SaltaInTeatro - l’agenda teatrale romana, settimana dal 16 al 22 gennaio

Scritto da  Domenica, 15 Gennaio 2017 

Con la messa in scena di AMULETO di Roberto Bolaño, autore di culto della letteratura cilena del secondo Novecento, il Teatro India ci conduce nelle atmosfere più suggestive dell’America Latina. Un viaggio letterario, storico e poetico, lungo le piazze cilene che brulicano di fervori rivoluzionari, e nella cultura letteraria sudamericana. Con la regia di Riccardo Massai e l’interpretazione di Maria Paiato, che sarà sola in scena, il pubblico verrà immerso nel mondo poetico di Auxilio Lacouture, l’unica persona scampata all’irruzione dei reparti antisommossa nell’Università di Lettere e Filosofia di Città del Messico il 18 settembre del 1968.
A Carrozzerie n.o.t. approda invece TRAINSPOTTING di Irvine Welsh, nella versione teatrale di Wajdi Mouawad, una produzione del Festival Quartieri dell’Arte, per la regia di Sandro Mabellini.
Debutta al Teatro Trastevere la nuova commedia comicamente surreale, scritta e diretta da Erika Barresi, HAI FINITO…?!? ERASE / REWIND. Un buon mix di musica, testo, e coreografie ci immergerà nei risvolti di una storia d’amore finita.
Al Teatro Sistina arriva UNA FESTA ESAGERATA…!, la nuova commedia scritta, diretta e interpretata da Vincenzo Salemme. Un concentrato di ironia e comicità con uno sguardo attento ai nostri cedimenti morali.
Al Teatro dell’Orologio è in scena la compagnia Fibre Parallele con 2(DUE) e TESTO TOSSICO di Francesca Manieri, uno spettacolo sull’identità nel suo imprescindibile rapporto col suo doppio, la perdita.
Continuano con successo le repliche di MACBETH diretto e interpretato da Franco Branciaroli ancora in scena al Teatro Argentina fino al 22 gennaio.

Vediamo, più in dettaglio, gli spettacoli in scena questa settimana.

Buona visione con SaltinAria!

 

AMULETO
di Roberto Bolaño
traduzione Ilide Carmignani (Adelphi)
regia Riccardo Massai
con Maria Paiato
Produzione Archètipo
in collaborazione con Teatro Metastasio, Stabile della Toscana

Nascosta nel bagno del quarto piano, ignorata da tutti mentre professori, studenti e segretarie vengono fatti sgombrare, Auxilio resta barricata per dodici giorni in un bagno, con la sola compagnia dei versi poetici di Pedro Garfias. In questo non-luogo, che è insieme osservatorio privilegiato delle cronache di rivolta e rifugio che induce allo straniamento, Maria Paiato accompagna gli spettatori in un monologo a più voci, in cui l’io narrante della donna uruguaiana dialogherà con poeti, artisti e intellettuali. L’eroina Auxilio, una sorta di moderna versione al femminile di Don Chisciotte, interloquisce anche con madri in attesa di un ritorno e con donne in cerca dell’amore ancor prima che di un ideale, auto-proclamandosi a sua volta “madre della poesia latinoamericana”. Così, Maria/Auxilio darà vita ai personaggi del romanzo, proponendosi come Arturo Belano (lo stesso Bolaño) e l’impotente pittore (anch’egli realmente esistito) Carlos Coffen Serpas.
Sullo sfondo dell’America Latina in fermento, i giovani cercano la rivoluzione per tornare irrimediabilmente diversi e trasformarsi definitivamente in eroi-poeti. Maria Paiato offre la sua composta fisicità al dolore come all’ironia, sempre fedele al testo, fedele soprattutto alla meravigliosa penna di Roberto Bolaño che Riccardo Massai colloca nella misura propria al teatro secondo i dettami del compianto maestro. “In Amuleto Roberto Bolaño lancia un atto di accusa nei confronti dei grandi maestri della letteratura sudamericana come Gabriel García Márquez e Vargas Llosa – annota il regista Massai – e in fondo si sente egli stesso appartenente alla schiera dei giovani poeti, tentando di riscattarli in ogni modo. La vecchia generazione viene sì accusata ma anche emulata e citata più volte nel suo testo che ci sorprende perché sa spaziare lungo l’arco di tutta la letteratura mondiale, giungendo perfino alla cultura italiana. La forza immaginifica di Roberto Bolaño fa rivivere i ricordi della protagonista Auxilio e ci rende partecipi della sua storia. Il linguaggio che ho scelto per l’adattamento teatrale di questo grande romanzo è estremamente letterario: abbiamo compiuto un lavoro che andasse nella direzione di smussare, di una ricerca che potesse agganciare al testo una dizione teatrale che rendesse il pubblico co-partecipe di questo flusso meraviglioso”. “Il personaggio di Auxilio – continua Maria Paiato – ha delle caratteristiche a tratti simili ad alcuni personaggi che ho già interpretato. Sento molto vicini questi suoi colori di ingenuità e di entusiasmo nei confronti della vita che traspaiono dai suoi pensieri, questo grande amore nei confronti dell’arte, della vita e della letteratura. Quando Auxilio parla di poesia la chiama ‘pezzi di specchio rotti’ nei quali ci si osserva, ci si ritrova e ci si spaventa, perché la poesia è davvero uno specchio che invita e favorisce forse più di ogni altra forma d’arte la riflessione e simboleggia il raccoglimento intorno a tutto questo”.
Lo spettacolo si inserisce nel percorso MONDI IN SCENA cominciato con il Teatro Noh (Tsuchigumo, 14 settembre, all’Argentina) e proseguito con Harbour40, reading di frammenti di testi inediti commissionati dall’Unione dei Teatri d’Europa (Ute) a 5 drammaturghi proveniente da Grecia, Bulgaria, Italia, Siria, Palestina, e ancora con il festival Asiatica, vetrina sul cinema del Medio-Oriente per arrivare alla Bulgaria del Ballet Arabesque con una rivisitazione pop della Carmen di Bizet, e che continuerà con l’argentino Alfredo Arias con Madame Pink, commedia musicale con echi di pop art e musical d’ispirazione cinematografica con Gaia Aprea.

TEATRO INDIA - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) - Roma
Dal 17 al 22 gennaio 2017

Info e prenotazioni: tel. 06 87752210, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06.684.000.311/314
Sito web: www.teatrodiroma.net


Vincenzo Salemme in
UNA FESTA ESAGERATA…!

Da mercoledì 18 gennaio a domenica 5 febbraio arriva al Teatro Sistina “Una festa ESAGERATA…!, la nuova commedia scritta, diretta e interpretata da Vincenzo Salemme, con Nicola Acunzo, Vincenzo Borrino, Antonella Cioli, Sergio D’Auria, Teresa Del Vecchio, Antonio Guerriero, Giovanni Ribo’, Mirea Flavia Stellato.
“Ho scritto “Una festa esagerata...!” a maggio di quest’anno (2016) - spiega Vincenzo Salemme - ma l’idea di partenza risale a qualche anno addietro. Da quell’idea iniziale ad oggi ho scritto, nel frattempo, “L’astice al veleno”, “Il diavolo custode” e ho riscritto una vecchia commedia: “Sogni e bisogni”. Tre spettacoli in cui ho tentato una strada diversa da quella della commedia di stampo più classico. Ho provato, cioè, a mescolare insieme la struttura drammaturgica e un linguaggio più consono alla rivista, allo show. Ho provato, cioè, ad usare i miei testi non più come testi a tutto tondo, compiuti, ma più come canovacci all’interno dei quali “scorrazzare” liberamente, senza vincoli di tempo, di azione e di luogo e, soprattutto, senza vincoli di coerenza stilistica e narrativa. Era un tentativo per avvicinare i più giovani al teatro, il tentativo di farli sentire a proprio agio in una realtà che troppo spesso credono superata, vecchia e polverosa. Questi miei esperimenti hanno avuto un buon successo anche se, qualche volta, hanno fatto storcere il naso agli spettatori più affezionati alle mie commedie iniziali. Questa volta, con “Una festa esagerata...!” credo di aver costruito una commedia che possa accontentare quegli spettatori desiderosi di una sintassi narrativa più teatrale ma, allo stesso tempo, capace di una leggerezza strutturale più adatta al pubblico meno abituato ai ritmi della commedia classica. Ho puntato tutto sulla naturalezza della recitazione colorando qua e là con una comicità più estrema, a tratti farsesca. Un po’ come succede nella vita quando qualcosa o qualcuno ci fa ridere per quanto involontariamente buffo. Ma questa è anche una commedia abbastanza crudele verso noi stessi, verso i nostri cedimenti morali. Non credo di scoprire qualcosa di particolarmente nuovo. Temo che l’umanità ondeggi da sempre in un’altalena di miseria e nobiltà. Ma credo anche che il teatro, pur nelle sue corde più leggere, possa ricordare a chi lo fa e a chi lo guarda, che in fondo siamo di passaggio e che, forse, un po’ di sana autoironia ci può aiutare a vivere meglio”.

TEATRO SISTINA - Via Sistina 129, 00187 Roma
Dal 18 gennaio al 5 febbraio 2017
Prezzi Biglietti: Poltronissima €44,00, Poltrona e I Galleria €39,50, Seconda Galleria €34,00, Terza Galleria €27,50
Orario Spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00, domenica ore 17.00, mercoledì 25 gennaio ore 17.00, sabato 28 gennaio ore 17.00 e ore 21.00

Info e prenotazioni: telefono 06.4200711 - 392.8567896, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.ilsistina.it


HAI FINITO…?!? ERASE / REWIND
Testo e Regia: Erika Barresi
Con Alessandro Capone, Giulia Di Nicola e Samantha Silvestri
Coreografie: Claudio Meloni
Aiuto Regia: Flavia Cidonio
Music mix: Dj Silver

Debutta il 18 gennaio 2017 la nuova commedia d’amore comicamente surreale, scritta e diretta da Erika Barresi, prodotta dalla Compagnia Gruppo Teatro Onda, ed interpretata da Alessandro Capone, Giulia Di Nicola e Samantha Silvestri, un gruppo molto affiatato e già collaudato che riesce a portare in scena la giusta atmosfera ricca di sfaccettature, evidenziando con ironica naturalezza – aiutati anche dalle poetiche coreografie di Claudio Meloni - le caratteristiche dei personaggi.
Il testo concepito dalla Barresi, si svolge su più livelli narrativi che marciano paralleli: il primo più vicino alla narrazione cinematografica, è un continuo viaggio tra presente e passato, attualità e flashback; il secondo livello è lo spazio scenico che scandisce la storia raccontata dal narratore al pubblico. La storia che si racconta è un amore finito.
Il protagonista Gabriele, interpretato da Alessandro Capone, è un compositore di musica classica, in piena crisi sentimentale perché Alice, la donna della sua vita, lo ha lasciato.
Anto, inizialmente pensato come ruolo maschile è interpretato da Samantha Silvestri. Dentro il suo sogno ossessivo Gabriele infatti trasforma il suo manager ed anche unico amico in donna. Lei raccoglie le sue confidenze, le riflessioni, i timori e li riporta al pubblico, ma non si limita solo al racconto dei fatti, ci mette sopra anche molto di se: Anto è una donna disincantata, pessimista e decisamente cinica, convinta che una storia d’amore finisce sempre e comunque.
E poi c’è Alice che è la causa concreta da cui scaturisce tutto: finisce l’amore può iniziare la commedia. Alice, interpretata da Giulia di Nicola, è un personaggio di riflesso alle ragioni del protagonista, interagisce con gli altri interpreti in un entra ed esci esclusivamente funzionale alla storia.
Un significativo apporto alla commedia lo danno anche musica e coreografie. Le note di storici brani Rock degli anni ’90, reinterpretati dal vivo dagli attori, scandiscono momenti fondamentali e diventano parte integrante dello spettacolo. Per le coreografie Claudio Meloni si è ispirato alla danza-contact, l’esplorazione attraverso i sensi di forme e movimenti spontanei, creando un percorso/coreografico che trasforma i passaggi realtà/sogno in un vero e proprio video clip stile anni 90.

TEATRO TRASTEVERE - Via Jacopa de' Settesoli 3 - 00153 Roma
dal 18 al 22 gennaio 2017 - h 21.00, domenica h 18:00

Info e prenotazioni: Tel. 06-5814004 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrotrastevere.it


E TU SEI BELLISSIMA
scritto da Claudio Proietti
con Claudia Campagnola e Matteo Lucchini
diretto da Giancarlo Fares

Torna in scena per il sesto anno E tu sei bellissima. Dal 18 al 22 gennaio al Teatro Cometa Off di Roma, Claudia Campagnola e Matteo Lucchini, diretti da Giancarlo Fares, danno vita alla commedia romantica più rappresentata di Claudio Proietti.
Nella zona franca tra il caso e il destino, in un parco qualunque di una cittadina tra nord e sud, un uomo e una donna si rincontrano. A separarli una valanga di incomprensioni, tradimenti, rancori e anni vissuti lontano l’uno dall’altra: “Quanto tempo è che non ci vediamo?” “Due anni e otto mesi.”. Paolo e Cristina. Un uomo e una donna che per colmare le distanze si raccontano delle loro nuove vite, dei loro nuovi partner, dei loro nuovi (o vecchi) sogni, ritrovandosi poi a sorridere come facevano un tempo. Come se non avessero mai smesso. “Hai paura di me?” “Dei nostri ricordi”. Ed è immaginando i figli che non hanno mai avuto, ogni volta che dal reparto di maternità un pianoforte annuncia una nuova vita, che Paolo e Cristina avranno l’occasione di scegliere se permettersi il lusso di essere in-felici o se rimanere aggrappati a ciò che li addolora di meno. Avranno l’occasione di scoprire che forse non si sono mai appartenuti oppure che si apparterranno per sempre.

TEATRO COMETA OFF - Via Luca della Robbia, 47, 00153 Roma
Dal 18 al 22 gennaio 2017 - ore 21.00 – domenica ore 18.00
Biglietti: Intero 12.00 + 2.50 (tessera obbligatoria); Ridotto 9.00 + 2.50 (tessera obbligatoria) per under 25 e over 60

Info e prenotazioni: Tel. 06-57284637
Sito web: www.cometaoff.it


2(DUE)
drammaturgia Licia Lanera e Riccardo Spagnulo
regia Licia Lanera
con Licia Lanera

Licia Lanera sarà unica protagonista, consegnando ancora con 2(Due) una performance intensa, iconica, dalla forma e dal gesto protesi verso il totale straniamento.
Nella lotta esasperata tra la vita e la morte, fino all’annientamento finale si snoda il racconto della protagonista: una donna fredda, una presenza algida e asettica la cui risultante scenica è coadiuvata perfettamente dall’uso del microfono.
Scritto da Licia Lanera e Riccardo Spagnulo, il testo è una sorta di incubo splatter costruito sui brutali racconti di noti assassini.
“Ci ha colpito la loro lucidità nel raccontare degli eventi così gravi, la loro leggerezza, l'inconsapevolezza infantile, di fronte agli occhi attoniti dei parenti delle vittime” - affermano gli autori.
Un ritorno al massacro, in cui la narrazione si fonde con l'azione scenica e il bianco della purezza e dell'infermità si confonde con il nero della cronaca, così come il rosso simboleggia il sangue.

