SaltaInTeatro - l’agenda teatrale romana, settimana dal 14 al 20 novembre

Scritto da  Domenica, 13 Novembre 2016 

Un panorama culturale e teatrale molto vasto quello offerto dalla scena romana in questa settimana. Scopriamolo assieme in questo nuovo appuntamento di SaltaInTeatro!

 

Cominciamo segnalando una interessante rassegna di drammaturgia contemporanea, IN ALTRE PAROLE, che sarà in scena al Teatro Argentina. Giunta alla sua undicesima edizione - che si svolgerà in due cicli, a novembre 2016 e a marzo 2017 - è un appuntamento imperdibile per tutti coloro che desiderino conoscere le voci più rappresentative del panorama teatrale internazionale e che, attraverso gli spettacoli proposti, gli incontri con gli autori, le conferenze e i seminari, intendano riscoprire insieme la forza, la bellezza, il senso della parola in scena.

Il Teatro India accoglierà invece STORIE DALL’ODISSEA - Un racconto a puntate. Il poema di Omero, per secoli cantato e ascoltato prima di essere trascritto, è l’epopea del viaggio di ritorno di Ulisse da Troia a Itaca e il racconto delle sue imprese e disavventure. Tornano oggi a raccontare questa storia Giovanna Bozzolo e Eva Cantarella, intrecciando la narrazione di Omero con interventi sul contenuto sociale, politico e religioso di ogni episodio. Le due autrici ed interpreti ci faranno viaggiare con i versi di Omero: storie di esseri umani e di dei, di ninfe e di maghe, di amori e mortali inimicizie, di tradimenti, battaglie e discese negli inferi, riproposte oggi per riscoprire la vitalità di quel mondo, retto da valori morali e civili che ci legano, a tre millenni di distanza, a Omero. Ogni puntata del racconto, pensata come autonoma in se stessa, è anche parte di un disegno globale che copre l’intero arco della vicenda epica nelle sue tappe salienti.

La storia e gli effetti del colonialismo italiano secondo il teatro ironico, irriverente e caustico della Compagnia FROSINI/TIMPANO, arrivano in scena al Teatro Biblioteca Quarticciolo per RomaEuropa Festival. Con la consulenza storica di Igiaba Scego, ACQUA DI COLONIA affronta il tema del Colonialismo italiano e mette in crisi l’ideologia dominante attraverso una scrittura scenica capace di descrivere l’attualità affondando le radici nel tessuto storico della società italiana.

Fisica quantistica, amore, tradimenti, malattia sono gli ingredienti di COSTELLAZIONI di Nick Payne, in scena al Teatro dell’Orologio con Jacopo Venturiero e Aurora Peres, diretti da Silvio Peroni. Una teoria della fisica quantistica sostiene che esista un numero infinito di universi: tutto quello che può accadere, accade da qualche altra parte e, per ogni scelta che si prende, ci sono mille altri mondi in cui si è scelto in un modo differente. Nick Payne recupera questa teoria e la applica a un rapporto di coppia. Uno spettacolo molto interessante, cento scene in 75 minuti.

La Compagnia Appiccicaticci presenta la Rassegna di improvvisazione teatrale HO VISTO IMPROVVISAZIONI CHE VOI UMANI NON POTETE NEMMENO IMMAGINARE. Per Tiziano Storti, ideatore, attore e regista, la rassegna si «propone di far conoscere al pubblico l’improvvisazione a 360° (anzi 361°). Gli spettacoli sono long form in tutte le sue forme: romantica come in Due di Picche, poliedrica e supertecnica come in Luigi, folle e irriverente come in AppiccicaPuppets e melanconica ed emozionante come nell’inedito Biografia». Sarà in scena al Teatro degli Audaci.

Torna a teatro MINCHIA SIGNOR TENENTE, la commedia scritta da Antonio Grosso che, in otto anni, ha superato le duecentocinquanta repliche e oltre cinquantamila spettatori. Ad aprire il sipario sull'attore campano, diretto da Nicola Pistoia, è il Teatro Marconi dal 18 al 27 novembre. È una commedia in cui si parla di mafia, in modo incredibilmente comico e originale, si ride tanto e, alla fine, si riflette.

Da sempre impegnato nella sperimentazione delle nuove tecnologie applicate alla rappresentazione scenica, Giorgio Barberio Corsetti torna a Romaeuropa Festival con il ritratto di un’Europa sospesa tra i fasti della sua storia e le odierne trasformazioni economiche, culturali e sociali. IL RATTO D’EUROPA, con Maddalena Crippa si svolgerà tra l’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano e il teatro di Palazzo Altemps - Museo Nazionale Romano, collegati in fibra ottica dalla rete GARR (la rete nazionale a banda ultralarga dedicata all’università e alla ricerca). Una rete che interconnette alla velocità della luce in Italia centinaia di luoghi della scienza e della cultura, grazie ai più avanzati strumenti tecnologici e che, in questa occasione, consente di collegare virtualmente siti d’eccezione in una sperimentazione che frammenta lo spazio scenico, riunificando luoghi distanti in un’unica rappresentazione digitalmente aumentata. Le due sedi dello spettacolo sono a loro volta connesse con altri siti d’eccezione, messi a disposizione dalla Soprintendenza Speciale per l’area archeologica centrale di Roma.

Vogliamo segnalare, infine, l’interessante mostra allestita nella suggestiva cornice del Teatro di Villa Torlonia. A 100 anni dalla sua nascita, Roma rende omaggio a un grande attore, regista e autore italiano, Arnoldo Foà, con una mostra che propone un inedito ed emozionante viaggio, raccontando la sua storia insieme a quella dell’Italia nell’ultimo secolo. Dal 12 novembre al 30 dicembre, grazie alla mostra sarà possibile lasciarsi coinvolgere in un percorso di suoni, immagini fotografiche, filmati e oggetti personali; un’occasione per scoprire e riscoprire non solo alcuni dei tanti successi che hanno costellato la sua carriera - dagli inizi fino ai suoi ultimi spettacoli, dai palcoscenici più famosi, agli studi RAI - ma anche il lato più dolce e privato della sua vita. Per la prima volta, ad arricchire il tutto, sarà resa pubblica ed esposta parte della sua produzione di arte visiva che comprende un autoritratto scolpito nella pietra e quelli dipinti su tela.

Questi sono soltanto alcuni degli eventi culturali in programma a Roma in questa settimana, l’approfondimento e l’elenco completo qui di seguito.

Buona visione con SaltinAria!

 

I Debutti di questa settimana

RomaEuropa Festival
ACQUA DI COLONIA
Elvira Frosini / Daniele Timpano
Testo, regia, interpretazione Elvira Frosini, Daniele Timpano
consulenza Igiaba Scego

Elvira Frosini e Daniele Timpano tornano al Romaeuropa Festival, dal 18 al 20 Novembre al Teatro Biblioteca Quarticciolo, con il loro teatro caustico e irriverente. Dopo Dux in scatola e Aldo Morto, Acqua di colonia affronta il tema del Colonialismo italiano e mette in crisi l’ideologia dominante attraverso una scrittura scenica capace di descrivere l’attualità affondando le radici nel tessuto storico della società italiana.
Una storia iniziata già nell’Ottocento, quella del colonialismo italiano, e protrattasi per oltre sessant’anni ma che, nell’immaginario comune, si riduce ai soli cinque anni dell’impero Fascista. Una serie di eventi assopiti, che, nonostante tutto, plasmano ancora oggi il nostro immaginario insinuandosi in frasi fatte, luoghi comuni, canzoni, letteratura, perfino fumetti e cartoni animati.
«Guardiamo la storia dal punto di vista di chi sta qui, adesso, vivo, e cerca di capire in che modo il passato, le scorie che il passato lascia nel presente, lo riguardino. Le case in cui abitiamo, le strade dove camminiamo, le ricette dei cibi che mangiamo, i libri che leggiamo, i film che vediamo, la musica che ascoltiamo, il linguaggio, le abitudini, il pensiero, i modelli, gli stereotipi, i nostri stessi corpi sono frutto delle stratificazioni e manipolazioni della Storia, come di quelle del Presente. Ci interessa come tra noi e la Storia si frappongano le infinite cortine fumogene delle interpretazioni, racconti, rimozioni e strumentalizzazioni di parte, costruzione di miti e icone», raccontano Frosini e Timpano.
Come abbiamo rappresentato e continuiamo a rappresentare l’Africa? Somalia, Libia, Eritrea ed Etiopia, le nostre ex colonie, sono solo un insieme di oasi, tutte uguali, sparse in un unico grande deserto? Come possiamo rapportarci con gli estranei che bussano alle porte dell’Europa se sappiamo così poco di loro? A partire dal mito abusato e frainteso di un Pier Paolo Pasolini ‘à la mode’, il duo sciorina sul palco fatti storici, documenti e mitologie contemporanee frantumando l’utopia (già in polvere) della società post-razziale.
Spiegano ancora Daniele ed Elvira: «Nello spettacolo, parlando del colonialismo italiano, parliamo inevitabilmente di oggi e del drammatico momento d’immigrazione che stiamo vivendo, con le sue implicazioni e le nostre difficoltà nell’affrontarlo. Non c’è ovviamente una relazione deterministica di causa-effetto tra colonialismo storico, flussi migratori e terrorismo odierni -una lettura estremamente semplicistica di cui parliamo anche nello spettacolo- ma c’è senz’altro una relazione complessa, storica e non meccanica, sia con la nostra breve storia coloniale che con quella dei grandi imperi europei. Siamo di fronte a nuove forme di colonialismo culturale ed economico, a volte anche militare. L’Europa ha le sue responsabilità e tutto questo ci riguarda». Come durante il colonialismo l’Africa era per la popolazione italiana un concetto o una pura astrazione, così oggi: «I profughi, i migranti, che ci troviamo intorno, sull’autobus, per strada sono astratti, immagini, corpi, realtà la cui esistenza è irreale: non riusciamo a giustificarli nel nostro presente». E i postumi dell’età coloniale ci appaiono: «Come un vecchio incubo che ritorna, incomprensibile, che ci piomba addosso, come un macigno».

TEATRO BIBLIOTECA QUARTICCIOLO - Via Ostuni, 8 - 00171 Roma
Telefono: 06-45460701
Dal 18 al 20 novembre 2016 venerdì e sabato ore 21, domenica ore 17


Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 98951725
Sito web: www.teatriincomune.roma.it/teatro-biblioteca-quarticciolo-new


COSTELLAZIONI
di Nick Payne
regia Silvio Peroni
con Aurora Peres, Jacopo Venturiero
produzione KHORA teatro

C'è una teoria della fisica quantistica che sostiene che esista un numero infinito di universi: tutto quello che può accadere, accade da qualche altra parte e per ogni scelta che si prende, ci sono mille altri mondi in cui si è scelto in un modo differente. Nick Payne prende questa teoria e la applica a un rapporto di coppia.
Orlando è un tipo alla mano, che si guadagna da vivere facendo l'apicoltore. Marianna è una donna intelligente e spiritosa che lavora all'Università nel campo della cosmologia quantistica.
Costellazioni parla della relazione uomo-donna, ispirandosi alle idee della teoria del caos.
Il testo esplora le infinite possibilità degli universi paralleli: si tratta di una danza giocata in frammenti di tempo. In questa danza la più sottile delle sfumature può drasticamente cambiare una scena, una vita, il futuro. Nel testo si ripercorrono più versioni dei vari momenti cruciali della relazione di Orlando e Marianna: dalla conoscenza, alla seduzione, al matrimonio, al tradimento, alla malattia, alla morte.
Payne mostra ripetutamente, le possibilità e i diversi modi in cui i loro incontri sarebbero potuti andare a causa di fattori che vanno dalle relazioni precedenti alle parole e al tono di voce impiegati. Marianna e Orlando si incontrano, sono fidanzati, non sono fidanzati, fanno sesso, non fanno sesso, si perdono, si ritrovano, si separano e si incontrano di nuovo.
Il testo si estende in un'indagine sul libero arbitrio e sul ruolo che il caso gioca nelle nostre vite. Se tutto questo potrebbe far sembrare Costellazioni un testo scientifico, non è niente del genere. Assolutamente divertente, ma disperatamente triste: è proprio il suo dinamismo intellettuale ed emotivo a rendere il testo unico e travolgente.

TEATRO DELL’OROLOGIO - Sala Orfeo - Via dei Filippini 17/A 00186 - Roma
dal 15 al 20 novembre 2016
da martedì a sabato ore 21.00 | domenica ore 18.00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 6875550
Sito web: teatrolorologio.com


TUTTI I MIEI CARI
di Francesca Zanni
regia di Francesco Zecca
con Crescenza Guarnieri
costumi Grazia Materia
scene Gianluca Amodio
disegno luci Claudio Cianfoni
produzione Associazione Culturale Compagnia Stabile del Molise

I poeti sono eternamente innamorati
di qualcosa, di qualcuno,
di una presenza, di un sogno.
Dio salvi i poeti e i folli
Alda Merini

La scrittura lucida e commovente di Francesca Zanni incontra questa volta l’anima inquieta, controcorrente, intelligente e contorta della poetessa Anne Sexton.
Una donna che si viveva come inadeguata, ignorante, disadattata perché non corrispondente al modello della società americana e borghese del ‘900 in cui era realmente prigioniera; al ruolo di madre e moglie esemplare. Un albatros sofferente per tutta la vita sino al punto di togliersela quella insopportabile vita.
In quel mondo che chiedeva certezze senza però offrirne, dove vedeva le casalinghe appoggiarsi e supportarsi con alcool e sonniferi, Anne Sexton seppe trasformare la sua sofferenza in comunicazione e arte e iniziò a scrivere poesie.
Considerata la massima espressione della poesia confessionale insieme all’amica Sylvia Plath, in realtà la Sexton attraverso sé parla di tutto e di tutti, raccontando il nostro mondo liquido, senza punti di riferimento, senza - o con - troppe attese di un qualcosa di indefinito.
Francesca Zanni punta proprio su questo aspetto della vita e della poetica di Anne Sexton, valorizzando l’estrema attualità della sua pressante esigenza di rendere pubblico ogni suo pensiero, esigenza e atteggiamento così simile al nostro mondo dei social network.
Bella e dannata, infantile e sexy, atea e religiosa, contradditoria e prepotentemente donna. Combattiva e determinata, da casalinga demotivata a vincitrice del Pulitzer, tormentata e bipolare.
Crescenza Guarnieri, attrice nota per l’intensità delle sue interpretazioni, la incarna in ogni sua caratteristica e sfumatura, accompagnando il pubblico in un mondo che, anche se può sembrare lontano, sta proprio dietro l’angolo.
La regia di Francesco Zecca trasporta il disagio interiore di una casalinga frustrata degli anni ’50 fino a noi, esaltando l’attualità del testo con un sapiente uso della musica, delle luci e del corpo dell’attrice, che diventa magma incandescente.
Ciò che ne esce è che vediamo una donna in scena che parla con noi e a noi, che potrebbe essere qualcuno che conosciamo, qualcuno che incontriamo ogni giorno per strada. Potremmo essere noi.

