nina - e in cui, qualsiasi cosa lei faccia, le Condizioni d'uso dell'app impediscono di intervenire.

TEATRO STUDIO UNO - Via Carlo della Rocca 6, Roma
Dal 20 al 30 aprile 2017
Orario spettacoli: da giovedì a sabato ore 21.00, domenica ore 18.00
Biglietti: ingresso 10 euro. Tessera associativa gratuita

Info e prenotazioni: telefono 3494356219- 3298027943, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrostudiouno.com


Gianni Ferreri, Daniela Morozzi, Giancarlo Ratti in
TERAPIA TERAPIA
da un soggetto di Roberto Nobile
una commedia di Augusto e Toni Fornari, Andrea Maia, Roberto Nobile, Vincenzo Sinopoli
regia Augusto Fornari

Ninì Serpiello, (Gianni Ferreri) e Lucia Montello, (Daniela Morozzi) sono interapia di coppia per cercare di salvare il loro litigiosissimo matrimonio.
Si sono rivolti dopo aver tentato, senza successo, di risolvere con altri terapisti, al Dottor Mauro Angeli, (Giancarlo Ratti) stimato psicologo del settore, considerato un salva-coppie per l’alta percentuale di successi delle sue terapie.
Ma i Serpiello non sanno che proprio in questo periodo anche lo Psicologo vive una gravissima crisi matrimoniale.
Cosa può accadere se i problemi della coppia si intrecciano con quelli dell’analista?
Fra equivoci, litigi, svelamenti, tenerezze, “Terapia Terapia” affronta, in chiave comica ma non superficiale, le commedie e i drammi del matrimonio attraverso un viaggio analitico, da Freud alla sfogliatella napoletana.

TEATRO GOLDEN - Via Taranto 36, Roma
Dal 18 aprile al 14 maggio 2017
Orario Spettacoli: Martedì, giovedì, venerdì, sabato ore 21.00, Domenica ore 17.00
Intero € 26,00 + € 4 di prevendita; ridotto € 22,00 + € 3 di prevendita

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06.70.49.38.26
Sito web: www.teatrogolden.it


LA BANDA DEL BOX 23
di Antonio Romano
regia Massimo Milazzo
con Antonio Romano, Carlotta Ballarini, Stefano Scaramuzzino e Claudio Scaramuzzino
Con la partecipazione straordinaria di Luciana Frazzetto
scenografie Michele Funghi
costumi Roberto Di Falco
luci e suoni Tony di Tore
foto Loredana Pensa

Che l’Italia sia un Paese ricco di creatività e inventiva non è certo cosa nuova. Vuoi per storia, vuoi per genetica, la fantasia l’ha sempre fatta da padrona, soprattutto quando dev’essere usata per portare a casa la pagnotta.
L’arte di arrangiarsi, infatti, è diventata quasi una cultura. Da sempre i lavori classici si affiancano a mestieri nuovi, più o meno legali.
D’altronde, con la crisi che picchia sempre più duro, non si può biasimare chi tenta di arrotondare l’entrata mensile.
È in questa situazione che i cinque protagonisti della storia, stretti nella morsa della crisi lavorativa, una sera come tante, mentre sono impegnati nella visione della serie televisiva “Gomorra”, vengono attratti dal modo semplice per fare soldi e valutano l’opportunità di “mettersi in affari”.
È a Roma, che i protagonisti si riuniscono per creare l’associazione BOX23, proprio in un Box al civico 23, imitando, in malo modo e con scarsi risultati, i gesti e le parole dei protagonisti di Gomorra e la Banda della Magliana.
Tra equivoci e gaffe, il testo cercherà di ridicolizzare i supereroi camorristici, di sfatare il mito delle scorciatoie e dei facili risultati, per far comprendere che, solo con il lavoro duro e l’onestà, si possono ottenere le dovute soddisfazioni e che, a volte, le scorciatoie possono essere fatali.

Note di regia
A teatro mi annoio. Un illustre insegnante all’inizio della mia carriera di regista mi disse: “…il teatro avrà un futuro se riuscirà a competere con il cinema!“.
Nella parallela attività di direttore di doppiaggio dirigo una sessantina di film l’anno, oltre a curarne spesso i dialoghi. Ho capito quindi cosa significhi non far annoiare lo spettatore. Il teatro non è solo proporre sul palcoscenico un dialogo, ma è soprattutto utilizzare gli infiniti mezzi che questa disciplina offre.
“La banda del Box 23” di Antonio Romano garantisce questa opportunità: dialoghi serrati, personaggi incisivi e ben delineati, risvolti imprevedibili.
Il più delle volte negli stereotipi cine-televisivi certi individui non adattandosi al processo di socializzazione violano le leggi accettate dal gruppo sociale a cui appartengono. Qui invece Sky, Spillo, Napoli, Scheggia e Tanica aderiscono al crimine per motivi socio-familiar-economici. Lo fanno in modo divertente e rocambolesco senza rendersi conto a che cosa vanno incontro. Ciascuno ha un retroterra che giustifica questa scelta impulsiva e non razionale.
Uno dei tanti meriti di questo testo è quello di ricordare a chi scrive sceneggiature per il cinema o la tv di non lanciare messaggi fuorvianti come quello di trasformare i malviventi in “eroi da emulare”. Sarebbe invece motivo di apprezzamento lanciarne uno solo, abusato ma sempre efficace: il crimine non paga!
Massimo Milazzo

TEATRO DEGLI AUDACI - Via Giuseppe De Santis 29, Roma
dal 20 al 30 aprile 2017
Orario spettacoli: dal giovedì al sabato ore 21.00, domenica ore 18.00
Biglietti: Intero 16 euro, Ridotto 13 euro (over 65), Ridotto bambini 2/13 anni 10 euro - prevendita 2 euro

Info e prenotazioni: telefono 06 94376057 - 339.6095598
Sito web: www.teatrodegliaudaci.it


Le Sorelle Marinetti in
TOPOLINI, MICI E PINGUINI INNAMORATI
Storie dal fantastico zoo dello swing italiano
di Giorgio Umberto Bozzo
Direzione musicale del M° Christian Schmitz
con
Matteo Minerva – Elica Marinetti
Marco Lugli – Scintilla Marinetti
Nicola Olivieri – Turbina Marinetti
Christian Schmitz – Chicco Maniscalchi

Non può certo passare inosservato un fenomeno che ha attraversato tutta la produzione della canzonetta sincopata della fine degli anni Trenta e dell’inizio degli anni Quaranta: molti di quei simpatici motivetti, che avevano impegnato le penne dei migliori autori e compositori e le ugole dei più valenti interpreti del periodo, avevano per protagonisti gli animali.
Il pinguino innamorato, Il gatto in cantina, La canzone delle mosche, Maramao perché sei morto, La sardina innamorata… canzoni che allestirono un fantastico zoo al servizio dello swing e – a maggior ragione – della necessaria evasione dal contingente (un regime in agonia, le ristrettezze economiche dovute alle sanzioni, le leggi liberticide, l’avvicinarsi di una guerra…)

Fatta salva la tradizione millenaria della favola con interpreti zoomorfi (Esopo, Fedro e i loro epigoni più moderni) una ragione era senz’altro da rintracciare nelle programmazioni cinematografiche di quegli anni, che dalla metà degli anni Trenta cominciarono ad ospitare i primi cartoni animati di Walt Disney, le Silly Symphonies – il cui titolo nel nostro Pese venne italianizzato in Sinfonie Allegre – e la saga di Mickey Mouse, che avevano colonne sonore di sapore decisamente moderno, se non esplicitamente jazz e swing.
I programmi leggeri dell’EIAR e tutta la pletora di artisti che vi gravitavano intorno intuirono immediatamente il grosso successo di questi cortometraggi animati e si impegnarono da subito a creare canzoncine in sintonia con quel mondo fantastico.
Topolini, mici e pinguini innamorati è uno spettacolo che racconta in modo leggero, ma ricco di aneddoti e informazioni questo periodo e questo repertorio: una divertente lezione di storia del costume arricchita da una selezione di divertenti canzoni interpretate dalle sorelle canterine che hanno fatto dello swing una vera missione di vita.
Nate da un’idea del produttore Giorgio Bozzo e dell’arrangiatore Christian Schmitz, le Sorelle Marinetti sono il frutto di una seria ricerca nel repertorio dello swing e del jazz italiano degli anni Trenta e Quaranta, di un certosino lavoro di adattamento dei timbri vocali dei tre attori e cantanti e di recupero filologico degli arrangiamenti e del sound originale dei brani in repertorio.
Nel 2010 sono state sul palco del Teatro Ariston con Arisa, nel 2011 hanno fatto un tour estivo con Simone Cristicchi e nel 2012 Vinicio Capossela le ha volute per i cori del suo singolo Pryntyl estratto dall’album Marinai profeti e balene e per il tour seguito all’uscita del disco.
Hanno da poco dato alle stampe il loro terzo lavoro discografico dal titolo “La Famiglia Canterina”.