TEATRO DELL’OROLOGIO - SALA MORETTI - Via dei Filippini 17/A – Roma
dal 20 al 22 gennaio 2017
venerdì e sabato h.21.30 | domenica h.18.30
INTERO: 15 euro, RIDOTTO: 12 euro, UNDER25 e UNIVERSITARI: 8 euro
ingresso consentito ai soli soci: tessera associativa annuale 5 euro

Info & Prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6875550
Sito web: www.teatrolorologio.com


TESTO TOSSICO
ARIEL dei MERLI
liberamente tratto da Paul B. Preciado
drammaturgia Francesca Manieri
regia Federica Rosellini
con Federica Rosellini

Lo spettacolo è liberamente tratto da Testo yonkie (2008) di Paul B. Preciado, pseudonimo di Beatrice Preciado, parte di un filone di pensatori “autocavia" che hanno sperimentato col proprio corpo, usandolo come piattaforma politica. L’autore/autrice compie un viaggio estremo attraverso il proprio corpo bombardato con un’auto-somministrazione di testosterone che interroga e agisce come fosse materia parlante e creatura a sé.
La drammaturgia di Francesca Manieri insegue il filo smarrito, male annodato, dell’identità nel suo imprescindibile rapporto col suo doppio: la perdita.
Mentre in scena Federica Rosellini incarna, in una fisicità allo stesso tempo fragilmente vitrea e violenta, la questione di un corpo etero-significato, di un’identità sfuggente e drammatica. Interroga la complessa arte della perdita, ricolloca il sé al di fuori di sé. Rischia la vertigine, lo smarrimento e spera tardivamente in una nuova, attesa della meraviglia del mondo.
L’attrice e regista Federica Rosellini fonda, nel 2015, la compagnia ARIEL dei MERLI, nell’incontro con la sceneggiatrice e drammaturga Francesca Manieri.
Diretta fra gli altri da Luca Ronconi e Antonio Latella, è regista della trilogia Noi che non abbiamo pietà. Francesca Woodman – Diane Arbus – Henriette Grindat, di cui Polka Dots. Uno spettacolo su Francesca Woodman è stato selezionato all’ AllinFestival 2015 – Dominio Pubblico under25. Nella stagione 2014/2015 ha portato in scena al Teatro dell’Orologio BIGODINI (OH, MARY), libero adattamento dal Frankenstein di Mary Shelley.

TEATRO DELL’OROLOGIO - SALA GASSMAN - Via dei Filippini 17/A 00186 – Roma
dal 20 al 22 gennaio 2017

Info & Prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6875550
Sito web: www.teatrolorologio.com


CLASSE DI FERRO
Di A. Nicolaj
Regia Giovanni Anfuso
Con Paolo Bonacelli, Giuseppe Pambieri, Valeria Ciangottini
Musiche Massimiliano Pace
Scene Alessandro Chiti

Classe di ferro è incentrata sui problemi della terza età, trattati con una delicatezza e uno humour non frequenti nella nostra drammaturgia.
La vicenda è ambientata in un giardino pubblico di una grande città. Protagonisti sono tre anziani - Libero Bocca, Luigi Lapaglia e Ambra - che si sono conosciuti casualmente durante le loro quotidiane passeggiate.
I loro caratteri sono assolutamente differenti – aggressivo e riottoso quello di Bocca, docile e remissivo quello di Lapaglia, angelico e sognatore quello di Ambra - e consentono all'autore di creare un affresco quanto mai attuale del mondo degli anziani, un mondo solo apparentemente semplice e spensierato, ma che, in realta, è carico di malinconie, passioni violente, aspettative impossibili, delusioni profonde, timori e insicurezze. Dopo una prima descrizione trionfalistica dei propri cari viene alla luce, un po' alla volta, la confessione amara di essere divenuti ormai un peso per figli e nipoti, il timore di appartenere a un mondo ormai scomparso, la consapevolezza della propria inadeguatezza e la conseguente paura di venire abbandonati in un ospizio.
A questo punto Bocca e Lapaglia progettano una fuga in piena regola, una sorta di evasione dalla grande città tagliando tutti i ponti con il loro passato per approdare in un piccolo paese di provincia, una sorta di terra promessa dove poter finalmente conseguire quella felicità cui hanno sempre teso ma che non hanno mai conseguito.
Ma il finale, che giunge rapido e imprevisto, riporta tutti, personaggi e spettatori, alla cruda realtà della società moderna.
Classe di ferro è una splendida parabola sulla terza età, una commedia che sollecita tutta una serie di riflessioni sul destino, molto spesso crudele, dell'anziano nella nostra società. Un testo, che alternando leggerezze e ingenuità con alcuni momenti di profonda commozione, lascia una traccia profonda nello spettatore.

TEATRO PARIOLI PEPPINO DE FILIPPO - Via Giosuè Borsi 20, 00197 – Roma
Dal 12 al 22 gennaio 2017 - Platea € 27,00, Galleria € 22,00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 8073040
Sito web: www.teatropariolipeppinodefilippo.it


TORNO ALLA VITA
Opera Musicale di Toni Fornari e Dino Scuderi
Regia Francesco Sala
Con Mariano Riccio, Francesco Sgro, Paolo Gatti, Massimo Cimaglia, Gabriella Borri, Valeria Girelli

Una storia contemporanea, un mondo che si srotola tra le storie di una famiglia che fornisce spunto per una serie di riflessioni, ora più drammatiche, ora più ironiche, sul tema della vita, della morte, delle cure sperimentali, della volontà di rinascere, sulle scelte da fare e su quelle che invece non è stato possibile affrontare.
Michele, da 15 anni, è stato colpito da una malattia rarissima e sconosciuta che lo ha costretto in uno stato catatonico. Vive a casa con la madre Luisa, che lo cura 24 ore su 24, il fratello Giacomo e il patrigno Marco, sposato con la mamma dopo che era rimasta vedova 10 anni prima.
Luisa parla tutti i giorni da quindici anni con suo figlio Michele ed è convinta che lui in qualche modo possa sentirla. Marco rimprovera continuamente Luisa di non vivere una vita sana e di perdere tempo a parlare con un vegetale che invece dovrebbe essere rinchiuso in una struttura ospedaliera. Litigano spesso per questo motivo e il fratello Giacomo sta un pò in mezzo alle posizioni dei due: spererebbe in una cura che possa far tornare alla vita Michele, ma decisamente è meno ostinato e combattivo di sua madre.
Michele è da anni in cura da Francesco, un giovane dottore ricercatore che lavora da anni sulla cura di questa terribile malattia. Francesco sembra aver fatto dei progressi interessanti: dopo alcuni esperimenti con il farmaco su cui sta lavorando, alcune cavie si sono risvegliate dal coma nel quale erano state indotte. Avverte subito la sua assistente, la dottoressa Sara, da sempre innamorata (non corrisposta) del dottore. Forse Francesco ha trovato la cura per la malattia di Michele, ma per avere il permesso dall'Istituto Sanitario ci vogliono degli anni poiché c'è bisogno di un tempo prestabilito per studiare eventuali effetti collaterali. Francesco però, spinto dal suo carattere passionario, propone a Luisa di sperimentare il farmaco su Michele in maniera illegale. Luisa accetta, e per far fronte alle spese, ipoteca la sua casa senza dire nulla a nessuno. Ha inizio così la terapia. Dopo alcuni mesi di cure Michele si risveglia dal coma.
Cosa può accadere se un ragazzino di quindici anni improvvisamente si risveglia uomo? Cosa può accadere nella mente di una persona che viene a sapere in pochi giorni tutto quello che è accaduto in quindici anni di vita? E soprattutto cosa accade all'interno di una famiglia che improvvisamente vede incrinarsi gli equilibri e le dinamiche consolidate oramai da quindici anni?

Note di Regia
Quando una esperienza come questa accade in famiglia, si è letteralmente sbalzati. Ci si può risvegliare ogni giorno e avere la sensazione di vivere una vita apparentemente non vissuta. Questo testo vuole comunicare un'esperienza. Con le disabilità è così. Nessuno pensa possa capitare proprio a noi, ma se capita, la vita cambia per sempre. Il malato vive in un suo tempo, in suo spazio. E chi gli sta intorno? La situazione è del tutto unica, la patologia sconosciuta, i rapporti famigliari sono intrecciati a filo doppio; un cedimento può svelare aspetti segreti del sé, nascosti, imprevedibili, inconfessabili. C'è un medico coraggioso, un farmaco che può dare speranza. La malattia allora è sormontabile, quasi più degli affetti. Il nostro paziente si risveglierà? Lui è una persona che come in teatro è specchio che riflette le altre figure. Le reazioni del malato, quelle dei familiari, il martirio scientifico di un medico di talento che prova a salvarlo. La famiglia generalmente intesa, in questo lavoro non suscita compassione. È in atto un processo di apprendimento sulla diversità e sull'essere genitori-figli-fratelli-compagni: " lui comunica in un altro modo" dirà la madre del figlio che non si risveglia dal suo stato catatonico. Si può comunicare aldilà delle parole. Questo fa il teatro: accede in un mondo diverso, forse sconosciuto, impresentabile, impenetrabile; un non-mondo, come quello di certe disabilità gravi. E proprio per questo, forse più vero. Noi cerchiamo di entrarci con rispetto con gli strumenti dell'invenzione e della fantasia, anche con qualche alleggerimento e con la delicatezza che occorre in questi casi.
(Francesco Sala)

TEATRO LA COMUNITÀ - Via Zanazzo, 1 (P.zza Sonnino) 00153 Roma
19 | 22 gennaio 2017
Orario spettacoli: ore 21.00 – Domenica ore 18.00
Biglietti: intero €15,00 – ridotto €12,00 - Tessera associativa obbligatoria € 3,00

Info e prenotazioni: tel. 06/5817413 - +39 329/1677203
Sito web: www.alteregoteatro.com


FRAGILE
Liberamente tratto da Otello di W. Shakespeare

Il nuovo anno teatrale del Kopó si apre con una rilettura di rara intensità e bellezza dell’Otello, l’opera più famosa di William Shakespeare. A 400 anni di distanza dalla morte del Bardo, il teatro, che anima la vita culturale del Quadraro, ospita e omaggia la sua opera in una prospettiva artistica lontana dalla retorica delle celebrazioni ufficiali. Di Shakespeare e dei suoi personaggi si ambisce infatti a cogliere gli aspetti meno noti, soprattutto meno stereotipati. Lo spettacolo Fragile della Compagnia Fondamenta Teatro e Teatri nasce, per l’appunto, da un profondo lavoro di scavo e di reinterpretazione dei significati più profondi del dramma di Otello. Chi è veramente il protagonista che tutti noi crediamo di conoscere? È solo l’emblema della gelosia e della violenta furia che essa può innescare? Grazie al lavoro di cinque giovani attori come Andrea Puglisi, nei panni di Otello, Simone Tromboni in quelli di Iago, Tommaso Lipari nel ruolo di Cassio, Eleonora Mancini in quello di Desdemona e Paola D’Uva nelle vesti di Emilia, entreremo nel tormentato mondo interiore del personaggio. Una mente, la sua, attraversata da dubbi e incertezze, all’interno della quale lampeggiano immagini distorte, deliranti e ossessive dell’amata Desdemona. D’altro canto, l’infido Iago può portare avanti la trama ordita contro di lui, perché Otello è un uomo essenzialmente fragile. Ecco spiegato il titolo dello spettacolo, che smentisce il luogo comune secondo il quale il protagonista del dramma shakespeariano sarebbe animato da forza e virilità. L’Otello di Fragile non è più “lo straniero in terra straniera” ma – al pari di tutti gli altri personaggi – soffre del male che lo rende uomo tra gli uomini: la fragilità. La scenografia, stilizzata e poliedrica, mette al primo posto l'interpretazione degli attori e nella sua elegante essenzialità valorizza l’affiorare del mondo interiore dei personaggi, soprattutto di quello di Otello quando crede di essere stato tradito da Desdemona e la sua mente si affolla di spaventosi fantasmi. Tutto il resto scompare: Venezia, Cipro, la guerra contro i turchi. Lo spazio scenico diventa scarno e indefinito, abitato solo da un tavolo, che all’occorrenza diventerà un altare, un talamo nuziale o un letto di morte.

TEATRO KOPÓ Via Vestricio Spurinna, 47/49 00175 Roma
dal 20 al 22 gennaio 2017
venerdì e sabato alle 21, domenica alle 17 e alle 21.

Info e prenotazioni: Tel.: (06) 45650052
Sito web: www.teatrokopo.it


Circomare Teatro
GENERAZIONI
monologo di e con Alessandra Cappuccini
regia di Mario Umberto Carosi

MI RIVOLTO!
monologo di e con Mario Umberto Carosi
occhio esterno: Alessandra Cappuccini
supporto alla drammaturgia: Marco Saverio Loperfido

Circomare Teatro dal 17 al 22 gennaio presenta a Roma al Teatro Tordinona due spettacoli. Generazioni monologo di e con Alessandra Cappuccini regia di Mario Umberto Carosi in programma dal 17 al 19 gennaio e Mi rivolto! monologo di e con Mario Umberto Carosi dal 20 al 22. Circomare Teatro presenta spettacoli che narrano le vicende di nuove maschere ispirate alla contemporaneità legate alla tradizione per la tecnica attoriale e l'uso della mezza maschera in cuoio. Si riprende la “Commedia all’improvviso” dei comici dell’arte del XV° secolo contestualizzata alla società contemporanea.
Generazioni racconta la vita di tre donne: nonna, madre e figlia. Tre società messe a confronto, ognuna con la propria morale, con le proprie regole non scritte a cui queste donne si ribellano. Tre storie di coraggio che raccontano la forza dell’individualità e dell'essere donna: la nonna che vive durante la seconda guerra mondiale, la mamma durante le contestazioni studentesche degli anni ‘60/’70 e la figlia al giorno d'oggi. Lo spettacolo è vincitore del premio migliore attrice al festival Donne di guerra 2016 e al festival Teatr'a 2016 e migliore regia al festival Teatr'a 2016. Il lavoro di Circomare Teatro è legato ad un teatro popolare rivolto a tutti ed in grado di coinvolgere diversi tipi di pubblico. In questo spettacolo tutti i personaggi sono interpretati da un'unica attrice che con una fisicità e una gestualità dinamica è in grado di disegnare figure e ambientazioni diverse, che nasce dall'esperienza della compagnia con il teatro di strada e la Commedia dell'Arte integrata con il teatro delle azioni fisiche dell'Odin Teatret.
Mi rivolto! racconta la vita di un uomo, Mario, accompagnato sin dalla nascita dall'idea della rivolta. L'infanzia, la scuola, l'amore, l'università, la famiglia e il mondo del lavoro. Mario è perseguitato da una serie di buffi personaggi che lo seguono dappertutto e rendono vani i suoi slanci rivoluzionari. Lo spettacolo è un’occasione per mostrare, attraverso le doti mimiche e comiche di Mario Umberto Carosi, le occasioni in cui nella vita di tutti i giorni sarebbe necessario ribellarsi. Il Circomare Teatro che ha acceso, negli ultimi anni, le piazze di tutta l'Italia con un teatro irriverente e popolare, presenta un monologo per sorridere e pensare, che farà breccia anche negli spettatori più disillusi.

TEATRO TORDINONA - Sala Strindeberg Via degli Acquasparta, 16 – Roma
Dal 17 al 19 gennaio - Generazioni
Dal 20 al 22 gennaio - Mi Rivolto!
Ore 20.45 - domenica ore 17.45

Info e prenotazioni: tel. 067004932 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.tordinonateatro.it


IO RIFIUTO
Scritto e diretto da Francesca Romana Miceli Picardi
Interpretato da Marina Cappellini, Manola Rotunno

Carolina e Carmela non si conoscono. Ma si ritroveranno a condividere lo stesso spazio, lo stesso "risveglio". Due donne agli opposti: caratterialmente e fisicamente. Due donne del Sud, con lo stesso destino: rifiutate e finite nei rifiuti.
Il Sud è una terra dove le montagne sembrano giganti sonnecchianti e il mare è un testimone muto. Tutti ne parlano, pochi lo conoscono veramente. "Il silenzio è d'oro" non è solo un proverbio. Parlare, reagire, rifiutarsi sono tre verbi che fanno rima con pericolo e paura. Ancora oggi. La storia di Carolina e Carmela è una ferita che ogni meridionale si porta dentro. Nonostante le lotte e i grandi personaggi che si sono ribellati alla mafia e a quella cosa sporca, che si chiama omertà .
Due storie "piccole" e dolorose. Due donne forti e schiacciate, unite in un viaggio onirico, tenero, tragicomico, straziante e irriverente come sa esserlo solo la morte.
Specialmente se a parlare sono i morti "nascosti bene". Quelli che mai nessuno troverà, quei morti che non avranno mai voce. Racconto il mio Sud, quello che non vorrei esistesse.
Perché il Sud è una Donna caparbia e bellissima, senza trucco e con i capelli ricci. Cammina scalza e ha troppe ferite sotto i piedi. Racconto due anime che hanno scelto di combattere.