TEATRO DELL’OROLOGIO/SALA MORETTI -Via dei Filippini 17/A 00186 - Roma
Dal 18 al 20 novembre 2016
venerdì e sabato ore 21.30 - domenica ore 18.30
Intero: 15 euro, Ridotto: 12 euro, Under25 e Universitari: 8 euro -ingresso consentito ai soli soci: tessera associativa annuale 5 euro

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 6875550
Sito web: www.tearoorologio.com


RICREAZIONE!
di Federica Festa
diretto da Laura De Marchi
adattamento di Rocco Ciarmoli e Laura De Marchi
con Rocco Ciarmoli

A dieci anni dal suo debutto Ricreazione ha mantenuto tutta la sua freschezza e attualità. Una riflessione ironica e pungente sulla scuola italiana che testimonia la sua crisi attraverso il disagio sociale del precariato, l’immobilità e la fatiscenza di riforme, edifici e regole…
Rocco Ciarmoli, attore comico, cabarettista e “stella” di Zelig (le Tutine, Rocco il Gigolò) ma anche attore di cinema e teatro, per la prima volta si cimenta in uno spettacolo comico/sociale.
Filippo Spinelli, buffo e dignitoso professore di Lettere, da venticinque anni precario, divide la sua cattedra tra Ginestra degli Schiavoni (suo pese natio), Ronciglione e Roma. Tra treni, coincidenze, ritardi, stanze in affitto condivise, malinconia rimpianti e solitudine racconta la sua vita, metafora di una società che sempre meno valorizza il ruolo degli educatori e perde a mano a mano la scommessa con il futuro!
Rocco Ciarmoli, fedele alla sua vena comica, instaura e mantiene un’interazione con il pubblico, tra appello, domande, interrogazioni e vere e proprie correzioni dei compiti
Un’esperienza indimenticabile ed emozionante per il pubblico, per chi ha nostalgia della scuola o per chi ancora oggi la ricorda come un incubo…
Un finale a sorpresa e una riflessione immancabile: forse anche da adulti c’è sempre qualcosa da imparare… così che sarà sempre più meritata la Ricreazione!!!

CARROZZERIE N.O.T - Via Panfilo Castaldi 28/a Roma
dal 17 al 27 novembre 2016 - ore 21.00 domenica ore 18.00
Biglietti 12.00 + 2.00 (tessera associativa del teatro)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 347-1891714
Sito web: www.carrozzerienot.com


MINCHIA SIGNOR TENENTE
di Antonio Grosso
regia Nicola Pistoia
con Antonio Grosso, Gaspare Di Stefano, Francesco Nannarelli, Francesco Stella, Federica Carruba Toscano, Antonello Pascale e Ariele Vincenti
e con Natale Russo
Luci Luigi Ascione
Scene Fabiana di Marco
Costumi Maria Marinaro

Sicilia 1992 - In un piccolo paesino dell’isola c’è una caserma dei carabinieri, posta sul cucuzzolo di una montagna. I militari, ognuno proveniente da una diversa regione italiana, affrontano la quotidianità del paesino, dove la cosa che turba di più la gente del posto è il ladro di galline: una volpe!! Tra sfottò e paradossi, un matto che denuncia continuamente cose impossibili e situazioni personali (uno dei militari è fidanzato con una ragazza del posto, e la legge lo vieta!!), i ragazzi si sentono parte di una famiglia, un'unica famiglia. L’arrivo di un tenente destabilizzerà l’unione dei cinque carabinieri.
Minchia Signor tenente è una commedia in cui si parla di mafia, ma in modo incredibilmente comico e originale, si ride tanto e, alla fine, si riflette.

TEATRO MARCONI - Viale Guglielmo Marconi 698e
dal 18 al 27 novembre 2016
Biglietto. Intero 24.00 Ridotto 20.00
martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 21,00 - mercoledì e domenica ore 17,30

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 59.43.554
Sito web: www.teatromarconi.it


IL BERRETTO A SONAGLI
di Luigi Pirandello
regia di Antonello Avallone
con Antonello Avallone, Flaminia Fegarotti
e con Gino Auriuso, Flavia Di Domenico, Susy Sergiacomo, Francesca Cati, Alessandro Capone
Luci Fabrizio Bellacosa
Assistenti alle scene e ai costumi Alessia Baldini, Alessandra Trasciatti
Scene e costumi Red Bodò

Uno dei capisaldi della produzione di Pirandello, su uno dei temi a lui più cari come quello della tranquillità sociale. Avallone, già felice interprete e regista nella stagione 2007-2008 propone una nuova e vivace interpretazione de “Il berretto a sonagli”, densa di ironia e di risvolti addirittura comici che rendono attuale e moderno questo famosissimo testo.
Beatrice Fiorica viene a sapere che il marito la tradisce con la giovane moglie dello scrivano Ciampa, che lavora alle dipendenze del marito. Decide quindi di smascherare la tresca allontanando con un pretesto Ciampa e facendo sorprendere i due amanti dal delegato di pubblica sicurezza Spanò. Scoppia lo scandalo ma il delegato per rispetto al cavalier Fiorica, non fa emergere dal rapporto nessun elemento da cui risulti l’adulterio. Ciampa, deciso ad uccidere i due amanti, trova un’altra possibilità: che la signora Beatrice si faccia credere pazza.
Nella logica capovolta dell’umorismo pirandelliano, infatti, basta dire la verità per essere creduti pazzi.

TEATRO DELL’ANGELO - Via Simone de Saint Bon, n. 19 – Roma
Dal 10 al 27 novembre 2016
Spettacoli dal giovedì al sabato ore 21.00 - domenica ore 17.30

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06/37513571- 06/37514258
www.teatrodellangelo.it


NESSI
di e con Alessandro Bergonzoni
regia di Alessandro Bergonzoni e Riccardo Rodolfi
produzione Allibito Srl

Il ritorno attesissimo di Alessandro Bergonzoni in Nessi, ovvero connessioni ma anche fili tesi e tirati, trame e reti, tessute e intrecciate per collegarsi con il resto del pianeta. O meglio dell'universo. Perché infatti è proprio questo il nucleo vivo e pulsante dello spettacolo dell'artista bolognese: la necessità assoluta e contemporanea di vivere collegati con altre vite, altri orizzonti, altre esperienze, non necessariamente e solamente umane che ci possono così permettere percorsi oltre l'io finito per espandersi verso un "noi" veramente universale.
Bergonzoni, per questo quattordicesimo spettacolo da lui scritto e interpretato e diretto in coppia con Riccardo Rodolfi, si trova quindi in un'assoluta solitudine drammaturgica, al centro di una cosmogonia comica circondato da una scenografia "prematura", da lui concepita, alle prese con un testo che a volte potrebbe anche essere, e questa è una vera e propria novità, una candida e poetica confessione esistenziale. Senza per questo rinunciare alla sua dirompente visione stereoscopica che è diventata, in questi anni, materia complessa, comicamente eccedente e intrecciata in maniera sempre più stretta tra creazione-osservazione-deduzione.
Ma sicuramente i Nessi bergonzoniani, e la loro conseguente messa in scena, ci mostreranno quel personalissimo disvelamento, di fatto la vera cifra stilistica di questo artista, che porta molte volte anche grazie ad una risata, dallo stupore alla rivelazione.

TEATRO VITTORIA / ATTORI & TECNICI -Piazza S. Maria Liberatrice 10, 00153 Roma (Testaccio)
dal 15 al 20 novembre 2016 (domenica ore 17.30)
Biglietti: intero platea 28, intero galleria 22 (compresi 3 euro di prevendita)
ridotti in convenzione: platea 21 e galleria 18 (compresi i 3 euro di prevendita)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06-5740170 - 06-5740598
Sito web: www.teatrovittoria.it


IN ALTRE PAROLE - Rassegna internazionale di drammaturgia contemporanea
a cura di Pino Tierno e Simone Trecca

Giunta al suo undicesimo anno di vita, In altre parole resta un appuntamento imprescindibile per professionisti e semplici appassionati, in pratica per tutti coloro che desiderino conoscere le voci più rappresentative del panorama teatrale internazionale e che, attraverso gli spettacoli proposti, gli incontri con gli autori, le conferenze e i seminari, intendano riscoprire insieme a noi la forza, la bellezza, il senso della parola in scena.
Quest’edizione si svolge in due cicli, a novembre 2016 e a marzo 2017. La prima parte prevede cinque testi, uno israeliano, uno austriaco e tre spagnoli.
Si apre la rassegna, il 15 novembre alle ore 17.00 con Care amiche di Anat Gov (Israele), traduzione di Alessandra Griffoni, a cura di Ferdinando Ceriani con Alessandra Fallucchi, Carla Ferraro, Laura Mazzi e con Bianca Friscelli, Elisabetta Misasi, Giulia Trippetta, in collaborazione con l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” di Roma. È la storia di tre donne che si conoscono da trent’anni, sin dai tempi della scuola e si ritrovano adulte, si confrontano, ripercorrono il tempo trascorso insieme, fra attacchi d’invidia e momenti di solidarietà in cui il passato e il presente si intrecciano e si influenzano reciprocamente fino a condurre le tre amiche verso un inatteso epilogo.
Si prosegue il 16 novembre alle ore 17.00 con Paradiso di Franzobel (Austria), traduzione di Alessandra Griffoni, a cura di Valerio Leoni con Marco Bellomi, Andrea Ferri e Mattia Parrella: il testo racconta di tre presunti serial killer che evasi da una prigione si apprestano finalmente a respirare l’aria della ipotetica libertà riconquistata e invece si ritrovano su di un palcoscenico, improvvisamente imprigionati in una difesa a oltranza dei propri personaggi, in un gioco metateatrale.

TEATRO ARGENTINA Sala Squarzina - Largo di Torre Argentina, 52 00186 - Roma
15 e 16 novembre, ore 17.00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 684 00 03 11/14
Sito web: www.teatrodiroma.net


TREND nuove frontiere della scena britannica – XV edizione
Rassegna a cura di Rodolfo di Giammarco
GIRLS LIKE THAT
di Evan Placey
regia Emiliano Russo
con Giulia Gallone, Flavia Mancinelli, Diletta Masetti e Ottavia Ch Orticello coreografie Monica Scalese

E' durante l'ora di Storia, mentre la Prof. sta parlando delle suffragette, che una foto di Scarlett, completamente nuda, arriva sui cellulari di tutta la scuola. La proteggeranno le altre ragazze, compagne di classe che Scarlett conosce dai tempi dell'asilo? Poco probabile. Sono troppo occupate a parlare male del suo corpo, a paragonare la loro taglia di reggiseno alla sua, e a chiamarla troietta. E quando poi comincia a circolare anche la foto nuda di un ragazzo popolare della scuola, le reazioni - di ragazzi e ragazze - si rivelano molto diverse. Il suo corpo muscoloso viene ammirato e lui visto un po' come una star. Perché un ragazzo che se la spassa è uno stallone, e le ragazze come Scarlett sono troiette. Non sono ragazze come noi. E devono essere punite.

TEATRO BELLI – Piazza di Sant'Apollonia 11 – Roma
dal 16 al 20 novembre
Spettacoli ore 21 – ingresso posto unico 10 €

Info e prenotazioni: telefono 06-5894875
Sito web: www.teatrobelli.it


HOLLYWOOD
di Ron Hutchinson
adattamento e regia Virginia Acqua
con Antonio Catania, Gianluca Ramazzotti, Gigio Alberti, Paola Giannetti
Un Progetto Artistico Di Gianluca Ramazzotti

Hollywood, anno 1939. Siamo nell’ufficio del produttore David O. Selznick che sta realizzando la più colossale opera cinematografica di tutti i tempi: Via col vento. Ma dopo oltre due anni di preparazione e cinque settimane di riprese già avviate, con i costi esorbitanti che lievitano, con gli attori già sul set e con il suocero, George Mayer patron della MGM che lo carica di pressioni, Selznick blocca tutto! Il film non gli piace, non sta venendo bene, la sceneggiatura di Sidney Howard è troppo lunga e il regista, il suo amico fraterno George Cukor è troppo fiacco! Questo è l’antefatto ed è storia. Come è storia quello che seguirà e che Ben Hutchinson descrive nella sua travolgente commedia. Selznick convoca nel suo ufficio Victor Fleming il regista più famoso dell’epoca per affidargli la regia al posto di Cukor e Ben Hecht, lo sceneggiatore più abile e veloce, per fargli riscrivere da capo tutta la sceneggiatura. Solo che Hecht, unico e solo in tutti gli Stati Uniti d’America, non ha letto il lunghissimo romanzo di Margareth Mitchell e a mala pena conosce i personaggi! Ma Selnzick, folle e visionario quanto energico e determinato decide di costringere Fleming e Hecht a chiudersi dentro il suo ufficio per 5 giorni e 5 notti per riscrivere tutto e per aiutare Hecht a districarsi con complicatissima trama lui e Fleming gli mimeranno tutti i personaggi e le situazioni del romanzo. Questo accadde veramente nella realtà e nella commedia di Hutchinson diventa l’occasione per momenti di comicità assoluta e di follia. Ma nel testo c’è molto di più: sullo sfondo di una situazione surreale (ma reale!) c’è l’antisemitismo di cui Selznick è vittima pur facendo parte della buona società statunitense che però non lo accetterà mai fino in fondo considerandolo comunque e sempre “l’ebreo”, mentre dall’Europa arriva l’eco del nazifascismo. E allora ci si accorge di quanto i caratteri di Rossella O’ Hara e di Selznick si somiglino e le loro storie si fondano, storie fatte di voglia di riscatto, di ribellione, di feroce determinazione a farcela a tutti i costi in un mondo ostile. Ma c’è anche Hollywood: il sogno americano e la passione per il cinema e la sua potenza nella vita quotidiana di tutti, perché il cinema è un universo parallelo dove chiunque può evadere dalla sua vita, perché il cinema è “l'unica vera macchina del tempo che sia mai stata inventata” e Hollywood ne è la sua incarnazione.

Hollywood è una commedia totale, coinvolgente a tutti i livelli che dal suo esordio nel 2004 ha avuto più di 10 milioni di spettatori in tutto il mondo fra America, Inghilterra, Francia, Australia, Canada, Messico solo per citare alcuni paesi e che per la prima volta sarà ora messa in scena anche in Italia.

TEATRO AMBRA JOVINELLI - Via Guglielmo Pepe, 43 /47 - Roma 00185
dal 17 al 27 novembre 2016
Spettacoli ore 21.00 – domenica ore 17.00 - lunedì riposo
Biglietti (compresa prevendita): da € 33,00 a € 17,00
Convenzioni parcheggio in orario spettacolo:
• Garage Esquilino – via G. Giolitti, 27/A - dal martedì al sabato € 1,50 l’ora
• Parcheggio ES Giolitti Park – via G. Giolitti 267 - tutti i giorni € 1,00 l’ora

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 83082620 – 06 83082884
Sito web: www.ambrajovinelli.org


SAFA E LA SPOSA BAMBINA
di Isabel Russinova
regia Rodolfo Martinelli Carraresi
con Isabel Russinova, Camilla Coscarella
Scene Wilma Lo Gatto
Costumi Maria Foglietta
Musiche Antonio Nasca
con il patrocinio di Accademia Tiberina Università Roma Tre

Ispirato alla storia vera di una donna siriana costretta a vivere l’incubo della guerra, Safa ha perso tutto, ma il destino le offre un’altra occasione per cui lottare: Awa, una bambina di 10 anni che, come tante, ha smesso da troppo tempo di sorridere. Awa è una sposa bambina, la famiglia l’ha data in moglie ad un uomo molto più grande di lei per poter pagare i debiti. Quell’uomo, dopo averla presa, l’ha picchiata e torturata, ripetendo il macabro copione che colpisce migliaia di bambine e che i conflitti non fanno altro che esasperare.
Awa è stata poi venduta ai soldati Daesh, che l’hanno resa una schiava, come tante altre donne catturate, fatte prigioniere e piegate al malato volere e alla violenza dell’Is. E’ lì che Safa e Awa si incontrano, vittime degli stessi carnefici, insieme ad altre donne. Awa è la più giovane e Safa vuole proteggerla, aiutarla, nel suo cuore la accoglie come una figlia e decide di cercare insieme a lei una via d’uscita.
Attraverso la storia di Safa e Awa si racconta la condizione della donna tra le popolazioni martoriate dal conflitto mediorientale che oggi infiamma pericolosamente l’Umanità.