TEATRO SALA VIGNOLI - Via Bartolomeo D’Alviano 1, Roma
22 e 23 aprile 2017
Sabato ore 21.00 Domenica ore 19.00
Biglietti: Intero 12,00 euro – Ridotto 10,00 euro
Tessera associazione 3,00 euro.

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 371.16.27.502


IKNE' - TRACCE TEATRALI
Dal 18 aprile al 7 maggio il Teatro Tordinona organizza IKNE' - TRACCE Teatrali una rassegna di sette spettacoli che si costituisce come spazio realmente aperto di attraversamento.
La città di Roma è terra di passaggio per tante realtà della scena contemporanea del paese. Per alcune è un punto di arrivo, per altre un punto di partenza, per altre ancora una tappa di transito. Ma esistono tante realtà che restano escluse dal panorama scenico della capitale.
Roma, vista la sua particolare collocazione geografica al centro dell’Italia, è un crocevia imprescindibile per tutte le compagnie teatrali che attraversano il paese da sud a nord e viceversa.
La scena contemporanea in movimento per raggiungere pubblici e le regioni più disparate, deve passare da Roma. Roma ha il dovere di intercettarle e di offrire loro spazi e possibilità. Il Teatro Tordinona con questa piccola rassegna vuol lasciare tracce teatrali (Ikné).

18-19 aprile - Terzo Piano Teatro (un)Happy Hour
21 aprile Compagnia di Teatro La San Luis Amore Loop
22-23 aprile –Terre Vivaci The Joyce Audition
27-28 aprile - TeatRing Tu, Mio
29-30 aprile - Associazione Artistica Estudio CA/1000
3-4-5 maggio - Duska Bisconti Foemina Sapiens
6-7 maggio - Compagnia Carvelli/Cusato Pinocchieide

Terzo Piano Teatro
(UN)HAPPY HOUR
drammaturgia Nicola Borghesi
con Francesco Dendi
regia Nicola Borghesi
produzione Factory TAC
in collaborazione con La Gualchiera,
Festival Young Station 6
_selezione Festival Anteprima Collinarea 2015

(Un)happy Hour è una visita guidata nell'assurdità di una vita media, molto media, che sfocia in conseguenze impreviste. È una storia da raccontare prima che sia troppo tardi, in cui una piccola storia si incrocia in un punto imprecisato con una Grande Storia fittizia ma non troppo inverosimile. Le gesta di Ivo Mantellassi, cassiere della Coop, schizofrenico e dinamitardo improvvisato e maniacale, diventano, per caso o per disegno, l'inizio di un'implosione dell'Occidente. È come se dalla vita fossero estratti alcuni episodi apparentemente casuali unendo i quali risulta un quadro sghembo, fastidioso, a tratti incomprensibile, pieno di slanci vitali, come poi è la nostra esperienza del quotidiano. Una giornata d’infanzia sbagliata sulla riviera adriatica, una strana ossessione per la coop, un rapporto di coppia completamente disfunzionale, esaminatori deliranti e minacciosi, una figura materna lucidamente folle, un uomo che assume su di sé tutte le colpe di un paese. E che per liberare un paese dalle sue colpe non può che colpirlo nella sua anima: la festa. Tutto ciò lascerà nella Grande Storia tracce indelebili, riportate con attenzione morbosa dalla guida del
Memorial of Absurdity Victims Museum. (Un)happy Hour vive una sovrapposizione di codici, di modi di raccontare, proprio perché un affresco irregolare e mutevole come quello di un quotidiano spezzato non può non passare attraverso mondi, modi di guardare e, quindi, di stare in scena, schizofrenici e diversi tra loro.
18-19 Aprile (ore 21:00)

Compagnia di Teatro La San Luis
AMORE LOOP
di Maria Mar Perez y Macarena Fuentes

Dall’Argentina a Roma una proposta di teatro espresso. Un gruppo di attori mette in scena l'opera, il motivo è sempre lo stesso: un litigio, elementi sonori immersivi e tanto amore. Ciò che cambia ogni volta sono attori e luogo di rappresentazione, con una parte importante lasciata all'improvvisazione. Il risultato è una opera itinerante in cui ogni rappresentazione è simile ma mai uguale alle altre.
AMORE LOOP eredita il realismo della compagnia argentina del Teatro San Luis che da più di 5 anni lavora con l'idea di inserire la routine quotidiana nel contesto teatrale, per creare e ricreare scene della vita di tutti i giorni e rappresentare il lavoro della gente comune. Situazioni e momenti "reali" vengono elevati a opera teatrale e salgono sul palcoscenico. Musica ed effetti speciali aiutano a creare uno spazio cinematografico di cui il pubblico è parte integrante.
AMORE LOOP a Roma sarà interpretato da Viviana Datti e Lorenzo Parlati, due attori italiani, essi interpretano una coppia di musicisti viaggiatori che condivideranno con noi: canzoni, tensioni e passioni del loro viaggio...
21 Aprile (ore 21:00)

Terre Vivaci
THE JOYCE AUDITION
di Riccardo Mini
Con Angelica Cacciapaglia, Mario Migliucci, Riccardo Mini

Una coppia di attori italiani emigrati a Londra in cerca di fortuna si sta preparando ad un importante provino per una produzione inglese di Exiles, l'unico dramma di James Joyce. Tra situazioni a tratti comiche e paradossali, momenti di riflessione e confronto suscitati dal dramma a cui stanno lavorando, i due attori si trovano spinti ad affrontare il proprio vissuto individuale e di coppia, mettendo in discussione se stessi e i propri sogni, uscendone profondamente trasformati.
The Joyce Audition è un testo bilingue, scritto e recitato in italiano ed inglese, che alterna scene e
dialoghi originali ad estratti del dramma Exiles di James Joyce. L'utilizzo del linguaggio metateatrale, attraverso la situazione drammatica di “prova aperta”, permette una esplorazione di alcuni tipici temi joyciani (senso di paralisi esistenziale, decadenza morale ed economica della società, crisi di valori, epifania come presa di coscienza della propria condizione umana) riattualizzandoli in chiave contemporanea, allo scopo di evidenziarne le analogie profonde con il mondo di oggi. Propone quindi anche una riflessione sull'Italia odierna, sul senso di inquietudine delle giovani generazioni, alle prese con la difficile conquista della propria identità personale e professionale.
22-23 Aprile (ore 21:00 – domenica ore 18:00)

TEATRO TORDINONA (Sala Starsberg) - Via degli Acquasparta, 16

Info e prenotazioni: telefono 067004932, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.tordinonateatro.it


Sardegna teatro presenta
ESODO - Tributo a Sergio Atzeni
di Valentino Mannias
con Valentino Mannias e Luca Spanu
musica Luca Spanu
regia Valentino Mannias
foto Dietrich Steinmetz
produzione Sardegna Teatro

Lo spettacolo è un tributo al grande giornalista Sergio Atzeni. La storia raccontata è quella di un giovane che parte e lascia la sua terra, la Sardegna, e più precisamente il Medio Campidano. Giancarlo parte negli anni ’70 in cerca di fortuna, ma potrebbe lasciare la terra natia in ogni epoca, che sia di crisi o meno non importa: viene da una terra dove si dice sempre che “per i giovani non c’è futuro”, e chiunque consiglia di partire e di non tornare troppo presto. “Bona fortuna e bonu viaggiu fillu miu, e abarra attentu!” Un viaggio attraverso le generazioni, una brillante narrazione in cui un musicista accompagna l’attore in tutte le situazioni che compongono il grande esodo.

«Esodo è il frutto di un racconto che mi fece mio padre - racconta Valentino - che negli anni Settanta studiava a Lignano Sabbiadoro e non potendo tornare per Natale era rimasto lì a lavorare con un altro ragazzo nuorese. Storia di famiglia che intreccio con un libro di Atzeni poco citato "Il quinto passo è l’addio". Mi sono ispirato al ritmo di narrazione del personaggio che parte per Roma». Uno spettacolo dove non è importante la cronologia, ma l’immagine. L’esodo di tre generazioni di sardi: negli anni Trenta, Settanta, fino a oggi. Una migrazione senza tempo. Un popolo che si sposta di continuo. «E ora per me è arrivato il momento di portare qui ciò che ho imparato. Costruire con amore un momento di formazione dove sarà possibile vivere questo luogo come uno spazio pubblico".