AR.MA TEATRO - Via Ruggero di Lauria 22
Dal 13 al 22 gennaio 2017
dal venerdì alla domenica ore 21.00 – domenica ore 18.00
Biglietti 10 euro

Info e prenotazioni: Tel. 06 39744093 cell. 333 9329662, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


LOGIN
di Giorgia Mazzucato
con Emanuela Ghini, Simona F. Ventopane, Mauro Vottari, Marco Allegretti, Simone Congedo, Viviana Valastro, M. Beatrice Alonzi, Paolo Berini
Produzione Stabile della SITI

Login è uno spettacolo di improvvisazione teatrale in cui tutte le regole della messa in scena sono a totale discrezione del pubblico in sala.
Gli attori in scena attraversando il confine tra mondo reale e virtuale, accedono ad un Account che, pur non essendo ancora stato creato e pur non conoscendolo, è il loro. Dovranno effettuare il Login appunto, l’accesso a questa nuova realtà, non sanno cosa succederà loro, chi saranno o cosa diranno.
Le storie che li vedranno protagonisti, i personaggi i che interpreteranno, saranno solo e soltanto quelli che il pubblico chiederà loro di mettere in scena.
Questa è la loro unica possibilità di esistere. La loro unica possibilità di non rimanere dietro le quinte. Ma l’ Account, ciò per cui gli attori in scena devono vivere e combattere è conosciuto esclusivamente dagli gli autori e gli autori sono tutte le persone presenti in sala, il pubblico, l’unico e vero moderatore dello spettacolo.
Login da la possibilità di creare l’identità dei personaggi che il pubblico ha sempre sognato di vedere, la vita delle persone che ha sempre sperato di conoscere, mettendo in difficoltà degli improvvisatori professionisti, sconvolgendo le dinamiche della messa in scena, eliminando gli attori uno ad uno, così facendo lo spettacolo potrà aver termine e il loro mondo finire.
Quel mondo creato, immaginato e sviluppato giorno dopo giorno nei social network, attraverso le opinioni, i commenti e le foto che li animano, tuffandosi in un mondo virtuale mai così reale, nella realtà aumentata del teatro, dove succede tutto qui e ora, e ciò che succede lo deciderà il pubblico.
Sarete abbastanza coraggiosi da fare Login?

TEATRO STUDIO UNO - Sala Teatro - Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara).
dal 19 al 28 gennaio 2017
Ingr. 10 euro. Tessera associativa gratuita
Giov – Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00

Info e prenotazioni: 3494356219- 3298027943– Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrostudiouno.com


INOSSIDABILLE MIELE
di e con Domenico Cucinotta
Collaborazione artistica Sumako Koseki
regia Domenico Cucinotta

Vincitore del Festival Inventaria 2016 nella sezione monologhi/performance (ex aequo con Immota Manet) torna a Roma al Teatro Studio Uno dal 19 al 22 gennaio, il Teatro dei Naviganti con “Inossidabile miele” di e con Domenico Cucinotta, spettacolo che traendo ispirazione dalle poesie di Michele Cucinotta Oteri, racconta, utilizzando la danza e il linguaggio mimato l’Amore in tutte le sue declinazioni.
Inossidabile miele” è un passo scenico dove la danza e il gesto si aprono nel silenzio ad un dialogo costante tra la parola assente, ma desiderata, e la poesia che sollecita l’anima e che crea il movimento. Attraverso il linguaggio del corpo e la lingua dei segni, lo spettacolo esprime ciò che le parole a volte non dicono, se non quando si compongono in poesia.
La pièce simbolica e perturbante omaggia e trae ispirazione da Pina Bausch, nei movimenti stilizzati, spezzati e reiterati, utilizzando la canzone “The man i love” di Gershwin eseguita nello spettacolo “Nelken” della coreografa tedesca. La canzone tradotta nel linguaggio dei segni è’ un pensiero dolce e ossessivo, che traduce l’urgenza di comporre un discorso, sia pure di segni, sull’amore.
La ricerca scenica infatti, consiste nel reinventare i segni, scomporli, cercare di dire e non dire, per scelta o per impossibilità. Il tema di “The man i love” ricorre più volte e “Inossidabile miele” percorre questa reiterazione per ricordarci con incredibile delicatezza, l’importanza di esprimere uno dei bisogni più grandi dell’uomo, l’amore.
Il Teatro dei Naviganti è un gruppo di ricerca e sperimentazione teatrale nato a Messina nel 1996. Interesse del gruppo è quello di approfondire i diversi aspetti della pedagogia e della ricerca teatrale, tenendo sempre presente il valore educativo del teatro. Negli anni l’attenzione del gruppo si è rivolta sempre di più allo studio dell’azione fisica/vocale ed i moti dell’interiorità, in uno sviluppo di improvvisazione strutturata, approfondendo le tecniche della danza.

TEATRO STUDIO UNO - Sala Specchi - Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara) Roma
Dal 19 al 22 gennaio 2017 - giov – sab ore 21.00, dom. ore 18.00
Ingr. 10 euro. Tessera associativa gratuita

Info e Prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrostudiouno.com


TORRE ELETTRA
Drammaturgia e regia Giancarlo Nicoletti
con Valentina Perrella, Liliana Massari, Cristina Todaro, Luciano Guerra, Alessandro Giova, Matteo Montalto

Alla periferia di una Roma futuribile c’è Torre Elettra, dove la legge non arriva, la giustizia non è più istituzione, il sangue chiama sangue. A Torre Elettra c’è una famiglia segnata da violenze, tradimenti, omicidi, si discute di una vendetta da compiere, sullo sfondo dei postumi di una guerra civile fra il potere statale e i cittadini delle periferie in rivolta. Un’Orestea contemporanea dei sobborghi, dove i vincoli familiari e di sangue fanno i conti con la deriva dei concetti occidentali di giustizia e Stato postmoderni.
Il nuovo lavoro drammaturgico-registico di Giancarlo Nicoletti (segnalazione Premio Hystrio - Scritture di Scena 2016) e della compagnia Planet Arts Collettivo Teatrale trova nel paradigma classico una nuova cartina tornasole per raccontare le contraddizioni della contemporaneità, la spirale dei legami familiari, lo smarrimento di senso dell’uomo moderno e il rapporto dialettico fra il singolo e lo Stato. Una riscrittura originale del mito che guarda alle recenti involuzioni del concetto di democrazia occidentale, per riannodare un filo che arriva fino ai tragici greci, non prima di essere contaminato dalle riflessioni e dai contributi di autori come Pasolini, Von Hoffmanstal, Sartre, O’Neill, Icke, Marguerite Yourcenar. Torre Elettra è il lavoro inedito di Planet Arts Collettivo Teatrale, pluripremiata compagnia under 35, fra le rivelazioni della scena romana e nazionale delle recenti stagioni.
Sullo sfondo di una Roma futuribile, dove le periferie ottengono l’indipendenza dallo Stato repubblicano dopo una guerra civile, si stagliano le vicende familiari dei protagonisti, obbligati dagli eventi a comprendere il senso ultimo del concetto di giustizia, fra legge di natura e legge degli uomini, fra anarchia e democrazia. Cosa succederebbe se il singolo non avesse più uno Stato organizzato a fare da garante dei suoi diritti? Quali possono essere le implicazioni future dell’inarrestabile negazione delle istituzioni democratiche, per come ne ha abusato l’Occidente, e per come la recente ondata di sfiducia le sta mettendo in discussione? C'è ancora spazio per una legge del più forte? Questi sono alcuni degli interrogativi che il testo fa cortocircuitare, riproponendo modelli di comportamento e dubbi comuni a tutte le civiltà, circa i legami di sangue e la loro ineluttabilità, il concetto di vendetta, la reale funzione della pena, il dubbio eterno fra espiazione e perdono. Il tutto in un involucro cinematografico, scattante, dinamico: uno spettacolo da stop-and-go, classico nei fini, contemporaneo nei mezzi, che ambisce a parlare al pubblico con l’immediatezza e la grandezza tipiche del teatro greco, ripensato, tuttavia, in termini di attualità - stilistica, contenutistica e drammaturgica – e declinato in una necessaria semplicità del mezzo, conferendo una dignità nuova al concetto di trasversalità e universalità, in linea con l’esprit e la funzione stessa della tragedia.

TEATRO BRANCACCINO – Via Mecenate, 2 – Roma
dal 19 al 29 gennaio 2017 dal giovedì al sabato 20.00 / domenica 18.00

Info & Prenotazioni 06 – 80687231 / 393 – 0970018
Sito web: www.teatrobrancaccio.it


IL FUTURO È DONNA
di Eduardo Ricciardelli
con Eduardo Ricciardelli, Irma Ciaramella, Bernardino De Bernardis, Mariateresa Pascale, Elisabetta Ventura e Marco Di Campli San Vito

Debutta al Teatro San Paolo di Roma la commedia nera “Il futuro è donna”, scritta e diretta da Eduardo Ricciardelli e da lui interpretata al fianco di Irma Ciaramella, Bernardino De Bernardis, Mariateresa Pascale, Elisabetta Ventura e Marco Di Campli San Vito. La piece, andrà in scena dal 20 al 22 e nuovamente dal 27 al 29 gennaio.
Sulla scena due coppie di amanti si trovano a vivere vicende opposte ma speculari. La prima è una coppia ricca e felice che alterna le proprie giornate tra feste, ristoranti e viaggi nei luoghi più esclusivi del pianeta; la seconda è, invece, angustiata dalle incombenze economiche, ma con una grande dignità e una sola speranza, quella di una vita migliore. Una serie di vicende bizzarre e inaspettate stravolgerà le loro vite e li legherà in una singolare decisione: assoldare un killer per eliminare il proprio partner.
Prodotto da Teatraltro in collaborazione con Rialto e DDB, “Il futuro è donna” è una commedia nera che riflette la frammentazione sociale a partire dalle relazioni di coppia. I personaggi della piece sono personaggi già vinti da una storia che incombe e li minaccia, privandoli di uno sguardo lucido sulla realtà. “Il futuro è donna” è un viaggio a metà tra il teatro dell’assurdo e il ritmo del cinema poliziottesco degli anni 70, dove a inseguimenti e sparatorie si sostituisce il ritmo incalzante del testo.

TEATRO SAN PAOLO Via Ostiense, 190 00146 Roma
dal 20 al 22 e dal 27 al 29 gennaio 2017
Orari: venerdì e sabato alle ore 21.00; domenica alle 17.30
Biglietti: 20,00 intero - 15,00 ridotto A - 10,00 ridotto under 18, Biglietto Special Tandem valido per 2 persone 25,00 euro

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. – 3394684545 (sms) - 06/58606102 (biglietteria)
Sito web: www.teatrosanpaolo.it


CYRANO DE BERGERAC
Regia di Matteo Fasanella
Con Matteo Fasanella, Virna Zorzan, Gianpiero Botta, Antonio Coppola, Michele Prosperi, Leonardo Iacuzio
Darkside LabTheatre Company
Produzione: Stefano Sbarluzzi Produzioni

Era il 1897 quando in un teatro di Parigi, il Théâtre de la Porte-Sain-Martin, debuttava uno dei capolavori della letteratura mondiale, Cyrano De Bergerac.
Oggi a distanza di 120 anni, nella sua versione originale in versi, il dramma di Edmond Rostand torna in scena a Roma con la regia di Matteo Fasanella dal 20 gennaio al 19 febbraio al Teatro Stanze Segrete: un piccolo scrigno per accogliere l'immortale storia d'amore ispirata alla figura storica di Savinien Cyrano de Bergerac, uno dei più estrosi scrittori del seicento francese.
A proporre il lavoro, partendo dalla versione originale, senza alterarne i versi ma apportando solo qualche taglio, è Darkside LabTheatre Company di Matteo Fasanella, già definita dalla stampa “una fucina di giovani talenti”, con la produzione coraggiosa di Stefano Sbarluzzi Produzioni.
Una compagnia under 30, che già si è fatta notare negli anni passati con progetti di qualità e che inaugura il 2017 con una vera e propria sfida: riportare in scena il Cyrano De Bergerac nella sua versione originale in versi.
A farla da padrone, ovviamente - forte della poetica narrazione in versi - è una delle storie d'amore più belle che la letteratura abbia mai creato: l'amore, il genio, le virtù, l'uomo.
La lucidità del personaggio maschile, viene ingannata dall’amore, che mette a nudo le fragilità di un uomo quasi perfetto, aldilà delle sue famigerate carenze fisiche. "Chi la vide sorridere conobbe l'ideale": un ideale che porta Cyrano alla consapevolezza della sconfitta, ed egli affida il suo genio a un uomo che è in grado di soddisfare tutti i suoi sogni.
"Se mi par che vi sia di speranza un'ombra, un'ombra sola": la speranza, meravigliosa e vana, induce Cyrano a rendere questo amore, forse unico, palpitante. Egli utilizza tutte le sue virtù senza però mai slegarsi dalla maschera che lo protegge. Ne rimane talmente vincolato che, anche quando la verità viene a galla, preferisce immolarsi e concedersi alla sua vera musa ispiratrice: la libertà.
Come può l'amore indurre a rinunciare al proprio volto? Come può l'amore portare un uomo a spalleggiare il proprio "nemico" nella conquista del proprio sogno?
Interrogativi universali per un'opera altrettanto immortale, in scena al Teatro Stanze Segrete.

TEATRO STANZE SEGRETE - Via della Penitenza, 3 (Trastevere) - Roma
Dal 20 gennaio al 19 febbraio dal martedì al sabato ore 21.00; domenica ore 19.00

Info e prenotazioni: Tel. 066872690
Sito web: www.stanzesegrete.it


IL PIU' BRUTTO WEEK END DELLA NOSTRA VITA
di Norm Foster
regia Maurizio Micheli
Con Maurizio Micheli, Benedicta Boccoli, Nini Salerno, Antonella Elia

Si usa dire che l’amore è alla base di tutto, è il sentimento che muove le cose del mondo e la vita degli esseri umani” spiega il regista “ma, ahimè, accanto all’amore si collocano in ottima posizione altri sentimenti parecchio diffusi e molto popolari: l’antipatia, la mancanza di stima, l’indifferenza e il disprezzo verso il prossimo fino ad arrivare all’odio più totale e feroce”. I quattro protagonisti de Il più brutto week-end della nostra vita non si vogliono bene, non si stimano anzi si detestano e nutrono ognuno nei confronti degli altri una forma di intolleranza e di insofferenza a stento trattenute. Credono di innamorarsi ma non si innamorano, credono di divertirsi ma si annoiano, provano a cambiar vita ma non ci riescono. In realtà nessuno ama chi crede di amare e senza rendersene conto vivono una vita dominata da un’unica irrefrenabile passione: quella per sé stessi. Malgrado e forse grazie a tutto questo si tratta di una commedia molto divertente perché l’amore può far sognare con i suoi chiari di luna, le stelle d’argento, le passeggiate mano nella mano; l’odio, invece, quando non provoca tragedie irreparabili può fare anche molto ridere.