TEATRO DEI CONCIATORI - Via dei Conciatori, 5 – Roma
dal 15 al 20 novembre 2016
da martedì a sabato ore 21 – domenica ore 18
Biglietti: Intero € 18,00- Ridotto € 13,00 - Cral Convenzionati € 10,00 - Prevendita € 2,00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 45448982
Sito web: www.teatrodeiconciatori.it


STORIE DALL’ODISSEA
Un racconto a puntate
di e con Giovanna Bozzolo e Eva Cantarella
traduzione Rosa Calzecchi Onesti
musiche a cura di Franco Bezza
consulenza artistica Monica Codena
Produzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale

«Nella grandiosità degli argomenti e nella semplicità della struttura, la fantasia omerica illumina di poesia umano e divino, favola e realtà, tradizioni e ideali, potenza di passioni e tenerezza di affetti, tutta la vita nella sua varietà di aspetti – annotano Eva Cantarella e Giovanna Bozzolo – La potenza della parola di Omero basta a disegnare scenari mitici e misteriosi, creando figure indelebili che sono anche tipi, modelli di umanità».
Così, tra le pieghe dei racconti, nella narrazione delle avventure di dei ed eroi, Omero celebra un mondo, la mentalità dei suoi abitanti, la loro economia, le loro credenze religiose, un modo di essere e una identità collettiva. Per secoli cantato e ascoltato prima di essere trascritto, il poema di Omero è l’epopea del viaggio di ritorno di Ulisse da Troia a Itaca e il racconto delle imprese e delle sue avventure. Dieci anni di guerra e dieci di peregrinazioni, ritorni e rimandi. Vent’anni di vita. Un viaggio interminabile che quando sembra giunto al termine ricomincia, quasi senza fine.

«Il serial più famoso del mondo racconta storie accomunate dalla stessa funzione: tramandare il patrimonio di valori che il pubblico, ascoltando, imparava a conoscere e rispettare. E che aiuta noi a non dimenticarlo. Le Storie hanno bisogno di essere ridette e riascoltate, per nutrire quel nostro bisogno di passioni e sentimenti, di bellezza, di conoscenza».

Tornano oggi a raccontare questa storia Giovanna Bozzolo e Eva Cantarella, intrecciando la narrazione di Omero, nella traduzione di Rosa Calzecchi Onesti, con interventi sul contenuto sociale, politico e religioso di ogni episodio. Ogni puntata del racconto, pensata come autonoma in se stessa, è anche parte di un racconto globale che copre l’intero arco della storia nelle sue tappe salienti: la condizione di Penelope e Telemaco in una Itaca assediati dai Proci, il viaggio di Ulisse e le sue avventure, il ritorno a casa e la necessaria strage dei pretendenti.
Ad accompagnare questo percorso, la colonna sonora curata da Franco Bezza, che utilizza musica del ‘900 dai più svariati repertori, da Sostakovic a Mina, da Ligeti a Nono.

Il viaggio nel grande capolavoro omerico si apre con PENELOPE CONTESA La regina e i Proci. Strage e riconoscimento (15 e 22 novembre). Penelope è a Itaca assediata dai pretendenti alla sua mano. Ma Ulisse finalmente ritorna e rinnova il suo patto d’amore con gesti e parole intatte nel tempo.

NAUSICAA E L’ISOLA BEATA Vesti mutate, bagni caldi e l’amore (16 e 23 novembre), è la seconda puntata: Ulisse incontra Nausicaa. E con i Feaci, popolo pacifico che non conosce guerra, siamo indotti a riflettere sulla possibile esistenza di un mondo utopico. Favola o realtà?

L’URLO DEL CICLOPE Un mondo senza leggi (17 e 24 novembre) è la terza puntata che attinge ai temi del folklore: Ulisse affronta il mostro tremendo. Un racconto non solo ricreativo ma utile a ricordarci i fondamenti del vivere civile.

LE SEDUTTRICI Calipso, Circe e le Sirene (18 e 25 novembre) è il quarto appuntamento. Ulisse ha vissuto sette anni d’amore con la ninfa Calipso. Nel suo peregrinare ha incontrato però molti altri personaggi femminili che incarnano la seduzione, come Circe e le Sirene. Come vivevano i greci l’amore e la seduzione femminile?

OMBRE FUMO E SUPPLIZI Ulisse nel regno dei morti (19 e 26 novembre), la quinta puntata ci porta con Ulisse nel mondo dei morti. Unico tra i viventi, scende e incontra Tiresia, cui chiede il suo destino, la madre Anticlea e tanti altri eroi tra cui Agamennone, Achille e Sisifo. Morte e vita si affiancano per farci riflettere sull’eternità.

ULISSE RITORNA La capanna di Eumeo. Strage e riconoscimento (20 e 27 novembre). Nell’ultima puntata incontriamo Ulisse che stermina i Proci con l’aiuto di Telemaco in una scena di rara truculenza che racconta il valore sociale della vendetta. Ulisse poi si rivela a Penelope in un incontro d’amore memorabile.

Il progetto, una produzione Teatro di Roma, si inserisce nel percorso di stagione, MITI NEL PRESENTE, che si completa con l’Odissea a/r secondo Emma Dante; Il viaggio di Enea del nordafricano Olivier Kemeid diretto da Emanuela Giordano; Human di Marco Baliani e Lella Costa, sulle migrazioni e la volontà di raccontarne l’odissea incalzata dagli eventi.

15 e 22 novembre
PENELOPE CONTESA La regina e i Proci. Strage e riconoscimento
16 e 23 novembre
NAUSICAA E L’ISOLA BEATA Vesti mutate, bagni caldi e l’amore
17 e 24 novembre
L’URLO DEL CICLOPE Un mondo senza leggi
18 e 25 novembre
LE SEDUTTRICI Calipso, Circe e le Sirene
19 e 26 novembre
OMBRE FUMO E SUPPLIZI Ulisse nel regno dei morti
20 e 27 novembre
ULISSE RITORNA La capanna di Eumeo. Strage e riconoscimento

TEATRO INDIA _ Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) - Roma
dal 15 al 27 novembre 2016
Orari spettacolo: dal 15 al 19 novembre ore 21 - dal 22 al 26 novembre ore 20 - domenica ore 17
Biglietti: intero 12,00 €, ridotto studenti 10,00 €, operatore 7,00 €
abbonamento Storie dall’Odissea: 2 ingressi 16,00 € adulti e 6 ingressi 30,00 € studenti

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06.684.000.311/314
Sito web: www.teatrodiroma.net


ALTROVE
scritto e diretto da Paola Ponti
consulenza al testo Alessandro Paderno
con Massimo De Lorenzo, Constance Ponti, Mario Russo

Dura tutto un secondo e siamo morti.
La vogliamo anche fare difficile?

ALTROVE è per noi la possibilità di pensare un futuro altro da quello in cui ci troviamo”, spiega l’autrice e regista. Tre personaggi. Un cinquantenne cinico e disincantato, un ragazzo che non riesce nemmeno a concedersi la possibilità di sognare, e una ragazza che invece dei sogni ne fa l’unica àncora di sopravvivenza alla sua vita.
Sognare è sognare, in generale non parrebbe complicato, da qualunque luogo si parta. Complicato è darsi il diritto, di poterlo pensare, il futuro.
Ambientato nella periferia romana, ALTROVE diventa la prigionia dell’immobilismo della nostra società e della nostra mente, dalla quale prima o poi occorre decidere se uscirne oppure no.
Un tema purtroppo oggi caro alla maggior parte dei giovani in Italia e non solo.
Scegliere un luogo in cui sperare di realizzare i propri sogni o rassegnarsi a una realtà che oggettivamente costringe a rinunciare in partenza?
Quanto conta la concezione che abbiamo di noi, rispetto a quello che siamo davvero? Quanto ci si sente, emarginati e integrati, quando si è poco più che adolescenti? L’emarginazione o l’integrazione di un essere umano è una questione di gruppi. Del tuo essere dentro o fuori da un gruppo. Qualunque esso sia. Nei ghetti, nei salotti, nelle famiglie.
Immaginarsi altro da ciò da cui si parte non è semplice. Immaginarsi di essere altro dai propri genitori, altro dalla propria storia, da quello che gli altri hanno immaginato per noi, è un’impresa titanica. Chiedersi chi siamo davvero è la domanda delle domande.

Allo spettacolo è legato il contest “Qual è il tuo sogno?”.
Tutti abbiamo o abbiamo avuto un sogno, tutti abbiamo sperato o abbiamo realizzato il nostro sogno, tutti siamo andati o stiamo andando “altrove” a cercare il nostro futuro.
Al pubblico quindi viene richiesto di registrare un piccolo video o di scrivere raccontando il proprio sogno e di inviare alla mail “Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
I racconti saranno pubblicati sulla pagina Facebook dello spettacolo e gli autori avranno diritto al biglietto ridotto (euro 15,00).

TEATRO PICCOLO ELISEO - Via Nazionale, 183 - Roma
dal 16 al 27 novembre

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06.83510216
Sito web: www.teatroeliseo.com


COSÌ ROSSI CHE PIÙ ROSSI NON SI PUÒ
di Riccado Rossi e Alberto Di Risio
regia di Alberto Di Risio
con Riccardo Rossi

Per il suo atteso debutto al Teatro Olimpico, dove sarà in scena dal 15 al 20 novembre, Riccardo Rossi impagina in un unico spettacolo vent’anni di carriera, portando sul palco i suoi innumerevoli ritratti di persone e situazioni analizzate nel suo modo assolutamente visionario e dissacrante: Michael Jackson che sfida Albano, una festa di matrimonio che dura più del matrimonio stesso, l’acquisto dell’agenda più famosa del mondo: la Filofax, le lettere alla rubrica della “Salute di Repubblica”, l’età dell’innocenza che tutti noi abbiamo vissuto alle elementari, sono alcuni momenti di un’intera carrellata di situazioni che Rossi ha stigmatizzato con la sua follia comica durante la sua carriera.
Rossi esagera ma non troppo, Rossi giudica ma non troppo, Rossi dipinge un quadro della quotidianità che se visto con gli occhi di Rossi diventa grottesco ma non innaturale, perché in fondo è veramente un po’ così.
Insomma Riccardo Rossi in questo show la vede “alla Rossi”, in un modo che più Rossi non si può.

TEATRO OLIMPICO Piazza Gentile da Fabriano, 17 - Roma
dal 15 al 20 novembre
Orari Spettacoli - mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 21:00 - domenica ore 18:00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 326 5991
Sito web: www.teatroolimpico.it


HO VISTO IMPROVVISAZIONI CHE VOI UMANI NON POTETE NEMMENO IMMAGINARE

La compagnia Appiccicaticci va in scena con la rassegna di improvvisazione teatrale “Ho visto improvvisazioni che voi umani non potete nemmeno immaginare”, dal 17 al 20 novembre al Teatro degli Audaci.
Per Tiziano Storti, ideatore, attore e regista, la rassegna «propone di far conoscere al pubblico l’improvvisazione a 360° (anzi 361°). Gli spettacoli sono long form in tutte le sue forme: romantica come in Due di Picche, poliedrica e supertecnica come in Luigi, folle e irriverente come in AppiccicaPuppets e melanconica ed emozionante come nell’inedito Biografia».

17 novembre 2016
Due di picche. In amore tutto è impro-babile
Regia di Tiziano Storti, con Mariadele Attanasio e Tiziano Storti
La nascita d’amore assolutamente improvvisato. Pochi spunti, solo tre per la precisione ed ecco che due attori improvvisatori diventano una storia d’amore travolgente, passionale, falsa, buffa, dura, violenta, dolce…nato dal nulla, improvvisata da un semplice incontro… Dalla scintilla il fuoco… una poesia, una canzone, due sogni e due storie che incontrano e si lasciano. Due di picche è la somma di uno, di una che, grazie all’improvvisazione fa sempre tre. Due di picche rimane un piccolo gioiello che cerca la sua mano, un cucchiaino che cerca la sua tazzina, un pastello che cerca il suo quadro… Tutto incredibilmente improvvisato. Due di picche ha avuto oltre 30 repliche, fra cui al Festival Istantaneo Internazionale di improvvisazione teatrale (Torino 2014), Improvidence (Lione) e al Teatro Pixel (Parigi).

18 novembre 2016
Luigi. Ovvero la nuova “cosa” improvvisata degli Appiccicaticci
Regia di Tiziano Storti, con Tiziano Storti e Fabrizio Lobello
Luigi è uno spettacolo unico nel suo genere, vi farà ridere, piangere, riflettere, sognare e soprattutto stupire. C’è tutta la magia del momento, che nasce dal nulla. C’è un solo spunto e qualcosa come sessanta minuti di improvvisazione senza sosta, senza una pausa o un’interruzione. Gli attori sono solo due attori improvvisatori, nonché cantanti e poliglotti che navigheranno nel mondo narrativo e musicale, fatto di immagini, suoni, storie e relazioni…un vero e proprio Harold a due. Luigi – la nuova cosa a “due” ha avuto 20 repliche nel 2015-2016 e ha avuto oltre 15 attori improvvisatori che hanno fatto parte dello spettacolo che ha toccato circa 13 città italiane tra cui Milano, Roma e Piacenza.

19 novembre 2016
Appiccicapuppets. Lo spettacolo di improvvisazione con il mondo irriverente dei Puppets
Regia degli Appiccicaticci, con Renato Preziuso, Tiziano Storti, Mariadele Attanasio, Giulia Scarpino
Tutta la follia degli Appiccicaticci a servizio della truppa degli Appiccicapuppets. Appiccicapuppets è uno spettacolo irriverente di improvvisazione teatrale che vede un esercito di puppets che giocheranno con il pubblico. Saranno essi stessi protagonisti delle storie che verranno improvvisate sul momento. Cattivi, dolci e impertinenti, impazienti, istintivi e cinici, insomma in scena ci saranno 20 Puppets. Che fai te lo perdi? Non è consigliabile perché i Puppets verrebbero a casa tua e ti umilierebbero per un mese intero. Meglio vederli a teatro, giocando e ridendo con loro.

20 novembre 2016
Biografia. Una storia vera di una vita completamente improvvisata
Regia di Appiccicaticci, con Tiziano storti, Alessandro Cassoni, Simona Pettinari, Deborah Fedrigucci, Fulvio Maura
Una carta d’identità sarà l’unico spunto per questa biografia completamente improvvisata. Saprete il nome e il cognome, la professione e qualche segno particolare di uno spettatore del pubblico. Quello che sarà unico e improvvisato e che non potremmo mai sapere, è la sua vita, la sua famiglia, i suoi amori, le sue paure, i suoi trionfi e i suoi insuccessi, i suoi amici e quelli che non può sopportare. Sei attori improvvisatori e due atti per uno spettacolo magico, divertente e poetico che metterà lo spettatore dentro la propria vita, anche se totalmente improvvisata. Nel secondo atto verrà raccontata la vita del protagonista, dieci, venti o anche trent’anni dopo. Perdere Biografia significa perderlo per sempre.