Valentino Mannias è un attore di 24 anni, diplomato nel 2013 presso la Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano. Sempre nel 2013 lavora come attore co-protagonista su LA 7 nella trasmissione “Crozza nel Paese delle Meraviglie” e su Sky Arte nella Docu- Fiction “Attori o Corsari” per la regia di Giampiero Solari. Nell’aprile 2014 mette in scena con breve tournée a Milano lo spettacolo “ESODO” (di cui è autore interprete e regista) A giugno 2015 riceve il premio Hystrio come miglior attore alla vocazione.

ANGELO MAI - Via delle Terme di Caracalla 55a, Roma
Dal 20 al 22 aprile 2017 – ore 21
Durata spettacolo 70′

Sito web: www.angelomai.org


TE LO DICO ADESSO, NON TE LO DICO PIÙ

Ecco l’annuale e immancabile appuntamento con il divertentissimo Nino Taranto. Il Teatro L’Aura è lieto di festeggiare i 25 anni della sua carriera con la kermesse TE LO DICO ADESSO, NON TE LO DICO PIÙ uno spettacolo esilarante in cui vedremo i cavalli di battaglia e molte novità del brillante artista romano dal 19 al 23 aprile 2017.
Dopo anni dal suo primo debutto, Nino Taranto torna per raccontarvi tutto quello che è successo in questi cinque lustri. Senza tralasciare neanche una risata, dalla prima all’ultima storiella, dall’infermiere del “Seven show” fino ad “Eccezionale veramente” attraverso teatro, televisione, locali sparsi in tutta Italia e tanto altro…
Il veterano della comicità italiana, ci racconta la sua carriera, trascorsa tra programmi televisivi, cabaret e teatro.
Sicuro riderete e molto…è una promessa.

TEATRO L'AURA - Vicolo di Pietra Papa 64 (angolo con Via Pietro Blaserna 37), Roma
dal 19 al 23 aprile 2017
Orario spettacoli: dal mercoledì al sabato ore 21, domenica ore 18

Info e prenotazioni: telefono 06-83777148 oppure 346-4703609, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrolaura.org


LA FOTO DEL CARABINIERE
scritto, diretto e interpretato da Claudio Boccaccini

Claudio Boccaccini torna al Teatro Nino Manfredi di Ostia. Dal 20 al 23 aprile è in scena La foto del Carabiniere da lui scritto, diretto e interpretato.
L'attore, che lo scorso 23 settembre nella Sala del Refettorio della Camera dei Deputati, ha ricevuto il Premio Speciale Salvo D'Acquisto per "per aver onorato la figura del Vice Brigadiere in Teatro" è il diretto testimone del sacrificio del giovane carabiniere. “E' d'obbligo per me raccontare la storia di questo eroe affinché il suo sacrificio non venga mai dimenticato” ha affermato l'attore dopo il ritiro del premio consegnatoli dall'Associazione Ancislink.
Il 23 settembre del 1943 davanti al mare di Palidoro un vicebrigadiere dei carabinieri, il ventitreenne Salvo D’Acquisto, fu ucciso dalle SS. Il giorno prima, durante un’ispezione, era esplosa una cassa di munizioni uccidendo due soldati tedeschi. Un incidente, ma per i tedeschi l’episodio era da considerarsi un attentato e, come tale, andava vendicato con una rappresaglia. La foto del carabiniere è il ricordo vero di un protagonista della vicenda, il padre dell’autore e interprete, Tarquinio Boccaccini, che quella mattina del ’43 era tra quei ventidue uomini salvati dal gesto dell’eroico carabiniere.
Nell'estate del 1960 Claudio Boccaccini, all'epoca bambino, scopre che il papà Tarquinio conservava gelosamente, e ai suoi occhi misteriosamente, la foto di un giovane in uniforme nella sua patente di guida. Il piccolo ne chiede al padre la ragione e, dopo molte insistenze, riesce a farsi raccontare la storia del giovane carabiniere, Salvo D'Acquisto, della loro amicizia e del suo eroico sacrificio che, nel 1943, salvò la vita di Tarquinio e di altri 21 uomini innocenti.
La struttura narrativa ripercorre gli anni di un'Italia ingenua e spensierata, fruga tra i ricordi di una tipica famiglia romana, quella dell'autore, e attraverso una serie di istantanee di “come eravamo” compone un quadro ricco di emozioni, di nostalgia e di aneddoti esilaranti.
La forza evocativa del testo è quella dirompente di una storia “vera” lasciata in eredità da un padre e trasformata dal figlio in uno spettacolo teatrale nel quale si ride e ci si commuove con la stessa intensità.

TEATRO NINO MANFREDI - Via dei Pallottini 10, Ostia Lido (Roma)
dal 20 al 23 aprile 2017
Orario spettacoli: ore 21.00, domenica ore 17.30
Biglietti: Intero 18.00, Ridotto 14.00, Under 25, 8€

Info e prenotazioni: telefono 06 56 32 48 49, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroninomanfredi.it


Argot Produzioni presenta
BLUES IN SEDICI - La ballata della città dolente
di Stefano Benni
Reading Teatrale
con Stefano Benni, Elena Arvigo, Irene Maiorino, Maurizio Panici, Tiziano Panici, Dacia D'Acunto
regia Maurizio Panici
aiuto regia Maria Stella Taccone
musiche Umberto Petrin e Paolo Damiani
luci Fabio Durastante
grafica Marcella Santomassimo

Al Teatro Argot Studio di Roma due serate EXTRA-ORDINARIE con Stefano Benni e il suo Blues in sedici. A dar vita a questa poetica ballata blues le voci di sei interpreti d'eccezione: lo stesso Benni, Elena Arvigo, Irene Maiorino, Maurizio Panici, Tiziano Panici e Dacia D'Acunto.

Blues in sedici - Ballata della città dolente è un libro di Stefano Benni edito da Feltrinelli e pubblicato per la prima volta nel 1998. Prende spunto da un fatto di cronaca avvenuto negli Anni Ottanta che Benni lesse su un giornale, riguardante un padre che, come guidato da un presagio, attraversava una città del nord d'Italia fino ad una sala giochi notturna dove, durante un regolamento di conti tra spacciatori, per far da scudo al figlio moriva al suo posto.
Una storia di sacrificio misteriosamente bella che Benni trasforma in un racconto in versi scritto in sedici parti, come un blues.
Nato per essere recitato, Blues in sedici è stato portato a teatro in forma di reading dallo stesso Benni, accompagnato da Paolo Damiani.
La lettura scenica, per ammissione dell'autore, ha "levigato" il testo e prodotto una seconda edizione del libro.
Stefano Benni racconta, in versi, il dolore della realtà che si fa comprensibile, dando vita ad un testo poetico di grande impatto che si articola come una ballata blues polifonica.
L'Indovino cieco, il Padre, la Madre, il Figlio, Lisa, la Città, il Killer, il Teschio sono le otto voci, gli otto personaggi di questa ballata.

TEATRO ARGOT STUDIO - Via Natale del Grande 27, 00153 Roma (Trastevere)
20 e 21 aprile 2017
Orario spettacoli: ore 20.30
Biglietti: 17 euro (intero) - 10 euro (studenti e over 65)

Info e prenotazioni: telefono 06-5898111, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroargotstudio.com

 

Maddalena Rizzi e Francesco Maria Cordella in
COME AMMAZZARE LA MOGLIE O IL MARITO SENZA TANTI PERCHE’
Di Antonio Amurri
Regia di F. D’Alessio

Un classico di Antonio Amurri che, in coppia con Dino Verde, negli anni ’60, è stato un grande autore televisivo. La sua comicità, stringata ed elegante, mette sotto una spietata lente di ingrandimento la vita di coppia: vizi e difetti, incomprensioni ed egoismi, nevrosi e comportamenti maniacali di una lunga serie di mogli e di mariti ingombranti. Tante storie che hanno trovato nella televisione in bianco e nero del carosello il primo “palcoscenico” per tanti spettatori. Lo spettacolo ne ripropone ambienti e stile, muovendo gli attori in un set televisivo degli anni sessanta in un ping pong dinamico ed effervescente con il Telefono Amico.