TEATRO NINO MANFREDI - Via dei Pallottini 10 – Ostia Lido
dal 10 al 22 gennaio 2017
10, 11, 12, 13, 14, 17, 19, 20 gennaio ore 21.00
15, 18, 22 gennaio ore 17.30
21 gennaio ore 17.30 e 21.00
Biglietti: Platea: Intero 24.00, Ridotto 21.00 - Galleria: Intero 21.00; Ridotto 18.00

Info e prenotazioni: Tel. 06 56 32 48 49 - mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroninomanfredi.it


Irvine Welsh
TRAINSPOTTING
Versione teatrale Wajdi Mouawad
Traduzione Emanuele Aldrovandi
Uno spettacolo di Sandro Mabellini
Mark | Michele Di Giacomo
Tommy | Riccardo Festa
Alison | Valentina Cardinali
Begbie | Marco Bellocchio
Costumi Chiara Amaltea Ciarelli
Drammaturgia scenica Festa, Di Giacomo, Bellocchio, Cardinali

La società s’inventa una logica assurda e complicata, per liquidare quelli che si comportano in un modo diverso dagli altri. Ma se, supponiamo, e io so benissimo come stanno le cose, so che morirò giovane, sono nel pieno possesso delle mie facoltà eccetera eccetera, e decido di usarla lo stesso, l’eroina? Non me lo lasciano fare. Non mi lasciano perché lo vedono come un segno del loro fallimento, il fatto che tu scelga semplicemente di rifiutare quello che loro hanno da offrirti. Scegli noi. Scegli la vita. Scegli il mutuo da pagare, la lavatrice, la macchina; scegli di startene seduto su un divano a guardare i giochini alla televisione, a distruggerti il cervello e l’anima, a riempirti la pancia di porcherie che ti avvelenano. Scegli di marcire in un ospizio, cacandoti e pisciandoti sotto, cazzo, per la gioia di quegli stronzi egoisti fottuti che hai messo al mondo. Scegli la vita. Beh, io invece scelgo di non sceglierla, la vita. E se quei coglioni non sanno come prenderla, una cosa del genere, beh, cazzo, il problema è loro, non mio. Come dice Harry Lauder io voglio andare dritto per la mia strada, fino in fondo…

CARROZZERIE N.O.T. - Via Panfilo Castaldi 28/a Roma
19|20|21 gennaio - h 21

Info e Prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 347-1891714
Sito web: www.carrozzerienot.com


QUELLA PICCOLA PAZZA COSA CHIAMATA AMORE
CRAZY LITTLE THING CALLED LOVE
Scritta e diretta da Danilo De Santis
con la regia di Lillo
con Danilo De Santis, Roberta Mastromichele, Piero Scornavacchi, Roberto Belli, Chiara Buratti, Marco Aceti e Roberto Belli
Voce fuori campo: Francesca Milani

Ossessionati di tutto il mondo, unitevi! Approda al Teatro Tirso de Molina dal 18 gennaio al 5 febbraio la divertentissima commedia “Quella piccola pazza cosa chiamata amore” con la regia di Lillo e un fantastico cast formato da Danilo De Santis, Roberta Mastromichele, Piero Scornavacchi, Chiara Buratti, Marco Aceti e Roberto Belli.
Del resto, noi tutti siamo ossessionati da qualcosa che non vuol saperne di lasciare la nostra mente. Che sia il calcio, il cibo o lo shopping non importa. Il vero problema si pone quando l’ossessione è legata all’amore. E in particolare se è rivolta a qualcuno che rimane nella nostra mente molto più di quanto sia stato nella nostra vita.
"…quando sei dentro un’ossessione, tutti, da fuori provano a farti ragionare ma tu non puoi ragionare perché sei ossessionato da un unico pensiero: l'oggetto della tua ossessione”, dirà a un certo punto Luigi, il protagonista di questa storia, che pur di riconquistare Elena, il suo amore perduto, si dichiara disposto a tutto. Perfino a farsi chiamare Lulù da Ferdinando, omosessuale di mezza età, che sta aspettando da 27 anni il ritorno del suo Michel.
I due condividono lo stesso dolore e Ferdinando, detto Ferdy, proprio grazie a Lulù, ha ritrovato la gioia di vivere ed è intenzionato a mettere in scena il “Ferdy Mercury Show" un musical interamente dedicato a Freddie Mercury e a Rudolf Nureyev, perché la leggenda vuole che i due avessero avuto una storia d'amore.
Lulù è quindi chiamato a sostituire la figura di Michel nello spettacolo. E fin qui non ci sarebbe niente di male. Ma Ferdy si sente sempre più attratto da lui e le sue avances divengono sempre più esplicite.
Sarà l'arrivo del malcapitato Mario, suo amico, a toglierlo dall’imbarazzo. Anche se Luigi nasconde un grosso segreto…
“Quella Piccola pazza cosa chiamata amore” ovvero quando quello che si crede un amore diventa una patologica ossessione.
“Mi ha fatto ridere già dalla prima lettura – afferma Pasquale Petrolo in arte Lillo, del duo comico Lillo & Greg - e sono ben lieto di impreziosire lo scritto con la mia regia. Sarà un ben lavoro e ci divertiremo tanto, e quando ci si diverte, è assai probabile che anche il pubblico apprezzerà questo spettacolo”.

TEATRO TIRSO DE MOLINA - Via Tirso, 89 (Piazza Buenos Aires) 00198 Roma
Dal 18 gennaio al 5 febbraio 2017
mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 21:00
sabato e domenica ore 17:30
Parcheggio convenzionato in Via Tirso, 14

Info e prenotazioni: 06.84.11.827 oppure 329.56.18.223
Sito Web: www.teatrotirsodemolina.it


MAMMAMIABELLA!
il colpo di scena più interessante della nostra vita
una commedia musicale di Sabrina Pellegrino
da un'idea di Valentina Olla
Diretto da Elena Sofia Ricci
con le musiche di Stefano Mainetti
Con Valentina Olla, Federico Perrotta, Sabrina Pellegrino
e la musica dal vivo con Marco Cascone (fisarmonica),
Vincenzo Meloccaro (fiati), Gino Binchi (percussioni)

Valentina, una comune trentasettenne in carriera fashion - addicted, è impegnata a far spazio nel suo armadio per la nuova vita che arriva. Il fondo della cabina armadio si apre e, di volta in volta, lascia entrare i personaggi con i quali la futura neo mamma si confronta nel meraviglioso, sconvolgente, "apocalittico" periodo di metamorfosi che è la gravidanza. Ecco quindi avvicendarsi in questa storia di nove mesi a suon di musica e parole i genitori di lei, la suocera, l'amico gay, la migliore amica, i vari ginecologi consultati, l'impiegato addetto all'assegno di maternità e tanti altri improbabili quanto amorevoli dispensatori di consigli in una materia nella quale è impossibile laurearsi. Un periodo importante per la donna, perché quando nasce un bambino nasce anche una mamma! E il papà ?
Lui che si era innamorato di una bomba sexy, in questi nove mesi si ritrova a dover soddisfare le improbabili voglie e intemperanze di una specie di otaria spiaggiata. Tacchi a spillo e t-shirt alla moda verranno messi da parte per far spazio a body, pannolini e soprattutto ansie, paure, preghiere, e aspettative, di lei e di lui facendo trapelare un improbabile manuale d'amore per la nuova vita.

TEATRO MARCONI - Viale Guglielmo Marconi 698e - Roma
dal 19 al 29 gennaio 2017
Biglietto Intero 20.00 Ridotto 14.00
Martedì, Giovedì, Venerdì e Sabato ore 21,00
Mercoledì e Domenica ore 17,30

Info e prenotazioni: Tel. 06 59.43.544 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatromarconi.it


CABARET A NETANYA
Testo e regia a cura di Mario Sorbello
Interpreti: Mario Sorbello, G.Carbone e M.L.Lombardo

Una telefonata inattesa, un amico di infanzia e una stravagante richiesta: assistere ad una serata di cabaret per cercare di cogliere ciò che le persone percepiscono di lui. Lui è Dova' le, un comico che, approfittando della serata e del suo compleanno, racconta al pubblico la storia di un omicidio dove non si sa chi è la vittima, l'assassino o chi è stato assassinato per tutta la vita. Il racconto narra in chiave comica il primo funerale di Dova' le che, costretto come tanti ebrei a frequentare un campeggio paramilitare, un giorno viene obbligato ad andare ad un funerale molto distante dal campeggio. Nel lungo viaggio il piccolo ebreo cerca di richiamare in mente i ricordi più belli di entrambi i genitori, considerato che non aveva fratelli e che le famiglie di entrambi i genitori erano stati oggetto della Shoah. Ma racconta soprattutto dello stupro della madre avvenuto per mano di tre polacchi ferrovieri.
Questo cabarettista comico ma triste, a tratti carismatico e affascinante, con il suo racconto intervallato da gag e barzellette attualizza la Shoah patita soprattutto dalla madre confrontandola con la situazione attuale data dal conflitto tra israeliani e palestinesi. In questo modo, il dramma della Shoah e il peso della storia, le difficoltà nel venire a patti con essa, il confronto con la morte, la famiglia e l'amicizia sono tutti gli ingredienti di questa storia paradossale, drammatica e persino violenta sull' anima di un ragazzo di soli 14 anni.
Un comico che non ha da chiedere più nulla alla vita ma che cerca attraverso la sua storia di dare la speranza a due popoli in perenne conflitto.

TEATRO DEI CONCIATORI - Via dei Conciatori, 5 – 00154 Roma
dal 17 al 22 gennaio 2017
Orario Spettacoli: dal martedì al sabato ore 21,00 domenica ore 18,00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - tel. 06-45448982 – 06-45470031
Sito web: www.teatrodeiconciatori.it


Data Unica

VIAGGIO NELL’OPERETTA
di Gianni Gori e Alessandro Gilleri
Regia di Sandro Corelli
con Katia Ricciarelli

Fa tappa al Teatro Marconi il Viaggio nell'Operetta con la grande Katia Ricciarelli. Lunedì 16 gennaio alle ore 21.00, il sipario del teatro diretto da Felice Della Corte si apre su questo straordinario evento di Gianni Gori e Alessandro Gilleri, con la regia di Sandro Corelli.
Un affascinante percorso scenico nel tempo, dalla fine dell’Ottocento agli anni trenta del Novecento, cinquant’anni lungo le fortune della cosiddetta “piccola lirica” (in realtà autentico scrigno di perle e di delizie musicali) di cui è straordinaria “chaperon” un’illustre protagonista della grande lirica: Katia Ricciarelli. Con lei, sul palco, Andrea Binetti, Marzia Postogna, Nicola Malagnini, Antonella Profera ed Enrica Musto e la nuova compagnia Sandro Massimini. Lo spettacolo L’OPERETTA E VIENNA, la prima delle quattro tappe del viaggio nell’Operetta, che ha già incantato il pubblico del Teatro delle Muse, del Teatro Tor Bella Monaca di Roma, proseguirà il 26 gennaio al Teatro Bobbio di Trieste.
Il Viaggio nell’Operetta, in scena da gennaio ad aprile 2017, prevede quattro percorsi: l’OPERETTA E VIENNA, L’OPERETTA E BUDAPEST, L’OPERETTA E PARIGI-LONDRA e infine L’OPERETTA E ROMA. Quattro spettacoli per raccontare quattro luoghi storici dell’Operetta, dedicando la prima serata a Vienna, la seconda a Budapest e all’operetta danubiana, la terza a Parigi e Londra, la quarta a Roma e all’Italia, che andranno in scena al Boni di Acquapendente, al Delle Muse, Tor Bella Monaca e Marconi di Roma e al Bobbio di Trieste, per far conoscere l’Operetta con una protagonista d’eccezione come Katia Ricciarelli.
Dalla Vienna di Strauss e Lehár alla Budapest dell’operetta danubiana, dalla Parigi di Offenbach alla Londra di Gilbert&Sullivan, a Roma, al piccolo mondo dell’operetta italiana che guarda anche alla Commedia Musicale, VIAGGIO NELL’OPERETTA impagina una ricchissima sintesi delle situazioni teatrali, dei momenti musicali più significativi vissuti da questo repertorio teatrale tuttora amato dal pubblico. Strauss, Lehar, Kalman, Abraham, Gilbert&Sullivan, Jones, Youmans, Lombardo, Pietri, Leoncavallo Ranzato, Modugno, Kramer, Trovajoli e Garinei & Giovannini, il “Viaggio” firmato da Gianni Gori e Alessandro Gilleri ci porta per mano in un mondo che va da Vienna a Budapest, da Parigi e Londra a Roma. Dal “Viaggio” partirà poi la Nuova Compagnia Sandro Massimini – Trieste, per mantenere vivo il ricordo dell’ultimo grande interprete dell’operetta scomparso da ormai vent’anni, formando così una nuova generazione di interpreti e di pubblico.

TEATRO MARCONI - Viale Guglielmo Marconi 698e - Roma
16 gennaio ore 21.00

Info e prenotazioni: Tel. 06 59.43.544 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatromarconi.it


ATRÌO. E FABRIZIO BOSSO
Teatro Eliseo & Saint Louis College of Music
Presentano SPECIAL GUEST, Festival di produzioni originali
Un progetto creativo che coinvolge artisti di fama internazionale e un team di giovani musicisti, arrangiatori, cantanti, tecnici del suono

Un incontro speciale, quello della tromba di Fabrizio Bosso con la musica degli Atrìo. Il trio formato da Gianluca Massetti al piano, Dario Giacovelli al basso e Moreno Maugliani alla batteria presenta un repertorio di composizioni originali, basate sull'intreccio ritmico e la liricità melodica, caratteristica del trio fondato sulla ricerca di un sound contemporaneo che non perda di vista il valore della tradizione. Il tutto, per l'occasione, sarà messo al servizio dell'estro e dell'unicità della stella del jazz italiano, Fabrizio Bosso.
Le sperimentazioni del giovane trio incontreranno il solido eclettismo di un gigante del panorama musicale europeo in questo fresco e curioso binomio.

TEATRO ELISEO - Via Nazionale 183 - 00184 Roma
Lunedì 16 gennaio ore 21.00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06.83510216
Sito Web: www.teatroeliseo.com


CROSTATINA STAND UP
di Antonio Ornano ,Carlo Turati, Matteo Monforte e Simone Repetto
regia di Davide Balbi

E’ un monologo da stand up comedian, al naturale, senza orpelli scenografici e senza travestimenti. Una confessione a cuore aperto davanti a un pubblico visto come un gruppo di auto aiuto insieme al quale condividere debolezze, frustrazioni e ossessioni che spaziano dalla vita di coppia, ai figli, fino agli animali domestici.
E’ un racconto di vita profondamente segnato da tante figure evocate in scena - registi bipolari, life coach, muratori - ma soprattutto da una figura femminile vincente e prevaricatrice, la dolce “ crostatina” che altri non è se non la dolce metà di Ornano. Il maschio contemporaneo descritto nello spettacolo è tutt’altro che dominante, è un padre e un marito spesso inadeguato e compresso da responsabilità e incombenze che lo portano a sfoghi di rabbia tanto tumultuosi quanto liberatori, per lui e per un pubblico che non può che provare empatia rispetto a situazioni che tutti abbiamo vissuto. Chi non ha dovuto assecondare le passioni di una moglie per i Mercatini di Natale, per i tupperware, per la cabina armadio, per la continua rivoluzione dei mobili di casa. Chi di noi, in partenza per le vacanze, non ha mai dovuto fare i salti mortali per infilare i bagagli di una moglie dentro la macchina. E quante donne, quante mogli, tollerano l’insana a passione dei propri partner per il barbecue? Siamo pieni di paure, ma alle volte certe paure, se gli vai incontro, svaniscono. Ed è così che nonostante i nostri difetti continuiamo ad amarci. Anche se l’amore, soprattutto per il maschio, non fa sempre rima con la fedeltà.
Antonio Ornano, monologhista accattivante nelle vesti del professore biologo e naturalista, il principale oggetto del suo studio diventa l’animale uomo e le sue dinamiche comportamentali, con particolare attenzione a quelle interne al rapporto di coppia. Crea degli sketch esilaranti sulle dinamiche di coppia dove la dolce “ crostatina” alias la sua dolce metà non perde occasione di mettere a dura prova i nervi del Professore. L’etologo più divertente e irriverente del mondo naturale, che calca il palco di Zelig da diverse stagioni intrattenendo il pubblico con paragoni esilaranti tra il mondo animale e il nostro debutta a teatro con il suo nuovo monologo.

TEATRO GOLDEN - Via Taranto, 36 00182 ROMA
18 gennaio 2017 - Spettacolo ore 21.00.