TEATRO DEGLI AUDACI - Via Giuseppe de Santis, 29 - Roma
17-18-19-20 novembre 2016
Biglietti: singolo spettacolo: 15 euro, tre spettacoli: 30 euro, quattro spettacoli: 40 euro

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.appiccicaticci.com


KILLING DESDEMONA
liberamente tratto da Otello di W. Shakespeare
ideazione Michela Lucenti e Maurizio Camilli
regia e coreografia Michela Lucenti
assistente alla regia Enrico Casale
musica originale eseguita dal vivo Jochen Arbeit (Einstürzende Neubauten)
interpretato e creato da Fabio Bergalio, Maurizio Camilli, Andrea Capaldi, Ambra Chiarello, Michela Lucenti, Demian Troiano, Natalia Vallebona
una produzione Balletto Civile
coprodotto da Festival delle Colline Torinesi, Ravello Festival, Neukoellner Oper Berlin, Compagnia Gli Scarti
con il sostegno di Mare Culturale Urbano, CTB Centro Teatrale Bresciano, Festival Resistere e Creare, Centro Dialma Ruggiero-FuoriLuogo

Uccidendo il mistero. La poesia dell'amore è fragilissima, per noi è canto, gesto.
Il discorso non c'entra e quando arriva distrugge il mistero, cerca di spiegarlo di dipanare i suoi rivoli più profondi.
Cerchiamo di razionalizzare ciò che per essenza è irrazionale, quello che lega due persone, ciò che per definizione è intangibile. E che cosa ci definisce puri se non l'essere incorruttibili sul nostro profondo sentire. Quando lo spazio privato, intimo diventa pubblico, lì il nostro io profondo deve essere difeso preservato.
Otello sente con forza ed è questo che lo rende affascinante, ma è troppo fragile nel difendere quello che ama, che sente, ha paura di essere ingannato soprattutto da se stesso, vive in pieno l'insicurezza occidentale, che destruttura ogni antica certezza.
Jago è un conquistatore, entra a gamba tesa sul terreno fragile, entra per distruggere per disilludere. È un one man show senza quarta parete, il suo spazio ė il proscenio (dove tra l'altro lo colloca da libretto anche Boito nella versione Verdiana), dialoga con il pubblico, è il tramite, il veicolo che cerca di far intendere, è lui che crea la possibilità della storia.
Jago distrugge il mistero, prepara con lunga gettata la parabola di uccisione di Desdemona, malgrado le menzogne, rimane sempre se stesso, nascondendosi dietro la maschera della normalità e della correttezza, solo negli a parte gli spettatori vedono la sua vera natura, in un work in progress simile a quello di un artista, dove si trasformerà con disinvoltura in uno straordinario, intelligente improvvisatore, portando alle estreme conseguenze il suo individualismo, fino a trasformare l'etica in estetica del male.
Desdemona è appunto il mistero, l'intangibilità del corpo di Desdemona che corrisponde alla sua purezza è l'unica risposta che il dramma può offrire di fronte all'incalzare del caos.
Tutti i personaggi maschili, anche Roderigo, lo stesso Cassio, vogliono esercitare il loro potere su Desdemona e sul suo corpo. Niente di più attuale direi.
Solo una solidarietà femminile nei gesti quotidiani, il semplice accudire come contenitore di senso al di là delle parole, questo le donne lo sanno fare. Questa come unica sapienza antica nostro malgrado.
La nostra Venezia avrà pochi elementi a segnare uno spazio metafisico, tutto è aperto, condiviso, non ci sono altro che corpi in relazione che non possono difendersi né nascondersi, poi ci sarà il proscenio come una ribalta da commedia dell'arte, che sarà percorso da un veneto vero e proprio che saprà parlare senza mezzi termini di quello che tiene in piedi questo nostro paese, i soldi, e lo farà solo attraverso le parole di Shakespeare.
Il ritmo non si allenterà non importa se si ride o si piange, tutto deve continuare alla luce del sole.
Per noi non è mettere in scena il dramma della gelosia, ma l'interruzione di una sensibilità altra, poetica, fisica, musicale, femminile.
Una sensibilità che è difficile spiegare, che sta all'origine del mistero e dell'atto vero e proprio del creare, che produrrà sempre azioni di distruzione da parte del mondo maschile che lotta per comprenderla, per possederla, che quando non può averla la annienta.
Un cast per lo più al maschile intorno ad una fragilissima donna, che con la forza di un usignolo, una simil Edith Piaf, è forte nel difendere sino in fondo la sua purezza di senso, solo con un canto che urla al mondo il suo diritto di esistere.
Un manifesto di libertà creativa femminile a partire dall'esistere.
Una partitura musicale tutta dal vivo scritta ed eseguita dal compositore Berlinese Jochen Arbeit (chitarrista e compositore degli Einstürzende Neubauten e degli Automat) maestro del noise elettronico contemporaneo, che tenderà un filo dall'inizio alla fine, per portare lo spettatore dal sogno alla rottura.

ANGELO MAI - Viale delle Terme di Caracalla 55 a Roma
Dal 16 al 19 novembre 2016 h 20:45
biglietto unico 10 euro

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.angelomai.org


S'AMAVANO!
testo e regia Enrico Maria Falconi
con Enrico Maria Falconi e Ramona Gargano

Storia d’amore o commedia? Realtà o finzione? Lacrime o risate? Con “S’amavaNo” il protagonista dell’opera è lo spettatore che avrà la possibilità di scegliere quale personaggio interpretare e – perché no – anche cambiare nel corso della serata.
Luigi (Enrico Maria Falconi) con un monologo racconta la sua più grande storia d’amore (abbracciato al bidet) avuta con Maria (Ramona Gargano). Una storia vera, anche troppo. Le frasi mai dette, i sentimenti repressi, tutte le contraddizioni della vita a cui spesso troppo frettolosamente diamo il nome di destino, sono tutte situazioni che viviamo ogni giorno e da cui non riusciamo a fuggire per il semplice motivo che siamo sempre abituati a dare la risposta sbagliata, anziché cercare la domanda giusta.
In ogni rapporto, di amicizia o d’amore o quello che sia, è sempre la mancanza di dialogo a creare problemi e contraddizioni, e quando finirà la serata riceverete il regalo più grande che un attore “sognatore” di teatro vi potrà donare.

SALA MASSIMO TROISI – Viale Cardinal Ginnasi 12 Ostia Lido (Roma)
dal 17 al 20 novembre 2016
orario spettacoli Giovedì/Domenica ore 21,00 - Sabato e Domenica ore 18,00

Info e prenotazioni: telefono 06 5665208


TOM, DICK & HARRY
di Ray e Michael Cooney
regia Emilia Miscio
con Marco Petrino, Simone Giulietti, Leonardo Bianchi, Ambra Lucchetti, Andrea Baldoffei, Flaminia Grippaudo, Olimpio Pingitore, Lidia Losito, Simone Proietti Gaffi

Adozione, immigrazione, reality show sono solo alcuni dei temi contenuti nella commedia più esilarante della stagione

Dal 15 al 20 novembre il Teatro San Genesio di Roma ospita per la prima volta in Italia Tom, Dick & Harry di Ray e Michael Cooney con la messa in scena di Emilia Miscio. Scritta nel 2005 la brillante commedia dei Cooney è stata infatti più volte rappresentata all’estero mentre in Italia è inedita e viene portata sul palcoscenico per la prima volta dalla Compagnia Teatrale Sogni di Scena.
La pièce racchiude molti degli ingredienti che il grande maestro della farsa inglese, Ray Cooney , ha usato per “condire” le sue commedie più famose (Taxi a due piazze, Chat a due piazze) come le situazioni al limite dell’inverosimile, il susseguirsi delle bugie, le vicende paradossali, la grande dinamicità sul palco e i personaggi fortemente caratterizzati, in alcuni casi dei veri e propri stereotipi inglesi. Tutti espedienti, questi, ormai collaudati dall’autore che ha sempre avuto riscontri eccellenti da parte del pubblico.
In questo testo, in particolare, la parola d’ordine è nessuna moderazione: la commedia è un vero e proprio treno in corsa che non riesce più a fermarsi e promette di conquistare il pubblico italiano.
La vicenda narra di Tom e sua moglie Linda che stanno per adottare un bambino. E' il giorno più bello della loro vita, o lo sarebbe stato, se i fratelli di Tom, Dick e Harry, non avessero deciso di dare il loro contributo per fare buona impressione sulla responsabile dell'agenzia di adozioni, che è venuta a controllare la casa e lo stile di vita dei futuri genitori. L'"aiuto" fornito da Dick e Harry ha come risultato due immigrati clandestini provenienti dal Kosovo, un cadavere e un furgone carico di brandy e sigarette di contrabbando. Con l'arrivo in casa di un agente di polizia, l'ingegno e la pazienza di Tom vengono messi a dura prova. Ma il peggio deve ancora arrivare. I piani del tutto inutili, di Dick e Harry continuano a fallire, e in aggiunta agli immigrati, al brandy, alle sigarette e al cadavere, Tom dovrà vedersela con un criminale della mafia russa e un programma di reality show. Sarà allora che tutto iniziare davvero a complicarsi.
“La scelta del testo – spiega Emilia Miscio - è nata dalla volontà di evadere dalle opere più famose di un autore molto apprezzato anche qui in Italia, e sottoporne una inedita alla critica e al pubblico. Taxi a due piazze, Chat a due piazze (il sequel), Se devi dire una bugia dilla grossa, sono alcune delle opere presenti ogni anno nei principali cartelloni d’Italia. Io stessa – continua la regista - negli anni, ho già diretto alcuni dei testi più noti. Ma lo spettacolo che ho allestito nel marzo 2016, Pagamento alla consegna, opera del solo Micheal Cooney, ha fatto scattare una scintilla: visto il gradimento del pubblico e della critica per le commedie inglesi, perché non azzardare con qualcosa di mai visto prima, se non oltre i confini nazionali? L’unione di Ray e Micheal Cooney era senza dubbio l’occasione più ghiotta per un simile esperimento. Inoltre un testo che sdrammatizza la questione dell’immigrazione in un periodo che ne vive un dibattito quotidiano, potrebbe essere un modo per allentare la tensione e stimolare riflessioni più serene, almeno tra il pubblico”.

TEATRO SAN GENESIO - Via Podgora, 1 - Roma
Dal 15 al 20 novembre 2016
Repliche: dal martedì a sabato ore 21.00; domenica ore 17.00.
Biglietti: intero € 15,00; ridotto € 12,00.

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 338 5483473
Sito web: www.compagniateatralesognidiscena.it


IL RATTO D'EUROPA
In collegamento in diretta o differita da Crypta Balbi, INFN – Laboratori Nazionali di Frascati

Ideazione e regia di Giorgio Barberio Corsetti
Testi Bhagavadgita, Alex Barchiesi, Giorgio Barberio Corsetti
Con Maddalena Crippa, Valeria Almerighi, Gabriele Benedetti, Gabriele Portoghese
Immagini e Video Igor Renzetti
Aiuto regia Ugo Bentivegna
Musiche Gianfranco Tedeschi, Fabrizio Spera
Tecnologie di rete distr-active (distibuted and interactive) GARR
Produzione Fattore K.
Coproduzione Romaeuropa Festival, Le Manege Maubeuge-Mons
In collaborazione con GARR, Polifemo

Il presente che viviamo attimo per attimo è denso di informazioni, il mondo è compresente, lo spazio ed il tempo si annullano, grazie ad una comunicazione sempre più rapida, ad una rete invisibile su cui viaggiano a pari diritto verità e menzogna. Il passato più profondo ed il presente si confondono con il futuro possibile, in un cumulo di dati e congetture.
Gli acceleratori di particelle collocati nel cuore delle montagne o sotto i laghi forniscono continuamente enormi quantità di dati che possono essere analizzati solo se immessi in rete e vagliati in centri in tutto il mondo…le notizie diventano armi, offensive mediatiche, tempeste informatiche...gli antichi miti si mischiano alla realtà, ne sono la trama nascosta…
come modulare in maniera poetica questo linguaggio della comunicazione, degli infiniti possibili, delle varianti, dei miti, questo cortocircuito tra qui e altrove, tra passato, presente e futuro?
Come fare di internet, nella sua natura liquida e paludosa senza limiti e orizzonti, la pagina su cui scrivere vertiginosi poemi?
Se Il Ratto d’Europa può funzionare come una macchina del tempo è grazie alla rete GARR (la rete nazionale a banda ultralarga dedicata all’università e alla ricerca). Una rete che interconnette alla velocità della luce in Italia centinaia di luoghi della scienza e della cultura, grazie ai più avanzati strumenti tecnologici e che, in questa occasione, consente di collegare virtualmente siti d’eccezione in una sperimentazione che frammenta lo spazio scenico, riunificando luoghi distanti in un’unica rappresentazione digitalmente aumentata.

Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano e il teatro di Palazzo Altemps - Museo Nazionale Romano, messi a disposizione dalla Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’area archeologica centrale di Roma, ospitano il pubblico e rappresentano il viaggio simbolico dell’uomo, dialogando tra loro attraverso due grandi schermi video. Nell’Aula Ottagona vive Europa, interpretata da Maddalena Crippa, personaggio mitologico: grande Madre che rappresenta il nostro continente e la nostra cultura, dai miti del passato alle odierne migrazioni. Deus ex machina delle due location è il Tempo cosmico, collegato dai Laboratori Nazionali di Frascati dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, e il Tempo della storia, che da Palazzo Altemps determina e manipola gli eventi, assumendo diverse sembianze, come quelle di un Papa, figura poetica che potrebbe ricordare Sisto IV. In questo percorso si intromette la Furia che ingerisce nelle vicende umane con la distruttività devastante del terrorismo, che vorrebbe cancellare memoria e arte. Il segno del passato è forte e imprescindibile, dal fondo della strada ormai sotterranea della Crypta Balbi, da un altro tempo, un uomo si aggira tra gli scavi della nostra Città sepolta, e ritrova, come in sogno, lo spirito di Giasone, eroe sconfitto. Uomo contemporaneo, disorientato e perplesso, muove verso Europa per arrivare a Palazzo Altemps, percorrendo la città.

Barberio Corsetti ci racconta, attraverso testi di Bhagavadgita e Alex Barchiesi, oltre che suoi testi originali, il presente delle migrazioni, delle banche, dei mercati collassati, dell’arte ai tempi dell’IS, dell’Io ai tempi di internet. Quando la possibilità di essere ‘sempre e ovunque’ e la schizofrenica elaborazione di masse d’informazioni annulla il mondo e la sua storia in un eterno presente.

PALAZZO ALTEMPS
Piazza di Sant'Apollinare, 46, Roma
e
TERME DI DIOCLEZIANO (Aula Ottagonale)
Viale Enrico de Nicola, 79, Roma

dal 10 al 13 novembre 2016
giovedì, venerdì e sabato ore 21 - domenica ore 17
Biglietti: Intero euro 25,00 - Ridotto euro 17,00

Info e prenotazioni Fondazione Romaeuropa: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 45553050
Sito web: www.romaeuropa.net


IO, TANGO
regia Salvo Miraglia
con Salvo Miraglia, Giorgia Serrao, Leonardo Felix Elias, Victoria Arenillas, David Barrios, Vera Beth, Agata Magrì
con la partecipazione straordinaria di Jean Michel Danquin
Coreografie di Leonardo Felix Elias
Assistente alla regia Gloria Luce Chianellato
Fonico Andrea Casarini
Disegno Luci Pietro Frascaro
Sartoria Liviana di via Arnobio 7 Roma

La Passione L'Amore Il Tradimento La Rabbia Il Sogno

“Questa è la storia romanzata di due tangueros, ma può essere e forse è la storia di altri due o due milioni di uomini e donne. La relazione d'amore diventa il pretesto lampante per tentare di decantare quel liquido invasivo che penetra da quell'abbraccio sino alle vene e che hanno chiamato, non si sa chi e quando: Tango. La storia, la nostra, inizia con Miguel che accenna qualche passo e subito dopo viene cacciato dal Salòn del Club Argentina, perché adesso il proprietario vuole la novità e ha saputo che molti locali in altri barrios di Buenos Aires hanno chiuso; sono arrivati il rock, la Rumba e altri balli.”
Il suo sogno è vivo e vuole farne uno spettacolo grandioso. I personaggi sono sospinti dalla musica e poi avvolti dal fumo e dal buio; intrisi di sentimento. Quando tutto sembrerà perso, misteriosamente, accadrà qualcosa di meraviglioso.
Io, Tango all'inizio sembrerà la coniugazione della prima persona del verbo Toccare: in effetti così è, ma c'è e ci deve essere molto di più, perché siamo in Teatro e perché mi sono preso la briga di raccontare il Tango: ovvero ciò che fa odore intenso di passione, d'amore e tradimento e puzza di bordelli e attaccabrighe (per dirla alla Borges) e molto altro”.