TEATRO ROMA - Via Umbertide 3, Roma (S. Maria Ausiliatrice)
dal 18 al 30 Aprile 2017

Info e prenotazioni: telefono 06 7850626
Sito web: www.ilteatroroma.it


Enzo Decaro
IN ARTE TOTÒ
Di Enzo Decaro e L. De Curtis

“Viaggio nel mondo poetico e musicale di Antonio De Curtis”

Nell'ambito delle celebrazioni di “50 Totò: i primi 50 anni senza il principe della risata”, (ricordiamo che è venuto amancare il 15 aprile del 1967),celebrazioni che prevedono una serie di iniziative tra cui una grande mostra, retrospettive, convegni etc., questo spettacolo è un percorso sulle tracce del grande poeta, musicista e uomo di pensiero che è stato Antonio De Curtis, in arte 'Totò'.
Tutto (o quasi) èstato detto, scritto (e anche sottoscritto! come direbbe lui), su Totò: il suo genio attoriale, creativo e innovatore, ha conquistato intere platee di svariate generazioni, prima con le macchiette dell'Avanspettacolo, poi con il Varietà nei teatri, quindi con i suoi personaggi nelle pellicole cinematografiche, prolungate nel tempo dalla televisione che continua a trasmetterle ancora oggi (e di sicuro anche domani, qualsiasi siano i supporti che la tecnologia saprà trovare...).Meno si sa, e si èindagato, invece sulla 'poetica' dell'artista Totò, così fortemente connessa alla sua complessa vicenda umana: quel suo complesso dei 'gemelli siamesi'. Così lui stesso definiva la non sempre armonica convivenza tra il nobile principe, raffinato esteta, e quel comico stralunato, guitto e saltimbanco, che pure non era solo il suo alter ego, ma il terminale umano così radicato in quel 'popolino' da cui amava prendere le distanze, ma che gli apparteneva così profondamente.
Un inseparabile tutt'uno, quel principe, nobile anche di animo, equell' irresistibile burattino: insieme hanno dato vita a una 'maschera', forse tra le più complete, e complesse, nella sua apparente, sprovveduta ingenuità, di tutto il panorama dei personaggi dello Spettacolo nel XX secolo.

Antonio De Curtis poeta, ma anche musicista! Questi i due obiettivi a “svelare”le radici più profonde (e un po’nascoste) della pianta Totò e dei suoi fiori creativi più belli, e certamente da lui i più amati, con sobrietà e leggerezza, e non senza approfondire alcuni aspetti biografici (ma soprattutto di pensiero) alla base di una serie di poesie, alcune inedite (perchè Totò poeta non è soltanto 'A livella) e di canzoni (perchèil musicista De Curtis non è solo 'Malafemmena'). Veri e propri piccoli tesori di raffinata sensibilità, opere tra le più rappresentative della sua produzione, che daranno, insieme a tracce ritrovate della sua voce e ad altro raro e prezioso materiale, un'immagine nuova e inaspettata di Antonio De Curtis, in Arte Totò.

Enzo Decaro

TEATRO PARIOLI PEPPINO DE FILIPPO - Via Giosuè Borsi 20, 00197 Roma
venerdì 11 aprile 2017 ore 21,00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 8073040
Sito web: www.parioliteatro.it


BALLETTO DEL SUD - ROMEO E GIULIETTA
Festival Internazionale della Danza di Roma 2017 dell’Accademia Filarmonica Romana e del Teatro Olimpico

La storia d’amore più celebre e celebrata di tutti i tempi. La famosa ed emozionante partitura di Prokof’ev. Le coreografie commoventi ed intense firmate da Fredy Franzutti per i suoi carismatici danzatori. Questi gli ingredienti per il graditissimo ritorno del Balletto del Sud, dopo i successi della passata stagione.

La tragedia di William Shakespeare, Romeo e Giulietta, è sicuramente una delle storie d’amore più popolari di ogni tempo e luogo. La vicenda dei due amanti di Verona ha assunto nel tempo un valore simbolico, diventando l’archetipo dell’amore perfetto ma avversato dalla società.

La compagnia Balletto del Sud, oggi una delle più note e apprezzate nel panorama nazionale, presenta la sua versione del balletto Romeo e Giulietta, sulla trama della tragedia di Shakespeare e sull’omonima partitura di Sergej Prokofev.
Il coreografo Fredy Franzutti crea il balletto per la sua compagnia riscuotendo successo di pubblico e critica, sia per la parte coreografica che per quella visiva: le scene (realizzate da Francesco Palma) sono tratte dai dipinti di Giotto, Piero della Francesca e Cimabue e ci introducono in un mondo illustrativo bidimensionale, sospeso e fluttuante.
I costumi sono ricostruttivi dell’età medioevale italiana, nella quale Franzutti pone l’ambientazione della vicenda. Il fascino arcaico del medioevo è stato considerato uno dei punti di forza della produzione.

Il Romeo e Giulietta del Balletto del Sud è proposto in occasione dei 400 anni dalla morte di William Shakespeare. Lo spettacolo ha raccolto, fin dalle prime esecuzioni del 1998, pieni consensi di pubblico e apprezzamenti dalla critica ed è stato trasmesso integralmente da Rai due la notte di Natale 2010 e più volte da Rai Uninettuno.

TEATRO OLIMPICO - Piazza Gentile da Fabriano 17, Roma
Giovedì 20 e venerdì 21 aprile 2017 ore 21

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 326 5991
Sito web: www.teatroolimpico.it

 

Associazione Culturale "Dietro le Quinte" presenta
SALI O SCENDO?
di Danilo De Santis
con Luca Intoppa, Sharon Alessandri, Gianpiero Catallo, Susan Rose e Federica Colucci
Regia Luca Intoppa
Supervisione alla regia Danilo De Santis

"Sali o scendo?", la commedia scritta da Danilo De Santis (Lillo & Greg, Colorado), torna al Teatro Petrolini di Testaccio, messa in scena dalla compagnia dell'Associazione Culturale "Dietro le Quinte".

La vicenda si svolge a Roma, davanti al citofono del civico 36 A di una via qualsiasi, dove Serena (Sharon Alessandri) cerca di trovare il coraggio per citofonare al suo ex ragazzo Paolo (Gianpiero Catallo), pentita di averlo lasciato due settimane prima.

Allo stesso portone si affaccia Attilio (Luca Intoppa), venuto a prendere Sofia (Federica Colucci) per il loro primo appuntamento.

A portare ulteriore scompiglio nella vicenda penserà Nadežda (Susan Rose), la donna con cui Paolo ha intrecciato una relazione alle spalle di Serena, e che comparirà, come si conviene in queste occasioni, nel momento meno opportuno.

Tutta la commedia gira attorno ai temi dell'amore e del destino. Entrambi i protagonisti sono convinti di dover incontrare la persona della loro vita.

Tra la confusione dei citofoni da suonare e la scoperta di tradimenti e gelosie rabbiose, lo spettacolo è frizzante e veloce, immerso nelle risate degli spettatori dall'inizio alla fine.

TEATRO PETROLINI - Via Rubattino 5, 00153 Roma
dal 19 al 23 aprile 2017
Biglietti: intero 13,00 Euro, ridotto 10,00 Euro (tessera associativa 2,00 Euro)

Info e prenotazioni: telefono 06.5757488, facebook www.facebook.com/pg/salioscendoreloaded
Sito web: www.teatropetrolini.com

 


Data unica

CAVALLI DI BATTAGLIA - una serata con Gigi Proietti

Dopo il grande successo televisivo ritorna Gigi Proietti con i suoi Cavalli di Battaglia, martedi 18 aprile, nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. Lo spettacolo è a sostegno del servizio di telemedicina in Africa della Global Health Telemedicine del programma "Dream" della Comunità di Sant'Egidio
Gigi Proietti ritorna, con Cavalli di battaglia, un excursus del proprio repertorio: popolare, drammaturgico, canoro, mimico, poetico, parodistico, comico , umano, multiculturale.
Una contaminazione di generi che caratterizzano i suoi spettacoli e che sono gli ingredienti del suo grande successo.
Un'occasione unica, dunque, per rivedere in scena l’artista poliedrico.
Sarà accompagnato da un’orchestra di 25 elementi diretti dal M° Mario Vicari, da un corpo di ballo, e da Marco Simeoli e Claudio Pallottini, attori del Suo Laboratorio che da diversi anni partecipano ai suoi spettacoli .
Ci saranno anche Susanna e Carlotta, le due figlie dell'artista, che sorprenderanno il pubblico con le loro qualità vocali e con la loro vis comica.
Cavalli di battaglia sarà anche un'ottima occasione per festeggiare i 50 anni di carriera dell'artista.

“Se lo avessimo fatto in un giorno solo avremmo riempito lo Stadio Olimpico. Il pubblico romano non mi ha mai tradito. Grazie, grazie, grazie.” (Gigi Proietti)

AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA (Sala Santa Cecilia) - Viale Pietro de Coubertin 10, 00196 Roma
martedì 18 aprile 2017 ore 21

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.santacecilia.it


Gabriele Cirilli in
#TALEEQUALEAME
di Gabriele Cirilli, Maria De Luca, Carlo Negri
regia di Gabriele Guidi

“La casa nasconde ma non perde” - Lo diceva nonna Concetta.