Info e prenotazioni: Tel. 06.70.49.38.26 – mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrogolden.it


CANTI, BALLATE E IPOCONDRIE D'AMMORE
concerto di presentazione
Canio Loguercio voce, chitarra
Alessandro D'Alessandro organetto, live electronics
Con Giuseppe Spedino Moffa chitarra, zampogna
Gabriele Gagliarini percussioni

In una lingua tanto ibridata da bruciare ogni riferimento territoriale, il canto si leva a fil'e voce in coinvolgenti litanie d'amore per dispiegarsi in serenate che della forma canonica della canzone napoletana conservano appena il ricordo, sovrastato da sentimenti impastati di terra e di umori corporei. Nella commistione di colto e popolare si inabissa così ogni sfibrato omaggio alla tradizione per lasciare emergere qualcosa di indefinito che, tra giaculatorie mondane e blues metropolitani, disorienta e rapisce allo stesso tempo.
L'organetto di Alessandro D'Alessandro assume un respiro orchestrale nel dialogo con trombe e tammorre, piano e chitarre, esaltando le raffinate trame musicali lungo le quali si snoda il racconto dolente e appassionato di Canio Loguercio. Per lacerti di plurisecolari depositi si delinea così un affresco in cui le passioni individuali diventano emozioni collettive e il canto assume le cadenze di un salmodiare mondano, con squarci improvvisi sulla realtà più autentica di una città come Napoli, sulla quale si soffermano anche letterati, poeti ed artisti oltre che lo sguardo di alcuni fotografi.
Un continuo corto-circuito di turbamenti e fragori che le video-ballate di Antonello Matarazzo, iperealistiche e visionarie allo stesso tempo, ampliano notevolmente, evidenziando la componente teatrale di canzoni dove anche i tormenti di un 'vibrione innamorato' possono diventare metafora di un'ipocondria generale. Il tutto accompagnato dal candore irriverente dei bimbi, condensato nell'immagine della paperella che accompagna gli spettacoli del duo Loguercio&D'Alessandro.
Con la solidale complicità, tra gli altri, di Peppe Servillo, Maria Pia De Vito, Rocco Papaleo e Lello Voce, le fotografie di Salvatore Di Vilio, Paolo Soriani e Gigi Viglione e scritti di Emmanuele Curti, Lidia Riviello, Andrea Satta, Gabriele Frasca, Nietta Caridei, Pinotto Fava, Gilda Policastro, Maria Grazia Calandrone e Sonia Bergamasco.

VASCELLO IN MUSICA
TEATRO VASCELLO - Via Giacinto Carini, 78 - 00152 Roma
19 gennaio 2017 h 21,00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 589 8031
Sito web: www.teatrovascello.it


Ancora in scena

MACBETH
di William Shakespeare
traduzione di Agostino Lombardo
regia Franco Branciaroli
con Franco Branciaroli e Valentina Violo
e con (in ordine alfabetico) Tommaso Cardarelli Daniele Madde, Stefano Moretti, Livio Remuzzi, Giovanni Battista Storti, Alfonso Veneroso
scene Margherita Palli - costumi Gianluca Sbicca - luci Gigi Saccomandi

Prodotto dal Centro Teatrale Bresciano e dal Teatro degli Incamminati, Macbeth viene condotto lungo nuovi sentieri di sangue e tenebre che affondano le radici in un malessere psichico e interiore. Infatti, la regia di Franco Branciaroli colloca la vicenda in uno spazio scenico che è proiezione dei sentieri più tetri e gelidi della mente umana: luci oniriche e spettrali, costumi barocchi, una scatola nera e quasi trascendente disegnata da Margherita Palli che giganteggia a centro palco con una serie di varchi e botole che si aprono verso labirinti infernali e ferini. A sovrastare le volontà umane c’è la Magia Nera, impersonata dal fascino cupo delle Streghe e di Lady Macbeth (Valentina Violo), che condurranno il generale verso ciò che di terribile è già in potenza dentro di sé, ma fatica ad esternarsi per inadeguatezza. I sottotitoli e le didascalie proiettati sul fondale determinano come un deus-ex-machina i luoghi in cui si dirigerà la vicenda, mentre le creature demoniache infettano la scena con roboanti e orrorifiche incursioni in lingua inglese. «Lo scopo di tutto questo – afferma Branciaroli – è trasformare la realtà in una sorta di continuazione del sogno. Se i nostri progetti devono fare i conti con gli imprevisti della realtà, la magia, il sortilegio servono a eliminare gli imprevisti - cioè a eliminare la realtà. Macbeth avanza nel sangue come dentro un sogno dal quale non ci si desta più. Uccidendo il re, simbolo del padre e del divino, Macbeth uccide la sua stessa umanità ed entra in una dimensione di solitudine dove perde tutto, amore, ragione, sonno, scopo di vivere. In più, la sua vittoria è sterile perché non ha eredi, e questa sua rinuncia alla sua umanità servirà solo a passare il trono al figlio di un altro». Attraverso un viaggio negli abissi dell’animo umano corrotto dalla paura e dall’ansia di solitudine, Branciaroli ci restituisce un Macbeth prigioniero di visioni, insicuro e manipolato dalla potenza psichica delle Streghe, sanguinario non per crudeltà spicciola ma per il terrore della realtà. Parla di un mondo esterno in guerra, dove efferatezza e sete di sangue, al pari del coraggio, sono ritenute virtù, in quanto preservano il mondo interno della corte, una società patriarcale civilizzata regolata da leggi divine. «Macbeth sceglie di portare la violenza all’interno – conclude Branciaroli – e a questo si somma il fatto che anche la Lady, la sua parte femminile, si snatura e prende caratteristiche maschili: allora il caos è totale. Macbeth viene infatti “sedotto” all’ambizione dalle streghe, che storicamente rappresentano la minaccia al mondo patriarcale, e indotto all’assassinio da sua moglie, che viola il suo ruolo sociale di donna agendo come agirebbe un uomo. Ma il dramma è ancora più complesso e tremendo: Macbeth è la tragedia del male dell’uomo. Un rovesciamento di valori significativamente testimoniato dal canto ambiguo e beffardo delle streghe: Il bello è brutto, e il brutto è bello». Macbeth è la tragedia del male dell’uomo, della violazione delle leggi morali e naturali. Intorno all’inquietante parabola di seduzione dell’anima al male pulsa l’enigmatico cuore di questa tragedia.

TEATRO ARGENTINA - Largo di Torre Argentina, 52 00186 - ROMA
Dal 10 al 22 gennaio 2017

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 684 00 03 11 / 14
Sito web: www.teatrodiroma.net


MARIANGELA D’ABBRACCIO GEPPY GLEIJESES
FILUMENA MARTURANO
di Eduardo De Filippo
con Nunzia Schiano Mimmo Mignemi
e con Ylenia Oliviero Elisabetta Mirra
Agostino Pannone Gregorio Maria De Paola
Eduardo Scarpetta Fabio Pappacena
scene e costumi Raimonda Gaetani
musiche Teho Teardo
regia Liliana Cavani

Lo spettacolo ha debuttato in prima nazionale al Festival dei 2 Mondi di Spoleto 2016.
Questa edizione di Filumena Marturano è stata definita “lo spettacolo dell'anno”. “Finalmente vediamo Eduardo interpretato e messo in scena in totale autonomia espressiva, senza imitazioni del grande autore-attore. Mariangela D’Abbraccio appare al massimo delle sue capacità d’attrice, Geppy Gleijeses in stato di grazia”. A ogni replica si registrano puntualmente 6 minuti di applausi e autentiche standing ovation. I teatri esauriti ovunque. “La regista Liliana Cavani offre una indimenticabile prova al suo debutto nella prosa, dialogando magicamente con Eduardo.
Filumena Marturano – una della commedie italiane del dopoguerra più conosciute e rappresentate all’estero – ha un ruolo centrale nella produzione di Eduardo De Filippo, collocandosi tra i primi testi di quella “Cantata dei giorni dispari” che, a partire da “Napoli milionaria!”, raccoglie le opere più complesse e problematiche in cui si riversano i drammi, le ansie e le speranze di un Paese e di un popolo sconvolti dalla guerra.
Nel dramma di Filumena, che rifiuta di rivelare all’amante quale dei tre figli da lei messi al mondo sia suo, De Filippo dichiarava di aver inteso rappresentare un’allegoria dell’Italia lacerata e in larga misura depauperata anche moralmente, e prefigurarne la dignità e la volontà di riscatto.

Note Di Regia
Scrive Liliana Cavani nelle sue note di regia: “Ho accettato l’invito generoso e ottimista di Geppy Gleijeses quando mi ha proposto questo lavoro. È un testo che mi piace moltissimo da sempre, ho anche amato il film di De Sica con Sofia Loren e Mastroianni (con lui ho realizzato due film). È un’opera di grande impegno morale e oltretutto in anticipo sui tempi e scritto senza retorica, ma con la naturalezza della vita. Un capolavoro. Filumena e Domenico sono al centro di un problema etico antichissimo e sempre attuale: di chi sono i figli, i figli nati fuori dal matrimonio? Al tempo di questa scrittura (1946), la legge non proteggeva questi “figli” considerati “illegittimi” (fuori dalla legge), una legge ferma al Medioevo. Filumena vi si ribella con la lucidità e una forza così generose da riuscire a trascinare l’ignaro borghese Domenico a capire il valore degli affetti fondamentali delle nostre vite. Sono stata fortunata ad avere due attori perfetti per il ruolo. Mi ci sono appassionata ed ho lavorato con la felicità che provo con i film”.
Aggiunge poi la regista: “Il mio battesimo nella prosa (ammesso che ci sia poi un seguito) non poteva accadere con un’opera teatrale migliore… In teatro si ripete continuamente il testo. C’è modo di approfondire di più, c’è la possibilità di ottenere a volte dagli attori delle sfumature di recitazione che nel cinema non sempre si afferrano. L’attore poi in teatro è nudo, va in scena nudo ogni volta, misurato dal pubblico ogni volta. È indifeso contro la possibile indifferenza del pubblico e la sua incertezza o la stanchezza. Insomma, l’attore a teatro deve essere “nuovo di zecca” tutte le sere”. E conclude: “Del resto il teatro è abbastanza simile alla “vita”. Ci si ripete e ci si rinnova ogni giorno nelle nostre case, si prova ad essere felici, ad aggiustare le cose, si prova e riprova ad amare si ama un uomo per sempre come Filumena, si amano i figli e lo si spiega anche alla Vergine Maria come fa Filumena. Filumena crede nella vita, la ama, la trova vivibile per quello cerca di raddrizzare le storture, di vincere le ingiustizie. Eduardo deve aver amato moltissimo questa commedia, perché è pura vita”.

TEATRO QUIRINO VITTORIO GASSMAN - Via delle Vergini, Roma
Dal 10 al 29 gennaio 2017
Orari Spettacoli: da martedì a sabato ore 21 / domenica ore 17
giovedì 12, mercoledì 18 e mercoledì 25 gennaio ore 17
sabato 21 gennaio ore 17 e ore 21

Info e prenotazioni: Tel. 06.6794585 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroquirino.it


QUALCUNO VOLÒ SUL NIDO DEL CUCULO
di Dale Wasserman
dal romanzo di Ken Kesey
traduzione Giovanni Lombardo Radice
adattamento Maurizio de Giovanni
Con Daniele Russo Elisabetta Valgoi
e con Mauro Marino, Giacomo Rosselli, Emanuele Maria Basso, Alfredo Angelici, Daniele Marino, Gilberto Gliozzi, Davide Dolores, Antimo Casertano, Gabriele Granito, Giulia Merelli
Uno spettacolo di Alessandro Gassmann
Produzione Fondazione Teatro di Napoli

Qualcuno volò sul nido del cuculo è il romanzo che Ken Kesey pubblicò nel 1962 dopo aver lavorato come volontario in un ospedale psichiatrico californiano. Racconta, attraverso gli occhi di Randle McMurphy – uno sfacciato delinquente che si finge matto per sfuggire alla galera – la vita dei pazienti di manicomio statunitense e il trattamento coercitivo che viene loro riservato. Nel 1971 Dale Wasserman ne realizzò, per Broadway, un adattamento scenico, che costituì la base della sceneggiatura dell'omonimo film di Miloš Forman, interpretato da Jack Nicholson e entrato di diritto nella storia del cinema. Oggi, la drammaturgia di Wasserman torna in scena, rielaborata dallo scrittore Maurizio de Giovanni che, senza tradirne la forza e la sostanza visionaria, l'ha avvicinata a noi, cronologicamente e geograficamente, trasferendo la storia nel 1982 nell'Ospedale psichiatrico di Aversa.
Il risultato è uno spettacolo appassionato, commovente e divertente, imperdibile per la sua estetica dirompente e per la sua forte carica emotiva e sociale.

Note di regia
La malattia, la diversità, la coercizione, la privazione della libertà sono temi che da sempre mi coinvolgono e che amo portare in scena con i miei spettacoli. Temi tutti straordinariamente presenti nello spettacolo che mi accingo a mettere in scena, "Qualcuno volò sul nido del cuculo" di Dale Wasserman, tratto dall’omonimo romanzo di Ken Kesey, la cui versione cinematografica diretta da Miloš Forman è entrata di diritto nella storia del cinema.
Con Maurizio de Giovanni, che ha curato l’adattamento del testo, abbiamo deciso di ambientare la vicenda in una clinica psichiatrica italiana nel 1982. Tutto ha inizio con l'arrivo di un nuovo paziente che deve essere "studiato" per determinare se la sua malattia mentale sia reale o simulata. La sua spavalderia, la sua irriverenza e il suo spirito di ribellione verso le regole che disciplinano rigidamente la vita dei degenti, porterà scompiglio e disordine ma allo stesso tempo la sua travolgente carica di umanità contagerà gli altri pazienti e cercherà di risvegliare in loro il diritto di esprimere liberamente le loro emozioni e i loro desideri.
Dario (il mio McMurphy) è un ribelle anticonformista che comprende subito la condizione alla quale sono sottoposti i suoi compagni di ospedale, creature vulnerabili, passive e inerti. Da quel momento si renderà paladino di una battaglia nei confronti di un sistema repressivo, ingiusto, dannoso e crudele, affrontando così anche un suo percorso interiore che si concluderà tragicamente ma riscatterà una vita fino ad allora sregolata e inconcludente. E, attraverso di lui, i pazienti riusciranno ad individuare qualcosa che continua ad esser loro negato: la speranza di essere compresi, di poter assumere il controllo della propria vita, la speranza di essere liberi.
Un testo che è una lezione d’impegno civile, uno spietato atto di accusa contro i metodi di costrizione e imposizione adottati all’interno dei manicomi ma anche, e soprattutto, una straordinaria metafora sul rapporto tra individuo e Potere costituito, sui meccanismi repressivi della società, sul condizionamento dell'uomo da parte di altri uomini. Un grido di denuncia che scuote le coscienze e che fa riflettere.
Come sempre lavorerò sui complessi rapporti psicologici tra i vari personaggi, immergendoli in uno spazio scenico realistico e asettico.
In questo caso, le videografie, che spesso utilizzo nei miei spettacoli, mi permetteranno di tradurre in immagini i sogni e le allucinazioni dei cosiddetti "diversi". L'obiettivo che mi pongo è, come sempre, quello di riuscire a far emozionare un pubblico di ogni età, soprattutto i più giovani che forse non conoscono quest’opera che è un vero e proprio inno alla libertà.
(Alessandro Gassman)

Note dell'autore dell'adattamento
Le Grandi Storie si riconoscono subito. Si possono leggere nei libri o vedere al cinema; si possono incontrare per caso, nelle parole di un anziano, o ascoltare alla radio; ci si può imbattere in una di esse in televisione, o intuirne qualcuna da una notizia su un giornale o sul web. Le Grandi Storie non necessitano di una forma precisa, perché vanno direttamente a ferire la superficie dell’anima e lasciano un’indimenticabile, meravigliosa cicatrice.
Questo accade perché le Grandi Storie raccontano, in maniera semplice e comprensibile, quello che tutti abbiamo in comune: sentimenti, passioni. Amicizia, amore, disperazione. Nessuno può fingere di non sentire quello che le Grandi Storie riescono a comunicare.
Tuttavia, anche le Grandi Storie oltre agli elementi universali hanno bisogno di un tempo e di uno spazio. Devono essere vestite di quotidianità e di musica, di abiti e dialetto, di cibo e di mobili. Un tempo e uno spazio immediato e concreto, che se ascoltati a troppa distanza possono appannare gli elementi vitali e universali che ne costituiscono l’essenza. Qualcuno volò sul nido del cuculo è una storia fatta, nella sua originaria meravigliosa fattura, di country e baseball, di slang e memorie degli anni Cinquanta, di veterani e polverose province americane. Un vestito esotico e profumato, che tuttavia non è il nostro. Io ho provato a trasportarne gli elementi primari in un tempo e in uno spazio più vicini, per vedere se anche in un luogo disperato e terribile come un ospedale psichiatrico della nostra tormentata Campania e in un tempo di urla e silenzi come i primi anni Ottanta potevano sopravvivere le amicizie, i rancori e le tenerezze di questa meravigliosa e delicatissima Storia.
Sotto le mie dita e per mio tramite i personaggi hanno, spero, trovato una perfetta collocazione sopravvivendo nei sentimenti e nelle passioni senza alcuno sforzo. Mi sono divertito da morire incontrandone intatte nuove follie, strane fobie e dolci timori. Ne ho visto nascere le relazioni, ho visto sorgere rapporti. Ho assistito a grandi sconfitte e a piccole, meravigliose vittorie. Ho sentito fluire la vita, come se la Grande Storia fosse stata pensata e voluta proprio là e allora, con spontanea emozione.
Quando, sorridendo, ho calato il mio virtuale sipario ho provato una immediata nostalgia dei personaggi; perché, come sempre accade in questi casi, erano diventati veri, di carne e di sangue e di passioni e di dolori e gioie, e mi mancano e mi mancheranno.
Perché questa, sapete, è la forza delle Grandi Storie.
(Maurizio de Giovanni)