TEATRO TRASTEVERE
via Jacopa de Settesoli 3, 00153 Roma
dal 15 al 20 novembre - h 21.00, domenica h 17:30

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06.5814004
Sito web: www.teatrotrastevere.it


CIAO, PAPA’... TI PRESENTO MIA MADRE!
una commedia scritta e diretta da Salvatore Scirè
con Gianpiero Cricchio, Fabio Mascaro, Laura Sorel, Antonella Arduini, Silvia Corti, Alessandra Testa, Mary Suriano, Valeria Mafera

Questo nuovo testo rende omaggio al mondo del teatro, accendendo i riflettori su quella speciale realtà rappresentata dal “dietro le quinte” e che tanto affascina chi ne sta al di fuori; un mondo che Salvatore Scirè racconta con voluto disincanto e raffinata ironia, mettendone a nudo pregi e difetti, vizi nascosti ed esibite virtù; peraltro continuando a percorrere – come commediografo - un raffinato itinerario di scrittura teatrale, sempre attuale e attento alle moderne tematiche affettive e sociali. Certamente il palcoscenico stavolta diventa a maggior ragione singolare metafora della vita. Ed è all’interno di questo contesto assai particolare che l’Autore inserisce una storia di affetti veramente insolita e singolare, come l’intrigante titolo della commedia lascia intravedere; una storia che si evolve piacevolmente tra momenti di forte comicità e accenti di grande umanità.

TEATRO TESTACCIO - Via Romolo Gessi, 8 – Roma
dal 15 al 27 novembre 2016
Biglietti: Intero 13.00 + 2.00 (tessera associativa del Teatro) Ridotto 10.00 (tessera associativa del Teatro)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06.5755482
Sito web: www.teatrotestaccio.com


INFOLLE
di Lorenzo Misuraca
regia Marciante - Misuraca
con Ermenegildo Marciante

La ragazza l’ha lasciato, lui vuole lasciare la città, il giudice non lo lascerà in pace.
Dopo il successo al Testaccio Comic Off 2016 premiato come Miglior testo per monologo comico torna in scena al Teatro Studio Uno lo spettacolo “InFolle”.
Protagonista Antonio Maina, istruttore di scuola guida colto in un momento critico della sua vita: dopo aver subito la sospensione della patente, dovrà convincere il giudice a restituirgliela per non perdere il lavoro. Per farlo, ripercorre le ragioni che lo hanno portato a quella folle corsa in macchina: l’abbandono da parte della sua ragazza dopo un tradimento e l’ansia che lo spinge a cambiare vita.
Tra una lezione di teoria e una di pratica di guida, dispensate a improbabili studenti, tra cui una stralunata diciottenne e un sorprendente pensionato, Antonio cercherà il bandolo della matassa per uscire dal suo stato di “folle”, proprio lui che di mestiere deve insegnare agli altri a saper riconoscere i segnali e le indicazioni stradali.
Il monologo si dipana così tra momenti di divertimento puro, epifanie romantiche, stoccate ironiche sui limiti dell’essere umano, e riflessioni profonde sulle fasi di smarrimento.

TEATRO STUDIO UNO - SALA SPECCHI - Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara) .Roma

dal 17 al 20 novembre 2016
giov – sab ore 21.00, dom. ore 18.00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 3494356219 - 3298027943
Sito web: www.teatrostudiouno.com


NEW GHETTO SONGS
Le melodie ebraiche rivivono in chiave pop con la voce di Raiz
RAIZ | YOTAM HABER | DANIELE DEL MONACO | LCP ENSEMBLE

Il palco come nuovo tempio; le melodie vocali ebraiche come moderno songbook. Questo è il senso del trasferimento, non solo spaziale, delle musiche della tradizione sacra ebraica dal luogo di culto alla sala da concerto. New Ghetto Songs - presentato al Teatro Vascello in collaborazione con Nuova Consonanza nell’ambito del Romaeuropa Festival - è il frutto di una triangolazione tra un compositore, Yotam Haber, un cantante, Raiz, e un direttore d’orchestra, Daniele Del Monaco il quale, come elemento di connessione tra i due, rende la riscrittura rigorosa della musica ebraica masticabile e quindi restituibile in forma di canzone popolare.
Il risultato, “uno show di teatro pop, intrattenimento d’autore”, secondo Del Monaco, è frutto di un lavoro molto serio che ha un valore di documentazione storica, oltre che artistico.
Raiz, al secolo Gennaro Della Volpe, non è sicuramente estraneo a collaborazioni nate nel segno del confronto con sonorità e musiche appartenenti a universi culturali distanti: dall’elettronica dei Massive Attack al rock di Gianni Maroccolo, dal cantautorato di Pino Daniele alle sperimentazioni di Asian Dub Foundation. Non sorprende, dunque, che il leader degli Almamegretta sia voce di New Ghetto Songs. Un progetto che attraversa alcune delle melodie della comunità ebraica romana riattualizzandole in un live per orchestra, voce e incursioni elettroniche.
Punto di partenza sono le oltre dieci ore di registrazioni realizzate tra il 1940 e il 1960 dal musicologo italiano Leo Levi con l’obiettivo di documentare l’esperienza ebraica attraverso la musica e il suono, alle quali si aggiungono le trascrizioni dei canti liturgici a cura del Maestro Elio Piattelli, ancora oggi eseguiti dal Coro del Tempio Maggiore di Roma.
Un passaggio di tradizioni di generazione in generazione nel quale le musiche mutano, acquisiscono nuovo senso o vengono custodite e tramandate. A questo repertorio completamente reinterpretato da Haber, Del Monaco e il suo LCP Ensemble si aggiunge la voce di Raiz, che per l’occasione ha rivisitato e riscritto i testi delle canzoni. Il risultato è una reinvenzione e ricreazione del passato e del modo in cui alcune musiche giungono fino ai nostri giorni.

TEATRO VASCELLO - Via Giacinto Carini, 78 - 00152 Roma
15 - 16 novembre ore 21

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 589 8031
Sito web: www.teatrovascello.it


OTELLO
Regia Paolo Zuccari
con Hossein Taheri, Paolo Zuccari, Dajana Roncione, Elodie Treccani, Caterina Bertone, Beniamino Zannoni
Aiuto regia Marco Canuto
Consulenza scene Fiammetta Mandich

Un generale, lo straniero Otello, sposa di nascosto una ragazza appartenente a una famiglia molto potente di Venezia, Desdemona. Tutti sono contro lo straniero, ma in questo momento hanno bisogno della sua capacità unica di generale coraggioso per sconfiggere i Turchi a Cipro, e quindi, per opportunismo, lo accettano di buon grado. Appena arrivati a Cipro, però, i Turchi vengono annientati provvidenzialmente da una tempesta terribile. E, senza che nessuno se ne renda conto, scoppia subito un’altra guerra: quella psicologica per l’annientamento dell’uomo Otello da parte del suo fedelissimo Iago. “Vostra moglie vi tradisce” gli dice Iago.
Da qui la distorsione della realtà è la cornice che inquadra le azioni e i pensieri irrefrenabili del generale. La distorsione s’intensifica sempre di più fino a contaminare persino le storie e i personaggi che circondano Otello. La guerra corre negli animi, nelle stanze, nella testa, in un dramma da camera dove ognuno è occupato a capire cosa c’è nella mente di un altro essere umano. Ma mai obiettivo poteva essere più fallimentare.
La velocità governa i destini delle persone. E la morte, come spesso accade, si presenta irriconoscibile e imprevista. E anche chi aveva previsto quella degli altri aveva ignorato completamente la propria. (Paolo Zuccari)

SALA UNO TEATRO – P.za Porta San Giovanni, 10 - Roma
dal 17 al 27 novembre 2016
dal martedì al sabato alle 21 e la domenica alle 18
Biglietti: intero 15 euro, ridotto 10 euro, – tess. 2 euro

Info Teatro: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 86606211
Info e prenotazioni spettacolo: sms 3925089828, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.salaunoteatro.com


L’IMPORTANZA DI ESSERE FELICE
libero adattamento dall’opera di Oscar Wilde
regia di Chiara Bonome
con Chiara Bonome, Chiara David, Stefano Di Lauro, Stefano Flamia, Mattia Marcucci, Francesco Silella

La felicità, aspirazione e necessità originaria e definitiva, caso letterario, culturale e fenomeno sociale, ha sempre avuto un ruolo centrale nella vita dell’uomo, in costante conflitto tra il sogno del suo raggiungimento e la sua impossibilità empirica.
Oscar Wilde, nella sua celebre opera L’importanza di chiamarsi Ernesto, esprime concettualmente uno dei suoi aforismi più celebri: La felicità non consiste nell’avere quello che si desidera, ma nel desiderare quello che si ha. Lo stesso Wilde che fa della felicità un perno di analisi umana e umanistica in tutto il suo operato: non è forse felice il Principe ridotto a statua dilaniata per cercare di diffondere felicità di The Happy Prince? Non tratta della felicità il caso letterario Divagazioni sulla felicità, a lui attribuito? Ecco perché Ernesto, Onesto, Franco, nella messa in scena per la regia di Chiara Bonome, diventa Felice: per una traduzione che rispetti la comicità dell’intreccio e la filosofia wildiana, al passo, costante, con i tempi di una modernità che non dimentica il passato che la costituisce, pur nella consapevolezza di diventare presto costituente di un prossimo futuro.
L’importanza di essere Felice porta in scena il classico inglese rivisitato in chiave moderna, mantenendo la vicenda nella sua viva attualità, mettendo a fuoco la centralità del contrasto tra apparenza ed essenza e sottolineando quanto i confini tra le due componenti dell’uomo siano labili ma determinanti e, spesso, determinate da logiche opinabili ma straordinariamente umane.

Note di Regia
Con l’ambivalenza aggettivo/nome proprio Felice si è voluto rendere nella nostra lingua il difficile calembour inglese Earnest/onest, giocando sul concetto di felicità così vicino a Wilde, approfittando per ricordare, nel rispetto del grande classico, l’importanza della felicità stessa, mantenendo la vicenda della brillante commedia nella sua viva attualità, sottolineata dai rapporti fra i personaggi, dall’ambiguità dei sentimenti e dai conflitti interiori, parti integranti della formazione e maturazione dell’individuo, elemento centrale dell’epoca, e trasponendo le tematiche sociali della upper class dell’epoca vittoriana in quelle della società contemporanea, in
un’iperbolica follia che porta i protagonisti a far ruotare il proprio significato attorno a un significante e i contenuti attorno a una forma, nel gioco di una comunicazione apparentemente superficiale che si rivela, in realtà, lacerante agli occhi di chi guarda.

TEATRO TORDINONA – Sala Pirandello Via degli Acquasparta, 16 – Roma
Dal 15 al 20 novembre - da martedì a sabato ore 21.00 – domenica ore 17.30

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 067004932
Sito web: www.tordinonateatro.it


Mostra

ARNOLDO FOÀ. UNA VITA LUNGO UN SECOLO
L’omaggio di Roma a un grande artista italiano, a 100 anni dalla nascita

La mostra, promossa e sostenuta da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale, Dipartimento Attività Culturali –Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con il patrocinio di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e con il contributo di Regione Lazio, è organizzata da Dalia Events e Onni e realizzata grazie al contributo di Listone Giordano, si incastona come una pietra preziosa negli spazi incantevoli del Teatro di Villa Torlonia e si apre alle nuove generazioni, per passare il testimone a chi il teatro oggi lo vive e lo promuove.
Artista poliedrico, vincitore del Nastro D’Argento con Gente di Roma, oltre che attore per Orson Welles, Alessandro D’Alatri, Ettore Scola e molti altri, attraverso le sue opere Arnoldo Foà è riuscito a raccontare l’Italia dal trentennio fino alle ultime fatiche del 2014 – anno della sua morte – che l’hanno visto, con una determinazione fuori dal comune, sempre attivo nel dialogo con i giovani e nella creazione di alcuni dei più grandi capitoli della storia del teatro italiano.

Domenica 13 e 27 novembre e domenica 11 dicembre alle ore 12 sono previste visite guidate gratuite alla mostra con l’ideatrice Anna Procaccini Foà (prenotazione obbligatoria allo 060608).

Ha attraversato un secolo Arnoldo, vivendo con intensità e passione ogni momento, ogni evento, senza mai arrendersi e senza mai sentirsi estraneo al mondo” dichiara Anna Procaccini Foà, moglie dell’artista e organizzatrice della mostra. “Ed io ho potuto vivere la gioia e il privilegio di stargli accanto nella sua maturità più piena, di condividere i suoi giorni, lavorare con lui e assistere alle prove e alla realizzazione dei suoi spettacoli. Essere testimone del suo studio continuo e della sua curiosità inesauribile, che lo sostenevano nella sua costante ricerca intellettuale e lavorativa. Nel suo percorso di attore ha sempre saputo coniugare i valori della cultura e della libertà artistica, civile e intellettuale, lungo una carriera irripetibile e straordinaria scevra sempre da compromessi. Sono felice oggi di poter mettere a disposizione, insieme alla famiglia, il suo ricco archivio privato per una mostra che ne possa onorare la memoria per i 100 anni dalla sua nascita. Una mostra non didascalica e che non sia sterile omaggio, ma che nelle nostre intenzioni è una importante occasione per far conoscere soprattutto ai giovani un grande attore del ‘900, che proprio ai giovani attori si è soprattutto dedicato negli ultimi anni, sostenendoli”.