Ogni pezzettino di vita o ricordo di ognuno di noi è in una soffitta o in una cantina, ma con l’avvento di Internet il nascondiglio viene sostituito da un hashtag dentro il quale puoi conservare le tue emozioni. Gabriele apre il suo # al suo pubblico proprio sul palcoscenico l’unico luogo dove l’attore riesce ad essere tale e quale a se stesso.

GABRIELE CIRILLI:
Gabriele Cirilli ha avuto la fortuna, la determinazione ed il privilegio di imparare il “mestiere”, con umiltà e determinazione, dai più grandi artisti del teatro e del cinema italiano.
Inizia la sua formazione al Laboratorio di Esercitazioni Sceniche di Roma diretto da Gigi Proietti. Da qui tante collaborazioni in teatro, nel cinema e nella fiction tv, in qualità di interprete non solo comico, accanto a grandi artisti; nomi prestigiosi, pietre miliari, come Flavio Bucci, Piera Degli Esposti, Lina Sastri, Michele Placido, Lino Banfi, Paolo Villaggio, Nino Manfredi, Alberto Sordi, ma anche tante giovani promesse scrive insieme ad autori storici come Vincenzo Cerami e ha la fortuna di lavorare come premi Oscar come Nicola Piovani.
Le regie dei suoi spettacoli sono affidate a nomi come Ugo Gregoretti, Antonio Calenda e Pietro Garinei che nel 2003 gli apre le porte del Teatro Sistina di Roma, tempio della commedia musicale. Da qui i suoi spettacoli prendono il via girando tutta l’Italia in un consenso di applausi e di critica.

GABRIELE GUIDI – REGIA:
L’attività teatrale inizia a fine anni ’90 con collaborazioni a vari spettacoli diversi per genere (musical, farsa e prosa). Nel 2003 Mind & Art realizza lo spettacolo “Lennon & John” con Giampiero Ingrassia e Giuseppe Cederna (debutto al Festival di Borgio Verezzi) e a seguire 110 repliche in tutta Italia.

Nel 2005 va in scena “Storie Parallele – Edith Piaf”, con Catherine Spaak; dopo il debutto in Campidoglio a Roma, il recital gira in alcuni tra i teatri e gli spazi più prestigiosi (oltre 170 repliche). Nel 2008, esordio al Festival Asti Teatro per “I have a Dream” con Marialaura Baccarini (e il contributo di Gigi Proietti, Arnoldo Foà, Rosario e Beppe Fiorello); lo stesso anno, in autunno, realizza lo spettacolo “Vivien Leigh – L’ultima conferenza stampa” (con Catherine Spaak), spettacolo introduttivo del Festival del Cinema di Roma. Nel 2009, il capolavoro letterario “Il Piccolo Principe” di Saint-Exupey con musiche originali di compositori del calibro di Glass, Bacalov, Penderecki, Fabrizio.

Nel 2010 debutta al Festival La Versiliana “Chi ha paura muore ogni giorno” con Giuseppe Ayala; poi due anni di grande successo di pubblico e critica. Nel 2011 “Pierino e il Lupo… e molto altro” con Gigi Proietti, rivisitazione del classico di Prokofiev interpretato dal grande attore con le orchestre più prestigiose d’Italia. Nel 2013 Gabriele Guidi mette in scena “Nel nome di chi?” con Antonia Liskova, spettacolo di teatro civile. Nel 2015, l’ultima produzione: “Stasera parlo… con l’orchestra”, con Laura Morante, Remo Girone e Teresa Mannino più 54 elementi d’orchestra. Tra gli eventi curati, il cinquantenario di “Saint Vincent per il cinema – Grolle d’Oro”, il concerto di Natale 2007 a Roma del Maestro Ennio Morricone, l’evento “Ascolta il Canto del Vento” (Teatro Sistina) per la prestigiosa Fondazione Roma e la direzione artistica del “Mitreo Film Festival 2009”.

TEATRO BRANCACCIO - Via Merulana 244, 00185 Roma
20 aprile 2017 ore 21
Biglietti: da 29,00 a 15,00 euro

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06-80687231/2
Sito web: www.teatrobrancaccio.it


Antonio Di Martino e Fabrizio Cammarata
UN MONDO RARO
Omaggio a Chavela Vargas
l’Edith Piaf messicana amante di Frida Kahlo

Un viaggio emozionante tra Messico e Palermo, un concerto omaggio a Chaveka Vargas - l’Edith Piaf messicana amante di Frida Kahlo: questo è "Un mondo Raro" di Fabrizio Cammarata e Antonio Di Martino, live al Quirinetta il 19 aprile.
Un appassionato omaggio alla straordinaria artista messicana sviluppato attraverso la scrittura e la musica dei due cantautori siciliani, fra i nomi più rilevanti della scena musicale italiana, tradotto in un album e un romanzo.
Una vita fra tequila, canzoni d’amore, passioni impossibili e magia.

Chavela Vargas (1919-2012) è stata una delle voci più importanti dell’America Latina, arrivando, dopo gli ottant’anni, alla fama mondiale. Quasi sconosciuta in Italia, questa chanteuse messicana è stata amante di Frida Kahlo, musa di Almodóvar (dal regista definita “la rude voce della tenerezza”) e icona omosessuale che ha infranto gli schemi di un intero secolo.

Una carriera iniziata negli anni ’40, arrestatasi dopo tre decadi e, dopo vent’anni di alcolismo e oblio, ricominciata grazie a un incontro misterioso, che ha riportato la cantante alle scene mondiali, già anziana.
Sul palco del Quirinetta, il 19 aprile, Cammarata e Di Martino, accompagnati da altri tre musicisti, come nel disco "Un Mondo raro" reinterpreteranno in italiano i brani dell'artista, dando vita a una vera e propria performance, che rievoca lo spirito di Chavela Vargas e che tesse un filo sottile che collega la loro Palermo a Città del Messico.
Con il passo, la voce e la partecipazione emotiva di un romanzo, questo lavoro, nato da una passione comune e da un viaggio in Messico di due cantautori italiani, sulle orme della cantante, ricostruisce la vita avventurosa di Chavela Vargas, dall’infanzia dolorosa in Costa Rica alla scoperta del Messico, dai concerti nelle bettole, all’Olympia di Parigi. Una vita di solitudine ed euforia raccontata attraverso le canzoni e il rapporto con autori, artisti e celebrità, tra iniziazioni sciamaniche e amori travolgenti bagnati da litri di tequila, come quello con la pittrice Frida Kahlo.

QUIRINETTA - Via Marco Minghetti 5, Roma
19 aprile 2017, ore 22.00
Biglietti 12 euro
Prevendite: booking.viteculture.com


CASA GODOT
Da “Aspettando Godot” di Samuel Beckett
Scritto ed interpretato da: Lorenzo Caldarozzi, Alberto Fumagalli, Alice Hardouin Bertini, Francesco Massaro, Silvia Parasiliti Collazzo

Un uomo è affacciato in finestra. Non sa se andare o rimanere lì dov’è. Sa benissimo che lo stanno aspettando, ma c’è qualcosa che lo inchioda. Altre persone abitano in casa con lui. Tra queste c’è chi lo spinge a uscire e chi, invece, lo prega di non muoversi. L’uomo prepara una vecchia valigia marrone, poi la disfa, la prepara di nuovo, la disfa. Vaglia. Rimugina. Soppesa. Appena si convince ci ripensa. Se sta per cedere, reagisce. Temporeggia, appena il tempo di un caffè, dice, di una sigaretta magari. L’uomo è sulla porta ancora chiusa. Si chiama Godot e qualcuno, da qualche parte, lo sta aspettando.

