SaltaInTeatro - l’agenda teatrale romana, settimana dal 15 al 21 maggio

Scritto da  Domenica, 14 Maggio 2017 

Al Teatro Argentina va in scena MORTE DI DANTON di Georg Büchner con la regia di Mario Martone. Un grande affresco corale, una riflessione incisiva su un capitolo significativo della storia mondiale, la Rivoluzione Francese. Con un cast di attori straordinari, da Giuseppe Battiston a Paolo Graziosi, da Paolo Pierobon a Iaia Forte, da Fausto Cabra a Gianluigi Fogacci. Si va verso il tutto esaurito, affrettatevi!

Prosegue al Teatro India il viaggio nel trittico di spettacoli per il progetto Ritratto d’artista dedicato a Lucia Calamaro. L’ORIGINE DEL MONDO, spettacolo vincitore di tre Premi Ubu nel 2012, è un delicato affresco della dimensione quotidiana e familiare per dare vita a una profonda riflessione non senza sprazzi di irrefrenabile ironia.

E' in arrivo al Teatro Studio Uno la seconda edizione del Festival Labirinto, variegata rassegna portata in scena dai giovani artisti del Gruppo della Creta tra workshop di recitazione e drammaturgia, concerti, installazioni di video arte, alcuni interessanti debutti tra cui 'O PRINCEPINO di Cristiano Demurtas e ICARO di Massimiliano Aceti e l'inconsueto evento urbano ORIENTHEATRE a cura di Alessandro Di Murro.

Sarà in scena al Teatro dei Conciatori DUE FRATELLI di Alberto Bassetti con la regia di Antonio Serrano e con protagonisti Marco Quaglia e Antonio Tintis. Un connubio tra la rivisitazione di accadimenti personali dell’autore e le vicende del personaggio de “L’Idiota” di Dostoevskij.

Torna in scena inoltre l’opera teatrale che prende spunto dalla straordinaria vita dell’artista messicana Frida Kahlo. FRIDA KAHLO - IL RITRATTO DI UNA DONNA con la regia di Alessandro Prete sarà in scena al Teatro Quirino Vittorio Gassman con protagonista Alessia Navarro.

Tutto questo, e molto altro, negli approfondimenti all’interno dell’articolo con i dettagli di tutti gli spettacoli in scena a Roma.

Buon Teatro con SaltinAria!


MORTE DI DANTON
di Georg Büchner
traduzione Anita Raja
regia e scene Mario Martone
con (in ordine alfabetico) Giuseppe Battiston, Fausto Cabra, Giovanni Calcagno, Michelangelo Dalisi, Roberto De Francesco, Francesco Di Leva, Pietro Faiella, Gianluigi Fogacci, Iaia Forte, Paolo Graziosi, Ernesto Mahieux, Paolo Mazzarelli, Lino Musella, Totò Onnis, Carmine Paternoster, Irene Petris, Paolo Pierobon, Mario Pirrello, Maria Roveran, Luciana Zazzera, Roberto Zibetti
e con Matteo Baiardi, Vittorio Camarota, Christian Di Filippo, Claudia Gambino, Giusy Emanuela Iannone, Camilla Nigro, Gloria Restuccia, Marcello Spinetta
costumi Ursula Patzak - luci Pasquale Mari - suono Hubert Westkemper
registi collaboratori Alfonso Santagata e Paola Rota
scenografo collaboratore Gianni Murru
TEATRO STABILE DI TORINO - TEATRO NAZIONALE

Una efficace, ficcante riflessione, riverberante di attualità, sui guasti del potere d’ogni tempo e latitudine che trovano nella Rivoluzione delle Rivoluzioni, quella francese del 1789 che partorisce la democrazia moderna, un capitolo centrale ed emblematico della Storia del Mondo. E diventa anche l’occasione di un raro “duello” di bravura fra i due protagonisti, nella Storia e sulla Scena, il Danton di Giuseppe Battiston e il Robespierre di Paolo Pierobon. Ne risulta una potente indagine sulle Rivoluzioni tout-court, sulle loro necessità ma anche sulle loro fragili forze, sull’incerto equilibrio fra giustizia e violenza.

Nei soli ventiquattro anni in cui si consuma la sua appassionata e tormentata esistenza, Georg Büchner ci ha lasciato alcuni tra i testi più significativi del teatro moderno, come Woyzeck e Leonce e Lena. Scritto in sole cinque settimane tra il gennaio e il febbraio del 1835 dal ventunenne scrittore e anatomista, in fuga dalle autorità dell’Assia dove era stato coinvolto in una rivolta, Morte di Danton (Dantons Tod) descrive l’atmosfera degli ultimi giorni del Terrore, la caduta di Georges Jacques Danton nel 1794 e l’antagonismo che lo contrappone a Maximilien Robespierre. Il testo si concentra proprio sulla contrapposizione tra i due protagonisti della Rivoluzione francese, compagni prima e avversari in seguito, entrambi destinati alla ghigliottina a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro.
Danton non crede alla necessità del Terrore e difende una visione del mondo liberale e tollerante, anche se consapevole dei limiti dell’azione rivoluzionaria; Robespierre, invece, incarna la linea giacobina, stoica, intransigente e furiosa. La fatica di Danton, che si contrappone con lucida razionalità al fanatismo del suo rivale, altro non è che la sfiducia nella possibilità di trasformare il mondo, una visione che tuttavia non incrina la volontà di lotta e la coscienza di trovarsi dalla parte giusta della storia.

«Sotto l’apparenza del dramma storico Morte di Danton nasconde i nervi scoperti della condizione umana, così come sarà rivelata e rappresentata un secolo dopo, nel Novecento, con quella stessa incandescenza, la stessa disillusione, lo stesso urlo soffocato – annota Mario Martone – Per Büchner, come per Leopardi (La ginestra è di un anno dopo), la Storia non è che una macchina celibe, anche se le ragioni per scatenare la rivoluzione sono sempre tutte vive e presenti. Quello che commuove, in Morte di Danton, è la fragilità: sembra un paradosso, trattandosi di vicende che raccontano i protagonisti di un tempo in cui si è sprigionata una forza della quale ancora oggi sentiamo la spinta. Eppure nessuno di quegli uomini ha potuto sottrarsi, oltre che alla ghigliottina, alla verifica della propria impossibilità di invertire la rotta assegnata (da Dio? dalla Natura? dal nulla?) agli esseri umani, nonché di porre rimedio all’ingiustizia che da sempre regna sovrana». In scena ventinove attori, tra i quali Giuseppe Battiston, Paolo Pierobon, Iaia Forte, Paolo Graziosi, con la nuova traduzione di Anita Raja (in occasione del debutto a Torino il testo è stato pubblicato da Einaudi nella sua Collezione di Teatro). Capace di esercitare ancora oggi una potente attrazione, Büchner nutre Morte di Danton di temi tutti rilevanti per il nostro tempo: la natura della rivoluzione, il rapporto tra uomini e donne, l’amicizia, la classe, il determinismo, il materialismo, il ruolo del teatro stesso.

Accompagna lo spettacolo Intorno a Danton, un programma di attività collaterali e accadimenti culturali declinato attraverso proiezioni, incontri e racconti in forma di teatro e musica ad ingresso libero. Si inizia in Sala Squarzina con la proiezione del film Danton (Francia, 1983) di Andrzej Wajda con Gerard Depardieu (12 maggio ore 17); segue un incontro con Mario Martone, Alessandro Leogrande e la Compagnia dal titolo Danton e il paradosso delle rivoluzioni (17 maggio ore 17). L’ultimo appuntamento è programmato al Museo Napoleonico con Voci rivoluzionarie, racconto in forma di teatro e musica a cura del Teatro di Roma con Simone Francia, Jacopo Uccella, Luca Catello Sannino e Alice Cortegiani (al clarinetto) nell’ambito di Nel weekend l’arte si anima un progetto di Zètema progetto cultura (21 maggio ore 16.30, info e prenotazioni 060608).

MORTE DI DANTON ha ottenuto i seguenti premi: PREMIO UBU 2016 a Paolo Pierobon come migliore attore; PREMIO LE MASCHERE DEL TEATRO ITALIANO 2016a Paolo Pierobon come migliore attore protagonista, a Ursula Patzak per i migliori costumi, a Pasquale Mari per le migliori luci.

Durata spettacolo: I atto 1h e 45 min _ intervallo _ II atto 1h e 15 min

TEATRO ARGENTINA - Largo di Torre Argentina, Roma
Dal 16 al 28 maggio 2017
Orari spettacolo: prima ore 21, martedì e venerdì ore 21, mercoledì e sabato ore 19 , giovedì e domenica ore 17, lunedì riposo

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 684 00 03 11 / 14
Sito web: www.teatrodiroma.net


Ritratto d’Artista / LUCIA CALAMARO
L’ORIGINE DEL MONDO
Ritratto di un interno scritto e diretto da Lucia Calamaro
con Daria Deflorian, Federica Santoro, Daniela Piperno
luci Gianni Staropoli - realizzazione scenica Marina Haas - aiuto regia Francesca Blancato
Produzione Lucia Calamaro, 369gradi, PAV | Diagonale artistica
prodotto da ZTL_pro con il contributo di Provincia di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali in coproduzione con Armunia e Santarcangelo 41 Festival internazionale del teatro in piazza in collaborazione con Fondazione Romaeuropa, Palladium Università Roma Tre,Teatro di Roma

Una creazione rivelazione che conduce in un mondo fatto di elucubrazioni e quotidiano. Protagonista, una famiglia che ha l’abitudine di indagare il reale mentre mangia, chiacchiera, si veste. Una “casalinghitudine” filosofica che sbatte contro la propria comicità con una lingua avvolgente. L’interno ritratto è la casa, dove vivono una madre e una figlia, dove arrivano altri personaggi della costellazione familiare, dove interviene programmaticamente la figura di una psicanalista, dove gli elettrodomestici sono simili a ingombranti, monumentali divinità. Storia di donne, storia di legami familiari.
«Da cosa è composta la vita di un essere umano: un corpo e i suoi andazzi, una mente e i suoi rovelli, le cose e la necessità di gestirle – riflette Lucia Calamaro – e poi gli altri, sotto forma di affetti, rivali, problemi, salvezza, ristoro, passione, vantaggi, limiti. Ecco cosa si occupa idealmente di proiettare drammaturgicamente, forse anno ad anno, per ora pezzo a pezzo, come un puzzle, questo lavoro: una vita». Una vita che si inceppa e che sente, nell’impasse obbligata, il bisogno di indagare suo malgrado quel Cominciamento per tutti noi misterioso, attraverso anche una particolare modalità di gestione del Figlio. “Indago la coscienza di una Madre,” - continua la regista- “quello che lei ne sa, di tutto quello che in fondo lei significa e a cui appartiene, malgrado e aldilà di lei; esploro gli stati d’animo mortificati di una Figlia adultizzata, la sua assenza di modelli, la sua tenacia; tratteggio l’indifferenza, la rabbia e l'impotenza di tutti gli altri, quelli che si ritrovano a gestire una persona depressa, senza sapere come. Intanto, diversamente, ma certo si vive.”
Un delicato affresco su una personale fenomenologia della crisi, tratteggiato tra gli interni di una casa protettiva, un vero e proprio universo interiore umano, liberando squarci di forte intensità, capaci di toccare le corde più intime e profonde senza sottrarsi a momenti di disperata allegria e irrefrenabile ironia. Un dramma psicologico che si snoda in una dimensione quotidiana e familiare per dare vita a una profonda riflessione ontologica interpretata da Daria Deflorian, Federica Santoro e Daniela Piperno.

TEATRO INDIA - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi), Roma
Dal 16 al 18 maggio 2017
Biglietti: da 10 € a 20 €_ RITRATTO D’ARTISTA CARD: 32 € per 4 ingressi
Orari spettacolo: ore 20
Durata spettacolo: I atto 60 minuti _ II atto 50 minuti _ III atto 50 minuti

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 684 00 03 11 / 14
Sito web: www.teatrodiroma.net


DUE FRATELLI
di Alberto Bassetti
regia di Antonio Serrano
con Marco Quaglia e Antonio Tintis
scene Dario Dato
costumi Clara Surro
musiche Flavio Mainella
aiuto regia Gianluca Pantosti

Marco e Andrea si ritrovano, dopo circa un anno, in casa del loro padre morente, anzi no, vivente, ma in una condizione che alla morte assomiglia, immobilizzato nel letto da quattro anni, con un cervello ormai incapace di riconoscere perfino i figli : praticamente poco più che un oggetto che necessita di tutto, nell’umiliante condizione di dipendenza giorno e notte da una badante e dal figlio maggiore che si prende cura di lui quando lei deve assentarsi. Mentre Marco, il più piccolo, gira il mondo al seguito di un’organizzazione umanitaria, forse un modo di sentirsi vivo e in minore sofferenza rispetto al suo malessere, che l’ha visto fin da piccolo preda di disturbi e crisi epilettiche.
La scommessa della scrittura è stata quella di riuscire a parlare di simili temi in maniera ‘dolce’: infatti la commedia si apre con il ricongiungimento dei fratelli che sembrano regredire in alcuni momenti alla loro infanzia, e coi racconti reali o immaginari di Marco che parla dei suoi incontri straordinari in India, Africa, o altri luoghi che probabilmente ha mitizzato, in un incrocio tra realtà e fantasia che mette a dura prova la pazienza di Andrea.
Nel fluire della storia, anche quest’ultimo racconterà la propria, in tal modo progressivamente dipanando le loro personalità e quella dell’ombra incombente dietro la porta, ponendo infine il fratello di fronte all’accettazione di un terribile presente.
Tematiche forti e delicate, in un miscuglio di comico e drammatico, di cinismo e passionalità, con lo scopo di riuscire a fare riflettere sul senso profondo della vita, pur lasciando momenti di gioia, di calore, di vero amore a riscaldarne il senso riposto, con un sentimento religioso del sentire che non è mai ortodosso o restrittivo ma sempre aperto, possibilista, carico di sofferenza, amore, e gioia verso l’universo mondo.
Il testo ha ricevuto il Premio Vallecorsi.

TEATRO DEI CONCIATORI - Via dei Conciatori 5, 00154 Roma
16 | 21 maggio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 18
Biglietti: € 18,00 + tessera obbligatoria di 2 €

Info e prenotazioni: telefono 06.45448982 - 06.45470031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrodeiconciatori.it


LA MORTE TI FA BELLA
di M. Donovan e D. Koepp
adattamento e regia Susanna Lauletta e Alessandra Silipo
con Alessandra Silipo Michelangelo Nari Susanna Lauletta Giulia Spinelli Tiziano Mariani

“Ti guardi allo specchio e vedi un mostro?
Hai visto la pura perfezione di altri corpi, volti, arti, epidermidi, portamenti e atteggiamenti,
e poi vedi te stesso e inorridisci?
Acqua Vita.
Sempre eternamente viva!”

Una commedia nera. Una beffarda ricerca rocambolesca della pura perfezione estetica, dell'eterna bellezza, del desiderio di fermare il tempo sul proprio volto e le proprie mani. Una corsa grottesca per riuscire a modificare l'immagine deforme riflessa “...che importa se poi caschi e ti smonti!”
Chirurgia plastica, creme, belletti, vere e proprie torture.
Il culto perverso dell'apparire. Coscienze deboli e forti volontà. La lotta all'ultimo sangue di due donne disposte a tutto pur di vendicarsi. Un uomo costretto nella trappola di una promessa. Rapporti superficiali, finte amicizie, matrimoni interessati, invidie taciute. Individui o forse burattini che si confondono in un intreccio di corpi vivi, perfetti o non sempre tali e corpi innaturali, impeccabili, realizzati.
“La scelta di portare a teatro un lavoro come La Morte ti fa bella nasce dal voler indagare e sperimentare il mito dell'eterna giovinezza esasperandone i punti di vista. Indipendentemente dall'età, assistere al proprio decadimento è un concetto poco ammesso nella realtà in cui viviamo. E chi ha la risposta, il metodo o l'antidoto più o meno efficace per allontanare sempre di più quel momento diventa una divinità, e la ricerca dell'apparenza impeccabile l'unica religione da seguire qualunque siano le conseguenze. Personaggi svuotati, riflessi distorti, corpi destrutturati raccontano la rocambolesca rincorsa volta ad appagare il desiderio di essere eterni in un modo o nell'altro”
cit. Lauletta-Silipo

Lo spettacolo, che è una adattamento del film del 1992 diretto da Robert Zemeckis ed interpretato dai premi Oscar Maryl Streep e Goldie Hawn, è una commedia noir che vi travolgerà fino “all'ultimo...respiro”. Dopotutto, non è poi così terribile voler essere sempre belli. O no?