TEATRO DI VILLA TORLONIA - Via Lazzaro Spallanzani, 1 - 00161 Roma
12 novembre – 30 dicembre 2016

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06-4404768
Sito web: www.teatrodivillatorlonia.it


Data Unica

Incontri con la Storia
Colpevoli o innocenti - Edizione 2016 - 2017
ADRIANO OLIVETTI
a cura di Elisa Greco

Quali contestazioni saranno rivolte ad un personaggio come Adriano Olivetti al Teatro Parioli Peppino De Filippo?
Olivetti sarà il protagonista del primo appuntamento dell’edizione 2016-2017 del format “Personaggi e Protagonisti: incontri con la Storia ® Colpevoli o innocenti” di cui è autrice Elisa Greco e promosso da Anima per il sociale nei valori d’impresa nell’ambito delle iniziative organizzate da Unindustria per la XV Settimana della Cultura di Impresa di Confindustria.
La figura di Adriano Olivetti sarà al centro della scena del teatro Parioli Peppino De Filippo lunedì 14 novembre “per il suo essere - come sottolinea l’autrice e curatrice del format Elisa Greco - Utopista o riformatore? come sempre sarà il pubblico in sala che, seguendo il dibattimento processuale che si svolge a braccio, esprimerà il verdetto”.
A presiedere la Corte Giudicante il magistrato Giacomo Ebner, componente della giunta dell’ANM-Roma, nonché promotore del comitato per la Notte Bianca Della Legalità, mentre a sostenere l’accusa sarà il sostituto procuratore presso la Procura di Roma, nonché scrittore Erminio Amelio, con la difesa affidata a Fiammetta Palmieri, magistrato in servizio presso la segreteria del Consiglio Superiore della Magistratura..
Nel ruolo di Adriano Olivetti Marco Gay, Vice Presidente di Confindustria e Presidente dei Giovani Industriali, mentre saranno chiamati a testimoniare l’imprenditore Giuseppe Cornetto Bourlot, il giornalista del Corriere della Sera Sergio Rizzo, il giornalista e direttore generale divisione digitale del gruppo L’Espresso Massimo Russo e la giornalista e conduttrice del TG1 Elisa Anzaldo.
“Ed è proprio perché in linea con la sua mission di promuovere la cultura della Responsabilità Sociale d’Impresa e della Sostenibilità - commenta Sabrina Florio presidente dell’Associazione e Vice Presidente di Unindustria con delega all’Etica e Legalità - che Anima per il sociale nei valori d’impresa ha scelto il palcoscenico per raccontare, nell’ambito della XV Settimana della Cultura di Impresa di Confindustria la Cultura d'impresa e i suoi valori”.
Riusciranno i protagonisti a convincere delle proprie tesi e ragioni il pubblico che al termine, nel suo ruolo di giuria popolare, emetterà il verdetto?
L’edizione 2016-2017 del format Personaggi e Protagonisti: incontri con la Storia Colpevoli o innocenti si avvale dei patrocini dell’Associazione Nazionale Magistrati sez. Roma e del comitato per la Notte Bianca Della Legalità.

TEATRO PARIOLI PEPPINO DE FILIPPO Via Giosuè Borsi 20, 00197 – Roma
Lunedi 14 novembre - ore 21
ingresso 10 euro

Info e prenotazioni: telefono 06 8073040
Sito web: www.teatropariolipeppinodefilippo.it


Ancora in scena

RICORDI DI UN INVERNO INATTESO
Saggio di diploma dell'allievo regista Lorenzo Collalti

Giovedì 10 novembre 2016, al Teatro Studio "Eleonora Duse" di Via Vittoria, ha debuttato Ricordi di un inverno inatteso, saggio di diploma dell'allievo regista Lorenzo Collalti, che ne è anche autore. Lo spettacolo sarà replicato fino al 17 novembre tutte le sere alle ore 20.00, la domenica è prevista una doppia replica alle ore 17 e alle ore 20.
Vincitore di due Premi SIAE nel 2014 e nel 2015, Lorenzo Collalti narra il viaggio di un giovane artista all’interno di un mondo nuovo, un itinerario alla ricerca dell’ispirazione, costellato da incontri inattesi e diversamente illuminanti.
“Le situazioni meno verosimili mostrano una straordinaria capacità di attrattiva: Ricordi di un inverno inatteso è uno spettacolo che ambisce a raggiungere ogni tipo di spettatore, una drammaturgia che costruisce innumerevoli ponti col reale provocando sensazioni, sentimenti e riflessioni condivise e condivisibili”, dichiara il giovane regista.
Interpreti dello spettacolo allievi ed allievi diplomati dell’Accademia: Grazia Capraro, Luca Carbone, Stefano Guerrieri, Emanuele Linfatti, Pavel Zelinskiy e la giovane attrice polacca, diplomata alla Ludwik Solski State Drama School di Cracovia (Rete E:UTSA) Agnieszka Jania.
La scena è di Dario Gessati, i costumi di Gianluca Falaschi, le luci di Sergio Ciattaglia.

Teatro Studio "Eleonora Duse" - Via Vittoria, 6 Roma
Dal 10 al 17 novembre 2016 ore 20.00

Info e prenotazioni: prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti esclusivamente all'infoline 366.6815543 (Attivo dal 7 novembre ore 10.30-13.00 e 14.00-16.00 esclusa domenica)
Sito web: www.accademiasilviodamico.it


28 BATTITI
scritto e diretto da Roberto Scarpetti
con Giuseppe Sartori
video Luca Brinchi e Daniele Spanò
movimenti Marco Angelilli - live video Maria Elena Fusacchia
assistente alla regia Elisabetta Carosio

Produzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale

Dal 9 al 20 novembre al Teatro India debutta in prima nazionale 28 battiti, discesa agli inferi di un campione che ricorre al doping nello spettacolo scritto e diretto da Roberto Scarpetti, con protagonista Giuseppe Sartori, accompagnato dalle installazioni video di Luca Brinchi e Daniele Spanò, una produzione Teatro di Roma.

In un mondo come quello attuale in cui il successo è il valore fondamentale al quale si aspira, prendendo spunto dalla figura di Alex Schwazer, campione olimpico squalificato per doping, e costruendo dalla sua vicenda una storia di finzione, 28 battiti racconta il percorso inverso di un atleta che interviene sul proprio corpo e sul proprio talento con il doping. Così, ispirandosi all’atleta italiano vincitore della medaglia d’oro nella marcia alle Olimpiadi di Pechino nel 2008, Roberto Scarpetti porta in scena il rifiuto della fama come unico mezzo per ottenere il vero appagamento, la conoscenza di se stessi, l’autentica realizzazione della propria indole. Al centro della storia non c’è il fatto di cronaca, ma solo il personaggio: un atleta, un campione che ha vinto le Olimpiadi e ha distrutto la sua vita ricorrendo al doping. «Per vincere ancora? Per rimanere il più forte? Per continuare ad avere il successo a cui è abituato? Per non deludere i fan? Ma la sua verità è forse molto più complessa di quanto possa apparire – annota l’autore e regista Roberto Scarpetti – È una verità che scava nei suoi sogni, nei suoi bisogni, nell’odio e nell’amore che sente da sempre nei riguardi dello sport che pratica. Una verità autodistruttiva e insieme creatrice. Perché per lui il doping era l’unica possibilità, non per vincere, ma per nascere ancora. Per essere se stesso, rifiutando di colpo tutto ciò che non ha mai voluto. Che non ha mai chiesto. Per trovare una nuova strada per amare il suo sport. Per soffrire. Per poi tornare ad allenarsi, sperando di vincere ancora, in modo pulito. Una verità che pulsa nei battiti del suo lento cuore, che scorre nel suo sangue. Un personaggio complesso alle prese con le sue paure, le sue fobie, con i suoi sogni, con la fatica quotidiana, con le rinunce e la disciplina. Un atleta che vede il doping come l’unica via d’uscita per cambiare, per tornare finalmente a essere se stesso e per rinascere».

È questo il percorso dell’atleta di 28 battiti: ricorrere al doping, non per ingannare o per ottenere risultati che non meriterebbe, ma per raggiungere il risultato opposto attraverso la distruzione di ciò che ha costruito. L’atleta decide di doparsi perché quella è la sua ultima possibilità, «per rinunciare a tutto, alle vittorie, alle medaglie, alle pressioni, alla fama». Il doping come unica strada per arrivare al contatto autentico con la propria indole, respingendo il più futile e volubile dei valori, quello del successo. Il rifiuto della fama, come un anti-valore, fa dell’atleta il nuovo eroe, l’anti-eroe che si trasforma in modello, che diventa un uomo capace di riaffermare se stesso, il suo corpo, il suo fisico, la sua anima, la sua vocazione, il suo vero talento: quello di entrare in contatto con la sua vera natura attraverso lo sport, uno sport che lo rende libero e non più schiavo dei risultati, delle aspettative, delle vittorie, delle medaglie.


TEATRO INDIA - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi), Roma
Biglietteria Teatro di Roma: tel. 06.684.000.311/314 _ www.teatrodiroma.net
dal 9 al 20 novembre 2016
Orari spettacolo: dal 9 al 12 novembre ore 21 I dal 15 al 19 novembre ore 20 I domenica ore 18

Sito web: http://teatrodiroma.net/


CRIMINI TRA AMICI
regia Massimiliano Vado
di e con Teresa Federico, Andrea Sorrentino, Luisa Belviso, in scena con Valentina Ruggeri, Sebastiano Gavasso, Diego Migeni

Quattro coinquilini. Quattro amici. Quattro studenti. Quattro idealisti.
Qualcosa però cambierà per sempre le loro vite, se in meglio o in peggio sta a voi dirlo….
Solo una domanda resta: se venisse a cena a casa vostra qualcuno che odiate e che ha il potere di fare del male, voi cosa fareste..? Una black comedy politico-culinaria che non manca di ironia ed una (quasi) ferrea logica criminale: tra incidenti, malintesi, risate, paura, vino, torta di mele e una strana bottiglia.
“Crimini tra Amici”, nasce dalla volontà di riportare a teatro uno dei generi più accantonati degli ultimi tempi: la commedia noir, dalle tinte cupe ma dall'umorismo incontenibile e dissacrante. Nel farlo, coglie l'occasione per sfiorare un grande ventaglio di argomenti controversi, scomodi, non troppo politically correct: questioni spinose e irrisolte, di cui sentiamo quotidianamente straparlare (spesso a vanvera). Mafia, pedofilia, religione, immigrazione, terrorismo, omosessualità, nazismo, sono solo alcuni dei temi trattati con intelligenza e sarcasmo, nel tentativo di mostrare che qualsiasi credo, di qualunque natura esso sia, se trasformato in fanatismo ottuso possa portare comunque alla rovina e trasformarsi in qualcosa di dannoso. Il "gioco delle parti", mai come in questo caso è fondamentale. La febbre che sale ai quattro protagonisti dopo ogni omicidio segna un gradino di una scala che si può solo salire, senza mai tornare indietro, fino al completo ribaltamento delle parti. I ragazzi infatti non fanno altro che trasformarsi loro stessi in tutto quello che cercano di combattere: cieca intolleranza, esaltazione pericolosa, oppressione violenta della libertà di pensiero.
Ahmed, Eva, Giulia e David sono quattro amici che condividono un appartamento. Studenti brillanti, ragazzi di ampie vedute e sani principi, una sera tra le tante si ritrovano attorno al loro tavolo intenti a preparare cena... a causa di un piccolo imprevisto, si ritroveranno un ospite sconosciuto a tavola, che si rivelerà ben presto un pericoloso simpatizzante del nazifascismo. Per legittima difesa, quando questi estrae una pistola i ragazzi lo uccidono colpendolo con una coltellata letale. Spaventati e sconcertati dal crimine compiuto, terrorizzati dalle possibili conseguenze di quel gesto, i ragazzi si convincono non solo di non aver avuto scelta, ma di aver addirittura commesso "una buona azione". Questo è il punto di non ritorno: da quel momento, la loro "sete di giustizia" li porterà ad invitare sistematicamente nuovi immorali ospiti a cena, in un folle tentativo di "ripulire il mondo" dalla gente malvagia. In una violenta girandola di omicidi, cene, personaggi, discussioni, risate e imprevisti, capita alla loro tavola anche Ferrari, il potenziale prossimo primo ministro, dalle idee estremiste e radicali. Ma il gioco sfugge di mano.

TEATRO BRANCACCINO
Via Mecenate 2, Roma
Biglietto: 15,50 euro
Card open 5 ingressi: 55 €
dal 10 al 20 novembre ore 20, domenica ore 18

Info e prenotazioni: telefono 06 80687231
Sito web: www.teatrobrancaccio.it


RAGAZZI DI VITA
di Pier Paolo Pasolini
regia di Massimo Popolizio
drammaturgia Emanuele Trevi
con Lino Guanciale
e Sonia Barbadoro, Giampiero Cicciò, Roberta Crivelli, Flavio Francucci, Francesco Giordano, Lorenzo Grilli, Michele Lisi, Pietro Masotti, Paolo Minnielli, Alberto Onofrietti, Lorenzo Parrotto, Cristina Pelliccia, Silvia Pernarella, Elena Polic Greco, Francesco Santagada, Stefano Scialanga, Josafat Vagni, Andrea Volpetti

Il Lenzetta, il Riccetto, il Caciotta: ragazzi delle borgate di periferia che parlano in dialetto romanesco e trascorrono le loro giornate alla ricerca di qualche soldo e nuovi passatempi. “In queste scene prevalgono una marcata gestualità e il parlato romanesco, o meglio quella singolare invenzione verbale, di gusto espressionista e non neorealistico, che Pasolini stesso definiva una lingua inventata, artificiale. Non è insomma la lingua in cui parlano effettivamente i «ragazzi di vita», ma la loro lingua come viene percepita dal narratore, che è un uomo diverso da loro, e in tutti i sensi uno straniero” annota Emanuele Trevi, che ha curato l’adattamento drammaturgico. I “ragazzi” di Pasolini sono personaggi emarginati dalla città normale, degna e patinata. Agguantano la vita a piene mani e a pieni polmoni da un universo di fibrillazioni e vitalità anarchiche che è totalmente altro rispetto ai contesti borghesi, ai micro-cosmi protetti e istituzionali di lavoro o scuola.
In questo allestimento, “da una parte ci sono i ragazzi immersi in quello che fanno, e incapaci di vedere oltre alle immediate contingenze che li tengono impegnati. Dall’altro c’è questo straniero che li spia, e che a differenza di loro vede tutto, parla di Roma come se la sorvolasse come un uccello rapace o un drone. Ma non si accontenta di rimanere lassù. È attratto dal basso, dove brulicano le storie. E in queste storie è sempre presente, perché è lui a farle iniziare, a colmarne le reticenze, a rimetterle in carreggiata quando i loro protagonisti sembrano dimenticarsi di quello che stavano facendo e dicendo”.

TEATRO ARGENTINA - Largo di Torre Argentina, 52 00186 - ROMA
dal 26 ottobre al 20 novembre 2016 - Prima nazionale
Orari spettacolo martedì e venerdì ore 21.00, mercoledì e sabato ore 19.00, giovedì e domenica ore 17.00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 684 00 03 11 / 14
Sito web: www.teatrodiroma.net


I MALAVOGLIA
di Giovanni Verga
regia di Guglielmo Ferro
con Enrico Guarneri
e con Ileana Rigano, Rosario Minardi, Vitalba Andrea, Francesca Ferro, Nadia De Luca, Vincenzo Volo, Rosario Marco Amato, Pietro Barbaro, Mario Opinato, Ciccio Abela, Giovanni Arezzo, Giovanni Fontanarosa, Verdiana Barbagallo, Gianmaria Aprile, Gianni Sinatra

Questa messinscena de I Malavoglia centra il racconto sugli eventi più significativi che segnarono la vita della Famiglia Toscano di Acitrezza, lì dove, più di ogni altro passaggio narrativo, Verga punta a violare ogni speranza di emancipazione dei suoi personaggi.

Il cinismo di quello che passa alla storia come l’ideale dell’ostrica verghiano – (come l’ostrica che vive sicura finché resta avvinghiata allo scoglio dov’è nata, così l’uomo di Verga vive sicuro finché non comincia ad avere manie di miglioramento) – assume i toni di un’oscura fatalità. E in questa visione la riscrittura teatrale pone al centro dell’azione drammaturgica la Natura. Scandendo lo spettacolo nei passaggi narrativi delle tempeste, delle morti in mare: la tempesta dove si perde il carico dei Lupini e muore Bastianazzo, la morte di Luca su una nave in guerra, la tempesta dove Padron ‘Ntoni si ferisce ed è poi costretto a vendere la Provvidenza.
In questo impianto narrativo si inseriscono le vicissitudini di ‘Ntoni, nipote di Padron ‘Ntoni, uno dei personaggi descritti da Verga per raccontare un altro tipo di violenza, quella sociale, di quella società cittadina aliena al mondo marinaro de I Malavoglia.
La regia centra il racconto sugli eventi più significativi che segnarono la vita della Famiglia Toscano di Acitrezza, lì dove, più di ogni altro passaggio narrativo, Verga punta a violentare ogni speranza di emancipazione dei suoi personaggi.