TEATRO SALA UMBERTO - Via della Mercede 50, 00187 Roma
19 aprile 2017 ore 20.30
Biglietti: €8,00 (intero) € 6,00 (ridotto)

Info e prenotazioni: telefono 06 6794753, fax 06 97274058
Sito web: www.salaumberto.com


Melania Fiore in
MARY SHELLEY E FRANKENSTEIN
di Enrico Bernard
regia di Melania Fiore

Mary Shelley, nell’immaginario collettivo è legata alla creazione di quel formidabile racconto che è “Frankenstein, o il moderno Prometeo”, un mito della letteratura e poi del cinema che affonda le radici nella paura di una scienza maledetta e nel terrore del diver-so. Enrico Bernard usa un altro e più sottile registro: Mary è la donna che evoca e condensa in un mo-stro le sue ossessioni interiori. E’ un po’ lei il dottor Frakenstein che sa comporre dai brandelli delle sue rovine e dai simulacri delle sue sofferenze una creatura-mostro, autonoma da lei e insieme a lei debitrice della vita. Amore, passioni, traumi infantili, rovelli interiori e pause di illusorie serenità, morti e resurrezioni dell’anima. Bernard ha la rara abilità di saper far convivere racconto e poesia in un impasto singolare che si fa monologo interiore e ansia di esternazione, aspirazione a una vita “alternativa” e fuga dalla realtà. Melania Fiore una fine, duttile e intensa attrice, già adusa a far teatro ad una sola voce, ha portato in scena questo testo mirabile. E lo ha fatto con una drammaturgia ascetica e claustrofobica, giocando su poche note e pochi toni, su una corda sola eliminando qualsiasi movimento scenico al di fuori di quello imposto dagli incubi e dei fantasmi da lei stessa suscitati. Parole evocate e raccordi narrativi prendono corpo solo attraverso le voci “fuori scena” ottimamente interpretate da Aldo Emanuele Castellani. Forse per Melania la prova d’attrice più ardua e difficile, una vera e propria sfida. Ma in questa regia austera la sua interpretazione prende luce. (recensione di Leandro Castellani)

TEATRO LO SPAZIO - via Locri 42, Roma (S. Giovanni)
Domenica 23 aprile 2017 ore 20,30

Info e prenotazioni: telefono 06 77076486 - 06 77204149, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrolospazio.it


IL CATAMARANO
Di Gabriele Mazzucco
Regia Gigi Palla
Con Andrea Alesio

Il giovane Andrea è un ragazzo che coltiva il grande sogno di diventare un attore. È lui a raccontare la sua storia “corale” esclusivamente in prima persona. Unico interlocutore, seppur assente, suo nonno, Angelo. Un uomo tutto di un pezzo, con alle spalle una vita piena e difficile, vissuta intensamente andando anche contro tutto e tutti. Un uomo d’altri tempi, forse, eppure attuale come non mai. Andrea viaggia in solitaria tra passato e presente, tra sensazioni ed emozioni, narrando e rievocando, facendo toccare con mano allo spettatore non una ma più vite, allo stesso tempo ordinarie e straordinarie. Le varie figure che emergono sono uniche nel loro genere, e insieme costituiscono un affresco di varia umanità. Come la bidella bigotta mortalmente scandalizzata per un bacio tra ragazzi, o come il giovane regista naif che si crede proiettato verso il successo grazie alla sua versione contemporanea dell’opera “Il Catamarano”. Ed è proprio Il Catamarano, che poi è il titolo della pièce, a rappresentare il legame che unisce le esistenze di nonno e nipote, e di tutto ciò che ha girato e che continua a girare intorno a loro. Un'unione indissolubile, che travalica lo scorrere del tempo. Si ride ma allo stesso tempo ci si emoziona, senza lasciare spazio alla malinconia e ai rimpianti. Come fa lo stesso Andrea nel suo coinvolgente flusso esistenziale. «Il Catamarano è una storia come tante e come tale unica e straordinaria - spiega il regista, Gigi Palla - Una storia urgente per chi l’ha scritta e necessaria per chi la interpreta e l’ha ispirata. Una carrellata di esistenze che si intrecciano e personaggi che si sfiorano nell’attraversare il mare magnum della vita».

TEATRO MARCONI - viale Marconi 698 E, Roma
venerdì 21 aprile 2017 ore 21
Biglietti: intero: € 16, ridotto € 10

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 59.43.544
Sito web: www.teatromarconi.it


Ancora in scena

EMILIA
scritto e diretto da Claudio Tolcachir
con Giulia Lazzarini (Emilia), Sergio Romano (Walter), Pia Lanciotti (Carolina), Josafat Vagni (Leo), Paolo Mazzarelli (Gabriel)
scene Paola Castrignanò
costumi Gianluca Sbicca
luci Luigi Biondi
regista collaboratrice Cecilia Ligorio
Produzione Teatro Di Roma - Teatro Nazionale

Grande ritorno al teatro di Giulia Lazzarini, protagonista, nei panni di Emilia, del testo scritto e diretto dall’estro della scena argentina Claudio Tolcachir, che ci accompagna nel cuore più torbido e commovente di una famiglia.
La disconnessione tra le persone e la presenza di amore incondizionato, che resiste al tempo e allo spazio, sono alla base della drammaturgia di Emilia, un ritratto di famiglia con tragico segreto e identità ferite, in prima nazionale dal 25 marzo al 23 aprile sul palcoscenico dell’Argentina. Una produzione Teatro di Roma che vede protagonista Giulia Lazzarini, una delle attrici italiane più amate e apprezzate di sempre, nel ruolo di una balia che dopo anni rincontra il bambino che aveva allevato, determinando la fuoriuscita di quei frammenti del passato che spargeranno scariche elettriche sul terreno già crepato delle apparenze e dei sorrisi, rimettendo in discussione ogni cosa.

«Emilia nasce il giorno del quarantesimo compleanno di mio fratello: ero andato a prendere in macchina la donna che per tutta la nostra infanzia era stata la mia tata – racconta il regista Claudio Tolcachir – Non la vedevo da anni. In quel viaggio ha tirato fuori molte storie, aneddoti, memorie e ricordi che mi parlavano di un amore intatto. Immenso, incondizionato. Sembrava che ai suoi occhi tutte quelle cose fossero successe pochi giorni prima. Iniziai a pensare a quanto certe relazioni siano sbilanciate; a cosa succede a tutte quelle persone che dedicano la loro vita a prendersi cura di una famiglia nel momento in cui non c’è più bisogno di loro; a cosa resta nelle loro vite; a quale sia la responsabilità nei loro confronti. Emilia parla di loro, dello “staccamento” tra persone che a volte cerchiamo di placare con uno smalto di solidarietà superficiale. Ecco, il personaggio di Emilia ha bisogno di prendersi cura degli altri. È ciò che la mantiene in vita».

Emilia è stata la bambinaia di Walter. Dopo vent’anni di lontananza, i due si incontrano e il ragazzo, ormai uomo in carriera, la introduce nel suo contesto familiare, date le difficoltà economiche che quest’ultima sta attraversando. Walter (Sergio Romano) la invita a casa per presentarla alla sua famiglia. Emilia conosce Carol (Pia Lanciotti), la donna che ha sposato, e Leo (Josafat Vagni), il figlio che lei ha avuto dal precedente matrimonio con Gabriel (Paolo Mazzarelli). Sembrano tutti felici, ma è solo apparenza. Poco a poco scopriamo, attraverso i ricordi di Emilia, quanto Walter fosse difficile da bambino. E parallelamente iniziano ad apparire crepe profonde nella sua famiglia ed è sempre più evidente come le strutture emotive dell’infanzia di Walter interferiscono sulla sua vita, scoprendolo un uomo violento e aggressivo, geloso all’inverosimile.

Claudio Tolcachir scrive e dirige una storia di legami contrastati e di apparenze familiari che celano inquietanti segreti. Alternando dramma e commedia, Emilia è un’analisi sul rapporto tra realtà vissuta e il filtro della “memoria” con cui i ricordi meno piacevoli vengono cancellati o edulcorati. Ma è anche la decostruzione della famiglia, sulle cui quotidianità rassicuranti preme come un’ombra funesta il rumore della verità. Lo spazio scenico è un ring di coperte e casse di un trasloco. Siamo nella mente di Emilia, catapultati in una casa che diventa un carcere, uno spazio simbolico e funzionale all’amore, che contiene insieme tutti i personaggi e allo stesso tempo li divide, li protegge, li imprigiona.

Nella storia presente, passato e futuro si compenetrano vicendevolmente, le cose accadono e si narrano allo stesso tempo. Emilia subentra nella nuova complicata famiglia di Walter parlando al pubblico e raccontando la sua storia, mentre gli altri personaggi agiscono dietro, e quando sembra che non la vedano, la includono nei loro dialoghi. Gli avvenimenti vengono svelati poco alla volta, con mistero, generando la sensazione che in qualsiasi momento la precaria fragilità familiare possa sgretolarsi all’improvviso. «Il mondo è doloroso e per questo motivo alle volte ci disconnette da quanto ci fa male. Se non lo facessimo sarebbe impossibile vivere – continua Tolcachir – Ho l’impressione che oggi la disconnessione dall’altro, da quanto gli altri vivono e sentono, sia fortissima. Viviamo nella necessità di trovare pace e per questa ragione sentiamo di doverci allontanare dal dolore altrui. A volte anche dell’amore che gli altri possono provare per noi». Una pièce che parla di amore e delle sue differenti forme e deformazioni. Un sentimento che sa di rinuncia, di possesso, di colpa, di gratitudine, e di quella paura che provoca l’idea di perderlo. Tutti i personaggi parlano in qualche modo dell’amore, pur non riuscendo mai a riferirsi alla stessa cosa.