TEATRO TRASTEVERE - via Jacopa de Settesoli 3, 00153 Roma
Dal 16 al 21 maggio 2017
Orario spettacoli: martedì-sabato ore 21, domenica ore 17.30

Info e prenotazioni: telefono 06.5814004, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrotrastevere.it


Alessia Navarro in
FRIDA KAHLO
IL RITRATTO DI UNA DONNA
di Alessandro Prete, Igor Maltagliati, Luca Setaccioli
regia di Alessandro Prete
con Gianluca Gobbi, Giulia Barbone e Giulia Santilli
musiche Stefano Mainetti
aiuto regia Valentina Morgia
costumi Gisa Rinaldi
sound engineer Tiziano Stampete
realizzazioni grafiche Domenico Rastelli per Ince Media
consulenza storica Silvia Cardi
amministratore Antonio Cocciardi
luci Marco Laudando
photo Azzurra Primavera

Personalità forte e complessa, pittrice simbolo dell'avanguardia artistica messicana del Novecento, Frida Kahlo viene ricordata non solo per le sue famosissime opere, ma soprattutto per essere stata icona dell’emancipazione femminile, in questa pièce viene messo in luce l’aspetto più intimo della donna.
La sue vicissitudini interiori vengono raccontate non con una biografia realistica, ma attraverso i suoi quadri più celebri che in scena prendono vita narrando storie di donne, in un omaggio alla forza e all'identità femminile.
Infatti, in “Frida Kahlo: il ritratto di una donna” prenderanno vita sulla scena alcuni dei suoi celebri quadri, attraverso alcune storie di donne diverse tra loro. Filo conduttore delle storie saranno i simbolismi rappresentati nei quadri stessi. Ad ogni gesto delle protagoniste corrisponderà una pennellata sullo sfondo. Ad ogni storia conclusa corrisponderà, quindi, un quadro compiuto. Il tutto legato da una danzatrice che contestualizzerà ancora meglio il tempo e lo spazio.
Saranno visibili, attraverso l'interpretazione degli altri attori, i vari personaggi che hanno accompagnato la sua vita. Vedremo Frida Kahlo per come la conosciamo solo all’inizio, come introduzione ai quadri; alla fine della rappresentazione, invece, emergerà la celebrazione dell’eredità che la stessa pittrice ha voluto lasciare alle donne: la forza e l’indipendenza.
Verrà raccontata la Donna, in ogni luogo, in ogni spazio ed in ogni tempo, fino a raggiungere l’idea di Frida Kahlo intesa come icona femminile.

Dieci sono le opere scelte: Nascita (il manifesto della vita), Autoritratto con collana (la donna fiera davanti al dolore), La mia balia e io (il conflitto con la madre e il desiderio di maternità), Quel che mi diede l'acqua (la malattia e la morte), Qualche piccolo colpo di pugnale (il femminicidio), Autoritratto con capelli corti (la donna che annulla la propria femminilità), Il suicidio di Dorothy Hale (il suicidio), La colonna spezzata (l'amore), Il sogno (il dialogo con la propria coscienza), Autoritratto da Tehuana (la donna sposa e compagna di un uomo).

TEATRO QUIRINO VITTORIO GASSMAN - Via delle Vergini 7, 00187 Roma
Dal 16 al 21 maggio 2017
Orario spettacoli: ore 21, domenica ore 18

Info e prenotazioni: telefono 06.6794585, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatroquirino.it


Giorgio Borghetti, Simone Colombari, Eleonora Ivone e Amanda Sandrelli in
BOOMERANG
scritto e diretto da Angelo Longoni
produzione Viola Produzioni e Pragma Srl

Un casale in campagna.
Una famiglia riunita in attesa di celebrare il funerale del padre patriarca.
Una grande nevicata.
Il passato che riemerge.
Sospetti e tensioni.
Inattesi e comici scontri.
Le contraddizioni dell’essere umano in una storia attuale e toccante.
Il boomerang è un’arma da lancio usata dagli aborigeni per la caccia o in guerra. Percorre una traiettoria curva e può tornare alla persona che l'ha lanciato. Per questo, rappresenta anche un "pericolo" per il lanciatore che è costretto a fuggire per non diventare a sua volta bersaglio.
Metaforicamente la parola “boomerang” viene usata per indicare un'azione che si ritorce contro chi l'ha iniziata, ha una valenza buffa, quasi comica. Si sfugge al proprio boomerang come si sfugge al proprio passato quando ritorna minaccioso.
A distanza di anni si può materializzare improvvisamente la punizione per le malefatte commesse molto tempo prima e che ormai sono perdute nella memoria.
Boomerang è una commedia divertente e scorretta. Si svolge durante una veglia funebre forzata che sprofonda in un caos irriverente, tipico della black comedy.
Il bersaglio è l’ipocrisia della principale istituzione della nostra società, la famiglia borghese con i suoi stereotipi ed il suo perbenismo. Ciò che si consuma o si decide all’interno delle mura domestiche spesso nasconde interessi che si riverberano nella società. Non è un caso che nel nostro Paese, come in molte altre parti del mondo, il potere economico, politico e finanziario sia concentrato nelle mani di poche famiglie che, apparentemente, sembrano tutte irreprensibili, oneste e devote.

TEATRO SALA UMBERTO - Via della Mercede 50, Roma
Dal 16 al 28 maggio 2017
Orario spettacoli: Tutte le sere ore 21, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17
Biglietti: da 32€ a 23€

Info e prenotazioni: telefono 06 6794753
Sito web: www.salaumberto.com


Ginevra Media Prod presenta
IL COLLOQUIO
Giacca e cravatta obbligatorie
di Serge Da Silva
con Luca Basile (Franco Nessuno), Ermenegildo Marciante (Luca Leggenda),
Tommaso Arnaldi (Sergio Sangria)
Scene Cristina Gasparrini - Luci Cristian Bove - Musiche Vakarelis
Traduzione e regia Virginia Acqua

A chiudere la stagione, arriva dal 16 maggio al 4 giugno, la commedia “Il Colloquio” di Serge Da Silva, già campione d’incassi al Théâtre Melo d’Amélie di Parigi con uno straordinario successo di pubblico e critica per oltre un anno di repliche.
La commedia francese approda ora al Teatro de’ Servi grazie al lavoro di Virginia Acqua, traduttrice e regista della versione italiana che vede in scena nel nuovo allestimento Ermenegildo Marciante, Luca Basile e Tommaso Arnaldi, in un impianto scenografico arricchito dalle opere e installazioni d’arte della giovane artista Cristina Gasparrini.
"Il colloquio" affronta in maniera divertente e dissacrante uno dei più grandi incubi della nuova generazione: il colloquio di lavoro. Quei quindici minuti che non solo decideranno del nostro futuro, ma che ci restituiranno un'immagine di chi siamo e di cosa (non) siamo capaci di fare.
Ed ecco, in attesa del colloquio, un trio altamente improbabile: un brillante e griffatissimo laureato in economia, molto spavaldo e sicuro di sé; un modesto e goffo impiegato, stralunato e chiacchierone, fin troppo espansivo, che si sposta con i mezzi pubblici e veste fuori moda; un fanatico di arti marziali, salutista, spaccone e disinvolto che adora Bruce Lee e Walker Texas Ranger. Sono tre disoccupati da lungo tempo, convocati nello stesso giorno e ora per sostenere il colloquio per il lavoro dei loro sogni. L’annuncio precisava: “giacca e cravatta obbligatorie”, e i tre uomini si adeguano, ma ciascuno a proprio modo. Incluso l'asso nella manica che ciascuno di loro si è preparato per avere la meglio sugli altri.
Dialoghi brillanti, comicità coinvolgente e mai banale, ironia corrosiva sulle ossessioni e le ansie che si scatenano in tutti coloro che devono affrontare uno dei più grandi incubi dei nostri tempi.

TEATRO DE’ SERVI - Via del Mortaro 22 (ang. Via del Tritone), Roma
Dal 16 maggio al 4 giugno 2017
Biglietti: platea 22€ - galleria 18€
Orario spettacoli: da martedi a venerdi ore 21 – sabato ore 17.30 e 21 – domenica ore 17.30 – lunedi riposo

Info e prenotazioni: telefono 06.6795130
Sito web: www.teatroservi.it


Claudia Campagnola e Marco Morandi in
CHI MI MANCA SEI TU
Omaggio a Rino Gaetano
con
Giorgio Amendolara piano e tastiere
Menotti Minervini basso
Umberto Vitiello batteria e percussioni
scritto e diretto da Toni Fornari

Debutta mercoledì 17 maggio al teatro Golden lo spettacolo “Chi mi manca sei tu”, omaggio a Rino Gaetano, scritto e diretto da Toni Fornari ed interpretato da Claudia Campagnola e Marco Morandi.
In scena Claudia Campagnola veste i panni di una groupie di Rino Gaetano che racconta la sua esperienza vissuta accanto al cantautore. Le groupie erano delle giovani fans che negli anni 60/70, oltre ad amare particolarmente la musica di un certo cantante, li seguivano nei loro tour, irresistibilmente attratte dal loro carisma, diventandone infatuate sostenitrici e intime amiche. Attraverso i suoi racconti scopriamo la vita di uno dei cantautori italiani più amati e discussi, che ha lasciato un patrimonio di canzoni che colpiscono ancora oggi, a distanza di più di 30 anni, per la loro modernità musicale e testuale.
Ascolteremo le più belle canzoni di Rino Gaetano interpretate dal bravissimo Marco Morandi, che per l’occasione sarà accompagnato da un fenomenale trio di musicisti: Giorgio Amendolara (piano e tastiere), Menotti Minervini (basso) Umberto Vitiello (batteria e percussioni) e che suoneranno rigorosamente dal vivo.
Tante le canzoni che saranno interpretate come “Tu..forse non essenzialmente tu”, “ Cogli la mia rosa d’amore”, “ Aida”; “Sfiorivano le viole”; “ Spendi, spandi, effendi”, “ Sfiorivano le viole”, “Escluso il cane”, “E cantava la canzone”, “Sei ottavi”, “Mio fratello è figlio unico”, medley donne Gianna, Maria Berta; Nuntereggae più; “Ma il cielo è sempre più blu”, “A mano a mano”.
Alcuni dei musicisti sul palco fanno parte del gruppo i RinoMinati, di cui Marco Morandi è la voce, che porta in giro per l’Italia la musica e le parole del cantautore calabrese celebre ancora oggi per le sue tante canzoni di successo, la sua voce ruvida, i suoi testi ironici.
Sul palco Marco interagirà inoltre nella scena con Claudia facendo rivivere dei momenti salienti della vita del tanto amato e compianto cantautore.

TEATRO GOLDEN - Via Taranto 36, 00182 Roma
Dal 17 al 21 maggio 2017
Orario spettacoli: ore 21, domenica ore 17
Biglietti: intero € 20, ridotto € 18

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06.70.49.38.26
Sito web: www.teatrogolden.it


LA PROTESTA
di Roberta Skerl
con Gabriella Silvestri, Antonio Conte, Enzo Casertano, Lorenza Guerrieri
e con
Berto Gavioli, Paolo Gatti, Pietro Morachioli
scene LolloZolloArt
costumi Marco Maria Della Vecchia
musiche Eugenio Tassitano
regia Maria Cristina Gionta

Questa delicata commedia racconta la divertente avventura di una famiglia alle prese con l’anziana madre, Elsa, che un giorno decide di chiudersi in un armadio, per protesta! Tra situazioni comiche e momenti di tensione, i protagonisti cercano di convincere la mamma a tornare in sé… Per riuscirci provano a coinvolgere Don Nono (l’amato prete della parrocchia), ma anche Don Nono non sembra essere del tutto in sé e la nottata si fa sempre più complicata. Tra accuse, recriminazioni e sorprese, due fratelli e una sorella, insieme anche ad un cognato e un nipote, si affrontano e si confrontano in una intensa “bagarre”… Una commedia sulla famiglia e su quanto i legami parentali restino importanti anche quando la vita li rende difficili. La penna di Roberta Skerl riesce sempre a tratteggiare intrecci tragicomici sui problemi delle famiglie di oggi. Ricordiamo sul tema “Questi figli amatissimi”, che ci regalò un altro delizioso affresco di quotidianità.

TEATRO MANZONI - Via Monte Zebio 14/c, 00195 Roma
Dal 18 maggio all' 11 giugno 2017
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21 sabato ore 17-21 domenica ore 17.30. lunedì riposo. Venerdì 2 giugno riposo, martedì 6 giugno ore 19, giovedì 8 giugno ore 17 e ore 21. Biglietti: intero euro 25, ridotto euro 22.

Info e prenotazioni: telefono 06-3223634
Sito web: www.teatromanzoni.info


THE BIG MAC
Delirio shakespeariano per attore solo
di e con Giulio Federico Janni
liberamente ispirato ad un’idea di Harold Pinter

Così, recito in un solo personaggio
la parte di molti e nessuno contento
(W. Shakespeare, Riccardo II)

Un anziano attore ripercorre i propri successi. Ha dato corpo ed anima a tutti i personaggi di Shakespeare, esibendosi nei teatri di città come nei cinema di provincia, tra applausi fragorosi e sempre attorniato dall’affetto degli ammiratori. Nella sua lunga carriera, tuttavia, non sono mancati gli inciampi, gli incidenti, le rivalità, i fischi, le fughe, le figuracce, le bettole, gli impresari sul lastrico, le liti di compagnia: insomma, quel variegato e complesso universo che chiamiamo teatro. La sua voce dice di lui: “Sono stato l’idolo di dodici continenti e di otto emisferi”. È solo quando irrompe sulla scena che scopriamo che ha sì e no quarant’anni! Quei ricordi, in realtà, appartengono a qualcun altro, per la precisione ad Anew McMaster (1894-1962), l’ultimo dei grandi capocomici britannici non ancora immischiati nello showbiz. Il grande drammaturgo Harold Pinter, insignito del Nobel per la letteratura nel 2005, gli ha dedicato un breve racconto-saggio, che ha ispirato questo spettacolo in scena per la prima volta a Roma. Il giovane attore si è quindi volontariamente introdotto nella carcassa del vecchio attore, e da lì prende il coraggio per affrontare alcuni brani del repertorio shakespeariano. The Big Mac è dunque una sorta di teatro nel teatro, con al centro un protagonista in preda ad un delirio originato dalla grazia e dalla purezza dei testi del Bardo. A 500 anni dalla morte di William Shakespeare, il teatro Kopó omaggia il suo genio attraverso il lavoro di Giulio Federico Janni, attore di lungo corso che, negli ultimi dieci anni, è stato diretto diverse volte da Alessandro Gassmann. La rievocazione di Anew McMaster, ancorché buffa, grottesca, divertita e divertente, esalta le qualità di comico di Janni, perfettamente a suo agio nella maschera che si è scelto, ma capace anche di rendere conto della nostalgia per quel tempo in cui stare di fronte ad un pubblico attento era l’unica forma di spettacolo.

TEATRO KOPÓ - Via Vestricio Spurinna 47/49, Roma
Dal 19 al 21 maggio 2017
Orario spettacoli: venerdì e sabato alle 21, domenica doppia replica alle 18 e alle 21

Info e prenotazioni: telefono (06) 45650052
Sito web: www.teatrokopo.it


HOSPITALITY SUITE
di R. Rueff
regia di Raffaele Cannavacciuolo
con Lino Mandile e Stefano Ferrara

Tre colleghi in una stanza dell’Holiday Inn di Wichita, Kansas, stanno preparando un aperitivo per una presentazione di lubrificanti industriali nella speranza di riaffermare la loro azienda e le loro carriere. Tutto è pronto ma, nell’attesa di incontrare il cliente che potrebbe far fare loro il grande salto, i tre si confrontano sulla vita e sulle loro differenti esperienze.
Tra risate e discussioni molto accese, emergono contrasti generazionali e ideologici insanabili che danno vita a uno spettacolo vero, crudo nel suo modo di delineare la realtà, disincantato, spietato, malinconico e allo stesso tempo divertente, capace di presentare con schiettezza alcune delle piccolezze umane.

TEATRO L'AURA - Vicolo di Pietra Papa 64 (angolo con Via Pietro Blaserna 37), Roma
Dal 18 al 21 maggio 2017
Orario spettacoli: dal giovedì al sabato ore 21, domenica ore 18

Info e prenotazioni telefono 0683777148 oppure 3464703609, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrolaura.org


Il Gruppo della Creta presenta
Festival delle Arti
LABIRINTO II
Teatro, drammaturgia, arti visive, musica, video arte, workshop e… molto altro!

Dopo l’importante successo della prima edizione del festival Labirinto, il Gruppo della Creta ha deciso di imbarcarsi nell’organizzazione della seconda edizione che si svolgerà presso il Teatro Studio Uno di Roma, in via Carlo della Rocca 6, dal 15 al 28 maggio 2017.
Come nella prima edizione lo spettatore potrà orientarsi tra diverse forme artistiche: il teatro, la video arte e le arti visive. Le novità di quest’anno saranno la drammaturgia, la musica, gli incontri culturali e cinematografici ed una performance che sfrutti l'ambiente urbano circostante al teatro.
Inoltre quest’anno Labirinto II è sostenuto da SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, patrocinato dal Municipio V del Comune di Roma e partecipa al calendario di eventi per celebrare i 90 anni di Torpignattara, grazie al Comitato di quartiere di Torpignattara. Labirinto è un'intersezione culturale dove poter incontrare artisti provenienti dalle discipline e dai contesti più vari; un luogo sicuro, un porto franco dove esibire e condividere le proprie opere e le proprie creazioni.
Il Gruppo della Creta, è un collettivo di giovani teatranti nato nel 2015 e formato da attori diplomati presso la Nuova Accademia Internazionale di Arte Drammatica del Teatro Quirinetta di Roma.
Il labirinto è un luogo da cui si potrebbe uscire, ma non ci si riesce. Infatti, non diciamo più “mi sono perso”, impossibile nell’era dei GPS, ma “mi sento perso”. Conosciamo le strade, non conosciamo più la strada. Ci siamo perduti nei nostri labirinti quotidiani e ci sentiamo spaesati, come nelle “Città invisibili” di Calvino, dove il labirinto è un’intera città caotica, assurda e straniante.
Questa idea per il Gruppo della Creta si concretizza nell’immagine di un labirinto. Nel binomio tra cercare l'uscita e raggiungere il centro, si sono delineate la nostra poetica e le nostre scelte artistiche. Infatti, se da una parte le diverse arti o i diversi stili artistici rappresentano gli infiniti percorsi che si possono intraprendere all’interno del labirinto, dall’altra il tema del festival, ogni anno diverso, rappresenta quel centro cercato invano.
In poche parole, il filo d'Arianna a noi non interessa! Questo elemento instabile, non fissato, la voglia di fuggire da verità rivelate e incontestabili è parte fondante della poetica del Gruppo, che ha fatto della caratteristica malleabilità e mutevolezza della creta la reificazione della sua espressione artistica, sia nella recitazione che nella regia, sia nelle scelte organizzative che di produzione.

Il festival ha come obiettivo quello di unire e mettere a confronto più arti ed artisti possibili. Una possibilità esperienziale in cui lo spettatore, andando una sera a teatro, possa vedere una mostra di pittura, o trovarsi all’interno di una video istallazione adibita a set per una lettura o un concerto musicale. Come all'interno di un luna-park culturale.

TEMA DELLA SECONDA EDIZIONE
Noi giovani del futuro. Per la seconda edizione del festival, abbiamo scelto un tema, una chiave di innesco, un polo magnetico verso il quale orientare la nostra ricerca. Noi giovani del futuro è una condizione, la presa di coscienza di un dato di fatto, il contesto in cui si ergono le mura del nostro labirinto.
Sono doverose due precisazioni.
La prima: “giovani” non è una condizione anagrafica.
Con il termine “giovani” indichiamo tutti gli individui che stanno vivendo questo determinato momento storico. La giovinezza di cui parliamo è di tipo esperienziale.
Seconda precisazione: la nostra idea di futuro.
Il futuro è ciò che sta davanti a noi, ciò che non è ancora accaduto. Oggi la realtà sembra soffocarci di accadimenti: viviamo rincorrendoci su un piano inclinato dove non è possibile trovare stabilità economica, sociale o affettiva, perché erosi da un insaziabile consumo del nuovo che costringe il soggetto alla consapevolezza di non “essere in tempo”. L'ambito socio-economico condiziona quello esistenziale. Questa non vuole essere una critica, ma una constatazione. Noi giovani del futuro vuole essere la bussola che aiuta artisti e spettatori a orientarsi nel labirinto. Non tematica castrante, ma terreno fertile dove coltivare. Le opere che saranno presentate sono dunque create da quegli stessi giovani del futuro e di loro dovranno parlare.

La grande novità è ORIENTHEATRE. Prendendo spunto dalla disciplina dell'orienteering, o orientamento, che consiste nell'effettuare un percorso caratterizzato da punti di controllo chiamati "lanterne" e con l'aiuto esclusivo di una cartina topografica, gli attori del Gruppo della Creta hanno ideato l’evento urbano Orientheatre. Sostituendo le “lanterne” con attori, gli spettatori sono invitati ad orientarsi nel quartiere di Torpignattara, come dentro ad una drammaturgia spaziale.
Seguendo le più moderne correnti di “riappropriazione territoriale”, che consistono nella valorizzazione delle zone depresse urbane ed extraurbane, messe in moto in più parti del mondo dai più svariati gruppi di ricerca teatrale e artistica, il Gruppo propone una possibilità esperienziale di spettacolarizzazione dell'impianto urbanistico, che diventa scenografia e set delle narrazioni degli attori disseminati nella zona.

Di seguito la programmazione completa:

Lunedì 15 maggio 2017
Ore 10.00 – 16.00: workshop di recitazione condotto da Max Mazzotta presso Artem Dance, via Natale Palli 11/13;
Ore 19.00: inaugurazione Festival con Sten & the Groovemates Duo (chitarra: Stefano Gasperi, basso: Andrea Sabatino) e installazione di video arte Brave New World a cura di Nicolas Vamvouklis in collaborazione con K-Gold Temporary Gallery presso il Teatro Studio Uno;

Martedì 16 e mercoledì 17 maggio 2017
Ore 10.00 – 16.00: workshop di recitazione condotto da Max Mazzotta presso Artem Dance, via Natale Palli 11/13;

Giovedì 18 e venerdì 19 maggio 2017
Ore 10.00 – 16.00: workshop di recitazione condotto da Max Mazzotta presso ArtemDance, via Natale Palli 11/13;
Ore 19.00: installazione di video arte Brave New World a cura di Nicolas Vamvouklis in collaborazione con K-Gold Temporary Gallery presso il Teatro Studio Uno;
Ore 21.00: spettacolo Il bello dei bambini è che un giorno saranno adulti – regia di Tiziano Caputo (Sala Teatro);
Ore 21.00: spettacolo Tre once di lana nera – regia di Giacomo Troianiello (Sala Specchi)

Sabato 20 maggio 2017
Ore 19.00: aperitivo musicale con The Goodfellas Duo (voce e chitarra: Claudio Cirillo, percussioni e tromba: Domenico Rizzuto) ed installazione di video arte Brave New World a cura di Nicolas Vamvouklis in collaborazione con K-Gold Temporary Gallery presso il Teatro Studio Uno;
Ore 21.00: spettacolo Il bello dei bambini è che un giorno saranno adulti – regia di Tiziano Caputo (Sala Teatro);
Ore 21.00: spettacolo Tre once di lana nera – regia di Giacomo Troianiello (Sala Specchi);
Ore 23.00: concerto di The Goodfellas Duo (voce e chitarra: Claudio Cirillo, percussioni e tromba: Domenico Rizzuto);

Domenica 21 maggio 2017
Ore 17.00: performance urbana Orientheatre – regia di Alessandro Di Murro, con punto di ritrovo iniziale presso il Teatro Studio Uno;
Ore 17.00: installazione di video arte Brave New World a cura di Nicolas Vamvouklis in collaborazione con K-Gold Temporary Gallery presso il Teatro Studio Uno;

Lunedì 22, martedì 23 e mercoledì 24 maggio 2017
Ore 11.00 – 16.00: workshop di drammaturgia condotto da Giampiero Rappa presso il Teatro Studio Uno;

Giovedì 25 maggio 2017
Ore 11.00 – 16.00: workshop di drammaturgia condotto da Giampiero Rappa presso il Teatro Studio Uno;
Ore 19.00: installazione di video-arte Brave New World a cura di Nicolas Vamvouklis in collaborazione con K-Gold Temporary Gallery presso il Teatro Studio Uno;
Ore 21.00: spettacolo ’o Princepino - regia di Cristiano Demurtas [Gruppo della Creta] (Sala Teatro);
Ore 21.00: spettacolo Icaro - regia di Massimiliano Aceti (Sala Specchi);

Venerdì 26 maggio 2017
Ore 19.00: installazione di video arte Brave New World a cura di Nicolas Vamvouklis in collaborazione con K-Gold Temporary Gallery presso il Teatro Studio Uno;
Ore 21.00: spettacolo ’o Princepino - regia di Cristiano Demurtas [Gruppo della Creta] (Sala Teatro);
Ore 21: spettacolo Icaro - regia di Massimiliano Aceti (Sala Specchi);

Sabato 27 maggio 2017
Ore 19.00: aperitivo musicale con Trieste meoloroncade (chitarra: Amedeo Monda, batteria: Marco Ronconi) ed installazione di video arte Brave New World a cura di Nicolas Vamvouklis in collaborazione con K-Gold Temporary Gallery presso il Teatro Studio Uno;
Ore 21.00: spettacolo ’o Princepino - regia di Cristiano Demurtas [Gruppo della Creta](Sala Teatro);
Ore 21.00: spettacolo Icaro - regia di Massimiliano Aceti (Sala Specchi);
Ore 23.00: concerto di Trieste meoloroncade (chitarra: Amedeo Monda, batteria: Marco Ronconi);

Domenica 28 maggio 2017
Ore 17.00: performance urbana Orientheatre – regia di Alessandro Di Murro, con punto di ritrovo iniziale presso il Teatro Studio Uno;
Ore 17.00: installazione di video arte Brave New World a cura di Nicolas Vamvouklis in collaborazione con K-Gold Temporary Gallery presso il Teatro Studio Uno.


TEATRO STUDIO UNO - Via Carlo della Rocca 6, Roma

Info e prenotazioni: telefono 3494356219 - 3298027943, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrostudiouno.com

 

PETERSOPHIE
scritto e diretto da Piergiorgio Seidita
con Vittorio Magazzù, Melania Maria Codella

“Petersophie” racconta la storia di Peter e Sophie, due ragazzi rinchiusi in un istituto psichiatrico. Peter vive un periodo di perdizione, non sentendosi ascoltato dal mondo, cerca di volare via dall’istituto, convinto di essere Peter Pan, con la complicità di Sophie.

Questa metafora sul rimanere bambini di fronte alle emozioni, come l’Amore, aiuterà i due protagonisti a trovare il coraggio di affrontare il passato, riconoscendo il presente che stanno vivendo, fatto di pazzie, rinunce, e speranze.

TEATRO COMETA OFF - Via Luca della Robbia 47 (Testaccio), Roma
Dal 19 al 21 maggio 2017
Orario spettacoli: tutte le sere ore 21, domenica ore 18:30
Biglietti: ridotto 12.50 €, intero 16 € (tessera 2,50 €)

Info e prenotazioni: telefono 06-57284637
Sito web: www.cometaoff.it


BLAKE ETERNALLIFE SHOW
Giacomo Vezzani_Vocals/Keybords/Programming
Fabio Pappacena_Vocals/Guitar
Elsa Bossi_Vocals
Nenè Barini_Vocals
Silvio Giordano_Visuals
Gianluca Lagrotta_Logo Design&Compositing
Giacomo Pecchia_Set Design
Marco Bagnai_Light Design
Fabio Giommarelli_Lighting tech.

Un concerto/spettacolo in cui convivono musica, poesia, recitazione e videoarte, realizzato da due attori-musicisti travolti da William Blake e dalle sue “visioni”.

Blake, vissuto tra fine ‘700 e inizio ‘800, fu incisore, disegnatore e soprattutto poeta. Un artista libero e provocatorio, inafferrabile, capace di rivoluzionare il linguaggio poetico con temi, immagini e una musicalità naturale che ancora oggi impressionano.

Una performance in cui ricreare finalmente tutto quello che Blake ha evocato nelle sue poesie uniche, forme artistiche complesse e profonde, destinate a rimanere eterne.

CARROZZERIE N.O.T - Via Panfilo Castaldi 28/a, Roma
20 e 21 maggio 2017, ore 21.00 (ingresso con tessera associativa)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 347-1891714 
Sito web: www.carrozzerienot.com

 


ALAN TURING E LA MELA AVVELENATA
di Massimo Vincenzi
con Gianni De Feo
voce fuori campo Stefano Molinari
musiche Francesco Verdinelli
regia Carlo Emilio Lerici

Un dialogo immaginario fra Alan Turing e sua madre, tra lettere forse mai scritte e dialoghi forse mai avvenuti. A scandire il ritmo di questa conversazione fuori dal tempo le voci del Tribunale, dove in nome della Regina si decide la rovina di una delle menti più geniali del XX secolo. Pur attraverso una libera ricomposizione, gran parte delle parole, dei concetti e degli episodi raccontati in questo spettacolo sono stati realmente pronunciati, lasciati scritti e accaduti ad Alan Turing.
Lo spettacolo è stato presentato in anteprima al GAROFANO VERDE 2008 – scenari di teatro omosessuale – rassegna curata da Rodolfo di Giammarco e nella stagione successiva, riscuotendo un grande successo di pubblico. Lo spettacolo è tornato in scena nel marzo del 2012 in occasione del centenario della nascita del grande matematico. In quella occasione Editori Riuniti ha pubblicato il volume contenente il testo integrale dello spettacolo.
Alan Turing (1912 – 1954) è stato forse il matematico il cui lavoro ha avuto un'influenza eccezionale anche al di fuori del campo astratto della logica. È stato, infatti, uno dei pionieri dello studio della logica dei computer ed il primo ad interessarsi all'argomento dell'intelligenza artificiale. Il suo lavoro è stato di importanza cruciale per i destini della seconda guerra mondiale. Turing, infatti, elaborò una macchina chiamata Colossus che decifrava in modo veloce ed efficiente i codici creati da Enigma, la macchina utilizzata dai tedeschi per criptare le proprie comunicazioni. Era il primo passo verso il computer digitale. A titolo di ringraziamento per i suoi servizi l'Inghilterra dapprima lo decorò con l'Ordine dell'Impero Britannico, poi lo fece membro della Royal Society, ed infine lo processò per atti osceni in quanto omosessuale, condannandolo alla castrazione chimica. Ipersensibile, incompreso, circondato dallo scetticismo e dall'ostilità dell'ambiente scientifico, il matematico inglese si suicidò mangiando una mela al cianuro. Turing fu un uomo piuttosto stravagante: grande sportivo (soprattutto la corsa, ma anche tennis, canottaggio e ciclismo), andava in bicicletta con la maschera antigas nei periodi dell’impollinazione, giocava a tennis nudo con indosso solo un impermeabile, legava la tazza da tè al termosifone con un lucchetto, portava la giacca del pigiama al posto della camicia, gettava nel cestino le lettere della madre senza leggerle. Non sopportava gli sciocchi, ed abbandonava le conversazioni vuote e le compagnie idiote repentinamente, e senza una parola di commiato. Imparò a fare la maglia da una ragazza che aveva deciso di sposare, nonostante la propria omosessualità. Il suo aspetto era trasandato, con la barba sempre lunga e le unghie sporche. Per certi versi fu infantile: a 22 anni si fece regalare un orsacchiotto di pezza per Natale e a 25 perse letteralmente la testa per il film BIANCANEVE. Infatti lo si sentiva spesso canticchiare le canzoni del film (Vorrei, vorrei, un amore che, sia tutto, sia tutto, per me, per me...) e il ritornello dell'incantesimo della strega (Metti il frutto nel veleno sino a quando ne sia pieno – fatti bella per tentarla e per sempre addormentarla). E questo ben quindici anni prima di scegliere tale metodo per suicidarsi. Una leggenda dice che il logo della Apple sia un omaggio ad Alan Turing, tuttavia, l'azienda non ha mai confermato né smentito questa notizia.

TEATRO BELLI - Piazza di Sant’Apollonia 11/a, Roma
Dal 16 al 21 maggio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17.30
Biglietti: € 18 intero, € 13 ridotto

Info e prenotazioni: telefono 06 5894875, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrobelli.it

 

ELETTRA
di Hugo von Hofmannsthal
regia, elaborazione drammaturgica, progetto scenico di Giuliano Scarpinato
con (in ordine alfabetico)
Elena Aimone - Clitennestra, Anna Charlotte Barbera - una serva, Lorenzo Bartoli - Egisto,
Elio D'Alessandro - Aio di Oreste, Raffaele Musella - Oreste, Giulia Rupi - Elettra, Eleonora Tata - Crisotemi, Francesca Turrini - la guardiana, Valentina Virando - una serva
musiche Elio D’Alessandro costumi Dora Argento luci Danilo Facco videoproiezioni_Daniele Salaris collaborazione alle scene Diana Ciufo assistente ai movimenti Daniele Sala
produzione Attori&Tecnici in collaborazione con Wanderlust Teatro si ringrazia Dionisiache - Calatafimi Segesta festival 2015, Teatro Biondo Palermo, Teatro della Città di Catania, Teatro Ciro Pinsuti di Sinalunga

Dal 18 al 28 maggio 2017 andrà in scena Elettra, lo spettacolo vincitore della ottava edizione della rassegna “SALVIAMO I TALENTI - Premio Attilio Corsini”, iniziativa nata per promuovere progetti teatrali di grande qualità i cui protagonisti sono giovani registi e giovani attori, per aumentare le opportunità per la creatività emergente, costruendo una vetrina per i nuovi talenti ancora sconosciuti. Lo spettacolo, prodotto da Attori & Tecnici ed inserito nel cartellone 2017/2018 del Teatro Vittoria, narra la storia di Elettra, che appartiene al mito. Sfugge al tempo e allo spazio, attraversa indenne i millenni e giunge con forza immutata ai nostri petti, alle nostre orecchie, ai nostri occhi.
“Pugno nello stomaco, lama che affonda, Hugo von Hofmannsthal la racchiude nel breve tempo di un atto: quasi una travolgente successione di inquadrature cinematografiche, un “thriller dell’anima” dal ritmo incalzante e forsennato. Figlia di amatissimo padre, l’eroe della guerra di Troia Agamennone, Elettra vive per vendicarne l’assassinio, ad opera della madre Clitennestra e dell’amante di lei Egisto. Nella casa degli usurpatori si aggira come cagna selvatica, occhi bassi e lingua affilata; giorno dopo giorno veglia instancabile sul luogo dove il padre è caduto sotto la scure, ancora caldo del suo sangue. Nessuno riesce a strappare Elettra al dolore muto e forsennato. Non la giovanissima sorella Crisotemi, che altro non vorrebbe che dimenticare ed essere felice, diventare moglie, magari madre; non la tormentata Clitennestra, che pur vedendo vivo e presente il fantasma del marito negli occhi della figlia, proprio da lei cerca conforto e riparo da una vita d’angoscia e di paura. A turbare i sonni della regina è il ritorno di Oreste, il figlio allontanato da palazzo in giovane età: un sogno le ha predetto che cadrà per mano sua. Ed è proprio in un sogno, un doppio sogno, che sembra compiersi fatale la vendetta dei figli di Agamennone; un copione già scritto si dipana al passo cadenzato di un esercito di fantasmi/burattini, anime in pena e “in cerca d’autore”. Nel dramma di Hoffmanstal si rintana un’ambiguità del tutto contemporanea; in questo bilico tra verità della carne e inganno della mente, degno di un film di David Lynch, Elettra continua a scuoterci, ed ammaliarci.” Giuliano Scarpinato

TEATRO VITTORIA / ATTORI & TECNICI - Piazza S. Maria Liberatrice 10, 00153 Roma (Testaccio)
Dal 18 al 28 maggio 2017
Orario spettacoli: ore 21, domenica ore 17.30, martedì 23 ore 19, mercoledì 24 ore 17
Biglietti: intero platea 28, intero galleria 22 (compresi 3 euro di prevendita) ridotti in convenzione: platea 21 e galleria 18 (compresi i 3 euro di prevendita)
Promozione gruppi: 1 biglietto cortesia ogni 10 spettatori paganti

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 5740170 - 06 5740598
Sito web: www.teatrovittoria.it


IL MERCANTE DI VENEZIA
di William Shakespeare
adattamento e regia Ilaria Testoni
con Mauro Mandolini, Barbara Begala, Camillo Marcello Ciorciaro, Ilaria Amaldi, Valerio Camelin, Roberto Di Marco, Michela Giamboni, Marina Parrulli

Per i 50 anni de “Il Mercante di Venezia” con Glauco Mauri nei panni di Shylock, il progetto giovani della Compagnia Mauri Sturno riporta in scena il capolavoro di Shakespeare. Nel 1967, uno strepitoso Glauco Mauri diede corpo a uno dei personaggi più importanti della drammaturgia mondiale: Shylock, protagonista de Il Mercante di Venezia di Shakespeare, per la regia di Franco Enriquez.
A distanza di 50 anni, dal 18 al 28 maggio al Teatro San Paolo di Roma, la Compagnia Mauri Sturno torna sul testo con il progetto “Giovani – Un futuro nel Teatro”, che vede il maestro del teatro italiano a supporto dei giovani, riportando in scena uno dei suoi cavalli di battaglia, nonché capisaldi della letteratura teatrale di tutti i tempi, con la regia di Ilaria Testoni e con in scena Mauro Mandolini, Barbara Begala, Camillo Marcello Ciorciaro, Ilaria Amaldi, Valerio Camelin, Roberto Di Marco, Michela Giamboni, Marina Parrulli, foto di Manuela Giusto.

Ultima tappa della trilogia shakespeariana, Il mercante di Venezia, riprende il tema della vita come teatro e il teatro che si confonde nella vita.
Venezia, 1900. Due mondi contrapposti si fondono magicamente l’uno nell’altro. Sono i due luoghi della commedia: uno reale, la città, col suo commercio, i suoi affari, le amicizie, le mondanità; un mondo diurno, borghese, nuovo. L’altro, il mondo immaginato, luogo di piacere, favoloso e antico, uno spazio notturno dove le passioni sono assolute, gli amori capricciosi e irragionevoli, ma i sentimenti sinceri e leali.
Dov’è la verità? Quale dei due luoghi e più reale?
Lo spazio del piacere, dell’istinto e della fantasia o il mondo borghese fatto di convenzioni di interessi e soprattutto di intolleranze e discriminazioni?
Shylock è un diverso nel corpo e nell’anima, temuto e ripudiato dal mondo solare dei ricchi borghesi. Ma la vendetta, lo renderà il “cattivo”. “Metterò in pratica la malvagità che voi mi insegnate e sarà difficile che io non superi i vostri insegnamenti”.
Chi vincerà, il buono o il cattivo? Per Shakespeare la vita, sia nella realtà che nella finzione, è più articolata, più ricca di sfumature. Perché tutto il mondo recita una commedia, e la Fortuna svolge una parte determinante.

TEATRO SAN PAOLO - Via Ostiense 190, Roma
Dal 18 al 28 maggio 2017
Orario spettacoli: serali ore 21, pomeridiane ore 17.30
Biglietti: dai 10 ai 20 euro

Info e prenotazioni: telefono 06 59606102, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrosanpaolo.it


WOYZECK
di Georg Büchner
Regia Italo Spinelli
Scene e costumi Elisabetta Di Pisa
Musiche Moshen Kasirossafar
Un evento realizzato con il patrocinio della Regione Lazio

Un allestimento essenziale con lo stretto necessario funzionale all'azione con dieci persone senza esperienza professionale teatrale, che nella quotidianità vivono un disagio abitativo ed economico, danno vita a Woyzeck, il testo di Georg Büchner che l’Associazione Culturale Mnemosyne, in collaborazione con la Parrocchia Santa Maria in Portico in Campitelli di Roma, ha deciso di rivisitare in una nuova chiave.
Per la prima volta su un palcoscenico, affiancati da alcune attrici, un gruppo di persone ha cosi aderito al progetto lavorando per mesi con costanza ed entusiasmo ad una produzione no budget con carattere laboratoriale, diretta dal regista teatrale e cinematografico Italo Spinelli e promossa dalla scenografa e costumista Elisabetta Di Pisa, che intende coniugare qualità professionali riconosciute con persone fuori da ogni contesto di palco. Woyzeck andrà in scena in tre serate, il 17, il 18 e il 19 maggio, al Teatro Palladium di Roma: un confronto sperimentale o prova aperta che ha l’obiettivo di trasmettere, in forma semplice ma originale, il valore di un testo rivoluzionario nella sua realtà performativa.
Il dramma, rimasto incompiuto, di Georg Büchner (1813-1837) è ispirato al caso clinico-giudiziario di Johan Christian Woyzeck, un disoccupato che nel 1821 uccise la propria amante. Per la sua estrema modernità, la sua struttura frammentaria e per la sua visionaria drammaturgia, è considerato una pietra miliare del teatro europeo del Novecento. Woyzeck, la prima tragedia del teatro contemporaneo il cui eroe e vittima è un proletario, si compone di una sequenza di frammenti che ricostruiscono il puzzle di un omicidio passionale.

TEATRO PALLADIUM (Università Roma Tre) - Piazza Bartolomeo Romano 8, 00154 Roma
17, 18, 19 maggio 2017 - ore 21
Biglietti: €15 intero | €10 ridotto | €5 studenti

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 327 2463456
Sito web: http://teatropalladium.uniroma3.it


SALI O SCENDO? reloaded
di Danilo De Santis
con Luca Intoppa, Sharon Alessandri, Gianpiero Catallo, Susan Rose, Federica Colucci
regia Luca Intoppa
supervisione alla regia Danilo De Santis

"Sali o scendo?", la commedia scritta da Danilo De Santis (Lillo & Greg, Colorado), torna al Teatro Petrolini di Testaccio, messa in scena dalla compagnia dell'Associazione Culturale "Dietro le Quinte".
"Il testo portato in scena stavolta da Luca Intoppa, che interpreta efficacemente Attilio, è vivace e si muove in mezzo a questi personaggi, ciascuno alla ricerca di un posto accanto a qualcuno, perché per tutti loro la solitudine sembra essere proprio una brutta bestia.
Sul palcoscenico si alternano, a ritmo di gag a non finire e di spudorati ammiccamenti sessuali, la spumeggiante e sensuale Sharon Alessandri nel ruolo della toccata Serena, Gianpiero Catallo in quello del tamarro Paolo, la sorpresa comica Susan Rose in quello della ammaliante nevrastenica Nadežda e la spiritata Federica Colucci – una forza della natura – in quello della squinternata Sofia.
Tempi azzeccati e ritmo che sale ulteriormente all’entrata in scena dei personaggi secondari che si rivelano poi delle vere e proprie chiavi di volta per il destino di quelli principali. Il tumulto delle singole vicende si assomma al brusio del pubblico in sala che ride ripetutamente e giustamente applaude, convinto che il ritmo in una commedia teatrale sia dato soprattutto dall’incisività degli scambi, dal ritmo nella successione eufonica delle battute (che nelle nuove commedie a teatro è questione tutt’altro che scontata)."
(Federico Mattioni - Note Verticali)

TEATRO PETROLINI - Via Rubattino 5, 00153 Roma
Dal 19 al 21 maggio 2017
Biglietti: intero 13 euro, ridotto 10 euro

Info e prenotazioni: telefono 06.5757488


DYNAMICA
Concept e realizzazione Dynamis
sostenuto dal Teatro Vascello - Centro di Produzione Teatrale
con il patrocinio del Comune di Roma Capitale

Tre giorni di porte aperte al Teatro Vascello, in cui Dynamis propone al pubblico la sua produzione artistica, in ricerca di un legame diretto con il quotidiano, la riappropriazione degli spazi e lo scambio sociale e culturale.
Il progetto promuove la produzione artistica del gruppo nelle sue diverse declinazioni e forme espressive, superando i tradizionali luoghi di rappresentazione e di fruizione del teatro

Dynamis è un gruppo dedicato al teatro e alle arti performative con base a Roma al Teatro Vascello. Dal 2011 connette le sue attività con diversi spazi culturali della città e attiva collaborazioni continue e variegate sviluppando un interesse multidisciplinare nella ricerca. I progetti sono incentrati sullo studio delle dinamiche di relazione con il pubblico, in esplorazione di un linguaggio performativo dynamico, in potenziale continua trasformazione.
Attraverso la performance e la creazione di dispositivi di arte relazionale cerca uno scambio con il fruitore e trasforma la scena o gli spazi in luoghi di dialogo e confronto.

Programma

Y La variabile del calcio
17 maggio → 18:00 - 21:00 - Piazza San Cosimato (Trastevere)
Un campo da calcio esagonale a tre porte con cui i cittadini possono interagire liberamente. Un’installazione aperta e inclusiva che cerca di stravolgere l’assetto dialettico tradizionale del gioco.

iD Performance per uno spettatore*
18 - 19 maggio → 11:00 - 20:00
Un dispositivo per mettere in relazione e confronto identità differenti, affrontando il tema della diversità di genere.

M2 Performance partecipativa
18 maggio → 21:00 - 22:00
Performance in cui il pubblico partecipa ad un gioco collaborativo tra sconosciuti diventando parte attiva dell’azione scenica.
Una riflessione sullo spazio abitabile considerando il confine che intercorre tra umano e disumano.

2115 Dispositivo ludico per l’immortalità
17 - 18 - 19 maggio → 18:00 - 20:00 Installazione interattiva
19 maggio → 22:00 Performance
Una capsula del tempo che raccoglie i racconti della città e dei suoi abitanti, da destinare al pubblico del 2115. La performance di chiusura prevede il rito collettivo di interramento della capsula.