TEATRO QUIRINO VITTORIO GASSMAN - Via delle Vergini, 7 - ROMA
dall’8 al 20 novembre 2016
Orari Spettacoli: da martedì a sabato ore 21, domenica ore 17, giovedì 10 e mercoledì 17 novembre ore 17, sabato 19 novembre ore 17 e ore 21

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06-6794585
Sito web: www.teatroquirino.it


CONIUGI
di Éric Assous
regia di Giancarlo Fares
con Felice Della Corte, Roberto D’Alessandro, Francesca Nunzi, Giorgia Guerra
Musiche Massimiliano Pace – Luci Cristian Massimini – Costumi Lucia Mirabile

Il testo di Éric Assous – autore tra i più rappresentati in Francia e vero pilastro della commedia contemporanea francese – propone, con leggerezza, una riflessione sull’egoismo che domina i rapporti umani.
In scena, due coppie di amici d’infanzia, un’amante e una vincita plurimilionaria al Lotto.
«Cosa fareste voi in caso di una grossa vincita di denaro?» Questa la domanda che attraversa tutto il dipanarsi della vicenda. Le risposte gettano una patina di disincanto sui rapporti matrimoniali che capriccio e denaro sembrano poter facilmente mettere in discussione.
Attraverso intrighi e battute velenosissime che i personaggi si scambiano nella cornice di un salotto borghese, si assiste a una disamina della vita matrimoniale, caratterizzata da fragilità e contraddizioni in un contesto in cui i rapporti tra i coniugi appaiono sempre più condizionati dall'individualismo e dall'opportunismo. Ancor più se ci si mettono di mezzo i soldi.
In un gioco geniale di continui flashback, situazioni comiche e ritmi frenetici, si toccano temi che appartengono anche a chi non ha vinto la lotteria. Una narrazione in cui il tempo si spezza e si rimescola in una cronologia scomposta. Un tuffo in un presente che può capitare a tutti noi.
Questa commedia brillante e raffinata ci ricorda che la felicità non è una condizione permanente ma un equilibrio precario. E soprattutto che il denaro compra tutto tranne l’amore.

TEATRO DE’ SERVI - Via del Mortaro 22 (ang. Via del Tritone) - Roma
Dall’8 al 27 novembre 2016
Biglietti: platea 22€ - galleria 18€
Orario spettacoli: da martedi a venerdi ore 21 – sabato ore 17.30 e 21 – domenica ore 17.30 – lunedi riposo

Info e prenotazioni: telefono 06.6795130
Sito web: www.teatroservi.it


PETER PAN – Il Musical
regia di Maurizio Colombi
con Giorgio Camandona e Marta Rossi

Venti performer in scena, diretti dal regista Maurizio Colombi, ricreano un mondo magico, immerso in un’atmosfera incantata: Peter Pan volerà sopra gli spettatori, il pubblico chiamerà a gran voce Trilly con l’emozionante urlo “Io credo alle fate”, sullo sfondo dei duelli con i pirati di Capitan Uncino.
Tratto dal romanzo di James Matthew Barrie che ha incantato generazioni di ragazzi e non, PETER PAN Il Musical non è un semplice spettacolo teatrale, ma un vero e pro-prio sogno da condividere con tutta la famiglia: un viaggio verso L'isola Che Non C’è, per vivere un'avventura fantastica tra indiani, bambini sperduti, fate e i pirati.
La straordinaria colonna sonora di questo viaggio sono alcune tra le più famose canzoni di Edoardo Bennato che compongono l’album "Sono solo canzonette", ispirato proprio alla storia di Peter Pan: "Il rock di Capitan Uncino", "La fata", "Viva la mamma" e molte altre, fino a "L'isola che non c'è". I brani sono stati riarrangiati dallo stesso cantautore per lo spettacolo teatrale, oltre all’inserimento dell’inedito "Che paura che fa Capitan Uncino".

TEATRO BRANCACCIO - Via Merulana, 244 - 00185 Roma
dall’11 novembre all’11 dicembre 2016

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 80687231
Sito web: www.teatrobranciaccio.it


I REFUSI
di Roberta Skerl
regia di Luca Pennacchioni
con Gabriele Marconi, Alessio Salvatori, Marco Landola e Alessia Paladino

Errori di stampa, errata collocazione di una o più lettere, i refusi sono l’ossessione di Rodolfo Marra, un ex correttore di bozze, interpretato dall’attore e imitatore Gabriele Marconi.
Strafalcioni, incongruenze, approssimazione, mancanza di ordine balzano continuamente agli occhi del protagonista dai libri e dai giornali e stridono nelle sue orecchie durante le conversazioni e nei programmi televisivi. Ogni sbaglio diventa il suo incubo. La costante persecuzione dell’imperfezione genera in lui quel malessere esistenziale che diventa riflessione sul nonsense e sulle contraddizioni del mondo in cui viviamo. Scatta in Rodolfo un bisogno psicotico di eliminare tutti i refusi della propria vita e il giorno in cui due inconsapevoli tecnici dei citofoni suonano al campanello di casa sua per cambiargli l’impianto, egli perde la testa e, armato di una pistola, prende in ostaggio i due malcapitati e la sua domestica ucraina.
La vis comica del ritmo e delle gag e le intrusioni dialettali rendono quotidiano e divertente lo spettacolo che non lascia spazio alla risata senza la riflessione.

Note di Regia
Lo spettacolo vuole essere un altalenarsi di gag e spunti di riflessione a partire dall’ossessione per i “refusi”, cioè gli errori. È importante, a mio avviso, interpretarli nel senso più ampio del termine e riflettere su come la vita sia tutta un enorme refuso!
All’inizio non li vediamo, non vogliamo vederli, poi iniziamo a notarli, prima nella vita delle altre persone, poi nel mondo e alla fine li vediamo, forse inconsapevolmente, proprio in noi stessi. Da qui sono partito per provare a svelare il dramma che si cela nella vita di ciascun personaggio oltre le apparenze comiche, oltre le insensatezze partorite da una società paradossale e contraddittoria in cui siamo costretti a vivere e contro la quale non sembriamo ribellarci.

TEATRO L’AURA - Vicolo di Pietra Papa, 64 (angolo via Pietro Blaserna,37) - Roma
dal 10 al 20 novembre
dal giovedì al sabato ore 21.00
domenica ore 18.00
Biglietti: intero 13,00 € (+ 2 euro di tessera associativa annuale); ridotto 10,00 € (+ 2 euro di tessera associativa annuale)
Al botteghino mostra un refuso che ti è saltato all’occhio su un quotidiano o su una rivista e riceverai un biglietto ridotto

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06.83777148
Sito web: www.teatrolaura.org


QUATTRO MAMME PER CIRO
per divertirsi dicendo no all’omofobia
scritto e diretto da Geppi Di Stasio
con Wanda Pirol, Rino Santoro, Geppi Di Stasio

"...Ciro è un bambino circondato di amore, ed è questo quello che conta veramente...". Questa battuta pronunciata da Joele, una delle "mamme", è il manifesto di questa commedia brillante su un tema scottante e attuale come la condizione omosessuale all'interno della famiglia media italiana. E', infatti, proprio l'amore il collante che unisce le due coppie che devono "incrociarsi" per poter procreare. Una commedia molto divertente che affonda il coltello nella piaga dell’omofobia presente già nella famiglia di origine e che narra le difficoltà del coming out. Ma affronta anche il tema delle adozioni nel rispetto di tutte le posizioni, soprattutto, però, quella degli omosessuali. La coppia di fratelli, Romana e Joele, si racconta “normale” a mamma e papà dai nomi eloquenti (Claretta e Adolfo) per non traumatizzarli, Andrea ottiene la tolleranza di suo padre vedovo che, però, si rifugia nell’alcool, mentre Ginevra, madre biologica, si presta paziente a tutti i sotterfugi perché fiduciosa nella giusta futura evoluzione delle dinamiche.
E Ciro? Ciro appare già dodicenne nelle vesti di un bambino al quale vengono fatte pressioni affinché cambi la sua natura di maschietto e si adegui al modus vivendi delle quattro mamme. Ma anche queste pressioni, naturalmente, si dimostreranno sbagliate in nome di una natura che andrebbe rispettata a trecentosessanta gradi.
Una commedia divertente per dire si ai Diritti e No alla omofobia.

TEATRO DELLE MUSE - Via Forlì 43 - Roma
dal 3 novembre al 27 novembre

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06-44233649 – 06-44119185
Sito web: www.teatromuse.it


OSTAGGI
scritto e diretto da Angelo Longoni
con Michela Andreozzi, Gabriele Pignotta, Pietro Genuardi, Silvana Bosi, Jonis Bascir
scene di Francesco Ghisu
costumi di Margherita Longoni

OSTAGGI è un testo teatrale che denuncia già nel titolo la propria appartenenza ad un genere diventato ormai un classico nella letteratura e nel cinema.
Uomini assediati, che tengono imprigionati altri uomini e che trattano per la loro liberazione. Una formula in grado di dar vita ad una concentrazione di sentimenti estremi e a un’infinità di modalità interpretative, da quelle violente e drammatiche, dallo scavo psicologico, al paradosso comico.
In OSTAGGI si racconta una storia cruda e divertente, una metafora delle disuguaglianze sociali, economiche e razziali, un apologo sulla profonda crisi che ormai stiamo vivendo da anni.
Un uomo, che ha appena rapinato un modesto istituto bancario, tiene in ostaggio, in una panetteria, quattro persone dopo essere riuscito a fuggire a un inseguimento della polizia. L’uomo inizia una tormentata trattativa con le forze dell'ordine, in un progressivo batti e ribatti di proposte e controproposte.
La situazione è resa difficoltosa e comicamente bizzarra dalla tipologia degli ostaggi che casualmente si trovavano nel negozio al momento dell’irruzione.
Oltre al panettiere, proprietario del locale, sono presenti un'anziana pensionata dal precario stato di salute, una donna dai modi sbrigativi e anticonvenzionali che pratica il mestiere più antico del mondo e un extracomunitario.
All'interno di questa piccola comunità iniziano a sorgere contrasti, ostilità e una divertente lotta per la sopravvivenza. Il punto è rimanere in vita evitando sia un’irruzione della polizia, che le ritorsioni del loro carceriere. La storia procede attraverso colpi di scena, capovolgimenti di fronte e sorprese sia sull’identità del rapinatore, che sulla vera indole degli ostaggi. Lentamente emerge anche una straordinaria e quasi commovente solidarietà che metterà sullo stesso piano tutti quanti, sequestratore e prigionieri.

TEATRO SALA UMBERTO - Via della Mercede, 50 Roma
dall’8 al 20 novembre 2016
martedì, giovedì e venerdì ore 21, mercoledì ore 17, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17
Prezzi da 32€ a 23€

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 6794753
Sito web: www.salaumberto.com


PAPÀ, SEI DI TROPPO
di Yannis Hott
regia di Mario Mattia Giorgetti
con Vincenzo Bocciarelli e Mario Mattia Giorgetti

L'opera di Yannis Hott, in chiave grottesco-allegorica, affronta un tema di grande attualità: l'occupazione al lavoro che per volere di un probabile Governo del Capitale Totale, obbliga i figli a sopprimere i padri settantenni non più produttivi per avere un posto assicurato. Condotto con un linguaggio ironico-grottesco, il testo solleva molti interrogativi sulla nostra vita a partire dalla nascita del Cattolicesimo, originato dagli Apostoli di Cristo, al futuro di nuove generazioni.

TEATRO TORDINONA – Sala Strasberg - Via degli Acquasparta, 16 - Roma
dal 5 al 20 novembre
Da martedì a sabato ore 21.00 – domenica ore 17.30

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 067004932
Sito web: www.tordinonateatro.it


LA NOTTE DELLA TOSCA
di Roberta Skerl
regia di Silvio Giordani
con Pietro Longhi, Gabriella Silvestri, Annachiara Mantovani, Pierre Bresolin, Alida Sacoor

Tre infermiere di una casa di lunga degenza vengono licenziate da un giorno all’altro e sprofondano nella disperazione, fino a quando non decidono di reagire: ma in un mondo pieno di disoccupati come fanno a farsi ascoltare? Serve un gesto eclatante che le porti in televisione e faccia conoscere a tutti la loro storia.
Tutte hanno situazioni familiari borderline e non possono sopravvivere senza stipendio. La soluzione gliela fornisce Oscar, un anziano ricoverato della casa di riposo. Ex-sindacalista e appassionato di lirica, l'uomo convince le tre infermiere a compiere un gesto eclatante che le porti in televisione e faccia conoscere a tutti la loro storia. E le tre infermiere lo fanno. Un’esilarante commedia sulla crisi, per riflettere su una situazione che coinvolge sempre più persone, ma che non deve far smettere di sperare in un futuro migliore.

TEATRO NINO MANFREDI - Via dei Pallottini 10 – Ostia Lido
dal'8 al 20 novembre
8, 9, 10, 11, 12, 15, 17, 18 novembre ore 21.00
13, 16, 20 novembre ore 17.30
19 novembre ore 17.30 e 21.00
Biglietti: Platea: Intero 24.00, Ridotto 21.00 - Galleria: Intero 21.00; Ridotto 18.00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06-56324849
Sito web: www.teatroninomanfredi.it


IL GIUOCO DELLE PARTI
da Luigi Pirandello
Adattamento Valerio - Orsini - Balò
Regia di Roberto Valerio
con Umberto Orsini
e Alvia Reale, Totò Onnis
e con Flavio Bonacci, Carlo De Ruggieri, Alessandro Federico

Il distacco dalle passioni è passiva indifferenza o sana affermazione di sé?
Originariamente la vicenda vede un Leone Gala che si è pacificamente separato dalla moglie (che lo tradisce con l'amico Guido Venanzi) a condizione di farle visita ogni sera, per mantenere di fronte all’opinione pubblica, il suo ruolo di marito. Col passare del tempo questo accordo si rivela insopportabile a Silia che confida all'amante il desiderio di volersi sbarazzare del marito la cui presenza-assenza le è diventata insostenibile. Il casuale irrompere nella casa di lei di un gruppo di ubriachi che tentano di farle violenza, senza però riuscirci, le offre un pretesto inatteso grazie al quale potrebbe mettere a repentaglio la vita del marito trascinandolo in un duello. Alla notizia del fatto Leone Gala appare tranquillo, lui si è vuotato di ogni sentimento ed ha trovato un “pernio” che gli permette di affrontare ogni situazione anche la più critica, infatti grazie alla sua incrollabile dialettica e al suo nichilismo, si sottrae al complotto ordito dalla moglie e dall’amante trasformandosi da vittima in carnefice.
Luigi Pirandello ha scritto una commedia nera, dove matrimonio, tradimento, onore e omicidio si inseguono in una logica successione. La novità di questo allestimento sta nell’aver immaginato un futuro per Leone Gala dopo quel tragico avvenimento, lui, uomo di lettere, costretto a macchiarsi di un delitto non riesce a liberarsi dal suo passato e rivive tutta la vicenda come un ammasso di ricordi, di ricostruzione dei fatti dal punto di vista di chi è sopravvissuto. L’inferno del matrimonio è reinterpretato in un’ottica vicina al teatro di Strindberg dove l’abisso morale dei protagonisti si alterna al gioco dialettico che ha quasi sempre guidato la lettura di questo testo. Alvia Reale conferisce a Silia un connotato più vicino alla novella nella quale Pirandello aveva tracciato il suo primo approccio alla vicenda (Quando si è capito il giuoco) e Totò Onnis regala un ritratto inedito alla figura di Guido Venanzi. Orsini si dibatte fra i fantasmi che popolano una mente in cui il tempo batte i suoi colpi rimbalzandoli confusamente dal passato al presente e viceversa.

TEATRO ELISEO - Via Nazionale, 183 - Roma
dal 1° al 20 novembre 2016
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00 - mercoledì e domenica ore 17.00
sabato 5 novembre ore 16.00 e ore 20.00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06-83510216
Sito web: www.teatroeliseo.com


RE LEAR
di William Shakespeare
regia di Giancarlo Marinelli
con Giuseppe Pambieri
e con Andrea Zanforlin, Antonio Rampino, Martino D'Amico, Giuseppe Bisogno, Mauro Racanati, Francesco Maccarinelli, Martina Torelli, Claudia Campagnola, Silvia Siravo, Guenda Goria, Stella Egitto

La storia d’amore più grande che si possa raccontare è solo una: quella tra un padre e una figlia. E “Re Lear” è questo. Per tre volte. Visto che ha tre figlie. In fondo, che cosa fa il Lear? Vuole spogliarsi di tutto: del governo, del potere, di ogni questione terrena e tenebrosa, per fare solo e definitivamente il padre. Non vuole più essere Re. Ma solo Lear.
Andare incontro alla Morte come un uomo che, tornato a casa dal lavoro e sfinito ai crucci, va incontro alla sua bambina che l’ha aspettato per tutto il giorno. Questo vorrebbe Padre Lear. Godersi quel momento feroce e dolcissimo della vita in cui la Figlia diventa la Madre di suo Padre. Capita a tutti. Prima o poi. Diventiamo i genitori dei nostri genitori. Ma la trappola del Bardo è in agguato. Goneril, Regan e Cordelia, (sì, anche Cordelia), non vogliono essere Madri. Vogliono essere Padri. E Padroni. Vogliono sostituire il Re senza soluzioni di continuità. Né di virilità. Si sposano e sotto-mettono i mariti con “i fegati da latte”, costringendoli a tradimenti, misfatti, guerre. Dal Gioco alla Tragedia. Nessuno va più incontro alla Morte. È la Morte che va incontro a tutti. 


TEATRO GHIONE - Via delle Fornaci 37, 00165 Roma
dal 1° al 20 novembre 2016
Orari spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00 – domenica ore 17.00
Tutta la programmazione sarà accessibile anche a spettatori non vedenti e sordi che, grazie al Ghione, possono da alcuni anni, vivere l'esperienza del teatro.
REPLICA PER SPETTATORI NON VEDENTI O IPOVEDENTI: 13 NOVEMBRE ALLE ORE 17.00

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 6372294 – 06 39670340
Sito web: www.teatroghione.it


FINCHÉ VITA NON CI SEPARI – Ovvero W Gli Sposi
di Gianni Clementi
regia di Vanessa Gasbarri
con Giorgia Trasselli, Enzo Casertano, Federica Quaglieri, Luigi Pisani, Alessandro Salvatori

Nell’inconsueta e “ruvida” commedia di Gianni Clementi sono le 4,30 di mattina. In casa Mezzanotte fervono i preparativi per le nozze dell’enigmatico ed intrigante Giuseppe (Luigi Pisani), figlio di Alba (Giorgia Trasselli) e Cosimo (Enzo Casertano), maresciallo in pensione dell’Arma. Appena rientrato da una missione in Afghanistan, Giuseppe, paracadutista dei carabinieri, è atteso all’altare dalla futura sposa, figlia del signor Spampinato proprietario del ristorante “La Scamorza”. Alba, con la sua tagliente comicità, pur nell’imminenza della cerimonia, non riesce a rassegnarsi all’idea di imparentarsi con quella che lei definisce una famiglia di “sguatteri” e non perde occasione per ricordarlo ad un esausto Cosimo che con esilarante arrendevolezza continua ad amarla dopo 35 anni di bonari ed inoffensivi litigi. L’arrivo di Miriam (Federica Quaglieri) hair stylist e make up artist, come ama definirsi, porta in casa Mezzanotte una ventata di effervescente e scoppiettante simpatia. L’ora fatidica si avvicina, la Chiesa è addobbata, il ristorante la Scamorza attende 120 invitati e casa Mezzanotte si trasforma in un’intricata situazione di equivoci e comicità. Tutto pronto. Tutto perfetto. Tutto… quando, come nei migliori giochi teatrali, qualcuno bussa alla porta… È Mattia (Alessandro Salvatori) che con la sua esuberante personalità…
Il tutto diretto con leggerezza e determinazione da Vanessa Gasbarri.

TEATRO DELLA COMETA -Via del Teatro Marcello, 4 - Roma
Dal 2 al 20 novembre 2016
Orari spettacolo : dal martedì al venerdì ore 21.00. Sabato doppia replica ore 17,00 e ore 21,00. Domenica ore 17.00. Costo biglietti: platea 25 euro, prima galleria 20 euro, seconda galleria 18 euro. Due atti - Durata: 80 minuti

Info e prenotazioni: telefono 06.6784380
Sito web: www.teatrodellacometa.it


LADRI DI BATTUTE
scritto e diretto da Marco Zadra

con Marco Zadra
e Raffaela Anastasio, Fernanda Candrilli,. Bianca Cannata, Claudia Clerici, Jose De La Paz, Fabiola Farabollini, Matteo Finamore, Christian Galizia, Virgilio Genova, Angela Giordano, Tak Hyeonwoo, Andrea Laurenti, Chiara Palieri, Katia Pellegrino, Flaminia Ponti, Paola Santamaria, Eleonora Santini, Marco Spampy, Paola Vori, Giulia Zadra

Una compagnia teatrale di incapaci decide di mettere in scena un giallo inglese molto famoso.
Il regista Frank cambia i nomi dei personaggi per camuffare l’opera.
Adesso sono tutti tedeschi!
Gli attori, durante le prove dello spettacolo, mettono a nudo quelli che sono i vizi, le manie ed i capricci tipici di chi frequenta il mondo teatrale.
C’è chi ha evidenti limiti intellettivi, chi è consumato dall’invidia, chi è troppo pignolo e addirittura chi ha cronici problemi di alcolismo…
Il regista, anche attore, ha consistenti vuoti di memoria e, pur di non ammettere le proprie lacune, ricorre a trucchi di ogni tipo per riuscire a dire le sue battute.
Se a tutto questo si aggiungono due aiutanti (un macchinista portoricano e un assistente di palco coreano) totalmente incapaci… ecco che l’atmosfera nei camerini diventa insostenibile.
Il nuovo spettacolo di Marco Zadra, una miscela esplosiva di comicità, gags e situazioni surreali.

TEATRO 7 - Via Benevento, 23- Roma
dal 1 al 27 novembre 2016
orari: dal martedì al sabato ore 21.00; domenica ore 18.00; lunedì riposo

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 - 442.36.382
Sito web: www.teatro7.it


TEMPESTA
di William Shakespeare
regia Maurizio Panici
con Luigi Diberti, Pier Giorgio Bellocchio, Matteo Quinzi, Claudia Gusmano, Valentina Carli, Riccardo Sinibaldi, Antonio Randazzo

La regia di Maurizio Panici, affronta l’ultimo testo del drammaturgo inglese William Shakespeare offrendone una lettura che s’interroga sul contemporaneo e ne sviscera limiti e potenzialità. Il mago Prospero, l’innocente Miranda, il mostro Calibano, lo spiritello Ariel, l’usurpatore Antonio, l’ingenuo Ferdinando, Alonso il re di Napoli, il buffone Trinculo, l’ubriacone Stefano sono metaforicamente intrappolati nello spazio di una discarica, area di disordine, violenza e confusione morale, deposito di rifiutati, buco nero disgraziato e melmoso ma allo stesso tempo terreno di nuove possibilità. La parola diventa strumento di riscatto, il naufragio atto necessario di rinascita, la tempesta specchio di una situazione prepotentemente attuale: duchi e mozzi, signori e poveracci convivono e s’intrecciano su uno stesso sfondo, questi ultimi espropriati dal potere sovversivo della parola.

La Tempesta di W. Shakespeare per molti un testamento, ma anche l’inizio di una nuova era. Oggi più che mai il sapere determina il controllo su tutto quello che si muove. Prospero ha il potere della conoscenza, è l’uomo che dà un nome alle cose, le fa esistere o le nega, è artefice della percezione di una realtà che continuamente ci sfugge e che ha bisogno di essere letta e decifrata.
(Maurizio Panici).

TEATRO ARGOT STUDIO - Via Natale del Grande, 27 - Roma
dal 2 al 20 novembre 2016
Orari spettacoli: al martedì al sabato ore 20.30 - domenica ore 17.30
Biglietti: 12 euro (intero) - 8 euro (studenti e over 65)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 - 5898111
Sito web: www.teatroargotstudio.com


NATALE IN CASA CUPIELLO
di Eduardo De Filippo
regia Luigi De Filippo

con Luigi de Filippo, Stefania Ventura, Vincenzo De Luca, Claudia Balsamo, Paolo Pietrantonio, Massimo Pagano, Michele Sibilio, Ferdinando Maddaloni, Luca Negroni, Marisa Carluccio,Tiziana Tirrito, Carmen Landolfi, Carlo Zanotti, Geremia Longobardo.

Il 21 dicembre 1931 va in scena per la prima volta al Teatro Kursaal di Napoli questa bella commedia di Eduardo, una delle più note e più riuscite.
All’inizio è un atto unico, il secondo, poi Eduardo con gli anni aggiungerà gli altri due, il primo e il terzo, sentendo il bisogno di far conoscere meglio i suoi personaggi. E l’opera ora è davvero completa.
La Compagnia dei fratelli De Filippo si chiamerà del “teatro umoristico” perché attraverso l’umorismo racconta sulla scena la commedia umana, divertendo, ma facendo anche riflettere: E questo vale anche per questa commedia.
“Natale in casa Cupiello” è la vicenda di un povero uomo considerato quasi un bambino soprattutto quando si avvicina il Natale e si riaccende la sua grande passione per il Presepe. In quella occasione si svela anche l’eterno dissidio fra anziani e giovani, con la continua ripetuta domanda di Luca Cupiello al figlio “Nennì, te piace ò Presebbio?” e la risposta ostinata e dispettosa del figlio “non mi piace, non mi piace”: eterno contrasto in famiglia che si cela dietro un pranzo natalizio.
In questa edizione protagonista e regista dello spettacolo è Luigi De Filippo, figlio di Peppino e nipote di Eduardo, degno erede di una famiglia che fa Teatro con grande successo da tre generazioni.

TEATRO PARIOLI PEPPINO DE FILIPPO - Via Giosuè Borsi 20, 00197 – Roma
dal 27 ottobre al 27 novembre

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06 8073040
Sito web: www.teatropariolipeppinodefilippo.it


L’AMORE MIGLIORA LA VITA
scritto e diretto da Angelo Longoni
con Ettore Bassi, Edy Angelillo, Eleonora Ivone, Giorgio Borghetti.

“L’amore migliora la vita” è una commedia divertente e scorretta sulla necessità di comprendere se stessi e le persone che ci sono vicine e che più amiamo.
E’ una storia morale sulle piccole immoralità quotidiane che ognuno vive e subisce, sulle ottusità che ci pervadono e che facciamo tanta fatica ad abbandonare.
“L’amore migliora la vita” è un richiamo alla comprensione di quest’assioma tanto ovvio quanto difficile da interiorizzare.
Due coppie di genitori si trovano per discutere di un problema che riguarda i propri figli maschi appena divenuti maggiorenni. All’inizio i quattro sembrano essere molto civili e dimostrano di avere a cuore solo il bene dei propri ragazzi ma, quando si tratta di discutere della loro omosessualità e della loro volontà di vivere apertamente il loro amore, le cose si complicano notevolmente.
Madri e padri mettono in luce tutta la loro fragilità morale e la loro protervia, diventano violenti, paurosi, meschini, facendo emergere anche le loro difficoltà di coppia e le loro frustrazioni.
Non importa quale sia la loro provenienza sociale o la loro estrazione culturale, sono tutti inadeguati a mettere mano seriamente al proprio modo di intendere i sentimenti e al loro ruolo genitoriale.

TEATRO GOLDEN - Via Taranto, 36 - 00182 ROMA
dal 25 ottobre al 20 novembre
orario spettacoli:
dal martedì al sabato ore 21.00, domenica ore 17.00. Lunedì e mercoledì riposo.

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 06-70493826
Sito web: www.teatrogolden.it


IL COMMISSARIO MORDANI
di Stefano Terrabuoni
regia di Massimiliano Milesi
con Carla Aversa, Manuela Arcidiacono, Matteo Cianci, Alberto Albertino, Paola Bardellini e Fabrizio Mischitelli

Dopo il successo dello spettacolo “Metti una sera…in giallo” e “Mi ricordo di te”, andati in scena sempre al Teatro Elettra di Roma con il felice sodalizio con il regista Massimiliano Milesi, Stefano Terrabuoni, autore anche di romanzi come “Il piano di Lavinia”, “Nessuno alla stazione” e il recente “Fino all’ultimo scatolone”, torna alla scrittura teatrale. Storie intriganti, personaggi ben delineati, una scrittura veloce e moderna, “Il commissario Mordani” di Stefano Terrabuoni ci porta per mano nel mondo delle indagini, intrigante e misterioso, per risolvere un giallo ricco di suspence. Il commissario Mordani e il suo vice Turrito sono alle prese con un omicidio in una lavanderia, tra interrogatori e sospettati i due risolveranno il misterioso omicidio?

TEATRO ELETTRA - Via Capo d’Africa 32 0- 0184 Roma
dall’11 al 27 novembre 2016
dal giovedì al sabato ore 20.30 / domenica ore 18.30
Biglietto intero euro 12 (+2 tessera)-ridotto euro 10 (+2 tessera)

Info e prenotazioni: mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , telefono 348 3326030
Sito web: www.teatroelettra.org


L'AMICA DELLE MOGLI
di Luigi Pirandello
regia di Franco Venturini

Con Federica De Vita, Franco Venturini, Chiara Cont, Maurizio Venturini, Erica Cremenich
Dopo lo storico allestimento di Giorgio De Lullo con gli straordinari Rossella Falk e Romolo Valli, la compagnia Venturini- De Vita ripropone, a distanza di quarant'anni, quest'opera di Pirandello creando uno spettacolo attuale e coinvolgente. "L'Amica delle Mogli" non è solo il dramma della gelosia, di una gelosia pazzesca e furibonda, ma è anche il dramma dell'ambiguità in cui si staglia la figura di Marta (a cui Federica De Vita dà grande forza e spessore), donna moderna e complessa come il clima che le incombe intorno e di cui è l'involontaria causa, un dramma ch'ella vede ingigantire e di cui sente tutto l'orrore e la disperazione senza alcuna speranza di salvezza.
La regia di Franco Venturini punta a coinvolgere lo spettatore in questo gioco ambiguo fino alla fine, caratterizzando i personaggi e muovendoli con precisione assoluta. La figura di Marta risente probabilmente della passione che Pirandello nutriva per l'attrice Marta Abba, per la quale scrisse la commedia.

TEATRO FLAVIO
Via G. M. Crescimbeni, 19 - 00184 - Roma
7 Ottobre - 27 Novembre 2016
venerdì e sabato ore 21:00 - domenica ore 17:30

Info e prenotazioni: tel. 06 70497905
Sito web: www.teatroflavio.it

 

Articolo di: Isabella Polimanti

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