Emilia è una storia che non trascorre tra le parole, ma dal corpo degli interpreti e dalle emozioni che palpitano sotto le loro voci e dietro i loro occhi. Un vortice di sentimenti per uno spettacolo commovente e magnetico, con cui Claudio Tolcachir dà ancora una volta l’esempio che il teatro, come diceva Stanislavsky, può catturare l’anima, rendere più sensibili, più vulnerabili, pervasi da emozioni. «Mi interessa che il teatro sia vivo – conclude il regista – mi piace pensare al teatro come fosse una partita di football e per far ciò fondamentali sono gli attori, e l’ascolto con gli attori. L’importante è che ogni cosa che succeda in scena sia attraversata dalla verità e che il regista riesca a sparire dalla scena e a far sembrare tutto una casualità».

TEATRO ARGENTINA - Largo di Torre Argentina 52, 00186 Roma
Dal 25 marzo al 23 aprile 2017
Orari spettacolo: prima ore 21 _ martedì e venerdì ore 21 _ mercoledì e sabato ore 19
giovedì e domenica ore 17 _ 1 novembre ore 17 _ lunedì riposo _ dal 14 al 18 aprile riposo

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 684 00 03 11 / 14
Sito web: www.teatrodiroma.net


JESUS CHRIST SUPERSTAR
di Massimo Romeo Piparo

Quest’anno la Pasqua al Teatro Sistina di Roma ha tutta la passione di una storia universale e senza tempo: dopo gli incredibili successi di pubblico e critica ottenuti nel tour invernale a Amsterdam, Den Haag, Antwerpen, Groningen e poi di nuovo Amsterdam, seguiti dai grandissimi trionfi nei teatri italiani degli ultimi mesi, torna a risplendere nella sua ‘casa’ romana la stella luminosa e carismatica di Jesus Christ Superstar, il musical firmato da Massimo Romeo Piparo e prodotto dalla PeepArrow Entertainment, con l’interpretazione del grandissimo Ted Neeley nel ruolo di Gesù.
Un’ultima, imperdibile occasione di vedere in scena a Roma, a partire dal 12 aprile, l’opera rock più amata di tutti i tempi, pronta ancora una volta a far parlare di sé e a trascinare il pubblico romano in un vortice di emozioni. L’esaltante musica rock in stile anni ’70 suonata live dall’orchestra, oltre due ore di spettacolo in lingua originale e interpretate interamente dal vivo, l’indiscutibile eccellenza artistica del cast, primo fra tutti Ted Neeley -l’indimenticabile protagonista dello storico film di Norman Jewison del 1973 che ha dato una impronta mitica e indelebile al ruolo di Gesù - sono gli insostituibili ingredienti di un musical sempre premiato dall’affetto del pubblico.
Un imponente e spettacolare allestimento che non solo celebra il talento ma rende onore all'Italia sui palcoscenici internazionali, dimostrando che il nostro Paese ha raggiunto ormai livelli competitivi in termini di qualità artistica e professionalità nel musical. Ne sono prova i sold out e le standing ovation a scena aperta che da anni accompagnano lo spettacolo, così come il prestigioso MusicalWorld Award, uno dei riconoscimenti internazionali più autorevoli nell'ambito del musical, che ha premiato il Jesus Christ Superstar prodotto dalla PeepArrow Entertainment di Massimo Romeo Piparo come migliore produzione internazionale in Olanda nel 2016.
E proprio a Pasqua, si rinnova il significato profondo di un musical che offre al pubblico la passione di un uomo-simbolo capace di fare della spiritualità la sua bandiera rivoluzionaria, un personaggio che non ha precedenti nella storia del teatro musicale: il celebre lavoro di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice non subisce i segni del tempo, anzi a ogni rappresentazione rinnova il proprio mito contagiando con entusiasmo sempre maggiore le centinaia di migliaia di spettatori che in Europa e in Italia hanno scelto di andarlo a vedere.
E se dopo ormai quasi 23 anni di successi (più di 1.600 rappresentazioni, 160 artisti che si sono alternati nel cast, oltre 1milione e 700mila spettatori, quattro diverse edizioni e ancora, 12 anni consecutivi in cartellone nei Teatri italiani dal 1994 al 2006) questo spettacolo continua a dispensare emozioni passando di generazione in generazione, il merito va tutto innanzitutto al grande lavoro artistico e produttivo di Massimo Romeo Piparo e della sua squadra, che hanno saputo rendere al meglio sulla scena la forza trascinante di una storia universale, dai valori positivi e dai forti sentimenti, in cui la musica diviene protagonista.

Accanto al mitico Ted Neeley nei panni di Gesù, anche Feysal Bonciani (Giuda), Paride Acacia (Hannas), Simona Distefano (Maria Maddalena), Emiliano Geppetti (Pilato), Elia Lo Tauro (Simone), Francesco Mastroianni (Caifa), Salvador Axel Torrisi (Erode) e Mattia Braghero (Pietro).
Sul palco anche l’Orchestra diretta dal Maestro Emanuele Friello, l’ensemble di 24 tra acrobati, trampolieri, mangiafuoco e ballerini coreografati da Roberto Croce, con le scenografie di Giancarlo Muselli elaborate da Teresa Caruso e i costumi di Cecilia Betona.

TEATRO SISTINA - Via Sistina 129, Roma
Dal 12 al 23 aprile 2017
Biglietti: Poltronissima €55,00 - Poltrona e I Galleria €49,50 - Seconda Galleria €44,00 - Terza Galleria €34,00
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00, domenica ore 17.00

Info e prenotazioni: telefono 06 4200711 - 392 8567896, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.ilsistina.it


SE FOSSI FICO
di Clelio D’Ostuni, Daniele Locci, Daniele Trombetti
con Sara Baccarini (Beatrice), Ilario Crudetti (Maurizio), Clelio D’Ostuni (Mimmo), Daniele Locci (Walter), Roberta Marcucci (Amelia Bonomo), Daniele Trombetti (Fabio)
Scene Ferruccio Caridi - Aiuto regia Davide Macaione
Regia Daniele Trombetti

"Se fossi fico" è una favola d'amore contemporanea in cui, al posto della solita rivisitazione di Cenerentola, troviamo come protagonista un controverso Cenerentolo: Fabio, perdigiorno fannullone che vive a carico dei suoi due amici e coinquilini che lo mantengono per affetto.
Un giorno, in uno studio legale in cui si trova per caso, Fabio incontra Beatrice: un fiore luminoso e solare che fa la segretaria per Amelia Bonomo, perfida avvocatessa perfida che vuole bene solo a suo figlio Maurizio, un disadattato goffo e segretamente innamorato della bella Beatrice.
Appena Fabio vede Beatrice scocca il colpo di fulmine, ma lui sa benissimo di non essere il principe azzurro ideale: povero e neanche bello, si accontenta di guardarla da lontano. I suoi inseparabili amici - un gatto e una volpe che agiscono al contrario, e cioè per proteggere l'indifeso Fabio - lo convincono a farsi avanti mettendo in atto un semplice piano: dargli una ripulita, inventare per lui una nuova identità, insomma fornirlo di un'immagine attraente che gli consenta di farlo partecipare al gran ballo dell'amore.
Il piano sembra funzionare, se non fosse per qualche falla qua e là dovuta anche al background degli inventori di questo imbroglio: Mimmo è una guardia giurata dai modi gretti che lavora principalmente di notte ed è sempre alla ricerca dell’attimo giusto per recuperare le forze; mentre Walter è un commesso di un negozio di abbigliamento che ancora deve confessare agli amici la sua omosessualità.
La cattiva Amelia Bonomo sarà la prima a mangiare la foglia e ricatterà i tre ragazzi minacciando di denunciarli per truffa, spinta forse anche dal desiderio di proteggere quel buono a nulla di suo figlio che sfoga tutte le sue frustrazioni in fumetti e cartoni animati sognando di sposare un giorno la dolce Beatrice. Ce la farà Fabio a confessare la verità? E Beatrice riuscirà a perdonarlo? Il figlio goffo da che parte si schiererà? E l'amore davvero trionfa su tutto?
Una commedia brillante, che a tratti toglie il respiro dalle risate, ma che lascia anche spazio alla riflessione del combattere la pigrizia, per un vero cambiamento alla ricerca del proprio valore.