*La performance iD potrà prolungarsi nei giorni 20 - 21 Maggio in funzione delle prenotazioni ricevute

TEATRO VASCELLO - via Giacinto Carini 78, 00152 Roma
Piazza S. Cosimato Roma

Info e biglietti: telefono 06.5881021/06.5898031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrovascello.it - www.dynamisteatro.it


IL VIAGGIO DI ECUBA
di Gianni Guardigli
con Isabella Giannone
regia Francesco Branchetti
musiche Pino Cangialosi
Associazione Culturale Foxtrot Golf

I tempi che stiamo vivendo ci proiettano verso un’inevitabile riflessione sul senso della vita e sul valore di essa. Questa Ecuba moderna parla un linguaggio “misto”, un susseguirsi di racconto di una piccola vita che si scontra con i terreni problemi del quotidiano con improvvise impennate poetiche, che elevano la sua sensibilità al “linguaggio di tutte le madri”, alla lingua del cuore di chi dà la vita e non si rassegnerà mai al vedere questa stessa vita che si dissolve, preda dell’ingiustizia che si annida nel potere, nelle guerre, nelle prevaricazione.

TEATRO TOR BELLA MONACA - Via Bruno Cirino (angolo di viale Duilio Cambellotti con via di Tor Bella Monaca ), 00133 Roma
Dal 19 al 21 maggio 2017
Orario spettacoli: venerdì 19 e sabato 20 maggio ore 21, domenica 21 maggio ore 18
Biglietti: intero 10 euro, ridotto 8 euro, ragazzi 6 euro

Info e prenotazioni: telefono 06/ 2010579, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sul web: http://www.teatriincomune.roma.it/teatro-tor-bella-monaca/

 

PELI
di Carlotta Corradi
con Alex Cendron e Alessandro Riceci
scene e costumi Barbara Bessi
musiche Paolo Coletta
disegno luci Gianni Staropoli
tecnico di compagnia Camilla Brison
foto Laila Pozzo
regia Veronica Cruciani

una produzione Quattroquinte in collaborazione con OffRome

Due donne giocano a Burraco, l’una di fronte all’altra. “Alza”. Una distribuisce le carte. L’altra le raccoglie. “Ho delle carte orrende”. Dice sempre così, pensa l’altra. Un gioco educato, una conversazione formale, quella confidenza propria dei rapporti adulti appesantiti da una vita di non detti. Una è vedova, ha perso il suo uomo, il suo amore, l’altra è vedova pur non essendolo. Il passato e il presente gettano le due donne in un continuo scambio di potere. Domina una e l’altra soccombe, poi viceversa. Le carte seguono, bilanciano, enfatizzano gli attriti. Finché qualcosa interrompe il meccanismo di un dialogo borghese per entrare nella dimensione dell’emozione e dell’istinto.
Peli nasce nel 2013 quando Rodolfo di Giammarco, critico de La Repubblica, fa incontrare Carlotta Corradi, drammaturga e documentarista – vincitrice del Premio Mario Fratti 2014 per la drammaturgia a New York – e Veronica Cruciani, regista – premio Hystrio – in occasione di una rassegna sulla nuova drammaturgia. Veronica Cruciani chiede all’autrice di essere presente alle prove in modo da affinare il testo attraverso le intuizioni degli attori e le indicazioni registiche. Carlotta Corradi scrive un testo per due personaggi femminili con la richiesta che siano interpretati da due uomini. Veronica Cruciani interpreta questa scelta con un gioco meta teatrale; mentre il testo passa da un linguaggio formale a un dialogo autentico, la regia costringe l’attore a spogliarsi del personaggio per arrivare alla sua essenza.

TEATRO BIBLIOTECA QUARTICCIOLO - Via Ostuni 8, Roma
20 maggio 2017 ore 21, 21 maggio 2017 ore 18
Biglietti: Intero 10€ - Ridotto 8€ (over 65, under 24, possessori di Bibliocard)

Info e prenotazioni: telefono 06 98951725, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrobibliotecaquarticciolo.it - www.teatriincomune.roma.it

 

MEDICI SENZA FRONTIERE PRESENTA: ED ECCO A VOI… PINO INSEGNO

Un uomo che fa zapping in maniera abbastanza annoiata attraverso i vari programmi, quando, come per magia, viene catapultato all’interno del televisore ed inizia così un viaggio tra i programmi anni 60-70-80, i loro miti, le canzoni, gli sceneggiati… dice Pino Insegno.
“Io di quella televisione ho una nostalgia totale, è una televisione che non c’è più, era profonda era una televisione che permetteva nonostante ci fosse una sola rete in bianco e nero degli approfondimenti importanti dal punto di vista: culturale, della cronaca, spettacolare, della prosa, dei contenuti. C’erano molti più contenuti nella televisione in bianco e nero con un solo canale che adesso con 1000 canali; poi io l’ho fatta quella televisione, non in bianco e nero ma tanti anni fa, dopo anni di gavetta teatrale, con il mio gruppo dell’ Allegra Brigata fui chiamato a partecipare a due edizioni del Gino Bramieri show e siamo stati scelti direttamente da Garinei, da Bramieri, da Amurri e Verde. Per 2 anni abbiamo avuto la possibilità di lavorare con questi grandi autori e attori della televisione. In televisione nel G.B. Show venivano ospiti come: Walter Chiari, Paolo Panelli, Bice Valori, il Quartetto Cetra, A.Fabrizzi, N. Manfredi, A. Sordi insomma adesso non ce n’è un decimo di tutta la gente che ho nominato, me compreso nesuno è all’altezza di questi nomi.”

TEATRO OLIMPICO - Piazza Gentile da Fabriano 17, Roma
Dal 17 al 19 maggio 2017
Orario spettacoli: mercoledì 17 maggio, giovedì 18 maggio, venerdì 19 maggio ore 17 e ore 21 (salvo repliche)
Biglietti: ore 17 platea € 25, galleria € 20; ore 21 platea € 30, galleria € 25

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 326 5991
Sito web: www.teatroolimpico.it

 

RAINBOW OVER THE SILKROAD

Per la prima volta in assoluto, gli artisti di Xi’an, la leggendaria capitale imperiale cinese, stanno per arrivare in Europa con le loro acrobazie mozzafiato. Giocolieri, ballerini, funamboli, equilibristi: un palcoscenico unico, di livello internazionale, con costumi colorati e scene incantevoli, coinvolge gli spettatori in un viaggio lungo la leggendaria Via della Seta. Questo mix da origine a “Rainbow over the Silk Road”.
La Poesia orientale e esibizioni spettacolari si uniscono e arrivano finalmente in Europa.
Mentre si esibiscono sulla sbarra, funi, altalene, tappeti elastici o ruote – spesso contemporaneamente e in modo sincrono – per i loro trucchi, gli artisti usano tamburi, brocche, cappelli di paglia, tappeti, ciotole, lampade e persino diabolo.
Dopo il tour di successo negli Stati Uniti e in Asia, la compagnia arriverà in Europa con il suo spettacolo di 100 minuti nella primavera del 2017!
La trama
Nei giorni di splendore della dinastia Tang, l’imperatore chiede al generale Li di condurre una carovana per le regioni occidentali, con l’obiettivo di creare un legame commerciale, culturale e d’amicizia con i paesi europei e asiatici. Una volta riempito il carico di merce come la seta, tè e porcellana, la delegazione parte da Xi’an diretta a Occidente.
Attraversano ampi deserti e paesaggi da favola coperti di neve e giungono in Persia. Li, il generale Li e i suoi soldati lottano con dei banditi soldati e finiscono per salvare la principessa romana Alice. Un incontro fatale …

TEATRO OLIMPICO - Piazza Gentile da Fabriano 17, Roma
20 e 21 maggio 2017

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 326 5991
Sito web: www.teatroolimpico.it


PER COLPA DI UN CONIGLIO
di Paolo Camilli e Simone Zafferani
regia Moira Angelastri e Paolo Camilli
aiuto regia Paolo Macedonio
con Moira Angelastri e Paolo Camilli
scene Alessandro Di Cola
luci Alessio Pascale
costumi Barbara Calderoni
musica Luca Longobardi
assistente Saba Lucidi

Vanda vuole fortemente che qualcosa di bellissimo accada. Tenace e inarrestabile non si arrende, cerca, chiede. E’ convinta che qualcuno la condurrà in un luogo meraviglioso e salvifico. Tutto è stato propiziato perché l’incontro avvenga.
Ma se l’incontro non è quello previsto?
Una dimensione popolata da personaggi bizzarri, grotteschi, armati di pregiudizi fino ai denti. Un mondo accelerato ed esasperato dove i rapporti di forza, gli equilibri e i punti di vista cambiano subitaneamente e inaspettatamente. Una vera e propria surrealtà quotidiana.
Due attori danno vita a una folla di personaggi in un testo ritmato che racconta le tappe, e le deviazioni, di un percorso costellato da figure ora tenere, ora ripugnanti.
Una grande varietà visiva ed emotiva che diverte, sorprende, diverte, fa pensare, agghiaccia, diverte.

TEATRO LO SPAZIO - Via Locri 42/44, Roma
Dal 16 al 21 maggio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 20.30, domenica ore 17
Biglietti: intero 12 euro, ridotto 9 euro, gruppi 5 euro (+ 3 euro di tessera)

Info e prenotazioni: telefono 06 77076486 - 06 77204149, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrolospazio.it

 

Data unica

CANTI DELL'ESILIO e DAVID LANG: THE LITTLE MATCH GIRL PASSION

musiche di David Lang, Carlo Galante, Carlo Putelli e Matteo D'Amico
su testi di H.C. Andersen , H.P.Pauli, Picander, San Matteo, Golan Haji, Joumana Hadda
musiche di Labirinto Vocale
con la partecipazione straordinaria di Manuela Kustermann e Riccardo Polizzy Carbonelli

Programma della serata

h 19.30 Incontro-aperitivo
con i Poeti Joumana Haddad e Golan Haji
relatrici Costanza Ferrini e Patrizia Zanelli, dell'Università Ca'Foscari di Venezia

h 21.00 Concerto
The Little Match Girl Passion
David Lang
Canti d'Esilio
Galante - Putelli - D'Amico
Sax alto - Francesco Marini
Violoncello - Luca Peverini
Ensemble di percussioni Ars Ludi - Antonio Caggiano
Il Labirinto Vocale Maria Chiara Chizzoni, Patrizia Polia, Carlo Putelli, Giuliano Mazzini
Direttore Tonino Battista

Il 15 maggio 2017 alle ore 21.00 al Teatro Vascello in Roma si terrà il concerto "Canti d'Esilio", con musiche di David Lang, Carlo Galante, Carlo Putelli e Matteo D'Amico.
La prima parte del concerto vedrà un capolavoro della musica contemporanea: l'acclamato " Little Match Girl Passion" di Lang, per il quale il compositore statunitense autore della colonna sonora della "Grande Bellezza" e di "Youth", ha ottenuto il Premio Pulitzer 2008.
Ma il vero evento sarà costituito dalla seconda parte: una prima esecuzione assoluta intitolata "Canti d'Esilio", su musiche di Carlo Galante, Carlo Putelli e Matteo D'Amico, che hanno dato suoni alle poesie di Golan Haji (patologo, scrittore e traduttore curdo, che oggi vive in esilio in Francia) e Joumana Haddad (scrittrice libanese, simbolo della lotta per i diritti delle donne arabe).
"Noi compositori dei Canti d'Esilio" - sostiene Carlo Putelli "siamo rimasti folgorati dalla forza delle parole di queste persone che scrivono, per così dire, con la terra strappata dal petto. Ci è parso subito chiaro che fossero quelli i testi contemporanei più adatti a comporre nuova musica oggi per presentarla in un progetto che a nostro avviso, necessario ed attualissimo".
La forza di questo progetto artistico è nel suo stesso messaggio: la solidarietà con i popoli in lotta come porta a nuove visioni del nostro futuro, la bellezza della musica e delle parole che portano un messaggio di umanità rinnovata.
Poco prima del concerto vi sarà un incontro-aperitivo con i due poeti e i tre compositori, coordinato da Costanza Ferrini, esperta in letteratura contemporanea del Mediterraneo, e Patrizia Zanelli dell'università Ca' Foscari di Venezia, traduttrice ufficiale dell'edizione italiana delle poesie di Golan Haji.
Gli esecutori: saranno l'ensemble "Labirinto Vocale" (Maria Chiara Chizzoni, Patrizia Polia, lo stesso Putelli, Giuliano Mazzini) Francesco Marini al Sax alto, Luca Peverini al violoncello e le percussioni dell'Ars Ludi suonate da Antonio Caggiano.
Direttore concertatore Tonino Battista
L'evento si avvarrà della partecipazione di due attori d'eccezione: Manuela Kustermann e Riccardo Polizzy Carbonelli. Essi doneranno le loro magnifiche voci a quattro tra le più belle poesie dei due poeti arabi.

TEATRO VASCELLO - Via Giacinto Carini 78, Roma
Lunedì 15 maggio ore 21

Info e prenotazioni: telefono 06.5881021/06.5898031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrovascello.it


Teatro Eliseo & Saint Louis presentano
SPECIAL GUEST Festival di produzioni originali
ROCK’N BLUES GUITAR NIGHTMARE
Lello Panico, William Stravato,
Giacomo Anselmi, Marco Manusso
Special Guest Marco Sfogli

Un’esplosione di riff sul palco dell’Eliseo per una serata all’insegna del rock-blues.
Le chitarre di Lello Panico, William Stravato, Giacomo Anselmi, Marco Manusso e della special guest Marco Sfogli, accompagnate da una straordinaria formazione di All Star della musica italiana, tra cui Alessandro Gwis, Michele Papadia, Andrea Rosatelli, Daniele Pomo e Daniele Chiantese, presenteranno uno spettacolo unico nel suo genere. Brani originali composti dagli artisti sul palco si alternano ai grandi classici del Rock, Blues, Jazz&Soul, Fusion fino al Prog Metal: i cinque chitarristi incroceranno i loro percorsi sonori e la loro personale visione musicale in un unico grande infuocato show.

Sul palco dell’Eliseo ci saranno anche:
Piano&Tastiere - Alessandro Gwis, Michele Papadia, Dario Zeno
Basso - Andrea Rosatelli, Francesco Luzzio, Christian Capasso, Valeria Scaparro
Batteria - Daniele Pomo, Daniele Chiantese, Davide Savarese
Voci - Francesco Sacchini, Noora Salmi, Alessandra Formica, Rita Panza

TEATRO ELISEO - Via Nazionale 183, 00184 Roma
Lunedì 15 maggio 2017 ore 21.00
Biglietteria: lunedì 13 - 19, da martedì a domenica 10 - 19
Biglietti € 20 – 15

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 83510216, www.vivaticket.it
Call center Vivaticket: 892234
Sito web: www.teatroeliseo.com


MEDEA
regia Souphiene Amiar
con Livia Caputo, Giulia Ogrizek, Stefano Rana e i partecipanti del laboratorio MEDEA. MITO E MAGIA
CieToutFaitMain | CERCLE collective

Medea, il Mito, la maga, la principessa della colonia greca più orientale, che strappa alla propria terra, la Colchide, il suo tesoro, per consegnarlo al greco Giasone, che smembra il fratello gettandone i brandelli in mare per distogliere gli inseguitori. Ma soprattutto, Medea che uccide i propri figli, svelando così uno dei recessi più oscuri dell’animo umano, dinanzi al quale soltanto il rituale collettivo della tragedia ha potuto porsi.

Voglio spezzare in due tutta l’umanità
E sedermi nel vuoto tra i due tronconi

La Medea di Heiner Müller taglia via il futuro e qualunque sogno l’umanità abbia prodotto, compresa la tragedia stessa, in favore di una squallida commedia su una scena invasa da assorbenti per signora e profilattici usati. A questo punto, la donna incrocia le braccia, abbandona il suo posto, e grida in faccia al capo-operaio Giasone.
Fabbricatrice di uomini, materia umana che nella civiltà capitalistica contemporanea diventa consumatore, tutt’uno con la merce. Ed è proprio questa equazione che la Medea di Heiner Müller vuole negare, dopo avere ceduto alla tentazione di Giasone, dell’Occidente e delle sue promesse. E si riprende i suoi figli, per non consegnarli al mondo degli uomini.

Voi bacereste grati la mia mano che adesso
Vi regala la morte se soltanto sapeste
Che cos’è la vita

TEATRO TOR BELLA MONACA - Via Bruno Cirino (angolo di viale Duilio Cambellotti con via di Tor Bella Monaca ), 00133 Roma
Martedì 16 maggio 2017 ore 21
Biglietti: intero 10 euro, ridotto 8 euro, ragazzi 6 euro
Info e prenotazioni: telefono 06/ 2010579, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sul web: http://www.teatriincomune.roma.it/teatro-tor-bella-monaca

 

DAYEREH
con Nando Citarella voce, tammorra, muta, chitarra battente, marranzano
e Pejman Tadayon bam-tar, tar, saz, duff, voce
con la partecipazione di Gabriella Aiello voce ,tammorra, castagnette
Pejman Tadayon ensemble & Coro Persepolis
Cymbalus-Equivox Ensemble tamburi e voci
musiche della tradizione popolare italiana e persiana
e di Citarella-Tadayon
ideazione Nando Citarella-Pejman Tadayon
costumi Nathalie Leclerc

Le voci, i suoni e i ritmi che da un punto all’altro del Mare si sono incontrati partendo dalla antica cultura della Persia a quella Arabo-Andalusa della Siviglia “Porta d’Oriente” giungendo fino alla Napoli “Porta del Mediterraneo”. In molte culture vi si ritrovano elementi Sacro-Rituali o semplicemente Popolari e unite da elementi quali la Voce e il Tamburo che pur cambiando forma di cultura in cultura ha sempre un ruolo fondamentale. Ancora oggi in molte feste popolari è lo strumento che ne scandisce il Ritmo tra Rito-Devozione e Danza . Nando Citarella (studioso di tradizioni popolari e suonatore di questo strumento),con Pejman Tadayon(studioso dell’arte e della cultura Sufi), hanno deciso di realizzare un progetto che, basandosi su testi e musiche popolari che di loro composizione fanno si che queste forme Metrico-Ritmiche e Magico-Rituali si incontrino tra Canti Antichi e Nuove Contaminazioni. Dai canti d’amore e di festa tra oriente e occidente, dalla poesiae dalla melodia Sufi a quella del Canto a Figliola per la Madonna Nera al tempo di S.Eusebio descritta poi nel Cantico dei Cantici “Nigra sum sed formosa” (Bruna son io ma leggiadra) da Tindari a Monserrat al Canto invocativo dell’antico periodo Sufi (Mystic Safi-ad-din Ardabili 1252–1334) fino alle Off Mediorientali e il Cante Jondo Flamenco. Un intreccio tra Classico e Tradizione che unisce ancor di più le varie culture da noi citate.
Il progetto DAYEREH nasce tra due esperti musici delle tradizioni musicali tammurriate e sufi : Nando Citarella e Pejman Tadayon. DAYEREH in lingua persiana (farsi), arabo, turco, azero e tante altre lingue significa “cerchio”. La figura del cerchio è molto importante e usata nei vari rituali delle culture orientali,influsso che,negli anni,attraverso il nord Africa è giunto in Europa,fino ad incontrare in Italia le tradizioni del sud e,mischiandosi e amalgamandosi,ha portato alla nascita di tarantelle meridionali,come ad esempio la Tammurriata campana,in cui è presente questo collegamento forte con l’oriente. Il progetto DAYEREH cerca di trovare ponti comuni tra la tradizione sufi e quella delle tammurriate,creando un’atmosfera unica in cui la musica si trasforma in un unico linguaggio,dove i canti sufi si fondono con quelli italiani e i tamburi suonano insieme ai daf persiani. La danza è parte fondamentale di queste due culture che,seguendo il ritmo dei tamburi,si esprime attraverso giri (danze sufi) e disegni di cerchi nello spazio (tammuriata). Canti e danze, ritmo e parola si incontrano su temi comuni tra rito e tradizione. Tutto questo è DAYEREH, progetto di Nando Citarella (Italia) e Pejman Tadayon (Iran).

TEATRO TOR BELLA MONACA - Via Bruno Cirino (angolo di viale Duilio Cambellotti con via di Tor Bella Monaca ), 00133 Roma
Sabato 20 maggio 2017 ore 21.00
Biglietti: intero 10 euro, ridotto 8 euro, ragazzi 6 euro
Info e prenotazioni: telefono 06/ 2010579, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sul web: http://www.teatriincomune.roma.it/teatro-tor-bella-monaca

 

369gradi presenta
WHITE RABBIT RED RABBIT * coniglio bianco coniglio rosso
di Nassim Soleimanpour
con Daniele Parisi

“White rabbit red rabbit” è un esperimento sociale in forma di spettacolo. L’attore che lo interpreta per un’unica volta, senza regia e senza prove, apre la busta sigillata che contiene il testo già sul palco e ne condivide il contenuto con il pubblico. Una sedia, un microfono, un leggio, gli orpelli concessi. Il qui e ora nella sua massima espressione. Il testo è un veicolo per l’autore, l’iraniano Nassim Soleimanpour che vuole condividere una condizione attraverso parola e gioco, ironia e intimità, innescando una reazione a catena estremamente stimolante. Ci sono delle regole da rispettare per chi accetta la sfida: chi decide di portarlo sulla scena non può averlo visto prima. Deve arrivare sul palco ed iniziare a giocare. Deve portare in dote coraggio e leggerezza, intraprendenza, ironia ed intelligenza. In Italia, all’Angelo Mai di Roma i protagonisti di questa prima edizione sono Sylvia De Fanti, Daniele Parisi e Maurizio Rippa. White rabbit red rabbit è un testo teatrale che attraversa il mondo dal 2011, anno in cui ha debuttato all’Edimburgh Fringe Festival, è stato tradotto in 20 lingue e ha fatto più di mille repliche. La natura del progetto lascia poche tracce online, e si chiede ai giornalisti di non svelare il contenuto del testo, solo di condividerne le impressioni dopo l’esperienza vissuta. È un fenomeno inarrestabile, è un flusso in cui in Italia è entrata 369gradi, società di produzione teatrale che lavora nell’ambito della ricerca e dell’innovazione. Per raccontarlo ci piace far presente che è stato rappresentato da Sinead Cusack, Whoopi Goldberg, Ken Loach e in Italia da Lella Costa e Federica Fracassi, per esempio, e citare alcune delle città in cui è programmato lo spettacolo nella prima parte del 2017: Mexico City ,Bristol, Adelaide, Nizza, Praga, Santiago del Chile, Barcellona e Sao Paolo. 369gradi ha acquisito i diritti per l’Italia e avvia il gioco all’Angelo Mai di Roma luogo di ricerca, sperimentazione e apertura a progetti fuori formato per eccellenza.

Nassim Soleimanpour è un autore di Teheran, Iran. I suoi spettacoli sono stati tradotti in 20 lingue. Conosciuto per White Rabbit Red Rabbit testo premiato come Best New Performance al Dublin Fringe Festival, al Summerworks Outstanding New Performance Text Award e al The Arches Brick Award che ha ricevuto anche menzioni speciali al Total Theatre e al Brighton Fringe Pick of Edinburgh Award.
Quando a Nassim fu permesso di viaggiare per la prima volta, all'inizio del 2013, White Rabbit Red Rabbit era stato eseguito più di 1000 volte in 20 lingue. Da allora Nassim ha preso parte a laboratori e incontri in diversi teatri e festival tra cui il World Theatre Festival (Brisbane), Tolhuistuin (Amsterdam), SESC Vila Mariana (Sao Paulo), Schauspielhaus (Vienna), DPAC (Kuala Lampur), Teatretreffen (Berlino) Asia House (Londra) e Università di Brema (Germania). Il secondo testo di Nassim Blind Hamlet per la London Actors Touring Company è stato presentato al Festival di Fringe di Edimburgo del 2014 e da allora è stato rappresentato in tutto il Regno Unito ed è stato ospitato a Bucarest e Copenhagen. Nassim ora vive a Berlino con la moglie Shirin. Il suo terzo testo teatrale, BLANK è stato presentato a novembre 2015 a Dancing Edge Festival di Amsterdam e Utrecht e al Radar Festival di Londra.

369gradi è un organismo di produzione riconosciuto dal MIBACT che sostiene e produce arti performative nell'ambito dell'innovazione, della sperimentazione e della multidisciplinarietà. Il progetto nato sotto la direzione artistica di Valeria Orani è strettamente legato alla costruzione di strategie che permettano sia la crescita e la valorizzazione del talento e della creatività delle formazioni artistiche prodotte, sia la promozione e la diffusione della drammaturgia e delle arti performative italiane contemporanee in Italia e all’estero. Tra il 2011 e il 2014 sono stati prodotti e coprodotti artisti e formazioni artistiche che hanno ricevuto premi nazionali e internazionali tra cui Andrea Baracco, che vince il Certamen Festival di Almagro Off (Spagna) con Giulio Cesare, spettacolo ospitato al Globe Theatre di Londra nel 2012 in occasione delle Olimpiadi, Punta Corsara che vince I Teatri del Sacro nel 2015, il Premio della Critica nel 2014, il Premio Ubu Nuovo Attore Under 30 nel 2012 con gli spettacoli Hamlet travestie, Io mia moglie e il miracolo, Petitoblock e Lucia Calamaro che con Origine del Mondo vince tre premi Ubu nel 2012 per Nuovo testo italiano a Lucia Calamaro, Miglior Attrice a Daria Deflorian e Miglior Attrice non protagonista a Federica Santoro. Nel 2014 prosegue la collaborazione con Vincenzo Manna e avvia un percorso produttivo con Bartolini/Baronio. Dal 2015 anche con Umane Risorse di Clara Gebbia, Enrico Roccaforte e Antonella Talamonti. Nel 2015 collabora alla prima edizione del progetto Italian Playwrights Project al fianco del Dipartimento Teatrale della CUNY City University of New York per la diffusione della drammaturgia italiana in America. Nel 2017 lavora al progetto WHITE RABBIT RED RABBIT e alla prima edizione dell’American Playwright Project, progetto gemello all’IPP rivolto alla promozione in Italia della drammaturgia americana.

ANGELO MAI - Via delle Terme di Caracalla 55a, Roma
Lunedì 15 maggio 2017 – ore 21
Biglietto unico 10 euro
Durata spettacolo 70′

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.angelomai.org

 

Compagnia della Piccola Luna
MERAVIGLIOSO, STORIA D'AMORE E DI GUERRA
Opera in tre atti

La storia di "Meraviglioso, storia d'amore e di guerra", originale, è ambientata nel periodo della Seconda Guerra Mondiale che fa da sfondo ad una semplice storia d’amore tra due ragazzi appartenenti alla cultura e alla società di quel periodo, il tutto contrappuntato da alcune bellissime canzoni di Domenico Modugno che non solo fungono da legame tra la narrazione ma ne rafforzano l’emotività e il sentimento.
Il culmine e la vittoria del bene sul male e la valorizzazione dei buoni sentimenti dell’amicizia e della solidarietà...

TEATRO PARIOLI PEPPINO DE FILIPPO - Via Giosuè Borsi 20, 00197 Roma
Sabato 20 maggio 2017 ore 21.00
Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 8073040
Sito web: www.parioliteatro.it

 

"Ad Hoc"
IL CAPPELLO DI CARTA
Teatro Senza Limiti

Il progetto si propone di portare gratuitamente a Teatro il 21 maggio 2017 i disabili dei Centri Anziani assistiti nel Progetto rotariano “Longevità e Benessere, diagnosi malattie della Terza Età”, dell’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), nonché gli allievi schermitori diversamente abili del Progetto “Scherma Senza Limiti” dell’Accademia Musumeci Greco.
Il Teatro è il “Parioli - Peppino De Filippo” in via Giosuè Borsi, 20 a Roma e la commedia proposta è “Il cappello di carta” di Gianni Clementi, Regia di Roberto Bendia, rappresentata gratuitamente dalla “Compagnia AD HOC” di Roma.
Il Progetto promosso dal Rotary Club Roma Appia Antica è in partnership con l’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), la FITA (Federazione Italiana Teatro Amatori) organizzazione di volontariato senza fini di lucro, la COEPTA (Confederazione Europea per il Teatro Amatoriale), l’Accademia d’Armi Musumeci Greco e l’AGISCUOLA, con il Patrocinio del Distretto 2080 Rotary.
Alla serata è abbinata la II° Edizione del “Premio Rotary Distretto 2080 per il Teatro Amatoriale” riconoscimento del Rotary Distretto 2080 al Teatro Amatoriale per la sua pluriennale attività di sostegno ai progetti Rotariani della Rotary Foundation.

TEATRO PARIOLI PEPPINO DE FILIPPO - Via Giosuè Borsi 20, 00197 Roma
Domenica 21 maggio 2017 ore 21.00
Serata ad inviti con offerta libera per raccolta fondi.
Prenotazione obbligatoria, per prenotazione posti ed inviti:
Piero Papale - Rotary Club Roma Appia Antica
Referente Progetto “Teatro Senza Limiti”
Cell. +39 331 4242608 - e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 8073040
Sito web: www.parioliteatro.it

 

Ancora in scena

PLAY STRINDBERG
di Friedrich Dürrenmatt
traduzione di Luciano Codignola

Con (interpreti e personaggi)
Maria Paiato - Alice
Franco Castellano - Edgar
Maurizio Donadoni - Kurt
Scene Antonio Fiorentino
Costumi Andrea Viotti
luci di Luca Bronzo
Musiche Antonio Di Pofi
Regia Franco Però
Coproduzione Teatro Stabile Friuli Venezia Giulia,
Artisti Riuniti e Mittelfest 16

Un incontro di pugilato in undici round.
Tre sfidanti, un inferno coniugale tra sorriso e amarezza

Friedrich Dürrenmatt si prende gioco di noi, della nostra vita famigliare, con tutte le armi che gli sono proprie, il sarcasmo, l’ironia che trascolora nel grottesco, il gusto del comico, ma anche la violenza del linguaggio. Lo fa prendendo uno dei più formidabili testi di Strindberg, Danza macabra, e lo riscrive dal quel grande costruttore di storie teatrali qual è.
Prende i tre protagonisti – il capitano, la moglie e il cugino/amante che ritorna – e li posiziona sotto le luci glaciali di un ring; seziona il testo strindberghiano e ne tira fuori undici round, intervallati dai gong – proprio come un incontro di boxe o di lotta – con la sola differenza che i combattenti sono tre.
Tutta l’essenza del testo originale rimane - scrive Franco Però - ma Dürrenmatt ne esalta l’attualità, asciugando fin dove è possibile il linguaggio - già di per sé scarno - come in un continuo corpo a corpo, che solo il gong ferma per qualche istante, dando ai contendenti il tempo di un riposo per riprendere fiato e agli spettatori l’attimo di riflessione su quanto, nel round precedente, hanno visto. Sono immagini veloci come flash di una lotta famigliare in cui arriva all’improvviso il desiderato - da entrambi i coniugi - “straniero”, che veste i panni del cugino e rimette in gioco rapporti e conflittualità.
Il riso e il pugno allo stomaco, il sorriso e l’amarezza si alternano continuamente su questo palcoscenico-ring, riportando davanti agli occhi dello spettatore gli angoli più nascosti di quel nucleo, amato od odiato, fondamentale – almeno fino ad oggi – delle nostre società: la famiglia.

Franco Però porta in scena Play Strindberg il testo di Friedrich Dürrenmatt dirigendovi nomi di rilievo, sia in ambito teatrale che cinematografico: Maria Paiato, Franco Castellano e Maurizio Donadoni. Il progetto produttivo del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia continua – dopo la produzione dello schnitzleriano Scandalo incentrato sulle dinamiche interne a una famiglia borghese – a focalizzare l’attenzione sul tema della famiglia, ricorrendo all’aiuto dei grandi “analisti” del teatro del Novecento, al loro sguardo lucido sulla realtà, alla loro capacità di presagire e di parlare anche al nostro tempo.
Play Strindberg nasce al Teatro di Basilea nel 1969, scritta dall’autore svizzero tedesco
proprio per quella messinscena (molto applaudita) e tratta dal capolavoro strindberghiano Danza macabra. La pièce – si racconta – viene creata perché Dürrenmatt, che era parte della direzione del teatro, era affascinato dalle possibilità interpretative che Strindberg aveva ideato per gli attori nel dramma originale, ma profondamente insoddisfatto delle traduzioni e degli adattamenti esistenti. Così affronta egli stesso quella materia: ed il risultato si rivela molto più di un adattamento.
«Il risultato – commenta infatti il traduttore Luciano Codignola – è un’opera drammatica unitaria, serrata, densa, coerente sul piano stilistico, perfettamente sviluppata come costruzione e di una modernità stupefacente. Al regista e agli interpreti Dürrenmatt ha fornito un pezzo di bravura, una struttura aperta dove possa esercitarsi il virtuosismo degli interpreti (…) Da questo testo, apparentemente così scarno, si può trarre uno spettacolo da togliere il fiato, qualcosa che in questi ultimi tempi s’era avuta solo con Chi ha paura di Virginia Woolf».
E di questo non può stupirsi chi conosce l’ampia e straordinaria produzione drammaturgica di Friedrich Dürrenmatt (da Romolo il grande a Un angelo scende a Babilonia, da La visita della vecchia signora a I fisici), a cui va aggiunta la notevole attività di scrittore di romanzi, racconti, saggi. Fu anche, addirittura, pittore. Nato nel 1921 a Berna, e morto a Neuchâtel nel 1990, Dürrenmatt si impone come uno dei maggiori interpreti della cultura moderna, che tratteggia e analizza nelle sue opere con sguardo rigoroso e razionalmente scettico, incline al paradosso e anche alla polemica. L’arma del grottesco, del sarcasmo virtuosisticamente manipolato gli serve per smascherare con un sorriso l’ipocrisia del suo tempo. Forte della lezione brechtiana e dell’espressionismo, nonché di una personale maestria nell’uso del linguaggio e delle strutture drammaturgiche affascina con una scrittura forte ed essenziale, allusiva e dal respiro universale. «Nel rappresentare il mondo, al quale mi sento esposto, come un labirinto – scriveva – tento di prenderne le distanze, di fare un passo indietro, di guardarlo negli occhi come un domatore guarda una bestia feroce. E questo mondo, come io lo percepisco, lo metto a confronto con un mondo contrapposto ad esso, e che io mi invento».

Durata: 1 ora e 30 minuti – atto unico

TEATRO ELISEO - Via Nazionale 183, Roma
Da martedì 9 a domenica 21 maggio 2017
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00, primo sabato di programmazione doppio spettacolo ore 16.00 e ore 20.00, mercoledì e domenica ore 17.00
Prezzi da 25 € a 40 €

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 83510216, www.vivaticket.it
Call center Vivaticket: 892234
Sito web: www.teatroeliseo.com


ZADRISKIE POINT
Scritto diretto e interpretato da Marco Zadra
con Tiko Rossi Vairo, Antonella Salerno, Gianluca Mandarini

Zadriskie Point è il nome di un Jazz Café gestito da un artista ipocondriaco, una ballerina zoppa ed un barman sordomuto, ma è anche il punto di vista di Marco Zadra, “show man” versatile ed elegante, che racconta con una formula vivace e colorata le tappe salienti del difficile percorso intrapreso da un attore brillante affetto da gravi disturbi psicosomatici costretto a muoversi in un mondo, quello dello spettacolo, che lui rifiuta e da cui è rifiutato. In questo locale vengono ospitati artisti di vario genere (ballerini di tango e classici, cantanti lirici, specialisti del nuoto sincronizzato etc...) tra cui lo stesso Zadra, che si esibisce al pianoforte, al contrabbasso e balla il tip tap tra numeri di magia e virtuosismi canori.
In preda alle allucinazioni ed agli attacchi di panico, seguito da una improbabile psicologa calabrese di cui è unico paziente, M. Zadra dà vita ad uno sfogo tragicomico che racconta le terapie tentate, i lavori alternativi, la solitudine ed il rapporto con l’unico amico fedele, il suo cane, anche lui affetto da sindrome maniaco depressiva. E’ un confronto psicologico tra l’uomo e l’artista, tra la semplicità e la genialità folle, tra la quotidianità e l’ambiguità del mondo dello spettacolo... un confronto capace di suscitare emozioni che troppo spesso rimangono prigioniere nel più profondo dell’animo.

TEATRO DELLA COMETA - Via del Teatro Marcello 4, 00186 Roma
10 | 28 maggio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21, sabato doppia replica ore 17 e ore 21, domenica ore 17
Biglietti: platea 25 euro, prima galleria 20 euro, seconda galleria 18 euro

Info e prenotazioni: telefono 06-6784380
Sito web: www.teatrodellacometa.it


STOMP
Da avvenimento teatrale a fenomeno globale

Senza trama, personaggi né parole, STOMP mette in scena il suono del nostro tempo, traducendo in una sinfonia intensa e ritmica i rumori e le sonorità della civiltà urbana contemporanea.
Con strofinii, battiti e percussioni di ogni tipo, i formidabili ballerini –percussionistiattori - acrobati di STOMP danno voce ai più “volgari”, banali e comuni oggetti della vita quotidiana: bidoni della spazzatura, pneumatici, lavandini, scope, pazzoloni, riciclandoli a uso della scelta, in un “delirio” artistico di ironia travolgente.
STOMP trova la bellezza e la sua essenza nella realtà quotidiana in cui viviamo. Trasforma scope in strumenti, battiti di mani in una conversazione, bidoni della spazzatura in percussioni; il disordine della vita urbana diventa fonte di stupore e ritmo contagioso.
Sfidando continuamente ogni convenzione sui confini di genere, STOMP è danza, teatro e musica insieme. È un elettrizzante evento rock, un anomalo concerto sinfonico in stile “videoclip”: senso rapido del tempo, visualizzazione della musica, vortice ritmico nella scansione delle immagini.
È una maestosa coreografia urbana, che possiede la furia ritmica e sensuale del flamenco e la precisione del gioco percussivo del tip-tap.
È l’umorismo del cinema muto dato in prestito alla Pop Art.
È comunicazione forte, diretta, capace di coinvolgere ed entusiasmare il pubblico di ogni lingua, cultura, generazione. È sfida ecologica allo spreco urbano.
È trasgressione heavy metal e satira antiinquinamento.
È la violenza e l’intensità del ritmo che muove il mondo del Duemila.
La loro missione? Liberare, attraverso il ritmo, i suoni più comuni e per questo più
sconosciuti dell’epoca contemporanea.

TEATRO BRANCACCIO - Via Mecenate 2, Roma
Dal 9 al 21 maggio 2017

Info e prenotazioni: telefono 06 80687231, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrobrancaccio.iT


La Compagnia Diritto e Rovescio presenta
COLETTE E IL MUSIC-HALL
Uno spettacolo ideato da Riccardo Cavallo
Musiche di Stefano De Meo - Scene di Oreste Baldini
Con: Claudia Balboni, Elisa Carucci, Ughetta d'Onorascenzo,
Cristina Noci, Elisa Pavolini
Aiuto Regia Mario Schittzer
Luci e Fonica Daniele Patriarca
Allestimento Luci Giulio Grappelli
Foto e Grafica Manuela Giusto
Costumi realizzati da Rachele Bartoli
Acconciature Trotta
Scenotecnica Alessandro Bocchino
A cura di Claudia Balboni

Un cortile di locanda, coro di poveracci. Arriva la carrozza. I personaggi principali scendono a terra. Si ha la sensazione che gli attori e le attrici parlino di tutt’altro che della commedia. Cala la sera. L’orchestra riprende in sordina il coro dei poveracci. Vorrei ritrovare questa atmosfera”.
Jean Cocteau

Lo spettacolo si ispira a “I retroscena del music-hall” di Colette. Colette racconta la sua personale esperienza di artista di music-hall, attraverso le cronache di un mondo variegato e straordinario di figure femminili: ballerine, ammaestratrici di cani, pianiste, attrici di pantomima, habbilleuse … Protagoniste di una Parigi nascosta.
COLETTE E IL MUSIC-HALL, ideato da Riccardo Cavallo, ha per protagonista il periodo magico del music-hall, rievocato attraverso le donne che hanno vissuto come Colette le emozioni della ribalta, le paure, l’allegria e le solitudini.
Lustrini e paillettes, sorrisi ed applausi ma anche la fatica, la stanchezza, la fame, le mille emozioni, le piccole tragedie personali che il pubblico non conoscerà mai: uno sguardo
divertito e malinconico dietro le quinte del music-hall che, all'inizio del '900, ebbe il suo periodo d'oro. Di questo mondo, Colette è stata non solo un’attenta testimone, ma soprattutto un'interprete sensibile ed acuta.
"Il music-hall, - scriveva Colette - in cui divenni mima, danzatrice e all'occorrenza anche attrice, fece di me una piccola commerciante onesta e dura. È un mestiere che anche la donna meno dotata impara in fretta quando la sua libertà e la sua vita ne dipendono…"

TEATRO STANZE SEGRETE - Via Della Penitenza 3, Roma
11| 21 maggio 2017
Orario spettacoli: da martedì a sabato ore 21.15, domenica ore 19
Biglietti: Intero 15 Euro - Ridotto 10 Euro - Tessera Obbligatoria 3 Euro
Consigliata Prenotazione Telefonica

Info e prenotazioni: telefono 066872690 - 3889246033
Sito web: www.stanzesegrete.it


Pietro Romano, Luciana Frazzetto, Stefano Antonucci, Beatrice Gregorini in
NERONE SUPERSTAR
Scritto e diretto da Roberto D’Alessandro

Chiude la stagione teatrale del Teatro Tirso de Molina la commedia “Nerone Superstar” con l’eclettico Pietro Romano.
Nerone l’imperatore più amato ma allo stesso tempo più odiato dell’Antica Roma torna a rivivere sul palco del Tirso grazie alla produzione di Achille Mellini, alla regia di Roberto D’Alessandro ed un eccezionale cast composto da Luciana Frazzetto, Stefano Antonucci e Beatrice Gregorini.
“Il palcoscenico ha la valenza dei sogni e l’anima di un attore vaga, nel corso della sua carriera, da un desiderio all’altro, immaginandosi nei più stravaganti, o semplici, o istrionici ruoli, perché solo in quelle dimensioni realizza il binomio perfetto tra ego artistico e fantasia. - Racconta il regista Roberto D’Alessandro - Nerone, nella fattispecie, è l’immagine di una politica ridicola che già nei primi decenni dell’epoca post cristiana, delira d’onnipotenza, messaggio d’indiscussa attualità, chissà se per incapacità o disinteresse, si innalza un buffo quanto discutibile talento per le arti, fino a confondere, oltre i confini dell’assurdo, il governo con la ‘regia’.”
Tutto cominciò il 15 dicembre del 34 d.c. ad Anzio. Agrippina, discendente di Giulio Cesare e sorella dell'imperatore Caligola è una donna estremamente ambiziosa, la cui unica aspirazione è di diventare “imperatore”, aspirazione frustrata sia dal fatto che è donna, sia dal fatto che è moglie di Gneo, console dell'imperatore Caligola, ed uomo particolarmente stupido ed abietto. Per raggiungere il suo scopo, la diabolica donna, sta per mettere al mondo un figlio che nei suoi progetti dovrà diventare il futuro imperatore di Roma.
Tuttavia il giorno del parto, il 15 dicembre del 34 d.c. appunto, uno spiacevole imprevisto rischia di compromettere il piano di Agrippina: invece di un solo futuro imperatore vengono alla luce una coppia di gemelli!
Nerone e Gneo junior. Per evitare confusione ed eventuali lotte interne, Agrippina decide di farne sparire uno a caso (Gneo), e di affidarlo segretamente a dei fidati contadini dei castelli romani…
“Nerone ed io, - conclude il protagonista Pietro Romano - scambiandoci le corde, giochiamo a raccontare con l’eleganza della satira Roma com’era e forse com’è, divertendoci a rendere i dubbi della storia gradevolissima realtà scenica, nella quale l’immaginario e l’accaduto s’intrecciano magicamente con esilarante comicità.”
Nel cast anche Francesco Trifilio, Maria Chiara Cimini, Francesca Sanapo, Francesco Falco, Marco Paolo Tucci, Mattia Bagnaia, Giorgio Amadeo, Danilo Mustafà e Tommaso Moro.

TEATRO TIRSO DE MOLINA - Via Tirso 89 (Piazza Buenos Aires), Roma
Dal 10 al 28 maggio 2017
Orario spettacoli: mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 21:00, sabato e domenica ore 17:30
Biglietti: intero mercoledì e giovedì € 25, venerdì, sabato e domenica € 27; ridotto mercoledì e giovedì € 22, venerdì, sabato e domenica € 24

Info e prenotazioni: telefono 06.8411827; biglietti in vendita anche su TicketOne
Sito web: www.teatrotirsodemolina.it


CLASSICI DEL SECOLO FUTURO
Quattro riscritture senza paura
Rassegna teatrale realizzata dagli allievi dell’Accademia Professionale Stap Brancaccio

Il 10 e 17 maggio 2017 chiude la prima edizione della rassegna “Classici del secolo futuro” – Quattro scritture senza paura, un progetto firmato Stap Brancaccio, Accademia Professionale di regia e drammaturgia. Il format è ideato dal direttore artistico dell’Accademia Lorenzo Gioielli e prodotto da Sala Umberto grazie al suo direttore artistico Alessandro Longobardi.
La rassegna si basa su un percorso di riscrittura contemporanea di alcuni autori classici del teatro: Cechov, Shakespeare, Beckett e Pirandello. Quattro atti unici, dalla durata di un’ora al massimo, interamente scritti e interpretati dagli allievi del terzo anno dell’ Accademia Professionale Stap Brancaccio provocati e sostenuti dai docenti e dalle molte esperienze creative vissute nel triennio. Quattro spregiudicate riscritture che hanno come obiettivo quello di restituire al pubblico il nucleo pulsante e vivo del concetto stesso di “classico”, opere imprescindibili che raccontano l’umanità.

L’ISOLA MAGICA
Da “I Giganti della montagna”, di Luigi Pirandello
Scritto ed interpretato da: Lorenzo Caldarozzi, Alberto Fumagalli, Alice Hardouin Bertini, Francesco Massaro, Silvia Parasiliti Collazzo

«Sto scrivendo una cosa di così esasperata esaltazione, che ogni controllo mi manca, sono come in preda a un vento che mi porta in alto, in alto (questo lo sento) e lontano, lontano» scriveva Lugi Pirandello a Marta Abba nel 1930. Stava parlando de I giganti della montagna, opera che non avrà timore a definire il suo “capolavoro” e sui cui segreti i più grandi uomini di teatro, a cominciare da Strehler, si sono interrogati a lungo, partendo dai suoi contenuti filosofici. Come abitare l’arsenale delle apparizioni, che cosa inventare, quali piccole magie compiere, quali illusioni si possono accogliere e quali invece vanno rifiutate, cosa è vero e cosa è falso? Dalla sua villa «che ogni notte si mette da sé in musica e in sogno», il mago Cotrone evocherà un altro grande personaggio, il Prospero de La Tempesta, padrone e prigioniero di un’isola incantata abitata da spiriti aerei e creature terrigne che parlano la lingua della poesia. Un omaggio all’ultima opera di Pirandello che chiama a sé il testamento letterario di Shakespeare. Il tutto dentro i confini di un’isola che non è mai veramente al buio, poiché si accende tutte le volte che un atto creativo si compie.

TEATRO SALA UMBERTO - Via della Mercede 50, 00187 Roma
17 maggio 2017 - ore 20.30
Orario spettacoli: due mercoledì al mese ore 20.30
Biglietti: €8,00 (intero) € 6,00 (ridotto)

Info e prenotazioni: telefono 06 6794753, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.salaumberto.com


LA PIÙ LUNGA ORA
Memoria di Dino Campana. Poeta, pazzo
Scritto e diretto da Vinicio Marchioni
Con Vinicio Marchioni, Milena Mancini, Ruben Rigillo
Musiche composte e eseguite dal vivo da Ruben Rigillo
E la canzone Sognando di Don Backy
Produzione TEATRO ELISEO

Il mondo si sta distruggendo, la poesia lo salverà

Dino Campana. Un poeta, un pazzo, un viaggiatore, un manesco, un intellettuale, un uomo che ha fatto mille mestieri.
I Canti Orfici, la sua unica composizione poetica, hanno illuminato la letteratura europea del Novecento e Carmelo Bene definiva Campana il suo poeta preferito. Canti Orfici che Campana ha riscritto a memoria, sforzo che ha definitivamente piegato il suo già precario equilibrio mentale, dopo che due editori di Firenze avevano perduto il manoscritto originale.

Dino Campana conclude la sua esistenza nel manicomio di Castelpulci a Scandicci nel 1932, dopo quattordici anni di internamento.
Cosa fa un Poeta, un viaggiatore, un malato di schizofrenia o più semplicemente un uomo che ha vissuto e scritto come Dino Campana, in un manicomio per quattordici anni? Come fa un uomo a sopravvivere a se stesso e alla propria esistenza rinchiuso in un manicomio per quattordici anni?
“Essere è essere percepiti” scriveva Beckett. Si vive attraverso lo sguardo degli altri, e quando gli altri non ci guardano più si ha solo la possibilità di raccontare la propria storia, a se stessi, per assicurarsi, o illudersi, che quella storia sia esistita realmente.
Come a “memoria” ha riscritto il suo capolavoro perché “se lo riscrivevo potevo esistere”; dalla sua memoria emerge anche la figura di Sibilla Aleramo, poetessa, donna dalla vita altrettanto burrascosa e drammatica. Emergono i suoi ricordi personali di donna intrecciati a quelli de l’amato Dino; per Alda Merini “innamorati del proprio dolore”.
Dino Campana, uomo prima che poeta, nella sua camera da quattordici anni nella sua più lunga ora di vita, forse l’ultima (il primo titolo scelto da Campana per i Canti Orfici era “Il più lungo giorno”), assieme alla voce di Sibilla Aleramo, donna prima che poetessa, ad alleviare o acuire le sue pene.
Non certo uno spettacolo di ricordi intellettuali o aneddotici quindi, ma uno spettacolo-concerto per voci e musica attraverso il cuore di Campana mentre cerca di ridirsi la vita, di ri-viverla, di ri-metterla in scena per non perdere la memoria di se stesso.
Per scoprire che non c’è nulla che possa far morire l’istinto alla poesia in ognuno di noi.
Per provare a dire, come Campana, che solo la poesia salverà il mondo.
(Vinicio Marchioni)
Durata: 1 ora e 20 minuti
Lo spettacolo proseguirà le repliche al Teatro Tor Bella Monaca dal 26 al 28 maggio.

TEATRO PICCOLO ELISEO - Via Nazionale 183, 00184 Roma
Da mercoledì 3 a domenica 21 maggio 2017
Orario spettacoli: martedì, primo mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 20, mercoledì e domenica ore 17
Biglietti: da 21 € a 15 €
Riduzioni e agevolazioni a norma di legge

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 83510216, www.vivaticket.it
Sito web: www.teatroeliseo.com


THE CARNAGE - I CANNIBALI
di Max Caprara

Con un cast d’eccezione composto da Max Caprara, Stefano Ambrogi, Antonella Alessandro e Alessandra Muccioli, “The Carnage” è una commedia che segna una svolta nel panorama teatrale italiano, una tragicommedia sull'assurdità dei nostri valori sociali, sul vuoto che riempie di mille cose inutili la nostra vita e sulle esilaranti menzogne con cui ci giustifichiamo. Un gioiello di comicità firmato Max Caprara che apre una finestra sulle drammaturgie europee inalando nuova linfa nel nostro teatro.
In scena Max Caprara, di recente nella fiction dell’anno “Rocco Schiavone", Stefano Ambrogi, tra i protagonisti di “Lo chiamavano Jeeg Robot”, insieme al talento straordinario di Antonella Alessandro (voce italiana tra l'altro di Selma e Patty dei Simpson) e Alessandra Muccioli. Quattro attori che daranno vita a dei personaggi che il pubblico difficilmente riuscirà a dimenticare.
“La situazione – afferma Max Caprara - ruota attorno ad una cena alla quale una coppia invita i nuovi vicini, gli unici in un palazzo ormai disabitato, col singolare pretesto di voler regalare loro un criceto per il figlio. Ma nulla è ciò che sembra... le loro buone maniere e le loro formalità iniziano a sgretolarsi davanti all'evidenza del nulla che li circonda, il vuoto del quartiere ormai abbandonato, l'assenza della cena a domicilio che tarda ad arrivare, il figlio eternamente e misteriosamente chiuso a chiave in camera sua, il vuoto stesso della gabbia dove in realtà non c'è nessun criceto; nessuno inoltre vuole confessare di aver perduto il lavoro e quindi un ruolo nella società, continuando a mentire e millantare impieghi tanto complessi quanto misteriosi.
Ed è proprio il desiderio di verità che facendosi largo nel corso della commedia scatenerà una reazione autodifensiva progressivamente violenta incontrollata perché la verità delle cose minaccia la loro consolante vuota autorappresentazione e i loro valori costruiti sul nulla e farà degenerare la serata verso un finale tanto imprevedibile quanto paradossale al punto da far risultare evidente come, in mancanza della fantomatica cena "occitana francese", i commensali finiscano per "divorarsi" a vicenda in un rituale dionisiaco di auto disintegrazione. Mossa da un ritmo sferzante sempre imprevedibile e da una straordinaria aderenza alle nevrosi e alle velleità espresse dalle nostre società borghesi, The Carnage - I Cannibali è una felice combinazione di rappresentazione cinica ma realistica della nostra società del nostro concetto di famiglia ed educazione, con una scrittura intensamente comica e una sapienza teatrale che si rifà ai canoni classici della migliore commedia di costume rappresentando quattro personaggi che difficilmente il pubblico potrà dimenticare una volta spente le luci del palcoscenico”.

TEATRO DELL’ANGELO - via Simone de Saint Bon 19, Roma
Dal 4 al 21 maggio 2017
Orario spettacoli: dal giovedì al sabato ore 21.15, domenica ore 17.30

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06/37513571- 06/37514258
Sito web: www.teatrodellangelo.it


Il Sistina presenta
Michele La Ginestra in
M’ACCOMPAGNO DA ME
con Andrea Perrozzi, Gabriele Carbotti, Ludovica Di Donato, Alberta Cipriani
con band dal vivo
regia di Roberto Ciufoli

In “M’accompagno da me”, Michele continua a giocare con il palcoscenico, come nel sogno di “Mi hanno rimasto solo”, ma questa volta il palcoscenico si trasforma in una cella del carcere, nella quale vedremo passare avvocati, detenuti, personaggi improbabili, tutti legati da un unico comun denominatore: i reati previsti dagli articoli del codice penale!
Nonostante la “reclusione”, lo spettacolo riserva momenti di rara comicità, di gioiosa spensieratezza, ed anche, come è d’uso, di riflessione; grazie all’attenta e brillante regia di Roberto Ciufoli, che mette ordine in questo viaggio tra un’umanità variegata, grazie alla forza trascinante della musica ed al gioco delle filastrocche in rima, vi assicuriamo due ore di puro e raffinato divertimento.
”M’accompagno da me” non è solo un one man show, ma uno spettacolo coinvolgente, che vuole regalare grandi risate, sorrisi, e perché no, anche un po’ di commozione, a chi ha deciso di passare una serata “con” il Teatro.
Michele la Ginestra è conosciuto al grande pubblico per le sue apparizioni televisive in fiction (Nero Wolfe - Rai1, Matrimoni ed altre follie, I Cesaroni, Amiche mie e Nati Ieri - Canale 5), programmi di intrattenimento (Colorado – Italia 1 – Don Michele) e spot pubblicitari (è il testimonial della De Cecco); oltre per aver condotto I fatti vostri su Rai 2 e Solletico su Rai 1, da Settembre 2014 è “giudice” a Cuochi e fiamme su La 7, è opinionista in Torto o Ragione su Rai 1 ed unico protagonista di “Stasera cucina Michele” su Fox Life. Da Aprile 2017 conduce il suo nuovo game show “Il programma del secolo” su TV 2000.
Ha partecipato a vari film (Il sole negli occhi di Pupi Avati, Immaturi di Paolo Genovese, Viva l’Italia e Nessuno Mi Puo’ Giudicare di Massimiliano Bruno, Pazze di Me di Fausto Brizzi), anche se rimane, soprattutto, un protagonista della scena teatrale: ha partecipato come attore, regista o autore a circa 100 spettacoli teatrali; tra tutti, indimenticabile il suo Rugantino al Teatro Sistina per la regia di Pietro Garinei, con Sabrina Ferilli, Maurizio Mattioli e Simona Marchini).
Dal 1997 è il fondatore e il direttore artistico del Teatro 7 di Roma.

TEATRO SISTINA - Via Sistina129, 00187 Roma
Dal 13 al 21 maggio 2017
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17, sabato 20 maggio ore 17 e 21
Biglietti: poltronissima € 44, poltrona e prima galleria € 39.50, seconda galleria € 34, terza galleria € 27.50

Info e prenotazioni: telefono 06.4200711 - 392.8567896, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.ilsistina.it

 

SE TI SPOSO MI ROVINO
scritto e diretto da Marco Cavallaro
con Marco Cavallaro, Ramona Gargano, Olimpia Alvino, Valentina Tramontana, Annachiara Mantovani e Alberto Barbi

Cosa succede a un miliardario scapolo con “il vizio delle donne” se chiede a tutte di sposarlo? E se tutte piombano a casa sua con l’intento di organizzare le nozze, ma nessuna sa dell’esistenza dell’altra? Semplice, la sua vita è rovinata. Da qui una serie di girandole per non far incontrare le malcapitate e, soprattutto, per non concludere alcun matrimonio. Il tutto coinvolgendo il povero maggiordomo Ugo in un turbinio di bugie e di porte che si aprono e si chiudono.

TEATRO ROMA - Via Umbertide 3, Roma (S. Maria Ausiliatrice)
Dal 9 al 21 Maggio 2017

Info e prenotazioni: telefono 06 7850626
Sito web: www.ilteatroroma.it

 

I DUE NEMICI INTIMI
di John Tremblay
con Flavio De Paola, Maria Cristina Gionta, Emiliano Ottaviani, Antonio Coppola.
Regia Flavio De Paola

Un affascinante imprenditore casualmente assiste ad un tentato omicidio, durante una manifestazione. Un incontro con una donna misteriosa e le relazioni intime che ne seguiranno, scaturiranno una serie di eventi esilaranti che faranno sempre di più appassionare lo spettatore alla storia.

TEATRO DEGLI AUDACI - Via Giuseppe De Santis 29, Roma
Dal 4 al 21 maggio 2017
Orario spettacoli: dal giovedì al sabato ore 21, domenica ore 18
Biglietti: € 28,00/ 16,00 biglietto intero - € 12,00 biglietto ridotto (più € 2,00 di prenotazione e prevendita)

Info e prenotazioni: telefono 06 94376057 - 339.6095598
Sito web: www.teatrodegliaudaci.it

 

WASHINGTON SQUARE
(Storie Americane)
uno spettacolo di Giancarlo Sepe
ispirato al romanzo di Henry James

Lo spettacolo, presentato dalla Compagnia Orsini in collaborazione con la Compagnia del Teatro La Comunità diretta da Giancarlo Sepe, è interpretato da Sonia Bertin, Marco Imparato, Silvia Maino, Pietro Pace, Emanuela Panatta, Federica Stefanelli, Guido Targetti, Adele Tirante e con Pino Tufillaro. Le scene e i costumi sono di Carlo De Marino, le musiche sono a cura di Davide Mastrogiovanni e Harmonia Team, il disegno luci è di Guido Pizzuti.
Washington Square con il sottotitolo Storie Americane è, nello spettacolo di Sepe, un pamphlet dedicato alla lotta delle donne americane per ottenere la parità dei diritti. Un viaggio al femminile nella storia americana tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento.
Al centro della storia Catherine Sloper, minuta, insignificante e scialba di cui il padre, famoso medico della città, ne soffre le pochezze intellettuali e caratteriali, e che malvolentieri si trascina dietro per feste e balli.
In un ballo appunto la ragazza incontra Morris un bel ragazzo che si dice innamorato e pronto a sposarla. Il dottor Sloper si oppone energicamente, sicuro che il giovane sia più attratto dal suo patrimonio che dalla bellezza della figlia, inesistente.
Si scontra però con l’ostinazione di Catherine che cerca di sposare consapevolmente l’uomo "sbagliato", per esercitare il proprio diritto all’autodeterminazione, contro il parere dell'integerrimo padre e contro la società perbenista e puritana dei salotti “bene” di una New York tra la guerra di secessione e i primi anni Venti.
In Storie Americane, le vicende della più che benestante famiglia Sloper, si incastonano con quella delle famiglie che, emigrate dall’Europa, hanno creato il Nuovo Mondo, sopportando ogni tipo di disagio e di lotta per arrivare ad ottenere una terra e creare il loro futuro.
La scena è quella di una sala del museo cittadino dove le storie si dipanano tra cerimonie, matrimoni, funerali, nascite, esecuzioni, e feste nazionali, manifestazioni di suffragette, canzoni e ballate, in un susseguirsi di visioni del pensiero e della realtà cittadina, che al pari della storia della famiglia Sloper, si racconta tra solennità religiose e balli, agnizioni (l’apparizione dei familiari defunti) e romanze musicali, tutti alle prese con la nuova società americana: ingenua, puritana e violenta.
“James è uno scrittore essenziale e cattivo, che condanna senza ascoltare ragioni o alibi, egli fa dei sentimenti dei veri e propri mostri che popolano la mente dei suoi personaggi e gli ambienti dove essi vivono. James non concede tregua ai nostri sentimenti che hanno voglia di raccontarsi, invece che essere liquidati con piccole esternazioni cupe e cattive (come fa il dottor Sloper), egli non concede spazi alla festa dell’amore, la chiude invece in una esperienza di morte da cui non riesce più a liberarsi, una morte fatta di silenzi e di remissione dei peccati, quelli di sopravvivere a chi non c’è più. Si dice sempre che quelli che vanno via sono i migliori, allora quelli che restano non contano nulla, sono innocue figure fatte di dabbenaggini e di animi popolari che non amano le raffinatezze. Resta un’America che si celebra pensando però più ai morti che ai vivi” (Giancarlo Sepe)

TEATRO LA COMUNITA’ - Via G. Zanazzo 1, Roma
Dal 30 marzo al 21 maggio 2017
Orario spettacoli: giovedì, venerdì e sabato ore 21, domenica ore 18
Biglietti: Intero € 15,00 - Ridotto €10,00
Tessera associativa € 3,00

Info e prenotazioni: telefono 06 581 7413 - 329 167 7203, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.teatrolacomunita.com

 

Articolo di: Isabella Polimanti

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