Note degli autori delle musiche
Conosciamo Alessandro dal 1997, da quando ci siamo ritrovati coinvolti nella lavorazione del film Hamam - Il bagno turco di Ferzan Ozpetek. Da allora si è creata una specie di osmosi reciproca che fa sì che ogni comune esperienza teatrale diventi per noi lo sprone per spostare un po' più in là l'asticella sulle proposte musicali. Alessandro ci parlava da tempo di questo progetto e la sua intuizione iniziale è stata quella di pensare ad un commento sonoro che partisse dal blues; Napoli è musicalmente tante cose (come abbiamo cercato di raccontare anche nel film Song 'e Napule dei Manetti Bros. Con cui, l'anno scorso, abbiamo vinto il David di Donatello, il Nastro d'argento e il Globo d'oro per la migliore colonna sonora) ed è anche blues, probabilmente il blues più autentico che si possa ascoltare in Italia. Per questo, con i nostri collaboratori storici, ci siamo chiusi in studio per qualche giorno e ci siamo lasciati andare alla più libera improvvisazione cercando di immaginare se quello che stavamo suonando potesse avere un riscontro col testo teatrale che stavamo affrontando... E la sensazione fortissima che abbiamo ricevuto immediatamente è che poteva funzionare alla grande. A tutto ciò avremmo poi aggiunto alcuni momenti elettronici più d'atmosfera per sottolineare particolari tensioni del testo, ma rimaneva ancora un punto fondamentale da affrontare: il finale ... Il finale doveva essere un'esplosione di libertà, ma non avrebbe dovuto esplodere immediatamente, avrebbe dovuto montare piano piano toccando le corde più intime e ribelli, qualcosa che ti portasse alla fine ad urlare "L'ho fatto, Mama, l'ho fatto" ... E ancora una volta la sensazione è stata che le corde degli archi che crescevano piano piano fino al gran finale avrebbero potuto colpire al cuore: "L'abbiamo fatto, l'abbiamo fatto". Desideriamo ringraziare tutti i nostri meravigliosi amici musicisti senza i quali tutto ciò non sarebbe potuto succedere (in ordine rigorosamente alfabetico):
Luca Begonia: trombone
Claudio Capurro: saxes
Luca Cresta: fisarmonica
Marco Fadda: percussioni
Andrea Maddalone: chitarre
Roberto Maragliano: batteria
Roberto Nappi Calcagno: tromba
Claudio Pacini: programmazione
Massimo Trigona: basso
e la Trancendental String Orchestra: archi
Pivio & Aldo De Scalzi

Note dell'autrice dei costumi
Siamo nel 1982 in una provincia campana, fra le insormontabili mura di un ospedale psichiatrico che circonda ed incombe sulle vite di pazienti e personale della struttura. Colori sbiaditi dal tempo raccontano di pazienti malinconici logorati dalla monotona routine a cui sono sottoposti, il bianco accecante delle divise del personale diventa un candido schermo invalicabile contrastato solo da lampi di rosso e fucsia che irrompono nella scena, un'energia vitale che accende entusiasmi apparentemente spenti per sempre. L'utilizzo di abiti originali dell'epoca fa sì che lo spettatore si trovi di fronte ad una fotografia vivente, uno spaccato d' Italia che non sembra così diversa dai giorni nostri.
(Chiara Aversano)

TEATRO ELISEO Via Nazionale 183 - 00184 Roma
Da martedì 10 a domenica 29 gennaio 2017
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00
mercoledì e domenica ore 17.00
Biglietteria tel. 06.83510216 |Giorni e orari: da martedì a domenica 10.00 – 19.00
Via Nazionale 183 – 00184 Roma
Biglietteria on-line www.teatroeliseo.com e www.vivaticket.it
Call center Vivaticket: 892234
Prezzi da 25 € a 40 €

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06.83510216
Sito Web: www.teatroeliseo.com


Michela Andreozzi e Massimiliano Vado
RING
di Léonore Confino
traduzione Antonella Questa
regia Massimiliano Vado
scene Mauro Paradiso
costumi Teresa Acone
musiche Antonio Di Pofi
luci Stefano Pirandello
movimenti coreografici Valeria Andreozzi

RING, ovvero 17 quadri sulla vita di coppia, sulla vita a due, sull’esplosione emotiva che si sviluppa tra abbracci e uppercut, euforia e certezze, risate e dramma.
Lo spettacolo, grande successo parigino della stagione e attualmente in tournée, è stato scritto da Léonore Confino, come a raccontare la coppia e le sue infinite possibilità: genitori, amanti, sconosciuti, mariti e mogli, Adamo e Eva, divorziati e vedovi; tutti combattono con i loro istinti, dando vita ad un divertissement denso come la vita reale.
Da una scintilla si propaga un incendio, un malinteso fa scoppiare una guerra, il pretesto più insignificante diventa uno spunto comico, ogni storia contribuisce a disegnare lo sforzo sovrumano di ciascuno di noi nel dover coesistere con l’altro sesso e il non poterne fare più a meno.
Su un palco, che è anche il ring del titolo, tutti i personaggi, tutti interpretati da Michela Andreozzi e Massimiliano Vado, con i mille volti della stessa umanità, si attraggono, si respingono, discutono, capiscono insieme, si amano, ballano.
La vita non è necessariamente una battaglia già persa.
Il testo è stato candidato nel 2014, in Francia, al Premio Molière per il Teatro

TEATRO DELLA COMETA - Via del Teatro Marcello, 4 – 00186
Dall’11 al 29 gennaio 2017
Orario prenotazioni e vendita biglietti: dal martedì al sabato, ore 10:00 -19:00 (lunedì riposto), domenica 14:30 – 17:00 - Telefono: 06.6784380
Orari spettacolo: dal martedì al venerdì ore 21.00. Sabato doppia replica ore 17,00 e ore 21,00. Domenica ore 17.00. Costo biglietti: platea 25 euro, prima galleria 20 euro, seconda galleria 18 euro.
RIDUZIONI PER I LETTORI DI MEDIA&SIPARIO e SALTINARIA

Info e prenotazioni: Tel. 06-6784380
Sito web: www.teatrodellacometa.it


CUORI SCATENATI
scritto e diretto da Diego Ruiz
con Segio Muniz, Francesca Nunzi, Diego Ruiz, Maria Lauria

Il ritorno di fiamma, si sa, può essere molto pericoloso.
Quando il fuoco della passione sia accende tra Diego e Francesca, le scintille divampano in maniera esagerata!
Se poi a spegnere l'incendio ci si mette uno come Sergio Muniz, la situazione diventa veramente incontrollabile!
E cosa succederebbe se la futura sposa, praticamente con un piede sull'altare, venisse a scoprire tutto?
Una coppia scoppiata da anni si incontra clandestinamente per un'insensata
ultima notte d'amore prima di suggellare il divorzio definitivo, ma gli imprevisti sono dietro l'angolo, anzi dietro la porta.
Arriva la nuova esilarante commedia di Diego Ruiz, ormai esperto nel mettere in scena i rapporti di coppia e le sue innumerevoli sfaccettature, che questa volta affronta gli amori ormai finiti che in realtà non finiscono mai.
Vale la pena dare una seconda possibilità? Oppure si rischia di ritrovarsi la solita minestra riscaldata?
Riuscirà mai un nuovo amore a non subire il fastidiosissimo paragone con quello precedente?
E come la mettiamo col tradimento? La fedeltà è una predisposizione mentale, una scelta morale o un'imposizione?
Questi e tanti altri interrogativi sono alla base di questa spassosa commedia in cui tutti i personaggi si trovano nel posto sbagliato nel momento più sbagliato, dando vita a una girandola di equivoci e situazioni paradossali che li porteranno a ricorrere a tutto il loro sangue freddo per gestire una serata che li metterà a dura prova. Una serata che farà a dir poco fibrillare quattro cuori scatenati!

TEATRO GHIONE - Via delle Fornaci 37, 00165 Roma
dal 10 al 29 gennaio 2017
Orari spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00 – domenica ore 17.00
Replica per spettatori non vedenti o ipovedenti: 15 gennaio alle ore 17.00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06 6372294 – 06 39670340
Sito web: www.teatroghione.it


Wanda Pirol - Rino Santoro - Geppi Di Stasio in
CANI E GATTI
di E. Scarpetta versione e regia di Geppi Di Stasio

Nuovo attesissimo debutto per il trio composto da Wanda Pirol, Rino Santoro, Geppi Di Stasio, che torna dal 5 gennaio (e fino al 12 febbraio) sul palco del Teatro delle Muse con un classico di Scarpetta, “Cani e gatti”, nella versione e regia dello stesso Di Stasio. Cani e gatti è stata rappresentata per la prima volta nel lontano 1901 ed è doveroso dire che l’autore, come di consueto, ha creato questa Farsa/Commedia ispirandosi ad alcuni originali francesi di Alexandre Bisson come “Les surprises du divorce” (1888), “Les erreurs du mariage” (1896) e, soprattutto, “Jalouse” (1897). Nella storia una moglie troppo gelosa è al tempo stesso gratificante e fastidiosa come il più perfetto dei mariti può essere rassicurante come noioso. Ecco, allora, la giostra di “doppie parti” assolutamente scoperta, anzi, addirittura sottolineata, ecco i travestimenti che rappresentano illusorie proiezioni, desideri inconfessati e svelamento di fatti accaduti solo nella mente di qualche personaggio. In questo adattamento Di Stasio effettua un leggero spostamento di epoca e di contesto spiegando la sua scelta con poche, essenziali parole: “Credo abbia aiutato a sottolineare i piccoli-grandi stravolgimenti, insieme, ovviamente, ad una sorta di adattamento alle caratteristiche del cast di una Compagnia che, crediamo, non deve mai limitarsi alla tradizione da cui proviene; una Compagnia a cui basterebbe soltanto non rinnegarla pur guardando un po’ più avanti”.

TEATRO DELLE MUSE - Via Forlì 43 - Roma
dal 5 gennaio al 12 febbraio 2017 ore 21.00 (sabato ore 21.00 e 17.30 e domenica pomeridiana ore 18.00)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , tel. 06-44233649 – 06-44119185
Sito web: www.teatromuse.it


CE LO CHIEDE L’EUROPA
Scritto da: Fabio Avaro, Luca Sgamas, Vanina Marini
Regia: Vanina Marini
Con: Fabio Avaro, Vanina Marini e la Banda dell’UKU
Disegno luci: Maximiliano Lumachi

Prendete un attore squattrinato e sconosciuto, tre musicisti di una band che sbarca il lunario facendo serate qua e la per locali e aggiungeteci una malcapitata giovane e promettente regista di teatro intenta ad allestire uno spettacolo per partecipare ad un bando della Comunità Europea che le farebbe ottenere un cospicuo finanziamento. L’improvvisata compagnia ha poche ore per creare uno spettacolo vincente: riuscirà la giovane regista a domare l'esuberante attore con al seguito la sua assurda band? Riusciranno tutti a rispettare le rigide richieste del bando?
In scena fino al 22 gennaio lo spettacolo, che mette in scena il teatro, ma soprattutto uno spaccato di italianità, si compone di un susseguirsi incessante di battute e inserti musicali proponendo al pubblico un’ora e mezza di tante risate e buona musica.

Sinossi
Gianni è un attore che da anni prova con scarso successo ad imporsi nel mondo del teatro. La sua vita e quella dei musicisti che lavorano stabilmente con lui sono ora ad un punto morto: gli ultimi spettacoli sono stati dei fiaschi clamorosi ed ormai vivono sommersi di debiti. Gianni lavora come barista nel foyer di un teatro e con la Band fa feste di musica country in posti squallidissimi. La soluzione a tutti i loro guai sembra presentarsi quando nel teatro dove lavora deve andare in scena uno spettacolo di una giovane affermata regista, che a poche ore dal debutto dello spettacolo, al quale assisterà un commissario del Fondo Europeo per l’arte e la cultura, viene abbandonata dall’attore protagonista e dalla sua orchestra. La giovane è nel panico. Unica soluzione, idea forse malsana, chiedere a Gianni e la Banda dell’Uku di sostituirli. Per Gianni e la Banda è la grande occasione. Tutto perfetto dunque se non fosse che il testo deve essere originale ed inoltre ideato, scritto e messo in scena trattando tematiche specifiche richieste dalla comunità europea nel bando, il tutto in poche ore.
Per la giovane e promettente regista, Gianni e la banda, sarà la notte più lunga della loro vita.

Note Di Regia
“Che cosa succede quando stai per andare in scena e il tuo primo attore non si presenta? La prima idea può essere quella di annullare lo spettacolo, ma stavolta proprio non si può perché se non si va in scena si rischia di perdere 100 mila euro stanziati dalla Comunità Europea. Certo è che se ci fosse qualcuno disposto a fare una sostituzione allora in teoria il problema sarebbe risolto. Ma se per caso questo qualcuno fosse solo un antieuropeista incallito che per sbarcare il lunario è costretto a fare il cabaret nei locali allora forse i problemi potrebbero raddoppiarsi. Se poi a tutto questo si aggiungesse un’improbabile band che suona il country ai matrimoni allora i problemi potrebbero anche triplicarsi. Ma il tempo è poco, il commissario dell'Unione Europea sta arrivando e valuterà se lo spettacolo è degno di vincere il bando e andare in una tournée mondiale. D'altronde è facile bisogna solo parlare delle personalità e delle scoperte scientifiche che hanno reso grande il nostro paese e fare tutto questo senza che il poveraccio sappia che c'è di mezzo l'Europa e senza che il commissario sappia che il primo attore non è propriamente un attore. Insomma ce la faranno? L'unica cosa certa è che accada quel che accada the show must go on”.

TEATRO BELLI - Piazza di Sant'Apollonia 11 – Roma
Dal 10 al 22 gennaio 2017
Biglietto: 18 euro, ridotto 13 euro
Repliche: dal martedì al sabato ore 21,00, domenica ore 17,30

Info e prenotazioni: telefono 06-5894875- 329.9736619
Sito web: www.teatrobelli.it


HO ADOTTATO MIO FRATELLO
di Mirko Cannella, Nicolo’ Innocenzi, Michele Iovane, Jey Libertino, Nazzareno Mattei
Regia e supervisione artistica Andrea Maia, Toni Fornari
con Mirko Cannella, Nicolo’ Innocenzi, Michele Iovane, Jey Libertino

Grazie al progetto “Giovani talenti in scena” il Teatro Golden, ospiterà sul suo palcoscenico, dal 10 al 22 gennaio, la divertente commedia dal titolo “Ho adottato mio fratello”.
Il Progetto nasce dalla volontà e dall’intento del direttore artistico Andrea Maia di dare spazio e visibilità ai giovani artisti che si affacciano al mondo dello spettacolo.
Scritta ed interpretata da 4 giovani attori talentuosi a cui il Golden dà la grande opportunità di allestire e portare in scena uno spettacolo inedito.
Mirko Cannella, Nicolò Innocenzi, Michele Iovane e Jey Libertino sono i quattro protagonisti di “Ho adottato mio fratello” dove raccontano le vicende di due fratelli caratterialmente all’opposto, che si intrecciano con quelle di altri due giovani emigranti del sud Italia.
Dopo la morte dei genitori, due fratelli, Francesco e Bruno, si trovano a condividere la loro unica eredità: un appartamento. Bruno è un ragazzo strafottente e scansafatiche mentre Francesco è intraprendente e dagli antichi valori. Bruno, bisognoso di denaro a causa del vizio del gioco, affitta la vecchia stanza da letto dei genitori a due ragazzi del sud, Fausto e Nicola… Tutto questo all'insaputa del fratello! Inizia così un continuo intreccio di situazioni comiche all'interno dell'appartamento tra Francesco e i 2 "intrusi".

TEATRO GOLDEN - Via Taranto, 36 00182 ROMA
dal 10 al 22 gennaio 2017

Info e prenotazioni: Tel. 06.70.49.38.26 – mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrogolden.it


COMPAGNIA DUPLA CARGA presenta
FEMMINARIUM
Scritto e diretto da Andrea Monti
Musiche originali dal vivo di Umberto Papadia
Coreografie di Giorgia Valeri
TESTO VINCITORE RASSEGNA “TESTACCIO COMIC OFF 2016”

Ispirata al bestiario medioevale, Femminarium è un’opera associativa contemporanea in versi in cui le femmine vengono interpretate in modo simbolico, allegorico e un po’ pecoreccio.
Con Valentina Grimaldi Roberta Provenzani Lisa Recchia Nicoletta Tulli, Giorgia Valeri Paola Zaro Umberto Papadia

Il teatro è donna.
Sempre più femmina.
Contro un atavico strapotere di personaggi virili, il regista si tuffa nell’universo muliebre per riemergere con tanto calore e pochissimi peli sulla lingua.
C’è voglia di umanità, considerazione, prestanza, passione e gravidanza.
Langue appagamento, soddisfazione, concretezza, fiducia, visione del futuro, pensionistica progettualità.
Si canta, ma la carenza non passa.
Si sperimenta, ma il desiderio non si smorza.
Si parte, ma la distanza non colma la vacanza.
Cosa vogliono le donne?
Cosa meritano?
Cosa sentono?
Cosa vuol dire essere donna?
Non lo sa il regista, non sa rispondere nemmeno l’autore, ma la musica, quella viscerale, epidermica, tamburinica, che mette a nudo, che sveste i lati più reconditi, ribalta, squassa e rivela, porta la canoscenza ove nullo omo ene digno pervenire.

TEATRO LO SPAZIO Via Locri, 42 – 44 (zona San Giovanni)
Dal 17 al 22 gennaio 2017
Ingresso: 12 euro + 3 di tessera semestrale
Ridotto: 9 euro + 3 di tessera semestrale

Info e prenotazioni: 06.77076486 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrolospazio.it


ANIMALI DA BAR
uno spettacolo di Carrozzeria Orfeo
drammaturgia Gabriele Di Luca
Regia Alessandro Tedeschi, Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti
PREMIO HYSTRIO TWISTER 2016
Con Beatrice Schiros, Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Pier Luigi Pasino, Paolo Li Volsi
Voce fuori campo Alessandro Haber
Musiche originali Massimiliano Setti
Progettazione scene Maria Spazzi
Costumi Erika Carretta
Luci Giovanni Berti
una produzione Fondazione Teatro della Toscana 2015 | produzione Carrozzeria Orfeo
in collaborazione con Festival Internazionale di Andria | Castel dei Mondi

C'era una volta una metropoli. Dentro la metropoli un quartiere.
Dentro al quartiere, il bar.
Dopo il grande successo della passata stagione con Thanks for vaselina, arriva al Piccolo Eliseo Animali da bar, il nuovo spettacolo di Carrozzeria Orfeo. Un bar abitato da personaggi strani: un vecchio malato, misantropo e razzista; una donna ucraina affitta il proprio utero ad una coppia italiana; un imprenditore ipocondriaco che gestisce un’azienda di pompe funebri per animali di piccola taglia; un buddista inetto che subisce violenze domestiche dalla moglie; uno zoppo bipolare che deruba le case dei morti il giorno del loro funerale; uno scrittore alcolizzato costretto dal proprio editore a scrivere un romanzo sulla grande guerra.
Sei animali notturni, illusi perdenti, che provano a combattere, nonostante tutto, aggrappati ai loro piccoli squallidi sogni, ad una speranza che resiste troppo a lungo. E se appoggiati al bancone troviamo gli ultimi brandelli di un occidente rabbioso e vendicativo, fatto di frustrazioni, retorica, falsa morale, psicofarmaci e decadenza, oltre la porta c’è il prepotente arrivo di un “oriente” portatore di saggezze e valori… valori, però, ormai svuotati e consumati del loro senso originario e commercializzati come qualunque altra cosa.
Tutto è venduto, sfruttato e contrattato in Animali da Bar. La morte e la vita, come ogni altra merce, si adeguano alle logiche del mercato.
E quando l’alcol allenta un pochettino la morsa e ci toglie la museruola… è un grande zoo la notte… una confessione biologica dove ognuno cerca disperatamente di capire come ha fatto a insediarsi tutta quell’angoscia. D’altronde almeno una mezza dozzina di cristiani desidera la nostra morte ogni giorno o no? In coda sulla tangenziale... il lunedì mattina in ufficio… chi non vorrebbe torturare il cane del vicino o schiacciare qualche ciclista di tanto in tanto? Se volete provare l’esatta inesistenza di Dio, salite in una metrò affollata di vostri simili in pieno agosto.

TEATRO PICCOLO ELISEO - Via Nazionale, 183e - Roma
da mercoledì 11 a domenica 22 gennaio 2017

Orario spettacoli: martedì, primo mercoledì di replica, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00
mercoledì e domenica ore 17.00
Biglietteria tel. 06.83510216 |Giorni e orari: da martedì a domenica 10.00 – 19.00
Via Nazionale 183 – 00184 Roma
Biglietteria on-line www.teatroeliseo.com e www.vivaticket.it
Call center Vivaticket: 892234
Prezzi da 15 € a 21 €

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Tel. 06 83510216
Sito web: www.teatroeliseo.com


LA DIVINA
scritto e diretto da Alessandro Fullin
Con Alessandro Fullin Tiziana Catalano Sergio Cavallaro Simone Faraon, Paolo Mazzini Mario Contenti Ivan Fornaro
coreografie di Sergio Cavallaro
costumi di Monica Cafiero

Nel 2009 Papa Ratzinger annuncia al mondo che il Purgatorio, come luogo fisico, non esiste più.
Dante Alighieri, saputa la notizia, si precipita per la seconda volta nell’Oltretomba per dipanare la spinosa questione e riscrivere la Divina Commedia.
Ma dove mettere ora gli invidiosi? Gli iracondi? Gli accidiosi? Dubbi e tormenti attendono il Poeta, che inoltre scopre che l’amore per Beatrice, dopo sette secoli, si è un po’ appannato.
Tra demoni e cherubini, fiumi infernali e rinfrescanti panchine ecco una rilettura in chiave camp dell’immortale poema che getta nella stessa bolgia Paolo Malatesta con gli Abba, Farinata degli Uberti con Liz Taylor.
Dopo il successo di Piccole Gonne Alessandro Fullin, con gli attori di Nuove Forme, torna a teatro con una nuova parodia, condita come sempre da aforismi esilaranti e da pungenti ironie.

TEATRO SALA UMBERTO - Via della Mercede, 50 Roma
Dal 12 al 22 gennaio 2017
giovedì e venerdì ore 21, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17
Prezzi da 32€ a 23€

Info e prenotazioni: Tel. 06 6794753 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.salaumberto.com


Valerio Mastandrea in
MIGLIORE
scritto e diretto da Mattia Torre

La metamorfosi di un uomo che da paranoico, insicuro e debole si tramuta in un essere spietato che si guadagna la stima e il consenso di chi volontariamente o involontariamente lo circonda. Valerio Mastandrea diventa così Migliore, spettacolo scritto e diretto da Mattia Torre che sarà in scena al Teatro Ambra Jovinelli - dal 5 al 22 gennaio. Migliore è la storia comica e terribile di Alfredo Beaumont, un uomo normale che in seguito a un incidente (di cui è causa, di cui sente la responsabilità e per cui sarà assolto) entra in una crisi profonda e diventa un uomo cattivo. Improvvisamente, la società gli apre tutte le porte: Alfredo cresce professionalmente, le donne lo desiderano, guarisce dai suoi mali e dalle sue paure. Migliore è una storia sui nostri tempi, sulle persone che costruiscono il loro successo sulla spregiudicatezza, il cinismo, il disprezzo per gli altri. E sul paradosso dei disprezzati, che di fronte a queste persone chinano la testa e - affascinati - li lasciano passare.

TEATRO AMBRA JOVINELLI - Via Guglielmo Pepe, 43 /47 - Roma 00185
Dal 5 al 22 gennaio 2017

Spettacoli ore 21.00 - domenica ore 17.00 - lunedì riposo
Biglietti (compresa prevendita): da € 33,00 a € 17,00
Convenzioni parcheggio in orario spettacolo:
Garage Esquilino – via G. Giolitti, 27/A - dal martedì al sabato € 1,50 l’ora
Parcheggio ES Giolitti Park – via G. Giolitti 267 - tutti i giorni € 1,00 l’ora

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 83082620 – 06 83082884
Sito web: www.ambrajovinelli.org


AMINTA
S’ei piace ei lice
regia, scene, luci e video di Luca Brinchi e Daniele Spanò
drammaturgia e analisi filologica e autoriale Erika Z. Galli e Martina Ruggeri (Industria Indipendente)
in video Lorenzo Anzuini (Aminta) e Clelia Scarpellini (Silvia)
performer Davide Pioggia
voci Michael Schermi (coro e satiro); Francesco Bonomo (coro e Tirsi);
Giorgia Visani (coro e Dafne); Michele Degirolamo (Aminta); Flaminia Cuzzoli (Silvia)
musiche Franz Rosati - costumi Gucci
Produzione Teatro di Roma - Teatro Nazionale
in collaborazione con Spellbound e con il sostegno di Regione Lazio Assessorato alla Cultura
il progetto ha debuttato nell’ambito della Sagra Musicale Malatestiana 2016

spettacolo/installazione per un numero ristretto di persone (max 60)

Dal 12 al 29 gennaio nel foyer (SALA A) del Teatro India è di scena AMINTA, S’ei piace ei lice, rilettura in chiave sensoriale e performativa dell’opera pastorale di Torquato Tasso, che Luca Brinchi e Daniele Spanò presentano come progetto articolato attraverso l’incontro di diverse realtà artistiche, una produzione Teatro di Roma.
La regia e la messinscena installativa è sviluppata dagli ideatori Brinchi e Spanò, artisti visivi che orientano la loro ricerca tra teatro, arte contemporanea, set design per moda ed eventi musicali, mentre la drammaturgia, l’analisi e l’apporto filologico e autoriale sono curati da Erika Z. Galli e Martina Ruggeri, autrici e drammaturghe della compagnia Industria Indipendente. Due realtà diverse ma al contempo vicine per affrontare, ognuna con le proprie specificità, l’opera del Tasso, dramma pastorale in cinque atti che rivela la grandezza poetica dell’autore. Così, il mondo favolistico del pastore Aminta e della ninfa Silvia, tratteggiato poeticamente dalla penna del Tasso, fluisce qui in una dimensione virtuale e visiva di enorme impatto grazie alle registrazioni video che, scorrendo su schermi, moltiplicano il loro carico di sospensione mistica ed eterea. L’azione e la narrazione non avvengono direttamente in scena ma si sviluppano in un luogo “altro”, offrendo un respiro più ampio e una fascinazione che rapisce. I monologhi sono riprodotti dai megafoni distorti, il coro invece è evocato visivamente e sonoramente dai teli animati e dal suono amplificato dei ventilatori, mentre l’intreccio amoroso sarà rappresentato filmicamente negli schermi/parete in continuo movimento e animati dalle presenze in video dei protagonisti che cambieranno di volta in volta la prospettiva spaziale della scena.
Ci si immerge dunque in un universo in perenne divenire, quasi metafisico: un bosco sospeso nel tempo e nello spazio, proiettato nell’etere, che incanta scandendo le sequenze drammaturgiche con la potenza visiva delle sue ambientazioni e dei suoni evocativi. Al centro dell’intreccio c’è il rimpianto dell’Età dell’Oro: un luogo e un tempo mitico, nel quale l’uomo viveva libero da vincoli, godeva a pieno dei frutti della Natura e di Amore, animato unicamente dalla libertà e dall’istinto, senza leggi civili a impedire comportamenti “eccessivi”. Se piace è lecito, frase citata nel testo, esprime questo sentimento di libertà e pulsioni, ma descrive anche una chiave di lettura profonda del dramma pastorale. “Un mondo di mezzo, dove le leggi di Natura sono ancora più forti di quelle dettate dalla civiltà, dove le pulsioni istintuali sono tracciate nettamente, e dove Venere e Amore sono i più importanti tra gli dei, capaci di dare vita e morte ai propri sudditi – annotano Luca Brinchi e Daniele Spanò – All’interno di una cornice pastorale, bucolica, nell’amenità di un tempo perduto si intrecciano simmetricamente le storie degli adolescenti Silvia e Aminta, ancora incapaci di comprendere Amore: la prima lo rifiuta perché dedita a Diana, l’altro vuole possedere unicamente per il proprio bisogno. I percorsi dei due ragazzi si muovono specularmente ma in maniera inversa, accompagnati da chi ha già vissuto tempo dietro la stessa esperienza: i consiglieri Dafne e Tirsi, che azioneranno la macchina dell’intreccio amoroso, dando luogo ad azioni e reazioni da parte dei due giovani protetti. Lo sviluppo drammaturgico pone le basi sui violenti passaggi di un’educazione sentimentale per cui è necessario conoscere e riconoscere il potere di Amore l’uno nell’altra”.

TEATRO INDIA - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) - Roma
Dal 12 al 29 gennaio 2017
Biglietti: 10 € intero, 7 € ridotto
Orari spettacolo: tutte le sere ore 20.00
Durata spettacolo: 35 minuti

Info e prenotazioni: tel. 06 87752210, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06.684.000.311/314
Sito web: www.teatrodiroma.net


AMARE È SILENZIO
di Andrés Suriano
Regia di Annalisa Malizia e Andrés Suriano
Con
Andrés Suriano - Aureliano Potenti
Marco Palange - Giordano Potenti
Antonello Toti - Hein Moran
Martina Zuccarello - Martina De Dominicis
Marco Lo Chiatto - Lorenzo Carminati
David Mastinu - Kai Krissel

Lo spettacolo è incentrato sul rapporto fra due fratelli, fra i quali c'è un MURO, che vuole essere il simbolo dello storia; motivo per cui è ambientato a BERLINO. Uno dei fratelli è omosessuale, l'altro in teoria eterosessuale. Giordano, che viene lasciato dalla sua fidanzata, si trasferisce a Berlino ospite da suo fratello Aureliano, con l'intento di svagarsi e trascorrere un po' di tempo insieme al suo migliore amico Lorenzo, trasferitosi a Berlino anche lui. Giordano, molto abbattuto dopo la sua separazione cerca invano di trovare conforto nel fratello, il quale dimostra un certo disinteresse rispondendo con delle provocazioni alle sue continue richieste di aiuto.
Lo stato emotivo di Giordano peggiora nel momento in cui Lorenzo e Aureliano diventano amici, uniti da una grande passione in comune: LA POESIA.
Giordano si sente trascurato e tradito da Lorenzo, e a sua volta incompreso da Aureliano il quale si mostra ostile e distaccato.
Questa situazione crea un TRIANGOLO emotivo fra i tre personaggi principali.
Aureliano è omosessuale.
Lorenzo è eterosessuale ma "attratto" da Aureliano.
Giordano è omosessuale, ma non riesce ad accettarsi, ed è segretamente innamorato di Lorenzo, suo migliore amico.
Lo spettacolo affronta come tematica l'ambiguità e si muove su tre livelli che ad un certo punto si sovrappongono: L'eterosessualità, la bisessualità, e l'omosessualità. Queste definizioni scompaiono nel momento in cui l'amore vero, al di sopra di tutto, si impone su un muro che crolla in frantumi, quel MURO è il SILENZIO.
Andrés Suriano

TEATRO TORDINONA - Via degli Acquasparta, 16 – Roma
Dal 10 al 22 gennaio 2017
Dal martedì al sabato ore 21,00 - domenica ore 18,00

Info e prenotazioni: tel. 067004932 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.tordinonateatro.it


TERAPIA DI GRUPPO
di Christopher Durang
traduzione di Giovanni Lombardo Radice
con Annalisa di Nola, Stefano Messina, Carlo Lizzani, Marco Simeoli,
Vittoria Carpia, Crescenza Guarnieri
regia di Stefano Messina
produzione Attori & Tecnici

Una commedia cinica e divertente che, attraverso i suoi personaggi complessi e irrisolti, racconta la nevrosi della società contemporanea e le piccole e grandi contraddizioni della vita quotidiana e del nostro rapporto con noi stessi e con gli altri.

Bruce, bisessuale represso, fidanzato con Bob, è intenzionato a farsi una famiglia “normale” e al suo annuncio matrimoniale risponde Prudence, una ragazza omofobica e sentimentalmente provata in cerca del principe azzurro. Le loro complesse personalità, refrattarie a ogni tipo di ascolto dell’altro, faranno del loro primo incontro un totale disastro. E a poco servirà cercare conforto nei loro rispettivi analisti: Stuart, macho libidinoso con cui Prudence ha avuto una “veloce” relazione, e la signora Wallace, che si dimentica le parole e si interfaccia con i suoi clienti con la consulenza di un “famoso” peluche. Lo spumeggiante girotondo di incontri e scontri, di ansie e nevrosi, illusioni e desideri che i personaggi si scambiano l’uno con l’altro, si chiude nella scena finale, dove tutti inevitabilmente, tra urla e sparatorie, finiranno per trovarsi e in qualche modo riconciliarsi.
Questa commedia, dove echeggiano i temi cari a Woody Allen, ci suggerisce che solo il gruppo può migliorare l’esistenza dell’individuo e soddisfarne bisogni biologici e psicologici, e che servirsi dell’umorismo rimane sempre uno dei migliori antidoti ai mali del mondo.

TEATRO VITTORIA / ATTORI & TECNICI - Piazza S. Maria Liberatrice 10, 00153 Roma (Testaccio)
dal 12 al 29 gennaio 2017
(domenica ore 17.30, martedì 17 ore 19.00, mercoledì 18 ore 17.00)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 5740170 - 06 5740598
Sito web: www.teatrovittoria.it


TANAQUILLA
La nobile Etrusca che fu regina di Roma
di e con Isabel Russinova
Regia Rodolfo Martinelli Carraresi
Scene e Costumi Wilma Lo Gatto
Light/designer R.M.C.
Musiche Antonio Nasca
Tratto dal volume “Reinas, storie di grandi donne” di Isabel Russinova (Edizioni Curcio)
con il Patrocinio
Accademia Tiberina
Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia (Roma)
Museo Nazionale Etrusco Guarnacci (Volterra)
Festival Internazionale del Teatro Romano Volterra
MACT
E’ la prima volta, da “Il ratto di Lucrezia” di Shakespeare, che un’opera teatrale ha come protagonista un’eroina etrusca, Tanaquilla. Tanaquilla è stata la moglie di Lucumone il greco, meglio conosciuto come Tarquinio Prisco, che diventò il quinto re di Roma, così come lei aveva voluto e predetto. Etrusca, di nobile discendenza, appartenente ad una famiglia aristocratica di Tarquinia, Tanaquilla è tra le figure femminili più influenti nella storia politica romana. Sapeva leggere i segni, governare il destino, era bella, colta ed ambiziosa. Seppe e volle vivere all’ombra del marito, ma i suoi consigli e le sue azioni decretarono la fortuna della Città Eterna.
Il popolo acclamò Tarquinio Prisco e sotto il suo regno Roma divenne Grande, cominciò così l’ascesa dei Tarquini e Tanaquilla trasformò in realtà il suo sogno: un regno raffinato come Tarquinia, illuminato come Corinto e spietato come Roma.
Un racconto di tempi lontani, di 2500 anni fa, che attraverso Tanaquilla, futura regina di Roma, descrive personaggi, storie, popoli in cammino, sentimenti, ingiustizie, amore e odio, che meglio non potrebbero rappresentare il nostro tempo, pur nella terribile considerazione che l’uomo è condannato a ripetere sempre gli stessi errori.

TEATRO ARCOBALENO (Centro Stabile del Classico) - Via F. Redi 1/a - 00161 Roma
Dal 13 al 22 gennaio 2017
Venerdì e Sabato alle ore 21,00 - Domenica alle ore 17,30

Info e Prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 4402719 / 44248154
Sito web: www.teatroarcobaleno.it 


TUTTO PER LOLA
di Roberta Skerl
regia di Silvio Giordani
con Caterina Costantini, Lorenza Guerrieri, Lucia Ricalzone, Monica Guazzini, Geremia Longobardo

La tragicomica storia di quattro ex prostitute “in pensione“ che, per colpa dei loro trascorsi lavorativi, vengono coinvolte in un giallo-rosa frizzante e dagli esiti imprevedibili.
È la tragicomica storia di quattro ex prostitute che, ritirate pensione“, vivono insieme in un villino liberty che un tempo era la Casa di appuntamenti dove svolgevano il mestiere.
Ora vi trascorrono una serena vecchiaia, fatta di passeggiate, peonie piantate in giardino e serate davanti; alla TV, fino a quando, un giorno, proprio sotto le finestre del loro villino, compare la giovane Lola, un’adolescente nigeriana costretta sul marciapiede da un connazionale, della quale cominciano a seguire le sorti.
Coinvolte per colpa dei loro trascorsi lavorativi in un giallo-rosa frizzante e dagli esiti imprevedibili, le quattro colleghe cercano di lottare contro un mondo che non cambia mai, offrendo al pubblico la possibilità di ridere sulle assurde disavventure che la vita, a volte, ci propone.

TEATRO DE’ SERVI - Via del Mortaro 22 (ang. Via del Tritone) - Roma
Dal 10 al 29 gennaio 2017
Biglietti: platea 22€ - galleria 18€
Orario spettacoli: da martedi a venerdi ore 21 – sabato ore 17.30 e 21 – domenica ore 17.30 – lunedi riposo

Info e prenotazioni: telefono 06.6795130
Sito web: www.teatroservi.it


Rita Forte e Pietro Longhi in
IL GUFO E LA GATTINA
di Bill Manhoff
regia Silvio Giordani
traduzione Lorenzo Gioielli
scene LolloZolloArt
costumi Alessandra La Mantia

Si lascia il “vecchio” e si inizia il nuovo anno con Rita Forte e Pietro Longhi che presentano la celebre commedia di Bill Manhoff per la regia di Silvio Giordani, Il Gufo E La Gattina: una straordinaria macchina per attori, una favola moderna basata su una comica astrazione.
Felix e Doris appartengono a due mondi diametralmente opposti, che si incontrano e inevitabilmente si scontrano. Felix è uno scrittore, ma per sopravvivere fa il commesso in un negozio di libri, lei cantante di piano bar e attricetta squillo con poco talento e scarsa cultura. Buttata fuori dal suo appartamento di notte dal proprietario, grazie alla denuncia di Felix, suo vicino che aveva notato uno “strano movimento” nella casa, Doris si presenta alla sua porta e gli piomba nell'appartamento con la valigia....
Un ménage comico a tratti surreale ed esilarante, una piéce divertente che affronta con delicatezza temi come il sesso, la solitudine e l'incomunicabilità, con ironia e divertimento.

TEATRO MANZONI - Via Monte Zebio 14/c Roma
dal 29 dicembre 2016 al 22 gennaio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21 sabato ore 17-21 domenica ore 17.30, lunedì riposo. Martedì 17 gennaio ore 19, giovedì 19 gennaio ore 17 e ore 21.
Biglietti: intero euro 25, ridotto euro 22.
31 dicembre speciale San Silvestro doppio spettacolo:
ore 20, euro 40- ore 23, euro 60
(durante l'intervallo brindisi con panettone e spumante)

Info e prenotazioni: Tel. 06-3223634
Sito Web: www.teatromanzoni.info


PUÒ SUCCEDERE DI TUTTO
di Fabio Gravina

Ogni giorno siamo tutti impegnati a fare progetti, dalle questioni d’amore alle nuove opportunità di lavoro, dalle mete per le vacanze ai sogni nel cassetto, ma nella vita proprio quando meno te lo aspetti “Può succedere di tutto”. Lo sa bene Fabio Gravina, autore dell’omonima commedia in due atti, che dal 16 dicembre al 29 gennaio sarà anche protagonista sul palco del teatro Prati insieme alla sua compagnia: Annachiara Mantovani, Federica Colucci, Gianni Franco, Bruno Governale, Patrizia Santamaria, Tito Manganelli. La storia ruota attorno alle vicende di una coppia ben assortita: Giuseppe, geometra romantico e fatalista, e Giuditta, casalinga razionale e concreta, che crescono la loro unica figlia, Lucia, con sacrifici e amore quando la “piccola” torna a casa incinta di un milanese benestante e... sposato! Cosa fare? Il geometra spera nell'eredità di una vecchia zia con cui potrebbe sanare i suoi (molti) debiti e pensare anche alla piccola di casa, che sogna invece ad occhi aperti.
Ma tanti altri personaggi intervengono a complicare una situazione già precaria: Nicola, un avvocato in subaffitto e semi alcolizzato; Antonio Caputo, un vedovo rancoroso e inquietante; due gemelli (Polifemo e Alicanto) che tutti preferiremmo avere come amici e non come nemici! E per ultima, non per importanza, la sprezzante Signora Giacovazzi da Milano. Una girandola di emozioni, sorrisi, gag e colpi di scena per l’ennesima grande prova di Gravina, che in questa occasione si interroga sull'importanza dei rapporti interumani e sul valore della vita in sé, rivelandosi ad un tempo sconcertante, attualissima e assolutamente originale. E a fine spettacolo un fuori programma per l’affezionato pubblico di questo storico teatro in via degli Scipioni: in vista delle festività natalizie e dell’imminente nuovo anno quale occasione migliorare per uno sguardo agli astri? Sarà proprio un esperto di astrologia a spiegare, segno per segno, cosa accadrà nel 2017…senza dimenticare che “Può succedere di tutto”!

TEATRO PRATI - Via degli Scipioni 98 Roma
dal 16 dicembre 2016 al 29 gennaio 2017
Orario Spettacoli: dal Martedì al Venerdì: ore 21.00
Sabato: ore 17.30 e 21.00
Domenica e festivi: ore 17.30 (ultimo spettacolo della stagione domenica ore 18.00)
1°Giovedì di ogni spettacolo: anche ore 17.30
Biglietti: dal Martedì al Venerdì prezzo unico: 15 € Sabato spettacolo pomeridiano: 25 € Sabato spettacolo pomeridiano ridotto (under 12 - over 65): 20 € Sabato spettacolo serale e Domenica spettacolo pomeridiano: 25 €

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Tel. 06-39740503
Sito web: www.teatroprati.it


RUMORS
di Neil Simon
regia di Flavio De Paola

Questa famosissima commedia scritta da Neil Simon sarà curata nei minimi dettagli dalla regia di Flavio De Paola che sarà anche attore, dirigendo un acclamatissimo cast artistico composto da Maria Cristina Gionta, Emiliano Ottaviani, Giuseppe Abramo, Alessia Di Fusco, Stefano Centore, Annamaria Fittipaldi, e Marina Pedinotti.
Rumors”, in inglese “pettegolezzi”, racconta la vicenda di quattro coppie della medio/alta borghesia, che si riuniscono a casa del vicesindaco di New York (Charley Brock) per festeggiare il decimo anniversario del suo matrimonio. I primi invitati che arrivano, un avvocato e la moglie, scoprono che è esploso un colpo di pistola. Il padrone di casa è chiuso in camera sua, perde sangue da un orecchio e forse ha tentato il suicidio, la moglie è scomparsa e così anche la servitù. Scatta subito un obbligo: non dire niente a nessuno per evitare gli scandali e soprattutto la perdita dei privilegi dovuti alla complice amicizia col vicesindaco. Così, in un incalzante ritmo condito da esilaranti equivoci, tra bugie, imbrogli ed invenzioni, la storia, o meglio la “farsa” come la definisce lo stesso autore, si dipana con toni ironici e paradossali fino ad arrivare alle sorprese conclusive.
“Ho scelto questa commedia – asserisce l’ormai noto direttore artistico Flavio De Paola – per essere in tema con l’attuale situazione in cui viviamo…siamo tutti circondati da “pettegolezzi”, ma allo stesso tempo ho deciso di mettere sul palcoscenico questo testo proprio per iniziare il nuovo anno con una sana risata e tanto divertimento”.

TEATRO DEGLI AUDACI - Via Giuseppe De Santis, 29 - Roma
dal 31 dicembre 2016 al 22 gennaio 2017

Info e Prenotazioni: Tel. 06-94376057
sito web: www.teatrodegliaudaci.it


LA LOCANDIERA
di Carlo Goldoni
regia di Franco Venturini
Compagnia/Produzione: Venturini- De Vita
Con Federica De Vita, Franco Venturini, Chiara Conti, Maurizio Venturini, Erica Cremenich, Diego Nangano

Un classico della drammaturgia italiana per la regia di Franco Venturini, con Federica De Vita splendida interprete di Mirandolina, l’astuta Locandiera. Un allestimento passionale e vivace.
Rappresentata la prima volta nel 1753, è tra le più riuscite commedie goldoniane, certo la più lineare e perfetta. Per molti, il suo capolavoro.

TEATRO FLAVIO - Via G. M. Crescimbeni, 19 - 00184 - Roma
dal 9 ottobre 2016 al 29 gennaio 2017
(anche a Capodanno!)
venerdì e sabato ore 21:00 - domenica ore 17:30

Info e prenotazioni: tel. 06 70497905
Sito web: www.teatroflavio.it


MAGNAMOSE TUTTO!
Scritto e diretto da Pier Francesco Pingitore
Martufello Mario Zamma, Carlo Frisi, Demo Mura
con Morgana Giovannetti

...e nel secondo tempo

“DONNE CHE AVETE INTELLETTO D’AMORE…”
con Valeria Marini e Pamela Prati

La nuova creatura teatrale del maestro Pingitore muove i passi dalla previsione di un grande veggente, il Mago Katsàr, secondo la quale nel giro di pochi giorni un enorme asteroide cadrà sull’Italia e distruggerà gran parte del Belpaese. Dopo il primo momento di disperazione, una furia godereccia si impadronisce di tutti gli italiani e un grido unanime si leva da tutta la Penisola: “Magnàmose tutto! Finche c’è ancora qualcosa che non si sia mangiato il Governo…”.
Vengono istituiti comitati di Godimento Pubblico. Renzi cerca di rassicurare gli elettori, ma oramai all’asteroide distruggitore è stato dato un nome che lo coinvolge: “Matteostar”.
A Roma la sindaca Raggi si aggira sperduta, interviene Grillo inferocito con Di Maio e Di Battista… Ma anche il Papa, Mattarella, la Merkel, e Trump e Hillary Clinton… Tutti vorrebbero additare una via di salvezza, ma la sorte ormai sembra segnata… E quindi a maggior ragione il popolo non ha che un pensiero: “Magnàmose tutto!”
Interpreti di questo nuovo esilarante ed acuto lavoro sono, come da tradizione, Martufello, Mario Zamma, Carlo Frisi, Demo Mura, Morgana Giovannetti e Enzo Piscopo.

Il secondo tempo ha un titolo a sé: “Donne che avete intelletto d’amore”. Ne sono protagoniste, Valeria Marini e Pamela Prati fortemente volute assieme da Pingitore per celebrare i 51 anni dalla nascita della Compagnia capitanata dal Maestro. Coadiuvate dal cast del primo tempo, Valeria e Pamela faranno rivivere, tra battute, canti, balletti, alcune Grandi Donne del passato più o meno prossimo.
In scena anche il corpo di ballo composto da Gaetano Messana, Sargis Galstyan, Federica Della Pelle, Shaila De Giovanni, Federica Bastici.
Le musiche sono state curate da Piero e Francesco Pintucci, i costumi da Maurizio Tognalini, l’arredamento da Graziella Pera e le coreografie da Evelyn Hanack.
Lo spettacolo sarà in scena fino al 5 febbraio 2017.

SALONE MARGHERITA - Via dei Due Macelli, 75 - 00187 Roma
Da venerdì 25 novembre 2016 a domenica 5 febbraio 2017

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 06 6791439
Sito web: www.salonemargherita.com 

 

Articolo di: Isabella Polimanti

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