TEATRO DE’ SERVI - Via del Mortaro 22, Roma
Dal 4 al 23 aprile 2017
Biglietti: platea 22€ - galleria 18€
Orario spettacoli: da martedì a venerdì ore 21 – sabato ore 17.30 e 21 – domenica ore 17.30 – lunedì riposo

Info e prenotazioni: telefono 06-6795130
Sito web: www.teatroservi.it


LIBERI TUTTI
di Elda Alvigini e Natascia Di Vito
con Elda Alvigini | Marius Bizau
Valerio Di Benedetto | Jun Ichikawa
Regia Elda Alvigini

Al Piccolo Eliseo torna in scena la commedia LIBERI TUTTI, scritta a quattro mani da Elda Alvigini - anche regista e interprete - e Natascia Di Vito e rappresentata al Teatro dell’Orologio soltanto per tre giorni nonostante avesse già registrato il tutto esaurito per l’intera programmazione.
Lo spettacolo che affronta il tema della separazione, non solo amorosa, ma anche dalla propria terra o da se stessi, vede protagonisti, oltre alla stessa Alvigini, gli attori Marius Bizau, Valerio Di Benedetto, Jun Ichikawa.
«LIBERI TUTTI ha debuttato con grande successo al Teatro dell’Orologio lo scorso 14 febbraio e, già il giorno dopo, è stato necessario aggiungere una replica straordinaria.
La notte di giovedì 16 febbraio, allo storico Teatro dell’Orologio vengono messi i sigilli e tutta la nostra scenografia sequestrata all’interno.
Ero preoccupatissima, trovare una sala libera a Roma era pressoché impossibile con le programmazioni in corso e, soprattutto, volevo trovare la soluzione giusta per non deludere tutto il pubblico che ancora una volta ci aveva dimostrato tanto affetto. Mentre cercavo una soluzione, ecco che ricevo una telefonata: ‘Pronto, sono Luca!’ E io: ‘Luca chi?’ Risposta: ‘Barbareschi! Ci vieni tre settimane al Piccolo Eliseo? Ho saputo dell’Orologio, c’è questa possibilità, ci posso contare?’ Il cervello mi fa tilt, non riesco a credere alle mie orecchie, ma ho la prontezza di rispondere subito: ‘Grazie! Davvero? Certo che ci vengo! È un sogno per me’.
LIBERI TUTTI, tolti i sigilli e recuperato tutto il materiale di scena, torna libero di esprimersi sul bellissimo e ambito palco del Piccolo Eliseo. Un sogno per tutto il cast artistico e tecnico…che poi mettere i sigilli mentre in scena c’è uno spettacolo che si chiama LIBERI TUTTI, sembra già una battuta da commedia!» (Elda Alvigini)

TEATRO PICCOLO ELISEO - Via Nazionale 183, Roma
Dal 12 al 30 aprile 2017

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 83510216
Sito web: www.teatroeliseo.com


IL SOGNO DI NIETZSCHE
di Maricla Boggio
con Ennio Coltorti, Jesus Emiliano Coltorti e Adriana Ortolani

Il fatto che la vita sia dolore non giustifica che si viva prigionieri della compassione. Il coraggio consente di trasformare il passato in un nuovo inizio”.
In mezzo a un turbine di affermazioni filosofiche e di teorie, ciò che caratterizza la persona Nietzsche è il forte impulso alla vita e talvolta il prevalere dei sentimenti rispetto alla ragione quando si tratta della propria esistenza e non della filosofia.
È da questa dimensione del personaggio che si sviluppa il testo teatrale, attraverso le vicende che lo vedono agire, amare, soffrire e reagire alla sofferenza, fisica e sentimentale mediante lo sforzo smisurato e vincente della sua genialità intellettuale.
Nell’evolversi del personaggio hanno parte determinante due referenti, Lou Salomè e Paul Rée. Tenuto conto dei mutamenti di costume - il loro rapporto fu allora considerato singolare: un triangolo di amici che vogliono condividere alla pari, al di là del sesso, la passione per lo studio;
Lou Salomé è un’interprete sensibile delle riflessioni più profonde di Nietzsche. L’intesa fra i due in un’epoca in cui le donne sono confinate all’ambito familiare, è perfetta. Ma Lou intende realizzarsi attraverso lo studio in una sorta di paritaria collaborazione non sbilanciata da rapporti sessuali. Il progetto è assecondato da Paul Rée, scrittore di vivace personalità, il cui amore rimane segreto per non contrastare la volontà dell’amica. I pregiudizi dell’epoca però, la stessa moralità borghese che Nietzsche combatte, e la reiterata volontà del filosofo di convincere Lou ad essere sua moglie, vanificano il progetto
Personaggio grandioso nella sofferenza e nella creazione intellettuale, Nietzsche si ritrae dal sogno di una vita in cui trovino spazio i sentimenti e prosegue nel cammino che giunge fino a noi, fra alterne fasi di lucidità e disperazione, dal felice momento di equilibrio della stesura dell’”Ecce homo” ai vaneggiamenti confortati dalle piccole soddisfazioni quotidiane del soggiorno torinese, e pare sprofondare in una follia che forse è un’intuizione delle potenzialità che può avere l’essere umano, di essere tutto e niente.
(Maricla Boggio)

TEATRO STANZE SEGRETE - Via della Penitenza 3 (Trastevere), Roma
dal 4 al 30 aprile 2017

Info e prenotazioni: telefono 066872690 - 3889246033
Sito web: www.stanzesegrete.it


WASHINGTON SQUARE
(Storie Americane)
uno spettacolo di Giancarlo Sepe
ispirato al romanzo di Henry James

Lo spettacolo, presentato dalla Compagnia Orsini in collaborazione con la Compagnia del Teatro La Comunità diretta da Giancarlo Sepe, è interpretato da Sonia Bertin, Marco Imparato, Silvia Maino, Pietro Pace, Emanuela Panatta, Federica Stefanelli, Guido Targetti, Adele Tirante e con Pino Tufillaro. Le scene e i costumi sono di Carlo De Marino, le musiche sono a cura di Davide Mastrogiovanni e Harmonia Team, il disegno luci è di Guido Pizzuti.
Washington Square con il sottotitolo Storie Americane è, nello spettacolo di Sepe, un pamphlet dedicato alla lotta delle donne americane per ottenere la parità dei diritti. Un viaggio al femminile nella storia americana tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento.
Al centro della storia Catherine Sloper, minuta, insignificante e scialba di cui il padre, famoso medico della città, ne soffre le pochezze intellettuali e caratteriali, e che malvolentieri si trascina dietro per feste e balli.
In un ballo appunto la ragazza incontra Morris un bel ragazzo che si dice innamorato e pronto a sposarla. Il dottor Sloper si oppone energicamente, sicuro che il giovane sia più attratto dal suo patrimonio che dalla bellezza della figlia, inesistente.
Si scontra però con l’ostinazione di Catherine che cerca di sposare consapevolmente l’uomo "sbagliato", per esercitare il proprio diritto all’autodeterminazione, contro il parere dell'integerrimo padre e contro la società perbenista e puritana dei salotti “bene” di una New York tra la guerra di secessione e i primi anni Venti.
In Storie Americane, le vicende della più che benestante famiglia Sloper, si incastonano con quella delle famiglie che, emigrate dall’Europa, hanno creato il Nuovo Mondo, sopportando ogni tipo di disagio e di lotta per arrivare ad ottenere una terra e creare il loro futuro.
La scena è quella di una sala del museo cittadino dove le storie si dipanano tra cerimonie, matrimoni, funerali, nascite, esecuzioni, e feste nazionali, manifestazioni di suffragette, canzoni e ballate, in un susseguirsi di visioni del pensiero e della realtà cittadina, che al pari della storia della famiglia Sloper, si racconta tra solennità religiose e balli, agnizioni (l’apparizione dei familiari defunti) e romanze musicali, tutti alle prese con la nuova società americana: ingenua, puritana e violenta.
“James è uno scrittore essenziale e cattivo, che condanna senza ascoltare ragioni o alibi, egli fa dei sentimenti dei veri e propri mostri che popolano la mente dei suoi personaggi e gli ambienti dove essi vivono. James non concede tregua ai nostri sentimenti che hanno voglia di raccontarsi, invece che essere liquidati con piccole esternazioni cupe e cattive (come fa il dottor Sloper), egli non concede spazi alla festa dell’amore, la chiude invece in una esperienza di morte da cui non riesce più a liberarsi, una morte fatta di silenzi e di remissione dei peccati, quelli di sopravvivere a chi non c’è più. Si dice sempre che quelli che vanno via sono i migliori, allora quelli che restano non contano nulla, sono innocue figure fatte di dabbenaggini e di animi popolari che non amano le raffinatezze. Resta un’America che si celebra pensando però più ai morti che ai vivi” (Giancarlo Sepe)

TEATRO LA COMUNITA’ - Via G. Zanazzo 1, Roma
dal 30 marzo al 7 maggio 2017
Orario spettacoli: giovedì, venerdì e sabato ore 21, domenica ore 18
Biglietti: Intero € 15,00 - Ridotto €10,00
Tessera associativa € 3,00

Info e prenotazioni: telefono 06 581 7413 - 329 167 7203, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrolacomunita.com


Articolo di: Isabella Polimanti

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP